Autore: domenico

  • Comprare quadri al Quadromat

    Può capitare che passeggiando per la strada e guardando le vetrine dei negozi o le persone indaffarate nei loro intenti, ci venga la necessità di comprare un quadro moderno. Poco male se la cosa accade in un orario in cui negozi sono aperti, possiamo sempre correre verso la galleria d’arte più vicina e comprarci uno dei quadri esposti. Ma se ci dovesse capitare di sera, o di domenica, niente paura: ora ci sono i quadromat.

    Sempre più frequenti nelle vie del centro, i quadromat ora vengono installati anche in periferia, in modo da garantire un servizio efficiente per rispondere alla domanda urgente di arte.

    In pratica si tratta di pratici distributori automatici con display a colori da cui sfogliare il catalogo dei quadri disponibili. Per ogni quadro moderno c’è una dettagliata scheda descrittiva con caratteristiche del soggetto dipinto, autore, anno di creazione dell’opera, dimensioni, peso, prezzo, costo dell’imballo. Selezionando il quadro desiderato, magari un bel ritratto o un paesaggio moderno o un quadro astratto, inseriamo la nostra tessera prepagata o la carta di credito (vengono accettati tutti i circuiti di pagamento più utilizzati) effetuiamo il pagamento e dall’apposita fessura esce già imballato il nostro quadro.

    Se si tratta di opera pittorica su supporto rigido il quadromat insieme la ricevuta di acquisto stampa anche il certificato di autenticità con la firma digitale dell’artista. Se si tratta di una stampa su carta o su tela l’opera esce già arrotolata in un tubo di cartone. Mentre fino a qualche tempo fa ogni quadromat distribuiva un unico stile di quadro, con la liberalizzazione degli stili dei quadri moderni ora è tutto più facile, in quanto allo stesso quadromat possiamo trovare sia quadri astratti che di paesaggi o anche quadri pop art.

    Per l’acquisto dei quadri di nudo è necessario inserire anche il tesserino del codice fiscale per dimostrare di essere maggiorenni, altrimenti il quadro esce con le nudità coperte da pennellate di vernice bianca.

    I primi quadromat, inventati dalla Fondazione Quadri Moderni Giorgio Zampironi, erano in realtà poco più che magazzini su strada, chiusi al pubblico ma con una finestrella dove un commesso faceva vedere il catalogo dei quadri per camera da letto al cliente, prendeva i soldi e consegnava da una fessura il quadro. Con il progresso tecnologico e la geniale intuizione dello stesso Giorgio Zampironi è intervenuta l’automazione dell’intero processo e il quadromat ormai necessita solo di essere periodicamente ricaricato dall’artista o il gallerista che lo ha in appalto.

    Niente di meglio per soddisfare un bisogno urgente di quadri moderni, sia orizzontali che verticali, senza nemmeno doverli scegliere col gallerista che ci preme alle spalle per farci comprare il quadro più costoso. Si va, si sceglie, si compra, senza chiacchiere inutili sul miglior accostamento dei colori del quadro con i colori delle tende o su come è stato dipinto il quadro.

  • Come organizzare una Mostra d’Arte di successo.

    Organizzare una mostra d’arte con i propri quadri non è così facile come potrebbe sembrare. Infatti per prima cosa bisogna trovare un locale adatto. Il locale adatto per una mostra d’arte moderna è una stanza molto grande con le pareti bianche e dove possiamo mettere i chiodi senza che il proprietario ci dica niente. Al limite potete promettere al proprietario che una volta finita la mostra ridipingerete i muri o, meglio, gli regalerete un quadro.

