Blog

  • Padova: Serenissima Ristorazione di Mario Putin allarga il centro di Boara Pisani

    Leader nel settore della ristorazione collettiva, scolastica, aziendale e sociosanitaria, Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, vanta un fatturato di 280.000.000 euro, conta oltre 7.000 dipendenti e 13 società correlate. Innovazione e sostenibilità sono i driver strategici nei quali il Gruppo investe da sempre.

    Serenissima Ristorazione di Mario Putin

    Mario Putin: Serenissima Ristorazione amplia il centro cottura di Boara Pisani

    A Boara Pisani, in provincia di Padova, sorge il centro cottura in legame refrigerato di Serenissima Ristorazione al quale l’azienda ha dedicato importanti investimenti negli ultimi mesi. La realtà guidata da Mario Putin ha infatti deciso di ampliare il centro cottura, dotandolo di una nuova area produttiva e logistica equipaggiata con attrezzature innovative e tecnologicamente avanzate. Questo contribuirà a rendere i pasti forniti dal leader della ristorazione collettiva ancora più sicuri sotto il profilo igienico-sanitario, migliori dal punto di vista qualitativo e di differenziazione della dieta. Con 30.000.000 di euro investiti su una superficie totale di 12.000 mq e oltre 300 operatori impiegati al suo interno, il centro cottura di Boara Pisani ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più moderni e tecnologicamente avanzati d’Europa.

    Serenissima Ristorazione: il Cook&Chill della realtà guidata da Mario Putin è un successo negli ospedali

    Tra i primi ambiti in cui Serenissima Ristorazione si è specializzata, quello socio sanitario continua ad essere un settore di grandi soddisfazioni. Cook&Chill, la tecnica ideata dalla società guidata da Mario Putin, sta riscuotendo enorme successo tra le strutture sanitarie. Soprattutto a seguito della realizzazione del centro cottura di Boara Pisani, sempre più strutture si sono mostrate interessate. Attualmente, sono 60 i nosocomi che vengono riforniti dal centro cottura. Segno che investire nell’innovazione, puntando al legame refrigerato con il fine di minimizzare il rischio microbiologico e razionalizzare le diete risolvendo i problemi logistici legati al trasporto e alla distribuzione, è stata una scelta più che efficace.

  • Riva Acciaio: dalla fondazione alla leadership europea nel settore dell’acciaio

    Fondata negli anni ‘50 da Emilio ed Adriano Riva, Riva Acciaio è passata dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio di alta qualità. Attraverso una visione lungimirante e una strategia di acquisizioni, l’azienda ha raggiunto una posizione di rilievo sia in Italia sia a livello internazionale, contribuendo alla crescita e al successo dell’industria siderurgica nazionale.

     Riva Acciaio

    Riva Acciaio: una visione lungimirante per l’industria siderurgica italiana

    Riva Acciaio è un’eccellenza nell’industria siderurgica italiana, una realtà di grande importanza che riunisce le attività del Gruppo Riva nella penisola. Fondata nel 1954 da Emilio ed Adriano Riva, rappresenta uno dei principali protagonisti europei nel settore dell’acciaio. La società è controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità. Grazie a oltre 60 anni di esperienza, il Gruppo ha consolidato una leadership indiscussa in questo settore, introducendo importanti innovazioni tecnologiche, tra cui la colata continua curva a tre linee, un primato assoluto in Italia, insieme ad altre significative innovazioni siderurgiche. Un elemento di grande valore per l’azienda è il suo avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, situato nello stabilimento di Lesegno (CN), che dispone di sofisticate apparecchiature, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Questo laboratorio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Tale sinergia tra l’azienda e le istituzioni accademiche consente di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nell’ambito dell’industria siderurgica. Dopo la fondazione, Riva Acciaio è cresciuta rapidamente, passando dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio. Nel 1956, viene costruito lo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che si distingue per la sua dimensione e per l’adozione di tecnologie all’avanguardia, come il forno elettrico ad arco. 

    La crescita internazionale di Riva Acciaio

    Negli anni ‘60, l’industria siderurgica italiana affronta una forte concorrenza internazionale e per rimanere competitiva, Riva Acciaio introduce la colata continua curva a tre linee, diventando la prima azienda italiana a utilizzare questa tecnologia. Nel frattempo, l’azienda inizia a espandersi sia in Italia sia all’estero attraverso acquisizioni strategiche. Nel 1966, acquisisce le Acciaierie e Ferriere del Tanaro e diventa socia di minoranza nella SEII. Alla fine degli anni ‘60, la produzione di acciaio raggiunge così le 300.000 tonnellate all’anno e l’azienda avvia l’export dei suoi prodotti sui mercati internazionali. Negli anni ‘70, nonostante la crisi petrolifera e la concorrenza estera, il Gruppo siderurgico prosegue con il piano di investimenti e si espande ulteriormente a livello internazionale. Acquisisce la Siderúrgica Sevillana in Spagna nel 1971 e nel 1974 costituisce la Associated Steel Industries (ASI) in Canada, oltre all’acquisizione dell’acciaieria di Iton Seine in Francia nel 1976. Due anni più tardi, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Alla fine degli anni ‘70, la produzione di acciaio supera 1,1 milioni di tonnellate. Negli anni ‘80, Riva Acciaio continua la propria espansione attraverso acquisizioni in Francia, Belgio e Germania. Acquisisce la maggioranza dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris) in Francia nel 1988, mentre quattro anni più tardi rileva due impianti siderurgici a Berlino. Nel frattempo, la produzione di acciaio continua a crescere rapidamente e nel 1994 raggiunge 5,8 milioni di tonnellate, consolidando la posizione del Gruppo come uno dei principali attori dell’industria siderurgica europea.

  • Il nuovo romanzo dell’autore Luigi Fiorentini

    “Il codice di Bianzano e i templari nella bergamasca” di Luigi Fiorentini è un romanzo esoterico ambientato nel territorio bergamasco; in esso, a quelli espressamente drammatici si alternano contenuti fantastici.
    L’opera inizia con un episodio risalente al 1312.
    A distanza di settecento anni, però, una bambina di nome Ester scorge un’antica pergamena nei pressi di una chiesetta; la estrae e la porta con sé, a casa.
    La perfida madre di una sua compagna di scuola, essendo un’adepta di una setta dedita a pratiche occulte pure alla ricerca di quella pergamena, comunica al suo sacerdote nero di sapere dove si trova quel prezioso oggetto.
    Qualche anno dopo, Ester si trasferisce in Francia, con i suoi genitori.

    Passati nove lunghi anni, ed essendo diventata già una giovane donna, un giorno Ester lascia incustodita la pergamena e suo padre la scopre.
    Costui, Tarcisio, essendo un ex cavaliere Templare, aiuterà la figlia a decriptare il codice contenuto nella pergamena.
    Nell’agosto del 2022, tornati nella loro terra d’origine per un periodo di vacanza, in Val Cavallina, ne approfittano per recarsi nei luoghi indicati sulla pergamena.
    Dopo lunghe e accurate ricerche, riescono finalmente a decifrare quel codice segreto scoprendo, così, il luogo esatto in cui sarebbe conservata una sacra reliquia.
    Essendo però perseguitati da quella setta, che vuole impossessarsi a ogni costo della misteriosa pergamena, Ester e Tarcisio, al fine di risolvere quanto prima quella pericolosa situazione, escogitano un piano davvero geniale.
    Nel corso dei successivi e ultimi capitoli, una serie di situazioni impreviste e colpi di scena animeranno intensamente il resto della narrazione.

    Breve estratto

    “Qualcuno, in quel preciso momento, suonò al citofono.
    Il marito, che stava seduto su una sedia e chinato verso il camino, si alzò e andò ad aprire, senza neppure chiedersi chi fosse dietro la porta. Aperto l’uscio di casa, vide davanti a sé un uomo robusto, sulla trentina; quest’ultimo, senza pensarci neppure un attimo, spinse con inaudita violenza l’anziano verso l’interno e irruppe bruscamente in casa, seguito da altri tre individui: due uomini e una donna. L’ultimo dei quattro balordi, chiuse la porta alle sue spalle e, com’era evidente da quella loro inspiegabile incursione, cominciarono a minacciare i due anziani con coltelli e bastoni. Ciò che parve più strano agli anziani coniugi, fu il fatto che nessuno di loro aveva mai visto prima di allora quegli inquietanti individui; così come anche questi ultimi non conoscevano assolutamente i padroni di casa.”

    Luigi Fiorentini, biografia

    Luigi Fiorentini, nato a San Biagio Platani in provincia di Agrigento nel 1967, è compositore, scrittore e didatta.
    Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi di Composizione, collabora con un periodico di arte e ha pubblicato molti lavori musicali.
    Dal 1996 vive nella bergamasca dove insegna musica e scrittura creativa.
    Sue opere letterarie sono:
    La musica nell’anima (2013) e I doni del fantasma (2018) con Sensoinverso Edizioni – Ravenna
    Il fantasma di Osio (2016) con Arduino Sacco Editore – Roma
    L’altra faccia della musica (2018) con Herkules Books – Policoro
    Ritornano i fantasmi del presente (2017), Nel mistero, fra tenebre e luce (2020) e Incontro con un angelo (2022) con Editrice GDS.

    Il romanzo Il codice di Bianzano e i templari nella bergamasca di Luigi Fiorentini è stato pubblicato da Editrice GDS, 262 le pagine.
    E’ pubblicato anche su tutte le migliori piattaforme online, in versione cartacea e formato digitale.

    Link d’acquisto Amazon: https://amzn.to/46wHZQm

  • Inaugura la mostra internazionale Spoleto Arte al Palazzo Vescovile Terrazza Frau insieme ad ospiti d’eccezione

    Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con la mostra internazionale Spoleto Arte, curata dal critico d’arte Salvo Nugnes dal 21 al 25 luglio.

    La manifestazione si terrà presso il Palazzo Vescovile Terrazza Frau, già sede della Fiction Don Matteo, a pochi passi dal cuore della città di Spoleto e vedrà il contributo di personalità d’eccezione come Vittorio Sgarbi, la nota giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice,  Alessandro Meluzzi e molti altri.

  • RESHORING NEL FASHION, CRESCONO I DUE HUB DI BRACCHI

    Logistica per la moda, boom di lavorazioni nelle due sedi di Verona e Padova: qui Bracchi movimenta (e stira) milioni di capi di abbigliamento delle grandi griffe. Il ceo, Umberto Ferretti: “Il trend: le aziende della moda tornano in Italia confermando l’inversione di tendenza dall’era della delocalizzazione”. La strategia dei nuovi investimenti

     

    Bracchi, la multinazionale della logistica con headquarters nel Bergamasco, sta crescendo nel settore del fashion sull’onda di un nuovo fenomeno, quello del reshoring. Oggi il dipartimento Fashion di Bracchi lavora con le più note eccellenze Italiane, collezioni che devono essere tutelate dalla sicurezza alla qualità, fino alla segretezza e alla tutela della creatività. Allo stesso tempo, il modello di logistica in outsourcing che Bracchi propone garantisce indipendenza e fornisce un servizio sartoriale, capace di seguire la stagione della moda e le sue esigenze dalla fase iniziale di stiro e ricondizionamento fino alla consegna nei singoli retail a livello europeo. 

