Tag: rupe mutevole

  • Resoconto della presentazione di L’Alba dei Vincenti di Miriam Sorbo, San Nicola La Strada (CE)

    A San Nicola La Strada in provincia di Caserta, lo scorso 8 giugno alle 19:00 c’è stata la presentazione di una silloge di poesia intitolata “L’Alba dei Vincenti”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe” curata da Gioia Lomasti.

    L’autrice è la promettente Miriam Sorbo, appena tredicenne. Miriam non è alla sua prima pubblicazione, infatti, è già avvezza di letteratura e di editoria avendo pubblicato sue anni fa all’età di undici anni in un giornale locale di Caserta e successivamente è comparsa in una raccolta mista di poesie.

    La poetica di Miriam sbalordisce il lettore, non solo per l’età della giovanissima, ma per l’amore maturo per l’esterno che traspare dalle sue parole. Sono poesie piene di pathos e di saggezza, conoscenza letteraria e capacità di linguaggio.

    La presentazione de “L’Alba dei Vincenti” è stata portata avanti dal giornalista della Gazzetta dello Sport, Lucio Bernardo. Alcune poesie scelte sono state lette dall’ingegnere Luana Verdone, una lirica in dialetto napoletano da Ciro Bruno. Alla presentazione non erano presenti i compagni di classe dell’autrice.

    Miriam è stata gentilissima nel rispondere ad alcune domande sulla serata dandoci anche qualche info sulle prossime presentazioni. Buona lettura!

    A.M.: Com’è andata la presentazione? Puoi dichiararti soddisfatta?

    Miriam Sorbo: La rappresentazione è andata benissimo , c’erano molte persone e posso ritenermi super soddisfatta.

    A.M.: Sono state lette le poesie della tua silloge poetica?

    Miriam Sorbo: Le poesie sono state lette dall’ingegnere Luana Verdone, che le ha lette con passione ed amore. Una mia lirica è stata letta anche in napoletano dal signore Ciro Bruno estasiando così la serata.

    A.M.: Ci sono state domande del pubblico che ti hanno colpito particolarmente?

    Miriam Sorbo: Non ci sono state domande dal pubblico.

    A.M.: Erano presenti anche i tuoi amici di scuola? Pensi che siano orgogliosi di averti come amica oppure ritieni che questo possa in qualche modo intimorire?

    Miriam Sorbo: I miei compagni di scuola non erano presenti perché non li avevo invitati credo che siano orgogliosi di me.

    A.M.: Hai anche altre presentazioni de “L’alba dei Vincenti” in programma? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Miriam Sorbo: Penso che farò anche qualche presentazione nel mio paese nativo (Casapulla, CE ) purtroppo non posso dirvi niente perché é tutto abbozzato l’unica cosa che posso dirvi è che questo piccolo comune comprerà una parte dei miei libri .

    Recensione de “L’alba dei Vincenti”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/04/28/l%E2%80%99alba-dei-vincenti-di-miriam-sorbo-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • In_comprensione di Francesca Candida, Rupe Mutevole Edizioni, 2011

    Ho ricercato il vero,/ tanti sono spariti,/ ho ucciso molti serpenti velenosi./ Strappato erbacce/ pungendomi le dita./ Ora sorrido quieta/ senza più falsi amici,/ senza sentirmi estranea/ in una terra oscura./ Io volo tra le stelle/ che indicano la via./ Posso sognare libera/ l’amore che vorrei,/ amore puro, rosso di passione,/ ma non venisse mai/ io non avrò rimpianto,/ tra i volti cari io non sono più sola.” – “Libera canto”

    Il senso di solitudine, la lotta contro questa. In “Libera canto” ritroviamo un amore verso la vita e la verità davvero notevole, con una guerra l’io narrante è riuscito ad allontanare i nemici – gli amici falsi – presenti nella sua vita, un’eliminazione diretta per poter vivere in una realtà nella quale sperare e trascorrere le giornate senza alcun rimpianto.

    In_comprensione”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è una silloge poetica composta da 57 liriche, prefazione a cura della curatrice della collana, Silvia Denti; la raccolta è dedicata al figlio dell’autrice Edoardo. Francesca Candida è un buon esempio di intimismo che dialoga con l’esterno con infinita comprensione, è una battaglia costante che l’autrice porta avanti innanzitutto per il suo benessere poetico ed in secondo luogo per la sua vita. Una poesia vivace ed ombrosa allo stesso tempo, i versi brevi raggiungono l’ellitticità del pensiero trascinando il lettore nel mondo di Candida.

    Inferni, deliri, solitudine, silenzi, ghiacci, psicoterapie, oblio, neve, scalini, lettere, ed ancora fotografie, leggi, albe, segreti, dolori sono i temi approfonditi dall’autrice seguendo sempre la prima persona come se ella stessa stesse parlando alla propria mente, così da avvicinare l’esterno in una scelta di caratterizzazione di esso. Non mai accettare il presente senza dover espandere il proprio ragionamento sulle cause, sulle azioni, sui momenti.

