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  • Intervista di Alessia Mocci a Maria Lucci ed al suo Anima Divelta, Rupe Mutevole

    Anima Divelta”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Maria Lucci. L’autrice, come racconta nell’intervista, scrive da quando aveva vent’anni e ritiene che sia la ferita della vita a provocare la scrittura; quando ci si sente tristi la penna è la medicina migliore. Il 24 maggio 2012 ci sarà la presentazione de “Anima Divelta” al centro culturale A.Fabrizi di Roma, occasione nella quale sarà presente l’autrice e si leggeranno alcune poesie tratte dalla raccolta.

    Maria Lucci è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per farsi conoscere meglio dai lettori. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Maria Lucci: Le prime poesie sono nate intorno ai vent’anni quando ho avvertito il bisogno di scrivere. Oggi posso dire che era l’età in cui ho cominciato a sentire le prime ferite della vita e ad avere consapevolezza delle mie fragilità. A scuola, comunque, amavo tantissimo i temi, avevo sempre tanto da dire ed, ovviamente, italiano era la mia materia preferita! Ora sto terminando un breve romanzo, una piccola “recherche” nel mio passato perché non fugga…


    A.M.: La tua raccolta ha un titolo particolare, vorresti spiegarci qualcosa a proposito?

    Maria Lucci: In effetti la parola anima nell’immaginario suscita serenità, pace o, comunque, è legata ad un’idea di quiete, leggerezza, evanescenza. Io, invece, ho voluto accompagnarla con un aggettivo forte che ben rappresenta la mia inquietudine che trova, però, scioglimento proprio nella scrittura, la voce della mia anima.


    A.M.: Quali sono le tematiche di “Anima Divelta”?

    Maria Lucci: “Anima divelta” raccoglie sentimenti, emozioni, riflessioni, intuizioni, rivelazioni nate nei più disparati momenti della mia vita, tragici e definitivi come la morte dei miei genitori, appaganti come l’incontro con la culla della nostra civiltà ovvero la Grecia, nostalgici come il ricordo della mia infanzia in un paesino d’Abruzzo, visionari come i desideri…


    A.M.: Descrivi con cinque aggettivi “Anima Divelta”.

    Maria Lucci: “Anima divelta” è un libro profondo, domestico, spigoloso, accogliente, sorprendente perché i versi nascono da un approccio profondo e tormentato alla vita, eppure ci si può sentire a casa, perché ci si può ritrovare in qualche verso. La ricerca della parola, lo scavo, per dirla con Ungaretti, può rendere la lettura non facile ma l’evocazione, improvvisamente compresa, riconosciuta e condivisa, può non far sentire il lettore straniero. Infine la varietà dei temi, seppure sul sentiero della nostalgia di un quid non sempre identificato, può sorprendere il lettore quando gira la pagina.

    A.M.: Quale pensi sia il target di lettori che apprezzeranno la tua raccolta?

    Maria Lucci: In genere, quando ho regalato poesie, nelle occasioni importanti della vita di chi le riceveva, sono state apprezzate indipendentemente dall’età. La poesia è nella vita.


    A.M.: A chi dedichi “Anima Divelta”?

    Maria Lucci: Ho dedicato la raccolta ai miei genitori perché non ci sono più e perché mi hanno lasciato in eredità valori profondi senza i quali non sarebbe nata la mia scrittura.


    A.M.: Se potessi scegliere una città nella quale vivere per aver maggiore ispirazione, dove andresti?

    Maria Lucci: L’ispirazione più grande me la dà il mare per l’orizzonte sconfinato e la novità che può portare, dunque sceglierei un’isola ma è la natura in generale ad ispirarmi, innanzitutto con il silenzio e poi con la sua potenzialità di vita.


    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Maria Lucci: Finora mi sono trovata bene, seguita, mi pongo però il problema della distribuzione del libro. Preciso: non mi interessa l’aspetto economico ma la possibilità che possa essere trovato facilmente.


    A.M.: A breve ci sarà una presentazione di “Anima Divelta”, potresti raccontarci qualcosa?

    Maria Lucci: La presentazione avverrà il 24 maggio al centro culturale A.Fabrizi a Roma. Sarà presente Paola Gaglianone di Unomattina, che si occupa di poesia nella trasmissione e con l’associazione Civita. Un attore leggerà le mie e quelle del libro di G.Angius e S.Denti “Incontro” che sarà presentato insieme al mio. U. Broccoli, probabilmente, terrà i saluti iniziali. So che Silvia Denti ha invitato anche A.Bevilacqua. Insomma una bella occasione per parlare di poesia, bellezza, arte che hanno per me un valore salvifico, è per questo che mi rincuora la presenza di tanti miei attuali ed ex alunni.


    A.M.: Salutaci con una citazione

    Maria Lucci: Diceva Montale che la scrittura nasce da una dis-armonia con il mondo. È vero ed aggiungo che vivere questa disarmonia rende la vita più autentica.

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/23/intervista-di-alessia-mocci-a-maria-lucci-ed-al-suo-anima-divelta-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Il Demonio di Sant’Andrea di Gaetano Allegra, 26 maggio 2012, Potenza

    Sarà il 26 maggio 2012 alle ore 21:00 la presentazione del romanzo storico “Il Demonio di Sant’Andrea” presso la libreria Ubik in via Pretoria 50 a Potenza.

    “Il Demonio di Sant’Andrea” è stato pubblicato nell’aprile 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di confine”. L’autore è Gaetano Allegra che sarà presente alla presentazione per illustrare il suo romanzo e le tematiche affrontate.