    Due sono i poli fashion di Bracchi, uno nel Vicentino e uno nel Padovano. 

    “La storia di Bracchi nel mondo della logistica fashion è molto lunga, vantiamo trent’anni di esperienza nella gestione delle spedizioni per i top player della moda made in Italy”, spiega il direttore della business unit, Matteo Vaccari. “Negli ultimi anni ci siamo concentrati sullo sviluppo dei servizi collegati alla logistica fashion, un settore storicamente molto difficile per la stagionalità e la manualità necessaria: solo poche aziende riescono a realizzarlo. Un’azienda di moda oggi deve concentrarsi sul suo core business ed affidarsi ai professionisti nel fornire servizi, perché la logistica è una continua ricerca di moderne soluzioni per la gestione di prodotti che hanno esigenze complesse”.

    La struttura di Bracchi a Tombolo (nel Padovano) è specializzata nelle attività di stiro, controllo qualità e ricondizionamento. Le attività principali vanno dallo stiro in tutte le sue forme: ferro, manichino, topper e tunnel; il controllo qualità è realizzato a mano. A Tombolo l’azienda ha deciso di investire sempre più in attrezzature all’avanguardia per lo stiro industriale. Così, oggi lo stabilimento ha capacità di gestire oltre 30.000 capi al giorno su un’area di oltre 10.000 metri quadri. L’hub fashion di Bracchi nel corso del 2023 stirerà oltre due milioni di capi. Ma complessivamente i numeri sono maggiori, tra controllo di qualità e logistica siamo a circa 5,5 milioni di capi all’anno. Nei primi cinque mesi del 2023 l’hub di Tombolo ha registrato una crescita dei volumi del 115% sull’anno precedente.

    Tecnologia al centro dell’interesse anche del polo logistico Oppeano, in provincia di Verona, dedicato al mondo del fashion e dell’arredo, con specifiche attività rivolte al mondo dell’e-commerce. I numeri sono imponenti: si tratta di oltre 12 milioni di pezzi lavorati e oltre quarantamila referenze gestite.  Su 25.000 metri quadri Bracchi gestisce la logistica integrata di importanti marchi del design made in Italy, qui vi lavorano circa sessanta persone. I tempi di consegna sono ridotti al minimo per rispettare la logica del “just in time” dei negozi, Bracchi li rifornisce a livello europeo. Qui peraltro Bracchi ha installato un innovativo sistema automatico ed elettronico di “pallet scan” per velocizzare le operazioni di misurazione dei colli.

    Va precisato che il motivo della crescita di Bracchi nel settore del fashion è da cercarsi in un fenomeno che sta esplodendo in questi mesi, quello del reshoring. A spingere le realtà del tessile abbigliamento verso soluzioni a chilometro zero non è soltanto un problema di costi quanto un’opportunità per consolidare la propria reputazione anche in campo ambientale: la gestione “locale” infatti è vista con sempre maggiore interesse dai consumatori. Ma non solo, sta nascendo il cosiddetto “friend-shoring”, cioè la priorità etica di intessere relazioni di business più forti con Paesi dei quali si ha più fiducia. 

    “Molte griffe stanno riportando la produzione in Italia, molte tra quelle più celebri a livello internazionale hanno attivato produzioni in Veneto, dove nel frattempo gli artigiani specializzati nelle lavorazioni conto-terzisti hanno perso la capacità produttiva di qualche anno fa”, conclude l’amministratore delegato di Bracchi, Umberto Ferretti. “Per questo abbiamo deciso di investire nei macchinari di stiratura industriale, ma anche nei relativi impianti di aspirazione: siamo convinti che il mondo della logistica fashion sia ad una svolta epocale, è iniziata l’era del reshoring in tutte le attività di controllo qualità, stiro, imbusto e ricondizionamento dei capi portando a richieste di lavorazioni mai viste prima. Si tratta di attività con necessità di competenze molto elevate che nel corso degli ultimi 20 anni in Italia sono state via via disperse ma che siamo riusciti a recuperare con percorsi di formazione molto stringenti”.

     

    SCHEDA AZIENDALE – BRACCHI

    Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Negli anni ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi, con l’ampliamento del proprio network logistico e i primi investimenti nel trasporto marittimo e aereo, in Europa e nel mondo. L’espansione della propria flotta mezzi ed i progetti di logistica integrata e in outsourcing hanno permesso all’azienda di imporsi in settori di nicchia altamente strategici, in cui è leader europeo da oltre 40 anni. All’headquarter di Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo), dove vengono coordinate tutte le operazioni a livello nazionale ed europeo, si sono presto aggiunte le filiali estere di Bracchi con sede a Lublin in Polonia, Levice e Kostolné Kračany in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa, e di Ettenheim in Germania: un polo logistico di 44.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa, nel Vicentino, formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce. Nel 2020 è la volta di Peterlini, azienda con sede in provincia di Parma specializzata nel trasporto tecnico eccezionale fino a 100 tonnellate. Grazie a queste acquisizioni Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e aree geografiche, operando nei settori industriale, agricolo, ascensoristico, della cosmesi, fashion, food & beverage, e-commerce e retail. Oggi Bracchi lavora su dodici poli logistici e sette filiali regionali per un totale di 350.000 metri quadri di magazzini complessivi, gli occupati sono circa 650 presenti nei diversi stabilimenti, il 35% è donna. Nel 2022 il gruppo ha chiuso con vendite sopra i 189 milioni di euro, in crescita del 19% sul 2021. Per ulteriori informazioni: www.bracchi.it. L’amministratore delegato dal 2020 è Umberto Ferretti. 

     

  • La strategia dell’Europa per le terre rare: l’editoriale di Valentina Colucci

    In un recente editoriale pubblicato su “Formiche”, Valentina Colucci riflette sul tema delle terre rare e su come l’Europa si sta muovendo per aumentare la loro reperibilità senza dipendere troppo da altri Paesi.

    Valentina Colucci

    Valentina Colucci: l’Europa nella corsa alle terre rare

    Sono 34 le materie prime che quest’anno compongono la lista dei minerali critici stilata dell’Europa. Realizzato sulla base di una valutazione della loro reperibilità sul mercato, l’elenco contiene minerali come l’arsenico, il feldspato e il manganese e anche le cosiddette terre rare. Queste ultime, come spiega Valentina Colucci nel suo articolo, “sono un insieme di 17 metalli presenti nella tavola periodica degli elementi chimici che presentano straordinarie proprietà magnetiche e conduttive che le rendono indispensabili in molti settori tra cui, l’industria elettronica, tecnologica aeronautica e militare”. Si tratta di elementi fondamentali per la produzione e il funzionamento di oggetti della quotidianità quali smartphone e lampade a led ma anche di tecnologie come la fibra ottica e i pannelli fotovoltaici.

    Valentina Colucci: l’Action Plan on Critical Raw Materials

    Nonostante il loro nome, le terre rare possono essere trovate in abbondanza in diverse parti del mondo. La Cina, l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e il sud-est asiatico sono tutti luoghi in cui sono reperibili. “Dovunque, tranne che nel Vecchio Continente”, afferma Valentina Colucci nell’articolo. Gli unici ad essere esclusi sono infatti proprio i Paesi del Vecchio Continente. Per questo motivo, nel 2020 la Commissione Europea ha presentato l’Action Plan on Critical Raw Materials per rispondere appunto al rischio di carenza o interruzione di tali minerali. Le soluzioni prevedono la riduzione della dipendenza da Paesi terzi da raggiungere mediante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, il miglioramento dell’efficienza e della circolarità dell’uso delle risorse e politiche di stoccaggio strategico di prodotti che contengono le materie critiche.

  • Economia cinese, Governo e banca centrale si attivano per riaccendere il motore

    La ripresa dell’economia cinese continua ad inviare segnali di scricchiolio, costringendo Governo e banca centrale a correre ai ripari. Servono nuovi stimoli per riaccendere un motore che sembra essersi ingolfato.
    E’ come se il lungo lockdown abbia finito per far dimenticare ai cinesi la perfetta efficienza di cui erano capaci, li abbia in qualche modo demotivati.

    I segnali che manda l’economia cinese

    economia cineseLa produzione industriale del Dragone è rallentata al 3,5% e hanno frenato pure le vendite al dettaglio. Dal settore immobiliare – uno dei capisaldi dell’economia cinese – arrivano segnali di debolezza: l’edilizia non è ripartita e i prezzi delle case sono aumentati solo dello 0,1% come riporta XTB. Intanto la disoccupazione giovanile ha toccato un livello record del 20,8%.

    Dati deboli, al punto tale che anche l’ufficio nazionale di statistica ha ammesso che le basi per la ripresa “non sono ancora solide.

    La PBoC ha rotto gli indugi

    Anche la PBoC (la banca centrale) ha inviato un segnale importante lo scorso 15 giugno, quando ha deciso di tagliare i tre tassi ufficiali di riferimento per i prestiti (breve, medio e lungo). Quella cinese la prima banca centrale al mondo che invece di rialzare i tassi li sta abbassando.
    Questo ha provocato una svalutazione della moneta nazionale, lo yuan: il cambio USD-CHY è schizzato oltre 7,2, spingendosi oltre la kumo dell’Ichimoku Kinko Hyo.

    Tocca al Governo

    Ma per rimettere in marcia l’ingolfata economia cinese, la seconda mondiale, la politica monetaria da sola non basta. Ecco perché il governo centrale sta prendendo in considerazione l’emissione di buoni del tesoro speciali per un valore di circa mille miliardi di yuan, pari a 140 miliardi di dollari, per aiutare a finanziare nuove infrastrutture.

    Il Governo potrebbe addirittura smentire se stesso: quei leader politici che si dicevano contrari alla proprietà di più abitazioni (“le case servono per viverci, non per speculare“)  adesso stanno prendendo in considerazione regole più flessibili per incoraggiare questo fenomeno.
    E’ chiaro che le autorità di Pechino hanno capito non possono più rischiare di aspettare che la ripresa dell’economia cinese si avvii da sola, servono un bel po’ di stimoli per evitare che il rallentamento della crescita peggiori.

  • Gian Maria Mossa: “New Generation”, l’impegno di Banca Generali per il futuro della consulenza

    “New Generation”, il valore del progetto di Banca Generali dedicato ai ragazzi nelle parole dell’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa: “Vogliamo creare nuove opportunità e percorsi in cui realizzarsi per i consulenti del domani”.

    Gian Maria Mossa

    Gian Maria Mossa: SOS giovani, quale futuro per la consulenza finanziaria?

