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  • Intervista di Alessia Mocci a Donata Porcu ed al suo Dell’amore resta solo l’amore, Rupe Mutevole Edizioni

    Basta non pensare./ Non pensare a quell’ultimo sguardo,/ al suo sorriso, alle sue parole./ Non pensare al suo viso/ riflesso ogni giorno nel cielo,/ in ogni istante di luce./ Basta non guardare./ Non guardare quella strada deserta/ che attende un passo, un viso, una voce./ Non guardare la tua solitudine/ che rende buia la terra/ sotto i tuoi piedi leggeri./ E lasciare che ancora una volta/ tramonti il sole/ sul tuo capo stanco.” – “Dimenticare”

    Dell’amore resta solo l’amore”, edito nel febbraio del 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine” curata da Silvia Denti, è la prima raccolta poetica di Donata Porcu. Una raccolta poetica che si muove sul piano dei sentimenti, delle emozioni capaci ed austere nella loro esplicitazione. Immagini visibili con la lettura dei versi che morbidamente compongono le 35 liriche della silloge.

    Donata Porcu è stata disponibile nel rispondere ad alcune domande sul “Dell’amore resta solo l’amore”. Buona lettura!

    A.M.: Quando inizia la tua passione per la poesia?

    Donata Porcu: Sono stata un’accanita lettrice fin da piccina non avendo grandi possibilità, leggevo i pezzi di giornale che avvolgevano il cibo che mia madre acquistava al mercato tentare le rime è stata per me una passione spontanea che è cominciata a nove anni, rime semplici, certo. A tredici anni scrivere è diventata una necessità, l’unica possibilità che io conoscessi per esprimermi davvero scrivere è diventato terapeutico e liberante in alcuni periodi mi sembrava che dallo scrivere dipendesse la mia sopravvivenza.
    Il mio era un poetare cupo, doloroso, pieno di pessimismo e che spaventava i miei;
    solo con gli anni la frequenza dei versi si è diradata e gli spigoli si sono smussati
    ora scrivo molto meno, trascorrono lunghi periodi in cui non scrivo nulla, ma la passione è rimasta.


    A.M.: Hai mai scritto anche in prosa?

    Donata Porcu: Ho cominciato a scrivere in prosa intorno ai tredici anni: brevi riflessioni, racconti ed un romanzo breve. Al momento ho in preparazione un romanzo breve di genere fantasy. Sì, mi attira molto anche la prosa.

    A.M.: Come e perché nasce la tua raccolta “Dell’amore resta solo l’amore”?

    Donata Porcu: Avevo moltissimo materiale, in particolare due raccolte, una delle quali è appunto quella pubblicata. Si trattava di scegliere…
    Ho scelto di esordire con una raccolta monotematica, conoscendo il rischio di parlare d’amore, un argomento spesso dato per scontato.
    Ho scelto di parlare d’amore perché ritengo che al di la dell’aspetto romantico, l’amore sia davvero l’unico motore capace di muovere il mondo; so che dire questo sa parecchio di retorico, ma alla fin fine l’amore è l’unica verità che ci resta.

    A.M.: C’è una poesia della raccolta alla quale sei maggiormente legata?

    Donata Porcu: Ci sono diverse poesie della raccolta alle quali sono particolarmente legata, soprattutto due, ma ti dirò solo di una, ed è la poesia che dà il titolo alla raccolta.
    “Dell’Amore resta solo l’Amore”, in quanto poesia, segna il momento della mia vita in cui ho scoperto che difficilmente ci si può ribellare a se stessi, anzi, quasi mai
    quando senti un sentimento profondo, dunque amore in qualunque suo aspetto, agitarti e tentare di liberartene non ti aiuta…dunque la soluzione è arrendersi all’amore…anche se fa male, anche se scava paurosamente dentro…

    A.M.: Che cos’è per te l’eternità?

    Donata Porcu: L’eternità? esserci, ecco cos’è per me!

    A.M.: Oltre alla letteratura ci sono altre arti alle quali ti interessi?

    Donata Porcu: Mio padre era un pittore, misconosciuto ma molto apprezzato.
    Sono cresciuta in mezzo a pareti decorate di quadri, sognando di viverci dentro.
    Mi piace lavorare con le mani, il decoupage, l’argilla, il gesso. Ho lavorato come animatrice e tutte queste attività un po’ “infantili” hanno fatto parte del mio quotidiano.


    A.M.:
    Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo cd musicale che hai ascoltato?

    Donata Porcu: Negli ultimi due giorni ho letto due libri: uno per ragazzi (Danza sulla mia tomba) ed un trhiller.
    Alterno letture “serie” ad altre di svago, leggo tantissimo, nell’ultima settimana ho letto 5 libri, compresa la rilettura de “Il cavaliere inesistente ” di Calvino.
    Ma, l’ultimo libro che mi ha toccato davvero è stato “Non ti muovere” della Mazzantini…davvero superiore al film.
    Per quanto riguarda la musica non mi tengo al corrente, ho il mio mp3 dove ascolto le canzoni da me scelte ed assemblate.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Donata Porcu: La verità? Soffro il fatto di trovarmi lontana e dunque di non poter godere del supporto e delle occasioni di altri autori.

