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  • Tutela dell’ambiente: cartelli informativi nei parchi a San Martino B.A.

    Continuano le iniziative promosse dall’amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo a tutela dell’ambiente. Nelle aree verdi del Comune di San Martino Buon Albergo, lungo la pista ciclopedonale della Fossa Murara e della Fossa Zenobria e al parco di Pontoncello stanno arrivando trenta cartelli informativi contro l’abbandono dei rifiuti.

    «Abbiamo scelto di posizionare questi cartelli che spiegano i tempi – anche molto lunghi – di decomposizione dei rifiuti come lattine in alluminio, filtri di sigarette, bottiglie di vetro che spesso troviamo abbandonati nei parchi comunali, sebbene in tutto il territorio comunale siano presenti gli appositi contenitori della raccolta differenziata – spiega Mauro Gaspari, assessore all’ambiente -. Un’iniziativa nata per sensibilizzare e far riflettere i cittadini di San Martino, soprattutto i più giovani, perché la tutela ambientale passa principalmente dai piccoli gesti quotidiani e dai comportamenti virtuosi e rispettosi verso l’ambiente e i beni della collettività».

    Un modo utile e semplice dunque per comprendere gli effetti prodotti dall’abbandono dei rifiuti sull’ambiente, considerando i tempi di degradazione di molti oggetti di uso comune: pensiamo ad esempio che sono necessari dai 20 ai 100 anni per smaltire una lattina, 1000 anni per una bottiglietta di plastica e 4000 anni per una bottiglia di vetro, non correttamente riciclate.

    I cartelli sono posizionati in bacheche di plastica riciclata: una scelta in linea con l’acquisto e l’installazione di panchine e tavoli in plastica riciclata che l’Amministrazione ha collocato nelle aree verdi di San Martino negli ultimi anni, coerentemente con le indicazioni della Commissione Europea che consiglia alle Amministrazioni comunali di acquistare e incoraggiare la diffusione di tecnologie e prodotti che tutelino l’ambiente (i cosiddetti “Acquisti Verdi”).

  • L’ex Presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini su Antonio Conte: “Molto determinato e deciso”

    L’ex Presidente Ernesto Pellegrini, alla guida dell’Inter dal 1984 al 1995 e sotto la cui gestione la squadra nerazzurra ha conquistato quello che rimarrà nella storia come “lo scudetto dei record”, è stato intervistato nel corso della diretta di Punto Nuovo Sport Show, lo spazio dedicato alla Serie A e trasmesso in diretta su da Radio Punto Nuovo.

    Ernesto Pellegrini

    Ernesto Pellegrini, l’opinione sul tecnico interista

    Il Presidente e Amministratore Delegato di Pellegrini S.p.A. ha iniziato il proprio intervento elogiando l’attuale mister dei nerazzurri per la sua capacità di leadership all’interno del gruppo: “È seguito molto bene dalla squadra”, ha dichiarato Ernesto Pellegrini, auspicando il meglio per il team che lui ha guidato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90: “I particolari nel calcio tante volte ti portano fuori strada, ma spero non sarà così per l’Inter”. Entrando poi nello specifico dell’attuale allenatore della squadra milanese, Ernesto Pellegrini ha espresso parole di stima per il tecnico: “Ho avuto il piacere di conoscere e parlare per pochi secondi con Conte, che è molto determinato e deciso. Noi interisti ci auguriamo che si possa arrivare fino in fondo”. Il Presidente dello scudetto dei record 1988/1989 – epoca in cui, con due punti a vittoria, l’Inter conquistò 58 punti in 34 partite – ha proseguito il suo intervento parlando dell’attuale testa a testa per il vertice della classifica di Serie A: “La Juventus sulla carta ha sicuramente giocatori qualitativamente superiori”, ha dichiarato, “sugli 11 però l’Inter può competere benissimo e ci sono i presupposti per farcela. L’Inter ha i ritmi giusti, squadra molto compatta, unita, desiderosa di fare sempre risultati dall’inizio del campionato”. L’ultima battuta dell’ex Presidente è stata spesa poi per un confronto tra la coppia d’attacco che vinse lo scudetto nel 1989 e quella attuale: “Lukaku-Lautaro mi ricordano Diaz-Serena dello scudetto del 1989. Quella squadra meritava di più, potevamo vincere qualcosa in più”.

    Il Presidente nerazzurro dello “scudetto dei record”: Ernesto Pellegrini

    Nato a Milano nel 1940, Ernesto Pellegrini è attualmente Presidente e Amministratore Delegato di Pellegrini S.p.A. Dopo un’esperienza professionale presso la storica azienda di biciclette Bianchi, per cui ricopre il ruolo di Capo Contabile, si dedica al comparto della ristorazione collettiva fondando, nel 1975, Pellegrini S.p.A., Gruppo leader nella ristorazione e nei servizi per le aziende sia in Italia che all’estero. Il suo ingresso nel mondo calcistico avviene nel 1984, anno in cui acquisisce la F.C. Internazionale e ne diventa il diciassettesimo Presidente. Sotto la sua gestione, la squadra nerazzurra ha potuto contare, tra gli altri, su giocatori del calibro di Rummenigge, Matthaeus, Klinsmann e Brehme: siamo nel periodo storico del calcio che ha visto il confronto tra l’Inter di Pellegrini, il Napoli di Maradona, il Milan degli olandesi e la Juventus di Trapattoni. Ed è proprio quest’ultimo, passato all’Inter nel 1986, ad allenare i nerazzurri dello “scudetto dei record” durante la stagione 1988/1989. La squadra, infatti, conclude il campionato con la conquista dello scudetto e la vittoria di 26 partite su 34 giocate. Ma i successi continuano: l’anno seguente, infatti, arriva la Supercoppa Italiana, e nel 1991 la prima Coppa Uefa. L’ultimo trofeo sotto la sua presidenza giunge nel 1994 con la vittoria della Coppa Uefa. L’anno successivo Ernesto Pellegrini lascia l’Inter, rimanendo nella storia del club come il Presidente dello “scudetto dei record”.

  • Oltre 450 incontri nel 2019 per la “progettazione partecipata” di Terna, guidata da Luigi Ferraris

    L’istituzionalizzazione del confronto con le comunità locali evidenzia l’impegno di Terna, società di gestione dell’energia elettrica nazionale guidata da Luigi Ferraris, per infrastrutture sempre più sostenibili e condivise.

    Luigi Ferraris, AD e DG Terna

    Terna: l’AD e DG Luigi Ferraris sottolinea la centralità del confronto con cittadini e istituzioni

    “Il dialogo con le comunità è il nostro modello di sviluppo della rete”: così ha motivato Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, l’importanza conferita al confronto con il territorio e le comunità locali. Un legame ininterrotto, che nel corso del 2019 ha potuto contare su più di 450 incontri. Ciascun intervento atto allo scopo di implementare nuove reti elettriche oppure di aggiornare gli elementi già presenti ha tutta una serie di conseguenze sul territorio interessato e, proprio per questo motivo, Terna ha in piano non solo di incrementare gli investimenti, ma anche di integrare sempre più tutti gli attori coinvolti nella pianificazione e nello sviluppo delle opere, all’insegna dell’ascolto e del dialogo. Le richieste di carattere sociale e di sostenibilità avanzate dalla cittadinanza avevano già iniziato a delinearsi in maniera sempre più evidente all’interno dello scorso piano decennale di sviluppo della rete del gestore della rete elettrica in alta tensione, tanto che già erano state considerate al pari di quelle elettriche ed economiche. Rendere partecipi le comunità e autorità locali e i cittadini in ogni step della pianificazione e dell’implementazione delle opere elettriche è una soluzione favorevole per il gestore guidato da Luigi Ferraris. Questo perché agevola l’elaborazione di una proposta condivisa per il posizionamento delle nuove infrastrutture e per la modernizzazione di quelle già operative, oltre a costituire il fondamento per uno sviluppo comune e più green della rete.

    Luigi Ferraris: il modello della “progettazione partecipata” di Terna sempre più importante per il gestore

    Il gestore della rete elettrica guidato da Luigi Ferraris adotta la modalità degli incontri pubblici, i cosiddetti “Terna incontra”, per solidificare il legame di ascolto e dialogo con autorità e comunità locali nelle zone preposte alle opere. Si tratta di appuntamenti concepiti per diffondere gli scopi e i gli aspetti a favore delle infrastrutture previste. Nel corso di queste giornate, tecnici e progettisti illustrano e spiegano ai cittadini tutte le fasi del ciclo di vita di un progetto, recependo opinioni, consigli e richieste di chiarimento da parte del territorio. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris evidenzia così l’importanza di tale modalità di confronto: “È per noi una leva strategica per il rinnovamento della rete elettrica nazionale. Con oltre 450 incontri sul territorio nel 2019 abbiamo portato avanti un rapporto continuo con le istituzioni locali e con i cittadini, ascoltando le osservazioni e i dubbi per una vera e propria progettazione partecipata delle opere”. Questo esempio di “progettazione partecipata” è divenuto un elemento cardine dell’operato del gestore della rete elettrica soprattutto negli ultimi due anni: nel 2018 sono stati circa 350 gli incontri, dei quali 18 sono stati i “Terna incontra”, mentre l’anno successivo ha visto un incremento percentuale di circa il 29%, totalizzando circa 450 appuntamenti e 40 “Terna incontra”.

  • Scientology la sua Vera Natura di Harri Heino

    In questo articolo del 1995, il professor Harri Heino valuta, in qualità di studioso finlandese di religione, se la Chiesa di Scientology ha i requisiti di una denominazione religiosa. Basandosi sui suoi studi di ricercatore accademico sull’argomento e sulle sue osservazioni della teologia di Scientology, delle sue pratiche e delle sue Chiese, egli conclude inequivocabilmente che la sua vera e intrinseca natura è decisamente religiosa. Così scrive: “Da quanto sopra si deve concludere che Scientology, nella sua forma attuale, è una religione che offre servizi religiosi fondamentali, un credo particolare e una denominazione religiosa saldamente organizzata”. Oggi esistono oltre undicimila Chiese, missioni e gruppi affiliati in tutto il mondo, e nuove Chiese vengono istituite regolarmente a dimostrazione della crescita della Chiesa di Scientology.

    I. Nessuna definizione ambigua di religione

    Le religioni e le confessioni religiose costituiscono una moltitudine di fenomeni tale che non è stato possibile agli studiosi raggiungere un accordo sulla definizione di religione. In Finlandia, nella sociologia della religione, la religione viene spesso caratterizzata da cinque aspetti, come è stato presentato dagli americani Glock e Stark.

    1. Un aspetto di esperienza (sentimenti religiosi, esperienze e visioni della condizione divina ecc.).
    2. Un aspetto ideologico (idee riguardo a Dio, vita dopo la morte, salvezza).
    3. Un aspetto rituale (pratica privata e confessionale della religione, come preghiere, meditazione, servizi divini, e cerimonie religiose appartenenti ai vari stadi della vita).
    4. Un aspetto intellettuale (una conoscenza dei contenuti della fede).
    5. Altri aspetti conseguenti (salvezza, tranquillità, comportamento giusto).

    Di solito in tutte le definizioni di religione viene assunto che esista una certa idea di fede, che se seguita porta all’armonia con il più profondo significato della vita stessa, a prescindere dal fatto che si tratti di un Dio individuale, di un Essere Supremo o delle basi cosmiche o etiche della vita. In secondo luogo, fanno parte di una religione riti e rituali religiosi e norme di comportamento. In terzo luogo, una religione richiede una confessione di credenti o di seguaci.

    II. Gli Scientologist la considerano una religione

    Gli scritti del Fondatore di Scientology L. Ron Hubbard costituiscono la base della religione di Scientology. Hubbard non è soggetto all’adorazione religiosa, ma è certamente soggetto ad ammirazione e devozione religiosa. Secondo gli Scientologist, Hubbard è stato capace di creare una filosofia religiosa e dei mezzi di applicazione pratica, con cui possono effettivamente essere realizzati gli ideali prettamente reciproci dell’umanità e di tutte le religioni. Gli Scientologist reputano la loro religione come una religione del XX sec. che realizzerà il sogno eterno dell’umanità di creare un mondo e un ambiente migliore in cui vivere, e che aiuterà la gente a trovare la propria identità spirituale più profonda. Hubbard stesso considerava Scientology come fondata sugli insegnamenti di più antiche religioni, inclusi l’Induismo, la religione dei Veda, il Taoismo, il Buddismo, l’Ebraismo ed il Cristianesimo.”

