Autore: Ufficio Stampa

  • Il Festival dell’Arte apre a Sanremo col Maestro Gallo dell’orchestra dell’Ariston, Bacchi, della RAI e Affidato del Premio Monte Carlo

    Dal 5 al 19 marzo 2021 si tiene a Sanremo la mostra “Festival dell’Arte”, in concomitanza con il 71° Festival della Canzone Italiana, presso la sede ligure della Milano Art Gallery, la storica galleria Bonbonniére, in Corso degli Inglesi 3, proprio di fronte al Casinò, crocevia di grandi nomi della musica e dello spettacolo.

    La rassegna, alla quale erano presenti il Maestro Vitaliano Gallo dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, il Maestro Giancarlo Bacchi dell’Orchestra della Rai, Michele Affidato del Premio Monte Carlo, e la gallerista Giulietta Calzini, è stata presentata da Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi e già manager di personalità dell’arte, della cultura e della musica come Vittorio Sgarbi, Romina Power, Francesco Alberoni, Katia Ricciarelli, Margherita Hack, Amanda Lear e altri ancora.

    Ecco i nomi dei talentuosi artisti in mostra:

     

    Actis Caporale Anna, Avanzi Corrado, Bellati Fiammetta, Bove Pasquale, Brusatin Giuseppina, Cecchet Rosanna, Detto Claudio, Drensi Valcarlo, Di Francisca Raffaele , Divittorio Donato, D’Orazi Fiorenza, Fazio Francesco, Ferrari Monica, Garcea Veronica, Giglio Irene, Jarda Maria, Lucernini Luigi, Mancini Enrica, Martello Agrippino, Meo Felice, Milano Alberto, Milesi Paola, Nevel, Nigro Anna, Nobili Federica, Ouatu  Gheorghita, Patella Carla, Poggio Luisa, Remotti Renzo, Rocchetto Maria Milena, Sacchi Franca, Sambucco Gino, Spalla Pizzorno Elettra, Steardo Fulvia, Virgone Joseph

     

  • TGCOM24: intervista col manager e curatore Salvo Nugnes sul catalogo Editoriale G. Mondadori “L’Arte in Quarantena”

    Domenica 28 febbraio è andata in onda su TGCOM24, rete di punta dell’informazione a livello nazionale, l’intervista rilasciata alla giornalista Micaela Nasca dal manager e curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes riguardo all’uscita del prestigioso catalogo “L’Arte in Quarantena” Editoriale G. Mondadori.

    Il volume, nato dall’omonima rubrica televisiva curata dal direttore Paolo Liguori e ideata da Salvo Nugnes, verrà presentato all’auditorium dello IULM di Milano il 10 aprile insieme a tante personalità che hanno collaborato al progetto come il grande sociologo Francesco Alberoni, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, lo psichiatra Alessandro Meluzzi, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Cristina Cattaneo, giornalista e psicologa, la curatrice d’arte Flavia Sagnelli, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA sez. Sp ed altri ancora.

    All’esclusivo catalogo, che raccoglie opere di nuovi talenti e grandi star internazionali come Federico Fellini,  Gina Lollobrigida, Amanda Lear, Romina Power, Sylvester Stallone, Jhonny Depp, Edoardo Bennato, hanno contribuito, tra gli altri, anche Vittorio Sgarbi e lo storico e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri.

    Nel corso della diretta, durante la quale sono state mostrate alcune delle opere presenti nel volume, si sono toccati i temi che stanno alla base del progetto, fortemente voluto da Salvo Nugnes, primo fra tutti l’immenso potere curativo dell’arte, capace di risollevare lo spirito da difficoltà e preoccupazioni. Il manager ha poi parlato della sua esperienza al fianco di grandi nomi dell’arte, della cultura e dello spettacolo, ricordando gli incontri significativi della sua carriera come quelli con Vittorio Sgarbi, Margherita Hack, Amanda Lear, Elio Fiorucci, Silvana Giacobini e tanti altri.

     

    Per informazioni 388 7338297 – https://www.artfactoryeventi.it/arte-in-quarantena.html

     

  • L’Amore nell’Arte: la mostra in onore del grande Prof. Francesco Alberoni

    Apre alla storica Milano Art Gallery (via G. Alessi 11, Milano) la mostra L’Amore nell’Arte, che durerà dal 7 al 26 febbraio 2021.

    Nella prestigiosa cornice della galleria con più di 50 anni di storia, dove hanno esposto e dialogato i più grandi artisti ed intellettuali contemporanei, saranno esposte le opere dei tanti talentuosi artisti che hanno dato forma attraverso l’arte ai propri sentimenti e alle proprie passioni.

    Ma la mostra non sarà solo l’occasione per festeggiare il tema dell’Amore, oggi più che mai “motore della vita”, sarà soprattutto un vero e proprio omaggio al grande sociologo Prof. Francesco Alberoni e alla sua carriera dedicata alla Cultura e alle Emozioni. Sociologo, docente, scrittore, ha ideato e realizzato la più grande Università privata: lo IULM di Milano. È considerato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa e pioniere degli studi sull’Amore. È stato direttore generale della Rai ed ideatore dei brand Tod’s, Mulino Bianco e diversi altri. Ha scritto sulla prima pagina de Il Giornale per più di 20 anni e i tanti libri che ha pubblicato sono stati tradotti in trenta lingue e letti e studiati da milioni di persone in tutto il mondo.

    La rassegna vede il contributo straordinario dello stesso Francesco Alberoni, del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, ideatore dell’iniziativa, della giornalista, scrittrice e psicologa Cristina Cattaneo e di altri ancora.

     

    Ecco i nomi degli artisti in mostra:

    Actis Caporale Anna, Avanzi Corrado, Baglieri Gino, Bellati Fiammetta, Cauli Susanna, Cavanna Elena, Cordaz Rosanna, Detto Claudio, Di Cecca Rosanna, Divittorio Donato, Dragani Raffaele, Drensi Valcarlo, Fazio Francesco, Ferrari Monica, Ferraro Daniela, Ferruzzi Caruso Debora, Fraschetti Enrico, Gerasimova Natalia, Girondi Franco, Mascioli Silvana, Micheli Annarita, Nobili Federica, Pasqualetto Giuseppe, Petrucci Maria, Pezzoni Sara, Picco Feriani Marisa, Pietragalla Anna Maria, Plattner Sigrid, Privitera Salvatore, Recchia Fabio, Remotti Renzo, Ricordo Saverio, Rocchetto Maria Milena, Roncelli Mirko, Rotondi Ruggero, Sambucco Gino, Sansoni Sonja, Seregni Gianluca Giuseppe, Stortiglione Maria Adelaide, Sulea Emilia, Wobst Ulla

     

     

  • Premio Belle Arti, grande successo per il prestigioso riconoscimento in collaborazione con le Accademie

    Grande risonanza mediatica per il Premio Belle Arti, un prestigioso riconoscimento alla creatività.

    L’iniziativa, un premio internazionale di pittura, poesia, fotografia e scultura in collaborazione con diverse Accademie di Belle Arti, è stata organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes con il contributo di importanti personalità del mondo della cultura e dell’arte come la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, Giuseppe La Bruna, già direttore della storica Accademia di Belle Arti di Venezia, Flavia Sagnelli, nota curatrice d’arte, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA sez. SP., ed altri ancora.

    Le opere vincitrici sono state esposte nella prestigiosa location del Piram Hotel nel cuore di Roma (via G. Amendola 7), rinomato albergo 4 stelle situato a due passi dal Teatro dell’Opera, in tre differenti mostre, così da poter dare il giusto risalto ad ogni lavoro e rispettare le norme anticovid.

    Quadri, poesie, sculture e fotografie dei talentuosi artisti sono un segnale di positività e speranza non solo per il settore delle Belle Arti ma per tutti coloro che nell’arte e nella bellezza trovano sollievo dalle difficoltà del momento.

     

    Ecco i nomi dei vincitori:

    Actis Caporale Anna, Alepasquali, Almonti Patrizia, Avanzi Corrado, Baglieri Gino, Buran Elena, Cameli Luca, Casellato Alessia, Cauli Susanna, Catalano Elisabetta, Cavanna Elena, Cecchet Rosanna, Cerrato Eugenio, Colaciello Francesca, Collalti Giuseppe, Cordaz Rosanna, D’agostino Livia, de Gregorio Paola, de Palma Emma, Detto Claudio, Di Cecca Rosanna, Di Francisca Raffaele, Di Prossimo Maria Pia, Divittorio Donato, D’Onofrio Micaela, Dragani Raffaele, Drensi Valcarlo, Ferrari Monica, Ferruzzi Caruso Debora, Fragale Francesca Romana, Fraschetti Enrico, Garcea Veronica, Ghizzardi Mario, Giglio Irene, Jarda Maria, Kiziltas Demet, Landolfi Silvana, Mascioli Silvana, Merlini Lucio, Milano Alberto, Modesti Marina, Onofri Maria Rita, Ouatu Gheorghita, Patella Carla, Petrucci Maria, Picco Feriani Marisa, Piccolo Angelo, Poggio Luisa, Populin Giuliana, Prete Angie, Privitera Salvo, Ramirez Anchique Roberto, Recchia Fabio, Remotti Renzo, Ricci Pasquale, Ricordo Saverio, Rocchetto Maria Milena, Romeo Nunzia, Roncelli Mirko, Rossi Arduino, Sacchi Franca, Seregni Gianluca Giuseppe, Simini Lucia, Sulea Emilia, Tironi Romano Elia, Vardar Emel

     

    Per informazioni visitate il sito https://www.artfactoryeventi.it/premio-belle-arti.html, chiamate 0424 525190 o 388 7338297 o scrivete a [email protected]

  • Spoleto Arte conferma la partnership con Broker Insurance Group

    Torna anche quest’anno alla Terrazza Frau di Spoleto l’attesa rassegna Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, con la storica partnership di BIG – Broker Insurance Group.

    Nello storico palazzo di via del Seminario 8, accanto al Duomo di Spoleto, nel più totale rispetto delle regole anti covid, più di 200 artisti esporranno i propri lavori alla presenza dell’organizzatore Salvo Nugnes, curatore di mostre e gradi eventi, e di note personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra gli altri grandi nomi daranno il loro contributo all’iniziativa il sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, Cristina Cattaneo, giornalista e psicologa, Roberto Villa, fotografo internazionale, la scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi, Josè Dalì, artista e figlio di Salvador Dalì, Flavia Sagnelli, curatrice d’arte, Silvana Giacobini, giornalista e già direttrice di Chi e Diva e Donna, Patrick Ray Pugliese, del GF vip, e molti altri.

