Tag: arte

  • L’Universo di maicol e mirco da Design? Studio Associato

    Domenica 29 aprile la Galleria Marconi, Design? Studio Associato e Marche Centro d’Arte presentano Universo mostra personale di maicol e mirco.
    La mostra sarà inaugurata alle ore 18.00 presso gli spazi di Design? Studio Associato in via D’Annunzio n°36 a San Benedetto del Tronto. L’evento è a cura di Dario Ciferri.

    La personale di maicol e mirco è il quarto appuntamento di Traditeci pure… ma non lasciateci soli, la rassegna di mostre che la Galleria Marconi organizza per la stagione 2011/2012, e fa parte degli eventi che si affiancano all’Expò di arte contemporanea Marche Centro d’Arte.
    Grazie alla collaborazione con lo studio Design? la Galleria Marconi sbarca a San Benedetto del Tronto allestendo un nuovo spazio dedicato all’arte Contemporanea che si affianca a quello storico a Cupra Marittima. “Traditeci pure… ma non lasciateci soli!” è il nome del progetto nato dal fortunato incontro.
    L’idea è quella di diffondere sul territorio regionale la passione per l’arte e il design, due mondi che spesso si toccano e giocano a dialogare tra loro. La Galleria Marconi continua così la sua operazione di promozione artistica all’esterno del proprio ambiente, sperimentando altri luoghi rispetto a quelli canonici. Design? Studio Associato si propone di superare i limiti di uno studio di architettura per diventare promotore di cultura e offrire nuove prospettive a chi frequenta i suoi spazi.
    Accomunati dallo stesso spirito critico di ricerca, applicato alle arti visive, all’architettura e alla progettazione, la collaborazione vuole dare il via ad un nuovo percorso di studio e sperimentazione attraverso l’analisi e la rielaborazione della realtà che ci circonda.

    “È un percorso, un’installazione che con disinvoltura passa da un linguaggio all’altro, mantenendo un’organicità generale nel lavoro.
    È un percorso, parte dalla fantasia ed esplora mondi, spazi, ere, sogni, incubi.
    È un percorso, un nuovo tassello in un viaggio artistico, che non si ripete mai ma resta sempre fedele a se stesso.
    È difficile descrivere il percorso artistico di maicol e mirco e riuscire a suonare tutte le corde che riescono a toccare, evocare. Le loro opere a volte sembrano deliri, eppure siamo in presenza di una analisi lucida della contemporaneità, raccontata con tanta follia da permettere a chiunque di ritrovarcisi dentro. L’opera di maicol e mirco è capace di raccontare la diversità in un modo talmente estremo da farci rendere conto che è quella che ogni giorno ci vergogniamo di mostrare”. (Dario Ciferri)

    Traditeci pure ci sono tante cose da vedere, l’arte è un fiume che accoglie, raccoglie sedimenta e spande. Guardate le mostre, cercate l’arte, visitate gallerie, musei, luoghi contaminati, senza preconcetti ma anche senza superficialità. L’importante è non farsi ingannare, lealtà e infedeltà camminano spesso insieme. Andate… ma non lasciateci soli.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Dario Ciferri
    testo critico/art critic by Dario Ciferri

    traduzione di/translation by Patrizia Isidori
    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities
    www.rivieraoggi.it

    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project Roberto Montani – maicol e mirco

    webmaster
    www,siscom.it

    Partner
    Cocalo’s Club

    dal 29 aprile al 24 giugno
    from 29th april to 24th june
    orario: lunedì-venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
    opening time: mon-fri 9 am to 1 pm – 2 pm to 6 pm
    sabato e domenica su appuntamento
    saturday and sunday on date

    info
    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

    Design? Studio Associato
    via Gabriele D’Annunzio, 36
    63039 San Benedetto del Tronto (AP)
    tel 0735584088
    email [email protected],
    web http://www.forsedesign.it
    Facebook https://www.facebook.com/pages/Design-Studio-Associato/185922531460555

  • Via Margutta: la festa dedicata alla strada prosegue con la 91^ edizione della Cento Pittori

    Roma, 22 aprile 2012 – I celebri pennelli torneranno a onorare la tradizione con l’edizione numero 91 della rassegna “Cento Pittori Via Margutta”, aprendo gli storici cavalletti e dando vita alla consueta, pacifica invasione della strada dal 27 aprile al primo maggio prossimi (orario 10.00-21.00, ingresso gratuito).

    I festeggiamenti in corso già dalla scorsa settimana proseguiranno, dunque, con questa celebre manifestazione, patrocinata da Roma Capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio, che – nata negli anni della Dolce Vita – ha visto esporre, tra gli altri, anche artisti del calibro di Novella Parigini, il simbolo più leggendario e l’emblema di Via Margutta.

    “Siamo felici ha commentato Alberto Vespaziani, da quasi quarant’anni Presidente dei Cento Pittori – che per rendere omaggio a quest’angolo di Roma in quanto culla dell’arte e strada di pittori e poeti sia stato scelto proprio il periodo in cui, da sempre, si svolge l’edizione primaverile della manifestazione. Questo significa molto per la nostra Associazione, che rappresenta una parte significativa della tradizione e della storia di Via Margutta e che ha sempre operato non solo per promuoverne ulteriormente il nome ma per far sì che vi si continuasse a respirare il profumo dell’arte”.

    La manifestazione, la cui istituzionalizzazione è stata decretata nel 2009, aveva già ottenuto da tempo da parte dell’Amministrazione Capitolina il riconoscimento di “evento caratteristico delle tradizioni e della cultura nella nostra città” capace di riportare “puntualmente un enorme successo di pubblico, una grande partecipazione e una notevole attenzione della critica giornalistica”. “Sono cresciuto tra i colori e le luci di Via Margutta, un mondo magico, animato dall’estro creativo e dal talento artistico dei pittori che, da amministratore, sono fiero di aver contribuito a tutelare e valorizzare. Rappresentando un pilastro fondante del tessuto culturale di Roma e del Centro storico, la mostra ‘Cento Pittori Via Margutta’ non poteva non meritare una tutela particolare”, commentò in quell’occasione Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura del Campidoglio.

    Per l’intera durata dell’esposizione, ancora una volta, la strada si trasformerà in un’immensa e colorata galleria a cielo aperto, mentre i suoi vicoli faranno da cornice a più di 3.000 opere tra dipinti a olio, disegni, sculture e acquerelli realizzati da un centinaio di artisti rigorosamente selezionati e caratterizzati da estrazione, formazione, tematiche, linguaggi espressivi e tecniche diverse. Non soltanto figurazione, astrattismo, ritrattistica, paesaggismo, simbolismo e surrealismo per i tanti lavori in esposizione, ma anche l’“effettismo“, una corrente innovativa che consiste nella ricerca di mezzi e colori che insieme possono riuscire ad ottenere effetti capaci di “impressionare” l’osservatore.

    Accanto a sperimentazioni e soluzioni nuove quanti si ritroveranno a passeggiare nei giorni di mostra fra le tele e gli acquerelli esposti a Via Margutta avranno modo di scoprire o riscoprire il fascino di una manifestazione unica e irrinunciabile che ha trovato la propria sede naturale proprio in questa strada silenziosamente adagiata alle pendici del Pincio.

    Immutati nel tempo l’entusiasmo con il quale i pittori – intenti a illustrare il lavoro svolto, a commentare ritratti o paesaggi, a discutere sulle tonalità dei colori utilizzati o sulle scelte di tecniche, soggetti e tematiche da sempre rimasti liberi – continuano a cercare il dialogo con il pubblico e la loro necessità di trasmettere ai visitatori le proprie emozioni.

    Gli stranieri non mancano, tra il pubblico così come a cavalletto. Dalla Polonia al Perù, dalla Grecia al Libano, dall’Australia all’Argentina, e poi dall’Olanda, dal Mozambico e da Cuba, ancora una volta si ripeterà la tradizionale trasferta degli artisti che arrivano dall’estero richiamati dalla fascino della strada e di questa storica mostra che, questa volta, ha colpito anche il paese del Sol Levante, presente con una giovane pittrice, Aiko Miyauchi.

    “Sapere che anche artisti che vivono e lavorano dall’altra parte del mondo desiderano partecipare a questa rassegna e vengono appositamente in Italia per farlo – precisa Alberto Vespaziani, Presidente dell’Associazione – ci riempie d’orgoglio e ci stimola ad impegnarci affinché il successo e la fama di questa manifestazione continuino ad aumentare e le consentano di ottenere spazi sempre maggiori”.

    La mostra rimane anche la maniera migliore per osservare e studiare i lavori di talenti di tutte le età che, tra pennelli e cornici, cercano di far riflettere sul valore intrinseco dell’opera d’arte, miniera inesauribile di scoperte e sorprese, e sull’arte stessa, maestra capace di parlare un linguaggio universale, di unire in un discorso comune popoli e civiltà lontane o diverse, di abbattere barriere e confini e di avvicinare gli animi sconfiggendo l’arroganza e l’imbarbarimento che troppo spesso ci circonda.

    A prendere parte all’attuale edizione della manifestazione, che chiuderà i battenti il 1 maggio prossimo, diversi volti noti ma anche tante giovani presenze che aspirano ad esporre in questo luogo in cui il tempo sembra essersi fermato accanto a nomi che hanno fatto la storia della pittura di Via Margutta.

    Invitati a tagliare il nastro di questa edizione della kermesse, il 27 aprile prossimo alle 17.00, il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’Ambasciatore del Giappone, Masaharu Kohno, l’assessore capitolino alle Politiche Culturali e delegato per il Centro storico, Dino Gasperini, il Presidente della Commissione Cultura del Campidoglio, Federico Mollicone, il Presidente del I Municipio, Orlando Corsetti.

  • Rita Soccio Warning!

    Domenica 15 aprile la Galleria Marconi di Cupra Marittima e Marche Centro d’Arte presentano Warning!, personale di Rita Soccio. La mostra è curata da Elisa Mori che è autrice anche del testo critico. L’inaugurazione Warning è alle ore 18.00.

    La personale di Rita Soccio è il terzo appuntamento di Traditeci pure… ma non lasciateci soli, la rassegna di mostre che la Galleria Marconi organizza per la stagione 2011/2012.
    Warning può essere visitata presso gli spazi della Galleria Marconi a Cupra Marittima e fa parte degli eventi che si affiancano all’Expò di arte contemporanea Marche Centro d’Arte.

    “L’incontro con Rita Soccio rappresenta uno dei quei rari momenti in cui è possibile parlare di un’arte “consapevole”, rivelatrice e testimone attiva dell’epoca contemporanea. Ancora una volta il celebre motto della Soccio “L’arte senza etica è pura estetica” ben si adatta a quest’ultimo lavoro, ideato e concepito a partire dall’estate del 2011, ma che vede la sua più completa attuazione nell’ambito di questa esposizione presso la Galleria Marconi di Cupra Marittima.
    Warning! è il monito che l’artista lancia attraverso questo progetto. Attenzione dunque a quello che indossiamo, mangiamo, inaliamo o ancora che utilizziamo sul nostro corpo. La Soccio, dunque, attraverso una sua personale mise en scène che comprende installazioni, video e fotografia, pone l’accento su molti degli aspetti correlati alla quotidianità e su quelle che possono essere le conseguenze per l’uomo e il suo organismo.”. (Elisa Mori)

    Traditeci pure ci sono tante cose da vedere, l’arte è un fiume che accoglie, raccoglie sedimenta e spande. Guardate le mostre, cercate l’arte, visitate gallerie, musei, luoghi contaminati, senza preconcetti ma anche senza superficialità. L’importante è non farsi ingannare, lealtà e infedeltà camminano spesso insieme. Andate… ma non lasciateci soli.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Elisa Mori
    testo critico/art critic by Elisa Mori

    ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Rivieraoggi
    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project Roberto Montani – maicol e mirco

    webmaster
    siscom

    Partner
    cocalo’s club

    dal 15 aprile al 13 maggio
    from 15th april to 13th may
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
    opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

    info
    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto

    Arriva a Napoli, dopo l’esordio a Milano e le tappe di Cesena e Pescara, la performance-mostra itinerante di Giovanna Lacedra “IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO”.

    I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto che vuole trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico: dal 14 al 21 aprile alla Galleria LineaDarte Officina Creativa, con il Patrocinio del Comune di Napoli.


    Foto di Massimo Prizzon

    Foto di Massimo Prizzon


    Napoli, 14 aprile 2012: alle ore 18:00, la galleria LineaDarte Officina Creativa ospiterà “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, una performance-confessional autobiografica, ideata, scritta e agita da Giovanna Lacedra, artista di origine lucana e fiorentina di formazione, che vive e lavora a Milano.

    L’evento, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori, mette in scena, nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di venti minuti, i rituali ossessivi-compulsivi che normalmente vengono consumati in segreto da chi sviluppa una patologia del comportamento alimentare, svelandone ogni crudezza.


    “E’ un atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore – afferma l’artista – in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato. La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato. La vera patologia è la piaga del disamore. La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. L’incolmabile precipizio dentro il cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione”.

    Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe della propria sofferenza per trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico e per sensibilizzare le coscienze verso un disagio troppe volte sottovalutato o, peggio ancora, tenuto nascosto.

    E così, può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato ma utile per gridare il proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame. Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare sono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, sono lette come capricci.

    Una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza si svela: a integrare le tematiche affrontate dalla performance, una sequenza di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento e le intime pagine dei diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

    Trasformare in arte la patologia.

    Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

    Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.

    Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.

    Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.

    Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.

    Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.

    Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili. Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.

    Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

    IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.

    IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore. Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato.

    La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato.

    La vera patologia: la piaga del disamore.

    La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

    Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità. Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.

    Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme, e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato… quel nutrimento, non sarà mai cibo. Mai.

    Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l’anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un flusso di vacuità non arginabile. Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E’ l’amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

    Il cibo non è che una dipendenza e un’astinenza. È il sintomo di una patologia.

    Ma la verità è altrove: è nel bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo, si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

    Dai diari in mostra:

    14 Maggio 2005

    “Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.

    Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.

    4 Luglio 2005

    “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

    Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.

    Oggi: 475 Kilocalorie.”

    22 Luglio 2005

    “ Ore 9.00: Kg 40.8. Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”

    28 Luglio 2005

    “Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me…”

    SCHEDA TECNICA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Galleria LineaDarte Officina Creativa

    Via Domenico Soriano 34 –Napoli

    con il Patrocinio del Comune di Napoli

    Live performance: sabato 14 aprile 2012, ore 18.00

    Mostra diari, foto e video: dal 14 al 21 aprile – dalle 16.00 alle 19.00

    Ingresso libero

    Infoline: 081 5494271

    www.lineadarte-officinacreativa.org

    [email protected]

    [email protected]

  • La percezione visiva tra arte e scienza

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    L’Istituto Quasar ha curato per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma l’allestimento architettonico e l’immagine grafica coordinata della mostra sull’Arte Programmata e Cinetica, che sarà aperta al pubblico fino al 27 maggio 2012.

    Questo incarico rientra nel progetto di protocolli d’intesa che, da oltre venticinque anni, l’Istituto Quasar stringe con le più importanti realtà istituzionali di tutta Italia. A riconferma del prestigio della Scuola e della qualità formativa, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha affidato all’Istituto Quasar questoprestigioso e stimolante progetto.

    Gli studenti coinvolti hanno partecipato a tutte le fasi della progettazione, da quella iniziale di sopralluogo dell’area di intervento fino all’allestimento e alla verifica del montaggio del progetto. Un’occasione preziosa, fulcro dellaScuola-Laboratorio e del metodo didattico dell’Istituto Quasar, per imparare a gestire le problematiche reali del mondo del lavoro e per crescere sia professionalmente che culturalmente.

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    La mostra si occupa della storia dei gruppi e delle personalità più significative dell’arte programmata e cinetica operanti sia in Italia che all’estero tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta – quando le esperienze collettive si concludono – ed illustra gli sviluppi che negli anni settanta i nuovi interpreti di questa espressione artistica continueranno in modo autonomo a condurre.

    La dott.ssa Mariastella Margozzi, storico dell’arte contemporanea e curatrice della mostra, interverrà insieme aFrancesco Ferretti, docente di Filosofia del Linguaggio e della Comunicazione all’Università degli Studi Roma Tre, all’evento “La percezione visiva tra arte e scienza”, organizzato dall’Istituto Quasar presso la Libreria Assaggi (Via degli Etruschi 4) giovedì 26 aprile h 18:30.

    L’arte programmata e cinetica, protagonista dell’evento, è l’arte in continuo divenire, alla base della quale c’è l’idea della forma in movimento, intesa non tanto come spostamento fisico dell’oggetto o di parti di esso, quanto come sua trasformazione nel momento in cui essa viene percepita dall’osservatore.

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    L’arte programmata, cinetica, visuale, tenta non solo il recupero, ma l’inglobamento dei metodi scientifici e tecnici nell’ambito del suo operare stesso, di assumerne i mezzi a fine estetico: di uccidere il demone della scienza facendone una sorta di mostro addomesticato, di meraviglia e di gioco raffinato per intellettuali, per lettori di Robbe-Grillet, ma anche per inserirsi nella vita di ogni giorno uscendo, come arte, dall’isolamento e dalla morte dei musei, come scienza dai laboratori, come tecnica dalle applicazioni negli oggetti d’uso. 1

    Questo connubio tra arte e scienza, presente nelle opere di arte programmata, ha ispirato il progetto dell’Istituto Quasar: l’allestimento diventa facilitatore del rapporto opera-pubblico e coinvolge attivamente lo spettatore che ricerca la simbiosi tra propria percezione e opera d’arte, completandone il senso. In tutte le ricerche risulta fondamentale il variare della percezione, con il quale l’opera vive e trova spazio nel mondo.

    1 Lara Vinca Masini in Domus n.422, gennaio 1965.

    Per approfondire: Ri-vivere. Allestire, Mostrare, Comunicare – Luna Todaro.

    La percezione visiva è assolutamente relativa o ha a che fare con la realtà?
    Il Prof. Ferretti approfondirà gli aspetti scientifici della percezione visiva, partendo dal presupposto che la vista non è determinata dagli occhi ma dalla mente. L’immagine arriva alla retina capovolta, i colori sono un allegro modo per distinguere le lunghezze delle onde luminose. L’uomo è capace di ricostruire interi pezzi di immagini che finiscono in zone d’ombre dell’occhio e di “interpretare” gli stimoli visivi a tal punto da poter dubitare addirittura dell’esistenza di quello che appare come assolutamente reale.

  • Dal 31 marzo al 10 aprile Palazzo Margutta ospita “Paesaggi italiani”

    Osservare da nord a sud, attraverso le opere di quattro artisti contemporanei, il paesaggio che caratterizza il Bel Paese fino a penetrare e assaporare, una dopo l’altra, le emozioni che esso genera in ciascuno di loro. Questo l’obiettivo della collettiva dal titolo “Paesaggi italiani”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’arte” e in programma a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) dal 31 marzo al 10 aprile (ingresso gratuito).

    In esposizione le opere di pittori italiani contemporanei (Antonio Anelli, Luigi Modesti, Sandro Negri ed Enrico Sereni) che rendono omaggio alla propria terra, d’origine o d’adozione, regalandoci un quadro unico del nostro stivale. Dai casolari e i cipressi dell’alto Lazio ritratti da Luigi Modesti alla campagna della pianura padana di Sandro Negri, intento a celebrare la laboriosità tipica dei contadini del mantovano, fino alla Città Eterna di Enrico Sereni, i cui colori e la cui atmosfera senza tempo investono – anche dalla tela – lo spettatore, e al paesaggio pugliese, immortalato dai lavori di Antonio Anelli, in cui ulivi secolari guardano il mare.

    A selezionare i Maestri, che ormai da anni fanno parte della scuderia de Il Mondo dell’Arte, il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico del celebre gruppo di gallerie, che da anni propongono nella sede espositiva di Via Margutta Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

    L’organizzazione della mostra è stata curata dal Maestro Elvino Echeoni unitamente a Remo Panacchia e Adriano Chiusuri. A prendere parte a questo piacevole scambio artistico: Antonio Anelli, Luigi Modesti, Sandro Negri, ed Enrico Sereni.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 31 marzo 2012 dalle 18.00 alle 22.00.

    Antonio Anelli: nasce a Bari (1941) dove si diploma all’Istituto d’Arte. Paesaggista dai tratti inconfondibili, racconta con tinte tenue ma piene di luce il paesaggio tipico della sua terra, la Puglia, dipingendo bianchi casolari e terreni rocciosi. La tavolozza di Anelli cattura i colori riflessi dalle albe a mare e dai tramonti con i loro susseguirsi di ombre e chiarori notturni. La sua pittura vive dell’emozione del presente e del passato, di quella emozione che in lui è senza tempo. E’ questo il creato che Anelli coglie e ci trasferisce con mano sicura nei suoi aspetti più suggestivi, nella sua genuinità espressiva, in contrasto anche con l’odierna civiltà, inaridita, imbarbarita. Egli è il testimone della solarità ancora viva e della natura che va amata, curata, difesa affinché possa continuare a emozionarci. Artista apprezzato dalla critica e dal pubblico, espone in Italia e all’estero. I suoi lavori figurano in collezioni e pinacoteche pubbliche e private.

    Luigi Modesti: dopo la maturità artistica, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Roma sotto la guida di Renato Guttuso e Piero Guccione. Artista talentuoso e sensibile, propone soggetti, siano esse figure umane o esseri inanimati, avvolti in atmosfere fatte di silenzi. A campeggiare sulla sua tela sono, però, soprattutto i paesaggi – sentiti e vissuti come luogo della memoria, come dimensione, allo stesso tempo, del fuori e del dentro di noi – che si tingono di colori caldi e intensi, di trasparenze, di luminosi contrasti cromatici, finendo col dar vita a uno stile del tutto personale e di per sé geniale. Attraverso il filtro della memoria, il pittore si è dimostrato capace di maturare e descrivere il proprio mondo di casolari e cipressi, di alberi e cespugli, di fossi e declivi tipici dell’alto Lazio che, in ogni momento, comunque rimandano e suggeriscono la presenza, spesso silenziosa, dell’uomo. Nei suoi quadri traspare, in filigrana, il rimando alla tradizione degli impressionisti che viene interpretata con tecnica ricca di effetti di leggerezza. Attualmente vive e lavora a Rignano Flaminio. Fino ad oggi ha esposto le sue creazioni in numerose rassegne d’arte nazionali (Roma, Rimini, Ancora, Bergamo) ed internazionali (Budapest, Stoccolma, New York). Il suo nome e le sue opere sono presenti nei più prestigiosi annali e cataloghi d’arte moderna e contemporanea. I suoi lavori figurano in collezioni e pinacoteche pubbliche e private di diverse città italiane, oltre ad abbellire numerose chiese della nostra regione.

    Sandro Negri: nasce nel 1940 a Virgilio (Mn). Artista versatile, dotato di una carica comunicativa immediata, trasferisce sulle proprie tele il legame tenace di comunanza che stabilisce con il mondo rurale, celebrandone la tipica laboriosità. Esordisce con una personale nel 1970. Nell’intera sua opera uno dei temi privilegiati è il legame tenace di comunanza che stabilisce con l’ambiente rurale e che affonda le origini nella sua fanciullezza. La sua prima monografia viene pubblicata nel 1976 con la prefazione di Dino Villani. Nel 1989 apre un atélier a Parigi. Nel 1991 riceve l’incarico di eseguire manifesti pubblicitari per il film Vincent e Theo di Robert Altmann con l’obbiettivo di mettere in luce la tragedia affettiva che avviluppa i due fratelli. Dal 1995 apre uno studio a Montanara di Curtatone (Mn), nel seicentesco Palazzo Cavalcabò. Dal 1997 due disegni di Negri entrano a fare parte della collezione permanente “Vivian and Gordon Gilkey” del Portland Art Museum. Nel 2004 inaugura un’altra sede a Portland (USA). Nello stesso anno Silvana Editoriale inquadra la sua opera con una pubblicazione di grande rilievo a firma di Raffaele De Grada e Claudio Rizzi. Nel 2008 Swatch Group, in collaborazione con la Gioielleria Azzali 1881 di Mantova, lo sceglie per celebrare i suoi venticinque anni di attività e gli consente di personalizzare una serie di 299 orologi, pezzi unici presentati nel suo atelier in una giornata-evento dedicata ai collezionisti degli Swatch Club. Un’intensa documentazione critica correda il percorso di lavoro. Negli suoi oltre 50 anni di carriera Negri ha esposto in gallerie private e sedi istituzionali di numerose città italiane e straniere.

    Enrico Sereni: umbro di nascita e romano d’adozione, inizia a dedicarsi all’arte pittorica giovanissimo, anche grazie all’insegnamento del Professor Alberto Viveri. Egli ritrae la Città Eterna con il colore, il fascino, l’atmosfera e l’imperiosità che Roma trasmette a tutti coloro che l’attraversano. La sua pittura, che per la rappresentazione naturalistica si può definire classica, anche se in molti dipinti sono presenti tematiche proprie del panorama contemporaneo internazionale, mostra a chi la osserva i profondi sentimenti che lo hanno mosso a realizzarla. Evidenti e ben noti sono anche i suoi dipinti di scorci e vicoli di antichi paesini umbri e toscani, illuminati da tocchi di luce abbaglianti, che creano visioni di particolare purezza e ci fanno percepire l’essenza dello spazio e della profondità che li caratterizza. Artista di grande talento, a cui la critica ha dato l’appellativo de “il pittore sensibile”, ha saputo coniugare perfettamente la padronanza tecnica con l’ispirazione. Le sue opere, esposte in numerose mostre personali e collettive, hanno sempre ottenuto pieno consenso e sono sempre state premiate per l’originalità oltre che per la maestria dell’esecuzione. I suoi lavori sono ospitati in collezioni private nel nostro paese in Itala e all’estero, in particolare negli Stati Uniti.

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra collettiva degli artisti: Antonio Anelli, Luigi Modesti, Sandro Negri ed Enrico Sereni.

    Vernissage cocktail sabato 31 marzo 2012, ore 18.00 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 10 aprile 2012: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

    Domenica aperto, lunedì mattina chiuso.

  • Art à Porter – New York Collection

    Perché l’arte, uno dei modi più potenti di espressione, deve essere confinata solo sulle pareti delle gallerie o spazi museali? L’arte dovrebbe essere libera di essere vissuta e da vivere. L’arte deve essere parte della nostra vita quotidiana ed essere sempre portata in giro con noi ovunque si vada: Art à Porter.

    In occasione del Fuori Salone del Mobile

    Vernissage venerdì 13 ore 18,30

    Exfabbricadellebambole – via dionigi bussola 6 – milano

    Andrea Aste, eterno esploratore, che naviga avanti e indietro per gli oceani della creatività alla ricerca di nuove lande da scoprire” è come Andrea Aste, l’artista filosofo, definisce se stesso. Dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla filosofia, dai racconti alle scenografie teatrali, Aste, come viene chiamato negli States, è un vero uomo del Rinascimento. Benché principalmente pittore, i suoi progetti includono collaborazioni con fotografi, graphic designer, architetti ed art director a livello internazionale. Dopo la laurea e la specializzazione in filosofia del linguaggio, Aste inizia un percorso di ricerca artistica, in un’alchimia di arte e filosofia, che ha dato origine ad uno stile altamente personale, carico di vitalità ed energia, stile che lo ha portato in pochi anni all’attenzione internazionale: Olanda, Francia, Spagna, Canada, Repubblica Ceca, USA. Recentemente il giovane artista è tornato da New York, dove ha realizzato al sua ultima personale, per partecipare alla 54° Biennale di Venezia, su invito di Vittorio Sgarbi. Il celebre critico d’arte lo ha voluto con sé dopo aver visto la personale “Torineide, de mirabile et inaudita exploratione” tenutasi al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, una mostra onirica e creativa il cui successo di pubblico ne ha prorogato la durata da un mese previsto a sette.

  • DIVINARE CON I TAROCCHI

    26/03/2012 – Presso exfabbricadellebambole – via dionigi bussola 6 – milano
    sabato 14 e domenica 15 aprile – dalle ore 10 alle 19 (Info: www.exfabbricadellebambole.com)

    DIVINARE CON I TAROCCHI

    “Il futuro è preparato nell’inconscio già molto tempo prima e perciò può essere indovinato dai chiaroveggenti”.
    (Da: Carl Gustav Jung, Ricordi, Sogni e riflessioni)

    “Queste [le carte dei tarocchi] sono una sorta di idee archetipiche, di natura differenziata, che si mescolano ai componenti ordinari del flusso dell’inconscio, e perciò sono adatte ad un metodo intuitivo che ha lo scopo di comprendere il flusso della vita, forse anche predire eventi futuri, eventi che si presentano alla lettura delle condizioni del momento presente” (Da: Vision: Notes of the Seminar given in 1930-1934 by C.G.Jung – Visioni: note del seminario tenuto nel 1930-34 da C.G. Jung, curato da Claire Douglas).

    L’Associazione Culturale Le Tarot, che vanta le più importanti ricerche sulla storia dei tarocchi tradotte in numerose mostre storiche, si occupa da tempo di indagare la fenomenologia divinatoria del simbolo attraverso seri e competenti studi.

    I Corsi e gli Stages curati dall’Associazione le Tarot, nascono pertanto dalla necessità e dal desiderio di fare chiarezza su tale argomento, evitando quelle pratiche superficiali e improvvisatorie che a tutt’oggi inducono l’opinione pubblica a relegare l’arte della cartomanzia nel novero delle superstiziose credenze.

    Tematiche:

    Significato divinatorio degli Arcani Maggiori

    Significato divinatorio degli Arcani Minori

    Metodi storici di lettura divinatoria

    Energia simbolica e psicologia junghiana

    Interpretazione divinatoria intuitiva

    “In una stesa di tarocchi nessuna carta esce mai a caso” (Carl Gustav Jung)

    Programma:

    Inizio Corso ore 10 fino alle 12,30

    Brunch dalle 12,30 alle 14

    Ripresa del corso alle 14

    coffe break ore 16

    Ripresa corso alle 16,30 fino alle ore 19,30

  • Relics II

    Una continuazione della precedente esposizione Relics, avvenuta nella galleria madre in via Macedonia e che avvia il nuovo spazio a p.zza San Cosimato, nel cuore di Trastevere.

