Una delle conseguenze del lungo periodo di pandemia è che la crescita dell’economia cinese è stata azzoppata, a causa dei feroci lockdown e della conseguente crisi del importante mercato immobiliare. Così il paese del Dragone, per la prima volta dal 1990, non sarà la locomotiva dell’area Asia-Pacifico.
I passi indietro dell’economia cinese
Da molti decenni la Cina ci aveva abituato a tassi di crescita esorbitanti, se messi a confronto con quelli dei Paesi europei. Ma a causa delle politiche zero-covid e della brusca marcia indietro del settore immobiliare, nel 2022 il PIL di Pechino si fermerà al 2,8% secondo le previsioni della Banca Mondiale.
Rispetto ai nostri livelli si tratta di una crescita comunque notevole, ma se la confrontiamo con il 5,5% fissato come obiettivo dalle autorità locali (che comunque è il più basso da tre decenni) e con il +8,1% che la stessa banca mondiale aveva ipotizzato ad aprile, si tratta di una brusca frenata.
Il prossimo anno la corsa dovrebbe ripartire, arrivando fino al 4,5%.
Media inferiore all’area Asia-Pacifico
Se le condizioni dell’economia cinese si sono offuscate, nel resto della Regione (rispetto alla quale l’economia cinese ha un peso dell’86%), invece c’è stato un miglioramento. L’intera zona dovrebbe crescere del 5,3%, ossia poco più del doppio rispetto al 2021.
La spinta arriva dalla forte ripresa dei consumi interni, dopo il biennio complicato della pandemia. Ma soprattutto arriverà dall’aumento delle materie prime, che sono una importantissima chiave dell’economia locale. Anche se trading con volumi è sceso nel corso dei mesi, i prezzi del carbone sono ad esempio cresciuti del 60% nell’ultimo anno, così come sono aumentate le quotazioni di Uranio e Litio.
La zavorra della Cina
Di contro l’economia cinese ha patito la rigida politica di contrasto voluta dalle autorità per combattere il covid. Stretti lockdown e test di massa hanno notevolmente limitato le libertà e la mobilità delle persone. Inoltre il mercato immobiliare che rappresenta circa il 30% dell’economia cinese, sta vivendo un crollo storico. Basta pensare al caso Evergrande.
Gli analisti market maker fanno anche notare che le sofferenze dell’economia cinese si riflettono anche sull’andamento della valuta nazionale visto che, lo yuan è precipitato rispetto al Dollaro statunitense, tanto da costringere la banca popolare cinese a intervenire per arginare questo scivolone.