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  • Cantautori in concerto con i Zena Singers a Parco Villa Figoli di Arenzano 

    Lunedì 2 agosto alle ore 21:00, la compagnia musicale e teatrale Zena Singers sarà in scena presso Parco Villa Figoli (Via Olivete 42, Arenzano), con lo spettacolo Cantautori in concerto,  Canzoni e Teatro sulle musiche di: Bindi, Dalla, De Andrè, Fossati, Lauzi, Paoli, Tenco con la partecipazione dei ballerini di tango argentino.

    Una serata da non perdere in cui non potrete fare a meno di ricantare le canzoni che hanno segnato momenti particolari della vostra vita e, per i più giovani, un momento per conoscere ed apprezzare le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.

    Zêna Singers è; una storica Band di Teatro/canzone tra le più rappresentative del cantautorato composta da 5 musicisti e  4 attori.

    La struttura dello spettacolo è caratterizzata da un’alternanza di canzoni precedute dalla recitazione di parti inedite.

    Elio Giuliani Voce e pianoforte

    Luciano Barbarotta: tastiera e tromba

    Luciano Minetti: Batteria

    Luigi Picardi: Chitarra Elettrica

    Stefano Olivieri: Basso

    Attori: Flavia Pareto, Cristina Golisano, Andrea Tobia, Tanny Tacchi

    Ingresso 10 euro

    prevendita: I.AT. Lungomare J.F. Kennedy Arenzano il giorno 31/7 dalle 16 alle 18.00

    la biglietteria sarà aperta anche presso Villa Figoli la sera del concerto.

    Info e prenotazioni 333.6390910

  • Nuove prospettive di crescita per l’agricoltura mondiale

    Un webinar dalla partecipazione internazionale ha presentato Oxir e la sua portata innovativa. Un progetto che pone le basi per un’agricoltura a salvaguardia dell’ambiente, degli operatori e del consumatore finale. Attraverso il potere igienizzante dell’ozono (O3) la tecnologia realizzata in sinergia tra Met e Gamberini può rappresentare un freno alle perdite di produzione di frutta e verdura che ogni anno si registrano a livello mondiale a causa di parassiti e di malattie

     

    L’ozonoterapia come risposta alle sfide di un’agricoltura sostenibile in grado di salvaguardare la salute delle colture, dell’ambiente, degli operatori e del consumatore finale. È stato questo il tema approfondito ieri durante il webinar di presentazione di Oxir, innovativa tecnologia che utilizza ozono (O3) disciolto in acqua sviluppata in sinergia da due aziende bolognesi, Met e Gamberini. La prima specializzata nella progettazione di generatori a ozono con applicazione in diversi settori industriali, la seconda leader nella realizzazione di macchine a servizio dell’agricoltura, come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo.

    L’evento online ha visto la partecipazione e l’intervento dei principali protagonisti del progetto che grazie all’indubbia portata rivoluzionaria è stato sostenuto dal programma di finanziamento europeo Horizon 2020.

    Ad aprire i lavori è stato Federico Ponti, Presidente di Met Srl, azienda bolognese player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy che prima di spiegare il progetto Oxir ha voluto tratteggiare la situazione globale in cui questa tecnologia va a inserirsi. “Il mercato mondiale di frutta e verdura è in crescita ed entro il 2027 dovrebbe raggiungere la quota di $ 55,863.5 milioni”. Un quadro positivo che però viene compromesso da perdite altrettanto importanti. “Ogni anno infatti – ha commentato il Ceo di Met – una parte della produzione, dal 25 al 40%, viene persa a causa di parassiti e malattie”. Ed è proprio in questo frangente che si gioca la partita di Oxir. “Tale tecnologia – ha concluso Ponti – ha un approccio estremamente naturale perché si prefigge di mettere in acqua ciò che è nell’aria. L’ozono è un ossidante, agisce come un raggio laser che ustiona il patogeno target senza danneggiare la pianta, protetta dalle sue cere naturali”. In questo modo si ottiene un effetto di sanificazione, che contribuisce al contrasto dei parassiti, del carico fungino, del carico microbico e alla riduzione della carica batterica.

    Luca Gamberini, Ceo di G.R. Gamberini, impresa bolognese specializzata nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo ha invece ripercorso i principali step che hanno portato al riconoscimento e al finanziamento del progetto, includendolo nel programma Horizon 2020. “Nel marzo 2019 abbiamo presentato il progetto alla commissione giudicante di Horizon 2020 e nell’autunno dello stesso anno abbiamo ottenuto i fondi previsti per coprire le spese per i prossimi 5 anni”. Un obiettivo raggiunto a coronamento di anni d’investimenti, ricerche e tentativi. Le due imprese, infatti, avevano già presentato Oxir a Bruxelles, ricevendo solo il Seal of Excellence, un marchio di qualità assegnato dalla Commissione europea a eccellenti proposte progettuali di Ricerca e Innovazione valutate positivamente ma non finanziate per l’esaurimento delle risorse disponibili.

    Come opera nello specifico Oxir e in quale modo può fornire supporto agli agricoltori di tutto il mondo è stato illustrato da Fabiano Senese, Technical manager di Met che si è soffermato sulle configurazioni del prodotto adattabili alle esigenze degli utenti. “In questi ultimi anni un team di agronomi e tecnici ha lavorato per costruire una macchina che potesse esplicitare tutta la potenzialità dell’ozono in agricoltura. Sono stati realizzate irroratrici per la distribuzione sempre più adeguate alle esigenze dell’ozono, cercando di colpire i patogeni da combattere con la maggior concentrazione di ozono possibile, nel rispetto dei costi aziendali per le applicazioni. L’ultima versione degli atomizzatori infatti può lavorare a 6 km/h eseguendo un’ottima bagnatura della coltura”. Al momento il team sta lavorando per migliorare ulteriormente la bagnatura degli organi vegetali importanti per la difesa della coltura, sui cui si localizza il patogeno e dove serve intervenire in quanto l’ozono agisce per contatto. Sono stati inoltre realizzati atomizzatori per la distribuzione dell’ozono su colture frutticole e vite e altre macchine per lavorare agevolmente in serra e in pieno campo su colture vegetali a terra.

    Infine, durante il webinar, è stato dedicato uno spazio dedicato alle prove agronomiche e ai risultati che Oxir ha ottenuto presso i siti sperimentali in Italia, Spagna e Stati Uniti, confermando le proprie potenzialità su diverse tipologie di colture. A intervenire è stato Renzo Bucchi, field testing del centro di saggio Agri 2000, insieme a Francesco Spinelli, ricercatore dell’Università di Bologna. Il primo ha rilevato come l’ozono manifesti un’interessante azione di contrasto allo sviluppo di alcuni importanti patogeni presenti sulle colture agrarie. “Abbiamo riscontrato un’importante attività su prodotti freschi quali fragole e lamponi e altre colture a foglia di 4 gamma, come la rucola e il basilico nel controllo dei marciumi che attaccano questi prodotti immediatamente in post raccolta. Nello specifico l’ozono ha garantito una shelf life più lunga conservando il frutto o le foglie trattate dagli agenti patogeni”.

    Il secondo, invece, si è soffermato sulle prove realizzate dall’Università di Bologna sull’actinidia. “Il trattamento con ozono è stato assolutamente efficace e ha dato un forte segnale positivo anche per la conclusione a cui si è potuti giungere. Risulta infatti molto interessante approfondire quanto l’ozono aiuti la pianta a rinforzare il suo sistema immunitario come una sorta di vaccino”.

    Al momento Oxir è ancora in fase di progettazione, ma i tempi sono maturi perché venga presto messo in commercio. «Dopo la fine della sperimentazione – concludono all’unisono Federico Ponti e Luca Gamberini – il nostro prossimo obiettivo sarà quello di vendere il prodotto, a partire dal mercato italiano. In questo periodo abbiamo ricevuto riscontri positivi e gli esiti ottenuti dalle prime applicazioni lasciano prospettare un rapido ingresso nel mercato internazionale, anche grazie alla azione sinergica sviluppata con il subcontractor USMAC. L’ingresso negli USA con macchinari già in uso, oltretutto da parte di un centro di ricerca in Oregon che può certificare i risultati in campo tramite Agri2000, è indubbiamente una prospettiva molto interessante».

    https://www.oxir.eu/it/

    Met Srl è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

    G.R. Gamberini nasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.

  • Nuovi cataloghi per CPF Industriale-Tecnocontrol-Geca e FAG: esce la Release 50 dei cataloghi con grafica rinnovata

    CPF Industriale, Tecnocontrol, GECA e FAG, leader nella produzione di apparecchi per il settore della rivelazione gas, dell’elettronica, dell’impiantistica, della prevenzione incendi e del filtraggio di gasolio e olio combustibile, lanciano la nuova e migliorata edizione dei cataloghi dei loro prodotti.

    Rispetto alle versioni precedenti, oltre a una nuova grafica moderna ed elegante, è stato reso ancora più facile il riconoscimento dei diversi cataloghi. Infatti, ad ognuna delle otto categorie di prodotti (valvole gas tecnici e medicali, termo idraulica, materiale elettrico, antincendio, valvole estintori, sicurezza gas, gas train equipment, ed infine oil filters) è stato assegnato un colore diverso che ne rende immediato il riconoscimento.

    Il primo ad essere disponibile è il CATALISTINO SICUREZZA GAS di GECA, che comprende centrali e rilevatori su BUS proprietario, centrali e rilevatori gas 4 ÷ 20 mA, rilevatori gas a campionamento, rilevatori portatili, rilevazione gas per centrali termiche, rilevazione gas domestica ed elettrovalvole.

    Nella pagina esplicativa di ogni prodotto, oltre ad una descrizione esaustiva delle sue caratteristiche, sono presenti anche dei codici QR che, una volta scannerizzati, rimandano direttamente al sito web e mostrano le istruzioni d’uso, la certificazione e un filmato (visualizzabile su Smartphone), che illustra l’effettivo utilizzo del prodotto. Tutto questo, unito alla apposita sezione del catalogo dedicata esclusivamente agli esempi applicativi, rende la consultazione estremamente semplice ed intuitiva.

    CPF Industriale, Tecnocontrol, GECA e FAG si presentano come un pool di aziende globalizzate, con una presenza estesa in ben 91 paesi nel mondo. Per questo motivo, i nuovi cataloghi sono disponibili contemporaneamente sia in lingua italiana sia in lingua inglese, al fine di renderne più agevole la consultazione da parte della clientela internazionale.

     

    CPF Industriale – Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS), Italy – Tel. 030.310461 – Fax 030.310465

    Tecnocontrol srl – Via Miglioli, 47, Segrate (MI), Italy – Tel. 02.26922890 – Fax 02. 2133734

    GECA S.r.l. – Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS) – Tel. 030 3730218 – Fax 030 3730228

    FAG Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS) – Tel. 030 3730218 – Fax 030 3730228

    https://cpftecnogeca.com/it/
    Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39, 20143 Milano – Tel. 02.36699126 www.studiobinaschi.it

  • Castrol lancia Path 360

    Castrol lancia PATH 360 e punta a rendere possibile un futuro più sostenibile:

    • La strategia stabilisce gli obiettivi per il 2030: ridurre i rifiuti, le emissioni di CO2 e migliorare la vita delle persone;
    • Castrol è impegnata a supportare sempre più significativamente i clienti alla ricerca di proposte a impatto zero di CO2;
    • L’azienda continuerà la propria mission volta ad aiutare i clienti business a risparmiare energia, acqua e a ridurre i rifiuti;
    • PATH360 di Castrol contribuisce alla strategia di Sostenibilità recentemente lanciata da BP.

    Per raggiungere gli obiettivi climatici previsti dall’Accordo di Parigi, il mondo dovrà impegnarsi a migliorare l’utilizzo dell’energia e ottimizzarne l’efficienza.

    Si stima che da tali progressi si possa arrivare a ridurre quasi il 40% delle emissioni di gas serra (GreenHouse Gas, GHG)..Oggi circa un quarto dell’energia mondiale viene dissipato a causa di attrito, corrosione e usura.

    Da sempre, Castrol è impegnata proprio a proporre prodotti che aiutino a risparmiare energia contrastando l’attrito, riducendo la corrosione e contenendo l’usura, per offrire elevate prestazioni con efficienza migliorata.

    Castrol lancia PATH360, la nuova strategia di sostenibilità

     

    La nuova strategia PATH 360 di Castrol:

    • Accoglie il pensiero circolare, studiando il ciclo di vita dei prodotti esistenti e nuovi di Castrol per comprendere come possano essere migliorati, per durare più a lungo, essere riutilizzati o riciclati;
    • Supporta settori nuovi e in crescita, come quelli dell’energia rinnovabile e della mobilità elettrica, con prodotti e servizi.
    • Nel 2020, tre stabilimenti di Castrol sono passati all’energia rinnovabile;
    • Il nuovo design del flacone leggero di Castrol, realizzato con meno plastica e ottimizzato per la distribuzione, consentirà di risparmiare 7.000 tonnellate di plastica all’anno entro il 2023;
    • Castrol ha iniziato a ottimizzare le formulazioni per ridurre la CO2 nel ciclo di vita dei propri prodotti.

    Le tre aree principali di impegno e gli obiettivi per il 2030 di Castrol PATH360 sono:

    • Ridurre i rifiuti, continuando ad aiutare i clienti a risparmiare energia e ridurre i rifiuti e supportando i clienti business nella riduzione del consumo di acqua, così czome ad abbattere l’impronta di plastica di Castrol.
    • Ridurre le emissioni di CO2: Castrol punta a dimezzare l’intensità netta di CO2 per litro di prodotto.
    • Lavorare per migliorare la vita delle persone in tutto il mondo, anche attraverso programmi che puntano all’impatto zero di CO2 e altre attività.