    Il quadro che Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali, delinea in un recente post su LinkedIn parla chiaro: “La ricchezza privata si mantiene su livelli molto elevati ma è detenuta per la gran parte dalle persone più mature, lasciando poco spazio ai giovani, di frequente esclusi dalle dinamiche patrimoniali familiari, trascurati dai professionisti del settore e nell’angolo nel confronto generazionale su queste tematiche che impattano il loro futuro”. L’AD nel post invita quindi a riflettere su come anche la consulenza finanziaria risenta del fatto che non sempre il dibattito sull’urgenza demografica e le riforme per le generazioni future riesca a trovare lo spazio che meriterebbe nell’agenda politica e nella sfera delle imprese. “Numeri alla mano, infatti sono sempre meno i giovani che si avvicinano alla nostra professione. Oggi solo il 12% dei professionisti ha meno di 40 anni. E se si considerano gli under 35, la percentuale scende drammaticamente al 2%. Una vera e propria emergenza che rischia di invertire la traiettoria di crescita di un’industria che s’è ritagliata negli ultimi anni un ruolo sociale ed economico molto importante; al servizio della protezione e della pianificazione dei progetti di vita delle famiglie”, spiega l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa.

    Gian Maria Mossa: “New Generation”, il progetto innovativo di Banca Generali per formare i consulenti del domani

    L’AD Gian Maria Mossa su LinkedIn pone quindi in evidenza le ricadute per la consulenza finanziaria: “Chi vuole avvicinarsi oggi alla consulenza deve ancora affrontare barriere d’ingresso di tipo formativo, finanziarie e di affinità generazionale con la gran parte della clientela, ancora troppo limitanti”. Basterebbe però guardare “alle iniziative sviluppate in Paesi come Israele e Singapore (ma anche Paesi più vicini a noi come la Germania) per rendersi subito conto che senza un cambio di marcia concreto non sono solo i nostri giovani quelli che rischiano di pagare il conto più salato di questa situazione, ma tutti noi trovandoci in difetto di quello slancio di idee e di innovazione che tracciano le rotte del futuro sostenibile”. Necessario per l’AD Gian Maria Mossa è quindi “il contributo di tutti e uno sforzo strutturato nella giusta direzione”. È in quest’ottica che anche Banca Generali si sta impegnando portando la tematica del ricambio generazionale tra le priorità più alte del piano di sviluppo. “Lo dobbiamo al nostro Paese ma lo dobbiamo anche a tutti i nostri stakeholder poiché lo scenario che stiamo affrontando necessita di risorse nuove ed approcci diversi”. L’impegno dell’Istituto è nelle diverse iniziative lanciate in questi anni. Tra queste anche il progetto innovativo ‘New Generation’, dedicato interamente ai ragazzi: “Vogliamo creare nuove opportunità e percorsi in cui realizzarsi per i consulenti del domani. La nuova generazione di banker potrà aiutarci ad aumentare la produttività complessiva della nostra rete, fornendo nuovi stimoli ed energie anche ai colleghi più senior, oltre che aiutarci a raggiungere nuovi target di clientela”.

  • Mix senza glutine e Spinaci disidratati Ar.pa Lieviti: da oggi pack in metallo leggero con tappo “salva aroma” e apertura “easy peel”

    L’azienda bolognese rinnova il pack del Mix senza glutine e degli Spinaci disidratati, proponendo una confezione più sostenibile e pratica, grazie al coperchio richiudibile e all’apertura “easy peel”. Ideale per usare e conservare il prodotto, ma anche per riutilizzare la confezione. 

     

    Ozzano dell’Emilia (Bologna), luglio 2023 – Ar.pa Lieviti, specializzata in lieviti e prodotti per la cucina, ancora una volta aiuta professionisti e apprendisti cuochi rinnovando i pack di due prodotti di punta molto utili in cucina: il Mix senza glutine e gli Spinaci disidratati. Il primo sostituisce le farine in tutte le ricette dolci e salate Gluten Free, mentre la polvere di spinaci dona gusto e colore a paste fresche, torte e ciambelle salate. Per questi due prodotti, Ar.pa Lieviti ha pensato a un nuovo packaging richiudibile, più sostenibile per il pianeta.  Lasciando invariato il peso (1 kg) propone infatti una nuova confezione più bassa e larga, ideale per essere conservata in dispensa, comoda per prelevare il prodotto, riutilizzabile e lavabile, quindi un’ottima soluzione per ridurre i rifiuti e agevolare il riuso. Inoltre, grazie all’apertura “easy peel” e al coperchio richiudibile “salva aroma”, consente di mantenere nel tempo il gusto e l’essenza del prodotto.

    Il nuovo pack riguarda due best seller della gamma Ar.pa Lieviti: il Mix senza glutine è dedicato alla preparazione di panificati, dolci e salati gluten free, specifico per le persone che soffrono di celiachia o che vogliono ridurre il contenuto di glutine nella propria alimentazione. Ingrediente versatile per qualsiasi ricetta, il Mix può essere utilizzato nella preparazione di paste brisée, biscotti, pancakes, torte, pane e focacce. Grazie alla particolare formula risulta quasi impossibile riconoscere la differenza rispetto alle farine con glutine.

    Gli Spinaci disidratati invece sono un composto di finissima polvere di spinaci, ottenuta semplicemente essiccando spinaci freschi. Un ingrediente naturale, ottimo per donare un brillante colore verde e un gradevole aroma erbaceo alla pasta fresca come tagliatelle, tortelloni, lasagne, balanzoni e caramelle, ma perfetto anche per tutte le preparazioni lievitate salate come torte, muffin, piadine, cracker, grissini e plumcake. Inoltre con un po’ di fantasia possono arricchire di colore e sapore tipiche specialità emiliane come tigelle, crescentine o gnocco fritto.

  • La Pizza Napoletana

    La storia della pizza napoletana , si mescola inesorabilmente con la storia millenaria della città di Napoli.

    La pizza Napoletana che diventata patrimonio UNESCO nel 2010, ha una storia lontana e ricca. Molto più di un semplice alimento, è considerato un vero e proprio tesoro culinario, un orgoglio napoletano famoso e conosciuto nel mondo.

    Napoli è sempre stata un crocevia di culture e molto probabilmente la pizza e le sue origini sono da ricercare, sia nel mondo greco con la “pinta” greca, ossia una forma di pane schiacciata, ma anche nel mondo arabo “pita”, il pane arabo originale che è grande e rotondo, fatto di acqua e farina e poi cotto in forno. Ma la pizza nel corso dei secoli è cambiata.  All’inizio si parlava di una semplice focaccia o di una torta, ma dal 1300 in poi si inizia a parlare di “pizis” o “pissas”, che si riferivano ai prodotti tipici da forno che erano comuni nell’Italia meridionale del tempo. Si può iniziare a parlare di pizza nel 1600, che grazie all’ingegno culinario napoletano, che voleva rendere più gustosa la tradizionale schiacciata di pane. Ed ecco che nacque la pizza mastunicola, condita con aglio, strutto, sale grosso, formaggio e basilico. La pizza si inizierà a tingerà di rosso, grazie al pomodoro, dopo la scoperta delle Americhe, .Bisognerà aspettare la seconda metà del 1800 per avere la pizza classica che conosciamo con pomodoro e mozzarella, nata, , dalla fantasia e la bravura di un pizzaiolo napoletano, Raffaele Esposito. Nel 1889, anno in cui ci fu la prima visita a Napoli dei sovrani d’Italia Re Umberto e la Regina Margherita, il pizzaiolo Raffaele Esposito, realizzò per i sovrani tre pizze, la mastunicola, la marinara, e un’altra pizza con mozzarella e pomodoro. La sovrana apprezzò così tanto l’ultima pizza da voler ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto. Per tale motivo e per contraccambiare, Raffaele Esposito diede il nome della Regina al suo capolavoro culinario, che da allora si è diffuso ed è espatriato in tutto il mondo proprio con il nome di “Pizza Margherita”.

    Vuoi fare una lezione di pizza a Napoli, contatta Naples and Italy e visita il loro sito, avrai i migliori Luxury Tour e le migliori guide turistiche per visitare Napoli e non solo. www.guideturistichenapoli.it

    Contatti

    Naples and Italy visite guidate ed eventi

    Via Pessina 90– 80135 Napoli

    Telefono 3404230980

    WhatsApp +39 3357851710

    e-mail [email protected]

  • Luigi Ferraris: rendere la mobilità più moderna, integrata, resiliente e sostenibile

    Gruppo FS si sta impegnando in una grande sfida: rendere la mobilità più moderna, integrata, resiliente e sostenibile. La strategia del Gruppo ha come obiettivo principale la costruzione di un ecosistema di mobilità sostenibile e logistica integrata, basato su infrastrutture interconnesse e resilienti. L’intervista all’AD Luigi Ferraris.

    Luigi Ferraris

    Luigi Ferraris: il Piano industriale del Gruppo FS, sfide e progetti

    Per favorire il trasporto collettivo rispetto a quello privato e promuovere la logistica multimodale, spiega Luigi Ferraris, Gruppo FS sta effettuando investimenti mirati che porteranno a un aumento del 20% della capacità della rete. Un maggior numero di corse e una maggiore frequenza, insieme a un’integrazione sempre più stretta con i mezzi su gomma, contribuiranno ad aumentare del 30% il numero di passeggeri su treni e autobus. Ma non è tutto: tra gli obiettivi da raggiungere vi è anche la necessità di raddoppiare la quota di merci trasportate su rotaia. Inoltre, vi è l’importante fine di ridurre la distanza tra il Nord e il Sud del Paese e di contribuire alla transizione ecologica, puntando a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040, ovvero dieci anni prima dell’obiettivo stabilito dall’Europa. Il Piano industriale decennale del Gruppo FS, continua Luigi Ferraris, include un totale di investimenti pari a 190 miliardi di euro, che si basa sui fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui Gruppo FS è un attuatore chiave con un finanziamento di 25,5 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di rendere le infrastrutture di mobilità del nostro Paese sempre più moderne, interconnesse e resilienti.

    Luigi Ferraris: sinergie e poli di business, la creazione di un sistema integrato

    Gruppo FS ha inoltre comunicato l’impegno per valorizzare le potenzialità delle controllate e sfruttare le varie sinergie attraverso la creazione di quattro nuovi poli di business (Infrastrutture, Passeggeri, Logistica e Urbano). Da qui, sottolinea Luigi Ferraris, nasce un ruolo di indirizzo, coordinamento, controllo strategico e finanziario sulle capogruppo di settore. Tutto ruota intorno alla parola sinergia, non solo tra le società che appartengono allo stesso polo ma anche tra i poli stessi. Il Polo Infrastrutture è guidato da RFI e include anche Anas, Italferr e la parte infrastrutturale di Ferrovie del Sud Est. Avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione di opere stradali e ferroviarie accessibili, integrate e interconnesse. Dall’altro lato c’è poi il Polo Passeggeri, la cui capogruppo è Trenitalia che, collaborando con Busitalia e Ferrovie del Sud Est, sviluppa soluzioni di mobilità sempre più integrate tra il trasporto ferroviario e su gomma. Mercitalia Logistics è invece la capogruppo del Polo Logistica e coordina sette società operative a livello nazionale e internazionale: l’obiettivo è aumentare del 100% la percentuale di traffico merci su rotaia, adottando un approccio sistemico che includa la collaborazione con gli autotrasportatori per quanto riguarda i collegamenti con porti, aeroporti e centri logistici. La responsabilità del Polo Urbano, ricorda ancora Luigi Ferraris, consiste infine nella gestione e riqualificazione del vasto patrimonio immobiliare fondiario del Gruppo, nella promozione dell’integrazione modale nelle zone urbane, garantendo al contempo una logistica efficiente per le fasi iniziali e finali della catena di approvvigionamento.

