Fino agli anni Cinquanta dello scorso secolo, colui che frequentava il Liceo classico e che conseguiva un titolo universitario di tipo umanistico era considerato ai vertici della scala intellettuale e sociale. Soltanto le famiglie più agiate e le menti più brillanti potevano permettersi di intraprendere un percorso di tipo letterario, filologico o umanistico in generale, e le persone che conseguivano questi titoli di studio erano considerati la futura classe dirigente, l’elite della società, la punta di diamante della gioventù.
Oggi, la situazione è completamente diversa: i laureati in Lettere e Filosofia vengono guardati dall’alto in basso: il loro percorso universitario appare per lo più inutile e superfluo, quasi non vi fosse più spazio per lo studio della Letteratura e delle Arti.
Eppure sappiamo tutti che i “tecnici”, da soli, non sono sufficienti a far funzionare le cose come dovrebbero, mentre uno sguardo più ampio ed illuminato può arricchire notevolmente l’analisi di uno scenario e la ricerca di soluzioni ai problemi.
Per questo cambio di mentalità riguardo gli studi umanistici, i laureati in Lettere, Filosofia, Beni Culturali etc. incontrano grandissime difficoltà a trovare lavoro dopo la laurea. Da un lato, infatti, vengono snobbati dalle aziende in cerca di personale. Dall’altro, però, mancano spesso di idee sufficientemente chiare per raggiungere il traguardo di un lavoro soddisfacente e qualificato.
Cosa vuol dire avere le idee chiare? Significa sapere quale professione si vuole intraprendere e conoscere la strada da percorrere per convergere verso l’obiettivo.
Un buon metodo per trovare lavoro con una laurea umanistica è quello di frequentare un master di specializzazione. I master rappresentano un ottimo biglietto da visita per le aziende, perché le aziende sanno che durante un corso di master gli allievi entrano in possesso degli strumenti del mestiere e delle capacità relazioneli/umane per svolgere nel migliore dei modi il proprio lavoro. Con un master – in poche parole -le aziende risolvono i problemi legati alla formazione, delegandola ad un soggetto esterno.
Prima di iscriversi ad un master, però, bisogna riflettere bene sul tipo di percorso formativo che si intende affrontare, ricordando che bisogna scegliere un master che consenta un accesso immediato e diretto al mondo del lavoro e che non sia una mera prosecuzione degli studi universitari.
Per un laureato in materie umanistiche, il percorso consigliato è spesso quello del settore Human resources, raggiungibile attraverso uno dei tanti Master Risorse Umane che ci sono in giro.
Al di là delle Risorse Umane, però, ci sono molte altre strade: esperto di metodi di formazione innovativi, counselor, esperto di compliance, esperto di relazioni sindacali e Consulente del lavoro. Per ognuna di queste professioni esistono master e corsi specifici, l’importante è controllare che:
- il master abbia un’impronta pratica e non solo teorica;
- la business school offra la possibilità di stage e tirocini in azienda;
- i formatori siano professionisti provenienti dal mondo del lavoro.
Solo scuole con questo imprinting possono garantire una formazione che dia accesso al mondo del lavoro, facendo fruttare l’investimento economico (spesso piuttosto significativo) del master stesso.
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