    Riduzione della CO2 nel ciclo di vita

    Per sviluppare la strategia PATH360, Castrol ha realizzato nel 2020 una prima verifica del proprio inventario di emissioni di gas serra, in linea con il protocollo GHG e i suoi standard.  L’azienda ha identificato i fattori chiave per il miglioramento e la riduzione delle emissioni di CO2 lungo i cicli di vita dei propri prodotti.

    L’obiettivo è ottenere prestazioni elevate riducendo le emissioni, migliorando l’efficienza operativa e studiando opportunità di transizione per passare alle energie rinnovabili. Castrol sta lavorando in tal senso sia con propri fornitori, acquistando materie prime a basse emissioni di CO2 e riducendo gli imballaggi, sia con i propri partner in modo da avere voce in capitolo su ciò che accade ai prodotti dopo che vengono utilizzati dai clienti.

    Ad esempio:

    Impatto zero di CO2

    Nel 2014, Castrol è diventato il primo marchio al mondo ad offrire Castrol PROFESSIONAL, un lubrificante a emissioni zero certificato, in conformità con PAS2060. Da allora, Castrol ha continuato ad arricchire la sua offerta a emissioni zero per auto, veicoli commerciali e turbine eoliche.

    Nell’ambito della strategia di sostenibilità PATH360, Castrol intende aumentare la propria offerta di prodotti a impatto zero di CO2 inserendo nel progetto un marchio dedicato in ogni settore – automobilistico, industriale, marittimo ed energetico- nonché a rendere a impatto zero tutti i prodotti Castrol venduti in Australia, Nuova Zelanda e Vietnam nel 2021.

    Per realizzare il proprio programma di impatto zero di CO2, Castrol acquista crediti di carbonio da BP Target Neutral, che supporta e contribuisce a un portafoglio di progetti per la riduzione, prevenzione e rimozione di carbonio in tutto il mondo. Questi progetti garantiscono vantaggi aggiuntivi che supportano gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, migliorando la vita di milioni di persone per garantire loro una salute migliore, un lavoro decoroso, formazione e parità di genere.

    Mandhir Singh, vicepresidente senior di Castrol, dichiara:

    Il nostro approccio è a 360 gradi, è olistico e riguarda il sistema nel suo complesso. Con PATH360 non partiamo da zero, ma dal lavoro che stiamo svolgendo da anni e che abbiamo inserito in un programma di sostenibilità integrato. Sappiamo che molti dei nostri clienti sono alla ricerca di proposte più ecologiche, che li aiutino a raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità. Il programma è concepito per fornire questo genere di risultati”. La strategia di Castrol si inserisce in quella più ampia del gruppo BP che ha stabilito una serie di obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030, al fine di poter diventare un’azienda a emissioni zero entro il 2050 o addirittura prima, e supportare il mondo a ottenere lo stesso risultato. Per raggiungere gli obiettivi del 2030, BP non intende fare affidamento a compensazioni.

  • Lo stallo nei negoziati per l’ingresso della Serbia nell’Ue avvicina sempre di più Belgrado a Mosca e a Pechino. Di Giancarlo Elia Valori.

    La Serbia attende dal 2012 che l’Unione Europea dia una risposta alla sua richiesta di diventare membro a tutti gli effetti dell’Unione stessa.
    Nonostante estenuanti negoziati, questa risposta tarda a venire e la causa principale dello stallo ha un nome preciso: il Kossovo.
    L’Unione, prima di accettare la richiesta di adesione da parte di Belgrado, pretende una soluzione definitiva dei rapporti tra Serbia e quella regione che da essa si è distaccata dopo il conflitto del 1999, quando in soccorso degli albanesi kosovari si mobilitò la Nato e che nel febbraio del 2008 ha proclamato la propria indipendenza.
    La Serbia non ha mai riconosciuto la nascita della Repubblica kosovara, come del resto non l’hanno riconosciuta molti altri importanti paesi: su 193 membri delle Nazioni Unite, solo 110 stati hanno accettato formalmente la nascita della nuova repubblica mentre i restanti, tra cui Russia, Cina, Spagna, Grecia e Romania-per citarne solo i più importanti- si rifiutano di riconoscere l’indipendenza degli albanesi di quella che un tempo era una regione della Serbia.

    L’Unione Europea non può accettare che uno dei suoi membri, come sarebbe il caso della Serbia se la sua candidatura venisse accettata, non sia di fatto in grado di garantire il controllo delle proprie frontiere.
    Dalla fine della guerra tra Kosovo e Serbia non esiste infatti una chiara e controllata linea di confine tra i due paesi. Per evitare continui scontri Pristina e Belgrado hanno di fatto lasciato aperta la frontiera, chiudendo tutti e due gli occhi sull’ ”economia del contrabbando” che prospera su entrambi i lati del confine.
    In questa situazione, qualora la Serbia divenisse membro a tutti gli effetti dell’Unione Europea, si creerebbe una falla nelle frontiere di tutta l’Area Schengen, in quanto chiunque, passando dal Kossovo potrebbe poi trasferirsi in tutti i paesi dell’Unione.
    Questo non è l’unico ostacolo all’adesione di Belgrado all’Unione: molte cancellerie europee guardano con diffidenza alla politica estera serba, che fin dai tempi della dissoluzione della Federazione Jugoslava ha mantenuto un rapporto privilegiato con la Russia, rifiutando di aderire al programma di sanzioni decretate dall’Europa nei confronti del Cremlino dopo l’annessione della Crimea ai danni dell’Ucraina.
    Durante la pandemia da Covid 19, la Serbia ha addirittura accettato di produrre direttamente nei propri laboratori il vaccino russo “Sputnik V”, snobbando platealmente l’offerta vaccinale di Bruxelles.

    Per gli americani e per alcuni importanti stati europei, l’ingresso formale della Serbia nell’Unione potrebbe spostare verso oriente il centro di gravità della geopolitica del Vecchio Continente aprendo, via Belgrado, un canale privilegiato di dialogo tra Mosca e Bruxelles.
    Questa possibilità, però, non è vista con sfavore dalla Germania che nelle intenzioni del Presidente della CDU, Armin Laschet, prossimo candidato alla successione ad Angela Merkel alla guida della Cancelleria Federale, ha di recente dichiarato di essere favorevole a una politica estera che “si sviluppi in multiple direzioni”, avvertendo i partner occidentali del pericolo derivante “dall’interruzione del dialogo con la Russia e con la Cina”. In proposito, Laschet ha pubblicamente dichiarato che “la politica estera deve essere sempre incentrata sulla ricerca di modalità di interazione, inclusa la cooperazione con paesi che hanno modelli sociali differenti dai nostri, come la Russia, la Cina e le nazioni del mondo arabo”.
    Oggi non sappiamo se Laschet in autunno assumerà la guida del Paese più potente dell’Unione, ma quel che è certo è che l’eventuale ingresso formale della Serbia nei ranghi dell’Unione potrebbe costringere l’Europa a rivedere alcune delle sue posizioni in politica estera, sotto la spinta di un nuovo asse serbo-tedesco.
    Al momento comunque l’ingresso di Belgrado in Europa appare ancora di là da venire, proprio a causa dello stallo dei negoziati serbo kosovari.
    Nel 2013, Pristina e Belgrado hanno siglato il cosiddetto “Patto di Bruxelles”, un accordo ottimisticamente ritenuto dalla diplomazia europea in grado di portare rapidamente a una normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, in vista di un reciproco riconoscimento politico e diplomatico.
    Parte integrante dell’accordo era, da un lato, l’impegno delle autorità di Pristina a riconoscere un alto grado di autonomia amministrativa alle municipalità kosovare abitate da una maggioranza serba e, dall’altro lato, la collaborazione da parte dei serbi nella ricerca dei resti delle migliaia di albanesi Kosovari presumibilmente eliminate dalle truppe di Milosevic durante la repressione che precedette la guerra del’99.

    Nessuno dei due impegni è stato finora rispettato e, durante l’incontro che si è tenuto a Bruxelles lo scorso 21 luglio tra il presidente serbo Alexander Vucic e il primo ministro del Kosovo Albin Kurti, sarebbero volate parole grosse e accuse reciproche sulla mancata implementazione del “Patto” al punto che il responsabile della politica estera europea, Josep Borrel, ha pubblicamente chiesto alle due parti di “chiudere il capitolo di un passato doloroso attraverso un accordo legalmente vincolante sulla normalizzazione delle relazioni reciproche, in vista della realizzazione di un futuro europeo per i propri cittadini”. Questo futuro appare quantomeno nebuloso ove si consideri che la Serbia, di fatto, si rifiuta di riconoscere il valore legale di lauree e diplomi rilasciati anche a membri della minoranza serba del Kosovo dalle autorità accademiche kosovare.
    Al momento, comunque, in Europa e oltreoceano entrambi i contendenti si stanno assicurando supporti e alleanze.
    La Serbia è guardata con favore dal presidente di turno dell’Unione, lo sloveno Janez Jansa, che è un sostenitore del suo ingresso perché “questo sancirebbe in modo definitivo la dissoluzione della Federazione jugoslava”. Anche la stragrande maggioranza dei partiti di destra europei, a partire dal “Rassemblement National” francese all’ungherese “Fydesz”, approvano la richiesta di adesione di Belgrado e corteggiano apertamente le minoranze serbe che vivono nei rispettivi paesi, mentre l’amministrazione Biden, dopo gli anni del disimpegno americano dai Balcani dai tempi di Bush, di Obama e di Trump, avrebbe deciso di riportare la regione nella lista degli impegni prioritari di politica estera, affidando il “Dossier Serbia” al sottosegretario agli Affari Europei ed Eurasiatici, Matthew Palmer, diplomatico di lungo corso e di grande esperienza.

    Per sostenere la candidatura serba di adesione all’Europa, Belgrado ha schierato anche dei lobbisti ufficiali.
    Nello scorso mese di giugno la società di lobbying “ND Consulting” di Natasha Dragojilovic Ciric si è ufficialmente registrata nel cosiddetto “albo della trasparenza” di Bruxelles per promuovere il sostegno alla candidatura di Belgrado. La ND è finanziata da un gruppo di donatori internazionali e si avvale della consulenza di Igor Bandovic, già ricercatore dell’americana Gallup e capo del “Belgrade Centre for Security Policy”, dell’avvocatessa Katarina Golubovic del “Comitato dei Giuristi per i diritti umani” e di Jovana Spremo, già consulente dell’OSCE.
    Queste sono le truppe legali schierate da Belgrado a Bruxelles per supportare la sua richiesta di integrazione formale in Europa, ma nel frattempo la Serbia non trascura le sue alleanze “orientali”.
    All’inizio di questo mese, il capo dell’SVR, il Servizio segreto russo di intelligence estera, Sergey Naryshkin, ha compiuto una visita ufficiale a Belgrado, poche settimane dopo la conclusione di un’esercitazione militare congiunta tra forze speciali russe (gli “Spetznaz”) e forze speciali serbe.

    Nella capitale serba Naryshkin non ha incontrato soltanto il suo omologo serbo Bratislav Gasic, capo della “Bezbednosno Informativna Agencija” il piccolo ma potente Servizio segreto serbo, ma è stato anche ricevuto dal presidente della Repubblica Alexander Vucic allo scopo di rendere pubblica la vicinanza tra Serbia e Russia.
    I tempi della visita coincidono con la ripresa dei colloqui a Bruxelles sull’adesione della Serbia all’Unione e possono essere chiaramente considerati come strumentali all’esercizio di una sottile pressione diplomatica tendente a convincere l’Unione dell’eventualità che, in caso di rifiuto, Belgrado decida di voltare definitivamente le spalle all’Occidente, per allearsi con un oriente evidentemente più disponibile a trattare i serbi con quella dignità e attenzione che un popolo orgoglioso e tenace ritene di meritare.
    Una notizia che conferma che la Serbia è pronta a voltare le spalle all’Ovest, qualora l’Europa continui a procrastinare la decisione sul suo ingresso nell’Unione: La Cina ha firmato nei giorni scorsi un accordo di Partnership con Belgrado nel campo della ricerca farmaceutica, un accordo che fa della Serbia uno dei maggiori, attuali, partner commerciali di Pechino sul Continente europeo.

    Giancarlo Elia Valori

  • LA CAROVANA DELLA PREVENZIONE È IN SARDEGNA CON DUE NUOVE TAPPE

    Il 27 luglio a Bitti e il 29 a Carbonia

    esami diagnostici gratuiti in collaborazione con i comuni e con il sostegno dei medici volontari e associazioni del territorio.

    Mammografie, ecografie mammarie, ecografie ginecologiche, pap test realizzati da Komen Italia grazie al sostegno di Procter & Gamble nell’ambito del programma di cittadinanza d’impresa “P&G per l’Italia”.

    Continua il tour della Carovana della Prevenzione con due nuove tappe in Sardegna rivolte a donne in difficoltà socio-economica al di fuori della fascia di età prevista dallo screening regionale. “Perché nessuna donna resti indietro”.

    Grazie al progetto “Insieme siamo più forti” sostenuto da Procter & Gamble, con il programma di cittadinanza d’Impresa “P&G per l’Italia”, quattro Unità Mobili ad alta tecnologia stanno raggiungendo le periferie e le aree di maggiore disagio nel centro sud Italia.

    Oggi Komen Italia è a Bitti dalle 9.30 alle 16.30 dove sono previsti oltre 100 visite ed esami diagnostici per la prevenzione dei tumori del seno e ginecologici, consulenze nutrizionali e psico-oncologiche dedicate alle Donne in Rosa e ai loro familiari. La tappa si svolge con il Patrocinio del Comune di Bitti, con la partecipazione del Mater Olbia, impegnato nel programma “6 mesi in Rosa in Sardegna” e in collaborazione con il Poliambulatorio di Bitti, Assl di Nuoro e l’associazione AKIMUS.

    Il 29 luglio sarà la volta di Carbonia dove, dalle 9.30 alle 16.30, sono previste mammografie, ecografie del seno e visite ginecologiche realizzate dalle tre Unità Mobili di Komen Italia che faranno sosta in piazza Roma. La tappa si svolgerà con il Patrocinio del Comune di Carbonia, con la collaborazione di AUSER Carbonia, Croce Rossa Italiana –  Comitato di Cagliari, A.S.VO.C. 118.

    Un percorso di 10 tappe, che ha già permesso di promuovere l’importanza della Prevenzione con 3 giornate realizzate a Roma e Bari e di offrire 392 prestazioni gratuite, a cui seguiranno, oltre agli appuntamenti sardi, tappe a Napoli nel quartiere Scampia, a Reggio Calabria, Piana di Gioia Tauro, Catania ed Enna.

    La Carovana della Prevenzione è il Programma Nazionale Itinerante di Promozione della Salute Femminile di Komen Italia che offre ad un pubblico sempre più ampio attività gratuite di sensibilizzazione e prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere. In particolare, la Carovana si rivolge a donne che vivono in condizioni di disagio sociale ed economico e che per questo dedicano meno attenzione alla propria salute. La tutela della salute femminile ha importanti ricadute sul benessere della collettività, per il ruolo fondamentale della donna in ambito familiare, lavorativo e sociale.

    «Delle quasi 56.000 donne che in Italia ogni anno ricevono una diagnosi di tumore al seno, 12.000 perdono ancora la battaglia, spesso a causa di una diagnosi tardiva. La pandemia ha fatto notevolmente ritardare cure e screening oncologici e si prevede che nel 2021 3.000 donne scopriranno in ritardo di avere un tumore del seno, quando la malattia sarà in stato più avanzato e quindi più difficile da curare. Per contribuire a recuperare il tempo perduto abbiamo aumentato le attività della nostra Carovana della Prevenzione, in modo da poter assicurare un accesso facile e di qualità agli esami di prevenzione alle donne che ne hanno più bisogno. Per essere efficaci in questa difficile sfida è necessario unire le forze e siamo davvero grati a Procter & Gamble per il sostegno così determinante che ha scelto di offrirci tramite il suo programma “P&G per l’Italia”» commenta il Prof. Riccardo Masetti, Presidente di Komen Italia.

    «Il ritardo nelle visite mediche di prevenzione è tra gli effetti collaterali della pandemia più silenti ma più gravi. Oltre al lockdown, la drastica riduzione delle disponibilità economiche nelle famiglie, soprattutto in alcune fasce socio-demografiche, ha portato molte donne ad interrompere i controlli periodici volti alla diagnosi precoce del tumore del seno, fattore determinante per una migliore possibilità di cura. Per questo all’interno del nostro programma di cittadinanza d’impresa “P&G per l’Italia”, sosteniamo Susan G. Komen Italia ed in particolare la “Carovana della Prevenzione” per offrire esami diagnostici gratuiti portandoli nelle aree in Italia dove c’è più bisogno e dove ci auguriamo di poter aiutare donne che hanno meno opportunità di fare prevenzione. Per non lasciare indietro nessuna donna» dichiara Paolo Grue, Presidente e AD di P&G Italia.

  • Lavoro: 400.000 fuorisede tornati a casa grazie allo smart working

    Smart e remote working sono stati per molti un’occasione per riorganizzare la propria vita, anche da un punto di vista abitativo, e tra le categorie che più hanno beneficiato di questa opportunità c’è quella dei lavoratori fuori sede; secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, nell’ultimo anno il 20% dei fuorisede, vale a dire 400.000 individui, hanno approfittato dello smart working per cambiare città.

    Il 75% di loro ha scelto di tornare a vivere nel luogo di origine, mentre il 25% ha preferito trasferirsi in un’altra città, diversa sia da quella in cui è nato sia da quella dove ha sede l’azienda per cui lavora.

    Le regioni

    Guardando al fenomeno degli “smart workers di ritorno” emerge chiaramente come questo abbia assunto connotati diversi a seconda dell’area geografica. Alcune regioni, soprattutto nel Meridione, hanno visto rientrare lavoratori in misura maggiore rispetto a quelli che sono usciti: è il caso della Sardegna (+40%), ma anche della Sicilia (+27%) e della Calabria (+21%).

    Di contro, le regioni con città più popolose da un punto di vista demografico e lavorativo, hanno avuto un bilancio negativo, vale a dire che il numero di smart workers che hanno lasciato la regione è superiore a quello di coloro che vi hanno fatto ritorno: ad esempioLombardia (-2%), Piemonte (-10%) e Lazio (-20%).

    Una tendenza emersa dall’indagine svolta per Facile.it è quello dello spostamento dai grandi centri urbani ma non verso le regioni del meridione, bensì verso comuni più piccoli siti all’interno della stessa regione dove ha sede l’azienda per cui è impiegato lo smart worker; fenomeno questo particolarmente evidente in Lombardia e Lazio.

    Tenore di vita più alto

    Uno degli elementi che ha spinto i fuorisede a cambiare città è quello economico. Se è vero che la retribuzione media degli “smart workers di ritorno” è pari a 1.840 euro, per uno su tre lo stipendio mensile è inferiore ai 1.500 euro. Cambiare città mantenendo lo stesso lavoro ha permesso quindi a molti di migliorare il proprio tenore di vita; il 28,1% ha dichiarato che la ragione principale per cui ha deciso di rimanere a lavorare da remoto è perché, pur percependo lo stesso stipendio, può permettersi cose che prima da lavoratore fuori sede non poteva.

    Da notare, però, che la prima ragione per cui si è scelto di lavorare da un’altra città (42,1%) è la volontà di trovare un ritmo di vita più a misura d’uomo, qualunque cosa questo voglia dire.

    Analizzando le intenzioni per il futuro, sei smart workers di ritorno su dieci hanno dichiarato di non avere intenzione di tornare a fare i fuorisede con casa in affitto e di voler continuare a lavorare da remoto, dalla propria città di origine o da quella in cui si sono trasferiti dopo il lockdown.

    Crescono i mutui nei piccoli comuni e le attivazioni di linee internet

    L’emigrazione dai grandi centri urbani trova conferma anche analizzando l’andamento delle richieste di mutui e delle attivazioni di linee internet casa.

    Il recente osservatorio* di Facile.it e Mutui.it ha messo in evidenza come nel primo semestre 2021 le domande di finanziamento per immobili ubicati in comuni con meno di 250.000 abitanti siano state il 77% del totale, in aumento del 7% rispetto al 2017; anche guardando ai contratti* di attivazione o cambio operatore del servizio internet casa emerge come, tra marzo 2020 e gennaio 2021, vi sia stato un boom soprattutto in alcune delle regioni “di rientro”; Sardegna (+15,9%), Calabria (+9,7%), Marche (+7,1%), Puglia (+4,8%).

     

     

    *Nota metodologica: indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat dal 15 al 19 luglio attraverso n.6.537 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale, di cui, grazie a sovra-campionamento n. 408 lavoratori fuorisede in affitto in epoca pre-Covid 19 e n. 242 individui che si siano successivamente trasferiti grazie allo smart working.

    L’osservatorio Facile.it – Mutui è stato realizzato su un campione di oltre 100.000 richieste di mutuo raccolte nel primo semestre 2017 e 2021.

    L’analisi sui contratti di fornitura Internet casa è stata realizzata su un campione di circa 100.000 contratti raccolti da Facile.it tra aprile 2019 e gennaio 2021.

  • Miglior ciclo produttivo e maggiore competitività a livello internazionale

    Grazie a una soluzione software di ultima generazione Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A ha minimizzato tempi di messa a punto dei propri centri di lavoro aumentando la produttività sia a livello quantitativo che qualitativo

     

    L’ottimizzazione del ciclo produttivo come leva strategica e necessaria per affrontare le sfide e le richieste di un mercato sempre più complesso e competitivo come quello della meccanica. Lavorazioni di estrema precisione e tempi di consegna stretti impongono a ogni azienda del settore un’implementazione tecnologica costante e orientata a rendere il ciclo di vita di un prodotto esente da errori, inefficienze e sprechi. Un approccio alla Lean Production che dopo oltre 60 anni di storia, Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A, azienda emiliana specializzata nella progettazione e produzione di organi di trasmissione, continua a perseguire investendo nelle migliori tecnologie. Si pone in questo senso l’adozione di Top Solid’ Cam, soluzione Cam/Cad integrata di ultima generazione.

    Il software è uno strumento che consente di pilotare da remoto un centro di tornitura trasmettendo alla macchina le informazioni necessarie alla realizzazione del componente. La riduzione degli errori nel ciclo di sviluppo è garantita dalla capacità di simulazione reale di questo strumento. Top Solid’Cam infatti è in grado di generare le serie di lavorazioni e gli utensili necessari per eseguirle, di simulare il ciclo di lavorazione permettendo di visualizzare l’anteprima dei percorsi degli utensili, la rivelazione delle eventuali collisioni, le corse per ogni asse e la gestione del materiale rimanente. Tutti aspetti che nella loro globalità permettono di minimizzare i tempi di messa a punto del centro di lavoro aumentando la produttività sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

    Attraverso l’adozione di questo strumento Poggi continua a ridefinire il proprio business sulla base di un modello smart e flessibile, scommettendo nelle nuove tecnologie come fattore determinante per rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione. D’altronde l’attitudine all’innovazione e la capacità di aprirsi a nuovi scenari non rappresentano una novità per l’azienda bolognese ma una tradizione di lunga data, una costante che ne ha decretato il successo, misurabile in oltre 60 anni di storia, attività e progettazioni nel settore degli organi di trasmissione.

     

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Manutenzione dell’auto e officine

    L’auto è uno strumento estremamente utile per muoversi ovunque, dandoci la libertà di scegliere le nostre strade e muoverci coi nostri tempi.

    Non stiamo però parlando solo di un veicolo tramite il quale spostarsi, al giorno d’oggi la propria auto è una dichiarazione di sé, po’ essere uno status symbol, una passione o anche semplicemente un mezzo per trasportare persone ed addirittura oggetti cari a noi.

    Manutenzione

    Non è tutto rose e fiori però, un’automobile ha bisogno di essere mantenuta in buone condizioni, per questo motivo si usa fare manutenzione.

    Risolve una questione di sicurezza nonché una questione di comodità, portare l’auto a riparare perché non è stata fatta una manutenzione adeguata è una perdita notevole di tempo e denaro.

    Ci sono due tipi principali di manutenzione.

    Manutenzione periodica

    Anche detta programmata. Quest’ultima è prevista dal libretto d’uso fornito dalla casa costruttrice.

    Mentre la revisione è obbligatoria per legge, il tagliando non lo è. Nonostante questo è importante rispettare queste visite di manutenzione periodica in officina per usufruire della garanzia data dal costruttore.

    Lasciando stare queste scadenze e necessità, dei controlli continuati consultando il libretto d’uso e manutenzione della tua auto sono la ricetta per un’automobile in buona salute ed una tranquillità maggiore.

    Manutenzione straordinaria

    Questo tipo di manutenzione è quello con cui non vorremmo mai avere a che fare, ma purtroppo gli incidenti possono capitare. Sono gli interventi necessari successivamente rispetto ad un guasto.

    Ce ne possono essere di vari tipi e dovuti a diverse causalità:

    • Guasti meccanici: Sono i più comuni e possono essere dovuti ai motivi più svariati. Da un’incidente con altre vetture ad un chiodo in mezzo alla strada che buchi le gomme
    • Guasti dell’apparato elettronico: Oggi le nostre autovetture hanno un apparato elettronico ed informatico notevole che può essere molto utile o in alcuni casi necessario per il suo corretto funzionamento

    Officine

    Dove effettuare dunque queste riparazioni? Chiaramente in un’officina. Non è però così scontato decidere a quale officina appartengono i migliori servizi di cui vogliamo usufruire, e soprattutto quelli che fanno al caso nostro.

    Officina generica

    La classica officina meccanica che potremmo anche trovare sotto casa.

    Hanno come vantaggio il poter essere a portata di mano e una certa libertà nell’attività di rifornimento e non sono sempre una scelta inferiore come si potrebbe credere.

    Officine autorizzate

    Sono le officine che hanno come proprio “stemma” il logo dei costruttori. Autorizzate significa che la casa stessa di costruzione del veicolo ha permesso a tali officine di agire per conto della stessa.

    Questo significa che devono seguirne le direttive ed avere certi strumenti, parti e prodotti previsti dalla casa costruttrice. Sono inoltre quelle che di cui si usufruisce quando si fa uso della garanzia.

    Perché sceglierle?

    A parte l’utilizzo della garanzia, perché scegliere un’officina autorizzata rispetto ad una generica, data la scelta minore di strumenti o parti?

    • Formazione: Agire per conto di una casa costruttrice, significa avere una formazione tecnica specifica che viene accertata anche tramite corsi e verifiche. Non c’è il rischio di trovare un meccanico che non sappia ciò che fa o che voglia rifilarvi un servizio piuttosto che un altro
    • Standard qualitativi: Elementi come le parti e gli strumenti forniti da una casa possono essere visti come una costrizione, ma in molti casi sono una garanzia di standard di qualità. La compagnia non vuole certo sfigurare e offrirà sempre del proprio meglio dal punto di vista qualitativo
    • Ambienti: L’officina autorizzata avrà a sua disposizione specifiche sale d’intervento a seconda delle diverse situazioni e dei diversi problemi dell’auto
    • Conoscenza specifica: La conoscenza di un’officina autorizzata non è generica, ma specifica rispetto al tipo di automobile. Gli ambienti, i pezzi, gli strumenti, persino i meccanici sono stati specificatamente scelti dalla casa per fornire un servizio su misura e tempestivo riguardo ad una vettura di cui hanno una conoscenza specifica, avendola costruita
  • Come si usa WordPress

    In molti casi il preventivo sito web comprende l’installazione di WordPress, ma cosa è WordPress? Possiamo definirlo come un sistema di gestione dei contenuti open source e funzionale, adatto a creare blog, siti web e ecommerce.

    La storia di WordPress

    WordPress nasce nel 2003 ad opera di due sviluppatori, Matt Mullenweg e Mike Little e la prima versione pensata per il blog fu WordPress 1.0 rilasciata nel gennaio 2004. Tuttavia era un CMS per diverso da quello che conosciamo oggi, anche se l’editor di WordPress per la gestione di contenuti, utenti e moderazione dei commenti erano già presenti.

    Oggi WordPress è usato nella maggior parte delle Web Agency Roma ed è un CMS in rapida crescita, dato che ogni 2 o 3 mesi è rilasciata una nuova versione con funzionalità aggiuntive e aggiornamenti per la sicurezza.

    La web agency Roma a cui si chiede di realizzare il sito web si affiderà a WordPress per pubblicare i contenuti online, dal sito web semplice all’eCommerce all’avanguardia fino al blog o al portale per le prenotazioni online. Con WordPress si possono creare diversi tipi di siti web in completa autonomia o – ed è la soluzione migliore, affidandosi ad agenzie specializzate nella realizzazione siti web Roma.

    Come si installa WordPress

    Come detto WordPress è un CMS che permette la realizzazione siti web Roma in modo moderno, veloce e professionale. Vediamo allora come installare WordPress in tre passaggi.

    1. Download

    La prima cosa da fare è scaricare dal sito ufficiale https://wordpress.org il CMS e ottenere uno spazio web e un dominio avvalendosi dei tanti servizi presenti online. Sulla base degli obiettivi esistono alternative come Altervista su cui ospitare il sito fino alla messa online ufficiale.

    1. Upload

    Una volta acquistato il dominio si caricheranno i file WordPress sullo spazio web usando un tool per estrarre l’archivio e caricare i file come FileZilla. FileZilla dopo l’installazione si connette al dominio e permette di gestire i singoli file inserendo host, nome utente, password e porta. Si tratta dei parametri che arrivano via email una volta fatta la registrazione sul dominio. A questo punto è importante eliminare il file index.html, che contiene la home.

    Terminato l’upload se digiteremo nel browser il nome del sito ci si troverà davanti la schermata di benvenuto di WordPress.

    1. Installazione

    Per effettuare l’installazione vera e propria di WordPress va attivato sul server un database tramite il pannello di controllo del provider e la gestione risorse. A questo punto si potrà visualizzare le credenziali e una volta ottenuto hostname, username, password e nome del database si può completare l’installazione di WordPress. I passaggi da seguire sono questi:

    1. Click sul bottone “Iniziamo”;
    2. Inserimento parametri Database ottenuti in precedenza
    3. Click sul bottone “Eseguire installazione”;
    4. Inserire ultime personalizzazioni quali:
    5. Titolo del sito
    6. Nome utente di WordPress
    7. Password utente di WordPress
    8. Email

    Se tutto va a buon fine si accede a una schermata che comunica la corretta installazione di WordPress e inserendo le credenziali si accede alla schermata del backend per iniziare la realizzazione del sito web. A questo punto non resta che definire il design, caricare contenuti e immagini, impostare i principali plugin e il sito web in WordPress è pronto per andare online.

  • La Compagnia Nazionale di Danza Storica incontra la grande Opera al Festival Puccini di Viareggio

    Dopo il successo del 2019 e del 2020 in cui il Gran Ballo Storico ha introdotto La Bohéme con Anghela Gheorgiu e Madama Butterfly con Shoko Okada la Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca sarà in scena per il terzo anno consecutivo al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago con la Suite dal Gran Ballo dell’800 al 67° Festival Puccinivenerdì 6 Agosto 2021, prima dell’Opera TOSCA diretta da Stefania Sandrelli, Maestro Concertatore e Direttore Alberto Veronesi.
    In GRAN BALLO DELL’800 E TOSCA,  da un’idea di Nino Graziano Luca e Franco Moretti, i “Nobili” e le “Dame” della Compagnia Nazionale di Danza Storica in eleganti frac e preziosi abiti con crinolina eseguiranno meravigliose Quadriglie, Contraddanze, Polonaise tratte dai manuali dei più celebri maestri del XIX secolo e dai più incantevoli film in costume – come Il Gattopardo, Sissi, Orgoglio e Pregiudizio, Bridgerton – usando un codice espressivo per la messa in scena rispettoso delle norme anti-covid, reinterpretato dal M° Nino Graziano Luca che lo ha attinto dalla storia.
    I Maestri di Ballo in passato -ha affermato il M° Nino Graziano Luca – in molti casi non potevano toccare le mani dei Principi, delle Principesse o più in generale dei Nobili, mentre insegnavano loro le danze. Il tocco delle mani era dunque sostituito da uno scambio del fazzoletto oppure dallo sguardo”.
    Ed è a questo che ha pensato Nino Graziano Luca proponendo, per primo al mondo in tempo di Coronavirus, un Metodo didattico ed artistico applicato alle coreografie danzabili senza l’uso delle mani, dall’immenso repertorio della Cnds. Suite dal Gran Ballo dell’800 è dunque frutto della passione intellettuale, dello slancio creativo e dell’accuratezza filologica delle ricerche di Nino Graziano Luca che plasma le indicazioni tratte dai testi dell’epoca in veri e propri capolavori del bello, facendole diventare patrimonio collettivo ed accessibile a tutti. Lo spettacolo, molto atteso per le suddette ragioni, sarà come sempre elegante, divertente ed emozionante anche per il repertorio musicale: da Puccini a Verdi, da Strauss a Nino Rota, da Ziehrer a Purcell.
    La Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca ritorna per il terzo anno al Festival Puccini di Torre del Lago dopo i successi di Schonbrunn a Vienna, del Teatro dell’Opera di Astraskhan in Russia, dello Sferisterio per il Macerata Opera Festival, della Reggia di Caserta e del Gran Ballo dell’800 per il Re e la Regina della Malesia a Kuala Lumpur allestito anche per i Cavalieri di Malta nel Palazzo Storico di La Valletta, a Budapest ed al Teatro dell’Opera, Teatro Sociale di Como.
    Il giorno successivo, sabato 7 agosto, la Villa Borbone di Viareggio, ospiterà la Compagnia Nazionale di Danza Storica per il GRAN BALLO A VILLA BORBONE inserito anch’esso nel Cartellone ufficiale del 67° Festival Puccini.

  • Affidarsi ad una società di recupero crediti

    Per qualsiasi realtà, aziendale e non, ma soprattutto per piccoli e medi imprenditori, la realtà del recupero crediti è molto più importante di quanto si pensi.

    Alcune aziende tendono a rimandare o ignorare a volte questo tipo di attività, mentre altre vi si concentrano personalmente e con troppo zelo.

    Entrambi i comportamenti sono sbagliati, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad una società specializzata che gestisca il credito per te.

    Troppa poca attenzione nel recupero del credito

    A volte, se gli importi dei mancati pagamenti non sono elevati, un’azienda può decidere di trascurare l’importanza del recupero degli stessi.

    Questo comporta una serie di problemi:

    • Minor flusso di cassa: Chiaramente che siano minime o no stiamo parlando di perdite. Queste hanno un effetto negativo sulle casse della nostra azienda, che a sua volta ha debiti verso altri enti per sua natura
    • Reputazione: Il non recuperare o non riuscire a recuperare crediti lede chiaramente l’immagine dell’azienda, non solo può essere vista come poco seria, ma allo stesso tempo manca di presenza, non gestisce bene i rapporti futuri con clienti e non ne crea di nuovi
    • Routine: Un proverbio popolare dice che “tanti pochi fanno un assai”. Ed è vero, infatti, anche se rimandiamo o non gestiamo la riscossione di crediti minimi, in particolare se lo facciamo in continuazione è possibile che si crei un’abitudine nociva. L’insieme di tanti piccoli debiti porta ad una perdita sostanziale da parte dell’azienda che non può essere ignorata
    • Efficienza: Il rispetto del giusto ammontare e dei giusti tempi è un toccasana per un’azienda, il modo migliore per far funzionare l’organismo aziendale è che ogni organo e ingranaggio sia al suo posto e questo comprende i crediti che ci sono dovuti

    La troppa attenzione nella gestione del recupero crediti

    Se un imprenditore tenta di recuperare il proprio credito da solo, quest’azione può avere ripercussioni sull’azienda stessa per vari motivi:

    • Inefficienza: Il far da sé, comporta un’attenzione che si sposta dall’azienda, il suo core business, le sue attività e tutto ciò che è importante perché cresca o si espanda e dedicarla a qualcosa di esterno che ci farà perdere tempo e opportunità. In qualsiasi business il tempo è denaro, per questo l’efficienza sta nel rivolgersi a professionisti che ti aiutino col minore sforzo e che ottengano risultati in minor tempo
    • Immagine: Parte importante del recupero dei crediti è la cura della propria immagine e del proprio rapporto con clienti e non solo. Un cliente indisposto diventa una fonte di cattiva pubblicità, prima nei suoi confronti e poi anche con altri. Per questo le aziende specializzate subentrano in questi rapporti e li curano con un’esperienza ed un know-how acquisito ed evitano problemi oltre a creare migliori possibilità di network ed interazione
    • Risultato: Affidarsi a dei professionisti significa avere dei vantaggi non irrisori. La professionalità nel proprio campo significa ottenere risultati maggiori e quindi un credito recuperato maggiore, in tempi minori e soprattutto con metodologie che vanno oltre a pratiche giudiziali, questo ti permetterà in molti casi di evitare altre spese e tempo perso, nonché la possibilità di continuare ad intrattenere rapporti col cliente
  • Catering la Ristorazione Per Ogni Esigenza

    Il catering è un servizio che nasce fin dai suoi albori per soddisfare esigenze particolari che nessun altro tipo di ristorazione poteva soddisfare.
    In passato le esigenze che richiedevano un servizio di catering erano per lo più appannaggio delle tratte ferroviarie o di grandi società che necessitavano di soddisfare le esigenze alimentari di un gran numero di persone.
    In generale il catering è stato funzionale per tutti quei casi che non avendo strutture di ristorazione adeguate hanno dovuto commissionare la preparazione, e la consegna del cibo sul luogo.
    Attualmente il settore del catering si è ampliato ad ambiti meno essenziali che si svolgono in occasione di eventi come matrimoni, feste, compleanni e ogni tipologia di eventi pubblici e privati.
    In italia esistono vere eccellenze che si sono dedicate a questi ambiti come i catering Firenze che sono uno dei servizi principali per settori come il wedding che in Toscana riceve un grande successo da parte di coppie straniere che scelgono questo luogo per sposarsi e festeggiare le nozze.
    Negli anni molte società di catering hanno trovato la propria collocazione sul mercato andando ad offrire servizi aggiuntivi al semplice catering.
    Queste aziende si sono evolute per andare incontro alle esigenze più specifiche di eventi che non richiedono di soddisfare il semplice fabbisogno alimentare ma piuttosto di creare situazioni di piacere e soddisfazione anche per quanto riguarda l’intrattenimento e la comodità e non solo il cibo e le bevande.
    Seguendo questo trend sono nati servizi come il banqueting che è un servizio di catering più completo che prevede l’organizzazione di servizi come l’intrattenimento, gli spostamenti degli invitati, il design della location e molto altro.
    Oggi è possibile delegare ogni aspetto necessario all’organizzazione di un evento a società altamente qualificate che si prendono cura anche della gestione dell’invio delle partecipazioni.
    Una possibilità importante anche perché in grado di attirare clienti con una capacità di spesa maggiore rispetto alla media andando ad aprire all’intero settore mercati più redditizi.

  • Investimenti in infrastrutture e ricerca, si preannuncia un boom attorno all’idrogeno

    La transizione energetica, sebbene sia già iniziata da diverso tempo, con la pandemia ha subito un’accelerazione impetuosa. Nei prossimi anni moltissime imprese si convertiranno per ridurre (se non azzerare) il loro impatto ambientale.
    Ma questo richiede investimenti importanti.
    Grazie al sostegno delle politiche governative procederanno spediti in tutto il mondo.
    Anche il quadro normativo sta cambiando rapidamente, con vincoli sempre più stringenti sulle emissioni (basta pensare al settore auto).

    L’idrogeno attira nuovi investimenti

    investimenti idorgeno greenSe si vuole trovare un protagonista del futuro, non c’è dubbio che al momento il più serio candidato è l’idrogeno. L’elemento chimico più semplice e abbondante dell’universo. Ha un basso impatto ambientale quando consumato in una cella a combustibile. Ed ha potenziali applicazioni ovunque, in tutti i settori.
    Tutti gli indicatori che anticipano il trend sono concordi nel pronosticargli un futuro di primo piano. Ma anche qui servono investimenti. E tanti.

    Le varianti

    Anzitutto per estrarlo, perché non è che l’idrogeno si trova da solo in natura. La variante grigia si deve ottenere dai combustibili fossili (attualmente il 98% è ricavato così); quella blu va catturato dalla CO2 emessa durante il processo di produzione; la variante verde, quella più pura, va ottenuta tramite elettrolisi dell’acqua utilizzando energie rinnovabili.

    Proprio quest’ultimo tipo è quello più ambito, e potrebbe giocare un ruolo chiave nella transizione energetica.
    Infatti è l’elemento più interessante per poter ridurre l’impatto di quelle industrie difficilmente convertibili e che non possono spingere sull’elettrificazione (siderurgica o l’industria navale). Può sostituire il petrolio nell’industria dei trasporti, utilizzato come vettore energetico o mezzo di stoccaggio nelle batterie. Questo solo per limitarci ad alcune applicazioni.

    Progetti e costi

    Questo discorso già da solo spiega perché la recente e crescente attenzione e interesse per questo elemento, specialmente nel contesto della transizione energetica.
    Ribadiamo però che al momento questi progetti ambiziosi si scontrano con una difficile realtà: servono investimenti importanti per assicurare la scalabilità dell’idrogeno, rendendolo così un cardine della rivoluzione energetica.
    Ad oggi produrre 1 kg di idrogeno grigio costa in media meno di due dollari; produrre 1 kg di verde costa quasi il doppio. Altrettante difficoltà sussistono nel suo stoccaggio e trasporto, visto che è un elemento altamente infiammabile.

    I big si attrezzano

    Ma le grandi società private hanno già colto quali opportunità sono offerte dall’idrogeno, e rastrellano il mercato per attirare su di sé gli investimenti privati e pubblici. Ci sono forti segnali di inversione anche da parte di quelle aziende che finora erano state protagoniste nel fossile.
    Dietro l’idrogeno del resto c’è un grande potenziale di sviluppo, che non coinvolge solo i sono beneficiari diretti, come i produttori di elettrolizzatori o altri fornitori di attrezzature dedicate. Anzi, c’è tutta una serie di significativi beneficiari indiretti (ad esempio gli sviluppatori di energia rinnovabile, i produttori di fertilizzanti per via dell’ammoniaca).

  • LE TORTE DI GIADA CON GOOGLE PER UN’ITALIA IN DIGITALE

    Il programma, pensato per accelerare la trasformazione digitale del nostro Paese e giunto al primo anniversario, si è avvalso di una realtà che ha reso il digitale parte integrante della propria attività, Le Torte di Giada.

    La digitalizzazione d’impresa si è rivelata indispensabile non solo alla sopravvivenza, ma anche alla crescita di numerose realtà in Italia che, senza i mezzi e gli strumenti adeguati a “colonizzare” il web, non avrebbero potuto resistere alla situazione di emergenza. La tecnologia può offrire molte opportunità e sostenere le aziende a vantaggio dell’intera comunità. Basti pensare che da marzo 2020, le ricerche legate allo shopping online e a come acquistare online sono raddoppiate in tutto il mondo, anche in Italia. Secondo una stima di Euromonitor, entro il 2024 ben il 54% delle entrate generate dal retail andrà a quegli esercizi che avranno introdotto il digitale nella loro strategia, facendosi trovare online.

    Da queste premesse lo scorso anno Google ha lanciato Italia in Digitale, il programma pensato per accelerare la trasformazione digitale del Paese e nato dall’esperienza e dal successo di altre iniziative, come Crescere in Digitale e Google Digital Training.

    Ad un anno dal lancio del progetto di formazione a sostegno di imprese e persone, Google Italia ha l’obiettivo di proseguire questo percorso fino alla fine del 2021 e ha scelto di coinvolgere una delle realtà del Paese che ha saputo sfruttare le potenzialità del digitale: si tratta di Le Torte di Giada, la pasticceria di Brescia fondata da Giada Farina, pioniera del Cake Design in Italia quando, nel 2011, ha aperto il primo laboratorio dedicato alle decorazioni in pasta di zucchero, creando torte a piani, monumentali e Wedding Cake con decori artistici di particolare cura e dal grande impatto visivo.

    Siamo molto orgogliosi di essere stati scelti da Google Italia per rappresentare il progetto Italia in Digitale” – ha commentato Giada Farina, titolare de Le Torte di Giada. “Per noi il digitale è stato un importante alleato fin dalle origini: ricerche su Google o su Google Maps, ci hanno permesso di rimanere in contatto con i nostri clienti, di incontrarne di nuovi e di continuare a svolgere la nostra attività anche durante i periodi di chiusura obbligata causati dalla pandemia”.

    In occasione del primo anniversario che Google intende condividere con tutto il Paese, Le Torte di Giada ha sfornato i suoi biscotti per raccontare un assaggio di Italia in Digitale e i risultati finora raggiunti: i biscotti formano un numero, 300, a rappresentare le 300.000 le imprese e persone supportate dal progetto verso la digitalizzazione, attraverso strumenti senza costi e programmi di formazione per aumentare le competenze digitali e svilupparne di nuove.

    Le Torte di Giada ha quindi “raccontato” non soltanto i traguardi già raggiunti, ma anche quelli in programma per il futuro. È di oltre un milione il numero complessivo di persone e piccole e medie imprese che Italia in Digitale si prefigge di supportare nel loro processo di digitalizzazione entro la fine del 2021.

    Nel corso della sua attività, Le Torte di Giada si è aggiudicato numerosi premi: il Premio Ascom 2011, il Coautori “Crea&Decora”, il Premio Franciacorta in Bianco, il Premio Italia a Tavola, il Premio StandoutWomanAward 2016 e, nello stesso anno, il Premio Wedding Award, lo Sugar Lab Sky.

    http://www.tortedigiada.com

  • Angela Giannicola lascia la presidenza di Facile.it Mutui e Prestiti e la carica di direttore commerciale Stores Facile.it & FMP

    Dopo 3 anni di collaborazione e successi Angela Giannicola lascia la presidenza di Facile.it Mutui e Prestiti e la carica di direttore commerciale Stores Facile.it & FMP, la società di intermediazione creditizia nata dall’acquisizione di Nexus da parte di Facile.it.

    «Ringraziamo Angela per la preziosissima collaborazione di questi anni, per aver creduto fermamente nel progetto Facile.it e per aver contribuito in prima persona a integrare la rete Nexus con gli Stores Facile.it, nati con l’obiettivo di offrire ai consumatori un unico punto fisico di riferimento per ridurre le principali voci di spesa familiare», spiega Tobias Stuber, Amministratore Delegato di Facile.it. «Senza il lodevole lavoro di Angela non avremmo mai potuto raggiungere gli straordinari risultati ottenuti in soli 3 anni né dare vita a Facile.it Mutui e Prestiti, che rappresenta oggi una delle più importanti reti di mediazione creditizia in Italia».

    I successi conseguiti da Facile.it Mutui e Prestiti e dagli Stores Facile.it sono infatti dimostrati dai numeri. Oggi la rete di consulenti conta circa 200 collaboratori e il valore dei mutui erogati, dei prestiti personali, delle cessioni del quinto e delle polizze assicurative connesse al credito è costantemente aumentato; nei tre anni di collaborazione il valore dell’erogato è cresciuto del 30% circa, nonostante condizioni di mercato a dir poco sfidanti.  E così anche la performance degli Stores Facile.it è cresciuta senza sosta continuando, mese dopo mese, a superare i suoi stessi record.

    «Facile.it Mutui e Prestiti, insieme agli Stores Facile.it, è uno dei progetti più innovativi del settore negli ultimi anni e sono contenta di aver potuto contribuire in prima persona, con la passione, l’entusiasmo, l’energia che da sempre mi caratterizzano, al successo di un’iniziativa che resterà per sempre nella storia della mediazione creditizia italiana. Abbiamo raggiunto e superato obiettivi molto sfidanti con la trasparenza e l’alta professionalità che ci caratterizzano da sempre» commenta Angela Giannicola. «Ringrazio l’azienda perché è stata anche per me una grande occasione di crescita in comparti, quali gli Stores Facile.it, di grande valore. Certamente un pensiero e un grazie speciale lo rivolgo a tutti i consulenti della rete, molti dei quali collaborano con me fin dal 2002, e che oggi potranno continuare a crescere grazie alle opportunità offerte da una realtà solida e importante come Facile.it».

  • Municipia: il ruolo dei Comuni nella transizione energetica

    Per il Presidente di Municipia i comuni italiani dovranno essere in grado di sfruttare a pieno le risorse del Recovery Fund ed essere protagonisti del rilancio del Paese.

    Municipia S.p.A.

    Municipia, Stefano De Capitani: per utilizzare al meglio i fondi necessario partenariato pubblico-privato

    Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza l’Italia ha l’occasione giusta per far ripartire l’economia dopo oltre un anno e mezzo di emergenza sanitaria. I fondi stanziati dal Next Generation EU dovranno essere utilizzati, secondo la strategia del Governo, per permettere al Paese di intraprendere il giusto percorso di crescita sostenibile. Al centro dell’attuazione del PNRR, secondo Stefano De Capitani, ci saranno i Comuni. In un’intervista pubblicata su "Formiche.net" il Presidente di Municipia ha definito le città "il cuore della ripresa nazionale sostenibile e inclusiva". Società specializzata in progetti per la trasformazione digitale delle città, Municipia affianca oltre 1.000 città italiane ed estere. Tecnologie IoT, Cloud e soprattutto automatizzazione digitale dei servizi per le politiche pubbliche: è così che il leader delle smart cities aiuta gli enti locali ad affrontare i cambiamenti in atto. "I Comuni hanno un ruolo chiave, ma non sono soli – spiega Stefano De CapitaniIl partenariato pubblico-privato consente infatti alle amministrazioni di limitare l’impatto sulla spesa pubblica senza assunzioni di rischi finanziari e di ridurre i tempi di realizzazione del progetto ottenendo anche una maggiore efficienza gestionale".

    Municipia, Stefano De Capitani: necessario affrontare tema delle piattaforme digitali

    Per attuare i progetti del PNRR e soprattutto spendere al meglio le risorse del Recovery Fund sarà fondamentale fare squadra, continua Stefano De Capitani. Per il Presidente di Municipia si tratta di "una partita da giocare come se fosse la finale degli europei di calcio". Il Piano deve necessariamente offrire risposte immediate e contemporaneamente guardare ad un futuro sempre più sostenibile. Il ruolo delle piattaforme digitali sarà cruciale a tutti i livelli, dalla sanità alla mobilità: "Un tema che va affrontato con strumenti giusti e tempi rapidi perché, come dimostrano gli ultimi dati Istat, la pandemia ha portato un aumento della povertà assoluta nel nostro Paese con più di 2 milioni di famiglie coinvolte". Attraverso le attività di Municipia, il Gruppo Engineering si rivolge ai territori che vogliono cogliere le opportunità del Piano in tema di sviluppo sostenibile: "Siamo in prima linea come partner strategici dei Comuni. La leva dei co-investimenti privati va sfruttata e, grazie al Pnrr – conclude – questa diventa una opportunità per mettere a fattore comune le esigenze dei territori, progettando soluzioni integrate tra loro".

  • Maurizio Tamagnini: STMicroelectronics, accordo quinquennale con il Politecnico di Milano

    STMicroelectronics è un esempio concreto di come si possa fare azienda grande in Italia: le considerazioni del Presidente del Consiglio di Sorveglianza Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: STMicroelectronics e Politecnico di Milano, il valore dell’accordo quinquennale

    Lo scorso 14 giugno, in occasione della presentazione dell’accordo di collaborazione quinquennale sottoscritto con il Politecnico di Milano, il Presidente del Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics Maurizio Tamagnini ha parlato della leadership del Gruppo a livello globale nel settore dei semiconduttori. "Fattura oltre 10 miliardi di dollari" e in Italia "occupa più di 10.000 persone, di cui oltre il 90% laureati o diplomati": dunque "un esempio concreto di come si possa fare azienda grande" nel nostro Paese. Non a caso, come ha ricordato Maurizio Tamagnini, negli ultimi cinque anni STMicroelectronics ha investito in Italia "quasi 3,5 miliardi di euro in ricerca di base e nuovi investimenti in stabilimenti" configurandosi come "primo depositatore di brevetti" nel Paese. Merito anche di una attenta programmazione "per il medio/lungo periodo e per il lunghissimo periodo" focalizzata sul "fare tecnologia in modo forte, coerente".

    Maurizio Tamagnini: si può fare tecnologia in modo forte, coerente e con una programmazione a lungo termine

    Insieme al Politecnico di Milano, STMicroelectronics punta a creare un centro di ricerca congiunto sui materiali avanzati per sensori (Steam) fornendo a professori, ricercatori e dottorandi tutti i mezzi per concepire, disegnare e sviluppare la tecnologia Mems e per far nascere nuovi prodotti Mems (micro-electro-mechanical system). Per l’Italia un’opportunità unica come ha sottolineato il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Maurizio Tamagnini ricordando, in merito ai traguardi registrati sul fronte dello sviluppo tecnologico, il recente conferimento da parte dello IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineering) di una Milestone per il lavoro rivoluzionario di STMicroelectronics nella tecnologia di processo a semiconduttore con gate di silicio super integrato che in un unico chip per applicazioni complesse con elevati requisiti di potenza riunisce i transistor analogici ad alta precisione di un processo bipolare, i transistor di commutazione digitale ad alte prestazioni di un processo CMOS e i transistor DMOS ad alta potenza (BCD). È "quello che io chiamo il Nobel per la tecnologia", ha spiegato Maurizio Tamagnini, osservando inoltre come STMicroelectronics sia riuscita "grazie alla lungimiranza dei Governi italiano e francese a creare le condizioni per il successo dello Stato e del mercato". Fondamentale in quest’ottica anche la governance, come ha ricordato il Presidente: "È un’azienda che è stata costruita con solide fondamenta ed è un esempio per fare aziende europee che possano competere nel mondo".

  • A cosa serve la vitamina C?

    La vitamina C fa parte di quelle vitamine che non possono accumularsi nel nostro organismo e delle quali abbiamo dunque la necessità di una assunzione costante quando ci alimentiamo.

    Oltre a questo è importante sapere che la vitamina C ha delle interessanti capacità antiossidanti, oltre a rappresentare un importante rafforzamento del sistema immunitario e, non ultimo, previene il rischio di tumori andando ad inibire la sintesi di determinate sostanze cancerogene.

    Avrai certamente sentito dire che la vitamina C sia in grado di aiutarci a curare influenza e raffreddore. Quel che è vero è che grazie alla vitamina C è possibile velocizzare la guarigione dall’influenza, chiaramente senza esagerare nella sua assunzione.

    Un eccesso di vitamina C può infatti dare fastidio ai reni e dare il via alla formazione di calcoli o quantomeno portare sintomi più blandi come il mal di testa, il vomito e la diarrea.

     

    Quali cibi sono ricchi di vitamina C?

    Essa è presente in alimenti quali frutta e verdura, ad esempio. Le arance sono infatti ricche di vitamina C così come mandarini e fragole, nonché limoni, spinaci, broccoli e pomodori. Chiaramente questi elementi devono essere mangiati crudi o poco cotti in quanto la vitamina C, essendo sensibile al calore, perde le sue proprietà quando viene cotta in acqua.

    Abbiamo bisogno di circa 90 mg al giorno di vitamina C, e anche qualcosa in più per quel che riguarda la donna in stato di gravidanza. Una carenza di vitamina C è in grado di provocare una patologia detta scorbuto, particolarmente diffusa in passato in quelle persone che non mangiavano cibi freschi per diversi mesi.

    Nel caso in cui non riuscissi a raggiungere la dose di 90 mg al giorno tramite la normale alimentazione, è possibile adoperare specifici integratori che puoi trovare direttamente su srfarmaceutici.it(shop).

  • Stefano Donnarumma: Terna accelera sugli investimenti, il Piano di Sviluppo 2021

    Terna, il nuovo Piano di Sviluppo 2021 prevede nei prossimi dieci anni “una forte accelerazione degli investimenti, i più alti di sempre”: la presentazione dell’AD e DG Stefano Donnarumma.

    Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma: Terna presenta il Piano di Sviluppo 2021 della rete elettrica nazionale

    “L’infrastruttura di rete diventa l’abilitatore della transizione. È per questo che noi spesso ci definiamo registi della transizione energetica perché il vettore elettrico nei prossimi dieci – venti anni sarà dominante su questo tema”: lo ha ricordato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Stefano Donnarumma in occasione della presentazione del Piano di Sviluppo 2021. Il Gruppo è pronto a rivestire il ruolo di regista della transizione energetica italiana accelerando sul fronte degli investimenti: 18,1 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, +25% rispetto al precedente piano decennale, nell’ottica di abilitare la transizione energetica e favorire lo sviluppo e l’integrazione delle fonti rinnovabili per contribuire significativamente al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del Green Deal e dare un importante impulso alla ripresa economica del Paese. “Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che l’Italia e l’Europa si sono dati è infatti necessario non solo avere una chiara visione del futuro, ma anche e soprattutto saper programmare e realizzare tutte le opere indispensabili alla concreta realizzazione della transizione energetica di cui Terna è regista”, ha sottolineato in merito l’AD e DG Stefano Donnarumma.

    Stefano Donnarumma: nostro obiettivo è anche dare un importante contributo al rilancio dell’economia italiana

    Nel nuovo Piano di Sviluppo che, in base alla normativa, a partire dal 2021 avrà cadenza biennale, Terna ha programmato oltre 30 nuovi progetti infrastrutturali: in questa prospettiva il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma ha dato elevata priorità a tutti gli interventi ritenuti strategici per l’intero sistema elettrico nazionale. Molteplici le linee di azione: il rafforzamento degli scambi tra zone di mercato per una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili; la risoluzione delle criticità e maggiore elettrificazione delle aree metropolitane; le sinergie con gli altri sistemi (gas, ferrovie e telecomunicazioni) per integrare le reti e determinare un minore impatto sul territorio; il potenziamento delle interconnessioni con l’estero per aumentare la capacità di scambio con i Paesi confinanti. “Il nuovo Piano di Sviluppo 2021 riflette l’importante momento storico che stiamo vivendo” ha commentato l’AD e DG Stefano Donnarumma: “Grazie quindi all’impegno di tutte le nostre persone, potremo mettere a punto un sistema elettrico sempre più efficiente, sostenibile e ‘verde’. Nostro obiettivo è anche dare un importante contributo al rilancio dell’economia italiana così duramente colpita, come ovunque nel Mondo, da questa terribile pandemia: ogni miliardo investito in infrastrutture ne genera infatti tra due e tre in termini di PIL e consente di creare moltissimi nuovi posti di lavoro”.

  • Gianni Lettieri firma l’accordo Atitech – Israel Aerospace Industries’

    Si tratta di un traguardo senza precedenti per Atitech, che si riafferma come unica in Europa ad avere esperienza, maestranze e strumenti adatti a convertire i Boeing 737.700/800 di Aviation Group da passeggeri a cargo. Soddisfatto il Presidente Gianni Lettieri.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri (Atitech): i dettagli dell’accordo con Aviation Group

    Atitech, la MRO presieduta da Gianni Lettieri, ha ottenuto un nuovo importante traguardo: lunedì 5 luglio l’azienda con sede a Napoli ha ampliato le sue attività dopo la firma di un accordo con Israel Aerospace Industries’ (IAI) Aviation Group, leader mondiale tra le aerospaziali. Si occuperà di trasformare i Boeing 737.700/800 da passeggeri a cargo. Atitech è, di fatto, l’unica realtà europea e una tra le pochissime al mondo dotata di maestranze, competenze e attrezzature adatte a questo tipo di conversione. Il Patron Gianni Lettieri e Yossi Melamed, Vicepresidente Esecutivo e General Manager di Aviation Group, hanno firmato presso la sede di Capodichino. Atitech diventa così una realtà sempre più internazionale, che può contare su una lunga e consolidata esperienza nel campo delle manutenzioni in aviazione e su una serie di certificazioni rilasciate dalla Federal Administration Agency (FAA Part 145) e dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA Part 145).

    Gianni Lettieri commenta il traguardo raggiunto in seguito alla firma dell’accordo

    “La firma di questo contratto con IAI ci permetterà di ricominciare l’attività High Tech che si faceva quando, più di venti anni fa, l’ala Nord di Capodichino, oggi Atitech, apparteneva a Aeronavali Venezia, specializzata in conversione cargo per DC8-DC10-MD10-MD1”: sono le parole del Presidente di Atitech Gianni Lettieri, che ha firmato in prima persona il nuovo accordo con Aviation Group. “Personalmente”, ha specificato, “sono contento di vedere come Atitech stia espandendo il proprio portafoglio di servizi, grazie anche a questo nuovo prodotto, in linea con la strategia dell’azienda finalizzata a costruire il Polo delle manutenzioni italiano.” Dopo essere entrato tra i soci fondatori di Meridie S.p.A., Gianni Lettieri ha acquisito Atitech, che guida dal 2009. “Credo che quest’attività, che ci pone al centro del settore delle manutenzioni aeronautiche a livello globale, porterà lustro alla città di Napoli anche in considerazione delle eccellenze universitarie del settore presenti in Campania”, ha commentato il Presidente.

  • Fondazione Cariplo, ecco SOS Patrimonio. Andrea Mascetti: “Non dimenticare sostegno a cultura”

    Dal 2020 a oggi Fondazione Cariplo ha destinato alla cultura 12,5 milioni di euro. L’ultimo Bando ne dedica 2 ai beni architettonici. Andrea Mascetti: “Fondazione impegnata sul sociale senza mai dimenticare sostegno alla cultura”

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: SOS Patrimonio, 2 milioni per il recupero dei beni storico-architettonici

    Pubblicato lo scorso 7 luglio, SOS Patrimonio è il nuovo Bando targato Fondazione Cariplo che nasce con l’obiettivo di sostenere interventi di recupero urgenti su beni di interessi storico-architettonico. L’ente ha deciso di mettere a disposizione 2 milioni per progetti che hanno come focus l’apertura, la messa in sicurezza e la fruibilità del patrimonio italiano. Con la crisi Covid-19, i fondi destinati alla cultura hanno infatti ricevuto diversi tagli. Tuttavia, ricorda Andrea Mascetti, è necessario che la cultura torni protagonista di un impegno condiviso. Il commissario della Commissione Centrale di Beneficenza ha dichiarato che Fondazione Cariplo continuerà ad occuparsi di iniziative sociali sul fronte della povertà, senza però dimenticare l’importanza della cultura. Si tratta di un settore in estrema difficoltà ormai da oltre un anno e mezzo. SOS Patrimonio prova a dare un segnale sui rischi di mancata programmazione e scarsa manutenzione, tra i quali la perdita di valore identitario per le comunità. “Il sostegno alla cultura rappresenta un enzima importante per la crescita delle persone, perché arricchisce e completa – ha spiegato Andrea Mascettioffre occasioni di relazione e di rafforzamento dei legami, nello stare insieme, godendo del patrimonio artistico e dell’eccellenza culturale dei nostri territori”.

    Andrea Mascetti: Cariplo, in trent’anni realizzati 14mila progetti

    Le parole utilizzate da Andrea Mascetti, che ricopre anche il ruolo di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, confermano quanto la Fondazione reputi strategico e fondamentale un settore come quello culturale. In trent’anni di attività Cariplo ha finanziato 14mila progetti, per un totale di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Solo dal 2020 a oggi, l’Ente ha stanziato per la cultura, contando anche il recente SOS Patrimonio, 14,5 milioni. Numeri importanti ma che, sostiene la Fondazione, sono una goccia in un oceano di nuovi bisogni. Cariplo, ha detto il Presidente Giovanni Fosti, intende perseguire nella sua strategia, soprattutto in un momento storico come quello attuale: “Non possiamo permetterci di perdere ciò che rende il nostro territorio attrattivo e ricco di significato”. Sulla stessa linea di Andrea Mascetti, il Presidente ha poi aggiunto: “L’azione di soggetti che creano e diffondono cultura rende le nostre comunità più unite e la presenza di beni storico-architettonici genera un valore simbolico, culturale e anche economico”.

  • Sostenibilità nel settore chimico: il progetto “Green Change Matters” di Alessandro Fioretto

    Alessandro Fioretto è un manager e investitore italiano con esperienza consolidata nel settore chimico della pulizia professionale. Impegnato da tempo in materia di responsabilità sociale d’impresa, ha posto la sostenibilità al centro dell’operato di Italchimica.

    Alessandro Fioretto

    Sostenibilità e cambiamento: il progetto “Green Change Matters” di Alessandro Fioretto

    Alessandro Fioretto è Amministratore Delegato e Presidente di Italchimica, azienda fondata nel 2003 insieme ai fratelli Marco e Fabrizio e oggi leader in Italia nella produzione di detergenti e cosmetici. Con oltre 20 anni di esperienza nel settore chimico della pulizia professionale, il manager ha indirizzato da tempo le proprie attività verso i principi della responsabilità sociale d’impresa: un impegno che ha permesso all’azienda di raggiungere traguardi con un’attenzione particolare verso la responsabilità ambientale, sociale ed economica. Tale vision è alla base di “Green Change Matters”, progetto promosso da Alessandro Fioretto e finalizzato a definire con chiarezza le scelte effettuate nei processi produttivi. Una modalità, come illustrato dall’AD, che permette di fornire dati e informazioni aziendali con trasparenza: “Significa avere cura delle cose che si fanno: esprimere una visione sostenibile dei propri obiettivi, nel rispetto della natura e del mondo che verrà”. Tali principi confluiscono inoltre nel Rapporto di Sostenibilità che l’azienda pubblica volontariamente dal 2019, unica realtà nel settore della detergenza e della cosmetica in Italia con un Report riconosciuto dall’organizzazione internazionale Global Reporting Initiative.

    I traguardi di Alessandro Fioretto alla guida di Italchimica

    Alla responsabilità sociale e alla sostenibilità, Alessandro Fioretto ha affiancato grandi competenze in project management, leadership e capacità d’impresa. Un percorso che, alla guida di Italchimica, ha portato la società verso una posizione primaria nel settore della pulizia professionale I&I e Horeca. I risultati non sono mancati neanche sul versante internazionale: l’azienda opera infatti con successo in oltre 50 Paesi esteri (90% in UE) e conta più di 170 dipendenti in organico e 9 marchi di proprietà. Il fatturato aziendale ha registrato valori costantemente in crescita fin dal 2003, raggiungendo un volume totale di 93 milioni di euro nel 2020. Tale solidità finanziaria è valsa anche l’importante titolo di “Miglior Impresa Under 40 della Provincia di Padova”, riconoscimento conferito nel “Premio Industria Felix 2018”. Italchimica ha inoltre raggiunto, negli “AIDP Award 2021”, il secondo posto davanti a grandi realtà quali Esselunga, TIM e Gi Group, in un concorso nazionale che ha premiato la società guidata da Alessandro Fioretto per innovazione e trasformazione nell’area delle risorse umane.

  • GIANFRANCO GFN, L’INTERVISTA DOPO IL SUCCESSO DI “BONNIE & CLYDE”

    “BONNIE & CLYDE” ha superato le 35k su YouTube, i 12k su Spotify e non sembra voler fermarsi. Abbiamo così deciso di intervistare per voi l’autore di questo capolavoro, un musicista ricco di talentoGianfranco GFN.

    Ciao Gianfranco, parlando in generale: cosa credi che manchi alla scena musicale odierna?

    GFN: Onestamente credo che le nostre orecchie si stiano troppo abituando a questa musica “elettronica” e il vero musicista non riesce spesso a valorizzare la “musica vera”, fatta da musicisti che utilizzino strumenti convenzionali, e non solo un suono generato da “macchine”. Dobbiamo difendere l’espressione della musica ma anche il cuore e l’anima di chi la realizza con i classici strumenti e non solamente aiutandosi con programmi e strumentazioni automatiche.

    Sarebbe davvero un peccato se un giorno il musicista, che sa suonare per davvero uno strumento, venisse a mancare.

     

    Qual è stato il momento più duro che hai affrontato da quando hai iniziato? E quale invece il più bello e soddisfacente?

    GFN: Nel mondo della musica i momenti duri sono molti ma sono una sfida quotidiana che devi affrontare e superare.

    Personalmente mi ritengo una persona positiva e trovo sempre una soluzione per andare avanti.

    Un momento duro del mio percorso? È stato sicuramente quando ho realizzato il mio primo album in assolo! Nonostante avessi già più di 25 anni d’esperienza, quando ti ritrovi a fare tutto da solo può essere davvero molto dura. A momenti non sai ce la farai a fare qualcosa che funzioni, che i pezzi siano finiti, dalla stesura alla pubblicazione…Ci sono stati momenti duri, e soprattutto serate e notti lunghe ed insonne!

    Però il momento più bello è chiaramente quando l’album e stato concluso, presentato ed in seguito al lancio arrivarono numerosi messaggi, passaggi radio, media, ecc… Solo a quel punto puoi vedere e godere del frutto del tuo lavoro.


    Avresti voglia di collaborare con qualcuno? Chi sarebbe il protagonista del tuo “feat dei sogni”?

    GFN: Una domanda non facile…potrei fare un elenco di tutti coloro che avrei desiderio di collaborare! Quando sei come me un compositore e produttore ascolti la musica sotto un altro aspetto. Ma soprattutto scopri tanti altri compositori e artisti con delle idee completamente geniali, a dir poco.

    Un artista con il quale davvero vorrei collaborare oggi è qualcuno che ha fatto parte della mia carriera musicale fino d’oggi: Zucchero. È un Artista che seguo da quasi l’inizio della sua carriera. Sono affascinato dalle sue composizioni blues e dall’anima che ci metto, lo stile che lo identifica, la musica e le parole che pochi come lui riescono a creare per farci sognare.

    Quello che lui ha fatto e realizzato fino d’oggi e semplicemente “magnifico”, con lui sarebbe un vero piacere condividere un’esperienza ed un grande onore il poter collaborare.

     

    d)      Qual è l’occasione migliore per ascoltare il tuo ultimo singolo, Bonnie & Clyde?

    GFN: È indubbiamente un pezzo che puoi ascoltare ovunque e in qualsiasi momento. Una canzone allegra da ballare magari in spiaggia per vivere dei bei momenti. “BONNIE & CLYDE” è un pezzo che ho composto e suonato con i miei musicisti in un momento di allegria (nonché di amicizia vera e propria), e tutti hanno messo cuore e anima quando e stata incisa. Ci siamo lasciati andare con il suo ritmo e il suo sound dalle influenze cubane, molto latine, con tanti “good vibes” e credo dovreste farlo anche voi ascoltandola!

  • Paracadute (Feat. Biondo) è il primo singolo di Marina Erroi

     dal 23 luglio fuori il singolo d’esordio dell’artista 

    Marina Erroi è nata il 9 febbraio 2003 a Taranto, originaria del paese Avetrana.
    Nel corso degli anni ha avuto diversi interessi ma l’unica passione che ha nutrito fin da piccola è la musica.
    Comincia ad appassionarsi del canto e con il passare del tempo instaura un legame sempre più forte, diventa il suo angolo di sfogo nei momenti in cui si sentiva sovrastata dalle tante delusioni, è solo in quella sua piccola bolla che impara ad essere sé stessa e amarsi nelle sue fragili insicurezze.

    Marina firma il suo primo contratto discografico con la MMline Records per poi passare con la Jericho Records .
    Marina è seguita dalla discografica e Manager Maria Totaro  e dai produttori Anthony & Vittorio Conte.

    Quando ho ascoltato il pezzo spiega Marina, ho provato un’emozione indescrivibile, pian piano il progetto prendeva forma ed è stata una sensazione così bella che è difficile da spiegare.
    Quando finalmente ho cantato il pezzo l’ho sentito già mio, mi ci sono trovata subito in sintonia e per tutta la giornata mi risuonava sempre nella testa.
    Il giorno in cui il mio Manager mi ha detto che saremmo usciti con un singolo/featuring con biondo ero così contenta di poter avere l’opportunità di sperimentare e condividere l’arte della musica con chi come me ne è appassionato.
    Dopo questa uscita il mio obiettivo è quello di far conoscere alla gente le stesse emozioni che provo io mentre canto.
    Poter esprimere cosa sento e riuscire ad arrivare nei cuori di chi mi ascolta, fare entrare ognuno nel mio mondo e riuscire a far emozionare con la mia voce.

    “Paracadute è un brano che racconta l’amore nella prospettiva dell’entusiasmo di potersi amare avendo la consapevolezza che prima o poi si dovrà convivere con l’abbandono
    ogni cosa ha un inizio ogni cosa ha una fine”

    Paracadute è stata scritta da Anthony Conte composizione e testo da Biondo Composizione e Testo della parte rap.
    Prodotta arrangiata e mixata da Vittorio Conte ai Jericho Studios .
    Label : Jericho Records

    https://m.facebook.com/MarinaErroiOfficial
    https://www.instagram.com/marinaerroi_/

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • DUNA-Corradini: ULTIMO MIGLIO VERSO IL TRAGUARDO “SFRIDO ZERO”

    Ai blocchi di partenza il nuovo impianto del quartier generale DUNA che permetterà una completa economia circolare, votata alla valorizzazione (up-cycling) delle materie prime secondarie, un tempo dette “sfridi”. Un nuovo successo per il progetto “SFRIDO ZERO” fortemente sponsorizzato dalla Direzione Aziendale sin dal 2015.

    Semaforo verde per l’installazione del nuovo impianto di up-cycling fortemente voluto dalla Direzione e dal Management di DUNA-Corradini, che sarà in grado di valorizzare i residui di produzione per trasformarli in prodotti ad alte prestazioni completamente nuovi.

    Un investimento plurimilionario iniziato qualche anno fa, frutto di un’idea assolutamente innovativa, sintesi perfetta del piano strategico “SFRIDO ZERO” varato nel 2015 e orientato al raggiungimento di una reale economia circolare entro il 2025, declinata nella sua accezione più nobile: l’UP-CYCLING.

    «In un mondo in cui generiamo sempre più rifiuti a fronte di risorse sempre più scarse, la nostra risposta nasce da una nuova visione che percepisce lo scarto come risorsa di valore, dando vita a prodotti innovativi, tecnologicamente avanzati e rispondenti alle crescenti esigenze di miglioramento della qualità della vita», commenta Massimiliano Motta, R&D Manager.
    «A differenza del re-cycling, in cui si riporta un materiale alle proprietà originarie, l’up-cycling lo valorizza grazie ad una progettazione intelligente che lo rende più interessante a livello economico, tecnico-applicativo ed estetico», aggiunge Alberto Brozzi, Sales Area Manager.

    L’impianto sarà dunque in grado di riconvertire i residui di produzione, trasformandoli in prodotti in grado di rispondere alle esigenze di diversi mercati ed applicazioni. Una perfetta declinazione di economia circolare per ideazione, innovazione e tempi di realizzazione: 2 anni in cui decenni di know-how ed esperienza di ogni area aziendale DUNA sono state impiegate per il raggiungimento di un obiettivo comune di grande rilevanza etica e strategica.

    «Una delle nostre sfide più grandi è sempre stata quella eliminare lo spreco in ogni sua forma e a tutti i livelli dell’organizzazione, diminuendo scarti, non conformità, fermi e, più in generale, efficientando i cicli produttivi ed innalzando il livello culturale di tutti gli operatori aziendali rispetto a questi temi al fine di attaccare lo sfrido nella sua fase di generazione lungo il processo produttivo. Ma siamo andati ben oltre e, parallelamente ai programmi di riduzione dello scarto, abbiamo allocato considerevoli risorse e la vasta competenza tecnologica che ci contraddistingue al servizio dell’”eco-progettazione” che intercetta e valorizza lo scarto residuo non eliminabile» commenta Marta Brozzi, Presidente e AD.

    «Poter essere protagonisti nel creare una economia realmente sostenibile ha stimolato la nostra capacità tecnica e ricerca scientifica nel realizzare una soluzione tecnologica ecosostenibile perfettamente in linea con l’Agenda 2030 e ha reso orgoglioso tutto il Team DUNA» spiega Guido Campolongo, Global Engineering & Industrialization Manager. «Un altro importante tassello a completamento del progetto SFRIDO ZERO».

    «Questo traguardo rappresenta la risposta concreta di DUNA alla grande sfida che stiamo vivendo come imprenditori, come genitori e come abitanti di questo pianeta e lo fa a 360° poiché la sostenibilità per noi deve essere anche economica e prestazionale nel rispetto degli alti standard che il mondo moderno richiede. Il recupero dei prodotti secondari di produzione in chiave up-cycling permette infatti di valorizzarli re-ingegnerizzando per loro una nuova vita che si contraddistingue per le alte prestazioni tecniche senza alcun compromesso rispetto agli standard qualitativi e, perché no, alla gradevolezza estetica alla quale non intendiamo rinunciare» conclude Marta Brozzi.

    Manca poco all’avvio del nuovo impianto. Stay tuned!

    Con diverse linee di prodotti, tra cui il poliuretano ed i poliisocianurati CORAFOAM®, i sistemi DUNAPOL® e la gamma CORINTHO®, DUNA-Corradini è presente in diversi mercati tra i quali aerospaziale, automotive, Oil&Gas, edilizia, isolamento, insegnistica e molti altri.
    Il Gruppo DUNA, composto da DUNA-CORRADINI, DUNA-USA e DUNA-EMIRATES, sviluppa e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurate, sistemi, adesivi, resine epossidiche dalle elevate prestazioni e soluzioni made dal 1957. Ha sedi produttive in Italia, Stati Uniti, ed Emirati Arabi Uniti.

    Visita https://www.dunagroup.com per ulteriori informazioni.

  • Porte, finestre e serramenti

    Che si parli di allestire la propria casa, ufficio o qualsiasi altro luogo, come in tutto la prima impressione è quella che conta. Quindi il momento in cui la porta si apre per un eventuale ospite.

    I serramenti sono per un edificio quello che per noi sono le valvole dei nostri organi.

    Danno vita, luce, stile importanza e anche sicurezza. Una porta o finestra che si rispetti deve funzionare tanto bene quando si apre quanto quando si chiude.

    Bello o funzionale? Scopriamo insieme cosa conviene per un infisso

    Spesso ci si chiede se sia più importante la bellezza o la funzionalità e ci sono due risposte.

    La risposta banale è: “Dipende”. A seconda dell’edificio e della sua funzione, serramenti ed infissi dovranno combaciare con l’ambiente.

    Una villa ed un’abitazione più modesta avranno diverse porte, persiane, verande.

    La risposta un po’ meno banale è che sono entrambe importanti allo stesso modo è che vanno di pari passo. Sempre più spesso la funzionalità e la bellezza combaciano ed è una corrente di pensiero che sempre più prende piede nel campo del design.

    Estetica

    È importante ricordare che i serramenti sono elementi architettonici che danno valore e contributo all’aspetto ed all’arredamento di una struttura.

    Tali scelte comprendono tutte le forme, dimensioni e colori, ma anche materiali, e nel mondo odierno vanno sempre più a braccetto con soluzioni ecologiche e di risparmio energetico.

    Sicurezza

    I serramenti sono le parti dell’edificio che sono più esposte alla questione sicurezza.

    La prima cosa che viene in mentre è la protezione da ospiti indesiderati, ma ci sono tante altre funzioni di sicurezza che vengono svolte, come:

    • Riparo da elementi esterni: Possono essere semplicemente elementi naturali quali pioggia e vento, o artificiali, come oggetti vari e c’è la possibilità che siano o no intenzionali.
    • Sicurezza contro furti: Già in parte menzionata. I serramenti sono necessari perché l’edificio “respiri”, ma sono anche i punti più “vulnerabili” della casa a cui punterà un eventuale malintenzionato.
    • Sicurezza infortunistica: Scale col giusto corrimano, finestre che evitino di sporgersi troppo e tanto altro. L’infortunistica è fondamentale in qualsiasi edificio, sia per una questione di regole, ma anche semplicemente per il benestare delle persone che ne fanno uso.
    • Sicurezza in situazioni di emergenza: Incendi o calamità naturali necessitano di essere valutati con attenzione, si possono utilizzare porte tagliafuoco, maniglioni antipanico e chi più ne ha più ne metta.

    L’importante è che le vie siano libere e di facile apertura in una situazione di emergenza.

    Il costo dei serramenti

    Arriviamo al dunque, quanto verranno a costare dei serramenti fatti bene?

    Qua la risposta è solo una: Dipende.

    Le principali variabili sono:

    • Tipo di apertura
    • Materiale
    • Manifattura

    Il modo migliore per avere prezzi contenuti e mantenere comunque degli standard di funzionalità, estetica e sicurezza è rivolgersi a degli esperti. Chi lavora nel campo dei serramenti da tanti anni saprà consigliarti al meglio ed avere una soluzione su misura per te.

    Il materiale

    I materiali non influenzano però solo il prezzo. Ci sono dei motivi specifici per sceglierne uno rispetto ad un altro.

    I più comuni sono:

    • Alluminio: L’alluminio non si altera, è facile da lavorare e non ha particolare bisogno di manutenzione. Ha anche un peso modesto ed un prezzo competitivo. Non offre però un ottimo isolamento termico a meno che non combinato con profili plastici particolari.

    Sebbene non sia elegante quanto il legno, può non sfigurare con la giusta lavorazione ed è solitamente adatto per attività commerciali o uffici.

    • Legno: Col classico non si sbaglia mai. Ma è proprio vero? Sicuramente il legno è il materiale più piacevole esteticamente e si utilizza in case, ville, ma non solo. Può dare un certo tono di eleganza e a volte importanza all’edificio. Se non si utilizzano però tecnologie all’avanguardia può essere maggiormente alterato da elementi esterni, in particolare atmosferici.

    Ad oggi questa non è la preoccupazione principale, i serramenti di legno sono spesso sicuri e robusti, ma vi è prevalentemente una preoccupazione per il fattore ecologico.

    • PVC: Il polivinilcloruro è poco costoso, molto durevole e da un ottimo isolamento, oltre ad essere per propria conformazione estremamente facile da modellare. Perché non tutti lo scelgono?

    Sebbene si stia diffondendo, il motivo principale è che non essendo un elemento naturale come ad esempio il legno, ha un’attrattiva minore e non si addice a volte a locali di una certa importanza.

    Serramenti o non serramenti, questo è il dilemma

    Se ancora non hai raggiunto una decisione, su qual è la scelta perfetta per il tuo edificio, considerando materiali, prezzo, estetica, la cosa migliore da fare è cominciare a “spulciare” vari prodotti.

    Progettisti esperti ed aziende del campo hanno una vasta gamma di infissi e serramenti da cui scegliere oltre ad un numero di servizi e consulenze che potranno aiutarti nella scelta ed anche prima, durante e dopo l’acquisto!

  • Abbigliamento invernale per la moto: consigli utili

    Scegliere con cura l’abbigliamento da moto per l’inverno è importante per riuscire ad ottenere il giusto compromesso tra sicurezza e protezione dal freddo e dalle intemperie. Vale comunque sempre il consiglio per il quale vestirsi a cipolla sia la soluzione più valida, e dunque prevedere più di uno strato, uno sopra l’altro, così da avere la giusta copertura al momento necessaria e potersi scoprire senza problemi.

    Per quel che riguarda l’abbigliamento tecnico da moto, in inverno è sempre preferibile indossare le calzamaglie sotto i pantaloni, e  delle maglie piuttosto aderenti che siano in grado di consentire la normale sudorazione mantenendo però il calore.

     

    La giacca per la moto

    Esistono delle ottime giacche per la moto sia in tessuto che in pelle, in base alle tue preferenze. Entrambi sono in grado di fornirti un ottimo riparo da pioggia e vento, garantendo al tempo stesso una buona traspirabilità che ti consente di non sudare. Chiaramente queste giacche sono rivestite e imbottite maniera tale da offrire protezione anche contro le abrasioni.

     

    I guanti

    Se la tua moto non ha le manopole riscaldate, è bene scegliere dei bei guanti invernali che possano garantirti il giusto tepore. Le mani devono infatti essere protette dal freddo in quanto è importante avere sempre il massimo della sensibilità per poter fare una buona presa e agire alla perfezione sui freni. Dunque i tuoi guanti per la moto devono necessariamente essere imbottiti e impermeabili.

     

    La visiera

    È molto importante proteggere il viso dato che si tratta della zona del corpo più esposta al freddo tagliente dell’inverno, anche quando indossiamo il nostro casco.

    Il problema che tipicamente si presenta in inverno è quello della visiera che si appanna: per ovviare è bene aprire un pò la visiera mentre guidiamo così da consentire al vetro di pulirsi, e ritornare a chiudere la visiera subito dopo.

    Ricorda che sul sito di RicciMoto a Perugia trovi diversi modelli di giacca per la moto ma anche guanti e visiere, oltre a tantissimi accessori pensati apposta per te che hai necessità di usare la moto anche in inverno.

  • Debora Hirsch, Até aqui – Solo Show

    Per la sua nuova personale alla Boccanera Gallery a Trento e Milano, Debora Hirsch presenta una serie di lavori inediti con i quali continua il suo affascinante lavoro di cucitura tra poli opposti, geografici, mentali e visivi. Tra passato e futuro, tra reale e virtuale, tra natura e artificio. Ogni opera dell’artista è l’esito di uno straordinario lavoro di assemblaggio e dissimulazione. Dietro ogni opera si nasconde infatti un’intelaiatura precisa di memorie e di pensieri, che spesso fanno riferimento al mondo da cui Debora Hirsch viene, il “nuovo mondo”; poi il processo pittorico porta, secondo quanto suggeriva il grande poeta brasiliano Oswald de Andrade, a cui il titolo della mostra rende omaggio, alla determinazione di una situazione inedita; immagini di un mondo “ultra nuovo” che non cancella ciò che è stato, non elimina gli opposti ma li colloca dentro un orizzonte liquido dove tutto diventa ancora possibile. La pittura di Debora Hirsch è la pittura di un nuovo mondo matriarcale, dove le immagini del mondo e della storia si ricompongono dentro un ordine che permette agli opposti di confluire uno nell’altro, senza annullarsi. “Até aqui”, “Fino a qui” indica proprio questo orizzonte sempre mobile, “firmamento” come nel titolo/suffisso di tutte le sue opere, verso il quale la pittura dell’artista si è sospinta.

    Tra i nuovi lavori che Debora Hirsch presenta a Trento c’è una serie di tele di formato quadrato, un formato sul quale l’artista ha lavorato con singolare e significativa ostinazione. Il quadrato che nella cultura occidentale richiama la chiarezza della razionalità, qui è destinato a racchiudere immagini fluide, a volte quasi amniotiche, permeate di sostrati che sfuggono e portano verso profondità mutanti. Nel perimetro del quadrato, la chiarezza non viene affatto rinnegata, ma portata ad una condizione superiore e assume forme mobili, riluttanti ad ogni rigidità interpretativa. Eppure dentro quelle forme si condensano la storia, con tutte le sue ferite, come nel bellissimo “Firmamento (pelourinho)”, che richiama una colonna per le torture usata dai conquistatori; la geografia, con i fiumi che si fanno sistema venoso nel dipinto “Firmamento (river veins)”, la natura con le sue strutture quotidiane e insieme totemiche in “Firmamento (calabash 2)”.
    È un orizzonte nel quale la separazione tra pittura e digitale sfuma. Nelle tele compaiono filamenti che sono radici aeree e insieme nodi di reti. Così con molta fluidità le immagini slittano dentro gli schermi dei video di Deborah Hirsch, con la stessa naturalezza con cui galleggiano sulle tele. “Até qui” non è un approdo ma un movimento che chiama sempre nuovi movimenti.

    For her new solo exhibition at the Boccanera Gallery in Trento and Milan, Debora Hirsch presents a series of recent paintings and videos in which she continues her fascinating work of stitching together opposing poles – geographical, mental and visual – between past and future, the real and the virtual, the natural and the artificial. Each of the artist’s works is the result of an extraordinary process of assembly and dissimulation. Behind each work lies a precise construction of memories and thoughts, which often refer to the world from which Debora Hirsch comes, i.e. the ‘new world’. Then – as suggested by the great Brazilian poet Oswald de Andrade, to whom the title of the exhibition pays homage – the pictorial process leads to the emergence of an unprecedented situation: images of an ‘ultra-new’ world that does not erase what has been, that does not eliminate opposites but which places them within a liquid horizon where everything still remains possible. Debora Hirsch’s painting is that of a new matriarchal sphere, where the images of the world and of history are recomposed in a configuration that allows opposites to flow into one another yet without being cancelled. Até aqui – ‘Up to Here’ or ‘Thus Far’ – indicates this ever-moving horizon, the ‘firmamento’ mentioned in the title/suffix of all her works, towards which the artist’s painting has shifted.
    Among the new works Debora Hirsch is presenting in Trento there is a series of square canvases, a format on which the artist has worked with single-minded and meaningful obstinacy. The square, which in Western culture evokes the clarity of rationality, is here intended to enclose fluid images, at times almost amniotic, permeated with substrates that escape and lead towards mutant depths. In the perimeter of the square, clarity is by no means disavowed, but brought to a higher condition in which it assumes mobile forms, reluctant to embrace any interpretative rigidity. And yet within those forms, history is condensed, along with all its wounds, as in the beautiful ‘Firmamento (pelourinho)’, which recalls a whipping post used by the conquerors; geography, with rivers that become the venous system of painting ‘Firmamento (river veins)’; and nature with its everyday and at the same time totemic structures at ‘Firmamento (calabash 2)’.
    It is a horizon along which the separation between painting and digital imagery fades. Filaments appear on the canvases that are both aerial roots and networks nodes. Thus, with great fluidity, the images slide into the screens of Debora Hirsch’s videos, just as naturally as they float across her canvases. Até qui is not a landing place but a ceaseless movement that brings about new movements.

    Debora Hirsch
    Até aqui

    a cura di/curated by Giuseppe Frangi

     

    Boccanera Gallery Trento
    Via Alto Adige 176

    10.09.2021 – 13.11.2021
    Inaugurazione 10 settembre 2021, 12.00 – 20.00 | Opening September 10, 2021, 12am – 8pm

     

    Boccanera Gallery Milano
    Via Ventura 6

    14.09.2021 – 06.11.2021
    Inaugurazione 14 settembre 2021, 16.00 – 20.00 | Opening September 14, 2021, 4pm – 8pm

     

    [email protected]
    www.boccaneragallery.com

  • Casa: 4,9 milioni di italiani non hanno pagato le rate condominiali

    Gli effetti economici della pandemia si sono fatti sentire anche nei conti dei condomìni e, come emerso dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, quasi 4,9 milioni di italiani hanno dichiarato di non aver pagato una o più rate delle spese condominiali nel periodo compreso tra marzo 2020 a marzo 2021.

    Quante rate sono state saltate?

    Se a livello nazionale la percentuale di italiani che hanno saltato una o più rate condominiali è pari al 20,1%, l’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – ha rilevato come il fenomeno sia stato più frequente nel Centro Italia e, soprattutto, al Sud e nelle Isole, dove coloro che hanno saltato uno o più pagamenti verso il proprio condominio sono stati, rispettivamente, il 21,9% e il 24,8%.

    In termini di importo non corrisposto, in media i condòmini morosi non hanno pagato 482 euro; va detto, però, che per più di 1 su 4 il debito è superiore ai 500 euro. Il 65% dei morosi ha saltato 1 o 2 rate, il 15% tre rate e circa uno su cinque ne ha saltate quattro o più.

    Crisi economica… ma non solo

    La difficoltà economica è la prima ragione per cui gli italiani non hanno pagato le spese condominiali (lo ha dichiarato il 52,2% dei rispondenti), con ben il 19,5% che lo ha fatto perché aveva perso il lavoro (o era in cassa integrazione), ma anche le ruggini interne all’immobile sembrano aver inciso notevolmente tanto che quasi 1 moroso su 5 ha ammesso di aver saltato il pagamento di una o più rate perché in disaccordo su alcune scelte fatte dal condominio.

    «È evidente come il 2020-2021 sia stato, anche a causa della pandemia, un anno complesso dal punto di vista dell’abitazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «Una nostra indagine recente ha messo in luce come 1,9 milioni di famiglie in affitto abbiano avuto difficoltà a pagare il canone mensile, e ora si evidenzia che milioni di italiani hanno avuto problemi con le rate del condominio. Una situazione inedita quest’ultima, visto che ben 3 rispondenti su 4 tra coloro che non hanno pagato le spese condominiali hanno dichiarato che non era mai successo prima».

    Le conseguenze

    Ma cosa è successo dopo il mancato pagamento delle rate condominiali? Il 49,6% dei morosi ha dichiarato di essere riuscito a mettersi in pari con i pagamenti utilizzando i propri risparmi o risorse, mentre il 23% dei rispondenti, pari a 1,1 milioni di italiani, ha dovuto chiedere un prestito per far fronte alle spese.

    Più di 1 su 5 al momento dell’intervista era ancora indietro con le rate, ma aveva ricevuto dal condominio ulteriore tempo per pagare quanto dovuto, mentre circa 130.000 italiani hanno dichiarato di essere in causa con i condòmini.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.