Tag: arte

  • Tra segno e colore, mostra di Vincenzo Castellana

    Modica (RG) – Domenica 16 settembre alle ore 17.00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) sarà inaugurata la mostra d’arte “Tra segno e colore” di Vincenzo Castellana.

    Vincenzo Castellana (Salemi, 1988) è un promettente designer, fumettista e illustratore, formatosi nella Scuola del fumetto di Palermo, dove ha conseguito la specializzazione in Grafica digitale. Ma è anche un artista, per la raffinata visione coloristica e pittorica con cui re-interpreta l’arte grafica e il mondo dei fumetti.


    «Vincenzo Castellana – scrive Enza Giurdanella nella didascalia pubblicata sulla brochure della mostra – anche con pochi tratti riesce a cogliere l’essenza di ciò che vuole rappresentare e questo può essere considerato un dono attraverso cui dar voce a una forma espressiva intenta a trasmettere emozioni. La sua abilità nell’imprigionare il colore tra segni grafici tende a volgerlo verso nuove prospettive, sviluppando così idee originali».
    L’artista esporrà trenta tavole realizzate con tecniche digitali tra il 2009 e il 2012. Le opere guardano con ironia al mondo del fumetto e dei cartoni animati, ma occhieggiano alla Pop art e all’arte di strada. Il rigore compositivo dell’immagine, le inquadrature, la scelta del colore e delle tonalità concorrono a esprimere equilibrio estetico tra il segno e il colore.
    La mostra, aperta fino al 30 settembre, potrà essere visitata tutti i giorni – escluso il lunedì – dalle ore 16.00 alle 20.00.

    Info e contatti:
    Fondazione Giovan Pietro Grimaldi
    Corso Umberto I, 106 – 97015 Modica (RG)
    tel. 0932.757459 fax 0932.752415

  • Il Parco in città – Monza e New York, Prima edizione Concorso letterario

    Al via la Prima Edizione del Concorso letterario Il Parco in città – Monza e New York, che quest’anno ha come tema Il Parco di Monza: le metamorfosi della natura nel corso di una stagione o delle stagioni.

    Si tratta di un’interessante appuntamento promosso da La Casa della Poesia di Monza in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

    L’iniziativa, che gode del Patrocinio di Legambiente Lombardia Onlus, vuole creare un filo diretto tra due città simbolo, le uniche al mondo ad avere un parco nel cuore del centro cittadino.

    I destinatari dell’iniziativa sono tutti gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori della provincia di Monza e Brianza; per partecipare basta inviare una propria creazione, che possa rientrare in una delle 4 sezioni previste:

    Testo inedito di narrativa, reale o immaginario, in lingua italiana, non superiore alle 5 cartelle dattiloscritte, ciascuna di 1800 battute spazi compresi. Sono accettati anche racconti brevissimi.

    Poesia inedita, in lingua italiana, non superiore ai 45 versi.

    Disegno, con qualsiasi tecnica grafica della dimensione massima di 70 x 100 cm.

    Fotografia, con foto inedite, a colori o in bianco e nero, digitali o stampate, formato minimo 15×20 cm e prive di alcun tipo di supporto.

    Le opere dovranno essere inviate all’indirizzo [email protected] entro il 31 Marzo 2013. Maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione e sullo svolgimento del Concorso sono all’indirizzo www.lacasadellapoesiadimonza.it/progetti/progetto-arbor-poetico.

    Al termine del Concorso, durante il Festival degli orti, presso Villa Reale, ci sarà la premiazione: verrà assegnata una borsa di studio di una settimana in un College di New York. Inoltre, le opere letterarie selezionate saranno pubblicate in un libro a cura della Casa della Poesia di Monza. Per le arti visive sarà realizzata una mostra.

    Per info:

    Ufficio Stampa Artémida:

    Emanuela Lodolo – [email protected]

    Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370

    www.lacasadellapoesiadimonza.it [email protected]

  • Marche Centro d’Arte presenta Pixel, la nuova generazione della videoarte italiana

    Marche Centro d’Arte è pronta ad aprire la sua quarta sezione. Domenica 15 giugno alle 18.00, infatti, Marche Centro d’Arte presenta Pixel, la nuova generazione della videoarte italiana, a cura di Giovanni Viceconte.
    Pixel coinvolge e presenta il lavoro di 18 videoartisti, fra i più interessanti nel panorama italiano, non si tratta di un percorso e non c’è un argomento che lega tra loro i lavori. Viceconte ci offre uno sguardo sulla tendenza dei nuovi linguaggi, mettendoci davanti a diciotto realtà artistiche diverse. Agendo con modi diversi, gli artisti presentati declinano un unico linguaggio in base al proprio modo di esprimersi.

