Dopo il successo virale della sua reinterpretazione de “L’essenziale” di Marco Mengoni, cantata durante i provini di X Factor 8, l’eclettico artista giapponese si presenta ora al pubblico con una nuova identità tutta da scoprire.
“Azami Shibuya” è la nuova identità artistica di Yusaku Tamura, il cantante arrivato dal Giappone per conquistare il pop italiano.
Partendo da un amore musicale nei confronti di Marco Mengoni (amore trasformato nel successo della sua performance de “L’essenziale”, dove ha divertito giudici e pubblico di X Factor 8 Italia con la sua genuinità e simpatia); ora, attraverso le vesti di una vera Geisha, l’artista è pronto a lanciare in radio il nuovo singolo “Nuda”.
Anticipando prossime performances live fatte di cover italiane ed internazionali, il brano vuole essere un omaggio alla musicaitaliana.
«“Nuda” racconta di un’ammiccante realtà dove la Geisha si mette a disposizione di un uomo solo che è però distratto dal mondo e dalle sue catastrofi. La Geisha si descrive come una nuova prospettiva per uomini alla deriva, come “Anita” nel film “La Dolce Vita”, come un sorgente di acqua limpida». Azami Shibuya
Il cuore della canzone assume le forme di un’accattivante e misteriosa tentazione. L’arrangiamento, volutamente leggero, supporta un testo provocatorio. L’intenzione ultima dell’artista è quella di trasmettere al popolo italico una cultura fatta di gioia e sorpresa attraverso l’immagine di un personaggio innovativo, giocoso, colorato ed elegante.
L’ultimo singolo estratto dal concept album alternative-rock della band vicentina, propone un finale aperto e interattivo che rende l’ascoltatore protagonista della storia.
«Gli umani hanno vinto e la situazione ritorna come quella raccontata in INtro, tutto è a posto, ma ritorna il narratore che parla all’ascoltatore, spiegando che quella che è stata raccontata nel disco è una storia come un’altra, è un racconto quasi banale, sentito e risentito su milioni di altri dischi, film, libri. Appunto per questo, se si dovesse ignorare anche questa volta un racconto del genere e non fare niente per la situazione verso la quale stiamo andando sarebbe incredibile, vorrebbe dire che non siamo capaci di imparare dagli errori. Dunque, mentre il finale della storia è a lieto fine, il finale della storia reale, del mondo nel quale viviamo, è aperto, la decisone della conclusione è lasciata all’ascoltatore e alla sua forza d’animo». THE LIZARDS’ INVASION
“Incredible” è il brano che ci accompagna verso l’epilogo della storia musicale raccontata dai The Lizard’s Invasion. Il pezzo è il settimo di un concept album che narra un mondo utopico di pace, poi invaso da un’entità che corrompe l’uomo con sentimenti negativi. Grazie alla lotta interiore l’umanità riuscirà però ad eliminare questa malvagità per poter tornare a vivere nella pace nonostante il costante dubbio che tutto possa ripetersi.
Di grande impatto, ai fini del racconto, è anche il video: qui i protagonisti dopo essere stati corrotti da un’ignota energia maligna che li ha portati all’autodistruzione, si risvegliano spaesati in un Eden fantastico dall’abbagliante paesaggio incontaminato. A loro insaputa sono però osservati da presenze rappresentate da tre maschere già svelate nei capitoli/video precedenti. Tra di loro una ragazza, che ha incarnato in questa saga la coesistenza tra l’innocenza e la malvagità dell’uomo. Tutti la osservano mentre si toglie la maschera, spogliandosi così di questa malignità. Alla fine, prima di voltarsi, alza lo sguardo sbirciando tra gli alberi, come se avesse intravisto qualcosa che si cristallizza in un finale che resta aperto. Ma il male è veramente sparito?
«Il 22 ottobre 2018 è stato pubblicato “IN-dependence Time”, un concept album, una sorta di storia a capitoli nella quale si racconta la vicenda di un mondo parallelo al nostro dove inizialmente tutto sembra in armonia, nessun umano prova emozioni negative, nessuno vuole il potere per sé a discapito del prossimo, almeno fino ad un colpo di scena inaspettato…L’ album contiene 7 tracce e ogni traccia rappresenta un capitolo della vicenda. Il titolo di ogni brano inizia per “IN”: questo perché la storia, seppur molto semplice nel suo svolgimento, porta l’ascoltatore ad avere un confronto con se stesso e “IN” se stesso per l’appunto. Inoltre, nella storia, è proprio la dimensione interiore degli esseri umani che viene presa di mira, è la presa di coscienza individuale che diventa azione fondamentale per contrastare l’entità». THE LIZARDS’ INVASION
Musicalmente ogni traccia dell’album equivale ad un capitolo della storia. Filo conduttore tra queste è una partenza morbida e a tratti soffusa che sfocia poi in atmosfere intense ed esplosive; l’ascoltatore è così trasportato attivamente nel concept, seguendo la vicenda dall’interno e rispettando i fini tematici del disco. Le sonorità si contraddistinguono da un ampio uso di effettistica riguardante ogni strumento, discostandosi così dal rock per definizione e ricreando dinamiche moderne e tridimensionali.
DICONO DI “IN-dependence Time”
“Una produzione attenta e scrupolosa”. Rockerilla
“Tradizionale, possente e vigoroso” Rumore
“Un concept album come non se ne sentiva da tempo. La storia un po’ distopica e un po’ fuorviante, ma sicuramente ricca di fascino”. Blog Music
“Un ascolto quasi rivoluzionario visti questi tempi di conformismo spietato”. MusicLetter
“THE LIZARDS’ INVASION realizzano un disco che si potrebbe definire epico, una discesa negli inferi con ritorno trionfante, un respiro catartico che aiuta l’ascoltatore a sperare in una società migliore, libera da fardelli e ingiustizie, una realtà pura: la band vicentina ha fatto centro”. Viva Low Cost
“Independence Time è un concept album a tutti gli effetti che ci permette di specchiarci in un mondo utopico e ci ricorda che tutti noi, in quanto esseri umani, avremmo il potenziale per raggiungerlo.
Da ascoltare e riascoltare dall’inizio alla fine”. La Musica Rock
“Indipendence Time è un album maturo e consapevole, con una idea di fondo, una storia di sostanza, sebbene il tema possa sembrare già sentito e sicuramente utopistico (però mai come adesso utile spunto di riflessione). Soprattutto c’è un talento dietro la genesi del disco che è evidente poi nel risultato finale”. ClapBands
“INcredibile (perdonate il gioco di parole, ma è stato più forte di me) come i Lizard’s Invasion abbiano praticamente guardato dentro vari periodi musicali, dal prog degli anni ’70 fino allo stoner, e dentro i miei gusti per dare alla luce un concept semplicemente perfetto e senza sbavature”. Onda Musicale
La band si forma nel giugno 2011 a Vicenza. Per quasi un anno il gruppo si esercita con molte cover di band storiche (Toto, Deep Purple, Pink Floyd, Led Zeppelin e altri).
Nel 2012 è il momento di scrivere anche pezzi propri, con un sound simile al progressive rock.
Nel 2013, la band esordisce con il suo primo EP (27 minuti) “The Hole” al cui interno si trovano 5 tracce.
Tra il 2014 e il 2015 il gruppo raggiunge diversi risultati: partecipa alla finale nazionale dell’Emergenza festival suonando all’Alcatraz di Milano. Successivamente arriva il Premio Schiolife del VicenzaNetMusic che gli regala la possibilità di aprire il concerto a Schio di Ian Paice, batterista dei Deep Purple.
Settembre 2016: esce l’EP Dare to Hear che comprende 3 brani, e il primo video ufficiale della canzone da cui l’EP prende il nome.
2017: La band arriva tra le prime 10 band classificate al Tour Music Fest, potendo così suonare al Jailbreak di Roma.
2017/18: contattati da Musicraiser, la band conduce una campagna crowdfunding di successo da febbraio a marzo 2017.
La realizzazione del concept album “INdependence Time“, primo vero progetto a livello “professionale” che vanta alti standard di realizzazione, contiene la collaborazione con numerosi progetti locali e non, oltre che la firma del produttore artistico Marino de Angeli, che registra il progetto al Teatro delle Voci di Treviso. Nel 2018 vengono pubblicati i singoli “INtro”, “INdividuals” e “INvasion”. Nel 2019 è il turno di “INcredibe”.
L’artista beneventano torna in scena raccontando la storia di un amore tormentato con un brano scritto con Marco Canigiula e Francesco Sponta.
Si intitola “Improvvisamente” il nuovo singolo di Alessio Marucci, che racconta la storia di un amore tormentato, fatto di addii, ritorni e di nostalgia. E’ basato su una relazione difficile tra due persone che non riescono a comprendersi. Un amore che, pur combattendo, non riesce ad avere la meglio di fronte alle divergenze caratteriali di due persone ed alle strade troppo diverse che esse vogliono intraprendere. La canzone apre, poi, ad un ritornello che “accarezza” chi ascolta, mettendo da parte la rassegnazione e introducendo un velo di nostalgia, in ricordo dei bei momenti passati insieme. Ma quando la nostalgia finisce, si ritorna a lottare per tenere in piedi ciò che resta, lasciando fuori la razionalità, fino a quando non ci si rende conto che l’unica via di uscita è “cambiare i punti di vista” e andare oltre.
Il brano è stato scritto dallo stesso Alessio Marucci, insieme a Marco Canigiula e Francesco Sponta.
«Questo brano è nato quasi 2 anni fa, con un orientamento ed un arrangiamento completamente diversi. Inizialmente era nata come una ballad dal sound più “romantico”, poi mi è stata proposta una versione del brano con strumenti e suoni più elettronici e meno tradizionali. Ho subito accettato. Il brano racconta di un amore tormentato, di ritorni e di addii, per cui era giusto vestirlo con un sound più movimentato e meno piatto. E’ un genere leggermente diverso dal primo singolo, ma sono due pagine dello stesso capitolo».
BIO
Nato a Benevento nel 1995, ha dimostrato da subito la propria passione per la musica. Comincia lo studio del pianoforte e a14 anni si iscrive al Conservatorio per studiare “Organo e Composizione”. Dopo poco, decide di passare allo studio del canto moderno. Comincia così a calpestare i primi palchi, ottenendo ottimi riscontri.
Nel corso degli anni partecipa a diversi concorsi, entra a far parte del programma targato Sky “Una chitarra, cento emozioni…” e nel gennaio 2014, pubblica il suo primo singolo “Ricordo”, scritto per lui da Emanuele Sciarra.
Il suo cammino di studi e live si incrocia con la musica di Marco Canigiula, autore per diversi artisti, tra cui anche Annalisa, e a marzo 2018, a distanza di 4 anni dal precedente, viene pubblicato il singolo “Un miglio da te”, scritto proprio da Marco Canigiula e Francesco Sponta. Il singolo, accompagnato dal videoclip ufficiale, ottiene un’ottima accoglienza da parte del pubblico e delle radio. Nello stesso periodo comincia a collaborare con altri autori di spessore, tra cui Luca Sala (autore per Emma, Tiromancino) e Giulio Iozzi (autore per Bianca Atzei) per la produzione del disco d’esordio.
A settembre 2018, tenta la strada di Sanremo Giovani con il brano “Improvvisamente”, primo brano a portare la sua stessa firma, insieme a quella di Marco Canigiula e Francesco Sponta, pubblicato insieme al videoclip ufficiale a dicembre dello stesso anno.
Una canzone d’amore. Le farfalle come simbolo di leggerezza, bellezza, trasformazione, instabilità. L’amore in riferimento al tempo, al cercarsi, al riconoscersi.
“Animali uomini & occasioni” è il quarto album di inediti del cantautore trevisano:
«Da tempo c’era l’dea di fare un disco “suonato in studio” con Osvaldo Di Dio e Band. A maggio dell’anno scorso si sono allineate le occasioni e siamo entrati in studio sotto la supervisione di Paolo Iafelice. Avevo in cantiere (da svariati anni) un concept album che volevo intitolare Animali, dove parlare dell’uomo attraverso gli occhi degli animali e viceversa. Vista l’occasione di lavorare con Osvaldo e la voglia di incidere anche brani di recente scrittura ho deciso di unire alcuni brani degli animali con canzoni recenti che parlano del mio essere al mondo. Da qui il titolo Animali, Uomini & Occasioni». Daniele Menghin
Etichetta: Adesiva Discografica
Radio date: 14 dicembre 2018
Pubblicazione album: 2016
BIO
Daniele Meneghin, musicista e cantautore nato a Conegliano in provincia di Treviso, classe 1977. Coltiva la sua passione per la musica già in giovane età iniziando con lo studio del pianoforte e poi chitarra.
Si esibisce in diverse formazioni artistiche avendo la così la possibilità di esplorare vari generi sonori, partecipando a festival e premi musicali. Nel 2003 incide il suo primo disco da solista “Prove d’autore”. Il titolo nasce dall’ammirazione per il lavoro degli incisori che, poco prima di decidere la colorazione finale della lastra, fanno alcune prove e le firmano appunto come ‘prova d’autore’.
Nel 2004 l’incontro con Gilberto Martellieri, poliedrico musicista legato a grandi nomi della musica italiana, porterà alla realizzazione del suo secondo lavoro discografico pubblicato nel 2009 e intitolato “Bertoldo si confessa ridendo”. Con questo disco inizia anche la collaborazione con Osvaldo di Dio, noto chitarrista che suona con Franco Battiato, Alice, Eros Ramazzotti, Cristiano de Andrè. Da questo album vengono scelti due pezzi e girati due video: “Aamerica” e “Son qua”. Le sonorità di strumenti live sono il filo conduttore dei brani contenuti nel terzo album: “Il Prossimo”(2014). Avvalendosi dalla stessa formazione base di musicisti, aggiunge percussioni, archi, fisarmoniche, contrabbasso. Vibrazioni di puro ritmo si possono ascoltare ne “Il vaso rosso”, pezzo arrangiato e registrato presso l’Egrem Studio a L’Avana(CUBA), con musicisti cubani, strumenti e sound caraibico.
Vengono realizzati anche due video: “Ponti di legna” girato a Venezia e “Me gusta cuando callas”(canzone presente nel disco come ghost track, omaggio al grande poeta Pablo Neruda).
Nel 2016 ritorna in studio di registrazione con Osvaldo di Dio e band e, con il prezioso supporto di Paolo Iafelice, nasce l’ultimo album “Animali, uomini & occasioni”, iniziando così la collaborazione con la casa editrice ‘Adesiva Discografica’.
Il tema della perdita svelato dagli occhi di cinque ragazzi in un brano intenso e coinvolgente che resta in coerente equilibrio fra pop e punk-rock.
Una prima idea di “Noisy Silence” nasce verso gennaio 2018, in seguito alla perdita di un caro amico dei ragazzi della band:
«Abbiamo speso molto tempo per arrangiarlo, provando molte versioni diverse in studio insieme al nostro producer Gianluca Volpi, dato che volevamo trovare la formula perfetta per esprimere i nostri sentimenti al meglio. Il testo è espressione della nostra reazione alla mancanza di questo nostro amico, e delle difficoltà di stare senza di lui». Guys in Jeopardy
L’intento è quello di riuscire ad utilizzare giri di accordi ricercati, per non cadere nella banalità, e alternare parti in elettrico a parti in acustico per far rispecchiare il sound identificativo del gruppo con i sentimenti provati.
«Ogni membro della band ha un suo diverso background musicale, e quando componiamo ciò che viene fuori è sempre una fusione dei nostri generi preferiti che spaziano dal Punk Rock e Hard Rock, al Metal fino al Pop; questo nuovo singolo non fa eccezione». Guys in Jeopardy
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Autoproduzione
Radio date: 4 gennaio 2018
BIO
I Guys in Jeopardy nascono nel giugno 2015 per iniziativa di tre elementi della band: la chitarrista, il batterista e il chitarrista solista; a completare la band si aggiungono anche il bassista e la cantante. Dopo un periodo di studio e di confronto, sia a livello personale che musicale, la band prova ad esprimersi attraverso la composizione di brani inediti. In seguito, per far arrivare al pubblico le proprie idee, i Guys in Jeopardy, nella primavera del 2017, prendono parte ad Emergenza Festival (Festival Internazionale per band emergenti). La partecipazione a manifestazioni nazionali ed internazionali come il Talent Move nel 2016 ed Emergenza Festival nel 2017 ha contribuito a consolidare la band, spingendola a migliorare. Questa crescita ha portato i Guys in Jeopardy a lavorare per la realizzazione di un EP e di due videoclip musicali per aumentare la propria visibilità e trasmettere la propria musica. La band ringrazia tutti coloro che hanno reso ciò possibile.
I Guys in Jeopardy sono: Luca Ginanni (chitarra solista), Giosuè Cappello (batteria e voce), Lorenzo Falaschi (basso), Carolina Maffei (voce principale), Eleonora Chianese (chitarra ritmica).
La cover è interpretata dalla giovane salentina, e proprio Davey Ray Moor ne risuona le memorabili note di tromba!
Progetto e collaborazione internazionale per Federica Memmola, in arte “effemme“, che fa il suo esordio discografico con il primo lavoro “The last good day of the year”. Il celebre brano, cantato originariamente da Cousteau, è stato reinterpretato in maniera emozionante e particolarmente intensa dalla cantante salentina che ha inciso la sua voce a Londra presso i prestigiosi studi di registrazione Abbey Road (dove hanno registrato gruppi come Beatles e Pink Floyd), coadiuvata dal suo produttore Giorgio Mongelli con l’ausilio di Chris Bolster, ingegnere del suono per Oasis, Foo Fighters, Maroon 5, Ozzy Osbourne, Paul McCartney, Take That e molti altri. Il brano originale fu un successo mondiale scritto e prodotto nel 1999 da Davey Ray Moor (producer australiano di base in UK), ed ha come tema principale il famoso fraseggio musicale di “flugelhorn” che ha accompagnato per anni sigle e pubblicità di famosi marchi in tutto il mondo. E’ stato proprio lo stesso Davey Ray Moor che ha suonato nuovamente quelle iconiche note che rivivono grazie alla sua tromba registrata nella nuova versione cantata da “effemme” e prodotta da Giorgio Mongelli, l’eclettico Producer salentino che ricordiamo anche a fianco della celebre cantante internazionale Cheryl Porter (www.giorgiomongelli.com).
Intense le sessioni di registrazione di “effemme”, che ha ricevuto un grande consenso da parte del songwriter Moor che si è complimentato sia per la sua bellissima voce, sia per la professionalità, le doti tecniche, la musicalità e la perfetta pronuncia della lingua inglese.
Il singolo di esordio di “effemme” è accompagnato dal videoclip che è stato girato interamente a Londra negli studi di registrazione Abbey Road ed in location esterne della metropoli con la regia, le riprese e il montaggio dello stesso Giorgio Mongelli.
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“The last good day of the year” di “effemme” esce in promozione radiofonica nazionale su etichetta Flagship Records, casa discografica salentina attivissima su tutto il territorio nazionale e molto attenta a tutte le nuove realtà. www.flagshiprecordsmusic.com
BIO: Effemme talentuosa cantante Tarantina, coltiva la sua passione per il canto sin da giovanissima. Nel 2016 si trarferisce a Lecce dove comincia ad intraprendere seriamente gli studi musicali e attualmente studia con la cantante e vocal coach Cheryl Porter.
Nel 2018 vince il premio inedito durante il concorso di canto “Note e voci dal Salento” assegnato dal Produttore Giorgio Mongelli con il quale intraprende un percorso discografico che la avvierà alla sua carriera da cantante solista.
Federica è vocalist del gruppo RagnaRock con il quale ha partecipato ad uno dei più grandi festival europeri: “La notte della Taranta”. Sempre con i Ragnarock, a settembre 2018, ha partecipato su RAI UNO durante la trasmissione Linea Verde che ha ottenuto uno chare di oltre 2.600.000 spettatori. Attualmente è al lavoro sugli inediti che andranno a comporre il suo nuovo album.
L’inedito “Rimani” (arricchito da un video che vede come protagonista la ballerina di Amici Eleonora Scopelliti), e la cover del celebre brano “E penso a te” di Lucio Battisti, sono le due componenti del disegno musicale del cantante.
Guarda il video di “Rimani” su YouTube
“Rimani” è un brano rock/melodico di grande impatto scenico trainato da una carica ritmica avvolgente. Da segnalare, all’interno del videoclip del singolo, la presenza della ballerina di Amici Eleonora Scopelliti.
“E penso a te” viene rielaborata vocalmente da Corfini in una versione molto raffinata riarrangiata da Francesco Comunale. Presenti anche special guest di caratura internazionale: il sassofonista americano Eric Daniel al flauto (che ha collaborato con personaggi come Steve Wonder, Natalie Cole, Zucchero e Alex Britti), e il fisarmonicista Max Tagliata, noto ai molti per i brani scritti assieme a Biagio Antonacci (una su tutte “Non vivo più senza te”).
Autori “Rimani”: F.Comunale_M.Corfini_G.Comunale.
Ed.musicali: Highlights
Etichetta: Highlights
Produzione di Francesco Comunale con la supervisione del Maestro Pinuccio Pirazzoli
Radio date: 15 dicembre 2018
BIO
La carriera artistica di Max Corfini inizia nel 1990 quando incontra il musicista Franco Romanelli. Nascono così i Punti di Vista, portatori de “il vero Funky Italiano” con Franco Romanelli alle tastiere e Max Corni alla voce. Nel ’95 come solista partecipa poi a 2 puntate del “Karaoke” presentate da Fiorello su Italia1 e, sempre in quel periodo, partecipa a “Re per una notte”, presentato da Gigi Sabani. Nel 1997 i Punti di Vista al Sib di Rimini vincono il Premio “Gruppo Rivelazione” dell’anno” e partono per il primo vero tour nazionale toccando i circa 100 concerti sponsorizzati dal marchio Philip Morris – C-Zone e Ferrari Winning Attitude. Nel 1998 Fininvest lo chiama come corista in uno spettacolo di varietà condotto da Pippo Baudo con 7 puntate e più di un mese di prove: TIRAMISU. In quell’occasione conosce Richi Belloni, un componente dello storico gruppo di progressive italiano: i New Trolls. Dal ’98 al 2002 in qualità di tastierista e cantante ha partecipato con i Trolls a più di 300 concerti e sono stati ospitati in programmi televisivi nazionali: Domenica In, 30 Ore per la Vita, Il Tappeto Volante, Va dove ti porta il cuore, La notte vola, I ragazzi irresistibili, La vita in diretta, Video Italia e molte altre. Corfini lasciò poi i New Trolls nel del 2002. Come autore scrisse una colonna sonora per una trasmissione televisiva di Italia 1 “SK Predatori di Uomini”, chiamato dall’autore Marco Pantaleo. Nel 2006 si è conquistato il ruolo di Seward, uno dei protagonisti del Musical “Dracula Opera Rock” prodotto da David Zard con le musiche della PFM e i testi di Vincenzo Incenzo. Spettacolo con repliche al Gran Teatro di Roma, all’Arena di Verona e al Forum di Assago. Attualmente sta collaborando con il Maestro Sianial progetto “La Storia della Canzone Italiana” dove con il baritono Petrucci e il soprano Cannatà ha interpretato le canzoni italiane dal ‘900 al 2000. Lo spettacolo è prodotto da Massimo Graziano, ex manager di Little tony, Gatto Panceri ed altr. Fa parte della Nazionale degli Azzurri dello Spettacolo dal 2000.
Anticipato dal singolo “Bianco” arriva il 23 novembre il disco d’esordio del cantautore milanese.
Dopo l’esaltante performance sul palco del Primo Maggio Roma e la pubblicazione a giugno dell’ep “Io non ho paura” arriva con l’etichetta Volume! il disco d’esordio di Zuin. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane.
«Questo disco racchiude i miei primi 30 anni di vita, i ricordi di infanzia, il rapporto con la mia famiglia, parla di sogni, di amicizia, di amore e di paure, è il disco più personale che potevo scrivere.
Ho iniziato a scrivere queste canzoni in un momento di spaccatura, di cambiamento nella mia vita, il momento giusto per mettermi a nudo ed esorcizzare le mie paure, per prendere forza dalle mie insicurezze.
Per questo motivo ho voluto tenere un approccio molto spontaneo alla struttura, agli arrangiamenti, alle liriche, per permettere alle persone che lo ascoltano un facile accesso alle mie esperienze nella speranza ritrovino qualcosa di loro stessi nelle mie canzoni.»
TRACK BY TRACK
1. FANTASMI
É un viaggio dentro e fuori se stessi: i fantasmi sono tutto ciò contro il quale siamo costretti a lottare ogni giorno, sono le persone che siamo costretti ad assecondare, sono le paure con le quali dobbiamo imparare a convivere. L’uomo in quanto tale è un essere insicuro di natura e ricerca nelle persone delle conferme per capire se la strada che sta percorrendo è quella giusta.
2. IO NON HO PAURA
É il ricordo di chi eravamo e la consapevolezza di chi siamo. Dalle estati dei 13 anni fatte di vacanze con i parenti ed emozioni adolescenziali concrete all’autunno dell’età adulta, dove il tempo passato e le ferite non lasciano spazio però alla rassegnazione.
É la certezza di quello che non vogliamo essere, un’esortazione a ricordarsi di avere paura solo di quello che ci fa male e mai di quello che desideriamo, perché i sogni non hanno data di scadenza.
3. MONZA-SARONNO
La storia di un’amicizia nata su un autobus che partiva ogni mattina alle 6.50. Un bus che ha preso due strade diverse, per orgoglio, per incomprensione o forse solo per destino. L’addio ad un amico e la decisione di andare oltre i pomeriggi dell’adolescenza fatti di sogni e promesse per cercare qualcosa che porti lontano anche a costo di farsi male.
4. HANNAH BAKER
Hannah Baker è un personaggio, è un simbolo, uno stato d’animo. È quando l’amore non ti fa pensare ad altro, quando ti senti così bene e cosi male allo stesso tempo. Cerchi una cura altrove ma non esiste, perché la cura è lei.
5. CREDIMI
La sensazione di sentirsi divisi, quando da figlio unico vedi i tuoi genitori che non si amano più e si lasciano. Fisicamente ed emotivamente tra due case, tra due persone che ami allo stesso modo ma che non si amano più quando ne avresti bisogno. La voglia di urlare tutto quello che provi e le parole che ti rimangono chiuse in gola.
6. OH MIO DIO!
É un urlo di liberazione, è la forza cercata nella musica per sconfiggere i fantasmi.
In una Milano che tende ad ingoiarti, “Oh mio Dio!” parla del difficile rapporto di un figlio con un genitore troppo concentrato sul lavoro e del difficile rapporto di un giovane sognatore con un presente che lascia poco spazio ai sogni.
7. SOTTOPELLE
Questo brano parla di un affetto, di un amore, di un rapporto tossico, di quelli che più fanno male e più ne hai bisogno. Di quelli che a un certo punto ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.
8. CARO AMICO (TI SFIDO)
Un dialogo con un amico, con un fratello che vedi cambiare, per lavoro, per carriera, per ambizione, diventando marionetta di un teatro che ti sceglie perfino le parole da metterti in bocca.
9. IL PROFUMO DI UN ALBERO
Una riflessione intima e personale che diventa uno sguardo severo e triste sulla tendenza distruttiva dell’uomo nei confronti del prossimo e della natura, la necessità di riappropriarsi della cura e dell’empatia verso il mondo che ci circonda, per comprendere quello che conta veramente.
10. BIANCO
Zuin racconta: “Avevo 16 anni quando i miei genitori decisero di separarsi. In realtà sapevo già tutto, un figlio unico ha più tempo per ascoltare, per osservare, per pensare. Poi è stato come se tutto intorno si muovesse alla velocità del vento e io stessi fermo, nello stesso identico punto, con lo stesso identico sorriso di chi fa finta che tutto vada bene e nulla sia cambiato. Un po’ come col disco di Newton, che quando i colori intorno girano velocissimi, tu alla fine vedi solo bianco”.
Testi e musiche: Massimo Zuin
Arrangiamenti e produzione artistica: Claudio Cupelli
Masterizzato da Massimo Faggioni presso FM Studio (Fonologie Monzesi)
Zuin è un progetto nato nel 2016 con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni. Fin da subito per Zuin inizia un never-ending tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi importanti e come supporter di artisti di punta della scena musicale indipendente italiana. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage di Officine Buone, ricevendo il Premio Social, fino ad arrivare nel 2018 al prestigioso palco del Primo Maggio a Roma come uno dei tre vincitori del contest 1MNext.
Con l’etichetta Volume! pubblica tre singoli: Fantasmi (maggio 2017), Oh mio Dio! (novembre) e a maggio 2018 Io non ho paura, title track dell’ep eponimo contenente i tre brani pubblicati più l’inedito Credimi. Tutti i brani sono realizzati con la collaborazione artistica di Claudio Cupelli (produttore artistico e co-arrangiatore dei brani), e i tre singoli sono accompagnati dai relativi video in premiere su prestigiosi portali e raggiungono la TOP 20 della Indie Music Like, classifica di gradimento delle radio indipendenti italiane. Il 20 novembre esce Bianco (cantata in coppia con Daniela D’Angelo) che anticipa di qualche giorno l’uscita del disco d’esordio sempre con l’etichetta Volume!.
Il brano esprime in note il personale punto di vista sulle relazioni umane.
“Shapeshifter” racconta i sentimenti che l’artista nutre nei confronti delle altre persone, le interazioni personali con il mondo.
«Il mio lato naive, disponibile, ben pensante e incondizionato verso chiunque, si contrappone al modo artefatto e corrotto che invece osservo nei rapporti altrui. Critico amaramente l’archetipo contemporaneo di amicizia “che si è insediato spesso in questa società”. Shapeshifter rappresenta la corruzione materiale e dell’anima che in molti sposano pur di accaparrarsi consensi, supporti e falsi nuclei. Attraverso questo pezzo cerco di promuovere invece il concetto di bene assoluto privo di secondi fini, libero, puro». Aboutmeemo
Aboutmeemo è il progetto solista di Mimmo Ripa, autore formiano (LT) che vive in Irlanda.
“Aboutmeemo” è una parola formata da due parole, about e meemo. “Meemo” richiama la pronuncia anglosassone del nome di battesimo dell’artista. “About” fa riferimento allo sguardo in soggettiva nei confronti della sua vita personale, delle sue esperienze e dei suoi punti di vista. «Forse un atto di arroganza, o forse un atto di coraggio nell’ espormi così tanto inside out» – racconta Aboutmeemo.
Questo progetto rappresenta anche la sfida da solista del musicista, ormai stanco di rapportarsi solo a band. Il risultato è la progettazione dell’album “Souvenirs”, una raccolta di ricordi, un insieme di sentimenti e di sfoghi intimi, a volta taglienti, volte dolci, a volte onirici. L’ atmosfera cupa e grigia irlandese si mescola benissimo ad uno spirito malinconico che è anche punto di forza dell’intero lavoro.