  • Come curare il tuo brand con OC Promotion

    Come il pubblico percepisce un’azienda (e come questa vorrebbe essere percepita), che consapevolezza ha del ruolo che quel marchio ha nel proprio settore di riferimento e qual è il grado di consapevolezza che le persone hanno di un brand: tutti fattori determinanti per il successo di un marchio. Gli esperti di OC Promotion, agenzia lombarda specializzata nell’organizzazione di concorsi a premio, spiegano perché.

    Milano, luglio 2023 – In un’epoca iperconnessa e in un mercato estremamente competitivo, ritagliarsi il proprio spazio è sempre più difficile per un’azienda. Difficile, ma non impossibile, se si adottano le giuste strategie di marketing e comunicazione che prevedono, tra l’altro, anche l’implementazione di alcuni elementi fondamentali, come la brand awareness, la brand image, la brand identity e la brand reputation.

    Termini tutti molto simili, ma tra i quali intercorrono differenze piuttosto marcate, come spiegano gli esperti di OC Promotion, agenzia lombarda specializzata nell’organizzazione di concorsi e operazioni a premio.

    Se la brand awareness rappresenta il grado di conoscenza che il pubblico ha di un marchio – chiariscono i professionisti di OC Promotion – brand identity e brand image possono essere viste come le due facce di una stessa medaglia: mentre la prima è l’immagine che l’azienda sceglie di dare di sé (e, proprio per questo, include tutti gli elementi visivi che caratterizzano un brand), la seconda rappresenta la percezione che il pubblico ha di quel brand. Non sempre, dunque, brand identity e brand image coincidono, perché un’azienda potrebbe decidere di mostrarsi in un modo ma venire percepita in un altro. 

    La brand reputation, infine, è rappresentata dalla fiducia che il pubblico accorda a un marchio. Si tratta di un elemento molto delicato ma al tempo stesso estremamente importante ai fini del successo di un’azienda. Esistono diversi modi per accrescere la brand reputation, dalle recensioni dei clienti sul web al passaparola fino proprio all’indire eventi come contest e operazioni a premio. Perché funzionino, è essenziale che si svolgano con la massima trasparenza, garantendo così a tutti i partecipanti, al netto delle modalità in cui si articola l’evento, le stesse possibilità di vincita. Per riuscirci, è bene affidare la loro organizzazione ad agenzie specializzate, proprio come OC Promotion.

  • Nuovo sito della Hürner Italia: Storia, persone e brand raccontano i Valori e la Mission dell’azienda

    È online il nuovo sito della Hürner Italia (https://www.hurner.it); un ambiente digitale completamente rinnovato che mette al centro i prodotti e le persone che definiscono il mondo Hürner Italia. Un sito che sottolinea anche l’impegno e la passione di tutte/i coloro che ogni giorno lavorano insieme per offrire prodotti e servizi ai propri Clienti in modo preciso e responsabile. Modalità che hanno reso quella piccola attività, nata 50 anni fa, Leader riconosciuta nel mercato Italiano

    Accessibile da qualsiasi piattaforma tecnologica, dal pc allo smartphone e al tablet, il sito è un contenitore di informazioni e di nuovi servizi rivolti in primo luogo ai Clienti, ma non solo.

    Progettato e realizzato dalla digital company Zucchi39, consorzio digitale dalla joint venture fra varie aziende e specializzata nella progettazione e nell’implementazione di soluzioni basate su i nuovi canali di comunicazione e i media digitali, questo nuovo punto di contatto e interazione con cui l’azienda di Mombretto di Mediglia si racconta al mondo, si caratterizza per il minimalismo delle linee grafiche ma valorizza la grande efficacia e ricchezza di contenuti, resi facilmente fruibili per i visitatori grazie al menù di navigazione libera e ai filtri di ricerca. La ricchezza di contenuti multimediali, come le foto e i disegni tecnici, favoriscono una conoscenza ed un utilizzo più comprensibile e immediato anche dal punto di vista visivo da parte del Clienti. Sono, infatti,  molte le nuove funzionalità che, con un semplice click, possono essere attivate così da essere identificato facilmente come un Sito non solo nuovo ma anche “parlante”. ​In pochi giorni, infatti, il nuovo sito ha fatto registrare record nella navigazione.

    Altra novità per il sito è la sezione News, dove la Hürner Italia pubblicherà tutte le novità che inserirà nei propri Cataloghi così da proseguire il proprio cammino di aggiornamento e risoluzione delle necessità operative che intervengono, quotidianamente, nel Mercato. L’obiettivo del rinnovamento prodotti e della veloce informazione è per Hürner Italia, quella di fornire un servizio informativo ai Clienti e al settore completo, chiaro e facilmente fruibile.

  • I servizi di Chiappa Arredamenti per l’arredamento di bar, ristoranti e negozi

    Il negozio di arredamenti, con sede in provincia di Brescia, fornisce prodotti e servizi di alta qualità per diversi esercizi commerciali, creando ambienti confortevoli ed esclusivi.

    Milano, luglio 2023 – Quando pensiamo all’arredamento di interni ci vengono subito in mente le abitazioni private, con soggiorni, sale da pranzo, camere da letto, bagni, cucine e, per chi è più fortunato, anche altre stanze da decorare secondo i propri gusti. In realtà, però, l’interior design non riguarda solo le case, ma anche gli esercizi commerciali, come bar, ristoranti e negozi in generale, il cui arredo deve essere trattato da shop specifici. Come Chiappa Arredamenti, negozio di Folzano, in provincia di Brescia, specializzato proprio nell’arredamento di bar, ristoranti ma anche librerie, tabaccherie, armerie, pizzerie e ogni tipo di attività commerciale che può avere bisogno di mobili di qualità capaci di soddisfare il gusto estetico ed essere, al tempo stesso, pratici e funzionali.

    Chi gestisce un negozio e vuole arredarlo con stile troverà in Chiappa Arredamenti un partner sicuro e affidabile, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Per i negozi di alimentari, per esempio, Chiappa Arredamenti progetta banchi refrigerati, per gastronomia, pescheria o panetteria. A Chiappa Arredamenti si rivolgono anche molti ristoranti, bar, hotel e locali pubblici, esercizi per i quali l’arredamento costituisce un fattore fondamentale per comunicare l’identità del locale ma anche per offrire il massimo comfort ai propri clienti. Per questo è importante affidarsi a esperti del settore, che sapranno organizzare ogni spazio nel modo più confortevole e funzionale, ma senza dimenticare l’aspetto estetico. 

    Coniugare estetica e praticità rappresenta una priorità per Chiappa Arredamenti, anche quando il negozio opera in ambiti diversi dal settore alimentare. Chiappa Arredamenti, infatti, si occupa anche dell’arredo di edicole e librerie, con soluzioni personalizzate che aiutino i commercianti ad allestire un ambiente esclusivo valorizzando al massimo la merce esposta; di armerie e di qualunque altro tipo di negozio. Definire un progetto di arredo insieme a Chiappa Arredamenti significa compiere una scelta vantaggiosa che permetterà di trasformare la propria attività commerciale in un ambiente confortevole, sicuro e bello da vedere. Per i negozianti e anche per i clienti. 

  • Turismo e alloggi: la casa vacanza sempre più soluzione ideale

    Trovare una soluzione definitiva al problema vacanza acquistando direttamente una casa vacanza: è questo uno dei trend più diffusi in Italia secondo un’indagine di Tecnocasa. Nel novero del mercato immobiliare nazionale, la percentuale di chi ha acquistato questa tipologia immobiliare nel 2022 è stata del 7,2%, in aumento rispetto al 6,9% dell’anno precedente.

    In effetti, organizzare una meritata vacanza diventa ogni anno puntualmente un dilemma, tra strutture ricettive non disponibili e prezzi esorbitanti. Ecco come acquistare una villa sul lago o al mare diventa una soluzione idonea anche come forma di investimento, in funzione del reddito derivante da eventuali affitti. A ciò si aggiunge anche un aumento generalizzato dei prezzi nelle località turistiche.

    Ad acquistare sono maggiormente stranieri (soprattutto americani), anche se non manca una buona fetta di investitori interni. E se cerchi una villa al mare nell’incantevole Magna Grecia in terra pugliese, allora ti conviene valutare quello che ti propone l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa.

  • La mostra interazionale Spoleto Arte apre con Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes ed un programma ricco di artisti nazionali ed internazionali

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, curatore d’arte e giornalista, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Alessandro Meluzzi, psichiatra ed opinionista tv e molti altri.

    Un incontro imperdibile per i tanti esperti ed appassionati d’arte contemporanea.

    Queste le parole del Prof. Vittorio Sgarbi sugli artisti partecipanti

    «All’interno della mostra confluiscono opere di un selezionato gruppo di artisti, con caratteristiche distintive proprie e stili di­versi, creando una commistione eterogenea, ma al contempo armoniosa di generi espressivi.»

     

    Per info sulla selezione 3517250110

  • Il successo di Cristina Scocchia: la Legion d’Onore

    Cristina Scocchia è la manager alla guida di Illycaffè: l’azienda è cresciuta oltre le aspettative e ora punta ad accelerare sui mercati esteri.  

    Cristina Scocchia

    Illycaffè, i primi risultati dell’era Cristina Scocchia: crescita in doppia cifra e obiettivi confermati

    L’esperienza in Procter&Gamble, la nomina come AD di L’Oreal Italia e i numerosi traguardi raggiunti alla guida di KIKO Milano. Poi, da gennaio 2022, l’ingresso in Illycaffè. Nonostante il cambio di settore e le nuove sfide che ha comportato, Cristina Scocchia continua a confermarsi tra le top manager italiane. Lo scorso anno l’azienda triestina, in un contesto caratterizzato da rincaro di energia e materie prime, ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati pari a 567,7 milioni (+13,6% rispetto al 2021) e un utile netto di 14,2 milioni (+18,9%). Una crescita a doppia cifra confermata anche dai risultati del primo trimestre di quest’anno, con Illycaffè che ha registrato un ulteriore aumento dei ricavi consolidati (13,2%) e in generale un andamento positivo per tutti gli indicatori economici. Confermati investimenti e obiettivi per il 2026, con il Piano che prevede l’ampliamento della fabbrica di Trieste, il rafforzamento dell’IT e l’espansione sui mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti.

