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  • La chiesa di Sant’Eligio Maggiore Napoli

    La chiesa di Sant’Eligio Maggiore è una delle chiese di epoca angioina più antiche della città di Napoli. Situata a ridosso della piazza dove si svolgeva l’antico mercato della città, Piazza Mercato, ancora oggi è considerata uno scrigno dove è custodita la storia della città di Napoli.

    La costruzione della chiesa di Sant’Eligio risale al 1270. La zona che oggi conosciamo come detto sopra, come Piazza Mercato, un tempo era chiamata Campo Moricino. Luogo avvolto anche da tristezza dato che li, a pochi passi, e anni prima, era stato decapitato il giovane Corradino di Svevia, per opera di tre cavalieri francesi al seguito di Carlo I d’Angiò. Carlo d’Angiò divenuto sovrano di Napoli, fece costruire questa chiesa che inizialmente venne dedicata ai santi Eligio, Dionigi e Martino. Alla chiesa venne affiancato un ospedale e l’intero complesso godette della protezione e dei privilegi reali, prima con Giovanna I d’Angiò e dopo sia con Giovanna II d’Angiò ed Alfonso d’Aragona.

    Nel XVI secolo il vicerè Don Pedro de Toledo, decise di fondare un educandato femminile, chiamato conservatorio per le vergini, dove le ragazze erano istruite al servizio infermieristico nel vicino ospedale. Sul finire del XVI alle attività benefiche dell’educandato e dell’ospedale si aggiunse l’attività di banco pubblico.

    Proprio a questo periodo si fanno risalire i primi interventi di restauro con il rifacimento del soffitto ad opera di Nicolò di Tommaso e il posizionamento dell’organo realizzato da Giovanni Francesco Donadio e da Giovanni Mattia. Nel 1863 l’architetto Orazio Angelini trasformò il soffitto quattrocentesco.

    Il complesso monumentale venne colpito e danneggiato gravemente dal violento bombardamento del 4 novembre del 1943, il restauro fatto alcuni decenni dopo, riportò la chiesa all’originaria linea gotica.

    Molto particolare è l’ingresso della chiesa, attraverso un imponente portale strombato di fattura gotica francese. Si trova nel lato destro della chiesa, essendosi persa la funzione di portale principale a seguito delle stratificazioni strutturali.

    L’arco quattrocentesco  di Sant’Eligio è avvolto da mistero e leggenda. Si innalza su due piani a collegare il campanile della chiesa con un edificio vicino. Sul primo piano è inserito un orologio, sotto si trovano due testine che raffigurerebbero una fanciulla di nome Irene Malarbi e il duca Antonello Caracciolo.

    Pare che il Caracciolo nobiluomo perfido e senza scrupoli, innamorandosi follemente della fanciulla che lo respingeva, fece condannare ingiustamente il padre della fanciulla. Solo in un modo il Caracciolo avrebbe salvato l’uomo, con la resa ai propositi del duca della bella Irene.

    La ragazza con il cuore distrutto accettò, e il padre venne liberato. Ma la famiglia di lei chiese giustizia a Isabella di Trastàmara, figlia del sovrano Ferdinando II d’Aragona, ottenendo come condanna lo sposalizio riparatore della giovane da parte del Caracciolo e la sua successiva morte per decapitazione.

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  • Erika Giannusa . Errore Mondiale

    in promozione radiofonica  e sulle piattaforme digitali il singolo della cantautrice 

    “Errore mondiale” (testo e musica di Erika Giannusa, arrangiamento di Erika Giannusa e Simone del Freo) è una canzone d’amore che racconta con disincanto ed ironia una sua esperienza autobiografica: si tratta di una relazione d’amore con una differenza di età, fatta rivivere attraverso le parole ed i ricordi.

    Il testo della canzone nasce di getto, dopo aver sognato la canzone nella sua interezza ,  ed essersi recata immediatamente al pianoforte per scriverla. Questo testo è quasi una metabolizzazione di un suo vissuto, fatta a distanza di molti anni dall’evento.
    Proprio perché  ha un immaginario onirico, questa canzone si evolve come un flusso di coscienza; come un transfert di sensazioni incontrollate che nella musica assumono un ordine.

    Dice Erika: “Non ho cercato di raffinare l’idea di partenza del testo, perché ho trovato che contenesse un insieme  di emozioni diverse e contrastanti che forse a mente lucida non avrei saputo rendere altrettanto bene che come appena sveglia da un sogno: C’è la nostalgia, Il sarcasmo, la consapevolezza, la disillusione, la freschezza di un amore ingenuo ma al tempo stesso passionale, la delusione dopo la fine di un amore”.

    In questo testo ci sono veramente molte delle frasi che si è  sentita pronunciare, ma ci sono anche delle sue supposizioni su come queste stesse frasi che venivano rivolte a lei, potessero essere rivolte ad altre persone e venire “riciclate”, riutilizzate con poca originalità o poche variazioni sul tema .
    Per questo ha cercato di ironizzare, chiamando il Lui della canzone  “Poeta Montale” ma denominandolo al tempo stesso “Errore Mondiale”. Ha scelto Montale come poeta da nominare nella sua canzone, solamente per le alliterazioni e le assonanze che il suo nome aveva con la parola mondiale.
    Naturalmente l’espressione comunemente usata è  “Errore madornale”, ma ha voluto renderla più ridicola modificandola, esasperandola e dandole un carattere di universalità: Il suo modo di ridere di se stessa e degli altri,  a scopo catartico.

    Il Lui della canzone è una personificazione dell’Errore che diventa duplice perché sempre commesso da ambo le parti, quando una relazione d’amore termina.
    Come potrà rilevare qualche appassionato di poesia, questa canzone contiene diverse figure retoriche: ecco perché è stato per Erika naturale pensare di citare il nome di un poeta, ed ecco perché ritene che le canzoni possano essere un’altra forma di poesia, forse quella che oggi è più  apprezzata e conosciuta.

    https://www.facebook.com/Erika-Giannusa-106106794357365/

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  • Penso che il sogno di ogni sposa sia sentirsi speciale nel suo giorno

    Momenti speciali
    Mia nonna ha letto una preghiera irlandese durante la cerimonia e ho chiesto a mia sorella e alla cugina di Tyler di fare alcune letture.

    Penso che il sogno di ogni sposa sia sentirsi speciale nel suo giorno. Sentirsi speciali significa dirlo con leggerezza. Mi sono sentita una regina dei mostri! Discorsi, auguri, amore e tutto il divertimento che abbiamo avuto, ho lasciato così tanto amore e apprezzamento per mio marito, i miei amici e la mia famiglia.

    Il mio matrimonio è stato così speciale che ho costretto tutti i miei amici a lasciare il lavoro e le grandi città per una settimana per venire in montagna. Abbiamo fatto escursioni, rafting, paintball e passeggiate a cavallo. Mi è piaciuto avere tutti lì per partecipare a tutte le fantastiche attività che il Montana aveva da offrire.

    Il giorno del matrimonio è stato fantastico perché 60 di noi avevano appena trascorso la settimana divertendosi, il matrimonio stesso è stata la ciliegina sulla torta di un viaggio perfetto. Per questo motivo abiti da cerimonia in pizzo, è stato molto più rilassato e ho potuto rilassarmi e divertirmi.

  • Moonbooty, Aldebaran Records ristampa in vinile il primo album di Katzuma

    È disponibile da venerdì 26 marzo “Moonbooty – Music from the motion picture”, il primo album di Katzuma, progetto a cui Deda -pseudonimo di Andrea Visani- si è dedicato dal 2004 in poi.

    Dopo aver contribuito a plasmare il suono dell’Hip-Hop italiano oldschool durante tutti gli anni novanta, legando il suo nome a realtà come Isola Posse All Stars, Sangue Misto, Neffa & i messaggeri della dopa e Merda & Melma, il musicista ravennate ha prodotto come Katzuma tre album e svariati singoli che documentano la sua passione per la musica black a 360 gradi.

    Moonbooty – Music from the motion picture” è il primo di questa serie: un disco monumento del sampling e della cultura del beatmaking nel senso stretto del termine. La produzione è frutto di una meticolosa ricerca di sample che, esplorando le radici della black music, restituisce all’ascoltatore un tripudio di funk soul, dove fiati, cori, percussioni e chitarre guardano al jazz con lucida consapevolezza.

    Undici tracce che vedono le linee vocali affidate a Sean Martin, Gloria T e Dre Love, e fluttuano morbide tra loop e migliaia di campionamenti pazientemente selezionati dall’autore.

    Questa pubblicazione in vinile poi, assume un senso ancora più importante perché risultano introvabili le poche copie in cd e 12’’ stampate nel 2004, ma soprattutto perché il disco non è presente in alcuna piattaforma digitale. Per sopperire a questa mancanza, Aldebaran Records ha previsto 300 copie numerate a mano in doppio vinile nero 180 gr. Audio rimasterizzato da Deva all’Amnesiac Studio, con cover soft touch con dettagli in finitura lucida e colore interno. Per i primi cento acquirenti un poster autografato da Deda in omaggio.

  • È DASH IL PRODOTTO PIÙ AMATO DAGLI ITALIANI

    LA CLASSIFICA BEST BRANDS ITALY PREMIA DASH ASSEGNANDOGLI IL PRIMO POSTO NELLA CATEGORIA BEST PRODUCT BRAND 2021. E L’ICONICO MARCHIO DI P&G ITALIA SI FA STRADA ANCHE NEL CAMPO DELLA SOSTENIBILITÀ, ENTRANDO NELLA TOP 10 DEI BEST SUSTAINABILITY BRANDS.

    È arrivato per la prima volta in Italia nel 1965. Da allora, Dash è entrato a far parte della vita quotidiana di milioni di persone, diventando un prodotto iconico che ha saputo rinnovarsi nel tempo, accompagnando l’evoluzione delle famiglie italiane con nuovi prodotti, nuovi packaging, nuove campagne di comunicazione. Ed è per questo che oggi sale sul podio della sesta edizione di Best Brands Italia, la classifica che premia i brand che più si sono distinti in varie categorie. Dash conquista il gradino più alto del podio della categoria Best Product Brand 2021, la classifica delle marche di prodotto, e arriva in finalissima per la categoria Best Sustainability Brand, novità assoluta di quest’anno, dedicata ai prodotti che hanno saputo distinguersi in termini di sostenibilità.

    I risultati sono stati svelati ieri sera durante la serata condotta in live streaming dagli studi Rai da Filippa Lagerback e rispecchiano quanto emerso dall’indagine realizzata da GfK Italia su un panel rappresentativo di 3.000 persone attraverso la formula di interviste online con dialogatore. La rilevazione è stata effettuata tra novembre e dicembre 2020 su 38 categorie merceologiche coinvolgendo 247 brand. Sono state considerate due dimensioni: il “successo della marca” – quindi, il mercato, il legame con il cliente e il posizionamento del prezzo rispetto alla media – e lo “share of soul”, ovvero la notorietà del brand (brand awareness), il potenziale di cross-selling (sia nella propria che in altre categorie di prodotto), il legame emozionale con la marca (la brand relationship) e la brand experience.

    La convinzione su cui si basa la classifica di Best Brands è, infatti, che i legami affettivi siano importanti tanto quanto i legami commerciali e che una forte relazione con le persone generi un successo più vero e duraturo. Per questo, le marche vengono valutate sia da un punto di vista numerico, in termini di investimenti, ma anche per i valori emotivi che li legano ai loro consumatori. Un aspetto che per Dash è stato da sempre prioritario, diventando negli anni un fedele alleato delle famiglie italiane.

