Mese: Maggio 2020

  • Simili ma diversi: il confronto tra genomi virali fa luce sulle caratteristiche del SARS-CoV-2

    Grazie all’analisi  dei coronavirus che infettano i mammiferi, i ricercatori del Medea identificano  alcune regioni genomiche del SARS-CoV-2 con potenziale funzione regolatoria non descritte precedentemente . Lo studio del Medea è stato pubblicato su Infection, Genetics and Evolution.

    Coding potential and sequence conservation of SARS-CoV-2 and related animal viruses

    Come è ormai noto, la pandemia di COVID-19 è causata da un coronavirus oggi ufficialmente denominato SARS-CoV-2. I coronavirus sono una grande famiglia di virus e, dopo il SARS-CoV (che emerse in Cina nel 2002) e il MERS-CoV (che causò focolai limitati soprattutto in Medio Oriente nel 2012-2013), negli ultimi 20 anni il SARS-CoV-2 è il terzo coronavirus a compiere un salto di specie e diffondersi nelle popolazioni umane. Si ritiene infatti che, come i due precedenti coronavirus, anche il SARS-CoV-2 abbia avuto origine nei pipistrelli e da questi animali sia arrivato, direttamente o indirettamente, a infettare l’uomo. Le origini di un virus sono scritte, almeno in parte, nel suo genoma, un RNA a filamento positivo nel caso dei coronavirus. Quindi, confrontando i genomi di altri coronavirus, si è potuto stabilire che i parenti più stretti del SARS-CoV-2 sono virus isolati da pipistrelli della specie Rhinolophus affinis. Altri virus simili al SARS-CoV-2 sono stati identificati nei pangolini, mammiferi spesso contrabbandati in Cina per le loro scaglie e la loro carne.

    Chiaramente, nel genoma virale sono anche scritte le informazioni che consentono al virus di infettare la cellula dell’ospite e di moltiplicarsi.  Nello studio pubblicato su Infection, Genetics and Evolution i ricercatori del laboratorio di biologia computazionale dell’istituto scientifico Eugenio Medea si sono quindi concentrati sul confronto tra il genoma di SARS-CoV-2 e quelli dei virus di pipistrelli e pangolini.
    Innanzitutto hanno dimostrato che, come precedentemente ipotizzato, questi virus evolvono anche grazie alla ricombinazione, cioè lo scambio di materiale genetico. Inoltre hanno identificato una regione del genoma virale che assume una conformazione tridimensionale conservata e, verosimilmente, svolge un ruolo regolatorio. Questo è in linea con quanto noto per altri virus che usano il proprio RNA non solo per codificare proteine, ma anche per formare elementi strutturali che consentono loro di sfuggire al controllo del sistema immunitario dell’ospite e regolare la propria replicazione.

    I coronavirus codificano per un numero variabile di proteine accessorie, che differiscono anche tra coronavirus filogeneticamente vicini e spesso contribuiscono alla modulazione della risposta immunitaria e alla virulenza. Analizzando il genoma di SARS-CoV-2 e di virus simili i ricercatori hanno identificato alcune proteine accessorie che non sono state fino ad ora descritte o caratterizzate in altri coronavirus. Le caratteristiche di una di queste, chiamata proteina 3h, suggeriscono che possa avere la funzione di viroporina, cioè che possa formare pori nelle membrane cellulari. Un’altra proteina che probabilmente si localizza in membrana, la proteina p10, è probabilmente codificata solo da SARS-CoV-2 e dai virus simili che infettano pipistrelli e pangolini, ma non dalla grande maggioranza degli altri coronavirus, incluso quello che causa la SARS.

    “Chiaramente sarà necessario verificare che queste proteine siano effettivamente prodotte dal virus quando infetta le nostre cellule” – affermano i ricercatori – “certamente comprendere quali proteine vengano espresse da questo virus, di cui sappiamo ancora così poco, è fondamentale per capire come interagisca il nostro sistema immunitario e per individuare dei target per i farmaci antivirali”.

    Dal 2002, quando emerse in Cina, molti ricercatori hanno studiato il virus della SARS (SARS-CoV). Quanto sappiamo oggi su COVID-19 deriva in gran parte da questi studi, perché i virus che causano le due malattie sono relativamente simili e appartengono alla stessa famiglia. E’ ora necessario comprendere quali caratteristiche specifiche di SARS-CoV-2 lo rendano così contagioso e quali approcci possano essere utilizzati per impedire l’infezione e curare chi si ammala. Il confronto tra genomi virali e la caratterizzazione del potenziale codificante (quali proteine vengano prodotte dal virus) rappresentano primi passi in questa direzione.

    Coding potential and sequence conservation of SARS-CoV-2 and related animal viruses
    Rachele Cagliani a, Diego Forni a Mario Clerici bc Manuela Sironi a

    a Scientific Institute IRCCS E. MEDEA, Bioinformatics, Bosisio Parini, Italy
    b Department of Physiopathology and Transplantation, University of Milan, Milan, Italy
    c Don C. Gnocchi Foundation ONLUS, IRCCS, Milan, Italy

    https://doi.org/10.1016/j.meegid.2020.104353

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    Associazione La Nostra Famiglia – Istituto Scientifico E. Medea
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  • Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista

    È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.

    Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?

    Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.

    Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?

    Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.

    E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…

    Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.

    Che cosa cerca nei suoi ritratti?

    Questa è una bella domanda!

    Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.

    In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?

    I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.

    C’è un quadro a cui è particolarmente legata?

    No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).

    Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.

  • Almo Collegio Borromeo: il libro su epidemie e pandemie pubblicato sul sito ufficiale

    Unire scienza e medicina alla cultura storico-artistica è il risultato di Non è la prima volta… Epidemie e pandemie, l’opera di Renzo Dionigi (Professore Emerito di Chirurgia Generale) e Filippo Maria Ferro (Neurologo e Psicopatologo) pubblicata sul sito dell’Almo Collegio Borromeo.

    Almo Collegio Borromeo

    Il libro su epidemie e pandemie pubblicato sul sito dell’Almo Collegio Borromeo

    Il fenomeno delle epidemie e delle pandemie inteso come condizione ricorrente nella storia dell’essere umano, e rappresentato da un ampio apparato iconografico ad opera dei principali artisti del mondo occidentale: l’Almo Collegio Borromeo, per mezzo di una distribuzione gratuita sul sito ufficiale, ha pubblicato Non è la prima volta… Epidemie e pandemie. Storie, leggende e immagini, un libro scritto a quattro mani da Renzo Dionigi, già Rettore dell’Università dell’Insubria e attualmente Professore Emerito di Chirurgia Generale, e Filippo Maria Ferro, Neurologo, Psicopatologo e grande esperto di psichiatria, nonché ex alunno dell’Almo Collegio Borromeo. “In questi giorni dominati dal caos dell’inquietudine, dell’incertezza e dell’isolamento quotidiano che il virus impone a tutti”, scrive nella prefazione il Rettore del Borromeo, Alberto Lolli, “il libro propone una lettura e una visione intelligente del ‘morbo’ nelle sue varie sfaccettature”. Una riflessione, quindi, sul fenomeno della pandemia, inteso, da un lato, come situazione di preoccupazione e angoscia e, dall’altro, come “compagno di strada tanto terribile quanto ‘creativo’, come condizione ciclica del vivere umano”, prosegue l’introduzione del Rettore dell’Almo Collegio Borromeo, “che da secoli, nello sconvolgerne i ritmi e le abitudini di vita, sfida e mette a contatto singoli individui e intere popolazioni”.

    La storia dell’Almo Collegio Borromeo: dalla fondazione all’offerta formativa

    Fondato da San Carlo a Pavia nel 1561, l’Almo Collegio Borromeo è il collegio di merito più antico d’Italia. Ente morale dal 1922, è legalmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La sua nascita si deve alla volontà di offrire a studenti meritevoli, ma senza mezzi economici, la possibilità di studiare all’Università di Pavia. Promotore di una ricca offerta formativa che prevede corsi di approfondimento, conferenze e seminari con cui gli studenti possono integrare il proprio curriculum, il Borromeo include una Biblioteca, un Archivio Storico, aule multimediali, sale studio, servizi di vitto e alloggio e attività sportive. Gli alunni sono selezionati annualmente tramite concorso e possono partecipare a progetti internazionali che il Borromeo istituisce con Università e Collegi stranieri (Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina). Sede, inoltre, del Master in Cooperation & Development, l’Almo Collegio Borromeo fornisce servizi di tutorato e tirocini per l’inserimento lavorativo, finalità supportata anche dall’Associazione Alunni. Tra le attività artistiche, promuove una stagione di musica da camera, un coro, un’orchestra e il corso annuale Pavia Cello Academy. In ambito sportivo organizza il Trofeo dei Collegi, che permette di cimentarsi in numerose discipline atletiche.

  • Vito Gamberale: focus sul sistema sanitario nell’emergenza Coronavirus

    Rimettere mano alla sanità, pensare a un modello più efficiente e virtuoso che lasci fuori la politica e gli interessi, spesso speculativi, dei privati: l’invito di Gamberale alla luce di quanto ha evidenziato l’emergenza Coronavirus.

    Vito Gamberale

    Per un nuovo modello di sanità, lontano da politica e interessi speculativi: l’auspicio di Vito Gamberale

    “Il tracollo del sistema sanitario italiano di fronte all’emergenza Coronavirus fa emergere anche la pressoché generale impreparazione della sanità privata”: lo rileva Vito Gamberale, manager di lungo corso, già alla guida di Telecom, Autostrade e F2i e oggi Presidente di Iter capital Partners e Vicepresidente del gruppo Ivs. La sua analisi sulla sanità italiana alle prese con il Coronavirus, ripresa anche in un articolo de “Il Secolo d’Italia”, non fa sconti. Da quella privata a quella pubblica, “affidata a manager che, nella stragrande maggioranza, non sono mai stati manager”, l’emergenza ha ben messo in luce quanto sia ormai necessario ripensare al sistema sanitario e ricavarne un nuovo modello “virtuoso e più efficiente”. Questo il pensiero di Vito Gamberale: “Coinvolgere le casse di previdenza e i fondi pensione. Lasciando fuori dalla porta la politica. E gli interessi, spesso prevalentemente speculativi, dei privati”.

    Vito Gamberale: medici e personale operativo sono i veri eroi di questa guerra contro il Coronavirus

    Nella sua analisi Vito Gamberale sottolinea inoltre come nella sanità ci siano “migliaia di cliniche private che in questa situazione si sono trovate fuorigioco” per diverse ragioni: “Da una parte la mancanza di capitali per attrezzarsi al meglio e dall’altra la paura dei cittadini che questi luoghi potessero diventare focolai”. Il manager ravvede inoltre un’ulteriore perplessità: “Tutti sappiamo che in quelle cliniche private essenzialmente lavorano infermieri reclutati con la logica del sistema cooperativo. E che, quindi, non si sa fino a che punto il personale sia effettivamente acculturato, effettivamente preparato e dotato”. Per quanto riguarda la sanità pubblica invece “al di là dei medici e del personale operativo veri eroi di questa guerra, non si può santificarne l’organizzazione”: secondo Vito Gamberale infatti “tranne rare eccezioni sappiamo che la sanità pubblica è stata sempre condizionata dalla politica”. E in quest’ottica “non sempre direttore sanitario e direttore di dipartimento sono persone che hanno una vera competenza. Basta pensare che l’80 per cento dei bilanci regionali è rappresentato dalla spesa per la sanità: per dire che gli assetti politici di molte regioni sono determinati dal sistema sanitario privato”.

  • Il ruolo delle Fondazioni: intervista ad Andrea Mascetti

    Nato a Varese, classe 1971, Andrea Mascetti è titolare dello Studio Legale Mascetti: appassionato di storia e letteratura, dal 2019 è coordinatore della Commissione Arte e Cultura dalla Fondazione Cariplo.

    Andrea Mascetti

    “Centri di cultura, ambiente e ricerca scientifica”: le Fondazioni secondo Andrea Mascetti

    Le Fondazioni non possono occuparsi di welfare e tutela della salute: sono ambiti, questi, che spettano allo Stato e alla Politica in senso stretto. In un’intervista a cura della rivista “Pangea”, Andrea Mascetti mette subito in chiaro il suo pensiero. Secondo l’avvocato, a causa dell’emergenza sanitaria nelle ultime settimane la tendenza è quella di relegare la cultura in un angolo, dando priorità a forme di sostentamento più “materiali”. Un concetto che reputa errato. Le Fondazioni infatti, sebbene possano sostenere alcuni compiti fondamentali per le comunità, non possono prendere il posto delle Istituzioni Pubbliche. Anzi, in un periodo di repentini cambiamenti sociali come quello attuale, è più che mai fondamentale che si focalizzino su cultura, ricerca scientifica, temi ambientali e localismo consapevole. “Non spetta a noi controllare le grandi maree del mondo: alle Fondazioni credo spetti invece il compito di indicatori, di facilitatori, di alchimisti (e non di apprendisti stregoni) che sappiano porre i giusti ingredienti nelle fucine del misterioso mondo che vedremo avanzare nei tempi prossimi”. Per questo motivo Andrea Mascetti condivide l’idea di istituire un fondo salva cultura e di una forte defiscalizzazione dedicata agli investimenti del settore.

    Focus lettura: l’opinione di Andrea Mascetti

    Secondo un recente studio commissionato da Fondazione Cariplo, in Italia sono poche le persone che leggono almeno un libro al mese: la percentuale si aggira infatti attorno al 14%. Andrea Mascetti, come coordinatore della Commissione Cultura, è in prima linea nella promozione della lettura e delle librerie indipendenti: è importante infatti indagare non solo sul numero dei lettori, ma anche sulla qualità dei contenuti e le modalità di fruizione. I risultati finora scaturiti dalle indagini di Cariplo sulla crisi della lettura, secondo l’avvocato, suggeriscono di cambiare rotta: un modo potrebbe essere ad esempio quello di puntare a iniziative locali e diffuse, uscendo quindi dai percorsi precostituiti. In tal caso, il ruolo delle librerie e degli artigiani della materia risulta fondamentale: “Oggi un bravo libraio dovrebbe stimolare percorsi e letture, anche ricercate, novello Virgilio. Certo – conclude Andrea Mascettirimane il problema annoso del ‘magazzino’ che se Amazon può permettersi, il piccolo non può certo mantenerselo; ma qui deve intervenire l’ingegno commerciale”.

  • Distanziamento sociale: 1 italiano su 2 non tornerà al ristorante

    L’Italia ha ufficialmente “riaperto”, molti ristoratori tra difficoltà economiche e nuovi standard di sicurezza hanno alzato le serrande, ma gli italiani sono pronti a tornare a pranzare e cenare fuori casa? La maggior parte, purtroppo, no. Secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta, più di un intervistato su due (54,5%) ha dichiarato che, almeno nella prima settimana di riapertura, non mangerà fuori casa perché non si sente sicuro; il 22% è ancora indeciso e il 10,3% continuerà ad utilizzare la modalità di asporto o consegna a domicilio. Insomma, nonostante le fatiche di molti ristoranti, pizzerie e pub, sembra che solo il 13,3% degli italiani tornerà subito a mettere le gambe sotto al tavolo.

    Addio al ristorante fino al 2021?

    Ma il dato forse ancor più preoccupante, si legge nell’indagine, è che questa scelta non sembra essere momentanea ma pare corrispondere ad un cambiamento di abitudine più radicale. Alla domanda “Con quale frequenza, rispetto a prima dell’emergenza coronavirus, crede che andrà a pranzo o a cena in un ristorante, una pizzeria o un pub da qui alla fine del 2020?” solo il 21,6% degli intervistati ha dichiarato che ci andrà con la stessa frequenza di prima; il 60,4%, pari a quasi 26,5 milioni di italiani, ha invece ammesso che ci andrà meno spesso di prima, mentre il 16,8% addirittura non ci andrà proprio.

    A cambiare maggiormente abitudini sembra saranno i più anziani; nella fascia di età compresa fra i 65 ed i 74 andranno al ristorante/pizzeria meno di quanto facessero prima dell’emergenza il 63,2% dei rispondenti, e ancora meno (64,8%) coloro che hanno una età compresa fra i 55 ed i 64 anni.

    Distanziamento sociale, che confusione!

    Altro tema affrontato dall’indagine è stato quello del distanziamento sociale; se, a livello generale, la quasi totalità della popolazione afferma di aver chiaro il concetto (solo l’1,2% dei rispondenti ha ammesso di non sapere o non essere sicuro di sapere cosa sia), guardando più da vicino i frangenti specifici emerge che sono oltre 29,5 milioni gli italiani che hanno ancora le idee confuse sulle distanze da mantenere in alcuni dei più comuni contesti quotidiani.

    Analizzando le principali situazioni comuni e luoghi pubblici, quelli in cui i rispondenti sembrano avere le idee meno chiare sono la spiaggia (il 32,4% dichiara di non sapere con certezza quale sia la distanza corretta da rispettare), i negozi di parrucchieri o saloni di estetica (31,5%), i mezzi pubblici (23%) e quelli privati come auto e moto (20,6%); ma il dato che forse più di tutti preoccupa è quello relativo alla distanza corretta da osservare nei giochi fra bambini; in questo caso, oltre la metà dei rispondenti (il 50,9%) ha dichiarato di non sapere quale sia il comportamento corretto da tenere.

    Se non si conoscono le distanze da mantenere, difficilmente si possono rispettare; sono molti i rispondenti che hanno ammesso di non essere sicuri di riuscirci o, peggio, di sapere già da ora che non lo potranno fare. Ancora una volta il caso più critico è quella dei giochi fra bambini, una situazione nella quale 1 rispondente su 2 (50,2%) ha dichiarato che difficilmente riuscirà a rispettare le indicazioni di sicurezza. Ma sono molti coloro che faranno fatica ad attenersi al distanziamento sociale anche in altri contesti comuni, ad esempio, sui mezzi pubblici (32,5%) e in spiaggia (30,1%).

    I ristoratori

    L’indagine ha poi voluto affrontare il tema del distanziamento sociale e delle riaperture dal punto di vista degli esercenti della ristorazione; se, come detto, a livello nazionale solo l’1,2% ha dichiarato di non sapere o di non essere sicuro di sapere cosa sia il distanziamento sociale, guardando le risposte fornite alla stessa domanda dal campione di ristoratori coinvolto nell’indagine, la percentuale arriva addirittura al 13%.

    E se poi si entra nel dettaglio delle distanze che devono essere garantite all’interno del proprio locale, la percentuale degli esercenti che non sanno o non sono sicuri di sapere arriva al 19%; un dato preoccupante se si considera che sono proprio loro a dover applicare le regole per garantire il corretto distanziamento tra i clienti. Va detto che la rilevazione è stata fatta prima della pubblicazione del DPCM, pertanto non vi erano ancona notizie certe riguardo le distanze definitive cui attenersi.

    Molti non hanno riaperto e alcuni non lo faranno più

    Nonostante le oggettive difficoltà, gli esercenti della ristorazione stanno facendo di tutto per ripartire e hanno già messo in atto moltissime, e sovente costosissime, azioni per adeguarsi alle direttive nazionali.

    Tra le più comuni, l’86% dei rispondenti ha detto di aver dotato il proprio personale dei necessari dispositivi di protezione individuale (mascherina FFP2 e guanti monouso), l’81% ha riorganizzato gli spazi interni del locale, il 72% ha dovuto procedere a modifiche della capacità ricettiva, il 71% ha dotato il proprio ristorante di dispenser automatici per l’erogazione di gel disinfettante.

    Pochi, per ora, coloro che hanno optato per l’installazione di separatori in plexiglass (24%) e ancora meno i rispondenti che hanno previsto la misurazione della temperatura corporea dei clienti prima dell’ingresso al locale (17%). Solo il 6% degli intervistati dichiara di non aver ancora intrapreso alcuna azione.

    Nonostante tutti questi sforzi, però, la situazione rimane molto preoccupante e il 22% degli esercenti intervistati pensa di non riuscire o comunque non è certo di riuscire, nel proprio locale, a rispettare le distanze malgrado le misure adottate.

    Risultato? Nella prima settimana di riaperture solleveranno nuovamente la saracinesca solo il 58% degli intervistati; il 10% lo farà fra qualche settimana, il 25% ha rimandato la riapertura a data da stabilirsi e, ahinoi, il 7% pensa che non riaprirà mai più.

     

     

     

     

    *Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale e 100 interviste CATI ad un campione di titolari di esercizi di ristorazione (pub, ristoranti, bar, pizzerie). Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020.

     

  • RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Lombardia (-11,70%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

    Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti lombardi dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Lombardia hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (8,65% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -11,70% rispetto allo stesso mese del 2019.

    In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 382,30 euro, vale a dire ben 50 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.345.600 preventivi effettuati in Lombardia attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

    «Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

    Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

    Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

    L’andamento provinciale

    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Lombardia ad aprile 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-15,04%), è stato rilevante, con una diminuzione a doppia cifra in quasi tutte le aree della regione.

    La provincia lombarda che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Lodi dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 21,93% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 350,76 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Cremona, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 19,98% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 361,45 euro, quella di Pavia, dove il calo è stato del 19,21%, con un premio medio fermo a 371,10 euro e quella di Sondrio, che, con una diminuzione del 19,12% e un valore medio Rc auto pari a 308,59 euro, è risultata essere l’area lombarda dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava meno (terza a livello nazionale).

    Continuando a scorrere la classifica troviamo le province di Varese (-18,73%, premio medio pari a 346,05 euro), Monza e Brianza, dove il prezzo è calato del 17,85% stabilizzandosi a 354,33 euro, e Como dove la diminuzione è stata del 17,50%, con un premio medio fermo a 369,77 euro.