    A.M.: Hai novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

    Donata Porcu: Non per il 2011, il mio libro è uscito a febbraio e forse è troppo presto, ma ho in mente una raccolta di poesie (a dire il vero è già pronta) che avrà come titolo, ancora una volta, il titolo di una poesia contenuta all’interno.
    E poi c’è il romanzo breve fantasy, al quale tengo molto ma che va a rilento!

    Recensione “Dell’amore resta solo l’amore”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/08/23/dell%E2%80%99amore-resta-solo-l%E2%80%99amore-di-donata-porcu-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Memorie del cuore di Ugo Colla, Rupe Mutevole Edizioni

    Andò così./ Nelle gelide sere/ ci piacque il tepore di certi locali/ della vecchia Sestri che nell’arredo,/ nonostante il mare vicino,/ ricordano baite alpine./ Bastavano amabili frasi/ come foschie leggere/ nel buio di vicoli deserti/ e nell’auto sentirsi avvolgere,/ nel volo di mani ansiose/ ritrovare antico calore.// Ma poi venne un tempo migliore/ quando è inutile stare abbracciati,/ si ha voglia di correre, nuotare/ […]” – “Un inverno”

    Quel verso iniziale “Andò così.” che argina le sequenze del tempo in un passato voglioso di essere rimembrato dall’io, in un passato che a passi brevi si addentra nel mondo del ricordo. Una città ligure, Sestri, scissa nella cura alpina dell’arredamento e dal paesaggio visivo prettamente marittimo. Voglie amorose che si rispecchiano nelle stagioni ed un “Ma poi” iniziale della seconda strofa che riprende la conseguenza della successione dei momenti.

    Memorie del cuore”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine” curata da Silvia Denti, è una silloge poetica scritta tra il 1981 ed il 2009 da Ugo Colla(1953, Genova). La raccolta consta di 78 pagine con iniziale prefazione della curatrice della collana ed una quarantina di liriche di diverse estensione e struttura compositiva. Vincitori di numerosi premi poetici, Ugo Colla, non si occupa solo di poesia, infatti sin dagli esordi si è occupato anche di racconti e soggetti cinematografici.

    Liriche che celebrano l’amore per il viaggio e per lo spostamento, il vedere qualcosa di nuovo ed il sentire internamente delle emozioni che non possono spegnersi nell’attimo in cui vengono percepite, l’autore rende immortale tali pensieri tramutandoli in versi cercando di enfatizzare i suoi ricordi con parole che riprendono la sensazione di fresco ma antico nel medesimo momento.

    Lungo, armonioso tragitto/ fra ciottoli e antichi palazzi,/ nell’aria fredda d’un bianco cielo,/ tra i pochi volti che la nebbia/ fa sembrare riemersi dal tempo,/ verso un tempo di campagne e orti/ lentamente conduce i miei passi./ E tu immagini che a primavera/ tornino ancora felici dal tennis/ i ragazzi vestiti di bianco,/ in bicicletta, ancora ignari/ della folle tragedia che spense/ quel breve sogno ebreo di gioventù./ […]” – “Corso Ercole I, a Ferrara”

    Una Ferrara percepita nel 2009 (data indicata dall’autore), la descrizione della visione dell’occhio con la percezione di un passato ancora presente nelle strade della città e nel corso preso in considerazione. Un “tu” che potrebbe esser allegorico o presente, ma è un “tu” che richiama anche il lettore ferrarese all’attenzione dei versi.

    Incerto ma dolce quell’inizio estate del ’71./ Ragazze e ragazzi cantavano “Susan dei/ marinai”,/ scendevano allegri dalle alture/ di una Genova ancora verde, nonostante/ il cemento che insidioso aumentava,/ mentre la gente già cambiava volti e nomi/ nella Marassi ancora un po’ paese.// Inquiete nell’attesa, in fondo alla strada/ le mamme delle giovani parlavano tra loro/ dell’ora tarda e di quella canzone/ non proprio da educande./ […]” – “Il ragazzo con la chitarra”

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Resoconto della partecipazione di Rupe Mutevole alla Fiera del Libro di Trino – Intervista a Silvia Denti

    Sono stati 5 giorni intensi di lavoro e di divertimento per lo staff della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni presenti alla “Fiera del Libro di Trino” per la Festa di San Bartolomeo 2011.

    Dal 25 agosto al 30 agosto 2011 la manifestazione “CentoCinquantaLetterario” si è cimentata in un incontro constante con il pubblico curioso che non si aspettava una tale organizzazione. Molti sono stati gli autori di Rupe Mutevole (Marco De Mattia, Wanda Allievi, Anna Corsi, Giuliano Cimino, Ivano Ciminari, Roberto Ioannilli, Alba Saiu, Nicol Lauria, Maurizio Clicech, Carla Zancanaro, Fausto Cerulli e molti altri ancora) presenti per presentare i propri libri, presentare le loro creature al pubblico presente incontrando un target variegato ed interessato.

    Silvia Denti, scrittrice e curatrice della collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è stata una delle protagoniste delle giornate letterarie ed è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’esperienza della Fiera del Libro e su qualche novità!

    A.M.: Perché è utile per una casa editrice esser presente ad una Fiera del Libro?