    «Sono passati più di 50 anni da quando Dash è arrivato per la prima volta in Italia. Da allora, e ancora oggi, è un prodotto di famiglia per milioni di italiani e vincere il primo premio come Best Product Brands lo dimostra. È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio. Siamo riusciti a creare e a mantenere nel tempo con i nostri consumatori un rapporto basato sulla fiducia e su una forte continuità di valori. L’abbiamo fatto adottando nuove formulazioni, nuovi formati e nuovi linguaggi, che ci hanno permesso di rispondere in maniera efficace alle loro esigenze di cura del bucato. Ma l’abbiamo fatto anche realizzando azioni concrete a sostegno delle comunità in difficoltà. Dash è stato infatti il primo marchio, con le iniziative Missione Bontà di quasi 35 anni fa, a portare in Italia il concetto di quello che oggi chiamiamo “purpose marketing”, coinvolgendo i consumatori nella realizzazione di tante iniziative concrete. Impegno che abbiamo rinnovato durante l’ultimo anno, segnato dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria, attraverso il progetto Dash e Totti per l’Ospedale Spallanzani di Roma di cui siamo molto orgogliosi e che ci ha consentito di donare apparecchiature mediche per rafforzare la terapia intensiva. Siamo convinti, infatti, che sia fondamentale per un brand saper essere al fianco dei propri consumatori nelle tante sfide quotidiane, piccole e grandi, con concretezza, affidabilità e autenticità» dichiara Veronica Spreafico, Direttore Marketing della categoria cura del bucato di P&G in Italia.

    Ripercorrere la storia di Dash significa rivivere molta storia d’Italia. Una narrazione collettiva che parte con il mitico fustino proposto da un giovanissimo Mike Bongiorno, primo indimenticabile testimonial del marchio, e diventato a tutti gli effetti “uno di famiglia”. Una volta terminato il detersivo, infatti, il fustino veniva riutilizzato come porta giocattoli, magari foderato con stoffe o carte coloratissime. Erano i tempi del bucato che “più bianco non si può”. Un pay-off diventato un vero e proprio tormentone. Così come è accaduto con lo “Scambio impossibile” di due fustini di un normale detersivo per uno di Dash, proposto da Paolo Ferrari, tra gli anni ’70 e ’80. Una pubblicità che ha fatto la storia, tanto che Dash l’ha rilanciata alla fine degli anni 2000, in veste rinnovata, con Fabio De Luigi.

    Ma la storia di Dash è segnata anche da grandi innovazioni che per primo ha introdotto in Italia. Basti pensare alle nuove confezioni rettangolari al posto di quelle cilindriche, che rispondevano alle nuove esigenze di spazio nelle abitazioni, o al Dash Liquido, più moderno perché più adatto ai lavaggi a basse temperature sempre più diffusi. La grande innovazione è stata nel 2010 con il lancio, per primi, dei detersivi per bucato monodose, le Dash Ecodosi, poi diventate Dash PODS 3in1 nel 2014, il primo detersivo liquido monodose che offre 3 azioni in un unico prodotto: pulito, protezione e brillantezza dei tessuti. Una vera rivoluzione – ulteriormente migliorata nel 2019 con le Dash Pods Allin1 – che “ha fatto gol” nel cuore di milioni di italiani anche grazie al coinvolgimento di un campione indiscusso e amatissimo come Francesco Totti nella campagna “Io Pod, e tu?” caratterizzata da uno stile ironico e frizzante, tutto giocato sulle metafore calcistiche.

    La vicinanza di Dash ai suoi consumatori si è sempre espressa non solo attraverso performance di prodotto imbattibili, ma anche con iniziative concrete in ambito sociale.

    E non poteva che essere così anche nell’anno difficilissimo della pandemia. Proprio con Francesco Totti, Dash ha infatti lanciato sin da marzo 2020 una raccolta fondi a favore dell’Ospedale Spallanzani di Roma, Istituto Nazionale per le malattie infettive. Obiettivo: supportare l’Ospedale nella realizzazione di nuove camere di terapia intensiva, dotandole di tutti i macchinari necessari. Grazie alla campagna, sono stati donati 15 apparecchi per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti e una serie di strumentazioni, apparecchiature e materiali di prima necessità per la rianimazione e la terapia intensiva dei malati di Covid-19 ricoverati presso l’Ospedale.

    Dash si impegna, inoltre, per generare un impatto positivo anche in termini ambientali. Anche per questo ha conquistato un posto nella Top Ten della categoria Best Sustainability Brand di Best Brands Italy 2021. Le Dash PODs sono infatti un detersivo pratico che garantisce un pulito impeccabile, anche a basse temperature, senza sprechi e sovradosaggi, e sono disponibili anche in un formato “bag” che riduce la plastica utilizzata per l’imballaggio per ogni lavaggio.

    Inoltre, Procter & Gamble, con Dash, Lenor e altri marchi di P&G per la cura del bucato, si impegna per ridurre l’impiego di plastica negli imballaggi del 30% in tutta Europa entro il 2025. E, solo con il marchio Dash, ridurrà la plastica negli imballaggi in Italia di 1.350 tonnellate all’anno. Infine, Dash si impegna ad utilizzare materiale riciclato post-consumo (PCR) nei propri imballaggi (già oggi le bottiglie di Dash Liquido contengono fino al 50% di PCR) e punta alla riciclabilità totale dei propri packaging entro il 2022.

    Informazioni su P&G

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Fairy®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo e in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni visita il sito https://it.pg.com e segui gli account Facebook, Linkedin, Youtube.

  • Local marketing e proximity marketing spiegati da Spada Media Group

    Gli esperti di Spada Media Group, storica agenzia pubblicitaria milanese, spiegano due strategie di marketing molto importanti per il successo di un business.

    Milano, marzo 2021 – In un mercato sempre più complesso, anche le strategie di marketing sono diventate più articolate. Tra le più importanti, il local e il proximity rivestono un ruolo decisivo per garantire il successo di un business. Lo confermano anche gli esperti di Spada Media Group, storica agenzia pubblicitaria milanese, i quali hanno scelto di illustrare in modo semplice e chiaro la differenza tra queste due strategie di marketing, che se all’apparenza possono sembrare simili, in realtà sono molto diverse tra loro.

    Il local marketing, sottolineano i professionisti di Spada Media Group, ha il fine ultimo di attrarre i clienti in store, focalizzando dunque le strategie di marketing all’interno di un’area geografica relativamente ampia, che può essere per esempio la città o il quartiere dove è fisicamente ubicato il negozio. Scopo del local marketing, che può essere pianificato mediante l’utilizzo di diversi strumenti, dalla pubblicità tradizionale, come le affissioni, al marketing digitale, come una campagna sui social network, è creare una solida base di clienti che gravitano attorno all’area dove è presente una determinata attività.

    Il proximity marketing, invece, si articola all’interno di un campo d’azione molto più limitato, anche di poche decine di metri quadrati. Mentre per il local marketing anche la pubblicità tradizionale può rappresentare un valido ausilio, il proximity marketing ha bisogno della tecnologia. Obiettivo di queste strategie di marketing, infatti, è dialogare con il potenziale cliente direttamente tramite lo smartphone, in modo da creargli un’offerta personalizzata in base al luogo in cui si trova. Ciò è possibile, spiegano gli esperti di Spada Media Group, avvalendosi di specifici tools, come per esempio le tecnologie di eye tracking o di audio prossimità, che permettono di inviare all’utente notifiche push riguardanti un’attività che è presente proprio nel luogo in cui si trova. Un’interessante sfida per il marketing del futuro, che permetterà di proporre offerte ad hoc e geolocalizzate.

     

    Spada Media Group

    Viale Ercole Marelli 132, Sesto San Giovanni (MI)
    Tel. +390224308560
    Email [email protected]
    www.agenziaspada.com 

  • NOVA PEDIATRICA UNA CLINICA DENTALE PER LE FAMIGLIE DI TORINO

    Nova Pediatrica è una bella struttura odontoiatrica di Torino, sita in Via Cellini 22, a pochi passi dall’Ospedale Molinette e dalla fermata METRO Carducci-Molinette. Puo’ senza dubbio essere considerata una struttura d’eccellenza nell’ambito dell’odontoiatria privata a livello italiano. Ideata e diretta dal Dr. Enrico Antonucci Ferrara si configura come una “Family Dental Clinic”, cioè come una struttura vocata ad operare sulle esigenze odontoiatriche della famiglia, dai 10 mesi d’età ai 100 anni! Abbiamo chiesto al Dr. Antonucci Ferrara, qual’è la mission di Novapediatrica Family Dental Clinic? “Puntiamo molto sulla prevenzione e riteniamo che ogni bambino come ogni adulto, con il nostro aiuto, possa raggiungere una buona salute orale e mantenerla per tutta la vita.


    Ci impegnamo ogni giorno affinchè tutti i pazienti di Nova Pediatrica, possano riportare una positiva esperienza di cura. Siamo in grado di diminuire la percezione dell’ansia che impedisce al paziente di sentirsi sereno e “in buone mani”, senza necessariamente ricorrere nè alla sedazione nè ad altri sistemi diversi dall’instaurare un rapporto solido e credibile col paziente. All’occorrenza siamo in grado di fornire anche quel tipo di aiuto, ma nessuno, bambino o adulto che sia, ha la stessa personalità o lo stesso stile di apprendimento. Riuscire a capire i pazienti è una nostra prerogativa per raggiungere un risultato di cura soddisfacente e nel rispetto dei requisiti di una buona odontoiatria. Ci preme arrivare al risultato attraverso la reciproca consapevolezza del percorso da affrontare, che deve essere chiaro al paziente come a noi operatori.Solo attraverso la condivisione il paziente diventa parte attiva dell’esperienza di cura. E’ questo che fa la differenza. Noi facciamo il tifo per i pazienti e e i pazienti per noi. Si vince o si perde insieme. Per esperienza vissuta, ogni volta che si crea quella magia di sentirsi parte di un gruppo, che condivide intenti ed emozioni, vinciamo sempre, per loro e per noi.” Vi dedicate anche ai pazienti disabili? “Si certo e ne facciamo un vanto. Siamo orgogliosi di poter prestare la nostra opera a pazienti con bisogni speciali.”

    In che senso, mi spieghi meglio.

    “Attraverso la dedizione nella cura dei bambini e delle persone con bisogni speciali, abbiamo appreso come rendere migliore l’esperienza di cura anche ad adulti e ad anziani. Siamo abituati non solo ad ascoltare verbalmente il paziente, ma anche a leggere e comprendere cio’ che gli sguardi, il linguaggio del corpo, le pause, i toni e i gesti esprimono.Per questo da 30 anni rappresentiamo un punto di riferimento per tante famiglie.”

    Diceva che la prevenzione è un punto di forza di Nova Pediatrica: cosa intendeva?
    “In accordo con le linee guida dell’AAPD (American Academy of Pediatric Dentistry), che prevedono un’adeguata informazione sui comportamenti che i genitori devono adottare sin dal compimento del primo anno di età, siamo organizzati per accogliere i piccolissimi pazienti con tutti i comfort a misura di bambino, (fasciatoio per la visita e per il cambio dei pannolini, lettino, scalda-biberon, giochi adatti all’età, smaltitore ecologico anti-odorante di pannolini usati, etc.), che consentono di ospitare in serena sicurezza anche i piccolissimi pazienti. La prevenzione precoce è compito di un genitori ben istruito.”

    Ma a Nova Pediatrica vi occupate anche di implantologia, vero?

    “Certamente, mi occupo personalmente dell’implantologia che eseguiva esclusivamente con la tecnica comput-guidata, che consente di inserire gli impianti senza aprire un lembo chirurgico, garantendo assenza di dolore prima e dopo l’intervento e una pronta guarigione in assenza di ferite con una riduzione drastica del rischio di mancata integrazione ossea dell’impianto.”

    Ringraziamo allora il Dr. Enrico Antonucci Ferrara per aver ideato un centro odontoiatrico che si occupa della famiglia a tutto tondo. A Torino mancava un posto così completo. Nova Pediatrica merita davvero almeno una visita virtuale: provate a guardare questi link (https://www.novapediatrica.net/virtual-tour e https://www.novapediatrica.net/come-raggiungerci) e……avrete voglia di andare anche voi!