    Di nuovo sola con la mia pagaja/ remo diretta a sud/ sul fiume silenzioso,/ le stelle si specchiano nell’acqua/ celeste in questa notte nera./ Fuggo da un sogno,/ la valigia è piena/ di realtà vissute e pesa./ Seguendo la corrente/ remo decisa e fiera,/ le lacrime mi fanno compagnia,/ remo pensando a questa giungla oscura/ che mi circonda gentile e silenziosa,/ remo sicura, il vento è dalla mia,/ cercherò il mare/ tra rapide e cascate.” – “Il mio fiume”

    Il mistero del viaggio raccontato con estrema lucidità, la solitudine del muoversi alla ricerca di qualcosa che riesca a portare il cambiamento. L’io narrante, con la sua valigia piena di ricordi, rema sopra la sua pagaja con fare deciso, è doloroso abbandonare il già vissuto ma è ancora più doloroso prendere una decisione e trovare una via d’uscita.

    Che le mie labbra restino serrate,/ che la nebbia si alzi/ e trovi la strada,/ che un canto ovatti/ voci incomprensibili,/ che si spezzino le catene/ e io possa andare,/ che riesca finalmente/ a dire addio/ al sogno vano/ di essere compresa./ Un unico rimpianto,/ quelle tele/ che erano luce/ e che ho amato tanto.”

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Una clessidra di grazia di Meth Sambiase, Rupe Mutevole Edizioni, 2011

    Nuda, non ci sono maschere,/ assi bucate, veli da indossare./ Ha lo spray che luccica/ d’oro e di gommalacca sui muri,/ riso nelle asole degli anfibi,/ (Hai tentato di soffocarmi/ nella veglia mattutina/ ti ho aperto gli occhi/ e i tuoi incubi sono spariti)/ Ad ogni respiro pieno/ è la luce dell’aria che entra/ le mani che si uniscono in preghiera/ la pietà di un ago calamitato/ che segna il Nord dei Meridioni./ […]” – “La mia ultima dea”

    Ogni verso una sentenza, ogni sentenza una verità. Un versificare che gioca con il puro, con il sentire la comunicazione eterea. La forza della lirica “La mia ultima dea” è schietta, la nudità iniziale riprende la sincerità dell’intenzione di portare avanti un pensiero maturo ed uno stile accorpato e tagliente.

    Una clessidra di grazia”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe” è l’ultima fatica di Meth Sambiase, nome d’arte per Simonetta Sambiase. L’autrice è molto attiva nel campo letterario, infatti, si muove tra la poesia, la musica e le riviste settimanali. Ha pubblicato in alcune antologie poetiche ed ha curato anche un ebook per la Rei Edizioni. “Una clessidra di grazia” consta di un’introduzione da parte dell’editore Cristina Del Torchio e della silloge di circa quaranta di poesie. La collana editoriale “Sopralerighe” è curata da Gioia Lomasti. Per la realizzazione della raccolta poetica si ringrazia Marcello Lombardo e per l’immagine di copertina Sandra Dello Iacono.

    L’autrice è particolarmente attenta alla forma ed al significato, questo lo si nota facilmente anche dalla scelta dei titoli, citiamo per esemplificare: “Involuzione”, “Stalking”, “Confessione in legno profumato”, “Jaguar verde inglese”, “Il fumo vuoto”, “La vita in mezzo allo specchio”. Le liriche sono in prima persona e l’io narrante esplica il suo pensiero ed il suo atteggiamento verso la vita, senza però cadere nell’intimismo esasperato, è un io che cerca confronto e allievi, è un io che sorride mestamente ai versi.

    Ho smesso di mangiare,/ da stasera camperò d’aria:/ non sarà poi così male/ ingoiare le piccole particelle di luce colorata./ Non si daranno vinte per me/ le ampollose e perfette viscere/ né la reticente epidermide/ né le intrecciate ossa,/ ma io ho già deciso,/ e ho preso la strada dei monti,/ dove almeno il fiato e i colori saranno contenti/ del nitore dell’ossigeno,/ del soffio delle nuvole./ […] ” – “Camperò d’aria”

    Ironia ed arguzia. La cura nella ricerca delle parole denota l’erudizione della poesia ma al servizio della modernità. Meth Sambiase incarna il suo tempo, incarna una presenza poetica di minuziosa fattura corollata dalla proprietà di comprensione da parte del lettore.

    Se proprio dovrò consumarmi/ affilerò le mie scarpe da ballo/ e il tempo si ridurrà ad un solo battito./ Sarà difficile non scivolare/ nelle pulsazioni cattive/ dei ricordi felici/ tra i bisbigli/ delle cellule che si sfilacciano/ e i resti del crollo del cuore./ […] ” – “Pensieri neri”

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Senza rete di Stefania Giovando ed Anna Luciani, Rupe Mutevole Edizioni

    Si sentivano belle, quella sera, ognuna a modo suo. Irene indossava un abito blu notte, che ne ammorbidiva le curve prosperose e le lasciava scoperto il décolleté ancora tonico e pieno. Alba aveva osato sbilanciarsi con un vestito rosso, che creava un bel contrasto con i capelli e gli occhi scuri. Milady aveva scelto l’azzurro chiaro, come i suoi occhi, che erano sottolineati ed esaltati dal colore.”

    Cinque donne a Venezia, cinque donne che hanno scelto questa incantevole città lagunare per incontrarsi. Irene, Alba, Venus, Milady ed Eliana si conoscono via chat, ogni giorno si raccontano e trascorrono qualche ora creando un personaggio per evadere dalla realtà, ma in tutto questo si sono cimentate delle amicizie e dei sentimenti. L’uscita di una sera per divertirsi e per mostrarsi al pubblico come regine, come vincenti di una situazione anomala.

    Senza rete”, edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è un romanzo scritto a quattro mani da Stefania Giovando ed Anna Luciani. Le due autrici si sono cimentate in un’esperienza letteraria di comparazione della chat con la realtà, infatti, il romanzo racconta dei rapporti umani tramite lo schermo e la scrittura digitale. Protagonisti un gruppo di persone di tutta Italia che per diversi motivi si è ritrovato a cercare svago nella chat. L’idea dell’incontrarsi tutti insieme in una città nasce dalla curiosità di capire se, anche in una situazione di realtà fisica, le loro simpatie possano mostrarsi senza alcuna difficoltà.

    Ogni personaggio de “Senza rete” è ben sviluppato, gli atteggiamenti della chat sono comparati a quelli della realtà. Si ha l’impressione di appartenere al gruppo in quanto la prosa è ripresa di pari passo dalle conversazioni chat, e questo è un punto di forza del romanzo in quanto oggi la scrittura digitale è riuscita a sottomettere l’oralità. Il linguaggio, quindi, diviene l’oggetto stesso del romanzo.

    ’Professore – aveva detto la ragazza con fare ammiccante – cosa ne pensa del mondo delle chat?’

    ‘È un lungo discorso, ma posso solo dire che bella comunicazione a distanza sentimenti, emozioni, aspettative, sono amplificate al massimo. È questo il pericolo del mondo virtuale.’

    Si era alzato per congedarsi dai suoi studenti, ma la ragazza lo aveva apostrofato ancora: ‘Professore, allora non ci si può innamorare attraverso la chat?’”

    Il professore, Max, aveva iniziato anche un po’ per noia un gioco d’amore con Lucia. I due nel canale chat si stuzzicavano a vicenda sino a manipolare la loro vita in funzione della chat. Entrambi con una vita matrimoniale ed entrambi insoddisfatti. Da un gioco pseudo innocente alla nascita di un sentimento forte.

    L’orchestra attaccò un tango. Lui si alzò e lentamente, senza fretta, si diresse verso la donna fasciata nel lungo, morbido abito nero, che le lasciava scoperte le spalle, mettendo in evidenza l’attaccatura dorata del seno e aprendosi in uno spacco sulla gonna, che scopriva la gamba tornita e affusolata.

    Stefania Giovando (La Spezia), laureata in Lettere Classiche, scrive testi teatrali, racconti, romanzi, saggi, per i quali ha vinto numerosi premi. Ha tenuto corsi di scrittura narrativa e partecipato come relatrice a convegni nazionali ed internazionali di Letteratura e Arteterapia. È membro dell’Istituto Italiano di Cultura.

    Anna Luciani (Napoli), laureata in Teologia, è docente di scuola media e membro dell’Istituto Italiano di Cultura. Si interessa di Letteratura, Teatro, informatica e multimedialità. Ha svolto il ruolo di webmaster del sito della Scuola nella quale insegna. Scrive racconti, romanzi, testi teatrali, per i quali ha vinto diversi premi.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci a Valeria Lacarra ed al suo Il resto del Mondo, Rupe Mutevole Edizioni

    Se non riesco a calmarmi mentre cado/ mi aggrappo alle barriere del vento,/ Se mi offusca il respiro non posso/ bagnarmi./ Queste lacrime hanno atteso troppo a lungo./ Io ti ho aspettato troppo a lungo./ Sto cadendo, aiutami,/ il vento non aspetta.” – “Aspetto”

    “Il resto del Mondo”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è la prima fatica letteraria della promettente Valeria Lacarra. “Il resto del Mondo” è una raccolta di poesie e prosa, infatti, comprende una silloge poetica di sedici liriche e due racconti di diversa estensione: “Le destinazioni del vento” ed “Il resto del Mondo”.