Autoproduzione
Radio date: 7 dicembre 2018
Pubblicazione album: 2017
BIO
Mimmo Ripa, in arte “Aboutmeemo”, è un bassista autodidatta, chitarrista e compositore di canzoni.
Ha iniziato a suonare la chitarra quando aveva 14 anni. Ha suonato con le band punk del ’77: “Gioventù Bruciata” (in italiano per “Wasted Youth”), “Blood 77”, “Nulla tace” (italiano per “Nothing is silent”), e la band americana dei grunge “Bleeding Scar”. Allo stato attuale, quest’ultimo progetto è quello che lo ha influenzato di più.
Per Mimmo, la chitarra è una sorta di strumento magico grazie al quale è in grado di creare mondi dove può liberamente esprimersi attraverso la musica. Il canto è arrivato più tardi, come esigenza di integrare la musica che ha fatto: “Non so cantare altro che le mie canzoni, perché sono parte di me, posso dirlo alla mia anima”. Fra le ultime esperienze musicali risalta la collaborazione, in veste di chitarrista, con la irish band “Sean Daly and The Shams” con la quale ha potuto suonare in America e Irlanda.
Dalla natia Italia all’Irlanda, Mimmo ha intrapreso un personale viaggio verso la libertà. Ascoltare la sua musica è come camminare sulle sue orme.
Il ritorno pop-rock dell’artista traina il concept narrativo della solitudine vista come facile conseguenza del mancato supporto emotivo da parte di chi non crede in noi.
“Volo da Solo” è un brano che sottolinea lo stato di solitudine in cui si viene a trovare chi insegue il proprio sogno; nessuno può comprendere i sacrifici che è disposto a fare chi ha una passione da raggiungere.
«A volte occorre prendere decisioni che nessuno comprende o si sente di condividere; non è facile lasciare gli affetti, ma non lo è neanche accettare la delusione, perché proprio le persone più care non riescono a comprendere quanto sia importante per noi un sogno che è una strada da seguire, che può portare ovunque, “dalle montagne al mare”. Il sogno è una strada che porta “oltre le paure” per arrivare a vedere l’infinito». Andrea Pacini
Il suono pieno e dinamico della chitarra acustica esalta una forza avvolgente che, unendosi all’energia del suono più palpitante dell’elettrica, invita ad immergersi nell’anima dell’artista e nello sconfinato mondo della musica rock internazionale.
Etichetta: Lupi
Radio date: 27 novembre 2018
BIO
Andrea inizia a cantare all’età di 13 anni nel Coro di Voci Bianche dell’Accademia Musicale di Firenze.
Dopo due anni decide di proseguire da solo studiando canto moderno con Filomena Menna e nell’estate 2014 fonda la rock band Alter Ego insieme ad altri cinque ragazzi. Con la band arriva in finale a Firenze a Emergenza Festival 2017 sotto la giuria di Ghigo Renzulli. Con gli Alter Ego riesce ad avere un gran seguito esibendosi nei locali fiorentini e del nord Italia. Oltre al progetto di gruppo, intraprende la strada da solista studiando canto privatamente a Milano e studiando chitarra con l’ex chitarrista acustico di Vasco Rossi, Riccardo Mori. Ha partecipato a masterclass presieduti da Elisabeth Howard e Red Canzian. In questi ultimi due anni è stato intervistato da Red Ronnie e Dolcenera e ha partecipato al Festival del Garda arrivando in finale; qui conosce anche il Maestro Vince Tempera. Nel 2018 pubblica il suo primo inedito “Il Mistero Del Tuo Amore” e in febbraio 2018 va a Sanremo per promuoverlo nelle radio (Canale 9, Radio Bruno, Radio Cantagiro, TVS, Radio Punto Sud, Roxy Bar, ecc.). A ottobre 2018 partecipa alla tappa Triesen in Liechtenstein del Side Up Tour e alla semifinale nazionale di Area Sanremo.
Un omaggio al concetto di “Carpe Diem” per godersi la vita con più enfasi possibile.
“Premura” è il quarto singolo de L’Ottimista!, l’album di Andrea Gioè pubblicato a settembre 2018. Un fresco folk “siculo-pireneico” accompagna un testo importante che invita l’ascoltatore a sfruttare il bello di ogni momento della vita senza prendersi troppo sul serio. Il brano è stato presentato alle selezioni di Sanremo Giovani e Musicultura 2018.
Il videoclip è stato girato in Francia ad Agosto 2017 in una particolarissima Campan (in provincia di Lourdes), città delle “mounaques” (marionette).
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Il disco intitolato “L’Ottimista!”, fuori da settembre 2018, è un progetto pop-rock che disegna un cantautore più maturo, deciso e consapevole delle sue scelte vocali.
Un viaggio tra le sue composizioni dal 2002 ad oggi tra nuove canzoni come “XXL Man!”, “Premura”, “Nel bene e nel male” e “Tu seras le Midi”; e brani storici appositamente ri-arrangiati e ricantati come “Andrea! (…sto rinascendo)”, “Balla amore” e “Yara & Sara”. A novembre 2018 L’Ottimista! raggiunge i 70.000 streams su Spotify mantenendo una media di 11000 ascoltatori mensili.
DICONO DE “L’OTTIMISTA!”
“Entusiasmo, rinascita e consapevolezza sono il fil rouge che unisce tutte le canzoni, legate tra loro anche da arrangiamenti pop rock variegati e cuciti perfettamente ad ogni tematica affrontata nel disco”. LaMusicaRock
“Il cantautore palermitano propone un rock leggero, tanto gioioso quanto concreto”. Musica Intorno
“E’ un pop rock luminoso”. Music Map
“Vario ed eterogeneo mostra tutta la versatilità, la voglia di vivere, di ricordare, ma anche di arrabbiarsi, di Andrea Gioè. Un cantautore che, con questo disco, riesce a trasportare l’ascoltatore assieme a lui nel suo fantastico viaggio dall’assolata Sicilia alla romantica Francia!” Onda Musicale
“L’OTTIMISTA” fa venir voglia di fare solo pensieri positivi, fa sperare, sublima sensazioni che aprono la mente. In un mondo che corre troppo e cerca alibi per scansare i problemi, questo disco squarcia una prospettiva molto interessante”. VivaLowCost
“È un disco sincero, di un uomo prima ancora che di un artista affamato di successo”. Radio Tweet Italia
ETICHETTA: Pirames International s.r.l.
Pubblicazione album: 14 settembre 2018
Radiodate: 11 dicembre 2018
BIO
Andrea Gioè, cantautore Palermitano.
Scrive canzoni dal 1994. Ad oggi ha composto 267 canzoni.
Dal 2003 da autodidatta suona la chitarra e dal 2011 suona anche l’ukulele.
Le sue radici musicali provengono da Claudio Baglioni, Moses, Litfiba, Umberto Maria Giardini (ex Moltheni), Ligabue, Simona Molinari, Mark Knopfler, Johnny Hallyday, Iz’Kamakawiwo’ole e Fabrizio Moro.
Nel 2004 studia canto con Tosca, Fabiana Rosciglione, Maria Grazia Fontana e Gabriella Scalise presso Cinecittà Campus.
Nel 2007 con “Stringerti di più” partecipa al Festival di Castrocaro; e con “Il canestro Sognato” vince il Premio Miglior Testo “Sport Musica e Medicina” al Teatro Politeama di Palermo.
Il 13 giugno 2009 pubblica il suo 1°album “A testa alta!” (Distribuzione digitale Pirames International s.r.l). Raccolta dei suoi primi cinque anni di attività musicale.
Il 18 Ottobre 2010, per la prima volta Andrea Gioè entra nell’importante classifica di Youtube “#92 – I più visti (in assoluto) – Partner”.
Il 17 Marzo 2011 L’EP “La mia unica follia” sale al 3°posto degli album più venduti su Mondadori.
Il 24 Marzo 2011 L’EP “La mia unica follia” è tra gli album consigliati da Mondadori e si mantiene al 10°posto degli album più venduti per più di un mese.
Amore, vita, religione ed attualità sono alcuni dei temi che raccontano, il secondo lavoro discografico di Andrea Gioè, “Tempo al tempo” (2012) distribuzione digitale Pirames International s.r.l. che entra a fare parte della prestigiosa cerchia degli “Album più scaricati di TV Sorrisi e Canzoni Music Shop” piazzandosi al 14°Posto in classifica.
Il 16 Giugno 2013 esce “Andrea Gioè & Friends – Istinto Paterno”, un triplo disco che racchiude nuove canzoni, Bootleg e canzoni del cantautore Palermitano interpretate da altri artisti emergenti tra Italia, Francia, Russia e Costa Rica.
Dal 16 al 19 Ottobre 2014 Andrea per la prima volta partecipa alla prestigiosa Accademia di “Area Sanremo”.
Il 12 Novembre 2014 presso il Palafiori di Sanremo, Andrea esegue per la prima volta “Ritrovarsi o Retroversi” davanti l’attenta giuria di Area Sanremo composta da Roby Facchinetti, Giusy Ferreri e Dargen D’Amico.
“Ritrovarsi o Retroversi” è anche il quinto lavoro discografico di un Andrea Gioè molto introspettivo, duro e diretto.
Il 24 Dicembre 2015 esce Senza te (canzone presentata a Sanremo Giovani 2016) scritta insieme ad Angelo Avarello dei Teppisti dei Sogni.
L’11 Novembre 2016 esce il “BEST OF Andrea Gioè”. Il brano rappresentativo della raccolta “Aspettandoti (…sulla soglia del mio cuore)” presentato a Sanremo Giovani 2017 ha totalizzato 112.000 visualizzazioni su Youtube.
Andrea ha vissuto per cinque anni a Lourdes in Francia, esibendosi in giro per i Pirenei, Le Gers e La Spagna, totalizzando più di 120 concerti; è stato nominato dal pubblico francese il “Johnny Hallyday Italiano”.
Il 30 Ottobre 2017 col brano “Premura” ha partecipato alle selezioni di Sanremo Giovani 2018.
L’11 Gennaio 2018 – Con i brani “Papà” e “Premura” ha partecipato alle selezioni di Musicultura 2018.
L’ 8 Aprile 2018 Andrea si esibisce per l’RDS Music Marathon di Milano presso i Giardini Indro Montanelli.
Il 20 Maggio 2018 corona uno dei suoi sogni, poter cantare “Borgu Nuavu Mia” nel suo quartiere Borgo Nuovo a Palermo. Il servizio è stato trasmesso su TGR Sicilia.
Il 23 Maggio In occasione della commemorazione della morte di Giovanni Falcone, Andrea è stato presente in veste di Speaker per Radio Cento Passi, affiancando Danilo Sulis. Il servizio è stato trasmesso dal TG1 in diretta dall’aula Bunker dell’Ucciardone di Palermo.
Il 16 Giugno non c’è stato miglior modo per festeggiare i suoi 34 anni che non quello di poter suonare per il MEI a Piazza S. Domenico a Palermo per la Festa della Musica insieme alla Teccà Band.
Il 28 Giugno Nel bene e nel male sale alla 54°posizione su INDIE MUSIC LIKE.
Il 9 Luglio Balla amore entra alla 154°posizione su INDIE MUSIC LIKE.
Il 17 Luglio Balla amore entra alla 113°posizione su INDIE MUSIC LIKE. Grande record per Andrea che scala ben 41 posizioni in poco tempo!
Il 30 Luglio Balla amore sale alla 105°posizione su INDIE MUSIC LIKE.
13 Settembre 15h – “Andrea!(…sto rinascendo)” è stata inserita nel palinsesto di RAIPLAY per la rubrica RaiRadioTuttaItaliana.
Il 14 Settembre esce “L’Ottimista!” è il 7°disco pop rock di un Gioè più maturo, deciso e consapevole delle sue scelte vocali.
Un viaggio tra le sue composizioni dal 2002 ad oggi tra nuove canzoni come “XXL Man!”, “Premura”, “Nel bene e nel male” e “Tu seras le Midi”; a brani storici appositamente riarrangiati e ricantati come “Andrea!(…sto rinascendo)”, “Balla amore” e “Yara & Sara”.
Prodotto da Marco Bianchetti per A.G. Production. A.G. Production
Arrangiato e registrato presso la “AEKO Recording” di Palermo e “Le Relais d’Isaby” di Villelongue in Francia, tra Marzo 2017 ed Agosto 2018.
Edizioni: Magilla Spettacoli.
Distribuzione digitale: Pirames International.
Ufficio Stampa: L’Altoparlante.
Fotografia: STORIES di Davide De Santis.
1 Ottobre – Andrea Gioè è stato inserito come “artista della settimana” sulla home page di “MEIweb”.
L’ 8 Novembre con “Picciriddu”, partecipa alla 9’edizione di “Musica Contro le Mafie”.
Il 30 Novembre L’Ottimista raggiunge i 70.000 streams su Spotify mantenendo una media di 11000 ascoltatori mensili. « Yara & Sara » sale a 12k Streams. « XXL Man! » e « Nel bene e nel male » salgono a 10k Streams a due mesi dall’uscita de « L’ottimista! ».
Il 19 Novembre “Andrea!(…sto rinascendo)” sale alla 49” su Indie Music Like. É 1° su Classifica Indipendenti “Emergenti Web” e 16° su Classifica Indipendenti Web.
Il 1 Dicembre – Il canale ufficiale Youtube di Andrea Gioè supera le 520.000 visualizzazioni.
Il 3 Dicembre “Andrea!(…sto rinascendo)” sale alla 46° su Indie Music Like.
A fare da capofila ai nove brani che si susseguono in “A60”, il nuovo album di Olden, è “Resta”, primo singolo estratto, scritto ai tempi da Maurice Williams con il titolo “Stay”, lanciato insieme agli Zodiacs, ripreso nel 1977 da Jackson Browne e divenuto nella sua versione italiana del 1966 un brano dall’Equipe 84 con testo di Mogol.
“Non é stato semplice individuare il primo singolo di questo album, ma alla fine la scelta é ricaduta su “Resta” per differenti motivi, cronologici, estetici e di contenuto.
Prima di tutto perché é un brano del 1960 e che dunque rappresenta davvero l’inizio della decade che voglio celebrare attraverso i brani di A60, il principio di un periodo irripetibile e che stiamo ricordando ancora oggi, dopo quasi sessant’anni.
In secondo luogo perché è un pezzo “beat”, che viene dagli Stati Uniti e che Mogol adattó all’italiano per gli Equipe 84 e anche questo lo rende un brano molto “sixties” che davvero assomiglia alla sua epoca, anche nel testo, così semplice e forse “ingenuo” ma forse anche per questo così rappresentativo di quegli anni.” Olden
La versione che Olden fa di “Resta” é una rielaborazione, intesa come distruzione e ricostruzione, del brano che diventa una sorta di pezzo “post-grunge” ma che mantiene l’atmosfera e lo spirito originario, creando una sorta di viaggio temporale che cerca di raccontare un periodo così importante, tanto da mantenere ancora oggi viva ed intatta la sua forza.
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“A60”, in uscita il 19 novembre, contiene 9 brani scelti uno per ogni anno di quei mitici Sessanta e restano, nella sostanza, identici. Stesse parole, stesse melodie ma tra timbriche, armonizzazioni e, soprattutto interpretazioni e arrangiamenti, in questo disco, riescono a tenersi per mano e rigenerare qualità, senso e futuro delle generazioni che le hanno vissute, perché c’è stato un tempo in cui le canzoni, come le arti popolari, si vivevano.
Ad accompagnare Olden in questa ricerca di un “ascolto” perduto, ci sono un paio di complici di livello. il chitarrista Ulrich Sander, presente in un suono netto e preciso e Flavio Ferri (fondatore dei DeltaV) che ha suonato synth e tastiere oltre ad essere produttore e arrangiatore. L’album è stato presentato in anteprima durante il Premio Tenco 2018.