    Silvia Denti: Credo che la visibilità, nell’ambito dell’editoria minore, sia molto importante per gli autori che ruotano attorno ad un sistema tanto indifferente che altrimenti li escluderebbe. Ciò perché devono sempre confrontarsi con i nomi grossi dell’editoria e relativi autori, i quali, potrebbero pure scrivere dei libri fallimentari e sarebbero comunque letti, mentre chi ancora non ha risonanza è costretto a lottare. Fare l’editore significa anche questo: impegnarsi assieme a chi produce scrittura. Non esiste nella nostra concezione l’abbandono dei nostri amanti della penna, anzi, è proprio dopo la stampa dei loro libri che inizia il percorso più importante.

    A.M.: 5 giorni di full immersion: potresti descriverli con 5 aggettivi?

    Silvia Denti: Emozione: il fatto di trovarsi in mezzo a tanta arte a me fa sempre un certo effetto, davvero, e non parlo solo dei libri, cito anche la pittura, la musica, la fotografia, tutte le forme espressive che vengono dall’animo di chi è dotato.

    Amicizia: Il fatto di sentirsi così uniti è come quello dei naufraghi su un’isola, si sopravvive a tutto, anche ai problemi che possono sorgere, in modo del tutto naturale ci si stringe e ci si dà forza, si combatte assieme, come in trincea, è una cosa meravigliosa, soprattutto perché questo tipo di amicizia rimane e resiste.

    Energia: spesso si arriva ad una kermesse del genere provati dai preparativi, come quando si dà un esame, ma poi tutto scompare, si attinge dai colleghi quello che ci manca, sale l’adrenalina, un miracolo al quale ho assistito spesso in varie esperienze.

    Creatività: tale parola viene rafforzata e portata all’ennesima potenza quando ci si confronta con gli altri, è come un dovere assoluto che nasce spontaneo, così si pensa già a cosa fare “dopo”, quel poi che è già pieno di nuove idee, di splendidi progetti.

    Sogno: questo è l’aspetto più strabiliante, credo, per il suo significato. Quando mai i sogni si realizzano? Ecco, qui si ha la sensazione di portarli davvero a compimento, e dai sogni nascono i figli dei sogni, piccoli frammenti che si saldano pian piano, dai quali scaturiscono altri pezzi minuscoli che daranno vita a nuovi sogni, nuove creazioni, ancora il pulsare della vita artistica.

    A.M.: Come si sono sviluppate le giornate a Trino? Ci sono state presentazioni degli scrittori di Rupe Mutevole?

    Silvia Denti: Certo, abbiamo cominciato subito con vari autori che hanno scritto nelle mie collane inerenti alla quiete e alla inquietudine, per dire la verità non sono mai mancate presenze, anzi. È stato meraviglioso stringere la mano a chi è arrivato, anche da lontano, e si è messo in discussione portando la sua esperienza. Mi fa piacere ricordare qualche nome: Marco De Mattia, Wanda Allievi, Anna Corsi, Giuliano Cimino, Ivano Ciminari, Roberto Ioannilli, Alba Saiu, Nicol Lauria, Maurizio Clicech, Carla Zancanaro, Fausto Cerulli e molti altri ancora.



    A.M.: Come ha reagito il pubblico dei lettori?

    Silvia Denti: Diciamo che i lettori ci hanno apprezzato molto e che sono stati stimolati a letture nuove, anche fuori dalla loro portata, esperimentando tematiche nuove, diverse, articolate. È bello vedere la gente che rimane catturata dai titoli, dalle copertine, dal fascino che ogni nostro libro emana.


    A.M.: C’è stato qualche aneddoto curioso che vuoi condividere con noi?

    Silvia Denti: Ma certo. Il grande Fausto Cerulli che scrive di erotismo con la naturalezza di un bambino si è visto un po’ “castigato” dalla interpretazione delle sue liriche lette dalla brava Enrica Magnani Bosio e quindi ha pensato bene poi di mettersi a leggere quelle sue più scabrose, suscitando una vera ovazione. Un personaggio davvero fantastico. Così come molti altri, anche non facenti parte del nostro staff, come il maestro Antonio Ferraris, esperto di pittura ed insegnante, nonché artista a tempo pieno che con le sue battute e massime personali teneva il sorriso costantemente sulla bocca di tutti, una sua frase ricorrente era riferita alla lettura: “I libri sono il pane dell’anima”.


    A.M.: Ma non era presente solo Rupe Mutevole alla Fiera del Libro di Trino. C’è qualcosa o qualcuno che ti ha interessato in modo particolare?

    Silvia Denti: Sì, mi hanno colpito molto le esposizioni di Mirna Rivalta, una brava artista ricercatrice dei dettagli fotografici coi quali ha creato delle vere opere d’arte. Ammirevole veramente.

    A.M.: La prossima presenza di Rupe Mutevole in giro per la Penisola? Puoi anticiparci qualcosa?