    Giovanni Viceconte, con Pixel, la nuova generazione della videoarte italiana, presenta le opere dei seguenti artisti: Rebecca Agnes, Filippo Berta, Silvia Camporesi, Diego Cibelli, Tiziana Contino, Daniela De Paulis, Armando Fanelli, Alessandro Fonte, Antonio Guiotto, Luca Matti, Matteo Mezzadri, Sabrina Muzi, Laurina Paperina, Maria Pecchioli, Christian Rainer, Cosimo Terlizzi, Devis Venturelli, Diego Zuelli.

    “Parlare di videoarte come forma d’espressione nella scena artistica contemporanea, oggi è sempre più attuale e vicino al nostro modo di comunicare. In effetti, negli ultimi anni l’uso di questo linguaggio si è evoluto e diffuso soprattutto tra i giovani artisti, che ormai considerano tale mezzo parte integrante della loro formazione/produzione, poiché assolutamente affine alle modalità comunicative e sociali del nostro vivere moderno e in grado di offrire opere in piena tangenza di poetica ed estetica con quelli che sono le proposte degli altri linguaggi visivi.
    Grazie alle nuove modalità di lavoro, oggi si disegnano sempre nuove possibilità di montaggio digitale, ma soprattutto attraverso il computer sono nate anche nuove problematiche legate alla multimedialità e alla circolarità della comunicazione e del pensiero artistico sul web”. (Giovanni Viceconte)

    Alcuni dei video in rassegna sono stati selezionati da visualcontainer.org e dall’archivio arthub.it / undo.net

    L’idea alla base di Marche Centro d’Arte è che il territorio regionale non sia solo un luogo che produce arte ma anche come un luogo che assorbe e restituisce una pluralità di idee, linguaggi, forme. Un territorio che si mette al centro per promuovere cultura e creatività, nella certezza che queste creano non solo movimento, scambio di idee e comunicazione, ma anche ricchezza.
    Già dalla prima edizione Marche Centro d’Arte si è presentata come una rete in grado di mettere in collegamento artisti, critici, imprenditori e visitatori, mondi a volte distanti che riescono però a incontrarsi in nome della crescita della cultura e della ricchezza di un territorio: muovere idee per promuovere il futuro delle Marche.

    Scheda tecnica
    Curatore: Giovanni Viceconte

    ufficio stampa: Dario Ciferri – Cocalo’s Club
    fotografia: Marco Biancucci http://www.fforfakecv.it/
    web: http://mcda.cocalosclub.it/

    Marche Centro d’Arte
    Periodo: dal 8 luglio al 30 agosto
    orari: 19.00 – 23.00

    spazi:
    Pala Riviera
    Via Paganini, 10
    San Benedetto del Tronto (AP)
    0735.395153
    mail: [email protected]

    info
    Cocalo’s Club
    [email protected]

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63012 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]

  • Il futuro in mostra – collettiva di arte da Doxxi

    In occasione dell’apertura della nuova sede a Cupra Marittima, sabato 7 luglio alle 18.00, Doxxi (C.so Vittorio Emanuele 89, Cupra Marittima) inuagura nei suoi spazi la collettiva di Arte Contemporanea: Il futuro in mostra. La mostra è organizzata in collaborazione con la Galleria Marconi di Cupra Marittima e vede l’esposizione delle opere di Alessandro Baronciani, Roberto Cicchinè, Peter De Boer, maicol&mirco, Carla Mattii, Rita Vitali Rosati.

    Fondere, unire, contaminare… luoghi, idee, linguaggi, ruoli… l’arte entra in luoghi che non gli sono convenzionali e si mette in discussione e in dialogo con quanto l’esterno può proporgli. Arte e design sono mondi contigui, si cercano, si toccano e si abbracciano spesso. Parlano tra loro, offrono al mondo un modo innovativo di vedere le cose intendere la vivibilità utilizzare gli oggetti. Arte e design interpretano il proprio tempo ne sono uno specchio e offrono una testimonianza che si protrae nello spazio-tempo.