Radio date “Resta”: 23 novembre
Release album “A60”: 19 novembre
Distribuito da: Goodfellas
L’album é stato prodotto da Flavio Ferri (Delta V) e registrato a Barcellona (Spagna).
A60 CREDITS:
Prodotto e arrangiato da Flavio Ferri.
Olden: voce e chitarra acustica
Ulrich Sandner: chitarre elettriche e mandolino elettrico
Flavio Ferri: tastiere, synth, programmazione
Francesco Miceli: batteria
Grafica/artwork: Ana Gil
Distribuzione: Goodfellas
Managment/Comunicazione: CCM – Dario Zigiotto
Promoradio: L’AltopArlAnte ufficio stampa
BIO
OLDEN, al secolo Davide Sellari, classe 1978 è al suo quinto lavoro discografico. Nasce a Perugia, ma da anni vive a Barcellona. Cresciuto con i “favolosi anni 60”, tramandati dai “mangiacassette” di casa, a 17 anni fonda a Perugia la sua prima band, i Roarr, che poi diventeranno (con qualche cambio di formazione), gli Zonaplayd ed infine i Figli di John.
Durante questi anni sono tante le esperienze sui palchi, anche importanti (Festa del Primo Maggio a Perugia, Rock Targato Italia, Arezzo Wave, Festival di San Marino, Tim Tour). Nel gennaio del 2008 Davide decide di cambiare e di partire andando a Barcellona dove matura l’idea di costruire un progetto solista, sotto il nome di Olden e nel 2012 il primo album solista prodotto dall’etichetta catalana Daruma Records che ottiene subito ottime recensioni ed il singolo “Jim & Jane” viene trasmesso da molti network italiani, tra cui Radio 2 che, all’interno di Caterpillar darà molto spazio alla nuova proposta discografica di Olden.
Nel frattempo Davide continua a scrivere (come sempre ha fatto) ma tornando di nuovo alla sua lingua “materna”, l’italiano, pensando che sia in fondo la maniera migliore per comunicare e diffondere la propria musica.
A Barcellona Olden inizia a partecipare a dei piccoli eventi musicali organizzati dalla “comunità italiana” di Barcellona, entrando in contatto con Radio Contrabanda (unica e ultima radio libera di Barcellona) e il “connazionale” Steven Forti, organizzatore di eventi e conduttore della trasmissione “Zibaldone”, programma radiofonico in italiano “ma non solo per italiani”.
Nel 2013 viene ingaggiato per far parte del cast di uno spettacolo musicale dedicato alle “canzoni anarchiche” ed in particolare alla memoria del martire Salvador Puig Antich, un anarchico catalano tristemente famoso per essere stato l’ultimo giustiziato tramite “garrota”, nel 1974.
In “Canzoni d’Amore e d’Anarchia”, Olden duetta con Joan Isaac, canta “La canzone del maggio” di De André, “Addio Lugano bella” ed altre canzoni della tradizione anarchica europea.
Insieme ad Olden si esibiscono artisti come Juan Carlos Biondini, Vittorio De Scalzi, Beppe Voltarelli, Joan Isaac e tanti altri.
Frequenti sono nel 2014 le sue collaborazioni con Cose di Amilcare e nello stesso anno sale sul palco del Teatro Casino di Sanremo nel corso della prima serata del Premio Tenco 2014, cantando una versione in italiano de “Nasza Klasa” di Jacek Kaczmarski.
Il 20 novembre esce il suo secondo album “Sono andato a letto presto” seguito da un tour in tutta Italia.
Il 22 ottobre 2015 esce l’EP “L’amore occidentale” seguito da un nuovo tour. Il 22 maggio é uscito il nuovo album “Ci hanno fregato tutto”, prodotto da Beta Produzioni/Marte Label e registrato presso Rokkaforte Studio (Castiglione del Lago – PG).
Il nuovo album “A60” è stato presentato al Premio Tenco 2018 in anteprima il 18 ottobre.
Un brano euro-pop solare ed energico racconta una storia onirica e leggendaria accolta da un’atmosfera in costante bilico fra divino e terrestre.
“Flowers” porta in musica il racconto di una Dea, un tempo dedita alla distruzione e all’annullamento di tutto ciò che incontrasse sulla propria strada, ma poi smossa da un cambiamento. La creatura divina decise infatti di stravolgere la propria essenza: da quel momento in poi, ad ogni suo passo sarebbero cresciuti soltanto fiori, mai più terra bruciata.
“Vorrei che i fiori sbocciassero lungo il mio cammino, non voglio più terra bruciata nella mia anima”.Il brano è stato composto da Eros Cristiani in collaborazione con Giuseppe Rotondi (in arte DrumJ Erbe) e Jessica Cochis, mentre Miza Mayi ha curato la stesura del testo. Elemento caratteristico del brano è il riff principale che dona al pezzo una particolare freschezza – “è come sentire il vento del mare del Nord in un mattino d’autunno” – racconta l’artista.
Il primo album di Myza Mayi – uscita prevista a fine 2018 – è anche il primo da solista ed autrice. Un album poliedrico, con influenze nu soul, electro pop, electric jazz, lounge, funky. “Stages of a Growing Flower”, letteralmente “stadi di crescita di un fiore”, si presenta come un concept album autobiografico. I brani contenuti nel disco rappresentano diverse attitudini emotive e si susseguono in base ad un ideale percorso di crescita interiore: dapprima resilienza poi desiderio, coraggio, delusione, nostalgia, rabbia, speranza, amore illuminato, amore cosciente, amore universale e infine leggerezza. Nonostante il susseguirsi di ostacoli da superare, l’album si conclude con una visuale positiva della vita.
Diversi sono i generi musicali contenuti del disco, si passa dalle ballate romantiche, ai brani oscuri e introspettivi electro pop, sferzate di colore ed energie positive del new swing fino ad arrivare alle sonorità della deep house e l’euro pop.
«La musica è la mia religione, è ciò in cui credo: un linguaggio universale che connette le persone attraverso le vibrazioni sonore. La musica è unione, condivisione. La musica è comunicazione, colore, stato d’animo. Il mio obiettivo è veicolare tali energie in modo positivo, senza giudicare, senza accusare, semplicemente trasmettere ciò che sento». Myza Mayi
Tra i musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del brano troviamo Jessica Cochis con il sax preparato che esegue il tema. Il brano è stato registrato presso Alter Music studio (Voghera), e mixato da Giuseppe Rotondi.RADIO DATE: 16 ottobre 2018ETICHETTA: JC RecordS & Events, AltermusicBIO
Nata a Kinshasa da padre italiano e madre congolese, Miza Mayi cresce assimilando naturalmente la cultura e la tradizione musicale africana. Per la sua formazione artistica ricorre allo studio della danza, della recitazione e ovviamente del canto. Inizia a scrivere le prime canzoni grazie allo studio del pianoforte jazz con il maestro Roberto Olzer.Il primo approccio attivo nei confronti del canto si orienta inizialmente verso la musica jazz, swing, blues, soul, R&B poi prosegue verso il funky, deep house, neo soul e l’improvvisazione vocale. Insieme alla sassofonista Jessica Cochis e al pianista Eros Cristiani nel 2013 fonda il trio Pinkpolkadots. Il connubio musicale permette l’ideazione e la nascita della prima compilation Pinkpolkados vol.I nel quale il Trio si orienta su brani originali in chiave lounge, funky, new jazz e deep house. Eros e Jessica si dedicano agli arrangiamenti e alla composizione, Miza si dedica maggiormente alla scrittura di testi e melodie. Insieme ai Pinkpolkadots Miza ha potuto cantare sui palcoscenici d’Italia, Francia, Svizzera e Polonia. Come solista negli ultimi due anni ha avuto l’opportunità di esibirsi in Norvegia, Malta, Turchia, Montenegro e Giordania.
Contatti e socialFACEBOOK MIZA www.facebook.com/mizamayimusicINSTAGRAM www.instagram.com/mizamayiSITO UFFICIALE www.mizamayi.comManagement: m.facebook.com/jcrecordsandevents/Production: Altermusic Jc recordsJc records & events Art Directorwww.youtube.com/channel/UCVpv9niGQYaNQ8DgDxUt28QAltermusic label Art director Eros Cristianiwww.youtube.com/channel/UCgsF86djU7MFsdPOZ1Xt7kw
Anticipando un album in uscita nei prossimi mesi, il brano indie-pop apre una finestra sul mondo stilistico della cantautrice siciliana.
«Non è vero” è il mio primo singolo, è un brano che va a toccare la sfera personale. Parla di come i rapporti con le figure che fanno parte della nostra vita, nel bene e nel male, ci lasciano qualcosa e di quanto sia complicato convivere con alcune storie che accumuliamo dentro. È’ lo sfogo di un momento in cui alcuni problemi appaiono insormontabili che mi ha portato ad ironizzare su alcuni concetti filosofici“non è vero che tutto passa se resta qui nella mia testa”, “io non ci credo quando mi dici che tutto torna se poi non torni”».Roberta De Gaetano
Il brano si apre con un tema che sa di oriente e meditazione, il sound ha un piglio retrò amalgamato da suoni e tastiere che rimandano alla fine degli anni ’80. È fortemente caratterizzato infatti da linee melodiche pop dirette ed incisive. Prodotto da Toti Poeta, il brano è stato registrato al RecOnBlack studio da Ottavio Leo e missato da Paolo Iafelice presso Adesiva discografica studio.
Il videoclip si sviluppa in una stanza “mentale” in cui oggetti e personaggi rappresentano emozioni, ricordi e pensieri che man mano appaiono numerosi generando il caos, fino ad arrivare alla consapevolezza che tutto può avere un ordine ma sarà solo temporaneo.
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Qui le prime date del tour:
26 ottobre – AVERSA – Teatro Cimarosa (Premio Bianca D’Aponte)
27 ottobre – AVERSA – Teatro Cimarosa (Premio Bianca D’Aponte)
24 novembre – PALERMO – Fabbrica102
02 dicembre – BARCELLONA P.G. – Perditempo
07 dicembre – GIOIOSA IONICA – Blue Dahlia
08 dicembre – POLICORO – Absolute Cafè
14 dicembre – ROCCALUMERA – A18
20 dicembre – RAGUSA – Prima Classe
25 dicembre – MESSINA – Retronouveau
04 gennaio – CATANIA – Mono
Radio date: 19 ottobre 2018
Etichetta: Orfeo Dischi
Testo: R. De Gaetano; Musica: R. De Gaetano, S. Poeta
BIO
Cantante e musicista, la ventottenne siciliana Roberta De Gaetano, inizia a suonare nel 2014 esibendosi in numerosi liveclub e partecipando a vari contest regionali e nazionali. Si diploma al C.E.T. Centro Europeo del Tuscolano (la scuola di Mogol) prima come interprete e successivamente come autrice di testi. Dall’incontro con Toti Poeta (cantautore e produttore siciliano) inizia a lavorare alla produzione del suo primo album. Lo scorso anno entra nella rosa dei finalisti del concorso Areasanremo. Si è da poco conclusa una campagna di preorder del disco sul sito Musicraiserper finanziare la realizzazione del suo primo album di prossima uscita, e sarà anticipato dalla pubblicazione del primo singolo “Non è vero” a ottobre 2018. A luglio entra a far parte degli otto finalisti del Premio Bindi, ed è stata di recente convocata tra le dieci finaliste del prestigioso Premio Bianca D’Aponteche si svolgerà ad ottobre 2018.
Anticipando l’album di prossima uscita, il brano vuol essere un omaggio al Pop, inteso come massima espressione della positività, ed alle sue maggiori icone rappresentative.
“Love Pop” racconta dell’amore per il Pop, della possibilità di reinventare sempre l’arte in quanto elemento in continua evoluzione che ha basi storicamente classiche; una nuova primavera dell’uomo, della vita, dell’arte, appunto. La canzone, ironicamente, personifica il genere pop che si auto-reinventa sotto molte forme: appiccicoso come un lecca-lecca, caldo come un’emozione improvvisa, sorridente come un ricordo di star ispiratrici (Madonna, Gaga, Cher, etc…). Un festoso inno che invita il pubblico a sentire questa categoria musicale e esistenziale scorrere dentro di sé.
Il brano è nato spontaneamente dalla fantasia dell’artista durante un assolato pomeriggio estivo passato in casa a fare zapping col televisore sui canali musicali internazionali, cercando ispirazione. Si tratta dell’ultima canzone scritta per il nuovo album: il disco contiene nove tracce di brani pop dance e non, in lingua inglese. Un inglese neutralizzato dalle influenze anglofone per avere quanta più maggiore fruizione sul mercato da parte del pubblico internazionale.
Il videoclip ufficiale è stato realizzato l’attenzione artistica della nota Madame SiSì e della manager Sara Nolli.
Autori e compositori: DAVIDE FUSCO – SARA NOLLI – FRANCESCO MOSCONI
BIO
David M, nato a Napoli il primo ottobre 1992 da madre (insegnante di lingue) siculo-napoletana e padre (maresciallo dell’aeronautica) napoletano, è fin da subito salodiano d’adozione. Per un assurdo gioco di migrazioni familiari passate, si ritrova ad avere una famiglia di composizione cosmopolita: Israele, America, Australia, Cuba, Santo Domingo, Spagna, Belgio. Sono state queste parentele a sviluppare in lui un senso camaleontico di attitudine e comprensione dei pregi delle diverse culture mondiali.
È nel 2002 che David M rimarrà folgorato dall’unione di teatro e musica, partecipando da spettatore alla visione del musical “Notre Dame de Paris”. Circa dieci anni dopo, David M percepisce chiaramente ciò che desidera dalla vita: fare Arte. Inizierà quindi un personale percorso che lo porterà a seguire corsi di dizione e canto a scoprire le sue potenzialità reali e trarre le prime ispirazioni musicali studiando il percorso dei giganti mondiali del pop, con un amore speciale per Madonna.
Dal punto di vista canoro sarà determinante la frequentazione dell’accademia di canto moderno, supervisionata dai maestri Anna Gotti e Stefano Gelmini. In questo periodo intraprenderà un viaggio che sarà il suo cambiamento spirituale, infatti decide di far visita ai parenti in Israele un viaggio che susciterà in lui profonde riflessioni, umane, intimiste e filosofiche. Al suo ritorno, finalmente arriva la produzione del suo primo album musicale. Terminato il disco, arrivano però anche alcuni mesi difficili, come per tutti gli esordienti: David M comprende che non basta autoprodursi e “crederci” da soli. Il caso ha però voluto che proprio in questo momento abbia ritrovato sul suo percorso Sara Nolli, vecchia amica e sua futura manager. È attualmente terminata la produzione dell’album “David M”.
Arriva in radio dal 19 ottobre il brano più passionale ed internazionale dell’album #NEGOFINGOMENTO, distribuito dalla Warner Music.
“Otto passi” è disinibizione, desiderio carnale, fascino. E’ un brano che svela la dicotomia fra sesso e tradimento focalizzandosi sul concetto di bugia come copertura dei propri impulsi più istintivi.
Il disco #NEGOFINGOMENTOè stato scritto dalla stessa Alice in collaborazione con altri autori.
Si tratta di un album autobiografico, ogni brano infatti racconta una parte della vita di Alice: gli amori, le paure, le sofferenze, le gioie di una ragazza di vent’anni e lo fa con un sound pop che strizza l’occhio all’RnB (il tipo di musica prevalentemente ascoltato da Alice).
Ci sono pezzi più sofferti come “Specchi Rotti” o “Dune di Sabbia”, brani ricchi di sensualità come “Algoritomo” o “Otto Passi”, o di freschezza e leggerezza come “Non ne posso più” o “Mondo” o molto intimi come in “ChiaroScuro”.