    Opera prima del giovane Gaetano Allegra, ex giornalista e autore di testi televisivi. Un romanzo storico che Rita Borsellino ha definito “ricco di ideali nobili e cristallini”, tanto da decidere di dedicargli una prefazione scritta di proprio pugno.

    Ambientato nella Basilicata del 1860, il romanzo è una storia di fantasia inscritta in un contesto più puramente storico, nel quale il brigantaggio lucano (Carmine Crocco in primis) è riportato con rara fedeltà e rarissima dovizia di particolari.

    Un’Italia che nessun libro di storia ha mai descritto, raccontata tramite i diari di alcuni protagonisti del XIX secolo (lo stesso Crocco e il generale Borjes) e grazie alle cronache giornalistiche dell’epoca, cronache spesso sepolte, che parlavano di stragi e di eccidi tutt’ora inspiegabilmente omessi dai testi di studio. Una storia tutta lucana, che narra dell’orgoglio di questa terra fiera, nobile e meravigliosa, eppure calpestata nei secoli dagli stivali di popoli stranieri.

    “Il Demonio di Sant’Andrea” è però soprattutto un romanzo, una favola tutta da leggere, un racconto avvincente che non si vuole porre come un documentario, ma semplicemente come una piccola storia di grandi uomini che, forse, possono essere esistiti davvero.

    Evento su facebook:

    http://www.facebook.com/events/296656713754329/

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/22/presentazione-de-il-demonio-di-santandrea-di-gaetano-allegra-26-maggio-2012-potenza/

  • Quando non passa il tempo di Francesca Santangelo Rupe Mutevole Edizioni

    Come se non fosse mai stato ieri/ quell’amore sopito,/ quello di un tempo./ Che sia uguale/ o diverso che importa./ Quell’amore, quello di un tempo./ Che sia come sia,/ come il tempo,/ quello di adesso, quello di ieri, uguale,/ di oggi, come sempre./ Come se non fosse mai stato ieri./ Chi conosce questi amanti?/ […]” – “Quando non passa il tempo”

    Una lirica che mantiene uno stretto rapporto con le figure della ripetizione, quali l’anafora e l’allitterazione. L’incipit con la comparazione solidifica il rapporto di passato e malinconia presente nel resto della lirica omonima del titolo della raccolta. L’amore passato, l’amore trascorso che ancora invade il presente e celebra con esso una mesta continuità.

    Quando non passa il tempo”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Francesca Santangelo. La prefazione è a cura del Professore Filippo Brancato, è presente una dedica iniziale ad Elsa, al figlia dell’autrice. Una silloge pregna di liriche che hanno come tematiche principali l’ansia, il tormento, la bramosia d’amore, il mettere a nudo l’animo. Una sorta di spiegazione di chi si è nei confronti della realtà, dei propri sogni ed aspirazioni nella vita, sogni che talvolta non mi materializzano come dovrebbero.

    Ma in “Quando non passa il tempo” le liriche diventano anche interpretazione di una società alienata e superficiale che non riesce a riflettere con la propria testa e che, come un gregge, si muove tra le strade, virtuali e non. Una società che non trova più il suo equilibrio nella giornata, impaurita dall’esser simile alla massa ed al contempo impaurita di staccarsene troppo.

    Il tempo infrange la nostra assenza,/ sta vicino e ti tormenta,/ come un bussare continuo al tuo cuore,/ quasi a volerti ricordare/ che non è passato silenzioso/ ma è rimasto lì accanto sopito/ e noi ignari della sua presenza/ abbiamo scritto parole di lui e di noi,/ ed immaginato come se vissuto/ un racconto di vita e di brevi ricordi./ […]” – “Nemico il tempo”

    Ed ancora è il tempo trascorso che nasconde e riproduce gli antichi ricordi di una relazione ormai terminata. Uno sguardo dietro le spalle ed è come se gli anni non fossero mai trascorsi, tutto è rimasto immutato agli occhi della mente. Una ricerca di autenticità dal presente che si ripercuote sull’Io Poetico come un martello pneumatico che ricongiunge l’immaginazione agli eventi realmente vissuti.

    Sorrisi spenti e celati dolori/ abitano le orme dei passanti./ Volti inesistenti senza dolore/ ne gioia, senza colore./ Li osservo./ Tutti uguali./ Si nascondono tra la folla./ La folla non li nasconde./ Sostano./ Mangiano, parlano, bevono e ridono./ Ridono delle loro bugie a consolar/ solo apparenza./ Dentro./ […]” – “Risvolte”

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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    http://oubliettemagazine.com/2012/05/17/quando-non-passa-il-tempo-di-francesca-santangelo-rupe-mutevole-edizioni/

  • Rupe Mutevole Edizioni partecipa alla Fiera del Libro di Milano dal 26 al 29 ottobre 2012

    La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni è fiera di comunicare la sua partecipazione alla Fiera del Libro di Milano che si terrà a Milano dal 26 al 29 ottobre 2012.

    Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciannove le collane editoriali della casa editrice, diciannove sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”.

    La Fiera Internazionale del Libro Milano Linate presso il Parco Esposizioni Novegro, organizzata da MJM-Sil srl, vuole essere un punto di riferimento per tutta l’iniziativa editoriale italiana e straniera.

    Ricordiamo che la capitale del commercio che è Milano offre una vasta gamma di servizi e soprattutto un’eccellente piattaforma lavorativa. Milano offre le sue numerose linee metropolitane, servizi autobus e tram, ferrovie dello stato da e per tutte le città italiane e una vasta rete comunicativa che interagisce perfettamente con il cittadino. Pertanto non poteva mancare a Milano la Fiera Internazionale del Libro che si offre come una porta sull’universo della letteratura contemporanea. La cultura meneghina aspettava da tempo questo evento.

    L’ingresso gratuito, voluto dall’organizzatore, non è che una delle idee vincenti, di questa Fiera Internazionale del Libro ed atta a portare uno sorprendente afflusso di visitatori da tutta Italia, studenti di ogni ordine e grado, nonché turisti. La gratuità dell’ingresso favorisce molto il mercato editoriale moderno che consentirà alle famiglie visite libere e ripetitive, durante i giorni espositivi, e un innumerevole acquisto di opere.

    Potrete trovare tutti i libri e gli autori della casa editrice Rupe Mutevole nello stand 60, accanto alla biglietteria ed al bar, dunque prendetevi un caffè con noi!

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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  • Intervista di Alessia Mocci a Diego Civita ed al suo Sogni d’armonia, Rupe Mutevole

    Sogni d’armonia”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Diego Civita. Una raccolta che intrattiene al suo interno temi quali: l’uomo, la vita, l’amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell’arte, i figli, l’armonia, il contrasto. Dalla prefazione: “[…]Un uomo attivo, eclettico, questo autore, il quale non smette di stupire se stesso e chi gli sta attorno. Non si lascia sopraffare mai dalla malinconia distruttiva, al contrario egli cerca di renderla evocativa, capace di far indugiare il pensiero e portare alla luce il lato positivo, quello che poi va a costruire, a formare nuove idee, nuove cose. Come una vacanza dalla quale è difficile staccarsi perché piena di peripezie, di rivelazioni, di scoperte. Magari c’è intrigo, rischio, pericolo, però ci si affeziona lo stesso, anzi, la si ama di più questa vacanza, proprio per le caratteristiche sanguigne, mai banali, stimolanti, ricche.[…]”.

    Diego Civita è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Che cosa significa per te “scrivere”?

    Diego Civita: Scrivere è un tuffo nell’inconscio col fiato sospeso e proteso ad un mondo reale od immaginario ma pur sempre fratello perché vero amico delle più profonde emozioni che cerco di trasmettere nella loro bizzarra e molteplice varietà che è la cosa più bella che ci rimane di un uomo a maggior ragione di chi vuole esprimersi con l’arte, non ci vuole solo tecnica o retorica o studi eccelsi, che pur servono e completano colui che scrive o s’esprime in arte nella crescita e ricerca continua, ma credo, non vuole essere presunzione che la genuinità dell’atto creativo per un minimo di talento è come saper amare richiede libera ricerca ed espressione che pesca al mondo visionario e profondamente vero o vero simile d’un inconscio creativo, un vulcano da cui creare rocce multiformi e di vario colore e terre nuove e piene di vita. Questo vuol’essere il mio messaggio, il mio cercare e ricercare una chiave per vedere il mondo e per vedermi attraverso di lui rispecchiato nel volto spero di molti miei simili, e riuscirci sarebbe davvero un successo oltre il plauso d’una recensione; libertà d’esprimere valori e metterli in arte, il bello, il vero a volte, il saggio, l’estremo,l ‘orribile, etc, lo sforzo più grande di conservare se stessi anche nel tentare a volte l’oggettività.

    A.M.: Che cosa hai provato quando hai preso in mano per la prima volta “Sogni d’armonia”?

    Diego Civita: Sogni d’armonia è un nome che tra gli inquieti di questa epoca in cui mi ci rivedo, cerco un’armonia che spesso non trovo esternamente in un mondo che sta andando a rotoli per vari motivi, un’armonia interiore sudata in piccola parte trovata ed ancora anelata dentro di me, una collocazione spazio-temporale fuori dal solito, una cosa che riguarda me e potrebbe in questo momento storico riguardare molti se non quasi tutti.

    A.M.: Quali sono le tematiche presenti ne “Sogni d’armonia”?

    Diego Civita: “Sogni d’armonia” è una raccolta di vecchio e molto nuovo mio lavoro, è una grande emozione vedere concretizzare una raccolta così intensamente formulata e miscelata di tanti anni messi insieme e di nuovissimi diversi componimenti ,anche tra di loro, non solo come tematiche. Sicuramente una grande soddisfazione e spero un bel lavoro. Le tematiche sono l’uomo, la vita, l’amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell’arte, i figli, l’armonia, il contrasto.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria?

    Diego Civita: Dedico Sogni d’armonia alla mia cara amica quasi compagna attuale, a mia madre e a tutti quelli, (pochi) che mi hanno spinto a non demordere ed a crederci sempre anche nei momenti più difficili ed in cui non credevo più nel lavoro artistico in genere ,a mia nonna ed a mio fratello disabile. Non è stato facile raccogliere le forze e la voglia di rivedere e mettere insieme i vari componimenti negli anni, in alcuni periodi, la poesia è stata la mia salvezza, il mio rifugio segreto, ringrazio e capisco tutti quelli che han bisogno dell’arte in genere come hanno bisogno quotidiano ed indispensabile del cibo, dell’aria, dell’acqua.

    A.M.: Qual è il tuo pensiero sul social network?

    Diego Civita: Il social network non è il mio forte, ma lo trovo ben organizzato e pubblicizzato.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Diego Civita: “La scienza naturale dell’uomo” sull’etologia, la ricerca comparata sul comportamento umano di Konrad Lorenz, questo è l’ultimo mio amatissimo libro letto. L’ultimo film visto è :”Il dono” da una storia vera, la storia di Ben Carson.

    A.M.: Se potessi scegliere in quale città vivere, qual è il luogo nel quale troveresti maggiore ispirazione?

    Diego Civita: A me piace tantissimo il Giappone, l’ispirazione potrebbe venire in diversi luoghi o circostanze o prima o dopo taluni avvenimenti od accompagnati da musiche o persone, comunque credo che nella natura selvaggia piena di wilderness avrei la maggiore ispirazione perché sono anch’io un naturalista istintivo e mi definisco selvaggio come i nativi d’America, anche ai poli, nelle sterminate distese della taiga, sui fiumi, in riva a spiagge mozzafiato, in cima al tetto del mondo dove cercare se stessi visto che sono un piccolo alpinista nonché grande esploratore. La mia città preferita potrebbe essere Parigi o Buenos Aires.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Diego Civita: Con Rupe Mutevole mi trovo davvero bene e per la filosofia di vita e per il modo di relazionarsi sia con gli scrittori che con il mondo della distribuzione, molto disponibili tra l’altro, mentalità più meritocratica e di premiare i giovani talenti senza agganci politici o cose simili.

    A.M.: Hai delle novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Diego Civita: Per il 2012 ho partecipato ad alcuni importanti concorsi letterari, terrò una presentazione al locale: Ueffilo di Gioa Del Colle, rinomato locale Jazz del sud Italia il 20 maggio prossimo in una cornice di suoni e alchimie a tema, un’altra dopo l’estate forse ad Andria.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Diego Civita: La vita è come un grande circo…tutti possono stupire e far divertire, nessuno è inutile, ne indispensabile, ma ognuno può dare il suo importante contributo che se non ci sarà mancherà comunque tantissimo” Diego Civita.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

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    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/14/intervista-di-alessia-mocci-a-diego-civita-ed-al-suo-sogni-darmonia-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Riflessi condizionati dall’Amore di Mariateresa Cupane 27 maggio 2012 San Donato Milanese

    Domenica 27 maggio 2012 alle ore 18.30 presso Artea Libreria Caffè a San Donato Milanese in provincia di Milano ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Mariateresa CupaneRiflessi condizionati (dall’Amore)”.

    “Riflessi condizionati (dall’Amore), edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, formato da 24 poesie e da 34 racconti. Ricordo che uno dei racconti presenti nella raccolta “L’amore immaginato” ha vinto il Primo Premio nella Seconda Edizione del Concorso Letterario “Lembi di Carta” organizzato da Hermes Academy di Taranto.

    La presentazione di domenica vedrà la presenza dell’autrice e le letture interpretate dall’attore Lino Fontana con musiche d’atmosfera per garantire a tutti una splendida serata insieme.

    Ed eccovi due estratti dal libro “Riflessi condizionati (dall’Amore):

    “Bastavano le briciole, quindi. E a volte nemmeno quelle. Perché quando si ama ci si accontenta, ci si fida, ci si illude. E perché quando si ama si crede a tutto, per paura di scoprire una verità che non sia quella che abbiamo immaginato, una falsa verità, che ci fa tanto male. Soffriva, Annalisa, perché era consapevole che il suo era un amore malato, che c’era qualcosa che le sfuggiva, che doveva elemosinare presenze, attenzioni, parole, vita…” (estratto da “L’Amore Immaginato”)

    Cinque passi per raggiungere il mare.
    Nella sabbia l’impronta leggera,
    nel mio cuore il ritmo del Blu.

    Quattro passi per accarezzare una bambina.
    che ride, che gioca, che chiede di me.

    Tre passi per raccogliere un fiore.
    Colore, profumo, essenza di vita…
    ” (estratto da “Cinque passi”)

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/10/presentazione-de-riflessi-condizionati-dallamore-di-mariateresa-cupane-27-maggio-2012-san-donato-milanese/

  • Le novità editoriali per aprile 2012 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

    Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciassette le collane editoriali della casa editrice, diciassette sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”.

    Ecco le novità per il mese di aprile 2012:

    “Sinfonia delle tre stelle” di Patrizia Di Donato, Federica Ferretti, Azzurra Marcozzi

    quando il cielo d’Abruzzo si racconta,
    nascono gocce di rugiada
    che bagneranno indelebili i vostri cuori

    Collana “Radici”. L’Abruzzo è tornato a volare alto. La nostra cultura intende esprimersi nella sua peculiarità attraverso il codice poetico, fiore all’occhiello di un sentire che è riuscito a travalicare i confini della nostra stupenda regione, affermandosi a livello nazionale. Un incontro magico, avvenuto in una tiepida mattina di Marzo presso la loro Radio a Giulianova stazione, quello tra la poetessa Federica Ferretti, autrice de Il canto del cigno rosso, Rupe Mutevole Edizioni, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso maggio, e le conterranee Patrizia Di Donato e Azzurra Marcozzi, allo stesso modo ammagliate dalla bellezza delle parole. Era iniziato tutto per caso, complice la rete, complice un social network, che è riuscito a interconnettere e a colmare anche distanze di piccola entità, ma che a volte potrebbero sembrare enormi, dettate da campanilismi atavici, resistenti a qualsiasi giocoforza. E così, il cielo d’Abruzzo, che scivola tra le montagne innamorate del loro mare, è stato di nuovo solcato da un volo felice, quello del cigno rosso, sostenuto mentre sfiora le vette innevate d’Aprile, da una straordinaria solidarietà d’intenti, confluita appunto in un’Antologia a tre singolari voci femminili, orgogliosamente Abruzzesi. Dalla prefazione di Federica Ferretti

    “Pensieri di rugiada” di Francesco Arena

    Collana “Sopralerighe”. Il modo di esprimere poesia presente negli scritti dell’artista Francesco Arena, sottolinea come anche lui si possa annoverare fra i “Portatori di Luce”, cioè i veri artisti. Infatti, anch’egli si inserisce tra quei poeti capaci di far emergere e portare alla luce messaggi utili per l’umano operare. Va aggiunto e sottolineato che, l’artista attraverso i suoi messaggi non solo soddisfa se stesso, ma arricchisce di vibrazioni positive ogni ambiente in cui circolano i suoi scritti. Egli si potrebbe introdurre fra coloro che hanno agito con forza e tenacia passando dal sogno alla realtà quotidiana illuminando l’essere nel suo divenire eterno. Il Poeta, così operando, ci fa conoscere un tipo di realtà che spesso sfugge ai più essendo la poesia l’essenza della realtà visibile a tutti.Francesco Arena riesce, attraverso il suo poetare, a ravvivare e a vivificare quei “morti viventi” troppo spesso lontani dal messaggio poetico.

    “Il demonio di Sant’Andrea” di Gaetano Allegra

    Collana “Letteratura di confine”. Totore Iodice è un giovanissimo contadino che vive in un paesino sulle pendici del Vulture, in Basilicata. è un ragazzino sveglio e brillante, che a differenza dei coetanei ha ben delineato nella mente il proprio sogno: vuole emergere dal contesto di crassa ignoranza in cui è nato. Vuole imparare a leggere e a scrivere. Arriverà a ricattare un prete pur di riuscire nel proprio intento. Il destino, però, ha pronti per lui ben altri e incredibili progetti, tanto che la Lucania intera e poi tutto il Meridione impareranno presto a sussurrare il suo nome. Sullo sfondo di un’Italia che, ancora in fasce, vive d’ideali e speranze tanto quanto di contraddizioni e ipocrisie, le vicende di Totore s’intersecano con quelle di personaggi che nel bene e nel male hanno scritto la nascita della nostra nazione. Il brigante Crocco, il suo fido luogotenente Ninco-Nanco, l’avvocato Giuseppe Tardio, i generali Cialdini e De Sonnaz e perfino Rattazzi, Cavour, Vittorio Emanuele II. “Il Demonio di Sant’Andrea” è un romanzo dalle due facce, tanto ben distinte quanto necessariamente complementari, tanto in contrasto quanto intrecciate l’una con l’altra. La prima è l’immagine di una favola senza tempo. è la storia di una vendetta, di una ribellione, di un sogno. è una storia come potrebbero esserne esistite tante. La storia di un uomo così forte e ricco d’ideali da riuscire a ribellarsi al proprio destino. L’altra ha un tempo e un luogo ben definiti. è la cronaca della nascita di questa nazione, l’Italia, che centocinquant’anni fa emetteva i primi vagiti dopo un limbo che durava fin dalla disgregazione dell’Impero Romano. Ed è una cronaca che, ricavata dai diari apocrifi e dalle stampe giornalistiche dell’epoca, non ricalca perfettamente quella raccontata da molti libri di storia. è un po’ più rossa, forse, di sangue. è un po’ più dura da ingoiare. Senza pretese, sicuramente è un po’ più vera.

    “Viaggio nel cuore” di Roberto Colonna

    Collana “Echi da internet”. Un uomo che ha saputo osare, nelle parole così come nella vita, quando ha deciso di svoltare, cercare il proprio futuro laddove non c’era altro che un’incognita. Ha trasformato infatti la sua decisione di emigrare per riappropriasi del futuro, in un nuovo canto in senso lato “politico”, di cui appunto si fa coraggioso portavoce in qualità di poeta-musicista romano, ora residente in Australia: è tutto questo e molto altro ancora l’autore Roberto Colonna. Spinto ad espatriare per avere una possibilità in qualche modo negata dalla propria nazione di nascita, di certo ritroviamo nelle sue poesie, dei topos letterari che lo accomunano in maniera inevitabile a tanti altri emigranti: l’influenza della lontananza, così come il venire a mancare dei propri cari e la città nativa.Ma è in due componimenti soprattutto, ROMA D’AMORE e ROMA D’AMARE, che si delineano i problemi della propria Patria, incapace di tenere testa alle tue aspettative, anzi, sembra indurti ad andartene, abbandonarla, a lasciarti tutto alle spalle pur nella struggente nostalgia della tua città, che pure è la capitale, tra le sue contraddizioni e le sue bellezze.
    Paradossalmente, però, Roberto insegue un destino: realizzerà persino un sogno, quello di abitare l’Australia, dove, come ricordavamo, gli si rivela la sua “magica” propensione alla scrittura.

    “I dolci occhi dell’amore” di Vito Cimmarusti

    Collana “Echi da internet”. Autore eclettico come solo i veri poeti sanno dimostrarsi, Vito Cimmarusti mi ha conquistata per uno stile elegante eppure vicino alla vita quotidiana, quella che tocchi con mano ed ha, trova il coraggio di stupirti anche quando non te l’aspetti più. E invece, puoi riscoprire, ad esempio, la tenerezza, come in questi versi: “Amore di Nonno (a Carol). Di trepida attesa sfibrante,/miracolo d’amore vivete/ per l’incontenibile gioia raggiante/ del vate Nonno al Cielo obbediente/ il prematuro sboccio/ di un fiore inebriante…”, perché egli plasma da sempre le parole, rappresentandone le più intime inflessioni: al pari di un virtuoso musicista, suona ciascuna delle corde della nostra anima, calata nella contingenza.
    E le parole, si sa, fluiscono, come se fossero onde che ci raggiungono per ritrarsi appena dopo, di nuovo timide. Ma in quel mentre, ci hanno cambiato, ci hanno aiutato ad evolvere e, poi, non potremo più essere gli stessi, anche per la profondità degli argomenti trattati sempre con oculatezza.
    Non sta a me nè me ne assumerei la responsabilità, di esprimere un giudizio su un mondo poetico che è già multiforme, poliedrico, ricco di influssi e contaminazioni, che custodisce la lingua materna (il Pugliese), come una risorsa preziosissima, il cui risultato è un “singolare codice espressivo lirico che mi contraddistingue nel panorama poetico. Un linguaggio espresso in simboli e immagini, derivante dall’amore per la mia terra”.

    “Nata in carrozza” di Elena Leica

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. E’ nata in una carrozza Elena Leica, lo racconta in una anticipazione di un suo prossimo romanzo, lo scrive nelle note biografiche, come fosse un evento tatuato sulla sua pelle e probabilmente lo è, come ogni cosa insolita e miracolosa. Non per il fatto d’essere nata su una carrozza, quanto per essere venuta al mondo prematura, dal ventre di una madre giovanissima, e di avere subito una specie di magica previsione poi, raggiunto l’ospedale. Un medico speciale l’ha battezzata bambina fortunata nel futuro, sempre. E così è stato. I cinque giorni di prognosi l’hanno fortificata e resa unica, una bambina che avrebbe sì sofferto, ma avrebbe sempre vinto. Quel dottore, diciotto anni dopo, lei lo ha rivisto e conosciuto da persona adulta, sul quel viso segnato dal tempo il sorriso della saggezza e la soddisfazione di una previsione azzeccata. Così la Leica ha voluto fare di questo episodio una parte importante di sé. Come nel breve stralcio in narrativa riportato all’inizio di questa raccolta, anche nella stesura delle poesie, lo stile di questa penna ha un carattere spontaneo ed immediato, con quel tantino di espressione logorroica tipica della scrittura giovanile, che necessita di riproporre più volte il concetto, come a sottolinearlo, ad evidenzialo. La ripetizione però non è pedante, non fa da ritornello costante alla canzoncina, no. è anzi una sorta di seconda possibilità, come un “ti voglio tanto, tanto bene” anziché un semplice “ti voglio bene”. Concetto uguale, rafforzativo diverso.

    Per le novità editoriali del mese di marzo 2012:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/02/le-novita-editoriali-per-marzo-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Link utili per ordinare i libri e per visitare i siti di riferimento:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/02/le-novita-editoriali-per-aprile-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

  • Intervista di Alessia Mocci ad Ester Donatelli ed al suo Girare intorno al vento, Rupe Mutevole

    Girare intorno al vento”, edito nel marzo del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Ester Donatelli. Una poetica colma di sensazioni dell’Io di un’autrice che vive la poesia a 360°, tutto è poesia, dall’alba al tramonto. Ester Donatelli sostiene di pensare in poesia sin dalla nascita, la sua è una passione profonda che incide su ogni argomentazione della vita di ogni giorno; un’autrice che ancora preferisce la tattilità della penna sulle dita e dell’inchiostro sul foglio, un’autrice che ama la sua terra dai suoi caratteristici colori ed odori.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua raccolta e sulla sua vita. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Ester Donatelli: Io penso nel momento in cui ho aperto gli occhi al mondo, diciamo giusto il tempo di rendermene conto.

    A.M.: Preferisci la tastiera o la classica penna?

    Ester Donatelli: Ho amato ed amo ancora molto scrivere con la penna perché è un gesto pieno di emozioni che vanno dritte al cuore e poi la penna, stretta tra le dita, è anche un piacere fisico, una presenza a non farti sentire sola. Oggi penso che lo scrittore debba inevitabilmente far uso della tastiera e del computer per consentire al suo pensiero narrante, alle sue emozioni ed alla sua filosofia esistenziale di arrivare presto al cuore della gente.



    A.M.: Come nasce l’idea di scrivere “Girare intorno al vento”?

    Ester Donatelli: Io scrivo poesie quotidianamente ispirandomi ai contenuti della vita, che amo elevare spiritualmente. La mia poesia e la mia vita sono la stessa cosa, poiché non potrei vivere se non in termini poetici. Il titolo del libro è dedicato al vento, in cui io vedo l’elemento più forte della natura, con il suo potere di creare e di distruggere, di associare e dissociare, una forza insomma molto vitale in cui il bene e il male convivono in un’eterna lotta. La vita, dunque, per me è intesa come un “Girare intorno al vento”.



    A.M.: Quali sono le tematiche principali del libro?

    Ester Donatelli: La tematica principale del libro è l’amore, inteso in tutte le sue molteplici sfaccettature: quell’ amore che è alla base di ogni nostro gesto, sguardo, parola, sentimento e che giustifica ed esalta la nostra sopravvivenza che altrimenti sarebbe soltanto un pascolare o ruminare, anche se, a mio parere, gli animali hanno delle emozioni che hanno il sapore dei sentimenti. La vita, a parer mio, non può essere ridotta solo al soddisfacimento parossistico delle nostre esigenze materiali, perché finiremmo per rinchiuderci in una trappola di buio e di silenzio, da cui non riusciremmo più ad uscire.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria?

    Ester Donatelli: Anzitutto a me stessa, perché è il punto di arrivo di un’anima, la mia, che ha avuto sempre pochi riconoscimenti per il suo coraggio di esporsi con le sue idee e le sue verità, senza mezze misure. Un’anima spesso vissuta in solitudine, nella ricerca minuziosa dei propri spasmi e delle proprie luci nascoste col solo scopo di offrire agli uomini “il lampo puro della poesia” che, spesso, è “verità flash” che ci viene dal Cielo. La dedico anche a mio marito che da anni deve sopportare di vivere con un poeta, cosa non sempre facile, ve lo garantisco; inoltre ai miei figli ed ai miei nipoti a cui lascio i miei versi come testimonianza e come eredità.



    A.M.: Se potessi scegliere una città in cui vivere, in quale troveresti massima ispirazione?

    Ester Donatelli: Sono napoletana ed amo follemente la Campania. Negli ultimi tempi, ho preferito alle città la campagna perché sento profondamente che le mie radici sono nella terra e mi piace vivere secondo i suoi ritmi naturali e, per me, profondamente poetici. Non c’è nessun’altra città in cui vorrei svolgere la mia attività letteraria perché è nella mia, ora Salerno, che mi sento amata, che mi ritrovo, mi riconosco, poiché molti luoghi di essa trasudano la mia vita e così è per la città di Napoli, in cui ho trascorso la mia infanzia e la mia fanciullezza.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Ester Donatelli: L’ultimo libro letto è “La Grande Festa” di Dacia Maraini e ora sto leggendo “Roma Califfa” di Alberto Bevilacqua.
    Ho trascurato un po’ gli ultimi film da quando seguo molto i programmi culturali, scientifici, giudiziari, economici e sociali. Al cinema non vado quasi più.



    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Ester Donatelli: Mi sono trovata bene anzi molto bene e, non solo la consiglierei, ma la sto già consigliando. Tale casa editrice la trovo molto bene organizzata sia per quanto riguarda i contatti on-line sia per la serietà e la professionalità che ho potuto constatare nella realizzazione del mio libro di poesie: ben curato in tutte le sue parti, realizzato con materiale ottimo nonché seguito con amore e con cura da parte di Cristina Del Torchio, che ammiro come donna e come manager.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Ester Donatelli: Per il prossimo autunno-inverno vorrei pubblicare od un altro libro di poesie od una raccolta di racconti brevi: tutto è ancora in fase di progettazione poiché devo ancora provvedere alla presentazione del libro appena pubblicato e che penso si terrà presso la sede della Provincia di Salerno con la partecipazione, se sarà disponibile, di Silvia Denti, che lo ha curato con grande competenza e passione e recensito con intensa partecipazione emotiva, cogliendo appieno l’essenza della mia anima.


    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Ester Donatelli: Riporto un mio pensiero: “A volte mi sento un po’ fuori dal tempo con tutti questi sogni che mi girano dentro, ma senza, non riuscirei a vivere un solo istante e preferisco così, da sempre…

    Ho amato le stelle troppo profondamente per aver paura della notte.”(Galileo Galilei)

    La saluto con amorevolezza per avermi dato la possibilità di esprimere il mio pensiero in maniera semplice e spontanea. Grazie!

    A.M.: Grazie a te Ester per la professionalità e sincerità dimostrata!

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/30/intervista-di-alessia-mocci-ad-ester-donatelli-ed-al-suo-girare-intorno-al-vento-rupe-mutevole/

  • Intervista di Alessia Mocci a Valentina Cavera ed al suo La goccia e la civetta, Rupe Mutevole

    Sedevo al settimo piano di un edificio che dava sul Monte Rosa, sull’acqua e di rimpetto al cielo stellato. Le prime ispirazioni nascono proprio osservando la bellezza.”

    Una sensazione di estrema veridicità in queste parole di Valentina Cavera che racconta le sue prime esperienze nel mondo della scrittura: osservando la bellezza. “La goccia e la civetta”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica che indaga sull’amore verso l’essere umano. La prefazione di Franco Loi. La Cavera in questa racconta, con molto tatto e gusto, imprime nei suoi versi il suo sunto personale su ciò che ha compreso del mondo circostante.

    Valentina Cavera è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per voi. Buona lettura!

    A.M.: Chi è Valentina Cavera?

    Valentina Cavera: Da quando sono piccola scrivo poesie, pensieri, pagine di diario, racconti.
    Amante di viaggi e di letture, mi sono sempre spinta verso una ricerca interiore ed esteriore, frequentando in parallelo agli studi vari corsi che rendessero possibile questo approfondimento personale. Da sei anni riservo il mio tempo alla stesura di articoli di giornali e testi di critica.



    A.M.: Secondo te, che cosa significa oggi scrivere poesia?

    Valentina Cavera: Forse dedicarsi alla poesia oggi come oggi è demodé, ma in realtà stando
    fuori dalle mode l’inclinazione a scrivere in versi si veste di molteplici significati: entrare nelle profondità di se stessi, della società, di un cielo che protesta, di un paesaggio incantato… avvicinarsi all’animo che si muove dentro senza il timore di venirne inghiottiti…

    A.M.: Com’è nato “La goccia e la civetta?

    Valentina Cavera: Essendo un diario non pensato raccoglie una selezione di testi che scrivo
    da quando sono bambina; “La goccia e la civetta” è la promessa che mi feci allora, quando decisi di dare ascolto a quella voce che mi parlava da dentro come fosse il riflesso d’una realtà esterna, o vento che si posa. All’inizio erano solo parole che fuggivano via tra le ali di rondine poi sono diventati frasi su carta. La mia infanzia l’ho trascorsa in un luogo incantevole, sul
    Lago Maggiore. Sedevo al settimo piano di un edificio che dava sul Monte Rosa, sull’acqua e di rimpetto al cielo stellato. Le prime ispirazioni nascono proprio osservando la bellezza.

    A.M.: Quali sono le tematiche della tua raccolta poetica?

    Valentina Cavera: Si manifesta un gioco d’opposti. In quella goccia che ne segna il titolo ed
    è inoltre disegnata in copertina brilla l’essenza, un micro movimento, l’accenno, la leggerezza d’una lacrima, di una gocciola d’acqua, la fiamma di una candela, il bisbiglio come il bagliore, l’eternità di momento. La civetta invece rappresenta il cambiamento, la libertà, la fine.

    A.M.: C’è una poesia de “La goccia e la civetta” alla quale sei maggiormente legata?

    Valentina Cavera: La poesia che mi lega maggiormente a questa raccolta è “Zingarella”, perché in essa vive l’emozione di avventura che significa per me empatia, sofferenza,
    amore per l’esistenza in tutti i suoi elementi.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria editoriale?

    Valentina Cavera: Sicuramente a chi ha trascorso con me il tempo impiegato a realizzare questa raccolta ed a Franco Loi che mi è stato vicino nell’elaborazione finale del testo, regalandomi un suo pensiero sulla poesia che ricalca la prefazione. Lo dedico in particolare a mio padre che è scomparso pochi mesi fa.

    A.M.: Quali sono i generi letterari che preferisci?

    Valentina Cavera: Le raccolte poetiche, le biografie, i saggi, i romanzi. Mi diverto con Oscar
    Wilde e mi emoziono con Isabel Allende… leggo poeti contemporanei come la
    Merini, il Loi e poeti storici come Lorca o Prévert…

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Valentina Cavera: È stato sempre un rapporto armonico che abbiamo costruito a distanza. Ed
    anche se a distanza siamo riusciti a creare un testo ben fatto. Se mi chiedessero cosa penso della casa editrice risponderei in questi termini.

    A.M.: Hai novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Valentina Cavera: Il 2012 lo dedico all’elaborazione di una raccolta di racconti.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Valentina Cavera: Come ha scritto Franco Loi per descrivere il titolo della sua raccolta di
    testi poetici Acquabella, forse quella goccia sulla mia copertina “potrebbe anche essere l’acqua della poesia che in fondo come attestano molti poeti, è acqua purificante”.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/26/intervista-di-alessia-mocci-a-valentina-cavera-ed-al-suo-la-goccia-e-la-civetta-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Stagioni Poetiche di Gabriele Fabiani 28 aprile 2012 Castiglione Cosentino

    Un tarlo,/ un picchio,/ la lancetta dei secondi,/ una cicala imperterrita,/ un tuffo nell’acqua gelida,/ il panico la prima guida errata,/ sanguisuga di vitalità,/ è la pazzia,/ è egoismo,/ è atroce,/ cervello cuore anima,/ occhi,/ è cattiva, malvagia,/ è la gelosia,/ è il non poter vivere/ senza cuore.” – “Gelosy”

    Il 28 aprile 2012, presso il Frantoio Dei Saperi a Castiglione Cosentino in provincia di Cosenza, avrà luogo la presentazione della raccolta “Stagioni Poetiche”, edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”.

    “Stagioni Poetiche” è una raccolta che presenta quattro sillogi poetiche di quattro autori differenti: Gabriele Fabiani, Antonio de Lieto Vollaro, Cristina Parente e Lorenzo Traggiai. Per la presentazione sarà presente Gabriele Fabiani (1986, Cosenza) con la sua silloge “Polvere Poetica”.

    Interverranno alla serata il Sindaco di Castiglione Cosentino, il Presidente della Proloco Mariangela Sicilia, lo scrittore Rocco Giuseppe Greco. Sarà presente una lettrice che interverrà con la lettura di alcune liriche tratte da “Polvere Poetica”. Nel corso dell’evento sarà anche proiettato il booktrailer tratto dalla raccolta.

    “Polvere Poetica” sarà presentata anche il 26 maggio 2012 al Museo del Presente a Rende in provincia di Cosenza.

    Due domande all’autore Gabriele Fabiani:

    A.M.: Che cosa ti aspetti da questa presentazione?

    Gabriele Fabiani: Da questa presentazione mi aspetto che le persone siano stimolate ad avvicinarsi alla poetica della mia silloge ma anche a quella degli altri tre autori. Spero di riuscire a trascinarli nel favoloso mondo della poesia che spesso viene trattato con superficialità. Fondamentale per la poesia non tanto capirla, descriverla, spiegarla, ma riuscire a farsi toccare l’anima, toccare lo stesso livello emotivo che l’ha fatta nascere. Se siamo recettivi ed usciamo fuori dal nostro guscio, la poesia diventa pioggia che scorre sulla nostra pelle. Quindi mi aspetto solo di riuscire a condividere con chi sarà presente qualche istante di pura poesia.

    A.M.: Poesia e video. Perché hai realizzato un booktrailer e quanto credi sia utile per far conoscere ai più la tua raccolta poetica?

    Gabriele Fabiani: Ho realizzato un booktrailer della raccolta per proiettarlo alla presentazione, ma anche per divulgarlo online. Il video, con immagini e musica, riesce a trasmettere immediatamente delle sensazioni a chi lo sta guardando e quindi, in questo caso, avvicinarsi a scoprire cosa sia “Stagioni Poetiche”. Ho scelto delle musiche particolari, con melodie dolci che rievocano la dolcezza dei versi presenti nell’opera. A volte leggere un verso accompagnato da un’immagine di sottofondo e da una musica aiuta a scendere a stretto contatto con le parole che leggiamo, come un tramite che canalizza le emozioni che ciò che stiamo leggendo ci da in quel momento. Infine, c’è la passione per il video, mi piace cimentarmi in esperienze di videomaker e condividere il risultato finale.

    Per leggere una recensione su “Stagioni Poetiche”:

    http://oubliettemagazine.com/2012/03/23/stagioni-poetiche-di-antonio-de-lieto-vollaro-cristina-parente-lorenzo-traggiai-e-gabriele-fabiani/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/20/presentazione-de-stagioni-poetiche-di-gabriele-fabiani-28-aprile-2012-castiglione-cosentino/