  • Con i 50 anni del GTIN, GS1 celebra la digitalizzazione del commercio mondiale e guarda ai codici a barre di nuova generazione

    31 marzo 2021 – Cinquant’anni fa, il 31 marzo 1971, i leader dei più grandi nomi del commercio si unirono e trasformarono per sempre l’economia globale sviluppando il Global Trade Item Number (noto come “GTIN”). Questo codice numerico identifica in modo univoco ogni singolo prodotto ed è il cuore del codice a barre GS1, lo standard di filiera più importante della storia. Oggi, nel mondo, il codice a barre:

    • Viene scansionato sei miliardi di volte al giorno.
    • È presente su 100 milioni di prodotti.
    • È usato da due milioni di aziende.

    «Questa è una delle grandi storie non raccontate nella storia dell’economia moderna. Mezzo secolo fa, degli agguerriti concorrenti si sono riuniti, hanno messo da parte le loro differenze e hanno ridisegnato in meglio il commercio globale sviluppando il GTIN, che a sua volta ha portato direttamente alla creazione del codice a barre. Mentre celebriamo questo importante traguardo, invitiamo le aziende a collaborare ancora una volta per soddisfare le esigenze dell’economia del XXI secolo implementando rapidamente nuove tecnologie, inclusi codici a barre di nuova generazione ricchi di dati» ha affermato Kathy Wengel, vicepresidente esecutivo & chief global supply chain officer di Johnson & Johnson e presidente del consiglio direttivo di GS1.

    Lo storico incontro del 1971 si svolse a New York City e includeva leader dei più grandi brand di generi alimentari, vendita al dettaglio e beni di consumo dell’epoca, tra cui Heinz, General Mills, Kroger e Bristol Meyer.

    Questi leader decisero di creare un sistema per identificare in modo univoco ogni singolo prodotto, chiamandolo Global Trade Item Number o GTIN. Con grande lungimiranza, valutarono che il GTIN potesse avere un impatto positivo anche oltre il negozio di alimentari – dai magazzini alle sale riunioni – e che potesse aumentare la velocità e l’efficienza delle transazioni e dei processi, dalle catene di approvvigionamento alle esperienze dei consumatori. E durante la riunione decisero di continuare a innovare insieme per creare un sistema a vantaggio sia delle imprese che dei consumatori. Decenni dopo, la BBC ha definito il risultato una delle “50 cose che hanno reso l’economia globale”.

    «Dagli incontri dei visionari fondatori di GS1 alla prima scansione di un barcode al supermercato Marsh, i primi anni Settanta sono stati estremamente eccitanti e stimolanti. Sono onorato di aver fatto parte di qualcosa di così benefico per il nostro mondo e di aver visto tante aziende unire le forze e allearsi per il bene comune. Ora è tempo che una nuova generazione di leader del settore scelga nuove forme di standard che avranno il potere di trasformare il business per i prossimi cinquant’anni» ha affermato Tom Brady, uno degli ingegneri che hanno sviluppato e installato il sistema di scanner utilizzato da Marsh Supermarket per scansionare il primo codice a barre con GTIN nel 1974.

    Gli standard GS1 come il codice a barre continuano a contribuire a rendere fluida la grande complessità del moderno business globale, in modo rapido, efficiente e sicuro, semplificando tutti i tipi di processi della catena di approvvigionamento in quasi tutti i settori in tutto il mondo. Ma i consumatori richiedono informazioni sui prodotti sempre maggiori e sempre più affidabili: occorre portare i codici a barre a un livello superiore.

    GS1 sta infatti lavorando ai codici a barre di prossima generazione (come i QR code), che possono contenere molte più informazioni, possono essere utilizzati per fornire ai consumatori informazioni affidabili e rimodellare il commercio globale. Il loro utilizzo, ad esempio, può indicare ai consumatori se un prodotto contiene allergeni o se è biologico e informare sulla sua impronta ambientale. In definitiva, fornisce ai consumatori un maggiore livello di fiducia e lealtà verso i prodotti che acquistano.

    «Collaborazione, visione e innovazione sono i valori che continuano a guidare l’evoluzione degli standard creati da GS1 per rispondere alle sfide del terzo millennio» afferma Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy. «Oggi come 50 anni fa, in GS1 le imprese lavorano insieme per sviluppare standard e soluzioni in grado di fornire informazioni sui prodotti ancora più utili e accurate, per rendere più efficienti gli scambi di merci e di dati e garantire trasparenza, soddisfazione, sicurezza e fiducia ai consumatori, in tutto il mondo».

    Per approfondimenti, guarda il video dedicato ai 50 anni del GTIN.

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    Con i 50 anni del GTIN, GS1 celebra la digitalizzazione del commercio mondiale e guarda ai codici a barre di nuova generazione

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • RC auto: in Lombardia premi medi in calo del 15%, ma comincia il rialzo

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Lombardia sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 353,59 euro, vale a dire il 15% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Lombardia costa, in media, 63 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +0,78%.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 1.478.034 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Lombardia tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree lombarde.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Como, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 18,23% rispetto a febbraio 2020; segue, al secondo posto della classifica, Lecco con un calo del 16,58%. Sul gradino più basso del podio si posiziona, staccata di un soffio, Varese, dove il premio medio è sceso del 16,26% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda troviamo le province di Milano (-15,86%), Lodi (-15,54%), Pavia (-15,47%), Monza Brianza (-14,55%) e Bergamo (-14,26%).

    Chiudono la classifica la provincia di Sondrio, dove la tariffa media è scesa del 13,99% rispetto a febbraio 2020, quella di Cremona (-13,62%), quella di Mantova (-12,74%) e quella di Brescia, area dove il premio medio è sceso del 10,35% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province della Lombardia più costose si posizionano, al primo posto Pavia dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 370,82 euro, seguita da Milano (361,46 euro) e Como, con un premio medio pari a 357,22 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata, seppur lievemente, a salire in molte province lombarde.

    I rincari sono stati registrati in provincia di Bergamo dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 2,57%, seguita da Brescia (+2,32%), Milano (+1,11%), Como (+0,94%), Lodi (+0,60%) e Varese (+0,35%).

    Se, invece, da gennaio a febbraio 2021 i premi medi sono rimasti sostanzialmente stabili nelle province di Mantova e Pavia, variati rispettivamente del +0,07% e del -0,06%, la curva dei premi è rimasta in discesa nella provincia di Monza Brianza (-0,56%), Lecco (-1,13%), Cremona (-2,87%) e Sondrio (-5,25%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 1.478.034 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Lombardia tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Il “Mese del meccanico”: Castrol invita a premiare le officine e i meccanici preferiti

    • Il “Mese del meccanico”: Castrol invita gli automobilisti a candidare il meccanico o l’officina preferita nell’ambito di una nuova campagna di rilevanza nazionale  
    • Parteciperanno all’estrazione dei premi sia i clienti che propongono la candidatura di un meccanico o un’officina, sia i meccanici che risulteranno vincitori. Tra i premi anche un’esperienza virtuale unica ed esclusiva di Formula 1.
    • Le candidature sono già aperte. Per partecipare: castrol.it/cliente

    Castrol ha lanciato il “Mese del Meccanico”, un’importante nuova campagna che ha come obiettivo quello di celebrare la competenza e l’impegno delle officine indipendenti e dei meccanici che hanno dimostrato la loro intraprendenza, anche in un momento particolarmente difficile come quello della pandemia.

    L’iniziativa invita gli automobilisti a candidare il proprio meccanico o la propria officina preferiti, al fine di conferire loro il meritato riconoscimento, contribuendo così ad aumentare la loro visibilità. I clienti dovranno solo indicare a Castrol chi desiderano candidare, motivando la loro scelta.

    Parteciperanno all’estrazione dei premi sia i clienti che propongono la candidatura di un meccanico o un’officina, sia i meccanici che risulteranno vincitori e avranno l’opportunità di aggiudicarsi una serie di premi, tra cui anche un’esperienza virtuale unica ed esclusiva di Formula 1.

    La campagna ha anche visto il coinvolgimento degli Ambassador Castrol per gli sport motoristici: Esteban Ocon, il pilota di F1™, Petter Solberg, il pilota di rally e rallycross, e Alex Marquez, il pilota di superbike, che hanno contribuito a lanciare il “Mese del meccanico” attraverso i canali social, invitando i propri followers a partecipare all’iniziativa.

     Le candidature sono già aperte. Per partecipare: castrol.it/cliente

    La collaborazione con le officine indipendenti

    Castrol offre alle officine indipendenti non solo un’ampia gamma di lubrificanti di alta qualità, apprezzati sia dalle case automobilistiche sia dagli automobilisti, ma anche validi programmi a supporto – tra cui spiccano la formazione e il marketing –, che aiutano le officine a ottimizzare l’efficienza e rendere un migliore servizio alla clientela.

    Castrol è stata scelta da molti dei principali produttori di veicoli a livello mondiale per il primo riempimento in fabbrica dei nuovi veicoli e per il supporto offerto nel post-vendita. Nell’ultimo decennio, i lubrificanti Castrol sono stati utilizzati per il primo riempimento su oltre un terzo delle auto nuove vendute in Europa (38%; dati LMC Automotive dal 2010 al 2019). Inoltre, sono oltre il 70% dei principali produttori di automobili a scegliere i liquidi per trasmissione Castrol per il primo riempimento in fabbrica (contratti di primo riempimento OEM Castrol e dati sulla produzione di veicoli).

  • Come e quando arieggiare il prato

    Il prato è un qualcosa che abbellisce qualsiasi giardino e che ovviamente richiede una certa manutenzione. L’areazione del prato è a tal proposito una delle attività più importanti per mantenere il manto erboso in buona salute. A chi d’altronde non piace avere un prato ben curato, considerando anche che è una risorsa in grado di aumentare il valore di qualsiasi casa?

    Ma cosa significa esattamente arieggiare il prato? Quando farlo? Approfondiremo questo argomento di seguito.

     

    Cosa è la areazione  del prato?

    Per quanto si cerchi di mantenere l’erba in buone condizioni, nel tempo possiamo vedere che questa presenta delle macchie di vegetazione secca e in eccesso che dovremmo eliminare. Questi problemi non sono solo legati all’estetica del prato, ma potrebbero produrre anche alcuni inconvenienti alla sua salute da considerare. Per questo motivi bisogna tenerne conto sia nella fase di manutenzione che progettazione giardini.

    Quando si arieggia l’erba, ciò che si fa è favorire l’aerazione delle radici, assicurandosi che l’erba possa crescere come previsto. Inoltre, viene aggiunta anche della materia organica per rendere il terreno più fertile, così che l’erba riceva tutti i nutrienti necessari per poter proliferare e proseguire il suo sviluppo.

    La areazione è un processo di raschiatura superficiale del suolo, che ha lo scopo di eliminare quanto più feltro è possibile. Quando parliamo di feltro, ci riferiamo ad uno strato sottile (tra 1 e 2 centimetri di spessore) che si forma nella zona della superficie dove si trova l’erba. Questa massa è composta da resti di radici, terra e foglie che si sono accumulate.

    Il problema dell’accumulo di questa massa è che impedisce in un certo modo il passaggio alle radici di acqua, aria e compost. Inoltre, crea condizioni favorevoli per lo sviluppo di funghi.

    Con il processo di aerazione (metodo che consiste nel realizzare piccoli fori nel terreno), il terreno viene ossigenato fino a una profondità di circa 10 cm. Sebbene il processo di aerazione rompa un po’ il feltro, non è un processo così efficace come la scarificazione .

     

    Quando arieggiare il prato?

    Non possiamo arieggiare il prato quando vogliamo, ma il momento migliore va studiato. In generale, il periodo migliore per arieggiare i prati è solitamente la primavera, il periodo dell’anno in cui, sta per arrivare il picco vegetativo. In autunno si consiglia di ripetere l’operazione. Ciò sarà fondamentale, non solo consigliato, se si è formato molto feltro nel corso dell’inverno, ad esempio perché è un terreno argilloso, o altri fattori.