    III. I principali sociologi di religione la classificano come religione

    Quasi senza eccezione, tutti i manuali sulle nuove religioni contengono un capitolo su Scientology, e ne menzioniamo qui alcuni:

    Eileen Barker, professoressa alla London School of Economics: New Religious Movements: A Perspective for Understanding Society (1982), e New Religious Movements: A Practical Introduction (1989);

    Bryan Wilson, professore emerito presso la Oxford University: The Social Dimensions of Sectarianism (1990); e

    1. Gordon Melton: The Encyclopedia of American Religions(1993).

    Viene anche classificata come religione nella maggior parte delle pubblicazioni tedesche come Lexikon Der Sekten, Sondergruppen Und Weltanschauungen (1991).

    Per esempio Bryan Wilson descrive in modo approfondito nel suo libro ciò che fa di Scientology una religione.

    L’intero lavoro del Prof. Harri Heino è disponibile al link: https://www.scientologyreligion.it/religious-expertises/scientology-its-true-nature/   scaricabile anche in formato pdf

    www.scientology.it   www.lronhubbard.it   www.scientology-milano.it

    BIOGRAFIA

    Harri Heino, PhD, (1944-1999) è stato professore di Teologia presso l’Università di Tampere, Helsinki, Finlandia. Inotre ha diretto il Centro di Ricerca della Chiesa Luterana Evangelica della Finlandia nella sua veste di sacerdote luterano. Le sue numerose pubblicazioni, in finlandese e in inglese, comprendono: Dimensioni Religiose della Meditazione Trascendentale (1982), Cambiamenti nella Religiosità dal Punto di Vista Finlandese (1988), La Chiesa Luterana Evangelica in Finlandia, 1988-1991 (1993) e In Che Cosa crede il Massone Finlandese? I Valori, l’Etica e la Religiosità dei Massoni Finlandesi (1995).

     

  • SAN VALENTINO: OVIEDO, ISTANBUL E CASABLANCA,  TRA LE CITTÀ PIÙ ROMANTICHE SECONDO IL CINEMA

    Alcuni dicono che ciò che il cinema unisce non può essere separato. Questo sembra essere stato compreso alla lettera da attori come Penélope Cruz e Javier Bardem, sulla cui storia d’amore si è cominciato a parlare dopo la loro visita alla città di Oviedo, dove si erano recati per girare alcune scene del film premio Oscar “Vicky, Cristina e Barcellona“.
    Sempre in tema di mete romantiche, come non pensare all’affascinante Istanbul. Nel film “La passione turca” girato nel 1994 da Vicente Aranda e interpretato da Ana Belén, la città, caotica e inebriante, fa da cornice ideale per una storia di amore e di passione travolgente.
    In questa rassegna non può mancare Casablanca, la città che ha dato il nome a uno dei migliori film d’amore della storia. Il film non vi è stato girato, ma non importa, perché il paesaggio attuale di Casablanca, con il suo passato Art Déco e il cosmopolitismo che si respirano nella città nuova e, soprattutto, nella sua bellissima Corniche, invita gli amanti a rincontrarsi sotto il suo cielo blu.

    Qui di seguito le proposte per un soggiorno a San Valentino in queste tre splendide città:

    OviedoBarceló Oviedo Cervantes 

    • Pacchetto San Valentino, con sistemazione in camera doppia, regalo di benvenuto, colazione e cena con menù di San Valentino, a partire da 220 euro a notte.
    • Il suggerimento: godetevi questa vecchia casa indiana del XIX secolo e non perdetevi il suo nuovo ristorante “La Palmera del Indiano”, in particolare il brunch domenicale.

    Istanbul, Barceló Istanbul 

    • Soggiorno in camera doppia con prima colazione, a partire da 164 euro a notte
    • Il suggerimento: situato in una splendida posizione nel cuore della moderna Istanbul, questo hotel 5 stelle offre la possibilità di fare il bagno turco nell’hammam dell’hotel oppure nelle suite che hanno l’hamman privato.
     Casablanca, Barceló Casablanca 
    • Soggiorno in camera doppia con prima colazione, a partire da 87 euro a notte
    • Il suggerimento: da notare il buon gusto dell’architetto e designer Patrick Genard, per un soggiorno da “Mille e una notte”.
  • BARCELÓ HOTEL GROUP CONSOLIDA LA SUA PRESENZA IN TURCHIA CON L’APERTURA DEL TERZO HOTEL A ISTANBUL

    La Turchia, e soprattutto Istanbul, è da sempre una destinazione strategica per Barceló Hotel Group, città in cui è presente ininterrottamente dal 2004. Dopo aver incorporato nel 2018 il Barceló Istanbul (270 camere) e l’Occidental Pera Istanbul (60 camere) la catena ha appena aperto il suo terzo stabilimento a Istanbul in regime di affitto: l’Occidental Taksim. Con questa nuova apertura, Barceló Hotel Group consolida la sua posizione di leader della catena alberghiera spagnola in Turchia con 3 hotel e 479 camere a Istanbul.

    Si tratta di un hotel a 4 stelle con 162 camere, ristrutturato nel 2018, in una posizione privilegiata nel quartiere di Beyoglu che si distingue per il suo dinamismo e l’ampia gamma di attività per il tempo libero e per gli affari, vicino alla centrale piazza Taksim.

    Oltre al ristorante a buffet, l’Occidental Taksim ha un elegante ristorante alla carta, che offre specialità della cucina turca e mediterranea, e un accogliente bar dove i clienti possono gustare un ottimo caffè turco e squisiti pasticcini.
    Per soddisfare gli ospiti che desiderano prendersi cura di sé durante i loro viaggi, l’hotel dispone di una palestra completa e di un centro benessere dotato di sauna, bagno turco tradizionale, cabine per massaggi e piscina coperta; mentre per chi visita Istanbul per motivi di lavoro le strutture includono 10 moderne sale riunioni completamente attrezzate.

    Occidental Taksim
    Nel cuore della Istanbul più cosmopolita
    Camera doppia con prima colazione a partire da 84 euro a notte
    Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
    https://www.barcelo.com/es/occidental-hotels/hoteles/turquia/estambul/occidental-taksim/

  • Evelina Manna: le tappe della carriera e l’impegno sociale

    Evelina Manna ha concretizzato la sua passione per il mondo dello spettacolo iniziando molto giovane a fare la modella per poi studiare recitazione e debuttare su Rai Uno. Dopo essere passata al grande schermo, ha dato vita nel 2011 a Moodyproduction insieme a un gruppo di collaboratori.

    Evelina Manna

    Evelina Manna: le fasi iniziali della carriera

    Evelina Manna è una modella, attrice e produttrice italiana. La sua carriera inizia nel mondo della moda: posa per i più grandi fotografi a livello internazionale per importanti magazine come Harper’s Bazaar, Cosmopolitan, Officiel, Allure, First, GQ British e numerosi altri. Durante un viaggio a Londra conosce Susan Strasberg, che la invita nel suo Actor’s Studio per partecipare ai seminari. La sua carriera come attrice inizia a teatro, nell’off Broadway, e si sposta poi a Roma, dove porta in scena una trasposizione di "Io e Annie" tratta dall’omonimo film di Woody Allen. In televisione, il debutto nel tv movie "Padre Pio". Partecipa in seguito alla miniserie "La Guerra è finita", in onda su Rai 1. Il debutto sul grande schermo avviene con "Casomai", di Alessandro D’Alatri e "Una Bellissima Bambina", di Mimmo Calopresti, presentato al 61mo Festival del Cinema di Venezia. In ambito internazionale, Evelina Manna viene scelta da Oliver Stone per un ruolo nel colossal "Alexander the Great". Nel 2010 l’attrice è protagonista del remake televisivo Mediaset "La Donna Velata". Per la stessa rete, partecipa anche alla serie animata "Eve e i Munchies", affiancata dagli irriverenti pupazzi.

    La carriera di produttrice e l’impegno di Evelina Manna per i temi del sociale

    Evelina Manna nel 2011 ha dato vita, insieme a un gruppo di professionisti, a Moodyproduction, società di produzione dedita alla promozione dell’arte, della cultura, della musica. Il progetto è nato per promuovere tematiche sociali, legate alla non violenza, all’accettazione del diverso, al rispetto della donna. Tra le produzioni curate da Evelina Manna , il cortometraggio "A Day & a Minute", in concorso al Taormina Film Fest 2011. Con la regia di Frank di Mauro, il corto tratta un tema estremamente attuale, sempre più discusso nella nostra quotidianità: l’immigrazione. In una cornice romana visionaria che accoglie lo spettatore con la "Symphony No. 5 – Allegro" di Beethoven. "Perché così tante religioni e profeti? Una sola legge di gravitazione universale", è una citazione dal cortometraggio che induce alla riflessione. Tra le produzioni d’interesse sociale vanno ricordati, inoltre, lo spot contro la Violenza sulle donne "Breaking the Silence" e lo spot per la regia di Pappi Corsicato "Let’s Fall in Love" (Innamoriamoci) contro l’omofobia.

  • Spoleto Arte: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo

    Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco, Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.

    Dopo una tournée iniziata al Comune di Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!

    Finalmente a Roma con la mostra dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una serie di mostre sul Giullare Nobel?

    1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.

    Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.

    Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti” grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.

    Il punto forte comune era operare per i minus sapiens, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche fotografia.

    Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un muro e basta, ma sono una overture che mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo in tutte le arti.

    roberto villa
    l’intervento di Roberto Villa durante il vernissage

    Come si è comportato il pubblico di questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?

    Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano le immagini.

    Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura orientale per cui, con ogni risposta,  faccio un mini corso di semantica dell’immagine.

    In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.

    C’è uno scatto a cui è legato o un ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?

    Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”: quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico ma dinamico.

    Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico, Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre sperimentazioni con un “Sembrate due pirla!”

    Lavorando a stretto contatto con grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene influenzati dal loro carisma? In che modo?

    È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.

    In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.

    roberto villa

    Nelle sue rassegne c’è una forte interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?

    È presente, a nostra difesa, la percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione agli Stati Generali della Fotografia voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra la cultura con la fotografia?”

    Viceversa, chi fa pittura o scultura è convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti, proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono sempre la loro cultura che, raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta digitale (non elettronica, ma da digitus), del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del pubblico ludibrio.

    Dario Fo è stato uno studioso, uno storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la libertà altrui.

  • Fornello elettrico in vetroceramica AR1F401: praticità e sicurezza a portata di mano

    Massima qualità di cottura in un elettrodomestico compatto dal design moderno: il fornello elettrico in vetroceramica AR1F401 è la soluzione per la cucina firmata Ardes che utilizza un sistema di riscaldamento a infrarossi, più efficiente e sicuro del gas, per offrire una cottura uniforme e sempre ottimale.
    AR1F401 è dotato di fornello a irraggiamento da 1200W. La piastra di cottura è in vetroceramica, facile da pulire e compatibile con tutti i tipi di pentole metalliche con fondo piatto. Il corpo è realizzato in acciaio, che assicura resistenza e durevolezza all’apparecchio. AR1F401 è inoltre dotato di termostato per una precisa regolazione della temperatura e di spia luminosa di funzionamento.
    Il design elegante in acciaio nero di AR1F401 lo rende un elettrodomestico di raffinato gusto estetico, adatto ad ogni cucina grazie alle sue linee moderne ed essenziali. Maneggevole e pratico da riporre grazie alle dimensioni contenute (30x29x7,5cm), il fornello elettrico AR1F401 è la soluzione Ardes per soddisfare le esigenze di chi ogni giorno cerca efficienza e praticità in cucina.

    Ardes nasce a Milano nel 1962, specializzandosi nella produzione di fornelli elettrici ma nel 1992 l’azienda si sposta in Valle Seriana (Bergamo), ampliando l’offerta di prodotti realizzati in Italia. Nel 2015 la società diventa la divisione piccolo elettrodomestico di Poly Pool spa, azienda leader nella distribuzione di materiale elettrico. I prodotti a marchio Ardes sono realizzati e selezionati nel rispetto rigoroso delle norme vigenti e dei migliori parametri di qualità, con controlli interni ed esterni certificati. La mission è quella di offrire prodotti funzionali, sicuri, facili da usare, in grado di far fronte alle necessità di tutti i giorni. Ardes produce ancora in Italia, infatti è forte la volontà di avere un controllo totale della produzione, unita alla possibilità di realizzare prodotti su misura per i clienti, adattando l’offerta alle loro necessità. La produzione italiana è uno dei cavalli di battaglia che permette all’azienda di essere presente in più di 50 paesi del mondo.

    Poly Pool S.p.A. Via Sottocorna, 21/B 24020 Parre (BG) – Italy – Tel. +39 035 4104000 – Fax +39 035 702716 – E-mail [email protected] – www.ardes.it – www.polypool.it
    Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 Milano – Tel. 02.36699126 – ww.studiobinaschi.it

  • P&G LANCIA LA TECHNICAL ACADEMY CON MANPOWER UN LABORATORIO FORMATIVO PER L’INDUSTRIA 4.0

    Una vera e propria Technical Academy che nasce dalla volontà di formare professionalmente i nuovi talenti che escono delle scuole tecniche e accrescere le competenze specialistiche del personale già in organico a tema industria 4.0. A dare il via al nuovo progetto formativo Procter & Gamble, la multinazionale leader nel largo consumo con prodotti come Dash, Lenor, Pantene, Gillette, Oral B, e ManpowerGroup l’azienda leader globale nelle risorse umane, nell’impianto produttivo P&G di Santa Palomba (Pomezia).

    Un progetto che attraverso corsi di formazione gratuiti di sei settimane intende rispondere alla necessità crescente del mercato del lavoro di profili specializzati, come riportato nel Talent Shortage, la ricerca condotta ogni anno da ManpowerGroup, che evidenzia come in Italia il 47% dei datori di lavoro abbia oggi difficoltà nel trovare candidati con le giuste competenze tecniche.

    Da oggi sarà possibile candidarsi per la selezione di 20 posti nella P&G Technical Academy https://www.manpower.it/azienda/PG-Italia

     

    UNA INIZIATIVA CHE PARTE DALL’IMPIANTO DI POMEZIA, CENTRO DI ECCELLENZA DI P&G.

    E’ proprio guardando a un’industria in continua evoluzione e sempre più tecnologica, che Procter & Gamble dà vita a una scuola per formare i tecnici del futuro e accrescere le competenze del personale già in azienda. L’epicentro di questa nuova sfida formativa è lo stabilimento di Pomezia, storica “casa” del Dash fin dal 1963.

    A Pomezia sorge infatti un moderno sito produttivo/logistico che ogni giorno serve clienti e milioni di consumatori in Italia e all’estero. Le elevate capacità professionali della sua organizzazione, gli ottimi risultati di business, la costante attenzione ai temi legati a sicurezza, ambiente e qualità dei prodotti, ne fanno oggi un Centro di Eccellenza Globale per tutti gli altri stabilimenti P&G nel mondo. Le nuove sfide legate all’Industria 4.0 rappresentano una ulteriore opportunità da cogliere per continuare questo percorso di crescita.

    MANPOWER. Ad affiancare P&G in questa nuova sfida, Manpower, che da due anni ha lanciato Manpower Academy, il progetto per la specializzazione delle persone in relazione alle esigenze delle aziende e alle specificità del territorio, nato per far fronte alla crescente difficoltà di molte aziende nel trovare personale con competenze specifiche nei distretti produttivi italiani, grazie all’attivazione di sinergie con il territorio, gli enti di formazione e le aziende clienti, al fine di creare un circolo virtuoso di know how, competenze ed esperienze. Nel 2019 Manpower ha attivato oltre 100 Academy per oltre 1.000 profili specializzati destinati alle aziende, coinvolgendo circa 200 aziende.

     

     

    LA “P&G TECHNICAL ACADEMY”. 

    Dalla partnership di Procter & Gamble e Manpower nasce così la P&G TECHNICAL ACADEMY una scuola formativa che darà a 20 giovani diplomati provenienti da Istituti Tecnici dell’area circostante l’impianto di Pomezia l’opportunità di frequentare un corso di formazione gratuito di 6 settimane, grazie al sostegno di fondi di settore messi a disposizione da parte di Manpower e con trainer costituiti da personale specializzato P&G e da Manpower.

    In partenza a fine febbraio e volto a formare tecnici di automazione industriale, in grado di rispondere alle esigenze specifiche dello stabilimento P&G, il corso è un’opportunità sia per i giovani talenti, ma anche per i dipendenti già in organico, di acquisire nuove competenze in un centro d’eccellenza 4.0. Per gli esterni ci saranno inoltre concrete possibilità di inserimento lavorativo: i migliori studenti, infatti, potranno ottenere un contratto di apprendistato, muovendo così i loro primi passi nel mondo manufatturiero logistico di P&G.

    Siamo molto felici di dare il via oggi alla P&G Technical Academy – ha dichiarato Francesca Sagramora Direttore Risorse Umane di Procter & Gamble Sud Europa – un laboratorio formativo nel quale lavoreranno istruttori esperti di P&G e formatori esterni con l’obiettivo di costruire le competenze proprie dell’indutria 4.0 nei nuovi talenti che escono dagli Istituti Tecnici Industriali, ed accrescere la formazione specialistica del personale già presente nell’impianto di Pomezia, per affrontare le sfide produttive e logistiche del futuro restando competitivi. La Technical School di P&G – conclude Sagramora – intende inoltre rispondere alla crescente domanda del mercato del lavoro di profili specializzati nelle aree tecniche, nonchè favorire l’economia nelle aree circostanti l’impianto di Pomezia attraverso la formazione professionale”.

    “Il talent gap, cioè il divario tra domanda e offerta di talenti sul mercato è il vero problema oggi per moltissime aziende, ha dichiarato Anna Gionfriddo, Branch Network Operation Director di ManpowerGroup Italia. “E’ sempre più necessario proporre soluzioni per immettere nel mercato del lavoro profili con le competenze richieste che completino la tradizionale formazione scolastica e accademica. Occorre, quindi, uno sforzo comune da parte delle aziende, del mondo della formazione, delle agenzie del lavoro per favorire opportunità di qualificazione professionale sia a chi esce dal proprio percorso di studio, sia per chi è già inserito in un percorso professionale. Questo progetto avviato con P&G è un ottimo esempio di una collaborazione virtuosa tra soggetti attivi in ambiti diversi e valorizza anche la dimensione dei distretti come espressione delle risorse e potenzialità di uno specifico territorio”.

    Per candidarsi e per ulteriori informazioni: https://www.manpower.it/azienda/PG-Italia

     

    Procter & Gamble

    I prodotti P&G sono utlizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei piu’ importanti portafogli di marchi di qualita’ tra i quali: Dash®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo ed in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni www.pg.com/it_IT

     

    ManpowerGroup Italia

     

    Presente in Italia dal 1994, la realtà nazionale di ManpowerGroup – multinazionale leader mondiale nelle innovative workforce solutions – realizza e offre soluzioni strategiche per la gestione delle risorse umane: ricerca, selezione e valutazione di personale per tutte le posizioni professionali; somministrazione di lavoro a tempo determinato e indeterminato; pianificazione e realizzazione di progetti di formazione; consulenza per l’organizzazione aziendale; career management; servizi di outsourcing; consulenza HR.

    Unendo efficacemente la sua profonda conoscenza del potenziale umano e delle esigenze dei propri clienti, ManpowerGroup crea valore per imprese e individui affiancandoli nel raggiungimento dei propri obiettivi di business e di carriera. Attraverso una rete di oltre 230 uffici, impiega 1.800 persone su tutto il territorio nazionale.

    Per il decimo anno consecutivo ManpowerGroup è stata inclusa nella classifica “World’s Most Ethical Companies” (2019) elaborata da Ethisphere, organizzazione internazionale specializzata nella creazione, nello sviluppo e nella condivisione di best practice a livello di etica aziendale, governance, misure anti-corruzione e sostenibilità.

    La proposta di soluzioni di ManpowerGroup in Italia viene offerta attraverso Manpower®, Experis® e Talent Solutions.

     

    Per maggiori informazioni: www.manpowergroup.it

     

  • UNITRE MILANO – Lezione magistrale del 14 Febbraio 2020 “L’influenza del pensiero hegeliano sulla filosofia italiana”

    Venerdì 14 Febbraio 2020 dalle ore 16:30 presso l’Auditorium UNITRE di Milano in via San Calocero 16, si terrà la lezione magistrale “L’influenza del pensiero hegeliano sulla filosofia italiana”, incontro di approfondimento organizzato dall’Università delle Tre Età, UNITRE MILANO, nell’ambito delle attività di carattere extraaccademico per l’anno 2019/2020.
    A presentare la lezione magistrale, a ingresso libero, sarà il prof. Emilio Mondani dell’Università Cattolica di MILANO, che dedicherà una lezione di approfondimento a tutti coloro che nutrono interesse per la filosofia, in particolar modo ad una delle linee di pensiero più profonde e complesse della tradizione occidentale.
    I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE MILANO rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari. Possono parteciparvi liberamente tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze nelle tematiche proposte, senza vincoli di età o titoli di studio.
    Per l’anno accademico 2019/2020, l’Università delle Tre Età UNITRE MILANO ha ampliato la propria offerta attivando oltre mille corsi e laboratori in tutti i campi d’interesse. Un fitto programma ricco di incontri, eventi e convegni sui più svariati ambiti culturali alimenta l’interesse verso materie tradizionali e contemporanee con un occhio di riguardo all’impiego del tempo libero. Accanto alle lezioni tradizionali non mancano momenti significativi di carattere extraaccademico quali conferenze, seminari, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, musicali, artistiche, gite culturali, visite guidate, attività sociali-turistiche e di tempo libero, orientamento e counseling psicologico. Tutti gli eventi si svolgono a Milano nella sede di UNITRE Milano in via Ariberto 11 oppure nell’Auditorium in via San Calocero 16.

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano www.unitremilano.com – [email protected]
    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • Milano Art Gallery: la donna nell’arte, la donna e l’arte con Parsi, Nugnes e Villa

    Appuntamento immancabile quello dell’8 marzo per la Milano Art Gallery che, come consuetudine, inaugurerà la mostra L’Arte delle donne. In via Alessi 11, nella storica sede di Milano, la rassegna verrà aperta alle 18 con la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, con il curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e con il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    ARTE DELLE DONNEL’Arte delle donne

    L’evento, pensato per ospitare opere la cui tematica sia afferente all’universo femminile, non preclude a nessun artista la selezione. Questo perché più punti di vista diversi su questa tematica aiutano ad avere una visione ampia, permettono un confronto più ricco e stimolante. Dall’idealizzazione della figura femminile al suo sfregio, fino alla reinvenzione: ci si può ritrovare oppure no, l’importante sarà uscire dalla visita con un’esperienza in più da ricordare e raccontare. Con una speranza nel cuore. Salvo Nugnes, l’organizzatore della kermesse, ha infatti dichiarato di aver pensato L’arte delle donne come un incontro per e con le donne.

    Il commento

    A sostegno di questa iniziativa si è schierata Maria Rita Parsi, che ha commentato:

    «È infatti per le donne e con le donne che il mondo può veramente cambiare aspetto. Il mondo parte come origine dal grembo della madre e gli uomini devono capire con amore, rispetto e ammirazione che quel punto di partenza va rispettato, ammirato, sostenuto, perché le cose possono effettivamente cambiare, perché si parte solo e sempre dalla madre».

    Essendo le donne la radice prima dell’esperienza di ciascun essere umano, occorre rivalutare in maniera adeguata il loro “peso”. Davanti a una violenza sulle donne sempre più dilagante, forse è proprio a partire dall’arte, da come viene vista e interpretata la donna, come si sente e si comporta lei stessa, che si deve prendere in mano la situazione.

    «Buon 8 marzo – conclude la Parsi – perché le donne e gli uomini capiscano che l’alleanza vera tra maschile e femminile, con il rispetto profondo dell’origine, della matrice, del femminile può cambiare le sorti del pianeta».

    Info e contatti

    La mostra rimarrà aperta fino al 27 marzo 2020, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere ad [email protected].

  • A Roma una rete di imprenditori e professionisti del mondo green

    “Quella a cui ambiamo è un’evoluzione verde che parta da diversi settori e travolga più persone possibili. Vogliamo creare un movimento di uomini e donne che vivano secondo uno stile più naturale, sano, salubre, e siano responsabili dell’ambiente”. Arriva anche a Roma la rete di imprenditori e professionisti del mondo green ‘Stile naturale’ (https://stilenaturale.com). Tra i suoi promotori c’è Angela Lombardo, esperta di consulenza strategica per il negozio fisico. La Lombardo ha deciso di scendere in campo e di mettersi in gioco per promuovere la filosofia di ‘Stile Naturale’, una rete a brand di imprenditori, professionisti e aziende, tutti accomunati da una fortissima visione di rispetto per il tema dell’ambiente e dell’ecosostenibilità, che si pongono come obiettivo quello di impattare in maniera decisiva su quella che è la più grande emergenza dei giorni nostri: la salute delle persone, la salubrità degli ambienti confinanti e la salvaguardia del pianeta.

    Dal 6 all’8 marzo prossimi “Stile naturale” sbarcherà a “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma a Milano, dove ospiterà il primo “Vertice nazionale su sensibilità ambientale e comfort abitativo”. Uno stand di 120mq, uno dei più grandi dell’intera fiera, si trasformerà così in una vetrina d’eccezione per tutti quegli imprenditori e professionisti che hanno deciso di imboccare la strada della svolta verso la Sostenibilità. Con un pubblico stimato di 65mila persone, “Fa’ la cosa giusta!” rappresenta senz’altro uno degli eventi che meglio incarnano la filosofia ‘green’, intesa non come semplice moda passeggera, ma come impegno concreto e quotidiano. Da 16 anni “Fa’ la cosa giusta!” si fa portavoce di stimolare il pensiero critico ed uno stile di vita sempre più sostenibile.

    È necessario un cambiamento verso un modo di vivere e di fare business più attento e sensibile alla salute delle gente e alla salubrità e salvaguardia dell’ambiente – afferma Angela Lombardo -. Questo risponde ad un autentico bisogno delle persone, un bisogno che cresce di anno in anno. Le aziende e i liberi professionisti non possono permettersi di ignorare tutto ciò. Per questo ho scelto il progetto Stile Naturale, in un mondo di tante parole vuote e inconcludenti, far parte di una rete mi piace per la concreta possibilità di avere un impatto e Fa’ La Cosa Giusta! è il megafono perfetto per lanciare questo messaggio. E poi riunisce persone straordinarie con cui condivido valori e metodi di lavoro” .

    Il tessuto economico di Roma – continua la professionista – è ricco di attività che hanno particolarmente a cuore le problematiche legate alla sostenibilità ambientale e agli stili di vita equilibrati e sani. Abbiamo bisogno di persone che condividano questo nostro sogno, e vogliano essere parte attiva per stimolare l’evoluzione consapevole dei comportamenti di consumo e del rispetto dell’ambiente. Per arrivare a cambiare veramente le cose, è necessaria tanta collaborazione e una forte visione etica, per questo vogliamo riunire visionari green sotto un’unica bandiera, quella di Stile Naturale”.

  • Vybes l’anti trapper debutta con un brano dolceamaro

    “L’anti-trapper” dalla faccia pulita ma dall’animo tormentato fa il suo debutto con un brano dolceamaro   

    Il singolo in radio dal 3 dicembre è stato registrato al Qwagur Studio da Dr. Wesh ed è stato editato e finalizzato dai produttori internazionali Kuerty Uyop.

    Come gli Anni ’80 è la sintesi stessa della ricerca di Vybes del sollievo, dello stare bene. In questo caso non è né uno stato d’animo né un luogo, bensì un tempo: quegli Anni ’80 che dalle parole dei suoi genitori sono sembrati una vera e propria isola felice. 

    Il brano è stato registrato al Qwagur da Dr. Wesh, vero guru della trap romana, ed è stato editato e finalizzato dai Kuerty Uyop, produttori internazionali con decine di hit alle spalle. Le atmosfere sono di base classicamente trap, ma le sonorità dominanti sono assolutamente acustiche (piano, chitarra e violoncello), scelta che sarà il fil rouge di tutto l’album.

     

     

    Radio date: 3 dicembre 2019

     

    LushLife Production

    Giallo Ocra Ed Mus

     

    BIO

    Vybes, all’anagrafe Gabriel Monaco, nasce 16 anni fa a Roma e ha una sola grande passione, scrivere canzoni. Niente di fuori dal comune a primo impatto tranne per il fatto che Vybes è dislessico, disgrafico, discalculico e disortografico. Nonostante questo non si è mai arreso, anzi, è diventato sempre più forte, sfogando nei suoi testi quell’insoddisfazione che sente dentro figlia di un percorso di vita piuttosto complicato che lo accompagna dall’età di 11 anni e che sin da allora deriva da una forte depressione e da un disturbo conclamato dell’umore, per il quale è ancora adesso in terapia. 

    A scuola Vybes si è sempre sentito quello “diverso”, quello sbagliato, trattato come chi proprio malgrado porta in dote diversità di varia natura, diventando insofferente, imparando a stare a testa bassa esattamente come bassa è diventata mano mano la sua autostima.

    Ma nonostante tutto Vybes è un ragazzo solare, divertito e divertente, e i suoi malesseri sono diventati il suo punto di forza, non appena ha capito che la musica era la miglior terapia che potesse applicare su se stesso. Perché quando canta nessuno può correggerne l’ortografia o la pronuncia, visto che oltre al talento sono queste le cifre stilistiche che rendono Vybes unico.

    Ed è unico anche perché è l’anti-trapper, con il suo aspetto da bravo ragazzo, senza tatuaggi, non beve e non fuma, è già diventato il preferito di tutte le mamme.

     

    Contatti e social

    IG: www.instagram.com/vybes_official/

    YT: www.youtube.com/channel/UCm8HnOIC71nRQG-L5LNBRtQ

  • Scegli MyenergyOne per l’energia

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    Possiamo farlo perché monitoriamo l’andamento dei prezzi di elettricità e gas e adottiamo politiche di acquisto avvedute e lungimiranti.

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  • UNITRE MILANO – lezione magistrale del 7 febbraio 2020 “Ci cureranno (anche) i robot? Ruolo attuale e prospettiva delle AI impiegate in ambito medico”

    Venerdì 7 febbraio 2020 dalle ore 15:00 alle ore 17:00 presso l’Auditorium UNITRE Milano in via San Calocero 16, si terrà una lezione magistrale dal titolo: “Ci cureranno (anche) i robot? Ruolo attuale e prospettiva delle AI impegnate in ambito medico” incontro di approfondimento organizzato dall’Università delle Tre Età, UNITRE MILANO, nell’ambito delle attività di carattere extraaccademico per l’anno 2019/2020. Una lezione didattica, a ingresso libero, sull’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito medico.

     

    Presenterà l’evento il prof. Sergio Luppi dell’Università Cattolica di Milano e UNITRE MILANO. Il ruolo di relatore verrà ricoperto da prof. Federico Cabitza dell’Università di Milano-Bicocca, che affronterà in maniera esaustiva il tema dell’intelligenza artificiale applicata  nell’ambito delle cure mediche.

    I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE MILANO rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari. Possono parteciparvi liberamente tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze nelle tematiche proposte, senza vincoli di età o titoli di studio.

    Per l’anno accademico 2019/2020, l’Università delle Tre Età UNITRE MILANO ha ampliato la propria offerta attivando oltre mille corsi e laboratori in tutti i campi d’interesse. Un fitto programma ricco di incontri, eventi e convegni sui più svariati ambiti culturali alimenta l’interesse verso materie tradizionali e contemporanee con un occhio di riguardo all’impiego del tempo libero. Accanto alle lezioni tradizionali non mancano momenti significativi di carattere extraaccademico quali conferenze, seminari, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, musicali, artistiche, gite culturali, visite guidate, attività sociali-turistiche e di tempo libero, orientamento e counseling psicologico. Tutti gli eventi si svolgono a Milano nella sede di UNITRE Milano in via Ariberto 11 oppure nell’Auditorium in via San Calocero 16.

     

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

  • Grande successo di Dynit a Spielwarenmesse 2020: tra idee di business e nuove tendenze del giocattolo

    Grande successo registrato da Dynit alla 71esima edizione di Spielwarenmesse, la fiera internazionale del giocattolo punto di riferimento per aziende e operatori di settore tenutasi a Norimberga dal 29 gennaio al 2 febbraio 2020. Nella cornice dell’evento cardine della toy industry, l’azienda bolognese ha mostrato al pubblico le più recenti novità di catalogo e le proposte per il futuro dell’intrattenimento per bambini e ragazzi.
    Anche quest’anno 2866 espositori provenienti da 68 paesi diversi si sono riuniti presso il Nuremberg Exhibition Center, dove sono state presentate le ultime innovazioni nel campo dei giocattoli, novità di catalogo di grandi brand, start-up e anteprime nell’ambito dei giochi e dell’intrattenimento. Con un programma ricco di eventi e iniziative, Spielwarenmesse rappresenta un’opportunità per i top brand dell’intrattenimento e della toy industry per confrontarsi con le sfide offerte dai nuovi trend di settore in un contesto internazionale altamente specializzato.
    Durante la fiera, lo stand di Dynit, situato nel padiglione 12 A15, si è distinto tra gli espositori d’eccellenza della manifestazione grazie al vastissimo range di prodotti rivolti a bambini e bambine dei brand di successo D-Kidz e D-Toys : la collezione Nature Animali Marini, dedicata agli animali più affascinanti degli oceani, Beauty Princess, Crystal Putty Slime (Aquarius, Pearl, Candy), per il marchio D-Kidz. Un grande successo è stato riscosso anche dalle novità della divisione D-Toys, con la gamma My Lovely Baby Girl, 6 stanze sovrapponibili da collezionare insieme alle 6 bamboline, le morbide sirene in plush dai capelli lunghi e colorati, le nuove piste di macchinine che si illuminano al buio e skate 8, tre personaggi che viaggiano veloci sul loro skate telecomandato.
    Punto di incontro privilegiato con figure internazionali dell’industria del giocattolo, Spielwarenmesse è stata un’occasione aggiuntiva per Dynit di poter affermare la propria leadership nel panorama dell’entertainment, rinforzare l’awareness del marchio a livello globale e aprirsi a nuove importanti opportunità di business.

    Dynit Srl – Via Buozzi, 24/26 – 40057 Granarolo Dell’Emilia – Loc. Cadriano (BO) – Tel. 0516020911 – [email protected]
    Filiale Gift&Premium – Viale Repubblica, 36 – 20851 Lissone (MB)
    Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 Milano – Tel. 0236699126 – www.studiobinaschi.i

  • Eugin Distilleria Indipendente partecipa al Milano White Spirits Festival

    Eugin Distilleria Indipendente, la prima distilleria di gin in Brianza e la terza in Italia a dedicarsi esclusivamente a questo distillato, sarà presente alla quinta edizione del Milano White Spirits Festival di sabato 22 e domenica 23 febbraio.

    Eugin, a poco più di un anno dalla nascita, parteciperà alla manifestazione con i capostipiti della produzione – Eugin N°7 ed Eugin N°9 – e con tre edizioni stagionali, che hanno già valso alla distilleria brianzola numerosi riconoscimenti.

    Di Eugin N°7 e N°9 si è già detto molto: entrambi varianti di London Dry Gin, presentano note prevalenti di ginepro a cui si susseguono quelle degli agrumi e sentori erbacei il primo e note resinose e balsamiche dei germogli di abete bianco il secondo.

    Fortemente legate alla stagionalità, sono invece le tre Limited Edition presenti al Festival: Estate è caratterizzato da botaniche quali fiori di sambuco, borragine ed ortica; un gin insolito, creativo, dai netti sentori di miele di castagno e speziati. Alla terza stagione dell’anno è dedicata la Limited Edition Autunno, riconoscibile per l’abbinamento tra castagne, ginepro, coriandolo, angelica e germogli di abete bianco. Infine, Inverno: l’ultimo nato in casa Eugin è contraddistinto da note di bergamotto biologico, mandarini e clementine; rilascia lentamente, uno ad uno, i sentori e i profumi agrumati per poi dare spazio e voce al bergamotto e al ginepro.