    Partner della kermesse sarà ancora una volta BIG – Broker Insurance Group, società d’intermediazione assicurativa con sede a Milano. Fondata negli anni Settanta da Massimo Ciaccio, consigliere e AD del gruppo, BIG è da oltre vent’anni leader nel settore assicurativo dei beni artistici. Rilanciata da Gabriele Ciaccio nell’ambito di Fine Art e Special Risks, BIG, coverholder di Lloyd’s di Londra, può annoverare tra i suoi clienti alcuni tra i più importanti operatori del settore, galleristi, case d’asta e collezionisti. Tra i suoi partner figurano inoltre importanti musei, fondazioni, organizzatori di mostre, esperti, trasportatori e restauratori di prestigio.

    Nota per la realizzazione di eventi esclusivi in location d’eccezione, BIG conferma la sua professionalità ad ogni nuova iniziativa rendendo ogni occasione davvero unica.

  • L’arte ricorda la grande astrofisica Margherita Hack alla Milano Art Gallery

    Ancora una volta la storica Milano Art Gallery di via Alessi 11, spazio espositivo e culturale che da ben 53 anni ospita i più grandi artisti del panorama italiano e non, si fa teatro del concorso artistico “La Signora delle Stelle”. La competizione, che celebra la memoria della grande astrofisica Margherita Hack, prenderà avvio il 28 novembre e si protrarrà fino al 12 dicembre 2020. Artisti provenienti dall’Italia e dall’estero si contenderanno i premi in palio presentando opere che in qualche modo si leghino alle molteplici e varie passioni della professoressa, astrofisica di fama mondiale ma anche grande amante della natura e degli animali e appassionata di sport.  Dalla pittura alla scultura, dalla grafica alla fotografia, i lavori potranno essere ritratti, paesaggi, opere astratte e tutto ciò che secondo la sensibilità degli artisti potrà ricordare e celebrare l’indimenticata e indimenticabile Signora delle Stelle. La manifestazione, patrocinata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, agente e amico della Hack, vedrà il contributo di diverse personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, partendo dal professor Vittorio Sgarbi. Tra gli altri grandi nomi il sociologo Francesco Alberoni, la giornalista già direttrice di Chi e Diva e Donna Silvana Giacobini, l’eminente fisico Antonio Zichichi e ancora Morgan, Don Antonio Mazzi e Amanda Lear. In un momento difficile come quello attuale, iniziative come questa, voluta da Salvo Nugnes per rendere omaggio al patrimonio di conoscenza e sapere lasciato dalla professoressa Hack, svolte nel massimo rispetto delle distanze di sicurezza e delle norme anti-covid,  ricordano a tutti l’importanza dell’arte e della cultura come cura per le avversità che la vita può riservare. L’inaugurazione si terrà  28 novembre alle 18.00 nella sede milanese di via Alessi 11 ad accesso gratuito.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • Sgarbi: “Spoleto Arte contro la paura”

    Appuntamento immancabile quello della mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, che anche quest’anno torna in tutta la sua grandezza.

    La kermesse infatti aprirà a Spoleto il 18 ottobre alla Terrazza Frau (via del Seminario, 8), storico palazzo nel cuore della città, a fianco al Duomo di Spoleto, nonché sede di registrazione della famosa serie televisiva Don Matteo.

    Ideata e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’esposizione porta i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra queste si citano il sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi e Diva e Donna, Josè Dalì, artista e figlio di Salvador Dalì, Roberto Villa, fotografo internazionale, Flavia Sagnelli, curatrice d’arte, Patrick Ray Pugliese, del GF vip, Cristina Cattaneo, giornalista e psicologa e molti altri.

    Il Prof. Vittorio Sgarbi spiega così l’intento della manifestazione: “la contemporaneità è un concetto molto importante, vuol dire capire quello che sta accadendo e a Spoleto tenteremo di farlo […] attraverso una scelta che io stesso continuerò a fare di artisti attivi, contemporanei, giovani ma anche storici e con la collaborazione di un antico amico che è Salvo Nugnes, che si è mosso per sostenere l’arte di coloro che non hanno più trovato spazi per esporre.”

    La mostra rimarrà aperta dal 19 ottobre al 1° novembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18.30 ad ingresso libero

  • Performance live dell’artista Gabriele Maquignaz al Forte dell’Annunziata di Ventimiglia

    Ventimiglia – Lo scorso 16 settembre, nell’incantevole cornice del Forte dell’Annunciata di Ventimiglia (attiguo al nuovo porto di Cala del Forte, che aprirà i battenti alle prime imbarcazioni già dalla metà del prossimo ottobre), nel pieno rispetto delle normative di sicurezza previste per l’emergenza sanitaria legata al Covid 19,  si è svolto “ Strategia di cooperazione transfrontaliera… per tornare a volare”, il primo convegno organizzato dall’Associazione Sportello Italia nel Principato di Monaco dopo il periodo di lockdown. Un evento, questo, che con relatori autorevoli tra cui il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, il nuovo ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, S.E. Giulio Alaimo alla sua prima uscita pubblica  ufficiale, Laurence Garino, direttrice del Welcome
    Office di Monaco, Laurence Navalesi, consigliera municipale e metropolitana, delegata alle relazioni Franco – italiane, Marco Scaiola, assessore all’urbanistica della Regione Liguria, Marco Cornacchia, direttore del porto di Cala del Forte, Eric Althaus, patron di Althaus Luxury Yachting e Marco Masella, presidente della Scuola di Palo di Milano, si è posto l’obiettivo di illustrare ad un autorevole e selezionato pubblico le tematiche attuali riguardo al Covid 19, analizzando la situazione della Regione Liguria e in particolare, l‘ attività imprenditoriale che riguarda i transfrontalieri con il Principato e la Francia (Nizza).
    Nondimeno, Marco Masella, presidente della Scuola di Palo Alto (la più autorevole business school italiana non accademica) in un’edizione speciale legata al territorio, ha consegnato i Positive Business Award – l’autorevole premio nazionale di cui la scuola è fondatrice ed organizzatrice – a Regione Liguria e ad alcuni personaggi di prestigiose aziende, tra cui Edelman Italia, nella figura del suo amministratore delegato Fiorella Passoni; Oman Aviation; Davide Jacquin, imprenditore e promotore immobiliare di Construction Immobilier di Monaco; NIRP dei fratelli Ghione; Gabriele Maquignaz, artista contemporaneo, padre fondatore del Movimento Artistico Aldilà. L’artista, che è colui che per la prima volta nella storia dell’arte ha superato i vincoli dello spazio – tempo, ha voluto dedicare il premio al compianto Philippe Daverio, lo storico dell’arte e scrittore che credeva moltissimo nell’artista e proprio con lui e lo storico e critico d’arte Guido Folco, lo scorso febbraio in Galleria Vittorio
    Emanuele II, a Milano, in occasione della presentazione del volume edito da Skira “Gabriele Maquignaz. La Porta dell’Aldila’” aveva incantato la platea milanese aprendo “La porta dell’Aldilà”, una performance, mistica, spirituale e concettuale, attraverso un taglio ragionato e concettuale sulla tela, legando per sempre le due dimensioni dell’arte.
    Al termine del convegno, sulla suggestiva terrazza del Forte, diretto verso il mare e l’infinito, Maquignaz questa volta ha letteralmente ammaliato il pubblico presente con l’apertura del “Portale dell’Aldilà”, con una performance molto suggestiva, realizzata per la prima volta sul metallo con una particolare forma di incisione al plasma: un evento che resterà nella storia, rappresentativo, ancora una volta, della sua ricerca di una dimensione umana e spirituale che va al di là del tangibile, e rielabora da sempre il concetto di forma – volume – tempo – spazio in scultura e pittura.

  • Gli appuntamenti di Pro Biennale con il prof. Alberoni

    Continuano gli appuntamenti culturali all’interno della mostra Pro Biennale a Venezia.

    Infatti la giornata di domenica 2 agosto ha visto protagonista il grande Prof. Francesco Alberoni che ha intrattenuto il pubblico presente a Palazzo Ivancich, sede dell’esposizione, e quello collegato in diretta online con un interessante conferenza dal titolo “Amore, amicizia e…ai tempi del Covid”.

    Presentati dall’organizzatore della manifestazione Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, sono intervenuti anche Cristina Cattaneo, psicologa e scrittrice, Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra che collabora anche con il Teatro La Fenice di Venezia e la cantante Chiara Artuzzi, dalle selezioni di X Factor.

    Il Professore ha sottolineato l’importanza di mantenere saldi i rapporti sia di coppia che di amicizia seppur nel rispetto della sicurezza e del distanziamento. Quindi “ritrovarsi sì, dialogare, discutere e stare in compagnia sempre, ma tenendo almeno quel metro di distanza. Ricordiamoci che non sarà certo  un po’ di centimetri a farci perdere l‘entusiasmo per la vita e per le cose.” Un messaggio, quindi, di speranza ed ottimismo quello che infonde e diffonde Alberoni.

    La mostra rimarrà aperta fino al 7 agosto tutti i giorni, a ingresso libero, dalle 10 alle 19.

  • Venezia riparte con l’arte di Pro Biennale

    L’arte e la cultura sono ripartite dopo il lungo periodo di blocco a Venezia, e lo hanno fatto con l’inaugurazione della mostra internazionale Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi.

    Giovedì 23 luglio il Professore, infatti, ha dato il via all’esposizione insieme all’organizzatore della manifestazione Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, allo Spoleto Pavilion presso lo storico Palazzo Ivancich (Castello 4421), a pochi passi da Piazza San Marco. Il momento buio appena passato non ne ha ostacolato lo svolgimento, a dimostrazione del grande affetto del pubblico nei confronti di questo appuntamento ormai consolidato.

    La conferenza inaugurale si è tenuta presso la Chiesa Santa Maria Formosa, che contiene capolavori tra gli altri di Palma il Vecchio, Jacopo Palma il Giovane, del Tiepolo, nel massimo rispetto delle norme anti Covid, mantenendo il distanziamento necessario tra il pubblico, rigorosamente con mascherina. L’incontro si è svolto con la presenza di Silvana Giacobini, già direttrice di Chi e Diva e Donna, Pippo Franco, conduttore televisivo, Roberto Villa, fotografo internazionale, Flavia Sagnelli, curatrice d’arte romana, Patrick Ray Pugliese, del GF vip, Mek delle Iene, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA. A fare da cornice musicale, la splendida voce del baritono della Scala di Milano Simone Piazzola, accompagnato al pianoforte dal Maestro Alfonso Di Rosa. Non sono mancati Carolyn Smith, presidente di giuria di Ballando con le Stelle, il direttore dell’accademia di Belle Arti di Venezia, Giuseppe la Bruna e Francesco Da Mosto, aiuto regista della grande Lina Wertmüller, nonché documentarista per National Geographic e per la BBC, che hanno avuto l’occasione di ammirare le opere in mostra.

    “Siamo qui riuniti perché l’arte e le arti sono contro la paura, specialmente in un periodo così difficile per tutti noi e le nostre famiglie, ma bisogna reagire in qualche modo”, così esordisce il manager Salvo Nugnes, prima di passare la parola agli altri ospiti intervenuti.

    Il prof. Vittorio Sgarbi aggiunge: “Quando feci la Biennale di Venezia, ho voluto scendere da una posizione di dominio e andare incontro agli artisti per dirgli “la Biennale è vostra” e per cercare di capire chi erano. Questo mio testimone lo ha raccolto l’amico Salvo, che ha tentato di accogliere tutti quelli che sono stati esclusi, dando loro la possibilità di farsi vedere”.

    Oltre agli artisti esposti, quest’anno Pro Biennale ha voluto dare anche grande visibilità ai disegni dei bambini, anche autistici, prodotti durante il periodo di quarantena, dedicando loro un’intera stanza in collaborazione con la Onlus Fondazione Movimento Bambino.

    Gli artisti in esposizione sono: Anna Actis Caporale, Sandy Aime, Patrizia Almonti, Simona Amato, Beniamino Antonello, Patrizio Arabito, Arkeo, Gastone Bai, Carlo Balljana, Marilla Battilana, Fiammetta Bellati, Francesco Bernacchi, Luciano Bonini, Mariella Bortolamiol, Alda Boscaro, Eleonora Bottecchia, Ronnie Brogi, Silvano Caldini, Nathaly Caldonazzo, Alessandra Candriella, Maretta Capossela, Antonello Capozzi, Carlito T., Monica Casetto, Cristina Castellani, Biagio Castellano, Susanna Cauli, Elena Cavanna, Rosanna Cecchet, Drago Cerchiari, Serena Ciotta, Francesca Colaciello, Roberto Comelli,  Dale, Cristiana D’Anna, Stefano De Carli, Emanuele Degano, Marina Denti, Raffaella De Santis, Raffaella Di Benedetto, Rosanna Di Cecca, Micaela D’Onofrio, Valcarlo Drensi, Renzo Eusebi, Francesco Fazio, Marco Ferrante, Salvatore Ferrante “Soterus”, Monica Ferrari, Debora Ferruzzi Caruso, Elisa Fossati, Veronica Garcea, Nicolò Garrasi, Giordano Garuti, Roberto Giacco, Teresa Giardina, Tullio Gombac, Cinzia Gorini, Alessandra Greco, Bruna Innamorati, Bobo Ivancich, Maria Jarda, Kara, Demet Kiziltas, Maddalena Korda, Sirkka Laakkonen, Driss Lahna, Pietro Lembo, Maria Grazia Lissa, Gioia Lolli, Luce, Angelo Magnabosco, Enrica Mancini, Gabriella Marazzi, Maeva Marrone, Luigi Marsero, Agrippino Martello, Silvana Mascioli, Meo Felice, Francesco Minopoli, Mattia Montone, Daniela Moretti, Milvia Mucchiut, Alessandro Negrini, Nevél, Anna Nigro, Lucio Oliveri, Giovanna Orilia, Giuseppe Pasqualetto, Carla Patella, Mauro Pavan, Stefania Pazzaglia, Vlajko Petrovic, Maria Petrucci, Angelo Piccolo, Anna Maria Pietragalla, Francesca Pinciroli, Sigrid Plattner, Salvatore Privitera, Valentina Puccio, Eleonora Pulcini, Carolina Ramonde Sasiaín, Renzo Remotti, Raffaella Rigadello, Francesco Rinoldi, Guikni Rivera, Daniele Rizzuti, Maria Milena Rocchetto, Antonella Rollo, Nunzia Romeo, Mirko Roncelli, Luciana Rossato, Arduino Rossi, Ruggero Rotondi, Laura Ruggiero, Paola Ruggiero, Gino Maria Sambucco, Lucia Sanavio, Sonia Sansoni, Arduina Santi, Massimiliano Sciuccati, Laila Scorcelletti, Angelo Scuderi, Pietro Sellitti, Gianluca Giuseppe Seregni, Rita Spina, Fulvia Steardo, Fedor Kuz’mic Suskov, Paolo Tait, Romano Elia Tironi, Giorgio Toniolo, Emel Vardar, Gaia Velli, Innocenzo Vigoroso, Domenico Villano, Canziana Virtù, Mario Vitolo Lina Zenere, Aldo Zotich, Angelo Zuccolo, Antonio Zuccon, Giovanni Zungri

     

    La mostra rimarrà aperta fino al 7 agosto tutti i giorni, a ingresso libero, dalle 10 alle 19.

  • 101CAFFE’ partner di Pro Biennale: l’arte a Venezia riparte dopo la pandemia

    A partire dal 23 Luglio fino al 7 Agosto 2020, Pro Biennale incontra Venezia, prestigioso appuntamento organizzato dal manager Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Quest’anno più che mai l’evento artistico lancia un chiaro segnale: l’arte italiana riparte dopo la pandemia, proprio nella città lagunare che ospita la prima vera rassegna d’arte contemporanea a dare un esplicito segno di ripresa, in uno dei settori che più sono stati attaccati dall’emergenza sanitaria.  Per questa edizione i riflettori si accendono allo Spoleto Pavilion, presso Palazzo Ivancich, Castello 4421, a pochi passi da piazza San Marco.  La kermesse coinvolge esperti, giornalisti, appassionati, personalità di spicco dello spettacolo e della cultura e quest’anno anche il contributo del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, un vero e proprio osservatorio sull’arte contemporanea che accoglie le opere di un centinaio di artisti. In questo illustre scenario si consolida, per il terzo anno consecutivo, la partnership tra Spoleto Arte e 101CAFFE’ che presenta la propria espressione d’arte ad un pubblico internazionale attento ed autorevole.

    L’arte è sicuramente tra i settori maggiormente colpiti, ma si è adeguata e ha reagito, aprendosi a tutte le forme di espressione consentite dal momento: istituzioni e musei hanno prodotto un’ingente quantità di materiali virtuali attraverso social e siti che, grazie a video, interviste, dirette, visite online alle collezioni, hanno permesso ad ogni forma d’arte di entrare nelle case delle gente.

    Nell’ambito di una prestigiosa vetrina, che valorizza l’arte a livello internazionale, 101CAFFE’ promuove l’eccellenza del caffè italiano, grazie all’unicità dei suoi aromi e alle specificità del caffè espresso di qualità, proveniente dalle torrefazioni artigianali d’eccellenza del nostro Paese. L’azienda si conferma il primario marchio italiano specializzato nella vendita di caffè in tutte le sue forme, tramite la sua rete di negozi in franchising con cui condivide il gusto e la passione per il Made in Italy. Con questo spirito si iscrive la partecipazione di 101CAFFE’ a questa edizione della Pro Biennale, un’edizione davvero speciale poiché segna la ripresa del “motore” artistico: in uno spazio dedicato, trovano espressione miscele esclusive, vere opere d’arte dei Maestri Torrefattori per 101CAFFE’, oltre ad un vasto assortimento di bevande alternative, tutte rigorosamente made in Italy, offerte a ogni ospite.

    “Siamo onorati di poter condividere la missione di cui Pro Biennale da anni si fa promotrice, ossia l’arte e la cultura fruibili a tutti, così come il caffè, che negli anni ha conquistato tutti i ceti sociali e che proprio nell’arte ha trovato la sua naturale rappresentazione, in tante opere che portano con sé il profumo di questa bevanda. L’arte è capace di empatia, solidarietà, rispetto, che diventa metafora del mondo che stiamo vivendo e può superare qualsiasi pandemia. Il nostro particolare ringraziamento va a Salvo Nugnes, curatore di questa mostra e di altri grandi eventi, che in questi anni di collaborazione ci ha fatto capire come l’arte sia la più bella terapia, in grado di alleggerire i nostri animi, soprattutto in questo periodo, a Spoleto Arte e a tutta l’organizzazione che ci ha ospitato in un evento artistico che si impone come una base di ripartenza dell’arte italiana”, sono le parole di Umberto Gonnella, CEO e fondatore di 101CAFFE’.

  • Tgcom24 propone Gli Artisti di Spoleto Arte

    Anche a quarantena finita, il Tgcom24 continua a portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani, con i video nati dalla prolifica collaborazione tra il direttore Paolo Liguori e Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi.

    I nuovi artisti della scuderia di Spoleto Arte hanno, infatti, mostrato le loro opere nell’ultimo video pubblicato sulla piattaforma di Mediaset.

    La grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte, si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

    Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

    Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Eusebi Renzo, Ferruzzi Caruso Debora, Fazio Francesco, Guadagnucci Valentina, Matera Patrizia, Messina Carmine, Milano Alberto, Piccerillo Andrea, Picco Feriani Marisa, Sandrelli Francesco, Russo Antonio, Triaca Cesare

  • L’Arte delle Donne alla Milano Art Gallery con Parsi, Nugnes e Villa

    Inaugurazione indimenticabile quella del 1° luglio, per la Milano Art Gallery che riapre, dopo la chiusura forzata per l’emergenza imposta dal Covid, con la mostra L’Arte delle donne. Madrina dell’evento la psicologa e scrittrice Maria Rita Parsi che ha voluto lasciare il suo contributo insieme al curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, direttore della Galleria, e al fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    La kermesse si è confermata quale evento pensato per le donne, oltre che sulle e con le donne. Si è voluta rivolgere a tutti quegli artisti che si sono ispirati al mondo femminile, per avere una visione più ampia sulla tematica e permettere un confronto più ricco e stimolante.

    Tutto ciò che riguarda l’universo femminile, infatti, è diventato motivo di discussione attraverso le opere esposte e l’intervento degli ospiti presenti. Maria Rita Parsi ha commentato: «È per le donne e con le donne che il mondo può veramente cambiare aspetto. Il mondo parte come origine dal grembo della madre e gli uomini devono capire con amore, rispetto e ammirazione che quel punto di partenza va rispettato, ammirato, sostenuto, perché le cose possono effettivamente cambiare».

    Rimarranno esposte alla Milano Art Gallery fino al 21 luglio le opere di talentuosi artisti contemporanei: Actis Caporale Anna, Agosti Emilia, Aloe Luigi, Belloni Enrica, Boscaro Alda, Bruscolini Enza, Cavanna Elena, Cerchiari Drago, Colaciello Francesca, Cossu Graziano, D’Anna Cristiana, De Demo Lina, D’Onofrio Micaela, Facchini Emilio, Fazio Francesco, Ferrante Salvatore, Ferrari Monica, Nevel, Garcea Veronica, Giardina Teresa, Golinelli Clara, Mascioli Silvana, Merzinger-Pleban Renate, Moretti Daniela, Pinciroli Francesca, Plattner Sigrid, Pulcini Eleonora, Ramonde Sasiain Carolina Mariana, Sanavio Lucia, Spinelli Fedora, Tornese Miriam, Vardar Emel, Zecca Simona, Zotich Aldo, Zungri Giovanni

     

    La mostra rimarrà aperta fino al 21 luglio 2020, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected]

  • BIG – Broker Insurance Group partner storico di Spoleto Arte per la Pro Biennale

    Ormai partner irrinunciabile per gli eventi organizzati da Spoleto Arte, BIG – Broker Insurance Group si prepara ad uno dei più attesi eventi artistici a seguito della ripresa dopo l’emergenza Covid: la Pro Biennale a Venezia.

    L’arte, quindi,  riparte dalla città lagunare e lo fa con la mostra Pro Biennale, che inaugurerà il 23 luglio allo Spoleto Pavilion presso Palazzo Ivancich, Castello 4421, a pochi passi da Piazza San Marco, con l’organizzazione dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e la presentazione di Vittorio Sgarbi.

    Includendo nello spazio espositivo oltre 200 opere di artisti italiani e stranieri, l’esposizione prenderà forma con il contributo di numerosi ospiti illustri. Tra questi il vice presidente del Senato Ignazio La Russa, il sociologo Francesco Alberoni, il governatore della regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, Katia Ricciarelli, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi e Diva e Donna, Pippo Franco, Josè Dalì, artista e figlio di Salvador Dalì, il cantante di Sanremo Bugo, Maria Rita Parsi, scrittrice e psicologa, Carolyn Smith, della giuria di Ballando con le Stelle, Morgan e molti altri.

    E non poteva esserci partner migliore se non BIG – Broker Insurance Group, società d’intermediazione assicurativa con sede a Milano. Fondata negli anni Settanta da Massimo Ciaccio, consigliere e AD del gruppo, BIG è ormai da oltre vent’anni il punto di riferimento nel settore assicurativo dei beni artistici. E lo rimane specie dopo essere stata rilanciata da Gabriele Ciaccio nell’ambito di Fine Art e Special Risks. A riprova della sua grande professionalità, BIG, coverholder di Lloyd’s di Londra, può vantare tra i suoi clienti alcuni dei più importanti operatori del settore, galleristi, case d’asta e collezionisti. Tra i suoi partner figurano inoltre importanti musei, fondazioni, organizzatori di mostre, esperti, trasportatori e restauratori di prestigio.

    Ma BIG è conosciuta soprattutto per la realizzazione di eventi tanto esclusivi quanto riservati in location di prestigio, tra cui la Pinacoteca di Brera e la Galleria degli Uffizi. Il coinvolgimento di personalità del mondo artistico-culturale è una garanzia della sua professionalità nel rendere un’occasione qualcosa di memorabile.

  • Dal Tgcom a Pro Biennale: l’intervista di Spoleto Arte a Valentina Puccio

    Valentina Puccio, giovane artista di origini siciliane, ha visto le sue creazioni protagoniste di un servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena e così ne abbiamo approfittato per saperne di più. Artista della scuderia di Spoleto Arte, ha voluto spiegarci la sua Cyber Art.

     

     

    Al Tgcom24 per il format Arte in quarantena troviamo un contributo a lei dedicato. Le piace l’iniziativa di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante l’isolamento?

    Assolutamente sì, è stata un’ iniziativa eccellente!
    A causa del lockdown gli Italiani sono rimasti a lungo chiusi in casa. Questo programma ha regalato loro un momento di svago giornaliero. È stata l’occasione per avvicinare sempre più persone al mondo della pittura e dell’arte contemporanea.

    Quand’è cominciata la sua attrazione per il mondo dell’arte digitale e come vi si è approcciata?

    Amo utilizzare i Social (Instagram sopratutto) e proprio lì ho scoperto per caso la pittura su Tablet.
    Il passaggio dalle tecniche pittoriche tradizionali alla pittura digitale è complesso. Quando ci si approccia per la prima volta a questo tipo di tecnica, occorre “pensare” in digitale.
    La classica tavolozza di colori, viene sostituita con colori intangibili e i pennelli sono tutti racchiusi in un’unica pencil. La pittura digitale, spesso si sviluppa su livelli sovrapposti e un buon disegno può richiedere dai 2 ai 4 mesi di lavorazione.

    Quali sono le differenze tra un disegno digitale ed un disegno “tradizionale”?

    Le differenze sono tantissime. Probabilmente quella più evidente è il “tratto”, in digitale si dipinge con l’utilizzo dei Pixel! Sì, proprio così. Piccoli quadratini che posti uno accanto all’altro creano il disegno e la pittura.
    Io nello specifico lavoro su più livelli. Un livello sovrapposto all’altro. Nel momento in cui salvo il progetto in formato Jpeg, con un semplice click unisco tutti i livelli che compongono l’opera finale, così per come la vedete voi.

    Da cosa deriva il suo nome d’arte Vally in the sea word?

    Vally in the sea world è il nome della mia pagina Instagram, una pagina che nacque alcuni anni fa per caso. Ferma alla fermata dell’autobus, sotto una pioggia battente, dopo una classica giornata di lavoro in ufficio, decisi di creare il profilo, con la volontà di dare vita a un account contenente tutte le mie foto estive. Un angolo di paradiso, con paesaggi e ricordi fantastici!
    Così facendo ovunque andassi le avrei potute visualizzare con un semplice click … regalandomi un sorriso. Non avrei mai creduto di raggiungere quasi 600mila seguaci!
    Sono una sub Open Water, inizialmente mi divertiva l’idea di condividere le immagini delle mie immersioni. Nel corso del tempo ho iniziato a condividere la mia vita, la mia arte.
    Lì poi qualcosa è cambiato. Sempre più persone interessate al mondo dell’arte, hanno iniziato a seguire la mia pagina, interagendo con commenti e like. Molti frequentano le Accademie di Belle Arti Italiane, altri sono autodidatti o semplici appassionati del settore.
    Quasi per caso ho dato vita a una grande Community di Artisti, di lì a poco sono nati il Blog e l’Ebook Amazon. Il nome delle successive pagine Social rimandano quindi alla mia pagina Instagram. Questo nick mi rappresenta pienamente.
    Amo il mare e l’oceano. Sono molto sensibile a tutte le iniziative che si pongono l’obiettivo della salvaguardia del mondo marino.

    Ci sono dei soggetti a cui è particolarmente legata?

    Le immagini dei miei dipinti rappresentano momenti di vita vissuta fra Miami e Los Angeles. Paesaggi urbani e marini dedicati a due città che, in qualche modo, hanno cambiato la mia vita.
    Finite le restrizioni dovute al Covid-19, vorrei tornare in USA…

    Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes?

    Nel 2019 per caso ricevetti l’invito per partecipare come artista ad una mostra. Quella volta non riuscii a partecipare. Dopo tempo ripresi i contatti e da quel momento è un susseguirsi di grandi successi. Credo che a volte nascano dei legami di rispetto e affetto che vanno ben oltre la frequentazione giornaliera.
    Abito a Palermo, città ben lontana da Milano, ma grazie agli eventi, grazie ai Social, alle mail e alle telefonate, il team di Spoleto Arte riesce a farmi sentire parte di una grande famiglia.
    Artisti, critici, giornalisti, tutti uniti con lo scopo di portare avanti un nutrito gruppo di Artisti Italiani di Arte Contemporanea. Non potrei chiedere di più.
    E’ l’inizio di un percorso … che dura tutta una vita. Dipingo e disegno da quando sono nata, non potrei farne a meno.
    Il Presidente Nugnes è un eccellente Regista, coordina gli eventi, curando ogni minimo dettaglio. Non lascia nulla al caso, credo che il segreto del successo degli eventi, sia proprio lui.
    Nell’arco di un anno io sono passata da Youtuber e Instagrammer ad “Artista di Arte Contemporanea”, devo il mio successo a tutto il team di Spoleto Arte. Un sogno che diventa realtà.
    Hanno creduto in me e nelle mie potenzialità.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Dal 23 Luglio al 7 Agosto parteciperò alla fantastica Mostra di Arte Contemporanea “Pro Biennale” presentata da Vittorio Sgarbi, che si terrà a Venezia con il contributo di tantissimi personaggi illustri.
    Nel corso dell’estate porterò a termine un progetto molto interessante. In collaborazione con un’azienda Inglese, le mie pitture digitali saranno stampate su un particolare tipo di tessuto cangiante. L’effetto visivo è assolutamente innovativo. Molte opere raggiungono la dimensione di quasi due metri di altezza. Una sorta di Arazzo in chiave moderna.
    La mia Arte è caratterizzata dalla continua ricerca di materiali e dalla continua sperimentazione.
    La mia è una tecnica in continua evoluzione.

     

  • L’intervista di Spoleto Arte a Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Toffia

    A breve uscirà il servizio a lei dedicato del Tgcom24 per il format “Arte in quarantena”. Cosa ne pensa di quest’iniziativa?

    In questo momento in cui sembrano esistere solamente dolore e incertezze, portare  nelle case della gente l’arte che viene dall’inconscio è un buona cosa, dà speranza.

     

    Nel suo percorso artistico si è dedicata tanto alla pittura quanto alla scultura. C’è un’opera a cui è particolarmente legata?

    L’estro non privilegia l’una o l’altra forma artistica, fa emergere spontaneamente quello che in quel momento ho in mente e nell’inconscio, infatti non faccio disegni o bozzetti preparatori. Chiedermi se privilegio in particolare un’opera è come dire a una mamma quale figlio preferisce: per me sono tutte uguali.

     

    Quanto c’è di Toffia e della sua gente nei suoi lavori?

    I soggetti non li penso, vengono,  sono fine a se stessi e sono stati realizzati quasi tutti quando vivevo nei pressi di Mantova. Di Toffia probabilmente c’è la nostalgia. Una volta tornata, più che altro mi sono dedicata al paese che amo e donerò al Comune di Toffia, per i concittadini, il mio Museo.

     

    Ci sono degli artisti che l’hanno particolarmente influenzata?

    Faccio una premessa: ho molta fede in Dio, mi sono appellata sempre a Lui con tutte le forze e Lui mi ha aiutata a superare ogni dolore. Dio e l’arte non mi hanno mai tradito. Stranamente, sono entrata nel mondo dell’arte che non avevo mai sfogliato un catalogo o visitato una galleria. Cominciai con l’ambizione di fare dei quadri per la mia casa. Andando avanti, supportata da una spinta interiore, non mi è venuto in mente che potevo guardare a qualche pittore o scultore.

     

    Nella sua vita ha assaporato molte soddisfazioni e tanti dispiaceri, tuttavia si è dimostrata sempre molto forte di fronte alle avversità. Che cosa si prova quando un critico le viene a dire di “cambiare mestiere”, cioè di passare dalla pittura alla scultura?

    Ero così ignorante per capire… Con la pittura ero lanciata a livello nazionale, mentre avevo fatto solamente una scultura, quella esposta nella mostra a cui si fa riferimento quando mi venne detto questo. A me andava bene passare da un’espressione all’altra, ma costui dettava legge, mentre io desideravo continuare così, non avendo grandi pretese.

     

    Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

    Nel 2014 mi arrivò un’email dall’associazione Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, per una mostra a Palazzo Leti Sansi, a Spoleto e aderii. Un mio amico mi accompagnò, portavo in mostra una scultura.

    Non sapevo allora che il signore che presentava l’evento ‒ mi sembra portasse una camicia azzurra ‒ fosse il Presidente. Apprezzai il suo modo di fare, nacque in me un’immediata simpatia che si è consolidata a Maranello e quando gentilmente venne a trovarmi nel museo a Toffia.

  • Spoleto Arte intervista l’artista Giuliana Maddalena Fusari

    Di recente, il format Arte in quarantena del Tgcom24 ha portando in primo piano l’arte di Giuliana Maddalena Fusari. Artista di Spoleto Arte, la Fusari ha un interessante percorso alle spalle. Tale da rendere il suo stile riconoscibile e fuori dal comune. Abbiamo voluto farle qualche domanda in merito.

     

    Il TGcom24 ha dato il via alla piattaforma Arte in Quarantena, su cui compare un servizio a lei dedicato. Che ne pensa dell’iniziativa di portare l’arte direttamente nelle case degli spettatori proprio quando non si poteva uscire?

    Penso che sia una cosa meravigliosa e molto azzeccata. Assolutamente necessaria sia per gli artisti e ancor di più per i fruitori.

     

    Con il passare del tempo e l’evolversi del suo stile, le sue opere trovano dimora in diverse correnti artistiche. L’ultima è l’Informale Femmina. Di cosa si tratta?

    Posso riassumere l’evolversi del mio stile con il Figurativo Post Moderno che pratico dagli anni ’80. Dal 2014 a questo si è affiancato l’Estetica Paradisiaca. Anno dopo anno mi sono immersa sempre di più in questo movimento artistico basato su un informale essenziale e spirituale. Posso dire che ho contribuito con le mie opere a determinare la poetica del movimento.

    In quanto all’Informale Femmina è una cosa tutta mia. Partendo dall’Estetica Paradisiaca, che per auto definizione punta sul bianco, ho iniziato a desiderare di fare queste opere con tutti gli altri colori, privilegiando la pittura materica, l’uso del colore “grasso”, con un volume paragonabile al basso-rilievo. Prima dipingevo con il dito, poi, nell’Informale Femmina, direttamente con il tubo dei colori, lasciandomi trascinare, per non dire travolgere, dall’impulso emotivo. E un giorno ho pensato “guarda come queste opere sono così concettualmente e psicologicamente diverse, addirittura di segno opposto, alle opere informali, che pure sono così materiche, dei miei colleghi uomini!”

    E perché? Perché loro sono maschi e io sono femmina! Sembra una banalità e invece è una differenza sostanziale.

    Il prendere atto di questa cosa mi fece venire l’idea di aggiungere una o più perle naturali alle mie opere, per sottolinearne la Grazia e l’ Eleganza.

     

    Quali funzioni ricoprono il colore e il tessuto nei suoi lavori?

    Il colore e il tessuto sono fondamentali nelle mie opere. Potrei dire che il colore è la mia Anima e il tessuto, la tela, il raso, le carte o comunque il supporto, sono la mia pelle. L’anno scorso una nota giornalista d’arte di Verona, Vera Meneguzzo, è venuta a visitare la mia Personale A.M.A.C.I. per la giornata del Contemporaneo. Alcune opere attraverso dei tagli esibivano il legno del telaio. Mi chiese il perché. Le ho risposto “Sono le mie ossa”.

    Ed è così. Il colore è la mia Anima, il tessuto è la mia pelle, il telaio a vista sono le mie ossa.

     

     

    In quale delle sue creazioni si riconosce di più?

    In tutte ! Certamente ci sono delle opere particolarmente ben riuscite, che mi piacciono di più, a cui tengo particolarmente, ma sono così tante che è impossibile dire quante e quali sono.

     

    Ritiene che scegliere di fare arte e di affermarsi in questo campo sia più difficile per una donna?

    Sicuramente si. Immensamente si! E non è un’opinione. Lo dicono fatti.

    Tutte le donne artiste veramente famose o sono figlie o mogli o amanti di uomini famosi, artisti e non. Fino a vent’anni fa nelle mostre importanti c’era una donna ogni 20 /30 uomini, e nelle mostre importantissime, una ogni 50. Adesso la presenza delle donne è pari o anche superiore a quella degli uomini. Ma sono convinta che siamo come di contorno. Il piatto forte è l’artista maschio. E chi compra l’Arte certamente si fida di più di acquistare un’opera fatta da un uomo che da una donna. Negli anni ’90 il gallerista della Galleria Ferrari, pioniere dell’ Arte Contemporanea in Verona, mi ha fatto questo discorso “Mi piacciono le tue opere ma non posso farti fare una mostra nella mia galleria. Perché per vivere io devo vendere e le tue opere, pur così belle, non le comprerà nessuno. E sai perché? Perché non sono adatte agli uomini. E sono gli uomini che comprano l’Arte. Le donne se hanno soldi si comprano una pelliccia o un bel gioiello, ma non comprano l’ Arte Contemporanea. Forse quella antica, ma non l’Arte Contemporanea.”

    Temo che sia così ancora adesso.

     

    Tra i suoi sostenitori troviamo Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes. In che occasione vi siete conosciuti?

    Anni fa ho iniziato a ricevere le mail di Spoleto Arte, e dopo un po’ ho accettato di partecipare. La prima mostra insieme è stata la Biennale di Milano 2015 presso la Milano Art Gallery a Milano. Conoscerci, nel senso di conoscerci personalmente, è stato nel 2018 alla Pro Biennale per il compleanno di Vittorio Sgarbi.

     

    Anche per lei la quarantena ha riservato un lato creativo? A cosa sta lavorando al momento?

    Stare in casa è la mia normalità. Durante la quarantena ho fatto le cose che avrei fatto comunque. Ho dipinto, cucito e fotografato.

    L’unica cosa è che mi è successa una cosa insolita che non mi era mai capitata. Ho dato il colore di fondo a una tela. Giorni dopo, guardandolo, vi ho visto il profilo di un uomo. Poi, nei giorni successivi, ho visto un’altra faccia e poi un’altra. Ho deciso di cambiare progetto per quel quadro e anziché farne un Informale Femmina con la sua perla, di lasciare questi volti e forse di evidenziarli per renderli più visibili. Eravamo nel momento più buio della pandemia, l’inizio, quando il solo pensare a questa epidemia di feroce polmonite sembrava un incubo. E anche, almeno a me, una cosa a cui non riuscivo a credere.

    Ero così sotto shock da aver dipinto, senza accorgermene, dei volti angosciati e allucinati. Questo quadro, così diverso dai miei, non sembra neppure dipinto da me! Ma invece l’ho fatto io.

  • L’emergenza coronavirus non ha fermato la cultura, Star Shop apre una nuova libreria di fumetti

    L’emergenza coronavirus non ha fermato la cultura. In un momento generalizzato di difficoltà, l’azienda perugina Star Shop Distribuzione srl ha deciso di puntare sulla letteratura a fumetti con l’apertura di una nuova libreria dedicata.

    Star Shop, con una storia di oltre trent’anni nel settore della distribuzione di fumetti e gadget in Italia e con un’avviata catena di franchising, dopo i punti vendita diretti di Perugia, approda a Firenze, dove ha inaugurato sabato 6 giugno una nuova libreria fumetteria (via della Rondinella 59/R).

    Una scelta in controtendenza rispetto al quadro complessivo che vuole essere un messaggio di speranza per una pronta ripartenza. Non a caso proprio le librerie, infatti, sono state tra le prime attività autorizzate a rialzare la saracinesca.

    “Stiamo affrontando un momento difficile sotto molti punti di vista: sanitario, economico, ma anche emozionale. La nostra scelta è quella di rispondere alle difficoltà del momento, offrendo un’opportunità di evasione attraverso la lettura e dando un segnale concreto: nell’emergenza si può costruire. E noi costruiamo, appunto, inaugurando il punto vendita che si aggiunge alla catena di negozi del nostro marchio presenti in diverse città italiane” commenta l’amministratore di Star Shop Distribuzione, Sergio Cavallerin.

    Il punto vendita Star Shop apre le proprie porte alla cultura, pop e non, ponendosi come punto di riferimento, con le dovute misure necessarie, anche per futuri eventi e iniziative.

    “Da sempre il nostro impegno è rivolto a promuovere il fumetto come forma d’arte. Per questo, l’apertura della libreria non vuole essere solo un’operazione di tipo commerciale, ma anche e soprattutto culturale e sociale – conclude Cavallerin – Crediamo che il nostro punto vendita possa diventare un vero riferimento per appassionati e nuovi curiosi, un luogo dove poter incontrare gli autori più amati e i disegnatori più famosi, un baricentro intorno al quale far vivere cultura”.

  • Valentina Puccio di Spoleto Arte al Tgcom24: la Cyber Art e l’iperrealismo

    Valentina Puccio è una forza della natura. L’artista di Spoleto Arte porta il sole della sua Sicilia dentro e lo trasmette con una creatività contagiosa. Il suo percorso artistico è un insieme di sfumature che il Tgcom24 ha voluto raccontare per il format Arte in quarantena.

    Selezionata per l’International Art Prize Frida Kahlo tenutosi alla Milano Art Gallery (dal 14 al 27 febbraio 2020) e successivamente per la Pro Biennale che sarà presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia quest’estate, l’esperienza di Valentina Puccio insegna come da una cosa possa nascerne un’altra e, lasciandosi guidare dalle proprie passioni con le giuste idee, si possa arrivare al successo.

    Nata a Palermo nel 1982, l’artista è cresciuta con una mentalità cosmopolita tra Messina, Milano e Bilbao. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Palermo, la Universidad del Paìs Vasco e l’Istituto di Moda Burgo, la tesi di laurea “Marketing non convenzionale” è il primo passo verso il suo futuro. È il 2010 quando prende parte, come esperta di Marketing legato ai social, al cast del programma televisivo Social King, in onda su Rai 2. Dopo una breve parentesi nel campo dell’insegnamento, la svolta. Avviene nel 2019, quando visualizza alcune opere fra le pagine di Instagram: si approccia per la prima volta alla Cyber Art.

    Apre così una pagina Instagram e da allora ha raggiunto 600 mila follower. Un successo che si spiega per la qualità dei contenuti. Tutorial di disegno digitale, una collana di ebook dedicati a questa tecnica e una community virtuale sempre più crescente. Tutto questo è Vally in the sea world.

    Grazie a una tela virtuale, a una tavolozza di colori intangibile e a una gamma di pennelli digitali, Valentina crea dei quadri che, una volta stampati, sembrano delle vere e proprie foto. Il tempo di realizzazione varia dai due ai quattro mesi e il livello di perfezione raggiunto viene da lei definito “disegno iperrealista digitale”. Tra le sue principali fonti di ispirazione troviamo Miami in tutta la sua luce colorata, nel suo eclettismo affascinante.

  • Gli Artisti di Spoleto Arte al TGcom24 di Paolo Liguori

    Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

    L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

    Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

    Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

  • Presentata da Vittorio Sgarbi, la Pro Biennale nel cuore di Venezia

    Cosa significa essere artisti oggi e come si fa selezione? Questa era la questione cardine del panorama artistico, non solo nazionale, a cui Pro Biennale provava a dare una soluzione. Questo prima della pandemia. Ma dopo? Anche. Così l’appuntamento, ma non l’intenzione di offrire l’arte democratica, è stato posticipato da maggio a luglio. Con la stessa scaletta. Presentata a Venezia dal prof. Vittorio Sgarbi, raccoglierà le opere di artisti italiani e stranieri contemporanei degni di essere notati e annotati.

    Da segnare intanto il giorno dell’inaugurazione: giovedì 23 luglio 2020. Doppio il vernissage, che comincerà alle 13 con l’apertura dello Spoleto Pavilion, altrimenti conosciuto come Palazzo Ivancich a 300 metri da piazza San Marco, l’evento continuerà alle 15.30 alla Scuola Grande di San Teodoro, a pochi passi dal Ponte di Rialto.

    La rassegna porta i contributi di importanti personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. A partire da Vittorio Sgarbi e dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di Pro Biennale, troviamo: il soprano Katia Ricciarelli, Morgan, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori. Ma anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’assessore al Turismo Paola Mar, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia e il fotografo internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Fino ad arrivare al Premio Oscar Gianni Quaranta, a Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Patrick, vincitore morale del Grande Fratello Vip e inviato speciale di Striscia la Notizia, e la giornalista di Rete Veneta Angelica Montagna.

    Rendere l’arte e la cultura fruibili per tutti e far conoscere a un pubblico il più vasto possibile gli artisti contemporanei è la missione di cui Pro Biennale da anni si fa promotrice. Lodandone l’intento, Vittorio Sgarbi ritorna sul problema delle selezioni commentando: «Quanti sono gli artisti oggi nel mondo? Forse un milione, forse due milioni. E in Italia quanti sono? Almeno cinquantamila. Se io fossi stato Vittorio Pica, famoso critico d’arte della prima metà del secolo scorso, o se fossi stato un critico come Ugo Ojetti, insomma, fino al 1950 avrei potuto avere una piantina con tutti gli artisti regione per regione. Perché essere artisti voleva dire qualcosa di distinguibile. Non c’era, per esempio, il mondo femminile: era del tutto esterno all’arte fino alla seconda metà del secolo scorso. Quindi un critico poteva dominare l’Italia con un panorama di forse mille artisti, conoscendoli tutti. Io come faccio, come fa un critico a conoscerli tutti? Con quale possibilità, con quale verosimiglianza e con quale rispetto della loro ricerca?»

    Pro Biennale è la risposta di Venezia a una questione sempre più pressante nel mondo dell’arte. Il diritto alla creatività tuttora non è contemplato dalla Costituzione italiana, sebbene il mondo sia cambiato rispetto a settant’anni fa. Ci sono la democrazia, l’alfabetizzazione e c’è finalmente l’attività creativa femminile. C’è, paradossalmente, un eccesso di creatività che viene ignorata. «La creatività ‒ continua il critico d’arte ‒ non è più per pochi. Ora, cosa deriva da questo? Un progresso per i creativi, una difficoltà per i critici. Oggi non posso più scegliere perché non so quanti sono gli artisti. Posso solo osservarli». E per farlo Pro Biennale diventa vitale.

    A valorizzare maggiormente l’esposizione, due cornici storiche nel cuore di Venezia. Il Palazzo Ivancich, secolare dimora nobile sita a Castello 4421, e la Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810). Qui le opere resteranno esposte dal 23 luglio al 7 agosto 2020, visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare il 388 7338297.

  • Marcello Vandelli a Spoleto Arte: “L’arte è principalmente una segreta premeditazione”

    Marcello Vandelli, artista di origini modenesi, sa come farsi riconoscere. La sua arte questa settimana è entrata negli schermi degli italiani grazie a un servizio del Tgcom24. Il pittore di Spoleto Arte, con il suo stile inconfondibile, ha ammaliato il pubblico del format Arte in quarantena ed è pronto a conquistare anche noi con la sua filosofia artistica.

    • Di recente il Tgcom24 ha rilasciato un servizio su di lei. Come si sente?

    Sono grato di questa possibilità. Da anni investo tempo e spirito in questo mio percorso artistico. La pittura è totalizzante, riempie ogni istante della mia vita, è un sacrificio enorme, ma la considero un privilegio. Curo nei dettagli ciò che può aumentare la visibilità dei miei lavori e il servizio all’interno della rubrica Arte in quarantena è assolutamente un ottimo risultato. In modo particolare, nell’attuale contesto che tutti stiamo vivendo, ritengo che l’arte possa diventare una medicina per l’anima.

     

    • Cosa significa fare arte oggi?

    L’arte è principalmente una segreta premeditazione, nasce da un accumulo silenzioso di idee e da una costante attività di critica selezione. Il risultato che ne consegue si basa sulla pura sperimentazione, volta a ricercare un equilibrio tra forma e colore in grado di saper esprimere il senso di ciò che voglio comunicare.

     

    • Nelle sue opere trovano spazio l’autobiografico e l’anonimità. Da cosa nasce questa fusione così particolare?

    Le mie intuizioni artistiche sono l’espressione di uno spirito tormentato che vuole esplodere in un grido liberatorio. Sono ossessionato dalle problematiche della vita e della morte, i pensieri si trasformano in colori e forme, rappresentando la condizione esistenziale dell’uomo moderno, afflitto dalla solitudine, dall’incomunicabilità, dall’angoscia. In fondo, rappresento me stesso, quel bambino cresciuto in un mondo che non mi apparteneva, che mi faceva sentire estraneo. E al contempo rappresento il vissuto di ogni individuo, dipingendo una realtà fatta di sagome che si librano in una realtà onirica che ha oltrepassato il materiale, ma ha lasciato inalterata l’esigenza del silenzio e della solitudine.

     

    • Quanto c’è della sua terra nei suoi lavori?

    La mia vita, fin dalla giovinezza, è stata intrisa di esperienze, avventure ed imprevisti che hanno permesso alla mia indole artistica di uscire allo scoperto e crescere. Dopo aver viaggiato per il mondo, sono ritornato alle mie origini, a cui sono indissolubilmente legato, con una maturata consapevolezza.

    Nella primavera del 2012 è accaduto, però, un qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la mia vita, così come quella di molti altri. Il dolore nel vedere la mia terra lacerata dal terremoto… Questo evento brutale e inatteso, assolutamente incontrollabile, ha reso fragili le vite di molti, distrutto in pochi secondi gli equilibri della vita, lacerando ogni stabilità fisica ma soprattutto emotiva. In questa situazione di enorme incertezza si sono risvegliati i sentimenti, la necessità di ricercare, seppur con difficoltà, una nuova pace attraverso la condivisione con gli altri. Racchiuso nel mio piccolo mondo, per la prima volta, ho avvertito l’esigenza di palesare ciò che fino a quel momento avevo celato con tanto riguardo.

     

    • Spesso le è stato fatto notare che il suo stile si ispira alla Pop Art italiana. Che cosa l’ha spinta a seguire questa corrente?

    È impossibile non essere influenzati dal passato, nel mio caso, artistico. Esiste certamente una correlazione, e in alcuni casi mi sento collegato come da un filo invisibile. In genere, mi affascinano e colpiscono tutti quegli artisti che, attraverso cose apparentemente banali, riescono a esprimere emozioni profonde. Mi riferisco in primis agli artisti che hanno segnato un’epoca nella Roma degli anni Sessanta. In loro riconosco un’analogia con il mio vissuto, un’affinità elettiva. Una generazione, la loro, ambientata nel provvisorio benessere o nella provvisoria miseria del miracolo economico. La loro esigenza di dipingere, di stabilire dei rapporti e delle proporzioni, non è alienabile dalla condizione di vuoto in cui si sentono immersi e, proprio in questo vuoto, si sforzano di operare tracciando nuovi punti di riferimento. Ti porto l’esempio di Tano Festa con i suoi Coriandoli, di Mario Schifano con i suoi Campi di pane, di Cesare Tacchi e Giosetta Fioroni, la cui semplice eleganza riesce sempre a emozionarmi delicatamente, e il tormento interiore di Emilio Vedova che scolpisce le tonalità come a rappresentare i giorni drammaticamente vissuti nel periodo della guerra.

    Allo stesso modo, utilizzo l’arte come forma di comunicazione e al contempo di “purificazione”. Attraverso essa fisso il mio passato, mi faccio domande e mi do delle risposte. L’arte diventa il tramite verso la liberazione e la ritrovata consapevolezza.

     

    • Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    “Il destino mescola le carte e noi giochiamo”, diceva Schopenhauer. Capita a volte di essere nel posto giusto al momento giusto. E così è stato.

     

    • C’è un’opera a cui è particolarmente legato?

    In realtà, direi di no. Ogni mia opera trova origine nei più profondi meandri del mio Io, è parte inscindibile del mio essere. La mia mente è in continua evoluzione. Non si placa, nemmeno quando dormo. Ogni mia opera è una rappresentazione onirica, un racconto introspettivo, indissolubilmente legato al precedente e a quello che ancora non ha trovato forma, condizionato dal momento, ma soprattutto dai ricordi, che troppo spesso riaffiorano, riconducendo i pensieri verso amore, dolore, passione e solitudine.

  • Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista

    È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.

    Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?

    Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.

    Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?

    Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.

    E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…

    Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.

    Che cosa cerca nei suoi ritratti?

    Questa è una bella domanda!

    Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.

    In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?

    I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.

    C’è un quadro a cui è particolarmente legata?

    No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).

    Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.

  • Spoleto Arte: l’angelico maledetto di Marcello Vandelli al Tgcom24

    Sull’innovativa piattaforma del Tgcom24 siede il carismatico artista Marcello Vandelli di Spoleto Arte. Il format è quello di Arte in quarantena, lanciato dal direttore Liguori per sopperire all’impossibilità momentanea di visitare mostre e musei fisicamente. A entrare oggi nelle case degli italiani è la volta dell’accattivante espressività creativa di questo pittore.

    Nato a San Felice sul Panaro (Mo) nel 1958, l’autore si lascia positivamente influenzare dalla Pop Art italiana. La sua pittura risulta “modernissima, estremamente mobile e duttile, poco prevedibile” per il noto critico Vittorio Sgarbi. Assomiglia “a volte al Licini più angelico o allo Schifano più liquido”. Lo stile cattura immediatamente il nostro interesse per la forte scelta cromatica. I colori rivelano infatti il carattere audace del Vandelli, sempre attento ad assorbire quanto avviene attorno a lui e a connotarlo in decise tonalità. È proprio questa particolare interiorizzazione delle esperienze ad affascinare. Il Vandelli è autobiografico, raffigura ciò che vede e lo colpisce. Ma lo riveste di una simbologia onirica facilmente deducibile, quasi attingesse a una matrice di sogni universale. In questo modo il suo linguaggio sfiora le vette dell’informale, proteggendo l’identità dei suoi soggetti.

    Il fatto che i personaggi siano anonimi, non abbiano un volto, sembrerebbe rifarsi al detto “si dice il peccato, ma non il peccatore”. In realtà Vandelli ha ben assimilato il concetto che le azioni e i fatti finiscono per reiterarsi nel tempo. Ne interrompe tuttavia la ciclicità fermando spesso su tavole di grandi dimensioni un istante decisivo, l’epifania della realtà, l’atto di “denuncia” nei confronti dell’umanità. Sgarbi spiega il motivo di questa scelta: tra l’artista e l’opera c’è un vero corpo a corpo, per questo servono grandi dimensioni. È una lotta per cui il pittore vuole investire l’osservatore con la propria creatività. Andando oltre l’ideale dunque, perché nei lavori di Vandelli c’è pittura. E c’è anche un’assenza.

    Vittorio Sgarbi la interpreta così: «Io, che ho per la pittura di ritratto una particolare predilezione perché è lì che senti, nel volto, l’anima dell’artista, mi chiedo che cosa abbia tenuto Vandelli così lontano dal volersi specchiare in un volto o specchiare il suo volto in quello di una persona ritratta.

    È un’umanità senza volto, è un’umanità dove sono tutti uguali, fatta di persone distinte, ma che lui riserva solo per la sua dimensione interiore, le tiene per sé, non le mostra agli altri.

    È questa la cosa che mi ha colpito di più, diciamo l’idea di vedere spazi, di vedere sagome, di vedere forme umane… C’è un rapporto tra la figura e lo spazio, ma quella figura potrebbe essere chiunque di noi. L’uomo nella sua identità democratica, cioè quella per cui non c’è un popolo di gente che non è nessuno e invece alcuni che sono tutto».

  • L’essere materico di Benedetta Trudesti di Spoleto Arte al Tgcom24

    Siamo ormai in un punto chiave della fase 2. Al limite tra chiusura e riapertura. Su questo limite, tutto interiore, danza a ritmo di pennellate Benedetta Trudesti, artista di spicco di Spoleto Arte. Su di lei il Tgcom24 ha pubblicato il nuovo servizio per il format Arte in quarantena: “l’Essere Materico”.

    Benedetta Trudesti intuisce già in tenera età la forza travolgente dell’arte riconoscendola come propria e sviluppandola nel corso del tempo in un linguaggio incredibilmente affascinante. Dopo aver intrapreso il percorso artistico all’istituto d’Arte per il Mosaico di Monreale e aver frequentato i corsi di Arte e Iconografia Cristiana a Palermo, diviene allieva del maestro Mazzotta. Nel corso degli anni partecipa a importanti mostre e concorsi, riscontrando un notevole successo di pubblico e critica. Nel 2015 partecipa alle selezioni, superandole, della Biennale di Roma e, sempre nello stesso anno, espone ad Arte Padova.

    Cercando di rendere tangibili i moti dell’anima, Benedetta Trudesti incanta l’osservatore per la particolare scelta dei suoi sfondi rossi. Simbolo di un percorso che riporta l’essenza dell’io in una distesa di colore e di passione, il rosso indica la maturazione di un io che si ritrova forte nelle proprie debolezze, nella consapevolezza che il cammino che lo attende non è facile. Diventa dunque inevitabile ritrovarsi nei ritratti di Benedetta Trudesti, rispecchiarvisi come davanti a ricordi ed emozioni vere, possedute in passato e finalmente ritrovate.

    Ciò che l’artista dipinge infatti è la propria indagine che, partendo dal reale, scende tra le spire dell’inconscio, facendo luce come all’interno del ventre materno per ritrovarvi il palpito della vita. Partendo dal presupposto che ogni quadro prende forma dall’interiorità, Benedetta Trudesti ritrae l’essenza in divenire di ciò che ci è più caro: noi stessi, la nostra vita. Osservarne un’opera è una vera epifania, quell’esperienza catartica che uno dovrebbe provare per ritrovare se stesso, per riscoprirsi diamante.

  • Tgcom24: l’artista Laura Bruno di Spoleto Arte incanta con “Gocce di pensieri”

    Si muovono le più svariate forme di consapevolezza nell’arte di Laura Bruno. Pittrice e scultrice della rosa di Spoleto Arte, è protagonista del nuovo servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena con “Gocce di pensieri”.

    Con oltre vent’anni di esperienza artistica internazionale, Laura Bruno continua ad affascinare il pubblico per l’intensità e la misteriosità delle sue opere. Nelle sue sculture, così come per i suoi dipinti, si può infatti rimirare un nucleo, un concetto attorno al quale si stratificano i pensieri, materializzandosi sotto forma di volti, segno e colore.

    Laureata in Lettere moderne, Laura Bruno dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli comincia a esporre in Italia e all’estero. Tra gli eventi a cui ha preso parte vi è la mostra “Grazie Italia”, tenutasi nel 2015 al Padiglione Guatemala della 56° Biennale di Venezia. Musei e chiese, italiane e straniere ospitano diverse sue creazioni.

    I quadri di Laura Bruno sono riconoscibili per le sue escursioni in campo surrealista e iperrealista. Dimostrano con coinvolgimento l’interesse per la vita, valore portato in risalto da una tavolozza irrequieta e dai ritratti simbolici. Dietro ogni volto si cela sempre un’umanità che spesso viene ferita, ma che emana una forza magnetica. La sua attenzione per il dettaglio inoltre apre le porte a un continuo andirivieni tra conscio e inconscio, a una metamorfosi tra realtà e finzione che svela il nocciolo di una questione esistenziale. Un’analisi, quella di Laura Bruno, che non si sofferma sull’apparenza, ma va a fondo, per portare a galla quanto c’è di apparentemente sconcertante nell’animo umano: il suo profondo attaccamento a una natura ancora primitiva.

    Il critico d’arte Vittorio Sgarbi scrive: «Emblematiche e significative. Visioni modificate che si affidano a una sorta di compenetrazione metamorfica fra uomo e animale […] di sapore surrealista. Un ritratto virile, quasi iperrealistico. L’opera artisticamente più evoluta fra quelle a me note dell’artista[…] anche in ragione della solidità del disegno e delle esibite capacità di calibratura compositiva. […] È questa la strada espressiva che più rappresenta l’arte della Bruno e verso la quale consiglio di proseguire».

  • Salvo Nugnes al Sole 24 Ore: l’arte terapia durante la quarantena

    Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna. L’arte ha bisogno del suo pubblico e, come l’acqua, si spiana la strada per trovarlo anche quando sembra impossibile. A notarlo è stato Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, presidente di Spoleto Arte e grande gallerista. Nella lucida analisi sulla realtà in cui versa il settore artistico, piegato dagli effetti del Coronavirus, c’è una possibilità di redenzione. L’ha rivelata a «Il Sole 24 Ore» il primo maggio, festa dei lavoratori, una data simbolica e di buon auspicio.

    Il manager Nugnes, come tutti, ha risentito degli effetti di questo blocco necessario ed è stato costretto a chiudere temporaneamente le sue gallerie d’arte a Milano. Come lui, anche i suoi artisti sono stati colpiti direttamente. L’annullamento o il posticipo di tutti gli eventi in presenza ha infatti interrotto bruscamente l’intimità che veniva a crearsi con il visitatore proprio attraverso l’opera. Ma l’arte ha trovato il modo, per prima, di comunicare con il suo pubblico. Diversi musei hanno offerto tour virtuali e molti artisti hanno ritrovato l’ispirazione e la necessità di raccontare questi tempi anomali.

    C’è però un risvolto da tenere sotto controllo. Se il mondo dell’arte dimostra di essere il primo a reinventarsi e a coinvolgere tutto il paese, è anche vero che “le perdite economiche saranno ingenti” e che “molti, purtroppo, non ce la faranno”. Come fare dunque a risollevare il settore? Per Nugnes la risposta è una: partendo esattamente dall’arte. Meglio, dalle sue proprietà terapeutiche.

    Lo sostiene proprio chi da più di trent’anni si occupa di personaggi illustri, tra cui Margherita Hack, Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi. Ma anche di donne che hanno fatto la storia dello spettacolo come Romina Power, Katia Ricciarelli, Amanda Lear e Silvana Giacobini. Lo crede chi ha visto le enormi potenzialità di arte e cultura e ha deciso di investirci tempo, passione e denaro. Per questo motivo ha iniziato una collaborazione con il direttore del Tgcom24 Paolo Liguori. Un progetto che si è consolidato nel format Arte in quarantena e che ora porta nelle case degli italiani il respiro vitale dell’arte contemporanea. Un’interessante iniziativa che punta ad ampliare il pubblico fisico delle mostre. Chi normalmente non è un “frequentatore abitudinario” potrà così appassionarsi agli autori che animano il panorama artistico italiano. L’artista troverà un modo innovativo per dare vita al proprio sentire e lo spettatore guarirà dalla monotonia con la forza dirompente dell’arte. Benessere in tutte le sue forme, dalla pittura al teatro, dalla fotografia al cinema, dalla scultura alla danza. Un nuovo orizzonte che finalmente include la soluzione al bisogno di stare bene dandogli voce e visibilità.

    Per leggere l’intervista integrale: https://alleyoop.ilsole24ore.com/2020/05/01/salvo-nuges/

  • Tgcom24: Giuliana Maddalena Fusari di Spoleto Arte e l’Informale Femmina

    Cresce a vista d’occhio il format Arte in quarantena del Tgcom24. Questa volta lo fa portando in primo piano l’arte di Giuliana Maddalena Fusari. Artista di Spoleto Arte, la Fusari ha un interessante percorso alle spalle. Tale da rendere il suo stile riconoscibile e fuori dal comune.

    I premi e le mostre

    Recentemente insignita da Spoleto Arte del Premio Internazionale Ambasciatore d’Arte (2019) e del Premio Tamara de Lempicka (2018) dalla Milano Art Gallery, Giuliana Maddalena Fusari è stata selezionata in precedenza per importanti esposizioni internazionali realizzate e organizzate dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes. Dalla Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia, alla Biennale Milano presentata sempre dal noto critico nella metropoli lombarda. E poi le esposizioni a Rio de Janeiro, Sanremo, le mostre Spoleto Arte incontra Venezia e Miami meets Milano nel contesto di Art Basel, fiera d’arte più importante al mondo.

    Giuliana Maddalena Fusari

    Uscita dal DAMS con la lode, Giuliana dal 2000 è professoressa accademica. Per lei è stata coniata l’espressione “Estetica dell’Angelismo”. È il 2013 e non passa un anno che l’artista aderisce all’“Estetica Paradisiaca”. Identificandosi spesso con il soggetto dell’angelo, l’artista fa delle Crocifissioni l’espressione del dolore interiore. Molti suoi lavori presentano inoltre delle vistose cuciture in lana mohair, ferite aperte dell’anima, mai rimarginatesi. Il fatto che la Fusari prediliga forme fluttuanti, sospese, scorporate dalla realtà, contribuisce a ricreare quest’atmosfera di ricerca interiore, spirituale. Un aspetto che ben le vale l’entrata nel suddetto movimento, incentrato su un nuovo approccio artistico nei confronti del sacro. Qui i colori si fanno sempre più rarefatti, il bianco trionfa, simbolo di una tensione spirituale che si eleva nonostante una condizione esistenziale asettica. Bellezza e purezza fuse in un unicum di grande potere evocativo.

    L’Informale Femmina

    Si muoverà su questa linea, addentrandosi sempre più nella sfera femminile, fino a giungere all’“Informale Femmina”. Dal 2019 cioè si dedica a una pittura informale a rilievo. L’inserimento di vere perle accentua infatti l’espressione di grazia ed eleganza nelle sue opere. Lo stesso Vittorio Sgarbi commenta: “So che l’arte della Fusari è intimamente femminile, e non solo, o non tanto, per l’impiego […] dei tessuti cuciti. C’è una sensibilità, nella Fusari, un modo di riconoscersi in ciò che produce, una precisa disposizione interiore, fortemente individualizzata, che non potrebbe non essere femminile”. In questa femminilità Giuliana ritrova se stessa, attraverso quello che diviene un atto di conoscenza introspettiva.

    “L’impulso sessuale” continua il professore “fa da grande forza ancestrale che più di ogni altra ci lega alla natura. Ottenerne sollievo e trasmetterlo al prossimo è il massimo risultato che ci si possa prefiggere”.

  • Intervista a Daniela Rebuzzi di Spoleto Arte: l’arte, un viaggio spirituale

    Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega Daniela Rebuzzi alle sue opere. Viandante tra spiritualità e colore, l’artista della rosa di Spoleto Arte crea lavori che accendono nell’osservatore il desiderio di perdersi al loro interno. Perdersi sì, ma per poi ritrovarsi. Daniela mette nelle sue opere tutta la sua esperienza e ricerca per trarne la parte migliore. Come una guida, ci conduce per mano in un sentiero che si apre su risonanze positive. Ecco perché osservando le sue creazioni si prova il segreto piacere di stare in pace con se stessi. Dal 23 aprile è possibile sperimentare la sensazione di essere tutt’uno con questo mondo anche sulla piattaforma Arte in quarantena del Tgcom24. E proprio dopo un contributo a lei dedicato, abbiamo voluto farle qualche domanda.

    Le piace l’iniziativa del Tgcom24 di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante l’isolamento?

    Quando me ne hanno parlato, mi è sembrata un’ottima iniziativa. L’espressione artistica riesce a raggiungere lo spettatore, anche se non direttamente, avendo la possibilità di espandersi e dimostrare la propria forza. Sono fermamente convinta che ogni espressione d’arte è una “medicina invisibile” a portata dell’uomo e che, specialmente in questo periodo, ne abbiamo urgentemente bisogno.

    Daniela Rebuzzi

    Secondo lei per fare vera arte occorre viaggiare oppure l’arte è un viaggio che cominciamo in noi stessi?

    Per quanto mi riguarda, entrambe le cose. Il viaggio della mia vita, specialmente il mio cammino spirituale, influenza molto la mia pittura. D’altro canto il mio universo personale viene ampliato grazie alla mia passione per i viaggi che sono un vero percorso interiore, tracciato spesso in solitaria, al fine di entrare in comunione con i luoghi e le culture incontrate. Una sorta di studio che successivamente, dai miei taccuini, si traduce in arte.

    Nelle sue opere c’è effettivamente una forte componente spirituale e cromatica. Come comunicano queste due realtà nei suoi lavori?

    La realtà spirituale e quella cromatica coesistono nelle mia creatività e si fondono per esaltare il concetto che desidero esprimere attraverso un’opera d’arte. La sperimentazione della componente cromatica e l’energia dei colori delineano e rafforzano i concetti spirituali.

    Che funzione ha la parola nelle sue creazioni?

    Il gesto e la materia sono uno dei punti chiave da cui si dirama la mia arte dove confluisce spesso anche la parola, in foggia di scrittura o di poesia, sulla scia del desiderio di far emergere il concetto delle mie creazioni.

    C’è un’opera a cui è affezionata?

    L’opera a cui sono molto affezionata è senza dubbio Grandmother. Si tratta di un dipinto eseguito con tela dipinta ad olio lavorata a maglia. È stata un’opera che mi ha portato molto successo e visibilità, apprezzata inoltre dal critico Vittorio Sgarbi. Un dipinto che ho dedicato a mia nonna, la quale mi ha tramandato la passione per la manualità e insegnato il sapere dei lavori artigianali di un tempo.

    Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

    Durante le selezioni della Biennale Milano 2017. In quell’occasione ho conosciuto il suo presidente Salvo Nugnes, grazie al quale nel corso degli anni ho partecipato a diverse esposizioni collettive.

  • Spoleto Arte: Valcarlo Drensi e il futuro dell’arte a partire dalla quarantena

    Roma, 27 aprile. Il Maestro Valcarlo Drensi è reduce da un recente servizio del Tgcom24 a lui dedicato. S’intitola Osservare, non guardare, per l’innovativa piattaforma Arte in quarantena. Nell’entusiasmo contenuto dalla situazione, ci concede una breve ma illuminante intervista. Pittore della rosa di Spoleto Arte, l’artista fa il punto sulla situazione dell’arte in questa fase di crisi. Ma non solo. Guarda con lungimiranza anche il suo futuro.

    Venerdì scorso è uscito sulla piattaforma di Tgcom24 il servizio su di lei per Arte in Quarantena. Che ne pensa di questa finestra mediatica?

    Mala tempora sono questi, in cui l’arte sta sospesa, confinata per obbligo e necessità. Tempi in cui musei, gallerie, mostre, eventi culturali sono in quarantena e la socialità è costretta in spazi domestici e interiori. Sono tempi in cui la realtà vitale è sopravanzata da quella virtuale, per questo occorre fare di necessità virtù e utilizzare al meglio quella che non è solo una finestra ma un portone aperto verso il mondo, in senso lato e letterale, per mantenere alta la capacità di fruire l’arte in tutte le sue espressioni e forme, non ipocritamente escludendo i personali percorsi creativi. Ben venga dunque questa vostra iniziativa e questa “finestra” da spalancare.

    Valcarlo Drensi

    Nel 2006 ha fondato il Movimento Artistico e Culturale dell’Affabulazione Italiana e successivamente il Movimento Metaformale. Che cosa cerca nell’arte oggi?

    L’attuale panorama artistico ha raggiunto la saturazione delle proposte espressive per cui nuovi movimenti hanno l’onere di stimolare la creatività sopita e l’impegno di indicare alcuni possibili obiettivi. Tra i molti proponibili e proposti, anche dal movimento Affabulante, alcuni sono imprescindibili e vanno, sia pur sempre criticamente, perseguiti. Nell’Arte, dunque, a maggior ragione in questi tempi si potrà e dovrà cercare:

    * la felicità della bellezza;

    * la libertà dell’immaginazione;

    * la saggezza  della memoria,

    * l’espressività dell’essenziale;

    * la capacità di sottrarre animo e mente al “mala de vivre” esistenzialista, senza tuttavia rinunciare ad affrontare le tematiche più ostiche e scottanti del quotidiano.

    Che evoluzione prevede?

    Il Vico individua nella storia un’alternanza di corsi e ricorsi, così è pure per l’Arte.  Dopo un predominio della non forma per tutta la seconda metà del secolo scorso, pur con i dovuti distinguo ed eccezioni, oggi si può rilevare una tendenza a recuperare terreno da parte della forma. Questo non vuol dire rinnegare ma inglobare l’esperienza dell’astrattismo concettuale, all’interno del figurativismo formale, secondo l’ipotesi  Meta-formale.

    C’è un’opera a cui è particolarmente legato?

    Ogni opera, bella o brutta che sia, è per ciascun autore come un figlio e, pertanto, un piezzo ’e core direbbe Edoardo. Ma se devo proprio indicarne una, ritengo Inno alla gioia, ovvero Europa. È quella che mi rappresenta di più, non solo per il risultato visivo ma anche per la concettualità simbolica di quel rebus. Simboleggia, infatti, i tre livelli dell’Europa: quello degli ideali, quello delle istituzioni e quello dei popoli. Come meglio si esplicita nella didascalia associata al quadro, di cui è parte integrante.

    Valcarlo Drensi

    Nei suoi lavori ci sono molti simboli. Qual è il più ricorrente?

    Non uno ma almeno due sono i più frequentemente usati, perché particolarmente significativi:

    – la Bicicletta come simbolo di libertà, del viaggio, non solo in senso fisico, del cammino nel suo evolvere, ma anche della fatica del vissuto quotidiano, insomma, della vita nella sua interezza.

    – l’Ombrello, invece, assume significati più protettivi e, pertanto, simboleggia un sicuro rifugio, la casa, sebbene non raffigurata esplicitamente, la sicurezza della famiglia e, in fondo, la certezza degli affetti sia che sotto ci si ripari in coppia, in gruppo o da soli.

    L’individuo e la folla: come li rappresenterebbe in questo periodo?

    La  “Folla” non è scomparsa ma si nasconde in attesa dentro di noi, che di essa siamo contenuto e allo stesso tempo contenitore. Di questo abbiamo conferma tanto letterariamente, quanto filosoficamente e biologicamente. Per Pirandello ognuno è “uno, nessuno e… centomila”. Il Microcosmo che Democrito, Aristotele e tutta la filosofia Rinascimentale vede nell’uomo quale rappresentazione dell’Universo (macrocosmo) non è sufficientemente “affollato”? E ancora, biologicamente non siamo forse una folla di centinaia di miliardi di cellule, ciascuna singolo individuo vitale? Come vede non siamo mai soli, anche per altri versi, ma sempre parte e tutto di folle diverse. Per questo e perché siamo animali sociali, possiamo essere sicuri che torneranno file e folla, croci e delizie, nel nostro futuro.

    Per concludere, come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

    Per precedenti collaborazioni artistiche, del tutto soddisfacenti.