    Cristina Scocchia: efficientamento, innovazione e formazione i pilastri della strategia

    La strategia portata avanti da Cristina Scocchia si basa da sempre su innovazione, digitalizzazione e valorizzazione delle persone. È così che durante i suoi mandati come AD, la manager ha portato L’Oreal Italia fuori dalla crisi e guidato la crescita organica di KIKO Milano. A testimoniare il contributo apportato anche i numerosi riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera, tra cui il titolo di “Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur” da parte dell’ambasciatore francese Christian Masset. Più di recente Cristina Scocchia è stata premiata come “Marketer of the Year 2022” dalla Società italiana marketing (Sim) proprio per le strategie innovative e i valori espressi in ambito sociale oltre che economico. Anche il Piano ideato per Illycaffè punta tra le altre cose a sviluppare il canale e-commerce e ad aumentare la sicurezza informatica, oltre che a potenziare la formazione dei dipendenti attraverso l’Università del Caffè, il Centro d’eccellenza di Trieste nato nel 1999 e che oggi conta 26 sedi fuori dall’Italia.

  • Sostituzione infissi: i benefici previsti dal Bonus Barriere

    Se hai necessità di cambiare i vecchi infissi esterni di casa tua e beneficiare allo stesso tempo delle agevolazioni fiscali vigenti, esiste una valida alternativa al Superbonus 110% e cessione del credito che si chiama Bonus Barriere Architettoniche. Valido fino al 2025, questa misura consente di ottenere la detrazione al 75% in 5 anni, nonché lo sconto in fattura anche in caso di sostituzione infissi.

    Esso, infatti, nasce come incentivo all’eliminazione delle barriere architettoniche all’interno di condomini e singole unità abitative senza accesso autonomo dall’esterno e non funzionalmente indipendenti, ma l’Agenzia delle Entrate conferma che la detrazione è valida anche per la sola sostituzione dei serramenti esterni e interni purché rispettino le norme previste dal D.M. 236/1989 riguardanti gli infissi, ovvero aperture, chiusura sicurezza e altezza delle maniglie.

    I massimali di spesa previsti dal Bonus sono di 50 mila euro per le unifamiliari e 40/30 mila euro per gli interventi nei singoli appartamenti.

  • Opere d’erte e restauro: in Sicilia nasce una sinergia tra studenti e restauratori

    La conservazione nel tempo delle opere d’arte e la loro difesa dai parassiti come i tarli del legno passano anche da forme di collaborazione di tutti gli addetti ai lavori del settore. Modello di cooperazione e sviluppo in tal senso è quello nato in Sicilia tra il “Centro Regionale progettazione e Restauro” e l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, con l’obiettivo di condividere competenze e beni strumentali al fine della manutenzione, conservazione preventiva e restauro delle opere d’arte.

    L’intesa raggiunta rappresenta una grande opportunità per gli studenti, ai quali verrà concessa la possibilità di formarsi grazie al contributo del Centro Regionale, partecipando alle attività di restauro e imparando al tempo stesso ad utilizzare strumentazioni avanzate come ad esempio quelle che si basano sulla tecnologia del trattamento antitarlo a microonde per le strutture lignee.

    Oltre a quest’ultime, interessati dal progetto sono beni culturali come dipinti su supporto ligneo e tessile, arredi e materiali sintetici assemblati.

  • APERYSHOW, DONATI 140 MILA EURO A 46 ASSOCIAZIONI

    Cerimonia in Comune a San Giorgio delle Pertiche (nel Padovano) alla presenza di autorità e volontari. Il denaro destinato a progetti benefici. Il sindaco e gli organizzatori: “Edizione da record, sia per presenze che per risultato: ringraziamo tutti i collaboratori”

     

    Si è tenuta nella sala comunale del comune di San Giorgio delle Pertiche la cerimonia di donazione del ricavato destinato alla beneficenza durante l’edizione 2023 di Aperyshow. La cifra totale donata è di 140.500 euro e sarà distribuita tra 46 associazioni del territorio: dai volontari delle parrocchie ai gruppi giovanili e per gli anziani, tra le associazioni ci sono volontari che operano in ogni ambito. La consegna del maxi assegno è avvenuta alla presenza degli organizzatori e dei rappresentanti delle associazioni e degli enti coinvolti nel progetto. 

     

    Ogni associazione potrà destinare ai propri scopi sociali la parte del contributo ottenuto. Da evidenziare che una importante parte del ricavato (40 mila euro) è stato destinato a Il Graticolato, cooperativa sociale Paolo Sesto centro occupazionale protetto di San Giorgio delle Pertiche, impegnata nella realizzazione di un centro dedicato alle persone che soffrono di autismo.

     

    È questo il risultato più importante portato a termine con l’evento, una delle maratone solidali tra le più famose d’Italia, l’“Aperyshow Charity Event”, che si è svolta  ad Arsego, nel Padovano, dal 21 al 25 aprile con il record di presenze di sempre: oltre 107.500 partecipanti. Cinque giorni di musica e divertimento che hanno visto alternarsi sui palchi oltre 250 artisti nazionali ed internazionali, 15 live band, 15 food truck e una luna park per grandi e piccini. Tutti i giorni dell’evento sono stati molto partecipati, il bel tempo ha agevolato l’afflusso delle persone sugli oltre trentamila metri quadri dell’area.

     

    Il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella, commenta così l’iniziativa: «La macchina organizzativa è stata impeccabile, abbiamo accolto molto volentieri negli spazi della fiera la manifestazione, che ci piacerebbe ospitare anche nei prossimi anni”, ha dichiarato. “I numeri dell’evento sono enormi, il ricavato per le associazioni del territorio ne è la testimonianza più tangibile. Abbiamo lavorato tanto, ma abbiamo anche fatto molto del bene a chi opera nel territorio da volontario. Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato al progetto, le forze pubbliche e polizia locale e protezione civile per la pianificazione e gestione”.

     

    Questo invece il commento dell’organizzatore, Riccardo Checchin. “Un risultato al di sopra delle aspettative. Dopo tre anni di stop forzato causa pandemia, abbiamo raggiunto dei numeri che confermano l’edizione dei record di sempre di Aperyshow sia per presenze sia per cifra utile donata”, dichiara. “Ringraziamo i volontari, gli artisti, gli sponsor l’amministrazione del comune di San Giorgio delle Pertiche, la questura e la prefettura di Padova per aver coadiuvato e sostenuto una manifestazione come Aperyshow, che ha come finalità l’impegno sociale finalizzato all’aiuto verso soggetti e persone che necessitano di sostegno concreto. Appuntamento per tutti alla prossima edizione, che partirà da questo successo e mira a svilupparsi ancor di più negli spazi e nella proposta artistica perche dopotutto UNITI SI PUÒ “ 

     

    L’Aperyshow Charity Event è stato istituito nel 2010 da Riccardo e Luigi Checchin, Thomas e Alex Visentin, con l’obiettivo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza, soprattutto in aree sensibili come la ricerca sul cancro, la disabilità e l’inclusione sociale. Nel corso degli anni, l’evento ha organizzato diversi festival e spettacoli con artisti e band di fama internazionale. Nel 2018, nonostante la pioggia, l’evento di Piazzola del Brenta a Padova ha visto oltre sessantamila presenze, ed ha conquistato inoltre il prestigioso “premio Dance Music Awards” come Miglior Festival, mentre l’anno precedente ha visto ben 100mila spettatori, 250 artisti italiani e stranieri che hanno contribuito con i loro spettacoli alla causa, oltre mille volontari e un totale di 135 mila euro raccolti e devoluti in beneficenza.

    Successivamente 3 anni di stop forzato a causa della pandemia, ma nonostante ciò nel 2020 Aperyshow ha promosso una raccolta fondi online riuscendo a devolvere grazie al sostegno del proprio pubblico ben 36.000 euro che sono stati donati all’Ulss 2 di Treviso.

     

    ELENCO ASSOCIAZIONI COINVOLTE NEL PROGETTO

     

    Paolo Vi – Graticolato    

    Agape 

    Progetto “Ci Sto Affare Fatica”   

    Amatori Rugby     

    Asd Skating Pertichese      

    Aspea    

    Asd San Domenico Savio Volley 

    Comitato Babelli Ferrari     

    Calcio Straelle   

    Casa Di Riposo Bonora    

    Comitato Straelle     

    Comitato Ungaretti Pasubio  

    Fiori Di Cactus   

    Gioca Con Il Cuore      

    Giovani Attivi   

    Insieme A Cavino    

    Giovani Leoni   

    Comitato Insieme Mi Diverto      

    La Via Di Natale    

    Mr Luis Organizaton   

    Olimpia Basket Csp 

    Onlus Emma’s Children    

    Onlus Padre Bernardo  

    Opla’   

    Acr San Giorgio Delle Pertiche     

    Parrocchia San Pietro Csp     

    Parrocchia San Marco Csp   

    Parrocchia Rustega     

    Parrocchia Arsego   

    Scuola Infanzia Arsego    

    Scuola Infanzia San Giorgio   

    Scuola Infanzia Cavino   

    Polisportiva Asd Piazzola  

    Consorzio Proloco  Graticolato

    Protezione Civile Sgdp  

    Senior Veneto   

    Fondazione Solo Per Te   

    U.S. Ardisci E Spera   

    Tradizioni Venete   

    Anc Carabinieri     

    Amici Per La Bici       

    Africa Chiama Onlus      

    Caritas Arsego     

    Caritas San Giorgio      

    Polizia Locale Fcc

  • Jobiri: perchè scegliere un career coach a Roma?

    Il career coaching di Jobiri è un servizio personalizzato erogato attraverso sessioni individuali con esperti di carriera. Grazie ad un percorso di career coaching, professionisti di qualunque età hanno l’opportunità di esplorare aspirazioni e obiettivi di carriera, identificare aree di sviluppo e acquisire le competenze necessarie per affrontare le sfide del mercato del lavoro odierno.

    Roma, luglio 2023 – Raggiungere il massimo del successo professionale in una città grande e a tratti complessa come Roma può rappresentare un obiettivo molto ambizioso senza il supporto di un career coach esperto.

    Un career coach a Roma è, infatti, un professionista che ha una profonda conoscenza del mercato locale e che, in base al settore in cui vuoi inserirti e alle tue specifiche esigenze, ti aiuta a:

    • rendere più efficace e veloce la tua ricerca di un nuovo lavoro o di un altro settore in cui collocarti grazie ad confronto incrociato tra zone (Centro storico, Pigneto, Ostiense, Trastevere, San Lorenzo, ecc) e tipologie di aziende presenti in ognuna di queste
    • comprendere le cause del tuo disagio professionale e di individuare le strategie più efficaci per rimetterti in gioco e ritrovare grinta e determinazione
    • fornirti una buona preparazione sul mercato locale per darti informazioni sulle opportunità di carriera aperte più sfidanti e compatibili con le tue esigenze professionali
    • costruire un profilo professionale efficace, appealing per recruiters e datori di lavoro e in grado di differenziarsi da quello degli altri candidati

    Perchè scegliere di lavorare in una città come Roma?

    Cosmopolita e con un’economia diversificata e dinamica, Roma è una delle migliori città in cui scegliere di fare carriera in quanto:

    • solo nel primo semestre del 2022, l’occupazione a Roma è cresciuta del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso di occupazione ha così raggiunto il 61,8% contro il 59,8 della media nazionale
    • l’offerta di lavoro a Roma è aumentata dell’1,4% nel primo semestre del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
    • a Roma si guadagna il 3,7% in più rispetto alla media della regione Lazio
    • il tasso di occupazione nel settore dei servizi è aumentato del 4,9% nei comparti del commercio, alloggio e ristorazione

    Affidarti a un career coach a Roma può offrirti quel supporto prezioso e personalizzato che stai cercando per far decollare la tua carriera. Che cosa aspetti? Scegli Jobiri per ottenere i risultati che meriti!

  • Casa ecosostenibile: le soluzioni green di Rubinetteria Design

    Avere una casa ecosostenibile è una possibilità concreta per tutti, in grado di portare vantaggi immediati all’economia domestica e di contribuire in modo significativo, nel lungo termine, al bene del pianeta. In questa breve guida – grazie ai consigli mirati di Rubinetteria Design – illustriamo i prodotti fondamentali per risparmiare acqua ed energia, e adottare uno stile di vita più ecologico e rispettoso per l’ambiente.

    Milano, luglio 2023. Una casa ecosostenibile è una casa dotata di tecnologie innovative, progettate per il risparmio idrico ed energetico. Parliamo di miscelatori, colonne doccia, valvole per termosifoni e altri oggetti di uso comune, presenti in ogni cucina, bagno, stanza, facilmente sostituibili e alla portata di tutte le tasche. Vediamo come funzionano in versione “green” e perché sono indispensabili dal punto di vista della sostenibilità, sia in termini di ecologia che di risparmio. 

    Iniziamo con la linea di miscelatori GREEN per la cucina e per il bagno (lavabo, bidet e doccia). Ciascuno di essi si basa sul sistema Cold Start, che garantisce il risparmio idrico ed energetico grazie alle tecnologie Energy Saving e Water Saving: la prima riduce il consumo di energia perché il miscelatore apre al centro erogando solo acqua fredda ed evitando, così, l’accensione della caldaia (per l’acqua calda bisogna spostare la leva a sinistra); la seconda riduce il consumo dell’acqua grazie al riduttore di portata ECOSTOP (per avere una maggiore portata d’acqua è necessario spostare la leva del miscelatore verso l’alto, andando oltre al punto di ECOSTOP). Due dispositivi che funzionano in tandem, da efficace deterrente contro i consumi in eccesso (talvolta inconsapevoli!) e lo spreco che ne deriva.  

    Tenere sotto controllo il consumo di acqua è importante soprattutto in bagno, dove si possono usare anche colonne doccia che erogano 9 litri al minuto, al posto dei classici 18 litri, e i nuovi scarichi per wc, che utilizzano 4,5 litri al posto di 9.

    Infine sul fronte del riscaldamento (che tanto ha pesato nella passata stagione invernale), è indispensabile dotarsi di valvole per termosifoni che non solo consentono di regolare l’emissione di calore, ma anche di gestire il riscaldamento a distanza tramite smartphone. È possibile grazie ad apposite tecnologie wireless, come i comandi elettronici wireless per valvole radiatore.

    Rubinetteria Design è un’azienda specializzata nell’innovazione della termoidraulica. Con 40 anni di esperienza nel settore, garantisce prodotti di alta qualità votati alla sostenibilità ambientale, offrendo soluzioni che contribuiscono a ridurre il consumo di acqua ed energia. Per creare un ambiente – a partire dalla casa – più sostenibile e rispettoso della natura.

  • Kiepe Electric SpA lancia la pompa elettrica a doppia membrana QUANTM

    Finalmente è arrivato anche in Italia un prodotto davvero rivoluzionario per il settore della movimentazione dei fluidi, che consente un risparmio energetico pari addirittura all’80%: stiamo parlando delle innovative pompe elettriche a doppia membrana QUANTM proposte da Kiepe Electric SpA.

    Milano, luglio 2023 – L’azienda Kiepe Electric SpA, che da anni è leader nella personalizzazione e distribuzione di componenti e sistemi innovativi per l’industria, nonché partner di Graco in Italia, ha lanciato il suo ultimo e innovativo prodotto: la pompa elettrica a doppia membrana QUANTM.

    Questo prodotto, realizzato con tecnologia brevettata FluxCore di derivazione automotive – nuova e rivoluzionaria – permette un risparmio di energia elettrica fino all’80%: questo è possibile perché la pompa funziona grazie all’elettricità, senza fare uso di aria compressa. In questo modo può funzionare anche a secco, può andare in stallo quando è sotto pressione in modo da diminuire il tempo di inattività e prevenire eventuali guasti, è autoadescante e può gestire anche materiali abrasivi e solidi

    Si può regolare e comandare da remoto per quanto riguarda velocità e I/O e, grazie all’ingombro ridotto e alla tecnologia plug-and-play, può sostituire le pompe esistenti senza la necessità di modifiche strutturali, anche perché il cablaggio viene fatto direttamente in fabbrica per garantire una installazione più facile. I controlli integrati, inoltre, permettono di gestire al meglio la portata e la prevalenza della pompa.

    La tecnologia FluxCore consente al motore di essere maggiormente costante e di ridurre al minimo le perdite meccaniche, quelle elettriche e gli ingombri.  Inoltre la pompa è silenziosa e prevede una manutenzione molto semplice

    Le pompe elettriche a doppia membrana QUANTM sono disponibili in vari modelli sia per processi industriali che per applicazioni igieniche:

    • pompe di tipo sanitario e igienico: ad esempio nel settore farmaceutico, in quello alimentare, nella produzione di bevande o di prodotti per la cura della persona
    • pompe di tipo industriale: come quelle necessarie alla produzione di cartone ondulato, di prodotti detergenti, di vernici e, in generale, ovunque non siano necessari degli elevati standard igienici.

    Le pompe elettriche a doppia membrana QUANTM sono disponibili anche per le zone ATEX e prevedono opzioni che vanno dai 120 V ai 240 V. 

    Le certificazioni fornibili sono le seguenti:

    • FDA, USP Classe VI, 3A
    • EC 1935/2004
    • Approvazione per zona pericolosa Classe 1 Divisione 1, ATEX, IECEx.
  • “Un borgo di… vino”, a Piazza Brembana gusto, storia e tradizioni

    Un’ulteriore opportunità per scoprire e vivere appieno la vera essenza dell’Alta Valle Brembana. Rappresenta questo e molto altro “Un borgo di…vino”, il percorso enogastronomico a tappe, in programma per sabato 15 luglio alle ore 16:30, organizzato da Altobrembo con l’obiettivo di far assaporare ai partecipanti i migliori vini bergamaschi e i prodotti tipici della Valle Brembana, oltre che far riscoprire le bellezze del centro storico e delle antiche vie Mercatorum e Priula che intersecano e attraversano Piazza Brembana, comune capoluogo della Comunità Montana della Valle Brembana.

    Il percorso si compone di otto postazioni, in cui ci si potrà immergere nei sapori e nei gusti autentici della tradizione dell’Alta Valle Brembana. Ogni tappa offrirà l’opportunità di assaggiare i prodotti delle aziende agricole locali, sapientemente preparati dai ristoranti della zona e abbinati ai pregiati vini bergamaschi. Tra una passeggiata e l’altra, ad accogliere i partecipanti presso gli stand saranno proprio i produttori agricoli e vinicoli, che racconteranno la storia delle loro aziende e dei prodotti proposti, rappresentando vere e proprie tappe di un viaggio composto da storia, cultura bergamasca e luoghi caratteristici come le case e le cantine storiche aperte esclusivamente per l’occasione. Il percorso condurrà inoltre alla chiesetta di San Bernardo, costruita a metà del XIV secolo, e al suggestivo Sacrario dei Fratelli Calvi.

    Novità di quest’anno la collaborazione con l’associazione Viticoltori Val Pontida, un gruppo di sei giovani realtà vinicole bergamasche che si distinguono per la profonda connessione con il territorio, l’utilizzo di vitigni internazionali e la meticolosa cura in vigna e in cantina: Tosca Vini, Le Driadi Slow Farm, Cascina Drezza, Tellurit, Mezzaripa e Mo.ka. 

    Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione chiamando al numero +39 348 1842781 o scrivendo a [email protected]. La durata indicativa della passeggiata, che sarà segnalata e potrà essere effettuata in totale autonomia, è di circa 30 minuti, escludendo le tappe enogastronomiche. Si raccomanda la partecipazione con scarpe adeguate a una passeggiata su mulattiere storiche. Ulteriori informazioni su costi e modalità di partecipazione sono disponibili sul sito: www.altobrembo.it/evento/un-borgo-di-vino-4/.

  • Luigi Ferraris (Gruppo FS): “Fino a 90 miliardi per le infrastrutture in Calabria e Sicilia”

    Luigi Ferraris a Messina per il convegno FIT-CISL “Il Ponte sullo Stretto”. L’AD del Gruppo FS ha evidenziato l’importanza dell’opera ricordando gli investimenti già programmati nelle due regioni.

    Luigi Ferraris

    Convegno FIT-CISL: l’intervento di Luigi Ferraris

    Si è tenuta lo scorso 6 giugno a Messina “Il Ponte sullo Stretto: Infrastrutture e Trasporti per unire l’Italia”, iniziativa organizzata dalle Federazioni FILCA e FIT e dalla CISL. Tra i relatori dell’evento Luigi Ferraris, Amministratore Delegato del Gruppo FS, che ha colto l’occasione per illustrare il piano di investimenti previsto per la Calabria e la Sicilia nei prossimi dieci anni e gli interventi già in corso. Gruppo FS è pronto a investire fino a 90 miliardi di euro per “potenziare una rete che porterà benefici all’Italia e all’Europa”, ha dichiarato Luigi Ferraris ricordando che il Ponte sullo Stretto sarà un’opera centrale per il progetto del Corridoio Scandinavia-Mediterraneo delle merci e per la Rete Transeuropea di Trasporto TEN-T. Senza dimenticare i benefici delle connessioni con i porti, come ad esempio quello di Gioia Tauro in Calabria, che consentirebbero di aumentare l’intermodalità della rete e far arrivare le merci in Europa in 10-12 ore.

    Luigi Ferraris: gli investimenti del Gruppo FS in Calabria e Sicilia

    Nel suo ruolo naturale di hub del Mediterraneo, l’Italia è quindi destinata a giocare un ruolo fondamentale nella logistica europea. Gruppo FS è pronto a rafforzare il suo ruolo di operatore di sistema, ha ribadito Luigi Ferraris. A confermarlo gli ingenti investimenti messi sul piatto. Da qui al 2030 investirà in Calabria circa 49 miliardi, di cui 35 miliardi con Rete Ferroviaria Italiana e 14 miliardi con ANAS, nella realizzazione di nuove opere e nella manutenzione programmata. Con le stesse finalità RFI investirà in Sicilia circa 21 miliardi, mentre Anas oltre 14. Al momento Gruppo FS è già impegnato con il progetto del potenziamento della linea veloce Palermo-Catania-Messina, con i cantieri che verranno avviati entro la fine del 2023. Per ottenere i benefici di un’opera strategica come il Ponte sullo Stretto, ha concluso Luigi Ferraris, l’Italia e in particolare il Mezzogiorno dovranno dotarsi di infrastrutture sempre più moderne (oggi l’età media è 60-70 anni). Tra le soluzioni suggerite dall’AD la pianificazione dei progetti a vita intera, il superamento della logica dei lotti e l’attrattività verso gli investitori privati non speculativi.

