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  • Qui Arrotino si espande in nord Italia

    La Lombardia come primo step di sviluppo per arrivare in tutta Italia e, nei prossimi anni, anche nei principali paesi europei (Francia, Germania, Spagna). Qui Arrotino, il servizio di arrotino professionale distribuito in esclusiva dalle tabaccherie, dopo gli oltre 400 rivenditori già attivi da qualche anno a Roma, ha chiuso nei giorni scorsi l’accordo per la distribuzione del servizio anche a Milano.

    L’azienda, giovane ma con una consolidata esperienza nel settore, nasce dall’intuizione e dal connubio di due giovani, Tiziano e Andrea (poco più che 20enni) ed un esperto arrotino. L’idea alla base è quella di dare professionalità e un’organizzazione imprenditoriale ad uno dei mestieri più antichi del mondo, sfruttando i moderni sistemi di comunicazione e la più grande rete distributiva d’Italia: quella delle tabaccherie.

    Tradizione e innovazione sono le due anime della nostra azienda” spiega Tiziano Di Biase, Responsabile Amministrazione, Logistica e Customer Service di Qui Arrotino. “Vogliamo rilanciare e rendere moderno questo servizio, facendolo conoscere anche alle nuove generazioni e arricchendo con il nostro dinamismo quella patina di folklore che ancora oggi permea la figura dell’arrotino”.

    Come funziona il servizio Qui Arrotino

    Comodo, economico e veloce. Il servizio viene distribuito in esclusiva dalle tabaccherie, con un sistema semplice ed estremamente pratico: il cliente consegna gli oggetti da affilare al tabaccaio e, dopo la ricezione di un sms, entro massimo tre giorni può andare a ritirarli lavorati. Il tabaccaio gestisce solo ritiro e riconsegna, tutta la lavorazione viene realizzata e curata in laboratorio, utilizzando strumentazioni moderne e sotto la supervisione di un addetto al controllo qualità, con oltre 40 anni di esperienza nell’affilatura di qualsiasi oggetto da taglio.

    Avvalersi del servizio conviene, perché con lo stesso costo di acquisto di un nuovo strumento ne vengono “rigenerati” tre: gli oggetti, oltre ad essere ottimamente affilati, vengono anche lucidati e ritornano come nuovi.

    Gli articoli per estetica guidano le lavorazioni

    Viene spontaneo associare la figura dell’arrotino all’affilatura dei coltelli, ma gli oggetti maggiormente lavorati da Qui Arrotino per le famiglie sono per il 70% attrezzi per manicure/pedicure (forbicine, tronchesine, sgorbiette) e forbici di ogni tipo (da sarto, giardiniere, ecc), mentre solo il 30% è rappresentato da coltelli (da tavola e da cucina), lame dei robot da cucina nonché attrezzi da giardinaggio, caccia e pesca.

  • Floreka 2018: Donne e Natura

    Torna la mostra mercato di giardinaggio e produzioni creative. Protagoniste: le donne

     

    Le piante? Parlano! e probabilmente la lingua delle donne. Lo sanno bene le “Petale”, infaticabili amanti del verde, volto e cuore dell’Associazione Petali e Parole che per l’11esimo anno consecutivo, sabato 28 e domenica 29 aprile, organizza la kermesse di giardinaggio e arti creative «Floreka: Donne e Natura, Lei ci parlerà di Natura». Una rassegna dedicata agli amanti del pollice verde, e non solo, che nell’ultima edizione è riuscita a coinvolgere oltre 7 mila persone e che quest’anno punta a fare ancora di più con una veste tutta al femminile: gli incontri a corollario della mostra-mercato, infatti, avranno per protagoniste le donne.

    DONNE CHE SI RACCONTANO

    Si parte sabato con Elena Macellari, agronoma e paesaggista, autrice del libro “Le signore della botanica: storie di grandi naturaliste italiane” che, con un attento e minuzioso lavoro di ricerca, ha ricostruito gli studi di numerose botaniche del ‘900 come Eva Mameli Calvino, Eleonora Francini, Albina Masseri e Camela Cortini (h. 11.00). A seguire nel pomeriggio (h. 15.30), sempre per il ciclo «Passioni che divengono mestieri», Camilla Zanarotti, racconterà di come la sua passione per la musica si sia accostata a quella per il paesaggio durante l’incontro “Musica e Agronomia»; agronoma e architetto del paesaggio, Zanarotti è esperta di progetti di restauro di parchi storici e autrice de “Porcinai ed il paesaggio”, I giardini delle ville venete” con il fotografo Dario Fusaro e di “Più orto che giardino” con Simonetta Chiarugi. Domenica 29 Simonetta Chiarugi sarà protagonista dell’appuntamento «Dalla moda ai giardini» per il ciclo «Passioni che divengono mestieri» raccontando la sua esperienza: dal mondo della moda, alla passione per orto e giardino che diventa un mestiere, passando per la creazione del seguitissimo blog Aboutgarden, fino alle recenti pubblicazioni (h. 10.30). Ancora domenica, un‘altra donna speciale: Cristina Mostosi racconterà del suo Giardino delle Iris a Trebecco, simbolo di un legame familiare che, nel ricordo di suo papà, è riuscita a trasformare da luogo di ricordi in instancabile ed appassionata opera di divulgazione e, forse, nel mestiere della sua vita (h. 16.30). Ad accompagnare nei loro racconti le ospiti di Floreka sarà Lorita Biffi, appassionata libraia, anima della libreria Spazio Terzo Mondo.

    Per tutti gli appassionati di giardini e natura che vorranno incontrare le Camilla, Simonetta, Elena e Cristina tutte assieme in un unico appuntamento, sabato pomeriggio le quattro special guest dialogheranno sul filo conduttore di questa edizione di Floreka: “Donne e natura”. (h.17.00)

    Affiancheranno i racconti delle nostre protagoniste, le esperienze innovative di giovani che hanno deciso di riscoprire e/o recuperare la terra. Questa edizione di Floreka, infatti, dedicherà spazio ed approfondimento ai racconti di chi recupera antiche tradizioni (il mais spinato di Gandino) a chi sperimenta nuove coltivazioni, (il Tropico dei Colli) e a chi coltiva fiori e si inventa un mestiere, come accaduto con Edwin e Nitsuhe con il loro progetto Tulipani Italiani. Il tutto, tra la magia di laboratori e corsi ispirati ad arte e natura dedicati ai più piccoli, attività educative volte a promuovere lo sviluppo di una cultura sostenibile, momenti musicali ed enogastronomici che, come da tradizione, renderanno per un week end la manifestazione un punto di attrazione imperdibile per tutti i green lovers.

    INCONTRI E APPUNTAMENTI

    Dopo l’inaugurazione, domenica si parte con Rose Rifiorentissime «Coltivazione delle Rose» (h. 14.30) e «Cura delle piante grasse» con Giorgio Tomio (h. 15.00); a seguire «La gioia di coltivare un agrume nella nostra casa» con il Vivaio Ghellere (17.30) e la dimostrazione di composizione floreale «Bouquet di primavera» con il fiorista Mazzoleni (h. 18.00). Per concludere la giornata dalle 19 l’Happy FL-Hour con musica dal vivo con il trio Très Manouche.

    Domenica si prosegue con «Cura, coltivazione e utilizzo delle aromatiche» a cura di Floricoltura del Bosco (h. 9.00), l’incontro «Edwin e Nitshue. Un coloratissimo campo di tulipani sboccia in città» con Tulipani Italiani (h. 14.30) e il Lab «Cupcakes in Fiore» con i Pasticcioni (h. 15). E, da non perdere, il convegno con show cooking «Lo sapevi? I fiori si mangiano» per scoprire con Fioreat, Francichef – volto noto anche della trasmissione Tv La Prova del Cuoco – e Fiori commestibili bio Carmazzi, tutte le proprietà nutritive – antiossidanti, antitumorali e organolettiche – dei fiori edibili, il loro tradizionale linguaggio e il loro significato (h.15.00). In entrambe le giornate i laboratori a cura di Tropico dei Colli «Giardini utili. Piante utili, sempreverdi e a bassa manutenzione» e «Verde insolito. Coltivazione e cura delle carnivore» a cura di Daniele Righetti.

    LABORATORI PENSATI PER I PIÙ PICCOLI

    Durante l’intero weekend anche laboratori per i bambini a cura di Trentunodi: «Cresco sempre di più: seminare, giocare, crescere. Il tempo dell’attesa» (sabato h. 10.30 e 17.30, domenica 17.30). «Mani che creano con gioia. I colori delle emozioni» (sabato h. 16.00, domenica h. 10.30 e h.16).

    CURIOSITÀ FLOREKA 2018

    Il programma, come ogni anno, sarà arricchito da un appuntamento dedicato ad arte e natura – la mostra fotografica «Lumen Print» di Danilo Pedruzzi e da momenti di puro relax – i mini trattamenti zen e shiatsu con la scuola Zen Shiatsu, accompagnati da piacevoli Flash mob musicali nel parco. Poi spazio all’intrattenimento tra libri e caffè con Spazio Terzo Mondo, il Bistrot a cura di M1.lle Storie & Sapori e i corner food a cura di Pasticcioni e Birrificio Artigianale Elav.

    Diffondere la conoscenza della natura, dell’ambiente, del paesaggio e del florovivaismo, parlare di buone pratiche, coltivazioni agricole e della produzione del cibo, ma anche di giardini e di fiori, si può fare in molti modi, ma per le Petale è diventata una missione senza mai dimenticare lo spirito che ha fatto nascere tutto questo: l’amicizia e la condivisione!  Ed è questo che gli appassionati di Floreka respirano da anni durante la due giorni.

    «Quest’anno ci siamo volute fare un regalo: dedicare l’undicesima edizione di Floreka alle donne! Saranno proprio quelle donne, a cui le piante, i fiori, i giardini, l’ecologia, la sostenibilità hanno cambiato la vita, infatti, a declinare quest’universo. Il risultato sarà un fiorire di contaminazioni creative, di sensazioni e sensibilità diverse ma tutte rivolte alla condivisione dei temi che sentiamo nostri. Non mancate!» – raccontano le Petale, le amiche fondatrici dell’associazione Petali e Parole.

    ASSOCIAZIONE PETALI E PAROLE

    Amiche d’infanzia, innamorate della natura e dei suoi meravigliosi frutti. Le Petale, sono l’anima di Floreka, manifestazione che hanno creato 11 anni fa fondando l’Associazione Petali e Parole con l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza del paesaggio, del verde e del florovivaismo, sensibilizzando al consumo critico e diffondendo la cultura della biodiversità. Donne appassionate, ognuna con una propria professione, che dedicano a Floreka energia e creatività operando da anni nella costruzione di una rete di sinergie efficaci con gli ospiti, gli espositori e altre numerose associazioni e realtà amiche con l’obiettivo condiviso di far vivere lo spirito unico di Floreka. Le Petale si occupano di ogni attività: dalla scelta del tema, alla gestione della segreteria, dalla pubblicità alla logistica senza lasciare nulla al caso affidandosi a collaborazioni di fiducia con partner qualificati. Il risultato è un percorso di sostenibilità e bellezza che in 11 anni ha portato a straordinarie soddisfazioni. Floreka: la festa del verde per tutte le età!

    Per informazioni http://florekabg.wixsite.com/floreka 

  • UK: Alessandro Benetton annuncia una nuova joint venture per 21 Partners

    21ASI è la joint venture nata dalla partnership tra 21 Partners e Aberdeen Standard Investments: sarà Alessandro Benetton a guidare il CdA della neonata società nel ruolo di Presidente.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton lancia un nuovo fondo di private equity: la nascita di 21ASI

    21 Partners di Alessandro Benetton e Aberdeen Standard Investments si sono unite per dare vita a 21 Aberdeen Standard Investments Limited. La joint venture con sede a Londra lancerà nel corso dell’anno un nuovo fondo di private equity del valore di 1 miliardo di euro. La strategia è la stessa su cui il gruppo fondato dall’imprenditore di Treviso nel 1992 ha improntato la propria attività: investire in società con notevoli margini di crescita, supportandole nelle sfide che sono chiamate ad affrontare quotidianamente nel proprio settore e in fasi delicate come quelle di successione e passaggio generazionale. A individuare le realtà su cui puntare saranno 21ASI, i suoi partner e gli altri stakeholder, mentre il Presidente di 21 Partners Alessandro Benetton è stato scelto per guidare il CdA della nuova società.

    21ASI: le parole di Alessandro Benetton sulla joint venture

    Non nasconde la propria soddisfazione Alessandro Benetton nel commentare l’operazione che ha portato alla nascita di 21 Aberdeen Standard Investments: “Sono entusiasta di questa iniziativa avviata con un partner di grandissimo standing” ha affermato il Presidente di 21 Partners, sottolineando come le due realtà abbiano in comune gli stessi principi ispiratori. “La creazione di valore sostenibile nelle aziende sempre più richiede tempi adeguati e visione industriale” ha inoltre aggiunto Alessandro Benetton ribadendo di essere convinto delle potenzialità del nuovo fondo innovativo: “Una combinazione di fattori perfetta per aiutare imprenditori e aziende ad affrontare e gestire le sfide che il mercato pone senza modificare il controllo delle imprese”. Come nel modus operandi di 21 Partners infatti, anche 21ASI entrerà nelle realtà terze attraverso l’acquisizione di quote non di controllo, con un orizzonte di investimento a lungo termine, mantenendo in capo agli imprenditori la quota di maggioranza del proprio business.

  • Ospita tutte le tue damigelle per un brunch a tema vacanza o un cocktail party

    Abbastanza 
    gioielli è un’opzione facile quando si sceglie un regalo di festa per la vostra addio al nubilato. Dagli orecchini ai braccialetti ai materiali fatti a mano, ci sono infinite opzioni che si adattano perfettamente alla tua personalità. Punti bonus, se scegli qualcosa nei colori del tuo matrimonio che può portarti alle docce e alle celebrazioni imminenti! 

    The Gift Passing 
    On Un servizio in abbonamento può sembrare una facile via d’uscita vestiti impero, ma con così tante opzioni ora vestiti donna online, le tue damigelle saranno seriamente grate! Dai ritocchi mensili al club del libro del mese e non possiamo dimenticare la consegna mensile del vino, c’è un servizio di abbonamento là fuori perfetto per ciascuna delle tue damigelle uniche! 

    Estendi un invito



    Se tutto il resto fallisce, o crunch tempo seriamente, ospita tutte le damigelle per un brunch a tema vacanza o cocktail party! Ameranno passare del tempo con te e sarà una grande opportunità per conoscersi, anche se non sono già bestie!

  • Attività Commerciali Storia ed Evoluzione dei Compro Oro Firenze

    Compro oro Firenze è una scritta che nel capoluogo toscano si trova spesso per le vie e per le piazze della città, a Firenze prima che in altre zone di italia questa tipologia di attività commerciali si è diffusa in modo capillare in tutte le zone più o meno centrali della città.
    Dai primi anni del nuovo millennio la diminuzione dei fatturati delle gioiellerie ha messo in crisi quei negozi che vendevano gioielli e oggetti preziosi costringendo i titolari a scelte difficili, alcuni hanno diversificato il proprio business cominciando a vendere gioielli realizzati con materiali meno nobili dell’oro e delle pietre preziose offrendo gioielli con design accattivanti ma con prezzi molto inferiori a quelli dei gioielli preziosi.
    Altri titolari hanno diversificato queste attività commerciali trasformandosi da gioiellerie a compro oro Firenze, questo genere di business esisteva anche prima del boom dei compro oro ma era relegato ad un volume marginale rispetto alle vendite dei gioielli nuovi.
    Spesso le gioiellerie ritiravano i gioielli usati senza offrire un pagamento diretto ma soltanto come sconto sull’acquisto di un nuovo gioiello come avveniva nel mercato delle automobili.
    Chi voleva vendere i propri oggetti preziosi era spesso costretto a rivolgersi ai banchi dei pegni che in cambio degli oggetti elargiva un prestito di un valore marginale rispetto al reale prezzo del gioiello.
    In pochi anni a causa del mutamento della condizione economica generale, che ha portato molte persone a soffrire una netta diminuzione della disponibilità di contanti, l’offerta di gioielli e oggetti in oro è aumentata esponenzialmente, questo ha di fatto creato le condizioni per la nascita delle attività commerciali conosciute come compro oro che a Firenze ed in altre città ricche hanno di fatto acquistato grandi volumi di oro usato di persone in difficoltà economica.
    Fin dall’inizio si è creata una forte concorrenza tra i vari operatori che ha determinato un offerta di prezzo per l’oro usato più alta rispetto a molte altre zone di italia, questo ha attratto molte persone che venivano a Firenze per vendere oro usato anche da altre zone di italia.
    Fino al 2011 il volume di affari dei compro oro Firenze e non solo è stato molto elevato complice anche un quotazione oro record che in quel periodo arrivo a toccare il massimo storico assoluto di 1900 dollari l’oncia.
    Dopo questo periodo il volume di affari dei compro oro ha cominciato a diminuire anno dopo anno anche per la minor disponibilità di oro da vendere da parte delle persone, a quale ha contribuito anche il perpetrarsi dello stallo delle vendite dei gioielli e degli oggetti preziosi in generale.
    Oggi dopo anni il settore compro oro a Firenze è sempre ben presente anche se non con i numeri di qualche anno fa, gli operatori presenti sono attività ben strutturate condotte da seri professionisti che acquistano oro usato secondo la nuova legge che ha introdotti forti limitazioni e vincoli precisi a questo genere di attività.

  • Le opere teatrali offerte ai turisti di Verona

    Verona è stata nuovamente portata alla ribalta da tutti i turisti per via di una pellicola arrivato in Italia qualche tempo fa che fa rivivere una storia legata a ai due famosi amanti, protagonisti storici e letterari della città. La pellicola si chiama Letters to Juliet e la trama racconta valanghe di sogni ad occhi aperti e occasioni romantiche. Dunque se non vi basta la novella strappa lacrime e da batticuore dei due protagonisti del romanzo, una nuova dose di sospiri e per una volta un finale allegro sono assolutamente pronti ad accogliere romanticoni e donzelle in cerca di ogni età. Verona può essere visitata senza problemi anche solo passeggiando, se il clima lo permette, e gran parte delle strutture ricettive sono ubicate comodamente al’interno della cornice del centro storico.
    Anche se l’HB in alloggio è sempre meglio per questioni legate alla organizzazione del viaggio, a volte fare uno strappo alla regola e prenotare la sola colazione o della colazione soltanto un pasto ci dà la possibilità di scoprire delle chicche di cucina che in altro modo soggiornando a Verona non avremmo modo di provare. Se invece vi sentite proprio turisti all’avanguardia, semplicemente andate a zonzo per le strade ad ora di pranzo o cena. E possibile che tra un vicoletto ed una stradella infilata senza manco volerlo troverete il piccolo ristorante che non serve soltanto i turisti ma che saprà offrirvi èpietanze che neanche vi immaginate. In ogni caso Verona non è solo location per innamorati, ma anche una città moderna dalle atmosfere metropolitane, basta allontanarsi un po’ dal centro per accorgersene. Palazzi dall’architettura avveniristica e grossi centri congressi dotati di ogni essenziale tecnico sono pronti ad vezzeggiare manager e uomini con la 24 ore di ogni età e livello professionale. E, ancora, come non parlare il capolavoro d’arte che è l’Arena di Verona: un anfiteatro romano tra i più visitati, nonché perfettamente mantenuti al mondo. L’arena si trova proprio in pien centro storico della città, dandole una imponenza artistica che non ha eguali.  E anche se così non dovesse essere, niente paura, l’arena è accessibile da tantissime stradine dei dintorni, per cui anche chi sceglie un alloggio non proprio davanti alla struttura può ammirarla durante sue passeggiate senza troppi problemi.
    Secondo le notizie di oggi soprattutto nella bella stagione poi, l’arena di Verona si popola di musica e artisti provenienti da ovunque nel mondo. Il programma è di anno in anno più ricco di spettacoli, che toccano dalla musica al teatro al cabaret.
    Quando invece la città deve accogliere l’ inverno, l’arena cambia aspetto, diventando luogo di mostre e altri eventi più calmi, ed in ogni caso ricchi di cultura e fascino, proprio come il posto che li ospita. Pianificare il viaggio da casa oggi non richiede neanche il rivolgersi obbligatorio di una agenzia di viaggi, è sufficiente andare sul web e farsi un giro veloce anche semplicemente i siti dell’ente turismo e di promozione della città, per avere tutta l’arena ed il resto a portata di mano.

  • DOTMEDIA FIRMA LA COMUNICAZIONE PER IL MILLENARIO DELL’ABBAZIA DI SAN MINIATO AL MONTE

    Dotmedia, l’agenzia guidata dal CEO Davide Bacarella, seguirà la comunicazione per il Millenario dell’Abbazia di San Miniato al Monte, a Firenze, da aprile 2018 ad aprile 2019.

    L’Abbazia festeggerà con una serie di eventi, incontri e presentazioni i suoi mille anni, aprendo le porte a tutta la comunità.

    Per l’occasione Dotmedia è stata incaricata di sviluppare un progetto creativo che ha visto l’ideazione di un nuovo logo e un nuovo sito web, un portale eventi e un’app dedicata al Millenario.

    Il logo nasce dalla stilizzazione dello zodiaco pavimentale in marmo situato nella navata centrale dell’Abbazia. È uno dei simboli più carismatici e identificativi di tutta la sua architettura, capace di esprimere, anche se in miniatura, il profondo rapporto fra l’essere umano, il divino e il moto del sole.

    La parte centrale è isolata dal disegno complessivo e si colora dei toni che ricordano l’abbazia. L’avorio e le sfumature tra blu e verde del marmo, il rosso e l’oro del mosaico e infine l’azzurro del cielo, che delinea la facciata. Per il Millenario è stato pensato anche una versione del logo dedicata, che verrà utilizzata durante le celebrazioni e in tutti gli eventi collegati.

    Oltre a una identità visiva totalmente rinnovata, Dotmedia ha realizzato il nuovo sito web che racconta nelle pagine scritte da padre Bernardo la vita dei monaci all’Abbazia di San Miniato a Monte, descrivendo la storia e l’arte della basilica, la vita monastica e le attività dei monaci.

    Strettamente legati al Millenario sono il portale e l’app. Gli utenti potranno consultare tutto il programma dell’anno di celebrazioni, conoscere tutte le personalità e gli ospiti che interverranno.

    Per info e stampa: [email protected]

  • Ristrutturazione prima casa: 10 consigli per scegliere fra mutuo e prestito

    Nel 2017 sono state 700.000 le abitazioni ristrutturate approfittando dei tassi particolarmente vantaggiosi e delle detrazioni previste dalla legge (Fonte: Scenari Immobiliari). Molti italiani hanno scelto di chiedere in prestito a banche o finanziarie la somma necessaria per affrontare i lavori e, secondo l’osservatorio di Facile.it, quando si parla di ristrutturazioni, la richiesta media* è stata pari a circa 16.000 euro per i prestiti personali, 88.500 euro per i mutui. Ma quando conviene scegliere l’una o l’altra tipologia di finanziamento e come fare per evitare di pagare più del dovuto? Ecco i 10 consigli di Facile.it.

     

    1. Quanto chiedere. Il primo punto da valutare è quanto richiedere a banche e società del credito; in generale può convenire orientarsi verso un prestito personale se il taglio del finanziamento è più contenuto anche se, di fatto, è possibile richiedere sino a circa 70 mila euro. I mutui per ristrutturare, invece, sono la soluzione più indicata per chi mira a importi maggiori; non ci sono valori minimi e ogni istituto applica le proprie politiche, ma normalmente il credito viene concesso a partire dai 30.000 euro.

     

    1. Quale tasso considerare? Per valutare e confrontare le due tipologie di finanziamento è fondamentale il tasso. Non fermiamoci però al solo TAN (Tasso Annuo Nominale) e, piuttosto, teniamo in considerazione il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che include tutti i costi connessi al finanziamento, come le spese di istruttoria o perizia. Nello specifico, per i prestiti personali** per ristrutturazione, a seconda dell’importo e della durata, le migliori offerte hanno un TAEG che oscilla, attualmente, tra il 5,44% e il 7,98%. Per un mutuo ristrutturazione prima casa**, invece, bisogna scegliere tra tasso variabile (migliori TAEG tra lo 0,78% e lo 0,83%) o fisso (migliori TAEG tra l’1,50% e il 2,08%).

     

    1. I costi accessori cui fare attenzione. Abbiamo detto che sul costo complessivo del finanziamento gravano anche altri elementi, ma quali sono e quali le differenze tra i costi connessi ai prestiti e quelli legati ai mutui per ristrutturazione? Per il prestito personale sono da considerare, generalmente, le spese di istruttoria, di incasso e gestione rata, quelle di notifica e di chiusura pratica, l’imposta di bollo, e, se previsti, eventuali costi iniziali o assicurativi. Per i mutui ristrutturazione, invece, la lista non finisce qui e, quindi, le spese aumentano. In aggiunta ai costi sopra indicati, bisogna considerare il perito (in media il suo intervento costa tra i 200 e i 300 euro, variabili anche in funzione del numero di perizie necessarie) e l’atto (il cui costo è legato al valore dell’iscrizione ipotecaria) che il notaio dovrà redigere per finalizzare il mutuo. Bisogna mettere in conto anche i costi relativi all’assicurazione scoppio e incendio, obbligatoria per l’ottenimento di un mutuo ristrutturazione. Attenzione perché se l’abitazione è già coperta da una polizza di questo tipo, è necessario verificare che abbia le caratteristiche richieste per il nuovo finanziamento o, in caso contrario, occorre stipularne una nuova.

     

    1. Le garanzie richieste sono diverse. Per entrambi i finanziamenti è necessario, in primis, che il richiedente abbia un reddito fisso di importo sufficiente a sostenere le rate da rimborsare. Se per il prestito personale questo rappresenta, nella maggior parte dei casi, l’unico requisito richiesto, per il mutuo ristrutturazione, invece, è necessaria anche una garanzia reale, rappresentata dall’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile che si intende ristrutturare. Resta valido, per i mutui così come per i prestiti, che qualora l’istituto erogante lo ritenesse necessario, potrà richiedere ulteriori garanzie.

     

    1. Le tempistiche di erogazione variano notevolmente. Un punto di forza dei prestiti personali sono propri i tempi rapidi di erogazione, che variano generalmente tra le 24 ore e i 15 giorni; se il vostro nemico è il tempo, questa è senz’altro la strada più veloce da percorrere. Il mutuo ristrutturazione, invece, segue il normale iter di un mutuo tradizionale per l’acquisto casa che è notoriamente più lungo; solo per passare dall’istruttoria della pratica all’erogazione occorrono, in media, circa 60 giorni.

     

    1. Potrebbe essere utile un mutuo SAL? Altra differenza tra mutuo e prestito ristrutturazione è rappresentata dalla modalità di erogazione; con il prestito la somma viene sempre concessa in un’unica soluzione, mentre per il mutuo le opzioni sono due. In alcuni casi, soprattutto se l’importo richiesto è contenuto rispetto al valore complessivo dell’immobile, la banca potrebbe concede la somma in un’unica soluzione, al pari di un prestito personale; se invece l’importo richiesto è elevato, o addirittura superiore al valore che ha l’abitazione prima dei lavori di ristrutturazione, l’istituto di credito potrebbe proporre un cosiddetto mutuo SAL (Stato Avanzamento Lavori). Si tratta di una particolare formula di finanziamento che prevedere l’erogazione dell’importo in diverse tranches, ognuna rilasciata dalla banca solo dopo che un perito abbia accertato il nuovo valore acquisito dall’immobile all’avanzare dei lavori.

     

    1. Come scegliere la durata. Il prestito personale ha una durata massima di 10 anni e per questo motivo viene generalmente preferito per finanziamenti contenuti; il mutuo ristrutturazione, di contro, può arrivare anche a 30-35 anni. La scelta della durata del finanziamento deve quindi essere fatta in base all’importo complessivo che si vuole chiede, all’ammontare della rata mensile che si può sostenere e, non ultimo, all’età del richiedente. In generale è bene considerare che più è lungo il finanziamento, maggiore sarà il tasso di interesse applicato, ma il peso della rata mensile, essendo spalmato su un periodo maggiore, risulterà minore. Il mutuo resta, di fatto, l’unica strada percorribile se si vuole ripagare il debito in più di 10 anni. Se invece la durata è particolarmente breve, potrebbe convenire optare per un prestito personale, i cui costi accessori risultano minori.

     

    1. Cosa portare in detrazione. Sul fronte delle agevolazioni fiscali è il mutuo ristrutturazione prima casa ad uscire vincitore; se richiesto per l’abitazione principale, questo dà diritto a una detrazione annua Irpef del 19% degli interessi pagati sul mutuo (importo massimo su cui calcolare la detrazione: 2.582,25 euro). Il prestito personale, invece, non dà diritto ad alcuna detrazione. Per il proprietario rimane valida (indipendentemente dal fatto che si opti per un prestito personale, un mutuo, o persino attingendo dai propri risparmi) la possibilità di godere delle detrazioni fiscali legate all’intervento di ristrutturazione. In questo caso, se i lavori rientrano tra quelli previsti dalla legge, il proprietario può richiedere una detrazione Irpef pari al 50% del valore dell’intervento, fino ad un massimo di 96.000 euro, che verrà applicata nei 10 anni successivi alla ristrutturazione.

     

    1. Cosa fare se la casa ha già un mutuo ipotecario? Cosa accade se sulla casa da ristrutturare grava già un mutuo ipotecario? Due le alternative: se il proprietario vuole richiedere un nuovo mutuo, e non dispone di altre garanzie reali, la banca potrebbe proporre un mutuo sostituzione con liquidità per ristrutturazione, soluzione che consente di sostituire il primo finanziamento con uno nuovo che include anche una quota di liquiditàaggiuntiva da utilizzare per i lavori. In questo caso, però, attenzione alle somme richieste: l’istituto di credito non concederà un nuovo finanziamento se l’ammontare complessivo supera l’80% del valore dell’immobile. La seconda soluzione è il prestito personale che, come spiegato, non necessita di garanzie reali per essere concesso anche se, prima di dare l’OK, la società del credito verificherà che il richiedente abbia una capacità reddituale tale da permettergli di sostenere le rate dei finanziamenti in corso.

     

    1. Penali ed estinzione anticipata. Per entrambi i finanziamenti il debitore può decidere di estinguere il debito, totalmente o in parte, prima della sua scadenza naturale. A partire da febbraio 2007, per il mutuo ristrutturazione prima casa, la banca non può applicare alcuna penale per l’estinzione anticipata; nel caso di prestito personale, invece, attenzione perché a seconda del contratto sottoscritto, potrebbe essere previsto il pagamento di un indennizzo, compreso tra lo 0,5% e l’1% del valore del prestito, a favore della società che lo ha concesso.

     


     

     

    * Per i prestiti personali, l’analisi è stata realizzata su un campione di 53.506 richieste presentate tramite Facile.it e Prestiti.it tra l’1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017. Per i mutui, l’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 30.000 richieste presentate tramite Facile.it e Mutui.it tra l’1 aprile 2017 e l’11 aprile 2018.

    ** Calcoli effettuati su Facile.it in data 11/04/2018 ore 17.00. Per il prestito personale finalità ristrutturazione sono stati considerati i profili: importo richiesto 16.000 euro da restituire in 2 e 10 anni. Per il mutuo ristrutturazione tasso variabile e fisso sono stati considerati i profili: importo richiesto 88.500 euro, valore immobile 200.000 euro, da restituire in 15 e 30 anni.

     

     

  • «GRAN MILANO», l’aperitivo che non c’era

    Milano? È solo il Gran MilanoRovagnati, azienda leader nella produzione di salumi di alta qualità, presenta un nuovo esclusivo crudo dedicato alla città della Madonnina. Un prodotto TOP nel segmento salumi nato dalla nuovissima Linea Riserva della casa brianzola, pensato per onorare l’intrigante rito dell’aperitivo milanese e per diventare, da qui, protagonista indiscusso delle tavole di tutta Italia.

    Qualità, stile, autenticità. Il Gran Milano è l’aperitivo che non c’era. Un crudo nato solo dalle carni migliori, certificato in ogni fase della produzione, marchiato sulla cotenna, un crudo che nasce con la caratteristica forma detta “taglio redondo”, perfetto per il taglio al coltello. La guest star di serate glamour e conviviali, tra amici o in famiglia, per salutare la giornata con gusto e allegria. Non a caso, la prima «uscita ufficiale» del Gran Milano è stata all’imbrunire, durante un raffinato aperitivo organizzato presso la Terrazza Aperol, con vista sulla splendida Piazza Duomo.

    Ma quali sono gli ingredienti che rendono il Gran Milano tanto speciale? Solo tre le materie prime insostituibili: la carne, il sale, l’aria. Rovagnati usa solo le migliori carni di razze selezionate, scelte sapientemente presso fornitori con alimentazione controllata e rigorosi controlli in entrata. Per assicurare la migliore qualità, vengono utilizzati solo i maiali più pesanti, superiori al quintale di peso. Da fresco, il quartino è pari a 12 – 15 kg, superiore agli standard comuni. Ogni prodotto è numerato, limitato ed esclusivo, fornito interamente con l’osso, disossato solo su richiesta.

    Nessun nitrato o nitrito è utilizzato per la produzione. Il Gran Milano beneficia solo del miglior sale italiano, proveniente prevalentemente dalla salina di S. Margherita di Savoia, area naturale protetta della Puglia e prima salina d’Europa. A donare un tocco ancora più unico al Gran Milano ci pensano l’aria delle colline parmensi – dove viene prodotto – e il “Marino”, profumato vento dalle pinete della Versilia mitigato dai monti carsici della Cisa.

    Ma non finisce qui. Anche la stagionatura segue un processo unico nel suo genere: per più di 14 mesi, il crudo Gran Milano è custodito nelle cantine dello stabilimento di Ambra, a Felino, nel cuore della zona di produzione DOP del prosciutto di Parma, a due metri sotto terra, dove il peculiare microclima è in grado di garantire un prodotto organoletticamente superiore.

    E alla naturale predisposizione geografica dell’area parmense, territorio capace di assicurare la migliore stagionatura naturale dei prosciutti crudi, si unisce la cura distintiva di Rovagnati che, con accortezze costanti, assicura un accurato equilibrio tra la qualità della materia prima, la stagionatura e la salatura, creando un prodotto unico e inimitabile come il crudo Gran Milano.

    «Ci siamo ispirati al rito dell’aperitivo, diventato ormai parte dell’identità milanese e italiana. Il momento dello stare insieme per eccellenza, per divertirsi, raccontarsi, ritrovarsi dopo una giornata di lavoro. Ma happy hour, l’ora felice, non può essere davvero tale se non è accompagnata da un prodotto gustoso, di qualità eccellente, garantito in ogni sua fase di produzione. Volevamo un prodotto che potesse rivoluzionare il mercato, distinguendosi da tutti gli altri per il suo carattere forte e la sua straordinaria qualità. E allora: ecco il Gran Milano. Un crudo sincero, autentico, inimitabile a cui ci siamo dedicati con la passione e l’impegno di sempre. Perché da quasi 80 anni, ci prendiamo cura degli italiani, preparando per loro cibi buoni, sani e gustosi. È il nostro segno distintivo da sempre e si rinnova ulteriormente oggi, con la Linea Riserva e con il Gran Milano: serietà e responsabilità, dalla firma al cuore» – ha dichiarato il dott. Gabriele Rusconi, Direttore Generale di Rovagnati, presentando Gran Milano.

    E da aprile tutto il sapore di Gran Milano si potrà gustare non solo fuori, ma anche a casa: il nuovo crudo di casa Rovagnati sarà infatti disponibile nei migliori locali e gastronomie d’Italia.

  • Il 6% dei siciliani compra solo cibo prossimo alla scadenza perché in sconto

    Ogni settimana il 60% dei siciliani discute in famiglia per ragioni legate al risparmio domestico e addirittura più di 1 su 4 lo fa tutti i giorni (27%); in media, sono ben 9,6 le discussioni che, ogni mese, una famiglia siciliana fa a causa delle spese di casa. Un dato estremamente alto, pari a quasi il doppio rispetto alla media nazionale (5,8 discussioni al mese), che evidenzia come il risparmio sia molto sentito in regione. Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana per scoprire come viene gestito il risparmio all’interno delle famiglie.

    Ma quali sono le principali ragioni che spingono i siciliani a discutere sul risparmio? Alla domanda, il 58% degli intervistati siciliani ha risposto “perché uno di noi è veramente sprecone”, mentre il 48%, di contro, afferma che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti della famiglia.

    L’indagine ha voluto mettere a fuoco i comportamenti messi in atto dalle famiglie siciliane al fine di ridurre i costi. Interessante notare come le azioni più comuni siano legate al consumo d’acqua; i siciliani sono molto attenti a fare la doccia, dosando bene l’acqua, anziché il bagno (scelta indicata dal 67% dei rispondenti), o a chiudere il rubinetto quando si lavano i denti (64%), ma quando si tratta di usare la lavatrice o lavastoviglie solo se a pieno carico lo fa il 60% dei siciliani contro il 70,7% della media nazionale.

    Al fianco di queste azioni, atteggiamenti virtuosi ormai entrati tra le abitudini quotidiane, dall’indagine sono emersi anche comportamenti meno comuni e, in alcuni casi, forse eccessivi tanto che l’85% dei rispondenti siciliani (a fronte di una media italiana pari al 74%) dichiara di avere in famiglia un componente affetto da “manie da risparmio” al limite dell’esagerato.

    L’atteggiamento che più si distanzia dalla media nazionale risulta essere staccare le spine degli elettrodomestici quando non si usano; una vera e propria ossessione per il 47% dei siciliani, mentre a livello nazionale la percentuale si ferma al 28%. Altri comportamenti emersi dall’indagine sono il cambiare ogni volta supermercato per inseguire le offerte (30%), il mettere in folle l’auto se si è in discesa per non usare carburante (16%) o, addirittura, dividere in 2 i tovaglioli di carta per usarli più volte (11%).

    Fa riflettere un altro dato emerso dall’indagine: il 6% dei rispondenti siciliani dichiara di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto e per poter così risparmiare.

    Ma quanto risparmiano le famiglie siciliane? Nonostante gli sforzi, poco; secondo l’indagine il risparmio medio ottenuto in questo modo dagli abitanti dell’isola è basso; pari ad appena 188 euro all’anno, di molto inferiore alla media nazionale, che invece raggiunge i 239 euro.

    Dalla ricerca sono inoltre emerse indicazioni relative alle spese che incidono maggiormente sul budget familiare e assicurazione auto, luce e gas sono risultate essere quelle più importanti. Nonostante molti siciliani (42%) dichiarano di essere già riusciti nel 2017 a ridurre il peso della bolletta elettrica, questa rimane una delle voci che vorrebbero ulteriormente alleggerire (71%), seconda solo alla polizza auto, indicata come spesa su cui si desidera risparmiare dal 73% dei siciliani.

     

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

     

  • I chatbot di Facebbok: verso il futuro

     

    Da qualche mese è esplosa sul web la nuova iniziativa di Zuckerberg, ovvero il ChatBot di Facebook. Si tratta di chat virtuali e di una assistenza autonoma e automatica. Sono semplici da usare, l’azienda o l’imprenditore sceglie le risposte automatiche da inserire seguendo un percorso e offrendo al clienti opzioni di risposta; ogni risposta porterà ad un’ulteriore messaggio automatico.

     

    Scopri le caratteristiche delle chat virtuali di Facebook?

     

    Appaiono come una semplice chat, ma in realtà è molto di più, veloce e automatica, interagisce con gli users in maniera autonoma. Si tratta di programmi autonomi che hanno la funzione di rispondere e/o posse domande a tutti colori che avviano una chat per avere informazioni e quant’altro. I BotChat di Messenger hanno degli obiettivi ben precisi: creare sistemi di vendita automatizzati; aumentare i ritorni degli investimenti fatti nelle campagne pubblicitarie su Facebook; cercare nuovi potenziali clienti; fidelizzare i vecchi clienti; targetizzare gli utenti a seconda delle loro interazioni con il robot.  Hanno una percentuale di visualizzazione approssimativamente del 92%, questo sta ad indicare che gli utenti Facebook tendono generalmente a leggere e guardare i  contenuti che arrivano per messaggio privato su messenger. Si tratta quindi di un elevato potere di pubblicità e di sponsorizzazioni, niente più email ignorate, niente più newsletter indicate come spam!

     

    Perché i chatbot di Facebook sono il futuro?

     

    Non c’è una sola risposta a questa frase, i chatbot di Facebook sono semplici da usare, alla portata di tutti, aumentano le possibilità di vendere, riducono i costi di gestione dei clienti via facebook, velocizzano le risposte alle richieste del cliente e se il cliente lo desidera, avrà la possibilità di contattare comunque una persona reale. Vendere su Facebook non è mai stato così facile e veloce, la sequenza di domande e risposte la scegli tu, il percorso lo costruisci tu. Prova queste chat virtuali, soddisfazione garantita. Esistono agenzie che creano questi chatbot, tu esprimi le tue idee e loro le creano. Queste chat virtuali si attivano nel momento in cui gli utenti interagiscono con un post o avviano una chat da Facebook.

    Il nuovo modo di fare marketing online, a bassi costi e in breve tempo. Chat disponibile sempre, ad ogni ora e ogni giorno, 24/7. Offri agli user assistenza costante e proponi i tuoi prodotti ogni volta che vuoi nella maniera più facile e veloce.

    Numerosi i vantaggi che ne derivano, primi fra tutti riduzione costi e ottimizzazione del tempo. Riducono i costi perché tu e la tua azienda non dovrete più pagare dipendenti per rispondere all’elevato numero di messaggi che ricevete, farà tutto in automatico, voi interverrete solo se esplicitamente richiesto. Ottimizzazione del tempo perché potrete dedicare il tempo che prima era volto alle chat Facebook. Cosa aspetti a provare? Risparmia tempo e denaro con i Chatbot di Facebook.

     

  • Il velo da sposa: storia e significato

    Il velo da sposa ha una lunga tradizione ed un profondo significato. La tradizione vuole che il velo da sposa abbia un valore e una funzione simbolica: servirebbe infatti a proteggere il candore della futura sposa, a ripararla dagli spiriti maligni invidiosi. Con il passar del tempo il velo si è adeguato alle mode, diventando parte integrante dell’abito bianco.

    In Giappone le spose indossano il velo per nascondere simbolicamente la loro gelosia; mentre in Africa il velo è sostituito da un copricapo abbinato al vestito. Al Sud, ad esempio, la lunghezza del velo da sposa è proporzionale agli anni di fidanzamento: a ogni anno corrisponde un metro.

    Nell’antica Roma il velo era indossato dalla sposa come simbolo di buon augurio: durante la cerimonia veniva posto anche sulla testa dello sposo, come se si intendesse proteggere la coppia. Questo velo, detto “flemmum” era dei colori del fuoco: poteva quindi essere giallo o rosso.La sposa dell’antica Roma indossava sopra il velo una coroncina di di mirto e fiori di arancio: questa corona era un simbolo di vittoria per la sposa che era riuscita a non cedere alle tentazioni della passione e aveva preservato la sua verginità.

    Durante il Rinascimento, quando i matrimoni erano combinati, il velo da sposa serviva a nascondere la futura sposa agli occhi del marito fino alla fine del rito, quando ormai non si poteva più ritrattare. Nell’antica Roma il volto della futura sposa si copriva con un velo rosso, colore della modestia, ma successivamente i cristiani, nel terzo o quarto secolo, ne cambiarono il colore facendolo diventare bianco.

    Verso gli inizi del Novecento invece il velo da sposa diventa un accessorio nuziale di tendenza, utilizzato per definire e completare il look della sposa. Ovviamente ogni decade del secolo scorso vedeva un tipo di velo come protagonista, la veletta negli anni ’20 e ’30 per adeguarsi alle tipiche acconciature di quell’epoca; negli anni ’60 invece comincia ad avvicinarsi alle forme e dimensioni di oggi, trasformandosi in un elemento dal tessuto liscio e semplice.

    Il velo per il matrimonio cristiano, simboleggia la purezza con cui una sposa dovrebbe arrivare all’altare e donarsi al suo sposo ma ad oggi questo importante significato viene meno da usi e costumi decisamente rivoluzionari.

    Ai giorni nostri, il velo, assume ancora il significato di castità per altri invece simboleggia il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Per questo motivo, quando la sposa arriva in chiesa, attraversa la navata e davanti all’altare ad attenderla c’è lo sposo, questo, con un gesto elegante le solleva il velo e la saluta.

    Nonostante la tradizione, molte spose decidono invece di non indossarlo optando così per delle acconciature elaborate ed arricchite da fiori, perle o brillantini.

    Per il vostro abito da sposa vi aspettiamo da Blanca Riso e Perle, atelier a Rovato (Brescia) in cui vi aiuteremo nella scelta tra tra le collezioni degli affascinanti abiti da sposa in esposizione. Presso il nostro atelier troverete le nuove collezioni di St. Patrick, Tosca Spose e Raimond Bundò.

  • Come scegliere gli occhiali da sole in base al viso?

    Gli occhiali da sole sono una parte di noi che non meritano alcun tipo di sottovalutazione. Come esistono centinaia di modelli di magliette e di pantaloni, anche un tratto distintivo importante come gli occhiali da sole meritano una varietà così importante. Ne trovi di tutte le forme, con svariati design. Se un tempo gli occhiali da sole erano semplicemente un piacere che non denotava una così importante scelta, adesso la predilezione per un paio anziché per un altro è diventata di fondamentale importanza.

    Avete di certo fatto caso al fatto che ci sono delle lenti che si adattano perfettamente a noi e altre che neanche lontanamente si allineano con il nostro sguardo. Il motivo? Non c’è n’è uno solo, ma di certo quello principale è la forma del nostro viso: è assolutamente testato che gli occhiali si possono scegliere in base alla forma del viso. Triangolare, quadrato, rotondo, ovale: queste sono solo alcune delle forme che puo’ avere un volto. Ogni viso, con le sue caratteristiche, si adatta espressamente con un determinato tipo di occhiali.

    È in questi frangenti che il supporto di professionisti come Ottica Caradonna puo’ diventare fondamentale. Loro innanzitutto inquadreranno la forma del tuo volto, capendo quali parti poter mettere in risalto, per poi indirizzarti sulla scelta dell’occhiale migliore per la forma del tuo viso dal punto di vista estetico e tecnico. Questo puo’ avvenire anche alla vasta gamma di modelli di occhiali da sole che Ottica Caradonna puo’ fornire, grazie oltretutto ad un’attenta analisi dell’evoluzione del mercato delle lenti da sole. Ottica Caradonna è un’ottica di Modugno, nei pressi di Bari, che da diverse decine di anni opera nel settore ottico, con estrema competenza e attenzione. È grazie a tutto questo e alla sua presenza sul web con il blog #OtticodelWeb, che Ottica Caradonna continua ad essere leader nel settore della consulenza ottica.

  • PALERMO : Busti e teste di capolavori del passato realizzati da ARTFICIAL saranno esposti da Fud Bottega Sicula

    Una coloratissima Venere di Milo, creata in fibra di mais dalla giovanissima start up, potrà essere ammirata e acquistata da chiunque, degli originali magneti che riproducono in chiave pop alcune opere d’arte (Pan, Afrodite, Giovanna d’Arco, Federico II) coloreranno le pareti di Fud Bottega Sicula di Palermo (piazza Olivella 4), e saranno presentati martedì 17 aprile, alle ore 18, da Andrea Graziano, fondatore Fud Bottega Sicula; Giorgio Gori, founder start up Artficial e da Gery Palazzotto, giornalista e direttore Comunicazione e Marketing del Teatro Massimo di Palermo.

    Delle vere e proprie sculture alla portata di tutti, un’idea nata con l’obiettivo di rendere accessibile la bellezza attraverso l’innovazione tecnologica: “Quello che facciamo – spiega Giorgio Gori, fondatore di Artficial– è digitalizzare capolavori dell’arte scultorea attraverso la scansione 3D. Così facendo creiamo una nuova identità digitale dell’opera che attraverso un processo tecnologico, diventa trasferibile e riproducibile. Ecco come nascono i Cloni Artficial. Oltre 30 colori, non più di 800 grammi e completamente eco-sostenibili.”

    Artficial è una squadra di giovani visionari con base in Italia che con il proprio know-how tecnologico vuole valorizzare il meglio della creatività umana, nella convinzione che la bellezza sia un valore che può davvero cambiare il mondo. Primo step di Artficial è stata la digitalizzazione di oltre 500 opere d’arte da trasformare in cloni, il secondo step sarà aprire le porte dell’arte attraverso la loro diffusione, il contrasto e le contaminazioni.
    E’, in questa ultima chiave, che nasce la collaborazione con Fud Bottega Sicula, per porre una nuova e contemporanea sfida: aprire al grande pubblico spazi insoliti e innovativi per una fruizione artistica e culturale informale e dinamica. Un modo nuovo di dialogare con la bellezza che sappia coniugare le eccellenze artistiche e le eccellenze gastronomiche.

    Ma Artficial non è nuova alla cooperazione tra diverse forme d’arte, infatti nei mesi scorsi, in collaborazione col Teatro Massimo di Palermo, sono state realizzati una serie di cloni liberamente ispirati alla stagione di opere 2018, tra loro anche la mela del Guillaume Tell, esposta nelle vetrine dei negozi della città in occasione della prima dell’opera di Rossini.

    PRESS OFFICE – Aurora Pullara 3338132781 – [email protected]

  • frullati per dimagrire

    I cocktail per perdere peso sono ricette efficaci per tutti i gusti.

    Ciao, mio ​​caro!

    Wow, qual è il mio argomento interessante oggi, sì, francamente, bruciando! Parliamo di cocktail per la perdita di peso!

    (altro…)

  • Verona: Antonio Franchi completa l’acquisto di Palazzo Nichesola Somaglia

    Si è chiusa il 22 febbraio l’acquisizione di Palazzo Nichesola Somaglia di Stoppazzola, dimora cinquecentesca situata nel centro storico di Verona: l’operazione è stata gestita da Antonio Franchi, Socio e Amministratore Unico di Residenze Srl.

    Antonio Franchi

    Antonio Franchi: Residenze Srl acquista Palazzo Nichesola Somaglia di Stoppazzola

    Edificio cinquecentesco del veronese, Palazzo Nichesola Somaglia di Stoppazzola è stato oggetto di una recente operazione immobiliare curata da Antonio Franchi, Socio e Amministratore Unico di Residenze Srl. L’acquisto della prestigiosa dimora, situata in una delle location più suggestive del capoluogo veneto, via Santa Felicita, nel cuore del centro storico medievale, è stato infatti perfezionato lo scorso 22 febbraio. La società specializzata nella compravendita e ristrutturazione di immobili di prestigio, già impegnata nella riqualificazione di altri immobili di pregio, porta così a termine un’altra operazione di rilievo legata al patrimonio storico immobiliare della città in cui William Shakespeare ambientò una delle sue opere più conosciute. Attraverso la propria attività Antonio Franchi contribuisce alla valorizzazione del patrimonio storico immobiliare della città di Verona. Con Residenze Srl, il manager ha infatti promosso e registrato il marchio “Una Casa a 5 Stelle”; inoltre la società sta ristrutturando due fabbricati che saranno annoverati tra i primi due condomìni dotati della nuova “Condominio a 7 Stelle”, messa a punto da Seven Stars Srl, in collaborazione con il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano. Detta certificazione attesta in modo ufficiale e trasparente la qualità e la funzionalità degli immobili valutandone le caratteristiche in tre aree fondamentali: ambientale, sociale ed economica.

    Antonio Franchi: il profilo professionale dell’Amministratore Unico di Residenze Srl

    Originario di Bologna, Antonio Franchi si laurea a pieni voti in Economia Aziendale presso l’Università Luigi Bocconi di Milano nel 1983. La sua carriera si sviluppa essenzialmente su due fronti: la prima parte lo vede impegnato quale commercialista, in qualità di cotitolare dello Studio associato interdisciplinare Franchi Maccagnani di Verona; nella seconda parte, dopo essersi cancellato nel 2003 dall’Ordine Professionale, intraprende nuove esperienze lavorative. Nel 2004 si dedica al settore immobiliare occupandosi di compravendita, di costruzione, ristrutturazione e messa a reddito di vari immobili a destinazione civile e alberghiera in tutta Italia: Milano, Roma, Firenze, Palermo, Bologna, Porto Cervo Padova e Verona. Dal 2006 al 2008 opera in particolare tramite il Fondo Immobiliare Serenissima Sviluppo, gestito da Serenissima S.G.R., società di cui detiene una quota di maggioranza relativa. Nel 2008 Antonio Franchi riposiziona la propria base operativa da Milano a Verona, ove trasferisce la sede dell’attività e si concentra nello sviluppo in ambito locale di iniziative immobiliari con tipologia residenziale di alta gamma. Oggi è Socio e Amministratore Unico di Residenze Srl, specializzata nella compravendita di immobili di prestigio. È inoltre Vicepresidente e Consigliere Delegato del Club Verona Calcio Femminile “Verona Women”: iscritta al Campionato di Serie A, è la squadra più titolata in Italia con all’attivo 5 Scudetti Nazionali, 3 Coppe Italia, 4 Coppe delle Coppe e una Semifinale di Champions League.

  • Consumi: gli italiani tracciano ancora le spese con l’agenda cartacea

     

    Tenere traccia delle spese è il primo passo per risparmiare e per avere un controllo preciso delle uscite e, infatti, il 67% degli italiani dichiara di farlo. Lo strumento preferito per non perdere di vista le proprie finanze familiari, usato da oltre 11,2 milioni di persone, è però ancora la cara vecchia agenda cartacea. Questo uno dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana per scoprire come si comportano le famiglie quando si tratta di monitorare le spese domestiche.

    Carta e penna battono PC e smartphone

    A tenere traccia delle proprie spese familiari, secondo l’indagine di mUp per Facile.it, sono soprattutto i residenti nel Nord Ovest (72,9%), seguiti da quelli del Nord Est (70,9%). Leggermente più lontani, ma comunque assai propensi a non perdere il controllo dei budget familiari, gli italiani che vivono al Sud e nelle isole (63,5%); ultimi i residenti del Centro Italia (62,9%).

    Quando agli intervistati si pone la domanda «In che modo tenete traccia delle spese familiari?» il verdetto è altrettanto chiaro ma, per alcuni versi, sorprendente. Se la tecnologia pervade ormai quasi ogni ambito della vita quotidiana, quando si tratta di “farsi” i conti in tasca l’analogico è ancora preferito e carta e penna sono indicati come strumento usato per tracciare le spese di casa dal 38% dei rispondenti. Il PC, e in particolare il foglio elettronico, si piazza al secondo posto, scelto dal 31% degli italiani.

    Resiste al terzo posto un’altra buona abitudine analogica, conservare gli scontrini, che raccoglie il 24% delle risposte; la tracciatura delle proprie spese tramite smartphone o app, per ora, è usata solo dal 7% degli intervistati.

    Ancora una volta la geografia del risparmio si differenzia e se i più inclini ad usare l’agenda cartacea sono i residenti del Meridione e delle Isole (43,6%), al Nord Est la modalità preferita per monitorare le spese è il foglio elettronico (34,4%). Il Centro Italia è l’area del nostro Paese in cui è più comune conservare gli scontrini dei propri acquisti (27,7%), mentre è ancora il Nord Est a dimostrare una spiccata propensione alla tecnologia con la più alta percentuale di rispondenti che si serve di app e smartphone per monitorare le spese di casa (8,9%).

    A livello nazionale, a tenere traccia delle spese sono soprattutto le donne (68%), sovente più attente ai budget familiari, e per loro la preferenza per l’agenda cartacea è ancora più marcata (43% vs 37% del campione maschile).

    Gli adulti di mezza età sono i più inclini al controllo delle spese

    I dati, se analizzati da un punto di vista demografico, raccontano una realtà più frammentata. Guardando alle fasce di età, la più incline a tracciare le spese domestiche è quella di coloro che hanno tra i 45-54 anni (il 71% ne tiene traccia), seguiti dai giovani nella fascia 18-24 che, forse alle prese con i primi stipendi e i primi conti da far quadrare, appuntano le spese nel 69% dei casi. Mentre sono gli over 65 le persone che, in percentuale, sembrano meno propense ad annotare le uscite (61%).

    Guardando a come si comportano i diversi tipi di nuclei familiari emerge che le coppie senza figli tengono traccia delle spese con meno frequenza rispetto a chi ha figli, siano questi maggiorenni o, soprattutto, minorenni (rispettivamente 66%, 72% e 73%). I single risultano essere quelli che, in percentuale, tendono ad annotare meno le spese (64%).

     

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

     

     

  • Automobili usate: Nel mercato brilla il marchio Toyota

    Nei dati delle vendite di auto usate, a Milano ed in tutta la provincia, vi è una tendenza in crescita per le auto “targate” Toyota ed il motivo è facile da intuire visto che la casa costruttrice del sol levante, nell’ultimo decennio ha prodotto dei modelli assolutamente unici che attirano i clienti anche per la loro economicità abbinata a grande qualità.

    Se la parola utilizzata in Lombardia è auto usate Milano per ricercare i modelli in Occasione della casa del sol levante, alcuni sono più apprezzati di altri, come per esempio la Auris Touring Sports che ha una linea originale, spazio a bordo per persone e bagagli, dove si riscontra anche una qualità adeguata per le plastiche degli interni, mentre In strada risulta piacevole da guidare, propriamente per lo sterzo pronto e le sospensioni ben tarate, senza essere troppo sportiva, inoltre è molto sicura anche la tenuta di strada. Per la scelta possiamo dire che l’ibrida va bene per chi intende tenere d’occhio consumi ed inquinamento, senza rinunciare alla praticità, perché le batterie non rubano spazio, quindi in definitiva per voler proprio suggerire una versione, allora si può citare la Active+ che ha già tutto quello che serve.

    L’ibrida più venduta al mondo però ha un altro nome, infatti è la Toyota Prius quella più apprezzabile grazie al suo stile aerodinamico che consente di abbassare i consumi ed oggi si incomincia a vedere presso il parco usato dei rivenditori multimarca di Milano. L’auto è molto comoda ed allo stesso tempo briosa alla guida, grazie all’azione congiunta dei due motori, uno a benzina e l’altro elettrico. Dopo aver ricaricato la batteria collegandola ad una presa di corrente, il Plug-in fa 25 chilometri ad “emissioni zero”, tuttavia, quando ci si appresta a scegliere la versione adatta alle proprie aspettative, necessita valutate bene se possa essere più opportuno optare ad esempio per la Auris HSD, che ha la stessa tecnologia e sicuramente a parità di condizioni si risparmia sul prezzo di acquisto.

    Derivata dalla berlina è la Prius+ che rispetto al modello base ha un abitacolo enorme che può ospitare fino a sette posti, risultando così una vera monovolume. L’accoppiata 1.8 a benzina e motore elettrico garantisce un discreto sprint, tuttavia, le sospensioni morbide e lo sterzo leggero meglio si adattano ad andature rilassate. La Active non costa poco, ma di serie ha tutto l’indispensabile, la Lounge è quasi lussuosa, al pari della Active, si può trovare tra le auto usate con il navigatore già montato a bordo.

    Un’automobile che si può cercare presso l’usato con poco tempo di vità è la Toyota Avensis, un po’ rimodernata nell’ultima versione, è una berlina dalle linee morbide che riesce a ospitare bene quattro persone, è soprattutto comoda, ma il comportamento sicuro e lo sterzo preciso soddisfano anche quando si guida con un po’ di brio. Quale scegliere? La 2.0 turbodiesel per risparmiare, ma la versione tuttofare è la 2.2. Diversa è invece la Avensis Wagon, una famigliare dotata di un baule ampio e ben sfruttabile, sul divano posteriore c’è qualche centimetro in più in altezza rispetto alla berlina, con cui condivide le ultime modifiche. Facile da guidare e comoda, è adatta ai lunghi viaggi, ma anche in città si muove bene, pur se in “retro” si vede poco, allora si può mettere in funzione la telecamera posteriore che è di serie.

    Di un altro pianeta è invece la GT86, compatta, leggera e ben bilanciata, è una sportiva vera, dalla linee filanti e muscolose. All’interno l’abitacolo è molto comodo davanti, sufficienti i due posti dietro. Oltre al brillante motore boxer 2.0 aspirato da 200 CV, si apprezzano l’assetto sportivo, il baricentro basso, le sospensioni ben tarate, lo sterzo ed il cambio precisi. Cercala tra le Occasioni di usato garantito nella versione con cambio manuale che è più in linea con l’impostazione da coupé “,dura e pura”, invece con il cambio automatico cti aiuta a supplire alle difficoltà di coppia ai medi regimi.

  • Leggi Neomag Magazine Online per la Lettura Cool

    Neomag Magazine Online è il giornale che non sapevi di volere per una lettura Cool!

    Se non li hai già trovati, ti diamo 6 motivi per leggere Neomag ovunque tu sia.

    Neomag è un magazine online napoletano specializzato nelle ultime tendenze, focalizzato sui trend più cool del momento nel web ed ha una Mission semplice e diretta: “Read Cool, Stay Cool.
    I giovani professionisti a capo dell’azienda lavorano da svariato tempo nel settore. Dopo gli svariati successi riscossi nei propri campi di appartenenza hanno deciso di unire le proprie forze per creare un’esperienza di navigazione e di lettura unica per i loro simili, i ragazzi.
    Neomag parla ai ragazzi attraverso di loro; si rivolge ai lori interessi, quelli più irriverenti. Sa di cosa chiacchierano nei locali, nelle chat, cosa amano comprare, come vorrebbero vestire. Il lettore di Neomag è giovane, un sognatore, un caparbio, un interessato, una persona che ha
    fatto del suo interesse una ragione di vita. Il Magazine vanta diverse rubriche, ognuna delle quali unisce perfettamente la ricercatezza tipica della modernità e la competenza specifica del settore.

    Le Rubriche sono:

    – Fashion
    –  Lifestyle
    –  Art/Photography
    –  OnStage
    –  Satire
    – Design
    – Club

    Il Magazine è presente in rete anche attraverso i propri social Network, quali Facebook, Instagram, Twitter e Youtube. Questo garantisce una capillare presenza che consente anche una maggiore fidelizzazione con i lettori che ogni giorno decidono di leggere Neomag.

    Ti servono 6 motivi per leggere Neomag la prima volta e per continuare a farlo?

    1. Notizie Brevi. Al bando articoli da 27364547 battute che per arrivare al dunque, non ci arrivi, tanto ti sei stancato prima.
    2. Parole Semplici. Ti parliamo come se stessimo chiacchierando al bar, può anche scapparci una parolaccia!
    3. Puoi leggerci davvero dove ti pare. Anche in bagno. Tanto lo sappiamo che sul wc ti riesce meglio.
    4. Puoi fermarti anche solo a guardare. Molti articoli non richiedono un’eccessiva connessione mentale. Solo la capacità di apprezzare ciò che è esteticamente BELLO.
    5. Sai sempre cosa è di Tendenza. Se vuoi fare la differenza, non puoi omologarti, devi differenziarti senza sembrare fuori contesto. Ecco, leggici e saprai come essere FIGO/A senza essere FIGHETTO/A.
    6. Non dimentichiamo cosa ti piace. Sappiamo che sei giovane, vuoi divertirti, viaggiare, stare bene nei tuoi panni e leggere notizie interessanti, mai banali.

    6 motivi per leggere Neomag ti sembrano pochi? Prova a dirci cos’altro potremmo fare per farci amare da TE.

    Tutto ciò ha reso Neomag uno spazio virtuale differente e sicuro che garantisce velocità e qualità di informazione; gestisce internamente tutto il processo aziendale, con risorse altamente qualificate per ogni ufficio di competenza.

    Neomag è la lettura di cui non puoi fare a meno!

  • Viaggi: il blog di Giampaolo Sutto

    Instancabile ed esperto viaggiatore, Giampaolo Sutto rende testimonianza attraverso il suo blog delle esperienze vissute all’estero e dell’amore per la scoperta di nuovi luoghi.

    Il blog di Giampaolo Sutto

    “Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina”, diceva il filosofo Agostino d’Ippona molti secoli fa. Da allora di tempo ne è passato, ma chi ama viaggiare sa bene quanto queste parole corrispondano ancora oggi a verità. Giampaolo Sutto ha fatto da molti anni suo questo slogan, tanto da passare oltre 10 anni della sua vita in Africa in compagnia della famiglia. Un’esperienza che lo ha portato a vedere il mondo da una prospettiva differente, con le sue mille sfaccettature. Qui ha potuto cogliere importanti spunti di riflessione, complice l’incontro con persone di culture diverse, ma altrettanto ricche. Nel suo blog Giampaolo Sutto ha deciso di divulgare le proprie esperienze, fornendo consigli a chi vuole prendere la valigia e iniziare a viaggiare per il mondo. Fondamentale secondo lui è un’attenta pianificazione: i dettagli non vanno lasciati al caso, specialmente in luoghi dove potremmo essere chiamati a uscire dalla nostra “comfort zone”. Occorre infatti informarsi sui documenti necessari per raggiungere la meta che ci siamo prefissati, cosa mettere in valigia, dove dormire, cosa visitare e cosa mangiare. Se in Occidente alcune malattie sono un ricordo lontano, in altre aree del mondo le epidemie possono rappresentare ancora un pericolo da non sottovalutare: motivo per il quale è necessario sottoporsi a un adeguato ciclo di vaccini anti-virali, come ad esempio quello contro la febbre malarica. Importante secondo Giampaolo Sutto anche prestare attenzione, specialmente nei posti più inospitali, ai pericoli derivanti dalla flora e dalla fauna locale: guai a farsi trovare impreparati di fronte ad allergie e morsi d’insetti inaspettati.

    La biografia di Giampaolo Sutto

    Originario di Roma, Giampaolo Sutto conosce una sola cittadinanza: quella del mondo. Per questo motivo ha iniziato a esplorare il pianeta in lungo e in largo sin da giovane. L’incontro ravvicinato, a 13 anni, con un pericoloso serpente a sonagli è una lezione che non ha mai dimenticato: “Solo se temi la natura e per questo la rispetti, puoi sperare di salvarti in situazioni estreme” ricorda nella biografia del suo blog. Frequenta la facoltà di Economia conseguendo ottimi voti, tuttavia non è quella la passione per cui è nato. I viaggi lo chiamano e lui risponde, visitando prima il grande patrimonio culturale italiano e poi ampliando il proprio raggio sino alle grandi capitali europee sia per motivi di studi che di lavoro. Passa 10 anni in Africa con la famiglia, prima di tornare in Italia e raccontare le sue numerose esperienze vissute all’estero. Esperto nell’arte del trasloco e dei lavori domestici, Giampaolo Sutto ha scritto in Francia un libro sul fai da te.

  • RICERCA E IMPRESE PIÙ VICINE, NASCE UNIVERSITY FOR INNOVATION

    Presentata oggi la Fondazione dedicata alla valorizzazione della ricerca, trasferimento tecnologico e impegnata nello sviluppo sinergico di brevetti, ricerca e innovazione delle Università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia, prima esperienza italiana di concreta collaborazione tra diversi Atenei in questo settore.

    Milano, 11 aprile 2018 – Nasce il primo progetto in Italia per la valorizzazione della ricerca interuniversitaria. È stata presentata questa mattina, presso la Fondazione Bassetti di Milano, University for Innovation (U4I), la Fondazione costituita dalle Università di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia.

    There is no progress without innovation: we need to turn ideas into projects, and projects into progress.” Con questa vision si presenta U4I la Fondazione che si propone di attrarre importanti investitori internazionali, valorizzare un portafoglio unico di brevetti e di spin off, creare e diffondere la cultura dell’innovazione. La Fondazione U4I guarda alle esperienze internazionali di maggior successo nel campo del trasferimento tecnologico come istituti di ricerca e università inglesi e israeliane, prime al mondo per qualità della ricerca e della didattica.

    Dall’open innovation alla converging innovation, la Fondazione U4I si propone di aprire i confini della ricerca dei singoli Dipartimenti agli stimoli provenienti dagli altri Atenei, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi risultato della sinergia tra le tre Università.

    Le iniziative di ricerca più promettenti verranno scelte ogni anno attraverso una call for ideas e potranno ricevere finanziamenti a partire dalla fase di sperimentazione.

    I progetti finanziati potranno contare sul supporto di un team specializzato nel management dell’innovazione che consentirà di portare le nuove conoscenze dal laboratorio al mercato e al territorio, oltre che su una rete di collaborazioni con agenzie straniere dedicate alla valorizzazione della nuova conoscenza e della ricerca.

    A guidare le attività della Fondazione U4I, con l’incarico di direttore, sarà Enrico Albizzati.  Dagli anni nel gruppo Montedison a quelli in Pirelli, Albizzati vanta una lunga esperienza nella valorizzazione della ricerca e nell’innovazione industriale.

    Alla presentazione della Fondazione U4I sono intervenuti i rettori dei tre atenei: Cristina Messa (Milano-Bicocca), Remo Morzenti Pellegrini (Università di Bergamo) e Fabio Rugge (Università di Pavia).

    «U4I è una risorsa preziosa per valorizzare la ricerca e favorire un meccanismo virtuoso di trasferimento tecnologico e di saperi dalle Università alle imprese e al mercato – ha detto Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca -. Nasce così dalla sinergia tra tre Università di eccellenza un nuovo modello di sviluppo di ricerca, innovazione e condivisione strategica di brevetti e spin-off volto a favorire le attività di molti ricercatori e imprenditori impegnati a costruire valore. Un progetto che potrà fare da acceleratore alla crescita economica e industriale del Paese e diventare una buona pratica nel campo della ricerca applicata».

    «U4I è un progetto nel quale crediamo molto – ha spiegato Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università di Bergamo – perché valorizza la ricerca, favorisce il trasferimento tecnologico, aumenta la capacità brevettuale e di creazione d’impresa dei nostri ricercatori. Sarà motore di un’innovazione globale e interconnessa che avrà benefici positivi non solo per il nostro Ateneo, ma per tutto l’ecosistema territoriale. E in questo contesto, strategica è la collaborazione con l’Università di Pavia e l’Università Bicocca, centri d’eccellenza con cui l’Università di Bergamo rafforza un legame teso a valorizzare appieno tutte le potenzialità innovative di una rete tanto qualificata, solida e riconosciuta per qualità a livello nazionale e internazionale».

    «Creare il cortocircuito tra il sapere scientifico prodotto dall’università e le imprese capaci di valorizzarlo: questo è l’obiettivo della prima fondazione interuniversitaria per il trasferimento tecnologico – ha affermato Fabio Rugge, rettore dell’Università di Pavia-. Non per caso nasce in un territorio ad alta intensità di atenei e imprese. È un’opportunità e uno stimolo nuovo per gli oltre 2000 ricercatori delle nostre università; è un canale e una risorsa nuova per imprenditori che vogliano innovare e diversificare. E’ un modello che può espandersi e dare energia all’impresa italiana e prestigio alla nostra ricerca».

    U4I – University for Innovation at a glance

    • Oltre mezzo milione di euro è stato impiegato per il funzionamento del progetto
    • 41 dipartimenti coinvolti, di cui 14 recentemente riconosciuti dal MIUR come dipartimenti di eccellenza
    • Oltre 2000 ricercatori coinvolti
    • Più di 100 famiglie di brevetti
    • Oltre 40 spin off attivi in 8 ambiti: Aerospaziale, Life science e biotecnologia, Agrifood, Materiali, Energia e ambiente, ICT, Industria Culturale, Mobilità sostenibile.
    • 8 tappe per l’innovazione: ricerca, valutazione, proprietà intellettuale, promozione, brevetto, attivazione di spin off, attivazione di joint venture e start up, ricerca condivisa.

    Sito della Fondazione University for Innovation: www.u4i.it

  • Mercati scossi dal possibile conflitto in Siria. Prevale la prudenza

    I mercati stanno un periodo decisamente tiepido, dal momento che sono davvero in pochi quelli che si assumono il rischio di sbilanciarsi nelle proprie previsioni. Negli ultimi giorni infatti è scesa giù una vera pioggia di notizie che hanno raggelato gli animi sul fronte geopolitico. Questioni gravi che coinvolgono la potenza economica maggiore del mondo e che logicamente hanno scombussolato previsioni e aspettative degli analisti.

    I mercati e le notizie geopolitiche

    mercati trumpSe fino a qualche giorno fa la schermaglia dialettica Stati Uniti e Cina, che potrebbe portare presto ad una vera e propria guerra commerciale, era l’evento più attenzionato dagli operatori, adesso domina la questione siriana. Le minacce di un imminente conflitto in Medio Oriente inducono investitori alla massima prudenza. Si spiega così l’andamento dollaro sui mercati finanziari. La quotazione del biglietto verde oscilla e pur avendo un alto relative volatility index RVI rimane stabile in una posizione che potremmo definire attendista. Questo vale rispetto ad euro, yen e sterlina.

    Pochi eventi macro

    Non c’è dubbio che il mercato sta studiando ancora le mosse da fare e aspetta l’evoluzione degli eventi. Va anche aggiunto che dal fronte macroeconomico non ci sono grandi dati in uscita in questo periodo, il che giustifica ulteriormente la prudenza, testimoniata da un Dollar Index le cui le bande di Bollinger sono strette (poca volatilità). Il report più rilevante è stato quello dell’inflazione americana, che è vicina al target del 2% in coerenza con le proiezioni del Fomc. Questo fa ritenere che il programma di due ulteriori rialzi dei tassi di interessi sarà confermato.

    Neppure i commenti verbali della riunione dell’organo di politica monetaria della Fed, che generalmente sono molto attesi, hanno scosso più di tanto i mercati che non hanno avuto reazioni particolari. Tutto scorre quindi in attesa che le vicende mediorientali chiariscano bene il quadro di una situazione molto complicata sul fronte internazionale.

  • A MILANO LA QUATTRO GIORNI DELLA SALUTE

    INSIEME PER LA CURA E LA RICERCA ONCOLOGICA. IN COMUNE A MILANO IL ROTARY FIRMA IL PROTOCOLLO A SOSTEGNO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI, TRA PIAZZA SAN CARLO E CORSO VITTORIO EMANUELE IL PERCORSO DELLA SALUTE E ALL’AUDITORIUM SAN FEDELE DUE GIORNI DI CONGRESSO DISTRETTUALE.

    Rotary International e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, insieme per la cura e a ricerca oncologica da sempre. Un rapporto nato il 12 aprile 1928, quando l’allora presidente del Rotary Club e Sindaco di Milano Luigi Mangiagalli inaugurò il primo centro ospedaliero dedicato esclusivamente alla cura e alla ricerca sul cancro a Milano, successivamente diventato l’INT.

    Proprio oggi, esattamente 90 anni dopo, il Rotary riconferma il proprio impegno al servizio della collettività rinnovando l’intesa con l’INT con l’apposizione di una targa nella sede dell’Istituto durante la celebrazione del 90esimo. Presenti alla celebrazione il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Enzo Lucchini e il Governatore Rotary – distretto 2041, Andrea Pernice.

    L’apposizione della targa è stato il primo gesto di una quattro giorni di appuntamenti dedicati alla salute: domani venerdì 13 aprile alle 19.30 a Palazzo Marino, il Governatore Pernice e il Presidente Lucchini firmano un protocollo di intesa volto a sostenere e sviluppare la cura e la ricerca in campo oncologico. Una firma apre i lavori del congresso distrettuale Rotary che si terrà a Milano sabato 14 e domenica 15 aprile. L’invito alla cittadinanza però è al “fuori congresso”, con il Percorso della Salute: 9 postazioni, tra Piazza San Carlo e Corso Vittorio Emanuele, che dalle 10 alle 18 di sabato 14 e di domenica 15 aprile offriranno una serie di screening su diverse patologie per fare informazione, formazione e sensibilizzazione alla prevenzione nell’ambito della salute.

  • «New look, same passion» online i nuovi siti web di Dibevit e Bièrethèque

    La cultura della birra si rinnova. Dibevit Import, società del Gruppo Heineken da vent’anni specializzata nell’importazione e distribuzione di birre premium e speciali, e Bièrethèque, l’innovativo progetto ideato nel 2004 da Dibevit e dedicato ai gestori più importanti per diffondere la cultura della birra e offrire loro un’ampia e completa gamma di prodotti e servizi che li aiutino a diventare un punto di riferimento anche per i clienti più esigenti, presentano i loro due nuovi siti web: www.dibevit.it e www.bieretheque.it .

    Parole d’ordine: intuitività e immediatezza. Con una grafica totalmente rinnovata, un linguaggio chiaro e accattivante, una navigazione più veloce ed efficace, i due siti raccontano il mondo della birra come mai prima, diventando luoghi privilegiati di informazione e scoperta, per appassionati, esperti o semplici «luppolo-curiosi».

    Con i caratteristici colori giallo – nero – bianco, il sito di Dibevit Import, dedicato al mondo della birra, mette a disposizione dei visitatori un sistema di ricerca semplicissimo che consente di spaziare tra le tantissime referenze della società che da oltre 20 anni mette tutta la sua passione ed esperienza al servizio dei propri clienti Ho.Re.Ca e Gdo, selezionando ed importando i migliori marchi birrari di tutto il mondo. Ogni birra, infatti, potrà essere ricercata per «nazione» di produzione (Australia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Messico, Olanda e USA), per «tipologia» (Abbazia, Ale, Analcolica, Bière de Garde, Blanche, Bock, Inda Pale ale, Lager, Lambic, Pale Ale, Pale Lager, Pils, Scotch Ale, Sour, Speciale, Stagionale, Stout, Strong Ale, Strong Lager, Trappista, Weizen) e per «fermentazione» (bassa, alta, rifermentata e spontanea), con la possibilità di applicare anche ulteriori filtri come «formato» e «selezione Ho.Re.Ca o Gdo». Non solo: con un semplice accesso al sito si potrà scoprire come servire ogni birra nel bicchiere più appropriato e alla temperatura più adeguata e con la funzionalità «My Menu» si potrà accedere a un’area dedicata alla creazione di materiali personalizzati. Il tutto, senza dimenticare le sezioni: «Chi siamo», «Birra», «Sidro», «Ho.Re.Ca», «Gdo», «News&eventi», «Il prodotto» e «Contatti» con accessi diretti ai cataloghi immediatamente scaricabili.

    Altrettanto coinvolgente e intuitivo il sito di Bièrethèque, dedicato al mondo dell’Ho.Re.Ca, nato su colori più forti, dal nero al rosso, inneggiando all’intensa energia sprigionata dal mondo delle birre speciali. La grafica dinamica e i contenuti accattivanti, rendono la fruizione ancora più semplice. E questo, anche grazie a schede prodotto sempre più chiare pensate per mettere in risalto le caratteristiche principali di ogni prodotto. Anche in questo caso, il menu offre numerose opzioni di navigazione: «Chi siamo», «Selezione bottiglie», «Selezione fusti», «Selezione stagionali», «Esclusiva Ho.Re.Ca», «Cerca una birra», «News&eventi», «Prodotto», «contatti» e le sezioni «My Menu» e «Servizio clienti» con il collegamento diretto al sito di Dibevit. Ma non è tutto: sono sempre disponibili le «Selezioni degli esperti», la sezione «Storie di Birra» per accedere a tutte le curiosità sulle bionde, le rosse e le scure più amate di sempre come, ad esempio, ricette, tecniche di produzione, ingredienti e menu a tema. E tanta voglia di condividere con i canali social.

    Ma non finisce qui: oltre alle numerose informazioni, entrambi i siti web dedicano uno spazio sempre più importante alla formazione con la nuova sezione sul prodotto security first nella gestione di impianti e fusti.

    «Abbiamo creato due siti dinamici, perfettamente fruibili da ogni device, accattivanti e creativi. Proprio come l’universo delle nostre birre: ognuna diversa per caratteristiche ma tutte eccellenti per qualità. Due siti da navigare e scoprire che regaleranno ai nostri clienti e ai nostri partner tante informazioni utili per offrire un’esperienza davvero indimenticabile ai consumatori. I due portali, infatti, con i nuovi look sapranno raccontare la storia di una passione antica che negli anni si è rafforzata sempre di più. Perché noi di Dibevit Import amiamo pensare in grande per vincere alla grande» – commenta Davide Daturi, Amministratore Delegato di Dibevit Import.

    www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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    DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Specializzata nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

  • 1,18 milioni di romani ogni settimana discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio

    Ogni settimana, a Roma e provincia, 1,18 milioni di persone discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio domestico; addirittura 370.000 individui lo fanno quasi tutti i giorni. Questa è una delle evidenze emerse dall’indagine presentata da Facile.it in occasione dell’inaugurazione del Facile.it Store di Roma. Il comparatore ha commissionato lo studio* a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione di Roma e provincia, cercando di capire come venga gestito il tema del risparmio all’interno delle famiglie romane, quali siano le voci di spesa più onerose e come si cerchi di affrontarle, ma anche quali siano quelle su cui si vorrebbe risparmiare e quelle sulle quali si sia effettivamente riusciti a farlo.

    Il risparmio è donna, l’uomo è sprecone

    Se non sorprende vedere che, all’interno delle famiglie romane, l’attenzione al risparmio nelle attività domestiche sia materia principalmente appannaggio delle donne (62%, dato notevolmente superiore alla media nazionale, dove invece la percentuale femminile è pari al 58%) e dei 35-54enni (44%), fa riflettere, invece, il fatto che siano ben 5,4 le discussioni medie che, ogni mese, una famiglia capitolina intesse attorno alle spese di casa.

    Alla domanda “Per quali motivi vi capita di discutere sul risparmio nella conduzione della casa?1,2 milioni di romani rispondono “perché uno di noi è veramente sprecone” e 960.000, di contro, affermano che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti. Quando poi si chiede di indicare se lo sprecone e il taccagno siano un uomo o una donna, l’uomo è indicato come sprecone dal 62% dei rispondenti (valore superiore alla media nazionale che è invece pari al 58%), mentre la palma del “taccagno” è assegnata a ex aequo ad uomini e donne.

    Il risparmio nelle famiglie romane

    L’indagine ha voluto fotografare i comportamenti più comuni messi in atto dai nuclei familiari romani per tagliare i costi domestici; oltre ad azioni consapevoli e virtuose ormai entrate nelle abitudini di molti, come usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico (69% dei rispondenti) e chiudere sempre i rubinetti quando ci si lava i denti (63%), sono emersi comportamenti meno scontanti e, in alcuni casi, forse eccessivi.

    2,3 milioni di romani dichiarano che almeno uno dei propri familiari è affetto da mania da risparmio. Tra gli atteggiamenti più sorprendenti emersi dall’indagine c’è quello dei 390.000 che dichiarano di non usare mai l’aria condizionata, nonostante il caldo, per risparmiare corrente, dei 420.000 che, ancora una volta per ridurre i consumi e, conseguentemente, l’importo della bolletta, abbassano di qualche grado la temperatura dello scaldabagno.

    O ancora, 550.000 romani ammettono di riutilizzare più volte alluminio o pellicola trasparente per alimenti; 370.000 automobilisti capitolini dicono che, quando si trovano a percorrere strade in discesa, mettono l’auto in folle per risparmiare carburante, mentre sono 380.000 coloro che dividono in due i tovagliolini di carta per usarli più volte.

    Fa riflettere un altro dato rilevato da mUp per Facile.it; a Roma e provincia 260.000 persone dichiarano che, per risparmiare, comprano solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Eppure, nonostante gli sforzi messi in campo, sembra che il risparmio conseguito in questo modo sia basso; secondo quanto dichiarato dai rispondenti, in media il vantaggio economico ottenuto dalla famiglia in un anno, grazie a questi espedienti, è di 224 euro, addirittura inferiore alla già bassa media nazionale (239 euro).

     I romani hanno risparmiato sull’ RC auto, ora vorrebbero farlo su luce e gas

    La ricerca ha poi indagato sulle spese domestiche che incidono maggiormente sul budget delle famiglie romane. Assicurazione auto, luce e gas sono le voci che pesano di più, ma se per l’RC auto sono 1,38 milioni i capitolini che nel 2017 sono già riusciti ad abbattere i costi, le tariffe luce e gas sono quelle su cui a Roma si vorrebbe risparmiare di più nel 2018.

    La crescente consapevolezza dei consumatori emerge anche dal fatto che, sempre più spesso, si cerca di risparmiare anche su altri prodotti o servizi; sono 490.000 i romani che vorrebbero ridurre i costi di gestione della carta di credito e 460.000 quelli che sperano di abbassare quelli del conto corrente.

    Da questo punto di vista diventa centrale il ruolo svolto dagli strumenti che consentono ai romani di informarsi. Ma quali sono? Dall’indagine è emerso che Internet è ormai la prima fonte di informazione; è sul web che oltre 1,9 milioni di romani cercano consigli per risparmiare e tra le diverse opzioni offerte dalla Rete sono i comparatori, usati da 900.00 utenti capitolini, il canale più utilizzato per questo scopo.

    Basandosi sulle risposte del campione, quotidiani e periodici sono usati come fonte di aiuto da 740.000 lettori romani, mentre in 650.000 si affidano a radio e TV.

     

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Inoltre, per Roma e Provincia è stato realizzato un sovra campionamento pari a n.407 interviste complessive. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

  • 7° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi

    «Quanto ne sai di embolia polmonare?» Dall’11 aprile rispondi al sondaggio social e fai un salto nella scienza e nel buonsenso con alt onlus.

    Tutto è pronto per la 7°Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi appuntamento organizzato da ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Onlus per dire «No!» alle malattie cardiovascolari da Trombosi che torna quest’anno mercoledì 18 aprile con un focus sull’Embolia Polmonare e tanti appuntamenti social dedicati all’informazione e alla promozione della salute.

    L’Embolia Polmonare è una malattia che colpisce ogni anno, in Italia, una persona su 100 ed è la causa più probabile di morte nelle donne dopo il parto. Inoltre, 11 persone su 100 tra quelle colpite perdono la vita entro 30 giorni. Essa è la conseguenza di trombosi venose gravi che, se non riconosciute, possono portare alla formazione di un embolo che, viaggiando lungo tutto il corpo, arriva al polmone e può essere mortale. Una trombosi venosa non riconosciuta e non curata si trasforma in Embolia polmonare in 40 casi su 100.

    Per questo, ALT ha scelto di concentrare l’attenzione della 7° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi su questo tema, diffondendo con ancora maggior forza il suo messaggio di scienza e buonsenso. Per farlo, usa tutti i suoi canali, a partire dai social network, strumento sempre più diffuso e penetrante di comunicazione per giovani e adulti. E l’impegno parte ancora prima della ricorrenza del 18 aprile: già dall’11 aprile ALT invita tutti a collegarsi alla sua pagina Facebook e a rispondere al sondaggio «Quanto ne sai di Embolia Polmonare?». Gli internauti saranno messi alla prova con 7 domande –  ne verrà pubblicata una al giorno – a cui rispondere con VERO o FALSO per testare il proprio livello di informazione e conoscenza su questa malattia. E alla fine della settimana, sempre su Facebook, saranno svelati i risultati che i naviganti potranno approfondire leggendo il nuovo numero di SALTO, dedicato proprio a Trombosi ed Embolia Polmonare, o guardando le nuove puntate di «Mi Curo di Te» che saranno pubblicate online dal 19 al 22 aprile.

    Insomma, basta avere un account social su Facebook per partecipare alla 7° GNLT – e saperne di più su malattie che sono subdole ma che, se conosciute, in un 1 caso su 3 possono essere evitate. Lo sa bene ALT che da 30 anni è in campo con i suoi soci e con tante attività per diffondere tutte le informazioni più utili sulle malattie cardiovascolari da trombosi e su come prevenirle. E la Giornata Nazionale è uno degli appuntamenti più seguiti. “Un’iniziativa che ALT ha proposto per prima al mondo – dichiara la dottoressa Lidia Rota Vender, presidente di ALT  e a cui, qualche anno dopo, si è aggiunta l’ISTH, International Society for Thrombosis and Haemostasis, società scientifica che riunisce i clinici e i ricercatori che in tutto il mondo studiano e curano la Trombosi, con il World Thrombosis Day che sarà celebrato per il quinto anno consecutivo il prossimo ottobre. Importante, soprattutto, è sapere che nessuno è escluso da queste patologie. Anche una campionessa dello sport come Serena Williams è stata colpita da Embolia polmonare dopo aver dato alla luce la sua bambina. – Ricorda la dottoressa Rota Vender – E come lei, tante altre persone «insospettabili». Ma, riconoscendo i sintomi, evitando i fattori di rischio, prendendosi cura della propria salute, diagnosticando per tempo eventuali patologie, affidandosi alle cure degli specialisti e seguendo le terapie prescritte, dall’Embolia polmonare, così come dalle altre malattie cardiovascolari da trombosi, si può guarire”.

    Per questo, dall’11 aprile unisciti al mondo di ALT. Segui le iniziative sui social, partecipa al sondaggio, condividi le tue esperienze, invita i tuoi amici a dire ALT alla Trombosi con gli hashtag #micurodite #altonlus e taggando @ALTonlus.

  • Il Palazzo storico del Credito Bergamasco ospita “Amore e Psiche, la favola dell’anima”

    Parole, danza e musica per raccontare una storia che ha saputo tramandarsi nei secoli, attraversando ogni forma d’arte. Venerdì 13 aprile, dalle 18.00 alle 19.00, la Fondazione Credito Bergamasco Banco BPMospita, presso il Palazzo Storico in Largo Porta Nuova, la rappresentazione “Amore e Psiche, la favola dell’anima”, a cura del gruppo artistico “Antiche Contrade”.

    Con la regia di Fulvio Manzoni, il capolavoro di Apuleio prenderà vita nelle parole di Bruno Pizzi, che con Elisabetta Brignoli cura le scenografie, negli interventi di teatro-danza di Daniela Petrò e Cristian Turcutto, accompagnati dagli interventi musicali su brani di Antonio Vivaldi e Claudio Monteverdi interpretati da Carmen Barattolo (soprano), Jacopo Ogliari, Cesare Zanetti e Roberto Lucano (violini), Francesco Caputo (viola), Aurelio Pizzuto (violoncello), Mariapia Begna (oboe).

    La serata, a ingresso libero e gratuito, sarà anche occasione per presentare le attività in programma a Palazzo per le celebrare il trentennale della Fondazione Credito Bergamasco.

  • Proiettile in busta, De Pierro esprime solidarietà a Federica Angeli

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “L’esternazione del mio sentimento solidale, oltre che doverosa, a tutela dell’imprescindibile diritto costituzionale della libertà di stampa, affonda le sue radici inevitabilmente altresì in motivazioni del tutto soggettive, essendo stato vittima io stesso di un’aggressione e di minacce di morte da parte di Armando Spada“.
    Antonello De Pierro

    Roma – La giornalista di Repubblica Federica Angeli, che dal 2013 vive sotto scorta per aver denunciato lo strapotere dei clan a Ostia, in particolar modo quello degli Spada, è stata destinataria di una busta contenente un proiettile recapitata alla redazione del Fatto Quotidiano. La Squadra Mobile della Questura capitolina ha sequestrato il materiale e ha avviato un’attività di indagine insieme alla Digos. Di recente la Angeli era stata escussa come teste in aula nel processo che vede alla sbarra il boss Armando Spada, il quale nel 2013 l’aveva minacciata di morte.

    Federica Angeli

    Alla Angeli giunge l’espressione di solidarietà del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che purtroppo nel 2007 ha subito un’aggressione e minacce di morte a scopo intimidatorio proprio da Armando Spada, accompagnato sotto casa sua da Alfonso De Prosperis, noto imprenditore della lavorazione del ferro a Ostia e da sua moglie Angela Falqui, dopo che il giornalista romano aveva presentato delle denunce per degli abusi edilizi perpetrati sul territorio. Un episodio che gli è valso il triste e non invidiabile primato di primo professionista dell’informazione finito vittima di un esponente del clan Spada, dopo la stessa Angeli e Daniele Piervincenzi, vittima della ormai arcinota testata ricevuta da Roberto Spada, cugino di Armando.

    Antonello De Pierro

    Esprimo la mia più totale vicinanza alla collega Federica Angeli — ha dichiarato il leader del movimento — donna e professionista coraggiosa che ha rinunciato, suo malgrado, alla libertà, essendo costretta a vivere sotto scorta, pur di adempiere compiutamente quel diritto-dovere impostole dall’attività lavorativa scelta, fedele al suo impulso dnatico di fornire un’informazione libera e incondizionata ai lettori del quotidiano per cui firma i suoi commendevoli articoli, sempre orientati verso la ricerca della verità ad ogni costo. L’esternazione del mio sentimento solidale, oltre che doverosa, a tutela dell’imprescindibile diritto costituzionale della libertà di stampa, a nome dell’Italia dei Diritti, che sono orgoglioso di presiedere, affonda le sue radici inevitabilmente altresì in motivazioni del tutto soggettive, essendo stato vittima io stesso di un’aggressione e di minacce di morte da parte di Armando Spada. A differenza dell’attenzione giustamente rivolta al caso di Federica, purtroppo, a causa di vari elementi e di un comportamento quantomeno un po’ distratto da parte di chi ha redatto l’informativa di P.G., il procedimento relativo al mio episodio è stato ascritto alla competenza decisionale del Giudice di Pace penale, anziché del tribunale, e non è mai giunto a sentenza essendosi arenato sugli scogli della prescrizione. E questo è successo innanzitutto perché i poliziotti della volante del commissariato di Ostia, intervenuti sul posto, si sono rifiutati, nonostante la mia insistenza, di sequestrare il bastone con cui Spada aveva posto in essere l’aggressione nei confronti miei e di mio fratello, il quale cercò di difendermi nella circostanza, e di perquisirlo. Paradossalmente furono loro, i coniugi Alfonso De Prosperis e Angela Falqui, i quali lo avevano accompagnato sotto casa mia per mettere in atto la sua azione delittuosa, a denunciare noi e Spada fu indicato come teste. Addirittura fu sostenuto che la coppia era stata costretta a far nascondere il ‘signor Spada’ in macchina, il quale si era spaventato della nostra presenza. Il bastone usato nell’aggressione era diventato uno strumento di difesa contro un pericoloso animale, un cucciolo di cane di sei mesi di vita, che io gli avrei aizzato contro. Queste e altre accuse ridicole e grottesche furono mosse nei nostri confronti, il tutto supportato da un’informativa redatta dai Carabinieri della stazione di Casal Palocco, in cui il teste Armando Spada veniva riportato senza riferimenti anagrafici afferenti alla data e al luogo di nascita e soprattutto senza alcun cenno alla caratura criminale del soggetto. E’ legittimo domandarsi la differenza tra le minacce di morte rivolte all’indirizzo di Federica, affidate alla decisione del tribunale, e quelle proferite nei miei confronti, peraltro accompagnate da un’aggressione con lesioni guaribili in 6 gg. s.c. per me e 8 gg s.c. per mio fratello, affidate alla competenza del Giudice di Pace. Per di più è alquanto singolare assistere a questa intermittente valutazione del contesto mafioso o agli stessi reati che assumono una gravità diversa secondo le circostanze. Una minaccia da parte di Armando Spada ha un valore diverso se rivolta a Federica Angeli invece che ad Antonello De Pierro, tra l’altro in quest’ultimo caso con annessa aggressione fisica? Ero presente in aula a piazzale Clodio quando Federica ha testimoniato contro Armando Spada. Devo dire che rivedere Armando Spada, sorvegliato a vista da quattro poliziotti penitenziari, dopo diversi anni mi ha fatto un effetto dirompente. Il procedimento che avrebbe dovuto garantire l’esercizio della mia pretesa punitiva è finito in prescrizione solo perché qualcuno ha usato superficialità in fase di indagini preliminari. E chi ha accompagnato in macchina Armando Spada ha continuato a girare indisturbato e a godere di numerose coperture istituzionali. Onestamente mi ha fatto sorridere il ministro dell’Interno Marco Minniti quando ha dichiarato, riferendosi alle risolute misure adottate nei confronti di Roberto Spada dopo la testata a Daniele Piervincenzi, che a Ostia non ci sono zone franche. Ebbene caro ministro Minniti sono costretto a contraddirla in quanto in via Peio, all’Infernetto, la zona franca purtroppo c’è ed è stata completamente abbandonata dalle istituzioni, anzi proprio grazie ad alcune cellule deviate di queste, persone in chiari rapporti con il clan Spada hanno potuto fare i loro comodi, sotto l’indifferenza e spesso favoriti da omissioni da parte di pubblici ufficiali dell’apparato che avrebbe invece dovuto invece garantire i controlli atti a impedire che ciò avvenisse. Pertanto, prima di fare tali affermazioni, le suggerisco di informarsi per evitare di essere poi smentito dai fatti. Faccia un giro in via Peio e si renderò conto lei stesso“.

  • Corsi fad per la riabilitazione: l’intenso programma di Focus Fad

    Focus Fad presenta un vasto programma di corsi ecm fad per la riabilitazione, rivolgendosi principalmente ai professionisti del mondo della salute, tra cui medici, infermieri e terapisti, i quali dal 2002 hanno l’obbligo di aggiornare costantemente il know-how e il proprio livello di competenze in base a quanto sancito dalla Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina.

    I corsi ecm fad di Focus Fad sono tutti accreditati e consentono ai partecipanti di acquisire un determinato numero di crediti ecm secondo il Programma Nazionale ecm.

    I corsi per la riabilitazione ecm fad presentano inoltre programmi validi sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista pratico, grazie alla validità dei contenuti multimediali messi a disposizione nell’area riservata del sito di Focus Fad e dei curricula dei docenti.

    Il nostro portale consente di visualizzare i programmi completi e i curriculum di tutti gli insegnanti, nonché di scaricare direttamente sul proprio pc, tablet o smartphone un pacchetto completo di risorse gratuite, tra cui dispense, e-book e applicativi open source.

    I corsi fad per la riabilitazione presenti sul programma online e facenti parte dell’offerta formativa di Focus Fad sono pensati in abbinamento ai training informatizzati e possono essere acquistati usufruendo di uno sconto del 50% utilizzando il coupon a disposizione.

    Tutti i corsi ecm di formazione a distanza, residenziali e di formazione su campo promossi e organizzati da Focus Fad in collaborazione con il Centro di Riabilitazione AXIA di Bologna hanno l’obiettivo di fornire ai partecipanti una visione a trecentosessanta gradi sulla riabilitazione a domicilio: setting domiciliare, strumenti di valutazione e tecniche di riabilitazione, valutazione delle funzioni esecutive, gestione degli aspetti inerenti la psicologia dei pazienti e dei rispettivi care-givers.

    I corsi di Focus Fad insegnano concretamente ad adattare gli ambienti alle particolari realtà dei pazienti autistici o affetti da gravi disturbi psicomotori, pianificare interventi di creazione di ausili o di modifica delle barriere architettoniche, a valutare le funzioni esecutive e pianificare strategie di intervento ritagliate sul singolo caso.

    I corsi ecm fad per la riabilitazione di Focus Fad sono rivolti a tutti professionisti che operano nel settore della medicina, ma nello specifico i profili ascrivibili sono: terapisti occupazionali e fisioterapisti, ma anche medici, infermieri, psicologi e neurologi.

    Per il 2018 Focus Fad consiglia loro un interessante programma: “Gestione degli aspetti psicologici nelle malattie croniche neurodegenerative” valido fino al 7 maggio 2018; “Neuropsicologia delle funzioni esecutive: strumenti di valutazione e tecniche riabilitative” valido fino al 19 novembre 2018; “Il setting domiciliare: adattare l’ambiente e renderlo nuovamente utilizzabile”, valido fino al 19 novembre 2018.

  • 10° Edizione Secretary Day & Premio Assistente dell’anno

    Torna, dopo il grande successo degli anni scorsi, il Secretary Day, l’appuntamento nazionale di formazione e networking dedicato alle Assistenti di Direzione di tutta Italia organizzato da Secretary.it, la business community di supporto, informazione e consulenza per oltre 10.000 assistenti di direzione. Appuntamento a Milano il 28 maggio al Magna Pars Event Space dalle 9 alle 18.30.

    La giornata, giunta alla sua 10° edizione, avrà per tema «L’evoluzione del ruolo: valori e competenze dell’Assistente come Business Partner dell’Azienda» e, come da tradizione, vedrà la premiazione dell’Assistente dell’Anno. Sono infatti aperte le candidature per tutte coloro che intendono partecipare all’evento e che potranno candidarsi al Premio fino al 15 aprile 2018.

    La scelta del tema deriva dalla consapevolezza di quanto il ruolo dell’Assistente di direzione stia profondamente cambiando e per questo, a dieci edizioni dal primo Secretary Day, si è scelto di fare il punto sulla situazione attuale e sulle prossime evoluzioni. Fondamentale sarà l’apporto di tutti coloro che sceglieranno di partecipare – oltre 2.500 le assistenti che hanno partecipato alle edizioni passate – condividendo le loro esperienze, portando in azienda le best practice apprese durante la giornata, valorizzando la propria professionalità e rafforzando la passione che ogni giorno caratterizza il loro lavoro.

    Per essere davvero Business Partner della propria Azienda, infatti, è fondamentale avere piena consapevolezza delle proprie responsabilità. E per riuscire a comprendere come svolgere al meglio il proprio ruolo saranno previsti approfondimenti, laboratori e lavori di gruppo e testimonianze di valore con ospiti nazionali e internazionali. Attesissimi: Adam Fidler, tra i più importanti trainers per le assistenti al mondo, e le testimonianze dei Trainers dall’Executive Secretary Live London 2018 a cui Secretary.it è legata da una lunga partnership.

    In particolare, si parlerà di Leadership al femminile e cultura inclusiva nell’era della Digital Transformation con Silvia Candiani, Ceo Microsoft Italia e membro del Consiglio direttivo Valore D, dell’importanza strategica dell’assistente e del futuro del ruolo con Massimiliano Pogliani, Ceo illycaffè Spa, e di competenze social e digital, sempre più importanti anche per le assistenti di direzione, con Andrea Albanese, Social Media Marketing & Digital Communication Advisor WMM. Il ruolo di Assistente e le opportunità di carriera saranno poi al centro della tavola rotonda moderata da Filippo Poletti, Social Media Manager Fiera Milano Media, con Serena Chiama, Internal Communication Sky Italy, Francesca Minutola, PA Managing Director & Marketing Manager Ab Mauri, Associated British Foods, Giuliana Girino, Jeep® Social Media Manager, Digital Marketing FCA, ed Eliana Torretta, Marketing & Communications Manager Chubb. Si rifletterà infine sulla nuova figura dell’assistente virtuale, per cercare di capire con il contributo di Enrico Aprico, Docente Università Cattolica Milano e Marketing Director di Softlab Spa, se può essere intesa come una minaccia o come un alleato, e sulla realtà virtuale con Lorenzo Cappannari, Ceo & CoFounder Anothereality.

    Ma non è tutto: durante la giornata sarà presentato il progetto internazionale di solidarietà ISIPHOcon gli International Ambassadors di Secretary.it Carla Stefanut, Fieramilano, e Daniela Fasano, Bosch Italia, e il Progetto Coro, l’inno di Secretary.it delle assistenti di direzione, fortemente voluto dall’Assistente dell’anno in carica Dolores Cristescu, Ayming Italia. Inoltre, le partecipanti avranno modo di mettersi alla prova con tanti Lab, workshop e role play. E per finire: il Premio alla Miglior Assistente dell’Anno a cui potranno candidarsi, fino al 15 aprile, tutte le Assistenti che hanno avuto almeno 5 anni di esperienza nel ruolo, uso regolare di LinkedIn, ottime doti di comunicazione e relazioni professionali, ottima conoscenza di almeno una lingua straniera (laurea e master sono titoli preferenziali).

    L’Assistente dell’Anno sarà decretata per il 25% dalla votazione online delle iscritte alla community, per il 25% dalla votazione online aperta a tutti e per il 50% dalla Giuria. La candidata dovrà produrre un elaborato e integrare la propria candidatura con link, video, slide, foto. La vincitrice riceverà la preziosa Stella Swarovski, da anni simbolo del Premio ADA, la partecipazione gratuita a scelta fra Secretary Job 2018 e Secretary Day 2019, un biglietto aereo A/R per due persone verso una qualunque destinazione nel mondo servita da KLM e un percorso olfattivo, con aperitivo e cena per 2 persone offerto da LABSOLUE, Perfume Laboratory e Magna Pars.

    «Le profonde trasformazioni che in questi anni stanno interessando il mondo del lavoro coinvolgono anche le Assistenti di Direzione. Secretary.it sostiene da sempre l’evoluzione di questa professione, credendo nella centralità di tale ruolo, portatore di valore e di innovazione. Per questo, abbiamo scelto di concentrarci sui valori e sulle competenze più idonee per rendere tale figura professionale Business Partner dell’azienda. L’Assistente è, infatti, una figura chiave: facilita la comunicazione, sostiene i processi organizzativi ed è una presenza discreta di cui si apprezza sempre di più il valore riconoscendola come vero e proprio angelo custode dei grandi capi» – dichiarano Vania e Jessica Alessi, sorelle e fondatrici della community Secretary.it.

    Partner associativi: Aiceo, Donne e tecnologie, Manageritalia, Valore D.

    Programma giornata: http://www.secretary.it/files-documentale/eventi/ProgrammaSecretaryDay2018.pdf

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    Secretary.it è la prima e unica community italiana di supporto, informazione, aggiornamento, formazione e consulenza per oltre 10 mila Assistenti di Direzione iscritte in Italia. Offre attraverso il portale e i suoi canali social un supporto concreto al ruolo: un magazine, rubriche, promozioni, corsi di formazione e aggiornamento professionale (anche in house), consulenza legale, sul cv e coaching. Un servizio specializzato per l’organizzazione di eventi aziendali e per la ricerca di profili qualificati. Molti incontri di formazione e networking: dibattiti, workshop, educational, webinar, il Secretary Day e il Secretary Job. Per il 99,5% è composta da donne, età media di 44 anni, per il 46,6% con licenza superiore, per il 50,9% assunte in Spa, per il 52,7% in posizioni di Top Management.

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