    Bisogna affittare quindi un locale grande con le pareti bianche. Se lo affittate in periferia è meglio perché lo trovate a buon prezzo. Diciamo un locale di almeno cento metri quadrati se è una mostra importante, altrimenti basta un garage. Una volta trovato il locale, dovete fare i quadri. Allora comprate delle tele e dipingetele con vari colori, in maniera astratta se volete fare gli astrattisti, altrimenti dipingendo delle figure per essere pittori figurativi. Diciamo che per una mostra servono almeno dieci quadri, altrimenti farete la figura dei dilettanti tra i collezionisti e i critici d’arte. Ricordate di fare quadri orizzontali e verticali, in modo da essere pronti a coprire nel modo migliore le pareti per la mostra.

    Una volta pronti i quadri bisogna pensare alla cosa più importante nel mondo dell’arte: il rinfresco. Nessuno verrà alla mostra se non c’è un bel rinfresco con molte cose buone da mangiare. Una galleria che si rispetti ha anche lo champagne per il vernissage. La cosa migliore sarebbe affidarsi ad una agenzia di catering, ma se volete risparmiare andate al supermercato e comprate il necessario per preparare tartine con vari gusti, dalla salsa tartara alla pasta di olive. Non dimenticate qualcosa di dolce come i pasticcini o i bignè. E poi qualche bottiglia di prosecco. Potete anche andare al discount e risparmierete circa il 30%.

    Quando è tutto pronto, preparate dei bigliettini di invito. Se è una mostra d’arte contemporanea è meglio farli molto semplici e minimalisti, se volete dare l’idea di essere pittori concettuali è preferibile preparare dei bigliettin in bianco e nero. I bigliettini vanno messi ognuno in una busta a sé, dove scriveremo i nomi degli invitati. Per gli indirizzi dei collezionisti basta prenderli sugli elenchi telefonici. Se siete abili con il mondo di internet, potete risparmiare sui francobolli ed inviare direttamente delle e-mails (poste elettroniche). Ai collezionisti più importanti mandate comunque anche il bigliettino, con scritto sopra RSVP che vuol dire che devono confermare se vengono o no. Nell’invito fate capire che si mangia bene, altrimenti il vernissage va deserto.

    La data della inaugurazione della mostra deve essere una sera che non c’è la partita, perché non potete certo fare concorrenza con il calcio.

    Allora, siete pronti per questa avventura? Riepiloghiamo: un garage in periferia, una sera senza partita, roba buona da mangiare, qualche quadro artistico e tanti ospiti, sia invitati con bigliettino sia invitati tramite internet. Tutti apprezzeranno i vostri quadri, i critici diranno che siete un talento artistico e voi diventerete ricchi nel mondo affascinante degli artisti. Sempre che proprio quella sera là non si metta a piovere a dirotto e allora non viene nessuno. Vi consolerete allora con le tartine che saranno tutte per voi.

  • Ricerca ed odontoiatria: i cannabinoidi e le terapie parodontali.

    L’eminente testata scientifica americana Journal of Neuroinflammation ha recentemente pubblicato una approfondita ricerca sull’interazione che hanno i cannabinoidi con le malattie del parodonto, e dunque sul loro utilizzo terapeutico. La ricerca e’ stata scritta dal parodontologo statunitense Alvin H. Danenberg, e si basa su un indagine di tipo longitudinale.

    Nell’organismo umano ci sono diversi recettori ai cannabinoidi, 2 tipi sono stati ben individuati negli anni novanta e sono il CB1 ed il CB2, questi recettori si trovano in gran misura nell’encefalo ed azionando la loro stimolazione si innesca l’inibizione dell’enzima adenilato ciclasi, causando la mancata produzione di adenosina monofosfato ciclico (metabolita delle cellule). Questo meccanismo procura innumerevoli proprieta’ ai cannabinoidi, dalla loro azione antinfiammatoria a quella antiossidante, ma possiede anche effetti antiemetici, antispastici, ipotensivi ed analgesici.

    La nostra attenzione, in relazione alla malattia parodontale (volgarmente detta “piorrea”), si posa su un cannabidiolo in particolare: il CBD. Già negli scorsi anni altre ricerche, in altri campi della medicina, si sono fortemente interessate a questo metabolita della Cannabis Sativa, ad esempio nel 2015, quando il Journal of Bone and Mineral Research, pubblico un’ampia indagine sui grandi miglioramenti che questo agente apporta nella ricomposizione delle fratture ossee.

    Quindi si e’ visto, attraverso una lunga sperimentazione su animali, che l’effetto psicoattivo ridotto del CBO arresta la progressiva e continua perdita di materiale osseo nel corso di una parodontite cronica.

    Ricordiamo che la malattia parodontale non trattata in maniera adeguata porta alla proliferazione di tasche sulle gengive, con la conseguente crescita delle popolazioni batteriche e quindi la distruzione di tutti i tessuti, tessuto osseo compreso. Questo degenerare della malattia rende assai piu’ difficoltoso intraprendere le giuste pratiche implantologiche atte a correggere edentulie parziali o totali; con la riduzione del volume osseo infatti l’implantologo non puo’ garantire protesi salde e durature nel tempo ai propri pazienti (spesso in questi casi si predispone un intervento chirurgico preliminare di innesto osseo, chiamato rialzo del seno mascellare.

    Questi studi vanno ora confermati allargando l’osservazione alla specie umana, ma non dovremmo correre troppo con la fantasia prospettando che l’alimentazione, e dunque un approccio piu’ olistico, diventi preponderante nella cura delle infiammazioni parodontali, con l’apporto di integratori alimentari che contengano il CBD (ad esempio l’olio di canapa).

    E’ naturale comprendere come, oltre all’azione diretta sul contenimento della perdita di osso, si possano impiegare al meglio tutte le proprietà di tali metaboliti, agendo cosi su tutti i sintomi sgradevoli della parodontite. Antinfiammatori naturali che possono fare effetto sul gonfiore ed il rossore delle nostre gengive, azione analgesica a contrasto del dolore.

    Pensate che già nella seconda metà dell’ottocento ci sono articoli scientifici che parlano dell’utilizzo della cannabis nella pratica odontoiatrica, esattamente nel 1887, ad esempio, H. A. Hare ne parla nella rivista “Therapeutic Gazette”, consigliando l’utilizzo dei cannabinoidi come anestetici locali nelle pratiche di medicina orale, naturalmente all’epoca erano molto apprezzate le qualità analgesiche degli estratti della canapa, sottovalutando tutte le altre potenzialità biologiche su cui vertono molti lavori dei ricercatori contemporanei.

    A cura di Dental Croatia

  • Come creare dei Quadri di Paesaggio in pochi passi.

    Ammirando i grandi quadri di paesaggi degli artisti più famosi sicuramente a qualcuno di voi sarà venuta la voglia di cimentarsi con l’arte di riprodurre su tela un bel paesaggio. Ecco allora qualche consiglio su come fare dei quadri di paesaggio che abbiano successo e possano degnamente essere sposti senza tema di fare brutta figura nel mondo delle gallerie d’arte.

    Per prima cosa, è necessario scegliere il paesaggio, e a questo proposito possiamo distinguere tra: paesaggi campestri (o bucolici), paesaggi marini e paesaggi urbani. Ovviamente, a meno che non si tratti di un quadro su commissione dove il cliente ci ha espressamente chiesto cosa dipingere, per chi si trova alle prime armi con i pennelli consiglio vivamente di iniziare con i quadri di paesaggi marini. Infatti, basta poco per fare un quadro di questo tipo.

    Prendete col pennello un po’ di blu scuro e spennellate tutta la parte inferiore della tela. Avrete avuto l’accortezza di disporre la tela in orizzontale, poiché i paesaggi sono più realistici in orizzontale. Fatto il blu scuro che sarebbe il mare, il resto della tela lo potete dipingere di azzurro, in modo che anche il cielo sia ben rappresentato. Passato il colore azzurro, con il bianco fate qualche piccola pennellata per fare le onde e qualche nuvoletta per fare il cielo. Il quadro è pronto, se proprio volete essere un po’ più artistici mettete una pallina di colore giallo nel cielo, in modo che nel paesaggio ci sia anche la luna o il sole a seconda di cosa avete voluto rappresentare (una pallina giallo chiaro è per la luna e una pallina un po’ più grande con dei tratti di pennello lungo la circonferenza va bene per il sole e i suoi raggi gialli). Ricordatevi però di firmarlo, in modo che sia chiaro chi è il pittore che lo ha dipinto.