    Una scelta ponderata ed interessante che permette di scoprire l’autrice in due diverse forme.

    Valeria è stata molto disponibile nel rispondere a qualche domanda sulla sua pubblicazione e sulla sua passione. Buona lettura!

    A.M.: Sei giovanissima. Quando hai capito della tua passione per la letteratura?

    Valeria Lacarra: Fin da quando ero piccola divoravo qualsiasi libro che trovavo in casa, leggere mi ha dato la possibilità di imparare ad immaginare, diventavo sempre un’appendice di quello che leggevo. Quando sono cresciuta ho capito che se ero io stessa a scrivere quello che immaginavo, era ancora più divertente. Così è iniziata la mia passione per la scrittura e così continua quella per la letteratura.

    A.M.: Dovendo scegliere tra il verso e la prosa in che cosa ti cimenteresti per tutta la vita?

    Valeria Lacarra: Le poesie per me sono come urli, le scrivo di getto, nei momenti più disparati. Per quanto riguarda la prosa invece è più studiata ed il bello della prosa è che si racconta un pezzo di vita.
    Nei racconti comunque è stato inevitabile per me metterci anche un po’ di poesia. La poesia è dappertutto quindi non penso riuscirei a rinunciare ad una delle due.

    A.M.: Quale tra le poesie pubblicate in “Il resto del mondo” ti è più cara?

    Valeria Lacarra: Sicuramente quella che dà il titolo alla raccolta: “Il resto del mondo”. L’ho scritta in un momento particolare per raccontare un’emozione particolare, ci tengo molto.



    A.M.: I due racconti hanno qualcosa di autobiografico o di ripreso dalla realtà?

    Valeria Lacarra: Il primo racconto: “Le destinazioni del vento” è una sorta di esercizio stilistico, un’istantanea, un lampo di vita. Due vite apparentemente distanti si trovano. A unirli il vento, il destino o semplicemente la loro volontà inconscia. Non c’è nulla di autobiografico a parte la città di Parigi, i suoi profumi e le sue suggestioni, è una città che conosco molto bene ed a cui sono molto legata.
    Per quanto riguarda “Il resto del mondo”, i personaggi sono molto autobiografici, Iris la protagonista ha molto di me ed anche qui nella parte riguardante Roma c’è molto della mia esperienza in questa città che è ha un immenso patrimonio di ispirazioni.
    In conclusione quasi tutto quello che ho scritto è in qualche modo autobiografico perché io sono quasi sempre quello che scrivo.

    A.M.: Hai un autore guida a cui pensi quando scrivi?

    Valeria Lacarra: In realtà ogni volta che scrivo m’influenza l’autore che sto leggendo al momento ma in linea di massima non ho nessun autore guida, solo tante suggestioni diverse.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

    Valeria Lacarra: L’ultimo libro che ho letto è “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh una storia potente ed originale, un caso editoriale che consiglio vivamente.


    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Valeria Lacarra: Mi sono trovata molto bene con questa casa editrice, mi ha accompagnato nella stesura e pubblicazione del mio libro con pazienza e dedizione, la consiglio certamente!

    A.M.: Hai in programma qualche presentazione del libro? Puoi anticiparci qualcosa?

    Valeria Lacarra: Dopo una prima presentazione del libro, un mesetto fa, non ho in progetto altre presentazioni ma spero che questa bellissima esperienza editoriale possa continuare.

    Buona fortuna Valeria, metticela tutta!

    Vi lascio il link diretto di una recensione de “Il resto del Mondo”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/06/10/il-resto-del-mondo-di-valeria-lacarra-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Il sogno di Sonia Lamonaca, Rupe Mutevole Edizioni, 2011

    Spezzo il dolcetto e rimango impressionato per il bigliettino che vi è all’interno:

    ‘Il coraggio è la paura trattenuta un minuto più a lungo.’

    Non ho mai sentito un aforisma più vero di questo. Posso trattenere la mia paura. Posso provarci. Posso farcela. Sento l’adrenalina attraversarmi il corpo. È il momento di fare un enorme passo avanti.”

    Qualche volta il consiglio migliore sul come agire se si è confusi arriva inaspettato, non da un amico o da un familiare, ma dal biglietto all’interno di un dolcetto di Natale contenente un aforisma. Ed è proprio così che Christian realizza che deve trattenere questa forte paura che ha dentro per fare la scelta giusta, una scelta protratta per mesi senza riuscire a smuovere la situazione per troppa paura di prendere una decisione.

    Il sogno”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è un racconto di vita, d’amore, di scelte. Il libro consta di 76 pagine suddivise in prefazione della curatrice della collana, Silvia Denti, ed otto capitoli di diversa estensione.