  • La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto Re

    Si tratta davvero di una sintesi materica di valore subliminale quella che distingue l’arte pittorica di Roberto Re, che si incentra su una ricerca di pregevole significato insito, sotteso e allusivo e che rende l’intera orchestrazione compositiva subito distinguibile, caratterizzante, inconfondibile nelle sue fattezze strutturali”. La Dott.ssa Elena Gollini interviene per spiegare i tratti principali della sperimentazione creativa intrapresa e portata avanti da Re con grande fervore d’ispirazione. E ancora approfondendo l’argomentazione ha aggiunto: “La versatilità connaturata all’indole artistica di Roberto gli spiana la strada per così dire a una visione più ampia, più allargata, più estesa, più dilatata del concetto di materia e di matericità applicato alla sua formula pittorica di matrice informale. Roberto lo estende in modo molto articolato e sfaccettato, attribuendo un’alchimia di supporti subliminali. Riesce a trovare appigli e richiami di riferimento sempre sorprendenti e da artista curioso per natura si cimenta ad inserirli dentro gli scenari prospettando per lo spettatore un approccio davvero stimolante e incitandolo a entrare dentro la narrazione. La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto è frutto di un’acquisita e consolidata maturità di pensiero e di valutazione, di un’abile e sapiente selezione di scelta e di scrematura molto selettiva. Roberto non si perde in inutili e sterili artifici, non si lascia deviare e fuorviare da preamboli fuori luogo, non si lascia coinvolgere in superflue e superficiali speculazioni. La sua arte si mantiene sempre canalizzata, orientata e convogliata secondo una propria responsabile concertazione logica e lucidamente razionale, diventa una metafora simbolica che personifica ciò che Roberto vuole evidenziare, spiegare, raccontare, descrivere, senza l’uso della parola e della scrittura, diventa un libro virtuale da sfogliare sequenza dopo sequenza, da metabolizzare e da introiettare gradualmente, senza fretta, senza disperdersi in strane e avulse elucubrazioni insensate. Roberto vuole essere artista di pensiero sottile e acuto, di intraprendente e lungimirante perspicacia, di arguta e sagace intuizione e accompagna lo spettatore per mano, lo conduce nel suo mondo e lo lascia assaporare e gustare il tripudio materico carico e pregnante di innumerevoli sollecitazioni allettanti. La sua pregevole sintesi materica equivale simbolicamente a quella dimensione parallela, che consente alla sensibilità umana e all’umano sentire di calarsi dentro una sorta di visione speculare parallela, dove si riesce a recepire in modo molto più forte, più empatico e più reattivo ogni minimo incipit e input entrando in una galvanizzante catarsi”. È possibile acquistare le opere di Re anche nei seguenti circuiti online: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • La funzione cromoterapica della pittura di Daniel Mannini

    All’interno del multiforme e plurisensoriale codice espressivo dell’arte contemporanea, certamente la funzione del colore riveste un ruolo formale e sostanziale di primo piano e supporta in modo incisivo l’artista a far emergere elementi e componenti di primaria portata e rilevanza associandosi anche al concetto molto attuale e molto profondo di cromoterapia. In merito a queste significative considerazioni riflessive, la Dott.ssa Elena Gollini ha posto in evidenza alcune interessanti connotazioni, che appartengono al modus pingendi di Daniel Mannini e ne elevano qualitativamente la dimensione concettuale contenutistica oltre che estetica. Al riguardo ha spiegato: “Daniel utilizza il colore con piena consapevolezza e con un criterio ben consolidato di orchestrazione scenica progettuale, che prevede un’alchimia bilanciata ed equilibrata di associazioni tonali e di fusioni cromatiche. Attraverso questo intreccio colorato Daniel trova un proprio stile personale, una propria cifra comunicativa soggettiva. Inoltre, stabilisce contestualmente un criterio di visionarietà ricollegabile e riconducibile alla funzione cromoterapeutica e a tutti quei benefici mentali, psichici, psicologici e spirituali scaturiti e derivanti dalle preziose risorse e potenzialità, che il colore ci offre. Ecco dunque che Daniel nel suo fare pittorico sempre coerente e maturo riesce a infondere un paradigma di significati ancora più incisivi, riesce ad attribuire alla narrazione compositiva un’ulteriore valenza plurima e riesce a creare e ad alimentare un’atmosfera di contorno ancora più permeante, più suggestiva, più penetrante. Per Daniel il colore è sinonimo di vita, di movimento, di pulsione e di vibrazione del cuore, di tumulto e di moto dell’anima, che si riflette e si rispecchia nella modulazione strutturale di matrice astratta, che suscita un immediato coinvolgimento nel fruitore e si appoggia a un prorompente e sferzante fermento onirico, ad un incalzante guizzo fantasioso e fantastico, ad una speciale profusione immaginifica. Questa mescolanza diventa estremamente affascinante e intrigante per lo spettatore. Il colore parla, il colore sussurra, il colore grida, il colore racconta e si racconta. Così Daniel nella sua ricerca di sperimentazione coglie e accoglie nella tavolozza cromatica come uno scrigno magico, come un tesoro inestimabile e ne utilizza al meglio le combinazioni e le declinazioni, sfruttando anche in modo ottimale le gradazioni più accese e marcate e alternandole con quelle più tenui e delicate, imprimendo quei giochi chiaroscurali di luci e ombre che offrono una ricercata e aggraziata raffinatezza d’insieme. Il colore per Daniel è il suo distintivo -tocco d’artista- che lo rende davvero molto accattivante e ne innalza il talento creativo”.

     

  • La seconda edizione di “Cover me” oltrepassa i confini e diventa internazionale

    C’è tempo fino al 31 maggio per partecipare al contest “NOI & Springsteen”, reinterpretando un brano del rocker a stelle e strisce, punto di riferimento per chi ancora crede in un mondo diverso da quello dei muri, della paura, dell’odio razziale, dell’isolamento. Il contest ispirato dall’autenticità di The Boss per la prima volta si apre anche a musicisti e band internazionali. 

    La musica di Bruce Springsteen non conosce confini e unisce milioni di fan. È proprio a loro che il gruppo NOI & Springsteen si rivolge con “Cover me”, il primo contest dedicato a The Boss, con una grande novità. Dopo il successo della prima edizione che ha visto sfidarsi 76 artisti italiani, NOI & Springsteen replica oltrepassando i confini nazionali. “Cover me”, infatti, quest’anno chiama a raccolta anche artisti e band internazionali che potranno presentare la propria candidatura e concorrere per il podio da mercoledì 31 marzo fino al 31 maggio inviando la propria proposta a [email protected]

    La seconda edizione del contest è ispirata dall’autenticità del cantautore simbolo di un’America che va oltre le apparenze, entrando in profondità, con ogni strofa delle sue ballate, nelle ansie, nelle paure, nelle gioie e nelle aspirazioni delle working class di ieri e di oggi. Ed è questa autenticità che si richiede agli artisti che partecipano al concorso: una rappresentazione di un brano della star del rock reso unico dal talento dei concorrenti, senza snaturarne l’essenza e la melodia

    “Noi crediamo che la musica, così come qualsiasi altra forma di arte, possa essere un potente mezzo per diffondere il senso comune della vita. In un momento così delicato e incerto il rock di Springsteen rappresenta l’anima coraggiosa di un’umanità che non si arrende e continua a combattere. È questo lo spirito del contest e del nostro gruppo. Vogliamo trasmettere un’incredibile voglia di rinascita”. – dichiarano Alberto Lanfranchi, Alberto Cantù, Saverio Ceravolo, Luca Lanfranchi, membri del gruppo NOI & Springsteen. 

    Le candidature verranno valutate da una giuria di qualità composta da esperti e critici musicali: Claudio Trotta (promoter e fondatore di Barley Arts e presidente della giuria), Gianni Poglio (giornalista di Panormana), Alberto Cantù (componente del gruppo NOI & Springsteen), David Drusin (titolare del ‘Druso’), Ruggero Rosetti (membro dell’Associazione Nebraska dedicata alla musica rock), Leonardo Colombati (Scrittore e giornalista). La giuria selezionerà 30 brani che verranno pubblicati sul sito www.noiespringsteen.com, dando la possibilità al pubblico di votare. I 15 brani più votati accederanno automaticamente alla finale che si terrà a Bergamo domenica 29 agosto, in occasione del meeting dedicato a The Boss: Bergamo Racconta Springsteen V Edizione. A completare il contest anche una giuria della critica composta da: Massimo Cotto (scrittore e voce di Virgin Radio e presidente della giuria), Giorgio Berta (Presidente Fondazione Donizetti), Patrizia De Rossi (giornalista e direttrice di Hitmania Magazine), Ugo Bacci (giornalista e critico musicale di L’Eco di Bergamo), Fabio Santini (giornalista, conduttore e voce di RTL 102.5), Ken Rosen (storico per formazione, tecnologo di professione). Questi esperti assegneranno un punteggio da 0 a 3 punti ad ogni brand e l’artista che otterrà il maggior punteggio riceverà il Premio della Critica del Contest Cover Me. Il regolamento completo è consultabile sul sito https://www.noiespringsteen.com/contest/

  • La risposta di AIAV al tweet del Ministro Speranza

    Le recenti parole del Ministro della Salute Roberto Speranza, affidate ad un tweet e poi riprese da alcune prestigiose testate, gettano un’ombra sul futuro del settore turistico italiano. Nel suo tweet, il Ministro annuncia di aver firmato un’ordinanza «che dispone per arrivi e rientri dai Paesi dell’Unione Europea tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni».

    Il tweet che ha scontentato tutti

    E’ apprezzabile il fatto che gli Italiani possano andare all’estero durante le vacanze del ponte pasquale, salvaguardando contemporaneamente la loro salute con tamponi e quarantena al rientro, ma non si comprende perché le stesse misure non possano essere adottate in Italia, favorendo lo slancio del turismo interno e di prossimità.

    Solo con questa formula si potrebbe dare respiro ad un settore messo a dura prova dal punto di vista economico nel corso dell’ultimo anno e si offrirebbe una concreta occasione di lavoro agli agenti di viaggio, agli albergatori, alle guide e a tutte quelle persone che si sono impegnate a fondo per promuovere forme di turismo sicure, all’estero e in prossimità, incoraggiando modelli innovativi, esperienziali e sostenibili, volti ad affrontare con spirito proattivo la grave crisi in corso.

    Non è possibile sapere se la decisione del Ministro sia stata presa per accontentare le pressioni esercitate sul Governo da Federalberghi, che ha criticato in più occasioni la disparità di trattamento riservata agli spostamenti in Italia, di fatto non consentiti per turismo, rispetto agli spostamenti all’estero, consentiti anche per turismo con obbligo di tampone prima e dopo la vacanza e senza quarantena. Certo è che l’ordinanza ha il merito di scontentare tutti, perché, oltre a non migliorare la condizione degli albergatori italiani, colpisce con l’obbligo di quarantena anche i consumatori, dopo che hanno acquistato il viaggio o che addirittura sono partiti.

    Le parole di Fulvio Avataneo, Presidente AIAV

    Fulvio Avataneo, Presidente AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio – dichiara: “Ritengo assolutamente condivisibile il disagio e il senso di smarrimento vissuti in queste ore da tutti i lavoratori del settore turistico italiano, che si sono sentiti vittime di iniquità e ingiustizie. Le decisioni instabili e provvisorie del Governo stanno confondendo e disorientando i consumatori finali, aggravando ulteriormente la precarietà in un settore già pesantemente colpito dalla crisi pandemica. Auspico per il futuro un deciso scatto in avanti da parte del Ministero del Turismo, in modo da coordinare tutte le attività in favore delle imprese del nostro settore. E’ giusto e doveroso il rispetto delle norme in materia di Covid-19, però è un preciso dovere delle Istituzioni sostenere e supportare tutte le forme di turismo e le migliaia di operatori che lottano ogni giorno per consentire ai viaggiatori di muoversi in sicurezza”.

  • Tutto quello che cerchi per allenarti a casa oggi è su mannisport.it

    In questo momento particolare che viviamo, costretti a passare gran parte del nostro tempo chiusi in casa è importante trovare la forza e lo stimolo per continuare a fare attività fisica. Molto positiva è quindi la notizia della nascita di mannisport.it, uno spazio digitale creato per diventare un punto di riferimento per l’home fitness dell’universo femminile. mannisport non è solo uno store dove poter acquistare i migliori prodotti per allenarsi a casa ma anche un luogo dove gli appassionati di sport possono trovare consigli, workout e condividere esperienze per vivere meglio.