    Eugin Distilleria Indipendente vi aspetta al Milano White Spirits Festival i prossimi 22 e 23 febbraio!

  • 2020 ALLA RICERCA DI DIO: QUALE DIO CERCARE?

    La Chiesa di Scientology di Milano ha ospitato l’incontro nella Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa

    “La società cambia continuamente, l’individuo sembra perso tra valori futili, vacue certezze e notizie che intendono confonderlo. Anche la politica, che in un passato non troppo lontano era terreno di confronto e crescita civile, ora è diventata terra di scontri che spesso esasperano gli animi e dividono sempre più le coscienze. Questa perdita di punti di riferimento costituisce una sfida per tutte le religioni che ora più che mai sono chiamate a unirsi, non per annullarsi l’una nell’altra, ma per cooperare verso mete comuni, quale quella di indicare all’individuo che non è un essere malvagio e che è degno di rispetto, che ha dignità”. Con queste parole di Luigi Brambani portavoce della Chiesa di Scientology, si è aperto l’incontro interconfessionale dedicato alla Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa nella cappella della Chiesa di Scientology di viale Fulvio Testi a Milano.

    Un momento ricco di spunti grazie agli interventi di studiosi, religiosi e laici come Bruno Portigliatti del Centro d’Informazione Buddhista, Luigi Berzano noto sociologo dell’Università di Torino, ma anche parroco di una comunità cattolica nell’astigiano, Elisabetta Ruspini dell’Università Milano-Bicocca, Fabrizio d’Agostini esperto di Scientology e alla conduzione del giornalista Giorgio Boccaccio direttore del mensile “Vivo”.

    “Dal confronto tra punti di vista differenti emerge un’esigenza fortemente condivisa in un panorama religioso sempre più plurale e variegato – ha sottolineato Luigi Berzano –  E questa esigenza è racchiusa nel concetto di Ana-teismo, ossia verso il teismo; verso una nuova ricerca di Dio. Una ricerca che nonostante la propaganda materialista, non è terminata, anzi, sta ritrovando nuova vivacità nell’ambito delle stesse tradizioni religiose, forse anche grazie alle nuove forme di religiosità.”

    La presentazione del libro “Anateismo Contemporaneo” (Ed. Pacini) è stata infatti lo spunto da cui l’iniziativa ha preso vita, motivando una fattiva collaborazione interreligiosa e interdisciplinare in piena adesione allo spirito della Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa attirando l’interesse di un pubblico numeroso, variegato e attento.

    “Il tema è antico quanto la storia dell’umanità, ma la chiave di lettura è completamente nuova ed  è nuovo il desiderio di capire e saperne di più, di superare barriere culturali e teologiche per riportare la ricerca del trascendente al centro della vita quotidiana e della rinascita della società.”

     

    www.scientology.it

    www.scientologyreligion.it

    www.lronhubbard.it

     

     

  • Folla di vip per festeggiare la mostra Dario Fo e l’arte contemporanea a cura di Nugnes e Sgarbi

    Inaugurata ieri sera, giovedì 6 febbraio al Micro di Roma, la mostra Dario Fo e l’arte contemporanea ha aperto con un’affluenza decisamente importante. A presentare l’evento pensato per ricordare il premio Nobel e portare in primo piano l’arte contemporanea, il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes assieme a un nutrito parterre di ospiti. Dal grande Pippo Franco a Carmen Di Pietro, dalla giornalista RAI Antonietta Di Vizia all’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, fino al fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo. Suoi sono gli scatti di repertorio esposti in viale Giuseppe Mazzini 1, a due passi dalla sede della radiotelevisione italiana. Altri due i volti femminili che hanno contribuito al vernissage: Caterina Grifoni, presidente FIDAPA (sez. Spoleto), e Flavia Sagnelli, presidente dell’Ass. Women Empowerment. Tra il pubblico anche la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Dino Zoff, leggenda del calcio italiano. Un insieme eterogeneo che ha portato un’esplosione di energia e gioia alla rassegna.

    mostra dario fo
    Nugnes-Franco-Di Pietro-Di Vizia-Dalì-Villa-Grifoni-Sagnelli

    La mostra Dario Fo e l’arte contemporanea

    L’appuntamento, all’insegna della memoria, dell’arte e della leggerezza, propone una visita, un percorso in quella che è stata la vita personale e artistica di Dario Fo. Molte le parole spese sul personaggio e sul desiderio che il suo ricordo resti acceso nel cuore delle persone. La volontà di portare nella sede espositiva autori di autentico talento si può ritrovare nel pensiero stesso del Giullare. Specie quando spiegava anni fa che solo in Italia vi è circa il 70% del patrimonio culturale del teatro mondiale e che, purtroppo, più della metà degli italiani non è neppure informata di quanto possiede, in termini di luoghi e opere di grande valore. «Bisogna che si cominci a insegnare soprattutto ai giovani che il patrimonio culturale non è un inutile fardello, ma è un veicolo determinante per formare le coscienze e il sapere dei nostri connazionali. D’altra parte, un paese senza cultura, non può che sfornare abitanti ottusi e senza prospettive». Con Dario Fo e l’arte contemporanea, dunque, si vuole dare una scossa in questa direzione.

    Gli artisti

    Resteranno esposte fino al 23 febbraio le opere di: Patrizia Almonti, Simoné, Gastone Bai, Eleonora Bottecchia, Nathaly Caldonazzo, Antonello Capozzi, Franco Carletti, Carlito T, Maria Beatrice Coppi, Paola D’Antuono, Virginia Farneti, Monica Ferrari, Nevèl, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Dale, Roberto Giacco, Jorge Goncalves Romero, Alessandra Greco, Santiago Harizaj, Stephanie Holznecht, Krzystof Konopka, Pietro Lembo, Anna Maria Maciechowska, Enrica Mancini, Massimo Mariano, Francesco Minopoli, Mattia Montone, Guido Nardo, Päivyt Niemeläinen, Mary Nunziata, Lucio Oliveri, Giovanna Orilia, Giuseppe Pasqualetto, Mauro Pavan, Amelia Perrone, Laura Piacentini, Daniela Poduti Riganelli, Silvia Polizzi, Maria Milena Rocchetto, Antonella Rollo, Laura Ruggiero, Paola Ruggiero, Angelo Scuderi, Gianluca Giuseppe Seregni, Maria Pia Severi, Paolo Uttieri, Maria Ventura, Innocenzo Vigoroso, Domenico Villano, Toni Zarpellon e Aldo Zotich.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere ad [email protected].

  • Movie’s Art- l’arte di comunicare con le immagini

    Il progetto MOVIE’S ART intende anzitutto rendere i ragazzi protagonisti di un percorso dinamico, in cui loro stessi possano esprimere idee che poi, grazie al linguaggio cinematografico, vengono rappresentate nel film; il video, in questo modo, diviene una sintesi efficace e coinvolgente del loro pensiero critico. Così facendo i ragazzi, in una prima fase del lavoro, si confrontano e dialogano (con l’obiettivo di scrivere una trama in cui potersi rispecchiare, con la tecnica del “cooperative learning”); poi, da autori, divengono attori, registi, truccatori, operatori di ripresa :
    imparano a conoscere le tecniche cinematografiche e a metterle in pratica per la costruzione del film di cui essi saranno gli assoluti protagonisti, davanti e dietro la macchina da presa. Il fine è la realizzazione di un filmato che verrà poi divulgato attraverso le piattaforme di videosharing in internet (Youtube, Vimeo, Indiechannel, etc…).
    La conoscenza della grammatica del linguaggio audiovisivo è l’elemento necessario per la codifica critica da parte degli utenti. Attraverso il sostegno di esperti del settore oltre alla consapevolezza del messaggio audiovisivo si arriverà anche alla conoscenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie audiovisive per la realizzazione di un filmato come, ad esempio, con l’utilizzo di un semplice smartphone e con l’ausilio di software open source di editing e post produzione video.
    www.movieart.info

  • Raffaella Di Caprio e Miky Falcicchio per Carla Sanchez: le dichiarazioni di Tommaso Di Tondo

    Raffaella Di Caprio e Miky Falcicchio sono i testimonial della prima campagna pubblicitaria nazionale di Carla Sanchez. Il famoso brand di calzature e borse da donna ha scelto due personaggi famosi per la sua prima campagna pubblicitaria nazionale.

    Raffaella Di Caprio e Miky Falcicchio per Carla Sanchez

    L’affascinante e bravissima attrice della serie tv “Furore 2”, Raffaella Di Caprio, è la protagonista della nuova collezione primavera-estate 2020. Determinazione, personalità, libertà e indipendenza sono le caratteristiche femminili che ispirano la nuova collezione. Raffaella Di Caprio rappresenta a pieno queste peculiarità e l’essenza femminile contemporanea, forte, poliedrica e sognatrice del brand.

    «Questa è la prima campagna pubblicitaria di rilievo nazionale per Carla Sanchez – afferma il titolare e fondatore del marchio Tommaso Di Tondo –, dopo ben 14 anni di attività. La scelta di avere un’attrice italiana come testimonial è stata motivata proprio dal desiderio di sottolineare il valore del Made in Italy, che si distingue sempre dalla manifattura d’importazione per lo stile e la qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione dei prodotti calzaturieri».

    Tommaso Di Tondo

    Gli scatti del fashion e street photographer Checco De Tullio racchiudono l’essenza della nuova collezione, che è già disponibile nella boutique di Carla Sanchez e nello shop online, fatta di grande particolarità e grinta che da sempre contraddistinguono il noto marchio di calzature e borse. Una collezione attuale e dinamica che lega creatività, unicità e comfort nello stile.

    Inoltre Carla Sanchez e il fashion testimonial Miky Falcicchio si uniscono per celebrare una nuova e proficua collaborazione, creando la prima capsule collection uomo all’insegna del pragmatismo e del gioco di squadra che celebra i valori, la storia e la cultura dell’Italian Style.

    «È nata subito una bella sinergia – sottolinea Tommaso Di Tondo – tra me e Miky Falcicchio, professionista eccellente e intraprendente con una capacità organizzativa ineccepibile, ed è proprio da questa collaborazione che prende vita l’idea di ampliare gli orizzonti commerciali di Carla Sanchez che, pur restando un brand prettamente femminile, per la prima volta apre con grande orgoglio le porte al mondo maschile presentando la prima linea di calzature per l’uomo».

    L’obiettivo di questa prima collezione di calzature uomo con protagonista Mister Italia 2010 è guardare sempre avanti con fiducia, positività e ottimismo con una campagna che è l’espressione di una modernità che rifiuta le etichette ed esprime l’ethos della bellezza, della forza, dello stile e dell’artigianalità.

    La campagna pubblicitaria è stata interamente organizzata e girata a Trani, come fortemente desiderato dal titolare del brand, la cui proposta è stata accolta con grande entusiasmo da entrambi i testimonial che hanno avuto modo di apprezzare ancora di più la bellezza, il patrimonio artistico e la storia della città pugliese mediante un intenso e suggestivo itinerario fotografico caratterizzato da importanti attrazioni turistiche, come la Cattedrale sul mare e il “Museo delle carrozze” di proprietà della nobile famiglia Telesio.

    LA STORIA DI CARLA SANCHEZ

    Carla Sanchez è un marchio di calzature e borse da donna fondato e guidato da Tommaso Di Tondo. Nasce nel 2006 a Trani e il nome del brand trae origine da un curioso aneddoto legato a una manifestazione fieristica a Madrid durante la quale Di Tondo si avvale della collaborazione dell’interprete “Carlita Sanchez”, una donna di grande bellezza e intraprendenza. Proprio queste caratteristiche ispirano Tommaso, il quale per il suo brand sostituisce il nome “Carlita” con “Carla” per sottolineare l’essenza e il valore del Made In Italy.

    La produzione delle calzature e degli accessori è infatti da sempre affidata ad aziende italiane, per lo più pugliesi, con lo scopo di valorizzare il territorio e garantire costantemente la qualità della manifattura attraverso un’accurata selezione dei fornitori e delle materie prime per soddisfare a pieno qualunque esigenza del mondo femminile, offrendo un’ampia varietà di modelli e colori, pur riuscendo sempre a contenere sempre il costo finale del prodotto.

    Nell’arco di soli tre mesi le calzature “Carla Sanchez” vengono distribuite in più di 50 punti vendita in Puglia. A questo punto Tommaso, entusiasta per la rapida diffusione del brand, punta all’espansione del marchio in Italia. Nell’arco di soli due anni le calzature Carla Sanchez giungono in oltre 500 punti vendita.

    Alla successiva Fiera Internazionale della calzatura di Milano, denominata “Micam”, il brand presenta le sue collezioni, che da quel momento in poi diventano note in tutta Europa.

    Il prossimo obiettivo del titolare del marchio è conquistare il mercato americano.

    Per ulteriori informazioni seguite la pagina Facebook, l’account Instagram e il sito shop di Carla Sanchez.

  • GioiaPura sceglie Tun2U per le nuove interfacce UX e UI

    GioiaPura, la gioielleria online che vanta migliaia di prodotti originali di oltre 130 marchi internazionali, ha scelto l’e-commerce enabler Tun2U per rinnovare il suo sito. Il risultato? Una piattaforma fruibile ed elegante, dall’interfaccia moderna, che rispecchia l’identità del brand, consentendo all’utente di muoversi in totale libertà.

    Un progetto frutto di un attento studio e di un’accurata pianificazione tra diversi team e figure professionali con un obiettivo comune: ottimizzare la piattaforma, così da offrire una nuova interfaccia utente (UI) e una user experience (UX) a prova di clic.

    Dalla scheda prodotto all’area utente, senza dimenticare il sistema di filtraggio e la fase di checkout, ogni dettaglio è stato esaminato e perfezionato. “Tutti i layout del sito – ha raccontato Paolo Conti, art director di Tun2U – sono stati analizzati in maniera molto approfondita con il team di GioiaPura, tanto da richiedere più revisioni per arrivare al perfetto incontro tra esperienza utente e tutte le necessità tecniche. Si tratta di un sito tanto complesso nella sua realizzazione quanto vincente dal punto di vista della UI e della UX“.

    “Altri dettagli importanti su cui ci siamo soffermati – ha precisato – sono stati sia la ristrutturazione dell’home page che la riorganizzazione totale della scheda prodotto. Da adesso l’utente che si trova su GioiaPura non è costretto necessariamente a passare per la pagina di categoria, ma può scoprire altri prodotti di interesse quasi in ogni sezione, articoli suggeriti e consigliati in base al tipo di navigazione effettuato dal cliente”.

    “È un connubio perfetto tra le best practice adottate dalle piattaforme e-commerce più importanti a livello mondiale – prendendo come riferimento l’esperienza utente più classica e funzionale – e anni di data analysis. Per questo è un sito vincente, non è stato trascurato proprio nulla!”.

    Particolare attenzione, inoltre, è stata posta per la sezione della scontistica e la fase del checkout: la prima è stata migliorata, rendendola più chiara sin da subito, mentre la seconda è stata semplificata al massimo per agevolare l’utente nella conclusione dell’ordine.

    “Dall’integrazione di diversi metodi di pagamento e di spedizione – ha concluso l’art director – al customer care, grazie al quale da oggi si può effettuare il reso in maniera ancora più veloce, ogni sezione del sito è stata ottimizzata nel minimo dettaglio”.

  • Piena conferma della certificazione sulla Qualità, a sancire il lavoro svolto da oltre cinquant’anni

    L’ente TUV ha riconfermato la Certificazione UNI EN ISO 9001:2015 per Crei. Da oltre cinquant’anni l’azienda bolognese si distingue per la Qualità delle soluzioni su misura del cliente, grazie a una produzione ad alto contenuto tecnologico

    Una conferma attesa per chi ha fatto della Qualità il proprio biglietto da visita fin dal 1969, anno di nascita di Crei, azienda bolognese specializzata nella produzione di riscaldatori, sonde di temperatura e sistemi scaldanti ad alto contenuto tecnologico. Ribadendo il valore in termini produttivi e gestionali, ha infatti conseguito con pieno successo il rinnovo del certificato UNI EN ISO 9001:2015, il “Sistema Gestione e Qualità” che definisce i requisiti fondamentali per fornire con ripetibilità prodotti e servizi, per riempire di significato l’obbiettivo di accrescere la soddisfazione del cliente.

    Gli accurati controlli effettuati dai Lead Auditor, in tutte le fasi dell’organizzazione interna aziendale, riaffermano l’elevato livello teso al miglioramento continuo delle prestazioni e dei risultati a beneficio della soddisfazione del cliente, attestando di fatto la volontà crescente di creare costante innovazione di tutti i processi aziendali made in Crei, da sempre improntati verso soluzioni personalizzate che si declinano in un percorso di crescita qualitativa costante e altamente specializzata.

    La storia di Crei è una storia di evoluzione e di cambiamenti volti al miglioramento della struttura e della sua organizzazione, all’insegna di una qualità che trova ancora una volta pieno compimento e riconoscimento, nella rinnovata certificazione e nella soddisfazione della clientela nazionale ed estera in continua crescita.

    Crei, già certificata UNI EN ISO 9001:2008, nel 2016 si certifica UNI EN ISO 9001:2015 confermando la vocazione dell’azienda al miglioramento continuo e, come ha commentato il presidente Denis Felletti, “Senza mai sentirsi arrivati, ma pronti a perfezionarsi”.

    La storia dell’azienda che proprio nel 2019 ha soffiato 50 candeline testimonia come la ricerca della qualità abbia rappresentato un punto fermo nel suo mezzo secolo di vita. Nel cuore della Packaging Valley, infatti, Crei negli anni ha costruito la sua esperienza e sviluppato le proprie competenze a stretto contatto con importanti imprese produttrici di macchine automatiche per il confezionamento industriale e l’imballaggio di prodotti alimentari, farmaceutici, cosmetici e tabacco. Questo approccio le ha permesso di creare e condividere nuove soluzioni, fornendo prodotti e servizi di qualità che rispondessero alle necessità dei propri partner.

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  • Chi protegge i dati personali? Il caso dell’utente chiamato 155 volte.

    Molto spesso accade che le compagnie telefoniche chiedano agli utenti di acconsentire a fornire il proprio consenso per il trattamento dei dati personali. Solitamente l’acquisizione e la diffusione dei dati degli utenti viene tutelata secondo la normativa vigente. Infatti, le aziende hanno l’obbligo di offrire delle garanzie agli utenti circa la protezione dei loro dati personali.

    Tuttavia, le misure adottate dalle compagnie telefoniche non sempre sono sufficienti. Noto è ormai il caso di un non-cliente chiamato 155 volte da Tim in un mese.

    Su tellows.it, noto sito web che da anni combatte contro le chiamate indesiderate e le truffe telefoniche, ci sono state molte segnalazioni per terrorismo telefonico di numeri telefonici che gli utenti hanno identificato come Tim.

    Il Garante per la privacy è l’autorità di controllo competente per la gestione dei reclami ed eventuali violazioni dei dati personali secondo il regolamento europeo in materia (Gpdr). Pochi giorni fa, Tim è stata sanzionata per illeciti legati all’attività di telemarketing. L’azienda dovrà implementare il sistema di protezione dei dati personali degli utenti ed effettuare gli adeguati controlli sull’operato dei call center.

    Il Garante per la privacy e il reparto speciale della Guardia di Finanza per la tutela della Privacy e Frodi Tecnologiche (NSPFT) sono gli enti responsabili in caso di violazione dei dati personali. Quando un utente sospetta che i suoi dati personali siano stati diffusi e impiegati per scopi diversi rispetto a quelli cui si è dato il consenso può notificare l’illecito al Garante.

    Ci sono anche delle misure preventive che possono essere impiegate singolarmente dagli utenti. Per esempio, l’App tellows identifica il numero chiamante e segnala eventuali numeri sospetti secondo il punteggio attribuito dagli utenti della community.

    Maggiori informazioni a riguardo possono essere trovate all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2020/02/chi-protegge-i-vostri-dati-155-chiamate-da-parte-di-tim/

    Ulteriori Links:

    Website: https://www.tellows.it

    Blog: https://blog.tellows.it

    Magazine: https://www.tellows.it/c/about-tellows-it/tellows-magazine-italia/

    Android App: https://play.google.com/store/apps/details?id=app.tellows

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    Contatti:

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    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • APOSTATI E NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI – UNO STUDIO DI BRYAN R. WILSON

    Per molti anni Bryan R. Wilson (1926-2004) ha condotto studi su Scientology, sul Cristianesimo e su molte altre fedi. Wilson sceglie qui Scientology come esempio di una nuova religione, facendone un paragone con la tradizione cristiana. In Inghilterra Wilson è stato uno dei più conosciuti studiosi delle religioni e fornisce qui di seguito il suo provocante pensiero che stimolerà una discussione.

    Ogni religione che rivendica precise dottrine e pratiche considerate come proprie in modo esclusivo, di tanto in tanto è suscettibile di trovarsi di fronte a ex membri che ritirano la loro alleanza e smettono di aderire alle formalità della fede, per lo meno per quanto riguarda alcuni, forse tutti, i suoi insegnamenti, pratiche, organizzazione e disciplina. L’apostasia è stata un fenomeno comune nella storia delle varie denominazioni della tradizione Giudaico -Cristiana – Musulmana. Ogni nuovo scisma da un’organizzazione religiosa già consolidata sarà probabilmente visto, da coloro da cui gli scissionisti si sono separati, come un caso di apostasia. Ci sono stati casi drammatici su larga scala, come quello conosciuto come “il grande scisma” delle chiese orientali (gli Ortodossi) da quelle occidentali (i Cattolici) e nella nascita del Protestantesimo con la Riforma. (Si deve aggiungere, anche solo come nota, che le parti dissenzienti e che si allontanano hanno non meno spesso accusato di apostasia quelli che rimanevano nell’ente ufficiale nei confronti di qualche standard putativo di fede e pratica).

    Dato il numero di enti religiosi nel regno Cristiano che ha avuto origine da uno scisma, deve essere chiaro che l’apostasia è stata un avvenimento molto diffuso e comune.
    Ciononostante, non tutti gli episodi di apostasia sono sfociati nella formulazione di una parte o setta religiosa deviante e separata. Non si deve considerare una apostasia di tipo minore quella per cui il credente di un tempo rinuncia ai suoi voti e alla sua precedente fedeltà religiosa. Alla fine del diciannovesimo e inizio del ventesimo secolo, in un momento di crisi nel credo Cristiano, ci furono alcuni casi clamorosi di apostasia della Chiesa Cattolica Romana. Fu spiegato che erano avvenuti in quella chiesa a causa del rigore dei suoi requisiti di credo e pratica; a causa della sua resistenza al modernismo e in particolare per aver incoraggiato i più devoti tra i suoi seguaci ad abbracciare gli ordini monastici o le congregazioni.

    Alcune delle sordide storie sulla vita monastica raccontate da suore e monaci apostati, come il clamoroso caso di Maria Monk che fu largamente pubblicizzato, si rivelarono in gran parte inventate, ma furono ampiamente usate come propaganda dai media anti-cattolici del momento. Nell’era attuale di pluralismo religioso, in cui lo spirito ecumenico prevale tra la maggior parte delle confessioni cristiane, e in cui il cosiddetto “cambio” di alleanza da uno di questi movimenti all’altro non è insolito, l’accusa di apostasia si sente molto meno, ma dal 1960, con la nascita nella società occidentale di nuovo movimenti di minoranza che hanno insegnamenti religiosi distintivi e che richiedono un grande senso di impegno specifico, un membro che si allontana viene spesso visto come un apostata, e ancora di più, naturalmente, se quel membro poi procede nel ridicolizzare o criticare aspramente le sue precedenti credenze o nel calunniare coloro che erano una volta i suoi compagni più vicini.

    Negli ultimi decenni, a causa dell’emergere di così tanti enti religiosi che richiedono una forte prova di lealtà ai loro membri, i casi di apostasia sono diventati una questione di considerevole attenzione da parte dei mass media. La storia dell’apostata, in cui è presentato come vittima, viene vista come una buona storia giornalistica, specialmente se questo si offre di “rivelare” aspetti, talvolta segreti, del movimento di cui ha fatto parte. Di conseguenza, gli apostati ricevono forse un’inaspettata quantità di attenzione da parte dei mass media, specialmente quando riescono a presentare la loro precedente fedeltà in termini di vulnerabilità e manipolazione, inganno o coercizione esercitati dai leader e membri del movimento al quale si erano uniti. Poiché questi racconti sono spesso l’unica informazione disponibile al pubblico generico riguardo alle minoranze religiose, e certamente l’informazione più largamente divulgata, l’apostata diventa una figura centrale nella formazione (o formazione negativa) dell’opinione pubblica per quanto riguarda questi movimenti.

    Studiosi interessati alle minoranze religiose, ed in particolare i sociologi, nel cui campo questo soggetto ricade in modo particolare, di solito perseguono le loro inchieste accademiche attraverso una varietà di metodi ben riconosciuti. Raccolgono informazioni non solo da ricerche di archivio e dallo studio di materiali scritti o documenti, ma anche attraverso un’osservazione attiva, interviste, questionari d’inchiesta e direttamente al punto qui trattato, dall’informatore. Gli apostati sono spesso informatori molto volonterosi, ma i sociologi in generale sono molto cauti per quanto riguarda la potenziale fonte di prova. Come ho scritto altrove, discutendo delle tecniche di inchiesta da parte dei sociologi:

    “Gli informatori che sono dei semplici contatti e che non hanno motivazioni personali per quello che dicono, devono essere preferiti a coloro che, per dei loro scopi, cercano di usare il ricercatore. La persona ostile e l’apostata sono in particolare informatori la cui prova va usata con circospezione. L’apostata in generale ha bisogno di auto-giustificazione. Cerca di ricostruire il suo passato, di scusare le sue precedenti affiliazioni e di incolpare quelli che prima erano i suoi compagni più stretti. Non è insolito che l’apostata impari a ripetere una ‘storia di atrocità’ per spiegare come, tramite manipolazione, truffa, coercizione o inganno egli sia stato indotto a unirsi o rimanere all’interno di un’organizzazione a cui egli ora ha rinunciato e che condanna. Gli apostati sensazionalizzati dalla stampa, qualche volta hanno cercato di trarre profitto dalle storie delle loro esperienze vendute ai giornali o prodotte come libri (a volte scritti da “negri”). [Bryan Wilson, The Social Dimensions of Sectarianism, Oxford: Clarendon Press, 1990, p.19.]
    I sociologi e altri studiosi di minoranze religiose sono giunti a riconoscere una particolare costellazione di motivazioni che inducono gli apostati ad assumere delle posizioni in relazione al loro coinvolgimento religioso precedente e al successivo abbandono. L’apostata ha bisogno di affermare la sua credibilità sia riguardo della sua precedente conversione che al suo successivo abbandono. Giustificare se stesso riguardo al suo voltafaccia richiede una spiegazione plausibile sia della sua (spesso improvvisa) aderenza alla fede di un tempo e del suo spesso non improvviso abbandono e condanna di essa. Gli studiosi hanno cominciato a riconoscere la “storia di atrocità” come un genere distintivo dell’apostata, e sono anche giunti a vederlo come una categoria riconoscibile di fenomeni. [A.D. Shupe, Jr., and D. G. Bromley, “Apostates and Atrocity Stories”, in B. Wilson (ed.), The Social Impact of New Religious Movements, New York, Rose of Sharon Press, 1981, pp. 179-215.]Di solito l’apostata si descrive come qualcuno che è stato introdotto alla sua precedente fede in un momento in cui era particolarmente vulnerabile, depresso, isolato, senza supporto sociale ed economico, alienato dalla propria famiglia o da qualche circostanza simile. Ora dipinge i suoi ex compagni come persone che lo hanno convinto usando false affermazioni, inganni, promesse d’amore, supporto, prospettive migliori, aumentato benessere e simili. E l’apostata procede nella sua storia dicendo ora che in realtà essi erano falsi amici, che cercavano solo di sfruttare la sua buona volontà e di ottenere da lui ore di lavoro estenuanti senza alcuna ricompensa, o tutto il denaro o possedimenti egli avesse. Perciò l’apostata si presenta come “una persona che si è salvata”, come qualcuno non responsabile delle sue azioni nel momento in cui è stato introdotto alla sua precedente religione, e come qualcuno che è “tornato in sé” quando se ne è andato. Essenzialmente il suo messaggio è che “data la situazione, poteva accadere a chiunque”. Loro sono completamente responsabili e loro agiscono con premeditazione contro vittime fiduciose ed innocenti. Attraverso una tale rappresentazione del caso, l’apostata trasferisce la responsabilità per le sue azioni precedenti e cerca di reintegrarsi nella più ampia società che egli ora cerca di influenzare contro il gruppo religioso che ha recentemente abbandonato.

    I nuovi movimenti – i cui insegnamenti, pratiche e credo sono relativamente poco conosciuti – e la cui organizzazione è caratterizzata da termini nuovi o riadattati, sono i più suscettibili di sospetto da parte del pubblico; se hanno insegnamenti segreti o non rivelati o se appaiono eccessivamente diligenti nel cercare di fare opera di conversione o se hanno un interesse particolare verso una parte della comunità (ad esempio i giovani, gli studenti, le minoranze etniche, gli immigrati ecc.) o se le promesse di benefici ai credenti eccedono le aspettative giornaliere del pubblico di massa, allora essi possono diventare facilmente oggetto di pubblico disprezzo o perfino di ostilità. Le “storie di atrocità” raccontate dagli apostati, in particolare quando amplificate dalla smania di sensazionalismo della stampa, alimentano queste tendenze e aumentano il valore di notizie relative a ulteriori “storie di atrocità”. I giornali sanno come riassumere storie sensazionali precedenti quando trovano storie di una vena simile riguardo a movimenti particolari – una pratica conosciuta ai sociologi come l’uso del “sommario negativo degli eventi” . [“Questo si riferisce alla descrizione giornalistica di una situazione o di un evento in modo da catturare ed esprimere la sua essenza negativa come parte di una storia discontinua e lenta. Un fatto apparentemente a sé stante viene quindi usato come occasione per fissare nella mente del pubblico un più vasto fenomeno controverso.” — James A. Beckford, Cult Controversies: The Societal Response to New Religious Movements, London, Tavistock, 1985, p. 235.] Con questi mezzi, l’aggiunta drammatica della storia di un apostata viene rafforzata nel suo significato a detrimento di un’inchiesta neutra e obiettiva sui fenomeni religiosi del genere di quelle intraprese da esperti sociologi. Gli enti religiosi contemporanei, operando in un contesto di rapido cambiamento sociale e di cambiamento di percezione delle credenze religiose e spirituali sono spesso particolarmente suscettibili di discredito e travisamento, che deriva dalla circolazione e ripetizione delle storie degli apostati.

    Né il ricercatore sociologico obiettivo, né il tribunale possono prontamente considerare l’apostata come fonte di prova credibile o affidabile. Egli deve sempre essere visto come qualcuno la cui storia personale lo predispone al pregiudizio, sia per quanto riguarda il suo precedente coinvolgimento, che le sue connessioni: ci deve essere il sospetto che la motivazione personale in base alla quale agisce altro non è che un tentativo di discolparsi e riguadagnare l’autostima, dando di sé l’immagine di qualcuno che è stato prima una vittima e poi è diventato un crociato redento. Come molti esempi hanno dimostrato, è probabile che egli sia suggestionabile e pronto ad ampliare o ricamare le sue lamentele per soddisfare quella specie di giornalisti più interessati a scrivere una storia sensazionale che a un’affermazione obiettiva della verità.

    Il lavoro di Bryan Wilson, PhD Membro Emerito del Senato Accademico Università di Oxford Inghilterra, può essere scaricato seguendo questo link: APOSTATI E NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI

  • BRACCHI GROUP, VOLA IL FATTURATO: SUPERATI I 500 DIPENDENTI CON LA LOGISTICA “IN HOUSE”

    Il gruppo di Bergamo si consolida leader europeo, personale più che raddoppiato in due anni. La svolta grazie anche alle recenti acquisizioni in Veneto. “Le aziende chiedono sempre più servizi di logistica in outsourcing e in house, abbiamo anticipato i trend del mercato”

     

    Bracchi Group inizia il 2020 in crescita verticale. Il colosso della logistica di Bergamo in questi giorni ha registrato un fatturato record, che ha scavalcato l’asticella dei 137 milioni. Un risultato di cui Lorenzo Annoni, Amministratore Delegato del Gruppo, è particolarmente soddisfatto. Per dare un indice nella crescita, nel 2017, prima dell’acquisizione di Bas Group nel Vicentino, i dipendenti erano 220 e il fatturato si era assestato sui 90 milioni. Ma i record sono merito soprattutto dell’infaticabile lavoro di un team di oltre 500 dipendenti, che nel corso di 365 giorni ha permesso la gestione di 850.000 spedizioni, anche grazie al supporto di 690 partner in tutto il mondo, mettendo in connessione 24 ore su 24 ben undici poli logistici per un totale di 290.000 metri quadri di magazzini distribuiti tra Italia, Germania, Slovacchia e Polonia.

    Questi numeri collocano Bracchi Group ai vertici italiani ed europei del settore. Una crescita che è arrivata grazie alla lungimiranza del management nell’individuare le evoluzioni nel settore della logistica, dove l’integrazione tra aziende diverse è diventata fondamentale mentre si registra una accelerazione nelle consegne sempre maggiore. Per questo, negli ultimi anni Bracchi Group ha integrato nel proprio parco servizi la gestione logistica in house. La sfida è quella di fornire, oltre alle tradizionali forniture di logistica in outsourcing (il cliente affida a Bracchi il proprio magazzino e le relative spedizioni), una gamma completa di servizi “chiavi in mano” direttamente presso lo stabilimento di produzione del cliente, che si affida ai professionisti del settore e si garantisce un servizio di qualità senza dover sopportare costi fissi o dover far fare ai propri dipendenti qualcosa che non sia legato al core business aziendale.

    “Garantiamo una gestione diretta, efficiente e su misura di tutte le esigenze di supply chain management”, spiega Matteo Vaccari, Business Developer di Bracchi Group. “Grazie al know how tecnico qualificato siamo in grado di allestire con nostro personale l’intero ciclo logistico di una azienda, direttamente nella sua sede: dalla ricezione all’imballaggio, dall’etichettatura all’inventario, dalla gestione spedizioni all’approvvigionamento e smaltimento. Tra i casi studio di logistica in-house più interessanti spiccano le stoviglie monouso di DOpla e i capi fashion di Aeronautica Militare nel Vicentino”.

    Le due anime del trasporto e della logistica vanno così ad ampliarsi con nuovi servizi su misura che si sommano alle specializzazioni storiche del gruppo, che spaziano dal trasporto su gomma al groupage, dai trasporti espressi e dedicati al parcel, fino al trasporto marittimo e aereo. Oltre all’originale vocazione per il trasporto tecnico ed eccezionale per i settori ascensoristico, elettro-meccanico, automotive e dei macchinari agricoli, il Gruppo Bracchi si è specializzato in soluzioni ad hoc di engineering project e logistica standard e integrata per diversi business.

    “I settori privilegiati sono cosmetica, health care, fashion, food and beverage ma anche e-commerce e grande distribuzione”, conclude Matteo Perazzoli, Logistics Manager del Gruppo. “Per molti clienti gestiamo l’intera supply chain, offrendo servizi di logistica inbound e outbound seguendoli in ogni fase, dallo stoccaggio al picking, dalla gestione e ripristino scorte al confezionamento, dal controllo qualità al servizio di stireria per le più importanti realtà del settore fashion fino all’assistenza per l’espletamento delle procedure doganali”.

     

     

     

    LA STORIA DI BRACCHI GROUP Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Dopo esser stata acquisita nel 1968 da Tranquillo Annoni, l’azienda ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi nei Paesi dell’Est Europa. Alla fine degli anni Ottanta Bracchi inizia ad investire nella sua flotta mezzi per imporsi nel settore dei macchinari agricoli. Negli anni Novanta sono stati avviati i primi progetti di logistica integrata e di outsourcing per clienti strategici. Nel 1994 Bracchi stabilisce i suoi headquarters a Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo). In seguito, l’azienda investirà nella costruzione di nuovi magazzini in tutta Europa per espandere il proprio network e nel trasporto internazionale, introducendo servizi di trasporto marittimo e aereo. Nel 1997 viene fondata a Lublin, in Polonia, la prima filiale estera di Bracchi, B.P. Transports, destinata a seguire il traffico da e per l’Est Europa. Nel 2009 la struttura logistica della sede di Fara Gera d’Adda viene potenziata con un nuovo magazzino di 20.000 metri quadri e un nuovo allestimento dedicati ad un cliente che ha scelto Bracchi come partner logistico da oltre 30 anni. Nel 2010 e nel 2012 vengono inaugurati i due poli logistici di Levice e Dunajska Streda in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa. Nel 2015 nasce ad Ettenheim Bracchi Deutschland, la filiale tedesca di Bracchi: un polo logistico di 44.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Nel 2017 parte il progetto per un nuovo polo logistico hi-tech nel parco industriale di Kostolné Kračany, ancora in Slovacchia. Grazie ad una superficie di 65.000 metri quadri, offre servizi di logistica standard e integrata a diversi clienti. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa (nel Vicentino) formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce. Logistic Net, Il Corriere, Bas Sped e Bas Express condividono con Bracchi un approccio orientato al cliente e una forte attitudine all’innovazione. Grazie a questa acquisizione il Gruppo Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e a nuove aree geografiche.

  • Unibg: approvato il piano strategico d’Ateneo 2020 – 2022

    Persona, società, tecnologia. Questi i tratti che definiranno le scelte dell’Università degli studi di Bergamo nel prossimo triennio secondo il Piano Strategico d’Ateneo 2020-2022 approvato questa sera in via definitiva dal Consiglio di Amministrazione dell’Università, in seguito al parere positivo del Senato Accademico.

    «La persona è al centro dell’operato dell’Ateneo e ogni azione deve essere volta alla valorizzazione e alla tutela della specificità di ciascun individuo, nonché a favorirne l’operato all’interno della società – dichiara il rettore Remo Morzenti Pellegrini -. In questo processo di scambio Ateneo-società, la tecnologia è pervasiva: la sua conoscenza e applicazione è parte fondamentale dello sviluppo delle capacità e dello spirito critico di ogni persona, nonché nella comprensione di alcune dinamiche di cambiamento dell’ambiente in cui gli individui operano».

    Il piano triennale 2020-2022 si apre in uno scenario nuovo, difficile da prevedere nella pianificazione dello scorso triennio. Il piano strategico 2017- 2019 era infatti orientato alla crescita e allo sviluppo dell’Ateneo che vedeva in uno dei suoi obiettivi più concreti il raggiungimento entro il 2020 della soglia di 20.000 studenti. Tale risultato è stato raggiunto con 2 anni di anticipo arrivando già nel corso del 2018 a superare la soglia dei 20.000. Tale numero è solo la sintesi di un risultato più ampio e eterogeneo, frutto dello sforzo di tutto l’Ateneo verso l’eccellenza nella didattica, nella ricerca, nella relazione con il territorio e con i partner stranieri. Questo risultato apre uno scenario nuovo per l’Università che vede ora la necessità di rifocalizzare la propria strategia considerando quanto fatto un punto di passaggio e non di arrivo.

    OBIETTIVI STRATEGICI

    La strategia di Ateneo per il triennio 2020-2022 dunque si sviluppa su quattro dimensioni: qualità, innovazione, internazionalizzazione e relazione.

    «Qualità dei propri processi come strumento per rispondere alle esigenze del contesto in cui operiamo; innovazione come elemento permanente della gestione e dimensione critica di ogni attività; internazionalizzazione quale elemento imprescindibile per lo sviluppo delle competenze e la valorizzazione della propria individualità; infine la relazione, interna ed esterna» continua il rettore.

    All’interno di queste quattro dimensioni sono stati definiti 16 obiettivi strategici relativi alle missioni fondamentali dell’Ateneo (Didattica, Ricerca e Terza Missione) e 27 azioni relative allo sviluppo delle strutture a supporto.

    INFRASTRUTTURE

    Nonostante il notevole incremento degli spazi a disposizione, la crescita – anche in previsione – della popolazione universitaria (studenti, docenti, personale ATA) rende necessario un ulteriore rafforzamento e una costante manutenzione delle infrastrutture da destinare a servizi e spazi universitari.

    In particolare, in programma l’imminente inizio dei lavori di recupero del Chiostro piccolo di S. Agostino e completamento del polo umanistico, il completamento dei lavori sull’edificio “ex-Centrale Enel” a Dalmine e una riorganizzazione dei 1500mq di spazi acquistati dall’Ateneo a seguito dell’accordo con la Provincia in via f.lli Calvi.

    Le esigenze a cui l’Università dovrà dedicare attenzione sono relative non solo a spazi per didattica – nuove aule, laboratori, sale studio – servizi amministrativi e istituzionali, ma soprattutto all’offerta di residenzialità per gli studenti. Nello specifico, il cda ha dato il via libera, per quanto riguarda l’universita’, al progetto di riqualificazione della ex Caserma Montelungo-Colleoni, nel corso delle prossime settimane sarà adottata saranno avviati e attuati gli interventi necessari per rivedere integralmente il progetto iniziale.

    Nel corso del 2019, infine, l’Ateneo ha raccolto la disponibilità di ulteriori soluzioni tramite un bando per la manifestazione di interesse per favorire la crescita degli spazi rivolti ai servizi agli studenti. A riguardo il cda, su proposta del Rettore, ha dato il via libera alla valutazione della possibile acquisizione dell’immobile attualmente sede dall’accademia della Guardia di finanza.

    UNA CRESCITA DI QUALITÀ: DAL 2020 CORSI AD ACCESSO SOSTENIBILE E PROGRAMMATO

    Per far fronte alla crescita del numero di studenti garantendo una maggiore attenzione al singolo studente, un miglioramento della qualità della didattica e la sostenibilità delle attività accademiche, a partire dall’anno accademico 2020 – 2021, l’Università degli Studi di Bergamo introdurrà il numero programmato e sostenibile per tutti i corsi di laurea triennale e a ciclo unico.

    Con il nuovo anno accademico l’offerta formativa dell’Ateneo si amplia con l’introduzione dei corsi di laurea in “Scienze motorie e sportive”, presso il dipartimento di scienze umane e “Management Engineering”, presso il dipartimento d’ingegneria, portando a 43 il numero di corsi erogati nei 7 dipartimenti dell’Università.

    Per accedere ai corsi di laurea a numero programmato saranno dedicate due sessioni di selezione, una primaverile e una estiva attraverso lo svolgimento del Test On Line CISIA (TOLC) che, oltre ad accertare il possesso di un’adeguata preparazione iniziale, dà accesso a una graduatoria di ammissione: l’immatricolazione è infatti condizionata dalla posizione occupata nella graduatoria. Il test può essere svolto, previa iscrizione, presso tutte le sedi universitarie italiane che fanno parte del consorzio secondo le date pubblicate sul sito del CISIA, indicando l’Università per cui si fa richiesta d’ammissione.

    Nella sessione primaverile verranno messi a bando il 50% dei posti complessivamente disponibili, mentre nella sessione estiva il restante 50% più eventuali posti non assegnati nella sessione primaverile. La sessione primaverile prevede il sostenimento del test entro il 24 aprile 2020, mentre quella estiva entro il 31 agosto 2020. Entro l’8 maggio verrà pubblicata la graduatoria, in caso di ammissione sarà necessario effettuare l’accettazione entro il 20 maggio. Il bando estivo sarà invece pubblicato nella seconda metà di giugno.

    Il TOLC può essere ripetuto una volta al mese, durante tutto il periodo di erogazione, permettendo allo studente di recuperare le proprie carenze formative in ingresso.

    Sul sito dell’Ateneo www.unibg.it e nelle sezioni dedicate ai singoli corsi di laurea, sono disponibili le informazioni dettagliate, il bando di ammissione, le scadenze e le modalità di partecipazione al TOLC, oltre al materiale di preparazione per il test di ammissione.

     

    MANUALE PER LO STUDENTE: QUATTRO PASSI PER ISCRIVERSI

    1-Leggi con attenzione il bando e se hai dei dubbi rivolgiti agli uffici competenti (Segreteria Studenti e Orientamento)

    2-Entro il 24 aprile 2020 sostieni il TOLC (devi iscriverti al test sul portale del CISIA e pagare il contributo di pre-iscrizione) e fai l’iscrizione alla selezione (pre-iscrizione) sul sito dell’Università degli studi di Bergamo

    3-Entro l’8 maggio 2020 verrà pubblicata la graduatoria: se risulti ammesso accetta il posto compilando la pre-immatricolazione entro il 20 maggio 2020. Se non sei ammesso verifica gli scorrimenti della graduatoria.

    4-Compila la domanda di immatricolazione online e paga la quota di 156 euro (tassa regionale per il diritto allo studio + imposta di bollo) dall’1 al 31 luglio 2020

  • Il Premio, Casa Sanremo 2020, il Festival che raccontano l’Italia dell’Eccellenza

    Torna per il terzo anno consecutivo il Premio Eccellenza Italiana sul palco di Casa Sanremo

    Appuntamento rispettato, lo scorso 4 febbraio, a Casa Sanremo.

    Il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC il prossimo 17 ottobre festeggia la settima edizione.

    Il Premio racconta l’Italia del Merito e del Talento. Il trionfo delle storie dove competenza e professionalità vincono su ogni male. Storie ordinarie, capaci di diventare straordinarie, per la carica umana e valoriale che trasmettono. Storie. Quelle che ispirano canzoni e film. E siccome il Premio racconta, Casa Sanremo racconta, la canzone e un film raccontano… ecco le ragioni e l’impegno che ogni anno ci portano a Sanremo a raccontare aziende e professionisti. Sfide e impegni che il Paese può sostenere e vincere. Negli ultimi 3 anni come Premio Eccellenza Italiana veniamo così ospitati e stimolati a partecipare sia al Festival della Canzone Italiana. Sia al Festival del Cinema di Venezia. Merito di due Amici visionari. Il patron di Casa Sanremo Vincenzo Russolillo e di Massimo Lucidi, il giornalista ideatore del Premio Eccellenza Italiana a Washington DC.
    Venezia e Sanremo due straordinarie vetrine che generano Netreputation e Networking di Valore. “E se non lo capite ancora vi manca la bussola del futuro che segna, per un imprenditore globale che vuole capire cosa fare, la rotta ad incontro internazionale, a un festival dove con la scusa di una canzone o di un film si celebra l’eccellenza italiana” dichiara Massimo Lucidi. D’altronde già la sola macchina organizzativa sanremese sarebbe meritoria di un Premio per efficienza e risultato. Muovere migliaia di maestranze e professionalità diverse, vip, star e staff internazionali è davvero molto complicato. Ma anche molto meritorio.
    Il genio di Leonardo di cui abbiamo appena concluso le celebrazioni dei 500 anni dalla morte ha fatto eredi in tanti campi e dovremmo porci sempre l’obiettivo di non ridurre l’eredità italiana, con un espressione molto cara italian heritage, alla sola tavola e ai format commerciali della ristorazione. L’Italia è meccanica di precisione, agricoltura e industria alimentare controllatissima, moda, creatività, professionalità scientifiche e accademiche di riferimento mondiale, persone e marchi che raccontiamo nei nostri salotti in Italia e premiamo nei nostri eventi all’estero, specie in America.

    Nella calorosa cornice di Casa Sanremo abbiamo avuto l’onore di costruire il dibattito sui temi del Made in Italy, dell’eccellenza alimentare, della certificazione, della sostenibilità con:

    • Alessandro Lazzarin, Ceo di Latteria Montello, con una battuta si potrebbe dire: il nipote di Nonno Nanni;
    • Davide Spitale, export innovation manager, fondatore della testata giornalistica The Map, fortemente voluta da Unesco;
    • Francesco Morra, Sindaco di Pellezzano;
    • Emanuele Bertucci, Editore di Mediterraneo e dintorni;
    • Giovanni Sabetti, innovation manager, partner tecnologico e scientifico per la sicurezza interna e informatica per Governi in tutto il mondo con Fondazione Nahima;
    • Antonella Testa, figlia del celeberrimo pubblicitario Armando Testa, con la quale abbiamo lanciato una manifestazione che riprendendo il successo e i fasti del Carosello punta a diffondere la Cultura del Corto cinematografico, nelle isole minori del Mediterraneo.