Per scrivere questo disco Alice, insieme agli altri autori, si è chiusa per due settimane in studio di registrazione, raccontandosi in ogni sua sfaccettatura e il risultato è un album sincero scritto su misura del vissuto di dell’artista, la quale firma ben sette brani.
Contiene tra gli altri, una nuova versione del brano interpretato a Sanremo 2018 “Specchi rotti”, con il quale la giovane interprete – classificatasi al 5° posto – ha partecipato al Festival di Sanremo 2018.
Radio date: 19 ottobre 2018
Pubblicazione album: 9 marzo 2018
BIO
Alice Caioli, 22 anni, siciliana di Acquedolci un paesino sul mare di circa 6.000 abitanti in provincia di Messina. Si avvicina alla musica a 12 anni dopo un periodo molto duro per lei segnato dal divorzio dei suoi genitori.
Nel 2010 ha partecipato alla prima edizione di “Io canto”. Nel 2012 ho partecipato a diversi concorsi canori a livello nazionale e ha fatto la finale nazionale dei grandi festival italiani a Riva del Garda.
Il suo percorso artistico non si è limitato solo al canto ma anche al ballo agonistico: nel 2012 è stata campionessa regionale di “danze standard e latino americane”. Nel 2013 a 17 anni entra ai Bootcamp di X Factor.
Negli anni successivi ha frequentato un’accademia di canto a Roma dove ha incontrato una persona speciale, Piero Calabrese. A lui deve immensa gratitudine perché è stato colui che le ha dato la spinta per iniziare a scrivere.
Alice ha avuto un’infanzia difficile, e la musica, le ha permesso di non intraprendere strade sbagliate e vincere la tristezza, la rabbia e il rancore per tutto ciò che la circondava e che aveva dovuto subire a causa delle vicende della sua famiglia. Ama scrivere testi e raccontare le sue storie, a volte volutamente non esplicite ma che permettono a chi le ascolta di disegnare con i propri colori le proprie vicende personali. Vorrebbe essere una tela quasi bianca su cui ognuno possa dipingere e vedere raffigurato il quadro che desidera.
Vive tutt’ora con la madre ed i nonni materni, grazie a loro tre ha avuto la possibilità di portare avanti ciò in cui crede di più e realizzare i suoi sogni.
Nel 2017 ha partecipato alle selezioni di Area Sanremo tour in Sicilia ed è risultata essere uno dei due vincitori usciti da questo percorso. A Febbraio 2018 ha avuto il grande onore di partecipare al Festival di Sanremo giovani con il suo brano “Specchi Rotti” in cui descrive in modo a volte anche crudo il rapporto con il padre …”è stata un’esperienza artistica incredibile che mi ha insegnato tantissimo anche a livello umano. Vincere il premio Afi e il premio sala stampa Lucio Dalla per me è stato un’onore immenso. Quello, per me, però è stato solo il punto di partenza”, raccolta Alice.
A marzo è uscito il suo primo album dal titolo #Negofingomento. A maggio è iniziato il suo primo tour (ancora in corso) con diverse esibizioni sia nella sua terra di Sicilia che in altre regioni per un totale ad oggi di oltre 20 date. Molto emozionante la partecipazione di alice all’evento “Buon compleanno Mimì”, in ricordo della grande Mia Martini. In questa occasione Alice ha reinterpretato il brano “Vola” (nella versione di Patty Pravo) suscitando grandissima emozione tra il pubblico presente.
Contemporaneamente alle date del tour, ad agosto è uscito il video ufficiale del suo secondo singolo “Non ne posso più …” che ad oggi ha registrato quasi 100.000 visualizzazioni su Youtube e migliaia di streaming di Spotify, oltre ad avere scalato la classifica Mei degli artisti indipendenti. Prima della fine del mese di ottobre usciranno, a poca distanza uno dall’altro, sia il terzo singolo che il relativo video.
La canzone è un “remix” del brano “Otto Passi”, brano nel quale Alice sperimenta, sotto la regia dei producer Lorenzo Confetta e Luca Peruzzi, sonorità pop internazionali, lasciando intendere in quale direzione intende dirigere la scrittura del suo nuovo album che uscirà nel 2019 e dove troveranno spazio collaborazioni di grandi autori della scena musicale italiana. Tutto questo sotto la regia del suo team di lavoro composto da Massimiliano Riolo, Massimo Bettalico e Michele Natoli.
Esposito (all’anagrafe Diego Esposito) è un cantautore toscano di chiare origini campane e da anni stabilmente di stanza a Milano.
Già noto ed apprezzato nell’ambiente underground nazionale per aver vinto ben due edizioni di Area Sanremo (2016 e 2017), per l’apparizione ad XFactor (home visit) e per la partecipazione al Concertone del Primo Maggio 2018 a Roma, Esposito è dal 2017 autore per Warner Chappel ed ha da poco firmato con iCompany per la produzione del suo prossimo album (uscita prevista a gennaio 2019 su label luovo).
Dopo un primo brano di anteprima (Le canzoni tristi) pubblicato con ottimi risultati appena un mese fa, è la volta di “Diego”, il secondo singolo, che verrà diffuso a partire dal 18 ottobre.
Il prossimo album di Esposito è prodotto da Riccardo “Deepa” Di Paola e traccia nuovi orizzonti della canzone d’autore italiana.
“Questa canzone racconta un conflitto interiore. Spesso si parla di quanto sia importante volere bene a se stessi, non sempre succede. “Diego” è dedicata alle persone che per un qualsiasi motivo non si accettano, a chi ha perso la stima di se stesso, a chi non l’ha mai avuta, a tutti quelli che hanno la guerra nella testa. Buona fortuna.” – Diego Esposito
GUARDA IL VIDEO SU YOTUBE:
ETICHETTA: luovo di iCompany
DISTRIBUZIONE: Artist First
RADIODATE: 18 ottobre 2018
PUBBLICAZIONE ALBUM: gennaio 2019
BIO – ESPOSITO
Diego Esposito, toscano per caso, nasce in un sabato d’agosto del 1986, fuori casa sua c’era il mercato.
Impara presto a camminare e a scrivere canzoni e nel 2017, con la produzione di Zibba, pubblica il suo primo disco “..E’ più comodo se dormi da me”.
Il suo percorso caratterizzato da numerosi concerti, ha modellato il suo modo di scrivere e lo ha portato a vincere il concorso Area Sanremo sia nel 2016 che nel 2017.
In quegli anni viene scelto per rappresentare il cantautorato italiano a Pechino per l’ambasciata italiana e scrive la colonna sonora dello Spettacolo “Something” in scena al Teatro “New Victory” of Broadway, New York. Dal 2017 firma come autore per Warner Chappell. Nel 2018 si esibisce al Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma e poco dopo firma con la iCompany.
Il singolo “Le canzoni tristi” anticipa il suo nuovo lavoro discografico che sarà prodotto artisticamente da Riccardo Deepa Di Paola e verrà pubblicato nel gennaio 2019 per luovo. Il 18 ottobre 2018 viene pubblicato il singolo “Diego”.
Dopo il successo dell’ultimo progetto discografico “Mediterranea”, arriva il singolo che interseca i delicati temi della guerra, dell’isolamento sociale, della democrazia e della demagogia, proponendo in battuta finale un punto di vista pacifista.
“Resistència” descrive un mondo che sta bruciando attraverso le guerre civili e pone sotto i riflettori la nascita sempre più frequente dei nazionalismi e delle macro-individualità che hanno in mano le chiavi del potere e del controllo. “Resistència” è un urlo verso chi vìola i diritti sociali e umani quanto quelli della terra, della sacralità e della natura. Una protesta quindi contro ogni forma di abuso. Il brano parla non solo di guerre con le armi ma anche di guerre psicologiche, come l’abbandono dell’essere umano, l’isolamento, i soprusi che subisce nel mondo del (non) lavoro.
«Questo pezzo è dedicato a coloro che si contrappongono al grande mostro che divora tutto: penso a Gino Strada, come ad Amnesty o anche a Greenpeace, o, ancora, a Daniele Lucano, sindaco di Riace. Ho citato, urlando, terre martoriate come la Siria, paesi dell’Africa, la Thailandia, la Colombia, il Donbass, i meridioni di ogni continente, come il nostro meridione e zone come Librino che ho avuto occasione di visitare. È un omaggio a tutta la gente del sud che resiste alla Mafia, oramai globalizzata in tutto il continente, e che in quelle terre come sappiamo, ha le sue radici. Per me loro sono i veri eroi. Chi non conosce l’omertà e non chiude le persiane è un eroe. Insieme a tutti coloro che denunciano il malaffare: imprenditori, operai, studenti, donne! Il meridione ha molta ricchezza non solo nelle menti ma anche nella terra. Oggi viviamo una situazione che somiglia sempre più ad un formicaio con uno tsunami in arrivo, dove le formiche ricche si scannano per una briciola pur facendosi travolgere». Alessandro Dionisi
Musicalmente Resistència è un pezzo nato, come molti altri brani dei RadioAttiva, da un riff di chitarra. Quando ha preso forma, il chitarrista Claudio Scorcelletti stava vivendo un periodo molto energico ed è per questo che il pezzo risulta potente. I suoni scelti sono molto incalzanti e si prestano bene a supportare il testo che lo è altrettanto. Le influenze musicali di questo brano, specialmente per quanto riguarda la prima chitarra, si inspirano agli Offspring. Per la chitarra sovra incisa, invece, ha dato libero sfogo alla sua creatività’. “Resistència” è per questo, un sfogo di energia pura.
Inoltre questo pezzo ha visto la produzioneartisticadi Manuele D’Andrea, compositore-producer-mix and mastering engineer- sound designer.
“La copertina di “Resistència” nasce dal più grande addestramento militare degli ultimi quarant’anni ad opera di Cina e Mongolia”.
Il progetto RadioAttiva nasce il 12 settembre 2016, quando Alessandro Dionisi (voce) e Claudio Scorcelletti (chitarre), dopo aver suonato per due anni insieme in un’altra band (Casa di Cura 13), decidono di metterci nuovamente la faccia, cominciando un percorso musicale nuovo, senza reprimere idee e passione.
«Il mercato tende sempre di più a privatizzare, cannibalizzare, rendere merce di consumo la musica, e le arti in generale, a scapito dell’individuo, della sua singolarità e della sua unicità che, all’interno della collettività, soffoca anziché distinguersi. La mercificazione in danno della sterilizzazione dell’arte. Noi, col nostro progetto, vogliamo uscire da questo sistema!». Radioattiva
Alessandro Dionisi, chiamato anche “Nuvola Rossa”, è nato a Roma il 6 marzo 1977 ed è la voce dei RadioAttiva.
Oltre ai RadioAttiva, ha suonato con altre band, muovendosi sempre sul genere rock contaminato ora dal Post Punk, ora dal Rock-Alternative. Partecipa al primo disco solista di Silvio Cancrini in 4 brani come chitarrista ritmico. Per un periodo si allontana dalla musica seguendo una passione che lo coinvolge tuttora: il mondo documentaristico. Quindi, telecamera alla mano, comincia a fare riprese. Insieme ad altri colleghi, oggi può definirsi tra gli antesignani delle Web TV, dove ha lavorato per diversi anni. Ma non abbandona mai il mondo musicale. Oltre a dedicarsi all’attività di videomaker, studia canto presso la SCUOLA POPOLARE DI MUSICA DI TESTACCIO di Roma con l’insegnante MARTA NERI.
Riprende l’attività operativa e, prima con CASA DI CURA 13, poi con RadioAttiva, partecipa a diversi Contest dove si fa notare come cantante rock. Con Claudio Scorcelletti, chitarrista del gruppo, lavora al “Progetto RadioAttiva” e alla stesura dei brani per un album. Il 30 gennaio 2018, con i RadioAttiva, partecipa al Contest “Anime di carta”, presso la LOCANDA BLUES (Roma), dove esegue, alcuni brani inediti del disco in preparazione.
Il 30 marzo 2018, al B – FOLK di Roma, i RadioAttiva presentano dal vivo, in anteprima, il loro primo disco. Il 4 maggio 2018 esce sugli store digitali la loro opera prima: “MEDITERRANEA”.
Collabora nella redazione di “Musa Distorta”, una piattaforma artistica che sposa appieno il suo credo artistico, ed è tra i promotori di “Cronache Rock”, un evento itinerante, al quale partecipano band emergenti ad artisti che operano anche in altri campi. Successivamente studia canto con Gianluca Sbarbati. La sua coach vocale attuale è Lucya Allocca (musicista – insegnante di canto).
In passato è stato speaker di “Litfiba Channel” per un programma: “Sotto il Vulcano”.
Claudio Scorcelletti è nato a Roma il 14 settembre 1985 ed è il chitarrista dei RadioAttiva. “L’uomo di Kiew”, è un vero e proprio artigiano della musica e si forma come chitarrista con il rock blues. È un attento quanto scrupoloso perfezionista, quindi ha con sé l’animo che contraddistingue la formazione di un musicista rock. Questa caratteristica, nel tempo, lo ha portato a ricercare un suono più graffiato, sporco, simile all’esperienza dei gruppi rock anni ’90. Nella composizione è passato da un rock blues, a sonorità grunge aggiungendo modernità al suo stile. Ha sperimentato, negli ultimi periodi, anche il blues psichedelico.
Una canzone che celebra il Dolce Stilnovo del III millennio.
“Dormi Amore” è un omaggio al concetto di gentilezza come elemento collante nei nuclei che pongono al proprio centro l’amore, come per esempio le coppie o le famiglie.
Ed è per questo che tale amore deve essere vissuto come sorgente di perfezione morale e di elevazione ascetica per andare ad emanare energia e vibrazioni positive che possano coinvolgere e migliorare l’intera società.
«Una delle caratteristiche della società contemporanea è la quasi sempre più totale assenza di Gentilezza. Se ci fosse più gentilezza si vivrebbe in un mondo più sereno. E il paradosso è che molte persone vorrebbero essere trattate gentilmente ma non si impegnano minimamente ad essere gentili: al giorno d’oggi abbiamo tutti troppo cose da fare e siamo tutti troppo impegnati e troppo stressati per metterci “anche” a essere gentili. Con i livelli di stress e gli impegni che abbiamo oggi non possiamo di certo chiedere a noi stessi di andare oltre a dei grugniti e a dei musi lunghi. Perché mai essere gentili con gli altri? E in famiglia e in coppia la Gentilezza addirittura rischia di annientarsi: a chi si dovrebbe Amare di più, spesso si riserva il trattamento peggiore.
E’ necessario perseguire la realizzazione di un “Dolce Stilnovo del III millennio”: in un rapporto di coppia la mancanza di Gentilezza non si può tollerare, e questo perché la Gentilezza non è forma, ma è contenuto: la Gentilezza è una declinazione dell’Amore e senza di essa non vi può essere Amore, né per sé stessi né per gli altri». Franco Nocchi
Radio date: 19 ottobre 2018
Etichetta: Tai Chi Music
BIO
Franco Nocchi, classe ’62, docente universitario di “Psicologia”, di “Psicopedagogia dei gruppi”, di “Psicologia del comportamento”, di “Medicina Tradizionale Cinese” e di “Teoria e Tecnica delle Arti Marziali”, esperto di Ipnosi, di Ipnosi Regressiva, di Onironautica, di Analisi Transazionale e di Scienze cognitivo/comportamentali, Sociologo, Mental Coach, ma anche musicista e cantautore e praticante di Arti Marziali fin dall’età di 4 anni ed oggi Maestro di Kung Fu, Tai Chi Chuan, Meditazione taoista e Antica Medicina Cinese e Tibetana.
Franco Nocchi da sempre cerca di canalizzare inoltre la sua musica verso iniziative di solidarietà e informazione solidale.
In breve eventi e album:
Nel 2012 i suoi concerti e la pubblicazione del cd “Viandante tra le note” hanno lo scopo di sostenere le popolazioni africane del Kenia. Con il cd “Viandante tra le note” Franco ha riscontrato grande successo nei circuiti radiofonici giapponesi e degli USA, permanendo in vetta alle classifiche per diversi mesi. Nel 2013 Franco Nocchi registra il cd “Abbracciare l’impermanenza” e prosegue la sua azione di solidarietà in una serie di concerti chiamati “Tai Chi Blues for Tibet”. Sempre nel 2013 il cantautore pubblica un singolo (distribuito da una primaria etichetta discografica italiana, la “Don’t Worry Records” – etichetta di Giorgia, Nek, Fabrizio Moro) dal titolo “Il Volo dell’Anima”. Nel 2014 ha composto e presentato la canzone “Amico Papa”, la prima canzone al mondo che contiene la voce di Papa Francesco (in ben 3 passaggi) e che per questo motivo ha dovuto ottenere il visto e l’autorizzazione della Libreria Editrice Vaticana, di Radio Vaticana e dell’Osservatore Romano; i proventi del singolo “Amico Papa” sono destinati a sostenere il reparto oncoematologico dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. Sulla scia di “Amico Papa” Franco Nocchi ha presentato il suo nuovo singolo “Anche se non so volare”, un brano il cui intero ricavato è finalizzato a sostenere la Fondazione-onlus “ARCO” del Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa per sostenere la ricerca in oncologia. Nel 2015 incide il suo ultimo album “Anche se non so volare … il mondo cambierà”, un doppio cd (composto da ben 26 brani) in cui si presenta anche nelle vesti di cantautore. Nel 2016 compone e presenta al Bio Salus di Urbino la canzone “TASHI-DELEK, fuoco e fiamme in Tibet”, canzone di informazione e “denuncia” della condizione (un vero e proprio “genocidio silenzioso) a cui è sottoposto, per mano del governo cinese, il popolo tibetano dal 1950 ad oggi.
Nel 2018 si presenta con “Dormi Amore”, un brano che celebra la Gentilezza come canale di unione profonda e come struttura su cui poter costruire un nuovo modello di interazione amorevole ed empatica: un vero e proprio “Dolce Stilnovo del III millennio”.
Il brano anticipa l’album “Storia di un equilibrista” in uscita il 16 novembre 2018.
“Santa pazienza” riassume un po’ il valore generale del disco di prossima pubblicazione dell’artista, ma se ne distacca allo stesso tempo. È una canzone “d’altri tempi”, voce e pianoforte con un bellissimo arrangiamento scritto da Guido Guglielminetti.
«Per sopportare tutti gli alti e bassi della vita, per giustificarmi, per chiedere scusa, per vivere appieno e continuare a essere positivamente curioso nella vita serve prima di tutto molta pazienza. Magari è racchiusa segretamente in un’ampolla e, data la rarità, è davvero molto, molto preziosa». Stona
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Il progetto “Storia di un equilibrista” nasce dall’incontro fra il cantautore Stona e Guido Guglielminetti, produttore e musicista affermato nel panorama musicale italiano, (collaborazione ormai storica con Francesco De Gregori in qualità di produttore e bassista ma bisogna ricordare Battisti, Mina, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Loredana Bertè, Mia Martini solo per citarne alcuni). Incontro che poi ha dato i propri frutti nella tranquillità del PSR Studio: è qui che sono nate le dieci tracce che compongono l’album.
Partendo dalla pre-produzione stessa di Stona a cavallo fra ritmi latini, timbri acustici e sonorità più pop/elettroniche, Guglielminetti plasma, bilancia il tutto e ridefinisce l’anima del progetto portandolo a compimento e nella giusta direzione.
I testi di Stona acquistano quindi maggior valore e la musica suonatadiventa protagonista incontrando anche ospiti importanti durante le registrazioni, come Elio Rivagli alla batteria e Carlo Gaudiello al piano. “Storia di un equilibrista” prende forma dal titolo di uno dei brani in scaletta che identifica al meglio l’animo di Stona: in bilico sul percorso di una generazione di quarantenni non ancora cresciuti (e che forse non vuole ancora crescere) fra percorsi differenti e scelte di vita da fare, fra le sonorità stesse dell’album così vario e ricco di spunti, immerso fra storie di ieri, oggi e domani.
Etichetta: Volume!
Radio date: 19 ottobre 2018
Pubblicazione album: 16 novembre 2018
BIO
Stona esordisce nel 2007 con l’etichetta SongMusicOne di Lisa (la splendida voce di successi sanremesi come “Sempre” e “Oceano”). È fra i vincitori di Una voce per Sanremo 2008 venendo inserito nella compilation prodotta da AreaSonica, prosegue poi con il suo album di debutto del 2012 dalle tinte soft rock anni 90 “E’ il viaggio quello che conta” (Green Production/Sfem/The Lads Productions) partecipando a importanti appuntamenti live come L’Isola in collina (rassegna dedicata a Tenco) dove apre il concerto della Bandabardo’, la finalissima del Festival Pub Italia a Milazzo e il Livorno Rock Village, per arrivare dopo una lunga pausa di rinnovo musicale, con il singolo “Estate senza preavviso” prodotto da Davide Bosio e Nicolo’ Fragile. Il videoclip viaggia subito bene su YouTube e sui social con un buon numero di visualizzazioni in poco tempo, e il singolo viene pubblicato a Maggio 2017 da VideoRadio Edizioni Musicali, storica etichetta Alessandrina. A ottobre 2017 Stona vince il Biella Festival con il brano “Belladonna”, realizzato con la produzione elegante e raffinata di Guido Guglielminetti, produttore e capobanda di Francesco De Gregori. Sempre a ottobre arriva anche il premio messo a disposizione da NuovoImaie 2017 cioè il contributo finanziario per la realizzazione di un promotour. A maggio 2018 Stona vince in occasione dei FIM AWARDS il premio P.A.E. “Premio miglior autore emergente” con “Troppo pigro”; l’album di prossima uscita è prodotto sempre da Guido Guglielminetticon ospiti importanti come Elio Rivaglialla batteria e Carlo Gaudielloal piano nonché lo stesso Guglielminetti al basso: «Mi piace molto lavorare con Massimo, perché oltre ad avere idee originali, ha un gusto per la musica suonata, che da un po’ di anni non siamo più abituati a sentire. Mi rimanda ai grandi musicisti, coi quali ho avuto la fortuna di collaborare: Lucio Battisti, Ivano Fossati, Lucio Dalla… non tanto per il modo di scrivere, quanto per il gusto di suonare senza pensare al mainstream. Massimo è un ottimo autore ed interprete, scrive brani che sono divertenti da suonare e che possono avere un’ottima resa dal vivo. Non ce ne sono molti di artisti così in giro, oggi».
Il brano che regala al musicista emiliano una nuova veste musicale, è un viaggio introspettivo che naviga fra il conforto di un passato certo e nostalgico, la speranza di un buon futuro e l’incertezza del presente.
Gestione Fallimentare parla della confusione che tiene imprigionati pensieri e parole. Appesantiti da questi si trova la forza nelle gambe per sorreggersi, perdendo tuttavia la leggerezza necessaria per volare. Scarpe consumate e occhi su Marte. Potendo essere ovunque non si va da nessuna parte e alla fine non si è nemmeno dove si pensa di essere, una gestione fallimentare, dove, vomitare pare essere l’unico rimedio, come dopo una sonora sbronza o una brutta influenza, in questo caso però vomitare parole.
Ad accompagnare il brano, un viaggio onirico su Marte tramutato in un video d’animazione diretto da Marco Pavone (Caparezza, Daniele Silvestri, La Cruz, Le Vibrazioni, Linea 77, Negrita, Subsonica, Tre Allegri Ragazzi Morti, Tiromancino, e molti altri).
Autoproduzione
Radio date: 18 settembre 2018
BIO
Luca Serio Bertolini è un musicista emiliano, che è stato membro dei MCR (dal 2009 ad oggi) in qualità di autore, chitarrista e cantante.
La sua carriera artistica parte producendo tre dischi solisti folk.
Nel 2005 arriva il primo demo. Durante quell’anno Krock, storica emittente radiofonica di Scandiano (RE) inizia a trasmettere il suo brano “Manca la polvere da sparo”.
Nel 2006 inizia a lavorare come tecnico per i Modena City Ramblers e alcuni di loro suonano nel disco che uscirà nel 2007 “Manca la polvere da sparo”.
Nel 2008 inizia a lavorare al nuovo disco, ma invece di puntare ad una produzione in studio come per il precedente, decide di allestire uno studio di registrazione che diventerà anche la sua attività fra un concerto e l’altro. Nel 2009 esce “Angeli amici e menestrelli”, a settembre di quell’anno entra a far parte dei Modena City Ramblers.
Nel 2011 partecipa al composizione del disco MCR “sul tetto del mondo” e scrive per questo il brano “S’ciop e picoun”.
Nel 2012 esce “Battaglione alleato”, in questo disco viene inserito il brano “Molto Stanco” registrato nel suo studio ed eseguito con gli Yonders.
Nel 2013 iniziano, nel suo studio personale, le registrazioni del nuovo disco MCR “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, poi mixato al VoxRecording di Andrea Fontanesi, amico e tecnico di fiducia ancora oggi per e i Ramblers.
“Mani come rami ai piedi radici” è il ultimo lavoro coi MCR, per questo disco Luca compone musica e testo di “Mani in tasca, rami nel bosco”, “Ragas pin de strass” ed il testo di “Tri bicer ed grapa”.
La bellissima avventura con i MCR s conclude ad inizio 2018.
L’artista inizia lentamente a lavorare a nuove canzoni sentendo il bisogno di cambiare stile ed influenze. Chiuso nel suo studio dà così vita a “Gestione fallimentare”, primo tassello di un futuro progetto discografico.
Dal 10 settembre arriva in radio l’esuberante brano che, destreggiandosi fra pop e rap, dilata i confini di un’estate che sembra non voler finire mai.
Notte cosmica nasce in un periodo di intensa scrittura, dal profumo della primavera che lascia spazio all’estate; l’estate che da sempre permette di innamorarsi, ma che allo stesso tempo riporta a galla ricordi indelebili e storie ormai finite. Viaggi in auto, stereo a palla, serate in spiaggia, sbronze con gli amici, cornetti alle 3 di notte e il bisogno costante di provare nuove emozioni e costruire nuovi legami, con la speranza di non perdersi mai.
Quando sbatti il mignolo contro lo spigolo del comodino,
Quando copi dal secchione e prendi 4,
Quando sei sotto la doccia e l’acqua raggiunge i 200° F,
Quando sbagli tre volte di fila il PIN (e il PUK?),
Quando esci e dimentichi le chiavi,
Quando “per sbaglio” ti parte il like molesto,
Quando ti sporchi la camicia nuova con il ragù,
Quando sei imbottigliato nel traffico e sei in ritardo,
La band: Nicolò Buccioni, Giacomo Strappa, Andrea Massetti, Federico Piermartire, Ludovico Bartolozzi.
I membri del gruppo suonano già insieme dal 2011, ma è solo nel 2018 che decidono di raccontarsi dando vita a xgiove!, un nuovo progetto di inediti con un singolo in uscita a settembre e un Ep in cantiere.
Ruggero de I Timidi torna a teatro con uno show dedicato al periodo più tenero dell’anno.
Dopo il successo del primo “raduno timido” e del tour “Giovani Emozioni”, il crooner timido entra a teatro per cinque serate dedicate alla magica atmosfera natalizia.
Ispirandosi ai grandi show natalizi americani, Ruggero coinvolgerà il pubblico con un sapiente mix di irriverenza e gioia in cui si alterneranno canzoni, poesie recitate da angeli, Babbi Natale in crisi e ospiti a sorpresa.
Ad accompagnarlo sul palcoscenico, oltre alla straordinaria band, ci sarà la moglie-diva Fabiana Incoronata Bisceglia e il Maestro Ivo, tenore lirico della scuola genovese.
Preceduto da una “data zero” in programma il 7 dicembre al Phenomenon di Fontaneto D’Agogna (NO), il Christmas show toccherà poi i teatri di Milano, Torino, Bologna, e Legnago.
Crooner impacciato, cantante beat nostalgico, una raccolta vivente dei momenti più imbarazzanti e poetici della musica italiana e internazionale, Ruggero de I Timidi è il figlio illegittimo di una relazione tra un’orchestra di fine anni ‘50 ed il grande Freak Antoni, un neomelodico colto (in fallo), con la vocazione al demenziale raffinato. Un cocktail perfetto che mescola modernità e sano vintage: è il cantante da night che mancava in questi anni, arrivato per colmare le lacune della discografia italiana affrontando tematiche che gli altri cantanti non hanno il coraggio di affrontare, partendo proprio dalle classiche storie d’amore. Oltre alla timidezza, infatti, Ruggero rompe i tabù. E lo fa con canzoni che vanno dritte al sodo e che sono diventate dei veri e propri inni, sia dal vivo che con milioni di visualizzazioni su YouTube (“Timidamente Io”, “Pensiero Intrigante”, “Notte Romantica”, “Padre e Figlio”). Totalmente indipendente è stato lanciato televisivamente da “Tu Si Que Vales” (Canale 5), partecipando successivamente a “Quelli che il calcio” (Rai 2), “Check Point” (TgCom24) e “90 Special” (Italia 1). Ha suonato nei principali club e festival d’Italia, compreso l’Home Festival e Deejay On Stage.Ruggero de I Timidi è stato protagonista anche di tre tournée teatrali: Ruggero de i Timidi Christmas Show (2014-2015), Spruzzi di gloria (2017) e Ruggero dei Timidi show (2018).
Nonostante entrambi si ostinino a negare l’esistenza dell’altro, dietro Ruggero de I Timidi c’è Andrea Sambucco, comico e autore udinese noto per le sue partecipazioni a “Central Station” (MTV), “Zelig” (Canale 5), “Glob” (Rai 3), “Quelli che il calcio” (Rai 2).
Il brano, coniugando in un incastro perfetto elementi base della musica rock (distorsioni di chitarra, piano) e sonorità più moderne (synth di basso, pad elettronico), si pone come simbolo emblematico del sound dell’intero progetto.
“INvasion” all’interno del concept rappresenta la traccia del “quasi-non-ritorno”. La terza traccia (INsider) presenta l’inizio della corruzione dell’umanità che avviene tramite un “patto con il diavolo” con un’entità ignota. Questa promette potere sui propri simili, il resto dell’umanità, in cambio di una sottomissione totale. INvasion è il passo successivo, per l’appunto l’invasione. La mente di molti umani è stata infettata dall’avarizia, queste persone sono disposte a fare cose spregevoli per il proprio tornaconto. Nonostante tutto permane una flebile fiamma di resistenza fatta di persone moralmente buone, ma questa fiamma potrebbe essere soffocata molto presto. Questo testo vuole essere il contatto tra la storia e la realtà del mondo nel quale viviamo. Le atmosfere generali del brano sono cupe, con sonorità a volte delicate e soffuse, a volte strazianti ed energiche. Il brano apre con note di tastiera, a cui si aggiungono basso (arricchito da un synth) e pad per creare un mare blu, oscuro e profondo che accompagna la linea melodica della voce. Questo pattern prosegue fino a quando un riff di chitarra interrompe la scena e innesca una sequenza musicale più incisiva. Prima del finale si inserisce una parte melodica sospesa, atta a rappresentare un sentimento di speranza all’interno della tematica generale del pezzo. Si riprende poi con l’ultimo ‘’disperato’’ ritornello, che sfocia poi nell’assolo finale di chitarra, terminato negli ultimi secondi con note sfumate, assieme al piano.
