Categoria: Lavoro

  • Paradise Call Center: i giovani, i lavoratori, il successo. Evento a Casoria per la nuova sede

    “Siamo arrivati qui grazie a tutti i dipendenti che prestano la loro opera con amore ed abnegazione: dedico questo momento a loro. Abbiamo tanti nuovi progetti ambiziosi e sono convinta che miglioreremo sempre di più”: così Teresa Caputo, Ceo e founder di Paradise Call Center, commossa ma con la consueta determinazione, al momento dell’inaugurazione della nuova sede della società a Casoria. Un grandissimo successo in termini di partecipazione, oltre che di risultati da parte dell’azienda. Presenti mercoledì 27 luglio 2022 in via Nazario Sauro moltissimi lavoratori e team leader cui la Ceo ha dedicato l’evento, accompagnati dalle loro famiglie, oltre ad ospiti internazionali ed esperti del settore.

    Paradise Call Center: evento a Casoria per la nuova sede

    Proprio quello della famiglia è un concetto cardine su cui si fonda Paradise Call, che riesce a coinvolgere i propri dipendenti in un ambiente di lavoro sano ed ospitale e dal quale emergono tutte le migliori qualità dei lavoratori. L’azienda conta più di 70 collaboratori in Italia e gestisce oltre 500mila ordinativi all’anno con tassi di conversione positive di 75.9%. Al fianco di Caputo all’inaugurazione anche Crescenzo Vitolo, managing director, Alessandro Di Maso, Call Center Manager, ed Achraf Amin Benessadeq, responsabile della Qualità. Teresa Caputo, operativa nel settore beauty & wellness dal 2000, ha avviato Paradise Call nel 2020.

    I giovani, i lavoratori, il successo

    Paradise Call Center è una società specializzata nella vendita telefonica per la spedizione di prodotti cosmetici di bellezza femminile, casalinghi, prodotti di tendenza per la cura della persona e benessere olistico provenienti dalle migliori filiere biologiche sul territorio nazionale ed internazionale. La nuova sede di Casoria è composta da grandi spazi operativi attenti al benessere dei lavoratori e comprende anche sale meeting. Paradise Call non lascerà la precedente sede principale di Afragola, bensì anche in questo caso è previsto un ammodernamento per renderla pienamente operativa.

    La nuova importante commessa

    Nel corso della serata-evento, durante la quale è stata ripercorsa anche la storia del successo di Paradise Call e la mission aziendale, è stata ufficializzata anche la nuova importante commessa proveniente da Luxottica, leader nel design, produzione e distribuzione di occhiali di fascia alta, di lusso e sportivi. I giovani, inoltre, rappresentano con forza l’identità dell’azienda che ne va orgogliosa.

    In tempi in cui sui media le condizioni di lavoro per gli under 30 sono salite spesso alla ribalta delle cronache nazionali, Paradise Call continua a garantire stabilità e grandi possibilità di carriera con moltissimi giovani che continuano ad avvicinarsi all’azienda. All’interno del sito web progettato e realizzato da Lenus Media di Cava de’ Tirreni, l’apposita sezione “Lavora con noi” dove si offre un piano carriera definito e un programma di formazione unico per lavorare in un team affiatato e in costante crescita.

  • Jobiri: come gestire al meglio il ritorno al lavoro dopo la maternità

    Sono diversi i motivi per cui molte donne lavoratrici faticano a tornare al lavoro dopo una gravidanza. Gli esperti di Jobiri suggeriscono alcune azioni semplici ed efficaci, che aiuteranno le neomamme a riprendere in mano la propria vita lavorativa.

    Milano, agosto 2022 – Dopo il periodo di congedo di maternità, può capitare che alcune donne facciano fatica a tornare al lavoro: stress, timore di non riuscire a conciliare lavoro e famiglia e difficoltà a staccarsi dal proprio bambino sono solo alcune delle motivazioni che possono rendere ostico un ritorno sereno al proprio posto di lavoro. Oltre a queste cause di tipo psicologico, esistono anche dei fattori “esterni” che possono complicare ulteriormente il rientro, come – ad esempio – un mercato del lavoro complesso, competitivo e poco indulgente nei confronti di pause o periodi di inattività.

    A questo proposito, gli esperti di Jobiri – l’innovativo consulente di carriera digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per aiutarti ad inserirti o reinserirti nel mondo del lavoro – ti forniranno alcuni suggerimenti utili per affrontare il ritorno al lavoro dopo il parto e la pausa del congedo di maternità.  

    L’ostacolo più diffuso nel tornare a lavoro per le neomamme è il senso di colpa che scaturisce dalla necessità di stare vicino il più possibile al proprio bambino. Da questo sentimento derivano altri stati emotivi negativi come ansia, stress e senso d’inadeguatezza che possono complicare notevolmente un rientro sereno al proprio posto di lavoro. 

    Di seguito, tre semplici consigli per superare questi ostacoli di tipo psicologico: 

    • Impara a chiedere aiuto. Non puoi fare tutto da sola, quello di cui necessiti è il supporto di qualcuno: fa’ il primo passo chiedendo a una persona fidata di condividere con te le responsabilità di casa, così come di tenere il tuo bimbo durante la tua giornata lavorativa.  
    • Credi di più in te stessa. Abbandona il senso di colpa e inizia a riacquisire la fiducia in te stessa. In questo modo, terrai lontani i sentimenti negativi e ti sentirai pronta per riprendere – o cambiare – il tuo lavoro.
    • Entra nell’ottica che per metabolizzare i cambiamenti ci vuole tempo. La tua nuova vita ti spaventa? Le novità possono creare scompensi emotivi, ma non temere: è questione di abituarsi al cambiamento e, per farlo, hai bisogno semplicemente di tempo. 

    Per quanto riguarda gli ostacoli “esterni”, ovvero quelli legati al mercato del lavoro, Jobiri può fornirti un aiuto concreto per affrontare il rientro, partendo innanzitutto da questi consigli:

    • Rifletti sulla tua situazione. Sfrutta il periodo del congedo di maternità come un’opportunità positiva per capire meglio ciò che vuoi per il tuo futuro professionale. Ad esempio, se senti la necessità di cambiare lavoro, questo è il momento ideale per analizzare la tua situazione, i tuoi punti di forza e gli aspetti che potresti migliorare.
    • Potenzia il tuo network. Fare networking ti permette di stare al passo con le tendenze del tuo settore lavorativo e anche di supportarti con il passaparola nella ricerca di una nuova professione. Infatti, crearti una rete di contatti è fondamentale per ricevere feedback o suggerimenti su aspetti o questioni su cui necessiti chiarimenti.
    • Mettiti alla prova imparando e sviluppando nuove skills. Se sei alla ricerca di un nuovo lavoro, è importantissimo che mostri ai recruiters la tua voglia di migliorarti costantemente e di imparare sempre qualcosa di nuovo anche in periodi di stop. Così, dimostrerai di avere tutte le qualità necessarie per rimetterti in gioco: proattività, motivazione e curiosità

    Non sai da dove iniziare per riprendere in mano il tuo lavoro e la tua carriera dopo la maternità? Niente paura: i Career Coach di Jobiri ti aiuteranno in questo percorso e ti seguiranno passo dopo passo nella creazione e nell’ottimizzazione del tuo CV, oltre che nella stesura di un’ottima lettera di presentazione, consentendoti così di accedere a numerose offerte di lavoro, pensate e studiate su misura per te!

  • Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci, il libro di Paolo Brutti in una prestigiosa presentazione a Verona

    copertina libro di Paolo BruttiVerona (VR) – Un’assoluta novità nel panorama della letteratura imprenditoriale nazionale in un evento irrinunciabile. Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci (Modena, TM Terra Marique, luglio 2022) di Paolo Brutti, che per primo indaga i difficili rapporti tra i fornitori di trasporti di merci e le aziende clienti in Italia, sarà presentato mercoledì 13 luglio alle ore 19 nel rinomato Hotel Crowne Plaza in Via Belgio 16, a Zai Verona.

    Il sottotitolo del libro, fresco di pubblicazione, chiarisce il target: Guida pratica per imprenditori, manager e responsabili della supply chain che vogliono viaggiare senza freno a mano. Si tratta di un testo specialistico ad alta leggibilità e di forte impatto umano, che stimola l’interesse delle figure imprenditoriali e dirigenziali a una maggiore conoscenza del mondo della logistica e dei trasporti e invoglia i responsabili di tali ambiti e della supply chain a inaugurare un atteggiamento di apertura verso la possibilità di confronto con la figura dell’esperto in materia di fornitura e di distribuzione della merce.

    Paolo Brutti è consulente di negoziazione, accreditato formatore di manager e responsabili nel settore della logistica e dei trasporti. La sua è una storia avvincente. Nel 2019, all’apice del successo come dirigente aziendale, poco prima di un momento storico di estrema fragilità mondiale dovuto allo scoppio della pandemia, decide di cambiare rotta, di rimettersi in gioco: raccoglie tutta la sua caparbietà, le conoscenze e l’esperienza lavorativa di venticinque anni nel mondo imprenditoriale e crea un marchio di straordinaria qualità: Farsi Strada è un metodo di lavoro messo a servizio di chi cerca di districarsi e uscire indenne da quella “selva oscura” che è il mondo della gestione della logistica e dei rapporti con i fornitori di trasporti delle merci. È il locus amoenus in cui Brutti ha concepito il suo libro e di cui spiega il profondo senso espressivo: “È questo un naming che racconta il processo e il risultato del mio lavoro. In quel farsi c’è un cambiamento, un movimento dinamico in avanti. Aiuto i miei clienti a riuscire meglio nel loro lavoro con preziosi consigli volti a una formazione professionale più consapevole e attenta. Il secondo significato è “diventare strada”: mi metto al servizio dei miei clienti perché loro possano arrivare proprio là dove desiderano o dove non sanno ancora di poter arrivare. Il terzo significato ci riporta al mondo dei trasporti: farsi largo tra le tante opportunità che ci sono nel mercato ma anche un farsi strada reale dove i corrieri e i trasporti giungono a destinazione”.

    Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci gode dell’autorevole prefazione di Ivan Russo, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia Aziendale all’Università di Verona nonché esperto di supply chain management, logistica e marketing, che sottolinea il merito del contributo di Paolo Brutti in quanto “importante strumento di formazione e cultura nell’ambito della logistica”. Di seguito, dopo un’introduzione in cui l’imprenditore veronese racconta il suo percorso professionale e la nascita del marchio Farsi Strada, vengono presentate dieci case history che rivelano le fragilità di un matrimonio complicato tra il fornitore di trasporti e il cliente. È a quest’ultimo che l’autore offre indicazioni per comprendere le tariffe, i coefficienti e per valutare in modo corretto le voci accessorie, e dispensa consigli utili in merito alle più adeguate strategie per imparare a negoziare e a tutelare i propri interessi in un proficuo dialogo win-win con i fornitori. Ne viene fuori l’idea di un cliente più consapevole e padrone del proprio modus operandi e quella di un fornitore di trasporti non più onnisciente e unico stratega in fase di negoziazione.

    Un particolare rilievo meritano i capitoli che affrontano le insidie delle voci accessorie come il supplemento carburante, tema dolente e di rilevante attualità per i responsabili aziendali, i preziosi suggerimenti alle start-up e-commerce a caccia del migliore servizio offerto dai fornitori di trasporto, le sfide e gli scenari ai quali vanno incontro le aziende rispetto al modello liquido che caratterizza il mondo dei trasporti e in generale quello manageriale oggi. Il tutto insaporito da una serie di esercizi e informazioni tecniche che non sempre vengono elargiti in azienda e in particolare dai fornitori. Un’attenzione speciale va ai servizi offerti da Farsi Strada e cioè: Fare31, la consulenza e la formazione per le aziende; Saperespresso, l’assistenza a distanza per start-up e microimprese; Rete Vendita, formazione e organizzazione di un settore fondamentale, quello dei venditori che sono i primi ambasciatori di un’azienda; e soprattutto FarsiApp, ovvero l’applicazione ideata e brevettata da Brutti, che consente l’analisi e la verifica delle fatture che il cliente riceve dal fornitore di trasporti nell’ottica di un risparmio di tempo e di costi.

    Il Winter Garden dell’Hotel Crowne Plaza di Zai Verona sarà la meravigliosa location della presentazione del libro di Brutti quale illuminante contributo e capitolo iniziale di una specifica collana di riferimento. Condurrà la serata Elisabetta Gallina, giornalista, storyteller e conduttrice televisiva. Sarà presente una platea attenta e competente di imprenditori, manager e responsabili di importanti aziende, non solo veronesi ma provenienti da altre città del nord Italia.

     

     

    Info e contatti

    www.farsistrada.it

    [email protected]

     

  • Nasce la partnership tra Auriga e Unistellar

    Nasce la partnership tra Auriga e Unistellar, un nuovo modo di fare divulgazione e osservazione astronomica

    Con l’arrivo dei prodotti e delle tecnologie Unistellar, il distributore Auriga punta a rivoluzionare e ampliare l’esperienza di osservazione e divulgazione del cosmo, mettendo le bellezze del cielo notturno a disposizione di tutti. 

     

    È un incontro di eccellenze quello che vede la nascita della collaborazione tra AURIGA e UNISTELLAR.

     

    Da una parte l’azienda italiana Auriga, il più importante distributore italiano di strumentazione per osservazione astronomica, terrestre e naturalistica. Tra i marchi trattati: Celestron, Sky-Watcher, Kowa, Luna Optics ed accessori a marchio AURIGA. Negli ultimi 10 anni Auriga ha allargato la distribuzione dei suoi prodotti ad altri paesi dell’area Mediterranea: Spagna, Portogallo, Croazia, Grecia, Malta e Cipro.

     

    Dall’altra Unistellar, azienda Franco-Americana con in dote una nuova categoria di telescopi, gli eVscope.

    Gli eVscope sono i telescopi intelligenti più potenti e semplici da utilizzare al mondo e consentono di dare vita alle meraviglie dell’Universo in pochi secondi – anche in ambienti urbani soggetti ad elevato inquinamento luminoso. Grazie alla partnership con rinomate organizzazioni scientifiche come il SETI Institute questi rivoluzionari telescopi permettono agli utenti di diventare persino “cittadini scienziati” consentendo loro di contribuire alla ricerca all’avanguardia su esopianeti, asteroidi, comete e molto altro.

     

    Le motivazioni della partnership:

    La partnership nasce per volontà di Auriga e presenta motivazioni profonde e obiettivi ambiziosi. Il primo è quello di portare la bellezza del cielo in contesti non consueti, grazie alla semplicità di utilizzo dei prodotti Unistellar, anche in situazioni non ottimali. I telescopi a tecnologia digitale Unistellar “eQuinox” ed “eVscope2” infatti, hanno la caratteristica di inviare direttamente (e a colori) ad un device (PC, tablet o smartphone) le immagini dei corpi celesti in osservazione, mettendo a disposizione dell’osservatore un’esperienza osservativa rivoluzionaria che sarebbe impensabile con i normali strumenti ottici.

    Un’esperienza che – lo risottolineamo – al  contrario dei tradizionali telescopi, permette di osservare il cosmo anche dalle città e in condizioni di inquinamento luminoso.

     

    L’unione di questi fattori (semplicità di trasporto e utilizzo + visione del cosmo a colori su device + possibilità di osservare il cielo anche in condizioni non ottimali a causa dell’inquinamento luminoso) inaugura un nuovo modo di fare divulgazione e porta il cosmo sulla Terra, davanti agli occhi del pubblico più ampio mai raggiunto.

    Risulta facile comprendere e immaginare i vantaggi e le potenzialità pratiche di queste caratteristiche, soprattutto se inserite in contesti inediti come scuole, osservatori, campeggi e aziende turistiche e luoghi di aggregazione anche non scientifici.

     

    Auriga rafforza quindi la sua posizione nel settore, completando il suo catalogo con nuove tecnologie e fornendo la gamma di strumenti di osservazione più completa attualmente a disposizione degli osservatori del cosmo. Un perfetto equilibrio tra potenzialità commerciali e divulgazione. Una scelta che dimostra che per portare il cosmo sulla Terra bisogna aprire nuove strade, con visioni innovative, tecnologie evolute e nuove partnership strategiche.

  • “Quanto sei digitale?” Lo strumento gratuito online per misurare il Lad delle aziende italiane

    Qual è il livello di “allenamento” digitale delle aziende italiane? A misurarlo nelle ultime settimane è uno strumento gratuito online basato sull’Intelligenza Artificiale. Parliamo di “Quanto sei digitale?”, un test messo a disposizione dalla Lenus Media, agenzia di digital marketing con sede in Italia a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, e Regno Unito, nell’ambito del progetto “Digital Workout”. Il quiz è stato al momento effettuato da oltre 6 mila aziende in Campania, Lazio e Lombardia. Lo strumento rivoluzionario permette agli imprenditori di avere un quadro chiaro del livello di digitalizzazione della propria azienda. Una valutazione particolarmente importante nell’ambito della partecipazione ai bandi pubblici e a quelli previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). I risultati saranno poi presentati in un caso di studio di prossima pubblicazione.

    “Per poter essere competitivi online – ha spiegato Emanuele Pisapia, direttore della Lenus Media – è necessario seguire un piano di allenamento digitale che sia semplice e che parli la stessa lingua degli imprenditori. Il calcolatore del proprio Lad (Livello di Allenamento Digitale) permette alle aziende di comprendere subito qual è il proprio punto di partenza e ricevere suggerimenti automatici online”. Pisapia è autore del libro “Digital Workout – Il piano di allenamento per gli imprenditori che vogliono riprendere il controllo della propria azienda”. Ha realizzato il Lad per aiutare ulteriormente gli imprenditori a vincere la sfida della digitalizzazione. Lo strumento “Quanto sei digitale?” verrà implementato di nuove funzionalità nei prossimi giorni, come la ricerca automatizzata di recensioni e post di successo.

    Per valutare la propria azienda basta collegarsi all’indirizzo https://www.digitalworkout.club/it/quanto-sei-digitale/ o https://lenus.it/lad ed inserire il proprio nome e quello della propria azienda. Terminato il test si scoprirà il proprio livello di allenamento digitale (Lad) con suggerimenti istantanei su come migliorare la propria efficacia online.

    “Il misuratore del Lad – ha continuato il direttore della Lenus Media – è stato sviluppato attraverso l’utilizzo di un’Intelligenza Artificiale che simula il comportamento di un potenziale cliente alla ricerca di un’azienda online. Abbiamo replicato oltre 50 fattori di analisi che vengono ampliati dal nostro team tecnico. Il Livello di Allenamento Digitale è disponibile in pochi minuti online e può essere condiviso sui propri social media o sul proprio sito web. Inserendo il proprio indirizzo email è inoltre possibile monitorare nel tempo il proprio Lad ricevendo suggerimenti in tempo reale su come migliorare la propria azienda online e creare delle competizioni tra aziende dello stesso territorio come in una sorta di Campionato Digitale”.

    Emanuele Pisapia, amministratore di Lenus Media, è imprenditore, formatore e consulente di comunicazione efficace e Digital Workout è il frutto della sua esperienza ultradecennale nel settore. Con il suo libro Pisapia vuole aiutare gli imprenditori a realizzare un efficace piano di digital marketing per i successivi 12 mesi. Il piano è un vero e proprio “programma di allenamento” applicabile da subito in azienda con l’obiettivo di ottenere immediati benefici in termini di visibilità online, attrattività agli occhi di clienti e fornitori e, soprattutto, nuove opportunità di business.

  • Dispositivi di Protezione Individuale

    A seconda delle situazione lavorativa possono essere necessari diversi approcci alla sicurezza con l’utilizzo di Dispositivi di Protezione individuale differenti.

    Il datore di lavoro ha l’obbligo di scegliere i Dispositivi di Protezione Individuale più idonei alle esigenze ricercando sul mercato quanto di meglio ci possa essere in funzione delle caratteristiche e dei requisiti necessari per provvedere a un adeguata protezione dei lavoratori.

    Vediamo alcune di queste situazioni:

    Lavorare su strutture metalliche come tralicci, antenne, ripetitori, ecc.

    Quando si lavora in situazioni con elevato rischio per la sicurezza dovuti alla quota, è necessario proteggersi con adeguati sistemi anticaduta.

    In questi casi viene utilizzata un imbracatura, meglio se con dei cosciali di sostegno, dotata di cintura di posizionamento, poichè quando si raggiunge la postazione di lavoro è necessario assicurarsi con un adeguato sistema di posizionamento per poter operare in sicurezza con le mani libere.

    Normalmente l’operatore si arrampica sulla struttura utilizzando un doppio cordino con assorbitore, che permette di rimanere costantemente collegato alla struttura con almeno un punto di ancoraggio durante la risalita.

    Lavorare su coperture o tetti

    E’ necessario proteggersi con adeguati sistemi anticaduta in quanto vi è il rischio, operando spesso su strutture inclinate, di scivolare e cadere nel vuoto. Inoltre si cammina su strutture fragili che possono sfondarsi con il peso del corpo.

    Normalmente è installata una linea vita tetto orizzontale a cui è necessario agganciarsi con i propri sistemi anticaduta per potersi muovere in sicurezza su ampie aree.

    A volte invece sono installate adeguate protezioni collettive (parapetti). In questo caso è sufficiente l’impiego di un cordino di posizionamento regolabile agganciato alla linea vita.

    Lavorare su scale

    E’ necessario proteggersi con adeguati sistemi anticaduta per limitare lo spazio di arresto, in quanto si è esposti al rischio di scivolare, o di cadere nel vuoto.

    Normalmente sono installate delle linee vita verticali a cui è necessario ancorarsi con i proprio sistemi anticaduta, in quanto l’operatore opera essenzialmente in salita e discesa sulla scala, senza la necessità di muoversi lateralmente.

    A volte invece è necessario ancorarsi alla scala in quanto la postazione di lavoro è a ridosso della scala stessa. In questo caso è sufficiente l’impiego di un cordino di posizionamento regolabile agganciato alla cintura di posizionamento.

    Lavoro in spazi confinati

    E’ necessario l’impiego di un adeguato sistema anticaduta in quanto sono ambienti dove l’operatore non può spostarsi e assicurarsi autonomamente e non può sostare per tempi prolungati al loro interno, in quanto sono caratterizzati da ridotti spazi di manovra.

    Si utilizza un treppiede con carrucola e un dispositivo di sollevamento per recuperare ed evacuare rapidamente l’operatore nel caso di situazioni di emergenza. All’imbracatura dell’operatore deve essere agganciata una fune di sicurezza con apposito sistema anticaduta o un dispositivo anticaduta a richiamo automatico.

    Accesso su fune

    E’ una tecnica di accesso alla postazione di lavoro tramite funi, da adottare solo nel caso in cui non sia possibile utilizzare altri modi più sicuri, in quanto richiede una adeguata formazione e maggior prestazione fisica.

    Viene sempre indossata un imbracatura con cosciali di sostegno, una fune di lavoro lungo la quale muoversi per raggiungere la zona di lavoro a cui viene applicato un apposito discensore e una seconda corda di sicurezza dotata di dispositivo anticaduta.

    https://www.lazzaronisrl.com/

  • DALLO SMART AL “MYWAY WORK”, ORA IN AZIENDA LA PRIORITÀ È IL BENESSERE DEL LAVORATORE

    Innovazione e rivoluzione in Velvet Media, agenzia di marketing e WEB3 veneta. Fino all’estate i circa 150 dipendenti sono chiamati a lavorare ad obiettivo e non per otto ore e cinque giorni; ferie e permessi saranno presi liberamente e sarà possibile entrare in azienda anche in orari “inusuali”. Il ceo, Bassel Bakdounes: “Siamo andati oltre lo smart working tradizionale, la base sono fiducia e responsabilità, manca ancora una normativa adeguata”

     

    C’era una volta il cartellino da timbrare. C’erano le otto ore da vivere in ufficio con orari ferrei per cinque giorni alla settimana. Un mondo del lavoro ancorato al concetto di tempo come metro di misura della produttività. Per la maggior parte delle aziende moderne però questo modello risulta oggi quantomeno fuorviante.

    Da Maggio ai primi giorni dell’estate decolla in Veneto un esperimento innovativo nel mondo del lavoro. Difficile dargli una definizione “legale”, perché non è né smart working né remote working, non è gestione di contratti a progetto e neppure l’assenza momentanea dal posto di lavoro prevista dalle normative Covid. Velvet Media, dopo aver presentato il progetto ai dipendenti e aver chiesto a loro come lo volevano definire, ha battezzato questo approccio “MYWAY Work”, perché pone al centro proprio l’autogestione del dipendente, e anche perché in azienda lavora da anni una “manager della felicità”, chiamata a gestire emozioni e rapporti tra colleghi per creare il luogo di lavoro più “lieto” possibile. 

    Di fatto, chiunque adesso potrà scegliere se rimanere a casa o se venire in ufficio, quante ore lavorare e soprattutto quando prendersi le ferie. Anarchia totale, dunque? Quasi. I capi dei reparti web, social media, copywriting, design, SEM e commerciale sono stati formati nelle ultime settimane per spostare ancora di più l’operatività su obiettivi specifici e non sulla quantità di ore di lavoro per progetto. Quindi, i dipendenti sono chiamati a dare priorità alle commesse dei clienti con ancor maggiore determinazione, ma decidono autonomamente in che momenti della giornata portare a termine il loro lavoro e da dove farlo. Stessa questione per ferie e permessi: ognuno potrà decidere in autonomia.

    “Siamo convinti che se una persona è serena e sta bene nel privato, potrà essere più performante anche davanti al computer” spiega Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media. “Il miglioramento della qualità della vita genera la possibilità di lavorare meglio. Contiamo di migliorare la produttività togliendo costrizioni frutto di un retaggio culturale anacronistico, legate alla presenza in un ufficio o al numero di giorni e ore lavorate, e dando invece massima libertà e fiducia alle persone. Oggi vi sono mille innovativi strumenti che ci permettono di stare in contatto, monitorarci e consultarci, perché non dovremmo sfruttarli veramente?”.

    La scelta rivoluzionaria di Velvet Media sarà portata avanti per alcuni mesi, fino all’estate, per valutare se una decisione di questo genere sarà valorizzata dalla responsabilità dei dipendenti, molti dei quali sono giovanissimi. Per agevolare ulteriormente il processo, in questo periodo gli uffici potranno essere utilizzati anche in orari particolari, come prima dell’alba o a notte inoltrata. Già una trentina di dipendenti hanno le chiavi, l’azienda di fatto si apre alle loro esigenze. 

    “Quando abbiamo parlato con i consulenti del lavoro per adattare i contratti a questa ipotesi, ci hanno detto che siamo di fronte ad un vuoto normativo”, conclude Bakdounes. “Noi vogliamo mettere i nostri dipendenti nelle migliori condizioni di lavoro, ma non esistono norme capaci di permettere una struttura ibrida tra sedi aziendali e personali. Forse il legislatore non si è accorto che il mondo del lavoro è cambiato, che le persone sono cambiate, e che c’è la necessità di rompere le regole anacronistiche. Confidiamo in un cambio totale, di mentalità soprattutto, che va bene sia promosso da imprenditori ed aziende ma deve essere rapidamente supportato anche da normative adeguate”

     

    VELVET MEDIA Marketing management, vendita online e new media: sono questi gli ambiti nei quali l’agenzia di Castelfranco Veneto (nel Trevigiano) è ai vertici nazionali. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi Velvet è una holding che gestisce il marketing in outsourcing per conto di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 150 persone in continua espansione. Per questo è stata premiata come una delle aziende col tasso più alto di crescita in Europa dal Financial Times e ha ottenuto lo stesso riconoscimento dal Sole 24 Ore nel triennio 2018/2020. Il core business è il coordinamento della comunicazione aziendale a tutti i livelli e la gestione della vendita online: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce, dalla gestione dei marketplace fino alla lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune divisioni parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello sport (Velvet Sport), della moda (Velvet Fashion) e dell’internazionalizzazione con focus in particolare sulla Cina (Velvet International). Recentemente è stata aperta anche una filiale a Milano. Con sedi anche negli Stati Uniti a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai, Velvet è il partner ideale per qualunque azienda interessata a comunicare e vendere oltre confine. Velvet Media ospita nella propria sede aziendale un innovation hub, Next Heroes, che si occupa di incubare start up e di garantirne la sopravvivenza economica con le leve del marketing e il supporto di fondi di investimento. La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll e scelte di welfare innovative come il manager della felicità per i dipendenti. Informazioni e contatti: www.velvetmedia.it.

  • Gruppobea e Galdus nella formazione. La scuola entra in azienda: lo stage abbraccia cultura e crescita professionale

    Intervista a Marcello Sottocorno, tutor formativo della scuola Galdus, Claudio Gatti, direttore generale Gruppobea Spa e Jonas Bendaou, psicologo e formatore.

    Milano, 19/04/2022 Claudio, cominciamo da lei. Gruppobea sta continuando a correre seguendo le evoluzioni del mercato. In questi mesi avete assunto ancora, attingendo dalla scuola attraverso il percorso del tirocinio curriculare e dell’apprendistato di I Livello. Una promozione scolastica, dunque, vale una assunzione?

    Sì, dopo l’esperienza positiva extracurriculare fatta con lo IED, che ci ha permesso di assumere 4 neo laureati, per la quinta volta uno studente di un istituto superiore entra nella nostra azienda attraverso un apprendistato di primo livello. Con Galdus, ma anche con altre scuole, abbiamo creato una rete divenuta una fucina formativa capace di valorizzare talenti che cresceranno giorno dopo giorno in questa famiglia.

    È una visione complessa?

    Sì. Molto. Qualche settimana fa mi è capitato di ascoltare il responsabile di una società di servizi che ha sostenuto quanto fosse difficile investire sui giovani mancanti di esperienza. Ricordo il suo tono stanco: “troppo tempo, troppi soldi, troppa energia. Troppe brutte figure.” Era tutto “troppo”, e per lui sarebbe stato meglio puntare su chi avesse avuto anni di esperienza tali da poter soddisfare il bisogno di urgenza della società per cui lavorava. È stato in quel momento che mi sono detto che non tutti sono sempre disposti a farsi travolgere dall’esperienza gravosa di una crescita, ed ho pensato che se si ha la fortuna di osservare – come è accaduto a noi – una ex stagista, ormai divenuta da 6 anni una dipendente preparatissima, entrare in commissione per valutare uno studente che ha seguito il programma di apprendistato di primo livello, si riesce a sentire addosso qualcosa di diverso: l’ebrezza di un percorso fatto con sacrificio.

    Come è andato l’esame?

    Direi benissimo. Maria si è diplomata con 100/100 e l’abbiamo appena assunta. Soprattutto, il suo tutor aziendale Mariya Chorney, con il suo lavoro di affiancamento durato 2 anni, ha dimostrato che la bellezza sta nella vicinanza, nella ricerca, nella mutualità, e nella voglia di trasferire quel che in precedenza si è appreso. È stata una grande dimostrazione di maturità, e far parte di tutto questo mi ha emozionato.

    Veniamo a lei, Marcello. Può parlarci del programma Galdus, e di come è nata la vostra collaborazione con Gruppobea?

    L’obiettivo della scuola professionale Galdus, radicata nel territorio di Milano da più di 20 anni, è aiutare gli studenti a trovare il loro posto nel mondo. La collaborazione inizia con il dialogo e il confronto. Il tema fondamentale è: di che competenze ha bisogno il mondo del lavoro, e come possiamo trasmetterle ai ragazzi per prepararli al meglio? Le risposte concrete, nate in sinergia tra Galdus e Gruppobea, sono state: incontri ed interventi formativi a scuola, curati dall’Azienda stessa, esperienze di tirocinio per toccare con mano la realtà aziendale e immergersi in una quotidianità diversa. Fino all’Apprendistato di primo livello, grazie al quale i nostri ragazzi hanno l’opportunità di raggiungere la qualifica professionale o il diploma di tecnico. Il tutto lavorando, con un contratto vero e proprio, e frequentando contemporaneamente la Scuola. Durante queste esperienze, Azienda e Scuola si confrontano costantemente, grazie a tutor scolastici dedicati, e referenti aziendali specifici per ogni ragazzo. Jonas si occupa della supervisione delle esperienze, e s’impegna in prima persona nella formazione e nell’orientamento dei ragazzi.

    Jonas, ha voglia di raccontarci di questo percorso?

    Vengo dalla Francia, paese in cui i percorsi professionalizzanti rappresentano ormai la norma. In Italia ci si sta finalmente muovendo in questa direzione, e la Regione Lombardia è molto sensibile rispetto a questo tema. Penso, però, si potrebbe e si dovrebbe fare ancora di più. Ci sono moltissimi freni culturali quando si decide di imboccare questa strada. Iniziare con uno studente mirando unicamente alle sue attitudini e non alla sua esperienza, pare davvero una odissea. Sembra tutto sia tarato per provocare tensione e fatica. Un po’ come se la logica della formazione fosse staccata da qualsiasi logica aziendale. Questo concetto distorto, però – pur causando stress – rappresenta la chiave di volta. Per comprenderlo bisognerebbe immergersi nella visione di un contadino: scavare con fatica, piantare un seme, ed essere disposti a vivere dei cicli. A guardarla così ci verrebbe in mente che, a causa della formazione, si stia togliendo del tempo a noi stessi; ma si tratta semplicemente di fasi. Difficoltose, lunghe, stressanti, non importa. Quello che conta è sapere che ogni volta saremo più elastici. Il nostro pensiero sarà più plastico, e ci convinceremo che è necessario imparare ad ascoltare, sentire, aspettare, capire altri mondi, altre visioni. E, alla fine, come in un piccolo miracolo, scopriremo di avere nel nostro giardino un albero.

    Sembra una vera e propria ricetta per la ricerca della unicità. Ricorda un po’ la sintesi del libro di Buscaglia. Vivere amare capirsi.

    Ha citato uno dei miei miti! Ho amato quel testo colmo di passione in cui la didattica è anche ricerca creativa, incentivazione della curiosità viva, capacità di mettersi in discussione. Le peculiarità di uno studente, la predisposizione e le sue attitudini, se ben veicolate e potenziate, costituiranno la grande via che fissa il passaggio tra scuola e lavoro

    Passo dopo passo.

    Esattamente. Si comincia con la predisposizione all’ascolto, condizione essenziale per settare i livelli comunicativi tra il formatore e lo studente. Si usa l’empatia per fissare i perimetri del rapporto. Poi, arrivano le istruzioni; chiare, dirette, disegnate affinché nascano domande utili alla costruzione di un apprendimento. Dagli showroom alla logistica, dall’amministrazione al marketing, Il modo che useremo per comunicare, diventerà la discriminante nel processo formativo.

    Quanto conta in tutto questo la fiducia, Claudio?

    Ha un peso enorme. La fiducia transita attraverso la comprensione e l’assimilazione delle regole necessarie per fare i primi passi in una nuova dimensione. L’aspettativa passa attraverso il metodo, ed è necessaria una prospettiva legata ai reciproci bisogni e al rispetto vicendevole. Ecco, stabilire questa progressione significa agevolare l’assimilazione di ogni attività dello studente che si sentirà libero di cavalcare la propria curiosità, consapevole che sbagliare è una grande fortuna. D’altronde, chi sbaglia, migliora.

    Marcello, nell’Apprendistato di primo livello Quanto Incide la scuola e quanto il lavoro? E come si configura un esame?

    Gli Apprendisti sono, contemporaneamente, lavoratori di Gruppobea e studenti della scuola Galdus. Trascorrono a lavoro 4 giorni a settimana, durante i quali è l’Azienda a farsi Laboratorio, e a trasmettere i contenuti tecnici della formazione. Un giorno a settimana è invece dedicato alla formazione scolastica: docenti specialisti del Progetto Apprendistato realizzano una formazione in piccoli gruppi di lavoro. I contenuti sono quelli culturali: Italiano, Inglese, Matematica, Diritto, Orientamento al Lavoro. La progettazione didattica è pensata su misura, con un forte accento sulle applicazioni pratiche e lavorative dei contenuti. L’Esame finale prevede una prova scritta per le materie di base. Per la parte tecnico-professionale, è invece prevista la presentazione di un Capolavoro: i ragazzi scelgono un processo che appartiene alla loro quotidianità in azienda, e lo mostrano alla Commissione, dimostrando il livello tecnico raggiunto. La sinergia tra il mondo del lavoro e quello della formazione scolastica negli anni si dimostra sempre più un’alchimia positiva di grande stimolo per i giovani.

    Jonas, perché scegliere uno studente con nessuna esperienza piuttosto che un professionista che viene dal settore? non è un processo troppo lungo?

    Non è solo lungo. È anche complesso, stancante fisicamente e psicologicamente. Gli studenti sono inquadrati in una zona di confort in cui tutto è ovattato; provengono spesso da aree didattiche in cui la luce del lavoro è mancante, oppure completamente distorta. Quando entrano in azienda, anche solo per uno stage, sono spaesati. La contezza relativa al mondo lavorativo è quasi nulla; la conoscenza di quanto li circonda è rarefatta. Per non parlare poi della capacità di esprimersi, spesso sporcata dalla cattiva abitudine di rapportarsi agli altri attraverso le dinamiche seriali di uno smartphone: interazioni rapide, non afferenti alla realtà. Ansia che sfocia spesso in noia e malinconia. L’empatia, così come l’uso della parola, molte volte è da cercare, sollecitare. Soprattutto in un momento complesso come questo, in cui il covid e la guerra hanno messo a dura prova la loro sicurezza, le loro certezze. Ecco perché, alcuni di loro, pur avendo seguito percorsi scolastici anche articolati, pur avendo alle spalle famiglie attente e protettive, assumono atteggiamenti di chiusura che non consentono la predisposizione a quell’ascolto e quella curiosità di cui parlavamo. Gli stagisti che arrivano qui sono smarriti, persi in un guscio che li isola dal mondo. La fatica sta proprio nella volontà di scoperchiare tutto questo. Bisogna ascoltarli, tenerli per mano, accompagnarli, introducendoli nella nuova e velocissima dimensione lavorativa. E, perché no, anche quella culturale.

    Con noi, infatti, gli studenti entrano in un circuito in cui è necessario leggere l’Ansa ogni giorno, raccontarci le notizie del mondo che hanno colpito la loro attenzione. Discutere di cosa provano, spiegare cosa hanno capito, allevando un pensiero critico. Inoltre, nel periodo istruttivo – e si spera di educarli anche per il seguito – sono invitati a registrarsi gratuitamente sul sito una parola al giorno, un bellissimo progetto online che aiuta ad ampliare la conoscenza della lingua italiana. Perché, come dicono gli ideatori: dalla qualità delle parole che conosciamo dipende la qualità dei pensieri che facciamo.

    Molto bello. Escono da un’aula per rientrare in un’aula?

    Già. L’aula più impegnativa. In fondo, la vita è una scuola che ci predispone alla crescita, e sta solo a noi decidere in che modo lo faremo. Per quanto mi riguarda, penso siano importanti le guerre puniche, ma è fondamentale anche la sperimentazione, l’innovazione didattica. La scoperta di una coscienza aziendale che attivi la scoperta e l’uso delle proprie attitudini, i talenti personali. Misurarsi in modo adeguato con le sfide della vita offre la grande opportunità di poter sbagliare. E come scrive Carol Dweck -professoressa di psicologia di Stanford – il nostro sviluppo, il modo in cui interpretiamo le difficoltà e il modo per realizzare al meglio il nostro potenziale, in fondo, è frutto di un impegno deliberato. La “mentalità” influenza il nostro modo di processare, interpretare, leggere le informazioni.

    Ecco perché sono felice quando penso agli studenti rimasti 2 anni con noi in apprendistato di 1 livello: Maria, Veronica, Mario, Alessio, Lorenzo, entrati tutti per la pima volta nella nostra azienda con gli occhi sgranati, la paura sul volto e le braccia conserte. Avevano un programma da seguire, lezioni da fare a scuola. Esami su esami. Aula e lavoro. Molti di loro, una gestione di una vita familiare non facile. Ed ora che hanno terminato l’ultimo anno in Galdus, sono entrati nel nostro universo fatto di rapporti, gestione dello stress, consapevolezza, mentalità dinamica, formazione, merceologica costante e – perché no – in un mondo fatto di libri che la neo assunta Maria ha imparato a rubare dal mio ufficio, rendendomi felice. Perché la cultura non dovrebbe mai avere un prezzo.

  • Se le Riunioni Periodiche della Sicurezza non servono a niente, che fare?

    E’ importante che il RLS giunga preparato alla riunione annuale predisponendo una lista dei punti da discutere (sembra impossibile che non li abbia, ad esempio: chiarimenti, approfondimenti e aggiornamenti del documento di valutazione dei rischi; attuazione del programma degli interventi di prevenzione; programmi e corsi di informazione ed addestramento per i lavoratori; relazione sanitaria sullo stato di salute complessivo dei lavoratori fino alla segnalazione di specifici problemi di sicurezza rilevati in azienda). (altro…)

  • Importanza della pulizia degli impianti: a chi rivolgersi in caso di necessità

    Ogni volta tutti riconoscono l’importanza di mantenere gli scarichi puliti ed efficenti chiamando un’azienda di spurghi o un idraulico professionista in spurgo fognature Roma o spurgo WC Roma.

    L’efficienza delle fognature è un buona opzione di una gestione accurata e tutti gli impianti di scarico necessitano di essere omologati ai sensi dell’art.124 del D.Lgs 152/2006, ma specialmente i proprietari di casa e gli inquilini di eventuali condomini sono tenuti al controllo ed alla pulizia degli impianti.

    Gli scarichi dell’abitazione si identificano sulla base di diverse tipologie:

    • Acque reflue originati dal metabolismo umano e da attività domestiche inviate alla rete fognaria
    • Acque reflue originati dal metabolismo umano e da attività domestiche con recapito diverso da rete fognaria
    • Acque meteoriche di dilavamento non contaminate (coperture e aree esterne).

    Quando lo scarico si istruisce si deve far intervenire una ditta di spurghi specializzata in spurgo fognature Roma, ricordandosi che esiste una parte di fognatura di competenza privata in modo che gli scarichi non possano immettersi direttamente nella rete pubblica.

    Non solo fognature: l’importanza dello spurgo del lavandino

    Oltre agli scarichi fognari gli idraulici intervengono per lo spurgo lavandini Roma, liberando lo scarico di casa (e non solo) ostruito da troppo detersivo o prodotti per l’igiene, che creano una massa che va ad ostruire lo scarico. Inoltre, il lavello della cucina si intasa con oli, grassi e fondi di caffè che bloccano le tubature e impediscono il fluire dell’acqua.

    Non solo: quando le tubature si intasano di frequente la causa può essere anche un impianto con troppe curve, in cui i residui si accumulano generando germi e batteri nocivi per la salute delle persone. Proprio in questi casi acqua calda, aceto e bicarbonato abbinati all’uso dello sturalavandino non bastano e ci si deve rivolgere a un Idraulico a Roma specializzato, che interverrà con strumenti adeguati per ripristinare efficienza e funzionalità dell’impianto.

    Tuttavia, lo spurgo lavandini Roma e lo spurgo fognature Roma non sono gli unici interventi effettuati dall’idraulico, che si occupa con successo anche di spurgo WC Roma, riparazione e assistenza caldaie e scaldabagno e ogni altra attività connessa all’impianto idrico e di riscaldamento. Il consiglio è sempre quello di chiamare un professionista attento, onesto ed economico e di abbandonare l’idea del fai da te se l’ostruzione è grave.

    Quando gli scarichi sono bloccati da materiale particolarmente duro o in profondità a poco serviranno sturalavandini e soluzioni green e solo un valido idraulico potrà portare alla soluzione del problema.

     

    Autore: Realizzazione Siti Web Roma | Realizzazione Siti Ecommerce Roma

  • Cosa fare in caso di ostruzione degli impianti idraulici

    Molte volte le persone chiedono aiuto ad un Idraulico Roma specializzato in Spurgo Fognature Roma per rimediare a un’ostruzione causata da varie cause. In tal caso un consiglio da tenere in considerazione è di non provare a a rimuovere manualmente l’oggetto dato che si necessità di esperienza per risolvere l’otturazione.
    Leggiamo insieme qualche tecnica per tentare di ovviare ad un problema.
    La prima cosa è utilizzare guanti di gomma molto lunghi, dato che il wc non è molto igienico ed è fondamentale proteggersi dai germi. Se l’oggetto non è arrivato a fondo sarà facile recuperarlo provvedendo allo Spurgo WC Roma. In ogni caso è fondamentale non spingere ancora più in profondità l’oggetto e se il recupero manuale non basta applicare una delle seguenti tecniche.

    Recupero oggetti con stampella appendiabiti

    Un altro modo per provvedere allo Spurgo Lavandini Roma è quello di usare una stampella appendiabiti in metallo in modo da seguire la curvatura delle tubature e raggiungere la profondità del WC. La stampella va piegata a forma di unici e coperta con uno straccio per non graffiare la ceramica del WC. In questo modo si possono recuperare facilmente eventuali oggetti caduti nello scarico.

    Se anche questa tecnica non risolve il problema, il consiglio è chiamare un idraulico per lo spurgo WC che con la videoispezione capirà la gravità del problema e potrà sturare il water di casa.

    Liberare il WC bloccato da materiale organico

    Non sempre la causa del blocco del WC è un oggetto e molto spesso lo Spurgo WC serve a liberare lo scarico da materiale organico o biodegradabile. In questo caso esistono diversi modi per sturare il WC:

    • Usare uno sturalavandino a pressione, da far aderire alle pareti del WC in modo da coprire il foro dello scarico e con la parte in gomma completamente immersa nell’acqua. A questo punto si fa pressione e serviranno anche 15-20 tentativi prima che il water si liberi;
    • Usare un disgorgante casalingo: si tratta di una tecnica veloce e green che prevede di versare nel water acqua calda con bicarbonato di sodio e aceto. Attenzione che l’acqua non sia bollente per evitare danni alla ceramica e alle tubature. Gli idraulici specializzati in Spurgo WC consigliano di lasciare agire il composto nel WC per una notte;
    • Usare un disgorgante chimico: questa è la soluzione più aggressiva per lo spurgo WC e l’ultima risorsa a cui fare ricorso per risolvere il problema. Si tratta, infatti, di usare sostanze nocive per persone e ambiente e da usare con guanti e mascherina evitando di respirare i fumi. Dopo aver versato lo sgorgante nel water si deve attendere che il prodotto entri in azione, lasciando agire anche tutta la notte.

    L’alternativa finale: chiamare un idraulico

    Se tutte le alternative appena viste non funzionano si deve chiamare un idraulico professionista, che arriverà a domicilio con tutti gli strumenti per lo Spurgo WC. In questo caso si avrà la certezza della soluzione del problema in modo efficace, tempestivo e duraturo.

    Autore : Web Agency Roma | Realizzazione di Siti Web a Roma

  • RED LEVE by U-Power. La nuova scarpa antinfortunistica ultra-leggera

    Dall’esperienza U-Power nasce una nuova linea di calzature da lavoro ancora più piacevoli da indossare grazie all’inedita leggerezza.

     Per garantire massima protezione e sicurezza ai piedi dei lavoratori occorrono calzature antinfortunistiche create per resistere, per fronteggiare i rischi più diversi a seconda dei settori. U-Power, forte della sua esperienza nell’ambito dei DPI da indossare, è consapevole che robustezza non è, e non deve essere sinonimo di pesantezza e rigidità, prediligendo tecnologie innovative che consentono di superare i test più severi assicurando comfort e praticità. L’azienda di Paruzzaro conferma ulteriormente i progressi dei suoi laboratori di ricerca e sviluppo lanciando RED LEVE, la nuova gamma di scarpe da lavoro ancora più piacevoli da indossare grazie alla loro incomparabile leggerezza, con evidenti benefici anche a livello estetico.

    RED LEVE è, infatti, la calzatura antinfortunistica ultra-leggera sotto tutti gli aspetti. Dotata di tomaia in nylon traspirante, con protezione della punta in film anti-abrasione, si appresta a porsi come la scelta più indicata per affrontare senza disagio i periodi più caldi. Traspirante è anche la fodera Wingtex a tunnel d’aria, mentre si fa più leggero, ma ugualmente sicuro, anche il sottopiede anti perforazione. Dotazioni fondamentali come il puntale di puntale AirToe® in alluminio e utili accorgimenti come il copri sottopiede WOW, anatomico in soffice poliuretano, traspirante e antibatterico, costituiscono l’anima dell’innovativa gamma che va ad esaltare la comodità U-Power attraverso un’inedita suola nella mescola PU, poliuretano di nuova generazione anti abrasione, antiolio, antiscivolo e antistatica e, soprattutto, leggerissima.

    Ultima nata, RED LEVE, con il suo look sportivo che occhieggia alle sneakers più moderne, è già pronta ad emergere all’interno del catalogo U-Power 2022. Tra i 17 modelli disponibili ogni lavoratore potrà trovare la soluzione più adatta alle sue esigenze in base agli standard di sicurezza richiesti dal suo comparto. Ottimi rappresentanti della linea sono, ad esempio, il modello Bruce e Robin (S1P – SRC – ESD), nonché Matt (S3 – SRC – CI – ESD), contraddistinte da dettagli fluo in pieno stile U-Power.

     

    www.u-power.it

  • Primavera con U-Power. I capi da lavoro irrinunciabili

    L’azienda propone capi sicuri, comodi e dalla vestibilità perfetta ideali per la stagione in arrivo.

     U-Power risponde alle esigenze dei lavoratori in ogni periodo dell’anno, progettando e realizzando indumenti da lavoro che assicurano il massimo comfort anche in caso di clima instabile grazie all’accurata selezione dei materiali.

    Capospalla chiave per le mezze stagioni è la giacca Spock: estremamente versatile, è ideale per chi svolge lavori dinamici, offrendo protezione e ampia libertà di movimento. Sono molte le specifiche tecniche che garantiscono l’elevata qualità di Spock, confermando l’attenzione alle tecnologie tessili e ai dettagli funzionali ed estetici tipica del brand. La fodera interna in nylon e micropile, con stampa serigrafica, e l’inserto in piumino trapuntato seamless la rendono calda e confortevole, mentre l’ottima vestibilità è garantita dai polsini elasticizzati, dal fondo sagomato e del cappuccio fisso ma regolabile. Ogni elemento è studiato per rendere il capo resistente e pratico, come le due ampie tasche frontali chiuse con zip fluo e una tasca sul petto chiusa con zip impermeabile. Il piping fluo sulla schiena e il logo U-Power tono su tono donano visibilità e un tocco di stile grinta. Il capo è disponibile nelle varianti black carbon, deep blue e asphalt grey.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Per creare un look casual e versatile in primavera, inoltre, la combinazione più indicata è composta dalla felpa Uranus e dai jeans Romeo. Con collo alto, full-zip, con cerniera centrale impermeabile arricchita da serigrafia “U-Power”, Uranus è dotata di polsini e fondo a costine elasticizzate per un comfort e una vestibilità ottimali. Il tessuto in misto cotone è adatto a tutte le stagioni, mentre gli inserti in piping fluo elasticizzato regalano un look sportivo sfruttabile anche nel tempo libero. I jeans da lavoro in tessuto elasticizzato Romeo, oltre che per la comodità, si distinguono per la composizione con 20% di cotone riciclato proveniente dal riutilizzo di prodotti tessili usati e da scarti di lavorazione. Sostenibili e a ridotto impatto ambientale rientrano nel progetto U-Green inaugurato recentemente dall’azienda.

    Ai piedi, naturalmente, RED360 Duke, la calzatura antiinfortunistica funzionale e comoda come non mai grazie alla combo sistema Infinergy® nella suola e sottopiede interno WOW. Il tutto è reso ancora più performante dall’esclusiva tecnologia Shield sul tallone. Il modello DUKE è una scarpa S3 affidabile anche sui terreni umidi e scivolosi, che con i suoi dettagli orange fluo illumina l’outfit da lavoro trasmettendo energia.

    www.u-power.it

  • Digital Workout, così gli imprenditori riprendono il controllo delle proprie aziende

    Un piano di allenamento che “scolpisce” i muscoli della propria azienda e migliora il rendimento in termini di performance, produzione, relazioni, marketing. È questo e molto altro Digital Workout, l’ultima fatica, è proprio il caso di dirlo, di Emanuele Pisapia edito da Lenus Media Publishing. Il volume è stato pensato e realizzato per gli imprenditori che vogliono riprendere il controllo della propria azienda attraverso un piano di digital marketing di dodici mesi. Si tratta di un programma di allenamento ideato da un imprenditore per gli imprenditori che vorranno applicare da subito in azienda ottenendo immediati benefici in termini di visibilità online, attrattività agli occhi di clienti e fornitori e, soprattutto, nuove opportunità di business.

    Emanuele Pisapia è imprenditore e consulente di comunicazione efficace e Digital Workout è il frutto della sua esperienza ultradecennale nel settore. Dopo oltre due anni di pandemia le aziende italiane e gli imprenditori coraggiosi stanno provando adesso a risalire la china. Con grandi sforzi in termini di risorse umane e finanziarie, per riportare la propria realtà nel giusto ciclo economico e finanziario. Il volume è dedicato proprio alle imprese che vogliono farcela, cogliendo le nuove opportunità dal mondo che ci circonda e dai modelli digitali di cui Pisapia è grande conoscitore.

    Il libro si compone di tre parti, suddivise a loro volta in capitoli. Tra le 240 pagine di Digital Workout è possibile trovare esercizi pratici, casi di studio di aziende reali in Italia e all’estero, strategie e strumenti per realizzare un progetto ben strutturato. Entrando ancor più nello specifico, sarà possibile creare un business scalabile e liquido, con una buona marginalità sui servizi venduti o con volumi di vendita elevati; ottimizzare il rendimento dei collaboratori e dei dipendenti; riprendere il controllo dei numeri concernenti le performance, i tempi di produzione, la customer care, il marketing, la redditività.

    “Sono nato a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, nel 1986. Nel 2022 – ha spiegato Emanuele Pisapia – ho deciso di raccogliere tutto quello che ho imparato, sperimentato e proceduralizzato, per creare il Digital Workout, il piano di allenamento per gli imprenditori che vogliono riprendere il controllo della propria azienda attraverso il digitale. Subito dopo la fine della quarta ondata della pandemia ho deciso di rimboccarmi le maniche: il ricorso al digitale ha cambiato la vita di molti imprenditori prima dell’emergenza e sono certo che sarà lo scatto decisivo che consentirà alle aziende di tornare a vivere, a respirare, a produrre e a lasciarsi indietro definitivamente la crisi che ci ha travolti. In questo senso Digital Workout è un allenamento, una strada da percorrere. Insieme al mio team, che mi ha aiutato e supportato nella realizzazione del volume, non mi sono mai arreso anche in mezzo a mille difficoltà. Allo stesso modo voglio aiutare, e sono certo che il digitale è la strada giusta, gli imprenditori che sono punto di riferimento di molte realtà. Tutti possono essere parte del progetto di rinascita”.

  • Fotografo Matrimonio Roma: il lavoro di un professionista

    La fotografia di matrimonio e il lavoro del Fotografo Matrimonio a Roma hanno visto una costante evoluzione nel tempo e dalla tecnologia analogica del passato si è arrivati alla fotografia digitale di oggi. Tutto questo ha portato diversi vantaggi al professionista, che oggi può scattare foto infinite senza doversi preoccupare di sostituire il rullino.

    Si tratta di un cambiamento importante soprattutto per la fotografia di matrimonio, quando in una sola giornata vengono realizzate centinaia di foto.

    Fotografia di matrimonio i dati

    La fotografia di matrimonio è un business redditizio soprattutto nel Sud Italia dove un bravo fotografo può avere un grande successo. Il Fotografo Matrimonio Roma è sempre più richiesto e tanti sono gli studi fotografici della capitale, specializzati nel servizio fotografico classico e nel reportage.

    L’evoluzione del lavoro del fotografo di matrimoni va di pari passo con quella della tecnologia e oggi il miglior fotografo non si limita a raccontare gli eventi, ma dà vita a un modo di narrare che lascia ampio spazio alla fantasia, in particolare quando dalla tradizionale foto in posa si passa al reportage.

    Dalla pellicola al digitale: una professione che cambia

    Il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale ha dettato l’evoluzione della professione del fotografo, anche se non bastano una buona Reflex e tanta creatività per diventare professionisti della fotografia di matrimonio. Per questo è importante non affidarsi a fotografi amatoriali, ma comprendere l’importanza di competenza ed esperienza del fotografo, che sa raccontare emozioni e dare vita ai ricordi rendendo ogni foto unica e indimenticabile.

    Scatto dopo scatto, momento dopo momento il miglior fotografo di matrimonio a Roma testimonia e ferma nel tempo il giorno più belo della vita della coppia, costruendo con cura un album di matrimonio in cui le immagini si susseguono secondo un ben determinato filo logico.

    Come ottenere foto perfette

    La realizzazione di un perfetto album di nozze è strettamente collegata alla capacità del fotografo di creare un rapporto di fiducia con gli sposi, in modo da rappresentare scatto dopo scatto la loro personalità e stile. Con l’avvento delle nuove tecnologie anche l’album cambia e dal classico prodotto fisico con i fogli su cui sono stampate le immagini si passa a foto consegnate in formato digitale, su DVD e chiavetta.

    In questo modo non si perde nessuno scatto delle nozze e la coppia può sostituire eventuali foto fisiche che si rovinano con il passare degli anni, ma anche mostrare a parenti e amici le immagini delle nozze da smartphone, tablet o PC.

    Quello che non cambia, nonostante le evoluzioni della tecnologia è l’importanza di affidarsi solo a fotografi professionisti, dato che l’immagine di qualità è il risultato di tecnica e preparazione, passione e impegno.

  • Il Gruppo OMB acquista le valvole Nencini

    Il Gruppo OMB di Cenate Sotto (BG) ha acquisito dal Gruppo Ipi – società specializzata in valvole di grandi dimensioni per dighe e centrali idrauliche – la Nencini Spa di Siena. Con un fatturato di 130 milioni di euro e oltre 300 dipendenti, OMB Valves S.p.A., con sede a Cenate Sotto (BG), è un produttore riconosciuto a livello mondiale di valvole in acciaio forgiato per i settori Oil&Gas, Power, costruzioni navali e aerospaziali, con stabilimenti in Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente ed è associata a Confindustria Bergamo.

    OMB è stata assistita per gli aspetti fiscali dallo Studio BNC Berta, Nembrini, Colombini & Associati e per gli aspetti legali dell’operazione dallo Studio legale studio CMA Caffi Maroncelli Associati.

    In particolare, il dott. Riccardo Rapelli dello Studio BNC ha curato l’’acquisizione in team con l’avvocato Emanuele Cortesi, dello studio CMA Caffi Maroncelli Associati di Bergamo, affiancato dagli avvocati Matteo Ghilardi e Mauro Alessio. A seguire l’operazione per la parte del Diritto del Lavoro è stata Sara Cortinovis, avvocato sempre dello studio CMA.

    L’operazione si pone nel percorso di sviluppo del Gruppo OMB nel mondo delle energie rinnovabili, attraverso l’acquisizione di uno dei brand storici nella produzione di valvole per il settore acque.

    STUDIO BNC (www.studiobnc.it) è uno studio di commercialisti e consulenti del lavoro con sede a Bergamo e rappresenta una realtà flessibile e dinamica che, con un’esperienza ultraventennale e una squadra di oltre trenta professionisti che opera al suo interno, è in grado di presentarsi con un team adeguato e qualificato al fine di soddisfare le molteplici e articolate esigenze delle aziende e di fornire delle risposte concrete e valorizzanti. I professionisti dello studio, grazie anche a diverse specializzazioni, sono in grado di coprire tutte le tematiche professionali e assicurare l’assistenza a imprese di qualsiasi dimensione.

  • Kiepe Electric: i DPI per l’evacuazione e il recupero degli operatori nei lavori in quota

    Kiepe Electric propone i DPI di evacuazione, calata e salvataggio della Skylotec, di estrema facilità e velocità d’uso, nonché fondamentali nei lavori in quota in caso di situazioni di emergenza; la dimestichezza con i dispositivi è poi garantita dall’addestramento preliminare con personale specializzato.

    Milano, febbraio 2022Kiepe Electric, azienda leader nella fornitura di prodotti innovativi ad alta tecnologia per diversi settori di mercato, include nella sua gamma anche i DPI per l’evacuazione, la calata e il soccorso della Skylotec, fondamentali per i lavori in quota in contesti di emergenza che necessitano di un intervento immediato. 

    Quando si lavora in quota, infatti, possono verificarsi situazioni ad alto rischio per l’incolumità degli operatori che richiedono un intervento tempestivo, come il salvataggio e il recupero di un lavoratore infortunato oppure incosciente o anche rimasto bloccato in quota; in queste circostanze si rivelano necessari i dispositivi per il salvataggio e la calata, che possono essere di tipologie diverse: 

    • autoevacuazione: quando l’operatore che si trova in pericolo è cosciente e utilizza autonomamente i DPI per calarsi a terra;
    • evacuazione con l’aiuto di un operatore;
    • evacuazione di un’unica persona;
    • evacuazione di due persone contemporaneamente (infortunato e soccorritore). 

    Trattandosi di situazioni di emergenza, in cui la fretta e il panico possono mettere in difficoltà i soccorritori, è indispensabile che i dispositivi siano di facile utilizzo e che scongiurino o riducano i seguenti pericoli:

    • l’effetto pendolo, ossia l’oscillazione del corpo sospeso;
    • il tempo di permanenza, cioè la sospensione inerte del corpo;
    • una velocità di calata troppo elevata e non controllabile, che può comportare una caduta traumatica e violenta.

    I sistemi di salvataggio e calata includono, dunque, alcuni dispositivi di discesa che permettono di calarsi al suolo in modo facile, sicuro e rapido, grazie allo scorrimento di una corda, agganciata saldamente ad un punto di ancoraggio.

    I dispositivi MILAN 2.0 e MILAN 2.0 HUB proposti da Kiepe Electric, nello specifico, consentono una discesa massima di 500 m e garantiscono velocità e elevati livelli di sicurezza durante le operazioni di soccorso; grazie all’azione del freno centrifugo, infatti, la velocità di calata rimane sempre costante. Il modello base (MILAN 2.0), utilizzabile da due persone, corrisponde al classico dispositivo di salvataggio ed è in grado di sostenere un peso fino a 280 kg. Invece, il modello HUB – anch’esso adatto all’impiego da parte di due persone – è dotato anche della funzione sollevamento, che permette di sollevare l’assistito per sganciarlo dalla sua corda e calarlo finalmente a terra. 

    Infine, Skylotec fornisce anche un contenitore sigillato (chiamato Seal Pac) in cui conservare tutti i dispositivi di salvataggio e recupero, così da proteggere le varie componenti dai raggi solari, dall’umidità e dal degrado ambientale, snellendo così di molto le operazioni di revisione obbligatorie.

    Per saper utilizzare con destrezza tali DPI e conoscere le differenti applicazioni a seconda dello scenario di salvataggio è indispensabile un addestramento preliminare specifico: Kiepe Electric, in collaborazione con il centro VRC Italia autorizzato da Skylotec, permette di seguire un corso di formazione e addestramento con istruttori certificati e specializzati.

  • Applied si affida a Pragmatika per gestire la relazione con i media

    Comunicare e valorizzare la piattaforma di servizi e soluzioni che la rendono un partner di riferimento nei percorsi di transizione digitale delle industrie italiane. Con questo obiettivo, Applied ha individuato in Pragmatika il partner giusto per gestire le media relations.    

     

    Bologna, 10 febbraio 2022 – Formazione, soluzioni tecnologiche, servizi di integrazione, marketing e comunicazione. La transizione verso l’adozione del paradigma digitale da parte delle organizzazioni manifatturiere italiane si compone di una serie di azioni e attività che devono essere coordinate e gestite con visione strategica e competenza.

    Applied, realtà che integra società con un approfondito know-how e una lunga esperienza nel mondo advertising e comunicazione IT, si pone come partner di riferimento nella progettazione e gestione di un percorso di innovazione continuo e sostenibile.  L’eco-sistema Applied comprende – oltre a servizi e soluzioni infrastrutturali, organizzative, gestionali e tecnologiche – anche un’offerta legata alla formazione delle risorse umane, al marketing e alla comunicazione, aspetti oggi abilitanti per generare una solida conversione a un modello di azienda compiutamente digitale.

    Applied, che nel 2021 ha registrato un fatturato di 28 milioni di euro e conta su un organico di 272 dipendenti, opera attraverso tre divisioni: Enterprise Management Systems è l’area che si occupa di supportare i clienti nell’applicazione delle infrastrutture in grado di incrementare efficienza ed efficacia dei processi aziendali;  Industrial Solutions supporta le aziende manifatturiere con soluzioni verticali e specifiche per i diversi comparti; Interactive, infine, interviene nello sviluppo di progetti di digitalizzazione delle attività di marketing e comunicazione finalizzati ad accrescere visibilità e performance delle organizzazioni verso i mercati target.

    Il nostro obiettivo è accompagnare i clienti lungo tutta la catena del valore nell’ambito della transizione digitale. Per comunicare questo approccio globale, abbiamo ritenuto che Pragmatika fosse il partner più indicato considerando anche le competenze che l’agenzia ha maturato sui temi dell’innovazione tecnologica”, ha sottolineato Luca Molducci, CEO di Applied. 

    “Crediamo fortemente nella visione innovativa di Applied sui temi della digitalizzazione. Considerare non solo la tecnologia ma anche gli aspetti legati alla formazione, al marketing e alla comunicazione, spesso non adeguatamente valorizzati, è senza dubbio un aspetto distintivo del gruppo. Siamo lieti di collaborare affinché un approccio così consapevole ed efficace sia sempre più conosciuto dalla pubblica opinione”, ha dichiarato Rossella Lucangelo, Presidente e CEO di Pragmatika

  • Sport e sostenibilità: Emmanuele “EM314” Macaluso – L’atleta più green e sostenibile d’Italia pubblica il suo secondo Bilancio Sociale

    L’atleta definito dalla stampa nel 2021 come il “più green e sostenibile d’Italia”, continua la sua opera a favore della sostenibilità nello sport italiano pubblicando il suo Bilancio Sociale e di Missione 2021.

     

    EmmanueleEM314Macaluso ha pubblicato il suo Bilancio Sociale e di Missione relativo all’anno 2021. Macaluso è stato il primo singolo atleta nella storia dello sport italiano a pubblicare questo importante documento di responsabilità sociale d’impresa sotto la supervisione del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

    Nel bilancio i risultati legati alla gestione sportiva di EM314 e le attività che l’atleta attua per dare il suo contributo in ambito di sostenibilità sociale e ambientale. Macaluso è testimonial di due campagne di sensibilizzazione sociale (“Mission Dark Sky” e “Giù le Mani dai bambini ONLUS”) e ne supporta altre due. Oltre ad utilizzare la pubblicazione del bilancio sociale anche come strumento di divulgazione delle buone prassi, EM314 ha condiviso gratuitamente la propria strategia di marketing con le associazioni sportive per aiutarle a uscire dalla crisi nello sport dovuta alla pandemia globale Covid-19.

     

    Chi è Emmanuele Macaluso:

    Emmanuele Macaluso, torinese, classe 1977, conosciuto con il nickname di EM314, è un atleta di sport estremi impegnato nella mountain bike (Cross Country). Dopo una brillante carriera agonistica nell’atletica leggera (lancio del giavellotto) sotto la guida del campione e primatista del mondo Carlo Lievore, Macaluso si ritira nel 2009. Alla fine del 2019, dopo 10 anni di inattività, decide di tornare nel mondo dello sport, questa volta nella MTB.  Nel gennaio 2021 è stato indicato da molte autorevoli testate giornalistiche come l’Atleta più green e sostenibile d’Italia per essere stato il primo atleta a pubblicare un bilancio sociale nella storia dello sport italiano.

     

    La dichiarazione dell’atleta:

    Sono felice di poter presentare il mio Bilancio di Sostenibilità 2021 – dichiara Emmanuele “EM314” Macaluso, che continua – Da quando nel 2011 ho pubblicato il mio Manifesto del Marketing Etico ho sempre chiesto la pubblicazione di questo importante documento di CSR (Corporate Social ResponsibilityResponsabilità Sociale d’Impresa). Reputo che sia un atto di trasparenza dovuto, con un grande potenziale di condivisione, divulgazione e sensibilizzazione sulle tematiche sociali e ambientali. Purtroppo continuo ad essere l’unico singolo atleta in Italia a pubblicarlo. Sono lieto di ricevere attestati di stima da parte dei media e delle associazioni professionali e di categoria, ma reputerei più opportuno che gli uomini e le donne di sport dessero il loro esempio a favore della collettività e del pianeta anche attraverso questo mezzo di comunicazione”.

     

    Il bilancio è scaricabile  al link http://www.emacaluso.com/EM314/bilanci%20sociali%20EM314.htm.

  • RedLion Monster di U-Power. Agilità e precisione con il BOA® Fit System

    All’interno della gamma di calzature da lavoro dotate di tecnologia Infinergy® si distingue un modello arricchito dall’intelligente sistema di allacciatura rotazionale.

    Per proteggere e agevolare i lavoratori nelle loro attività quotidiane U-Power, oltre a portare avanti un’intensa attività di ricerca e sviluppo interna, mutua da altri settori tecnologie applicabili con successo alle soluzioni antinfortunistiche. Esempio principe è sicuramente l’affermata gamma RedLion, caratterizzata da Infinergy®, una tecnologia rivoluzionaria ideata in collaborazione con il gruppo BASF. Questo materiale, nato per rispondere alle esigenze degli sportivi, è il primo TPU espanso che combina leggerezza ed elasticità in un unico prodotto. Inserito nell’intersuola della scarpa antinfortunistica, consiste in un’evoluta mescola che permette di recuperare fino a oltre il 55% di energia ad ogni passo, riducendo sensibilmente il senso di fatica, grazie a un intelligente meccanismo di “rimbalzo” che rilascia l’energia conservata nelle fasi di aderenza al suolo e di movimento spingendo il piede in avanti. All’interno della collezione, inoltre, si distingue il modello Monster, una calzatura S3 dotata di un ulteriore accorgimento nato per agevolare la calzata degli scarponi degli escursionisti, oggi esteso a diverse attività sportive e utilizzato anche in ambito medicale e antinfortunistico: il sistema di allacciatura BOA® Fit System.

    Una micro-rotella aggiustabile, dei lacci leggeri extra-forti e una guida lacci a bassa frizione: tre semplici elementi consentono una regolazione facile e precisa per fornire una calzata sicura, rapida, adattabile e costante. Grazie a questo pratico sistema il lavoratore può beneficiare di un fit veloce, preciso e senza sforzo, in tre facili step – spingere per fissare, girare per stringere, tirare per rilasciare – da compiere con naturalezza anche nel caso di utilizzo di guanti che potrebbero impedire una normale allacciatura. BOA® Fit System assicura agilità, potenza e precisione nei movimenti, favorendo il risparmio di energia e migliorando la circolazione, permette prestazioni efficaci in qualsiasi ambiente e gode, inoltre, della garanzia di rotella e laccio per tutta la durata del prodotto.

    RedLion Monster si configura, così, come la scarpa da lavoro ancora più performante e funzionale, aggiungendo una marcia in più alle altre importanti caratteristiche che incarnano l’accuratezza produttiva e stilistica di U-Power. Tomaia in Putek® Plus altamente resistente all’abrasione, puntale traspirante Airtoe Aluminium, antiperforazione Save&Flex®Plus, coprisottopiede WOW e suola in PU/PU Infinergy®, protezione antiscivolo SRC e antistatica ESD testimoniano l’eccellenza qualitativa e il comfort impareggiabile sanciti dal brand.

    www.u-power.it

  • Perché è necessario fare formazione sulla sicurezza?

    La formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è obbligatoria per tutti i lavoratori, come stabilito dal D.Lgs 81/08 e ribadito dall’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, che modifica e integra le norme dell’Accordo del 2011. (altro…)

  • Hostess & Stewards a Torino per il Tennis

    Per importante azienda cliente, operante nel settore Sicurezza eventi Pubblici, , stiamo ricercando Hostess e Stewards per gli eventi sportivi di Tennis ATP FINALS e COPPA DAVIS.

    I candidati selezionati  si occuperanno di:

    • Organizzazione e allestimento dell’evento;
    • Assistenza e supporto logistico a sportivi, espositori e pubblico.

    Requisiti :

    • Disponibilità a lavorare su turni: 07.00-16.00 e 16.00-24.00;
    • Ottime doti relazionali e di lavoro in team.

     

    Si offre contratto a tempo determinato per la durata dell’evento sportivo dal 13 al 29 novembre 2021.

    Sede di lavoro: Torino

     

    Per candidarsi inviare il curriculum vitae all’indirizzo mail [email protected] o attraverso il nostro sito www.Quojobis.it .

     

    Le offerte sono rivolte a candidati ambosessi (L.903/77). Si invitano i candidati a leggere la nostra privacy policy (Regolamento UE n. 2016/679) sul sito www.quojobis.it

     

  • Un anno di cambiamenti: Gestione delle risorse umane nonostante e alla luce della crisi sanitaria

    logo snom

    Le misure adottate in tutto il mondo per contenere la pandemia hanno generato enormi cambiamenti anche nell’ambito delle risorse umane. Tuttavia, un ritorno ai vecchi schemi non è più concepibile e nemmeno voluto. Una relazione sulla gestione delle risorse umane 2021.

    Berlino | La lotta contro il coronavirus non ha avuto solo conseguenze macroeconomiche negli ultimi 18 mesi. In tutte le organizzazioni di tutte le dimensioni e in tutti i settori, sono state adottate le più svariate misure per evitare il contagio, in conformità con le normative in vigore nei diversi Stati. Questo è stato un periodo molto impegnativo, specialmente per le aziende con sedi dislocate in più Paesi. Tuttavia, superare questa sfida non era solo compito della direzione e dei dipartimenti IT, che dovevano assicurare la rapida conversione dell’infrastruttura aziendale al lavoro a distanza, ma naturalmente anche dei responsabili delle Risorse Umane.

    “Il passaggio all’onboarding digitale dei nuovi dipendenti, la necessaria rinuncia ad uno scambio tempestivo e spontaneo di informazioni “in corridoio” a causa dell’improvvisa mancanza di contatto vis-à-vis tra i dipendenti, l’uso di videoconferenze per discutere qualsiasi questione e l’accresciuta esigenza di consulenze all’interno dell’azienda in merito a questioni organizzative e di gestione delle risorse umane, hanno richiesto un cambiamento significativo nei processi del dipartimento HR e una maggior comprensione dell’importanza del lavoro condotto da questo dipartimento”, riferisce Grit Endter, Head of HR Operations & Development di Snom. “È stata un’esperienza che personalmente ho trovato arricchente, poiché ha segnato l’inizio di una nuova era nella gestione delle risorse umane.

    Cambiamento necessario nelle procedure di assunzione

    Alla luce di una situazione economica rosea, Snom ha aperto numerose nuove posizioni ed è stata in grado di occupare i posti vacanti nonostante la pandemia: Nel periodo di totale lock-down, l’azienda ha assunto 14 nuovi impiegati.

    Secondo Endter, condurre i colloqui di lavoro in videoconferenza non è stato uno svantaggio – le circostanze inusuali hanno persino assicurato una maggiore autenticità tra tutti i partecipanti. La conversazione video, quindi linguaggio e mimica visibile hanno prodotto valutazioni reciproche positive o negativa che fossero – dello stesso valore di colloqui tenuti in ufficio. “Naturalmente è più bello se il candidato può anche farsi un’idea degli ambienti aziendali. Ma sarebbe sciocco rinunciare ad un colloquio con un potenziale talento solo a causa delle misure di contenimento o della distanza”, sottolinea Endter.

    Sfide che promuovono il cambiamento

    Anche il ruolo delle Risorse Umane nell’azienda è cambiato in modo duraturo durante questo periodo e ha assunto un posizionamento molto più rilevante – incluse nuove caratteristiche. Dall’essere punto di riferimento per le mere questioni contrattuali e di diritto del lavoro, l’HR viene consultato sempre più spesso quale interlocutore competente per lo sviluppo delle risorse umane, le questioni organizzative e le preoccupazioni del personale.

    Era anche importante definire nuove procedure formazione. “Abbiamo erogato la nostra consulenza quando si è trattato di ridefinire i processi lavorativi e contribuito alla ridistribuire i compiti, alla definizione di nuovi schemi operativi e addirittura alla progettazione dell’home office”, aggiunge Endter.

    Grit-Endter
    Grit Endter, Head of HR Operations & Development bei Snom Technology GmbH

    Una delle sfide più grandi, tuttavia, è stata quella di abbandonare la “cultura della presenza” saldamente ancorata in molti. I dipendenti e i dirigenti hanno dovuto in primis superare lo scetticismo verso se stessi e gli altri. Da remoto si lavora davvero così bene come in ufficio? Superare questi pregiudizi è costato a tutti molta energia – nonostante la produttività della forza lavoro sia rimasta invariata. Grazie a schemi di lavoro maturi e rapidamente implementati e al buon livello di commesse, non è stato neanche necessario introdurre l’orario ridotto. L’azienda ha persino raggiunto i suoi obiettivi nell’anno del coronavirus.

    Eppure, l’uomo è un essere sociale

    La necessità di colloqui con il personale è indubbiamente aumentata proprio a causa della distanza fisica durante questo periodo, ma, a differenza del passato, la creazione di soluzioni individuali ha richiesto una visione olistica della vita e della situazione lavorativa dei dipendenti. Non avere all’improvviso un contatto dal vivo e diretto con colleghi e superiori ha avuto sicuramente un impatto su molti. “Così, se da un lato alcuni reparti si sono presentati in ufficio a scaglioni senza esitazioni, per poi tornarvi al completo appena è stato possibile, dall’altro taluni lottano ancora con stati di panico da coronavirus, motivo per cui il loro rientro in ufficio ha luogo più lentamente”, spiega Endter.

    In un momento in cui alcune aziende ordinano ai lavoratori di tornare in ufficio senza possibilità di obiezione, e altre, invece, hanno prolungato l’obbligo dell’home office almeno fino alla fine dell’anno senza interrogarsi in merito alla situazione concreta dei dipendenti, Snom ha optato per uno schema equilibrato aperto ad entrambe le opzioni operative.

    Tendenze irreversibili

    Questi 18 mesi di pandemia hanno cambiato in molte persone la percezione della propria realtà.

    Molti dipendenti hanno apprezzato l’azzeramento dei tempi di percorrenza e la possibilità di programmare il proprio lavoro in modo più flessibile. Con l’eccezione di profili lavorativi, per i quali, per motivi di sicurezza dei dati o per la necessità di accedere alla dotazione tecnica, la presenza fisica in azienda è richiesta, una disposizione flessibile dei “giorni d’ufficio” è divenuta parte integrante del quotidiano. Come imprenditore e responsabile delle risorse umane, si dovrebbe quindi attingere a tutte le possibilità tecniche per garantire questa flessibilità, usarle virtuosamente e sviluppare – già oggi – i modelli di lavoro di domani.

    Secondo Endter, guardarsi indietro analizzando i risultati raggiunti nonostante il ricorso forzato all’home office solleva la questione di quanto le PMI in generale fossero disposte a prendere a cuore l’introduzione del principio dell’equilibrio tra lavoro e vita privata (work-life-balance) in termini concreti. Anche presso i datori di lavoro più aperti, come Snom fortunatamente è (il produttore è stato nominato dalla rivista tedesca Focus “Top Medium-Sized Employer”), ciò che viene offerto ora ai dipendenti da questo punto di vista, grazie alle esperienze accumulate, è lontano anni luce da quello che si reputava ottimale prima della crisi sanitaria.

    Non da ultimo: finché tutto il mondo sarà in lotta contro i tassi di incidenza e l’occupazione dei letti di terapia intensiva, i nuovi modelli di lavoro non possono trascurare l’adozione di misure di igiene e prevenzione, comprese eventuali stazioni di test aziendali. Tuttavia, i legislatori creano zone grigie in merito all’obbligo di fornire prove della vaccinazione, guarigione o test negativo, cosa che rende difficile determinare la giusta portata delle misure interne da introdurre. Tuttavia, questo è un capitolo a sé. Come responsabili delle risorse umane, non possiamo che attendere gli sviluppi con la massima curiosità.


    A proposito di Grit Endter

    Con una laurea in “International Business Administration”, Endter lavora nell’ambito delle risorse umane dal 1998. Per Endter, le esperienze acquisite nella gestione delle risorse umane e nello sviluppo del personale in vari settori con le loro molteplici sfaccettature devono confluire in una gestione del personale che abbia un significato, cosa che non solo le sta particolarmente a cuore, ma che si rivela necessaria e più che mai richiesta in tempi di cambiamento. Grit Endter è responsabile delle operazioni e dello sviluppo delle risorse umane presso Snom Technology GmbH dal 2019.


    A proposito di Snom

    Fondata a Berlino nel 1997, Snom si è affermata quale pioniere per terminali e soluzioni VoIP (voice over IP) professionali trasformandosi rapidamente in marchio premium riconosciuto a livello mondiale per soluzioni di telefonia all’avanguardia e tecnologie innovative per il posto di lavoro intelligente in ambito aziendale e industriale.
    La strategia di sviluppo dei prodotti Snom è incentrata sulla soddisfazione delle esigenze del mercato e delle necessità individuali di clienti e partner Snom in tutto il mondo. Di conseguenza, Snom risponde alla nuova realtà caratterizzata da una crescente digitalizzazione e mobilità con tecnologie all’avanguardia: i terminali IP firmati Snom si adattano facilmente ad ogni scenario di impiego, che si tratti di uffici o sale conferenze, di studi di designer, di edifici della pubblica amministrazione o di ambienti impegnativi come stabilimenti dell’industria di processo o ospedali.
    Snom dispone di uffici in Benelux, Francia, Inghilterra, Italia, Russia, Spagna, e Sud Africa. Dal 2016, Snom fa parte del gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless. Qui Snom esercita il pieno controllo sull’intero ciclo produttivo dei prodotti e delle soluzioni sviluppate in Germania e distribuite in tutto il mondo attraverso una rete di oltre 3500 partner Snom certificati. Questi ultimi beneficiano di un programma partner dedicato, di servizi di supporto remoto e on-site e di una garanzia di tre anni. Ciò fa di Snom un partner convincente per qualsiasi tipo di organizzazione.
    Per ulteriori dettagli su Snom: www.snom.com
  • Spoke by U-Power. Il nuovo capospalla funzionale e versatile

    U-Power aggiorna costantemente l’assortimento di capi di abbigliamento per garantire sicurezza e stile ai lavoratori.

    Fulcro della nuova collezione wear autunno-inverno 2021 di U-Power è la giacca Spoke. Capospalla ibrido, estremamente versatile, è ideale per chi svolge lavori dinamici in ambienti freddi o medio temperati, offrendo protezione e massima libertà di movimento.

    Sono molte le specifiche tecniche che garantiscono l’elevata qualità di Spoke, confermando l’eccellente cura dei materiali ma anche dei dettagli estetici tipica del brand. La fodera interna in nylon e micropile, con stampa serigrafica, la rende calda e confortevole, mentre l’ottima vestibilità è assicurata dai polsini elasticizzati, dal fondo sagomato e del cappuccio fisso ma regolabile. Ogni elemento è studiato per rendere il capo resistente e pratico, come le due ampie tasche frontali chiuse con zip fluo e una tasca sul petto chiusa con zip impermeabile, così come la chiusura centrale. Il piping fluo sulla schiena e il logo U-Power tono su tono donano visibilità e un tocco di stile giovane e grintoso.

     

    Forte delle sue peculiarità e dell’eccellenza produttiva ed estetica delle proposte U-Power, la giacca Spoke è pronta ad essere indossata per vivere la stagione fredda con praticità ed eleganza, a lavoro ma anche nel tempo libero.

    www.u-power.it

  • Nasce Sangalli School per la formazione in ambito stradale

    Dal 1979, anno della sua fondazione, Sangalli Spa, in prima linea nella realizzazione di lavori stradali, produzione di conglomerati bituminosi e calcestruzzi, urbanizzazioni e sviluppo di infrastruttureha fatto di innovazione, ricerca, sostenibilità  e formazione i cardini della sua crescita. Coerentemente con questa filosofia, l’azienda di Mapello, con oltre 120 dipendenti e un fatturato di oltre 35 milioni di euro (dato 2020), a partire dal 2022  attiverà nel proprio interno una  divisione specificatamente dedicata  al training: Sangalli School.

    La scuola permetterà ai giovani che hanno concluso il loro percorso scolastico in istituti ad indirizzo operativo-tecnico con vocazione edilizia, ad universitari interessati ad avere maggiore conoscenza del comparto, ma anche a quanti vogliano costruire la propria carriera nel settore o intraprendere un nuovo percorso professionale, di acquisire tutte le competenze indispensabili per poter operare con sicurezza ed efficacia.

    L’iniziativa risponde appieno a quello “Siamo sulla strada del futuro” che Sangalli Spa ha scelto come fil rouge del proprio sviluppo e come espressione della  sua filosofia, che fa dell’evoluzione continua e della crescita i propri fondamenti.. “Avere un ruolo attivo nel contribuire alla crescita professionale delle nuove generazioni, ma anche offrire una opportunità concreta a chi vuole ridisegnare il proprio percorso lavorativo sono impegni che sentiamo nostri, perché da sempre crediamo che le persone siano il vero patrimonio su cui investire” spiega Marco Sangalli, titolare dell’omonima azienda, tra le imprese capofila anche del progetto Edinnova (rete per l’Innovazione della filiera dell’edilizia, promossa da Confindustria Bergamo e Ance Bergamo e supportata da RetImpresa, l’Agenzia di Confindustria per le aggregazioni e reti d’impresa).

    Due corsi di alta formazione per un unico obiettivo: dare competenze

    A dare ufficialmente il via, a gennaio 2022, alla Sangalli School saranno il “Corso di alta formazione in road construction” e il “Corso di alta formazione in road construction&project management” che, gratuiti, forniranno ai partecipanti la preparazione indispensabile per il proprio futuro lavorativo  in campo stradale. Con una durata complessiva di 5 settimane, un monte orario di 110 ore ciascuno e a numero chiuso (12/15 partecipanti) , i due corsi saranno affidati a docenti dalle solide competenze nel settore stradale ed edile e a selezionati consulenti aziendali per le discipline complementari, che accompagneranno gli iscritti in un percorso di conoscenza teorico e pratico. Gli incontri, che si svolgeranno in aule appositamente allestite in azienda, verteranno sui seguenti temi: “L’importanza della strada per la crescita di un paese”, “La composizione della strada: materiali, caratteristiche tecniche di prestazionalità, prodotti di ultima generazione per performance e sostenibilità, lavorazioni”, “Conoscere i macchinari: teoria e pratica di fresa, vibro finitrice, rullo stradale ed escavatore”, “Sicurezza&ambiente: best practice in cantiere, sulla strada e in azienda”, “Management del cantiere (budget di commessa, contabilità di cantiere, logistica e direzione lavori) e cantiere 4.0 (digitalizzazione e tecnologie di ultima generazione),  “Lettura dei disegni tecnici di opere infrastrutturali e topografia applicata”, “La squadra: i ruoli, le competenze, la comunicazione, il valore della collaborazione”.

    “I due corsi – conclude Sangalli – prevedono un esame finale per verificare l’ apprendimento delle tematiche analizzate e il conseguente rilascio di un attestato di partecipazione. A coloro che si saranno distinti per capacità, impegno e interesse verrà offerta la possibilità di entrare a far parte del team dell’azienda”.

    Come accedere ai corsi

    Gli interessati a partecipare a Corso di alta formazione in road construction”  o a “Corso di alta formazione in road construction&project management”, dovranno inviare entro il 15 Novembre a [email protected], una mail con per oggetto il corso d’interesse ed allegati il proprio curriculum e una breve lettera motivazionale indicante la ragione per cui vorrebbero prendervi parte. Entro l’inizio di Dicembre, lo staff della Sangalli School contatterà i selezionati per un incontro funzionale a perfezionare la partecipazione.

     

  • Canadasys il sito di riferimento per il Canada in Italiano!

    Ora puoi raggiungere i nostri lettori in Canada. Il Canada è un paese internazionale. Molte persone vogliono saperne di più sul Canada. Abbiamo creato Canadasys per aiutare le persone a trovare preziose informazioni sul paese. Oggi sempre più persone cercano informazioni sul Canada. Canadasys è stato creato come riferimento per le persone che cercano informazioni sul Canada. Abbiamo cercato di fornire tutto ciò che c’è da sapere sul Canada in un unico posto.

    Mantieni sempre il controllo

    Canadasys ti dà il controllo completo sulla tua domanda ETA.

    Una descrizione più dettagliata di ciò che facciamo e perché dovresti usare Canadasys è disponibile sul nostro sito web, ma ecco un breve riepilogo:

    Raccogliamo, organizziamo e ti rendiamo consapevole delle informazioni che potrebbero aiutarti a prendere una buona decisione al momento di decidere se andare in Canada o meno. Con il nostro motore di ricerca che si collega a tutti i siti Web del governo, ti aiutiamo a trovare tutte le informazioni importanti per ogni tipo di visto, incluso ETA.

    La migliore decisione che puoi prendere per la tua attività

    Il Canada è uno dei paesi più sicuri, vivibili e considerati al mondo. La fonte più affidabile di informazioni su viaggi e studi in Canada: oltre 350.000 parole di contenuti di sondaggi dei nostri lettori per aiutarti a decidere cosa fare dopo. I più votati da oltre 75 siti Web di viaggi, incluso Trip Advisor, il sito Web del turismo del paese.

    Accedi al Canada sempre e ovunque con Wi-Fi gratuito e dispositivi compatibili. Se hai domande o feedback sul nostro sito Web o sul servizio che forniamo, inviaci un’e-mail a: [email protected].

    Se il tuo sogno è quello di trasferirsi in Canada per studiare o lavorare, dovrai fare una richiesta sul sito del Canada che deve autorizzare il tuo ingresso e la tua permanenza nel Paese. Questa procedura non è semplice in quanto il sito del Governo Canadese è abbastanza articolato. Ecco che qui entra in gioco il lavoro del Team di Canadasys, che ti assisterà passo passo in tutta la procedura.

    Ma oltre ad aiutarti nella parte burocratica di presentazione della domanda, potranno aiutarti anche nella ricerca lavorativa o ancora nella ricerca di una università o un corso di studi.

    Canadasys: Come è nato?

    Canadasys è nato da un team di professionisti che hanno avuto esperienza nell’immigrazione canadese. Hanno notato negli anni di esperienza tante problematiche dei clienti italiani:

    • alti costi burocratici
    • nessuna comunicazione ufficiale rilasciata
    • comunicazioni con i clienti assenti
    • personalizzazione del lavoro assente

    Queste sono solo alcune delle problematiche che gli utenti italiani riscontravano nei servizi passati. Ecco perchè nasce Canadasys, che oggi vuole diventare il punto di riferimento per gli utenti in Italia.

    Cosa propone Canadasys ai suoi lettori e clienti

    I lettori di Canadasys prima di tutto possono ottenere tantissime informazioni sul Canada e su tutto quello che riguarda questo paese fantastico, direttamente in Italiano. Le persone invece interessate ai servizi offerti da Canadasys possono ottenere:

    • servizi reali a dei costi contenuti, a portata di tutte le situazioni economiche
    • certificazioni e ricevute rilasciate direttamente dal Governo Canadese
    • copia delle ricerche lavorative
    • copia delle offerte lavorative inviate
    • curriculum professionale in formato canadese
    • ricerche universitarie
    • accesso al sito del Governo e visualizzazione in tempo reale dello stato della procedura

    Queste sono solo alcune cose importanti che possono ottenere i clienti che decidono di rivolgersi a Canadasys e ai loro servizi.

    Conclusioni su Canadasys

    Il Canada oggi è uno dei migliori paesi al Mondo per le offerte lavorative e per la forza economica del paese. Entrare in questa nazione non è semplice perchè le procedure di trasferimento sono complesse. Canadasys vuole essere un punto di riferimento per tutte le persone e famiglie italiane che decidono di fare questo passo importante per un futuro migliore!

     

  • 88.000 lombardi fuorisede tornati a casa grazie allo smart working

    Sono oltre 88.000 i lavoratori fuorisede della Lombardia che, grazie alla possibilità di sfruttare i vantaggi dello smart working, si sono potuti spostare dalla città in cui ha sede l’azienda per cui lavorano senza dover rinunciare al proprio impiego e ridefinendo de facto la mappa del lavoro nella regione.

    È questo uno dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat e resa pubblica nelle scorse ore.

    Il numero tiene conto di tutti gli spostamenti di cui sono stati protagonisti i lavoratori fuorisede che prima della pandemia abitavano in un immobile in affitto. La vera sorpresa messa in luce dall’analisi è stata scoprire come il flusso più evidente sia quello interno alla stessa Lombardia con molti lavoratori che hanno deciso di spostarsi dalle metropoli ai piccoli centri gettando così le basi per far crescere l’economia di queste zone e, cosa non trascurabile, dare vita ad un popolamento delle stesse.

    I lavoratori fuorisede che si sono spostati in Lombardia

    Tra i lavoratori fuorisede che prima della pandemia abitavano in una casa in affitto in Lombardia e che hanno colto l’occasione dello smart working per trasferirsi in una città diversa, il 77% ha deciso di rimanere comunque all’interno dei confini lombardi, mentre l’11% si è spostato in un’altra regione del Nord Italia.

    In misura minore i lavoratori fuorisede che, invece, hanno lasciato la Lombardia e hanno raggiunto il Centro (5%) e il Sud Italia (7%).

    Tenore di vita più alto

    Uno dei principali elementi che ha spinto i fuorisede a cambiare città è senza dubbio quello economico. Se è vero che la retribuzione media degli “smart workers di ritorno” è pari a 1.840 euro, per uno su tre lo stipendio mensile è inferiore ai 1.500 euro. Cambiare città mantenendo lo stesso lavoro ha permesso quindi a molti di migliorare il proprio tenore di vita; tanto è vero che il 28,1% ha dichiarato che la ragione principale per cui ha deciso di rimanere a lavorare da remoto è perché, pur percependo lo stesso stipendio, può permettersi cose che prima da lavoratore fuori sede non poteva.

    Ma questi cambiamenti sono temporanei? Pare proprio di no; analizzando le intenzioni per il futuro, sei smart workers di ritorno su dieci hanno dichiarato di non avere intenzione di tornare a fare i fuorisede con casa in affitto e di voler continuare a lavorare da remoto, dalla propria città di origine o da quella in cui si sono trasferiti dopo il lockdown.

    In Lombardia crescono le richieste di mutui nei piccoli centri

    Uno dei primi indicatori dello spostamento dei lavoratori fuorisede dalle grandi città lombarde alle zone di provincia riguarda le domande di finanziamento per immobili ubicati in comuni con meno di 250.000 abitanti; secondo il recente osservatorio di Facile.it e Mutui.it nel primo semestre 2021, queste richieste sono state il 76,7% del totale di quelle presentate in Lombardia, in aumento dell’1,5% rispetto al 2020.

    Insomma, poco per volta lo smart working potrebbe contribuire a ripopolare anche i piccoli centri e a stimolarne l’economia.

    *Nota metodologica: indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat dal 15 al 19 luglio attraverso n.6.537 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale, di cui, grazie a sovra-campionamento n. 408 lavoratori fuorisede in affitto in epoca pre-Covid 19 e n. 242 individui che si siano successivamente trasferiti grazie allo smart working.

    L’osservatorio Facile.it – Mutui è stato realizzato su un campione di oltre 100.000 richieste di mutuo raccolte nel primo semestre 2020 e 2021.

     

  • UN ALTRO TASSELLO DEL PROGETTO «AULA 162» PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE NEXT CON IL SOSTEGNO DI PROCTER & GAMBLE NELL’IMPIANTO P&G DI POMEZIA

    Chiusi oggi i corsi di «Aula 162» che si sono svolti presso la sede di P&G di Santa Palomba e presso la sede Toyota Material Handling Italia, organizzati da ManpowerGroup per le persone senza occupazione selezionate da Elemosineria Apostolica e Comunità di Sant’Egidio. Tutti i 13 partecipanti saranno inseriti nei prossimi mesi in aziende locali.

    Nella città metropolitana di Roma, dove 184.646 persone sono in cerca di occupazione e il tasso di disoccupazione è pari al 9,1%[1], si è conclusa oggi «Aula 162», il progetto sociale lanciato da Associazione Next insieme a Procter & Gamble, per colmare il mismatch tra domanda di lavoro qualificata e soggetti svantaggiati in cerca di una collocazione lavorativa.

    Presso la sede di P&G di Santa Palomba e presso la sede Toyota Material Handling Italia ad Ardea, 13 persone hanno preso parte ai corsi professionalizzanti in ambito logistico, promossi da Associazione Next col sostegno di Procter & Gamble Italia e realizzati da ManpowerGroup.

    «Ogni volto dei partecipanti di Aula 162 racconta un viaggio, una storia di difficoltà e a volte di emarginazione. Sono persone che hanno bisogno di una opportunità di riscatto e ripartenza, ed è quello che Associazione Next prova a fare attraverso un lavoro sussidiario che mette in collaborazione istituzioni, imprese profit e non profit. Leggere nei loro occhi la soddisfazione di aver concluso questa fase e il riaffiorare di una speranza è una grandissima gioia» ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Direttore Associazione Next.

    «Il programma di cittadinanza d’Impresa “P&G per l’Italia” è nato dalla volontà di creare nel nostro Paese un futuro sostenibile per tutti, contribuendo concretamente a generare cambiamenti positivi e tangibili nella vita delle persone, a partire da quelle più fragili. Gli straordinari traguardi raggiunti finora con Aula 162 ci riempiono di soddisfazione e ci incoraggiano a proseguire in questo percorso intrapreso al fianco di Associazione Next e delle sempre più numerose realtà che hanno creduto in questo progetto, che ringraziamo con tutto il cuore – ha dichiarato Riccardo Calvi, Direttore Comunicazione Procter & Gamble in Italia. I numeri dell’attuale crisi occupazionale indicano che c’è ancora molta strada da fare e siamo quindi particolarmente orgogliosi di aver ospitato questa Aula 162 all’interno del nostro stabilimento di Pomezia perché siamo convinti che insieme, aziende e associazioni, possiamo creare un circolo virtuoso capace di aiutare davvero tante persone bisognose in tutto il nostro Paese».

    Grazie a questi percorsi di reskilling, e al rilascio di attestati per Antincendio Rischio Medio, Carrello, HCCP e Sicurezza Generale Lavoratori i partecipanti hanno acquisito le competenze necessarie a cogliere nuove opportunità lavorative e, grazie alla collaborazione della Fondazione Human Age Institute di ManpowerGroup, verranno reinseriti in aziende locali.

    «Siamo onorati di essere parte del progetto Aula 162 insieme a Fondazione Human Age Institute con cui quotidianamente rinnoviamo l’impegno del gruppo Manpower a sostegno dello sviluppo di un futuro del lavoro migliore e più sostenibile. La sostenibilità del lavoro per noi di ManpowerGroup passa attraverso l’opportunità per il lavoratore di esprimere sé stesso, sentendosi parte attiva di una comunità e realizzato all’interno della stessa. Vogliamo essere un supporto per le persone che oggi non hanno un’occupazione, aiutandole a collocarsi o ricollocarsi, investendo sulla loro formazione e sull’acquisizione di nuove competenze anche sulla base delle richieste specifiche che provengono dalle aziende» ha affermato Alfonso Santaniello, Head of Region di Manpower.

    Dall’inizio del 2021, data di partenza della collaborazione tra Associazione Next e P&G, sono stati raggiunti importanti risultati grazie all’apertura di Aule 162 a Milano, Parma, Caserta, Novara, che hanno portato all’inserimento lavorativo di oltre 60 persone. La maggior parte delle opportunità lavorative hanno riguardato soprattutto l’area logistica, settore che ha meno risentito della crisi innescata dalla pandemia, ma Associazione Next sta lavorando per creare network che favoriscano l’inserimento lavorativo anche in altri comparti, dal mondo produttivo a quello del commercio. Seguirà in autunno l’apertura di altre Aule a Milano, Bologna e Cesena.

    Il progetto «Aula 162», annunciato a gennaio come prima azione concreta del programma di cittadinanza d’Impresa “P&G per l’Italia”, prende il nome dall’Enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco che recita «Non esiste peggiore povertà di quella che priva del lavoro e della dignità del lavoro» ed è il principale progetto dell’Associazione Next, nata quattro anni fa a Parma, per volontà dell’operatore logistico Number1, per dare una risposta di sistema al problema sociale della disoccupazione, favorendo l’incontro virtuoso tra imprese alla ricerca di personale qualificato e soggetti svantaggiati in cerca di una collocazione lavorativa. In questi anni il modello ha dimostrato la sua efficacia, con l’inserimento di oltre 180 persone nel mercato del lavoro dal 2017 ad oggi.

     

     

    Informazioni su Associazione Next

    L’Associazione Next nasce nel 2019 a Parma, come evoluzione del Progetto Next, lanciato nel 2017 per volontà dell’operatore logistico Number1. La sua mission è fornire una risposta di sistema alla piaga della disoccupazione favorendo, in collaborazione con finanziatori, enti sociali, istituzioni, agenzie per l’impiego e società di formazione, l’incontro virtuoso tra imprese alla ricerca di personale qualificato e soggetti svantaggiati in cerca di una collocazione lavorativa.

     

    Informazioni su P&G

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Fairy®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo e in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni visita il sito https://it.pg.com e segui gli account Facebook, Linkedin, Youtube.

    [1] Fonte “Il Mercato del lavoro nell’area metropolitana romana 2020”, realizzato da U.O. Statistica – Open data di Roma Capitale.

  • Giady by U-Power. La calza da lavoro confortevole e ammortizzante

    Il comparto wear del brand comprende anche un ricco assortimento di modelli di calze.

    Il team di U-Power è consapevole che non solo le calzature antinfortunistiche ma anche ciascun capo di abbigliamento da lavoro possono fare la differenza nel proteggere e vestire i lavoratori con praticità e stile, comprese le calze.

    Per avvolgere il piede donando il massimo comfort nasce Giady, il nuovo modello di calza tecnica indicato per potenziare ulteriormente la comodità delle scarpe antinfortunistiche U-Power. Grazie alla tecnologia “Memory size” questa calza, in taglia unica, è in grado di adattarsi alla forma del piede già dal primo utilizzo: l’azione degli elastomeri con “memoria”, inoltre, permette di mantenere la giusta calzata nel tempo, anche dopo numerosi lavaggi. Realizzata con una composizione che ne assicura la traspirabilità (47% poliestere – 39% cotone – 12% poliamide – 2% elastane), Giady può essere indossata per molte ore in situazioni di attività dinamiche. Ogni elemento è studiato per garantire a lungo le migliori performance: il plantare in cotone possiede proprietà ammortizzanti, “effetto cuscinetto”; le cuciture piatte sotto la punta evitano sensazioni fastidiose e minimizzano i rischi di abrasione della pelle; il collaretto a singolo strato anti-torsione e anti-occlusione assicura sempre una vestibilità adeguata.

    Come U-Power insegna, infine, è importante dare spazio alle possibilità di personalizzazione, per un look sfizioso ed elegante anche mentre si lavora. È, dunque, possibile scegliere tra quattro varianti cromatiche – con i dettagli fluo verdi, arancioni, gialli oppure fucsia – che permettono di creare total look in perfetto abbinamento con i colori delle calzature e dei capi di abbigliamento, dalle t-shirt ai pantaloni, firmati dal brand.

    www.u-power.it

  • Un ventennale nel segno del welfare per il terziario bolognese

    Nel 2020 E.Bi.Ter.Bo, l’Ente Bilaterale del Terziario della Città Metropolitana di Bologna ha erogato misure di sostegno al reddito straordinario per un importo totale di € 732.909,91, oltre alle sue normali attività. Un insieme di aiuti consistenti che nell’anno del ventennale dell’ente ne conferma il valore del ruolo e dell’attività svolta

     

    Un 2020 molto difficile per la pandemia Covid-19 che, di contro, ha messo in luce il contributo offerto da realtà cittadine nel campo del welfare, della formazione e della solidarietà.

    E’ il caso di E.Bi.Ter.Bo., l’Ente Bilaterale del Terziario della città di Metropolitana di Bologna, costituito nel 2000 con lo scopo di svolgere attività destinate a sostenere l’innovazione, la competitività e lo sviluppo nel settore del Commercio, ossia, del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi con particolare focus sull’accrescimento e il miglioramento delle competenze dei lavoratori.

    Proprio nel ventennale dalla sua costituzione, E.Bi.Ter.Bo., costituito da Confcommercio Imprese per l’Italia e dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL, firmatarie del contratto nazionale di lavoro di riferimento del settore, è intervenuto in maniera importante per fronteggiare la crisi causata dall’emergenza epidemiologica erogando a favore di lavoratori e aziende prestazioni FSR per un importo pari a € 732.909,91.

    La chiusura del bilancio relativo all’anno scorso ha testimoniato un importante segnale per Bologna, a conferma della capacità operativa dell’ente che conta 5.560 aziende aderenti, di cui 389 supportate assieme ai loro dipendenti attraverso le azioni dell’ente, in un anno così difficoltoso e in vista di un futuro ricco di sfide.

    Sono diverse le tipologie di misure anticrisi straordinarie stanziate a sostegno del reddito. Dell’importo totale, € 9.869,81 sono stati erogati ai 40 richiedenti come Welfare straordinario per i lavoratori che si sono assentati dal lavoro per accudire i propri figli di età fino a 14 anni, nel periodo di chiusura delle scuole. Di € 521.401,31 hanno beneficiato 1.538 soggetti come contributo solidaristico per i lavoratori aderenti che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa causa Covid. Con € 200.638,79 sono stati sostenuti 662 richiedenti come contributo serenità abitativa per i lavoratori aderenti che hanno subito una riduzione salariale, titolari di un mutuo prima casa o locatori di un’abitazione. Un pacchetto di aiuti consistenti e di cui E.Bi.Ter.Bo. si è potuto fare carico per un cifra complessiva di € 732.909,91.

    La Presidenza di turno, composta da Valentino Di Pisa (Presidente, di designazione datoriale) e Mario Antonio Forte (Vice Presidente di designazione sindacale), concordemente afferma che “E.Bi.Ter.Bo, fin da quando è stato istituito ha risposto al bisogno delle imprese e dei loro dipendenti, curandone la crescita professionale con positiva ricaduta sul lavoro sul piano della qualità e della competitività nel settore. Ha sempre sostenuto il reddito dei lavoratori in difficoltà, favorito la genitorialità e lo studio dei lavoratori e dei loro figli”.

    La Presidenza evidenzia che “Non è la prima volta che l’Ente Bilaterale risponde a particolari necessità come oggi. Ha dato risposte concrete negli anni che hanno seguito la crisi finanziaria globale del 2008 e nei tragici momenti conseguenti al sisma in Emilia del 2012”, sottolineando che “Il successo delle attività dell’Ente è frutto di vari elementi maturati nel tempo ma già ben radicati da quando è nato. Le buone relazioni tra le Parti Sociali di riferimento e il loro costante rapporto con il Consiglio Direttivo hanno reso tutti consapevoli dei bisogni e sensibili alle risposte da dare tramite l’apprezzabile e qualificata opera quotidiana dei dipendenti dell’Ente. Ciò ha consentito, a soggetti portatori di interessi economici differenti come Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali, di determinare e traguardare importanti obiettivi comuni”.

    Il Presidente e il Vice Presidente ribadiscono che “Le stesse Parti Sociali, la Presidenza ed il Consiglio Direttivo oggi valorizzano l’esperienza maturata in questi 20 anni e proseguono il cammino assieme verso lo sviluppo costante del settore con attenzione al bisogno dei propri aderenti, imprese e lavoratori”.

    Numeri importanti, quelli emersi dal Bilancio 2020 che se da un lato denunciano le difficoltà emerse in mesi così complessi, dall’altro attestano l’esistenza di realtà in grado di fornire un sostegno concreto a persone e aziende. Un aiuto tangibile che negli anni non è mai mancato, ma che indubbiamente si è dimostrato ancor più prezioso in un frangente tanto complesso e problematico come quello da cui, seppur lentamente, sembra uscire la vasta platea che vede in E.Bi.Ter.Bo. un punto di riferimento.

    Un ventennale di grande impegno e un traguardo importante dunque da cui proseguire con rinnovato slancio, in cui E.Bi.Ter.Bo ha avviato un nuovo progetto di comunicazione finalizzato ad essere ancora più vicino ai lavoratori e alle imprese, partendo dal restyling del proprio logo, per evidenziarne ancora di più valori e finalità. L’immagine vede protagoniste la Garisenda e l’Asinelli, le Due Torri simbolo di Bologna e di riferimento per l’ampia area geografica coperta dall’ente, da cui partono due linee che uniscono in un abbraccio ideale tutta la Città Metropolitana. Una visione grafica pensata non solo per contestualizzare il territorio di competenza e il raggio d’azione dell’ente, ma anche e soprattutto per unire simbolicamente, in un dialogo continuo fatto di scambio e confronto, le due compagini di cui si occupa: le aziende e i lavoratori.

    Anche nel 2021 prosegue l’organizzazione di diversi progetti formativi gratuiti, tra cui i corsi specializzati volti a trasmettere un continuo aggiornamento professionale e culturale ai lavoratori del Terziario e i seminari orientati sia ai lavoratori che agli imprenditori. Visto il perdurare della pandemia, anche per l’anno 2021 è stato rinnovato l’Accordo Straordinario per sostenere le misure anti-covid con ulteriori risorse finanziarie a carico di E.Bi.Ter.Bo.

     

     

    E.Bi.Ter.Bo è l’Ente Bilaterale del Terziario della Città Metropolitana di Bologna, costituito nel 2000 da CONFCOMMERCIO IMPRESE PER L’ITALIA e dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL in base a quanto previsto dal Contratto Collettivo nazionale di Lavoro. Svolge attività destinate a sostenere l’innovazione, la competitività e lo sviluppo dell’intero settore del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi con particolare focus sull’accrescimento e il miglioramento delle competenze dei lavoratori