Parlare dei metalli non è sempre, purtroppo, un argomento positivo. I preziosi realizzati in oro e argento, le lamiere che costituiscono buona parte della nostra auto, le lame industriali, le guide di scorrimento e le guide per macchine utensili che ogni giorno vengono utilizzate senza per questo godere del dovuto apprezzamento relativo la straordinaria utilità/funzionalità, questi sono solo alcuni degli aspetti positivi, certamente i più comuni e (apparentemente) banali a cui i metalli industriali sono destinati. Esiste però anche un aspetto pericoloso ed oscuro dei metalli, riguarda ovviamente quelli tossici derivanti dagli scarti di produzione industriale e che vanno ad inquinare in maniera devastante l’habitat in cui quotidianamente ci muoviamo. Trattasi di scorie, metalli radioattivi e tossici la cui presenza è particolarmente elevata nei fondali oceanici che, guarda caso, detengono una straordinaria varietà di ecosistemi unici, delicatissimi, tesori viventi che una volta perduti risultano irrecuperabili, per sempre. Pare oggi che l’opera di salvataggio di queste aree del profondo contaminate o a rischio contaminazione, sia destinata ad un minerale, si tratta di una ruggine verde, particolarmente rara, essenziale per la costituzione dell’atmosfera terrestre, che risulta essere in grado di “fagocitare” questi residui metallici e quindi liberare acque e fondali dalla presenza delle tossine.
Lascia un commento