    Relics II presenta opere fotografiche e pittoriche come reliquie di quel sistema arte che sembra aver ormai dimenticato la sua linfa primaria, preso com’è dall’era del digitale, della post-produzione, ma anche del patinato, della maniera e delle provocazioni pre-confezionate.

    Opere come cimeli, documenti di eventi e azioni realmente avvenute, fatti naturali o banalmente quotidiani che lasciano però anche trapelare, nello studio sull’impatto (cos’è, in un oggetto, che dà la sensazione di renderlo una reliquia?), un’aura di denuncia verso quell’attaccamento all’oggetto come impronta del peso della storia nella sua espressione coercitiva. Un peso che incatena, invece di liberare, perché espressione dell’attaccamento all’immagine che l’uomo ricerca di sé attraverso il feticismo e che ha perso tutto o quasi della forza originaria, di periodi lontani e forse non più visi(ta)bili.

    Così la pittura materica di Athos Rama dialoga con le immagini sperimentali del gruppo U.T.O., con il disegno inquieto di Andrea Romanin, con la fotografia (apparentemente) astratta di Giulio Speranza e quella surreale di Vincent Descotils.

    Il risultato è una mostra ansiogena, in cui le immagini tornano ad evocare nello spettatore stati d’animo ed emozioni. Misteriose ed arcane, sono delle vestigia che incutono timore e reverenza.

    Relics II vuole essere una riflessione su tematiche psicologiche ed esistenziali, attraverso opere che presentano figure tormentate e immagini oniriche, che concretizzano timori e paure di una società che vive sempre più in un’eterna sospensione, avendo perduto i legami con un passato non “up-dated” e non avendo fiducia in quel futuro costantemente minacciato dalle teorie complottiste e catastrofiste “world wide extended”.

  • Il Linguaggio della fotografia, dal 28 Marzo la 2ª edizione

    Giunto alla seconda edizione, anche quest’anno un alternativa ai corsi prettamente tecnici, con questo corso andremo ad analizzare diversi generi fotografici attraverso con un viaggio storico ed artistico tra i maggiori esponenti della fotografia mondiale, per vederla sotto un’altra luce.

    Sei serate con Guido Cecere è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ogni lezione sarà dedicata ad un genere fotografico diverso: il ritratto, il nudo, il paesaggio, il reportage, lo still-life, la sperimentazione. Scoprendone la nascita e i grandi autori che l’hanno rappresentato.
    Analizzeremo autori di ieri e di oggi, sia dal punto di vista visivo/comunicativo, che nel loro contesto storico, non in ultima guardando anche gli aspetti tecnici utilizzati e le scelte stilistiche a monte del loro progetto fotografico. Nel percorso non mancheranno anche alcuni giovani fotografi contemporanei, magari meno conosciuti ma ugualmente interessanti.

    Lo scopo del corso è quello di ampliare le proprie conoscenze fotografiche, la storia gli stili e i segreti dei grandi autori, ma anche di individuare le note salienti nella fotografia di ricerca del passato e del presente per metterle a profitto nella produzione dei corsisti stessi, fornendo suggerimenti e spunti, anche di tipo tecnico, per migliorare le proprie capacità di comunicare con la fotografia.

    Pensato per il foto-amatore che già conosce le basi tecniche della fotografia e vorrebbe affrontarla dal punto di vista artistico per fare un salto di qualità e impostando il proprio lavoro in maniera più professionale.

    Guido Cecere è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e membro del comitato scientifico Museo Alinari di Firenze, ha all’attivo innumerevoli corsi e conferenze sulla fotografia, nonché moltissimi anni di insegnamento alle spalle.

    Il Linguaggio della Fotografia, 2ª Edizione, dal 28 Marzo 2012 – Preganziol in provincia di Treviso
    Tutte le info sul corso: http://www.visionionweb.it/il-linguaggio-della-fotografia-2-edizione
    Il curriculum del docente: http://www.visionionweb.it/guido-cecere

    Per informazioni 328 8761627 – [email protected]

    Scopri anche gli altri corsi:
    http://www.visionionweb.it/corso-di-fotografia-digitale
    http://www.visionionweb.it/corsi-di-photoshop