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  • Intervista di Alessia Mocci a Claudia Muscolino ed al suo Il drago e le nuvole, Rupe Mutevole

    Per quanto ho potuto costatare personalmente, il book trailer è uno strumento utile al fine della divulgazione di un’opera verso un pubblico più vasto, rispetto a coloro i quali acquistano libri regolarmente.

    Claudia Muscolino ha le idee ben chiare non solo sulla sua passione per la poesia ma anche sulle nuove strategie di mercato per pubblicizzare le opere. Come ben afferma nell’intervista, infatti, il booktrailer è un metodo nuovo ed innovativo per prendere l’attenzione dei lettori affamati di libri.

    Il drago e le nuvole”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è la prima pubblicazione di Claudia Muscolino. Una raccolta poetica nella quale c’è tutta la sua vita, le esperienze vissute, la memoria ed i sogni.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Claudia Muscolino: La mia passione per la scrittura è nata nell’infanzia. Ho sempre amato scrivere, trasferire, solo per me, i miei sogni, le mie passioni, quello che mi passava per la testa, su carta. Mi sono cimentata con la poesia molto presto: è stata subito passione e, come tale, è stata spasmodicamente coltivata negli anni. L’impulso di far leggere qualcosa di mio l’ho ricevuto un paio di anni fa, in occasione di un concorso letterario in occasione della Festa della Donna: così è nata “ Mimosa”. Dopo, ho cominciato a mettere i miei componimenti su FB, dove mi ha “scoperta” Silvia Denti. Quest’anno mi sono classificata seconda ad un altro concorso letterario, sempre nato su FB.


    A.M.:
    È la tua prima pubblicazione?

    Claudia Muscolino: Sì, è la mia prima pubblicazione. È stata una grande emozione ricevere le copie del libro e vedere le mie parole fatte “materia”.

    A.M.: Quali sono le tematiche principali de “Il drago e le nuvole”?

    Claudia Muscolino: Le tematiche principali sono le mie esperienze, i miei ricordi, i sogni, l’amore ed il dolore. Ma c’è anche spazio per il gioco, l’eros e la speranza.

    A.M.: Qual pensi sia il target di lettori che potranno apprezzare “Il drago e le nuvole”?

    Claudia Muscolino: In tutta sincerità, non sono in grado di definire un “target” di lettori: per quella che è la mia breve esperienza, le mie poesie possono essere lette da tutti.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Claudia Muscolino: Ho l’abitudine di leggere più libri contemporaneamente. Gli ultimissimi sono stati “Perché essere felice quando puoi essere normale?” di Jeanette Winterson, “Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb e “Buio d’amore” di Marco Vichi. L’ultimo film visto è stato il bellissimo “The Artist”: mi ha divertita e commossa allo stesso tempo.

    A.M.: Che cosa ne pensi del book trailer?

    Claudia Muscolino: Per quanto ho potuto costatare personalmente, il book trailer è uno strumento utile al fine della divulgazione di un’opera verso un pubblico più vasto, rispetto a coloro i quali acquistano libri regolarmente. Viene sfruttato il metodo del trailer cinematografico e potrebbe risultare una carta vincente per allargare la schiera dei lettori. Ovviamente non deve avere lo scopo di sostituire un libro vero e proprio. Mi auguro che anche Rupe Mutevole possa utilizzare questo sistema “pubblicitario” molto presto.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Claudia Muscolino: Ho conosciuto Rupe Mutevole tramite Silvia Denti. Ho apprezzato la sensibilità che lei ha dimostrato nel leggere le mie poesie, così come la disponibilità ed il senso di accoglienza che ho sentito da parte di tutti. La consiglierei vivamente!

    A.M.: Hai delle presentazioni de “Il drago e le nuvole”? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Claudia Muscolino: Farò presentazioni a Firenze, la mia città, e darò, quanto prima, notizia delle date di tali eventi. Conto sulla partecipazione di Silvia Denti, che mi presenterà molto volentieri!

    A.M.: Salutaci con una citazione …

    Claudia Muscolino: Vi lascio con due citazioni alle quali sono molto affezionata: la prima è della poetessa del Bahrain, Hamda Khamis che, nella sua Estasi d’Amore, ci ricorda che “Ogni corpo è un essere vivente. / Ogni poesia è femmina!“. La seconda invece, è di Marguerite Duras e dice: “C’è una follia dello scrivere che si ha dentro, una furiosa inquietudine, ma non è per questo che si è pazzi. Anzi.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/18/intervista-di-alessia-mocci-a-claudia-muscolino-ed-al-suo-il-drago-e-le-nuvole-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Il demonio di Sant’Andrea di Gaetano Allegra, 20 aprile 2012, Varese

    Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 18:00 presso La Feltrinelli di Varese avrà luogo la presentazione di un romanzo storico ambientato nell’Italia di 150 anni fa, curata da Giuseppe Musolino. L’autore, Gaetano Allegra(1979, Milano), sarà presente all’incontro.

    Il demonio di Sant’Andrea”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di confine”, ha la particolarità di esser un romanzo storico estremamente attuale. La prefazione è a cura di Rita Borsellino.

    Una vicenda che si muove nello sfondo di storie risorgimentali per le quali i libri di storia non hanno esposto esattamente l’andamento.

    Un rapporto conflittuale che vede il Nord ed il Sud contrapporsi, una giostra sanguinosa piena di incomprensioni e voltafaccia che hanno scavato un solco profondo che notiamo ancora oggi, e di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. Rapporti conflittuali ma non solo, infatti “Il Demonio di Sant’Andrea” è anche una favola poetica ricca di excursus che faranno emozionare i lettori. Un giovane contadino che sogna di cambiare la Storia sfidando l’invincibile Esercito Savoia costruendo una città dal nulla. Un contadino acclamato dall’interno popolo che lo denomina Demonio di Sant’Andrea.

    Ed “Il demonio di Sant’Andrea” offre uno spaccato fortemente realistico delle cronache dell’Unità d’Italia, ogni vicenda riportata hanno fonti accreditate (testate giornalistiche dell’epoca come il quotidiano francese “La Patrie” e diari di personaggi chiave dell’epoca come José Borjes, generale spagnolo). Non uno scritto del genere documentaristico ma un romanzo che lascia al lettore la suspense di pagine ricche di azione e di rappresentazioni belliche esposte nei minimi particolari.

    Indirizzo presentazione:

    Venerdì 20 aprile, ore 18.00, La Feltrinelli di Varese – Corso Moro, 3

    Trama libro:

    Totore Iodice è un giovanissimo contadino di un piccolo paese alle falde del monte Vulture. La sua adolescenza scorre a galleggio fra il contesto di crassa ignoranza in cui è nato e la sua ostinata curiosità nei confronti di tutto ciò che ha a che fare coi libri e la cultura. Quando al villaggio arriva un nuovo parroco siciliano – grasso e sfrontato – il piccolo Totore riesce a trovare il modo per ricattarlo affinché il prete gli insegni a leggere e scrivere.

    Presto il destino prenderà il sopravvento, trasformando prematuramente il giovane contadino sognante in un uomo avvezzo suo malgrado alle ingiustizie di una realtà – quella contadina – cruda e spietata. Le angherie di una lunga carcerazione, l’assassinio del padre e la deportazione dell’amato zio muteranno il nobile animo di Totore in un calderone ricolmo di odio e voglia di rivalsa. Fuggito dal carcere di Melfi, vendica la morte del padre con una serie di efferati delitti che lo renderanno noto al popolo col terribile soprannome di “Demonio di Sant’Andrea”. Quindi si unisce alla banda del brigante ex-garibaldino Carmine Crocco e insieme a lui marcia per la liberazione della Basilicata dalle truppe sabaude.