Il fulcro del testo risiede nella metafora ‘’dog eat dog’’ (cane mangia cane), nel finale modificata in “man eat man” (uomo mangia uomo), poiché in INvasion i simili attaccano i simili, l’entità promuove i sentimenti di odio ed egoismo, che portano ad estrema competizione.
«“IN-dependence Time” è un concept album, una sorta di storia a capitoli nella quale si racconta la vicenda di un mondo parallelo al nostro dove inizialmente tutto sembra in armonia, nessun umano prova emozioni negative, nessuno vuole il potere per sé a discapito del prossimo, almeno fino ad un colpo di scena inaspettato…L’ album contiene 7 tracce e ogni traccia rappresenta un capitolo della vicenda. Il titolo di ogni brano inizia per “IN”: questo perché la storia, seppur molto semplice nel suo svolgimento, porta l’ascoltatore ad avere un confronto con se stesso e “IN” se stesso per l’appunto. Inoltre, nella storia, è proprio la dimensione interiore degli esseri umani che viene presa di mira, è la presa di coscienza individuale che diventa azione fondamentale per contrastare l’entità». THE LIZARDS’ INVASION
Musicalmente ogni traccia dell’album equivale ad un capitolo della storia. Filo conduttore tra queste è una partenza morbida e a tratti soffusa che sfocia poi in atmosfere intense ed esplosive; l’ascoltatore è così trasportato attivamente nel concept, seguendo la vicenda dall’interno e rispettando i fini tematici del disco. Le sonorità si contraddistinguono da un ampio uso di effettistica riguardante ogni strumento, discostandosi così dal rock per definizione e ricreando dinamiche moderne e tridimensionali.
La band si forma nel giugno 2011 a Vicenza. Per quasi un anno il gruppo si esercita con molte cover di band storiche (Toto, Deep Purple, Pink Floyd, Led Zeppelin e altri).
Nel 2012 è il momento di scrivere anche pezzi propri, con un sound simile al progressive rock.
Nel 2013, la band esordisce con il suo primo EP (27 minuti) “The Hole” al cui interno si trovano 5 tracce.
Tra il 2014 e il 2015 il gruppo raggiunge diversi risultati: partecipa alla finale nazionale dell’Emergenza festival suonando all’Alcatraz di Milano. Successivamente arriva il Premio Schiolife del VicenzaNetMusic che gli regala la possibilità di aprire il concerto a Schio di Ian Paice, batterista dei Deep Purple.
Settembre 2016: esce l’EP Dare to Hear che comprende 3 brani, e il primo video ufficiale della canzone da cui l’EP prende il nome.
2017: La band arriva tra le prime 10 band classificate al Tour Music Fest, potendo così suonare al Jailbreak di Roma.
2017/18: contattati da Musicraiser, la band conduce una campagna crowdfunding di successo da febbraio a marzo 2017.
La realizzazione del concept album “INdependence Time“, primo vero progetto a livello “professionale” che vanta alti standard di realizzazione, contiene la collaborazione con numerosi progetti locali e non, oltre che la firma del produttore artistico Marino de Angeli, che registra il progetto al Teatro delle Voci di Treviso. Nel 2018 vengono pubblicati i singoli “INtro”, “INdividuals” e “INvasion”.
Il nuovo singolo che accompagna in radio l’omaggio del ‘crooner timido’ alla musica dei grandi cantautori italiani
Dopo i primi successi legati alla musica anni ’60 e al liscio, lasciatosi alle spalle la parentesi reggaeton, Ruggero de I Timidi torna alla discografia con un album, il secondo, che strizza l’occhio al cantautorato italiano degli anni ’70 e ’80.
“Ci siamo seduti a tavolino con i discografici che mi hanno detto: ‘Devi fare l’album della maturità’. Il fatto che io non abbia discografici e che fossi al tavolino a parlare da solo non deve trarre in inganno. Sono maturato.” – Ruggero de I Timidi
‘Mano amante mia’, il secondo singolo estratto da ‘Giovani Emozioni’ è una canzone d’amore con tutta l’ironia e l’irriverenza che da sempre caratterizza la produzione musicale del cantautore.
“Dopo anni di canzoni d’amore inneggianti all’amore eterno, all’amore di una notte o all’amore irraggiungibile, finalmente una canzone dedicata a colei con cui ci siamo accoppiati più volte nell’arco dell’esistenza. Una storia d’amore pura anche se a volte contrastata da varie persone che si frappongono fra l’amato e la sua mano.” – Ruggero de I Timidi
Il disco ‘Giovani Emozioni’ è stato registrato all’Alari Park Studio di Cernusco sul Naviglio da Lorenzo Cazzaniga che ha curato gli arrangiamenti in collaborazione con Andrea Sambucco.
Nel disco hanno suonato: Gianluca Del Fiol (Chitarre, banjo), Gabriele Costa (basso), Davide “Billa” Brambilla (tastiera, fisarmonica, tromba), Marco “Nano” Orsi (batteria), Maddalena Vitiello (cori), Maestro Ivo (voce tenore).
Hanno collaborato inoltre Fabiana Incoronata Bisceglia, Marco Nava, Simone Sant, Dario Vecchi, Thomas Deponti, Alberto Vitaloni, Chiara Beniamino, Lucia Razzini, Eliana Traverso, Roberta Gorno
Radio date ‘Mano amante mia’: 28 settembre 2018
Release album “Giovani Emozioni”: 7 settembre 2018
Etichetta: Ruggero de I Timidi
BIO
Crooner impacciato, cantante beat nostalgico, una raccolta vivente dei momenti più imbarazzanti e poetici della musica italiana e internazionale, Ruggero de I Timidi è il figlio illegittimo di una relazione tra un’orchestra di fine anni ‘50 ed il grande Freak Antoni, un neomelodico colto (in fallo), con la vocazione al demenziale raffinato. Un cocktail perfetto che mescola modernità e sano vintage: è il cantante da night che mancava in questi anni, arrivato per colmare le lacune della discografia italiana affrontando tematiche che gli altri cantanti non hanno il coraggio di affrontare, partendo proprio dalle classiche storie d’amore. Oltre alla timidezza, infatti, Ruggero rompe i tabù. E lo fa con canzoni che vanno dritte al sodo e che sono diventate dei veri e propri inni, sia dal vivo che con milioni di visualizzazioni su YouTube (“Timidamente Io”, “Pensiero Intrigante”, “Notte Romantica”, “Padre e Figlio”). Totalmente indipendente è stato lanciato televisivamente da “Tu Si Que Vales” (Canale 5), partecipando successivamente a “Quelli che il calcio” (Rai 2), “Check Point” (TgCom24) e “90 Special” (Italia 1). Ha suonato nei principali club e festival d’Italia, compreso l’Home Festival e Deejay On Stage.Ruggero de I Timidi è stato protagonista anche di tre tournée teatrali: Ruggero de i Timidi Christmas Show (2014-2015), Spruzzi di gloria (2017) e Ruggero dei Timidi show (2018).
Nonostante entrambi si ostinino a negare l’esistenza dell’altro, dietro Ruggero de I Timidi c’è Andrea Sambucco, comico e autore udinese noto per le sue partecipazioni a “Central Station” (MTV), “Zelig” (Canale 5), “Glob” (Rai 3), “Quelli che il calcio” (Rai 2).
Dopo il successo riscontrato dai singoli “Ancora estate” e “Voglia di te”, arriva in radio dal 25 settembre il brano che svela il lato più oscuro e misterioso della band divenuta celebre negli anni ’80.
“Sono Solo” è la canzone più intensa e magnetica dell’album “Uno su tre”, sia a livello musicale, dove a far da protagonista sono le atmosfere sonore intime e conturbanti che abbracciano un pop/rock che fa da centro nevralgico del pezzo; sia a livello di contenuti. Leit motiv della storia è infatti il concetto di solitudine derivato dall’impossibilità di costruire un senso di quello che si è al di fuori di una relazione platonica che, pur non esistendo concretamente, rappresenta l’unica fonte di gioia a cui aggrapparsi.
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“La musica dei Canton di oggi è la musica di Canton nel 2018. Non ci piace il revival né la nostalgia, non ci piace dire “Quelli erano bei tempi”, preferiamo continuare a evolverci e portare ai nostri tempi il nostro stile di sempre: l’elettronica rimane la grande nostra passione, ma oggi c’è molto più spazio per le ballate e per esperimenti e sconfinamenti più ampi in atmosfere rock o funky”.Canton
Etichetta: CUORINFIAMME
Radio date: 25 Settembre 2018
BIO
I CANTON sono presenti nella colonna sonora degli italiani sin da quel 1984 che li ha visti sul palco del Festival di Sanremo con il 4° posto di “Sonnambulismo”: Un grandissimo risultato in un periodo in cui le canzoni di Sanremo monopolizzavano l’airplay radiofonico e i jukebox per tutto l’anno. Dopo “Sonnambulismo” è stata la volta di “Please don’t stay”, pubblicata in tutta Europa. Con questo pezzo i ragazzi partecipano al Festivalbar ’85. Grazie a “Please don’t Stay il gruppo conosce Pete Waterman, produttore di Dead or Alive, Bananarama, Rick Astley, Donna Summer, Kylie Minugue, Elton John e moltissimi altri artisti internazionali del gotha e del pop elettronico del tempo. Con lui incisero “Stay With Me”, distribuita in Europa e Nord America. Poi l’interruzione forzata del 1986 (l’etichetta cessa le produzioni, lasciandoli vincolati a un contratto pluriennale), i progetti collaterali e infine il ‘letargo’… Ma ogni letargo finisce con un risveglio. E così nel 2010 i CANTON si ‘stiracchiano’ con un omaggio al loro primo successo, “Sonnambulismo 2010”: e subito viene ristabilito il contatto fra la band e il pubblico che non li aveva scordati.
Il futuro per i Canton ha il titolo di “Ci saremo”, un album di debutto atteso da tanti anni che riporta la musica del trio al presente, senza rimpianti e con ottimismo. I sei singoli estratti da “Ci saremo” sono tutti entrati nelle classifiche di airplay di musica indipendente, e i relativi videoclip hanno superato il milione e mezzo di visualizzazioni online.
Nel 2018 è la volta di un nuovo progetto: il secondo album “1/3 – Uno su tre”, che prevede la pubblicazione un singolo ogni tre mesi. Il disco ha già visto l’uscita di due singoli i cui riscontri insegnano che, a questi eterni ragazzi del poprock, non sono mai venuti a mancare quella passione, quel coraggio e quella determinazione che sono alla base del fare musica e del saper creare un reale rapporto col pubblico.
I primi due singoli lanciati sono stati “Ancora Estate” (con oltre 880.000 visualizzazioni, 25° posizione nella IndieMusicLike, ma soprattutto 1° posizione nella Classifica Emergenti), e “Voglia di te” (quasi 1.300.000 visualizzazioni, ancora una 1° posizione nella Classifica Indipendenti Emergenti e la 19° nella Classifica Indipendenti generale). Ora è arrivato il turno di “Sono solo”.
Il brano che ha già permesso all’artista di vincere il Premio della giuria tecnica del Nastro d’Argento di San Damiano e di guadagnare le fasi finali del Premio Lunezia, è un tributo al pop italiano arricchito di sfumature soul.
“Da dove riparto” è un pezzo che invita a superare i momenti difficili che possono capitare nella vita di ognuno:
«È una canzone nata per sbaglio, perché l’unica cosa che mi tranquillizza in certi momenti è mettere le mani sul pianoforte. È nata perché avevo bisogno di urlare a me stessa che anche se tutto attorno era buio bisognava rialzarsi e lottare. Il pezzo non esplode mai del tutto, è un urlo leggero, sottile, sussurrato che arriva a chi sta annegando e ha bisogno di essere salvato. O almeno spero che questo possa accadere, che questa canzone possa aiutare qualcuno a rialzarsi e riemergere». Elisabetta Arpellino
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Elisabetta Arpellino scrive i propri testi autonomamente fin da bambina, non a caso la scrittura nella musica ha per lei un valore prioritario:
«Ho iniziato a scrivere a 11 anni sull’onda dei cantautori italiani con cui sono cresciuta. Fin da piccola quel mondo mi ha sempre affascinato, l’idea del “me la scrivo e ma la canto” fa per me che sono una persona molto testarda e che ama fare tutto da sola. La cosa buffa riguarda il rapporto conflittuale che ho sempre avuto con le parole: mi feriscono, ma allo stesso tempo mi salvano in continuazione. E quindi scrivo per lo più per curarmi, per stare bene. Le mie canzoni sono per me un placebo, per i miei momenti difficili, in cui tutto sembra non andare. Ma sono anche un modo ironico per dipingere i miei difetti, o semplicemente per raccontare delle storie che ho raccolto per strada». Elisabetta Arpellino
Etichetta: Autoproduzione
Radiodate: 28 settembre 2018
BIO
Elisabetta Arpellino è una giovane cantautrice astigiana.
La sua formazione artistica si caratterizza fin dall’inizio di numerose ed importanti esperienze.
Nel 2013 frequenta l’Accademia del Festival di Saint Vincent tenuta da Grazia di Michele e Luca Pitteri e partecipa allo stage del Tour Music Fest al C.E.T. di Mogol. Dal 2014 al 2016 partecipa a diversi stage per cantautori: sia nel Veneto presso M&M LINE PRODUCTION (tenuti da Piero e Massimo Calabrese, Fulvio Tomaino, Fausto Donati, Marco D’Angelo, Umberto Labozzetta e Alberto Zeppieri), sia in Piemonte presso AKAMU (tenuti da Massimo Cotto, Giuseppe Anastasi, Cheope, Zibba, Federica Abbate, Francesco Sarcina, Morgan, Lighea, Stefano Senardi, Andrea Rodini). Dal 2017 intraprende il percorso di laurea in canto presso il CPM Music Institute di Milano
Parallelamente agli impegni formativi Elisabetta inizia anche a maturare esperienza sul campo.
Nel 2011 incide il suo primo inedito SOGNEREMO, accompagnata dalla sua ex rock band.
Nel 2013, durante la partecipazione al Festival di Saint Vincent, realizza brano I AM. Durante lo stesso anno, con questo inedito, vince diversi concorsi:
Prima classificata al FESTIVAL DI SAINT VINCENT (AO) per la categoria nuove proposte
Prima classificata al CHIERI IN FESTIVAL (TO) per la categoria inediti
Prima classificata al FESTIVAL VOCI NUOVE di Montecatini (PT) per la categoria inediti
Premio come migliore autore al FESTIVAL PROVOICE a Milano
Seconda classificata a UNA CANZONE DAL CUORE ad Asti per la categoria inediti
Nel 2014 partecipa al Festival di Castrocaro arrivando in semifinale. Nel 2015, durante il corso di Song Writting, nascono diversi pezzi, due dei quali vengono prodotti presso il BIPLANO di Roma. Il primo brano NOTTESTELLA è in distribuzione dal primo settembre 2015 su I-Tunes, sotto lo pseudonimo di Lizzie. Il secondo pezzo intitolato UN ALTRO SETTEMBRE è stato eseguito per la prima volta nella finale del PREMIO D’AUTORE CITTA’ di ASTI. Dal 2015 si esibisce con un chitarrista in serate e aperture di concerti portando sul palco sia cover che pezzi inediti, il tutto rigorosamente in acustico.
Nel 2016 partecipa alla tappa di selezione del Lighea Talent Show a Pedaso nelle Marche. Sempre nel 2016 partecipa ad AREA SANREMO con il brano IL CIRCO DI FALSITA’.
Il 13 febbraio 2017 si esibisce al Memo Resturant di Milano con un brano inedito in occasione del Memo Live Contest, ricevendo complimenti da tutto il pubblico in sala e aggiudicandosi il primo posto per il voto del pubblico.
Il 16 Giugno 2017 a San Damiano d’Asti apre in concerto di ANNALISA durante manifestazione LA BARBERA INCONTRA.
Il 3 marzo 2018 partecipa alle finali del Nastro d’Argento di San Damiano portando il nuovo inedito DA DOVE RIPARTO con cui si aggiudica il premio della giuria tecnica.
Il 15 giugno 2018 in occasione del Festival “La Barbera incontra a San Damiano d’Asti” apre il concerto di GINO PAOLI e DANILO REA.
Nell’estate 2018 è una dei protagonisti dell’Incanto Summer Festival. Il 3 luglio 2018 partecipa alle semifinali del Premio Lunezia con il brano DA DOVE RIPARTO, accedendo alle finali che si sono svolte il 19 luglio 2018 ad Aulla.
Suoni visivi che evocano il mondo artistico di Marc Chagall diventano teatro del nuovo brano world music del gruppo balkan pugliese.
“Constellation” è il nuovo capitolo musicale della Municipale Balcanica. Sull’incedere balkan beat si innestano i fiati, gli strumenti elettronici e le percussioni mediterranee, che si mettono al servizio del messaggio stesso del brano e della storia di distanze e convergenze che esso racconta.
Le immagini sonore e il testo di “Constellation” sono state ispirate dalle parole e dall’opera di Marc Chagall, il pittore di origine ebraica che raccontò in tanta parte della sua carriera la percezione di essere allo stesso tempo sia un individuo unico e indipendente sia il componente di un popolo esposto alle migrazioni e ai capricci, spesso crudeli, della storia. Il brano alterna e fa coesistere passaggi musicali quasi beffardi, come il riff principale, a battute più serie, quasi a voler rappresentare quella inscindibile mescolanza tra tagliente ironia e coscienza del dramma che Chagall, e tanti altri intellettuali di origine ebraica e esuli in generale, hanno trasmesso narrando la propria vicenda sia personale che collettiva.
“Una canzone di amore per gli spiriti liberi e di consolazione per chi non ha più una nazione in cui si riconosce ma non vuole per questo sentirsi irrimediabilmente solo”. Municipale Balcanica
“My people” / “la mia gente” ricorre spesso nel testo a sottolineare il senso di appartenenza e di nostalgia per chi sente di aver perduto una patria, i propri cari, i propri amici eppure cerca di raccogliere energie e spirito di fratellanza finanche in una terra straniera. Il ricorso alla lingua inglese rinunciando alla madrelingua, in questo brano come in altri dell’album della Municipale Balcanica, è il risultato del ritrovarsi lontani dalla propria terra d’origine cercando di comunicare al meglio in un idioma straniero senza nascondere la propria identità, il proprio accento, i propri valori.
Il messaggio di “Constellation” si allarga aogni persona costretta ad allontanarsi dalla propria terra e dal proprio popolo ed è un invito a rivendicare la propria libertà come bene che va oltre le sofferenze. “Non è un passaporto a definirmi” perché non c’è burocrazia nella “patria dell’anima” e se un popolo è stato disperso con la violenza e la sofferenza anche i suoi colori si sono diffusi divenendo inafferrabili, indenni a ogni tentativo di coercizione.
Constellation anticipa l’uscita del primo album di inediti della Municipale Balcanica, intitolato “Night Ride”.
DICONO DI LORO
“Il più importante gruppo balkan di nazionalità italiana”.(Il Piccolo)
“Municipale Balcanica is more than a known entity in European jazz scene”.(34th International Jazzfestival Saalfelden)
“Una grande prova della Municipale Balcanica che in questo progetto si dimostra capace di disimpegnarsi tra vari stilemi e linguaggi”. (Valerio Corzani – Alza il Volume – Rai radio3)
“Mettendo oltretutto in luce una brillantezza, un’ispirazione ed una classe non a caso apprezzate anche fuori dai confini”. (Il Mucchio)
“C’è un potenziale di successo enorme qui dentro e sarebbe un vero peccato non crederci”. (Audio Review)
“Municipale Balcanica, uno dei gruppi più interessanti che sta girando per lo stivale”. (MondoMix)
“E questa Municipale Balcanica ci piace incondizionatamente”. (FolkBulletin)
“Non smentiscono le qualità dell’esordio”. (Blow Up)
“Yes, this band did have the courage to record Hava nagila in such a way that it gets high above all the thousands of other versions I heard during the past 35 years”. (FolkWorld)
RADIO DATE: 21 SETTEMBRE 2018
PUBBLICAZIONE ALBUM: 21 SETTEMBRE 2018
ETICHETTA: RedTomato Records
La Municipale Balcanica è composta da:
Michele de Lucia clarinetto e clarinetto basso
Nico Marziale percussioni, batterie e suoni elettronici
Raffaele Piccolomini sax tenore
Giorgio Rutigliano basso elettrico
Paolo Scagliola tromba
Raffaele Tedeschi voce e chitarre
e con
Armando Giusti sax alto
Giacomo de Nicolo batteria acustica
Claudio de Leo synth (1,7)
BIO
La Municipale Balcanica è stata fondata nel 2003 da Nico Marziale, Paolo Scagliola e Raffaele Piccolomini. Nel 2004 la MB realizza il demo “Con-tradizione” che in brevissimo tempo diventa sold out. Dopo una consistente attività live (circa 200 concerti) pubblica il suo primo disco nel 2005 con l’etichetta italiana Ethnoworld. L’album di debutto è “Fòua”, nel quale la MB avvia una vivace e profonda sintesi tra sonorità world music e quelle più radicali e calde della sua terra d’origine, la Puglia, nel Sud Italia. Il disco diventa subito conosciutissimo non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero dove le reinterpretazioni di alcuni celebri pezzi della tradizione yiddish hanno reso la Municipale una nuova realtà della scena internazionale della world music. La prestigiosa rivista internazionale Folk World, valuterà l’”Hava Nagila” della MB come “una delle migliori interpretazioni ascoltate tra le migliaia degli ultimi trent’anni“. L’approccio alle antiche melodie è originale e distintivo, perché ciascun componente possiede una formazione e una cultura musicale molto personale e tutt’altro che omogenea rispetto agli altri. Così le influenze del rock, del jazz più libero e della sperimentazione sono coinvolte in melodie ora suadenti ed esotiche, ora frenetiche e folli. Nel 2006 la MB si assesta nella sua formazione definitiva. Nel 2008 dopo circa 400 concerti, evolvendo il suo suono, la Municipale Balcanica pubblica “Road to Damascus” per l’etichetta Felmay (Egea distr.). 2009 la Municipale collaborando con l’ambasciatore italiano in Turchia e con l’istituto italiano di Ankara, ha tenuto tre concerti nella capitale turca. Nel 2010 MB ha ripreso il progetto “Tra Sponde” che vede l’incontro-scontro sul palco con La Kocani Orkestar esibendosi tra le altre a Ravenna Jazz e Berlin Jazz Fest. Nel Giugno 2012 esce il nuovo disco OFFBEAT promosso con il sostegno di Puglia SOUND. Nel Novembre 2012 MB vince il concorso di “Repubblica XL” come band pugliese più votata. Nel 2013 il tour della Municipale Balcanica tocca Austria, Brasile, Francia, Ungheria (Sziget). A fine 2013 la Municipale inizia una collaborazione con Roy Paci che l’ha portata a fare diversi concerti anche nel 2014. Il 2015 della Municipale Balcanica inizia sui palchi italiani ed esteri sfiorando i 500 live in carriera. Ci sono state collaborazioni musicali con Adriano Bono (ex Radici nel Cemento) e Manu Chao. Nel 2015 la Municipale Balcanica ha instaurato collaborazioni anche al di fuori dell’ambito musicale, in particolare in quello cinematografico. C’è infatti la MB nella colonna sonora de “La bugia bianca”, il premiato film di Giovanni Virgilio sulle conseguenze della guerra nella ex-Jugoslavia. Inoltre le musiche della Municipale sono state usate dall’ atleta medaglia d’oro alle olimpiadi di Nanchino, la russa Irina Annenkova dopo che già nel 2006 erano state usate da Alexandra Merkulova. Nel 2017 La Municipale è volata in Scozia ed ha condiviso il palco con Iggy Pop a Bari per il Medimex. Nel 2018 la MB ha lanciato il singolo Transylvania Party Hard che ha raggiunto posizione 24 nella Indie Music Like restando in classifica per diversi mesi.
La band capitanata da Francesco Chini dà alla luce un singolo che rappresenta fedelmente i due volti del proprio sound: indie e folk-rock d’autore.
Registri e cronache degli atti del re. Pubblicazioni scientifiche e letterarie. Almanacchi, lunari. Ma soprattutto le prime, antichissime tavole di misurazione di intervalli temporali e grandezze astronomiche basate sull’osservazione della luna, del sole e delle principali stelle visibili durante la navigazione.
Uno strumento tanto essenziale quanto inevitabilmente approssimativo, come quelli che abbiamo a nostra disposizione per decifrare rotte, smarrimenti, perdite, ritrovamenti, nascita, abbandono, morte e rinascita: insomma, la navigazione sognata di ogni vita.
Tutto questo sono le Effemeridi, centro portante dell’omonimo nuovo singolo de Le Teorie Di Copernico. Così come il concetto che ne è alla base, l’ultima fatica della band capitolina viene da lontano.
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Hanno suonato:
Francesco Chini – voce
Damir Rapone – basso
Riccardo Piergiovanni – tastiere
Manuele “Dean” Di Ascenzo – batteria, percussioni
E con la speciale partecipazione di Fabiana Testa – chitarre
Testo di Francesco Chini, musiche e arrangiamenti di Francesco Chini, Manuele Di Ascenzo, Damir Rapone, Fabiana Testa e Riccardo Piergiovanni
Produzione artistica e arrangiamento in postproduzione: Cristiano Lo Mele
Registrato presso KICK RECORDING STUDIO (Marino) e Garage Ermetico (Leumann) nell’agosto 2018
Cover realizzata da Cristiano Quagliozzi
Radio date: 13 novembre 2018
Autoproduzione
BIO
Le Teorie di Copernico sono l’esito della ricerca cantautorale di Francesco Chini.
Un percorso fatto di cantautorato e indie folk-rockd’autore che prende forma nel 2014, ma viene da molto lontano. Canzoni che cantano liberamente inquietudini ed intrecci di ragioni emotive, raccontando e domandandosi la contemporaneità in modo ironico e amaro in odore di indie folk rock. Distanze, addii, soli che piovono, lotta, sorpresa e modi per imparare a fare ridere il dolore: forse Copernico avrebbe voluto questa, di rivoluzione.
Nella nuova Teoria del quintetto sono infatti ben visibili e salde le radici del percorso avviato nel 2016 con l’Ep d’esordio “Oh, il buon vecchio Charlie Brown!”, che alla regia di Cristiano Lo Mele (Perturbazione), sin da allora mentore prima ancora che attuale produttore della band, aggiungono per l’occasione la speciale partecipazione di Fabiana Testa alle chitarre.
Allo stesso tempo, l’incessante ricerca condotta tanto sul palco quanto sul campo di battaglia della scrittura quotidiana ha portato ad affermazioni come quella nella II edizione di Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore – in cui il brano Effemeridi ha visto la luce – o nell’ambito dell’edizione 2018 del Premio InediTO – Colline di Torino, e i successivi riconoscimenti e menzioni presso Premio Bindi, Premio Lunezia, CantautoriAMO, GallinaRock e Fonte Nuova Experience.
In un’esplorazione continua, Le Teorie Di Copernico si pongono l’obiettivo antico e universale di leggere e domandarsi la contemporaneità parlando a tutti, senza steccati di sorta, vecchi o nuovi.
Il linguaggio dei cantautori (quello eclettico e meditabondo dei Fossati, dei Ruggeri, dei Bennato e dei Bersani, quello inquieto di Perturbazione, Benvegnù, Donà, Elettrojoyce, Baustelle, Fabi-Silvestri-Gazzè e quello anarchico e autenticamente nuovo di Lucio Leoni, Giovanni Truppi, Bianco e Daniele Celona) ha di nuovo un ruolo centrale nel racconto e nell’indagine quotidiana, e Le Teorie Di Copernico sono qui per testimoniarlo.
Dopo le importanti collaborazioni con nomi storici della scena musicale italiana come Mario Merola (con cui instaura un intenso rapporto lavorativo discografico e concertistico) e Nino D’Angelo (nel 2017 canta un brano all’interno della colonna sonora del film “FALCHI” di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino e Michele Riondino), arriva un brano di forte impatto dal sound mediterraneo prodotto da Francesco Comunale per Highlights.
“Dimmi dove sei” è la storia di un grande amore finito all’improvviso. La protagonista non riesce a realizzare l’assenza del suo lui e il tempo che passa inesorabile dal momento che tutto è cambiato. La canzone esalta la melodia italiana veicolando il racconto di una storia emotivamente coinvolgente.
Radiodate: 15 giugno 2018
Etichetta: Highlights
BIO
GIOVANNA DE SIO nasce a Napoli ed inizia ad apprendere l’arte del canto su suggerimento del maestro Alberto Sciotti. Collabora con grandi nomi della musica napoletana tra cui il maestro Enzo Di Domenico che la vuole al suo fianco diverse volte in vari concerti. Dopo anni di gavetta incide nel 2002 il suo primo album “E’ grande” che porta il titolo dell’omonima canzone che diventa subito il suo cavallo di battaglia. Nello stesso anno vince la selezione “Una voce per il festival di Napoli”, accedendo di diritto, con la canzone “Ombra Cattiva”, al “Festival di Napoli” in onda su RETE 4. La stessa canzone diventa poi la sigla di chiusura in una trasmissione di successo di Maria Teresa Ruta in onda su Tele A. Nel 2003 viene pubblicato il disco classico “Terra mia”.
Poco dopo la sua strada si incrocerà con quella del maestro Mario Merola che, credendo subito nelle sue qualità, le offre l’opportunità di partecipare alla trasmissione “Piazzetta Merola” ed al “Merola Day” svoltosi nel porto di Napoli. Arriva presto anche il duetto “Mamma dè viculè” che solidifica a collaborazione fra i due artisti. Nel 2004 esce l’album “Finalmente ci siamo” e nel 2006 il disco “Immancabilmente”, lavoro discografico di grande successo.
Dal 2006 fino al 2008 è ospite fisso del programma “Via Caracciolo” condotto dallo showman Gianni Simeoli.
Nel 2007 esce il cd “Giovanna De Sio canta Merola” in onore alla scomparsa del grande Maestro.
Nel 2008 partecipa alla “Piedigrotta” di Napoli con la regia di Nino D’Angelo, cantando il singolo “Freva d’ammore”. Nello stesso anno esce l’album “Napoletana più che mai” e nel 2010 “Io Giovanna De Sio”.
Nel 2010 Leonardo Ippolito (regista teatrale) la sceglie per partecipare al Musical “Napoli è festa di canzoni” presso il Teatro CILEA. A fine marzo dell’anno 2012 termina le repliche del grande successo teatrale di Nino D’Angelo “C’era una volta nu jeans e na maglietta”.
Nel 2017 viene chiamata di nuovo da Nino D’Angelo per cantare un brano all’interno della colonna sonora del film “FALCHI” di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino (Don Pietro Savastano di Gomorra) e Michele Riondino.