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  • Intervista di Alessia Mocci a Maria Lucci ed al suo Anima Divelta, Rupe Mutevole

    Anima Divelta”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Maria Lucci. L’autrice, come racconta nell’intervista, scrive da quando aveva vent’anni e ritiene che sia la ferita della vita a provocare la scrittura; quando ci si sente tristi la penna è la medicina migliore. Il 24 maggio 2012 ci sarà la presentazione de “Anima Divelta” al centro culturale A.Fabrizi di Roma, occasione nella quale sarà presente l’autrice e si leggeranno alcune poesie tratte dalla raccolta.

    Maria Lucci è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per farsi conoscere meglio dai lettori. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Maria Lucci: Le prime poesie sono nate intorno ai vent’anni quando ho avvertito il bisogno di scrivere. Oggi posso dire che era l’età in cui ho cominciato a sentire le prime ferite della vita e ad avere consapevolezza delle mie fragilità. A scuola, comunque, amavo tantissimo i temi, avevo sempre tanto da dire ed, ovviamente, italiano era la mia materia preferita! Ora sto terminando un breve romanzo, una piccola “recherche” nel mio passato perché non fugga…


    A.M.: La tua raccolta ha un titolo particolare, vorresti spiegarci qualcosa a proposito?

    Maria Lucci: In effetti la parola anima nell’immaginario suscita serenità, pace o, comunque, è legata ad un’idea di quiete, leggerezza, evanescenza. Io, invece, ho voluto accompagnarla con un aggettivo forte che ben rappresenta la mia inquietudine che trova, però, scioglimento proprio nella scrittura, la voce della mia anima.


    A.M.: Quali sono le tematiche di “Anima Divelta”?

    Maria Lucci: “Anima divelta” raccoglie sentimenti, emozioni, riflessioni, intuizioni, rivelazioni nate nei più disparati momenti della mia vita, tragici e definitivi come la morte dei miei genitori, appaganti come l’incontro con la culla della nostra civiltà ovvero la Grecia, nostalgici come il ricordo della mia infanzia in un paesino d’Abruzzo, visionari come i desideri…


    A.M.: Descrivi con cinque aggettivi “Anima Divelta”.

    Maria Lucci: “Anima divelta” è un libro profondo, domestico, spigoloso, accogliente, sorprendente perché i versi nascono da un approccio profondo e tormentato alla vita, eppure ci si può sentire a casa, perché ci si può ritrovare in qualche verso. La ricerca della parola, lo scavo, per dirla con Ungaretti, può rendere la lettura non facile ma l’evocazione, improvvisamente compresa, riconosciuta e condivisa, può non far sentire il lettore straniero. Infine la varietà dei temi, seppure sul sentiero della nostalgia di un quid non sempre identificato, può sorprendere il lettore quando gira la pagina.

    A.M.: Quale pensi sia il target di lettori che apprezzeranno la tua raccolta?

    Maria Lucci: In genere, quando ho regalato poesie, nelle occasioni importanti della vita di chi le riceveva, sono state apprezzate indipendentemente dall’età. La poesia è nella vita.


    A.M.: A chi dedichi “Anima Divelta”?

    Maria Lucci: Ho dedicato la raccolta ai miei genitori perché non ci sono più e perché mi hanno lasciato in eredità valori profondi senza i quali non sarebbe nata la mia scrittura.


    A.M.: Se potessi scegliere una città nella quale vivere per aver maggiore ispirazione, dove andresti?

    Maria Lucci: L’ispirazione più grande me la dà il mare per l’orizzonte sconfinato e la novità che può portare, dunque sceglierei un’isola ma è la natura in generale ad ispirarmi, innanzitutto con il silenzio e poi con la sua potenzialità di vita.


    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Maria Lucci: Finora mi sono trovata bene, seguita, mi pongo però il problema della distribuzione del libro. Preciso: non mi interessa l’aspetto economico ma la possibilità che possa essere trovato facilmente.


    A.M.: A breve ci sarà una presentazione di “Anima Divelta”, potresti raccontarci qualcosa?

    Maria Lucci: La presentazione avverrà il 24 maggio al centro culturale A.Fabrizi a Roma. Sarà presente Paola Gaglianone di Unomattina, che si occupa di poesia nella trasmissione e con l’associazione Civita. Un attore leggerà le mie e quelle del libro di G.Angius e S.Denti “Incontro” che sarà presentato insieme al mio. U. Broccoli, probabilmente, terrà i saluti iniziali. So che Silvia Denti ha invitato anche A.Bevilacqua. Insomma una bella occasione per parlare di poesia, bellezza, arte che hanno per me un valore salvifico, è per questo che mi rincuora la presenza di tanti miei attuali ed ex alunni.


    A.M.: Salutaci con una citazione

    Maria Lucci: Diceva Montale che la scrittura nasce da una dis-armonia con il mondo. È vero ed aggiungo che vivere questa disarmonia rende la vita più autentica.

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/23/intervista-di-alessia-mocci-a-maria-lucci-ed-al-suo-anima-divelta-rupe-mutevole/

  • Intervista di Alessia Mocci a Diego Civita ed al suo Sogni d’armonia, Rupe Mutevole

    Sogni d’armonia”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Diego Civita. Una raccolta che intrattiene al suo interno temi quali: l’uomo, la vita, l’amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell’arte, i figli, l’armonia, il contrasto. Dalla prefazione: “[…]Un uomo attivo, eclettico, questo autore, il quale non smette di stupire se stesso e chi gli sta attorno. Non si lascia sopraffare mai dalla malinconia distruttiva, al contrario egli cerca di renderla evocativa, capace di far indugiare il pensiero e portare alla luce il lato positivo, quello che poi va a costruire, a formare nuove idee, nuove cose. Come una vacanza dalla quale è difficile staccarsi perché piena di peripezie, di rivelazioni, di scoperte. Magari c’è intrigo, rischio, pericolo, però ci si affeziona lo stesso, anzi, la si ama di più questa vacanza, proprio per le caratteristiche sanguigne, mai banali, stimolanti, ricche.[…]”.