    I suoi sogni e i suoi ideali di fratellanza, però, sono più forti di tutto e lo costringono ad abbandonare le feroci orde di Crocco e a rintanarsi nel cuore del monte Vulture, dove assieme ad altri briganti costruisce un fortino che presto diventerà una vera e propria città. Attratti da quell’ideale, centinaia di popolani si uniscono alla sua causa, combattendo battaglie memorabili contro i soldati di Cialdini e sempre riuscendo a vincere grazie agli incredibili stratagemmi di Totore e al supporto del celebre Avvocato dei Briganti, Giuseppe Maria Tardio.

    La città costruita nel nulla comincia a far parlare di sé. Borboni, messi papali e spie di ogni genere cercano di penetrarvi, ma l’obiettivo di Totore non è quello di scontrarsi con i Piemontesi, bensì quello di liberare la propria terra e dimostrare alle diplomazie europee di poter riuscire a governarla anche meglio del Borbone.

    L’epilogo della vicenda è affidato alle parole dell’amico prete, che racconterà nel proprio testamento l’ultima epica battaglia, sotto le mura di Potenza, del Demonio di Sant’Andrea.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/16/presentazione-de-il-demonio-di-santandrea-di-gaetano-allegra-20-aprile-2012-varese/

  • Presentazione de Dolcedura di Diana Cesaroni, 3 maggio 2012, Bologna

    Il 3 maggio 2012 la Biblioteca Corticella, in via Gorki 14, a Bologna accoglierà la prima presentazione di una raccolta poetica intitolata “Dolcedura” dell’autrice Diana Cesaroni.

    Dolcedura”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una silloge dal tono inquieto, elegante e forte nel medesimo tempo con tematiche quali la vita, la morte, il disagio, la voglia di combattere ed andare avanti, l’amore, insomma, l’esistenza in molti suoi aspetti.

    La presentazione inizierà alle ore 21:00. Laura Grossi interverrà nella serata come lettrice delle poesie con l’accompagnamento musicale delle note della chitarra di Andrea Testa.

    L’autrice il 12 aprile 2012 sarà impegnata in un reading letterario a Cà de Mandorli (vicino a Bologna), nel corso della serata ci sarà la letture di alcune poesie da parte di Diana Cesaroni.

    “Senza senso”

    Strappare il verso dalla carne/ a brandelli/ senza pensare a rima a metrica/ a metafore da ribalta/ Non volere per forza stupire/ sbalordire con assonanze/ od ossimori/ spaccando gli schemi/ già noti/ Assorbire anidride carbonica/ e rigettare un ossigeno/ asmatico/ Diventare ampolla d’ogni pensiero/ di morte feroce/ o incandescente di vita./ Lasciare a terra/ un’affannata fusione di fame/ erba stopposa e sangue/ Lanciare più in alto dei cieli/ tra dei fetenti/ la tua impotenza a capire davvero/ alcunché./ Essere noiosi ripetitori/ di un nulla senza senso/ ma riportarlo stupefatto/ sconcertandoci da soli.

    Alcune domande all’autrice.

    A.M.: Che cosa ti aspetti dalla serata del 3 maggio 2012?

    Diana Cesaroni: Mi aspetto di poter condividere quello che ho scritto e avere uno scambio diretto con il pubblico presente, in modo da avere un ritorno immediato e capire cosa viene percepito da chi ascolta o legge le mie poesie.

    A.M.: Qual è il target di lettori che si interessano al tuo libro?

    Diana Cesaroni: Per quanto riguarda la quarta domanda: dato che, da quando il libro è pubblicato, ricevo molti messaggi da parte delle persone che lo hanno letto, credo che il mio libro interessi a diverse tipologie di persone. In particolare interessa a chi ha avuto un’esperienza simile alla mia, dovendo affrontare una malattia potenzialmente mortale, magari non direttamente ma anche attraverso un proprio familiare o una persona cara. Ma, dato che le mie poesie non riguardano esclusivamente la mia malattia, ho avuto apprezzamenti positivi da chiunque si voglia confrontare con temi che io trovo attuali in ogni momento: la vita, la morte, il disagio, la voglia di combattere ed andare avanti, l’amore, insomma, l’esistenza in molti suoi aspetti. Ho avuto commenti positivi soprattutto da parte di ragazzi giovani e di donne, di qualunque età.

    A.M.: C’è una poesia fra tutte alla quale sei molto legata?

    Diana Cesaroni: Sì, c’è una poesia a cui sono molto legata, è un legame per così dire affettivo. La poesia è “Meningioma”, la prima che ho scritto quando sono uscita dal lungo ricovero in ospedale, a causa delle due craniotomie che ho dovuto affrontare a distanza di soli 5 giorni una dall’altra. Credo che sia uno scritto che rappresenta l’inizio di un lungo percorso di lotta, che mi ha portato a superare qualcosa che, dal punto di vista medico, non sembrava affrontabile. “Meningioma” rappresenta la capacità di elaborare il proprio male con la mente e di saper vivere attraversando e non evitando anche il rapporto con la morte.

    Per leggere un’intervista all’autrice a propos de “Dolcedura”:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/02/intervista-di-alessia-mocci-a-diana-cesaroni-ed-al-suo-dolcedura-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/11/presentazione-de-dolcedura-di-diana-cesaroni-3-maggio-2012-bologna/

  • Intervista di Alessia Mocci a Rosine Irénée Nobin ed al suo Parole dell’altro Orizzonte, Rupe Mutevole

    La strada fila via lenta/ fiancheggiando manieri/ e vasti campi.// Silenziosa passeggera/ di questo laminato cubico/ osservo scorrere/ muti paesaggi.// Il verde pascolo/ sembra un letto disteso./ Impalpabile,/ soffia un vento leggero:/ il suo pettine invisibile/ carezza la lunga/ ondeggiante chioma,/ sotto la luce del cielo/ screziato di brume.// Nei miei occhi si riflettono/ delicate ombre color pastello/ di verdi smeraldi.” – “Impressione”

    Rosine Irénéé Nobin scrive da ben 40 anni e solo nel 2011 ha deciso di pubblicare una sua raccolta poetica intitolata “Parole dell’altro Orizzonte”, edita dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”. Ciò che colpisce subito è la padronanza delle diverse lingue all’interno della raccolta, infatti, “Parole dell’altro Orizzonte” presenta le liriche in lingua italiana, in lingua francese ed in lingua creola. La prefazione è a cura di Gualtiero De Santi e le immagini presenti sono di Vincenzo Eulisse.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Da quanto tempo ti dedichi alla scrittura?

    Rosine Irénéé Nobin: Da più di quarant’ anni.

    A.M.: Come nasce l’idea di scrivere “Parole dell’altro Orizzonte”?

    Rosine Irénéé Nobin: In seguito ai riconoscimenti ufficiali ottenuti, la pubblicazione mi è sembrava doverosa non soltanto per condividere le mie liriche con un pubblico più ampio ma sicuramente, nel desiderio di testimoniare la mia piena integrazione nelle carte di un mondo plurale.


    A.M.:
    Perché scrivere in tre idiomi linguistici?

    Rosine Irénéé Nobin: Parlo, mangio, canto sogno e scrivo con queste tre lingue, perché bisogna nutrirsi per sopravvivere ovunque … loro fanno parte di me, nonostante, che il francese ed il creolo siano strettamente legate alle mie radice d’origine, debbo dire che tutte le mie poesie nascono in italiano, elemento primario che unito alle altre due è e diventa indissociabile.

    A.M.: Quali sono le tematiche predominanti della raccolta poetica?

    Rosine Irénéé Nobin: Scrivere poesie è raccontare la vita … anzi, la poesia è vita. Ho voluto con questa raccolta evidenziare l’immaginario di un passato schiavista vissuto dai miei avi, la nostalgia della terra lontana, la rabbia, l’ozio, la felicità i sogni, i desiderio, in una parola: identità creola.

    A.M.: All’interno della raccolta c’è una poesia che ti è cara più delle altre?

    Rosine Irénéé Nobin: Sì due “Il Lontano Orizzonte” e “Haiti Dolore”, la prima perché vivendo a Recanati, ho voluto verificare quale poteva essere la mia visione del “L’Infinito” di Giacomo Leopardi vista dalla sua siepe ed iniziando cosi il mio nostalgico viaggio verso il paese natio la Guadalupe. L’altra in ricordo di un comandante della marina Americana, al quale quando chiesi di dove fosse, mi disse queste esatte parole “Vengo da un paese dove anche i cani si nascondono per morire”…appunto Haiti.

    A.M.: Oltre alla poesia hai qualche altra passione?

    Rosine Irénéé Nobin: Certo, sono una mamma e adoro cucinare, cucire, viaggiare, organizzare eventi per i miei amici e non per ultimo, la mia nuova passione riguarda il Teatro Sociale dove con uno staff di normodotati e di ragazzi diversamente abili sto imparando tante cose meravigliose.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Rosine Irénéé Nobin: Questo è il mio primo libro, quindi il nostro primo camino insieme, si vedrà dunque strada facendo … poi, il nome Rupe Mutevole, mi fa pensare ad’uno scoglio instabile che nel stesso tempo da un senso di sicurezza ed insicurezza come d’altronde sono fatti i poeti. Ne approfitto per ringraziare la casa editrice per la gentilezza, la pazienza e la disponibilità concessa durante tutta la lavorazione del libro. Sicuramente la consiglierei.

    A.M.: Curiosità: l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film che hai visto?

    Rosine Irénéé Nobin : “Un chemin dans le monde“ di V.S . Naipaul, l’ultimo film “ Clash of the Titans” di Martin Laing.

    A.M.: In programma hai delle presentazioni di “Parole dell’altro Orizzonte”, ci vuoi anticipare qualcosa?

    Rosine Irénéé Nobin: Le date non sono ancora tutte confermate tranne una che sarà organizzata da l’associazione “l’Alchimia d’Arte” dalla quale faccio parte fino giugno a San Benedetto del Tronto, sono previste una presentazione a Parigi, una in Guadalupe ed altre tra Urbino, Forlì, Fermignano, Recanati ed ovviamente a Parma con la casa editrice Rupe Mutevole.

    A.M.: Salutaci con una citazione …

    Rosine Irénéé Nobin: Sono fiore di campo ed emozione, sono sole e vento, pioggia rugiade, terra e fuoco… parole di stelle, semplicemente sono poesia.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/07/intervista-di-alessia-mocci-a-rosine-irenee-nobin-ed-al-suo-parole-dellaltro-orizzonte-rupe-mutevole/

  • Intervista di Alessia Mocci a Stella Marocci ed al suo La trama di luce, Rupe Mutevole

    Incespica il boato/ d’ombre tese/ funi/ che stringono/ il respiro/ fino alla soglia/ all’esplosa voce/ grido aperto/ sull’oceano di abissi/ vertigini/ nel cratere di/ altalenanti lune/ scivolate nel taglio deciso graffiata luce/ ululante sangue/ dita/ mozzati silenzi/ […]” – “Fotogrammi”

    La trama di luce”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Stella Marocci. Un’autrice istintiva che da lettrice appassionata ha saputo analizzare la sua coscienza poetica per arrivare a delle vere e proprie dichiarazioni letterarie. Una sorta di mezzo per poter parlare con i lettori ma anche sentire ciò che può trasmettere il pensiero.

    Stella Marocci è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Cosa vuol dire per te scrivere?

    Stella Marocci: La scrittura significa un modo personale di espressione che riguarda la mia interiorità, il senso in cui percepisco il mondo fuori e dentro me, innanzitutto. È stata da un certo punto della mia vita in poi, una “forma” del mio essere che ho sempre considerato in termini non autoreferenziali, ossia lo scrivere per me stessa al fine di far luce nell’oscurità, nei cunicoli dell’anima.
    Certamente ho vissuto anche questo aspetto per così dire riflessivo, ma comunque dal punto di vista della “comunicazione”. Così non ho mai scritto poesie od altro, racconti, forme diaristiche, senza aver presente la necessità di un ascolto. Penso che la scrittura sia in questa direzione: per me lo è senza dubbio. Sento fortemente l’esigenza di sedurre tramite la mia voce, l’ascoltatore che ho ben presente nel pensiero: colui che entra in sintonia con le identiche corde o ne condivide i moti interiori.

    A.M.: Ci sono dei poeti che ammiri in particolare?

    Stella Marocci: Amo molto Fernando Pessoa, mi sento vicina a questo poeta – narratore circa elaborazione del pensiero poetante, l’inquietudine che anima le sue poesie, la molteplicità delle sue identità declinata nella serie di eteronimi che ha un ben preciso “volto” e voce. Anche la Dickinson, per la lieve eppure profonda liricità dei suoi versi, oltre che per il lato mistico della sua stessa esistenza. L’elenco comprende in antitesi Bukowski, un autore controcorrente, e tra i poeti contemporanei, Milo De Angelis, Patrizia Valduga per le sue potenti quartine, Mark Strand alto cesellatore della forma.

    A.M.: Come nasce l’idea di pubblicare “La Trama di luce”?

    Stella Marocci: È nata per caso, sono stata contattata da Silvia Denti, critico letterario, per una selezione che la casa editrice Rupe Mutevole stava operando all’incirca un anno fa. Era lontana da me l’idea di poter pubblicare i miei testi, che sono nati su fb per la prima volta: non mi ero mai cimentata nel genere poetico prima di allora, anche se da subito ho avuto riscontri positivi. Sono stata pertanto molto lieta di realizzare questa opportunità.

    A.M.: C’è una lirica all’interno della raccolta alla quale sei maggiormente affezionata?

    Stella Marocci: Forse “Theremin”, ma anche “Lavacro”. La prima per l’eco sonora di una vibrazione interiore, la seconda per l’elemento legato ad una “liquida” ferita da lavare nel fuoco per cancellare un vuoto.

    A.M.: Se potessi cambiare città e trasferirti ovunque, in quale luogo troveresti maggiore ispirazione?

    Stella Marocci: Credo che non esista un luogo privilegiato, secondo me si tratta piuttosto di uno spazio dell’anima; quello in cui vive un Senso che è una forma d’amore per se stessi e per un Altro da sè a sè simile. È la “casa” al di là di ogni distanza, dove vive un’affezione anche, indirettamente, per un luogo fisico.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Stella Marocci: I rapporti con la casa editrice sono stati più che positivi: ho riscontrato disponibilità e cordiale “accoglienza”.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2012? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Stella Marocci: Mi piacerebbe poter dar voce tra le pagine di un libro, all’intensità della mia ultima produzione poetica, che mi appartiene e “sento” particolarmente, ma è un percorso in divenire, un nuovo Inizio.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Stella Marocci: Tenta la vita quando il temporale è violento;oltre le pozzanghere scure,in fondo ad un tunnel esiste la Luce. ( autocitazione)

    Recensione “La trama di luce”:

    http://oubliettemagazine.com/2012/03/29/la-trama-di-luce-di-stella-marocci-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/03/intervista-di-alessia-mocci-a-stella-marocci-ed-al-suo-la-trama-di-luce-rupe-mutevole/

  • Le novità editoriali per marzo 2012 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

    Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciassette le collane editoriali della casa editrice, diciassette sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”.

    Ecco le novità per il mese di marzo 2012:

    “Fiori d’inverno” di Fiorella Pecorale

    Collana “Radici”, letteratura abruzzese. Ed è con infinto orgoglio, che mi appresto a presentarvi una giovanissima abruzzese la quale, quasi paradossalmente, scrive fiabe tradizionali, perfetto connubio tra civiltà multimediale e riscoperta, o meglio valorizzazione di un sapere antico, quasi millenario, che non vuole però arrendersi ad essere surclassato da una tecnologia non sempre amica. Fiorella vive immersa nella contemporaneità, ride, scherza, “gioca” nella vita di tutti i giorni come tanti suoi coetanei, ma vuole comunque stringersi attorno al fuoco di emozioni incantevoli, stupire ancora con le parole, con la semplicità delle sue storie che affondano le loro Radici nella notte dei tempi, tutti coloro, grandi e piccini, che vorranno avvicinarsi al suo mondo. Il virtuale, cioè, non ha ancora vinto la sua scommessa con il futuro, in cui c’è da ben sperare che le nostre amate fiabe non verranno accantonate, o per essere precisi, cestinate in chissà quale angolo remoto della memoria. L’Abruzzo è questo, una terra variopinta di cui la piccola Fiorella può essere indicata quale emblema.

    “Sguardi incostanti” di Luca Villani, Tamara Pes, Mabadèmi e Rolando Vernaglione.

    Collana “Trasfigurazioni”. La leggerezza di uno sguardo casuale, un particolare che per un millesimo di secondo diventa l’unica partizione di veduta possibile che, pian piano, si espande ricoprendo ogni definita cognizione. Un verso, uno sguardo, uno sguardo, un verso.
    Quattro differenti percezioni che si cimentano in un’aperta comparazione poetica, eterogenei pensieri che scivolano attraverso le pagine per collimare negli anfratti dell’inconscio, sviluppando in modo parallelo un discorso sulla caducità della memoria, sull’instabilità dell’impressione, sull’incostanza dello scenario.
    Angolazioni policrome educate dalla narrazione sensibile del disporre in versi le proprietà dissimili della mente, una padronanza di riconoscimento che avviene in quell’attimo di creazione assoluta, una padronanza di visione del particolare seguita dall’obiettivo prettamente umano di universalizzare la propria concezione.
    “mutO eCo”, “Steli imperfetti”, “Ripide ombre” e “Bianca” sono i panorami finemente orditi dagli autori presenti nella raccolta: Luca Villani, Tamara Pes, Mabadémi e Rolando Vernaglione.

    “Parole dell’altro orizzonte” di Rosine Irénée Nobin

    Collana “Poesia”. Si deve ad un sostanziale trilinguismo la singolare tonalità delle liriche di Rosine Nobin, creola-francese divenuta, per scelta e per amore, italiana.

    Soggiacente a tutto è ovviamente il colorismo gemmeo del creolo. Dalle sue griffes e gradazioni discendono, in linea diretta, prima il francese e poi l’italiano, l’uno e l’altro in uno stato di traduzione e filiazione intima dal seme originario.

    La lingua franco-europea – specialmente l’italiano di queste poesie – è in sostanza l’uguale idioma plastico di base, materiato di cose e luci, intarsiato coi riflessi del sole e del cielo, profumato di zucchero e vaniglia ed aromi tropicali.

    È lo stesso idioma che arricchisce i testi di una colorita sintassi compositiva, delle figure serpentine e guizzanti, dei segni di puntuazione e di ritmica.

    (…) La radice è un pezzo di memoria, ma anche una parte di realtà concreta, attuale. I lontani territori dell’infanzia ingenerano nostalgia e visioni vaste, nelle quali si riflettono fiori policromi d’eterna bellezza e mari argentati.

    “Donne altrimenti amate” di Aldo Boraschi

    Collana “Trasfigurazioni”. Teletua è una piccola televisione privata della Riviera ligure. La redazione è scarna e si assottiglia di più un giorno di febbraio: una giornalista viene sgozzata in un carruggio a stretto ridosso della Cattedrale della Madonna dell’Orto, a Chiavari. Per gli inquirenti il caso è chiuso, l’assassino è un serial killer trovato nei pressi del luogo del delitto. Ma la tenacia del suo collega Fabio Riccò riuscirà a dare un volto al vero colpevole. Un noir che si snoda tra le località più o meno note del Tigullio. Un racconto coniugato al femminile: donne legate da un sottile, quasi invisibile, filo d’amore dato e ricevuto. Sono Donne Altrimenti Amate…

    “Il drago e le nuvole” di Claudia Muscolino

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Claudia Muscolino è briosa e multicolore, ma profonda, speciale, una penna che coinvolge e cattura nell’immediato impatto alla lettura. Una fisionomia precisa dell’autrice emerge maggiormente nei componimenti in cui il tema è di più ampio respiro, oppure laddove si sviluppano brandelli e spunti nuovi per altri significati nascosti, forse nelle erinni o nelle eumenidi, che lei cita sapientemente influenzata dagli studi classici. La particolarità di tale stile sta nella densità riflessiva, mai un verso vuoto, mai l’inezia del non dire, anzi. Ogni tema, infatti, ne annuncia un altro, il filtro è sempre l’inquietudine, il vivere acceso e ricco di situazioni, di accadimenti, di sintagmi che a volte strattonano sì il concetto, ma lo mettono ancor più a nudo, vincendolo nella sua essenza. Emotivamente molto attiva la Muscolino, sicura, femmina al cento per cento, propria della natura, donna a tutto tondo, con la sensibilità che viene data in dono ad ogni creatura che può regalare la vita a un figlio.

    “Amore che viene dal profondo” di Paolo Coscione

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Sull’oggetto di ricerca di Paolo Coscione non sussiste il dubbio: l’amore è dominante e quanto mai precario. Eppure è raro sentirlo tanto fortemente in una raccolta. E’ come quando cerchiamo di scoprire come si cucina una pietanza che non fa parte della nostra regione: sarà l’acqua, sarà l’aria, ma la farinata non è buona in Lombardia come è speciale in Liguria. Pur seguendo le giuste dosi dell’impasto. Esattamente così mi ha conquistato questa silloge prevalentemente in rima, che tra l’altro non è nemmeno una rima baciata o alternata, ma definibile in rima libera, sciolta dalle briglie delle battute e dai canoni rigidi. Bella proprio perché scritta in tal modo, capace di farci percepire quella sorta di bello inteso come benessere, piacere, soddisfazione, compiacimento e quant’altro. Ma cosa ci fa un Autore così nelle mie collane? Non è inquieto, non è dannato, non è perduto o disperato …. Ma certo, il linguaggio cambia, la sostanza no. Coscione è un quieto apparentemente inconfutabile, per disposizione d’animo, per indole, per leggi coerenti di causa ed effetto, ma grattando sotto, tra quelle righe e rime che lui anima così metodicamente, io ho scoperto un inquieto alternativo. L’amore che viene dal profondo è quel fondo, è quel movimento zitto che lacera e fa capire che questa penna non è l’assidua frequentatrice della fredda ragione, bensì la più verosimile versione della disperazione allo stato puro, onde per cui non certo cheta.

    “Un sogno di libertà” di Ettore Compagnino

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Ettore Compagnino ci regala ancora una storia tutta da respirare, da vivere nelle parole di un libro appassionante e piacevole, ricco di sorprese e di colpi di scena intimistici, di sbocchi e vie d’anima che inducono a pensare, a mettersi in discussione. Si arriva a cercare se stessi senza rendercene conto, quasi sorridendo, e poi quel sorriso si trasforma in pensieri importanti, che ci servono per dare il meglio di noi stessi. Il sogno di libertà è un po’ quello di tutti noi, l’utopia che inseguiamo quotidianamente e grazie alla quale manteniamo l’energia esistenziale, ovvero ciò che ci serve in questo percorso misterioso chiamato vita. Ma spesso non ce ne accorgiamo, i giorni si susseguono inerti e certe sfumature ci sfuggono, rimangono ai lati dei nostri occhi scivolando lontano, nel niente. Eppure basterebbe soffermarsi un poco, solo un poco, a guardare … La magia di quanto ci sta attorno è tutta lì da cogliere, mai staccata dalla nostra pelle, così come la quotidianità, i litigi, le carezze, le modulazioni che si muovono in direzioni diverse, contrarie, ma che ci fanno bene, perché tale è il nostro essere. Il senso di ciò che in realtà siamo, ma dove coglierlo? Qui, anche qui, in questo libro pieno di toni, di passi impensabili, che forse non avremmo immaginato mai di poter fare, ma i nostri piedi ci illuminano le strade. Se le sappiamo vedere. Ecco quello che ho provato leggendo Un sogno di libertà, consapevole ora di conoscerne l’essenza, l’impulso e la coralità dei valori.

    “Sogni d’armonia” di Diego Civita

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Sulle ali del sogno si staglia la raccolta di Diego Civita, sul volo di un uomo-gabbiano che è cosciente della propria paura di vivere (insita in ogni uomo) e, al tempo stesso, della propria maledetta voglia di farlo, di esistere, di appercepirsi. È così che comincia questo viaggio non viaggio, questo cammino interiore e profondo, inquieto sicuramente, veloce e lento, come ogni esperienza gratificante, pulita, piacevole da sentire addosso. Un uomo attivo, eclettico, questo autore, il quale non smette di stupire se stesso e chi gli sta attorno. Non si lascia sopraffare mai dalla malinconia distruttiva, al contrario egli cerca di renderla evocativa, capace di far indugiare il pensiero e portare alla luce il lato positivo, quello che poi va a costruire, a formare nuove idee, nuove cose. Come una vacanza dalla quale è difficile staccarsi perché piena di peripezie, di rivelazioni, di scoperte. Magari c’è intrigo, rischio, pericolo, però ci si affeziona lo stesso, anzi, la si ama di più questa vacanza, proprio per le caratteristiche sanguigne, mai banali, stimolanti, ricche. Ecco che dunque, l’autore, si avventura in un percorso estremamente complicato, avverso, durissimo, in salita. E di certo pensa una, due, mille volte, di tornarsene da dove è venuto, impigrendosi nel limbo della non conoscenza.

    “Girare intorno al vento” di Ester Donatelli

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Le emozioni, le passioni, i sentimenti sono attimi di universo, anima nuda, magma incandescente, essenza pura in cui l’io esprime se stesso, libero e padrone, non servo né servile, come forza vitale, lievitante e generatrice, che farà di noi dei “bambini eterni”, che si nutrono di quello che siamo, di quello che facciamo, che ci amano e che amiamo perché, nonostante l’avanzare degli anni, ci fanno godere del sole che brucia sulla pelle, del fiume che racconta e del mare, paladino di balene, che solo sa saziare l’incontrollabile sete dell’Universo, bambini che sempre ci consoleranno e che, pochi istanti prima di morire, ci faranno alzare la mano a salutare la terra. Questa è la poesia, la mia poesia, il modo di essere di quegli uomini che vorranno viversi e vivere la vita, innocenti e casti, come quel Dio che mosse la prima volta il mondo.

    “Certi amori non cominciano mai” di Italo Carvello

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. talo Carvello Classe 1953, calabrese di nascita e romano d’adozione. Terapista della Riabilitazione e psicomotricista, inizia la carriera artistica come attore nel 1990 e già nel ’95 esordisce come autore e regista nel teatro.
    Come attore interpreta ‘La Straniera’ di Hervè Ducrux e Gaia Bastreghi.
    Come Autore ed attore, in teatro Nobili si diventa, Claustrum Felicitatis, Opera Fratris, Opera Pueris, The Fred & Garbo Magic Show, L’autobus del Sorriso, Monelli in Biblioteca,
    Come attore, Das Goethe Kabinett in lingua originale di C. Hamp – Lo pianto della Madonna di Jacopone da Todi, regia Hervè Doucrux e Gaia Bastreghi – Notturni di H. Ducroux – Ferie Latine di Hervè Ducroux, Monelli in Biblioteca di Italo Carvello.
    Nell’editoria:
    – The Geap Lunner’s Il Fikissimo Voice
    – Il Sacrificio Inevitabile
    – Tony Iacco Story” pubblicazione periodica in testate di categoria. Oggi diversabile, funziona come le luci dell’albero di natale: Adesso si, adesso no: gli amici lo chiamano: Sua Intermittenza!
    Questo libro è stato scritto nella fase”adesso sì “.
    Quello della fase “Adesso no” Non esiste. Inutile cercarlo. Non c’è te l’assicuro! Continua la propria attività creativa come autore per l’editoria e, per il teatro, promuove l’attività della “Compagnia di Teatro Attivo” della quale è presidente. è divorziato. Vive e lavora (si fa per dire) ad Albano e nel territorio dei Castelli e della provincia di Roma. Dice di se stesso:
    “C’è il modo di dire: Chi non ha buona testa…ha buone gambe. Io non ho buone gambe, per cui ho buona testa!”

    Per le novità editoriali per il mese di febbraio 2012:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/29/le-novita-editoriali-per-febbraio-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Link utili per ordinare i libri e per visitare i siti di riferimento:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/02/le-novita-editoriali-per-marzo-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

  • Intervista di Alessia Mocci a Gigliola Biagini ed al suo Nessuno dei vostri baci è caduto per terra

    Nessuno dei vostri baci è caduto per terra, nessuno dei vostri baci ha commesso peccato
    perché se le labbra degli angeli si toccano generano luce

    Un processo interessante quello dello scrittore che si ritrova a guardare la realtà e semplificarne gli effetti con i suoi versi, con le sue prose sofisticate. Gigliola Biagini è alla sua terza pubblicazione con “Nessuno dei vostri baci è caduto per terra”, edito nel febbraio 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”. Con la stessa casa editrice nel 2010 pubblica “Come ombre liberate dalla luce”, un romanzo che opera in un bacino vastissimo di lettori, in quanto non si propone come esclusivo ma inclusivo di opinioni e diversità. È adatto ai giovani, infatti, la protagonista è una ragazzina di nome Alina, figlia di Iris. Alina vive con la madre ed il nonno materno Leonardo, praticamente cresce nel silenzio di un rapporto che, dopo la morte di Cecilia, madre di Iris, non è riuscito a creare un filo conduttore che potesse avvicinare i due, forse troppo simili di carattere. “Nessuno dei vostri baci è caduto per terra”, un libro sull’amore e sulle sue sconfinate varianti. Un libro che, per riprendere alcune parole della Biagini, racconta dell’amore che “si fa beffa di tutte queste nostre chiusure mentali, irrompe come vuole nella nostra vita, ci scardina dal nostro assetto interiore e ci cambia, sempre e comunque, anche quando diventa dolore ed abbandono”.

    Gigliola Biagini ha risposto a qualche domanda per presentare ai lettori la sua nuova pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: “Nessuno dei vostri baci è caduto per terra” è la tua nuova pubblicazione. Ci racconti qualcosa delle precedenti?

    Gigliola Biagini: Certo! Ho esordito in campo editoriale nel 2009 con “Profumo dell’anima” (Sovera), un breve romanzo di scavo psicologico sul dolore di vivere. Il difficile percorso di una donna, Bianca, che perdendosi in un labirinto di fragilità emotive, riuscirà a risalire la china attraverso nuove consapevolezze ritrovandosi con un’anima più libera e fragrante.
    Nel 2010 esce “Come ombre liberate dalla luce” edito da Rupe Mutevole. La trama di questo romanzo si dipana in un intreccio di legami familiari su cui pesano vicende neglette ed irrisolte. Quasi un piccolo giallo, ambientato nella campagna toscana dove il ritmo delle stagioni e la generosità della natura fungono da cornice al susseguirsi degli stati d’animo dei protagonisti. E adesso eccomi di nuovo con Rupe Mutevole con “Nessuno dei vostri baci è caduto per terra” fresco, fresco di stampa.

    A.M.: A che cosa, di preciso, si riferisce il titolo de “Nessuno dei vostri baci è caduto per terra”?

    Gigliola Biagini: Il titolo è un verso di una lirica di Alda Merini “La carne degli Angeli”. L’ho scelto perché mi sembrava la chiave di lettura perfetta per l’approccio di questo libro, libro composto da racconti. Storie di uomini e di donne che nel corso delle loro esistenze, spesso tortuose, vengono incontrati dall’amore. Da quel momento niente sarà più come prima…

    A.M.: Quali sono le tematiche presenti in “Nessuno dei vostri baci è caduto per terra”?

    Gigliola Biagini: Le tematiche sono quelle dell’amore, della vita personale e di coppia… Oggi l’amore si può incontrare anche su internet ma io non credo che esista molta differenza da quello che si incontra in ufficio, piuttosto che in un bar, od in una scuola. Le dinamiche possono essere diverse ma la natura di questo sentimento è identica e, ha la medesima forza travolgente e catartica al tempo stesso. Anche la realtà dell’immigrazione propone nuovi scenari amorosi, spesso controversi ed ostacolati da pregiudizi culturali. Ma l’amore si fa beffa di tutte queste nostre chiusure mentali, irrompe come vuole nella nostra vita, ci scardina dal nostro assetto interiore e ci cambia, sempre e comunque, anche quando diventa dolore ed abbandono…

    A.M.: Qual è il tuo pensiero sull’argomento “amore”?

    Gigliola Biagini: Sono convinta che l’amore sia sempre e comunque un dono divino. Ha in sé tutta la potenza creatrice e rinnovatrice della vita. Spesso può sembrarci violento, ma soltanto perché si ribella ai nostri tentativi di incasellarlo in una morale, di farlo prigioniero in un abbraccio, di attribuirgli dei limiti e degli scopi. Non esistono amori giusti ed amori sbagliati, esiste l’amore. Ecco perché …

    A.M.: A chi dedichi questa tua ultima vittoria editoriale?

    Gigliola Biagini: Dedico questo piccolo “saggio d’amore” a tutti coloro che vivono sempre in affanno tra il bisogno d’amare e di essere amati ed il desiderio di serenità. A coloro che hanno compreso che nulla, ma proprio nulla può prescindere da questo sentimento. “Il Gladiatore” è invece dedicato ad un giovane Tunisino che mi ha aperto il suo cuore permettendomi di raccontare la sua vita.
    Nessuno dei vostri baci è caduto per terra, nessuno dei vostri baci ha commesso peccato
    perché se le labbra degli angeli si toccano generano luce

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Gigliola Biagini: L’ultimo libro che ho letto è una vecchia pubblicazione di Silvano Agosti “Il semplice oblio” e l’ultimo film che sono andata a vedere è stato “Midnight in Paris”, atmosfere parigine, surreali, molto carino.

    A.M.: Che cosa pensi dei social network? E quanto servono oggi?

    Gigliola Biagini: I social net work sono una finestra fantastica sul mondo, per me oltretutto una ricchezza di varia umanità dove attingere ispirazione per nuove storie…

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Gigliola Biagini: Trovo la casa editrice Rupe Mutevole un piccolo gioiello nel campo della piccola e media editoria. Gentilezza, professionalità, eleganza grafica mi hanno conquistato fin dalla prima pubblicazione. La consiglio certamente, per la serietà e l’efficienza e, per il rapporto di fiducia e stima reciproca che sanno instaurare con i loro autori.

    A.M.: Hai altre novità per questo 2012?

    Gigliola Biagini: Adesso mi riposo, seguo gli sviluppi delle mie ultime creature ed aspetto che una nuova storia mi germini nel cuore desiderosa di essere scritta.http://static.ak.fbcdn.net/images/blank.gif

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Gigliola Biagini: “Umana forma divina ha l’amore” William Blake.

    A.M.: Ringrazio di cuore Gigliola per le dolcissime parole che ha riservato per noi lettori, attendiamo dunque anche noi i suoi sviluppi aspettandoci sempre interessanti novità!

    Per leggere la recensione di “Come ombre liberate dalla luce”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/30/come-ombre-liberate-dalla-luce-gigliola-biagini-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/26/intervista-di-alessia-mocci-a-gigliola-biagini-ed-al-suo-nessuno-dei-vostri-baci-e-caduto-per-terra/

  • Resoconto della presentazione de Il Non-Amore ai tempi di Facebook di Enrico Nascimbeni a Sanremo

    Quando hai chiuso gli occhi cosa hai visto?/ Libri nell’aria come farfalle?/ Parole come caramelle scartate da un bambino?/ Quelle poche volte che abbiamo giocato insieme?/ Lei che ti grattava la schiena e ti aspettava ogni/ sera?/ Il silenzio che solo i grandi poeti/ che hai conosciuto/ sanno calcolare con un compasso di seta/ indiana?/ Una strada della tua campagna sputtanata dalla/ nebbia?/ Gli anni rincorsi dagli anni in una gara persa in/ partenza?/ La mia mano che teneva la tua?/ […]” – “Quando hai chiuso gli occhi cosa hai visto?

    Venerdì 17 febbraio 2012, alle ore 18:30, nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo, si è svolta la presentazione del nuovo libro del cantautore, poeta, scrittore e giornalista Enrico Nascimbeni(Verona, 1959).

    Il Non-Amore ai tempi di Facebook”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine“,ha suscitato l’attenzione di molti lettori che già conoscevano dell’autore ma, anche, di un’ ingente utenza di curiosi rimasta affascinata dalla bellezza delle liriche presenti nella raccolta poetica. Una raccolta quasi del tutto autobiografica che presenta un Nascimbeni nudo di fronte al suo pubblico, intenso come una sua canzone.

    Enrico Nascimbeni è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’evento e ci ha anticipato che nel 2013 uscirà un singolo bilingue (italiano e spagnolo) della sua canzone “Stigmate” in duetto con la celebre cantante Shakira.

    A.M.: Il 17 febbraio 2012 hai presentato a Sanremo “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”. Com’è andata?

    Enrico Nascimbeni: Presentare un proprio libro è un’avventura che si divide tra il piacere di raccontarsi, l’egocentrismo ed il pudore di non incensarsi troppo. L’intervista televisiva per La7 è andata benissimo, almeno a me pare così. Brava l’intervistatrice. Preparata. Che attraverso alcune mie poesie ha viaggiato con me nella mia vita racchiusa in fogli di carta.

    A.M.: Hai trovato un pubblico entusiasta e partecipativo?

    Enrico Nascimbeni: Tanto pubblico che sono riuscito a coinvolgere. Quindi ha condiviso con me emozioni e ricordi. Una poesia, come una canzone, uno può farla sua ed inserire il suo vissuto. Quando accade questo vuole dire che lo scopo di una presentazione è raggiunto.

    A.M.: C’è stato qualche aneddoto interessante durante la presentazione?

    Enrico Nascimbeni: Sì. Una signora anziana mi si è avvicinata col suo cagnolino per fami i complimenti. “Siamo vecchi tutti e due – mi ha detto accarezzando il suo amico a quattro zampe – Ho un cane che ama la cultura…”. Abbiamo riso insieme e poi lei è andata via in un bellissimo tramonto di Sanremo.

    A.M.: Chi ha letto le tue poesie durante l’evento?

    Enrico Nascimbeni: Le ha lette, splendidamente, l’intervistatrice. Che è anche attrice. Mi ha commosso quando ha declamato una poesia dedicata al momento dell’addio con mio padre: “Quando hai chiuso gli occhi cosa hai visto?”

    A.M.:L’amore è una cosa semplice/ penso sdraiato sul cielo di questo letto di albergo/ a Barcellona …”. Ci racconti qualcosa di questa Non-Poesia?

    Enrico Nascimbeni: Ho vissuto per quasi un anno nella città catalana. Amo Barcellona e le sensazioni che mi da questa città. Quindi è un pensiero d’amore dedicato alla città, ai suoi cieli ed alla sua gente.

    A.M.: Qual è la percentuale di autobiografia all’interno de “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”?

    Enrico Nascimbeni: Novantanove virgola nove per cento.

    A.M.: Qual è la prossima presentazione in programma? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Enrico Nascimbeni: Fra pochi giorni a Verona, poi Parma, Milano, Roma, Palermo, Gorizia, Brescia. Alcune saranno presentazioni in musica. Cioè parlo del libro ed, accompagnato dal mio pianista, il maestro Franz Bazzani e dal violinista, il maestro Michele Gazich, alterno le parole a delle mie canzoni.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Enrico Nascimbeni: Quando saprai che sono morto di sillabe strane. Pronuncia fiore, ape, lacrima, pane, tempesta”. (Ernesto Che Guevara de la Serna)

    Per leggere l’intervista ad Enrico Nascimbeni precedente alla presentazione a Sanremo:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/14/intervista-di-alessia-mocci-ad-enrico-nascimbeni-ed-al-suo-il-non-amore-ai-tempi-di-facebook-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/23/resoconto-della-presentazione-de-il-non-amore-ai-tempi-di-facebook-di-enrico-nascimbeni-a-sanremo/

  • Intervista di Alessia Mocci a Rossana Asaro ed al suo Profumo di Kikina nel Paradiso dell’Eden, Rupe Mutevole Edizioni

    La poesia non è un libero movimento dell’emozione, ma una fuga dall’emozione; non è l’espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità”. – Thomas Stearns Eliot

    Profumo di Kikina nel Paradiso dell’Eden”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e L’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Rossana Asaro (Mazara del Vallo, 1964). Insegnante di lingua inglese, Rossana è presente con le sue liriche in diverse raccolte antologiche i cui proventi sono stati devoluti in beneficienza. Un titolo che meraviglia: “Kikina” simbolicamente rappresenta l’amore in tutti i suoi aspetti: filiale, coniugale, passionale, per il prossimo; “Kikina” metaforicamente rappresenta l’autrice e la sua rinnovata voglia di vivere, amare e trasmettere le sue emozioni.

    Rossana Asaro è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua nuova raccolta poetica. Buona lettura!

    A.M.: Da quanto tempo componi versi?

    Rossana Asaro: Sin da quando ero bimba. Mi è sempre piaciuto comporre versi per diletto, perché mi piaceva gratificare le persone alle quali dedicavo le mie poesie…scrivevo poesie per immortalare i momenti importanti della mia vita od in occasioni particolari, ricorrenze come compleanni o la festa della mamma e del papà. Andavo in brodo di giuggiole quando la maestra leggeva le mie poesie al resto della classe, mi sentivo gratificata, era una piccola rivalsa verso i miei compagni che a differenza di me eccellevano in matematica…e pensare che i miei genitori sono entrambi insegnanti di matematica. Ricordo bene che all’interno della classe sussistevano queste dinamiche, queste competizioni positive che ci hanno stimolato molto nel nostro percorso di crescita culturale.

    Col tempo scrivere poesie è diventato un habitat mentale.

    Attraverso le parole poetiche si evocano i ricordi, si vivono emozioni, la nostra anima ci svela ciò che noi razionalmente non cogliamo, ci si sente liberi. La poesia è, infatti, a mio parere, espressione dell’anima e della personalità dell’autore ecco perché cito ma non condivido, il pensiero di un grande poeta moderno “La poesia non è un libero movimento dell’emozione, ma una fuga dall’emozione; non è l’espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità”. – Thomas Stearns Eliot

    A.M.: Essere un poeta nel 2012. Che cosa significa per te?

    Rossana Asaro: Poeta? …dice a me? Chiunque riesce a dialogare con la propria anima, a coglierne le sfumature ed a registrare le proprie emozioni è un poeta.

    Problematiche socio-economiche oggi, purtroppo, lasciano poco spazio ai momenti di introspezione, di relazioni sociali autentiche, di slancio per le emozioni e gli affetti…e anche l’intelligenza dei giovani è orientata verso altri orizzonti, modelli astratti, tecnologici, che mirano alla produttività e spengono la creatività e l’immaginazione. Spesso davanti ad esperienze dolorose si cerca di sfuggire dalla realtà ci si barrica dietro un muro di indifferenza, noia, o peggio aggressività.

    Non tutti colgono il linguaggio poetico, a volte per usare un latinismo chi scrive si sente “Nemo propheta in patria”. Nell’era dell’apparire anziché dell’ essere, la poesia invece è un mezzo indispensabile per imparare a cogliere le sfumature, l’essenza delle cose, per imparare a vivere le emozioni, a conoscersi, a orientarsi.

    Cogliere l’attimo, immortalarlo per poi riviverlo è appagante, catartico, terapeutico. Scrivere poesie è come liberare l’anima, farla volare nel cielo come un aquilone che segue il vento delle emozioni. Ho cercato di sensibilizzare anche i miei alunni a leggere ed a comporre poesie, a giocare con le parole, come un puzzle della mente che tassello dopo tassello prende forma. Ho provato a trasmettere loro il mio entusiasmo ed a destare in loro curiosità.

    Mi hanno posto tante domande in merito alla poesia, per loro ho provato a sintetizzare il mio sentire attraverso questi versi:

    Come aquiloni…/ Si liberano i miei pensieri/ nell’etereo spazio/ nel respiro di un attimo/ sottratto alle emozioni,

    come aquiloni… alla ricerca della libertà/ nel vento di un vuoto/ che cerca la sua dimora./ Vagano/ …fulgidi…/ oltre l’astratto confine dell’io/ come schegge di quarzo puro/ …incontaminate…/ fino a che si dirada l’opaca luce/ e la penna orgogliosa inalba/ …fedele…/ un racconto nuovo./ Gorgoglia civettuola l’ispirata fonte/ tra le note accorate del suo sentire/ che veste i colori dell’anima,/ sapide gocce di nube/ e irradiati bouquet di sorrisi./ Fantasiose/ foglie di parole ritraggono/ …attente…/ i fragori dell’epopea della vita.”

    Il mio augurio è che attraverso le note della mia anima possa regalare al lettore qualche emozione.

    A.M.: “Profumo di Kikina nel Paradiso dell’Eden”. Come mai un titolo così articolato? Puoi spiegare la scelta del titolo così articolato?

    Rossana Asaro: Molto volentieri. Il fato mi ha fatto incontrare una persona che era stata in Perù nella foresta amazzonica e mi ha raccontato degli Indios, della loro filosofia di vita, dei loro stili di vita e mi ha mostrato diverse foto. Sono rimasta molto colpita dall’immagine di un fiore che gli indigeni chiamano “Kikina”. Un fiore di estasiante bellezza, dalle sfumature violacee, vellutato, dai contorni smerlati, con un’infiorescenza di colore chiaro al suo interno che nel mio immaginario rappresentava il miracolo della procreazione e della creazione al tempo stesso. Ne ho immaginato l’essenza inebriante, coinvolgente, ammaliante…

    Un fiore così bello non poteva che avere il suo habitat naturale nell’Eden e ho percorso con Dante l’ultimo tratto del suo viaggio.

    Rivivendo ora quel viaggio virtuale in quel Paradiso terrestre aggiungerei un sottotitolo al libro: Palingenesi.

    A.M.: C’è nella raccolta una lirica alla quale sei maggiormente legata?

    Rossana Asaro: Sono tante le poesie della raccolta alle quali sono molto legata, per l’attimo contingente in cui sono state scritte, per l’emozione che ancora suscitano in me, perché serbano particolari ricordi. “The nel deserto” tuttavia, ha sancito il mio debutto in poesia perché ha ricevuto il plauso di un autorevole poeta che ho sempre considerato un riferimento letterario.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria editoriale?

    Rossana Asaro: Dedico questa raccolta ai miei figli “Fede e Peppe, pupille dei miei occhi” come menzionato all’interno del libro. A loro ma anche ai miei alunni verso i quali ho dei doveri morali sento di fare un augurio di continuare ad emozionarsi sempre, anche per le piccole cose, di osservare con gli occhi dell’anima, con la spontaneità e la naturalezza di fanciulli sempre.

    Cito a questo proposito un passo di Pascoli tratto da “Il Fanciullino” per me una lezione di vita:

    Noi cresciamo ed egli resta piccolo, noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare ed egli tiene fissa la sua antica , serena meraviglia, noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, lui fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello

    Mi auguro di riuscire a trasmettere ai miei lettori le mie emozioni tanto da trasformare questa pubblicazione in una vittoria letteraria.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto o film che hai visto?

    Rossana Asaro: L’ultimo romanzo? “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini. Un romanzo avvincente, coinvolgente, emblematico, memorabile.

    La cornice storica, l’assedio di Sarajevo, fa da sfondo alla storia d’amore dei protagonisti assediati da egoismi e conflitti personali. È un romanzo storico e sociale al tempo stesso che dimostra come nonostante il male della storia, l’amore in tutti i suoi aspetti trionfa, proprio come nelle poesie della mia raccolta.

    L’ultimo film che ho visto, rigorosamente al cinema, è stato “La chiave di Sara” tratto dall’omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay, diretto dal francese Gilles Paquet-Brenner, che fa riflettere sulla pagina più triste della storia dell’umanità, l’Olocausto. Un’indagine dolorosa tra passato e presente di una giornalista americana incaricata dal giornale per cui lavora di scrivere un articolo sulla vicenda del rastrellamento in Francia, degli Ebrei che poi furono deportati nei campi di sterminio.

    Una storia toccante che viaggia su due binari. Un’esperienza dolorosa per la giornalista anche sul piano personale e sentimentale. Puntualmente anche a scuola affrontiamo il tema della Shoah, “per non dimenticare”, tra i film che ho visto “La chiave di Sara” è stato quello che è riuscito ad affrontare la tematica in modo del tutto originale anche attraverso i risvolti psicologici ed umani della protagonista.

    A.M.: Cosa ne pensi dei network? Li utilizzi per far conoscere la tua passione ormai concretizzata per la poesia?

    Rossana Asaro: L’utilizzo dei network mi ha permesso di mettermi in contatto con i diversi siti di poesia, di confrontarmi, di analizzare poesie di altri autori, di fare commenti, di partecipare a raccolte antologiche ed a concorsi letterari, di dialogare scambiando reciproche esperienze ed emozioni, di far parte di gruppi letterari e culturali.

    Certo pubblicizzerò il mio libro nei diversi siti.

    A.M.: Come ti trovi con la casa Editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Rossana Asaro: Con la casa Editrice Rupe Mutevole mi sono trovata benissimo.

    Ho riscontrato grande cordialità e professionalità. Sin da quando ho ricevuto la mail con la conferma che le mie poesie erano pubblicabili, sono stata consigliata nei diversi step, la scelta della copertina per esempio, i caratteri, le combinazioni, ecc…

    Ho trovato molto suggestiva la descrizione del paesaggio bucolico tra Parma e la Liguria dove è ubicata la Casa Editrice Rupe Mutevole che per l’appunto deve il suo nome ai colori cangianti dei tramonti che caratterizzano la zona.

    La curatrice Silvia Denti verrà a Mazara del Vallo per la presentazione del libro colgo l’occasione per esprimerle tutta la mia stima e gratitudine anche per questo supporto morale.

    A.M.: Hai qualcosa nel cassetto pronto per la prossima pubblicazione?

    Rossana Asaro: Sì, ho molte idee. A pagina 9 del libro ho voluto inserire un frammento di Madre Teresa di Calcutta “la vita è un inno cantala”, quello sarà il leit motif della mia prossima raccolta.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/22/intervista-di-alessia-mocci-a-rossana-asaro-ed-al-suo-profumo-di-kikina-nel-paradiso-delleden-rupe-mutevole-edizioni/

  • Donne di conoscenza, primo libro di Haria, Rupe Mutevole Edizioni

    Non so chi fosse mia madre. Qualcuno, forse una vecchia del villaggio di fango e sterpi dove crebbi, mi impose il nome di Tara, e per questo io mi dico figlia di Taro, il sacro torrente dei druschi, il mio popolo sconfitto da miseria e sogni infranti.

    Bambina, sguazzavo nei trogoli fra i maiali di cui ero guardiana, più tardi lo fui di cani selvaggi addestrati al combattimento per divertire il tempo irritato di signorotti annoiati, […]

    Una prosa ellittica, essenziale, descrittiva. Haria è un’autrice che in poche parole segmenta un mondo mistico dalle molteplici forme, eppure ogni sua forma è percepibile dal lettore che attento segue il peregrinare della storia. Una storia in continua evoluzione e che non lascia spazio alla domanda: sarà vero? Non parliamo di realtà od irrealtà ma solo di visioni di un mondo confinante con il nostro.

    Donne di conoscenza”, edito nel 2004 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di Confine”, è il primo libro di Haria ristampato nel 2009 con la seconda edizione. Le successive pubblicazioni dell’autrice, per la stessa casa editrice, sono “La luce negli occhi”, “Il respiro della bellezza”, “Piante di energia”, “Estensità”, “Anzol”, “La via dell’ignoto”, La mappa delle antiche donne di conoscenza”, “Restare sospese”, “Eventi di bellezza”, “L’altra estensità”, “Rua”, nelle quali Haria conferma il suo talento di donna narrante, donna di conoscenza.

    Ambientato sulle vette dei monti Penna con i suoi castagni e con le sue rupi a sottolineare il particolare rapporto con la natura, con il suo sentire la natura e con il sentirsi, essa stessa, natura. La meraviglia della solitudine, della solitudine manifestata con lo spirito della natura ormai sconosciuta dalla maggior parte delle persone che vivono nelle città o nei paesi. Una solitudine antica che prende avvio dalla consapevolezza, da parte dell’essere umano, di qualcosa che sta oltre il visibile, oltre la coltre sociale che conosciamo.

    L’ignoto è il sorriso della vastità.

    L’ignoto era un’incessante molteplicità di informi eventi di bellezza. Attraversammo luoghi accennati, frammenti di mondi appena nati, dove dettagli di realtà condividevano il sacro ritmo della vita; entrammo in vasti orizzonti, vagammo in pieni e vuoti che si rincorrevano. L’ignoto era come acqua senza nome che non sognava la sorgente e non seguiva il proprio fluire, ma custodiva il mutevole istante di se stessa.

    Un ignoto che non impaurisce ma che affascina. Il modus scribendi di Haria è atipico per una prosa, pare un misto di poesia mistica profetica e poesia descrittiva immaginifica. Ogni sintagma quasi una sentenza senza derivazioni positive o negative ma, l’affermazione di qualcosa che “è” oppure che “è stato”. La bellezza è vista come la più pura energia della natura, una dimensione quasi magica nella quale una giovane donna di conoscenza può interagire e, dopo il percorso di apprendistato, divenire essenza energetica essa stessa conservando la sua parte umana: la consapevolezza di essere umano.

    Le ombre risalirono lente sull’uomo che ora maneggiava a vuoto, e un lamento sibilò fuori dalle sue labbra serrate. Aveva paura.

    E perse. Le ombre lo avvolsero. La gente lo guardò con gli occhi dell’attesa e lui urlò la sua sconfitta, la quarta di seguito, l’ultima. Tutti alzarono lo sguardo sulla vasta ombra che si avvicinava, finché si avventò sull’uomo. Allora tre uomini e una vecchia lo trascinarono verso la sua morte.”

    Giovedì 16 febbraio 2012 ci sarà la presentazione di “Donne di Conoscenza” nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo:

    http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/11/novita-rupe-mutevole-edizioni-presentera-alcuni-suoi-autori-durante-le-giornate-del-festival-di-sanremo/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/15/donne-di-conoscenza-primo-libro-di-haria-rupe-mutevole-edizioni/