“L’ultima stella del mattino”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è il secondo romanzo di Raffaele Balsano. Nel 2009 ha pubblicato per la casa editrice SBC Edizioni “Il trabocco dell’anima”, ha anche partecipato, con una lettera d’amore, alla’antologia ‘S.O.S. Amore’ edito dalla casa editrice Ibisko con prefazione di Federico Moccia. Questa è la seconda parte dell’intervista rilasciata da Raffaele, potete trovare la prima parte in questo stesso sito oppure nel link riportato nelle info dell’intervista. Di seguito le risposte dell’autore, ma prima un piccolo assaggio di “L’ultima stella del mattino”: “Loro non sono in grado di comprendere la differenza tra la realtà esterna e ciò che provano. Sembrano quasi vivere solo l’esperienza interiore, come una rappresentazione reale del mondo. L’isolamento rispetto al mondo esterno, la rassegnazione per quanto riguarda gli eventi, costituiscono delle vie di fuga da una realtà altrimenti insopportabile.” A.M.: Riguardo la dicotomia povertà/ricchezza pensi che ‘L’ultima stella del mattino’ sia una storia potenzialmente vera? Raffaele Balsano: Io credo di sì. A che cosa serve accumulare denaro e ricchezza se poi si perde se stessi? Se la fortuna avuta od accumulata nel tempo, resta lì in un conto in banca, in case disseminate ovunque, in barche, in gioielli a cosa serve? Bisogna fare come Josè: aiutare chi ha bisogno. Viviamo tutti nello stesso posto e la vita non è eterna. È bello ed importante fare del bene. La povertà e la ricchezza fanno parte di un concetto suddiviso in due categorie distinte ed opposte che se uno ha la possibilità può anche diventare comune di un unico modo di agire. Io sono povero ma ricco dentro di me perché ho donato un sorriso, una parola buona, un gesto gentile a chi in quel momento aveva bisogno, a chi era più povero di me, non solo ed unicamente dal punto di vista economico. Non è necessario ed obbligatorio donare beni materiali ma è importante regalare un sorriso, una parola di conforto, un abbraccio sincero. La mia è utopia? È sognare? Può anche essere vero, ma se tutti riuscissimo a capire la grandezza di Josè, forse i sogni potrebbero diventare realtà. A.M.: Che cosa ne pensi della pubblicità attraverso i book-trailer? Raffaele Balsano: Sono molto favorevole e lo ritengo un messaggio importante. Incontrare il lettore, fargli conoscere e scegliere i libri attraverso il linguaggio accattivante dei trailer cinematografici è qualcosa che sicuramente aiuta chi decide di leggere un libro. Siccome costa, bisogna vedere se poi è alla portata di tutte le Case Editrici o se delle solite che, non soddisfatte dei giornali o passaggi in tv degli autori, decidono di utilizzare questo mezzo. Se mi permetti, posso dirti che pur utilizzando l’ipad, non mi entusiasma la lettura di un libro e-book, cioè in formato elettronico o meglio, digitale. Mi piace molto ‘tenere ‘ tra le mani il libro, sfogliarlo materialmente è come …se in questo modo, la storia narrata mi appartenesse. Capisco il progresso e sia pure con malinconia mi adeguo. Sono una persona ‘di una volta’, appartengo ad una generazione in cui c’era posto solo ed unicamente per la fantasia o per il sorriso di una donna. A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? Raffaele Balsano: Abbastanza bene. È una Casa Editrice che lavora con entusiasmo in un campo difficile come quello dell’Editoria dove domina la Rizzoli, la Mondadori…. Mi hanno accolto con gioia e hanno lavorato tanto per me. L’edizione è ben curata e qualsiasi mia richiesta è stata ampiamente soddisfatta. È importante questo. Mi piace il sito, la veste grafica ed il loro lavoro. Ti racconto un episodio. Sabato scorso sono stato in una piccola libreria di Milano per presentare il mio libro. Si trova a pochi metri da un’altra più grande con cinque vetrine, tre piani, mentre la libreria dove sono andato era racchiusa in due locali e la prima domanda che mi sono fatto quando ero lì è come faceva a ‘sopravvivere’ avendo una concorrenza così forte. Poi ho capito…accoglievano le persone con gentilezza, offrivano un caffè gratis, seguivano il lettore consigliandoli dei libri in base ai suoi gusti. Il risultato? Il cliente usciva contento e pieno di libri che non erano necessariamente quelli in questo periodo in testa alle classifiche. Ecco il segreto. Occorre metterci molta passione e la Casa Editrice Rupe Mutevole lavora con… passione. A.M.: Hai qualche novità per il futuro? Oppure il tuo pensiero ora è spinto solamente verso ‘L’ultima stella del mattino’? Raffaele Balsano: Lavoro in banca e ho una famiglia. Oltre a questo sono impegnato nella presentazione del mio libro. Quando sono libero da tutto questo, scrivo il mio prossimo romanzo che completa diciamo il discorso iniziato con ‘L’ultima stella del mattino’. Questa volta tratto di una grande donna, attraverso una storia d’amore importante, ambientata in un’epoca diversa da quella attuale, evidenziando usi e costumi in vigore a quel tempo. Una cosa mi preme dirlo. Durante le mie presentazioni molti mi chiedono il significato della frase scritta nella pagina che precede il romanzo. ‘L’amore vince con la propria sconfitta, l’egoismo perde con la sua vittoria’ C’è dietro a questa apparente antitesi, un concetto d’amore che non appartiene ai nostri vissuti quotidiani. Noi leghiamo istintivamente la realizzazione di una qualsiasi situazione in amore alla vittoria come presa di possesso. Amare significa possedere l’ amato e molte volte non c’è via d’uscita oppure alternativa a questo ed ecco che ciò diventa la causa dell’eutanasia dell’amore. Si arriva ad uccidere, a violentare il corpo e l’anima della persona che pensiamo di amare, perché abbiamo paura di perdere il possesso, la nostra proprietà, quello che pensiamo ci appartenga di diritto. Non ci rendiamo conto che in questo modo noi amiamo solo noi stessi. La spiegazione quindi di questa frase è semplicemente nascosta nel nostro continuo vivere e chi è abituato a leggere tra le righe della propria esistenza si arrende piacevolmente all’evidenza bellissima di questo pensiero. Amare significa dimenticare completamente se stessi e dire ‘SI’ senza ma. L’amore non vince nello schiacciare, nel possedere, nel farsi servire. L’amore vince perdendo inteso come donare se stessi, senza limiti e ricatti. ‘Nulla in cambio’ è il suo unico grido di vittoria. Chiaramente se l’idea è questa e se questo è vero, per un processo di osmosi, l’amore vince e quindi il nostro egoismo viene annullato, piacevolmente dalla grande forza di questo sentimento. Raffaele Balsano con quest’ultimo pensiero ha esposto, credo, un importante concetto di vita e di rispetto verso l’altro, sia l’altro una persona amata sia un estraneo. Condivido ampiamente la frase del suo romanzo: “L’amore vince con la propria sconfitta, l’egoismo perde con la sua vittoria”. Link prima parte intervista a Raffaele Balsano: http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-raffaele-balsano-ed-al-suo-%E2%80%9Cl%E2%80%99ultima-stella-del-mattino%E2%80%9D-seconda-ed-ultima-parte/ Link recensione “L’ultima stella del mattino”: http://www.tvinx.com/%E2%80%9Cl%E2%80%99ultima_stella_del_mattino%E2%80%9D_di_raffaele_balsano_rupe_mutevole_edizioni.news.2659.it Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. http://www.rupemutevoleedizioni.com/ http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni http://www.poesiaevita.com/ http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993 Alessia Mocci Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
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“Il respiro della bellezza” di Haria, Rupe Mutevole Edizioni
“Lei mi aveva sognata, è vero, come io ho sognato te, ma si era limitata ad aspettare il richiamo del mio intento. L’unica differenza è che lei non si mosse dal luogo dove la trovai, mentre io, variando appena la prassi, ti sono venuta incontro.”
Un continuo venire incontro al lettore, un voler percepire l’altro mostrando l’interno della propria mente, una comunicazione schietta e sensibile verso lo sconosciuto: è questo che l’autrice cerca di palesare con queste le sue parole, un cambiamento di prassi singolare per la storia millenaria delle “donne di conoscenza”.
“Il respiro della bellezza”, edito nel 2004 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “L’Acqua e la Roccia”, è giunto alla terza edizione nel 2009, con una seconda edizione nel 2006. Un libro che raccoglie la sua fortuna con queste tre date intervallate da pochissimi anni di distanza. L’autrice, Haria, miete in queste pagine l’inizio della sua vita da “donna di conoscenza”, gli ostacoli incontrati, le dure prove superate con dedizione e sicurezza della sua scelta, della sua chiamata all’“oltre il confine”.
Una biografia che non lascia alcuna interpretazione se non quella voluta dall’autrice. Haria riesce con un stile ellittico ed essenziale a commisurare le sue accezioni del mondo e della storia dell’umanità con quelle dei possibili lettori desiderosi di conoscere e di apprendere. La prosa richiama una sacralità metaforica che trascina nel naturale, nella natura. Una semplicità di narrazione tessuta abilmente dalla gravità del concetto esposto, da quel sottile strato di ricerca sagace della parola imparziale e svuotata da poli negativi e positivi. E saranno anche le preferenze tipografiche a compenetrare una musicalità ancestrale di energico impatto come ad esempio l’utilizzo del corsivo per i così detti vocaboli-astrazioni.
“All’inizio mi accadeva spesso di addormentarmi nei modi più grotteschi e ridicoli dopo immani sforzi di impedire che i pensieri entrassero in scena. L’aspetto singolare del “cadere addormentate” era che precipitavo in una sorta di sonno senza sogni, un vuoto che perdurava ore. Mi risvegliavo sapendo di essermi addormentata, eppure caparbiamente convinta di essermi soltanto deconcentrata per qualche istante.”
Haria, all’età di 28 anni decise di lasciare il “mondo vuoto” per andare “oltre il confine”, verso un bisogno di solitudine votata a trasformarsi in traboccante pienezza, con un desiderio di esser sola per corteggiare il Nulla. Era autunno e la forte scelta di Haria determinò l’incontro con Drusca, quella che divenne la sua maestra, colei che le avrebbe mostrato il cammino verso la bellezza. Il percorso iniziale di Haria è stato uno smarrirsi nello smarrimento per poter entrare nell’”oltre il confine”.
Sin dalla prima riga di “Il respiro della bellezza” si percepisce una catena simbolica di insegnamento molto particolare, legata insieme da concetti altri che sono stati tramandati da maestra ad allieva nei corsi dei secoli, tout court una via verso il ricongiungimento spirituale con la natura, nostra creatrice.
“Tutto nel respiro della bellezza è in continua mutazione, poiché questa è la sua natura. Una mutazione che ci fa penetrare direttamente nel “fare” della bellezza.”
“Sì, un tempo le donne della nostra stirpe erano streghe, non c’è nulla di male ad ammetterlo. Non tormentate megere, praticone o fattucchiere, ma potenti, pericolose viaggiatrici nel lato oscuro dell’oltre confine, e ci hanno tramandato una conoscenza straordinaria.”
Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
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Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni