Lo scorso anno è stato turbolento sotto vari punti di vista per l’inflazione. In special modo alcune categorie di prodotti hanno vissuto impennate dei prezzi che hanno sconvolto i relativi mercati. È il caso ad esempio di caffè e cacao, le cui quotazioni sono schizzate su livelli che non si vedevano da tempo.
La corsa dei prezzi
Nel 2024 il prezzo del caffè è cresciuto di circa l’80% mentre l’aumento del cacao è addirittura stato del 170%, creando uno slippage positivo che ha scombussolato il settore.
Oltre agli effetti globali dell’inflazione, queste due materie prime alimentari sono state spinte al rialzo dalle condizioni climatiche avverse, che hanno inciso sulla produzione globale. Ma ci sono anche altre dinamiche che hanno messo sotto pressione i relativi mercati.
Il caso del cacao
I due maggiori produttori di cacao al mondo sono Costa d’Avorio e Ghana. Messi insieme rappresentano circa il 60% dell’intera produzione a livello globale. A causa del cambiamento climatico c’è stato un impatto forte sulle rispettive coltivazioni. Le piogge abbondanti, i forti venti e alcune malattie delle piante hanno ridotto la resa in queste regioni. Alla fine la produzione globale di cacao è scesa del 13,1%, ma siccome la domanda rimane robusta sono stati intaccati livelli delle scorte.
Lo squilibrio fra domanda e offerta ha finito per innescare un rialzo esorbitante dei prezzi, che hanno chiuso oltre 11.240 dollari a New York sul finire del 2024 (fonte Pocket Option Italia). Il bilancio finale dell’anno, come detto, segna più 170%.
Il rincaro del caffè
Un altro grande prodotto alimentare che ha subito feroci aumenti dei prezzi e il caffè. In special modo la varietà arabica – la più pregiata – ha toccato livelli di prezzo che non si vedevano da band a 50 anni. In questo caso i problemi hanno riguardato soprattutto il Brasile, che è il maggiore produttore mondiale di caffè. Le temperature anomale e la siccità hanno inciso sulla produzione, innescando anche il timore di un deficit prolungato.
Ai fattori climatici si sono aggiunti poi eventi geopolitici, in particolar modo le interruzioni dei commerci lungo il Mar Rosso, che hanno reso più costoso il trasporto delle merci. Le conseguenze sono state un rialzo a 321 centesimi per Libra alla fine dell’anno, con un bilancio finale di più 78%.
Gli scenari
La situazione sembra destinata a non migliorare rapidamente nei prossimi mesi. La vulnerabilità dei mercati di cacao e caffè sono ormai sotto gli occhi di tutti e le previsioni per il prossimo anno non sono rosee, al punto che l’industria sta cercando soluzioni nuove per evitare un deficit cronico di offerta, ma servirà del tempo per dare delle risposte al mercato.
A illustrare i dati sui negozi fisici è stato l’Ufficio Studi Confcommercio, nella settima edizione di “Osservatorio sulla demografia d’impresa“, che ha analizzato la presenza del commercio al dettaglio, inclusi gli ambulanti, in 120 comuni medio-grandi italiani (110 capoluoghi e 10 comuni non capoluoghi di media dimensioni).
Soltanto nell’ultimo anno, caratterizzato dalla crisi economica innescata dalla pandemia, ben 7 Paesi hanno dovuto dichiarare bancarotta.
Dall’alto del suo patrimonio (superiore agli 80 miliardi di dollari) ha nuovamente bocciato Bitcoin e simili in una intervista su Yahoo Finance. «Ci sono due tipi di oggetti sulle quali le persone pensano di investire, ma solo uno è davvero un investimento mentre l’altro no lo è», ha detto riferendosi alle valute virtuali. «Se si acquista qualcosa come una fattoria, una casa vacanza si fa un investimento perfettamente soddisfacente. Perché potrà offrirvi un ritorno economico. Bitcoin o le altre criptovalute invece non hanno mai prodotto nulla. Stai solo sperando che il prossimo tizio paghi di più».