    Su mannisport trovi, infatti, tutto quello di cui hai bisogno per allenarti a casa compresa una vasta gamma di attrezzi per home training. Dallo Yoga al Cross training mannisport ha selezionato per te il migliore abbigliamento per allenarti e ti offre uno spazio digitale in cui puoi trovare i consigli dei maggiori esperti del fitness mondiale e i migliori workout che puoi ripetere a casa quando hai del tempo da dedicare a te.

    Abbiamo navigato con interesse sul sito mannisport.it e abbiamo trovato interessanti proposte che vorremmo segnalarvi. In particolare, con meno di 30 euro è possibile acquistare un tappetino fitness. Dotato di una superficie antiscivolo che permette di allenarsi con il massimo comfort e in totale sicurezza, il materassino è realizzato in gomma di ottima qualità ed è perfetto per tutti gli esercizi a terra.  Protegge da un lato la schiena e ginocchia da fastidiosissimi dolori che potrebbero emergere durante l’esercizio e dall’altro non da mai la sensazione di sprofondare.

    Altro attrezzo molto utile è il Pilates ring ideale per allenare il petto, le braccia, l’addome e le gambe. Manici stabili e di forma anatomica garantiscono la corretta posizione, in modo da utilizzare il cerchio anche tra le gambe. Il Pilates ring costa solo 19 euro ed è disponibile in diverse colorazioni. Il Pilates Ring di mannisport è perfetto per diversi esercizi di Pilates, Yoga e Ginnastica generale così come per esercizi mirati in palestra.

    Ultimo ma non meno utile prodotto per allenarsi a casa è infine il kit di elastici fitness che mannisport ha realizzato per voi. Il kit è composto da 5 elastici per gli allenamenti di tutti i distretti muscolari. Il colore dell’elastico indica la diversa resistenza che l’elastico oppone. I gialli ed i verdi sono per un livello base mentre quelli blu, rossi e nero indicano livelli di difficoltà maggiore. Vengono consegnati in un pratico porta elastici nero per essere trasportati con facilità. Ogni elastico è realizzato in lattice ed è adatto per le persone di ogni età.

    Non resta quindi che visitare il sito www.mannisport.it e trovare il prodotto ideale per allenarsi a casa. Non ci sono più scuse!

  • Nuova intesa tra Regione Lombardia e Unibg su robotica e benessere dei lavoratori nell’industria 4.0

     Robotica e benessere dei lavoratori nell’Industria 4.0 sono protagonisti dell’intesa tra Palazzo Lombardia e l’Università degli studi di Bergamo, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Fabrizio Sala nell’ambito degli “Accordi di collaborazione per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico”, sottoscritti da Palazzo Lombardia con 8 università pubbliche lombarde.

    Il progetto prevede due realizzazioni: quella di linee manifatturiere in scala ridotta, con unità automatiche di ultima generazione e robot in parte anche collaborativi; e quella di un ambiente sensorizzato, dove testare e sviluppare nuove tecnologie e nuovi servizi.

    “Ringrazio, a nome di tutta la nostra Università, – dichiara il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – Regione Lombardia che, non solo, da subito ha sostenuto, nei difficili mesi scorsi, il sistema delle università della nostra Regione nel suo complesso, ma attraverso questo nuovo e importante contributo ha anche deciso di attivare una specifica collaborazione per la realizzazione di una nuova iniziativa di ricerca “Smart living in manufacturing”, per rilanciare il sistema economico sociale sul territorio lombardo così provato dall’emergenza sanitaria. Degno di nota anche il contributo, sempre di Regione Lombardia, per il nostro progetto di ulteriore adeguamento e innovazione delle infrastrutture tecnologiche per la didattica di euro 1.799.000”.

  • Gruppo Danieli: la nuova acciaieria ABS darà lavoro a 160 persone

    Il Gruppo Danieli investe 190 milioni in una nuova acciaieria in provincia di Udine e darà lavoro a 160 persone: il progetto della controllata Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS), attiva su scala internazionale nel settore della produzione di acciai speciali lunghi.

    Gruppo Danieli

    Gruppo Danieli: i risultati al 30 giugno 2020 e l’impatto della pandemia sui conti

    Nonostante lo scenario particolarmente difficile, il bilancio annuale, al 30 giugno scorso, di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. si è chiuso con un utile netto di 62,9 milioni di euro e ricavi per un totale di 2,8 miliardi di euro: il portafoglio ordini per il Gruppo Danieli, tra i primi tre costruttori di acciaierie al mondo, ammonta a 2,936 miliardi e il patrimonio netto si attesta in crescita, a 1,936 miliardi di euro. Il Consiglio d’Amministrazione, riunitosi per l’approvazione lo scorso 24 settembre sotto la presidenza di Gianpietro Benedetti, ha rilevato come negli ultimi dieci anni l’87% degli utili sia stato reinvestito in azienda. Numeri che indicano come il Gruppo Danieli sia riuscito a contenere gli effetti della pandemia nel settore senza interrompere le attività negli Stati Uniti, in Russia e Cina nonostante l’impossibilità di spostarsi a causa dei lockdown. I risultati conseguiti in questo settore hanno in larga misura compensato il calo di ricavi e margini registrato sul fronte della produzione di acciai speciali, in particolare dalla ABS, su cui ha influito il lockdown del periodo febbraio-giugno.

    Gruppo Danieli: il profilo di Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. e il nuovo impianto che darà lavoro a 160 persone

    Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS) è la divisione steel-making del Gruppo Danieli. Nonostante le difficoltà riscontrate nel primo semestre dell’anno a causa della pandemia, si riconferma tra i leader europei nel settore dei prodotti lunghi di alta qualità. Non a caso continua ad investire in nuovi impianti in Italia: ne entrerà in produzione entro ottobre-novembre uno nuovo, realizzato con investimenti per 190 milioni di euro. È il primo di un programma definito con l’obiettivo di aumentare il fatturato del 50% e confermarne il primato di unica acciaieria per la produzione di acciai di qualità. In ABS, nata nel 1988 dalla fusione tra due acciaierie di lunga esperienza ed alta qualificazione, la secolare esperienza nel settore si coniuga allo spirito di innovazione caratteristico del Gruppo Danieli a cui appartiene, garantendo la massima qualità e la leadership necessaria a soddisfare le richieste dei mercati più esigenti.

  • Transizione energetica, per molti produttori di petrolio c’è il rischio instabilità

    Da anni ormai si parla di transizione energetica. Questo processo è il fulcro di un più esteso passaggio verso una economia più sostenibile. Il progressivo abbandono delle fonti energetiche non rinnovabili, ha da tempo messo in allarme i produttori di petrolio. Non si chiedono più se un giorno accadrà, bensì quando.

    Il petrolio e la transizione energetica

    transizione energeticaSe in generale la transizione energetica è vista come una vera e propria benedizione ambientale, dal punto di vista economico ci potrebbero essere grossi effetti collaterali, specie in alcuni Paesi del mondo. Alcuni recenti Outlook hanno evidenziato infatti che, parallelamente alla crescita delle rinnovabili, si propagherà un’onda di instabilità per i paesi produttori di combustibili fossili che non saranno riusciti a diversificare le proprie economie. Se è vero che il picco produttivo del petrolio sarà toccato nel 2030, da quell’anno in po molti nodi verranno al pettine. Del resto gli indicatori di volume già evidenziano un calo della richiesta di output.

    Paesi Africani a rischio

    Nel panorama generale ci sono quindi casi e casi. I più scottanti riguardano alcuni paesi africani, fortemente se non esclusivamente dipendenti dal petrolio. Alcuni di essi peraltro hanno costi di produzione elevati, il che aggrava la situazione. Ad esempio Algeria, Chad, Iraq e Nigeria.
    Non a caso sono quelli che hanno più sofferto la caduta dei prezzi del petrolio del 2014 e del 2020.
    Per queste economie, la transizione energetica potrebbe essere un dramma. Infatti verrebbero privati degli afflussi di denaro che servono poi a finanziare le importazioni necessarie ad andare avanti.

    Le ricette anti-crisi

    Di fronte a questa situazione, questi Paesi potrebbero attingere alle riserve valutarie, come hanno fatto i sauditi dal 2014. Oppure svalutare, come hanno fatto Nigeria e Iran nel 2020.
    Ma non sono soluzioni che possono durare a lungo, anche perché per molti paesi le previsioni sul cambio non sono ottimali. Ad esempio le previsioni Rand sudafricano dollaro, oppure la Naira nigeriana col dollaro.
    La vera ricetta per evitare disastri sarebbe la diversificazione e la modernizzazione. Ma in molti casi parliamo di Paesi che non hanno sufficienti risorse per intraprenderla. Sia a livello economico che come governance. Ecco perché il rischio di instabilità geopolitica è destinato a crescere.

  • Ottimi risultati per quattro atlete UniBg ai campionati italiani di sci

    A Passo Cereda si sono disputati i Campionati italiani di sci Giovani e Assoluti, e le atlete dell’Università degli Studi di Bergamo – iscritte al programma “Dual Career”, pensato appositamente per gli studenti-atleti – non hanno mancato di dare soddisfazioni all’Ateneo orobico. Nelle classifiche delle varie competizioni spiccano infatti i nomi di Valentina Maj, Martina Bellini, Ilaria Ghisalberti e Camilla Mazzoleni.

    Nello specifico, nella “10 km in tecnica classica” di apertura dei Campionati, Valentina Maj e Martina Bellini hanno conquistato un argento e un bronzo assoluti, che diventano oro e argento nella classifica tricolore Under 23. Inoltre Martina ha conquistato la sesta piazza in classifica generale nella “30 Km”, che le regala anche la vittoria della classifica Under 23.

    Per lo sci alpino medaglia d’oro in combinata per Ilaria Ghisalberti ai Campionati italiani Giovani, che si è aggiudicata un altro oro nella disciplina dello slalom gigante. Al settimo posto invece si è classificata Camilla Mazzoleni.

    Le atlete sono tutte studentesse presso l’Università degli studi di Bergamo, iscritte al programma “Dual Career”, un percorso pensato appositamente per gli atleti tesserati per le federazioni sportive nazionali di discipline olimpiche o paralimpiche, successivamente alla valutazione del curriculum sportivo presentato.

  • Ho sempre avuto un debole per le ghirlande floreali essiccate


    In senso orario da in alto a sinistra: Desert Tiara di Untamed Petals, Chantilly Tiara di Tania Maras, Agustina de Aragon di Mimoki via Laure de Sagazan, Dried Floral Tiara ispirata a Hello May Magazine via Festival Brides, Temperance Crown di Lizeron via Laure de Sagazan.

    Solo perché desidero tutta l’atmosfera della “bella sposa” non significa che non voglio ricordare a tutti che sono assolutamente una principessa. (Può esserci una regina del fico!) Tania Maras ha l’intero look “regale” dominato dalla sua tiara di panna montata Gillne.it, mentre Lizeron è totalmente all’avanguardia con la sua corona di porcellana della Temperanza.


    Ho sempre avuto un debole per le ghirlande floreali essiccate (ricordi in My Big Fat Greek Wedding quando Yaya tira fuori il suo copricapo da sposa?! Adoro questa scena!) E recentemente mi sono chiesto se dovrei arrendermi grande acquisto e fai da te un diadema cimelio essiccato da solo? Chi è con me?!

    Durante lo shopping a Seattle, mi sono innamorata di questa tiara del deserto art déco di Untamed Petals – la giusta quantità di vintage con moderne tonalità di rame.

  • TRINITY COLLEGE LONDON registra il successo degli esami digitali mentre continua il progetto pilota con il Comitato nazionale musica del Miur

     

    L’ente certificatore e charity educativa registra il successo degli esami digitali mentre continua il progetto pilota con il Comitato nazionale musica del Ministero dell’Istruzione

    A novembre 2020 Trinity College London ha avviato i nuovi esami digitali di musica “Digital Grades and Diplomas”, accessibili a insegnanti e studenti di tutto il mondo, che permettono di proseguire il proprio percorso di studi musicali in qualsiasi periodo dell’anno.

    Con una modalità altamente innovativa, questi esami prevedono, da parte dell’artista, la registrazione della propria performance musicale in un video utilizzando qualsiasi tipo di dispositivo audio-video, con la possibilità di coinvolgere amici e parenti come pubblico per simulare una vera e propria esibizione dal vivo. La performance viene poi valutata da un esaminatore Trinity. I “Digital Grades and Diplomas” sono stati pensati come possibile alternativa ai tradizionali esami in presenza, ma non sono legati alle restrizioni dovute alla pandemia. Al contrario, continueranno ad essere prenotabili tramite le sedi d’esame registrate Trinity accanto agli esami in presenza, avranno la stessa validità e saranno disponibili per tutti gli strumenti degli esami Trinity di Classical & Jazz e Rock & Pop e per i Music Performance Diplomas (ATCL, LTCL).

    Prosegue anche il progetto pilota avviato durante l’anno scolastico 2019/2020 con il “Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti” (CNAPM) – Ministero dell’Istruzione, presieduto dal professor Luigi Berlinguer e coordinato dalla prof. Annalisa Spadolini. 

    Sono circa 60 le scuole coinvolte in tutta Italia in questo progetto di ricerca volto a misurare l’impatto delle certificazioni internazionali sull’apprendimento della musica su scuole di ogni ordine e grado. Realizzato per la prima volta nel nostro Paese, il progetto pilota prevede un monitoraggio dell’esperienza tramite uno studio di impatto portato avanti da Trinity in collaborazione con l’Università di Lancaster, nel Regno Unito. Il progetto pilota ha come obiettivo la condivisione di best practice, la valorizzazione dell’impegno dei docenti di musica italiani, la sensibilizzazione sul riconoscimento delle certificazioni internazionali mappate al quadro europeo delle qualifiche (EQF), la promozione di un curriculum verticale per l’apprendimento della musica per tutti gli studenti. 

     

    «Il progetto pilota che presentiamo con Trinity misurerà l’impatto della certificazione internazionale sulla preparazione e sulle performance dei nostri studenti, motivando le scuole italiane a mettersi in gioco, perché le osservazioni degli esperti sulla qualità di questi studi sono una definizione autorevole della qualità stessa e un naturale stimolo per le scuole italiane che si sentono, in tale modo, investite di un compito particolarmente rilevante.» Luigi Berlinguer

     

    Trinity è stato, inoltre, protagonista delle lezioni di “La scuola in tv” di Rai scuola. Fino ad ora sono state trasmesse quattro puntate dedicate alla musica con approccio CLIL, condotte da Fiona Mancuso e Stefano Trevisi. In particolare, le puntate hanno affrontato il tema della teoria musicale, dell’armonia, dell’improvvisazione, della storia delle tastiere e del pianoforte. 

     

    Trinity College London è un ente certificatore internazionale e una charity educativa patrocinata dalla famiglia reale inglese, che opera nell’ambito della musica, della lingua inglese e delle arti performative. Fondato nel 1877, è attivo in oltre 60 Paesi nel mondo.

     

    Contatti e social

     

    www: https://www.trinitycollege.it

    Facebook: https://www.facebook.com/TrinityCollegeLondonItaly

    Instagram: https://www.instagram.com/trinitycollegelondonitaly/

    Canale youtube: https://www.youtube.com/user/TrinityVideoChannel

  • Uno studio americano valuta gli effetti dello svapo sulle cellule viventi

    In America un nuovo studio promosso da un college di medicina veterinaria promuove la valutazione degli effetti dello svapo sulle cellule viventi. Negli ultimi anni si sta diffondendo tra i giovani l’impiego delle sigarette elettroniche. Questa circostanza ha creato una certa ansia. Tuttavia, lo studioso internazionale Farsalinos, ha chiarito che gli effetti delle e-cig non sono confrontabili con quelli delle sigarette classiche. Difatti, rapportando i benefici e di danni dell’uso delle e-cig è evidente che i primi superano di molto i secondi.

    Agli insegnanti sarà consegnato un kit gratuito contenente vapore di sigaretta elettronica, che gli studenti dovranno utilizzare su di un protozoo unicellulare, con il fine di valutarne la motilità, la vitalità e la forma in generale.

    Il kit in dotazione fornirà anche informazioni sugli effetti del fumo e sulle conseguenze dello svapo sulle cellule polmonari.

  • Renato Mazzoncini: cooperazione A2A e Snam, obiettivi e progetti

    L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: il Memorandum of Understanding siglato con Snam rappresenta “un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione”.

    A2A

    A2A insieme a Snam per lo sviluppo di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione

    Guidata da Renato Mazzoncini, A2A è fortemente impegnata sul fronte della decarbonizzazione e della transizione energetica. Guarda in questa direzione anche il Memorandum of Understanding siglato lo scorso 25 settembre con Snam: al centro una cooperazione tecnologica tra le due realtà, finalizzata allo studio di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione del settore energetico. L’accordo è stato siglato per conto di A2A da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale, e da Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, in occasione del festival della ricerca scientifica Trieste Next, alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. La cooperazione è focalizzata in primo luogo sullo studio, l’analisi e la valutazione di fattibilità di progetti legati alla conversione delle centrali termoelettriche del Gruppo a gas naturale, idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno. L’accordo prevede inoltre lo studio di soluzioni finalizzate al retrofit delle esistenti turbine a gas a ciclo combinato di A2A per idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno.

    Decarbonizzazione: la cooperazione A2A-Snam nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini

    “Siamo soddisfatti di questo accordo, un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione”, ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini parlando della cooperazione con Snam. “Per noi è un’occasione interessante per valorizzare la natura multiutility di A2A sia nella produzione di energia che nella distribuzione“, ha spiegato l’AD evidenziando come la collaborazione con Snam possa rappresentare “un’importante opportunità per valorizzare una filiera italiana di infrastrutture chiave per raggiungere l’obiettivo europeo di emissioni zero al 2050”. Non a caso l’accordo prevede anche la definizione di iniziative per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno da fonti rinnovabili e per modificare le infrastrutture di distribuzione gas di A2A con l’obiettivo di renderle “hydrogen ready”.

  • A che punto è il Category management in Italia? Risponde GS1 Italy con Aspiag, Barilla e Peroni

    Partendo da un nuovo report internazionale di ECR, GS1 Italy ha organizzato un evento per indagare il ruolo del Category management nel largo consumo in Italia e far raccontare direttamente ai produttori e ai retailer come sta cambiando il loro approccio e con quali risultati.

    Da oltre 20 anni il Category management è il linguaggio comune e il processo collaborativo con cui Industria e Distribuzione dialogano per far crescere le categorie e soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. Un approccio in continua evoluzione per seguire i cambiamenti del mercato, dei consumatori, della tecnologia e della disponibilità dei dati. Ma a che punto si trova oggi in Italia? E quale sarà il ruolo del Category management nel prossimo futuro?

    Per rispondere a queste domande, analizzando il passato, riflettendo sul presente e progettando il futuro di questo approccio metodologico, GS1 Italy ha organizzato l’incontro “Category management ieri, oggi e domani”, che si è tenuto oggi in forma virtuale, e che, grazie alle testimonianze dirette di Aspiag, Barilla e Peroni, al coordinamento di Andrea Farinet – chairman del Socialing Institute – e alla presentazione delle più attuali best practice internazionali, ha tracciato l’evoluzione del Category management nel largo consumo.

    «Partendo dai risultati del report internazionale “Category Management Yesterday, Today & Tomorrow”, abbiamo voluto costruire un piano di attività finalizzate a divulgarne i contenuti, raccontando – e facendo raccontare direttamente alle aziende – come sta cambiando l’approccio al Category management» ha affermato Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy. «Da sempre la missione della nostra organizzazione è quella di contribuire all’efficienza del sistema nella gestione e nel trasferimento dei dati. Abbiamo il compito di abilitare un nuovo modo di dialogare con il consumatore, grazie alla capacità degli standard GS1 e delle soluzioni GS1 Italy di rendere disponibili tutte le informazioni che servono per instaurare un rapporto continuativo e di fiducia con il consumatore online e nel mondo fisico».

    Se il report realizzato da ECR Community riconosce il ruolo chiave del Category management nell’evoluzione della Distribuzione e del marketing dei beni di consumo, quale sarà il suo ruolo quando, terminata la pandemia, si entrerà nella “nuova normalità”?

    Come hanno ricordato Brian Harris e Luc Demeulenaere, i due esperti internazionali intervenuti nell’incontro, negli ultimi 10 anni il focus si è spostato da prezzo, assortimento e layout dello scaffale, a un più complesso sviluppo di promozioni, store format, strategie omnicanale, fino all’emergere di nuovi driver che ruotano intorno a valori importanti come salute, sicurezza, ecologia, globalizzazione, convenienza: valori su cui hanno influito fortemente tanto l’ondata pandemica quanto i suoi impatti sull’economia, rendendo ancora più rilevante per il futuro il ricorso ad una precisa segmentazione e alle nuove tecnologie di intelligenza artificiale per capire e rispondere alle esigenze dei consumatori.

    «Oggi il Category management si sta confermando l’approccio di riferimento per il marketing collaborativo nella filiera del largo consumo a livello mondiale» ha detto Antonella Altavilla, owner di ADF consulting. «Il futuro lo proietta in spazi di applicazione sempre più ampi, delineando nuove opportunità di collaborazione a valore aggiunto per l’Industria e la Distribuzione. A caratterizzarle saranno una “tailorizzazione” più marcata e la sostenibilità dell’offerta omnicanale di prodotti e servizi mirata a specifici target di clienti».

    A raccontare come sta evolvendo l’approccio al Category management delle aziende di Produzione e Distribuzione sono state le testimonianze di Aspiag, Barilla e Peroni, che hanno condiviso le loro esperienze e i risultati raggiunti.

    Aspiag: diventare un retail sempre più sostenibile e “shopper centric”

    Roberto Sinigaglia, organizzazione acquisti e business process manager di Aspiag, ha illustrato, nel suo intervento, l’impatto del Category management sull’organizzazione e sui processi interni all’azienda e il suo ruolo nella collaborazione proattiva con i fornitori.

    I pilastri su cui si devono fondare i progetti di Category management, al di là di quello che è o sarà il modello seguito sono: strategia, capacità analitiche, capacità organizzative, information technology, misurazione delle performance. In ognuna di queste troviamo le ragioni che hanno frenato l’approccio e le cause principali del fallimento del Category management.

    Alla luce di queste evidenze, come sarà il Category management per Aspiag del futuro? «Continuerà a essere “shopper centric” – lo shopper deve essere al centro del progetto – per creare valore alla categoria, aumentando la shopper exhibition. Il passaggio da product oriented a shopper oriented è un passaggio fondamentale che il retailer deve compiere in collaborazione con il fornitore “category captain” della categoria. La conoscenza dello shopper – come si comporta dinanzi allo scaffale – quali sono i suoi criteri di scelta e la costruzione dell’albero decisionale sono i concetti che per noi di Aspiag sono un driver fondamentale di sviluppo» ha sottolineato Sinigaglia.

    Barilla: rendere lo scaffale della pasta più leggibile e ispirazionale

    L’approccio dei consumatori occidentali al mondo del food è in continua evoluzione e, negli ultimi anni, è stato guidato da nuove esigenze in fatto di salute e benessere e di premiumizzazione dei prodotti. Sono trend che coinvolgono anche la categoria “pasta meal” (all’interno del quale le categorie Pasta e Sughi svolgono un ruolo predominante), ma che ancora non sono del tutto soddisfatti dall’offerta a scaffale. «Per questo abbiamo deciso di avviare un progetto con un importante cliente internazionale, con cui lavoriamo da diversi anni, nei mercati di Italia, Francia ed Emirati Arabi Uniti» ha spiegato Paolo Zazzi, global director customer and shopper marketing di Barilla «con l’obiettivo di supportarlo con soluzioni basate sui nuovi trend di consumo e su comportamenti e percorsi d’acquisto».

    Partendo dagli studi da cui emerge che la penetrazione è il principale driver di vendita e che ispirare le persone è fondamentale per l’acquisto, Barilla ha ideato un approccio di Category management che ha completamente ripensato la categoria “pasta meal” e l’ha declinato sulle specificità di ognuno dei tre paesi coinvolti. I risultati? In Italia e in Francia, la più chiara segmentazione dell’offerta ha migliorato sia la produttività sia la leggibilità degli scaffali, mentre negli Emirati Arabi Uniti è stata creata una nuova ambientazione degli scaffali, più interattiva ed emozionale, con cui il brand ispira i consumatori attraverso il fascino gastronomico dei piatti.

    «Il consiglio per chi sta valutando di investire nel Category management è di partire da uno studio approfondito dei comportamenti degli acquirenti e sviluppare costantemente iniziative per i consumatori, che sono sempre alla ricerca di novità e di ispirazione. Inoltre, l’approccio omnicanale può permettere alla categoria di esprimere ancora un importante potenziale» ha affermato Marco Greggio, key account category developer di Barilla.

    «È importante anche adottare soluzioni facilmente scalabili ed estendibili a tutta la rete di punti vendita, ed essere flessibili, rivolgendosi a tutti i diversi target di acquirenti, adattando la strategia di categoria ai continui cambiamenti del mercato e dei comportamenti di consumo, aggiornando costantemente le ricerche e lavorando su soluzioni specifiche d’insegna» conclude Giuliana Tavani, customer team director di Barilla.

    Peroni: soddisfare le nuove logiche dello shopper di birra

    Forte di una comprovata esperienza nel Category management, Peroni ha sviluppato un nuovo progetto dedicato alla categoria “birra” nel canale supermercati e ipermercati italiani. Partendo dall’analisi delle ragioni del calo delle vendite, l’azienda ha deciso di focalizzarsi sui nuovi trend di consumo salutistici e sull’ottimizzazione dell’assortimento e della visibilità a scaffale, con il duplice obiettivo di invertire il trend delle vendite e di aumentare il closure rate degli acquirenti. Il nuovo approccio alla categoria in-store è stato sviluppato in sinergia con i clienti, concentrandosi sugli alberi decisionali dei consumatori e aumentando la leggibilità dello scaffale per favorire la crescita sia degli acquisti programmati che degli acquisti d’impulso non promozionali.

    «Abbiamo sfruttato i risultati di uno studio sull’evoluzione del comportamento degli shopper fornendo un’alternativa all’approccio del leader, in cui il marchio è il fattore principale» racconta Barbara Ottonelli, customer trade marketing manager di Peroni. «In particolare, stiamo lavorando con un player locale, che sta puntando all’innovazione nel format dei superstore per aumentare gli acquisti d’impulso, e con una catena nazionale, che ha lanciato due nuovi format, di cui uno è rivolto ai clienti interessati ai prodotti premium e l’altro a quelli più sensibili alle promozioni».

    Birra Peroni ha proposto un’esposizione a scaffale che riflette i criteri di scelta del consumatore (marca, tipo di birra, occasione di consumo), migliorando la visibilità dei diversi segmenti della categoria e del portfolio aziendale e la leggibilità, facilitando la selezione e il processo di acquisto dei clienti. Il risultato? Il Category management ha contribuito a migliorare il trend delle vendite complessive a valore e di quelle non in promozione e a riportare in positivo il segmento delle birre analcoliche. Ma ha anche fatto diminuire l’out-of-stock e crescere il closure rate degli acquirenti target.

    «Per chi guarda al Category management, il consiglio è continuare a investire sull’analisi degli acquirenti e aggiornarla costantemente per cogliere le evoluzioni nel loro comportamento e sfruttare strumenti più interattivi per raggiungere i target di acquirenti chiave» ha concluso Veronica Maggioni, national account manager di Peroni.

    Le conclusioni dell’incontro sono state affidate alle parole di Brian Harris, ideatore del Category management e oggi senior advisor, che ha inviato un messaggio importante ai manager del largo consumo: «Per capire e dare risposte ai bisogni dei consumatori occorrono collaborazione, segmentazione e corretto utilizzo delle nuove tecnologie. È importante che Industria e Distribuzione migliorino la loro capacità di sviluppare e di condividere nuove visioni di categoria in un’ottica strategica. Anche la capacità di segmentare e coinvolgere specifici target di consumatori sarà fondamentale: è necessaria una visione integrata e olistica delle persone, dei loro comportamenti, dei loro bisogni e dei loro valori. Infine, le nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale saranno imprescindibili per accedere ad una vasta quantità di dati e sviluppare una profonda conoscenza dei consumatori».

    GS1 Italy è al fianco delle imprese anche nella costruzione delle competenze che servono a realizzare tutto questo. L’evento è stata anche l’occasione per annunciare che prenderanno il via i corsi dell’Academy di GS1 Italy in aprile con un percorso specifico dedicato al Category management, composto da una serie di webinar che abbineranno la presentazione dell’approccio teorico, supportato da casi di successo, a esercitazioni pratiche e interattive in cui testare l’impatto dell’utilizzo dei modelli. I corsi potranno essere fruiti singolarmente in modalità multiclient a titolo gratuito per le aziende aderenti a GS1 Italy oppure personalizzati in specifici percorsi aziendali, in funzione delle specifiche esigenze.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

     

  • Le nuove annate di 700 brut, Jalé e Angimbé FICUZZA, VINI REGALI La tenuta all’interno della Riserva Naturale, a 700 metri slm, a Piana degli Albanesi

    Marzo 2021«A Ficuzza – racconta Diego Cusumanol’aria è fresca e il microclima unico crea vini altrettanto unici. Le note fruttate raccontano le infinite varietà floreali rare che dipingono una vera e propria opera d’arte». Siamo all’interno della Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza: Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, nomi da favola che rimandano a un ecosistema unico e indubbiamente fiabesco. Sono 450, appartenenti a 90 famiglie, le specie vegetali catalogate sin dai tempi dei Borbone: numerose varietà di orchidee endemiche, le rupestri della Busambra come il fiordaliso, il cipollaccio, l’erba-croce e lo sparviere, le erbacee peonie, giaggiolo e viola e ancora la rosa di San Giovanni e l’erica arborea. Le schede botaniche, trasferite su catalogo digitale, sono consultabili nella Real Casina di Caccia, maestosa reggia che dal 2013 ospita il “Museo multimediale del bosco di Ficuzza”.

    «È la prima tenuta del nuovo corso – prosegue Diego Cusumano. Da qui è iniziato tutto. Si estende armonicamente all’interno del bosco di Ficuzza, a Piana degli Albanesi, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare. Questo fa sì che ci sia una buona escursione termica: di giorno fa caldo per via dell’esposizione al sole dei vigneti, la sera la temperatura cala, complice il vento di collina. Abbiamo scelto di tenere su parte della proprietà i boschi e la macchia mediterranea tipica della zona. Così i vigneti ricordano un mosaico. Anche questo contribuisce alla qualità del vino. Abbiamo adottato una potatura a Guyot. Non è comune in Sicilia, ma una tenuta così particolare, per altitudine, per i boschi che la circondano, per il paesaggio che la caratterizza non poteva avere una potatura comune. Anche i filari sono disposti in modo diverso: a giropoggio, un tipo di allevamento più facile da trovare in Piemonte. Questo ci facilita nella raccolta, permettendo una maturazione uniforme sulla parcella».

    Jalé nasce da uve Chardonnay in purezza, mentre da un blend di Insolia e Chardonnay che vengono da queste parcelle nasce l’Angimbé. È stato impiantato anche il Pinot Nero, un vitigno noto per essere difficile, ma anche elegante. È il vitigno utilizzato per produrre un rosato, il Ramusa, e uno spumante metodo classico che si chiama 700, proprio come l’altitudine di questi vigneti. Qui nasce anche il vino di Re Ferdinando IV: il Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme.


    LE NUOVE ANNATE

    700 Metodo Classico Brut 2017

    Un metodo classico di montagna, da vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare. L’eleganza per celebrare Tenuta Ficuzza.

    Pinot Nero in prevalenza e Chardonnay. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700m slm, esposizione nord-est, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 50 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette.

    Vinificazione: pressatura di uve intere e utilizzo solo del primo mosto fiore per evitare tannini e conservare l’acidità, decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura. Dopo circa 6 mesi sulle fecce fini, filtrazione e tiraggio, rifermentazione in bottiglia a 13°C. Le bottiglie riposano in cantina per 36 mesi dopo i quali avviene la sboccatura.

     

    Angimbé Terre Siciliane I.G.T. 2020

    Affabile come l’estate siciliana, grazie all’Insolia, complesso come lo Chardonnay.

    Insolia 70%, Chardonnay 30%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700m slm, esposizione sud-est per l’Insolia, est per lo Chardonnay, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette nella prima decade di settembre.

    Vinificazione: macerazione a freddo delle bucce per 12 ore a 8°C, pressatura pneumatica, decantazione a freddo, fermentazione a 18°-20°C, permanenza in acciaio sulle fecce fini per 4 mesi e successivo affinamento in bottiglia.

     

    Jalé Sicilia D.O.C. 2019
    Vigneto del Ventaglio

    Proviene dallo storico vigneto di Chardonnay chiamato “del ventaglio” per la sua caratteristica forma. Uno Chardonnay che conquista per intensità, freschezza e pulizia.

    Chardonnay 100%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, esposizione sud, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro. Età media del vigneto pari a 25 anni, raccolta manuale in cassette nella prima decade di settembre.

    Vinificazione: macerazione a freddo e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in carati di rovere da 225 litri, permanenza per circa 8 mesi negli stessi e successivo affinamento in bottiglia.

     

    GLI ALTRI VINI DI TENUTA FICUZZA

    Ramusa Terre siciliane I.G.T.

    Grande freschezza e bevibilità in un rosato da uve Pinot Nero in purezza allevato a 700-800 metri sul livello del mare.

    Pinot Nero 100%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700 slm, esposizione nord-est, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette nella prima metà di settembre.

    Vinificazione: diraspatura, macerazione a freddo per 24 ore poi svinatura e fermentazione a temperatura controllata. Affinamento sulle fecce fini per 6 mesi.

     

    Salealto Terre siciliane I.G.T.

    Il nome richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo

    1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.

    Vinificazione: raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia.

     

     

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    A TOUCHING EXPERIENCE. Sentire uno specifico territorio ad ogni tocco. Il legame che unisce ogni vino alla propria terra d’origine è un legame profondo e indissolubile che definisce l’essenza del vino stesso. Partendo da questa consapevolezza, Cusumano ha voluto rendere visibili e palpabili sulle sue bottiglie le più intime sfumature delle terre Siciliane, mostrando come siano intrinsecamente connesse al vino cui danno origine. Una trama di linee libere posta in rilievo sulle etichette sintetizza i territori di ciascuna tenuta, lasciando al consumatore l’ebrezza di scoprirli uno ad uno al solo sfioro della bottiglia. Chi sceglie i vini Cusumano sarà così accompagnato ad ogni tocco in un viaggio sensoriale che coinvolgerà vista, olfatto, gusto e tatto, per un’esperienza unica dall’intensità straordinaria.

    VITICOLTURA SOSTENIBILE. Tutti i vini Cusumano si avvalgono della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.

     

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    CUSUMANO. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

    Materiali stampa disponibili al link Google Drive
    https://drive.google.com/open?id=1mZvHGefy_EXMBzLwdk568GRkOFd0uDMd

  • Attenzione alla ripresa della pratica sportiva

    La primavera e la voglia di rimettersi in forma in libertà spinge gli Italiani a correre. Da Corazza Srl, creatrice di Fly Walk, supporto plantare hi-tech, arriva il monito per il rischio di overuse e la prevenzione a traumi

     

    Già nei mesi scorsi Corazza, azienda di Molinella (BO) da 50 anni leader nella produzione di plantari ortopedici dedicati a tutte le problematiche che interessano la pianta del piede e ideatrice di Fly Walk: il supporto plantare ultrasottile pensato per chi pratica sport, aveva lanciato l’allarme.

    Sedentarietà, smart working e la perdita del consueto allenamento sono una fonte di traumi e malesseri per gli Italiani, sempre più desiderosi, complice l’arrivo della bella stagione, di tornare a praticare sport all’aria aperta, godendosi finalmente un po’ della tanto agognata libertà.

    L’anno trascorso, tra limitazioni imposte dal Covid-19, lavoro da casa e l’inattività portata dalla ridotta socialità hanno messo a dura prova la popolazione italiana che denuncia un crescente sviluppo di dolori muscolari e articolari. Se già nella normalità circa 7 persone su 10 possono soffrire di disturbi articolari, la mancanza di una vita attiva ha acuito questa condizione. Una ricerca realizzata da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione ha evidenziato come a soffrire di dolori posturali pre pandemia sarebbe addirittura il 73% degli Italiani. Mal di schiena (49%), dolori al collo (37%) e dolori alle articolazioni degli arti inferiori (29%) sono i sintomi più comuni e che tra quarantene e lockdown sono arrivati a far soffrire quasi un 1 italiano su 2 di queste problematiche, senza distinzioni di genere ed età.

    Le persone hanno voglia di tornare a muoversi dopo un anno di sacrifici e rinunce, ma bisogna stare attenti, riprendendo l’attività fisica con prudenza e con certi accorgimenti – allerta Violetta Corazza, titolare di Corazza perché in questi mesi abbiamo registrato una crescita della richiesta di prodotti ortopedici dedicati che ci giungono da tutta Italia e anche da altri Paesi”.

    Proprio la lunga esperienza nel settore e l’approfondita conoscenza in ambito biomeccanico hanno permesso all’azienda di realizzare già lo scorso anno un prodotto in grado di coniugare prevenzione e performance, aspetti imprescindibili per chi pratica sport sia a livello professionale che amatoriale. Fly Walk, infatti, è ideato per la corsa, la camminata e le discipline da salto, con l’obiettivo di supportare adeguatamente nel raggiungimento degli obiettivi, mantenendo però sempre un adeguato livello di sicurezza.

    Sulla base degli studi effettuati e dei risultati di test, è la stessa Violetta a suggerire attenzione: “Non si può pensare di ripartire come se non ci si fosse mai fermati. Il fisico non è più tonico, ma la gente si concentra sul cosiddetto minor fiato, spesso trascurando muscoli e articolazioni che possono dare parecchi problemi. Occorre prevenire possibili traumi causati da inattività prolungata, scarso allenamento e overuse alle strutture corporee che accrescono il pericolo di infortuni a lungo termine”. Proprio pensando a queste problematiche insorgenti e nel tentativo di scongiurarle, l’azienda Corazza aveva già presentato la scorsa primavera Fly Walk, con due importanti componenti che ne caratterizzano la struttura: la parte anteriore costituita da materiale dall’elevata risposta propulsiva e antivibrante che rende il riscontro molto reattivo e quella posteriore, ammortizzante, realizzata con materiale absorber, rispondendo così alle sollecitazioni delle diverse discipline.

    A distanza di un anno, questo prodotto hi-tech si rivela quanto mai attuale, con la sua capacità di sostenere la maggiore superficie di appoggio al piede nel rispetto della correttezza anatomica, ponendosi come un prodotto sia fisiologico che funzionale, garante di sicurezza, benessere e performance.

    Le persone spesso hanno iniziato a correre perché consentito dai vari Dpcm – conclude la titolare di Corazza – però chi si è lanciato in una disciplina sportiva apparentemente semplice, ma in realtà con fattori tecnici specifici in termini di sollecitazioni e corretta gestione del peso e della falcata, ne ha ottenuto non solo benefici, ma talvolta anche problematiche. Ora che la bella stagione in arrivo è un ulteriore incentivo a calzare le scarpe e mettersi a correre, è bene dotarsi della giusta attrezzatura e non sottovalutare i possibili rischi, senza distinzione di genere ed età”.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. L’azienda guidata da Violetta Corazza, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane ed estere. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • FORMAZIONE, MY LOVE: tirocini curriculari in azienda

    Tirocini in azienda: il talento incontra l'opportunità

    DUNA-Corradini prosegue, nel pieno rispetto delle norme di contenimento COVID-19, la stretta collaborazione con le Università del territorio per formare studenti attraverso tirocini curriculari e dare il suo contributo al mondo dell’istruzione e dell’imprenditoria locali.

    Le difficoltà dettate dal protrarsi dell’emergenza pandemica non fermano il programma di accoglienza di studenti universitari in tirocinio curriculare in collaborazione con le università di Bologna, Modena e Reggio Emilia che DUNA-Corradini ha avviato ormai da tempo.

    Le facoltà interessate sono principalmente quelle di ingegneria e chimica ma si pianifica di estendere questo genere di programma anche ad altre facoltà. Recentemente, sono stati inseriti quattro studenti nelle aree Quality Assurance, Operations & Innovation dove hanno seguito progetti relativi a qualità, ricerca e sviluppo, produzione e logistica tra quelli proposti dall’azienda a professori ed atenei.

    DUNA si impegna ad affiancare gli studenti durante tutto il percorso in azienda, mettendo a disposizione coaching da parte di personale senior, strumentazione di ultima generazione e risorse in genere per lo svolgimento corretto dell’intero tirocinio didattico-sperimentale.

    “Investiamo molte risorse ed energie in questo progetto poiché crediamo nei benefici che possano derivarne per l’intero territorio” commenta Gabriella Uguzzoni, responsabile HR di DUNA-Corradini. “È una preziosa opportunità di collaborazione tra giovani, sistema formativo e imprese finalizzata ad orientare i laureandi rispetto alla domanda di professionalità del tessuto imprenditoriale locale e creare così le basi per una collaborazione duratura a sostegno di innovazione, qualità e sostenibilità sulle quali il nostro territorio deve puntare.”

    Il tirocinio universitario è utile a tutte le parti coinvolte: gli studenti approfondiscono competenze coerenti con il loro percorso di studi ed hanno occasione di confrontarsi con il contesto industriale arricchendo i curricula vitae, mentre le università hanno modo di misurare quanto il corso di laurea sia in linea con le esigenze del mondo imprenditoriale.

    “Questi percorsi rappresentano “contaminazioni positive” che ci arricchiscono di conoscenze aggiornate e di entusiasmo in dote ai laureandi” commenta Simone Grandi a capo dell’Area Operations & Innovation del Gruppo. “Anche durante la pandemia, il supporto di DUNA ai nostri giovani che si affacciano sul mondo del lavoro non è mai venuto meno” prosegue soddisfatto.

    “Gli strumenti informatici rendono oggi possibile ciò che fino a poco tempo fa non lo era” aggiunge Marta Brozzi, Presidente e AD del gruppo. “Rimane tuttavia fondamentale lavorare a fianco di personale esperto per acquisire cultura d’impresa e cimentarsi nel gioco di squadra poiché “sporcarsi le mani” in un laboratorio alla ricerca di soluzioni non convenzionali è un’esperienza professionale e sociale insostituibile” aggiunge. “Non si può chiedere a Michael Jordan di fare canestro su Zoom e pensare che l’esperienza per pubblico e giocatori sia la medesima” conclude sorridendo.

    Se sei un giovane laureando o neolaureato alla ricerca di un progetto, un tirocinio o un’opportunità di inserimento contattaci a [email protected]

     

  • FS Italiane, ad aprile i primi Frecciarossa Covid free: l’annuncio di Gianfranco Battisti

    Continuano le iniziative di FS Italiane, Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, nel contrasto al Covid-19.

    Gianfranco Battisti

    Termini primo hub vaccinale ferroviario, Gianfranco Battisti: “Giornata importante

    Oggi è un giorno importante, perché presentiamo tre iniziative importanti assieme a due grandi istituzioni del Paese: la protezione civile e la Croce Rossa”: a dirlo è Gianfranco Battisti, AD e DG di Ferrovie dello Stato Italiane, durante l’inaugurazione dell’Hub vaccinale allestito presso la stazione Termini, in un’area in Piazza dei Cinquecento. L’evento, tenutosi lo scorso 8 marzo, è stato anche l’occasione per presentare il nuovo treno sanitario, creato per il trasporto di pazienti gravi tra le regioni italiane e oltreconfine. Le due iniziative, alle quali hanno collaborato anche Regione Lazio, Regione Lombardia, il Ministero della Salute e l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, combattono il Covid-19 su due fronti. Il primo è il contributo alla campagna vaccinale. Grazie all’Hub ferroviario, ha spiegato Gianfranco Battisti, sarà possibile “vaccinare 1.500 persone al giorno” sfruttando le 21 postazioni presenti. Il treno sanitario, “dotato di 8 carrozze che possono trasportare fino a 21 malati” in tutta Europa, aiuterà invece ad alleggerire il carico sugli ospedali. Inoltre, svolgerà anche funzioni di Posto Medico Avanzato.

    Gianfranco Battisti: Frecciarossa Covid free in fase di test

    La terza iniziativa del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti riguarda invece la realizzazione di treni Covid free. L’Amministratore Delegato ha infatti annunciato che già da aprile inizieranno a viaggiare i primi Frecciarossa con questa caratteristica. La fase sperimentale avverrà sulla tratta Milano – Roma. Nello specifico, chi prenoterà sui Frecciarossa Covid free dovrà obbligatoriamente sottoporsi al tampone antigenico. Il test rapido verrà effettuato un’ora prima della partenza grazie alla collaborazione della Croce Rossa. In caso di esito positivo, il cliente dovrà osservare un periodo di quarantena mentre l’Asl si occuperà del tracciamento. Il biglietto potrà essere riutilizzato tranquillamente in futuro. Gianfranco Battisti ha specificato che, una volta verificata l’efficacia dei treni Covid free, verranno coinvolte nell’iniziativa anche altre mete, in particolare quelle turistiche “come Firenze e Venezia”, per consentire un rilancio in tutta sicurezza.

  • L’esperienza di Bioagrotech per la qualità e la difesa di orticole, fruttiferi e vite

    Nella combinazione di zinco, alghe, e zeolite cubana l’azienda sanmarinese individua un unico trattamento efficace nella fase di risveglio delle foglie

     

    Un unico trattamento in grado di conferire vigoria e protezione alle piante nella fase del risveglio vegetativo, momento decisivo per il buon esito di ogni ciclo di produzione. La proposta pensata per diverse tipologie di colture proviene da Bioagrotech, da anni impegnata nella lavorazione e commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Dopo studi e prove in campo i professionisti dell’azienda sanmarinese hanno individuato in Agrofito Cu/Zn Bio + Agrofito Alghe Bio + Zeolite Cubana una combinazione vincente e valida per il trattamento di fruttiferi, viti e orticole. Applicazioni fogliari a 6 +1 + 6 kg/ha, a cadenze variabili a seconda dell’andamento climatico e dello sviluppo della vegetazione, ottengono risultati curativi su carenze di rame e zinco e donano un aspetto lussureggiante alle colture.

    Durante la fase del risveglio lo Zinco ricopre un ruolo di grande importanza. Entrando come elemento fondamentale per la produzione di auxine provoca uno slancio nella crescita dei giovani germogli e da forza alle prime foglioline dei rametti. Ruolo simile giocano le Alghe Bioagrotech che hanno un effetto biostimolante grazie alla presenza di aminoacidi di origine vegetale, di carbonio, di betaine, di vitamine del gruppo B e di citochinine naturali. La Zeolite Cubana, in questa fase invece, ha un’azione determinante su molte patologie che possono presentarsi da questo momento in poi. Funghi e insetti svernano tra gli interstizi dei rami, dei tronchi e delle foglie per poi attaccare in maniera violenta quando si presentano le condizioni ottimali. L’azione della Zeolite Cubana è un’azione preventiva e risulta efficace in quanto agisce in un momento di debolezza dei patogeni che al loro risveglio trovano un ambiente ostile alla loro propagazione.

    Il trattamento messo a punto dalla Bioagrotech srl si rivela efficace anche nel periodo di caduta foglie dove ricopre una funzione disinfettante e di protezione in vista dell’inverno e della fase di dormienza.

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.