    Il futuro in mostra rappresenta un nuovo importante passaggio del progetto della Galleria Marconi di portare l’arte fuori dai suoi circuiti convenzionali per andare ad incontrare realtà altre, di qualità, come Doxxi, che pone al centro della propria offerta una ricercatezza di stile e design, un’attenzione al dettaglio e all’innovazione. Il futuro abita qui può essere allora una bellissima sintesi di intenti: guardare al domani, al futuro avendo sempre chiaro che il luogo in cui si vive debba essere a misura d’uomo, un’innovazione che non cerca di trasformare l’ambiente ma vuole integrarsi con esso.

    Scheda tecnica

    artisti: Alessandro Baronciani, Roberto Cicchinè, Peter De Boer, maicol&mirco, Carla Mattii, Rita Vitali Rosati.

    ufficio stampa: Dario Ciferri

    periodo
    dal 7 luglio al 5 agosto

    orario
    lunedi-sabato 9.00-19.00, 15.30-19.30
    venerdi-sabato 20.30-22.00

    info
    Doxxi
    C.so Vittorio Emanuele, 89
    63064 Cupra Marittima (AP)
    web http://www.doxxi.it/
    email [email protected]
    tel 0735 907012

  • C’ero, una volta: un dialogo tra una donna e la sua innocenza. Dal 17 luglio a Milano.

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Ingresso libero


    La galleria Famiglia Margini di Milano conferma il suo intuito curatoriale nella scelta degli artisti e il 17 luglio 2012 alle ore 18:30 presenta, presso gli spazi di via Simone D’Orsenigo 6, la personale dell’artista milanese Anna Caruso dal titolo C’ero, una volta: un dialogo interiore ed esteriore, con l’umanità, con chi osserva, con l’arte stessa.

    Onirismi che si sbucciano tra gli spigoli della contemporaneità: sono le fiabe esplose di Anna Caruso. Fiabe in cui la trama si interrompe e l’eroina è strappata dal contesto narrativo per ritrovarsi, letteralmente teletrasportata, in una dimensione che non le appartiene. È quel singhiozzo della storia, che arriva come un sussulto sismico e la spiazza, la infrange, la disorienta.

    Anna Caruso pone come principale operazione della sua azione pittorica una decontestualizzazione di evidente matrice duchampiana, e se tra le pagine di Carroll, Perrault o dei Fratelli Grimm i buoni vincono o si salvano, e tutti finiscono per vivere felici e contenti, questo non è esattamente quello che accade nelle opere della Caruso. Alice, il Bianconiglio, Cappuccetto Rosso, Biancaneve descrivono solitudini smarrite nell’irrealtà di un mondo che ha perso la capacità di ‘sentire’. E se l’arte è soprattutto visione, come affermava Jean Dubuffet, le visioni metropolitane di Anna Caruso si animano di personaggi simbolici, per indagare i vuoti del nostro tempo. Con pennellate di colore acrilico accostate e giustapposte su tele preferibilmente serigrafiche, Anna dà vita ad un mondo dentro al mondo: una tecnica dinamica che le permette di costruire, con grande rapidità, architetture e anatomie, sovente colte in prospettive grandangolari.

    La scelta di decontestualizzare proprio le eroine di fiabe popolari, scaturisce dalla sua esperienza nel Cosplay (contrazione delle parole inglesi costume e play), gioco di origine giapponese che consiste nell’indossare costumi di personaggi della cultura manga, degli anime, o delle fiabe. Ho iniziato – racconta Anna – giocando a travestirmi da Alice. E questa Alice ha riportato a galla la bambina che un tempo sono stata e che ho ancora dentro. Nei panni di Alice ho scoperto che l’apparente dissonanza tra quel costume e il contesto urbano può invece simboleggiare l’attuale condizione dell’artista, sempre in qualche modo fuori luogo, baconianamente ingabbiato in una realtà deformante e asfissiante. Ma proprio per questo capace di raccontarla.

    E così, in un gioco creativo, si è aperto un dialogo tra una donna e la sua innocenza: la bambina delle fiabe ha parlato all’artista in divenire.

    “Una volta, io ero.

    Non un frammento, ma l’intero. Ero il sogno, compatto, che non temeva la realtà.

    Ero il cuore di una fiaba. La bambina, la principessa. L’anima. Lo specchio nascosto in ogni stagno. La voce e la visione. L’infrangibile magia di una storia senza tempo.

    Percorrevo i sentieri dell’innocenza, cercando luoghi di stupore. Poi, un giorno qualunque di un anno che non c’è, cerca, cerca… cammina, cammina… inseguendo un inganno ho smarrito la strada. Pollicino senza briciole, non l’ho più ritrovata!

    Tutt’intorno non era bosco e non era notte. E non era neppure la luce lontana di un tunnel aperto al di là di una tana. Era rumore, piuttosto. Era un eccesso di luci e colori. Un caleidoscopio di vetri e ridondanti fluorescenze. Era un tempo che non abita le fiabe. Era un’altra vastità. Sconosciuta e spaesante. Una dimensione capovolta, nella quale ero piombata all’improvviso. Come catapultata da un singhiozzo della storia. Forse per errore. Forse per capire. Forse per aprire un dialogo tra questo mondo e il mio.

    Sullo sfondo di questo frastuono, la mia voce si racconta ancora. Rotta, come un giocattolo in disuso.

    Ma tra i lacerti, ritrovo l’intatto cuore di una fiaba.”

    Anna Caruso

    Special Guest: I MOSTRI DI FILO

    Goldie, Monsieur Crabe, Madame Pelosino… Due lunghe gambe e labbra smaltate, in equilibrio sui tacchi non sono meno sensuali di una tazzina ricoperta di pelliccia.

    Parimenti impellicciati, parenti della tazza di caffè di Meret Oppenheim. “Colazione in Pelliccia”. Sembrò assurdo prendere il caffè in questa celebre opera d’arte, prima ancora che fosse internata in un Museo.

    Santo Cottolengo, Giuseppe Benedetto Cottolengo.

    Ospiti del Cottolengo sfrattati che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze estive in galleria Famiglia Margini.

    Mostri mostruosi! Monstrum, parola antichissima per definire quell’essere meraviglioso venuto da lontano, usata dagli antichi romani con felice stupore fino al giorno dell’arrivo dei popoli barbari.

    Scherzi della natura e dinamiche interdette si mettono in scena nella triplice azione di pulsione e repulsione …suspense. Prodigiose creature da rapire con un piglio feticista.

    Filippo Corato, alias FILO, e i suoi Mostri nascono attorno ad un palloncino come i sogni di un fanciullo che recupera la magia in piccoli pezzettini di materia abbandonati, e li rende preziosi con squisiti giochi di fantasia.

    SCHEDA TECNICA

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Ingresso libero

    Info:

    Orari: da martedi a giovedì dalle 14 alle 20 e su appuntamento chiamando il numero 328 7141308

    Web: www.famigliamargini.com

    Mail: [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760

  • Roberto Piaia ospite a Viareggio

    Roberto Piaia, pittore e scultore di Pieve di Soligo (TV), artista che oramai ha raggiunto una padronanza sia tecnica che espressiva nel suo fare arte, ha riscosso in questi ultimi anni parecchi consensi da parte della critica, degli amanti e collezionisti d’arte sia a livello nazionale che internazionale.

    Nelle splendide sale dell’Hotel Residence Esplanade, dopo un brindisi inaugurale di giovedì 26 luglio alle ore 19.30 con il Prosecco Superiore Docg prodotto dalla Cantina

    “Il Colle”, San Pietro di Feletto (Tv), saranno esposte alcune opere rappresentative dei lavori del Piaia: da una piccola ‘trasparenza’, dove si può notare la maestria tecnica della rappresentazione del vetro, a un interno coreografico arricchito da un gioco di luci ed ombre, a varie opere che raccontano il mondo attraverso la figura femminile in stile ‘Assurfivo’, parola coniata da Piaia per definire il suo stile assolutamente personale che è una originale fusione di linguaggi e correnti, un vortice di forme e colori dove convergono senza attriti e senza soluzione di continuità l’astrazione, la figurazione classica e il surrealismo, il tutto sempre caratterizzato da vere e proprie sciabolate di colori – verde, giallo, rosso blu – che rappresentano la scomposizione dello spettro luminoso.

    La scultura esposta è una statua in marmo di Carrara “Iris” che nel 2011 è stata presentata, assieme ad un’opera pittorica, alla 54° Biennale di Venezia, padiglione Italia.

    Nel maggio 2012, è in mostra a Casa Museo G.B.Cima da Conegliano con “Storie di Luce”, Roberto Piaia incontra i Maestri fiamminghi e olandesi del XVII secolo, che troviamo nei più prestigiosi musei del mondo, dagli Uffizi di Firenze al Louvre di Parigi e al Rijksmuseum di Amsterdam.

    L’idea del connubio nasce da Fabrizio Fantino, dott. di ricerca in Storia dell’Arte, che visitando l’antologica di Piaia del 2010 “L’Essenza al femminile” svoltasi presso il Museo della Promotrice delle Belle Arti di Torino, ha notato l’assonanza del contemporaneo con gli Antichi Maestri, sia per la ricerca minuziosa del dettaglio, sia per l’incanto della luce, in quanto l’utilizzo dell’olio come supporto tecnico, colore adatto alla sfumatura che vincola a tempi lunghi perché asciuga molto lentamente ma che permette di procedere a numerosi, tenui, fragili e trasparenti strati di velature, che donano un effetto ottico tridimendisionale.

    Curata da Carmen De Guarda la mostra, articolata in un percorso di una trentina di opere che accompagnava ogni tela fiamminga con una di Piaia che ne rappresentava un nesso, ha ottenuto un notevole assenso da parte della critica e dei visitatori, portando ancora una volta al Piaia, il meritato successo.

  • Settima tappa per il tour italiano della singolare performance-mostra sui disturbi dell’alimentazione

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    Progetto performativo-espositivo di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)

    Con il Patrocinio del Comune di Striano

    In collaborazione con Centro Culturale Arianna

    Partner: Famiglia Margini

    Live Performance: sabato 7 luglio 2012, ore 18.30

    Mostra diari, foto e video: dal 7 al 21 luglio 2012

    Ingresso libero

    Foto di Massimo Prizzon


    “La violenza non si dimentica. Bisogna ricrearla per sbarazzarsene”.
    Parte da questa citazione di Louise Bourgeois, l’artista Giovanna Lacedra per spiegare il punto di partenza della sua singolare performance-mostra itinerante IO SOTTRAGGO. La triangolazione cibo-corpo-peso, curata da Grace Zanotto, che dal 7 al 21 luglio 2012 sarà ospitata negli spazi espositivi del Museo Civico di Striano.

    Il progetto è partito un anno fa dalla galleria Famiglia Margini di Milano, per toccare poi Pescara, Nocciano, nuovamente Milano al Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Cesena, Napoli. E, a un anno dalla presentazione, quell’atto performativo, derivante dall’urgenza personale dell’artista di trasformare la patologia che la affligge da quindici anni in Arte, è giunto a prendere la forma di una vera e propria esperienza di condivisione/informazione sui disturbi dell’alimentazione.

    Nel suo viaggiare di luogo in luogo, da spettatore a spettatore, IO SOTTRAGGO documenta un percorso individuale di riappropriazione della vita, dei sogni, del corpo, degli appetiti e persegue un ben preciso obiettivo: sensibilizzare le coscienze e combattere la dilagante disinformazione legata alle patologie della nutrizione.

    IO SOTTRAGGO, afferma Giovanna Lacedra, è un’azione che crea e ricrea l’ingranaggio patologico, rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche. Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra, va rivissuta, per potercene sbarazzare.

    E continua: dopo 15 anni, finalmente ho capito che quel vuoto poteva diventare uno spazio creativo, potevo legittimarlo ad esistere e portarlo fuori da me attraverso una forma d’arte. Attraverso una performance. Oggi quel vuoto esiste non più dentro, ma fuori di me, in un perimetro triangolare fatto di vasetti vuoti. Il mio vuoto arredato di tutte le ossessioni che per 15 anni lo hanno abitato: uno specchio, una bilancia, cibo negato e cibo abusato, tabelle caloriche per mangiare numeri e numeri sputare.

    “La violenza non si dimentica.
    Bisogna ricrearla per sbarazzarsene”


    [Louise Bourgeois]

    Donne che si sfondano di cibo

    e vomitano infilandosi due dita in gola,

    al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare.

    Donne che si sfondano di cibo

    e non vomitano, creando – con un corpo in dilatazione – barriere con le quali

    difendersi dal mondo e da una dimensione dell’affettività, che genera in loro

    inadeguatezza e panico.

    Donne che non mangiano

    per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza,

    quale alto dominio sono capaci di esercitare su se stesse e sui propri appetiti.

    Autocontrollo, perdita patologica di controllo.

    Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.

    Desolazione del corpo, desolazione del cuore.

    Donne che si riempiono di cibo.

    Donne che si svuotano di sé.

    Perché il dolore che le fa agire rigidamente e pulsionalmente,

    è in verità un dolore profondissimo.

    Perché è di una rabbia ancestrale e di un’assenza remota, che si tratta.

    Non di semplice fame.

    Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità. Mali dell’anima, prima che del corpo.

    Mali di un amore mai o mal vissuto. Mali di un amore forse mai ricevuto.

    Mali di un amore che non ha nutrito. E che ci ha rese presentificazioni della sua assenza.

    Un amore rotto, crepato, sbriciolato.

    Come uno specchio, o come un pezzo di pane.

    Un amore perduto prima di essere trovato.

    Un amore scarno. Un amore violato.

    Un amore abusato, come quel corpo che non sappiamo “indossare”.

    Come quel corpo al quale non sappiamo dare tregua.

    Abbuffarsi per sentirsi ancora sazie di quel vuoto.

    Edificare, in luogo di quell’assenza, un’ideale. Una bugia.

    Una parvenza che sappia dissimulare la pochezza.

    Uno scudo, per le nostre ferite ancora aperte.

    Una fortezza, perché nessuno possa attaccarci ancora.

    Indossare l’ideale di un corpo impeccabile diventa l’unica salvezza.

    Una salvezza da pagare a caro prezzo…

    Un corpo inappuntabile, ineccepibile, insostanziale, invisibile e indicibile.

    Un corpo perfetto.

    Un corpo in frantumi.

    Frantumi di un amore sbriciolato, assemblati da un’illusoria caparbietà.

    A costo della vita, svuotarsi da ogni dolore. Essenzializzarsi. Fino quasi a non “pesare”.

    E i tacchi a spillo si fanno piedistallo di un’assenza.

    Alta, eterea, inarrivabile.

    Ormai non potete più toccarmi.

    Presto non sarò quasi più.

    Ma questo mi fa sentire salva.

    Dispercepisco me stessa e distorco la realtà

    Su questi tacchi me ne sto, per sentirmi vincente.

    Per rendere più convincente questa messa in scena.

    Per essere distante.

    Per evitare ogni contatto.

    Perché nessuno tocchi ancora le mie piaghe.

    La perfezione è una maschera. Il perfezionismo, una prigione.

    L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene.

    La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina.

    Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. L’architettura futuristica del sintomo è una città svettante,

    che sale verso un ideale di emancipazione dall’amore e dalla sua mancanza.

    Una scultura di Giacometti cammina nella città di Sant’Elia.

    E tutto questo per restare a galla.

    È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo.

    È la paura di quel vuoto d’amore, che ci spinge a riempirlo di altro…

    È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci a esso.

    Anoressia, Bulimia, Binge Eating, e Obesità sono espedienti autodistruttivi,

    ricercati per sopravvivere a tutto il resto.

    Per tentare di governare quel vuoto.

    Per provare a non sprofondare.

    Presto, però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.

    Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina.

    Cibo non più cibo.

    Presto o tardi, però, l’impalcatura crolla.

    Scendi dai tuoi tacchi a spillo con le ossa che sporgono e le dita violacee,

    e se hai ancora un briciolo di forza, provi a rompere il silenzio.

    Rimetti le parole al posto del cibo.

    E questo è il primo passo salvifico.

    Tutto il resto è un lungo, faticoso cammino individuale, necessario per tornare a riappropriarti della tua vita, dei tuoi sogni, del tuo corpo, dei tuoi appetiti.

    IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere,

    di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire.

    IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità.

    IO SOTTRAGGO combatte l’omertà.

    IO SOTTRAGGO è un’azione che crea e ricrea l’ingranaggio patologico,

    rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche.

    Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra,

    va rivissuta, per potercene sbarazzare.

    Giovanna Lacedra

    SCHEDA INFORMATIVA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    Progetto performativo-espositivo di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Official Web Site: www.iosottraggo.it

    MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)

    Con il Patrocinio del Comune di Striano

    In collaborazione con Centro Culturale Arianna

    Partner: Famiglia Margini

    Live Performance: sabato 7 luglio 2012, ore 18.30

    Mostra diari, foto e video: dal 7 al 21 luglio 2012

    Orari: lun – sab 18:00 – 21:00

    Ingresso libero

    Info:

    Tel.: 081 8276261 / 081 943453

    Mobile Phone: 339_8835735 / 339_7547717

    Mail: [email protected] / [email protected] / [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760

  • La fotografia Fine Art di Karim Carella

    Monza, 02/07/12 – Karim Carella è un giovane artista italiano che solo da qualche tempo si è affacciato sul panorama fotografico nazionale ed internazionale.
    La sua fotografia, fatta principalmente di paesaggi e natura è, nella sua semplicità, carica di pathos e di atmosfere suggestive ed evocative.
    Le sue opere fotografiche hanno dentro di sé la capacità unica di trasformare luoghi reali ed esistenti “in luoghi dove non si è mai stati…”

    In pochi mesi le sue immagini hanno riscosso un grande successo di pubblico e di vendite sia nelle mostre realizzate in diverse località italiane che sul web.
    In particolare, la sua pagina Facebook ha superato in pochissimo tempo quota 7000 fans, a sottolineare il pieno riconoscimento dell’attività di questo giovane artista nostrano.

    “L’apprezzamento del pubblico per il mio modo di vedere e sentire la fotografia è un motivo di particolare orgoglio personale”, ha dichiarato Karim Carella.
    “Mi rende particolarmente felice poter condividere le mie fotografie con tantissima gente e in occasione dei miei primi 7000 fans su Facebook ho pensato di riservare un riconoscimento speciale a coloro che hanno dimostrato grande entusiasmo per i miei scatti.”

    Per contatti e info: www.facebook.com/photokappa | www.karimcarella.com | [email protected]

  • Marche Centro d’Arte – Expo di arte contemporanea II edizione nazionale

    Marche Centro d’Arte è pronta a inaugurare la sua seconda edizione: domenica 8 luglio a partire dalle 18.00 presso i locali del PalaRiviera si apre, infatti, l’expo che porta nelle Marche il ricco e variegato mondo dell’arte contemporanea. Marche Centro d’Arte è un’iniziativa voluta da Cocalo’s Club, Galleria Marconi e Palariviera, tre delle più importanti realtà culturali del territorio piceno, a cui si sono affiancati un gruppo di Adottanti-Mecenati che hanno creduto nel progetto e hanno lavorato attivamente per riuscire a realizzarlo. Tre critici/curatori sono stati invitati a offrire a chiunque visiti l’expo un quadro di quanto sta avvenendo nell’arte contemporanea italiana. I curatori chiamati a questo difficile ma stimolante compito sono Gloria Gradassi, Luca Panaro e Stefano Verri. All’esposizione si affianca poi, a partire da domenica 15 luglio, Pixel una rassegna video, curata da Giovanni Viceconte, che raccoglie alcune delle più interessante realtà della video-arte italiana.


    Per questa seconda edizione le Marche si manifestano non solo come un luogo che produce arte ma anche come un luogo che assorbe e restituisce una pluralità di idee, linguaggi, forme. Un territorio che si mette al centro per promuovere cultura e creatività, nella certezza che queste creano non solo movimento, scambio di idee e comunicazione, ma anche ricchezza.
    Già dalla prima edizione Marche Centro d’Arte si è presentata come una rete in grado di mettere in collegamento artisti, critici, imprenditori e visitatori, mondi a volte distanti che riescono però a incontrarsi in nome della crescita della cultura e della ricchezza di un territorio: muovere idee per promuovere il futuro delle Marche.

