Quante volte vi sarà capitato anche solo una volta, per caso, di fermarvi al bar per una pausa volante, stanchi e super stressati dopo una giornata di lavoro e giocare ad un Gratta e Vinci o alla Lotteria sperando nel miracolo di una super vincita o magari presi da un momento difficile, di pensare di lasciare tutto e fuggire dalla propria realtà…
Il brano vuole lanciare un messaggio di speranza per ricordare a tutti noi che anche nei momenti più bui è importante a volte fermarci un attimo, staccare la spina, apprezzare e godere delle piccole cose che la vita ci offre e che più contano, perché a fare miracoli “Ce Pensa Gesù”!
Ilenia Bent, Cantautrice romana, è stata ospite di noti programmi tv.
Nel 2015 semifinalista a The Voice of Italy (Team J-Ax), Sanremo Blob sulla Rai e al Sanremo Music Award di Red Ronnie nel 2016.
Ha partecipato a Quelle brave ragazze su Rai Uno, programma di Savino Zaba nel 2017, ed è stata concorrente di X Factor nel 2018 (squadra Fedez).
Ospite di diverse rassegne su Panorama jazz Uno, fra le ultime L’omaggio a Roma di Piero Piccioni nel 2021.
Negli ultimi anni si è dedicata alla realizzazione dei suoi inediti e al suo lavoro di Vocal Coach affiancando diversi Producer tra Roma e Milano per la preparazione tecnica di artisti emergenti.
Il suo motto è: “Combatti sempre per la tua felicità!”
Un brano che parla di legami, tra la voglia di lasciare e il desiderio di restare
In radio dal 8 luglio 2022
Mercole.dì è incentrato sulla consapevolezza di essere uniti da un legame fragile che non vuole essere spezzato. Nonostante le difficoltà, infatti, il desiderio è ancora quello di fuggire insieme per lasciarsi tutto alle spalle.
Paolo Bottini e Sergio Guida dopo un percorso fatto con gli Underdose, gruppo scioltosi dopo 3 dischi, hanno dato vita ai Blu 21 e alle otto tracce di Ricordami, disco d’esordio del duo elettropop, scritto a distanza in soli 6 mesi. Sulla genesi di Ricordami Paolo e Sergio raccontano: «Spesso si è venuta a creare una sorta di sfida. Paolo che inviava alle 3 di notte la musica e io che nel tardo pomeriggio cercavo di dargli un testo cantato. Tutto per cogliere nell’immediato le nostre idee, tutto per non perdere la nostra creatività».
Autoproduzione
Radio date singolo: 8 luglio 2022
DICONO DI “RICORDAMI”
«… è un disco sensibilissimo nonostante le tante soluzioni elettroniche. Eppure c’è la fragilità che neanche un computer con i suoi pattern matematici può assicurare e nascondere. Va ascoltato a luci spente questo disco.» Mondospettacolo
«Le sottili meraviglie del lato romantico di un uomo immerso nel tempo futuro.» Just Kids Magazine
«Dunque “Ricordami” mi lascia dentro quel sentore di esperimento, ben riuscito, affamato e ispirato… Le sottili meraviglie del lato romantico di un uomo immerso nel tempo futuro.» Blog Music
«… il mix totale sprigiona verità e credibilità. Un disco che emana la dimensione di essere umani dentro un tempo assurdo». Exitwell
«“Ricordami”: disco che dalla perfezione digitale sa come estrapolare anche quel piglio umano che determina quel fragile equilibrio che è la meraviglia stessa dell’essere uomini su questa terra.» Deapress
Blu 21 perché blu è il colore dell’anima e 21 sono i grammi del suo peso. In questa frase si nasconde la musica dei Blu 21 che è tutta cuore e anima.I Blu 21 sono Paolo Bottini che ha messo la firma su ogni nota di questo progetto come compositore e Sergio Guida che ha dato voce a questo duo, nonché autore delle canzoni. Nascono nel 2021, ma nella realtà i due si conoscono da più di un decennio avendo fatto entrambi parte degli Underdose. I ragazzi si cimentano in una nuova veste: un vestito elettrico, pop da indossare a proprio piacimento e da ascoltare soprattutto. Il singolo apripista del nuovo progetto è “Ti Vedo chiaramente” che ha anticipato l’uscita dell’album “Ricordami”.
Gli esseri umani sono creature colme di contraddizioni. Dotati della facoltà del discernimento, percepiscono la propria presunta superiorità intellettiva. Eppure, questa capacità del cogliere l’essenzialità che è all’interno delle cose e dei fatti, disvela, agli individui, l’intrinseca fragilità che li governa.
L’umana gente vive nella ricerca di un significato alla propria esistenza ed è proprio questa ineliminabile necessità di attribuirsi un senso che la fragilizza. C’è chi ricerca il proprio autentico spessore nell’Amore, chi nel lavoro, chi nel rendersi testimone, chi, ancora, nell’aiutare il prossimo. Ciascuno anela a trovare la propria caratura rendendosi partecipe di uno qualunque dei valori cardine della nostra società. La verità è che, in ciascuno di questi atti, continuiamo a deputare il nostro senso ad entità esterne a noi stessi, rendendoci sempre meno consapevoli del male che ci infliggiamo.
In verità, il vizio del torturarsi cercando la più autentica Sostanza all’infuori di noi è malcostume tipico del mondo occidentale, nonché il più radicato retaggio della cristianità. Jean Paul Sartre, il padre dell’esistenzialismo, denunciò il creazionismo come propulsore del “primato della conoscenza su quello della coscienza”. Con ciò volendo far riflettere su di una circostanza particolare: l’essere umano è elemento attivo della creazione e non una semplice affermazione di un più complesso affermante. L’uomo, con la propria coscienza, dona alle apparenze (al mondo esteriore) il loro compimento. D’abitudine attribuiamo tale facoltà solo al Creatore, condannandoci ad essere parte di un sistema preordinato, per noi privo di un significato percepibile perché effetto di calcoli che ci prescindono.
Immaginarci come portatori e fautori di significato, ci proietta nei ranghi dell’Assoluto. Tuttavia, questo non ci libera dalla umana sofferenza. Conoscerci come ordinatori delle apparenze può risolvere il dramma del dover ricercare le nostre verità in qualcosa, altro da noi. Parimenti, ci carica di una enorme responsabilità facendoci, ancora una volta, sentire vulnerabili. La più comune sintesi agli studi sartriani recita: “l’uomo è radicalmente libero, per questo infelice”. Tale sintesi troverebbe una migliore formulazione se enunciata come segue: “l’umana gente percepisce la propria natura di portatrice di significato, per questo è infelice”.
Tutto questo è quel che “Soli idoli”, il nuovo brano di Orlando Ferrari, vuole raccogliere ed esternare, azzardando un nuovo modo di cantare l’Estate: la leggerezza nella melodia, unita alla ricerca letteraria e filosofica nel testo.
Orlando Ferrari è un artista emergente di Brescia. Si affaccia alla scena musicale con una particolare attenzione alle connessioni tra musica e letteratura ed il desiderio di unire piano alto e piano basso della narrazione, facendo di sé un simpatico propulsore culturale. Dopo “Slava Ucraina, Herojam Slava!”, un brano a sostegno della causa ucraina, pubblica “Perdono”, un singolo autobiografico contro la violenza domestica e la discriminazione. Presenta, ora, al pubblico, “Soli idoli”, un pezzo estivo per ballare e per riflettere sulla nostra condizione esistenziale.
Un sound che unisce il dialetto napoletano e la musica reggae, questo è “‘Nzieme a me”, il nuovo singolo dei Terra Nera.
‘Nzieme a me – Il brano disponibile su tutte le piattaforme digitali, anticipa il nuovo album atteso per l’autunno, nato come connotazione musicale performativa e che già al primo ascolto da un senso di quello che è la musica della band.
‘Nzieme a me, è un brano che parla di rapporti, di esserci e non esserci, di consapevolezza dell’altro e di se stesso.
Le dichiarazioni – Sul brano ‘Nzieme a me, la band dichiara: “‘Nzieme a me è un brano d’amore che sottolinea due aspetti, quello della fragilità emotiva, ma anche quello della consapevolezza dei propri limiti, il che aiuta l’individuo a migliorarsi, uomo o donna che sia. Racconta che accettare ‘la fine di qualcosa’ è una soluzione. Ovviamente è solo il primo estratto del nuovo disco che abbraccia nuovi sound e temi più crudi e attuali, che il Covid ci ha insegnato… tutto in Napoletano!”.
La band – I Terra Nera nascono nel 2016 nella periferia nord di Napoli e sono Enrico Fusco (cantautore, chitarrista e sassofonista), Alessandro Capone (batterista e percussionista) e Domenico Pirozzi (chitarrista). Il loro obiettivo è quello di raccontare grazie alla musica, i disagi e dei tempi trascorsi ed i punti di forza di un territorio vissuto nel quotidiano… e da li il significato del nome.
Musicalmente spaziano tra reggae e pop, spesso con il supporto della lingua napoletana e da li, pubblicano il loro primo singolo, “Palummella”, a Maggio 2018. Oltre le decine di partecipazioni alle rassegne musicali più importanti della Campania e del Sud Italia, partecipano a Sanremo Rock arrivando alle fasi finali. Nel 2020 viene pubblicato il primo album dal titolo “Che tengo a Vedè”. Il 9 Giugno 2022 arriva ‘Nzieme a me, singolo che anticipa il nuovo album.
Il video è disponibile qui:
Crediti – Della canzone è disponibile anche il video su YouTube con la regia di Gianluca Esposito e Valentina Mattiacci e che vede come protagonisti Alex Cerlino ed Enrico Pascarella. La produzione è a cura di Pasquale Capasso ed è stato registrato presso FlexRecordingStudio di Flex Aiello. Le riprese video sono state realizzate da Loop Studios ed il basso nel brano è di Francesco Girardi. L’ufficio stampa è a cura di Francesco Russo (FREVARCOM).
La cantante e producer bolognese esce con un nuovo singolo
In radio dall’8 luglio 2022
Una tematica difficile, quella dell’alcolismo, portata alla luce da Helle in questo brano: «Tom parla di dipendenze e solitudine. È una delle prime canzoni che ho scritto per l’album».
Il singolo fa parte di “Disonore”, disco electro pop che caratterizza il nuovo corso artistico e professionale di Helle, cantautrice e producer bolognese, che a poche settimane dall’uscita (giugno 2021) ha vinto il PREMIO SPECIALE assegnato dal MEI «Per aver affrontato con sonorità spiccatamente elettro-indie e liriche dal forte peso sociale, il tema della Libertà attraverso l’analisi delle sfumature dell’animo umano, soprattutto quello femminile».
Ma anche il PREMIO LUNEZIA NUOVE PROPOSTE NEW MOOD «Per aver offerto nel brano 2, 107 una visione delicata e cruda con tappeti sonori moderni e sperimentali sulla morale delle donne».
Proprio di recente poi ha vinto il PREMIO DELLA CRITICA all’interno della rassegna del Premio InediTo 2022 per la sezione “Testo canzone”.
Inoltre è finalista del Premio Bindi 2022.
Dicono di “Disonore”
«Elettronica e sapori vintage dentro strutture tutt’altro che ferme alla forma pop da cassetta. L’indie italiano trova qui l’ennesima rottura di stile contro modelli che cercano la propria personalità sempre rivolgendosi a stilemi passati». Ophelia
«“Disonore” fa parte di quella schiera di dischi “pericolosi” perché fanno riflettere, pensare e rimettere in discussione le certezze della vita. E così ci accorgiamo che tutto quello che diamo per scontato in realtà è solo il frutto di nostre convinzioni arbitrarie. Ecco, queste dieci canzoni sono spunti interessanti da cui partire o lidi incerti a cui approdare preparandosi alla prossima tappa» Low Music
«un lavoro ampiamente rivolto alla società, personale e di contorno… dai social media alle paure più nascoste dentro di noi che magari evitiamo di mostrare o di confessare anche a noi stessi» Just Kids Magazine
«Helle ha una sonorità caratteristica, quindi non è un’artista facile da descrivere. Per semplificare potremmo dire che ha un timbro riconducibile ad Annalisa e una scrittura che potrebbe ricordare la prima Margherita Vicario, ma è più oscura. I paragoni non bastano a comprendere: solo l’ascolto rende l’idea» Ondamusicale
Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con Bruno Mariani. Negli stessi anni ha suonato con Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 70 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, il 27 novembre 2020 arriva il nuovo singolo “Al Pacino”, entrambi prodotti, suonati e arrangiati dalla stessa Helle. Seguono questa uscita i brani “Carovane” e “Rispetto”, mentre il 25 giugno 2021 la cantautrice e producer pubblica l’album “Disonore”. Successivamente sono usciti i singoli “2, 107”, “Tu mi volevi bene” e “Chimere”.
Il racconto di un omicidio, una storia di apartheid e insieme un tributo ai Clash che lo resero celebre
In radio dal 24 giugno
Police on my back è un brano scritto da Eddy Grant contro il regime dell’apartheid in Sudafrica, poi ripreso da The Clash nel 1980.
Proprio da questa seconda versione, arricchita da tutta l’energia e la rabbia della band londinese, nasce la cover di The Rocker.
Il testo parla di un uomo che ha appena commesso un omicidio, ha sparato ed ha ucciso presumibilmente un poliziotto. Da quel momento scappa, corre e si rifugia ovunque, sentendosi braccato. Cosa ha fatto? Improvvisamente si rende conto che da quel momento in poi avrà un conto da pagare con la giustizia, una sensazione di panico che fa a schiaffi con il motivo musicale allegro della canzone.
«Il brano l’abbiamo registrato a novembre 2021 al Boombox Studio di Mauro Tondini a Milano. Siamo riusciti a riportare lo stesso mood della versione dei The Clash, indurendo leggermente il sound, aggiungendogli un solo di chitarra ed una strofa/special» The Rocker.
Edo Arlenghi già cantante dei RiffRafftribute to ACDC è il fondatore e compositore di questo progetto di Pure Rock’n Roll. Nel 2009 i The Rocker aprono il God’s of Metal allo stadio Brianteo di Monza, suonando prima di Motley Crue e Heaven & Hell. Nel 2010 esce il primo album, Italian Bastards, per la 3 Accordi Records. Nel 2010 suonano al Palalido di Milano in apertura agli svedesi Europe e aprono al primo tour italiano dei Californiani Y&T.
Nel 2013 esce il secondo album – Blood Strenghth and Soul – registrato a Los Angeles al Command Studio, che vede alla batteria Mr.Simon Wright ex drummer degli ACDC e della Ronnie James Dio Band. Nel 2015 la band viene invitata a suonare all’Expo di Milano mentre nel 2016 esce il singolo e il video di Glorious Day, un brano di grande impatto diventato la sigla della piscina più profonda al mondo. la Y-40 di Montegrotto Terme.
Il video è stato filmato nelle profondità della piscina stessa, che raggiunge i -40 metri. Il primo giugno 2021 i The Rocker lanciano il loro nuovo singolo – Keep rock’n roll alive – title track del nuovo cd che uscirà nel 2022 e che contiene anche Police on my back.
11 tracce costruite su una chitarra a due corde, ricercando l’essenzialità nella musica e nelle proprie esperienze
Una release aggiornata con due nuovi brani
Double one nasce dall’esigenza di dimostrare a tutti, specialmente ai rockers di lungo corso, che si può fare musica con poco in modo accattivante e funzionale.
L’essenzialità dello strumento e della filosofia che sorregge l’intero progetto si costruisce su brani “snelli” ma non svuotati, bensì ricchi di sfumature e caratterizzati da ritmi arricchiti da tocchi inaspettati tipici del jazz o della musica progressive.
Uno strumento double one è uno strumento musicale che ha solo due corde, nello specifico due corde di MI accordate all’unisono.
«Ho scelto una Telecaster, che ha una risposta più presente e squillante anche quando monta sei corde, sia nei suoni distorti che puliti. Per eseguire gli accompagnamenti, basta percuotere e far vibrare una corda e l’uso della corda doppia permette di ottenere facilmente un terzo grado minore o maggiore da applicare alla tonica ottenendo così un bicordo senza la quinta giusta.» Castano Shock
Track by track
Se io sarei
Una canzone con un riff fluido e facile da ricordare, un ritmo accattivante che fa muovere il piede e un giro di basso avvolgente. Il testo, invece, racconta all’italiano medio una dilagante realtà tutta italica ossia l’uso erroneo dei congiuntivi.
Oggi sto bene
La canzone, come tutte quelle di questo album, racconta le ansie e i malesseri dell’uomo comune e la modernità senza rinunciare ad una certa ironia e sagacia.
È nata prima la musica poi il testo che spiega l’approccio alla vita dell’autore, sempre in bilico tra la consapevolezza dei saggi e la rabbia dell’uomo comune moderno in lotta con le avversità quotidiane
L’uomo sbagliato – Double one version
L’uomo sbagliato è una canzone vecchia di 20 anni ed ha, rispetto ad altre canzoni del repertorio, un destino unico. Il brano, scritto per raccontare un amore combattuto, è nato nel periodo rock. La versione attuale, riarrangiata double one strizza l’occhio alla versione primordiale di vent’anni fa conferendo un suono granitico e “diverso” incentrato su l’essenzialità e l’immediatezza oltre che l’esemplificazione teorica e pratica.
Siamo ancora noi
Canzone che nasce come sfida con se stesso: dimostrarsi che sugli intervalli di Stand by me si poteva ancora “aggiungere qualcosa”. Il pezzo non ha un ritornello, bensì un crescendo. In fase di registrazione della voce, poi, l’autore decide di risuonare il giro di basso, eliminando un accordo e cancellando così l’atmosfera originale.
Mi sono innamorato
Castano non ha mai scritto, in passato, canzoni esplicitamente d’amore. Pur toccando il tema ha sempre preferito raccontare storie di sentimenti combattuti e/o lesivi più vicini alla realtà e allo storytelling. Con questa canzone, per la prima volta avviene qualcos’altro raccontando, in modo divertente, poco e nulla sull’argomento, anche perché l’amore non si può spiegare.
Abracadabra
Una canzone scritta nel 2014 che con questo nuovo “abito essenziale” è diventato uno dei brani più riusciti.
Racconta la storia dell’uomo fallito che incontra un amico immaginario, suo alter ego, che gli sbatte in faccia tutte le decisioni sbagliate ed un susseguirsi di guai e abitudini distruttive che culminano in una fotografia grottesca della sua famiglia sfasciata.
Non dimenticare mai
Brano già contenuto nel disco autoprodotto dei Ginger Fashion (2010), la band che precede il progetto Castano Shock. In versione double one mantiene le sue caratteristiche primordiali.
Mai
La canzone più “politica” che narra un momento esatto di questo Paese: il primo lockdown. Mai ha un incedere ritmico ossessivo e funkeggiante con un giro di basso ostinato ricco di “ghost note”, ulteriormente rinforzato dalla double one nelle parti non cantate. La vita come uno stadio o peggio, un’arena, tutti affannati ad odiarsi e a distrarsi con effimeri “nuovi valori”.
Sei di nuovo stanca
Altro brano proveniente dal disco del 2010 Canzoni Impossibili dei Ginger Fashion. Il testo sembra avere un filo conduttore con Non dimenticare mai.
Rabarama Groove
Brano strumentale dedicato a Paola Epifani, Rabarama, nota pittrice e scultrice italiana, mai incontrata dall’autore che tuttavia in quel periodo talvolta chattava con lei. Il riff del basso iniziale e finale ricorda i solchi (gli intarsi) che la nota artista effettuava per caratterizzare le sue opere. Rabarama ha ricevuto in dono il brano.
Libertà
Canzone dalle atmosfere arabeggianti e mistiche, ricavate da un giro di basso ostinato ed una double one priva di distorsione. Libertà è anche l’unica canzone del disco che è stata suonata con entrambe le corde di MI per ottenere un bicordo che negli altri brani del disco non serviva.
Castano Shock, alias Max Bellia, artista visionario genovese, ha all’attivo 6 dischi autoprodotti. Il settimo, intitolato Double One uscirà il 15 luglio 2022. Castano comincia a comporre musica inedita fin da giovane, negli anni ‘90. Per diversi anni suona cover, accantonando le sue produzioni inedite, ma nell’autunno del 2005, tornato in Italia dopo una lunga tournée in Sud America con la Stars band, insieme ad un suo amico d’infanzia fonda i Ginger Fashion, un progetto musicale in bilico tra la house/funky music e il blues. Qualche anno dopo i Ginger Fashion virano al rock elettronico, ponendo le basi per quello che diverrà il progetto cardine di Castano ovvero i Castano Shock. Il primo Ep del 2013 è in inglese – Under a shower of light – dall’impronta rock wave con sfumature elettroniche. Nel 2014 la band si scioglie e Castano decide di proseguire nella carriera solista autoproducendo il suo primo
disco: Demoni. Nel 2015 è l’anno di Paradossi Eterodossi, mentre nel 2016 pubblica Sono un alieno.
Nel 2017 è la volta del disco Nato ancora seguito l’anno successivo da Soluzione.
Nel 2020 è l’anno di Porno spam e del lavoro su un nuovo album in cui abbandona le sonorità esplorate finora. Il nuovo corso verte su una filosofia ideata da lui stesso: la “double one”. Lo strumento double one è uno strumento dalle sembianze di una chitarra, ma ha solo due corde uguali accordate all’unisono. Il disco, che prende il nome da questo nuovo strumento, ha dei testi che mantengono il piglio e la sagacia dei precedenti, sempre in bilico tra l’ironia e la riflessione, mentre gli arrangiamenti sono votati all’essenzialità, espressi dalla double one.
The growth of Radio RBS continues without delay, as it had already announced its presence on by the first half of 2022.
From Thursday 6 July, in fact, the programs of Radio RBS will be radiated, in addition to the WEB, also through the DAB+ Digital Radio.
DAB+ is the evolution of DAB (Digital Audio Broadcasting), it is the current standard for broadcasting radio broadcasts with digital technology. Compared to the first, the DAB+ is enriched by the possibility of transmitting images, expanding the information content.
It will then be enough to locate Radio RBS, select its name from a list and for the duration of listening on site or traveling by car, no corrections will be necessary.
This is a small revolution of Radio RBS which, in its development plan and in order to increase the pool of listeners and listeners, combines the “On Line” with the “On Air”.
Let’s start from the provinces of Milan, Monza and Lodi to carry out the first tests on the system, before gradually expanding the catchment area.
Also in this case RBS Radio is always the protagonist of news and developments “for people and with people”. We just have to say good luck this time for this new commitment to which, we are sure, the whole community of RadioRBS.it will be added.
Parte oggi e fino al 1°agosto la votazione per decretare i migliori talenti: il contest “Cover Me” organizzato dal gruppo “NOI & Springsteen” procede a gonfie vele e ora si avvia verso le ultime battute. Il pubblico potrà votare da casa, attraverso il sito dedicato www.noiespringsteen.com, le migliori dieci Cover che voleranno dritte verso la finale, prevista per domenica 4 settembre nel suggestivo Parco Sant’Agostino, Bergamo. Le votazioni del pubblico da casa concorreranno, insieme al parere della giuria di qualità presieduta da Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts, alla scelta dei finalisti.