    Diego Civita è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Che cosa significa per te “scrivere”?

    Diego Civita: Scrivere è un tuffo nell’inconscio col fiato sospeso e proteso ad un mondo reale od immaginario ma pur sempre fratello perché vero amico delle più profonde emozioni che cerco di trasmettere nella loro bizzarra e molteplice varietà che è la cosa più bella che ci rimane di un uomo a maggior ragione di chi vuole esprimersi con l’arte, non ci vuole solo tecnica o retorica o studi eccelsi, che pur servono e completano colui che scrive o s’esprime in arte nella crescita e ricerca continua, ma credo, non vuole essere presunzione che la genuinità dell’atto creativo per un minimo di talento è come saper amare richiede libera ricerca ed espressione che pesca al mondo visionario e profondamente vero o vero simile d’un inconscio creativo, un vulcano da cui creare rocce multiformi e di vario colore e terre nuove e piene di vita. Questo vuol’essere il mio messaggio, il mio cercare e ricercare una chiave per vedere il mondo e per vedermi attraverso di lui rispecchiato nel volto spero di molti miei simili, e riuscirci sarebbe davvero un successo oltre il plauso d’una recensione; libertà d’esprimere valori e metterli in arte, il bello, il vero a volte, il saggio, l’estremo,l ‘orribile, etc, lo sforzo più grande di conservare se stessi anche nel tentare a volte l’oggettività.

    A.M.: Che cosa hai provato quando hai preso in mano per la prima volta “Sogni d’armonia”?

    Diego Civita: Sogni d’armonia è un nome che tra gli inquieti di questa epoca in cui mi ci rivedo, cerco un’armonia che spesso non trovo esternamente in un mondo che sta andando a rotoli per vari motivi, un’armonia interiore sudata in piccola parte trovata ed ancora anelata dentro di me, una collocazione spazio-temporale fuori dal solito, una cosa che riguarda me e potrebbe in questo momento storico riguardare molti se non quasi tutti.

    A.M.: Quali sono le tematiche presenti ne “Sogni d’armonia”?

    Diego Civita: “Sogni d’armonia” è una raccolta di vecchio e molto nuovo mio lavoro, è una grande emozione vedere concretizzare una raccolta così intensamente formulata e miscelata di tanti anni messi insieme e di nuovissimi diversi componimenti ,anche tra di loro, non solo come tematiche. Sicuramente una grande soddisfazione e spero un bel lavoro. Le tematiche sono l’uomo, la vita, l’amore, la natura, la religione, la filosofia in genere, la storia, la bellezza dell’arte, i figli, l’armonia, il contrasto.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria?

    Diego Civita: Dedico Sogni d’armonia alla mia cara amica quasi compagna attuale, a mia madre e a tutti quelli, (pochi) che mi hanno spinto a non demordere ed a crederci sempre anche nei momenti più difficili ed in cui non credevo più nel lavoro artistico in genere ,a mia nonna ed a mio fratello disabile. Non è stato facile raccogliere le forze e la voglia di rivedere e mettere insieme i vari componimenti negli anni, in alcuni periodi, la poesia è stata la mia salvezza, il mio rifugio segreto, ringrazio e capisco tutti quelli che han bisogno dell’arte in genere come hanno bisogno quotidiano ed indispensabile del cibo, dell’aria, dell’acqua.

    A.M.: Qual è il tuo pensiero sul social network?

    Diego Civita: Il social network non è il mio forte, ma lo trovo ben organizzato e pubblicizzato.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Diego Civita: “La scienza naturale dell’uomo” sull’etologia, la ricerca comparata sul comportamento umano di Konrad Lorenz, questo è l’ultimo mio amatissimo libro letto. L’ultimo film visto è :”Il dono” da una storia vera, la storia di Ben Carson.

    A.M.: Se potessi scegliere in quale città vivere, qual è il luogo nel quale troveresti maggiore ispirazione?

    Diego Civita: A me piace tantissimo il Giappone, l’ispirazione potrebbe venire in diversi luoghi o circostanze o prima o dopo taluni avvenimenti od accompagnati da musiche o persone, comunque credo che nella natura selvaggia piena di wilderness avrei la maggiore ispirazione perché sono anch’io un naturalista istintivo e mi definisco selvaggio come i nativi d’America, anche ai poli, nelle sterminate distese della taiga, sui fiumi, in riva a spiagge mozzafiato, in cima al tetto del mondo dove cercare se stessi visto che sono un piccolo alpinista nonché grande esploratore. La mia città preferita potrebbe essere Parigi o Buenos Aires.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Diego Civita: Con Rupe Mutevole mi trovo davvero bene e per la filosofia di vita e per il modo di relazionarsi sia con gli scrittori che con il mondo della distribuzione, molto disponibili tra l’altro, mentalità più meritocratica e di premiare i giovani talenti senza agganci politici o cose simili.

    A.M.: Hai delle novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Diego Civita: Per il 2012 ho partecipato ad alcuni importanti concorsi letterari, terrò una presentazione al locale: Ueffilo di Gioa Del Colle, rinomato locale Jazz del sud Italia il 20 maggio prossimo in una cornice di suoni e alchimie a tema, un’altra dopo l’estate forse ad Andria.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Diego Civita: La vita è come un grande circo…tutti possono stupire e far divertire, nessuno è inutile, ne indispensabile, ma ognuno può dare il suo importante contributo che se non ci sarà mancherà comunque tantissimo” Diego Civita.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/14/intervista-di-alessia-mocci-a-diego-civita-ed-al-suo-sogni-darmonia-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Riflessi condizionati dall’Amore di Mariateresa Cupane 27 maggio 2012 San Donato Milanese

    Domenica 27 maggio 2012 alle ore 18.30 presso Artea Libreria Caffè a San Donato Milanese in provincia di Milano ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Mariateresa CupaneRiflessi condizionati (dall’Amore)”.

    “Riflessi condizionati (dall’Amore), edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, formato da 24 poesie e da 34 racconti. Ricordo che uno dei racconti presenti nella raccolta “L’amore immaginato” ha vinto il Primo Premio nella Seconda Edizione del Concorso Letterario “Lembi di Carta” organizzato da Hermes Academy di Taranto.

    La presentazione di domenica vedrà la presenza dell’autrice e le letture interpretate dall’attore Lino Fontana con musiche d’atmosfera per garantire a tutti una splendida serata insieme.

    Ed eccovi due estratti dal libro “Riflessi condizionati (dall’Amore):

    “Bastavano le briciole, quindi. E a volte nemmeno quelle. Perché quando si ama ci si accontenta, ci si fida, ci si illude. E perché quando si ama si crede a tutto, per paura di scoprire una verità che non sia quella che abbiamo immaginato, una falsa verità, che ci fa tanto male. Soffriva, Annalisa, perché era consapevole che il suo era un amore malato, che c’era qualcosa che le sfuggiva, che doveva elemosinare presenze, attenzioni, parole, vita…” (estratto da “L’Amore Immaginato”)

    Cinque passi per raggiungere il mare.
    Nella sabbia l’impronta leggera,
    nel mio cuore il ritmo del Blu.

    Quattro passi per accarezzare una bambina.
    che ride, che gioca, che chiede di me.

    Tre passi per raccogliere un fiore.
    Colore, profumo, essenza di vita…
    ” (estratto da “Cinque passi”)

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/10/presentazione-de-riflessi-condizionati-dallamore-di-mariateresa-cupane-27-maggio-2012-san-donato-milanese/

  • Intervista di Alessia Mocci ad Ester Donatelli ed al suo Girare intorno al vento, Rupe Mutevole

    Girare intorno al vento”, edito nel marzo del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Ester Donatelli. Una poetica colma di sensazioni dell’Io di un’autrice che vive la poesia a 360°, tutto è poesia, dall’alba al tramonto. Ester Donatelli sostiene di pensare in poesia sin dalla nascita, la sua è una passione profonda che incide su ogni argomentazione della vita di ogni giorno; un’autrice che ancora preferisce la tattilità della penna sulle dita e dell’inchiostro sul foglio, un’autrice che ama la sua terra dai suoi caratteristici colori ed odori.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua raccolta e sulla sua vita. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Ester Donatelli: Io penso nel momento in cui ho aperto gli occhi al mondo, diciamo giusto il tempo di rendermene conto.

    A.M.: Preferisci la tastiera o la classica penna?

    Ester Donatelli: Ho amato ed amo ancora molto scrivere con la penna perché è un gesto pieno di emozioni che vanno dritte al cuore e poi la penna, stretta tra le dita, è anche un piacere fisico, una presenza a non farti sentire sola. Oggi penso che lo scrittore debba inevitabilmente far uso della tastiera e del computer per consentire al suo pensiero narrante, alle sue emozioni ed alla sua filosofia esistenziale di arrivare presto al cuore della gente.



    A.M.: Come nasce l’idea di scrivere “Girare intorno al vento”?

    Ester Donatelli: Io scrivo poesie quotidianamente ispirandomi ai contenuti della vita, che amo elevare spiritualmente. La mia poesia e la mia vita sono la stessa cosa, poiché non potrei vivere se non in termini poetici. Il titolo del libro è dedicato al vento, in cui io vedo l’elemento più forte della natura, con il suo potere di creare e di distruggere, di associare e dissociare, una forza insomma molto vitale in cui il bene e il male convivono in un’eterna lotta. La vita, dunque, per me è intesa come un “Girare intorno al vento”.



    A.M.: Quali sono le tematiche principali del libro?

    Ester Donatelli: La tematica principale del libro è l’amore, inteso in tutte le sue molteplici sfaccettature: quell’ amore che è alla base di ogni nostro gesto, sguardo, parola, sentimento e che giustifica ed esalta la nostra sopravvivenza che altrimenti sarebbe soltanto un pascolare o ruminare, anche se, a mio parere, gli animali hanno delle emozioni che hanno il sapore dei sentimenti. La vita, a parer mio, non può essere ridotta solo al soddisfacimento parossistico delle nostre esigenze materiali, perché finiremmo per rinchiuderci in una trappola di buio e di silenzio, da cui non riusciremmo più ad uscire.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria letteraria?

    Ester Donatelli: Anzitutto a me stessa, perché è il punto di arrivo di un’anima, la mia, che ha avuto sempre pochi riconoscimenti per il suo coraggio di esporsi con le sue idee e le sue verità, senza mezze misure. Un’anima spesso vissuta in solitudine, nella ricerca minuziosa dei propri spasmi e delle proprie luci nascoste col solo scopo di offrire agli uomini “il lampo puro della poesia” che, spesso, è “verità flash” che ci viene dal Cielo. La dedico anche a mio marito che da anni deve sopportare di vivere con un poeta, cosa non sempre facile, ve lo garantisco; inoltre ai miei figli ed ai miei nipoti a cui lascio i miei versi come testimonianza e come eredità.



    A.M.: Se potessi scegliere una città in cui vivere, in quale troveresti massima ispirazione?

    Ester Donatelli: Sono napoletana ed amo follemente la Campania. Negli ultimi tempi, ho preferito alle città la campagna perché sento profondamente che le mie radici sono nella terra e mi piace vivere secondo i suoi ritmi naturali e, per me, profondamente poetici. Non c’è nessun’altra città in cui vorrei svolgere la mia attività letteraria perché è nella mia, ora Salerno, che mi sento amata, che mi ritrovo, mi riconosco, poiché molti luoghi di essa trasudano la mia vita e così è per la città di Napoli, in cui ho trascorso la mia infanzia e la mia fanciullezza.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Ester Donatelli: L’ultimo libro letto è “La Grande Festa” di Dacia Maraini e ora sto leggendo “Roma Califfa” di Alberto Bevilacqua.
    Ho trascurato un po’ gli ultimi film da quando seguo molto i programmi culturali, scientifici, giudiziari, economici e sociali. Al cinema non vado quasi più.