    Per i quadri di paesaggi bucolici dobbiamo purtroppo perdere più tempo, perché in genere ci sono rappresentati anche gli alberi. Comunque vediamo come procedere. Col pennello largo prendiamo il verde e riempiamo la tela nella parte bassa, diciamo fino a un quarto della sua altezza. E il prato è fatto. Poi col marrone scuro facciamo delle pennellate verticali che rappresentino i tronchi degli alberi e altre pennellate più corte per fare i rami. Ora, ecco il trucco per dipingere le foglie, prendete un verde chiaro e un verde scuro e con due pennelli intinti nei due colori delle differenti tonalità fate tutti pallini tra i rami fino ad aver dipinto una bella chioma di foglie verdi.

    Per completare il quadro prendete l’azzurro e fate tutto quello che rimane a tinta unita, in modo che anche il cielo sia fatto. Come per i paesaggi di prima, se volete con lo stesso metodo pittorico fate il sole (o la luna) e qualche nuvoletta che in un’opera d’arte ci sta sempre bene. E anche su questi quadri è importante mettere la firma.

    Per concludere questa lezione sui paesaggi, passiamo ai paesaggi urbani, quei quadri che rappresentano panorami di città. Possono essere città famose come Roma, New York o Parigi, o semplici scorci di cittadine di provincia. L’importante è che la pennellata sia sempre sicura e densa di colore. Allora, col grigio fate la parte di sotto, che rappresenta l’asfalto. Poi prendete il grigio chiaro, il marroncino e il rosa antico e ci disegnate dei rettangoli di diverse altezze uno vicino all’altro, in modo che venga fuori rappresentata una bella fila di case. Mi raccomando di fare i tetti rossi. Con un blu scuro fate tutte le finestrelle (è la cosa più noiosa quando si fa un quadro di paesaggio urbano) e col marrone scuro fate le porte delle case.

    Un tocco di classe, se volete essere più artisti moderni, è fare il cielo blu scuro, in modo da fare un paesaggio notturno veramente artistico. E ci mettete anche dei puntini gialli per fare le stelle. Alcuni artisti contemporanei inseriscono, (anche per mostrare la loro abilità nel disegno) un piccolo aeroplano disegnato nel cielo, in modo che il quadro sia più realistico. Firmate anche questi quadri e poi cercate delle belle cornici. Le cornici classiche sono adatte per i paesaggi, mentre le cornici moderne si adattano meglio, per fare più design, le cornici moderne. Per i paesaggi marini una cornice vale l’altra. Trovate invece qui dei quadri di paesaggio digitale già pronti se non volete perdere tempo a farli.

  • Come fare un Quadro Pop Art con pochi anni di lavoro.

    Spesso vi sarete soffermati a guardare uno dei ritratti di Marilyn fatti da Andy Warhol e sarete rimasti colpiti dallo stile moderno inconfondibile e ricco di colore. Quel ritratto è diventato un’icona della Pop Art e a quello stile si sono rifatti negli ultimi decenni molti artisti e ritrattisti. Ma come si può fare un quadro Pop Art se non volgiamo comprarlo e preferiamo farcelo da soli? Ecco alcune semplici istruzioni per raggiungere questo obiettivo.

    In primo luogo è necessario essere curiosi, perché la curiosità è alla base di qualsiasi processo artistico, quindi il primo consiglio che posso darvi è dedicare qualche anno a scoprire cose nuove, soprattutto che abbiano a che fare con l’arte. Potete per esempio andare a studiarvi la luce nei quadri di Caravaggio o il verde veneziano, oppure studiare le differenze sostanziali tra il gotico e il barocco in architettura. La vostra curiosità porterà buoni risultati in arte anche se il campo a cui è rivolta non è necessariamente quello delle arti visive. Per esempio potreste cominciare a studiare la chitarra e le differenze tra un accordo semidiminuito e un accordo maggiore. Come diceva Kandinsky non sempre infatti la strada diretta è la migliore, a volte una strada più lunga e tortuosa porta a risultati migliori. Allora se volete veramente imparare a fare un quadro Pop Art iniziate a incuriosirvi di quello che vi circonda.

    Mentre imparate ad essere curiosi, potete iniziare ad apprendere i rudimenti delle tecniche del disegno e delle tecniche pittoriche. Vi comprate un bel blocco di carta ruvida e delle matite con cui iniziate a disegnare, un po’ copiando quadri famosi, un po’ riproducendo soggetti reali, magari imparando a dare tutte le sfumature di colore con dei pastelli a cera o a olio. Impratichirvi con matite e colori vi prenderà almeno un paio di anni se sarete costanti e disegnerete ogni giorno qualcosa.

    Una volta fatte queste due cose, iniziate a imparare a usare i pennelli, magari cominciando con i colori acrilici che sono più facili da usare, per passare poi ai tubetti dei colori a olio per i quali è necessaria una maggiore abilità. Potete cercare di riprodurre quadri famosi, ma vi sconsiglio di iniziare dalla Marilyn, iniziate piuttosto con qualche altro grande artista del Novecento, tipo Matisse o Picasso.

    Acquisterete così una certa padronanza nell’uso degli strumenti necessari a fare i quadri, sperimenterete i vari tipi di colori e di tele pittoriche, le carte di diverse grammature, i pennelli di spessori e setole diverse. Nel frattempo, diciamo nel corso di una decina di anni, avrete anche sviluppato la curiosità necessaria all’artista che vuole essere veramente tale. Certo, se avete un talento innato per l’arte sarete avvantaggiati, ma per fare un bel quadro si può lavorare anche di mestiere, quindi non vi scoraggiate se siete nati senza particolare talento artistico. La Pop Art può essere raggiunta anche da voi.

    Passati questi dieci anni, anno più anno meno, avrete accumulato tutta una serie di quadri e ritratti pittorici che ogni tanto vi riguardate, esaltandovi per le opere venute meglio, dove magari una sfumatura di rosso o di giallo vi rende particolarmente orgogliosi del quadro fatto, o a volte deprimendovi nel guardare una bozza di ritratto decisamente goffo e banale. Ma non vi fermate.

    Vi sarà venuto naturale, nel dipingere, ispirarvi a qualche artista che più sentite vicino. Bene, andate oltre e cercate di capire i vari movimenti artistici, di capire i problemi formali e cromatici che hanno affrontato nei loro percorsi e inevitabilmente arriverete anche alla Pop Art. Come potete pretendere di fare infatti un bel quadro Pop Art senza conoscere l’Espressionismo Astratto?

    Avvicinandovi alla Pop Art, dovrete necessariamente impratichirvi con altre tecniche artistiche ma anche di stampa e tipografiche. Diciamo che con qualche altro anno di duro lavoro potrete iniziare a produrre qualche bel quadro stile Pop Art. A meno che non siate semplicemente interessati a una mediocre riproduzione di Lichenstein o di Warhol (ma allora compratevi un poster che è meglio), il percorso da seguire è questo che vi ho indicato. Puoi trovare qualche esempio di bei quadri pop art su www.arte21.it/quadri-pop-art.html

     

  • Il Mestiere di Ritrattista

    Fare il ritrattista non è un mestiere semplice, soprattutto perché si ha sempre a che fare con le aspettative. Le aspettative di chi, per un motivo o per un altro, ti commissiona un ritratto e si aspetta qualcosa che risponda alla sua domanda. Il problema è che spesso anche questa domanda non è chiara a chi ordina il ritratto, e compito dell’artista è saper trovare risposte a domande anche poste in maniera indefinita. In primo luogo bisogna capire perché il cliente sta commissionando un ritratto e con quale carico di emozioni aspetta il quadro che stai facendo. Non è facile, perché ci sono tanti tipi di ritratti, c’è il ritratto celebrativo, il ritratto fisiognomico, il ritratto psicologico, il ritratto come citazione e per ognuna di queste categorie si possono aprire strade diverse e anche in contraddizione tra loro. Nel ritratto da foto è poi importante scegliere una foto che si presti al lavoro in maniera ottimale. Non sempre si ha la possibilità di scegliere la foto, perché magari il cliente che commissiona il lavoro ha una sola foto del soggetto da ritrarre, oppure ti sta ordinando un ritratto da quella foto proprio perché è affezionato a quella precisa foto anche se non è la migliore per lavorarci sopra.

    Un capitolo a parte sono i ritratti da foto di bambini. Negli anni ho imparato a rifiutare alcuni lavori dedicati ai bambini in quanto spesso per un genitore, animato dall’idea di avere un bel quadro che ritragga il figlio, è difficile poi accettare un risultato dove l’immagine del figlio stesso viene stravolta ai fini della composizione formale e cromatica che deve portare a nuovi equilibri se vogliamo fare arte e non semplici pannelli decorativi. Spesso un bel quadro necessita di una spinta drammatica che comunichi la propria potenza allo spettatore, e quando questa spinta è associata al volto di un bambino il dramma si amplifica e non sempre un genitore può sostenere l’impatto di un ritratto eseguito con questa prospettiva.

    Essendo specializzato in ritratti d’arte digitale, il cui stile è spesso identificato come pop art, alcuni committenti poi sono condizionati dai “precedenti illustri”. Vogliono allora il “ritratto come la Marilyn” , senza capire che rischiano solo una piatta imitazione di un’icona della Pop Art. In questi casi suggerisco sempre di allargare il proprio orizzonte da obiettivi di pura imitazione di uno stereotipo artistico. Non sempre è possibile, e visto che tecnicamente posso fare tutte le Marilyn che vuole il cliente, a volte mi adeguo per quieto vivere, anche se spesso introduco qualcosa nel quadro per non farlo essere la piatta imitazione che vuole il cliente.

    Non riuscire a soddisfare le aspettative di chi ordina un ritratto da foto porta a volte al paradosso di avere sotto mano un quadro veramente bello che però non convince il cliente. Visto che fare quadri belli dovrebbe essere obiettivo di ogni artista, spesso mi sono ritrovato a fare diverse versioni dello stesso ritratto da foto, alcune realizzate con l’obiettivo di accontentare il cliente avendone capite le aspettative, altre per soddisfare l’esigenza di ogni artista di essere libero nel suo percorso di creazione. Anche grazie a questo compromesso (che in realtà mi porta a volte a lavorare il doppio sullo stesso ordine) fortunatamente il tasso di soddisfazione dei miei committenti è quasi il cento per cento. E dove non sono riuscito a interpretare il lavoro che mi veniva richiesto, in genere ciò è avvenuto per una mancata comunicazione tra l’artista ritrattista e il cliente in fase di preparazione del lavoro.

  • Il Turismo Odontoiatrico in Istria

    Nell’ultimo decennio cresce costantemente il numero di italiani che decidono di trascorrere brevi periodi di soggiorno in Croazia, unendo l’esigenza di ricevere cure odontoiatriche a costi ragionevoli, alla piacevolezza di una vacanza tra le mille bellezze di questa nazione.

    L’Istria, ad esempio, e’ una delle mete più gettonate da questo punto di vista: in questa regione, territorio da sempre vicino a noi italiani, sia dal punto di vista kilometrico che storico, esercitano decine di ottimi dentisti in strutture sanitarie con standard di qualità di livello internazionale, ma non solo, ci offre infatti molteplici spunti per trascorrere, tra una seduta e l’altra sulla poltrona del dentista, qualche giorno di lussureggiante vacanza. Tutta la costa occidentale, da Bassania a Pola, e’ ricca di panorami mozzafiato, dalle spiagge incantevoli di Umago, passando alle vertiginose abitazioni che si tuffano a picco sull’adriatico di Rovigno, fino alle fascinazioni storiche della conservatissima architettura romana di Pola. Perla assoluta per i cultori della gita naturalistica sono le Isole Brioni, raggiungibili in pochi minuti grazie ai traghetti in partenza dal porto di Pola, sono la sede del Parco Nazionale di Brioni, che istituito ad inizio degli anni novanta, ci offre una flora tipica istriana incantevole ed irripetibile altrove.

    La contiguità territoriale con Trieste, che dista meno di 40 chilometri con l’Istria, permette agli italiani di raggiungere le località di cura e svago con grande semplicità. Sono innumerevoli i pacchetti economici che combinano spostamenti e trasporti, da e verso la Croazia, da decine di località italiane. Ad esempio, raggiungendo comodamente Trieste in treno o in aereo da qualunque capoluogo italiano, la maggior parte delle cliniche odontoiatriche istriane attivano servizi navetta con minibus turistici, per andare a prelevare gli utenti nella città giuliana e portarli nelle strutture alberghiere prescelte. Anche per la sistemazione alberghiera, cliniche odontoiatriche ed intermediatori turistici, offrono all’utenza italiana un ampio ventaglio di offerte combinate, tutte con la caratteristica di proporre soluzioni molto confortevoli a prezzi molto inferiori (anche 70-80 %) rispetto al costo della vita italiano.

    Per approfondire l’argomento del turismo dentale basta fare un breve giro sul web e si possono trovare tantissime informazioni utili.

  • Regala un Ritratto da Foto

    Manca ancora più di un mese al Natale, ma le grandi catene di prodotti tecnologici stanno già tirando la volata alla grande abbuffata delle feste. Sempre di più, infatti, in queste occasioni regaliamo alle persone più care prodotti tecnologici, sempre più sofisticati, oggetti che ritraggono qualunque momento, rubandoci, al tempo stesso, proprio la capacità di viverli questi momenti. Penso a quanto sarebbe più efficace invece regalare alle persone care ad esempio un ritratto, magari da una foto di un momento davvero vissuto, e che davvero vogliamo rendere indelebile. Invece di donare uno dei tanti oggetti di massa, posseduto identico da milioni di persone, potremmo da un ricordo, già unico per definizione, impresso su una foto, commissionare un ritratto artistico, fatto proprio da un ritrattista di professione, come ce ne sono tanti ad esempio in Italia, dove sopravvive e si rigenera una grande tradizione in merito. I nostri punti di vista sono limitati da cartelloni pubblicitari che ci eclissano dal sole della ragione. Dovremmo avere più attenzione a circondarci di cose belle; spesso, vedendola cosa costosa, non ci avviciniamo all’arte, quando magari i prezzi di un ritratto artistico da una foto sono probabilmente un decimo del costo dell’ultimo Tv plasma della famosa ditta tedesca o giapponese. E oggi in Italia, se parliamo di ritrattisti, non possiamo non prendere in considerazione Arte21, il primo laboratorio in Europa specializzato in ritratti d’arte digitale. Da oltre 12 anni Arte21 offre un servizio di ritrattistica originale e relativamente economico, premiato nel 2011 con un invito ad esporre un ritratto alla Biennale d’Arte di Venezia. E’ possibile ordinare il proprio ritratto anche online, contattando direttamente l’artista col quale potete concordare tutti i dettagli per questo tipo di lavoro. Da visitare per un regalo natalizio originale.