    Silvia Denti: Saremo presto a Parma al Caffè Letterario con una nuova presentazione di Vibrus, il romanzo rivelazione dell’anno che ho scritto con altri quattro autori. Ma avremo modo di proseguire anche, in varie località italiane, i seminari di scrittura guidati da Gavino Angius, veterano dell’editing il quale ha inaugurato proprio a Trino, con noi, una formula innovativa per dare aiuto a chi scrive, consigli ed esempi coinvolgenti e mirati, lezioni utilissime che sono state molto apprezzate dai presenti. Le idee sono svariate: reading poetici, serate con abbinamenti tra scrittura e cucina, musica ed altro ancora. Ma anticipare troppo guasterebbe la sorpresa, no?

    Comunicato “Festa del Libro a Trino”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/07/29/rupe-mutevole-edizioni-alla-festa-di-san-bartolomeo-2011-26-agosto-%E2%80%93-4-settembre-trino-vc/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci a Daniele Capuozzo ed al suo Un ragazzo che non c’è, Rupe Mutevole Edizioni

    Mattine di domenica/ che ero su da te./ Ricordo appassito di/ un tepore nel gelido inverno,/ mentre si cucinava io ero lì a guardare./ Ora mi ritrovo a scrivere,/ sognando sulle note dell’arpa celtica./ E su un arpeggio e l’altro, ricordo,/ quei momenti di puro amore.” – “Casa della nonna”

    Un ragazzo che non c’è”, edito nel edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Poesia” curata da Gioia Lomasti, è una raccolta poetica pubblicata da Daniele Capuozzo.

    Sono liriche brevi che assottigliano i sentimenti ai versi, sono liriche trasparenti che rendono il lettore un amico fidato nel quale interferire con le proprie confidenze intime.

    Liriche di un solo verso, di due versi e di tre, una brevità che trasmette un lungo ragionamento in luogo della prolissità scenica.

    Daniele Capuozzo è stato molto gentile nel rispondere ad alcune domande sulla sua pubblicazione e su se stesso. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la poesia?

    Daniele Capuozzo: La mia passione per la poesia nasce circa cinque anni e mezzo fa, tra la seconda e la terza media, quando, quasi per caso, scrissi la mia prima poesia e da allora non mi sono più fermato.

    A.M.: Hai dei poeti che continui a considerare i tuoi maestri?

    Daniele Capuozzo: Adoro Pablo Neruda e Fabrizio de Andrè e spero di poter imparare molto dalle loro liriche che ad ogni rilettura mi danno emozioni nuove e sempre più profonde.

    A.M.: Raccontaci qualcosa di “Un ragazzo che non c’è”.

    Daniele Capuozzo: Un Ragazzo che non c’è” nasce nel periodo tra la seconda e la terza media, quando scrissi la prima poesia dal titolo “Salvami” dopo un discorso sulla fede di un mio ex professore di religione, da quel momento in un paio di mesi la raccolta era conclusa. Parlai ai miei di queste mie composizioni e del desiderio di pubblicarle, ma in un primo momento non vollero e quindi per molto tempo sono rimaste chiuse in un cassetto, fino a quando contattai la casa editrice Rupe Mutevole tramite un’ amica che già aveva pubblicato consigliandomi la persona che mi presentò agli editori, la mia attuale grande amica e consigliera Gioia Lomasti già alla direzione editoriale della collana di poesia, a Luglio del 2010 il sogno è diventato realtà.

    A.M.: Utilizza cinque aggettivi per descrivere “Un ragazzo che non c’è”.

    Daniele Capuozzo: Spontaneo perché il ragazzo che non c’è guarda il mondo da un angolo e meraviglia dopo meraviglia di getto lo descrive;
    Intenso perché ogni poesia deriva da un sentimento.
    Delicato come solo i versi possono essere
    Conciso poiché io credo che il pathos non deve essere diluito in troppe parole
    ed, infine, semplice perché spero che le mie poesie possano essere assaporate da tutti e credo che la retorica appesantisce e fluidifica la poesia.


    A.M.: Hai una lirica preferita all’interno della silloge?

    Daniele Capuozzo: Sì, ho una poesia preferita, “Borgo”, o meglio alla quale mi sento più legato poiché l’immagine di questo borgo ogni giorno che passa è sempre più utopistica.

    A.M.: Pensi che la tua raccolta poetica abbia un target di lettori definito?

    Daniele Capuozzo: Presumo, o almeno mi auguro, che sia un libro per tutte le età.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Daniele Capuozzo: L’ultimo libro che ho letto è “L’interpretazione dei sogni” di Freud e il film “Eyes wide shut” di Kubrick.

    A.M.: Cosa ne pensi della casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Daniele Capuozzo: Rupe Mutevole è una casa editrice, a mio avviso, piuttosto strana, perché se dal punto di vista della disponibilità la consiglierei, per la distribuzione, almeno al sud non la consiglio. In definitiva la consiglierei ad un autore da Firenze in su.

    A.M.: Hai qualche novità per i restanti mesi del 2011?

    Daniele Capuozzo: In realtà avrei in programma la pubblicazione di una nuova raccolta di poesie.

    A.M.: E, noi, aspetteremo la nuova raccolta, per il momento ti si augura buona fortuna!

    Vi lascio una recensione de “Un ragazzo che non c’è”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/08/12/un-ragazzo-che-non-c%E2%80%99e-di-daniele-capuozzo-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Resoconto della presentazione de Dall’anima alle parole nell’Aperilibri “Una nuova generazione di poeti?”, Siena

    Il 23 agosto 2011 si è svolto un evento davvero particolare denominato “Una nuova generazione di poeti?” che presentava il sottotitolo esplicativo: “Colloquio con giovani poeti toscani”.