Hanno partecipato al contest musicisti provenienti da tutto il territorio nazionale: da Padova, Como, Napoli, Firenze e Ascoli Piceno; dal Nord al Sud.
E non solo! Le voci intorno a questa competizione musicale hanno riecheggiato oltre i confini italiani, espandendosi a macchia d’olio anche su Spagna e Germania con, rispettivamente, Madam Marie da Saragozza e Mario Dress dalla regione della Ruhr.
Ma a passare la prima severa selezione ci sono anche diversi musicisti della città meneghina: primo posto per Luca Milani con “Devils and Dust”, e terzo per Tommy Mauri con “Spirit in the Night”; classificati più in basso abbiamo invece Leonardo Cereda al tredicesimo posto con “Moonlight Motel”, gli Stick o The Plan al quindicesimo con “Rosalita” e sedicesima posizione per Andrea Penna con “Racing in the Street”.
Come procedere con la votazione online
Le 20 cover che hanno ottenuto il punteggio più alto saranno pubblicate sul sito web www.noiespringsteen.coms e da oggi, venerdì 1° luglio, sarà il pubblico a trasformarsi in giuria votando ogni singolo brano con un punteggio da 0 a 5. Per poter effettuare la votazione sarà necessario registrarsi sul sito e accedere alla sezione “gara” e si potranno votare tutte e 20 le cover o solo una, a propria scelta. L’utente registrato potrà effettuare anche più accessi per votare i 20 brani, ma il giudizio che verrà preso in considerazione sarà l’ultimo effettuato prima del termine della votazione fissato per il 1° agosto.
il brano che descrive una condizione di vita di persone comuni
“Vita Bohémien” è stato un porto di consapevolezze e grazie al lavoro introspettivo della scrittura del testo l’artista ha conosciuto molto di più di se, riflettendo su diversi aspetti di una relazione: l’amore che c’è all’inizio di un rapporto bellissimo cambia inevitabilmente quando si percepisce che l’altro viene a mancare nello scambio innescando una riflessone sulla certezza di non credere più in questo tipo di rapporti.
Quando ti dai completamente ad una persona e vieni costantemente ricambiato solamente in parte, l’amore non è più un dare e avere, è soltanto una funzione che da gesti spontanei diventa sempre più finzione, gesti che uno dopo l’altro, quando non corrisposti, portano a pensare: “ io ti regalo tutto quello che posso, ma tu invece di alimentare questo amore, ogni volta mi fai sentire sempre più vuota”.
“Nella mia storia, dice Malakiia, c’è una ragazza insicura che si nasconde dietro dei gioielli bellissimi, una ragazza che ha sofferto ed è stata chiusa per un anno dentro una casa perché malata mentre tutto il mondo fuori girava e non si curava di lei.
Sentirsi soli e trovare un barlume di speranza nell’amore che ci arriva come un fuoco appena incontriamo qualcuno è devastante quando ci accorgiamo che quella fiamma era solo un fiammifero durato poco, poiché si spegne subito”.
“Vita Bohémien” è il titolo della canzone e parla della condizione di vita delle persone comuni, di quello che ci porta ad apprezzare di più le cose semplici che ci sono intorno a noi vivendo la nostra quotidianità, ed il video intende rappresentare che per stare bene bisogna avere la persona giusta al proprio fianco; infatti avere una persona al nostro fianco che ci conduce su un mondo parallelo dell’amore, praticamente equivale a vivere un amore non corrisposto.
La scena finale del video, dove si riprende l’attrice attaccata al vetro, è la realizzazione di ciò che quella ragazza stava pensando di vivere con quella persona, ma poi la realtà trova invece la sua riposta sulla terra. La triste realtà, in una atmosfera davvero da poeti e sognatori bohémiens, è citata in una frase ben precisa: “la verità ci fa male, si, chi lo sa”.
Rosa Mauro in arte Rosamà nata ad Agropoli, vive a Capaccio Paestum in provincia di Salerno, cantante e danzatrice, ha frequentato il Liceo Coreutico Alfano I di Salerno. La passione per la danza incomincia all’età di 6 anni iniziando a frequentare scuole di danza dove ha imparato tutti gli stili dal classico al moderno e al contemporaneo.
Vincitrice della borsa di studio per partecipare alla rassegna “Le Stelle di Tersicore”, si esibisce poi all’”Ischia International School Festival”, e in vari concorsi come “Dancing Dream” e “il sogno di mia madre”. Partecipa a stage con Raffaele Paganini , Steve La Chance, Andrey Lyapin e Simone Nolasco. E’ grazie alla danza che scopre l’amore per il canto quando per puro caso, durante le prove generali di uno spettacolo, inizia a cantare.
Così inizia ad esibirsi come cantante in feste di piazza, e all’età di 13 anni incomincia a prendere lezioni di canto, perfezionandosi con l’insegnante Ileana Mottola. Partecipa a vari concorsi e al Progetto Hoop Music diretto da Giancarlo Genise. Dopo la maturità si iscrive al Conservatorio G. Martucci di Salerno.
E’ stato l’incontro con il noto autore Remo Elia, che tra i tanti annovera testi interpretati dai Tiromancino, Carmen Consoli, Ivana Spagna, Luisa Corna, Sal Da Vinci , etc. a segnare il primo passo importante. Infatti è con la casa discografica La Mia Song di cui Elia è il direttore artistico che Rosamà produce il suo primo singolo dal titolo Io Non So Volare, scritto da Remo Elia e Luca Sala.
Il video girato tra la suggestiva location “Le Trabe” (capo di fiume, Capccio/Paestum) le spiagge di Capaccio\Paestum, e i Giardini piazza Tempone di Capaccio Capoluogo, ha la firma del regista Nilo Sciarrone.
Un singolo fresco e orecchiabile che vuole far ballare tutti in questa calda estate appena iniziata.
In radio dal 28 Giugno 2022
“Un’estate da Bere” è il titolo del nuovo brano estivo di Fre, Ivan Granatino e Xounous dal sound fresco, avvolgente ed a tratti chill, con un ritmo ballabile e melodie facilmente orecchiabili, strizzando l’occhio a quello che è anche il sound latino. Anche le rime sono di facile riconoscimento sia nello stile più urban di Fre, che in quello di più pop di Ivan Granatino, mentre il ritornello è affidato alla voce di Xonous .
«Abbiamo tutte le carte in regola per candidarci tra i pezzi estivi del 2022!» Fre
Scritta da Fre, Emilio Munda (Sugar Music) e Nadia Nori (Sugar Music) insieme a Vinz Turner e Ivan Granatino è stata prodotta in Wall Of Sound Studio a Milano da Fre con Edo Good Vibes.
Fre, all’anagrafe Francis Adesanya, è un rapper italiano di origine nigeriana da parte di padre. Nato a Chieti, in Abruzzo e cresciuto a Milano, tra la periferia e la città, coltiva fin da piccolo una sua grande passione per la musica, a cui inizia a dedicarsi producendo i primi mixtape ed esibendosi in piccoli locali e scantinati. Successivamente, entra a far parte di un gruppo che apre la strada a diverse collaborazioni con artisti come Tormento, Vacca, DJ Fede degli atipici di Torino, Enz Benz e Ronnie Jones crescendo, così artisticamente e tecnicamente. Dopo un periodo di stop, riprende la sua attività da solista, pubblicando nel 2017 il suo primo brano dal titolo “Solo” a cui seguono i singoli “Fatti Di Stelle”, “Il Cielo Con Un Dito” e “Joe Bastianich” che lo portano a firmare con la Thaurus Music/Believe alla prima pubblicazione del suo album “Gomorrista” con oltre un milione di stream su Spotify. “Pasta&Flow” e “Influencer”, con oltre un milione di visualizzazioni su Youtube, sono i due singoli estratti dall’album. Anche “Sott’acqua”, distribuito con Warner Music Italia, con cui totalizza un milione di visualizzazioni su Youtube e un milione di stream su Spotify, è traccia portante dell’artista. Il 15 ottobre 2021 per FRE è la volta del singolo “BLA BLA BLA” con cui approda al primo posto per 3 settimane nella classifica radio italiana Emergenti e in quella Indipendenti al 15esimo posto. Il 28 dicembre FRE pubblica il singolo Farsi Male in collaborazione con Caneda.
BIO IVAN GRANATINO
Protagonista della scena hip hop e R&B campana da molti anni, Ivan Granatino è uno degli artisti di maggior talento del nostro rap. Amato da molti fan del circuito underground, ha avuto anche un momento di clamore mediatico per la sua partecipazione a un famoso talent show. Ivan Granatino è nato a Caserta nel 1984. Appassionato di musica fin da bambino, grazie al padre, interprete di musica classica napoletana, si avvicina prestissimo al mondo delle sette note. Mano a mano si avvicina al mondo del rock e dell’hip hop, e proprio la passione per questi generi lo porta a creare un crossover del tutto personale. Nel frattempo prende lezioni di canto e musica, e inizia a fare provini in giro per l’Italia. Disinvolto e spigliato, si fa presto apprezzare da alcuni dei maggiori nomi dell’hip hop non solo campano, ma italiano in generale, come Clementino, Luchè, i Club Dogo e anche il produttore Franco Ricciardi. La grande occasione della sua carriera arriva nel 2014, quando partecipa al talent The Voice of Italy e si fa conoscere dal grande pubblico. Sotto la guida di J-Ax, riesce a diventare uno dei protagonisti dell’edizione, e lancia anche un singolo molto apprezzato, Pare mo. Oggi Ivan Granatino è ancora uno dei nomi più importanti della scena rap campana.
BIO XONOUS
Non si sa chi sia, né quanti anni abbia, né da dove venga.
Conosciamo la sua voce grazie al primo singolo “Venere contro Marte” uscito in featuring con Sherdana il 31 dicembre 2020. Dal nulla raggiunge centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube e altrettante centinaia di migliaia di ascolti e download sulle altre piattaforme digitali, fino a superare il milione di view con il secondo singolo “Shazam”.
Resta in classifica radio per oltre un mese raggiungendo la prima posizione nella classifica emergenti e la numero 13 nella classifica generale Earone. Nelle vendite rimane in top 50 dei bestseller di Amazon per 3 settimane mantenendo la seconda posizione per tutta la prima settimana di uscita.
Ha creduto in lui Emilio Munda, produttore artistico, autore e compositore (podio due volte al Festival di Sanremo, autore per Il Volo, Francesco Renga, Michele Bravi, Nina Zilli, Nomadi, Umberto Tozzi, Valerio Scanu, Gemelli Diversi, Dear Jack e molti altri) Xonous è nella produzione esecutiva di Astral Music e sta lavorando insieme alla sua squadra di autori a nuovi progetti tra cui alcuni già in chiusura per l’uscita in featuring con i big della musica italiana.
La lotta fra le Signorie d’Italia diventa una danza estiva, tra duchi e podestà che si sfidano all’ultimo ettaro di terreno.
In radio dal 24 giugno
Corre l’anno 1300, il Papa è ad Avignone e l’imperatore compare raramente sul suolo italico. In questo vuoto di potere inizia il vero e proprio gioco di guerra e ambizioni fra possedimenti confinanti e uomini di governo altrimenti detto “Game of Signorie”.
In pieno stile Bardomagno dal testo emerge con ironia tutta l’invidia, la sete di potere, il campanilismo e la violenza insensata delle battaglie, mentre risuona una tipica e coinvolgente danza estiva. Dopotutto chi, con l’arrivo della bella stagione, non sogna di spacciarsi da Podestà e instaurare la sua piccola signoria assoluta, in grado di lottare con il proprio vicino di casa in uno scontro senza fine?
BardoMagno è il progetto musicale partorito dal grembo paterno dei Nanowar Of Steel e dal Consiglio di Corte di Feudalesimo e Libertà.
Feudalesimo e Libertà è la community nata su Facebook quasi dieci anni fa e giunta a contare più di 700 mila followers. Nei fatti la più grande community sul Medioevo d’Italia. Con un taglio sempre ironico la pagina rilegge accadimenti della vita quotidiana in chiave medievale.
I Bardomagno sono:
Abdul il Bardo – Valerio Storch (voce e chitarra)
Fra’ casso da Montalcino – Edoardo Sala (batterie e cori)
Beroardo Arpeggiapalle – Joseph Ierace (tastiere e cori)
Svenwalter lo Normanno – Massimo Volontè (flauti, cornamuse e bouzouki)
“Game of Signorie” è stato suonato da Valerio Storch, Edo Sala e Maurizio Cardullo. Mix di Maurizio Cardullo, mastering di Andrea “Bernie” De Bernardi.
BardoMagno è il progetto musicale di Feudalesimo e Libertà, una community nata su Facebook nel dicembre 2012 che conta ad oggi più di 700 mila followers, raccogliendo gran parte degli appassionati di storia, videogames e fumetto, può essere considerata la più grande community sul medioevo d’Italia.
“Servendo et seguitando” gli ideali del sistema feudale, BardoMagno è la diretta espressione della voce de “Lo Imperatore” fatta in musica, cosicché “financo lo più analfabeta delli villici possa istruirsi via auricolae allo soave et rassicurante pugno di ferro imperiale”.
Ad aprile del 2019 è uscito il loro album di debutto “VOL. I”, in collaborazione con la Black Dingo production che trasla in chiave satirica i più noti brani della tradizione musicale italiana oltre a proprie composizioni. La loro opera prima è un concentrato di musica folk rock dai testi in neo-medievale.
Chi è Feudalesimo e Libertà
La community di Feudalesimo e Libertà nata su Facebook in occasione delle elezioni politiche del 2012. Feudalesimo e Libertà ha fin da subito avuto grande successo per aver introdotto un nuovo modo di fare satira e umorismo sul web: fingersi un finto partito politico che proponeva soluzioni feudali – spesso contradditorie e volutamente enfatizzate – a problematiche odierne. Un grande gioco di ruolo nel quale i “sodali” di FEL vengono quotidianamente coinvolti grazie all’utilizzo dell’ormai tipico linguaggio “neo-volgare”, e all’universo dove i cliché tipici del “Medioevo” vengono valorizzati per evidenziare gli eccessi e le incongruenze politiche o di costume dei nostri tempi.
Feudalesimo e Libertà può vantare un pubblico particolarmente affiatato e affezionato al brand, tanto da consentire di vincere per due anni consecutivi (2016 e 2017) il premio per la Miglior Community e come Miglior Pagina Facebook (2013) ai Macchianera Awards, gli “Oscar della Rete” italiani. Feudalesimo e Libertà è presente anche su Instagram e Twitter, raccogliendo altre decine di migliaia di seguaci.
Fuori dai social, FEL raccoglie una larga platea di affezionati che partecipa alle attività lungo tutto il territorio italiano: dal raduno di FEL a Milano, all’Etna Comics di Catania, passando per Padova, Bologna, Lucca, Napoli e diverse città in cui vengono proposte festival del gioco e del fumetto.
Un brano che cerca di catturare l’avventura nel mondo per instaurare la relazione profonda con sé stessi
In radio dal 10 giugno
Il mondo è grande e, per lo più, selvaggio e trovare il nostro posto può essere complicato. Infatti, quando ci dirigiamo con entusiasmo verso qualcosa che ci attira capita di essere inghiottiti dalle sfide e dalla natura imprevedibile delle cose.
Partendo da questa idea nasce Big Wild World un brano che parla di una ricerca e della successiva accettazione, in un rimando continuo sull’idea di casa che, per alcuni può essere la famiglia, per altri un amico e per altri ancora, un luogo.
«In fondo credo che questa canzone esprima l’idea stessa del viaggio. Spesso andiamo alla ricerca di qualcosa che abbiamo già, fingendo di mantenere un controllo solo apparente, mentre basterebbe ammettere che non sappiamo dove stiamo andando e cosa possa succedere nel frattempo per godersi la vita». Ashleigh Vilk
Questa canzone è uno dei cinque singoli che compongono il primo EP della cantautrice, incentrate sulla celebrazione della creatività. Le canzoni sono scritte insieme a collaboratori da tutto il mondo e lo svedese Lars (@laszloomusic) ha composto la musica per il brano Big Wild World.
Ashleigh è un’artista con un timbro e una voce che possono guarire l’anima. Ashleigh non è solo una cantante, ma una terapista olistica/energetica e questa natura curativa è presente anche nella sua musica. Ashleigh ha sempre cantato, sia per se stessa sia militando in diverse band, ma non essendo mai riuscita ad esibirsi, era come se l’universo volesse che scrivesse da sola. Da allora il processo di scrittura e canto è diventato un processo creativo curativo, per sé stessa come artista e con questa traccia e il suo EP (di prossima uscita) condivide quella musica curativa con il mondo.
Un brano che parla d’amore da un punto di vista diverso dal solito, attraverso un pop d’autore con incursioni di elettronica.
In radio dal 1 luglio
La mancata concretizzazione delle relazioni amorose cercate, o bramate, fa sì che la stessa parola “amore” acceda alla sfera dell’indicibile. Nel testo, la connessione si rivela tra le frasi “esiste già” ed “esita”.
Lo stile di Nereo è quello della melodia pop mixata a elementi elettronici, mentre, a livello sinestetico, gli accordi e le atmosfere rimandano al rosso, al viola, all’arancio. Toni ripresi nella copertina del singolo tratto dal primo album di inediti dell’artista pugliese, “Danze cosmiche”.
«Chi nomina domina. Siamo legittimati a possedere le cose del mondo se in grado di dare loro un nome.» Nereo
DICONO DI LUI
Cantante pop elegante e preciso, autore raffinato di quel pop italiano che arriva da una lunghissima tradizione. CherryPress
Eleganza e delicatezza di un pop che secondo noi si attesta dentro livelli importanti. MeiWeb
Un disco decisamente bello dal titolo “Danze cosmiche”, bello di pop alto, di pop di grande qualità, bello di una canzone che ormai un poco abbiamo smesso di ascoltare per quanta finta trasgressione ci arriva ogni giorno da tutti i canali. Qui siamo nel classico della letteratura pop e i riferimenti sono davvero importanti… com’è importante la resa stilistica di tutto il lavoro. Extra! Music Magazine
Per noi che parliamo di canzone d’autore, questo disco merita un posto dentro i nuovi cantautori italiani. Bravo!
“Danze cosmiche” è davvero un bellissimo disco di pop d’autore italiano, forse uno di quei pochi lavori che entrerebbero nel novero dei lavori raramente intercettati nel calderone delle infinite proposte. Il Riflettore
Nereo nasce a Bari dove, giovanissimo muove i primi passi nel mondo della musica. Inizia a studiare canto moderno con gli insegnanti Alba de Vito, Daniela Desideri, Fabio Lepore e Roberto Delli Carri. Sfiora la tecnica complessa del canto lirico con Maria Luisa Dituri. Nel 2006, partecipa alla ventottesima edizione del festival canoro “La Nota D’oro”, classificandosi al secondo posto e vincendo il premio della critica “Gazzetta del Mezzogiorno” per il miglior testo in gara, con il brano inedito “Mai”. In quell’occasione, il presidente di giuria, Marcello Balestra, allora direttore artistico Warner Music Italia, esprime il suo vivo apprezzamento per il brano e per la voce. Dopo alcuni anni dedicati all’insegnamento, nella primavera del 2020, prende forma il progetto “Danze cosmiche”, un disco di inediti frutto dell’ispirazione e della sensibilità alla (ri)scoperta di vecchie melodie e nuovi sogni. “Danze Cosmiche” è stato anticipato dall’uscita di “Senza voce”, “Fine di un’estate”, “L’amore c’è prima di noi” e “Dimentica”.
Fuori l’ottavo singolo di AleXimone, autore fra gli altri di artisti come Viola Valentino, Marcela Morelo, Leda Battisti ed interprete di motivi prevalentemente pop elettronici e sostanzialmente nostalgici poiché i richiami con gli anni Ottanta e Novanta sono molto evidenti in ogni sua canzone. Locustar, questo è il titolo della sua nuova proposta, parla della sua convivenza con una dolce locusta che vive liberamente fra le pareti domestiche e, qualche mese fa, inaspettatamente entrata in casa del cantautore catanese, forse per ripararsi dal freddo invernale.
In sei mesi di convivenza, si è quasi trasformata in un simpatico animale d’appartamento e a lei è dedicata questa canzone romantica e raffinata, nonché bizzarra per via di un rapporto uomo-insetto davvero inconsueto e in cui l’autore AleXimone, nel testo, crea assonanze con la figura di una vera e propria donna.
La sensibilità di AleXimone nell’umanizzare un apparentemente insignificante insetto, strappa senz’altro qualche sorriso ma nel contempo ci apre le porte di un mondo diverso e magico in cui il sentimento e il rispetto per ogni creatura vivente prende realmente forma.
Un brano dunque anche animalista – che in realtà è una ‘conversazione’ tra l’autore e la locusta – dal ritmo ballabile genere pop elettronico e che, grazie all’orecchiabilità e a un lavoro di arrangiamenti perfettamente idoneo all’anima del pezzo, risulta essere un motivo subito assimilabile e memorabile.
Musica e testo sono di AleXimone. Locustar (la star locusta) esce su etichetta The Palma Music”.
AleXimone nasce a Catania nel 1975 , a 14 anni scrive la sua prima canzone e negli anni Novanta tenta la strada di cantautore, dedicandosi però anche ad altre sue passioni, come lo studio delle lingue, la pittura e il giornalismo musicale. Nel 2010 circa decide di dedicarsi soltanto alla musica, la sua passione principale, e finalmente riesce a raggiungere i suoi primi importanti obiettivi, scrivendo per noti nomi della pop italiana e internazionale fra cui Viola Valentino, Marcela Morelo, Leda Battisti, Hera Bjork, Pablo Herrera…
Collabora peraltro con colleghi musicisti e autori del calibro di Andrea Gallo, Francesco Gazzè, Alberto Rosati, Gigi De Rienzo etc.
Nel 2013 collabora con Sony Music Argentina.
Amante del genere pop elettronico e della musica degli anni Ottanta, nel 2016 decide di proseguire il suo percorso musicale anche in qualità di interprete oltre che di autore, e lancia in estate il singolo Vulcanici, un piccolo grande successo di nicchia che a distanza di sei anni accumula ancora visualizzazioni.
A gennaio 2020, con il mini album #tenetorni, balza fino al secondo posto fra Tiziano Ferro e MinaFossati, tra i 200 dischi di musica digitale più scaricati da Amazon e permane in classifica per oltre un mese. Adesso è la volta di Locustar, il suo nuovo singolo per l’estate.
Già noto in Italia, il produttore Svizzero Dezabel, conosciuto anche con il nome Bilgi Sakarya, arriva nelle radio Italiane con il singolo Move. Il brano che lui stesso ha prodotto e scritto, è interpretato dalla cantante Jazelle Paris che, con la sua voce, accompagna una produzione pop moderna e r&b a tratti retrò.
L’artista racconta:” Cercavo una voce urbana, moderna che potesse stare bene con un sound jazz, pop, R&B. Con lei ho feeling. L’ho conosciuta anni fa. Con lei so cosa posso e non posso fare. Lei mi capisce.” Il mood di Move è un groove futuristico ma con un suono familiare. Il basso Phat e funky avvolge l’ascoltatore mentre la sezione ritmica spinta dai four-on-the-floor crea un ambiente ideale per la raffinata voce femminile di Jazelle Paris.
“Move” è un brano post-pandemico che nasce all’inizio della Guerra Russia-Ucraina. L’intento, dopo anni di stasi e di terrore psicologico, è di spronare il pubblico a muoversi, a uscire, ad avere contatti, a riprendere a vivere senza avere paura. “Move” è un brano motivazionale e positivo. Disponibile su Youtube, è un pezzo estivo che sa coinvolgere l’ascoltatore e sa far ballare.
Bilgi Sakarya è un produttore, compositore, autore, ghost writer e tecnico del suono di San Gallo (Svizzera) della classe 1968 attivo da anni nel panorama musicale.
Conosciuto con il nome artistico Dezabel e residente ormai a Zurigo da oltre vent’anni, è noto per le numerose collaborazioni con artisti Usa, Canadesi e Britannici.
La sua formazione musicale inizia presso l’ex ACM (Accademia di Musica Contemporanea di Zurigo), ma solo nel 2014, dopo un tragico evento personale, l’artista decide di focalizzarsi sempre di più sulla musica per farne un vero e proprio lavoro. In quegli anni inizia infatti un percorso musicale al Berklee College of Music negli Stati Uniti, finito nel 2019. Proprio in questi anni Bilgi prende il nome di Dezabel proponendo brani Pop/R&B con sfumature Jazz ed elettroniche. “Quando Zurigo incontra Los Angeles”. Così molti media del settore amano descrivere lo stile dell’artista. Dezabel, artista poliedrico, è un cultore della musica. Le canzoni che propone sono ricercate ed attuali e sempre affiancate da cantanti di spessore che lo accompagnano nelle sue produzioni.
Ho un continuo solstizio d’inverno dentro. “Da bambina volevo un pianoforte e i miei genitori per accontentarmi mi comprarono una chitarra. Volevo imparare a suonarla, ma ho lasciato praticamente subito; ero troppo piccola per capire cosa volevo davvero. Ho ripreso da autodidatta a diciotto anni ed ho passato la maggior parte delle mie giornate a studiare musica. Quando pensavo di non poter fare questo nella vita ho iniziato a scrivere i primi testi, per contraddire me stessa.”
Si presenta così la giovane Feeda, cantautrice Salernitana della classe ’98. Nuova scoperta della sempre più nota neo nata etichetta 33db good noise (famosa per aver lanciato Vierno di Totino Melillo), l’artista suona chitarra e Ukulele e, per la prima volta, si presenta al pubblico attraverso un singolo che sancisce ufficialmente la sua carriera musicale e proprio queste sue skills artistiche.
“Solstizio d’Inverno” è stata scritta di getto proprio il 21 Dicembre, il giorno in cui la terra è più lontana dal sole (solstizio d’Inverno). Il brano, in cui Feeda canta e suona l’Ukulele, nasce in seguito ad uno sfogo causato da un disagio interiore dell’artista nel rapportarsi con le persone.
Il Solstizio d’Inverno rappresenta in questo caso uno stato mentale, simboleggiando il disagio interiore che porta a riflettere su se stessi in mezzo agli altri. Il brano esprime la sensazione di inadeguatezza nel vivere contesti apparentemente normali pur sapendo di estraniarsi dal mondo a causa di “un inverno sempre dentro quando fuori è palesemente estate”.
Il video è minimalista, ponendo al centro l’artista, la sua malinconia e le sue insicurezze. La testa diventa la location e la canzone sono i pensieri introspettivi che la portano ad estraniarsi, ad allontanarsi dalla terra.
Nel video la testa cambia in relazione sui suoi pensieri, come l’ambiente che circonda l’artista (immobile al suo posto) cambia durante la canzone. Aspetto fondamentale è la neve, che evidenzia l’arrivo improvviso dell’inverno. “Solstizio d’Inverno” è uno splendido brano Indie-Pop che farà probabilmente parte di un progetto discografico più amplio. Feeda, nonostante la giovane età e le insicurezze che la contraddistinguono, è dotata di personalità e carisma. Il nuovo brano, disponibile nei migliori store digitali, la contraddistingue per innovazione e talento.
Per la neonata etichetta It-Folk, esce questo album concettuale, sulla rivoluzione, le false libertà e le nuove schiavitù, sempre nel tipico stile dirompente del trio siciliano.
“Animal Farm” arriva dopo cinque anni dal fortunato “Nemo Profeta”, il disco che ha aperto la strada al Nu Kombat Folk. È un album concettuale, ispirato alla letteratura distopica del ‘900 europeo ed è dedicato al genio di Pier Paolo Pasolini, nell’anno del 100° anniversario della sua nascita. Come nel romanzo omonimo di George Orwell, nel disco la figura del maiale, l’animale geneticamente più vicino all’uomo, attraverso una lunga serie di ribellioni e rivoluzioni, conquiste politiche, sociali ed evolutive, piccole e grandi, riesce ad emanciparsi dalla sua condizione di bestia sottomessa, soggiogata e schiava del potere. Ispirato da principi di uguaglianza e solidarietà, finisce poi per tradire i suoi fedeli compagni e la sua stessa causa. È un album concettuale che racconta la nostra società, in un periodo storico in cui il sistema capitalista e imperialista si rivela in tutta la sua mostruosità e spietata aberrazione. L’illusione borghese tradita dai suoi stessi assurdi presupposti. Le grandi verità monolitiche si rivelano gigantesche menzogne.
Ogni rivoluzione, lotta sociale e conquista ci ha fatto approdare ad una sempre più assurda e sofisticata condizione di finta libertà e nuova schiavitù. Un deserto, una gabbia senza sbarre da poter infrangere e tanto sconfinata da non poter sfuggire.
I Pupi di Surfaro è un progetto vivo, in continua evoluzione, una sperimentazione continua e sempre aperta, un laboratorio di idee e suoni. Un progetto con una identità forte, ma non fissa. Nasce dalla necessità di scoprire il folk, le radici. Si evolve nella consapevolezza, l’esigenza di trovare uno stile comunicativo contemporaneo, originale, innovativo. È un progetto radicato nel passato, che vive nel presente, proiettato nel futuro. Fugge dagli stereotipi del folk, legato all’utilizzo di suoni e strumenti musicali anacronistici, museali. Ma della musica popolare vuole mantenere vivo lo spirito, l’intenzione, l’ironia, la rabbia, i temi sociali e politici, lo sguardo sui fenomeni storici, attuali e del passato, visti da vicino, dal basso, dal “sud”. Una parola prorompente, poetica e diretta. Concreta e dissacrante. Un suono forte, potente, trascinante.
TRACK BY TRACK
POVERA PATRIA – Cover del brano del grande Franco Battiato. Siciliano, visionario e sperimentatore per eccellenza.
TOTALITARISM – È un canone psichedelico. Non c’è via di scampo. Siamo schiavi della nostra cultura dominante. Il nostro modello di libertà fa parte del pacchetto completo in dotazione al momento della consegna della nostra gabbia.
PARRU CU TIA – Un testo del grande poeta siciliano Ignazio Buttitta, che recita “to è la curpa!”. Se vivi miseramente, chino e schiavo del potere, è solo colpa tua. Purtroppo, ancora attualissimo.
HOBESUS – È ispirato a L’obeso di Giorgio Gaber. Descrive la società capitalista che mangia e divora tutto e tutti. Non è mai sazia e diventa sempre più grande, enorme, fino ad esplodere.
PIG THE ENEMY! – È un inno, un insulto e un’imprecazione. Riprende direttamente il romanzo Animal farm di Orwell. È un incitamento alla ribellione, alla rivoluzione… And fuck the capitalism!
AMAMI IN SOGNO – Una ballata. Una storia di un amore malato e perverso. Un maiale ama follemente una creatura piccola e delicata. Attratto fisicamente è spinto dal suo istinto bestiale. Ha paura di avvicinarsi a lei. Ha paura di amarla. Vuole fermarsi un attimo prima di toccarla, per paura di farle del male.
MALAMERIKA – È ispirato a Sicilia armata, il libro-inchiesta di Antonio Mazzeo. È dedicato alla lotta contro la militarizzazione della Sicilia. Contro il MUOS e le basi militari americane e filo-americane nell’isola.
CARA LIBERTÀ – Introdotta da un estratto del discorso sulla Costituzione del 1955 di Piero Calamandrei. È un inno alla Costituzione italiana. Dedicata a tutte le vittime e le vite sacrificate nella lotta contro la follia della guerra e alla conquista della libertà.
QUANNU LU PORCU… – Chiude il disco e percorre le tappe evolutive che “l’animale” ha percorso, dall’alba dei tempi, per giungere alla condizione di “libero e pensante”. Da uno stato di totale immersione ed armonia con la natura, ad una presunta capacità di potere e di controllo. L’animale selvaggio conquista, tappa dopo tappa, la sua posizione di schiavo, seduto comodamente nella sua lussuosa gabbia super-tecnologica.
It – Folk è un coordinamento folk di artisti, operatori e festival che da oggi diventa anche l’etichetta che vuole raccogliere il grande folk italiano, storico e giovane insieme. Nasce dopo il successo di una serie di eventi ed iniziative tra cui il festival Folkstock svoltosi l’anno scorso con grandissima partecipazione, grazie al lavoro di Enrico Capuano, Giuseppe Marasco, Claudia Barcellona e Giordano Sangiorgi, di artisti, dopo varie manifestazioni folk e in vista del prossimo Premio Folk & World a cura di Antonio Melegari che vede insieme diversi festival e tanto altro, per un movimento che valorizzi il folk & world italiano in ambito nazionale e internazionale. Dopo questa prima uscita, sostenuta da Materiali Musicali, Italy Sona, Musica Lavica Records, Comar 23, Caligola Edizioni, Terapia Artistica Intensiva con la collaborazione di Anagrumba, Materiali Sonori, Blonde Records e Sud Ethnic, si lavorerà ad altre pubblicazioni.
Tamurriata Rock Radiohttps://www.facebook.com/groups/tammurriatarockradio
BIO
I Pupi di Surfaro nascono circa un decennio fa. Il progetto originario è quello di riscoprire la musica popolare siciliana e del sud Italia, ma, da subito, con un’impronta spiccatamente innovativa. L’impegno sociale e politico è sempre stato imprescindibile nel percorso artistico della band. La sperimentazione, la chiave del progetto.
Esordiscono nel 2010 all’XI Festival della Nuova Canzone Siciliana. Vengono subito apprezzati dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Aprono molti concerti dei Modena City Ramblers in tutta Italia. Suonano sui palchi del Taranta SicilyFest, Forum Antimafia a Cinisi, Maggio Sermonetano, BasulaFest, Carovana Antimafia, MedFest, Festival dello Scorpione a Taranto, Milano Expo, Milano Ex Polis, Folkest, Mare e miniere, European Jazz Expò, Negro Festival, All you need is pop di Radio Popolare, Auditorium del Parco della Musica di Roma. Viaggiando per l’Italia, riscuotono un crescente consenso. Nel 2013 e nel 2017 sono semifinalisti a “Musicultura”. Con “Cantu d’amuri” vincono Il premio “Musica contro le Mafie”. Nel giugno 2016 producono, con Aldo Giordano, il nuovo singolo “Li me’ paroli”, col quale hanno vinto l’importantissimo premio internazionale “Andrea Parodi”. Sono stati finalisti al “Premio Fabrizio De Andrè”. Nel 2017, col disco “Nemo Profeta” sono finalisti alle Targhe Tenco. Nel 2018 vincono il “Premio Voci per la libertà” di Amnesty.
Il nuovo lavoro discografico dell’artista milanese d’adozione, racconta di storie di vita comune, quotidiana, e di ricordi, attraverso sonorità legate alla musica americana.
Release album 17 giugno
Andrea Tarquini, il cantautore romano, milanese di adozione, nato come chitarrista del celebre Stefano Rosso, esce col suo terzo disco, prodotto da Fabrizio “Cit” Chiapello.
I temi delle canzoni sono tutti riconducibili al mal di vivere, alle incertezze, ai rapporti che non sono sempre sani e in equilibrio, ad un paese dove sempre meno persone leggono, studiano, e ricordano, i temi della vita reale insomma, che ha bisogno di bellezza e di saperla ricercare con gli strumenti giusti.
Sulla copertina del disco compare l’opera di Alfred Drago Rens “La petite Gau”.
«In fondo al ‘900 è il mio terzo album. Il secondo di canzoni scritte da me. Giusto per fare una battuta potremmo dire che è “musica per adulti”, pur non essendo pornografia. Le canzoni sono piene di riferimenti generazionali che può cogliere solo chi ha la mia età ma allo stesso tempo le canzoni devono essere accessibili a chiunque. La scrittura non è talebana. In questo disco ci sono molte sonorità americane (e musicisti americani) perché vengo da una storia musicale legata al folk, al country, al bluegrass e al jazz acustico. Si tratta della naturale evoluzione rispetto al disco precedente uscito più di cinque anni fa ma con in mezzo due anni di pandemia.» Andrea Tarquini
TRACK BY TRACK
1) UFO ROBOT – Il brano di apertura è un brano “nostalgico spensierato” di cui Paolo Giovenchi e Primiano Di Biase ne hanno firmato l’arrangiamento. La Renault 4 dove trovarono Aldo Moro insieme a Goldrake fanno parte degli anni dell’infanzia dell’artista. Ufo Robot è un piccolo manifesto ideale di questo disco, un racconto che parte dal passato e arriva all’oggi, ossia ad un paese, come ritiene Tarquini, che istituisce giornate della memoria, ma lo fa spesso per auto assolversi dalla colpa di non custodire la memoria quotidianamente. Ed è per questo che termina con “tre Franceschi” (De Gregori, Bergoglio, Totti) che sono tutti nati nel ‘900 e sono tutti espressione di passioni antiche.
2) CANTAUTORI INDIPENDENTI – Con il featuring di Federico Sirianni questa canzone racconta il mestiere del cantautore indipendente. Un mestiere bellissimo, incerto, a volte doloroso ma irrinunciabile. Fatto di alcune memorabili serate e poi, anche di mille piccoli concerti in club talvolta sgangherati, dopo i quali ci si trova a tornare a casa con le ossa rotte di stanchezza, ma con negli occhi la luce di quegli sguardi del pubblico che ti spronano ad andare avanti, nonostante i tanti sacrifici e le molte difficoltà.
3) L’AMORE IN FRIGO – Questa canzone funky-reggae è un po’ il seguito di “Monete”, un brano presente nel disco precedente. Si tratta di una storia di coppia. Una coppia di pazzi, un rapporto malato. Lei va a casa di lui e gli fa le pulizie perché sennò lui affoga nella sporcizia, ovviamente non può farne a meno ma entrambi si accorgono piano piano che questa unione è basata più sul bisogno (e poi sul rancore) che non sull’amore e la stima.
4) IN FONDO AL ‘900 – Una canzone autobiografica, ma con storie applicabili un po’ a chiunque, coetaneo all’artista. Si tratta di un susseguirsi di “quadri”, immagini, persone e situazioni nate nel secolo scorso. Nello svilupparsi del racconto si arriva a cose dell’oggi che sono comunque figlie del passato e di una memoria custodita. È un piccolo manifesto che coinvolge gli affetti personali mischiandoli con la storia del nostro Paese.
5) CASSA (IN) QUATTRO – Una canzone con una tematica sociale. C’è un gioco di parole continuo tra la “cassa quattro” del supermercato e la “cassa in quattro” della batteria in una canzone. Infatti è la storia di una ragazza che suona blues nei locali, ma che per vivere fa la cassiera in un supermercato. Questo lavoro le sta stretto ed è vessata al punto che una mattina, stufa del lavoro e delle vessazioni, prende il microfono degli annunci del supermercato ed inizia a cantare le sue canzoni blues. Questa azione ribelle le costerà il posto, ma lei se ne andrà felice al mare.
6) PARAKALO’ – Questa country-waltz racconta la vacanza di un poeta, uno scrittore o un cantautore, su un’isola greca dove si è rifugiato per scrivere. Dalla sua terrazza questo personaggio assiste al passaggio, anche fuori stagione, di alcune bellissime ragazze greche che vanno in spiaggia passando per irti e spinosi sentieri e poi, la sera, rivede in piazza queste ragazze abbronzate e vestite per la sera. Si tratta di un’ode alla bellezza femminile mediterranea.
7) UVE AL SOLE (strumentale) – “UVE” è l’acronimo contratto delle iniziali di un amico recentemente scomparso e per il quale Tarquini ha scritto questa musica per chitarra acustica. Nel brano spicca il sax soprano di Luca Velotti, mitico membro della sezione fiati della band di Paolo Conte.
8) PIOGGIA D’ESTATE – È la storia di una giornata al mare passata da una coppia un po’ sbandata e un po’ punk-a-bestia. Lui e lei con i relativi cani decidono di passare una giornata insieme al mare pensando che faccia bene stare insieme, rilassarsi e parlare. Dalla periferia di Roma partono coi mezzi pubblici per andare a Ostia, ma anziché trovare il litorale estivo e festante con gli stabilimenti balneari, troveranno una Ostia pasoliniana e sporca dove poi scende anche la pioggia che si mischia alla sabbia e li chiude ancor di più nella loro incapacità di parlarsi.
9) ADIOS AMIGOS – Qui siamo ai saluti. È il commiato del disco, ma lo sarà anche nei concerti. È il racconto del prima e del dopo il concerto.
Andrea Tarquini, romano trapiantato a Milano, esordisce negli anni ’90 del secolo scorso come chitarrista e corista del mitico Stefano Rosso. Dopo molti anni di formazione passati a suonare musiche tradizionali nordamericane, Andrea Tarquini si sposta a Milano dove inizia un percorso didattico nel quale insegna le tecniche della chitarra acustica americana. Grazie all’amicizia con Luigi “Grechi” De Gregori, fratello maggiore del più celebre Francesco, nel 2013 con la produzione di Paolo Giovenchi, pubblica il suo primo disco, “REDS! Canzoni di Stefano Rosso” (Self) disco finalista alle Targhe Tenco 2013 nella categoria interpreti. Nel 2014 i buoni risultati del primo disco realizzato lo portano a diventare endorser di Bourgeois Guitars, uno dei più prestigiosi marchi di alta liuteria chitarristica degli Stati Uniti. Nel 2016, con la produzione di Anchise Bolchi pubblica “DISCO ROTTO” (Self-Ice Records) disco finalista alle Targhe Tenco 2016 come Miglior Opera Prima.
Sempre nel 2016 istituisce il premio per cantautori chitarristi Corde & Voci d’Autore presso l’Acoustic Guitar Village di Cremona che si tiene ogni anno all’interno di Cremona Musica Exhibition & Festival. Nel 2017 partecipa al Premio Bindi dove vince la Targa Beppe Quirici per il “Miglior Arrangiamento”.
Tra il 2018 e il 2021 collabora con il rapper Jesto per il quale compone le musiche di molti suoi brani.
Nel 2019 amplia ulteriormente il suo rapporto di reciproca sponsorizzazione con alcuni marchi di strumenti di alta qualità tra i quali i microfoni Ear Trumpet Labs e l’italiana Acus, fabbrica specializzata nella produzione di amplificatori per chitarra acustica. Queste collaborazioni porteranno poi i marchi ad avviare attività di sostegno ai produttori di contenuti e live.
Nel giugno 2022 pubblica il suo terzo disco che si intitola “In fondo al ‘900” (MoovOn-Altafonte-Self).
il rapper italiano apprezzato dai rapper americani
Dario Giordano classe 84 in arte Fresh Melody Flow è un rapper Italiano ed è la prova vivente che anche la nostra cultura riesca a sfondare fuori dalla nostra nazione.
Negli anni 2000/05 milita nel rap underground sotto lo pseudonimo di Toky.
Successivamente sparisce per qualche anno dalla scena rap italiana, per ritornare nel 2021, ma questa volta con un obiettivo ben chiaro, far diventare internazionale la sua musica.
Ritorna sotto il nome di Fresh Melody Flow e dopo aver pubblicato un intro e 3 singoli alla ricerca di un sound che lo rispecchiasse finalmente lavora al suo primo album di debutto dove trova la sua identità artistica.
Riesce ad arrivare alle orecchie di alcuni rapper americani di spessore, come Fat Joe, difatti con quest’ultima leggenda del rap americano nasce “Bounce Hosted Fat Joe”, contenuta nell’album di debutto “Street Rap Melodico”, pubblicato nel Febbraio 2022.
Ma non finisce qui, la collaborazione con Fat Joe innesca la curiosità di molti artisti internazionali che con commenti lasciano un feedback positivo al nostro artista e persino gente come Bow Wow, Jadakiss e The Game instaurano rapporti diretti con il rapper Italiano manifestando apprezzamenti e instaurando collaborazioni.
A Maggio 2022 Viene ufficializzata la collaborazione con The Game, altro colosso della scena musicale americana.
Il singolo è in uscita nel mese di Luglio 2022 e si intitolerà “Scent of the Ghetto”.
Non parleremo delle abilità di Fresh Melody Flow, lasceremo parlare i suoi singoli e la sua voglia di dimostrare che ogni limite si può infrangere con tanto lavoro e sudore, e possiamo dire orgogliosamente che Fresh Melody sta arrivando dove vorrebbero arrivare tantissimi altri connazionali.
Vi consigliamo di tenerlo d’occhio, perché tra non molto capiremo, sotto vari aspetti, la completa grandezza di questo ragazzo.
Questa volta a entrare sotto la lente dell’autrice sono la rabbia e la lotta con i sensi di colpa, in quel turbine di discesa e ascesa fra i sentimenti che caratterizza l’intero disco
In radio dal 10 giugno
Suppergiù è il racconto della rabbia che inevitabilmente rimane quando un rapporto importante finisce, sia esso una relazione romantica o un legame molto forte di amicizia. La rabbia è raccontata dall’incalzare della ritmica, quasi ossessiva e dalla parte di basso martellante. Nel testo c’è una ricerca della redenzione dal senso di colpa, dalla disistima e dallo schiacciamento di sé stessi che a volte si percepisce quando si cerca continuamente di compiacere l’altro, snaturandosi e andando continuamente incontro alle sue necessità, a volte anche distorte e che non ci appartengono.
«Petricore coincide con un inizio, un esordio. Eppure, è il racconto di una fine – o più di una -, con molte sfaccettature, episodi, declinazioni». Daniela D’Angelo
“Petricore” è il nome dato all’odore della terra bagnata. L’album contiene 8 tracce, in cui protagonista è il cuore, nella sua capacità di permeare e lasciarsi attraversare, fondendosi con ciò che lo circonda.
Etichetta: Volume!
Radio date: 10 giugno 2022
Release album: 8 aprile 2022
DICONO DI PETRICORE
«Canzoni in cui si sprofonda, inghiottiti da una densità di sentimenti e inquietudini che ghermisce l’ascoltatore… Petricore rappresenta un felice esordio da scoprire ascolto dopo ascolto.» Rumore
«Davvero interessante questo lavoro che si muove dentro forme non predicibili a priori.» Raro Più
«Petricore è un esordio decisamente interessante e privo di riferimenti “normali” su tutti i fronti. In bilico tra digitale e acustico, alla ricerca sempre di forme sghembe nei ricami di drumming, anche quando la scrittura mostra aperture dolcissime in maggiore e non si vieta di ricorrere al santo pop (come accade per l’inciso di Nel modo giusto), il disco sfoggia una personalità davvero importante.» Music Letter
«… La musica della D’Angelo, capace di slanci straordinari e di oniriche divagazioni, evoca una visione composta di racconti di scelte sbagliate, oppure una entrata quasi forzata in quelle scelte, con il timore di sfondo che le stesse potessero fare male, dentro e fuori.» Music Map
Daniela D’Angelo è una cantautrice che scrive da che ha memoria e canta il mondo attraverso i propri occhi, chitarra, voce e canzoni. Dal 2012 al 2017 fa parte della band Distinto, con cui realizza innumerevoli live, un EP e due dischi, di cui scrive testi e musiche. Nel 2018 intraprende un percorso solista che inizialmente la vede impegnata, in aggiunta all’assidua attività live, nella produzione del progetto In DA House, lanciato sul suo canale YouTube, che consiste nella realizzazione di video in presa diretta dall’atmosfera intima e raccolta, in collaborazione con altri cantautori e artisti, nella cornice della propria dimensione domestica. Subito dopo inizia il percorso verso la realizzazione del suo primo album solista, Petricore, con la direzione artistica di Vito Gatto (produzione, elettronica e arrangiamenti), Mamo (batteria, arrangiamenti) e Ivano Rossetti (basso, arrangiamenti). Il disco è stato registrato presso il Recording Studio Adesiva Discografica di Paolo Iafelice da Guido Andreani (Cesare Basile, Afterhours, Verdena, Morgan, Elisa, Vinicio Capossela), che ne ha curato anche il mix.
Il mondo del clubbing in tutta la sua calda sensualità
Voglia di estate. Le serate nei club. Ballare. Cocktail. Una punta di erotismo. Questo è il mix interpretato da LaReds – nome d’arte di Eleonora Rossi – per il suo primo inedito. La vocalità molto espressiva di Eleonora si innesta su un brano dal songwriting latino e dalle sonorità da moderna EDM, supportato dal sound di DJ Spyne (Radio 105).
Eleonora Rossi è una entertainer di classe e talento. Attiva nel mondo della TV e degli spot pubblicitari, è una delle vocalist più celebri del circuito delle discoteche nazionali. Proprio da questa esperienza nasce il progetto LaReds che ora presenta al pubblico i suoi inediti e la sua vena pop rivestita da hit estiva.
La Reds è Eleonora Rossi, vocalist, ballerina, presentatrice Tv. Protagonista di numerosi spot pubblicitari dal 2006 ad oggi, diventando il volto per marchi storici come Biorepair, Kinder, Formaggino Mio, Thé Infré, Granarolo, Eleonora Rossi ha dato avvio alla sua carriera televisiva nel 2005 diventando “Letteronza” nelle trasmissioni “Mai Dire Grande Fratello” e “Mai dire Goal”. Negli anni ha condotto programmi televisivi come “Bollicine” e “1 x 3” in onda su 3Live per citarne alcuni, oltre ad aver recitato in serie tv e sit-com come “Love Bugs” su Italia1.
Frasi su un ritmo reggaeton per concedersi tre minuti di illusioni
in radio dal 3 giugno
Passa dall’inglese all’italiano Kill Galen in questo nuovo singolo dal sapore estivo.
Proprio l’estate è alle porte, ma il mondo intorno sembra tutto tranne che solare. La pandemia persiste, la guerra non si placa, divertirsi sembra quasi una colpa, mentre il racconto della cronaca parla di morte e distruzione.
«In Boom Boom per tre minuti non devo pensare alla guerra o indossare la mascherina, non devo pensare ai problemi lavorativi o familiari, posso lasciarli svanire nel ricordo di una festa in piscina, un party al mare, con persone che ballano, che si divertono, bevono un drink, flirtano, si fanno una risata» Kill Galen.
Il giovane rapper, emigrato in Australia in cerca di una fortuna diversa, usa la musica per raccontare esperienze autobiografiche, mostrando chi è e cosa sta affrontando.
Emilio Liccardo aka Kill Galen è originario della provincia di Caserta. All’età di 16 anni scopre la passione per la scrittura, valvola di sfogo fondamentale attraverso cui racconta le proprie esperienze. Nel 2020, con l’arrivo della pandemia, decide di provare a fondere scrittura e musica e camminare su qualche beat provando a raccontare se stesso. Poi arriva l’estero. Kill Galen è stato l’ennesimo ragazzo che per cercare la propria indipendenza economica ha scelto di viaggiare oltreoceano, sbarcando in Australia. Parte del nome d’arte scelto dall’artista nasce dall’unione delle iniziali dei nomi dei componenti della propria famiglia che, pur essendo lontana oltre 24 ore d’aereo, rimane unita dal primo all’ultimo componente.
“Facciate” è il nuovo singolo del progetto Not4Sale, pubblicato il 20 Maggio scorso, registrato nello studio RHK di Torino.
Ora anche in promozione radiofonica .
Il progetto Not4Sale, formato da Giulio Spinelli (voce,basso e synth) ed Elia Pasquinelli (Batteria e campioni), nasce nel 2019 nel cuore della toscana dopo anni passati a suonare rock in svariate cover band.
Dicono :“Pian piano in noi si era sempre fatta più forte l’esigenza di riuscire a scrivere qualcosa di nostro che potesse rappresentarci e racchiudere tutte le nostre influenze musicali, che spaziano dal Rock più classico all’elettronica e dall’ alternative al rap più mainstream”.
Dopo un anno chiusi in sala prove nasce il loro primo singolo “Gasoline” con il quale testano il terreno, fanno esperienza ed iniziano a portare in giro la loro musica.
Intanto preparavano il primo vero e proprio lavoro: “Allergico EP“, registrato alla Tana del Bianconiglio sotto la supervisione di Simone Sandrucci e Nicola Baronti, pubblicato l’ 8/02/2022 supportati dall’etichetta “La Rue Music Records” costruendosi la possibilità di farsi conoscere nel panorama musicale Italiano.
Attualmente si stanno preparando per presentare uno spettacolo live degno di nota.
Il racconto di un sogno con l’eccezionale partecipazione dell’ex voce dei Tazenda.
in radio dal 3 giugno
Una donna appare costantemente nei sogni di un uomo e lui la idealizza come la donna che ha sempre cercato, prova a fissarne l’immagine in un ritratto ma realizza che realmente forse non l’avrà mai.
Le influenze sonore arrivano dal pop neomelodico e dall’etno/rock.
Ad impreziosire il brano la collaborazione artistica con il cantante sardo Beppe Dettori, ex voce dei “Tazenda”, che arriva dopo diversi live realizzati insieme. “Amore e Pache” è prodotto da Gabriele Oggiano che ha curato anche gli arrangiamenti nel suo studio di registrazione “D.G.M. studio recoding di Badesi (SS).
I B Brothers, all’anagrafe Domenico e Alberto Bazzoni, sono un duo sardo di rock/pop melodico dal sapore internazionale. Nei loro brani si mescolano sapientemente poesia, immagini, sentimenti e racconti di storie in cui tutti si possono riconoscere. Il pretesto narrativo dei testi, che si ispira alle emozioni personali degli autori, arriva limpido e sincero all’ascoltatore grazie a linee melodiche accattivanti e diventa messaggio universale. L’approccio pop riesce a coinvolgere un pubblico di tutte le età e permette ai due fratelli di raggiungere facilmente la notorietà nella loro Sardegna. Una storia forte la loro, un vissuto che vanta le proprie radici sarde come ricchezza, ma allo stesso tempo ne subisce gli svantaggi: questa terra magnifica resta ancora oggi vittima di un isolamento rispetto al panorama musicale nazionale.
Dopo un periodo di gavetta arriva la partecipazione ad Amici (2006) e X Factor 8 arrivando ai Bootcamp. Il primo brano che realizzano è in featuring con il rapper sardo Pauz e descrive proprio la strada tortuosa che intraprende un musicista che sogna e crede in ciò che fa, ma si trova a fare i conti con i meccanismi e gli ingranaggi complicati del music business. Contaminati dalla musica della loro terra decidono poi di scrivere un brano in sardo e in italiano, “Soleanima”, a cui presta la sua voce per la realizzazione di questa traccia anche Gigi Camedda dei Tazenda. Iniziano le partecipazioni a programmi televisivi e live show in Italia e all’estero. Il 5 giugno 2017 esce il loro primo disco autoprodotto “Il Viaggio”, una carrellata di brani sui temi più svariati, lanciato dall’omonimo singolo con videoclip girato a Londra. Il disco vanta la partecipazione di musicisti professionisti del panorama sardo e nazionale.
Successivamente al disco “Il Viaggio” escono i singoli “Lughe de deus” con la cantante sarda Maria Giovanna Cherchi in lingua sardo/italiano, un brano che parla di speranza e della luce interiore che tutti cerchiamo e “Karim”, con il cantante sardo/brasiliano Paoligno, un brano che parla di un bambino che scappa dalla guerra in Siria.
un brano estivo che fa ballare ma anche riflettere
Illusione Latina è un brano che fa ballare tutti, quelli dai cuori più calienti e quelli più freddi, con un testo che ha comunque molto da dire.
Scritta e composta dal cantante e autore Moreno Squartecchia in arte “M.A.L.O” del duo “Siriaz y Malo” e prodotta dalla Ghiro Records per mano del produttore discografico friulano David Marchetti. Un brano cantato dal “duo latino” Siriaz y Malo al secolo, Sara Sironi e come sopracitato Moreno Squartecchia. Questo brano racconta la vita sentimentale tra, una ragazza che cerca di diventare qualcuno e un ragazzo che cerca di conquistarla nonostante faccia il gradasso affermando che non è interessata a lei e che la cerca per puro divertimento. Il brano presentato alle selezioni dello scorso festival di Sanremo, pubblicato su tutte le piattaforme digitali il 5 maggio scorso.
Siriaz Y Malo Il duo latino Siriaz Y Malo, al secolo Sara Sironi e Moreno Squartecchia, nasce nel 2019 con l’obiettivo di diffondere la musica reggaeton in Italia. Pubblicano il primo singolo Pinacolada,nel luglio 2020 riscuotendo molto apprezzamento nelle classifiche giovanili. I due cantanti oltre ad essere professionalmente una coppia, lo sono anche nella vita privata.
Siriaz (Sara Sironi) nasce a Treviglio (BG) il 09/12/1994. Fin da piccola si avvicina al mondo dello spettacolo: all’età di 8 anni comincia il suo percorso nella danza, che continua tutt’ora. Nel corso degli anni partecipa a vari concorsi e flash mob danzanti andati in onda sulle reti Mediaset. Nel novembre del 2013 prende parte al corpo di ballo del programma televisivo Superbrain: Le Supermenti, condotto da Paola Perego, andato in onda sulle reti Rai. Nell’Ottobre del 2014 intraprende un percorso formativo di musical, presso l’accademia MTS – Musical! The School di Milano, diretta da Simone Nardini, dove inizia ad approcciarsi anche al canto, diplomandosi nel 2016. Nel 2017 comincia a lavorare per vari spettacoli teatrali tra cui Il Mago di Oz (Thomas Centaro, 2018), Kim – Il Musical (Thomas Centaro, 2019) e Hair – The American Tribal Love-Rock Musical, scritto da Gerome Ragni e James Rado, diretto da Simone Nardini e Michele Savoia, prodotto da “Compagnia della Rancia” (2019)
Malo (Moreno Squartecchia) nasce a Sant’Omero (TE) il 13/08/1993. Inizia fin da piccolo ad approcciarsi al mondo della musica, in particolare al reggaeton. Nel corso degli anni partecipa a vari concorsi nazionali. Nel 2008 viene selezionato per partecipare al programma televisivo I Raccomandati, andato in onda su Rai 1; negli anni successivi partecipa a diverse trasmissioni quali: Italia’s Got Talent, X-Factor (entrando a far parte dei Bootcamp), e nel 2018 ad Area Sanremo, riuscendo a qualificarsi per le semifinali. Nel 2020 partecipa alla terza edizione del programma televisivo The Coach, andato in onda sul canale 7 Gold, arrivando al ballottaggio alle semifinali.
I primi successi
Nell’aprile del 2021 il “duo l” pubblica, con la collaborazione dell’etichetta discografica Lotus Music Production, il brano “Imperivm”. Sempre nello stesso anno, escono in esclusiva con “El flow de Barrio”, poi nell’ottobre del 2021 esce in versione audio su tutte le piattaforme musicali online, il brano “Cleopatra” che rimarrà per svariate settimane in prima posizione nelle classifiche della musica indipendente a livello internazionale.
Un gruppo che nasce a Torino dall’incontro di quattro musicisti.
Il primo singolo estratto dall’album di prossima uscita, è una pizzica della terra d’Otranto rivisitata in chiave electro-latin.
Formatasi lo scorso 2019, la band torinese parte dall’esperienza maturata nel mondo della riproposta delle musiche tradizionali da parte di Franco Montanaro, Oreste Forestieri e Valeria Quarta, e dall’incontro con il chitarrista e producer di musica elettronica Li Bassi.
Nella sintesi delle esperienze e delle storie che ognuno portava con sé, nasce subito un sound unico e riconoscibile, riconducibile alla commistione fra la musica tradizionale del sud e avantgarde elettronica.
I suoni evocativi e arcaici degli strumenti tradizionali, le cadenze ossessive e catartiche delle ritmiche coreutiche, unite ai colori e alla profondità dei suoni elettronici, creano un linguaggio fresco e contemporaneo ma con forti e robuste radici.
L’intento è quello di dialogare attraverso il linguaggio universale della musica popolare, far conoscere a un più ampio pubblico la bellezza dei dialetti e delle sonorità del sud e promuovere le diversità facendole convivere sotto il tetto della musica da festa e da ballo, musiche che da sempre uniscono popoli e generazioni.
La musica da ballo del Sud riacquista la sua antica funzione ludica e aggregante, proprio come accade nella pizzica di “Quant’ave” rivisitata dai Folkatomik.
Questo singolo è il primo estratto dal disco d’esordio del gruppo ed è sostenuto nell’ambito del progetto “Programmazione Puglia Sounds Record 2022”. L’etichetta italysona continua con questo progetto la sua opera di valorizzazione della world music identitaria italiana con uno sguardo al futuro e alle contaminazioni.
Valeria Quarta– Voice, percussion & little percussion
Inizia giovanissima il suo percorso di studi passando, dal canto lirico presso l’Istituto d’Arte e studio di Chieri (To) al canto jazz presso il centro di formazione musicale di Torino fino ad arrivare al canto moderno con la vocal-coach americana Cheryl Porter. Si dedica all’approfondimento della musica popolare, in particolare delle musiche tradizionali del Sud Italia. Si specializza altresì nello studio di svariati strumenti a percussione come Cajon, Djembe e percussioni a cornice e minori della tradizione del Sud Italia. Si sperimenta e matura professionalità e competenze in ambiti molto diversi: dal rock al blues, al reggae, ai generi del Sud America. Al momento lavora da anni come cantante autrice del progetto “Valeria Quarta” ed è cantante percussionista del trio “Le tre sorelle”, progetto musicale che ha l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le vocalità femminili del Sud Italia.
Li Bassi –Guitars & Mechanics
Chitarrista e producer, si è esibito dividendo il palco con moltissimi artisti come Steve Winwood, Whitney Houston, Eugenio Finardi, Max Gazzè, Bandabardò e tanti altri. Come autore musicista ha firmato per Emi, Warner Chappell, Universal, Diy, RaiTrade e molte altre etichette. Ha pubblicato il suo disco d’autore “Il lato giusto” nel 2015, vincendo il premio Carisch “Stefano Rosso”. Lavora stabilmente con la compagnia “Assemblea Teatro” dove ha portato in scena testi di e con Renzo Sicco e Luis Sepùlveda.
È autore per la casa di produzione Banijay per Rai, Mediaset, La7, Sky.
Tamburellista e cantante di musica folk del Sud Italia. Suona tamburi a calice e a cornice del Mediterraneo.
Si è esibito in due edizioni della Notte della Taranta con i “Cantori di Villa Castelli”.
A Torino ha fondato il gruppo “Collettivo Musicale In.con.tra.da” con cui ha fatto diversi tour in Sardegna, Marocco, Francia, Svizzera e Italia.
È stato per otto anni co-organizzatore del Festival delle Province con il Teatro delle Forme di Torino esibendosi in svariate regioni d’Italia, Francia e Marocco.
Ha suonato con l’Ensemble di Percussioni del maestro Tarek Hawad Alla, esibendosi in molteplici festival di Danza Orientale in tutta la penisola.
Polistrumentista, suona flauti e strumenti ad ancia, tamburi a cornice e strumenti a plettro del Mediterraneo.
Con diversi ensemble e orchestre ha accompagnato artisti come Otello Profazio, Tonino Carotone, Raiz, Mariano Caiano, Fabio Curto ed altri.
Ha suonato con diverse formazioni in importanti rassegne e Festival di World Music in Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Turchia, Grecia, Romania, Marocco, Argentina e Brasile.
Ha pubblicato come autore il suo primo disco nel 2006 “Taranta Muffin – U passatu è turnatu” e ha registrato i suoi strumenti per un consistente numero di produzioni.
Ha lavorato con diverse compagnie teatrali come musicista in scena e musicista attore per spettacoli di Commedia dell’arte, Teatro di narrazione e Varietà.
Il boschetto alla rovescia è una fiaba rock che tratta un importante tema sociale, raccontandolo con leggerezza. Il bosco, luogo affascinante, misterioso, a volte pericoloso, qui viene ribaltato, nel tentativo di abbattere gli stereotipi, nella speranza che il cattivo possa non essere più tale e che pertanto la fiducia di Cappuccetto Rosso non sia mal riposta.
Un pezzo fuori dal comune, quasi una sfida per Gioacchino che con questo brano cerca rime, ritmo e un sound vivace. La maturità artistica raggiunta gli consente di spaziare tra i diversi generi musicali e la sua produzione risente di tutte le influenze dando vita ad uno stile tutto personale.
Il videoclip è stato realizzato dal regista Giuseppe Marco Albano, Premio David di Donatello.
Gioacchino Fittipaldi nasce a Lagonegro (PZ) il 21 Novembre 1979. Vive sin dalla nascita a San Severino Lucano, paese natio dei suoi genitori e proprio dal padre, che da giovane scriveva canzoni e suonava la chitarra, l’amore per la musica.
La passione diventa studio con il conservatorio e si dedica completamente al cantautorato pop-rock formando così i primi gruppi rock ed iniziando a portare la sua musica nelle piazze. Tra i 27 ed i 28 anni inizia a rivisitare brani di vari cantautori italiani, in particolare Fabrizio De Andrè, ma anche Battiato, Guccini, Rino Gaetano e De Gregori, cantautori che interpreterà nelle serate di musica live con voce chitarra e armonica. Riprende a pieno la sua attività di cantautore scrivendo, a 28 anni, Un anno di regresso ed altri singoli con cui vince il “Festival Mediterraneo” e l’”Azimut live music fest”.
Nell’estate del 2012 sale sul palcoscenico del “Pollino Music Festival” e vince una tappa del contest “Casa Sanremo”.
L’estate del 2021 segna il percorso artistico che lo porta ad incidere Il boschetto alla rovescia, collaborando con i professionisti Lorenzo Sebastiani, Andrea Morelli, Alex Reeves, Marco Dirani.
Un brano spiccatamente funky dove ognuno può trovare la motivazione per fare sempre meglio e aumentare la propria autostima.
In radio dal 31 maggio 2022
“Special Guest” è un brano funky nato dal desiderio di creare spensieratezza nell’ascoltatore.
Il testo è stato scritto per favorire la motivazione e spronare a fare sempre del proprio meglio.
Il titolo del brano farebbe pensare ad un qualcosa di auto celebrativo, ma in questo caso l’ospite d’onore è l’uomo comune che tutti i giorni vive una vita “normale” e apparentemente anonima. Tuttavia, nel portare a termine gli obiettivi quotidiani, l’impegno e la determinazione lo portano a vivere momenti di gloria personale. Andando avanti, la canzone diventa più autobiografica e l’artista racconta la propria esperienza dove questa visione lo ha aiutato a “rinascere” artisticamente.
Dietro ad un ritmo incalzante e energetico, il brano aumenta l’autostima e la gioia di vivere. Chiunque quindi può riconoscersi in questo mood che invita a ballare e a muoversi spontaneamente. È stato scelto proprio il genere funky per il suo ritmo e il suo approccio alla positività. Il refrain è basato sull’inserimento di una melodia orientale, anch’essa ballabile e accattivante, che si fonde alla perfezione con la musica funky.
APPLE MUSIChttps://music.apple.com/it/artist/antonio-mcfly-morelli/1478288929
BIO
Antonio Morelli, in arte “McFly”, è un musicista italiano di musica elettronica con sonorità chill, funky e breakbeat.
Si avvicina al mondo della musica iniziando a suonare la chitarra nel 2006 e due anni più tardi fonda la band indie pop rock Baryonyx (2008-2021).
Nel 2013 intraprende il percorso Accademico di chitarra elettrica moderna presso l’Accademia Musicale Lizard.
Durante questi anni ha sviluppato varie collaborazioni, come ad esempio con Francesco Landucci il quale nel tempo è subentrato nella direzione artistica dei suoi progetti musicali.
Di pari passo con gli studi accademici di chitarra elettrica, l’autore si cimenta nelle sperimentazioni di musica elettronica. Nel 2018 decide così di preparare un nuovo progetto solista di musica strumentale basata sul jazz, il funky e l’elettronica. Viene pubblicato così l’album “Sound My Way” nel novembre 2020.
Nel 2021 viene pubblicato il singolo “Updown” (2021) che rappresenta un “ponte” tra il vecchio ed il nuovo, dove il compositore aggiunge un ritornello cantato da lui stesso, gettando così le basi per nuove composizioni.
Nel 2022 viene pubblicato così un nuovo singolo chiamato “Special Guest” che riprende le sonorità funky e breakbeat, ma con un testo interamente cantato.