    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Ester Donatelli: Mi sono trovata bene anzi molto bene e, non solo la consiglierei, ma la sto già consigliando. Tale casa editrice la trovo molto bene organizzata sia per quanto riguarda i contatti on-line sia per la serietà e la professionalità che ho potuto constatare nella realizzazione del mio libro di poesie: ben curato in tutte le sue parti, realizzato con materiale ottimo nonché seguito con amore e con cura da parte di Cristina Del Torchio, che ammiro come donna e come manager.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Ester Donatelli: Per il prossimo autunno-inverno vorrei pubblicare od un altro libro di poesie od una raccolta di racconti brevi: tutto è ancora in fase di progettazione poiché devo ancora provvedere alla presentazione del libro appena pubblicato e che penso si terrà presso la sede della Provincia di Salerno con la partecipazione, se sarà disponibile, di Silvia Denti, che lo ha curato con grande competenza e passione e recensito con intensa partecipazione emotiva, cogliendo appieno l’essenza della mia anima.


    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Ester Donatelli: Riporto un mio pensiero: “A volte mi sento un po’ fuori dal tempo con tutti questi sogni che mi girano dentro, ma senza, non riuscirei a vivere un solo istante e preferisco così, da sempre…

    Ho amato le stelle troppo profondamente per aver paura della notte.”(Galileo Galilei)

    La saluto con amorevolezza per avermi dato la possibilità di esprimere il mio pensiero in maniera semplice e spontanea. Grazie!

    A.M.: Grazie a te Ester per la professionalità e sincerità dimostrata!

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/30/intervista-di-alessia-mocci-ad-ester-donatelli-ed-al-suo-girare-intorno-al-vento-rupe-mutevole/

  • Intervista di Alessia Mocci a Valentina Cavera ed al suo La goccia e la civetta, Rupe Mutevole

    Sedevo al settimo piano di un edificio che dava sul Monte Rosa, sull’acqua e di rimpetto al cielo stellato. Le prime ispirazioni nascono proprio osservando la bellezza.”

    Una sensazione di estrema veridicità in queste parole di Valentina Cavera che racconta le sue prime esperienze nel mondo della scrittura: osservando la bellezza. “La goccia e la civetta”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica che indaga sull’amore verso l’essere umano. La prefazione di Franco Loi. La Cavera in questa racconta, con molto tatto e gusto, imprime nei suoi versi il suo sunto personale su ciò che ha compreso del mondo circostante.

    Valentina Cavera è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per voi. Buona lettura!

    A.M.: Chi è Valentina Cavera?

    Valentina Cavera: Da quando sono piccola scrivo poesie, pensieri, pagine di diario, racconti.
    Amante di viaggi e di letture, mi sono sempre spinta verso una ricerca interiore ed esteriore, frequentando in parallelo agli studi vari corsi che rendessero possibile questo approfondimento personale. Da sei anni riservo il mio tempo alla stesura di articoli di giornali e testi di critica.



    A.M.: Secondo te, che cosa significa oggi scrivere poesia?

    Valentina Cavera: Forse dedicarsi alla poesia oggi come oggi è demodé, ma in realtà stando
    fuori dalle mode l’inclinazione a scrivere in versi si veste di molteplici significati: entrare nelle profondità di se stessi, della società, di un cielo che protesta, di un paesaggio incantato… avvicinarsi all’animo che si muove dentro senza il timore di venirne inghiottiti…

    A.M.: Com’è nato “La goccia e la civetta?

    Valentina Cavera: Essendo un diario non pensato raccoglie una selezione di testi che scrivo
    da quando sono bambina; “La goccia e la civetta” è la promessa che mi feci allora, quando decisi di dare ascolto a quella voce che mi parlava da dentro come fosse il riflesso d’una realtà esterna, o vento che si posa. All’inizio erano solo parole che fuggivano via tra le ali di rondine poi sono diventati frasi su carta. La mia infanzia l’ho trascorsa in un luogo incantevole, sul
    Lago Maggiore. Sedevo al settimo piano di un edificio che dava sul Monte Rosa, sull’acqua e di rimpetto al cielo stellato. Le prime ispirazioni nascono proprio osservando la bellezza.

    A.M.: Quali sono le tematiche della tua raccolta poetica?

    Valentina Cavera: Si manifesta un gioco d’opposti. In quella goccia che ne segna il titolo ed
    è inoltre disegnata in copertina brilla l’essenza, un micro movimento, l’accenno, la leggerezza d’una lacrima, di una gocciola d’acqua, la fiamma di una candela, il bisbiglio come il bagliore, l’eternità di momento. La civetta invece rappresenta il cambiamento, la libertà, la fine.

    A.M.: C’è una poesia de “La goccia e la civetta” alla quale sei maggiormente legata?

    Valentina Cavera: La poesia che mi lega maggiormente a questa raccolta è “Zingarella”, perché in essa vive l’emozione di avventura che significa per me empatia, sofferenza,
    amore per l’esistenza in tutti i suoi elementi.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria editoriale?

    Valentina Cavera: Sicuramente a chi ha trascorso con me il tempo impiegato a realizzare questa raccolta ed a Franco Loi che mi è stato vicino nell’elaborazione finale del testo, regalandomi un suo pensiero sulla poesia che ricalca la prefazione. Lo dedico in particolare a mio padre che è scomparso pochi mesi fa.

    A.M.: Quali sono i generi letterari che preferisci?

    Valentina Cavera: Le raccolte poetiche, le biografie, i saggi, i romanzi. Mi diverto con Oscar
    Wilde e mi emoziono con Isabel Allende… leggo poeti contemporanei come la
    Merini, il Loi e poeti storici come Lorca o Prévert…

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Valentina Cavera: È stato sempre un rapporto armonico che abbiamo costruito a distanza. Ed
    anche se a distanza siamo riusciti a creare un testo ben fatto. Se mi chiedessero cosa penso della casa editrice risponderei in questi termini.

    A.M.: Hai novità per il 2012? Puoi anticiparci qualcosa?

    Valentina Cavera: Il 2012 lo dedico all’elaborazione di una raccolta di racconti.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Valentina Cavera: Come ha scritto Franco Loi per descrivere il titolo della sua raccolta di
    testi poetici Acquabella, forse quella goccia sulla mia copertina “potrebbe anche essere l’acqua della poesia che in fondo come attestano molti poeti, è acqua purificante”.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/26/intervista-di-alessia-mocci-a-valentina-cavera-ed-al-suo-la-goccia-e-la-civetta-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Stagioni Poetiche di Gabriele Fabiani 28 aprile 2012 Castiglione Cosentino

    Un tarlo,/ un picchio,/ la lancetta dei secondi,/ una cicala imperterrita,/ un tuffo nell’acqua gelida,/ il panico la prima guida errata,/ sanguisuga di vitalità,/ è la pazzia,/ è egoismo,/ è atroce,/ cervello cuore anima,/ occhi,/ è cattiva, malvagia,/ è la gelosia,/ è il non poter vivere/ senza cuore.” – “Gelosy”

    Il 28 aprile 2012, presso il Frantoio Dei Saperi a Castiglione Cosentino in provincia di Cosenza, avrà luogo la presentazione della raccolta “Stagioni Poetiche”, edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Trasfigurazioni”.

    “Stagioni Poetiche” è una raccolta che presenta quattro sillogi poetiche di quattro autori differenti: Gabriele Fabiani, Antonio de Lieto Vollaro, Cristina Parente e Lorenzo Traggiai. Per la presentazione sarà presente Gabriele Fabiani (1986, Cosenza) con la sua silloge “Polvere Poetica”.

    Interverranno alla serata il Sindaco di Castiglione Cosentino, il Presidente della Proloco Mariangela Sicilia, lo scrittore Rocco Giuseppe Greco. Sarà presente una lettrice che interverrà con la lettura di alcune liriche tratte da “Polvere Poetica”. Nel corso dell’evento sarà anche proiettato il booktrailer tratto dalla raccolta.

    “Polvere Poetica” sarà presentata anche il 26 maggio 2012 al Museo del Presente a Rende in provincia di Cosenza.

    Due domande all’autore Gabriele Fabiani:

    A.M.: Che cosa ti aspetti da questa presentazione?

    Gabriele Fabiani: Da questa presentazione mi aspetto che le persone siano stimolate ad avvicinarsi alla poetica della mia silloge ma anche a quella degli altri tre autori. Spero di riuscire a trascinarli nel favoloso mondo della poesia che spesso viene trattato con superficialità. Fondamentale per la poesia non tanto capirla, descriverla, spiegarla, ma riuscire a farsi toccare l’anima, toccare lo stesso livello emotivo che l’ha fatta nascere. Se siamo recettivi ed usciamo fuori dal nostro guscio, la poesia diventa pioggia che scorre sulla nostra pelle. Quindi mi aspetto solo di riuscire a condividere con chi sarà presente qualche istante di pura poesia.

    A.M.: Poesia e video. Perché hai realizzato un booktrailer e quanto credi sia utile per far conoscere ai più la tua raccolta poetica?

    Gabriele Fabiani: Ho realizzato un booktrailer della raccolta per proiettarlo alla presentazione, ma anche per divulgarlo online. Il video, con immagini e musica, riesce a trasmettere immediatamente delle sensazioni a chi lo sta guardando e quindi, in questo caso, avvicinarsi a scoprire cosa sia “Stagioni Poetiche”. Ho scelto delle musiche particolari, con melodie dolci che rievocano la dolcezza dei versi presenti nell’opera. A volte leggere un verso accompagnato da un’immagine di sottofondo e da una musica aiuta a scendere a stretto contatto con le parole che leggiamo, come un tramite che canalizza le emozioni che ciò che stiamo leggendo ci da in quel momento. Infine, c’è la passione per il video, mi piace cimentarmi in esperienze di videomaker e condividere il risultato finale.

    Per leggere una recensione su “Stagioni Poetiche”:

    http://oubliettemagazine.com/2012/03/23/stagioni-poetiche-di-antonio-de-lieto-vollaro-cristina-parente-lorenzo-traggiai-e-gabriele-fabiani/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/20/presentazione-de-stagioni-poetiche-di-gabriele-fabiani-28-aprile-2012-castiglione-cosentino/

  • Intervista di Alessia Mocci a Claudia Muscolino ed al suo Il drago e le nuvole, Rupe Mutevole

    Per quanto ho potuto costatare personalmente, il book trailer è uno strumento utile al fine della divulgazione di un’opera verso un pubblico più vasto, rispetto a coloro i quali acquistano libri regolarmente.

    Claudia Muscolino ha le idee ben chiare non solo sulla sua passione per la poesia ma anche sulle nuove strategie di mercato per pubblicizzare le opere. Come ben afferma nell’intervista, infatti, il booktrailer è un metodo nuovo ed innovativo per prendere l’attenzione dei lettori affamati di libri.

    Il drago e le nuvole”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è la prima pubblicazione di Claudia Muscolino. Una raccolta poetica nella quale c’è tutta la sua vita, le esperienze vissute, la memoria ed i sogni.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Claudia Muscolino: La mia passione per la scrittura è nata nell’infanzia. Ho sempre amato scrivere, trasferire, solo per me, i miei sogni, le mie passioni, quello che mi passava per la testa, su carta. Mi sono cimentata con la poesia molto presto: è stata subito passione e, come tale, è stata spasmodicamente coltivata negli anni. L’impulso di far leggere qualcosa di mio l’ho ricevuto un paio di anni fa, in occasione di un concorso letterario in occasione della Festa della Donna: così è nata “ Mimosa”. Dopo, ho cominciato a mettere i miei componimenti su FB, dove mi ha “scoperta” Silvia Denti. Quest’anno mi sono classificata seconda ad un altro concorso letterario, sempre nato su FB.


    A.M.:
    È la tua prima pubblicazione?

    Claudia Muscolino: Sì, è la mia prima pubblicazione. È stata una grande emozione ricevere le copie del libro e vedere le mie parole fatte “materia”.

    A.M.: Quali sono le tematiche principali de “Il drago e le nuvole”?

    Claudia Muscolino: Le tematiche principali sono le mie esperienze, i miei ricordi, i sogni, l’amore ed il dolore. Ma c’è anche spazio per il gioco, l’eros e la speranza.

    A.M.: Qual pensi sia il target di lettori che potranno apprezzare “Il drago e le nuvole”?

    Claudia Muscolino: In tutta sincerità, non sono in grado di definire un “target” di lettori: per quella che è la mia breve esperienza, le mie poesie possono essere lette da tutti.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Claudia Muscolino: Ho l’abitudine di leggere più libri contemporaneamente. Gli ultimissimi sono stati “Perché essere felice quando puoi essere normale?” di Jeanette Winterson, “Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb e “Buio d’amore” di Marco Vichi. L’ultimo film visto è stato il bellissimo “The Artist”: mi ha divertita e commossa allo stesso tempo.

    A.M.: Che cosa ne pensi del book trailer?

    Claudia Muscolino: Per quanto ho potuto costatare personalmente, il book trailer è uno strumento utile al fine della divulgazione di un’opera verso un pubblico più vasto, rispetto a coloro i quali acquistano libri regolarmente. Viene sfruttato il metodo del trailer cinematografico e potrebbe risultare una carta vincente per allargare la schiera dei lettori. Ovviamente non deve avere lo scopo di sostituire un libro vero e proprio. Mi auguro che anche Rupe Mutevole possa utilizzare questo sistema “pubblicitario” molto presto.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Claudia Muscolino: Ho conosciuto Rupe Mutevole tramite Silvia Denti. Ho apprezzato la sensibilità che lei ha dimostrato nel leggere le mie poesie, così come la disponibilità ed il senso di accoglienza che ho sentito da parte di tutti. La consiglierei vivamente!

    A.M.: Hai delle presentazioni de “Il drago e le nuvole”? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Claudia Muscolino: Farò presentazioni a Firenze, la mia città, e darò, quanto prima, notizia delle date di tali eventi. Conto sulla partecipazione di Silvia Denti, che mi presenterà molto volentieri!

    A.M.: Salutaci con una citazione …

    Claudia Muscolino: Vi lascio con due citazioni alle quali sono molto affezionata: la prima è della poetessa del Bahrain, Hamda Khamis che, nella sua Estasi d’Amore, ci ricorda che “Ogni corpo è un essere vivente. / Ogni poesia è femmina!“. La seconda invece, è di Marguerite Duras e dice: “C’è una follia dello scrivere che si ha dentro, una furiosa inquietudine, ma non è per questo che si è pazzi. Anzi.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/18/intervista-di-alessia-mocci-a-claudia-muscolino-ed-al-suo-il-drago-e-le-nuvole-rupe-mutevole/

  • Presentazione de Il demonio di Sant’Andrea di Gaetano Allegra, 20 aprile 2012, Varese

    Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 18:00 presso La Feltrinelli di Varese avrà luogo la presentazione di un romanzo storico ambientato nell’Italia di 150 anni fa, curata da Giuseppe Musolino. L’autore, Gaetano Allegra(1979, Milano), sarà presente all’incontro.

    Il demonio di Sant’Andrea”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di confine”, ha la particolarità di esser un romanzo storico estremamente attuale. La prefazione è a cura di Rita Borsellino.

    Una vicenda che si muove nello sfondo di storie risorgimentali per le quali i libri di storia non hanno esposto esattamente l’andamento.

    Un rapporto conflittuale che vede il Nord ed il Sud contrapporsi, una giostra sanguinosa piena di incomprensioni e voltafaccia che hanno scavato un solco profondo che notiamo ancora oggi, e di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. Rapporti conflittuali ma non solo, infatti “Il Demonio di Sant’Andrea” è anche una favola poetica ricca di excursus che faranno emozionare i lettori. Un giovane contadino che sogna di cambiare la Storia sfidando l’invincibile Esercito Savoia costruendo una città dal nulla. Un contadino acclamato dall’interno popolo che lo denomina Demonio di Sant’Andrea.

    Ed “Il demonio di Sant’Andrea” offre uno spaccato fortemente realistico delle cronache dell’Unità d’Italia, ogni vicenda riportata hanno fonti accreditate (testate giornalistiche dell’epoca come il quotidiano francese “La Patrie” e diari di personaggi chiave dell’epoca come José Borjes, generale spagnolo). Non uno scritto del genere documentaristico ma un romanzo che lascia al lettore la suspense di pagine ricche di azione e di rappresentazioni belliche esposte nei minimi particolari.

    Indirizzo presentazione:

    Venerdì 20 aprile, ore 18.00, La Feltrinelli di Varese – Corso Moro, 3

    Trama libro:

    Totore Iodice è un giovanissimo contadino di un piccolo paese alle falde del monte Vulture. La sua adolescenza scorre a galleggio fra il contesto di crassa ignoranza in cui è nato e la sua ostinata curiosità nei confronti di tutto ciò che ha a che fare coi libri e la cultura. Quando al villaggio arriva un nuovo parroco siciliano – grasso e sfrontato – il piccolo Totore riesce a trovare il modo per ricattarlo affinché il prete gli insegni a leggere e scrivere.

    Presto il destino prenderà il sopravvento, trasformando prematuramente il giovane contadino sognante in un uomo avvezzo suo malgrado alle ingiustizie di una realtà – quella contadina – cruda e spietata. Le angherie di una lunga carcerazione, l’assassinio del padre e la deportazione dell’amato zio muteranno il nobile animo di Totore in un calderone ricolmo di odio e voglia di rivalsa. Fuggito dal carcere di Melfi, vendica la morte del padre con una serie di efferati delitti che lo renderanno noto al popolo col terribile soprannome di “Demonio di Sant’Andrea”. Quindi si unisce alla banda del brigante ex-garibaldino Carmine Crocco e insieme a lui marcia per la liberazione della Basilicata dalle truppe sabaude.

    I suoi sogni e i suoi ideali di fratellanza, però, sono più forti di tutto e lo costringono ad abbandonare le feroci orde di Crocco e a rintanarsi nel cuore del monte Vulture, dove assieme ad altri briganti costruisce un fortino che presto diventerà una vera e propria città. Attratti da quell’ideale, centinaia di popolani si uniscono alla sua causa, combattendo battaglie memorabili contro i soldati di Cialdini e sempre riuscendo a vincere grazie agli incredibili stratagemmi di Totore e al supporto del celebre Avvocato dei Briganti, Giuseppe Maria Tardio.

    La città costruita nel nulla comincia a far parlare di sé. Borboni, messi papali e spie di ogni genere cercano di penetrarvi, ma l’obiettivo di Totore non è quello di scontrarsi con i Piemontesi, bensì quello di liberare la propria terra e dimostrare alle diplomazie europee di poter riuscire a governarla anche meglio del Borbone.

    L’epilogo della vicenda è affidato alle parole dell’amico prete, che racconterà nel proprio testamento l’ultima epica battaglia, sotto le mura di Potenza, del Demonio di Sant’Andrea.

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/16/presentazione-de-il-demonio-di-santandrea-di-gaetano-allegra-20-aprile-2012-varese/

  • Presentazione de Dolcedura di Diana Cesaroni, 3 maggio 2012, Bologna

    Il 3 maggio 2012 la Biblioteca Corticella, in via Gorki 14, a Bologna accoglierà la prima presentazione di una raccolta poetica intitolata “Dolcedura” dell’autrice Diana Cesaroni.

    Dolcedura”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una silloge dal tono inquieto, elegante e forte nel medesimo tempo con tematiche quali la vita, la morte, il disagio, la voglia di combattere ed andare avanti, l’amore, insomma, l’esistenza in molti suoi aspetti.

    La presentazione inizierà alle ore 21:00. Laura Grossi interverrà nella serata come lettrice delle poesie con l’accompagnamento musicale delle note della chitarra di Andrea Testa.

    L’autrice il 12 aprile 2012 sarà impegnata in un reading letterario a Cà de Mandorli (vicino a Bologna), nel corso della serata ci sarà la letture di alcune poesie da parte di Diana Cesaroni.

    “Senza senso”

    Strappare il verso dalla carne/ a brandelli/ senza pensare a rima a metrica/ a metafore da ribalta/ Non volere per forza stupire/ sbalordire con assonanze/ od ossimori/ spaccando gli schemi/ già noti/ Assorbire anidride carbonica/ e rigettare un ossigeno/ asmatico/ Diventare ampolla d’ogni pensiero/ di morte feroce/ o incandescente di vita./ Lasciare a terra/ un’affannata fusione di fame/ erba stopposa e sangue/ Lanciare più in alto dei cieli/ tra dei fetenti/ la tua impotenza a capire davvero/ alcunché./ Essere noiosi ripetitori/ di un nulla senza senso/ ma riportarlo stupefatto/ sconcertandoci da soli.

    Alcune domande all’autrice.

    A.M.: Che cosa ti aspetti dalla serata del 3 maggio 2012?

    Diana Cesaroni: Mi aspetto di poter condividere quello che ho scritto e avere uno scambio diretto con il pubblico presente, in modo da avere un ritorno immediato e capire cosa viene percepito da chi ascolta o legge le mie poesie.

    A.M.: Qual è il target di lettori che si interessano al tuo libro?

    Diana Cesaroni: Per quanto riguarda la quarta domanda: dato che, da quando il libro è pubblicato, ricevo molti messaggi da parte delle persone che lo hanno letto, credo che il mio libro interessi a diverse tipologie di persone. In particolare interessa a chi ha avuto un’esperienza simile alla mia, dovendo affrontare una malattia potenzialmente mortale, magari non direttamente ma anche attraverso un proprio familiare o una persona cara. Ma, dato che le mie poesie non riguardano esclusivamente la mia malattia, ho avuto apprezzamenti positivi da chiunque si voglia confrontare con temi che io trovo attuali in ogni momento: la vita, la morte, il disagio, la voglia di combattere ed andare avanti, l’amore, insomma, l’esistenza in molti suoi aspetti. Ho avuto commenti positivi soprattutto da parte di ragazzi giovani e di donne, di qualunque età.

    A.M.: C’è una poesia fra tutte alla quale sei molto legata?

    Diana Cesaroni: Sì, c’è una poesia a cui sono molto legata, è un legame per così dire affettivo. La poesia è “Meningioma”, la prima che ho scritto quando sono uscita dal lungo ricovero in ospedale, a causa delle due craniotomie che ho dovuto affrontare a distanza di soli 5 giorni una dall’altra. Credo che sia uno scritto che rappresenta l’inizio di un lungo percorso di lotta, che mi ha portato a superare qualcosa che, dal punto di vista medico, non sembrava affrontabile. “Meningioma” rappresenta la capacità di elaborare il proprio male con la mente e di saper vivere attraversando e non evitando anche il rapporto con la morte.

    Per leggere un’intervista all’autrice a propos de “Dolcedura”:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/02/intervista-di-alessia-mocci-a-diana-cesaroni-ed-al-suo-dolcedura-rupe-mutevole-edizioni/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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    http://oubliettemagazine.com/2012/04/11/presentazione-de-dolcedura-di-diana-cesaroni-3-maggio-2012-bologna/

  • Intervista di Alessia Mocci a Rosine Irénée Nobin ed al suo Parole dell’altro Orizzonte, Rupe Mutevole

    La strada fila via lenta/ fiancheggiando manieri/ e vasti campi.// Silenziosa passeggera/ di questo laminato cubico/ osservo scorrere/ muti paesaggi.// Il verde pascolo/ sembra un letto disteso./ Impalpabile,/ soffia un vento leggero:/ il suo pettine invisibile/ carezza la lunga/ ondeggiante chioma,/ sotto la luce del cielo/ screziato di brume.// Nei miei occhi si riflettono/ delicate ombre color pastello/ di verdi smeraldi.” – “Impressione”

    Rosine Irénéé Nobin scrive da ben 40 anni e solo nel 2011 ha deciso di pubblicare una sua raccolta poetica intitolata “Parole dell’altro Orizzonte”, edita dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”. Ciò che colpisce subito è la padronanza delle diverse lingue all’interno della raccolta, infatti, “Parole dell’altro Orizzonte” presenta le liriche in lingua italiana, in lingua francese ed in lingua creola. La prefazione è a cura di Gualtiero De Santi e le immagini presenti sono di Vincenzo Eulisse.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Da quanto tempo ti dedichi alla scrittura?

    Rosine Irénéé Nobin: Da più di quarant’ anni.

    A.M.: Come nasce l’idea di scrivere “Parole dell’altro Orizzonte”?

    Rosine Irénéé Nobin: In seguito ai riconoscimenti ufficiali ottenuti, la pubblicazione mi è sembrava doverosa non soltanto per condividere le mie liriche con un pubblico più ampio ma sicuramente, nel desiderio di testimoniare la mia piena integrazione nelle carte di un mondo plurale.


    A.M.:
    Perché scrivere in tre idiomi linguistici?

    Rosine Irénéé Nobin: Parlo, mangio, canto sogno e scrivo con queste tre lingue, perché bisogna nutrirsi per sopravvivere ovunque … loro fanno parte di me, nonostante, che il francese ed il creolo siano strettamente legate alle mie radice d’origine, debbo dire che tutte le mie poesie nascono in italiano, elemento primario che unito alle altre due è e diventa indissociabile.

    A.M.: Quali sono le tematiche predominanti della raccolta poetica?

    Rosine Irénéé Nobin: Scrivere poesie è raccontare la vita … anzi, la poesia è vita. Ho voluto con questa raccolta evidenziare l’immaginario di un passato schiavista vissuto dai miei avi, la nostalgia della terra lontana, la rabbia, l’ozio, la felicità i sogni, i desiderio, in una parola: identità creola.

    A.M.: All’interno della raccolta c’è una poesia che ti è cara più delle altre?

    Rosine Irénéé Nobin: Sì due “Il Lontano Orizzonte” e “Haiti Dolore”, la prima perché vivendo a Recanati, ho voluto verificare quale poteva essere la mia visione del “L’Infinito” di Giacomo Leopardi vista dalla sua siepe ed iniziando cosi il mio nostalgico viaggio verso il paese natio la Guadalupe. L’altra in ricordo di un comandante della marina Americana, al quale quando chiesi di dove fosse, mi disse queste esatte parole “Vengo da un paese dove anche i cani si nascondono per morire”…appunto Haiti.

    A.M.: Oltre alla poesia hai qualche altra passione?

    Rosine Irénéé Nobin: Certo, sono una mamma e adoro cucinare, cucire, viaggiare, organizzare eventi per i miei amici e non per ultimo, la mia nuova passione riguarda il Teatro Sociale dove con uno staff di normodotati e di ragazzi diversamente abili sto imparando tante cose meravigliose.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Rosine Irénéé Nobin: Questo è il mio primo libro, quindi il nostro primo camino insieme, si vedrà dunque strada facendo … poi, il nome Rupe Mutevole, mi fa pensare ad’uno scoglio instabile che nel stesso tempo da un senso di sicurezza ed insicurezza come d’altronde sono fatti i poeti. Ne approfitto per ringraziare la casa editrice per la gentilezza, la pazienza e la disponibilità concessa durante tutta la lavorazione del libro. Sicuramente la consiglierei.

    A.M.: Curiosità: l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film che hai visto?

    Rosine Irénéé Nobin : “Un chemin dans le monde“ di V.S . Naipaul, l’ultimo film “ Clash of the Titans” di Martin Laing.

    A.M.: In programma hai delle presentazioni di “Parole dell’altro Orizzonte”, ci vuoi anticipare qualcosa?

    Rosine Irénéé Nobin: Le date non sono ancora tutte confermate tranne una che sarà organizzata da l’associazione “l’Alchimia d’Arte” dalla quale faccio parte fino giugno a San Benedetto del Tronto, sono previste una presentazione a Parigi, una in Guadalupe ed altre tra Urbino, Forlì, Fermignano, Recanati ed ovviamente a Parma con la casa editrice Rupe Mutevole.

    A.M.: Salutaci con una citazione …

    Rosine Irénéé Nobin: Sono fiore di campo ed emozione, sono sole e vento, pioggia rugiade, terra e fuoco… parole di stelle, semplicemente sono poesia.

    Notizie su Rupe Mutevole:

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/07/intervista-di-alessia-mocci-a-rosine-irenee-nobin-ed-al-suo-parole-dellaltro-orizzonte-rupe-mutevole/