Blog

  • AL VIA LA QUARTA EDIZIONE DEL SALONE DEL 3D

    3DZ ospita l’evento di riferimento nazionale della stampa 3D nel nuovissimo showroom 4.0 di Castelfranco Veneto (TV). Presenti i più importanti brand mondiali del settore stampa 3D. Gianfranco Caufin: “Vogliamo far conoscere alle imprese i vantaggi di questa tecnologia”.

     

    Castelfranco Veneto capitale italiana della stampa 3D. Giovedì 29 settembre la città murata ospita la quarta edizione del “Salone del 3D”. L’evento annuale dedicato alle ultime novità del mondo stampa 3D. Si svolgerà nel nuovo Showroom 3DZ situato a Castelfranco Veneto (TV) in via dei Pini, 32. 

    Si tratta di un appuntamento di riferimento ormai nel panorama italiano ed internazionale della stampa 3D. L’opportunità per gli operatori del settore e per le imprese interessate di vedere esempi concreti di prototipazione, attrezzaggio rapido, produzione di parti finali e scansioni. Saranno presenti i prodotti dei più grandi brand mondiali di scanner e stampanti 3D tra cui 3D Systems, Markforged, Formlabs, Nexa 3D & Artec 3D. Grandissima novità di questa edizione la presenza della FUSE 1+ 30W di Formlabs, uno degli strumenti più innovativi e veloci attualmente disponibili sul mercato. 

    Durante la giornata sono previsti una decina di speech di esperti dedicati a tematiche di settore. Ad esempio su incentivi fiscali e industria 4.0 in riferimento al mondo della stampa 3D, oltre a diverse testimonianze di aziende del territorio che racconteranno come hanno introdotto la stampa 3D e i vantaggi connessi a questa nuova modalità realizzativa. Durante il pomeriggio sarà aperto al pubblico il nuovo showroom, centro di eccellenza sulla stampa 3D. L’evento è gratuito, ma riservato ad aziende. E’ obbligatoria la prenotazione sul sito 3DZ.it

    3DZ spa è un’azienda italiana tra i principali distributori europei di stampanti 3D con sede centrale a Castelfranco Veneto (TV) ed altre sedi italiane ad Alessandria, Brescia, Arezzo, Roma. Il 2021 ha visto la riorganizzazione dell’assetto aziendale, con la fusione di tutte le succursali italiane in un’unica spa. Nell’headquarter di Castelfranco Veneto è stato inoltre realizzato un nuovo laboratorio digitale e lo showroom 4.0, dove è possibile toccare con mano le migliori tecnologie di stampa e scansione 3D con oltre 25 stampanti presenti.

    “Con questa iniziativa vogliamo dare la possibilità alle aziende di scoprire da vicino i vantaggi della stampa 3D – spiega Gianfranco Caufin, Area Manager di 3DZ – e di ascoltare le testimonianze di chi ha già adottato la manifattura additiva per innovare la propria realtà produttiva”. 

    L’evento è inoltre tappa dell’ADDITIVE TOUR 2022 di 3DZ. Un roadshow a tappe in giro per l’Italia finalizzato ad avvicinare le aziende ai macchinari più evoluti e alla miglior tecnologia 3D. Altre tappe saranno Roma 26 ottobre, Firenze 10 novembre, Brescia 24 novembre, località vicine alle sedi locali di 3DZ. Vi saranno inoltre altri eventi mirati dedicati ai clienti 3DZ con lo scopo di aiutarli a sfruttare meglio tutto il potenziale della stampante 3D in loro possesso o del loro scanner 3D, per un totale tra metà settembre e novembre di 15 eventi.

    Per maggiori informazioni visitare il sito 3dz.it

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – 3DZ 

    3DZ spa ha sede centrale a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, ed altre sedi staccate ad Alessandria, Brescia, Arezzo, Roma. Fondata nel 2011, l’azienda è specializzata nella consulenza sull’adozione della stampa 3D nelle imprese e nella vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti e scanner 3D. Una realtà che ha raggiunto una dimensione globale con l’apertura di 13 filiali tra Italia, Europa e Middle East, capace di servire 2.700 clienti con oltre 2.000 stampanti 3D installate, oltre a scanner e software 3D. Si tratta di prodotti molto tecnici, per questo il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti, ha come fiore all’occhiello la professionalità dei suoi 33 tecnici specializzati nella gestione di stampanti 3D che operano nel territorio e nei più svariati settori: industriale, meccanico, aerospaziale, automotive, beni culturali, formazione, dentale, medicale e gioielleria. L’headquarter si sviluppa su due piani dove le ultime tecnologie in ambito di stampanti 3D sono ospitate su 2.500 metri quadri, una sorta di enorme laboratorio digitale e showroom, dove si possono vedere all’opera le ultime stampanti 3D prodotte nel mondo, da quelle di dimensioni desktop a quelle che hanno quasi le misure di un’automobile; e poi spazi espositivi di pezzi realizzati che rendono lo showroom una sorta di expo delle novità su tutti i miracoli della fabbricazione additiva. Le stampanti 3DZ sono certificate 4.0; 3DZ offre un percorso di digitalizzazione 4.0 aiutando le aziende ad introdurre la stampa 3D all’interno del proprio processo produttivo e di ricerca e sviluppo.

     

    SCHEDA TECNICA – FUSE 1+ 30W di Formlabs

    La stampante 3D a polvere con il miglior rapporto tra qualità, prezzo e velocità. Progettata per massimizzare il rendimento e ridurre al minimo gli sprechi, la nuova Fuse 1+ 30W è la stampante 3D a tecnologia SLS compatta e con potenza industriale. Con una velocità senza precedenti e una gamma completa di materiali per la prototipazione rapida e la produzione in-house. Oltre a un sistema efficace per il contenimento della polvere e all’impostazione semplificata, la Fuse 1+ 30W è dotata di un potente laser da 30 W che permette di realizzare prototipi e parti finali in una sola giornata di lavoro, e consente agli utenti di creare nuove applicazioni con materiali ad alte prestazioni come il Nylon 11 CF Powder, il primo materiale rinforzato in fibra di carbonio lanciato da Formlabs. Uno strumento in grado di produrre prototipi funzionali in giornata o centinaia di parti per uso finale a settimana. La nuova Fuse 1+ 30W permette di ottenere un workflow più uniforme, con una riduzione dei tempi di realizzazione e un aumento dell’efficienza.

     

  • Velox Servizi presenta al TTG le soluzioni per un’accoglienza in vero “Italian style”

    Una risposta concreta al sistema turistico italiano presentata a Rimini dal 12 al 14 ottobre con Karisma Group. Qualità, formazione e tecnologia per una realtà in forte crescita grazie ad un approccio evoluto al mercato presentato al Pad. C3 – Stand 181  

    L’estate 2022 è ormai archiviata, ma non le problematiche che l’hanno caratterizzata nel corso degli ultimi mesi e che evidenziano un forte stato di necessità da parte della filiera turistica italiana. Poco personale e spesso non adeguatamente preparato, formule superate e un approccio inadeguato a un turista sempre più esigente e consapevole sono tra i punti dolenti registrati da operatori e riportati su tutti i media nazionali.

    Una risposta arriva da Velox Servizi a Rimini, al Pad.C3 – Stand 181, dal 12 al 14 ottobre, con la 59a edizione di TTG Travel Experience, la manifestazione italiana di riferimento per la promozione del turismo mondiale in Italia e per la commercializzazione dell’offerta turistica italiana nel mondo. L’azienda veronese, fondata nel 1990 da Gianmaria Villa è la testimonianza concreta di come sia possibile garantire elevati standard qualitativi grazie a un aggiornamento continuo e l’adozione di tecnologie innovative per far fronte alle nuove necessità di uno scenario in continua evoluzione.

    Nel corso della manifestazione, l’azienda da tempo punto di riferimento a livello nazionale nell’ambito delle pulizie professionali e certificata secondo i maggiori e più stringenti sistemi di qualità, si presenta con Karisma Group, gruppo di aziende leader nel settore dei servizi per il turismo, in grado di coprire tutte le esigenze della filiera della ricettività alberghiera con un made in Italy ad alto valore aggiunto.

    Da anni proponiamo un approccio evolutospiega Gianmaria Villa, fondatore di Velox Serviziche abbiamo maturato in oltre trent’anni di esperienza sul campo. Ci rivolgiamo alle strutture come a vere e proprie imprese, instaurando un rapporto imprenditoriale basato su analisi delle specifiche problematiche e soluzioni concrete, efficaci e personalizzate”.

    Si spiega così la crescita che ha caratterizzato questi tre decenni di Velox Servizi e che vede una continua espansione non solo in termini di fatturato, ma anche di offerta, rispondendo alle necessità crescenti di una filiera troppo spesso carente a causa di molteplici fattori, dalla mancanza di personale agli scarsi investimenti sostenuti dalle imprese chiamate a operare nel mondo della ricettività.

    In fiera ci presentiamo con Karisma Group che dimostra concretamente la visione di Velox Servizi, ovvero una proposta completa e altamente specializzata che consente di coprire tutti i bisogni della clientelaillustra Oscar Chemello, Responsabile commerciale dell’aziendacon un modello di servizio tutto italiano. Il nostro Paese è apprezzato nel mondo proprio per quell’Italian Style che ci caratterizza e che troppo spesso trascuriamo. Quando visita l’Italia, il turista non vuole solo servizi, ma vivere un’esperienza completa, immerso in quel gusto e quel modo di essere tutto italiano”.

    La crisi economica, i rincari e gli effetti del Covid-19 si sono fatti sentire e molte realtà hanno accusato le crescenti difficoltà, non solo economiche, ma anche gestionali. La carenza di personale specializzato, la mancanza di competenze tecniche e una scarsa presenza sul territorio hanno costretto molti gestori di attività ricettive a ridurre l’accoglienza, in hotel come ristoranti, con ulteriori penalizzazioni economiche che appesantiscono una situazione già fortemente provata.

    Velox Servizi ha invece avuto un approccio differente, fortemente dinamico, basato su un’accurata selezione di figure altamente qualificate e costantemente formate, affiancate da tecnici e responsabili di area, in grado di verificare gli elevati standard qualitativi e una gestione diretta sui diversi interventi. Un sistema di lavoro evoluto che non mira al risparmio sul personale e sui prodotti, ma anzi un investimento sulla professionalità degli individui e il supporto di tecnologie moderne e all’avanguardia. A tal proposito Velox Servizi annuncia un importante piano di espansione su tutto il territorio italiano, con particolare focus al centro sud, con l’obiettivo l’implementazione di altre 50-70 strutture entro fine 2023 che andrebbero ad aggiungersi al proprio attuale portfolio alberghiero di 150 strutture sui segmenti di riferimento leisure e business.

    Occorre un cambio di mentalità e Velox Servizi ne è un esempio – chiosa Villa – perché solo gestendo tutta la filiera è possibile garantire una qualità reale, ampiamente riconosciuta dalla clientela, ma anche dal pubblico che ne è il beneficiario finale. In un’epoca in cui la comunicazione è onnipresente, avere ospiti soddisfatti e recensioni positive può fare la differenza per una struttura e ponendoci non come semplici fornitori ma come partner d’impresa, siamo partecipi di tali risultati di successo. Ecco perché ci piace affermare che non si tratta del semplice soddisfacimento di un bisogno, ma dell’offerta di una gamma completa di attività made in Velox Servizi”.

    https://www.veloxservizi.it/index.cfm/it/

  • Siderurgia, produzione colpita dalla guerra in Ucraina: le misure adottate da Riva Acciaio

    Come contrastare l’impatto della guerra in Ucraina sulla produzione? Le misure adottate da Riva Acciaio per far fronte alle problematiche attuali.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio, le misure per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina sulla produzione

    In un contesto in cui i temi sull’aumento dei costi delle materie prime e sull’impatto della guerra in Ucraina sono all’ordine del giorno, numerose realtà sono impegnate ad attuare tutte le possibili contromisure per far fronte alle attuali problematiche. Lo scorso marzo, il settimanale “Provincia Granda” ha raccolto il parere di alcune aziende del Cebano e della Val Tanaro, tra cui Riva Acciaio. L’operatore siderurgico è tra i principali produttori di acciai di qualità destinati a tutti i settori dell’industria meccanica. Tuttavia, gli elementi di lega (come nichel e cromo) sono presenti principalmente nelle miniere russe e ucraine. Alle problematiche di approvvigionamento causate dal conflitto tra i due Paesi, si sommano il caro energia e la situazione di stallo in cui da tempo si trova il mercato del rottame di acciaio destinato al riciclo per la produzione di nuovo acciaio. Per far fronte all’attuale situazione, il Gruppo è impegnato nella continua ricerca di risparmio sui consumi di energia elettrica e gas. Nel corso degli anni Riva Acciaio ha investito molte risorse al fine di contrastare i consumi energetici ed inoltre, soprattutto in questo periodo, concentra la produzione durante le fasce orarie in cui il costo dell’energia è minore.

    Riva Acciaio: innovazione e qualità

    Con una produzione che lo scorso anno ha raggiunto 6,6 milioni di tonnellate di acciaio, Riva Forni Elettrici si situa tra i principali produttori di acciaio in Europa. Riva Acciaio, controllata da Riva Forni Elettrici, è leader in Italia nella realizzazione di prodotti lunghi e di acciai di alta qualità. Riva Acciaio, è stata fondata nel 1954 e oggi conta 1.000 dipendenti e cinque stabilimenti sul territorio nazionale: la triade della Valle Camonica (Sellero, Malegno e Cerveno), Caronno Pertusella (in provincia di Varese) e Lesegno (in provincia di Cuneo). Quest’ultimo rappresenta il fiore all’occhiello dell’operatore siderurgico: laboratorio all’avanguardia e cuore tecnologico dell’intero Gruppo, lo stabilimento di Lesegno collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa ed è dotato di apparecchiature innovative, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Acquistato da Riva Acciaio nel 2003, il simulatore è uno strumento unico in Italia, in grado di riprodurre tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio e di ogni tipo di lega.

  • I consumi non alimentari tornano a correre nel post pandemia e si preparano alle nuove sfide, tra inflazione, e-commerce e phygital

    Vola l’elettronica, ripartono abbigliamento e mobili, crescono gli acquisti flessibili e digitali. E la customer journey continua a ridisegnarsi, integrando nuove tecnologie. L’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, a 20 anni dalla prima edizione, analizza l’andamento del mondo non alimentare e traccia le macro-tendenze per il futuro. Con un focus sulle intenzioni di spesa 2022 degli italiani.

     

    I prodotti non alimentari tornano a correre. E scommettono sul futuro. È questa la fotografia scattata dall’edizione 2022, appena pubblicata, dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, lo studio che ogni anno, da venti anni, offre uno sguardo d’insieme, ragionato e trasversale del mondo non alimentare, analizzandone i consumi, i canali di vendita, le tendenze, il consumatore tipo, tra innovazioni tecnologiche e trasformazioni del mercato.

    L’ultima edizione registra infatti una crescita annua di +12% del giro d’affari dei 13 comparti Non Food monitorati1, che arriva così a toccare quota 104,7 miliardi di euro. Rialzo che porta non solo a recuperare le perdite subite nel 2020, ma anche ad avere un valore corrente superiore agli anni precedenti: nel medio periodo (2017-2021) la tendenza, seppure in modo meno accentuato, è sempre positiva: +2,2%.

    «Con il quasi totale superamento dell’emergenza sanitaria, il 2021 ha visto alcuni fenomeni esplosi durante la pandemia ridimensionarsi, sebbene non in modo uniforme e non per tutte le famiglie di prodotti, e alcune pratiche, come lo smart working, entrare nella nuova normalità contribuendo a ridisegnare i confini dell’arena competitiva tra le diverse agglomerazioni commerciali» spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «Sarà fondamentale analizzare l’impatto della discontinuità del biennio 2020-2022 sulle abitudini dei consumatori, sempre più spesso alla ricerca di esperienze phygital e integrate, per poter definire al meglio le strategie di sviluppo dei prossimi anni, in un contesto che sarà molto diverso da quello precedente e che dovrà tenere conto anche delle tendenze inflazionistiche e dell’esplosione del digitale, a cui i vari contenitori commerciali dovranno reagire con scelte esperienziali sempre più efficaci».

    Il 2022 sta già portando nuove sfide agli operatori del Non Food, tra inflazione, rincari e nuove dinamiche legate sia al contesto internazionale, sia al nuovo atteggiamento di spesa dei consumatori italiani. Dal sondaggio sul sentiment dei consumatori condotto da Metrica Ricerche per l’Osservatorio Non Food è infatti emerso che una percentuale compresa tra il 50% e il 70% degli intervistati – a seconda del comparto merceologico – dichiara che nei prossimi mesi acquisterà meno prodotti non alimentari oppure tenderà a rinviarne gli acquisti, escludendo di farli nel 2022. Una decisione dettata dalla previsione di fronteggiare maggiori costi degli acquisti di prima necessità (come i prodotti alimentari) e di quelli obbligati (come carburanti e bollette energetiche).

    Il censimento dei punti di vendita della distribuzione moderna per categoria e mappati nelle diverse “agglomerazioni commerciali”, il monitoraggio dei trend e dell’evoluzione delle tipologie distributive in 13 comparti merceologici, arricchiti da un ampio approfondimento sull’e-commerce, una analisi sull’utilizzo dei social network da parte delle principali insegne della distribuzione non alimentare, una indagine del sentiment degli shopper per comprendere l’evoluzione dei comportamenti d’acquisto nei prossimi mesi: la ventesima edizione dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy si conferma un patrimonio informativo vasto e unico, perché integra e sistematizza le rilevazioni da diverse fonti effettuate da TradeLab con l’indagine sul punto di vista del consumatore svolta da Metrica Ricerche, offrendo così uno sguardo inedito sul mondo Non Food. E ad accompagnare questa edizione, GS1 Italy ha realizzato uno speciale, pensato per facilitare la correlazione e l’interpretazione dei risultati dell’Osservatorio Non Food 2022 attraverso un approccio diverso all’analisi dei dati disponibili, che ripercorre le 10 tendenze più rilevanti nel mondo non alimentare nel 2021 e quelle che hanno segnato gli ultimi venti anni, tracciando una panoramica del passato e delineando i macro-trend a medio-lungo termine per il futuro.

    Dopo la pesante flessione registrata lo scorso anno a causa della pandemia, i consumi delle famiglie (dato Istat a valori correnti) hanno ripreso la loro dinamica positiva, con una crescita complessiva di +7,1%. Nel 2021, secondo Istat, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è in marcata ripresa (+4,7%), anche se, considerando il peso dell’inflazione, la crescita in termini reali è un po’ meno ampia (Tavola 1).

    Nell’analisi del valore dei mercati stimati nell’Osservatorio Non Food 2022 di GS1 Italy, tutti i singoli comparti mostrano trend in crescita rispetto al 2020, molti anche a doppia cifra (Tavola 2). A partire da quello di abbigliamento e calzature, che chiude il 2021 con un incremento del giro d’affari pari a +18,7% (che però non basta a recuperare i livelli di vendite pre-Covid), seguito da mobili e arredamento (+17,0%) e dall’elettronica di consumo (+10,2%) che mantiene lo status di primo mercato a valore nel Non Food. Crescite significative anche per ottica, profumeria e articoli per lo sport, più contenute quelle dei prodotti di automedicazione e dei casalinghi, che però registrano fatturati superiori a quelli pre-Covid. E mentre giocattoli e cancelleria si avvicinano ai livelli del 2019, il bricolage incrementa le vendite, ma riduce leggermente la sua quota di mercato.

    Durante la pandemia gli italiani hanno imparato a utilizzare sempre più le nuove tecnologie digitali anche per fare shopping, tendenza che si è confermata ed evoluta nel 2021: rispetto al pre-Covid, il 30% dei consumatori dichiara di aver adottato nuovi comportamenti d’acquisto, in particolare ricorrendo agli acquisti via web. Le forme di distribuzione alternativa (a domicilio, per corrispondenza, distributori automatici, Internet) sono state interessate da una crescita importante (+13,8%) trainata dai siti dell’e-commerce: nel 2021 le vendite online sono aumentate soprattutto per i farmaci da banco, per i prodotti di profumeria e per l’edutainment (con il web diventato il primo canale coprendo oltre la metà del mercato). Ma è nell’elettronica di consumo che l’e-commerce ha registrato il maggior fatturato aggiuntivo, grazie all’espansione di +10,9% delle vendite. Circa un terzo dei consumatori, inoltre, dichiara di avere sfruttato modalità di acquisto e di delivery più flessibili, come ordini in remoto (pc o telefono) con ritiro in punto vendita oppure ordini in store con consegna a domicilio. E i canali digitali sono sempre più presenti in tutte le fasi del percorso di acquisto del consumatore, dalla scoperta del brand alla fase di “conversione”, diventando sempre più importanti anche come canali di marketing.

    Resta sempre importante, però, continuare a curare l’esperienza di acquisto in store. Nella dialettica tra negozi digitali e fisici, infatti, questi ultimi continuano a essere i preferiti dagli italiani nella maggior parte dei mercati del Non Food (con l’eccezione di libri, giocattoli e piccoli elettrodomestici) e lo sono in modo spiccato per quei prodotti dove il livello di complessità dell’acquisto richiede la consulenza o il supporto degli addetti alla vendita (come nel caso di bricolage, telefonia/informatica e grandi elettrodomestici). Da considerare, poi, che l’integrazione fisico-digitale ha assunto una crescente centralità nella customer journey e già in diversi comparti del Non Food i retailer fisici hanno saputo sfruttare le nuove tecnologie per valorizzare e differenziare l’esperienza proposta ai clienti, con risultati interessati, in particolare, nei comparti dell’abbigliamento e dei casalinghi.

    Ma nonostante i servizi offerti, anche nel 2021 si confermano le difficoltà della rete distributiva nazionale non alimentare manifestate da diversi anni: il commercio al dettaglio fisso specializzato nel Non Food chiude l’anno con poco più di 457,3 mila punti vendita (-1,2%). Nelle grandi superfici specializzate, dove elettrodomestici bruni, articoli per lo sport e abbigliamento e calzature fanno la parte del leone, tutti i comparti, ad eccezione di alcuni nell’elettronica di consumo, hanno recuperato spazi di mercato, e sarà sempre più importante per questo canale consolidare il legame con i propri clienti, anche attraverso strumenti legati alla tecnologia e al digitale. La rete delle grandi superfici alimentari cresce leggermente, ma risulta sempre poco rilevante nel mondo Non Food, con solo cancelleria, giocattoli e tessile a superare il 10% di quota di mercato in questo canale. A completare il quadro della distribuzione moderna, le grandi superfici non specializzate: nel 2021 la rete dei cash & carry è rimasta sostanzialmente invariata, mentre i grandi magazzini hanno continuato a crescere confermando la profumeria primo comparto per quota di mercato (34,3%).

    Lo scenario commerciale cambia anche geografia: nel 2021 perdono terreno il commercio urbano nelle aree centrali e i centri commerciali, anche se rappresentano ancora circa l’84% della rete distributiva non alimentare, a favore del commercio nelle periferie urbane e dei parchi commerciali extraurbani. Anche i 28 factory outlet esistenti in Italia hanno registrato un trend espansivo (+1,5% il numero dei punti vendita).

    L’Osservatorio Non Food ha individuato quattro elementi che rappresentano una guida per il futuro prossimo per ridisegnare nuovi modelli dello sviluppo per le imprese non alimentari:

    1. Omnicanalità: è un tema centrale per tutte le imprese davanti a una sempre più ampia comunità di consumatori che hanno imparato a utilizzare le nuove tecnologie digitali trasformando il mainstream del comportamento sia nelle modalità di raccolta delle informazioni sia nella finalizzazione degli acquisti.

    2. E-commerce: rappresenta ormai il benchmark con cui le insegne devono rapportarsi nella gestione della relazione fisica con il consumatore, ricercando un posizionamento differenziante o integrando il livello di servizio fisico-digitale.

    3. Distribuzione moderna a prevalenza alimentare: per le imprese despecializzate il tema strategico è il ridisegno del Non Food retail concept, tra qualità, discount e nuovi servizi.

    4. Polarità commerciali: da un lato il centro commerciale si trova a dover ricercare un nuovo modello di sviluppo, dall’altro la polarità del centro urbano può rappresentare per le GSS e le catene Non Food un’occasione di creazione di valore e di smarcamento dalla virtualità dell’e-commerce, caratterizzando la dimensione dell’acquisto come esperienza fisica in negozio.

     

    Per saperne di più, visiti il sito dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy e scarichi lo speciale “Non Food: le 10 tendenze”.

  • Dalla laurea all’esordio in ambito energetico: la carriera di Luciano Castiglione

    Energia, efficientamento e sostenibilità: dopo la laurea in Farmacia, Luciano Castiglione ha proseguito con importanti esperienze professionali in ambito energetico.

    Luciano Castiglione

    Settore energetico: l’impegno di Luciano Castiglione

    La carriera di Luciano Castiglione nel settore energetico prende avvio oltre 20 anni fa quando nel 2000 fa il suo ingresso in Edison S.p.A. Nel corso della sua esperienza professionale si occupa, in veste di Account Manager, dell’amministrazione di 24 Consorzi e 230 aziende della zona adriatica. La sua carriera prosegue successivamente presso la società Roma Gas&Power S.p.A. nel ruolo di Direttore Commerciale Marketing. Ulteriori esperienze significative presso realtà attive in ambito energetico, con conseguenti incarichi di responsabilità, consentono a Luciano Castiglione di coltivare l’interesse per questo settore. Ancora oggi, infatti, è impegnato in progetti e iniziative connesse all’efficientamento energetico. Nel suo blog, inoltre, approfondisce diversi argomenti di stretta attualità, legati al mondo dell’energia, dell’efficientamento e della sostenibilità. Dal 2021 collabora con la Direzione Commerciale Area Adriatico Sud di Unoenergy S.p.A.

    Luciano Castiglione, le tappe principali della carriera professionale

    Dopo aver conseguito nel 1987 il diploma al liceo classico R. Settimo, Luciano Castiglione (originario di Caltanissetta) si iscrive all’Università di Palermo laureandosi alla Facoltà di Farmacia con il massimo dei voti, è il 1991. Tre anni più tardi esordisce presso il Gruppo Angelini: inizialmente nominato Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A., ricopre successivamente incarichi di crescente responsabilità fino alla nomina come Responsabile Logistico-Commerciale per il centro Italia. Nel corso degli anni decide di ampliare le proprie conoscenze in altri ambiti: tra il 1997 e il 1998, Luciano Castiglione frequenta diversi corsi di specializzazione tra cui “Il marketing e l’analisi delle potenzialità”, “Facing e category management” e “La cultura del cliente”, tenuti a Milano da Pharma Group; “Management aziendale e GeoMarketing” a cura della IMS Health e “La gestione della forza di vendita” organizzato da SDA Bocconi.

  • Il Quanta Club e le novità per il 2022-2023

    Al Quanta Club stanno per partire tantissime novità: da nuovi corsi fino alle Open Weeks, le prossime settimane riserveranno fantastiche sorprese. Scopriamole insieme!

    Milano, settembre 2022 – Da metà settembre al Quanta Club, noto club sportivo milanese, ci saranno tante novità per tutti, adulti e bambini. 

    Prima di tutto, dal 12 settembre l’apertura verrà anticipata alle ore 7.00 di mattina il lunedì e il giovedì, per dare spazio a corsi di padel, fitness e yoga, e fornire la possibilità di dedicarsi al nuoto libero e a lezioni private di tennis: tutte attività pensate per i più mattinieri, per affrontare la giornata con la giusta carica.

    In aggiunta alla consueta offerta sportiva del Quanta Club, poi, verranno implementati, soprattutto alla sera, nuovi corsi e attività ad alta intensità inerenti al mondo del fitness e finalizzati all’impegno del corpo a 360°. Quest’anno sarà quindi possibile praticare, oltre ai corsi di sempre:

    • x-fit
    • calisthenics (attivo da ottobre);
    • zumba;
    • dance workout;
    • fitbox;
    • pilates e total body.

    Oltre a potersi cimentare in queste novità, al Quanta Club resta naturalmente possibile continuare a dedicarsi agli sport che da sempre lo rendono un importante punto di riferimento, come:

    • tennis: sono disponibili la SAT (Scuola Addestramento Tennis) per i bambini, l’agonistica giovanile, i corsi per adulti, l’Academy e le lezioni private. A ogni corso di tennis viene sempre affiancato un programma di prevenzione infortuni e di preparazione atletica;
    • padel: sono presenti sia i corsi, pensati per adulti e bambini, sia le lezioni private. Tra i corsi impossibile non citare Padel 90 minuti, Padel + Atletica, i corsi in carrozzina guidati dal maestro Emilio Siciliani e Morning Padel, la nuova aggiunta alle 7 di mattina;
    • beach volley: oltre all’Academy, teenager e adulti possono prendere parte ai corsi, pensati per adattarsi alle esigenze e alle capacità di ogni partecipante. I corsisti hanno anche la possibilità di partecipare ai tornei ufficiali della disciplina; 
    • nuoto: non solo nuoto libero, ma anche numerosi corsi, pronti ad accogliere principianti e appassionati di ogni età. Si può scegliere di partecipare alla scuola nuoto, per padroneggiare al meglio questa disciplina, o di dedicarsi al nuoto agonistico. 
    • pattinaggio: oltre ai corsi già avviati di pattinaggio su ruote, ai corsi di avviamento per bambini e adulti, e a quelli di hockey, nel nuovo anno sportivo sarà presente anche una nuova attività, il pattinaggio artistico inline.

    Il Quanta Club è quindi un club sportivo completo e adatto a qualsiasi tipo di esigenza e fascia di età: per scoprire tutti i dettagli della sua offerta, puoi visitare il loro sito web, quantaclub.com, dove è possibile scaricare il libretto dei corsi e accedere alle informazioni specifiche su ogni proposta. 

    A settembre, inoltre, sono in programma le Open Weeks: una settimana di prova gratuita, una per ogni sport, durante la quale è possibile provare tutte le attività, quante volte si vuole. Segui il Quanta Club sui social per non farti sfuggire questa opportunità! 

     

    Quanta Club S.r.l. S.S.D.
    Via Assietta 19, 20161 Milano
    Website: quantaclub.com
    Facebook: quantaclubmilano
    Instagram: quantaclub

  • MyTREDDI: Il Design Made in Italy diventa Eco-sostenibile al 100%

    L’home decor diventa ancora più sostenibile grazie a Krea Italy. Da un fortunato incontro di tecnologia, innovazione, sensibilità ambientale e design nasce MyTREDDI, la collezione di oggetti d’arredo ispirata alla natura.

    Al centro del progetto c’è l’attenzione agli animali come compagni di viaggio, in questo pianeta e nelle nostre case ed uffici. Le opere di Mytreddi, realizzate con la tecnica innovativa della stampa 3D e con la maniacalità tipica degli artigiani, sono un modo per sentire la magia della natura dentro le nostre case. Si tratta di una vera novità nel mondo dell’home decor contemporaneo, che nasce nel solco della tradizione italiana ed esalta gli elementi di design già presenti negli arredi di abitazioni e luoghi di lavoro.

    Il nostro ecosistema è il teatro nel quale avviene la magia di un rapporto tra uomini ed animali che MyTREDDI ha voluto portare all’interno degli spazi che abitiamo, lasciando esprimere alle opere realizzate qualcosa che va oltre la semplice bellezza e si fonde con le emozioni e con la poesia di un’armonia possibile in questa terra.

    I colori vivaci e le forme eleganti e moderne intercettano le più recenti tendenze di stile nell’arredamento d’interni senza mai cadere nel banale. Sviluppate grazie all’ausilio di nuove tecniche di produzione, che hanno ridotto i limiti finora posti alla creatività umana, queste piccole gemme nascoste del design italiano consentono di caratterizzare gli spazi con un guizzo di originalità. Le creazioni a marchio MYTREDDI possono rappresentare originali idee di soprammobili moderni e di design, capaci di dare un tocco di stile ad ogni ambiente.

    La Biomimesi

    La natura, con i suoi disegni, le sue geometrie perfette, i suoi colori, è da sempre la fonte di ispirazione primaria della creatività umana. Oggi più che mai è non solo auspicabile, ma necessario, che ciascuno ripensi il proprio rapporto con la natura nella consapevolezza che l’uomo è parte di un ecosistema. Grazie alla biomimesi, la scienza che riproduce i processi naturali mediante l’uso di tecnologie all’avanguardia, ora anche il progresso tecnologico può modellarsi su imitazione della natura, aspirando ad integrarsi con essa.

    L’Additive Manufacturing

    Questa visione di fusione con la natura ispira gli Animali 3D MyTREDDI, realizzati con bioplastiche biodegradabili che non inquinano, derivate da processi di economia circolare utilizza materiale riciclato dall’industria agro-alimentare. Questi eco-materiali vengono lavorati mediante un processo di manifattura additiva, che permette di realizzare il prodotto finale in meno passaggi, riducendo il consumo di energia e azzerando gli scarti. Grazie all’utilizzo di queste tecnologie, le opere di arredo MyTREDDI sono quindi interamente green e portano la natura in casa o in ufficio con forme geometriche e sfaccettate, creando versioni stilizzate di animali domestici, selvatici ed esotici.

    La Collezione

    King, il Re Leone, Golden, il cane dorato, Korn, lo scoiattolo dorato e Vector, il coccodrillo verde, sono solo alcune delle figure animali da collezione, realizzate con la tecnologia della stampa 3D e generate dalla sovrapposizione di migliaia di strati di materiale ecocompatibile. Inoltre, per ogni acquisto l’azienda dona 1 euro a Save The Planet Onlus, così da rendere la propria produzione ancora più sostenibile.

     

    Krea Italy

    MyTREDDI nasce dall’esperienza pluriennale di KREA Italy, azienda fornitrice di servizi di Stampa 3D ad Ancona. L’azienda marchigiana si occupa di progettazione, prototipazione e produzione di manufatti avvalendosi innanzitutto delle tecniche innovative introdotte grazie all’Additive Manufacturing. Questa tecnologia amplia la gamma delle possibilità di creazione di oggetti di design, poiché consente di dare concretezza ad idee altrimenti destinate a restare su carta, in maniera sostenibile per l’ambiente.

     

    Una Scelta di Stile

    MyTREDDI coglie l’odierno trend nell’arredamento d’interni, ispirato al mondo naturale e lo interpreta secondo un gusto che coniuga la freschezza delle forme sfaccettate, che richiamano e reinterpretano in chiave moderna quelle presenti in natura, con colori vibranti ispirati alla terra, alla vegetazione o al mare.

    Regalare un’opera MyTREDDI significa testimoniare il proprio amore per la natura e per la modernità, cogliendo l’occasione per riconoscere qualità specifiche nella persona a cui si regala il prodotto stesso. Ogni animale ha una sua storia, un suo significato e una sua identità precisa. A seconda del carattere e del desiderio di fare risaltare una o più qualità del destinatario del regalo si può scegliere l’animale più coerente con quella determinata situazione o persona.

    “La magia della natura a casa tua”, questo lo slogan dell’azienda, che descrive perfettamente il senso di amicizia, di emozione e di magia che si ricava dall’avere uno di questi animali vicino a sé, in casa o in ufficio.

  • Accordo Leroy Merlin – Ugolini

    Grazie a questo accordo lo shop online del colosso francese sarà il primo operatore a commercializzare Impera l’innovativo sistema italiano che illumina e protegge da Covid e altre patologie abbattendo le cariche microbiche di oltre il 99% 

    Tavarnelle Val di Pesa (FI), 21 settembre 2022. Ugolini Electronic Engineering, che da oltre vent’anni studia e produce soluzioni innovative per l’illuminazione, il benessere e la sicurezza delle persone e dell’ambiente, annuncia l’accordo con Leroy Merlin per la vendita della propria gamma di lampade Impera sullo shop online del colosso francese.

    Certificata come dispositivo medico in classe 1 (Direttiva CEE 93/42) da parte del Ministero della Salute e certificata EUDAMED della Commissione Europea, Impera offre un’illuminazione gradevole e adatta a ogni tipo di ambiente ma soprattutto distrugge per irradiazione i virus e i batteri nell’aria e sulle superfici ed è quindi ideale anche per locali di difficile areazione, rendendo ogni ambiente più disinfettato e sicuro.

    La tecnologia luminosa a LED nearUVA utilizzata da Impera è programmabile nell’intensità per assicurare un comfort visivo ottimale e la sua capacità di ridurre la carica microbica di oltre il 99% e di inattivare il virus SARS-CoV-2 del 99,9%, nonché la totale sicurezza per persone e animali, sono state attestate dall’Università di Siena con studi, prove di laboratorio e prove sul campo.

    Le prove di laboratorio hanno verificato la capacità della tecnologia delle lampade Impera di abbattere di oltre il 99% la componente microbica presente negli ambienti di vita quotidiana, fin oltre 2,5 metri dalla sorgente, con una esposizione delle superfici maggiore di 8 ore.

    “Grazie al grande lavoro di ricerca e sviluppo del nostro team e alla collaborazione con l’Università di Siena abbiamo messo a punto una soluzione totalmente made in Italy, innovativa e capace di proporre un nuovo approccio alla lotta contro i virus e i batteri presenti negli ambienti, compreso il SARS CoV-2 che così tanto ha sconvolto le nostre vite negli ultimi anni – dichiara Biancamaria Ugolini, CEO di Ugolini Electronic Engineering – La scelta di inserire la nostra soluzione nel proprio catalogo online da parte di un grande player mondiale come Leroy Merlin è un ulteriore riconoscimento della qualità del nostro prodotto e una grande opportunità di visibilità e di incremento delle vendite” conclude Ugolini.

    Il sistema Impera, che sarà commercializzato da Leroy Merlin in quattro differenti versioni, è facilissimo da installare, esattamente come una comune lampada a soffitto, ed è ideale per ogni tipologia di ambiente pubblico, privato o di comunità come reception, aree comuni, uffici, sale riunioni, complessi scolastici, strutture sanitarie, palestre, sale attesa, ascensori, aule, centri commerciali, eccetera.

  • Nuovo podcast “Castrol su Marte”

    • La serie podcast “Castrol su Marte” presenta le storie di persone divenute fonte di ispirazione che raccontano come operano in ambienti estremi come lo spazio profondo
    • Gli oli e i lubrificanti Castrol vengono utilizzati a 400 milioni di chilometri dalla terra, sul rover Perseverance per la missione su Marte della NASA; gli ascoltatori potranno seguire i racconti degli astronauti e di altri protagonisti su come si lavora in situazioni di grandissima pressione
    • Castrol EDGE per autovetture dimostra eccellenti perfomance per una protezione superiore
    • Scopri di più sulla serie podcast “Castrol su Marte qui

    Castrol ha lanciato “Castrol su Marte”, una nuova serie podcast in cui le persone diventano fonte di ispirazione, raccontando la loro storia e illustrando quali sono le doti necessarie per riuscire a lavorare in condizioni estreme sul nostro pianeta e nello spazio. Dagli astronauti ai piloti professionisti, tutti i protagonisti dei podcast si spingono continuamente oltre i propri limiti mentali e fisici, in terra, in mare o nello spazio.

    Castol su Marte webpage

    In questo momento, gli oli e i lubrificanti Castrol sono utilizzati a 400 milioni di chilometri da qui, a temperature fino a -153 °C, sul rover Perseverance della NASA atterrato su Marte. I grassi Braycote e gli oli Brayco, appositamente sviluppati da Castrol, garantiscono la lubrificazione essenziale per strumenti scientifici di fondamentale importanza, come una stazione meteo, uno spettrometro a raggi UV e un registratore di immagini microscopiche a laser. Una cosa è certa: che siano scelti dalla NASA per missioni di esplorazione lontane oppure dagli automobilisti per la loro auto, i prodotti Castrol offrono sempre livelli estremamente elevati di durata.

    Disponibile sul nuovo canale PodBean di Castrol e su tutte le principali piattaforme in streaming, la serie è composta da otto episodi nei quali intervengono, tra gli altri, gli astronauti Sandra Magnus e Robert Thirsk, che raccontano in che modo hanno affrontato le condizioni estreme dello spazio, e Sarah Cruddas, giornalista scientifica esperta di spazio, conduttrice televisiva di caratura internazionale e autrice pluripremiata, che descrive le difficoltà che il rover Perseverance si trova ad affrontare durante la sua straordinaria missione su Marte.

    Castol su Marte: Sandra Magnus nella Cupola
    Castol su Marte: Sandra Magnus nella Cupola

    Più vicini a noi, i piloti Sam Bird (Formula E) e Gus Green-Smith (Campionato del mondo di rally) illustrano le qualità necessarie per vincere nelle gare motoristiche di alto livello, mentre David Eyton, ex responsabile dell’innovazione e progettazione di bp, racconta il proprio punto di vista sulle difficoltà affrontate da ingegneri e scienziati nello sviluppare prodotti che devono resistere a pressioni estreme.

    Castrol ha deciso di realizzare la serie podcast “Castrol su Marte” a seguito di un sondaggio che ha evidenziato che il 35% di coloro che ascoltano regolarmente podcast è interessato ad argomenti legati alla tecnologia e alla scienza*. La serie ha già ricevuto il primo premio nelle categorie “Documentary” e “Technology” ai prestigiosi Communicator Awards.

    Elizabeth Jones, Global Communications di Castrol, ha dichiarato: “Attraverso le coinvolgenti storie di chi vive le grandi sfide in prima persona, gli ascoltatori possono scoprire quali doti servono per avere successo in condizioni di estrema pressione”.

    Durante il podcast di cui è protagonista, Robert Thirsk ha raccontato: “I voli spaziali a cui ho partecipato sono stati difficili e mi hanno portato al mio limite fisico, mentale ed emotivo. Ci sono molte cose da tenere sotto controllo durante il lancio e inoltre, se individuiamo un malfunzionamento, dobbiamo agire in pochi secondi per salvare la navicella, la missione e le nostre vite”.

    Gli oli e i lubrificanti Castrol sono utilizzati sui mezzi che trasportano queste persone molto speciali nello spazio, sulla terra o nel mare. Livelli superiori di protezione e durata simili a quelli di questi prodotti sono offerti anche dalla gamma Castrol EDGE.

    Castrol EDGE con Fluid TITANIUM Technology™ si trasforma dal punto di vista molecolare per essere più forte sotto pressione, mantenere separati i componenti metallici e ridurre l’attrito. Quando la pressione si allenta, l’olio ritorna allo stato fluido. Più forte quando sotto pressione, Castrol EDGE con Fluid TITANIUM Technology™ abbassa del 20%** l’attrito che riduce le prestazioni.

    Gli ascoltatori possono accedere gratuitamente alla serie podcast “Castrol su Marte” attraverso il sito web di Castrol e le principali piattaforme di streaming.

    * Dati ottenuti dal rapporto Audience Origin 2021.
    ** In media, arrotondato al numero intero più vicino. In confronto allo stesso olio senza Fluid TITANIUM. I prodotti testati rappresentano il 75% del nostro volume di vendite nel 2017.

  • GLI INGEGNERI FORENSI IN SOCCORSO DEI TRIBUNALI, LA PROPOSTA LANCIATA A TREVISO

    Quarta edizione di Treviso Forensic, protagonisti tecnici e Ctu dei tribunali: centinaia i professionisti collegati da tutta Italia. Al centro dell’attenzione una nuova professione, quella dell’ingegnere forense. La presidente dell’Ordine trevigiano, Eva Gatto. “Fondamentale un approccio multidisciplinare ai temi della giustizia”. Il premio “TVF 2022 Award” assegnato a Massimiliano Lega dell’università Parthenope di Napoli

     

    L’ingegnere forense è quel professionista che applica i metodi scientifici ai problemi tecnici che si vivono nei tribunali. Tecnica e diritto si fondono e permettono di chiarire eventuali responsabilità civili o penali con chiarezza. Ebbene, questa è una professione del tutto nuova, che proviene dai paesi anglosassoni e che è arrivata in Italia da qualche anno, ma si sta diffondendo solo adesso, al contrario di quella “medica” che si è ben imposta negli anni passati. 

    L’ingegnere forense indaga sulle cause e sulle responsabilità operando come consulente tecnico o perito (può essere nominato dalle parti o dal giudice), in un procedimento giudiziario. Le sue competenze sono collegate alle analisi delle motivazioni per cui ci sono un difetto, un danno o un guasto verificatosi per qualunque tipo di costruzione o di prodotto. Si passa dal settore civile (rivolto ai dissesti, ai crolli, all’estimo, all’edilizia), a quello ambientale e industriale in ambito meccanico, chimico ed elettrico. 

    Il capoluogo della Marca Trevigiana è salito recentemente all’attenzione degli addetti ai lavori a livello nazionale per la quarta edizione di Treviso Forensic, seminario tecnico di Ingegneria Forense rivolto a tecnici, avvocati, magistrati che operano nel ramo delle scienze tecniche applicate al contesto forense. Durante l’evento è stato assegnato anche il premio Forensic a Massimiliano Lega, dell’università Parthenope di Napoli.

    “La figura del tecnico forense non è ancora molto nota. Facendo sintesi si può dire che è un professionista che fornisce risposte scientifiche a problemi di carattere legale e il nostro progetto è quello di creare eventi formativi e occasioni d’incontro tra quanti operano in ambito giudiziario: tecnici, avvocati, magistrati. La materia infatti è molto complessa e serve per questo in approccio multidisciplinare e interdisciplinare”, spiega Eva Gatto, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Treviso. “E’ fondamentale promuove la condivisione dei  metodi scientifici dell’ingegneria per l’analisi di problematiche tecniche all’interno di procedimenti penali, civili ed amministrativi, auspicando con questo di poter contribuire a una migliore amministrazione della giustizia e ad una più diffusa legalità”.

     “Tra presenze e collegamenti in remoto, centinaia di professionisti si sono confrontati per cercare di aiutare i tribunali nelle vertenze più complesse”, aggiunge Gatto. “Abbiamo approfondito temi connessi al settore civile e strutturale, ambiente, acustica, estimo, sicurezza e antincendio, edilizia e urbanistica, impiantistica e informatica. Siamo i primi in Italia ad aver approfondito a questo livello il tema”.

    “Molti sono stati gli argomenti di discussione, ma ho riscontrato – spiega Pivato Alberto, segretario scientifico dell’evento – un filo conduttore che li ha uniti ovvero la relazione tra scienza e diritto, tra regola tecnica e regola giuridica. Una relazione complessa e difficile, ma parafrasando all’inverso il Manzoni “questo matrimonio s’ha da fare” perché il fine comune è garantire una migliore giustizia. Mi piace, pertanto, pensare che Treviso Forensic possa essere considerato quale un consulente matrimoniale che cerca di far dialogare i due partner, la scienza e il diritto,  che spesso parlano con linguaggi differenti”.

    Entrando nel dettaglio dei temi trattati, Maria Cristina Lavagnolo (Dipartimento ICEA – Università di Padova) ha parlato di economia circolare e dello sviluppo del diritto affrontando i nodi e le fattispecie di controversie legati soprattutto al ciclo dei rifiuti con un occhio di riguardo verso il preoccupante fenomeno delle ecomafie e dei reati ad esso ascrivibili. Focus anche sulla cosiddetta “Giustizia climatica” grazie all’intervento del professor Alberto Pivato (Dipartimento ICEA – Università di Padova). Di “Gestione delle acque e relativi contenziosi” ha parlato invece Andrea Marion (Dipartimento di ingegneria industriale – Università di Padova) analizzando l’interpretazione dei fenomeni naturali e dei loro effetti sulle strutture.

    Altro filone è stato quello dell’aggiornamento delle linee guida del CSM in materia di buone prassi nel settore delle esecuzioni immobiliari, ma anche di ingegneria forense applicata all’antincendio con esempi di simulazioni modellistiche per prevenire le cause di esplosioni e incendi, appunto, con gli interventi di esperti, tra i quali Loris Munaro (Direttore interregionale VVF, Veneto e Trentino Alto Adige), Michele Mazzaro, Pierpaolo Gentile e Armando De Rosa della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Corpo Nazionale VVF (Roma), e il Comandante dei Vigili del Fuoco di Treviso, Giuseppe Costa. 

    Interessante anche il segmento dedicato alla digital forensic insieme a Paolo Reale, che ha spiegato come avviene la “captazione tramite trojan” (il “captatore informatico” è un malware che viene inoculato nello smartphone o nel pc della persona sottoposta alle indagini garantendo alle autorità il controllo da remoto del dispositivo. Intervento anche del prof. Bruno Barel che ha trattato del rapporto tra regola giuridica e regola tecnica; ma sono state analizzate anche i temi dell’edilizia e, nello specifico, delle dispute concernenti i bonus edilizi, una delle tematiche di punta del seminario per l’importanza economica dell’argomento e in prospettiva per le potenziali dispute future. Ma si è discusso anche della sicurezza in ambiente di lavoro con il prof. Giuseppe Maschio e di sicurezza stradale con l’ing. Fabrizio Mario Vinardi. 

    L’evento è stato organizzato da Associazione e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso, con il patrocinio scientifico dell’Università degli Studi di Padova, dell’Università di Genova e dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Tra i promotori, oltre al Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), al Consiglio Nazionale Forense (CNF), alla Federazione Ordine Ingegneri del Veneto (FOIV), anche, Assindustria Veneto Centro, la Consulta e Ordini e Collegi della provincia di Treviso, l’Associazione Nazionale Giuristi Informatici e Forensi (ANGIF), Assoamianto, il Centro di Studi per l’Economia Circolare (CEWMS) e l’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova. Con il patrocinio della Città di Treviso e della Provincia di Treviso. 

     

  • TERMOARREDO GREEN, MAARMO AL CERSAIE: RICICLO DI MATERIALI DI SCARTO E RISPARMIO ENERGETICO

    Dal 26 al 30 settembre Maarmo sarà presente al Cersaie. L’azienda friulana è specializzata nei termoarredi completamente riciclabili: nascono dalla polvere di marmo scartata dalla produzione e le vernici sono solo a base d’acqua. Il responsabile divulgazione di Maarmo, Gianpaolo Pezzato: “I nostri processi produttivi sono eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime”. In fiera la presentazione in anteprima delle ultime novità e modelli

     

    Torna dal 26 al 30 settembre a Bologna il Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, uno degli appuntamenti internazionali più importanti per chi si occupa di design, ceramiche e di arredo del bagno che, nell’ultima edizione, ha visto la partecipazione di oltre 62.000 visitatori provenienti da tutto il mondo. In fiera sarà presente anche Maarmo allo Stand 4 (Mall 29-30). L’azienda friulana metterà in mostra i propri prodotti (citiamo il Veneziaa, il Toscana e il Perfetto in tutte le loro varianti di colore e forme). Nell’occasione del Cersaie, sarà presentata anche una novità assoluta, un nuovo modello forgiato dall’expertise del reparto R&D.

    “Il design e il rispetto per l’ambiente dei nostri termoarredi sono per noi valori indissolubili volti a garantire comfort e benessere all’interno non solo degli spazi abitativi ma anche di ogni ufficio e locale commerciale”, spiega per l’azienda il responsabile della divulgazione, Gianpaolo Pezzato. “Tutto ciò grazie ad una tecnologia radiante sostenibile e brevettata che diffonde il calore per irraggiamento, col così detto “effetto pietra”, distribuendolo in modo uniforme e dolcemente e limitando la circolazione della polvere e dei batteri”.

    Maarmo infatti come materia prima riutilizza e ricicla gli scarti della lavorazione del marmo, recuperati grazie ad un certosino lavoro di selezione nelle cave dell’area veronese. La formula, sviluppata e perfezionata con pazienza nel reparto di Ricerca e Sviluppo di Vittorio Veneto, nel Trevigiano, ha permesso di generare una linea di termoarredi di design, che non necessita di una fase di cottura, ma di una dolce fase di stagionatura, che dura dalle quarantotto alle settantadue ore. Si passa poi alla verniciatura, realizzata esclusivamente con vernici a base d’acqua, e all’imballaggio, composto di materiali provenienti da cartone riciclato e certificato. 

    “Tutti i prodotti, sia la versione elettrica che idronica, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti, come il rame o le resistenze elettriche, possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo”, spiega ancora Pezzato. “In questo senso Maarmo agisce creando flussi circolari di materia, capaci così di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime. Per chiudere il ciclo green, sono state implementate due iniziative per abbattere l’impatto ambientale: durante l’evento fieristico non verranno utilizzati cataloghi cartacei, bensì un QR Code unico che rispetti l’ambiente. Inoltre, grazie alla partnership con l’amministrazione comunale di Chions, per ogni radiatore venduto piantiamo un albero all’interno del parco su cui si affaccia la nostra factory. Così la terra può respirare meglio grazie a noi”. 

    Un paradigma produttivo ed ecosostenibile unico nel suo genere, che adesso si sta imponendo all’attenzione dei mercati. Dopo una fase iniziale di studio, lo scorso anno c’è stato  il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di nuovi imprenditori sia dell’area pordenonese (Alain Bottos, Stefano Mascarin e Andrea Del Ben), che dell’area trevigiana (Marco Caliandro e Gianpaolo Pezzato), per sostenere il progetto di crescita e sviluppo in Italia e nei mercati esteri. Superata la fase di start up, grazie al supporto ed al know how apportato dai nuovi partner, la produzione di Maarmo si sposta, attraverso un’operazione di riqualificazione di un vecchio spazio produttivo abbandonato di quasi duemilacinquecento metri quadrati a Villotta di Chions, nel Pordenonese, circondato dai vitigni di Prosecco e gli aironi ed i cigni del Parco del Cornia. 

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    LA STORIA DI MAARMO Maarmo nasce nel 2017 e realizza termoarredi e scaldasalviette con processi produttivi improntati a riciclo e sostenibilità. La sede produttiva dell’impresa da settembre 2021 si trova a Villotta di Chions (PN). Una divisione ricerca e sviluppo opera a Vittorio Veneto (TV). Il 2021 ha visto il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di nuovi imprenditori sia dell’area pordenonese (Alain Bottos, Stefano Mascarin e Andrea Del Ben), che dell’area trevigiana (Marco Caliandro e Gianpaolo Pezzato), per sostenere il progetto di crescita e sviluppo in Italia e nei mercati esteri. Ad oggi l’azienda impiega 7 persone, oltre ad alcuni fornitori artigiani esterni, ed ha avviato collaborazioni con architetti e designer di tutta la Penisola. Maarmo punta sulla sostenibilità come valore fondante dell’intera attività produttiva. La materia prima utilizzata per i radiatori è ricavata infatti dagli scarti di marmo. Tutti i termoarredi, sia la versione elettrica che idronica, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti (ad esempio il rame o le resistenze elettriche) possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo. In questo senso Maarmo agisce creando flussi circolari di materia, capaci di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime. Per chiudere il ciclo green, per ogni radiatore venduto l’azienda pianta un albero. Per maggior informazioni www.maarmo.com

     

    IL PROCESSO PRODUTTIVO DI MAARMO Maarmo come materia prima riutilizza e ricicla gli scarti della lavorazione del marmo, recuperati grazie ad un certosino lavoro di selezione nelle cave dell’area veronese. La formula ha permesso di generare una linea di termoarredi di design, che non necessita di una fase di cottura, ma di una dolce fase di stagionatura, che dura dalle quarantotto alle settantadue ore. Si passa poi alla verniciatura, realizzata esclusivamente con vernici a base d’acqua. Il processo produttivo parte dalle polveri di marmo di scarto. Vengono lavorate come fossero farine di grano. All’interno di grandi impastatrici, vengono miscelate ad acqua e altri additivi naturali. Ne deriva un prodotto semiliquido somigliante a yogurt. Questo viene steso manualmente su dei pannelli e all’interno di esso vengono posate le canalette per il passaggio dell’acqua calda (termoarredo idronico) oppure le resistenze elettriche (termoarredo elettrico). Una volta composto, il termoarredo viene fatto stagionare per 2 o 3 giorni, per una completa solidificazione del materiale. Non avviene nessuna fase di cottura dunque, ma solo una lenta stagionatura in un’apposita stanza mantenuta a temperatura costante durante l’inverno. D’estate invece la stagionatura avviene all’aria aperta, senza alcun dispendio energetico. Una volta stagionato, il termoarredo viene poi verniciato utilizzando esclusivamente vernici a base d’acqua ed è così pronto per la consegna al cliente. Materia prima riciclata, basso utilizzo di energia e componenti naturali: sono questi gli elementi “green” che contraddistinguono la produzione di questi termoarredi.

  • Come si fa il calcolo Isee?

    L’ISEE è è un fattore che indica la situazione economica delle famiglie nel nostro paese. Si tratta dunque di un parametro che tiene conto di fattori quali il reddito, il patrimonio e qualsiasi altro fattore che incide sul benessere economico del nucleo familiare.

    Riuscire a calcolarlo correttamente è importante perché, nel caso in cui un ISEE sia basso oltre una certa soglia, si può usufruire di tutta una serie di agevolazioni e bonus.

    Parliamo ad esempio del bonus per le bollette del telefono, gas e luce, ma non solo. È possibile infatti ad accedere a determinate carte acquisti per la spesa, contributi per l’affitto ed il famoso reddito di cittadinanza.

    Per questo motivo tante persone sono interessate ad effettuare il calcolo ISEE e cercare di capire quale sia esattamente, così da poter eventualmente tentare di accedere alle agevolazioni di cui sopra.

     

    Come calcolare l’ISEE?

    Diciamo innanzitutto che l’ ISEE si calcola tenendo conto dei redditi e del patrimonio. La procedura per il calcolo ISEE prevede che dapprima si calcoli l’Ise, ovvero il reddito complessivo dell’intero nucleo familiare, al quale si va ad aggiungere il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare. A questo punto si va a dividere l’Ise per il relativo parametro dell’apposita scala di equivalenza.

    Per determinare la scala di equivalenza vanno tenuti in considerazione diversi parametri e tra questi il numero di persone che compongono il nucleo familiare ma anche l’età dei figli, ad esempio.

    Per questo motivo il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un patronato che effettua il servizio di calcolo ISEE Legnano, così da affidare questo tipo di pratica a qualcuno che certamente è in grado di calcolare l’ISEE in maniera molto precisa ed in tempi rapidi.

  • Una femminilità da tutelare

    Cielo e Terra tra gli sponsor del Calendario “Curvy Women 2023” a testimoniare l’attenzione nel sociale e l’adesione ai valori che rendono la cantina vicentina certificata B Corp® un’azienda impegnata nel promuovere il rispetto verso le persone e il pianeta

    Più un acino d’uva è curvy e più è bello, ma non solo quello” – commenta scherzosamente Paola Cielo, Responsabile comunicazione e pubbliche relazioni della nota cantina Cielo e Terra di Vicenza, sponsor del Calendario “Curvy Women 2023”. Un sostegno a questa prima edizione dell’opera, quello offerto dalla nota cantina che testimonia la piena adesione ai valori dell’iniziativa promossa dall’Associazione Boteriane in the World per rendere plateale la bellezza delle donne “floride”, sottolineando come “l’imperfezione diviene strumento di fascino”.

    Cielo e Terra da anni sta infatti promuovendo interventi che spaziano dalle persone all’ambiente, dall’utilizzo di tappi certificati FSC ai progetti sociali come AMREF e Wine2Water per sensibilizzare e facilitare l’accesso all’acqua per le donne in Africa. L’azienda vicentina nata nel 1908 e che oggi è composta dall’unione della famiglia Cielo e dei viticoltori delle Cantine dei Colli Berici si distingue per essere un’azienda leader nella produzione e commercializzazione del vino nel rispetto dei principi etici e di sostenibilità integrata, così come emerge dalla Relazione sulla Gestione Integrata 2021.