    La location è stata la Fortezza Medicea a Siena e l’Aperilibro è iniziato verso le 18:30.

    “Una nuova generazione di poeti?” è all’interno del programma della Festa del Partito Democratico iniziata il 9 agosto a Siena, sempre nella Fortezza Medicea.

    I tre poeti inviati sono stati Erica Angelini, Matia Curci e Federico Pipitone, i quali hanno sapientemente letto alcune delle loro poesie tratte dalle recenti pubblicazioni, raccontando ai presenti dei loro versi, delle loro passioni e delle loro ambizioni nel campo letterario.

    Giovanni Avena ha presentato la serata con successo, il pubblico ha reagito con molto entusiasmo.

    Erica Angelini, autrice de “Dall’anima alle parole”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”, ha risposto ad alcune domande sulla serata. Buona lettura!

    A.M.: Com’è andata la presentazione?

    Erica Angelini: Molto bene, sono soddisfatta. E’ stato un buon punto di confronto con altri poeti ed il pubblico ha risposto in modo positivo ed era attento.

    A.M.: Quale target di pubblico era presente all’Aperilibro?

    Erica Angelini: Un target giovane, dato che eravamo all’interno di un Music Pub.

    A.M.: C’è stato qualche aneddoto particolare che vuoi condividere con i tuoi lettori?

    Erica Angelini: Avere tra il pubblico il professore con cui mi sono laureata 4 anni fa e ricevere i suoi complimenti.

    A.M.: Quando sarà la prossima presentazione?


    Erica Angelini: Il 21 settembre durante la Sagra della Val d’Arbia di Buonconvento.

    Ringrazio Erica per la sua continua disponibilità e vi ricordo che da ieri, 25 agosto, Rupe Mutevole Edizioni è presente alla Fiera del Libro di Trino sino al 30 agosto!

    Vi lascio il link di una recensione de “Dall’anima alle parole”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/27/dall%E2%80%99anima-alle-parole-di-erica-angelini-rupe-mutevole-edizioni-2011/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • I fiori della luna di Elisa Costanzo, Rupe Mutevole Edizioni

    Intensa recita quella della vita,/ orgogliosi di ridere alle/ spalle degli altri …/ Sostenuti applausi,/ insulsi commenti al nostro sentire,/ violati nell’anima i nostri desideri …/ La recita continua …/ inermi al sentire/ parole che ingannano,/ restiamo a guardare …// Forte l’odore di marcio/ quando l’ipocrita si avvicina …/ Si chiude il sipario,/ rimani in silenzio/ ad ascoltare gli applausi./ […]” – “Il palcoscenico”

    Un senso chiaro e preciso, una voce che vuole giustizia e dipinge la realtà senza peli sulla lingua o forse sulla carta. Versi duri che descrivono l’essere umano per ciò che è: approfittatore, spavaldo e falso. Una continua recita in un enorme palcoscenico, una palese recita a chi sa guardare con interesse il confinante e non solo.

    I fiori della luna”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La quiete e l’inquietudine” curata da Silvia Denti, è una silloge poetica che segna un taglio, un passaggio tra la realtà scritta e la realtà percepita. L’autrice, Elisa Costanzo, ha cercato di sintetizzare il suo pensiero in trenta liriche che affascinano per il versificare schietto e semplice, ogni verso quasi oracolare è carico di visioni oniriche concettuali che solidificano quei fiori della luna che si aprono anche a mezzogiorno.

    La raccolta poetica è un valido esempio di saper scrivere e saper vivere, l’autrice infatti è moglie e madre e malgrado il poco tempo a sua disposizione è riuscita a descrivere la sua verità nel modo più oggettivo possibile. Troveremo dunque liriche come “Sarò me”, “Il tuo silenzio”, “Paolo…caro fratello”, “A mia figlia Chiara”, “Le tue mani”, “Il mio volto” che proclamano la bellezza della vita, la gioia di aiutare il prossimo e di amarlo senza aspettarsi nulla in cambio.

    I raggi del sole/ rallentano il caldo che ha/ colorato i nostri corpi/ sulle rive del mare,/ l’azzurro cielo copre ciò che è/ rimasto dell’estate …/ Restano pochi ombrelloni/ ancora aperti per le vacanze/ nel fresco settembre,/ l’autunno è alle porte,/ il canto del vento fischia/ contro le onde che s’infrangono sugli scogli …/ I gabbiani continuano il loro volo,/ le farfalle fanno capolino sui pochi fiori/ ancora freschi …/ […]” – “L’autunno”

    La malinconia della fine della stagione estiva percorre ogni verso de “L’autunno”, lirica che ribadisce la figura dell’essere umano in balia del tempo e delle sue frazioni, in questo caso le stagioni. L’essere umano, dunque, in balia del tempo ma con un occhio che mira dietro le sue spalle verso il passato, verso le ore calde e rassicuranti.

    Ne “I fiori della luna” la punteggiatura ha una parte rilevanti in quanto si nota una profondo utilizzo dei tre punti che vogliono portare alla riflessione al lettore, una riflessione aperta sul tema predominante di ogni lirica.