  • Andrea Franceschelli Vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia

    La nomina promette una partecipazione dinamica e innovativa a favore del settore industriale dell’Emilia-Romagna, in particolare per i territori di Bologna, Modena e Ferrara

     

    Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia, l’associazione degli imprenditori dei territori di Bologna, Modena e Ferrara, ha annunciato la nomina di Andrea Franceschelli come Vicepresidente. Questa scelta rappresenta un importante passo avanti nella promozione di un’industria moderna e innovativa in una regione a forte sviluppo economico.

    L’incarico di Andrea Franceschelli arriva in un momento cruciale per l’industria dell’Emilia-Romagna che sta affrontando sfide significative nel contesto di un’economia globale in continua evoluzione. Con la sua vasta esperienza nel settore imprenditoriale e la sua passione per l’innovazione, Franceschelli si presenta come una figura dinamica, con lo sguardo rivolto al futuro.

    Andrea Franceschelli vanta infatti una lunga esperienza in ambito lavorativo, ricoprendo ruoli di primo piano, in qualità di Vice Presidente di One Express Italia Spa e Vice Presidente e Managing Director di Due Torri Spa, CEO di More Value Srl. In ambito professionale ha già dimostrato un’attenzione particolare per l’innovazione e la trasformazione digitale. È fondatore e CEO di una società tecnologica di successo che opera nel settore delle soluzioni per l’Industria 4.0. La sua esperienza e la sua conoscenza delle nuove tecnologie saranno un vantaggio significativo per Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia, poiché il settore industriale si trova di fronte a una rapida digitalizzazione e automazione dei processi produttivi, oltre a una crescente necessità di sviluppare la logistica in un mondo sempre più accelerato.

    In qualità di Vicepresidente, Franceschelli lavorerà a stretto contatto con la Presidenza e con gli altri membri del Consiglio Direttivo per sviluppare strategie e politiche che promuovano la crescita e la competitività delle imprese locali. Sarà coinvolto nella definizione di programmi di formazione, nel sostegno all’innovazione e nell’indirizzo delle politiche industriali regionali. In un’epoca in cui l’Industria 4.0 sta ridefinendo il modo in cui le imprese producono e si relazionano con i clienti, è fondamentale il contributo di figure in grado di comprendere appieno le opportunità e le sfide di questa trasformazione.

    Inoltre, Franceschelli porterà alla sua nuova posizione una prospettiva fresca e un’impronta giovanile che può contribuire a stimolare l’interesse e la partecipazione dei giovani imprenditori e degli innovatori nella regione. La sua esperienza nell’ambito delle start-up e dell’ecosistema imprenditoriale potrebbe favorire l’incubazione di nuove idee e lo sviluppo di progetti innovativi nel settore industriale. La nomina di Andrea Franceschelli a Vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia rappresenta pertanto un’occasione per l’industria dell’Emilia-Romagna di rafforzare la sua posizione come uno dei principali motori economici del Paese, grazie all’obiettivo di promuovere un ambiente favorevole allo sviluppo e alla crescita sostenibile delle imprese locali.

    www.oneexpress.it

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

    Due Torri S.p.A. è un’azienda bolognese, nata nel 1974 e giunta oggi con Andrea Franceschelli alla terza generazione. Dal trasporto e distribuzione di merci fino al servizio di logistica a 360°, grazie a diverse filiali e un business model innovativo, garantisce servizi sartoriali per tutti i clienti italiani ed esteri.

  • Doppio appuntamento con il gusto e la storia

    ChinottISSIMO tra i protagonisti di “Vino x Roma” e “Un mare diVino” per un duplice bagno di folla, a Roma e a Ostia e un inizio luglio che saluta il ritorno della grande tradizione del bere italiano, nelle bibite come negli amari, con la ricetta segreta del chinotto

     

    Un grande ritorno, quello di Chinottissimo, là dove tutto ebbe inizio sul finire degli anni Quaranta. Nella città di Roma e sul litorale laziale la bibita tutta italiana, il Chinotto, frutto di una ricetta segreta creata da Pietro Neri che ancora oggi viene gelosamente preservata e proposta dal nipote Simone Neri, sarà protagonista di due grandi eventi.

    Si parte con “Vino x Roma”, il 5, 6, 7 luglio, un progetto che combina qualità alimentare – sostenibilità e cultura. Una manifestazione che oltre al piacere di degustare vini, prodotti e piatti di altissimo livello, offre al grande pubblico emozioni e spunti di riflessione da condividere, in una location suggestiva come THE BOX a Roma.

    Una presenza che segna un grande ritorno alle origini e il proseguimento di lungo oltre 70 anni e che oggi riporta a far brillare la memoria di un grande uomo e di un grande prodotto italiano. Dalla celebre bibita scura agli amari, fino alle toniche e alla mixology, il chinotto rimane, infatti, un pezzo di storia e un vanto nazionale che ancora oggi stupisce i palati abituati ai gusti più classici al pari di quelli in cerca di aromi inediti ed estremamente contemporanei.

    La città di Roma si prepara dunque a riabbracciare la bevanda lanciata nel 1949 da Pietro Neri e oggi proposta in chiave moderna, ma con la stessa ricetta segreta di allora, dal nipote Simone Neri: una bibita tutta italiana, il Chinotto. Un ritorno che ha già visto l’inserimento dei prodotti della Famiglia Neri nel “Paniere” delle eccellenze della Regione Lazio e di Roma Capitale, ma anche il conferimento a Simone nel 2014 dal Comune di Roma della carica di Cavaliere del Commercio, per il merito di aver riproposto una ricetta storica che ha contribuito a risollevare le sorti di Roma, e non solo, nel dopoguerra.

    Non da meno la presenza a “Un mare diVino”, a Ostia, sabato 8 luglio, l’evento di degustazione enologica giunto alla sua quinta edizione che ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione del vino laziale, ma non solo. Alle aziende vinicole, infatti, si affiancano alcuni produttori di eccellenze gastronomiche del Lazio, banchi assaggio e show cooking.

    Un evento che arricchisce la presenza di Chinottissimo sulle spiagge romane, dal 1 maggio fino alla fine dell’anno, grazie alla partnership con Federbalneari Roma che rappresenta una curiosa scoperta per i più giovani che grazie a questa iniziativa hanno la possibilità di dissetarsi con un mito dell’Italia della rinascita diventando un’icona del gusto e una celebrità tra le bevande rimaste in voga nei decenni, sempre attualissima e rigorosamente 100% Made in Italy.

    www.chinottissimo.com

    Pneri è l’erede dell’azienda fondata da Pietro Neri nel 1949 e che fino alla fine degli anni ’60 ha commercializzato il primo chinotto italiano. Dopo la vendita dell’azienda, dello stabilimento e del marchio, la ricetta originale dei prodotti rimane ancora un segreto di famiglia gelosamente custodito dal nipote Simone Neri, titolare della società Pneri, riproposta a livello internazionale esattamente come una volta, una vera e propria miscela di chinotto, ma con elementi innovativi aggiunti alla ricetta classica. Simone, infatti, sotto la supervisione di nonno Pietro, ha sperimentato e aggiunto alla sua “famosa ricetta millenaria” ben 53 estratti officinali per creare ChinottISSIMO. I valori aziendali si fondando su qualità, tradizione, distintività e legame con il territorio, nel rispetto dell’ambiente e delle persone. (www.chinottissimo.com)

  • Spirits&Colori accoglie il Re dei Re

    Con la Distilleria Elettrico & Figli l’azienda di Reggio Emilia si appresta a stupire con prestigiose etichette che già possono fregiarsi di numerosi premi internazionali

     

    Una vera e propria scossa di gusto arriva in casa Spirits&Colori con le referenze di Distilleria Elettrico & Figli pronte ad arricchire l’ampio catalogo di eccellenze proposte In effetti, proprio di eccellenze si tratta, dal momento che il brand Re dei Re nonostante la relativamente recente data di costituzione (2012) può vantare un gran numero di premi e riconoscimenti internazionali che ammantano di prestigio elisir e distillati di pregio, ora distribuiti da Spirits & Colori.

    Poetico e romantico è Amarea, il primo liquore marino che vuole imprigionare le onde come il rumore del mare in una conchiglia. Quando il mare incontra la luna nasce una schiuma di onda che porta sulla spiaggia tronchi, fiori e sogni da terre lontane. Amarea è un messaggio in bottiglia, particolarissimo, perché realizzato con acqua di Mare del Mediterraneo, Neroli, Alga Spirulina, Agrumi, legni naturali di cedro, fiori (Butterfly Pea Flower) e altre essenze segretamente custodite, da degustare a fine pasto o per momenti di meditazione, capace di regalare intensi momenti di gusto agli appassionati di sapori decisi e di carattere.

    Energia pura è offerta da Elektro Gin, in assoluto il primo gin italiano allo zafferano, un gin morbido e persistente realizzato con venti botaniche selezionate, lentamente distillate a bassa temperatura in alambicco di rame sprigionando così un gusto intenso e complesso. Assieme alle Bacche di Ginepro Toscane (biologiche) si distinguono bene le note dello zafferano, accompagnate da quelle degli agrumi e delle erbe per concludersi con un lungo finale speziato con note di zafferano.

    Dopo un accurato studio, durato diversi anni, è nato Bitter Amaranto che rispetta scrupolosamente l’arte liquoristica tramandata da generazioni. Ne deriva un prodotto unico e inimitabile che racchiude ben 20 tra piante officinali, radici, fiori e spezie, tutte sapientemente selezionate nei tempi e nei luoghi, senza utilizzare alcun additivo ne colorante. Non è dunque un caso se nel 2019 Amaranto ha conseguito 3 premi internazionali, tra cui la medaglia d’argento allo Spirits Selection Cina 2019, medaglia d’oro agli Internation Spirits Award 2019 ed il riconoscimento sempre dagli ISW Germany, come miglior Bitter anno 2019. Nel 2020 il Bitter Amaranto si conferma, per il secondo anno consecutivo, come miglior bitter all’ISW Germany.

    Simili risultati sono il frutto di una ricerca che non si ferma alla soluzione più semplice e disponibile, ma che è talmente accurata da portare Fabio Elettrico, titolare di Distilleria Elettrico & Figli a visionare personalmente le aziende produttrici e testare le singole materie prime per garantire quella percezione di unicità che caratterizza i prodotti a marchio Re dei Re.

    Fabio proviene da una terra, la Calabria, ricca di tradizioni. La nonna e la mamma, molte legate alla cultura radicata nel territorio e molto religiose, hanno sempre collaborato per passione con alcuni frati locali, molto bravi nella realizzazione di elisir alcolici e alcune ricette, quasi come forma di gratitudine nei confronti della nonna, furono affidate a Fabio, tramandando così la maestria dei frati e l’estro della nonna e di mamma Angela, quasi come si trattasse di un atto di fede.

    La nascita del brand dal nome Il Re dei Re avviene nel 2012 proprio come omaggio alle due donne, da sempre esperte in arte liquoristica per l’uso familiare e del vicinato, con l’impiego come botanica dello zafferano, allora inedito. Grazie a una trasferta in Medioriente Fabio ebbe l’ispirazione e al rientro in Italia decise con la famiglia di onorare un impegno assunto con la nonna, un sogno in un cassetto, lasciato lì per anni, quasi come un processo naturale di invecchiamento per un distillato. Il nome venne quasi spontaneo, pensando subito allo zafferano, il re delle spezie, da cui il nome il Re dei Re che di recente ha visto mantenere la dicitura anche con la nuova denominazione societaria Distilleria Elettrico & Figli, a ricordare la tradizione famigliare che caratterizza l’attività. Del resto, non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di un’azienda esclusivamente a conduzione familiare, dove i rapporti umani sono fondamentali quanto l’amore per il proprio lavoro, dove sapienza, passione e rispetto vengono tramandate da generazioni e consegnate di genitore in figlio. Come con il giovane Piercristian, ventunenne che già da due anni collabora con il padre Fabio, apprendendo e mettendo in opera quello che sarà il futuro della distilleria (www.distilleriaelettrico.it).

    I risultati non mancano, anzi sono già moltissimi i riconoscimenti in ambito internazionale, tra cui appunto il Bitter Amaranto che ad oggi ha già vinto 13 premi internazionali, consacrandolo quale bitter più premiato al mondo. Non da meno e forse il più commovente è stato il primo, la Liquirizia che al concorso internazionale in Messico “Tequila” l’ha spuntata su 2.500 prodotti provenienti da ogni parte del mondo. Vincere in quel contesto con la Liquirizia la medaglia d’oro è stata la soddisfazione in assoluto più bella ed emozionante , senza nulla togliere ai quasi 30 premi internazionali raggiunti in seguito.

    Probabile che ne possano seguire molti altri, considerando il valore dei prodotti e la distribuzione capillare avviata dall’incontro con Spirits&Colori, con cui Fabio afferma di essere stato da subito amore a prima vista, sentendosi come in famiglia. Un supporto che darà nuova linfa a Distilleria Elettrico & Figli e che contribuirà a realizzare anche un altro sogno, quello di aprire un punto vendita con all’interno un’area degustazione, dove far assaggiare drink realizzati con i prodotti Made in Distilleria Elettrico & Figli.

    www.spiritsecolori.it

    Spirits&Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiali, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

  • Segni distintivi della cultura tirolese

    La cultura tirolese è un patrimonio culturale e storico che caratterizza la regione del Tirolo, situata tra l’Austria e l’Italia. Questa cultura è caratterizzata da una serie di segni distintivi, che la rendono unica e affascinante.

    A breve, esploreremo i segni distintivi della cultura tirolese, scoprendo le tradizioni, la storia e la gastronomia di questa meravigliosa regione.

    Storia della cultura tirolese

    La cultura tirolese ha radici antiche, che risalgono all’epoca celtica. Nel corso dei secoli, questa cultura è stata influenzata da diverse culture e tradizioni, tra cui quella bavarese e quella italiana. Nel Medioevo, il Tirolo era un importante centro di scambi commerciali, grazie alla sua posizione strategica tra l’Italia e la Germania. Questo ha contribuito a rendere la cultura tirolese una sintesi di diverse influenze, che si riflettono sia nella lingua che nelle tradizioni.

    Tradizioni della cultura tirolese

    La cultura tirolese è ricca di tradizioni che si sono sviluppate nel corso dei secoli. Una delle tradizioni più importanti è quella del carnevale, che si celebra in molte città e villaggi del Tirolo. Durante il carnevale, si sfilano per le strade gruppi mascherati che rappresentano personaggi fantastici e leggendari. Altre tradizioni importanti sono quelle legate alla musica e alla danza, che hanno un ruolo centrale nella vita sociale della regione.

    Gastronomia

    La gastronomia tirolese è caratterizzata da piatti rustici e saporiti, che riflettono la tradizione contadina della regione. Tra i piatti più famosi ci sono lo speck, il formaggio e la polenta. Inoltre, la cultura tirolese è nota per la produzione di birra artigianale di alta qualità. Un esempio calzante è il Mulino Beer-Banti, Ristorante Tirolese Legnano, che offre una vasta selezione di piatti tipici e birre artigianali.

    Architettura

    L’architettura tirolese è caratterizzata da case in legno con tetti spioventi e balconi fioriti. Questo stile architettonico è molto diffuso nelle zone rurali del Tirolo, dove si trovano molte case storiche ben conservate. Inoltre, la cultura tirolese ha una forte tradizione artigiana, che si riflette nella produzione di oggetti in legno, tessuti e ceramiche.

    Abbigliamento

    L’abbigliamento tradizionale tirolese è caratterizzato da colori vivaci e tessuti di alta qualità. Gli uomini indossano pantaloni corti in pelle, calze lunghe e camicie con maniche a sbuffo. Le donne, invece, indossano abiti lunghi e corpetti decorati con ricami e pizzi. L’abbigliamento tradizionale tirolese viene ancora oggi indossato in occasione di feste e eventi importanti della regione.

    Conclusioni

    In conclusione, la cultura tirolese è un patrimonio culturale unico e affascinante. I segni distintivi di questa cultura, che spaziano dalle tradizioni alla gastronomia, dall’architettura all’abbigliamento, la rendono uno dei simboli più rappresentativi delle regioni alpine.

  • La quinoa: una coltura a prova di meteo

    Nonostante le condizioni climatiche anomale, lo pseudocereale si conferma a basso impatto ambientale e valida risorsa per i coltivatori. A dimostrarlo è QUIN®, la Filiera Italiana della Quinoa, nata su iniziativa dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano e del suo giovane titolare

     

    Segnali positivi dal mondo agricolo, proprio dall’Emilia-Romagna, recentemente colpita dall’alluvione che ha messo in ginocchio una terra da sempre vocata alla produzione di cereali. “Nonostante la grossa quantità di precipitazioni caduta nel mese di maggio la coltura di quinoa ha reagito particolarmente bene in tutti gli areali italiani anzi, essendoci state temperature molto favorevoli durante il periodo di fioritura ci aspettiamo un ottimo raccolto di ottima qualità”. Queste le parole di speranza di Sebastiano Tundo, giovane titolare dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano di Argenta (FE), ideatore di QUIN®, la Filiera Italiana della Quinoa.

    Come recentemente esposto nel corso di “2 giorni Quinoa” un evento tenutosi a inizio giugno presso la tenuta, immersa nell’oasi naturale di Campotto, con la partecipazione di esperti, ricercatori e agronomi, questo pseudo cereale può rappresentare un’importante risorsa per il mondo agricolo. Le attività dell’Azienda Agricola Tundo Sebastiano, situata ad Argenta (FE) e circondata dal Parco del Delta del Po, sono la conferma di come questa pianta erbacea che oggi viene annoverata tra i superfood grazie alle sue importanti proprietà nutritive e salutari sia a tutti gli effetti un’opportunità.

    Nell’evento, infatti, Vincenzo Tabaglio, Prof. Associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee Dip. di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili Università Cattolica di Piacenza e Alberto Vercesi, Ricercatore Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali. Dip. di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili Università Cattolica di Piacenza hanno illustrato come Negli ambienti di pianura è opportuno impostare itinerari di coltivazione basati su una maggiore pluralità di colture, in vista di una biodiversità richiesta anche dalla Farm to Fork Strategy, fra le quali la quinoa è stata individuata per le sue caratteristiche di rusticità, di proprietà alimentari e di possibile remuneratività”.

    E’ lo stesso Sebastiano a sottolineare come “Sicuramente l’esperienza degli agricoltori è ancora poca, ma nonostante ciò, ci aspettiamo, per i campi che porteranno a termine il raccolto, una produzione media intorno ai 20 quintali per ettaro come da stima previsionale in fase di semina”.

    Dello stesso avviso anche Dora Inés Melo Ortiz, PhD in Sistema Agro-alimentare presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Agronomo Az. Agr. Tundo Sebastiano che al convegno ha esposto gli aspetti tecnici della coltivazione della quinoa: “Le premesse agronomiche che hanno portato ad introdurre la Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) nel tradizionale piano di avvicendamento colturale Italiano, risiedono nella consapevolezza che inserire una nuova coltura che si contraddistingue per una migliore efficienza di utilizzo dell’acqua, significa ampliare la biodiversità aziendale e migliorare la resilienza dei sistemi agroalimentari. La quinoa coltivata negli areali italiani ha un ciclo primaverile-estivo, di circa 120 giorni (dalla semina) a seconda del genotipo e delle condizioni climatiche. La quinoa è piuttosto rustica e può prosperare con una quantità limitata d’acqua, tuttavia la riduzione delle precipitazioni, può essere dannosa nel periodo della nascita e in fase di fioritura e riempimento del seme. La raccolta avviene tra la metà e la fine di luglio. Le rese medie variano da 15 a 40 quintali ad ettaro di granella secca non selezionata, e vengono influenzate in maniera significativa dal tipo di varietà, delle condizioni pedoclimatiche, e delle cure colturali in generale”.

    Nelle fertili Valli del Mezzano il “grano de oro”, come veniva definita la quinoa dagli Inca e dai Maya, presso l’Azienda Agricola Tundo Sebastiano, questo prezioso pseudocereale viene coltivato nel rispetto rigoroso dei protocolli della coltivazione biologica, nonché dei principi di conservazione e rotazione dei terreni. Il risultato è un prodotto che, oltre ad avere eccellenti caratteristiche nutrizionali e sensoriali, è anche eticamente sostenibile. La varietà coltivata dall’Az. Agr. Tundo Sebastiano si distingue per il basso contenuto di saponine, la sostanza amara che naturalmente ricopre la maggior parte dei chicchi di quinoa coltivati all’estero. Ciò significa che la quinoa non viene decorticata, mantenendo tutte le proprietà integrali del chicco, come la concentrazione di minerali e fibre, nonché un sapore più intenso e ricco. Il risultato è un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità, merito di un processo controllato e tracciato in tutte le sue fasi dalla coltivazione alla trasformazione in pasta, birra e altri derivati.

    Commercializzata con il marchio QUIN®, la gamma prodotti è caratterizzata da un ampio ventaglio di prodotti a partire dalla farina e dai chicchi, alla quinoa soffiata al cioccolato per la colazione, dalla pasta in vari formati a cracker e snack, fino alla quinoa birrificata, un prodotto unico e naturalmente senza glutine, come Quinoa IPA e Quinoa Ale, dal delicato profumo di luppolo e dal sapore bilanciato.

    www.quinitalia.com

    QUIN® è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede ad Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN® ha creato la prima filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. Www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN®.