    Siamo una realtà certificata B Corp®, la più grande azienda vitivinicola certificata in Europa, nonché una delle più grandi a livello globale. Oltre alla riduzione dell’impatto ambientale che ci ha permesso di conseguire la certificazione VIVA Sustainable, siamo molto sensibili alle persone. In azienda circa un terzo dei dipendenti è donna e le tematiche legate al mondo femminile ci vedono molto attenti non solo in progetti internazionali, ma anche nella nostra quotidianità lavorativa. Ecco perché abbiamo sposato subito questa iniziativa” – spiega Paola Cielo.

    Il tema della discriminazione e del body shaming è molto attuale, come, dimostrano i recenti articoli usciti sulle riviste e sui quotidiani nazionali, coinvolge un vasto pubblico anche di adolescenti, più fragile e che vivono con sofferenza quelle che erroneamente sono considerate imperfezioni e che spesso portano a stati di malessere, depressione, isolamento, fino a gesti estremi dai risvolti drammatici”. Chiosa la Responsabile comunicazione e relazioni pubbliche di Cielo e Terra.

    Un’azienda socialmente responsabile” – conclude Paola Cielo – “Deve contribuire a sensibilizzare la propria filiera su tematiche quanto mai attuali, perché un’impresa non è solo un luogo produttivo, ma anche una realtà fatta di persone e che con esse deve condividere vision e mission in un contesto lavorativo, ma prima ancora, umano”.

    https://cieloeterravini.com/

  • Alga Marimo: la nuova moda dell’home decor

    L’alga marimo è la nuova moda dell’home decor nelle case degli italiani. Questa pianta dalle origini mistiche ha conquistato il cuore di tutti, grazie alla sua bellezza e all’unicità. Non a caso, negli ultimi tempi sono sempre di più le persone che decidono di inserirla nella propria casa per dare un tocco di originalità ai propri ambienti.

     

    Ma che cos’è esattamente l’alga marimo?

    I Marimo sono piccole sfere di alghe che si formano sul fondo dei laghi caratterizzati da acqua fredda e fondali bassi. I loghi più famosi per le colonie dei marimo sono il lago Alkan, in Giappone, e ill lago Mývatn in Islanda.

     

    Nella cultura giapponese, le alghe marimo sono considerate un portafortuna, motivo per cui vengono spesso regalate come simbolo di legame tra amici e familiari.  Il nome “marimo” deriva infatti dalle parole giapponesi “Mari” e “Mo”, traducibile come “alga palla” appunto. 

     

    Un moderno Tamagotchi

    Note in Giappone da sempre, solo di recente le alghe Marimo hanno iniziato a guadagnare popolarità nel mondo occidentale.

     

    I Marimo vivono a lungo ma crescono molto lentamente: ci possono volere anni prima che un’alga palla raggiunga le sue dimensioni complete di circa 5 centimetri di diametro. Necessitano di poche cure, che si possono riassumere nell’esporle alla luce senza esagerare e nel cambiare l’acqua regolarmente. Anche per quanto riguarda l’alimentazione, non c’è da preoccuparsi: queste alghe non hanno bisogno di altro cibo oltre a quello che possono ottenere dall’acqua in cui vivono e dalla fotosintesi. 

     

    Grazie alla semplicità che richiedono le cure, le palline di Marimo vengono regalate ai bambini per crescerle come se fossero dei veri animali domestici, paragonabili ad un “tamagotchi” vivente da curare e far crescere. Se notate che la vostra palla di alghe ha un aspetto malsano, basterà spostarla in acqua pulita per farla stare meglio. 

     

    Con un po’ di amore e di cura, il vostro marimo vi accompagnerà per molti anni a venire.

     

    La leggenda che fa dell’alga dell’amore 

    La longevità e leggenda che le accompagna, invece, fa dei Marimo anche una perfetta idea regalo per gli innamorati.

     

    Le alghe Mariomo sono legate alla leggenda di due innamorati delle tribù Ainu in Giappone che, vedendosi proibire la possibilità di stare assieme dal capo tribù, i due si diedero alla fuga, cadendo nel lago Alkan. Gli dei ebbero pietà di loro e li trasformarono in due alghe a forma di sfera, in modo da poter sopravvivere e rimasere l’una accanto all’altro.

     

    Grazie alla leggenda, le alghe marimo sono considerate un simbolo di amore duraturo e di costanza. In Giappone sono regali popolari che vengono offerti alle coppie che sidevono sposare, o per gli anniversari. È anche tradizione regalare queste alghette ai familiari e amici che si sono trasferiti: anche se lontani, è possibile rimanere in contatto legati dall’amore condiviso per queste piante speciali.

     

    L’alga Marimo in casa

    La forma a palla, le sfumature verdi e l’effetto naturale che dona all’ambiente rendono i Marimo un elemento di arredo davvero unico. Grazie alla sua semplicità, l’alga marimo può essere inserita in qualsiasi contesto, dal più classico al più moderno.

    Possono essere collocate in ciotole o vasi, o persino utilizzate come decorazioni per acquari. Grazie alla loro bassa necessità di cura, le alghe Marimo sono ideali per chi vuole aggiungere un po’ di verde alla propria casa senza doversi preoccupare dell’annaffiatura o di altre operazioni di manutenzione.

     

    Se siete alla ricerca di un modo unico per aggiungere un po’ di personalità all’arredamento della vostra casa, allora le palline di Marimo sono sicuramente da prendere in considerazione.

     

    Regala un Marimo

    Le alghe marimo sono dei regali unici e preziosi per ogni occasione! Se stai cercando qualcosa di diverso dai soliti fiori o cioccolatini, perché non prendere un’alga Marimo? Queste piantine speciali saranno sicuramente apprezzate da chi la riceverà e faranno una bella figura in casa, rappresentando una storia interessante da raccontare ai propri ospiti.



  • Rinoceronte Bianco, una specie da salvaguardare! Al parco Le Cornelle in occasione del World Rhino Day una giornata speciale di sensibilizzazione con Educazoo

    In occasione del World Rhino Day, la Giornata Mondiale del Rinoceronte, il Parco Faunistico Le Cornelle organizza Educazoo, un appuntamento di sensibilizzazione rivolto a grandi e piccini, tutto dedicato alle specie maggiormente a rischio, tra cui anche il rarissimo Rinoceronte Bianco.

     

    Il Parco Faunistico Le Cornelle dedica un’intera giornata alla sensibilizzazione, all’educazione senza dimenticare il divertimento: sabato 24 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Rinoceronte (World Rhino Day), al Parco si terrà uno degli appuntamenti di Educazoo, un’occasione speciale per piccoli e grandi amanti della natura e degli animali per conoscere meglio le specie maggiormente a rischio di estinzione.

     

    Queste occasioni conviviali – ed estremamente educative – sono importanti testimonianze dell’impegno e della perseveranza che la struttura bergamasca pone nella tutela e nella salvaguardia delle specie più a rischio e, non di meno, permettono al pubblico di conoscere meglio i tre esemplari di rinoceronte bianco ospitati dal Parco: Lara, Shanny e il maschio Pancho. In quest’occasione ci si potrà avvicinare maggiormente alla delicata storia del rinoceronte bianco, esemplare gravemente minacciato dal bracconaggio a causa della preziosità del corno, altamente richiesto dalla medicina tradizionale orientale e che sui mercati illeciti ha raggiunto un valore addirittura maggiore rispetto all’oro. Dagli anni ’70, la specie ha subito un drastico calo, passando dagli iniziali 65.000 esemplari ai 18.000 odierni, ragion per cui è stata inserita in programmi di EEP (EAZA Ex Situ Programme) – a cui il Parco faunistico Le Cornelle aderisce – e che rappresenta un ottimo strumento di salvaguardia e tutela del rinoceronte bianco, permettendone la riproduzione in cattività.

     

    Durante la giornata di sabato, naturalisti e keeper del Parco dedicheranno numerosi momenti di approfondimento e divulgazione riguardanti alcune specie a rischio, facendo un particolare focus sul rinoceronte bianco; ma questo ingombrante e goffo – ma molto simpatico – ospite del parco non sarà l’unico ad essere messo sotto i riflettori: anche foche, siamanghi e ghepardi saranno protagonisti degli approfondimenti di Educazoo. Di seguito il programma nel dettaglio:

     

    Ore 11.00 – foche

    Ore 12.00 – rinoceronte bianco

    Ore 14.00 – siamanghi

    Ore 15.00 – ghepardi

    Ore 16.00 – rinoceronte bianco

  • Mondoflex ci parla del problema dell’oversleeping e di come contrastarlo

    Si parla tanto di insonnia e di riposo notturno difficoltoso, ma sappiamo cosa comporta, invece, il dormire troppo? L’oversleeping è anch’esso un disturbo del sonno che spesso porta con sé conseguenze negative, sia sul corpo che su umore e psiche. A questo proposito, gli esperti di Mondoflex ci forniranno alcuni suggerimenti da mettere in pratica per cercare di avere un riposo notturno il più equilibrato e salutare possibile.

    Milano, settembre 2022 – L’oversleeping, che in italiano significa letteralmente “il dormire troppo”, in alcuni casi costituisce un disordine del sonno con cui diverse persone si trovano a dover fare i conti tutte le notti. 

    Analogamente a chi non riesce a riposare per un numero sufficiente di ore, anche chi costantemente dorme troppo mette in atto un comportamento poco salutare per corpo e mente, anche se in modo involontario. Infatti – oltre ad una riduzione della produttività quotidianaansia, mancanza di energie, emicranie e metabolismo lento sono tra le conseguenze più frequenti dell’oversleeping, che può dare origine anche a disturbi più gravi come diabete, depressione e problemi cardiaci.

    È ormai nota la durata ideale del sonno notturno: superare, infatti, le 8 ore consigliate di riposo può diventare un’abitudine sbagliata, che va tenuta sotto controllo. 

    Se si pensa di soffrire di oversleeping, il cui termine tecnico è “ipersonnia”, è importante rivolgersi ad un medico professionista che saprà dare le giuste indicazioni su come procedere. 

    Essendo il sonno un elemento fondamentale per il proprio benessere psico-fisico, gli esperti di Mondoflex, azienda lombarda leader nella vendita di materassi, guanciali, reti, poltrone e letti, suggeriscono di seguire alcuni semplici consigli utili a favorire un riposo salutare ed equilibrato

    • prendete l’abitudine di coricarvi e svegliarvi sempre alla stessa ora. Regolare le ore di riposo notturno, infatti, è essenziale per un sonno equilibrato e ristoratore. Cercate di avere dei ritmi sonno-veglia il più possibile regolari, puntando la sveglia in modo da non superare le 8 ore di sonno;
    • esponetevi regolarmente alla luce del sole e praticate con costanza attività fisica all’aria aperta. In questo modo, contribuirete al mantenimento del benessere del vostro organismo;
    • ricordate di spegnere cellulare, tablet e TV prima di andare a dormire. I dispositivi elettronici, infatti, incidono sulla produzione di melatonina, riducendola e alterando quindi l’equilibrio sonno-veglia. Spegnendo i vari dispositivi una o due ore prima di andare a dormire, la qualità del vostro sonno notturno aumenterà;
    • riducete il consumo di caffè, nicotina e alcol e cercate di seguire una dieta equilibrata. Può sembrare banale, ma le buone abitudini influiscono in maniera rilevante anche sul riposo;
    • controllate il materasso, la rete e il guanciale su cui dormite. Un buon sistema letto, infatti, può cambiare la qualità del vostro sonno, migliorandola notevolmente. Tra i tanti modelli presenti sul mercato, scegliete i materassi, le reti e i guanciali più adatti alle vostre esigenze, al fine di riposare meglio durante la notte.

    In generale, è bene non sottovalutare il disturbo dell’oversleeping: oltre ad adottare i comportamenti sopra citati per favorire un riposo sereno ed equilibrato, affidatevi a dei professionisti del settore come quelli Mondoflex che, attraverso una consulenza attenta e precisa, sapranno consigliarvi i migliori dispositivi su cui dormire bene, in base alle vostre necessità.

  • Nelle strade e negli skatepark impazza la mania dei Monopattini Acrobatici

    Negli ultimi anni si è iniziato a parlare moltissimo di monopattini, spinti dal tema della micromobilità urbana e delle alternative sostenibili ai mezzi a combustibile fossile. Ma quello che non tutti sanno è che gli scooter non sono esclusivamente un mezzo di trasporto pratico per le brevi distanze, ma sono anche i protagonisti di uno sport che si è fatto largo negli ultimi anni tra le discipline freestyle.

    Il “freestyle scootering” (questo il nome inglese della disciplina) è uno sport relativamente nuovo che sta prendendo sempre più piede negli skatepark e nelle strade cittadine di tutto il mondo. Prende ispirazione dallo skateboard, dai pattini in-line e dalla BMX, per dare vita a nuovi tipi di manovre e acrobazie, i cosiddetti “trick”.

     

    La Diffusione degli Scooter Acrobatici

    L’ascesa dello scooter acrobatico inizia tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 con la messa in commercio dei primi modelli commerciali di “micropattini”, soprattutto negli USA e in Svizzera per l’Europa. I giovani iniziarono ben presto ad utilizzarli non solo per spostarsi, ma soprattutto per divertirsi sulle strutture urbane e negli skatepark.

    I motivi che hanno portato alla diffusione degli scooter acrobatici sono gli stessi che hanno contribuito alla loro popolarità su strada: sono relativamente facili da imparare a guidare, versatili e, essendo piuttosto leggeri, sono facili da portare con sé ovunque si vada.

     

    La differenza tra un Monopattino Acrobatico e un Monopattino standard

    I monopattini da freestyle non sono i soliti scooter: sono in grado di eseguire manovre e acrobazie che nessun altro tipo di monopattino è in grado di fare. La differenza principale tra un monopattino normale e un monopattino freestyle è che i monopattini acrobatici sono disegnati per resistere ai trick, e hanno quindi una costruzione più resistente. Il ponte è solitamente in alluminio o acciaio, il che lo rende più leggero di uno scooter normale. Anche il manubrio è più largo, in modo che il pilota abbia un maggiore controllo durante i trick. Infine, le ruote sono più piccole rispetto agli scooter da strada, e sono realizzate in poliuretano per garantire una maggiore ammortizzazione e una guida più fluida.

     

    I Trick Freestyle

    Per quanto riguarda i trick, si possono eseguire sia semplici manovre come piccoli salti afferrando il ponte (“grab”) o facendo girare il manubrio di 360° (“bar spin”), i manual (o “wheelies”), ovvero le impennate anteriori o posteriori, manovre più complesse come i “grind”, in cui il rider fa scivolare il ponte del monopattino sulle superfici lisce del park o degli ostacoli urbani senza che le ruote tocchino terra, fino a vere e proprie acrobazie in cui il monopattino viene fatto girare su se stesso (“tailwip”), con salti da 360 o più gradi fino ai backflip; questi ultimi trick vengono eseguiti da parte di atleti professionisti o “pro riders”.

     

    Una disciplina a portata di giovani e giovanissimi

    Acrobazie a parte i freestyle scooter sono pensati per essere ideali sia per i bambini che per gli adolescenti, in modo da permettere una progressione graduale del proprio livello di riding. Quando si è in park o si provano nuovi trick è importante indossare dispositivi di sicurezza adeguati: casco, gomitiere e ginocchiere. In secondo luogo, bisogna iniziare gradualmente e imparare i trick di base prima di passare a quelli più difficili. Per fare questo, è importante acquistare un monopattino da trick specifico che sia giusto per il proprio livello, e trovate un buon posto per esercitarsi (lo “spot”); in mancanza di uno skatepark può andare bene anche parcheggio vuoto, una pista di pattinaggio o un campo da basket o da calcetto asfaltato.

    Monopattini Freestyle Shop

    Pur essendovi molti appassionati, in Italia non si è ancora affermata una vera e propria scena di scooteristi, come già successo nei decenni passati per altri sport “da strada” quali lo skateboard, le BMX e i pattini in-line.

    Allo stesso modo, non è facile trovare negozi specializzati, sia online che offline, e gli scooteristi comprano quindi la loro attrezzatura presso negozi generici, centri commerciali e grandi marketplace online.

     

    Affinché lo sport continui a svilupparsi, è importante che sia i piloti che i produttori collaborino per creare una vera e propria comunità. Con l’obiettivo di offrire un negozio online dedicato, dove i riders possano trovare prodotti e un interlocutore specializzati, e con l’obiettivo di fare da collante e di offrire uno spazio per fare da collante alla scena scooter freestyle in Italia nasce Monopattinifreestyle.it, che presto metterà a disposizione sulle sue pagine anche un forum per gli appassionati.

    Il negozio dispone di una gamma di prodotti di marchi leader sul mercato come Madd Gear, NKD e Blunt Scooters, con modelli per tutti i livelli, dal principiante al professionista. Monopattini Freestyle rende anche disponibili protezioni, parti di ricambio e accessori che consentono di personalizzare lo scooter in base al proprio stile di riding. Un ottimo sito cui rivolgersi anche da parte dei genitori “profani” che vogliano fare un gradito sport ai propri bambini.

     

  • I servizi e i prodotti che si possono trovare da Ezooza

    Ezooza, realtà specializzata nella vendita online di prodotti e attrezzature per il giardino, offre agli appassionati del verde tutto ciò che potrebbero desiderare, oltre a un comodo servizio di realtà aumentata, Garden Ready, che permette di provare virtualmente gli articoli a casa propria.

    Milano, settembre 2022 – Kit per la coltivazione, serre da giardino, vasi, arredi e molto altro: Ezooza, shop online specializzato nella vendita di prodotti per il giardino, fornisce tutto ciò di cui si potrebbe avere bisogno agli appassionati del design, dell’urban gardening e del giardinaggio. E, per fare questo, si avvale anche di tecnologie di ultima generazione, in modo da garantire la massima soddisfazione ai propri clienti.

    Con il servizio Garden Ready, infatti, Ezooza consente agli utenti di provare gli articoli da giardino più adatti alle proprie esigenze direttamente a casa propria. Come? Grazie alla realtà aumentata, che permette di fare vere e proprie prove virtuali per costruire i propri spazi verdi senza lasciare nulla al caso. È veramente semplice riuscirci: basta possedere uno smartphone, senza dover scaricare applicazioni o programmi particolari.

    Avvalendosi di questo servizio, dunque, non solo si potrà vedere un’anteprima del proprio giardino molto vicina alla realtà ma si riuscirà ad avere maggiore controllo sulla disposizione degli spazi verdi per evitare errori o per trovare nuove e migliori soluzioni rispetto a scelte già fatte, modificando oggetti e materiali. I prodotti vengono posizionati in scala 1:1 direttamente in giardino o su una sua foto, possono essere esplorati e se ne può valutare la capienza.

    Il servizio è al momento attivo per barbecue e bracieri, serre, casette da giardino e arredi per l’outdoor, alcuni dei prodotti più in voga all’interno del catalogo di Ezooza, che comprende:

    • prodotti per il giardino: vasi, serre, attrezzi da giardino, macchine, attrezzature, semi e piante;
    • decorazioni per il giardino e il patio: pavimentazione per l’esterno, protezione per gli arredi, strumenti per cucinare all’aperto, tappeti, ricoveri e cucce per gli animali, mobili e accessori;
    • accessori per l’home improvement: bauli, armadi, docce, pensiline e prodotti antinfortunistici;
    • lastre multiuso: in policarbonato, legno, vetro sintetico, acrilico e polipropilene;
    • casette da giardino: per sistemare ed ordinare il giardino.

    Un’offerta che permette a tutti gli appassionati di dare vita a uno spazio colorato e funzionale, senza rinunciare all’eleganza e alle potenzialità date dalle nuove tecnologie.

  • Eclissi il primo inedito di Tatiana Murdaca

    in radio, su YouTube e sui digital store

    Eclissi è una presa di coscienza del male e del bene che coesistono nell’uomo. Il buio cerca di oscurare la luce da sempre così come la luna durante l’eclissi oscura il sole ma il fatto che sia nascosto non vuol dire che sia assente, Il sole resta lì anche se noi non lo vediamo.
    Ognuno di noi ha una parte più oscura che cerca di risucchiare la luce, è come una lotta interiore. Basta poco per sprofondare perché è sottile la distanza tra l’orrore e la bellezza, tra la colpa e la purezza tra l’amore.
    Ma è questione di scelta, di prendere una posizione se essere luce nel mondo o vivere nascosti nelle tenebre.

    Appassionata alla musica fin da bambina, Tatiana Murdaca, nata a Locri (RC) il 19 maggio del 1996, inizia a dedicarsi allo studio del canto presso l’accademia musicale ABC, ottenendo in pochi mesi un ottimo risultato arrivando tra i primi tre concorrenti su mille in tutta Italia nel noto concorso Video Festival Live.
    Ha poi proseguito i suoi studi inseguendo il suo sogno partecipando a vari concorsi, provini e stage formativi con personaggi importanti della musica.
    Nel 2018 vince la 33esima edizione del Festival La Vela D’oro che le da l’opportunità di realizzare un progetto musicale finanziato dal festival con professionisti del settore tra cui Lorenzo Vizzini , autore del suo primo singolo ECLISSI e Umberto Iervolino che ne ha curato l’arrangiamento e la produzione artistica.

    Credits
    Una produzione Festival Vela D’oro
    Autore Lorenzo Vizzini
    arrangiamento e produzione artistica M. Umberto Iervolino

    https://www.instagram.com/tatianamurdaca
    
https://www.facebook.com/TatyMurdaca
    
https://www.youtube.com/c/TatianaMurdaca

  • MARILENA ANZINI “Gurfa” è il nuovo album della cantante e performer che svela il rapporto indissolubile fra musica e acqua

    La voce è al centro dell’universo creativo e musicale della cantautrice, la chiave grazie a cui reinterpreta ciò che la circonda, dando vita a un nuovo racconto. 

    Release album 1 ottobre 2022

     

    Gurfa è un’antica parola araba che significa “una manciata”. Non una manciata qualunque, piuttosto “l’acqua che si può tenere in una mano”. Una quantità piccola piccola, ma della stessa preziosa sostanza che forma le onde del mare, che nutre il grano e le rose e che tiene in vita gli esseri umani, il cui corpo è formato prevalentemente di acqua. 

     

    Questa piccola parola ci ricorda che tutto è connesso, e che ognuno di noi è parte di una realtà ben più grande da cui siamo dipendenti e di cui dobbiamo avere cura.

    È preziosa l’acqua e richiede attenzione, altrimenti è facile che scivoli via tra le dita quando la si tiene in mano. Ed è anche misteriosa: in essa, miliardi di anni fa, ha avuto origine la vita e infatti, dove lei manca, la vita si spegne. È affascinante e sorprendente: cambia forma e rimane sempre sé stessa, la si può toccare ma è inafferrabile, la si può vedere anche se è trasparente, non ha nessun sapore eppure sa di buono e quando scorre, canta! 

    La pioggia, il mare, le cascate, i ruscelli sono tutti espressioni di un’acqua che diventa musica. 

     

    Perciò anche noi siamo fatti di musica, dal momento che ogni nostra cellula vibra incessantemente, componendo giorno dopo giorno quella musica silenziosa che è la vita.

    Per questo motivo, “Gurfa” è una manciata di musica, parole e vita. Poche gocce tenute tra le mani con tanta cura, per essere condivise con voi. 

     

    Tutta la ricerca musicale di Marilena Anzini è fortemente attratta dalla voce, in ogni sua declinazione: dal canto corale all’improvvisazione vocale al canto gregoriano.  

    I brani sono dunque caratterizzati da un grande spazio dato alle voci e da arrangiamenti strumentali essenziali ed acustici: la base è la chitarra acustica e le coriste dell’ensemble vocale Ciwicè, ma nella produzione in studio, curata da Giorgio Andreoli, vengono coinvolti anche altri musicisti e altre sonorità, a seconda di ciò che il brano richiede.

    Nella scrittura, Marilena Anzini si prende a volte delle libertà dalla classica forma canzone, seguendo soprattutto il filo conduttore di ciò che il testo vuole raccontare o descrivere, oppure da dove sembra che voglia andare la musica. 

     

    «Quando scrivo e compongo si crea una sorta di collaborazione con ciò che non so, più che un voler fare qualcosa che resta strettamente sotto il mio controllo. In questo senso sento molto presente, in me, l’attitudine all’Improvvisazione vocale, un’arte che educa a togliersi la preoccupazione di cosa fare, e insegna a restare aperti a tutte le possibilità, in ascolto di ciò che può accadere». Marilena Anzini

     

    Track by track 

     

    “Gurfa” si apre con Details, un brano in inglese ispirato e dedicato alla grandissima poetessa statunitense Mary Oliver. Il sound è decisamente folk con un finale a sorpresa, ed è arricchito dalla fluida linea di basso di Michele Tacchi – che dialoga magistralmente con la voce principale – e dal breve ma significativo intervento della batteria di Fiamma Cardani. Le voci corali sembrano giocare con l’alternarsi delle vocali e il testo è un invito ad essere svegli e presenti, a mantenere i sensi aperti per osservare ogni particolare della realtà che ci circonda e per aprirsi al miracolo dell’attenzione: «sounds, smells, colors, other human beings, vitality, connections, holyness, gesture and emotions» ovvero «suoni, profumi, colori, altri esseri umani, vitalità, connessione, sacralità, gesti ed emozioni». 

     

    Il secondo brano è Belli numeri, uscito come singolo il 2 settembre 2022. È un omaggio al fascino di certi numeri che nascondono segreti inaspettati: non tabelline e calcoli precisi, ma numeri trascendenti e infiniti. La ragione non basta perché non possiamo calcolare e misurare tutto, ma forse proprio ciò che non riusciamo ad afferrare con la mente è quello che ci affascina di più. «Quanti granelli di sale ci sono in un’onda del mare?»

     

    Si prosegue con Rhodè, il cui nome significa “rosa” in greco antico (nella mitologia greca è anche il nome della figlia di Poseidone, dio del mare). Il brano è quasi interamente a cappella, per sole voci, con due brevi momenti all’inizio e alla fine scanditi dalla sansula, un affascinante strumento dal suono simile ad un carillon, che contribuisce a creare un’atmosfera un po’ onirica. Armonie particolari, quasi arcane, e voci che sembrano rincorrersi nel creare diversi ambienti sonori che scivolano fluidamente l’uno nell’altro. Il testo, in inglese, descrive un momento di smarrimento: questa volta l’acqua di cui si parla è «acqua interna», una lacrima, e il conforto arriva dalla contemplazione di una rosa, del suo mistero e della sua bellezza. «Just a bit a proportion… for a dreamer can be enough». «Un pizzico di proporzione, per chi è in grado di sognare, può bastare».

     

    Ancora acqua (stavolta sotto forme di nuvole) e rose nel quarto brano di “Gurfa”. Nuvole e rose è impreziosito dalla dodici corde di Giovanni ‘Giuvazza’ Maggiore, ha un ritmo scorrevole in 6/8 e un finale in crescendo che culmina con l’intervento di altre voci corali e del bellissimo didgeridoo – strumento della popolazione aborigena australiana – suonato da Michele Fiarè. Le parti corali ruotano intorno al suono della “elle” che, con la particolare frequenza di questa consonante, rende inusuale e luminoso tutto l’accompagnamento corale. Il testo è una sorta di immersione nella contemplazione della natura che non può lasciarci indifferenti: come diceva Flaubert: «Si diventa ciò che si contempla». Il tempo sembra fermarsi e qualcosa dentro di noi si illumina, riconoscendo di essere parte di una realtà più grande; emerge una sensazione di connessione e di appartenenza che forse ha a che fare con la qualità più alta d’amore di cui l’essere umano è capace. «E’ tuo tutto ciò che ami», non c’è bisogno d’altro. 

     

    Filigree ha una sonorità ammaliante: il ritmo dispari, l’alternarsi di tono minore e maggiore, gli accordi aperti dell’arpeggio di chitarra creano una vera e propria filigrana – come suggerisce il titolo – su cui si intrecciano le voci. Lo special in particolare è una sorta di tappeto sonoro, una trama di sillabe e suoni ritmici su cui aleggia in assolo la voce di Marilena resa quasi trasparente dal timbro arioso e flautato. Il testo è come uno sguardo sfocato che fa sbiadire i contorni troppo definiti della realtà, mostrandola in controluce, nella sua trasparenza. «I’m floating like the autumn leaves. I’m floating over my beliefs. I breathe the transparency where I live». «Sto fluttuando come foglie d’autunno, sto fluttuando sopra le mie convinzioni, respiro la trasparenza in cui vivo».

     

    Due Febbraio è un brano un po’ a sé stante in “Gurfa”, una piccola perla dal colore differente: l’unica acqua qui è quella che si trasforma in caffè nelle prime ore di un mattino d’inverno. Il sound è morbido e avvolgente e questa volta le voci corali lasciano spazio al magnifico violoncello di Giulia Monti che duetta con la voce di Marilena, in un’atmosfera intima e raccolta. C’è una nostalgia, ma la luce che pervade il giorno sembra cancellare ogni lontananza. «C’è un’impalpabile trama tra le cose, come un chiarore, un tocco leggero tra voci silenziose, una preghiera».

     

    Ink and tea è un altro brano in inglese, una ballad sostenuta dalla incisiva sezione ritmica di Michele Tacchi al basso e Fiamma Cardani alla batteria. Il testo racconta la storia di un amore giovanile che sopravvive inaspettatamente alla lontananza e al passare del tempo; un amore che, rimanendo inespresso, si trasforma in qualcos’altro: lei gli scrive lettere con la sua stilografica ma, prima di spedirle, ci versa sopra del tè sciogliendo l’inchiostro e trasformando le parole in bizzarri acquarelli che lui appenderà alle pareti tappezzando la casa. Il sound è accattivante, molto definito; le voci delle Ciwicè sottolineano i vari momenti della canzone in stile quasi Doo-wop.

    «He was a thousand miles away from her blonde disheveled hair, he could not remember why he had to go». «Era a migliaia di chilometri dai suoi capelli biondi e spettinati, e non riusciva a ricordare perché se ne fosse andato». 

     

    Marea è il brano – interamente a cappella – che chiude l’album. Una sorta di ninna nanna, con un ritmo ternario e un andamento ondeggiante e incantatorio che ben riconduce ai flussi e riflussi delle maree. Il testo è poetico, vagamente surreale, con un ritornello che si apre in una suggestiva armonizzazione: «Prima dell’alba visiterò il tuo sonno di conchiglia, nella tua calma io poserò un bacio liquido». 

    E come sorpresa finale, dopo tante voci solo femminili, arriva a chiudere il brano e tutto l’album la meravigliosa voce di Oskar Boldre che muove l’armonia dell’ipnotica parte finale con una linea di basso e una di tenore per poi librarsi in un assolo che inizia “giocando” con gli armonici (il canto armonico è una tecnica che fa emergere gli armonici, facendo sentire in una sola voce due suoni distinti) e poi in una improvvisazione libera che si eleva, proprio come un’onda, per poi ritrarsi nella quiete finale, come spuma lasciata sulla spiaggia. Un gioiello.

    Etichetta: Autoproduzione

    Prodotto da: Giorgio Andreoli e Marilena Anzini

    Release album: 1 ottobre 2022 

     

    CONTATTI E SOCIAL 

    FB: https://www.facebook.com/Marilena-Anzini-e-Ciwic%C3%A8-108254024703919/

    IG. https://www.instagram.com/marilenaanzini/

    YT: https://www.youtube.com/channel/UC_UEBeSuNE2E58OeNoZJ2qQ/featured

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/73rm3m5raE2nEqPiLKbKvu

     

    fonte: http://www.laltoparlante.it

     

  • Il rock di Marka è “Madeleine”

    Il secondo singolo del cantautore rock è da oggi disponibile su Spotify.

    Dopo l’uscita di Rock ‘n Roll Cabaret, che parlava di una notte di follia tra le strade degli States, Madeleine è un brano molto più riflessivo e che tocca tematiche importanti. Madeleine, ci spiega Marka, rappresenta le paure, le dipendenze e tutto quello che nella vita costituisce un limite alla nostra libertà. Nel videoclip, una bambola in perfetto stile horror-movie incarna la metafora delle nostre paure e delle ossessioni delle quali non riusciamo a liberarci. Per tutta la durata del video l’interprete tenta inutilmente di sbarazzarsi di questa figura, che però riappare di continuo, come nei peggiori incubi.
    Il “killer-groove” di questo giovane interprete sta già conquistando moltissimi appassionati di rock e finalmente, diciamo noi, è arrivato anche in Italia un giovane che suona e canta davvero, come nelle migliori tradizioni del rock internazionale di spessore.
    Marka, al secolo Federico Marcazzan, è un chitarrista e cantante veronese di genere rock e blues. Le sonorità dei suoi brani ricordano quelle degli AC/DC a cui si ispira. La sua voce alta e graffiante è simile a quella di Brian Johnson, o bassa e rauca come nella migliore tradizione dei bluesman, il suo groove sensuale e travolgente e i suoi riff di chitarra accompagnano canzoni dai testi apparentemente semplici, ma invece densi di significato a un ascolto più attento.
    Il brano Madeleine è nato dalla collaborazione di Marka con il produttore Max Titi ed il batterista romano Ezio Zaccagnini. Madeleine è da oggi disponibile negli outlet digitali su etichetta Maxy Sound.

    Guarda il video

    Marka Madeleine

  • Schierati, Davide Monacelli

    Un progetto multimediale di musica e letteratura

    Schierati fa parte di un progetto multimediale, realizzato tramite la sinergia di Musica e Letteratura, che nasce dall’amicizia tra il compositore Davide Monacelli e lo scrittore Claudio Lei.

    Il concept prevede un’esperienza immersiva dove le note musicali accompagnano le parole scritte, con l’intento di enfatizzare la relazione tra arte e fruitore dell’opera, le interconnessioni possono essere di tipo sensoriale utilizzando particolari mood letterari tramite il testo della canzone, ed è questo il caso di Schierati.

    Il libro in questione è : Sapresti Uccidere ? dello scrittore Claudio Lei edito da Fausto Lupetti Editore nelle librerie e nei digital store.

    Schierati, autore Davide Monacelli, è il primo singolo di questo progetto, è registrato in analogico su 24 piste, disponibile nei digital store e nei servizi di streaming.

    Davide Monacelli inizia la carriera negli anni 90 come cantautore poi dal 2006 inizia a scrivere musica Lounge e Chillout inserendo alcuni brani nelle compilation Papeete lounge 4/5/6 con lo pseudonimo Tabata Project insieme alla cantante Laura Mars incidendo in seguito l’album Somewere distribuito da Universal. 
Nel 2011 fonda l’etichetta Loop Record.

    https://www.davidemonacelli.com
    https://www.instagram.com/davidemonacelli/
    
https://open.spotify.com/artist/7u0baXDX7GwEwXr4QpfL6V?%20si=dqqbX0vjTcyav7wnpSYtQA

    https://www.youtube.com/user/davidemonacelli?app=desktop
    
https://music.apple.com/it/artist/davide-monacelli/292396261

  • Anita Brightfly, Memo Audio


    La complicità nella conquista
    Il sogno di essere desiderate e amate

    Questo brano easy pop dalle sonorità contemporanee è nato da un momento di grande felicità ed energia, ed è ispirato ad una storia d’amore al suo inizio vissuta in prima persona dalla cantautrice. Parla del mondo femminile, di come le donne vivono la fase di conquista e di come parlano a sé stesse nel tentativo di non esporsi troppo, nella speranza di essere cercate, desiderate e soprattutto amate. È un compito faticoso, per alcune in particolar modo, ma per tutte le donne in generale.
    La canzone è leggera, fresca ed attuale, ed esprime il pensiero delle maggior parte di noi a qualsiasi età, quando ci innamoriamo e unisce il mondo femminile attraverso la complicità che scaturisce dall’immedesimarsi nelle parole cantate da Anita nella sua canzone, così come quello maschile nella comprensione che scaturisce dal riconoscere la medesima attitudine nelle donne conosciute. Attitudine che si svela in maniera esplicita con innocente sincerità in questa canzone dal ritmo incisivo.
    Il nuovo brano “Memo Audio” è stato creato e scritto da Anita e arrangiato da Marco Viglino. Un equilibrio di suoni pop, con una base ritmica molto dinamica, fanno da sottofondo all’ironia a tratti pungente del testo che mette in risalto le doti vocali ed interpretative di Anita. Un’artista talentuosa dalla vena compositiva, dotata di una voce unica ed originale, dal timbro vocale gradevole e avvolgente.

    Anita nasce a Londra il 19 agosto del 1970 da madre francese e padre italiano. La madre discende da un’antica famiglia aristocratica, il padre è un noto scrittore. Vive in Francia, in Costa Azzurra, dove la madre ha una casa, fino all’età di 6 anni, poi si trasferisce con la famiglia in Nuova Guinea, dove il padre intraprende un’attività commerciale. Nel frattempo, i genitori si separano ed Anita all’età di 17 anni torna in Europa e si trasferisce a Roma, con la madre e il fratello maggiore di tre anni. Lì frequenta l’università: indirizzo Lettere e Filosofia e si laurea a 23 anni con il massimo dei voti. Lavora come modella a Parigi per due anni tra sfilate e servizi fotografici e studia canto e recitazione. Poi si trasferisce a Milano per la durata dove prosegue gli studi di recitazione e continua l’attività di modella.
    Torna a Roma nel 1998, e lavora in svariati settori: come assistente alla regia, promotrice di eventi e P.R. Nel 2003 diventa l’assistente di un famoso artista con il quale lavora per molti anni. Nel 2012 inizia a svolgere un’attività di consulente in una galleria d’arte. Nel 2006 incontra il suo Maestro spirituale ed inizia a frequentare gruppi di crescita e di meditazione.
    La predilezione e la propensione per l’arte, nelle sue svariate modalità espressive (è anche una pittrice dilettante), le fa desiderare di lavorare nel mondo dello spettacolo e finalmente nel 2020 trova un appiglio da dove cominciare. Questo esordio come cantautrice, Anita lo definisce un miracolo, poiché fare la cantante è sempre stato il suo sogno da quando era bambina.

    SITO WEB
    https://www.anitabrightfly.com

  • KIRA feat. Eddy Carisma “Tiamo” è il nuovo singolo dell’artista genovese tra postpunk ed elettronica

    Post punk ed elettronica per il singolo apripista del nuovo progetto Kira 

    in radio dal 7 ottobre

     

    “Tiamo” è il primo singolo del nuovo progetto Kira,  un viaggio malinconico post-punk in cui l’elettronica accompagna un racconto sentimentale inserito nel contesto della Gen Z. La canzone arricchita dal featuring di Eddy Carisma e prodotta da DAB, fa parte di un percorso artistico che è solo all’inizio e avrà modo di svilupparsi nei prossimi mesi e per tutto il 2023. 

     

    Radio date: 7 ottobre 2022

    Etichetta: Orangle Srl 

    https://www.oranglerecords.com/

    https://www.laltoparlante.it/

     

    CONTATTI SOCIAL

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/kkiraway/

    TIKTOK:  https://www.tiktok.com/kkiraway/

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/2SLOWp6XUOJ3gdxNKHOyFL

     

    BIO

    Alessandro Rocca in arte “Kira” nasce a Genova nel 2002. Inizia ad appassionarsi alla musica grazie alla famiglia e si avvicina alla scrittura all’età di 13 anni. Nel 2020 l’incontro con il produttore genovese DAB e le prime sperimentazioni portano il duo ad essere sempre più affiatato, fino ad aprire uno studio nel centro storico di Genova.

    Nel 2022 Kira si esibisce ai Giardini Luzzati portando dal vivo, con la band, il frutto del duro lavoro svolto nei precedenti due anni. Il 7 ottobre 2022 esce “ti amo” (prod. DAB) featuring Eddy Carisma per Orangle Records.

  • ANGYLO prod. YAGA YOUTHZ “Mea culpa” è il nuovo singolo dell’artista e rapper italo-brasiliana

    Sonorità trap e R&B per schivare i giudizi della gente

    in radio dal 7 ottobre

     

    Mea Culpa è un brano dalle sonorità trap e R&B che descrive la leggerezza dell’animo di Angylo, quella parte grazie alla quale riesce ad isolarsi dalla pesantezza del mondo odierno e dai giudizi della gente. Allo stesso tempo resta consapevole delle proprie capacità e del fatto che non deve rendere conto a nessuno potendo così affrontare la vita senza pensieri. 

     

    Radio date: 7 ottobre 2022

    Etichetta: Orangle Srl 

    https://www.oranglerecords.com/

    https://www.laltoparlante.it/

     

    CONTATTI SOCIAL

     

    SPOTIFY:

    https://open.spotify.com/artist/3EaKBx23gtFIPl5EJ1guGY

    INSTAGRAM:

    https://www.instagram.com/angylo._/

    YOUTUBE:

    https://www.youtube.com/channel/UC40nuTXkviongLQmU0ecJfA

    TIKTOK:

    www.tiktok.com/@angylo01

     

    BIO

    Angelica Castelli, in arte Angylo, è un’artista italo-brasiliana con radici nel Rap, ma capace di attraversare più generi come la trap, l’R&B e il pop. Classe 2001, inizia il suo percorso artistico componendo “nella sua cameretta” poesie e testi narrativi; in seguito all’incontro con alcuni ragazzi della sua zona viene spronata a registrare il suo primo brano “Sto fumando il mio tempo”, nel loro garage adibito a studio. Il singolo, una volta pubblicato, raggiunge 10k su YouTube e oltre 75k di streams su Spotify. Tramite questa prima esperienza Angelica si appassiona alla scrittura di testi musicali dando forma al suo primo immaginario artistico pubblicando così diversi singoli come: “Tutti Amici”, “Come Fai” e “Non faz mal” conquistando nel tempo un primo pubblico che ad oggi ancora la supporta. Per affinità artistica inizia oggi la collaborazione con i YAGA YOUTHZ insieme ai quali dà vita al singolo “Mea Culpa”, disponibile su tutti i digital stores dal 7 ottobre. 

  • WERDN “Stanotte” è il nuovo singolo pop punk dell’artista milanese

    Un alternative pop arricchito da note punk che danno la carica per raccontare un amore velenoso

    in radio dal 7 ottobre

     

    L’ultimo singolo di Werdn racconta di un amore tossico, descritto proprio come una dipendenza da sostanze stupefacenti. Le sonorità alternative e trap, contaminate da influenze punk e rap, sottolineano la difficoltà dell’artista ad abbandonare questa storia d’amore; è così preso da questa ragazza che continua questa relazione anche se si rende conto che non lo fa stare bene. La vena punk rende il brano carico di emozioni, culminando in ultimo ritornello esplosivo. 

     

    Radio date: 7 ottobre 2022

    Etichetta: Orangle Srl 

    https://www.oranglerecords.com/

    https://www.laltoparlante.it/

     

    CONTATTI SOCIAL

     

    SPOTIFY:

    https://open.spotify.com/artist/3nHhNTw0xLkmgPbbTJ3HqC?si=XBeuOSdITJi6QGIUBHqxtQ

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/werdnnn/

    YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCgPrQr-Kg7y257n5ZDp1G0w

    YOUTUBE POYO HOUSE: https://www.youtube.com/channel/UCFlR_Fsq7ZNuxMpJq-1pOnA

    TIKOTOK: https://www.tiktok.com/@werdnnn?lang=e

     

    BIO

    Filippo Damagio, in arte Werdn, è un artista classe 2001 di Milano che ha vissuto il periodo adolescenziale in Spagna, a Barcellona. Proprio a Barcellona si avvicina alla musica Rap, facendo Freestyle fuori scuola durante uno sciopero. Da lì a poco registrerà la sua prima canzone iniziando un percorso di singoli. Il suo percorso musicale inizia a prendere forma dopo il trasferimento a Milano in Poyo House, un collettivo di artisti genovesi, di cui fa attualmente parte. A Maggio 2022, dopo una costante pubblicazione di singoli, esce “Stranger Teens”, un Joint-ep Pop-Punk in collaborazione con Ëgo, suo coinquilino e a sua volta membro della Poyo House, che conta attualmente più di 350k di streams su Spotify. Grazie a questo progetto inizierà a farsi notare dagli editor delle playlist editoriali di Spotify, riuscendo ad entrare in New Music Friday Italia e Sanguegiovane con il suo ultimo singolo “Facciamo che”. Il suo ultimo singolo “Stanotte” sarà disponibile il 7 ottobre su tutte le piattaforme digitali.

  • La nuova traccia elettronica degli ARBEITER OUT NOW!

    La RAM, la ROM e il groove degli ARBEITER : “The Mars Rover Mission”, il nuovo singolo!

    Poster Arbeiter “The Mars Rover Mission” – WDR30

    Licenziato e distribuito negli store di musica digitale e in radio dalla etichetta White Dolphin Records ,”The Mars Rover Mission” é il nuovo digital 45 del trio elettronico ARBEITER!

    Il dato certo è che non si può definire un disco che cambierà la storia della musica elettronica: innanzitutto perché la storia si scrive autonomamente, e fare previsioni a lungo termine è materia da chiaroveggenti che non ci riguarda. In secondo luogo, “The Mars Rover Mission” non è un disco di musica elettronica. Lo sarebbe nel 1978, quando usare un sintetizzatore era “elettronica”, non lo è nel 2022, perché la musica elettronica ha assunto tante di quelle forme che sarebbe impossibile ricondurle ad un solo “futuro”. La valutazione appartiene alla sensibilità e al gusto del singolo, ma il disco è scritto, suonato e prodotto in maniera eccellente. In questo senso è una rivoluzione: campionamenti vocali, sintesi analogica, sintesi digitale e tanto tanto realtime “morphing” groove con TB303 acide.

    Esaltazione del tocco androide tipico della produzione del “Trio“. Perché l’omaggio alla musica del passato passa anche attraverso un omaggio alla loro stessa musica, che di passato si è sempre nutrita di live: una batteria ancora una volta in evidenza, progressioni mozzafiato e il riferimento alle loro scale, di inviluppi e progressioni vertiginose è più che una sensazione di logica e ingegno. Dopo un singolo così ambizioso, che è stato concepito e realizzato per essere “definitivo”, in grado di riassumere e approfondire ogni aspetto della musica degli artisti coinvolti, preconizzare possibili scenari futuri non è facile. “The Mars Rover Mission” é una produzione del trio “mittel-europeo” che lascia aperta la porta a nuove future soluzioni e contaminazioni non solo alla musica elettronica ma anche alla scienza e alla esplorazione.

    La Mars Exploration Rover è stata una missione di esplorazione di Marte, dove sono stati impiegati due rover identici chiamati Spyrit e Opportunity. Il lancio è avvenuto nel 2003 e i rover sono giunti su Marte nel gennaio del 2004, in due diversi punti del pianeta. Entrambi hanno superato di gran lunga la loro operatività prevista di 90 sol : Spirit è rimasto operativo fino al 22 marzo 2010, mentre Opportunity fino al 10 giugno 2018.

    Il lavoro svolto in studio e di produzione si svolge in completa armonia e in sequenze elettroniche live. Quello che è sicuro è che, fin troppo fedele alle sue intenzioni programmatiche, “The Mars Rover Mission” non solo è già un “classico” della produzione del trio con i suoi otto minuti e 14 secondi, ma lascia aperta la porta a nuove future soluzioni e contaminazioni. Le composizioni degli Arbeiter si basano su un’idea che viene reiterata in continuazione, con l’aggiunta di piccoli suoni e con il costante ritmo martellante tipico di certa musica techno. Eppure sarebbe riduttivo definire gli Arbeiter come dei “rielaboratori” di antiche idee : il loro singolo è pieno di piccoli magisteriis che, anche grazie all’accompagnamento di ottimi stratagemmi, riescono a sfondare e a creare un vero e proprio “suono” unico. A metà della traccia si entra nel vivo: sembra di essere capitati in un club, dove, ora con i rumori di Marte, ora con le onde sub-wave in sottofondo, non ti chiedi quanti sono i minuti passati, ma muovi la testa e ti lasci incastrare in un tunnel sonoro ipnotico…ed é bellissimo.

    Uno stile nuovo, una visione del mondo della musica innovativa, una grande forza sonora per questi elementi che ha permesso ai tre di diventare veri e propri baluardi della musica elettronica a Udine(FVG – Italy)) e non solo. Registrato e prodotto a Trieste il singolo sarà presentato negli store in distribuzione digitale e in radio questo autunno.

    Bio Arbeiter : Trio elettronico, propone un live set e produzioni costruite totalmente su macchine analogiche e digitali, senza l’utilizzo di alcun laptop: drum machines, sintetizzatori, e quant’altro sia collegabile via midi o in control voltage, si uniscono per formare un sound unico e potente. L’improvvisazione, in termini jazz, insita nel loro approccio all’elettronica, ne ha contraddistinto il suono, che si colloca a metà tra techno, house ed electro e molto altro. Il trio Arbeiter è composto da Dave Octave, il professore Paolo Uanza Franzon, e Luca “Jama” Zuccato. Hanno pubblicato per Mozzarella Recordings (Francesco Brini) e diverse compilation per Funeral Records Autoproduction (Alessandro Vezzoni) e White Dolphin Records (Devis Simonetti), svolgendo anche diverse collaborazioni con artisti /Dj e band del panorama musicale internazionale.

    Link FB : arbeiter

    Etichetta : White Dolphin Records @wdrpress @digitronikscorporation

    Devis Simonetti

  • 404 “Black glass of gin” è il primo album del duo romano ispirato al brit-pop anni ‘90.

    Otto tracce caratterizzate da una spiccata passione per il brit-pop 

    Release album 7 ottobre

    È il Brit-pop anni ‘90 l’elemento fondamentale del progetto musicale di Giuseppe e Massimo. Fin dalla nascita il duo ha deciso di non rinnegare il debito verso i grandi artisti del Regno Unito e le band che hanno caratterizzato un’era, cercando però di mescolare l’atmosfera londinese di quegli anni alle sonorità che caratterizzano ora l’It-pop. Con questo spirito nasce  “Black glass of gin”, primo album della formazione nata nel 2019. Un disco di otto tracce in inglese che contengono, ognuna in maniera diversa, omaggi, citazioni, tributi alle band centrali della cultura musicale inglese come Blur, Oasis e Kasabian, per citarne alcune. 

     

    «Il nostro progetto musicale si fonda innanzitutto sulla nostra profonda passione per tutto il movimento brit-pop ’90. Gruppi come Oasis, Kasabian, Blur, The Verve o Arctic Monkeys sono la nostra grande ispirazione, oltre ad essere stata la musica con cui siamo cresciuti, essendo entrambi figli della prima metà degli anni Novanta.

    Il nostro obiettivo è quello di far rivivere ancora una volta quelle sonorità, cercando di ammodernarle e renderle attuali e attrattive anche ai gusti dei più giovani ascoltatori, senza dimenticare ovviamente i veri fans del brit-pop, sperando di poter far risuonare nelle loro orecchie i fasti e i ricordi della loro infanzia o gioventù e chissà magari anche divertendoli a sentire e trovare i vari omaggi e citazioni a quei gruppi che  abbiamo inserito nei nostri testi» 404.

     

    Autoproduzione

    Release album: 7 ottobre

     

    Track by track

     

    Black glass of gin 

    La title track è un brano estremamente “up” e quasi dance. Si discosta da quelle sonorità tipiche “brit-pop” del duo, anche se, secondo alcune persone che l’hanno ascoltata live, la parte di basso della strofa ricorda quella di “Girls and Boys” dei Blur. Il brano parla di un stupenda storia d’amore e si può tranquillamente dedicare a tutti coloro che si amano alla follia.

     

    Papers on the rain

    Il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album è un inno al “non vedere mai il bicchiere mezzo vuoto” ma, anzi, credere che a prescindere da quale sia la propria situazione sicuramente, un futuro migliore prima o poi arriverà. Alla strofa in cui viene raccontata una fase di vita non semplice, fa da contrasto l’esplosione del ritornello in cui si incita a guardare il futuro con positività, continuando a credere in se stessi e nelle proprie idee. Per certi versi il senso del brano è molto simile a “Stop crying your heart out” degli Oasis: non bisogna perdersi d’animo, ma rimboccarsi le maniche, perché un domani migliore arriverà. 

     

    Little young kid

    Una canzone che parla a noi stessi, a quel piccolo bambino che è in noi, che ha dei sogni, delle speranze e delle passioni. Non lo abbandonate, non lo merita.

     

    Never forget her

    La canzone più onesta e vera dei 404. Sentimento al 100% che suonata live è la più cantata dal pubblico. 

     

    Mad man 

    Un brano che parla di come non sempre tutto nella vita vada come si vorrebbe e come si sperava potesse andare. L’unica vera cosa importante è sapere di aver fatto il possibile e di aver dato il massimo per la causa. Il brano riprende le sonorità dei Kasabian ed è stato il primo singolo pubblicato dai 404 nell’aprile 2021.

     

    Absent

    Brano malinconico che parla di mancanze, di qualunque specie, che siano affettive, di amicizia, di rapporti e di come la solitudine si possa trasformare in un mostro interiore.

     

    Michelle Burnage 

    La canzone è a tutti gli effetti un omaggio alla musica brit  e alle sue radici con un testo pieno di citazioni, a partire dal titolo, in cui Michelle sta per la celebre canzone dei Beatles e Burnage per il quartiere di Manchester dove sono nati i fratelli Gallagher. Nel ritornello questa fantomatica donna diventa la figlia della Sally di Don’t look back in anger degli Oasis, mentre nelle strofe sono presenti citazioni di canzoni dei Kasabian, Coldplay e Arctic Monkeys. 

     

    On the hill

    Omaggio a Quentin Tarantino e al suo cinema, in particolare al film “C’era una volta a… Hollywood”. È un brano acustico, delicato.

     

    Contatti e social: 

     

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/4YkG101FOE8zOIPctidKEQ?si=QB8ZXvyLTBuXBb47IilRsQ

    Apple Music: https://music.apple.com/it/artist/404/1564138375

    Instagram: https://www.instagram.com/404_officialmusicband/ 

     

    BIO

    I 404 è una band originaria di Roma, nata nell’estate 2019 dall’idea di Giuseppe Buongiorno, chitarrista e compositore di tutti i brani. Massimo è la voce dei 404, mentre al duo originario, durante i live si uniscono un batterista e un bassista.

    Il loro sound è ispirato al brit-pop anni ‘90, mixato alle sonorità più attuali e nostrane. 

    Nell’aprile 2021 pubblicarono il loro primo singolo “Mad Man”. Il 16 settembre è uscito il singolo “Papers on the Rain” che ha anticipato l’album “Black Glass of Gin” pubblicato il 7 ottobre.

     

    fonte: http://www.laltoparlante.it

  • Sergio Battista secondo classificato al XX Premio letterario Il Delfino

    Il cinema dalla parte degli ultimi, il saggio di Sergio Battista si piazza alla seconda posizione categoria saggistica del XX Premio letterario Il Delfino promosso dalla Pro loco del Litorale Pisano.
    Abbiamo posto a questo proposito alcune domande all’autore:

    Sergio sei soddisfatto del risultato conseguito al primo concorso al quale hai partecipato con Il cinema dalla parte degli ultimi?

    Risposta: Certamente, il secondo posto in un premio letterario credo sia un ottimo risultato, significa che il libro è stato apprezzato dai membri della giuria, quindi da lettori esperti, critici su contenuti e linguaggio. Si, sono soddisfatto.

    Domanda: Hai avuto qualche apprezzamento particolare che ci vuoi riportare?

    Risposta: Si, il commento più importante che mi è stato rivolto riguarda il fatto che il libro è scritto in un linguaggio comprensibile a tutti, con pochi termini tecnici e ancor meno accademismo. Questo era proprio il mio intento iniziale: far giungere dei concetti, a volte anche complessi, in maniera semplice. Altri commenti che mi sono stati riservati riguardano poi il fatto che ho realizzato un gran bel lavoro. E questo mi inorgoglisce.

    Domanda: Una volta portato a casa un risultato come questo che si fa?

    Risposta: Niente. Si continua a studiare e a ricercare. Si incassa l’apprezzamento, che sicuramente fa morale, e si guarda oltre. Sicuramente parteciperò ad altri premi e poi già sto lavorando ad un altro progetto.

  • Una villa rinascimentale e una coppia di antieroi protagonisti del giallo “L’amico fedele” di Daniele Gonella

    Vicenza – Quali misteri si celano dietro i maestosi cancelli della Villa Bocchese e nel suo enorme parco in collina, tra viali alberati, prati e boschi ombrosi? Che fine ha fatto il proprietario, l’imprenditore Claudio Bocchese, partito per un viaggio d’affari e scomparso nel nulla? E che ne è del suo gatto Fijodor, uno splendido esemplare di Certosino, dagli occhi gialli? Sono questi i quesiti che dovranno risolvere un investigatore improvvisato e spregiudicato, Leo Rodgher, e un goffo tuttofare, Boris Castaman, protagonisti del giallo “L’amico fedele” di Daniele Gonella, pubblicato da Youcanprint.

    Daniele Gonella (Trissino, 1984) è un appassionato lettore di libri gialli, che ha deciso di scriverne uno. “L’amico fedele” segna, appunto, il suo esordio sulla scena letteraria. La storia è ambientata ai nostri giorni, nel piccolo mondo della provincia veneta. Protagonisti, due anti-eroi da commedia italiana. Leo Rodgher e Boris Castaman, coinquilini, cercano di sbarcare il lunario. L’uno, con piccoli incarichi da investigatore privato. L’altro con riparazioni, traslochi e lavoretti qua e là. Alla fine del mese si ritrovano puntualmente in bolletta. Così Boris spinge Leo a darsi da fare per ritrovare un gatto, che si è allontanato da Villa Bocchese. I proprietari hanno promesso una ricca ricompensa a chi glielo avrebbe riportato.

    La villa rinascimentale della famiglia Bocchese sorge su una collina, circondata da un’immensa tenuta di giardini, viali, prati e boschi. All’interno della tenuta sopravvive il rudere di un antico castello, semidistrutto da un incendio. La facoltosa famiglia che risiede nella tenuta è salita di recente agli onori delle cronache per la sparizione di Claudio Bocchese, a capo di un piccolo impero finanziario. L’imprenditore, partito all’improvviso per un viaggio di affari in Germania, è sparito nel nulla. La sua macchina è stata ritrovata in terra tedesca. Di lui, invece, si è persa ogni traccia. Le tensioni interne alla famiglia e i rilevanti interessi economici in ballo hanno fatto pensare a una scomparsa volontaria. A sospettare che le cose siano andate in maniera diversa è, invece, Leo Rodgher che, nel tentativo di riportare il gatto scomparso ai legittimi proprietari e di incassare la ricompensa, sente “puzza di bruciato”. Così decide di indagare, di sua volontà, per vederci chiaro. Nelle indagini coinvolge anche il povero Boris come infiltrato tra i giardinieri della villa. Da qui si dipartono una serie di rocambolesche vicende, che avranno come suggestivo scenario la misteriosa tenuta e come attori i suoi abitanti, l’autorevole donna Erminia, la figlia Michela, il piccolo Niccolò, il viscido avvocato Filiberto Varotto, curatore degli affari di famiglia, e il personale di servizio. Chiave di volta dell’intera costruzione narrativa sarà proprio il felino Fijodor, “l’amico fedele” cui allude il titolo, che consentirà agli inquirenti di risolvere il caso.

    Come nella migliore tradizione del genere, Gonella costruisce un giallo in cui ogni minimo dettaglio o particolare apparentemente insignificante diventa importante per la soluzione finale, in una logica narrativa stringente. La scrittura sobria, scorrevole e a tratti ironica rendono particolarmente piacevole e avvincente la lettura di questo romanzo di esordio che ci rivela il profilo di un autore e di un’opera già maturi.