    Un immenso mondo/ dove posare lo sguardo,/ il mio volto fra cespugli di rose/ dove nessuno vede/ i graffi di ogni spina,/ dove sono passati/ infiniti dolori,/ dove la vita è stata/ un susseguirsi di momenti/ senza fine …/ chi è mai riuscito a vedere/ aldilà di un cuore,/ oltre quel mare nei miei/ occhi che somiglia alla/ speranza,/ acque verdi in cui poter navigare …/ chi mai può sapere che/ dentro e oltre ogni limite/ c’è un mondo dove/ potrei crescere e portare/ verso di me l’amore …/ […]” – “Il mio volto”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Dell’amore resta solo l’amore di Donata Porcu, Rupe Mutevole Edizioni

    Quanto tempo è/ che non ti scrivo una poesia?/ Quanto tempo è/ che non accarezzo i tuoi capelli/ pensando che sei il solo …/ Quanto tempo/ lascio correre i pensieri/ lungo il ciglio del mio cuore stanco./ Quante sere/ non racconto più favole ai miei figli./ Quanti giorni/ non siedo più alla tavola/ della mia vita./ Quanto tempo è/ che non sorridevo nella luce del sole estivo/ e contavo i minuti per arrivare al mare?/ […]” – “Quanto tempo”

    L’anafora iniziale segna un incidere forte sul primo verso e sul titolo come se il tempo, citato in causa, fosse il vero soggetto della lirica. Il tempo è qui non solo un contare la distanza tra un’azione e l’altra ma è una personificazione che riprende l’estraneità dell’autrice che per un periodo più o meno lungo si è disinteressata dell’esterno per ripiegarsi in un io interno.

    Dell’amore resta solo l’amore”, edito nel febbraio del 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La quiete e l’inquietudine”, è una silloge poetica composta da prefazione a cura di Silvia Denti e trentacinque liriche che rivolgono il loro interesse nella tematica amorosa. L’autrice, Donata Porcu, dedica la silloge ai genitori, al padre come primo poeta conosciuto ed alla madre come musa ispiratrice. La raccolta poetica rispecchia un po’ la forza di Donata Porcu, le liriche sono il contraccolpo delle immagini mentali dell’autrice, immagini che rimangono salde anche nella trasposizione cartacea.

    L’amore, dunque, è il tema principale che viene ribadito anche con il titolo della raccolta, “Dell’amore resta solo l’amore”. Sottolineo con forte interesse il pensiero portato avanti da Silvia Denti nella prefazione: “Dell’amore rimane la poesia”. L’amore è un sentimento conosciuto ma allo stesso tempo estraneo alle regole della società, si ama tradendo, si ama pentendosi, si ama morendo, si ama ferendo e si ama, anche, perdendo l’amore, ciò che però rimane è la poesia.

    Ho continuato a cercare le parole,/ quelle perdute e mai più ritrovate,/ quelle taciute perché troppo sentite/ e quelle sepolte, distratte e trascurate./ Sono fuggite/ e se le chiamo non tornano./ Sono davvero come foglie portate dal vento,/ e non so ritrovarle./ Ho capito che posso solo aspettarle./ Aspetta con me, senza fretta e timore …/ Non appena saranno mie,/ saranno anche tue.// […] – “Parole”

    Donata Porcu mostra un interesse particolare anche nelle figure retoriche, come anticipato l’utilizzo dell’anafora per sottolineare e musicare il verso. Le parole che l’autrice cerca sono nascoste nel passato, forse sono parole di argomento amoroso che deluse non riescono a fuoriuscire, si auspica sul finire che siano proprio quelle parole a ricongiungere gli amanti lontani.

    Anche la dimensione onirica segnala la mancanza/bisogno d’amore e lo possiamo ben vedere in “Sogno di una sera”:

    Improvvisamente solo i tuoi occhi/ nella luce della prima sera./ Quegli occhi che sorridono,/ il suo sguardo che ti fissa/ e ti insegue./ Occhi lucidi e scuri./ E poi, nel buio, le sue mani,/ che dipingono ombre sul tuo viso,/ le sue mani enormi,/ che si muovono lente./ E solo la sua ombra che ti avvolge/ e ti circonda …/ I suoi occhi e le sue mani,/ nella notte, veloci, instancabili, scure …/ per un istante eterno.” – “Sogno di una sera”

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Un ragazzo che non c’è di Daniele Capuozzo, Rupe Mutevole Edizioni

    Eccomi arrivato,/ arrivato alla conclusione./ Sono qui che aspetto e non arriva mai./ Io ti chiedo,/ e lo ripeto ancora/ Ti Amo./ Questo non pregiudica il fatto,/ ma è questo quello che dispera./ Eccomi, ti aspetto./ Sono qui che ti guardo/ e non so dirlo./ Ma ora è la conclusione./ Io lo dico e lo ripeto ancora,/ Ti Amo, ti amo,/ dall’Appennino alle Ande, Ti Amo.” – “Lettera al mio amore”

    Struggente. Un’emozione amorosa fortissima che non riesce a consumarsi con lo straziante “Ti Amo”. “Lettera al mio amore”, nella sua semplicità di espressione, racchiude la consapevolezza della fine del rapporto di coppia ma soltanto una fine fisica e non metafisica. Il piano della realtà è annebbiato, infatti, dalla voluttà dei sentimenti che padroneggiano sulla penna e sugli intenti.

    Un ragazzo che non c’è”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Poesia”, è una silloge poetica suddivisa in cinque capitoli (“Humanae Litterae”, “Città e umanità”, “Me”, “L’amore”, “Poesie varie”). L’autore, Daniele Capuozzo, sottolinea nella prefazione le intenzioni non autobiografiche ma piuttosto liberamente ispirate dal pensiero. La capacità di sintesi avviene dopo una riflessione portata dalla volontà dell’autore di chiarire alcuni “pensieri” dei quali non riusciva a liberarsi, e la poesia è corsa in aiuto non solo di Daniele ma anche dei lettori che avranno modo di gustare questa raccolta.

    Una componente rilevante della poetica di Daniele è la brevitas, infatti all’interno di “Una ragazzo che non c’è” troviamo liriche di un solo verso, di due versi, di quattro che indicano, per l’appunto, la conclusione di un ragionamento iniziato tempo prima di prendere la penna in mano. Un buon uso della punteggiatura crea una musicalità schietta e vetusta nel contempo.

    Più che creatura,/ tu sei per me divina/ barcolli davanti a me,/ come un ramo muove/ le sue poche foglie d’inverno/ tu sei entrata nella mia anima,/ e subito è stata estate./ Estate della mia vita/ non andar via/ resta sempre con me in amore vero./ Tu amore vero, proprio tu/ amore mio./ Quando mi amerai?/ Caro amore sai, / che io vivo per te./ Chiedimi tutto,/ ma dammi il tuo amore./ […]” – “Creatura divina”

    Eterogeneità della forma, dalla brevitas alla variatio della struttura ma non del contenuto che continua ad indagare sul sentimento di un io narrante che cerca di capire il motivo del rifiuto di una lei silente, di una lei non comunicativa, di una lei che vive la sua vita senza aver la maniera di interagire spiritualmente con l’io.

    I tuoi odori mi persuadono/ li sento e mi fanno scrivere./ L’aria di montagna che sprigioni/ mi fa sentire vicino a te,/ ti imponi massiccio col tuo castello./ Le tue olive,/ ti danno il dolce sapore/ delle tue montagne.” – “Itri”

    La collana editoriale “Poesia” è curata da Gioia Lomasti.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • L’essenza dell’anima di Monica Doni, Rupe Mutevole Edizioni

    Nel silenzio un sussurro,/ ombre che si dissolvono,/ luccichii argentati/ e fili di seta intrecciati./ Pioggia di stelle,/ un brivido scuote la pelle,/ i capelli raccolti/ col naso all’insù,/ ti cerco nel buio/ ma non ci sei più./ Ho confuso la notte,/ ti cerco nei sogni,/ e tu, raggio di luce,/ ti infiltri e ti insinui,/ mi porti la vita,/ mi voli nel cuore/ e mi profumi l’anima/ di vento nuovo.” – “Profumi” –

    Un brivido che corre nella schiena, lentamente i versi de “Profumi” si accavallano senza cercare futuro, altalenanti nel loro esistere. Parole che creano simboli ed immagini chiare, l’io narrante si perde nell’incoscienza del sonno e trova attraverso il buio la luce della dimenticanza. Ed è un incedere di forme e figure sino alla conclusione fiduciosa di “nuovo”.

    L’essenza dell’anima”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La quiete e l’inquietudine” curata da Silvia Denti, è una raccolta poetica dell’autrice Monica Doni. Monica è nata nel 1961 a Pontedera (PI) ha iniziato la sua carriera letteraria nel social network Facebook ed ha subito riscosso un notevole successo. La raccolta “L’essenza dell’anima” consta di 61 pagine ed ogni poesia all’interno è una traccia di evoluzione, riscatto, valore; questo lo si vede chiaramente se si prendono in considerazione liriche come “Volare alto”, “Essenza pura”, “Luce”, “Anniversario”, “Nel giardino dei suoni”, “Il tempo che fugge”.

    La poetica di Monica Doni mira alla semplificazione dell’immagine con un chiaroscuro di impetuosità narrativa che non si distacca dalla realtà oggettiva della vita. Una continua ricerca di riflessioni su ciò che al di sopra del bene e del male e dunque dell’agire prettamente umano, una continua ricerca prettamente poetica che aleggia in ogni significato riscontrato nelle liriche della raccolta.

    Chi bussa alla tua porta “son io”,/ polvere d’argento spargo/ per attirare la tua attenzione./ Talvolta la pioggia è sole,/ dipende dal tuo umore,/ il firmamento azzurro di gioia/ viene solo dal tuo cuore./ Talvolta le nuvole sono luminose/ e la tristezza tace d’un colpo./ Sarebbe perfetto poter credere/ senza timore,/ senza freddo,/ senza pensiero,/ semplicemente essere …” – “Essere”

    È palese in questa silloge il richiamo all’imprevedibilità delle situazioni della vita, alla sua mutevolezza che non sempre dipende dall’io ma che vede la manipolazione esterna, in questo specifico caso “una manipolazione umorale” e dunque sensoriale. Da sottolineare la musicalità degli ultimi versi che con l’anafora offrono una chiusura liturgica.

    Socchiudo gli occhi …/ immagini di momenti felici/ scorrono nella mente/ Sussurra riflessa la speranza/ di riaccendere la luce/ nel santuario dell’amore/ in cui la mia anima continua a vagare …/ Pulite emozioni e/ suadenti ritmi del cuore./ Tienimi la mano/ ho bisogno di te per saltare quel fosso./ L’arsura dell’estate/ ha tentato di inasprire gli argini/ e rattristare le radici dei germogli./ Ti offro la mia bocca/ per dar sollievo e ristoro,/ soffuso … boato/ […]” – La promessa del cuore –

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Rupe Mutevole Edizioni alla Fiera del libro di Trino per la festa di San Bartolomeo, 25-30 agosto 2011, Trino (VC)

    Amici autori, artisti, musicisti, scultori, poeti! Ecco una bella notizia che allieterà la vostra estate!

    A partire dal 25 agosto fino al 30 compreso, a Trino, nel vercellese, si terrà l’annuale festa di San Bartolomeo, patrono del luogo che, come vuole la tradizione, viene festeggiato alla grande con numerose iniziative, soprattutto culturali.

    Il Comune di Trino Assessorato Promozione Turistica e Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Provincia di Vercelli, organizza, durante i festeggiamenti della Festa Patronale di Trino (Edizione 2011), una mostra del Libro presso i locali del Teatro Civico. La manifestazione denominata “CentoCinquantaLetterario”, avrà come tema portante i 150 anni dell’Unità d’Italia.

    Avrà inizio giovedì 25 Agosto 2011 alle ore 19.00, con l’inaugurazione della suddetta mostra e con la presenza delle Autorità Locali, Regionali e Nazionali . Per allietare la serata verrà offerto uno spettacolo teatrale nella piazzetta antistante la mostra: “V.E.R.D.I.” organizzato da Enrica Magnani Bosio, dell’associazione Circolo Reale Carlo Alberto.

    La mostra prevede la presenza di numerose Case Editrici provenienti dal Piemonte e da tutta Italia, che allestiranno all’interno del Teatro Civico i loro stand e promuoveranno il loro materiale. Durante la manifestazione, che sarà fruibile al pubblico da Venerdì 26 Agosto a Martedì 30 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 22.00, si terranno ogni giorno numerosi appuntamenti con autori e personaggi di spicco della cultura nazionale.

    Ospiti d’eccezione della manifestazione saranno: Remo Bassini direttore de “LA SESIA”, Rolando Picchioni presidente della Fondazione Salone del Libro di Torino, Gavino Angius scrittore, Paolo Ferrero scrittore, Alessandra Comazzi opinionista de “LA STAMPA”, Marinella Venegoni giornalista de “LA STAMPA”, Fossale Giorgio Assessore alla Cultura del Comune di Vercelli (con allestimento di uno spazio dedicato ad “ARCA”) e molti altri. All’interno del Teatro Civico di Trino verrà allestita una Mostra pittorico-fotografica dell’artista Mirna Rivalta, oltre che la consueta mostra pittorica della Famija Trineisa, e verrà esposta nel fuaiè d’ingresso la mostra delle figurine dei 150 anni d’Italia realizzata dal Comune di Trino, dove Bruno Ferrarotti (storico locale) e Massimo Novalli (giornalista de “La Repubblica”) presenteranno il libro “LA CAMBIALE DEI 1000” sui 150 anni.

    Durante le serate, prima dell’orario di chiusura della mostra verranno organizzati intrattenimenti musicali e di lettura riguardanti il periodo risorgimentale. Nei giorni di Sabato e Domenica il direttore Remo Bassini e Gavino Angius terranno corsi di scrittura e giornalismo gratuiti al pubblico. Infine Lunedì 29 Agosto saranno ospiti presso il Comune di Trino i Sindaci dei Comuni Cavouriani, per la firma del Patto di Amicizia, che si terrà presso i locali della mostra. Le presentazioni dei libri avverranno tutti i giorni, non solo all’interno del Teatro Civico, ma bensì verrano sfruttati tutte le aree e i locali più caratteristici del nostro Comune (Sinagoga, Sala Cavour, Palazzo Paleologo, Biblioteca Civica e Chiese trinesi).

    All’ingresso della mostra, durante l’apertura, sarà presente anche uno stand delle Poste Italiane dove sarà possibile acquistare materiale commemorativo ai 150 anni dell’Unità d’Italia e Cavour, sarà attivo anche un servizio Filatelico Temporaneo con Annullo Speciale. L’iniziativa è perciò volta a promuovere tutto il territorio Vercellese e Piemontese.

    Quindi, all’interno di tale appetibile palinsesto, anche i nostri interventi con gli autori di Rupe Mutevole ( vi renderemo noti poi i nominativi precisi), presentati da Silvia Denti, uno per uno, con possibilità di dibattiti e maggiore conoscenza degli autori stessi, interviste, letture ed esposizione dei libri.

    Tutto questo ed altro ancora, probabilmente altri personaggi noti daranno la loro conferma nel presenziare e vi terremo aggiornati.

    Link presentazione casa editrice Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni