Brexit, fissato il prossimo round tra Londra e Bruxelles

La questione Brexit continua a tenere banco nei rapporti tra Londra e Bruxelles, dopo il nulla di fatto dei primi incontri. Il prossimo round negoziale è stato fissato in calendario per la settimana del 18 settembre. Poi come sollecitato dalla Gran Bretagna (che vuole infittire il programma di meeting) ce ne sarà un altro ancora agli inizi del mese di ottobre. Quest’ultimo andrà quindi in scena poco prima che ci sia il vertice UE del 19 ottobre.

La May ci prova ma i mercati restano scettici

brexit mayI negoziati stanno procedendo senza grandi colpi di scena ma neppure grossi passi avanti. Si prosegue tra comunicati che invitano alla cooperazione ed altri che invece si riservano stoccate reciproche. Nel frattempo il primo ministro britannico Theresa May ha in programma di tenere un discorso sulla uscita del Regno Unito dalla UE entro fine mese (al momento non c’è una data in calendario). Resta comunque la forte sensazione che la strada da percorrere si ancora piuttosto impervia.

L’incertezza sull’esito dei negoziati spinge i mercati alla prudenza. Il rafforzamento della sterlina cui si è assistito negli ultimi tempi, con i prezzi prossimi alle Bande di Bollinger, è da ricondursi a fattori esogeni come il dollaro debole e l’aumento del corto speculativo registrato durante la prima settimana di settembre. Non sembra infatti essere riconducibile agli ultimi dati macro, che anzi hanno deluso le aspettative. Basti pensare che il PMI è sceso in prossimità dei minimi di settembre dell’anno scorso. Non è un caso che in seguito il valore del pound sia tornato a scendere e il grafico three line break si avvicini al punto di reversal.

Tornando alla Brexit, va evidenziato che nessuno sa prevedere che scenari si apriranno da qui ai prossimi 2 anni. Soltanto gli economisti di Morgan Stanley – in una relazione – sostengono ancora che ci sia il 10% di possibilità che il Regno Unito rimanga nell’Unione europea. Certo non a pieno titolo, ma con un accordo che lascerà le cose più o meno come sono oggi. Ma al momento sembra difficile credere in quel 10%.