La necessità di affrontare la pandemia ha spinto le banche centrali a lavorare in un territorio sconosciuto. Nessuno avrebbe potuto immaginare una simile catastrofe sanitaria, con conseguenze economiche devastanti, che chissà per quanto tempo lasceranno ancora il segno.
La posizione scomoda delle banche centrali
Se normalmente per fronteggiare le crisi servono risposte immediate, per fronteggiare una crisi di quella portata servivano misure forti. E le banche centrali le hanno adottate.
Non esistono esempi storici di tassi d’interesse così bassi o addirittura negativi, e per questo motivo gli istituti centrali viaggiano su una linea sottile.
Da una parte di questa linea c’è il timore di innescare un crollo dei mercati finanziari, dall’altra quella di innescare un calo della fiducia nel valore del denaro. Cadere da un lato o dall’altro del burrone, sarebbe ugualmente grave.
Cautela giustificata
Nessuna banca centrale vuole correre il rischio di ridurre troppo presto il sostegno all’economia, alzando i tassi. Correrebbe infatti di innescare danni collaterali come il crollo dei prezzi degli immobili, delle obbligazioni e delle azioni. Tutto questo porterebbe a pericoli di solvibilità delle imprese (anche alcune delle aziende più famose nel mondo) e dei governi, finendo per trascinare giù anche il sistema bancario, che già viene fuori da un decennio durissimo dopo il crack finanziario del 2008-2009.
Per questo motivo la FED – la regina delle banche centrali – continua a rassicurare che il costo del denaro non verrà alzato presto, e ribadisce che chi dice il contrario non fa delle previsioni ma solo opinione.
E’ ancora tempo di stimoli
Allo stesso tempo però, l’epoca del denaro a buon mercato non potrà durare ancora a lungo, anche perché i deficit degli stati si stanno gonfiando sempre di più.
E’ chiaro che senza l’aiuto del governo e il denaro a buon mercato, non sarebbe stato possibile assistere a una ripresa rapida dell’economia globale.
Bisogna capire adesso quando l’economia sarà in grado di camminare sulle proprie gambe, senza questi stimoli, ma fino a quel momento non ci si devono aspettare segnali di inversione del trend da parte delle banche centrali.