    Gli artisti che partecipano alla seconda edizione di Marche Centro d’Arte sono trenta.
    Gloria Gradassi presenta Grow Up che propone le opere di Mattia Biagi, Roberto Cicchinè, Davide Coltro, Vanni Cuoghi, Alberto Di Fabio, Giovanni Manunta Pastorello, Matteo Negri, Niba, Rita Soccio, Davide Zucco.
    Luca Panaro presenta Senza titolo e propone i lavori di Karin Andersen, Silvia Camporesi, Matteo Girola, Maicol & Mirco, Sabrina Muzi, Maria Lucrezia Schiavarelli, Matilde Soligno, Carloalberto Treccani, Rita Vitali Rosati, Patrizia Zelano.
    Stefano Verri presenta Luogo/Identità che propone le opere di Cristiano Berti, Luigi Carboni, Gigi Cifali, Paolo Consorti, Rocco Dubbini, Maurizio Mercuri – Marco Bernacchia, Filippo Minelli, Giuseppe Restano, Giovanni Termini, Lidia Tropea.

    A partire da domenica 15 luglio alle 18.00 Marche Centro d’Arte presenta Pixel, la nuova generazione della videoarte italiana, a cura di Giovanni Viceconte che presenta le opere di Rebecca Agnes, Filippo Berta, Silvia Camporesi, Diego Cibelli, Tiziano Contino, Daniela De Paulis, Armando Fanelli, Alessandro Fonte, Antonio Guiotto, Luca Matti, Matteo Mezzadri, Sabrina Muzi, Laurina Paperina, Maria Pecchioli, Christian Rainer, Cosimo Terlizzi, Devis Venturelli, Diego Zuelli.

    Scheda tecnica
    Curatori: Gloria Gradassi, Luca Panaro, Stefano Verri, Giovanni Viceconte

    ufficio stampa: Dario Ciferri – Cocalo’s Club
    fotografia: Marco Biancucci http://www.fforfakecv.it/
    web: http://mcda.cocalosclub.it/
    Facebook: https://www.facebook.com/pages/Marche-Centro-DArte/270845876329613

    Periodo: dal 8 luglio al 30 agosto
    orari: 19.00 – 23.00

    spazi:
    Pala Riviera
    Via Paganini, 10
    San Benedetto del Tronto (AP)
    0735.395153
    mail: [email protected]

    info
    Cocalo’s Club
    [email protected]

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]

  • Evoluzioni – La Mostra dei Vincitori del Concorso Donne in Rinascita 2012

    PassepARTout Unconventional Gallery organizza dal 4 al 23 luglio 2012 presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione, 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la Mostra EVOLUZIONI: Opere e percorsi introspettivi dei quattro vincitori del Concorso Donne in Rinascita 2012.

    Il nostro essere si trasforma in continuazione.

    Secondo il filosofo greco Eraclito “Non è possibile discendere due volte nello stesso fiume”, perché l’acqua con cui ci bagniamo non è mai la stessa. In questa frase la metafora dell’esistenza e del repentino e continuo divenire delle cose.
    E così è la vita, e la ricerca del “noi”: scorre come un fiume. Mai uguale. E questo fluire interiore porta al cambiamento e alla trasformazione.

    Ed ecco esplodere negli artisti le EVOLUZIONI espressive, visive, sensoriali.
    La ricerca di nuove tecniche, di nuovi materiali. La mutevolezza artistica esprime il cambiamento interiore. Un viaggio alla ricerca di noi.
    L’Arte come strumento necessario per esprimere i nostri desideri, le nostre paure, le nostre gioie.
    L’Arte, come percorso introspettivo. Inevitabilmente, specchio dei nostri limiti e delle nostre abilità.

    Espongono:

    Lucia CAVALLI
    Mara LORENZINI
    Dario DI FRANCO
    Dario MAGLIONICO
    PassepARTout Unconventional Gallery organizza dal 4 al 23 luglio 2012 presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione, 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la Mostra EVOLUZIONI: Opere e percorsi introspettivi dei quattro vincitori del Concorso Donne in Rinascita 2012.

    INAUGURAZIONE MERCOLEDI’ 4 LUGLIO ORE 21,00

    INGRESSO GRATUITO

    Presentazione a cura di Luca TAVANI

    Per qualsiasi richiesta contattateci su [email protected] www.passepartout-unconventional-gallery.it – tel. 02.3390506.

    Passepartout Unconventional Gallery – Via Sempione 239 – 20016 Pero (MI).

    Curatore Elena Ferrari.