    Seguono nella graduatoria la provincia di Brescia, dove il calo è stato del 17,05%, con un premio medio fermo a 347,54 euro, quella di Bergamo (-16,58%, premio medio pari a 343,14) e quella di Mantova, dove la diminuzione rilevata è del 15,34%, con un premio medio stabilizzatosi a 338,29 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, e quindi anche a quella nazionale, per le province di Milano, dove il prezzo è calato del 7,08% stabilizzandosi a 412,65 euro, il più alto registrato nella regione, e Lecco (-5,37%, valore medio RC auto pari a 360,37 euro).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.345.678 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Franco Uzzeni, stop ai rally. Il presidente di U-Power spinge l’acceleratore sulla sicurezza

    Il “leone di Soriso” rimane fermo ai box, ma prosegue la corsa che ha portato la sua azienda al ruolo di leader mondiale nel settore calzature e abbigliamento da lavoro.

    Campione nello sport e nell’imprenditoria, Franco Uzzeni guida con la stessa grinta la sua macchina da rally e la sua azienda, U-Power, praticamente da una vita. Dopo 44 anni di corse e numerosi titoli nazionali, il “leone di Soriso” ha deciso di non rinnovare la licenza sportiva, complice anche la lunga sosta ai box imposta dal Covid-19 che ha imposto uno stand-by globale ancora tutto da metabolizzare.

    Ora la sua corsa prosegue a pieni giri sulla pista della sicurezza, da sempre al centro della mission di U-Power: una sfida oggi quanto mai importante, da affrontare quotidianamente con la forza di un team che negli anni ha saputo scalare le vette del settore delle calzature antinfortunistiche.

    “Lo svantaggio non lo devi recuperare tutto in un solo giro perché il panico non è mai tuo alleato”, così la nuova campagna TV riassume efficacemente l’insegnamento che Uzzeni ha tratto dalla sua carriera rallistica per trasporlo nel suo ruolo di pilota di un gruppo che conta ben 5000 dipendenti nel mondo. È proprio a loro, oltre che alla consolidata clientela, che ha continuato, e continuerà, a dedicare il suo impegno di imprenditore per vincere, grazie a fiducia e costanza, una prova speciale inedita e tortuosa, da percorrere insieme a una squadra che opera con dedizione per migliorare la qualità della vita dei lavoratori. Del resto la tempra dello sportivo ha forgiato il carisma di un presidente che ha dimostrato più volte di sapere come gestire una crisi, ponderando il passaggio da una fase all’altra: dalla fondazione paterna del gruppo Almar al suo tramonto, dalla nascita del marchio U-Power nel 2006 all’acquisizione del gruppo Jal, fino alla costituzione di un sistema sempre più strutturato che fa perno sull’imponente produzione in Tunisia e può contare su un’efficiente rete commerciale insediata in Italia, in Francia, Spagna, Germania e Inghlterra.

    Per la ripartenza Franco Uzzeni ha già ingranato la giusta marcia sul tracciato che ha condotto U-Group all’eccellenza mondiale: lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per creare modelli che uniscono sicurezza, comfort e cura estetica, trasformando dispositivi di protezione nati per rispettare un obbligo normativo in una piacevole esperienza di stile e benessere. Assodato il successo delle rivoluzionarie gamme Red Lion – la scarpa che restituisce fino a oltre il 55% di energia in virtù dell’esclusivo inserto Infinergy® – e Red Carpet – la scarpa antifatica, il brand è, infatti, pronto alla conquista del segmento abbigliamento da lavoro con la Linea Future, una collezione di che comprende capi pratici, comodi ed esteticamente impeccabili.

             

     

    Guarda lo spot: https://youtu.be/6nHBupKoDBs

    www.u-power.it

  • Perché avvalersi di un fotografo di matrimoni professionista?

    Alcuni dei principali rimpianti che le spose hanno dopo i loro matrimoni non riguardano le decorazioni, cibo o vestiti. Si tratta invece di ricordare la giornata, attraverso la fotografia e la videografia. Per farlo al meglio però si avrà bisogno di un fotografo di matrimoni professionista, non di un dilettante, in questo modo si potrà avere qualche centinaio di fantastiche foto da godersi negli anni a venire. In rete si trovano molti post sui social di neo spose che manifestano il proprio rimpianto per aver assunto dilettanti (e le foto che condividono sono veramente terribili). Se non sei ancora sicuro dei motivi per cui dovresti affidarti a un fotografo di matrimoni professionista (e non di un amico o uno studente), di seguito ne elenchiamo alcuni.

    Sempre preparato

    Il tuo fotografo professionista è sempre preparato. Ha già pensato ad ogni possibile difficoltà, quindi non hai nulla di cui preoccuparti. Qualsiasi guasto dell’attrezzatura, tempo avverso o problemi di viaggio: nessuno di questi sorprenderà il professionista. Viene sempre armato con attrezzatura extra, batterie, ombrelli, alcuni addirittura portano il proprio cibo e un assistente. Probabilmente avrà anche una clausola nel contratto che indica chiaramente cosa succede in caso di assenza (ad esempio, a causa di malattia) e una soluzione, nonché una politica di rimborso. Tutti questi fattori contribuiscono a tranquillizare anche le coppie più ansiose.

    Proteggere la loro reputazione

    Se un fotografo amatoriale incasina completamente le tue foto, si ammala pochi giorni prima del matrimonio o non si presenta affatto, non è un grosso problema per lui. Questo perché non ha alcuna reputazione da rovinare o da difendere. Se per te il matrimonio è il giorno più importante della tua vita, per loro è solo un giorno in cui hanno provato (e non sono riusciti?) a fare qualcosa di divertente con la loro macchina fotografica. Nessun pianto da parte della sposa potrebbe mai cambiarlo, e non c’è nulla che possa essere fatto – nessun posto dove lamentarsi o addirittura lasciare un commento.

    Un professionista come Duccio Argentini (www.duccioargentini.com) è esattamente il contrario. Il giorno del tuo matrimonio è il giorno del loro lavoro. I tuoi commenti positivi sulla loro condotta e sulle foto sono di grande aiuto per la loro attività. È molto probabile che possano ricevere future prenotazioni dai tuoi invitati. Faranno del loro meglio per te perché non vogliono mettere a rischio tutto ciò.

    Essere discreti

    I professionisti conoscono l’arte di scomparire tra gli ospiti, perché è così che scattano le foto migliori. Non appena le persone sanno che la fotocamera sta puntando nella loro direzione, iniziano a sentirsi a disagio e ad agitarsi, e questo si vede nelle foto. Ma quando sono rilassati, ridono e si muovono in modo naturale, le foto appaiono completamente diverse. Un fotografo professionista sa come raggiungere questo obiettivo essendo discreto e indossando l’abbigliamento giusto. Una volta mi è capitato una volta ad un matrimonio: il sacerdote chiese al fotografo dilettante, nel mezzo della cerimonia, di dare un po ‘di spazio alla coppia. Era enormemente imbarazzante ed è stato l’unico neo in una cerimonia altrimenti perfetta.

    Conoscere il luogo

    È probabile che il fotografo professionista abbia già lavorato nel luogo che hai scelto di sposarti, o almeno ci sia già stato. In caso contrario, puoi chiedere se visiterà prima del giorno del matrimonio o se arriverà presto per cercare buone location. E soprattutto se desideri scattare foto particolari (come ritratti in giardino), non dovrai preoccuparti delle posizioni migliori, perché il tuo fotografo le conosce già.

    Foto di gruppo efficienti

    Se organizzate male, quelle foto di famiglia, di festa nuziale e di gruppo sono una vera fonte di disagi perchè ritarderà di molto il ricevimento. Un professionista lo ha già fatto molte volte in precedenza, e tutto ciò di cui ha bisogno è l’aiuto di una delle tue damigelle o testimoni per individuare le persone che dovranno essere fotografate. Non rimarrai delusa, non mancherà di scattare una foto della tua amata nonna insieme a te. Invece con un fotografo dilettante tutto ciò divverà molto confusionario. Avrai bisogno di un fotografo di matrimoni professionista per evitare il caos che potrebbe accadere durante il ricevimento.

    L’arte della fotografia

    Sai cosa rende bella una foto? È la combinazione perfetta di tecnica e arte, composizione e luce – qualcosa che solo un artista può vedere, catturare e rappresentare. È un’abilità che richiede molto tempo per essere affinata, e nessun dilettante ha quell’esperienza pregressa.

    L’abilità artistica di un fotografo professionista (e la sua conoscenza del montaggio) è ciò che mantiene lo sfondo libero da oggetti o elementi di disturbo, come porte di sicurezza e zii ubriachi. È ciò che dà quel bagliore, perché il fotografo sa esattamente dove stare e se usare il flash o meno. È ciò che rende le foto libere da un braccio che entra nella scena per caso o teste calve in primo piano.

    Dai un’occhiata ai matrimoni scattati da Duccio Argentini Wedding Photographer in Florence. Non importa quale scegli, non troverai una singola foto che sia venuta male. E se ti sei mai chiesto perché sono così belle, è perché sono state scattate da un fotografo professionista che è anche un vero artista. Sicuramente NON un dilettante.

    Il prodotto finale

    Un fotografo professionista ti offrirà una scelta per le tue foto. Potrà trattarsi di cornici, un album fotografico o un collage per i genitori. Potrai essere completamente sicuro che tutto sarà della massima qualità e prodotto da rinomati artigiani. Un professionista non inserirà i frutti del proprio lavoro in strutture di bassa qualità che sembrano provenire da un emporio dell’usato. E ricevi un CD con le migliori immagini, saranno già perfettamente editate e pronte per la condivisione e la stampa.

    Cosa può offrirti un dilettante? Potresti anche avere un CD, ma non si sa cosa ci sarà dentro. Potrebbe essere che dovrai eseguire tutto il lavoro di editing da solo. E (storia vera) una sposa ebbe la terribile esperienza di ricevere solo 15 immagini dell’intera giornata, ed erano al massimo di qualità mediocre. Erano foto talmente inguardabili che non valeva la pena di mostrarle.

    Non sei ancora convinto?

    Ribaltiamo la domanda e chiediamoci erché dovresti assumere un amico che ha una buona macchina fotografica? Il motivo principale è molto semplice: perché il tuo matrimonio è troppo importante e speciale per rischiare di avere delle foto di bassa qualità. Indipendentemente da ciò che la vita avrà in serbo per te, non avrai mai più l’occasione di tornare indietro, quindi quei ricordi andranno persi. “Ma il mio amico scatta foto davvero belle!”, Potresti dire. “Ne ho viste centinaia!” Ok, ma sono foto di eventi e matrimoni? Queste foto le hanno scattate con un telefono? Le hai viste solo su Instagram, dopo pesanti modifiche e filtri?

    Qualcuno che fotografa automobili, paesaggi o scene di strada avrà difficoltà durante un matrimonio, in particolare quando si ha un equipaggiamento poco numeroso e nessun piano per il backup. Non assumere il tuo amico – o qualsiasi altra persona – se non ha mai fatto un matrimonio. Le possibilità di essere profondamente delusi sono troppo alte. Per il tuo giorno speciale, hai bisogno di un fotografo di matrimoni professionista.

  • Storia del clima sulla Terra

    Stasera, giovedì 21 maggio 2020, alle ore 21:00, in diretta su Youtube e Facebook, Aldo Piombino terrà una relazione sul clima.

    Nello specifico il geologo spiegherà di quanto ha influito il tenore di gas serra, dal paradosso del sole debole del Precambriano agli stretti rapporti temporali fra tenore di CO2 atmosferico, temperature ed estinzioni di massa.

    Ad ospitare la relazione online di Aldo Piombino sarà il canale Cafféscienza, spazio in cui il geologo ci dirà cosa è successo nel passato al variare del tenore di CO2 perché — come dice lo stesso Piombino — «il passato serve anche per capire il presente»

  • Grande festa con sfilata per la prima puntata del programma “TLC Numero 174”, condotto da Tiziana Viscardi, che da Giugno verrà trasmesso dagli studi televisivi di TLC Canale 174 del…

    Finalmente TLC Numero 174 il programma condotto da Tiziana Viscardi, al quale gli ospiti hanno partecipato con collegamenti web a causa della pandemia, da Giugno verrà trasmesso dagli studi televisivi e alternerà argomenti di cronaca, ad argomenti di attualità e momenti di allegria.

    Tiziana Viscardi prorompente personaggio televisivo molto amato dal pubblico per la sua bellezza simpatia e intraprendenza, il cui intento è diventare un punto di riferimento per tutte le mamme e dimostrare loro che si può essere madri attente e premurose senza rinunciare alla cura di se stesse e alla propria femminilità, molto seguita sui social dove si può definire una vera e propria influencer, ha esordito a Ciao Darwin fondatrice e leader del gruppo le Pantere Partenopee, molto amata da Barbara D’Urso, della quale è spesso ospite, senza dimenticare le sue ospitate a Uno Mattina, è stata scelta per far parte del palinsesto di TLC come conduttrice del programma TLC Numero 174.

    Programma in collaborazione con Radio Suono Napoli, in onda su TLC Canale 174 del digitale terrestre, al quale gli ospiti fino ad ora hanno preso parte tramite collegamenti web, a causa della pandemia, e trattato argomenti di cronaca, riscuotendo un grosso successo, grazie alla conduzione magistrale di Tiziana, nonostante le difficoltà del caso.
    Finalmente il peggio sembra passato e Tiziana a patire da Giugno condurrà il programma dagli studi televisivi di TLC insieme ad Antonio Quadrano e Mirco Maria proprietario di Radio Suono Napoli, con il supporto, dietro le quinte di Gennaro Silvestri, il tutto mandato avanti con le dovute cautele e rispetto delle normative vigenti per il COVID 19.
    Per inaugurare questo nuovo inizio in allegria e spensieratezza, in vero stile pantera partenopea, durante la prima puntata potremmo assistere ad una sfilata alla quale parteciperanno bambine, Miss Over e Lady. Tiziana vestirà un abito fashion art della stilista Tiziana Grimaldi,

    Al momento, in base alle autorizzazioni concesse, la data della puntata d’inaugurazione è il 20 Giugno, ma orari e programmazione successive saranno resi noti sugli appositi canali e profili social il prima possibile.

    Ufficio Stampa: MP Impresa Dello Spettacolo

  • AUGMENTED CITY: LA MILANO DIGITAL WEEK A BERGAMO

    Durante l’emergenza sanitaria numerose istituzioni e realtà della città di Bergamo hanno lavorato per supportare le attività sanitarie, industriali, educative e commerciali, consentendo alla cittadinanza di usufruire dei servizi essenziali.

    Augmented city è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Università degli studi di Bergamo in occasione della Milano Digital Week a Bergamo che si terrà martedì 26 maggio dalle 10 alle 13 in diretta streaming con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della tecnologia e della digitalizzazione nella riorganizzazione della sanità, dell’economia, dell’educazione, degli spazi pubblici, privati, industriali e dei servizi.

    In collegamento da diversi luoghi simbolo della fase 2 dell’emergenza sanitaria (per esempio Ospedale Papa Giovanni XXIII, Università degli studi di Bergamo, Kilometro Rosso, Confindustria, Aeroporto di Orio al Serio) i relatori presenteranno i risultati delle sperimentazioni e degli studi, nonchè le modalità con cui imprese, ricercatori, docenti ed esperti di tecnologia, sociologia digitale, smart cities, robotica e machine learning continuano a cooperare per consentire un graduale ritorno alla normalità.

    L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla Piattaforma della Milano Digital Week e sul canale Youtube della SdM – Scuola di Alta Formazione dell’Università degli studi di Bergamo. Modera il conduttore radiofonico Pepe Moder.

    Per informazioni www.digitalweekbergamo.com [email protected]

     

    La Milano Digital Week a Bergamo è un’iniziativa finanziata dall’università degli studi di Bergamo e promossa dal Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi, coordinata dalla prof.sa Daniela Andreini e direttrice del Master in Digital Business Development e dal dott. Pepe Moder docente nello stesso master universitario e conduttore di Radio24. Milano Digital Week è la principale manifestazione italiana dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale promossa dal Comune di Milano. L’evento bergamasco Augmented city è il primo a svolgersi fuori dal territorio milanese.

  • Parco Faunistico Le Cornelle: la riapertura nella Fase 2

    Si riaprono i cancelli del Parco Faunistico Le Cornelle: è tempo di ripartire. E non c’è nulla che incarni il desiderio di rinascita più delle specie animali che, tra nascite e innamoramenti, rendono ogni stagione unica. Così sarà anche quest’anno, nella fase 2 del post Covid-19, con tante novità: dall’adozione di tutte le prassi igienico – sanitarie richieste dal protocollo governativo, alla nascita di due cuccioli di fenicotteri.

    Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso che è consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante e guanti monouso. Verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale e, in particolare l’accesso alle due aree coperte “Rettili” e “Foresta Tropicale” così come per l’area “Selva”, sarà contingentato.

    Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati per questo si incentiva la vendita online dei biglietti con la tipologia “open” che consente l’ingresso con corsia preferenziale ad ingresso diretto. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

    ORARI

    Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

    Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

    Parco Faunistico Le Cornelle

    Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

    www.lecornelle.it 

    UFFICIO STAMPA PARCO LE CORNELLE

    [email protected]

    BElive | studio associato

    Claudia Rota: +39 348 5100463  –  [email protected]

    Lucia Masserini: +39 333 3513421  – [email protected]

  • Campagna OXO Bergamo “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”

    Si è conclusa la campagna di solidarietà “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”, che in meno di due mesi ha permesso la fornitura gratuita di 884 confezioni di lenti a contatto monouso per personale sanitario e volontari della Croce Rosse e Protezione Civile per un totale di oltre 26.000 lenti a contatto. Il progetto pilota ideato da OXO Italia, consorzio nazionale di ottici optometristi, ha visto il coinvolgimento dei 17 punti vendita presenti sul territorio bergamasco.

    Un’iniziativa solidale nata a sostegno del personale medico-infermieristico per aiutare in modo utile e concreto chi, in questo periodo di emergenza, ha messo a rischio la propria salute per salvare quella dei malati da Coronavirus. Questo l’obiettivo di OXO Bergamo che, facendosi promotore del progetto pilota, ha fornito gratuitamente più di 700 confezioni di lenti a contatto giornaliere a marchio OXO a 353 professionisti, tra medici, infermieri di 9 strutture ospedaliere della bergamasca.

    La campagna solidale si è estesa anche agli operatori della Croce Rossa e ai volontari della Protezione Civile, cuori della lotta all’emergenza sanitaria, con la fornitura di 178 confezioni di lenti a contatto per 89 operatori sanitari. Un’azione resa possibile grazie al contributo dei 17 punti vendita OXO sul territorio.

    Un risultato straordinario, che dimostra quanto la collaborazione e il sostegno sia punti di svolta per la ripartenza, “Siamo orgogliosi del successo di questa iniziativa frutto dall’impegno del consorzio nel fare rete per supportare il nostro territorio – afferma Cesare Ravasio, Presidente di OXO Bergamo – Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati sul nascere di questa campagna dando un piccolo, ma concreto, contributo al personale in corsia ogni giorno”.

  • Sostenibilità: l’AD di Enel Francesco Starace nella European Alliance for a Green Recovery

    Enel, Francesco Starace è l’unico AD italiano nella European Alliance for a Green Recovery: “Investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia e in Europa”.

    Francesco Starace, AD Enel

    Francesco Starace: sostenibilità e investimenti green nel futuro dell’economia, l’alleanza Ue

    Una ripresa economica all’insegna dello sviluppo sostenibile. È l’obiettivo per cui è nata la European Alliance for a Green Recovery: lanciata lo scorso 14 aprile su iniziativa dell’eurodeputato francese Pascal Canfin, Presidente della Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, riunisce forze politiche, imprenditoriali ed esponenti della società civile provenienti da 17 Paesi Ue. Tra loro anche l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace, l’unico italiano dei 37 manager d’azienda che ne fanno parte. I membri dell’Alleanza, come riporta una nota, “si sono impegnati a lavorare insieme per creare, supportare e implementare soluzioni per preparare le nostre economie per il mondo di domani”. Fondamentale, secondo il loro punto di vista, è sostenere una strategia economica che preveda “investimenti green” e piani di rilancio funzionali anche alla lotta contro il cambiamento climatico e a incentivare la biodiversità. Sono 180 le personalità che hanno sottoscritto l’appello: oltre a Francesco Starace e agli altri 36 dirigenti d’azienda, fanno parte della European Alliance anche 79 deputati, 28 associazioni imprenditoriali, la confederazione sindacale europea, 7 ONG e numerose associazioni europee.

    European Alliance for a Green Recovery: Francesco Starace a “La Stampa”

    “L’emergenza sanitaria sta dimostrando come l’adozione di strategie e modelli di business sostenibili, oltre ad avere effetti positivi a livello sociale, rende le aziende meno rischiose e quindi più competitive, garantendo una maggiore solidità nel lungo termine” ha spiegato Francesco Starace a “La Stampa” parlando dell’iniziativa. L’AD ha sottolineato in diverse occasioni come il Green Deal europeo rappresenti in questa prospettiva una grande opportunità. Enel lo ha intuito da tempo e oggi più che mai è fortemente intenzionata ad accelerare in questo percorso dal momento che “le rinnovabili sono sempre più competitive”. Come infatti ha evidenziato a “La Stampa” Francesco Starace, unico AD italiano ad aderire alla European Alliance for a Green Recovery, “investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia ed in Europa”.

  • VoIP: In Europa un utente su due vincola la sicurezza dei telefoni IP alla notorietà del marchio

    Mentre per metà degli utenti VoIP europei il brand è determinante ai fini della sicurezza e dell’interoperabilità dei terminali con le più moderne soluzioni VoIP, l’altra metà è convinta che qualsiasi terminale IP sia sicuro e si interessa poco delle funzionalità avanzate, «basta poter telefonare». Due atteggiamenti del tutto dicotomici, oltre che errati, emersi dal recente studio di Snom Technology.

    logo snomBerlino | Dei 3156 utenti aziendali intervistati in occasione del sondaggio condotto da Snom Technology con l’ausilio dell’istituto di ricerche di mercato indipendente Norstat in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2020, solo il 14% non dispone di un telefono da scrivania. Una media che in Italia è ancora inferiore: ben il 94% degli utenti continua ad avvalersi di questa tipologia di telefoni.

    Proprio a fronte di un uso tanto massiccio dei telefoni fissi e del fatto che degli utenti europei dotati di apparecchi da scrivania il 47% si avvale di soluzioni VoIP per la telefonia aziendale (in Italia il 55%), il noto produttore di telefoni IP premium per aziende, professionisti e industria ha voluto indagare sulla rilevanza che gli intervistati tributano alla sicurezza dei terminali, potenzialmente soggetti ad attacchi informatici.

    Ne emerge un quadro inatteso: per un utente europeo su due il marchio del telefono da tavolo utilizzato è irrilevante, «basta poter telefonare». L’altra metà invece vincola il livello di sicurezza e interoperabilità dei terminali al marchio del dispositivo. Mentre Italia, Spagna e Gran Bretagna risultano abbastanza allineate alla media europea, la Germania sorprende con un 72% di utenti che si disinteressano del marchio e la Francia con il 65% degli intervistati che invece ritiene che solo i telefoni dei brand più noti garantiscano massima sicurezza e interoperabilità. Ancora più netta la dicotomia tra chi è dell’opinione che tutti i telefoni IP in commercio siano sicuri e chi non è di questo avviso (in Italia come in Europa esattamente il 50%).

    Eppure uno sguardo rapido all’elenco delle vulnerabilità riscontrate nei telefoni IP è sufficiente per rendersi conto che non solo non tutti i telefoni IP in commercio sono sicuri, ma che spesso proprio i terminali di brand più noti presentano il maggior numero di vulnerabilità, anche recenti. «Si tratta di un argomento su cui va fatta luce, soprattutto in relazione al potenziale impiego remoto dei terminali IP, come sperimentato in questo periodo», commenta Luca Livraga, Technical Support Engineer di Snom Italia.

    Il sondaggio evidenzia un ulteriore aspetto interessante: il produttore berlinese di telefoni IP premium ha voluto scoprire se gli utenti hanno fiducia nel fatto che i sistemisti aziendali si occupino anche della sicurezza della telefonia. Il 71% degli intervistati europei, con la Germania in testa (85%), ha risposto in modo affermativo. Diversa invece la situazione in Italia dove ben il 41% degli intervistati non è certo che qualcuno se ne faccia carico in assoluto.

    «Pur dimostrando che il mercato del VoIP e quello dei terminali IP presentano ancora un elevatissimo potenziale, il nostro studio testimonia una marcata indifferenza verso la tematica della sicurezza della telefonia», commenta Fabio Albanini, Head of International Sales EMEA di Snom Technology e General Manager di Snom Italia. “Sensibilizzare gli utenti riguardo alla tematica della sicurezza assume di conseguenza un ruolo strategico in termini di prevenzione contro potenziali danni alle aziende”.

  • Riello UPS: il nuovo NextEnergy 500 kVA per applicazioni Data Centre e “mission critical” sempre più grandi

    Con il nuovo modello da 500 kVA l’azienda veronese è in grado alimentare sistemi sempre più grandi, ora fino a 4 MVA.

    Legnago, 20 maggio 2020. Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica, player mondiale tra le prime cinque aziende al mondo nella produzione di gruppi statici di continuità (UPS), annuncia l’uscita del nuovo modello da 500 kVA della gamma NextEnergy.

    Flessibilità e resilienza sono le caratteristiche di NextEnergy, una gamma dinamica che si arricchisce costantemente di nuove taglie andando incontro alle più stringenti esigenze di disponibilità delle applicazioni “Mission Critical” come per esempio quelle dei moderni Data Center. In tali applicazioni un’alimentazione elettrica affidabile e protetta è fondamentale per poterne garantire la regolarità del servizio (Business Continuity). Gli IT Managers hanno a disposizione UPS flessibili e adattabili alle diverse tipologie di architetture e che al contempo garantiscono la massima disponibilità al sistema.

    Come il resto della famiglia NextEnergy, anche la taglia da 500 kVA è un UPS trifase che utilizza le più innovative tecnologie ON LINE a doppia conversione transformer-free, con convertitori ad IGBT e controllo a tre livelli. Concepito per soddisfare i requisiti di alimentazione del futuro, offre altissima efficienza energetica – ai livelli massimi del mercato – e quindi un basso costo di esercizio. Inoltre, permette più modalità di funzionamento per garantire consumi energetici sempre ottimizzati: per esempio grazie al sistema ECM (Efficiency Control Mode), l’UPS ottimizza il livello di efficienza negli impianti in parallelo in funzione della potenza richiesta in quel momento.

    Così come per i precedenti modelli, il centro di ricerca e sviluppo di Riello UPS, ha lavorato per realizzare una soluzione in grado di fornire la maggiore densità di potenza del mercato e quindi i minori ingombri possibili. Inoltre, è stata introdotta la compatibilità con le batterie al Litio grazie allo sviluppo di un sistema di controllo e gestione dedicato.

    Prestazioni eccellenti

    Le tecnologie all’avanguardia adottate e l’attenta selezione di componenti di alta qualità e affidabilità utilizzati per la produzione della gamma NextEnergy garantiscono prestazioni da “best in class”, come per esempio il fattore di potenza unitario (per garantire kW=kVA), la capacità di alimentare carichi critici fino a 40 °C senza declassamenti di potenza e la straordinaria efficienza di sistema: NextEnergy garantisce fino al 97% in modalità doppia conversione (ON LINE), con aumento oltre il 99% nelle modalità ECO Mode o SMART ACTIVE.

    La gamma NextEnergy è caratterizzata da una innovativa modalità di funzionamento chiamata ACTIVE ECO che permette di alimentare il carico dalla linea di bypass, quindi ad altissima efficienza, ma al contempo lavorando anche come filtro attivo, riduce le armoniche di corrente prodotte dalle utenze ed incrementa il fattore di potenza verso la rete di ingresso. Active Eco garantisce minori consumi energetici ed evita la necessità di sistemi di rifasamento con importati riduzioni di investimento da parte dell’utilizzatore.

    Particolare attenzione anche alla riduzione dei costi di manutenzione e alla durata di esercizio del sistema, grazie al sistema di controllo intelligente della ventilazione che si adatta costantemente al livello del carico applicato ottenendo un sistema di raffreddamento smart. In aggiunta, ogni ventola è ridondata e monitorata per segnalare eventuali guasti.

    Grazie a questa nuova taglia, la più potente della nostra gamma NextEnergy, Riello UPS è in grado di alimentare sistemi sempre più grandi, ora fino a 4 MVA, grazie soprattutto alle configurazioni in parallelo, mantenendo l’elevata affidabilità e minori costi di esercizio che caratterizzano la gamma” – dichiara Nicola Caglia, Product Manager di Riello UPS – “Inoltre, grazie alla funzione “Peak Shaving” statico o dinamico, che permette di erogare la potenza aggiuntiva richiesta mediante le batterie, NextEnergy 500 kVA garantisce un migliore adattamento alle reti di alimentazioni con capacità ridotte oppure gruppi elettrogeni più economici.” – conclude Caglia.

    Versatilità di installazione

    NextEnergy 500 kVA è in grado di funzionare con o senza linea di neutro. Questa importante funzione riduce i costi di installazione del sistema di distribuzione: può essere applicata, per esempio, nei moderni Data Centre o negli impianti che non prevedono l’utilizzo della linea del neutro.

    L’ingombro ridotto dell’armadio e la piena accessibilità dal lato anteriore dell’UPS per tutte le attività di manutenzione garantiscono un utilizzo ottimale degli spazi. La ventilazione avviene dal lato anteriore a quello superiore, gli UPS possono essere quindi installati back-2-back o contro il muro ottimizzando il layout della installazione. Come tutti i modelli della gamma NextEnergy, prevede inoltre l’ingresso cavi dall’alto o dal basso, eliminando la necessità di ricorrere a costosi e ingombranti armadi accessori.

    Massima affidabilità e disponibilità

    NextEnergy 500 kVA implementa tutte le funzionalità presenti nelle famiglie esistenti di Riello UPS, come per esempio:

    • configurazione in parallelo, fino a 8 unità, per ridondanza (N+1) o potenza;
    • Hot System Expansion (HSE): permette l’inserimento di un ulteriore blocco UPS all’interno di un sistema parallelo esistente, senza la necessità di spegnere gli UPS già funzionanti o di doverli commutare su bypass. Ciò garantisce la massima protezione del carico anche durante attività di manutenzione e ampliamento.

    Comunicazioni avanzate

    Particolare attenzione è stata posta anche alla supervisione e alla connettività: NextEnergy implementa interfacce di comunicazione sviluppate in modo specifico per l’IT Facility Manager e per i tecnici dell’assistenza. Il touch screen LCD display a colori da 7”, gli slot di comunicazione, le schede a relè e specifici connettori di servizio semplificano l’impostazione, il controllo e il monitoraggio dell’UPS. Il sistema è facilmente integrabile in qualsiasi sistema di gestione degli edifici dell’infrastruttura del Data Center (DCIM – Data Center Infrastructure Management).

     

    Contatti

    Ufficio stampa Riello UPS (Italia)

    RGR Comunicazione e Marketing

    Tel. +39 0587 294350

    E-mail: [email protected]

     

    Riello UPS Headquarter (Italia)

    RPS SpA

    Luca Ghidini

    Marketing Communication Manager

    E-mail: [email protected]

    E-mail: [email protected]

  • Spoleto Arte: l’angelico maledetto di Marcello Vandelli al Tgcom24

    Sull’innovativa piattaforma del Tgcom24 siede il carismatico artista Marcello Vandelli di Spoleto Arte. Il format è quello di Arte in quarantena, lanciato dal direttore Liguori per sopperire all’impossibilità momentanea di visitare mostre e musei fisicamente. A entrare oggi nelle case degli italiani è la volta dell’accattivante espressività creativa di questo pittore.

    Nato a San Felice sul Panaro (Mo) nel 1958, l’autore si lascia positivamente influenzare dalla Pop Art italiana. La sua pittura risulta “modernissima, estremamente mobile e duttile, poco prevedibile” per il noto critico Vittorio Sgarbi. Assomiglia “a volte al Licini più angelico o allo Schifano più liquido”. Lo stile cattura immediatamente il nostro interesse per la forte scelta cromatica. I colori rivelano infatti il carattere audace del Vandelli, sempre attento ad assorbire quanto avviene attorno a lui e a connotarlo in decise tonalità. È proprio questa particolare interiorizzazione delle esperienze ad affascinare. Il Vandelli è autobiografico, raffigura ciò che vede e lo colpisce. Ma lo riveste di una simbologia onirica facilmente deducibile, quasi attingesse a una matrice di sogni universale. In questo modo il suo linguaggio sfiora le vette dell’informale, proteggendo l’identità dei suoi soggetti.

    Il fatto che i personaggi siano anonimi, non abbiano un volto, sembrerebbe rifarsi al detto “si dice il peccato, ma non il peccatore”. In realtà Vandelli ha ben assimilato il concetto che le azioni e i fatti finiscono per reiterarsi nel tempo. Ne interrompe tuttavia la ciclicità fermando spesso su tavole di grandi dimensioni un istante decisivo, l’epifania della realtà, l’atto di “denuncia” nei confronti dell’umanità. Sgarbi spiega il motivo di questa scelta: tra l’artista e l’opera c’è un vero corpo a corpo, per questo servono grandi dimensioni. È una lotta per cui il pittore vuole investire l’osservatore con la propria creatività. Andando oltre l’ideale dunque, perché nei lavori di Vandelli c’è pittura. E c’è anche un’assenza.

    Vittorio Sgarbi la interpreta così: «Io, che ho per la pittura di ritratto una particolare predilezione perché è lì che senti, nel volto, l’anima dell’artista, mi chiedo che cosa abbia tenuto Vandelli così lontano dal volersi specchiare in un volto o specchiare il suo volto in quello di una persona ritratta.

    È un’umanità senza volto, è un’umanità dove sono tutti uguali, fatta di persone distinte, ma che lui riserva solo per la sua dimensione interiore, le tiene per sé, non le mostra agli altri.

    È questa la cosa che mi ha colpito di più, diciamo l’idea di vedere spazi, di vedere sagome, di vedere forme umane… C’è un rapporto tra la figura e lo spazio, ma quella figura potrebbe essere chiunque di noi. L’uomo nella sua identità democratica, cioè quella per cui non c’è un popolo di gente che non è nessuno e invece alcuni che sono tutto».

  • Software per la sicurezza sul lavoro

    Il nuovo software per la sicurezza sul lavoro, Job81, ti permette di avere sempre sottocchio le esigenze della tua azienda a tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitandoti problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

    Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è un complesso di norme della Repubblica Italiana, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, emanate con il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

    Il decreto legislativo 81/2008 propone un sistema di gestione della sicurezza e della salute in ambito lavorativo preventivo e permanente, attraverso:

    1) l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio;
    2) la riduzione, che deve tendere al minimo, del rischio;
    3) il continuo controllo delle misure preventive messe in atto;
    4) l’elaborazione di una strategia aziendale che comprenda tutti i fattori di una organizzazione (tecnologie, organizzazione, condizioni operative, ecc…).

    Il decreto, inoltre, ha definito in modo chiaro le responsabilità e le figure in ambito aziendale per quanto concerne la sicurezza e la salute dei lavoratori.

    Il datore di lavoro ha l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al massimo i rischi che possono procurare dei danni a questi soggetti.

    Il datore di lavoro, in virtù di queste sue responsabilità, deve anche adempiere agli obblighi che gli impongono di mettere nelle condizioni il lavoratore di utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni che non presentino nessun rischio per la salute e l’integrità.

    A questo si affianca anche l’obbligo di informare e formare i dipendenti circa i pericoli che possono derivare da un utilizzo non idoneo dei macchinari e degli utensili.

    A tal proposito, recentemente il D.Lgs. 106/2009, rispetto al D.Lgs. 81/2008, ha previsto delle sanzioni penali più pesanti per la violazione di questi obblighi.

    Oltre al dovere di informare, al datore di lavoro viene anche attribuito il compito di vigilare e verificare il rispetto da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche.

    Il datore di lavoro ha quindi un duplice obiettivo: garantire una corretta informazione ed un esatto addestramento, e osservare attentamente che quanto insegnato sia poi messo in pratica dai dipendenti.

    Il software per la sicurezza sul lavoro Job81 è nato per permettere di tenere sempre sottocchio tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitando al datore di lavoro problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

    Aggiornamenti normativi automatici

    Il software gestionale online per la sicurezza e per la gestione della documentazione dedicato ad aziende, professionisti e RSPP, viene tempestivamente aggiornato per adempiere alla normativa di riferimento.

    Semplice reperibilità delle informazioni

    Job81 ragiona come te! La piattaforma è studiata per rendere ogni operazione pratica e veloce: tutto viene catalogato con una logica impeccabile per aver sempre chiara la situazione dei dipendenti e dell’azienda.

    Zero costi hardware grazie al cloud

    Tutti i dati inseriti vengono salvati in cloud azzerando la possibilità di perdere informazioni importanti a causa di potenziali attacchi alla sicurezza della rete aziendale.

    Riduzione dei tempi di lavoro

    Il responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) grazie al software gestionale per la sicurezza perde meno tempo nella verifica della situazione aziendale e ha più tempo per seguire altre attività.

    Digitalizzazione dei documenti

    E’ ora di dire addio ai documenti cartacei per azzerare il rischio di smarrimento o di errore in fase di archiviazione. Job81 prevede la digitalizzazione di ogni tipo di documento in modo da facilitarne la ricerca e l’archiviazione.

    Rischio sanzioni ridotto al minimo

    Per evitare di incorrere in procedimenti penali e sanzioni amministrative, Job81 mette a disposizione dell’utente una panoramica aziendale per avere sempre sotto mano la situazione formativa e le certificazioni di ogni dipendente.

  • EcommerceMatch: per trovare la piattaforma più adatta a ogni progetto

    EcommerceMatch è l’innovativo preventivatore gratuito realizzato da Tun2U grazie al quale è possibile individuare, in maniera semplice, veloce e intuitiva, la piattaforma più adatta per ciascun e-commerce. Un’idea rivolta sia a chi ha già confidenza con le vendite online che a chiunque si trovi alla prima esperienza.

    Con pochi clic, infatti, EcommerceMatch, attraverso un funnel guidato, raccoglie tutti i requisiti essenziali del progetto, rielaborandoli tramite un algoritmo intelligente in grado di suggerire la soluzione tecnologica più idonea per un e-commerce, orientando l’utente anche su un’ipotesi di budget per la sua realizzazione. La prima selezione riguarda la piattaforma con cui si ha maggiore confidenza: da Magento a Shopify, da Prestashop a Woocommerce, è sufficiente selezionare la casella per proseguire allo step successivo. Una volta specificato se si tratta di un nuovo progetto o di un refactoring, è fondamentale indicare il tipo di business, ovvero B2C, B2B oppure entrambi.

    Un altro passaggio è dedicato alle lingue con cui si intende realizzare la piattaforma (una sola, due o almeno tre), così da riuscire a vendere in più Paesi senza riscontrare problemi. Nel business online i marketplace, se gestiti bene, possono rappresentare una grande opportunità, ecco allora che non poteva mancare la domanda: “Vorresti sincronizzare il tuo e-commerce a un marketplace?”.

    Ovviamente, al fine di realizzare una piattaforma e-commerce vincente, è importante conoscere con precisione la quantità dei prodotti da vendere. Che sia per un massimo di 100 referenze o per oltre 10.000, il catalogo che si ha disposizione condiziona inevitabilmente il modello di business.

    EcommerceMatch prende in considerazione anche la tipologia dei prodotti e se sono “semplici senza configurazioni”, “con varianti di taglia, colore, ecc.” o, tra l’altro, “di varie tipologie”.

    Durante il funnel non mancano punti tecnici sulla parte di system integration. Proprio per questo è necessario pensare fin da subito a come aggiornare e gestire il proprio catalogo: manualmente dalla piattaforma, tramite file CSV, XML o XLS oppure attraverso integrazione API.

    Viene chiesta inoltre la possibilità di prevedere integrazioni con altri software esterni – quali, ad esempio, software di fatturazione o tool di analisi e/o marketing – o l’automazione logistica, grazie alla quale un e-commerce può comunicare direttamente con il corriere espresso. Se si tratta di un progetto semplice o se non si conoscono le risposte ad alcune domande più tecniche, è prevista la possibilità di scartarle per passare alla successiva.

    Non manca chiaramente, un dettaglio fondamentale: l’obiettivo di vendita mensile. Questo viene preso in considerazione dall’algoritmo come indicatore dell’entità del progetto nella mente dell’utente.

    Al termine del funnel appare immediatamente la soluzione cucita su misura per il progetto, con tanto di range di prezzo e piattaforme suggerite dall’algoritmo per il caso specifico.

    EcommerceMatch – ha spiegato Luca Migliorati, CEO di Tun2U – nasce con l’intento di orientare tutti gli imprenditori che vogliono intraprendere un nuovo progetto e-commerce, soprattutto in questo momento in cui è forte la necessità di non tralasciare più le opportunità del commercio online. Chiaramente lato budget l’esito dell’algoritmo indica dei parametri ipotetici che possono variare a seguito di una valutazione dettagliata del progetto”.

  • Set Amburgo di Greenwood. La scelta essenziale per il relax all’aperto

    Tra le novità 2020 occupano un posto d’onore i set che combinano alluminio e materiali dal fascino naturale.

    Sobrietà stilistica ma anche praticità funzionale, con un tocco di personalità inconfondibile: sono queste le caratteristiche irrinunciabili dell’arredo outdoor firmato Greenwood, ben rappresentate dal nuovo set Amburgo.

    La soluzione – facilmente installabile in giardino, terrazzo oppure in cortile – è perfetta per chi vuole creare uno spazio relax ampio ed eclettico. In grado di ospitare fino a 5 persone, il salotto è composto da due confortevoli poltrone e da un versatile divano a tre posti, pronto, all’occorrenza, ad essere trasformato in un comodo lettino. Cuore della composizione è il tavolino con piano in resin wood color rovere, trait d’union ripreso dai piani d’appoggio laterali che, in combinazione con la struttura in alluminio antracite, dona un tocco di naturalezza a tutto l’insieme. I morbidi cuscini sfoderabili, color grigio chiaro, completano le sedute.

    L’armonia tra i materiali, robusti ma leggeri, e i dettagli, essenziali ma accurati, trova nel set Amburgo la sua massima espressione, per una scelta d’arredo outdoor intelligente e destinata a durare nel tempo.

     

    Greenwood

    Numero verde 800.985006

    www.moiaspa.com/greenwood

  • L’essere materico di Benedetta Trudesti di Spoleto Arte al Tgcom24

    Siamo ormai in un punto chiave della fase 2. Al limite tra chiusura e riapertura. Su questo limite, tutto interiore, danza a ritmo di pennellate Benedetta Trudesti, artista di spicco di Spoleto Arte. Su di lei il Tgcom24 ha pubblicato il nuovo servizio per il format Arte in quarantena: “l’Essere Materico”.

    Benedetta Trudesti intuisce già in tenera età la forza travolgente dell’arte riconoscendola come propria e sviluppandola nel corso del tempo in un linguaggio incredibilmente affascinante. Dopo aver intrapreso il percorso artistico all’istituto d’Arte per il Mosaico di Monreale e aver frequentato i corsi di Arte e Iconografia Cristiana a Palermo, diviene allieva del maestro Mazzotta. Nel corso degli anni partecipa a importanti mostre e concorsi, riscontrando un notevole successo di pubblico e critica. Nel 2015 partecipa alle selezioni, superandole, della Biennale di Roma e, sempre nello stesso anno, espone ad Arte Padova.

    Cercando di rendere tangibili i moti dell’anima, Benedetta Trudesti incanta l’osservatore per la particolare scelta dei suoi sfondi rossi. Simbolo di un percorso che riporta l’essenza dell’io in una distesa di colore e di passione, il rosso indica la maturazione di un io che si ritrova forte nelle proprie debolezze, nella consapevolezza che il cammino che lo attende non è facile. Diventa dunque inevitabile ritrovarsi nei ritratti di Benedetta Trudesti, rispecchiarvisi come davanti a ricordi ed emozioni vere, possedute in passato e finalmente ritrovate.

    Ciò che l’artista dipinge infatti è la propria indagine che, partendo dal reale, scende tra le spire dell’inconscio, facendo luce come all’interno del ventre materno per ritrovarvi il palpito della vita. Partendo dal presupposto che ogni quadro prende forma dall’interiorità, Benedetta Trudesti ritrae l’essenza in divenire di ciò che ci è più caro: noi stessi, la nostra vita. Osservarne un’opera è una vera epifania, quell’esperienza catartica che uno dovrebbe provare per ritrovare se stesso, per riscoprirsi diamante.

  • quando lavoravamo tutti insieme a un matrimonio


    “Siamo stati un grande fan di Caro Weiss per molti anni e abbiamo avuto il piacere di incontrarla quando abbiamo lavorato insieme a un matrimonio e siamo andati d’accordo con lei. Divertente e molto discreto pur essendo in grado di creare queste fantastiche immagini, la fotografia è stata davvero importante per noi ed è stato bello avere qualcuno che fosse divertente e che si integrasse davvero bene con i nostri ospiti. molto a suo agio con Caro e amiamo ogni immagine, Caro è stata fantastica, è la persona più simpatica e le sue foto sono incredibili “.

    “Siamo molto fortunati ad avere amici fotografi ma era importante che fossero invitati, Caro era incredibile e assolutamente deludente, abbiamo fatto la nostra sessione pre-matrimonio intorno al centro di Glasgow, poi Siamo andati a sederci in un taxi per andare alla cerimonia abiti da sera rossi, Pete Cotter (Pete the meat!), Il suo secondo uomo armato che era anche incredibile.

  • Pollai da giardino per le tue galline ovaiole

    In un mondo sempre più frenetico ed inquinato, si sente spesso parlare di ritorno alla natura. Molti si accontentano di tornare a contatto con il pianeta durante le vacanze, altri decidono invece di rivoluzionare totalmente il proprio stile di vita. Sempre più di frequente si sente parlare di orti urbani e di autosustentamento: se questo stile di vita da un lato garantisce benessere e maggiore sicurezza a chi decide di intraprenderlo, allo stesso tempo, se affiancato ad una vita lavorativa intensa, può diventare piuttosto impegnativo e stressante.

    Al giorno d’oggi, però, è possibile coltivare la terra e allevare animali anche nel piccolo dei nostri giardini o in appezzamenti di terreno modesti integrati con il tessuto urbano. Per rendere meno faticoso questo tipo di lavori è possibile ricorrere a soluzioni domestiche come i pollai da giardino.

    Esistono svariate soluzioni che differiscono per materiali, grandezza, forma e stili: questo articolo si propone di presentare i criteri utili per scegliere il pollaio da giardino più adatto alle proprie esigenze.

     

    3 principali caratteristiche

     

    • Spazio: il primo, fondamentale, criterio di scelta si basa sulla quantità di galline possedute e sullo spazio adibito alla loro cura.
      I pollai moderni da giardino arrivano a contenere un massimo di 10 galline, la cosa importante da tenere a mente è che questi uccelli necessitano di circa 25 cm di distanza l’una dall’altra per vivere bene sui propri posatoi. Questi è preferibile montarli tutti alla stessa altezza per non innescare scontri, non eccessivamente lontani da mangiatoie, abbeveratoi e nido per deporre le uova.
      Ogni metro quadro, dunque, può contenere un massimo di 3 galline affinchè sia garantito il loro benessere.
    • Temperatura, luce, umidità e aerazione: su questi fattori incide molto il materiale utilizzato per il pollaio e il suo posizionamento all’interno del giardino.
      Se si vive in zone con inverni rigidi sono sconsigliati pollai in acciaio che espongono troppo gli uccelli al freddo, mentre l’utilizzo del legno garantisce un clima fresco in primavera e uno tiepido in inverno.
    • Pulizia e manutenzione: nella scelta del pollaio perfetto per le proprie esigenze, si deve tenere conto della sua resistenza alle intemperie e della praticità nel pulirlo.
      Nel primo caso ricorrere a materiali moderni come i multistrato resistente a urti e graffi, oltre che impermeabile agli odori e ai liquidi. Per quanto concerne la pulizia la presenza di una cassetta estraibile al di sotto della struttura può semplificare le operazioni.

    I consigli del veterinario

     

    Esistono ulteriori accorgimenti, forniti dai veterinari, per garantire alle nostre galline ovaiole il massimo del benessere.
    È bene orientare, ove possibile, la finestra del pollaio verso sud o sud-est, così che il sole porti luce e calore anche d’inverno. Sarebbe poi preferibile evitare posti ventosi ed esclusivamente al sole ma anche esclusivamente all’ombra. Anche il tipo di terreno incide sulla salute delle galline ovaiole: meglio evitare eccessiva umidità. Infine, l’intervallo di temperature massimo cui far vivere una gallina ovaiola oscilla tra i 13° e i 24°C, in quanto temperature troppo elevate potrebbero compromettere il processo di deposizione delle uova.

  • La chirurgia estetica, quando è nata e qual è il suo obiettivo?

    La chirurgia estetica è la scienza che ha lo scopo di migliorare l’aspetto esteriore delle persone che vogliono perfezionare alcune parti del loro corpo che trovano disarmoniose. A differenza della chirurgia plastica, però, quella estetica non si occupa di interventi ricostruttivi-riparatori. La chirurgia estetica è conosciuta fin dai tempi antichi, quando veniva praticata da guaritori mediante innesti cutanei e l’uso di piante officinali. In particolare, pare che debba la sua origine all’India, da dove si è diffusa poi anche in Occidente soprattutto a partire dall’XI secolo quando si intensificarono i rapporti commerciali. Con la fine della Prima guerra mondiale che provocò diversi casi di emergenze estetiche, la chirurgia estetica divenne una vera e propria arte professionale. Ad oggi, sono moltissime le persone che ricorrono alla chirurgia estetica per migliorare alcune parti del corpo che trovano poco attraenti o armoniose.</p>

    Gli interventi della chirurgia estetica

    Gli interventi della chirurgia estetica riguardano sostanzialmente il viso, il seno e il corpo in generale. In particolare:

    • Sul viso il chirurgo estetico può effettuare una rinoplastica per migliorare l’aspetto del naso, una blefaroplastica agendo così sulle palpebre, una otoplastica sulle orecchie o una genioplastica sul mento. Il chirurgo estetico può altresì agire sugli zigomi, sulla mascella o ancora sulla mandibola. Tra gli interventi di chirurgia estetica più richiesti dai pazienti, troviamo sicuramente tutte quelle zioni rivolte alla riduzione delle rughe (ritidectomia o lifting) o del tessuto adiposo (lipofilling).
    • Per quanto riguarda il seno, la chirurgia estetica può portare a incredibili risultati sia nell’ingrandimento (mastoplastica additiva) sia nella riduzione (mastoplastica riduttiva). Inoltre, è possibile intervenire nella totale riduzione del seno tramite una ginecomastia.
    • Gli interventi che si concentrano sul corpo sono invece l’addominoplastica che mira a ricostruire i muscoli addominali o la liposuzione che permette di rimuovere il tessuto adiposo in eccesso.

    I professionisti della chirurgia estetica

    Quando si sceglie di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica è bene saper scegliere con attenzione il chirurgo estetico a cui ci si vuole affidare, assicurandosi di far intervenire sul proprio corpo un professionista affidabile che sappia rispettare e armonizzare le proporzioni e le misure del corpo del paziente. Infatti, intervenire tramite la chirurgia estetica non significa stravolgere il proprio corpo, ma migliorare solo ciò che non è considerato armonioso dal paziente. Il rispetto delle forme e delle proporzioni del corpo è ad esempio il parametro cardine che guida il chirurgo Stefano Campa della “Stefano Campa Clinic“, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Solo agendo in questo modo, infatti, il chirurgo estetico può assicurare la cura assoluta di dettagli e sarà capace di garantire un ottimo risultato.

  • Roma, prima assemblea di Progetto Italia: Carlo Malinconico Presidente della nuova forza moderata

    “Serve una forza moderata per portare l’Italia fuori dalla stagnazione e dalla decrescita”: con questo messaggio, Carlo Malinconico ha inaugurato la prima assemblea di Progetto Italia per la buona politica, nuova forza moderata e riformista, nata nell’alveo politico del centrodestra italiano.

    Carlo Malinconico

    Carlo Malinconico all’inaugurazione di Progetto Italia

    Si è svolto il 4 marzo a Roma, nella sala conferenze del Dub House Hotel, il primo incontro nazionale della nuova formazione di centrodestra denominata Progetto Italia per la buona politica, nata con il fine di far convergere le voci moderate e liberaldemocratiche italiane. Il movimento vede Carlo Malinconico, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nelle vesti di Presidente, e Massimo Baldini in quelle di Coordinatore Nazionale. “La priorità è l’economia”, è il messaggio chiaro di Carlo Malinconico, che ha sottolineato la volontà di Progetto Italia di mettere al centro il sistema delle imprese italiane. L’intervento del giurista ha poi toccato un altro tema caro alla nuova forza politica di stampo moderato: il ruolo dell’Italia nello scenario politico ed economico internazionale, soprattutto in quello europeo: “L’Italia è un grande Paese oggi sottodimensionato in ambito internazionale”, ha dichiarato il Presidente di Progetto Italia, “dobbiamo recuperare un ruolo soprattutto sullo scacchiere europeo: Francia e Germania lavorano a una conferenza sul futuro dell’UE mentre noi siamo assenti a questi tavoli”. Come indicato anche dal nome prescelto per il nuovo movimento moderato, dall’incontro è emersa la necessità di fare ritorno a una “buona politica”, che dia voce al mondo moderato, liberale e democratico e che permetta al Paese di uscire dall’attuale periodo di crisi socio-economica.

    Carlo Malinconico, la carriera del giurista e Presidente di Progetto Italia

    Originario di Roma, città dove tutt’oggi risiede insieme a sua moglie, Carlo Malinconico è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Avvocato dello Stato durante i cosiddetti anni di piombo, diventa Consigliere di Stato nel 1985, superando, come primo in graduatoria, uno dei concorsi pubblici più complessi. In seguito a tale esperienza, nel 2002 riceve un incarico di docenza nella Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze (SSEF), a cui fa seguito l’ottenimento della cattedra di Giurisprudenza presso l’Università di Udine. Al contempo, le competenze specialistiche nel settore legale lo conducono alla fondazione dell’omonimo Studio Legale, specializzato nell’ambito del diritto amministrativo. Nel 2005 il giurista ottiene un altro incarico di docenza, insegnando Giurisprudenza presso l’Università di Roma – Tor Vergata. Esperto di diversi rami del diritto, tra gli incarichi di rilievo di Carlo Malinconico spiccano quelli di Segretario Generale del secondo Governo Prodi e Sottosegretario di Stato del Governo Monti. È stato, inoltre, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro, Consigliere Giuridico dell’Autorità della concorrenza e del mercato, oltre che Direttore Generale dell’Autorità dell’energia elettrica.

  • Tgcom24: l’artista Laura Bruno di Spoleto Arte incanta con “Gocce di pensieri”

    Si muovono le più svariate forme di consapevolezza nell’arte di Laura Bruno. Pittrice e scultrice della rosa di Spoleto Arte, è protagonista del nuovo servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena con “Gocce di pensieri”.

    Con oltre vent’anni di esperienza artistica internazionale, Laura Bruno continua ad affascinare il pubblico per l’intensità e la misteriosità delle sue opere. Nelle sue sculture, così come per i suoi dipinti, si può infatti rimirare un nucleo, un concetto attorno al quale si stratificano i pensieri, materializzandosi sotto forma di volti, segno e colore.

    Laureata in Lettere moderne, Laura Bruno dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli comincia a esporre in Italia e all’estero. Tra gli eventi a cui ha preso parte vi è la mostra “Grazie Italia”, tenutasi nel 2015 al Padiglione Guatemala della 56° Biennale di Venezia. Musei e chiese, italiane e straniere ospitano diverse sue creazioni.

    I quadri di Laura Bruno sono riconoscibili per le sue escursioni in campo surrealista e iperrealista. Dimostrano con coinvolgimento l’interesse per la vita, valore portato in risalto da una tavolozza irrequieta e dai ritratti simbolici. Dietro ogni volto si cela sempre un’umanità che spesso viene ferita, ma che emana una forza magnetica. La sua attenzione per il dettaglio inoltre apre le porte a un continuo andirivieni tra conscio e inconscio, a una metamorfosi tra realtà e finzione che svela il nocciolo di una questione esistenziale. Un’analisi, quella di Laura Bruno, che non si sofferma sull’apparenza, ma va a fondo, per portare a galla quanto c’è di apparentemente sconcertante nell’animo umano: il suo profondo attaccamento a una natura ancora primitiva.

    Il critico d’arte Vittorio Sgarbi scrive: «Emblematiche e significative. Visioni modificate che si affidano a una sorta di compenetrazione metamorfica fra uomo e animale […] di sapore surrealista. Un ritratto virile, quasi iperrealistico. L’opera artisticamente più evoluta fra quelle a me note dell’artista[…] anche in ragione della solidità del disegno e delle esibite capacità di calibratura compositiva. […] È questa la strada espressiva che più rappresenta l’arte della Bruno e verso la quale consiglio di proseguire».

  • Gli aspiranti medici al lavoro per il test di medicina

    Mentre il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia in programma il prossimo 1° settembre è ancora circondato da incognite a causa dell’emergenza Covid-19, molti aspiranti medici guardano verso l’estero per iniziare la loro carriera internazionale. 

    Quest’anno saranno 13.500 i posti disponibili per le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università pubbliche italiane (+ 17% rispetto allo scorso anno), ma si stima che il 1°settembre si presenteranno al test ben 70mila future matricole. Il numero di esclusi è altissimo ma c’è una strada alternativa che piace sempre di più: molti aspiranti medici guardano, infatti, all’estero per una carriera internazionale.

    Le università straniere offrono infatti, più tempo all’esperienza in corsia e in sala operatoria grazie a percorsi didattici basati in gran parte sulla pratica, lo studio in lingua inglese in un contesto accademico, il confronto con modalità didattiche innovative che spaziano da laboratori di biochimica fino alle simulazioni di casi clinici su simulatori dei pazienti e soprattutto maggiori opportunità di carriera, grazie al conseguimento di un titolo accademico valido in Europa, Canada e USA. L’esperienza internazionale, infatti, fa spiccare il volo alle carriere: in media la retribuzione lievita del 40%, le prospettive di occupazione sono molto maggiori, il mercato di riferimento è più stimolante.

    Lo sostiene Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali, a fronte di 6 anni di attività in Italia a fianco di più di 1.000 studenti che hanno scelto di studiare Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia oltre frontiera.

    Mete preferite e università di prim’ordine per gli aspiranti medici italiani: la Charles University di Praga (tra le 30 migliori università d’Europa), la Masaryk University di Brno (tra le 100 migliori università d’Europa), ma anche l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, la University of Rijeka a Fiume in Croazia, l’European University Cyprus a Nicosia e la Pleven Medical University in Bulgaria.

    «Secondo lo studio condotto da The Joint Action on European Health Workforce Planning and Forecasting la prospettiva di una carriera internazionale è sempre più attrattiva per gli aspiranti medici. Si stima che in Europa nei prossimi anni ci sarà bisogno di un milione di professionisti sanitari. Aver studiato in un contesto internazionale, con una formazione in lingua inglese, sarà un plus riconosciuto che consentirà al giovane universitario di costruire il proprio percorso lavorativo, certo di aver ricevuto la migliore formazione possibile. Teorica, sì, ma anche pratica. Perfetta per affrontare ogni genere di situazione» – dichiara Luca Petti Cammarata, direttore generale di Medicor Tutor.

     

    TEST D’INGRESSO – Le prossime date per i test di ingresso nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia delle Università partner di Medicor Tutor sono le seguenti:

    – Università di Rjeka (Fiume): Sabato 18 Luglio 2020 – Verona/Roma/Milano;

    – Charles University di Praga (sede di Pilsen): Sabato 25 Luglio 2020 – Roma/Milano;

    – Masaryk University di Brno: Sabato 01 e Lunedì 03 Agosto 2020 – Roma/Milano;

    – UPJS University di Kosice: Sabato 22 Agosto 2020 – Roma/Bari/Milano.

  • Renord riapre le sue sedi

    La storica concessionaria Renord ha riaperto le sue sedi nel pieno rispetto delle nuove normative di sicurezza ed è pronta a presentare a tutti i clienti nuove promozioni per festeggiare i suoi cinquant’anni di storia e successi.

    Milano, maggio 2020 – Lo scorso 4 maggio, in occasione dell’avvio della cosiddetta Fase 2, le concessionarie Renord hanno riaperto le porte ai loro clienti in tutto il territorio milanese. Gli showroom di Milano, Sesto San Giovanni e Monza riservano ai propri clienti nuove promozioni e presentano un progetto di fundraising volto al potenziamento delle terapie intensive dell’Ospedale San Raffaele. Il 2020 per Renord è anche l’anno in cui si celebrano i primi cinquant’anni di attività, occasione per cui ha inoltre deciso di puntare su un restyling del logo. 

    Rimettersi in moto, in sicurezza

    Dopo il periodo di lockdown le riaperture al pubblico richiedono di attuare una serie di norme igieniche volte a garantire la sicurezza di tutti, dipendenti compresi. Le sedi di Renord hanno riaperto rispettando i nuovi protocolli e ognuna è stata dotata di gel igienizzante e guanti monouso disponibili in appositi dispenser, mentre tra il dipendente e il cliente è stato installato un divisore in plexiglas per mantenere la necessaria distanza di sicurezza. 

    Le nuove norme igieniche sono state adottate già durante il lockdown per l’assistenza in officina delle automobili che, dopo una pre-sanificazione, sono state consegnate al cliente solo dopo essere state attentamente igienizzate. 

    Novità e solidarietà

    Per accogliere nuovamente i clienti negli showroom Renord ha pensato a diverse promozioni, tra cui incentivi fino a 1.500 euro per la pronta consegna e sconti sui primi sei mesi delle rate di finanziamento. In particolare, le rate vengono scontate simbolicamente di 1 euro che verrà donato per aiutare la Protezione Civile nella lotta al Covid-19. Altra iniziativa di fundraising è quella in favore del potenziamento della terapia intensiva al San Raffaele di Milano.

    Una nuova veste per festeggiare 50 anni di storia

    Dal 1970 la Concessionaria Renord ha stabilito con i clienti un solido rapporto di fiducia che gli ha permesso di diventare una certezza nel mercato dell’automotive del nord Italia e leader nella vendita dei brand Renault, Nissan e Dacia. Oggi, Renord ha sei sedi operative nell’ambito dell’assistenza e della vendita ed è una tra le più rinomate concessionarie in Lombardia. 

    Quest’anno il cinquantenario di Renord è celebrato anche da un logo che si rinnova nella grafica: protagonista per tutta la durata dell’anno sarà infatti il numero 50, ridisegnato avendo cura delle tendenze attuali che prediligono linee minimal ed eleganti, mantenendo il legame con il passato ma con un occhio al futuro.

     

     

  • Cane, gestazione e parto: l’ambulatorio veterinario Aleandri per tutte le visite e gli esami

    La gestazione del cane può durare, a seconda della razza e del caso particolare, dai 55 ai 75 giorni: in questo arco di tempo, la tua piccola amica dovrà essere trattata con speciale amorevolezza, a motivo della sua nuova, peculiare condizione psicofisica.

    Una dieta mirata, più intensa e nutriente, le fornirà tutti i principi nutritivi di cui lei e i suoi cuccioli avranno bisogno; un adeguato iter di visite ed esami servirà ad accertare che si mantenga in salute e che i feti si sviluppino correttamente.

    In tal senso, il veterinario assume un ruolo fondamentale fin dai primi giorni di gestazione. Se hai il sospetto che la tua cagna sia incinta, portala immediatamente in ambulatorio per verificare che stia bene e per confermare la diagnosi di gravidanza.

    Il veterinario procederà ad una palpazione per individuare le bozze fetali e ad altri esami specifici.

    Le successive visite ostetriche si baseranno sull’utilizzo di uno strumento diagnostico attendibile e del tutto sicuro per la salute della cagna e dei piccoli: l’ecografia.

    Con questa procedura è possibile seguire la crescita dei feti durante tutto l’arco della gestazione e intervenire tempestivamente in caso di anomalie.

    Quando la tua cagna è incinta, quindi, devi poter contare su un’assistenza veterinaria completa in grado di fornire tutte le prestazioni ostetriche del caso, dai controlli di routine alla risoluzione di eventuali problematiche, fino al delicato momento del parto.

    Il Centro Veterinario Aleandri di Roma rappresenta in tal senso un punto di riferimento d’eccellenza.

    Dotato di un’equipe veterinaria qualificata, competente e altamente professionale, il Centro si avvale di un reparto di ostetricia perfettamente attrezzato con una dotazione d’avanguardia per la diagnostica e il parto cesareo, sia programmato che d’urgenza.

    Presso l’ambulatorio Aleandri è possibile ottenere anche esami molto particolari come la “diagnosi precoce ecografica” che permette di risalire in qualsiasi momento all’età dei feti e di prevedere la data del parto: ciò si rivela prezioso soprattutto quando è necessario programmare il parto cesareo.

    L’assistenza ostetrica del Centro Veterinario Aleandri non si esaurisce con la gravidanza e il parto, ma si prende cura del tuo cane con strisci vaginali, dosaggi ormonali e altre metodiche di controllo volte a valutare l’andamento dell’ovulazione e a proteggere la salute dell’apparato riproduttore.

    Per saperne di più >>