    L’autrice, Sonia Lamonaca, pennella le vite ed i sentimenti dei due protagonisti, Nicole e Christian, con i loro dubbi ed errori da ventenni. Una bella storia d’amore che inizia ad avere problemi, Nicole ancora molto innamorata opera una lotta contro il tempo e contro l’autostima di se stessa riuscendo a mettere al primo posto la sua relazione con Christian.

    Ma il sacrificio di mesi non ha scongiurato la rottura, una rottura particolare senza ombra di dubbio, dopo aver lottato tanto una sconfitta che eticamente Nicole non ha superato.

    “Il sogno” saltella tra il presente ed il passato, sono numerosi i flash back della relazione. L’utilizzo del ricordo passato è necessario per sostenere una conversazione anche con il lettore, in quanto la direzione di opinione sulla faccenda è maggiormente esplicata.

    La strada è silenziosa, illuminata in maniera discreta dalle luci natalizie. Il vento freddo e le vie semi-buie mi riportano involontariamente al sogno di questo pomeriggio. A quell’istante di ricordi…alla sensazione di smarrimento che avevo provato mille volte, in quell’incubo ricorrente, quando non riuscivo a trovare lui…

    Forse avrei dovuto abituarmi.”

    Una Nicole ancora sconvolta dalla perdita, una Nicole che ancora non riesce a dormire perché la sua mente è infestata da ricordi che si trasformano in incubi, in grosse paure.

    La storia di una ragazza e della sua dolorosa esperienza con l’amore, del suo conflitto, del suo terrore di vivere senza la persona che aveva sentito “sua”.

    La storia di un ragazzo insicuro che vede se stesso ancora giovane ma fortemente innamorato, dubbi che sorgono dal nulla ed il rovinare una relazione a causa della paura.

    Un impulso insistente mi aveva condotto lì, e guardando la distesa di campi non potevo che pensare altro che a Niki, a quanto avesse ragione, a come le cose erano cambiate, a come non sapessi darmi un perché. Non capivo neppure cosa mi aveva spinto a litigare con lei in quel modo, l’ultima volta…

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    Alessia Mocci

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  • Il resto del mondo di Valeria Lacarra, Rupe Mutevole Edizioni, 2011

    Notte./ stelle appiccicate nell’aria,/ ombre immobili per strada,/ lampioni morti,/ macchine ferme,/ cancelli chiusi,/ semafori gialli,/ Notte./ Di giardini scuri,/ profumati d’erba/ di una mezza luna padrona del cielo,/ di odore di gomme bruciate sull’asfalto/ e di oscurità./ Notte di baci nascosti o svelati,/ di mani che si cercano,/ di sorrisi larghi,/ di cornetti caldi,/ di traffico, di note lontane,/ di luci psichedeliche e fumo./ Notti diverse ma uguali,/ notti morte o resuscitate,/ notti solo notti,/ di stelle arrotolate,/ di giardini scuri e di sorrisi./ Notte solo notte, che fa nascere il nuovo giorno” – “Notte”

    Lampioni morti, macchine ferme, cancelli chiusi. Una notte che vede l’oscurità trionfare con i suoi giardini scuri e l’odore di bruciato nell’asfalto, una notte che si ripete con le sue figure retoriche, con la sua luna alta in cielo e con gli innamorati che sono grati per quelle ore di distacco dalla luce.

    Il resto del mondo”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta mista ovvero presenta una silloge di sedici poesie e due racconti di diversa estensione, “Le destinazioni del vento” e “Il resto del mondo” che da il titolo al libro. L’autrice, Valeria Lacarra, si è cimentata nel verso e nella prosa in una pubblicazione che vede protagonista l’amore e le sue forme mature ed adolescenziali durante la vita. E mentre il verso si piega sull’intimismo troviamo, nei due racconti, l’interesse verso l’altro e la sua comprensione, le sue scelte alcune volte istintive e passionali.

    Ambientazioni italiane e straniere per i due racconti. “Le destinazioni del vento” mostrano una Parigi melanconica nella quale Juliette è immersa nel passato e nel doloroso ricordo della morte del padre. “Il resto del mondo” racconta l’amore giovane, quello ancora inesperto, doloroso e sorridente, quello che si dimentica presto per rinascere più forte di prima. Protagonisti Alex, Iris, Luca, Laila ed Ari, tradimenti ed errori che portano la felicità e la maturità sognata.

    Le sue parole mi sorpresero perché con le persone che mi conoscono sono bravissima a mascherare me stessa e anche quando voglio non riesco mai a farmi capire, a parlare con gli occhi a tramutare in parole i miei pensieri che così rimangono intrappolati in testa in una rete fatta di paura ed orgoglio

    Iris, il personaggio dall’intelletto misterioso, riesce a sbalordirsi dell’intuito di Alex, ragazzo che aveva sempre sottovalutato. Alex riesce a leggere la sua anima attraverso gli occhi perché come lei ha un estro artistico che riesce a rendere maggiormente sottile il distacco tra le parole ed i gesti. Da sottolineare la struttura del racconto che vede per ogni personaggio un paragrafo anticipato da una citazione (da Rimbaud a Hikmet, dai Green Day a Gianna Nannini, da Luca Lucini al film Juno) che descrive il punto di vista di ognuno dei ragazzi.

    Esce dal bar con la busta in mano e inizia a guardarsi intorno e non trova né me né la macchina, intanto io guardo divertito la scena. Lei però non sembra capire lo scherzo, molla la busta a terra e sembra davvero spaventata, quando scoppia in un pianto sommesso decido di interrompere lo scherzo.”

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  • Presentazione de L’Alba dei Vincenti di Miriam Sorbo, Rupe Mutevole Edizioni, 8 giugno 2011, San Nicola La Strada (CE)

    Mercoledì 8 giugno 2011 alle 19:00 presso il Salone Borbonico “Madonna Delle Grazie” in Piazza Municipio a San Nicola La Strada in provincia di Caserta ci sarà la presentazione di una silloge di poesie intitolata “L’Alba dei Vincenti”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe” curata da Gioia Lomasti. La silloge è un insieme di poesie in lingua italiana, poesie tradotte nel dialetto del luogo, fotografie, istanti, ricordi e pensieri di una piccola donna. Il relatore della presentazione sarà Lucio Bernardo (Gazzetta dello Sport) e sarà presenta la rete televisiva locale Tele Luna.

    L’autrice è Miriam Sorbo, di appena tredici anni, ma non alla sua prima pubblicazione. E questo non sbalordisce quanto leggere le sue liriche che compenetrano una dolcezza adolescenziale con una forma mentis prettamente adulta. Miriam non è quel che si dice una ragazzina che non sa ciò che vuole.

    La prima pubblicazione risale all’età di 11 anni quando in un giornale locale di Caserta pubblicò alcune poesie, nel 2010 partecipa ad una raccolta di poesie presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni riconfermando la casa editrice con una silloge tutta sua: “L’Alba dei Vincenti”.

    Il versificare di Miriam ha una radice sociale ed etica nella quale vengono pennellate storie di persone a lei care, amici che sono riusciti a superare momenti difficili, parenti che Miriam ama profondamente, sentimenti e visioni sulla natura delle cose e dei rapporti umani.

    “L’alba dei Vincenti” è proprio “Il mondo visto dalla prospettiva di un’adolescente”. In memoria del nonno di Miriam, Francesco Feola, l’autrice ha deciso di devolvere una parte dei ricavato della vendita del libro in beneficienza.

    Voli eclatanti/ di ricercati interessi./ Brio di affabile dimestichezza familiare./ Ragazzo che traccia/ sentieri contrari/ alla mia stessa strada./ Odio e rancore,/ amicizia e perdono,/ voglia di pace,/ comunione di vita./ Amicizia tangibile/ nella reale esistenza./ immigrazioni di voli/ verso soli lontani./ Sicurezza di nidi/ abbandonati e ritrovati./ Abbracci spontanei/ di persone immortali./ Antico e moderno trilite/ insegne di legame stabile./ Stupefacente naturale/ di ribelle beltà,/ riflesso in un presente/ passato per un futuro/ ancora da vivere!” – “Voli Eclatanti”

    Questo è un esempio della poetica travolgente di Miriam Sorbo. Se volete dunque aver la possibilità di comperare il libro con l’autografo ricordatevi la presentazione dell’ 8 giugno 2011, a San Nicola La Strada (CE), ore 19:00 presso il Salone Borbonico “Madonna Delle Grazie” in Piazza Municipio.

    Recensione de “L’alba dei Vincenti”:

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci ad Erica Angelini ed al suo Dall’anima alle parole, Rupe Mutevole Edizioni

    Chiudi gli occhi ed immagina/ come sarebbe la notte senza le stelle?/ L’acqua del mare senza sale,/ le onde senza il vento,/ il tempo senza il ricordo di un momento./ Immagina le nostre dita senza una matita,/ le nostre menti senza poter pensare…/ una chitarra senza le corde da sfiorare,/ un cantante senza la voce per urlare/ un uccello senza le ali per volare./ […]” – “Immagina …”

    Dall’anima alle parole” è una silloge di poesie edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, l’introduzione è a cura dello scrittore romano Antonello De Sanctis. L’autrice, Erica Angelini, ha ben dimostrato di aver le idee chiare sulla sua poetica e sulle tematiche affrontate. Liriche che sgusciano impressioni di parole istantanee, presente e passato che si relazionano in versi puliti e sereni. Ricordi che si intagliano e veridicità sconcertante.

    Erica è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua poetica. Buona lettura!

    A.M.: Perché si scrive? E tu, perché senti il bisogno di scrivere?

    Erica Angelini: Si scrive perché si crede di aver qualcosa da comunicare, un messaggio da dare ai lettori. Io scrivo perché scrivere fa stare bene me prima di tutto, poi perché mi piace provare a regalare delle emozioni a chi leggerà le mie parole.

    A.M.: Oltre ai versi, ti dedichi anche alla prosa?

    Erica Angelini: Sì. Amo la scrittura in ogni sua forma. Ho vinto anche dei premi letterari partecipando alla sezione narrativa.

    A.M.: C’è una lirica de “Dall’anima alle parole” che pensi possa piacere maggiormente rispetto alle altre?

    Erica Angelini: “Immagina” è quella più apprezzata dai lettori per il messaggio che racchiude nella parte finale, credo.

    A.M.: E tu, hai una poesia preferita all’interno del libro?

    Erica Angelini: Se dovessi sceglierne una direi “Il sognatore”: racchiude sagge verità ed è quella che più mi rispecchia, forse. Ma io le amo tutte le liriche del libro: ad ognuna di esse ho ricordi legati a quando le ho scritte, a cosa le aveva ispirate in quel momento, ecc.

    A.M.: Secondo te, qual è il target di lettori che acquistano la tua silloge poetica?

    Erica Angelini: Non credo ci sia un target di lettori ben delineato perché le poesie sono di varia natura: dall’amore ed i sentimenti in cui si possono facilmente rispecchiare anche tutti gli adolescenti, a delle liriche più impegnative adatte a persone più mature.

    A.M.: Con cinque aggettivi come descriveresti “Dall’anima alle parole”?

    Erica Angelini: Emozionante – credo che tutte le poesie possano regalare emozioni a chi sa leggerle con il cuore.

    Diretto – le parole riversate sulla carta sono pure, volutamente scritte in modo diretto esattamente come il cuore le ha dettate alla mano.

    Profondo – alcune liriche sono intense e molto profonde.

    Leggero – altre, invece, sono più leggere quasi a voler creare un equilibrio perfetto tra le parti.

    Completo – le tematiche trattate rendono il libro davvero completo. Liriche che parlano d’amore e di sentimenti si alternano ad altre ispirate al mare o ai luoghi che ho nel cuore, e a quelle sulle mie passioni (calcio, musica, Palio …): ce n’è davvero per tutti i gusti!

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Erica Angelini: Il romanzo “Oltre l’orizzonte – Una semplice storia d’amore” di Antonello De Sanctis: non smetterei mai di leggerlo perché quella storia intensa ogni volta mi regala delle emozioni nuove.

    Ed il film di Gabriele Muccino “La ricerca della felicità” con Will Smith: mi piace davvero molto.

    A.M.: Come ti stai trovando con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Erica Angelini: Molto bene per adesso, e spero anche in futuro. Grazie a loro ho potuto partecipare, con il mio libro uscito da appena un mese, all’importantissimo Salone internazionale del libro di Torino: è stato molto bello essere lì con un po’ di me, è stato come un sogno visto che sempre ero abituata a seguire questa importante manifestazione da semplice spettatrice amante della lettura. Quindi la consiglierei anche ad altri.

    A.M.: La mostra artistica che prevedeva anche la presentazione del libro “Dall’anima alle parole” è stata un successo. Vorresti continuare con l’organizzazione di eventi nei quali la poesia si avvicina ad altre arti?

    Erica Angelini: Senza dubbio sì. In quell’occasione, ma anche durante altre mie mostre, ho capito che arte e poesia si sposano perfettamente: colori e parole sanno creare una magia che sempre viene apprezzata dai visitatori. Di quell’evento poi, della presentazione del mio libro durante l’inaugurazione della mostra, ho un ricordo talmente vivo e bello che non posso non giudicare positivamente questo tipo di manifestazioni: venire a contatto con chi compra il tuo libro e quindi diventerà un futuro lettore è davvero stupendo!

    A.M.: Hai altre presentazioni in programma? Puoi anticiparci qualcosa?

    Erica Angelini: “Dall’anima alle parole” è ancora presente in un’altra mostra “Passaggi di arte e poesia”, che ho realizzato insieme ai quadri di mia sorella Elena Angelini, ad Asciano (Siena) nel ristorante “Da Valentino”: un buon modo per riempirsi gli occhi ed il cuore di colori ed emozioni, oltre che la pancia con i buonissimi piatti della cucina senese.

    Per il momento non ho altre presentazioni vere e proprie in programma, ma un libro appena uscito è come un cantiere aperto nella promozione. Non escludo nulla, quindi, con la certezza che qualcosa di nuovo uscirà fuori. Per restare aggiornati su tutti gli sviluppi della promozione, o semplicemente per avere maggiori informazioni su “Dall’anima alle parole” visitare il sito http://www.webalice.it/erica.angelini/ e la pagina facebook a cui si può iscriversi cliccando “mi piace” http://www.facebook.com/#!/pages/DALLANIMA-ALLE-PAROLE-di-Erica-Angelini/116192241795146

    Vi aspetto numerosi!

    E penso che molti non si lasceranno sfuggire la possibilità di curiosare nella pagina facebook di Erica Angelini. Link recensione de “Dall’anima alle parole”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/27/dall%E2%80%99anima-alle-parole-di-erica-angelini-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Dall’anima alle parole di Erica Angelini, Rupe Mutevole Edizioni, 2011

    Sono solo attimi./ A volte il mondo sembra cadere sopra di te/ ti affacci alla finestra/ e interroghi il cielo sul perché./ Chiudi gli occhi/ e vedi scendere una pioggia di stelle./ Poi, respiri profondamente/ vai a letto e una lacrima bagna il cuscino./ A denti stretti ti ripeti ‘passerà’./ Sono solo attimi./ A volte poi basta poco/ per disegnare un sorriso sul tuo volto/ d’improvviso una presenza inebria il tuo animo/ […]” – “Attimi”

    Il trasportarsi su un altro corpo, su un’altra mente per attimi, per pochi attimi che riescono a dar vita a visioni chiare di movimenti del corpo, di ondeggiamenti della mente che bramano di esser rivelati ai lettori. E così “Attimi” che si presenta al lettore: schietta e malinconica, dotata di perspicacia d’osservazione e costellata da una sincerità sconcertante.

    Dall’anima alle parole”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è una silloge poetica dalla forte pennellata visiva. L’autrice, Erica Angelini, ha mostrato chiaramente le sue intenzioni poetiche anche con la mostra artistica “Sul filo dell’amicizia” nella quale poesia e pittura si sono plasmate soavemente. “Dall’anima alle parole” consta di 85 pagine, presenta la dedica: “A tutti coloro che credono nella forza dei propri sogni…” e la prefazione a cura dello scrittore e paroliere romano Antonello De Sanctis.

    Cinquantasette poesie che tra sogno e realtà trasudano di vita. Le parole tra loro sono perfettamente incastrate in armonico ritmo, un ritmo incalzante e teneramente sottile. La descrizione ed il vivere un amore, quel sentimento che appartiene ad ogni essere umano, ad ogni donna, ad ogni uomo. Ma, l’intimismo che Erica Angelini mostra non è piegato alle ragioni del suo solo sentire, piuttosto si sposta nell’universalità dell’emozione e saranno liriche come “La pietra di Bismantova”, “Maschere”, “Il venditore di illusioni”, “Morfeo”, “Sonia e il mare”, “Fiumi di parole” a spartire la preponderanza del concetto poetico.

    Sontuosa di erge/ dalla pietra stagliata/ nel cielo incastrata/ e dal sole baciata./ Dall’alto osserva/ la valle di verde vestita/ il fiume che scorre/ e con esso la vita./ Dante la cita in un canto/ e ne fa poesia,/ io la conobbi un tempo/ e fu subito magia./ Isolata e imponente/ Di Bismantova è il gioiello,/ e di chi viene sul monte/ rimane il ricordo più bello.” – “La pietra di Bismantova”

    L’autrice riesce a calibrare un getto di parole istantaneo ed allo stesso tempo ragionato, ci sono liriche che paiono scritte in pochi secondi ed altre che, sulle spalle, sostengono macigni di tempo che riflettono una bramosia di intenti arcaici.

    Ed eccolo che torna/ il Venditore d’Illusioni./ Vedo le sue ali spuntare/ nel fondo del mare/ diretto verso una meta/ che non sa abbandonare./ E ritorni così/ tra un no ed un sì/ tu ritorni da me./ Quante illusioni/ e quanto tempo tra di noi/ tu che in fondo abbandonarmi/ non lo vuoi…/ Come niente fosse/ tu ritorni dal nulla,/ spiegazioni mai ne dai/ ed io non ne chiedo ormai./ Euforia ed eccitazione riaccendi in me/ in un sol momento,/ e poi puf ti sei già volatizzato nel vento./ […]” – “Il venditore di illusioni”

    Vi lascio il link diretto del resoconto dell’inaugurazione della mostra “Sul filo dell’amicizia” organizzata da Erica Angelini e dalla pittrice Tilde Costetti:

    http://oubliettemagazine.com/2011/04/20/resoconto-dell%E2%80%99inaugurazione-della-mostra-d%E2%80%99arte-e-poesia-sul-filo-dell%E2%80%99amicizia-felina-%E2%80%93-reggio-emilia-sino-al-27-maggio/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni