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  • Intervista di Alessia Mocci a Miriam Sorbo ed al suo L’Alba dei Vincenti, Rupe Mutevole Edizioni

    L’Alba dei Vincenti”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe”, è una raccolta di poesie, biografie poetiche e fotografie della giovanissima Miriam Sorbo. Giovanissima in quanto l’autrice ha appena 13 anni ma ha già le idee molto chiare sul suo futuro, infatti, vuole studiare per divenire un giudice minorile per aiutare i ragazzi che hanno avuto una vita non semplice. Ottimi presupposti!

    Ma “L’Alba dei Vincenti” non è la prima pubblicazione di Miriam, infatti, inizia la sua carriera a soli 11 anni con alcune pubblicazioni di poesie in un giornale di Caserta e nel 2010 partecipa ad una raccolta di poesie edita dalla stessa casa editrice.

    Il versificare di Miriam è molto maturo e le tematiche affrontate sono di interesse sociale ed etico. Miriam è un’eccezione per gli adolescenti della sua età.

    Vi lascio alle parole dell’autrice per capire bene quanto ci sia da sbalordirsi per questa giovanissima che utilizza l’amore per la vita per vincere. Buona lettura!

    A.M.: Avere 13 anni ed una comprensione così profonda del mondo. Come la vivi?

    Miriam Sorbo: La mia vita la vivo con semplicità e altruismo non perdendo mai i solidi
    ideali che i miei capostipiti hanno seguito prima di me e successivamente trasmessi. La realtà la elaboro, a differenza dei miei coetanei, proiettandola verso il futuro in modo: sereno, diretto e amando il prossimo come me stessa.

    A.M.: Ed i tuoi amici, i tuoi coetanei, come vivono questa tua “diversità”?

    Miriam Sorbo: I miei amici mi trattano in modo normale senza discriminarmi o deridermi .

    A.M.: Sei soddisfatta de “L’Alba dei Vincenti” o vorresti cambiare qualcosa della pubblicazione?

    Miriam Sorbo: “L’Alba dei Vincenti” è la mia perla perché in questa raccolta di poesie,
    biografie e fotografie, ci sono tutte le forme di vita: il tradimento, l’amore, l’amicizia, l’ideale politico, l’omosessualità, la depressione mentale, la violenza, l’amore per la propria terra d’origine. Sono i miei amici, i vostri amici, i nostri amici persone che ci circondano tutti i giorni insegnandoci che nella vita non bisogna mai arrendersi. Ogni avversità va affrontata come un nemico spietato, colpendolo nel suo punto debole “l’amore”. Bisogna amare sia il bene che il male soltanto così riusciremo a uscirne vincenti. Questo è il motivo che
    non mi fa mutare niente della mia raccolta .

    A.M.: C’è nella raccolta poetica una lirica che preferisci fra tutte?

    Miriam Sorbo: La lirica che preferisco è “Figli”. Essa raffigura la guerra in tutta la sua brutalità.

    A.M.: La poesia non è la tua unica passione. Ci racconti qualcosa di te?

    Miriam Sorbo: Le mie passioni (oltre la poesia) sono: musica, fotografia, nuoto, tira
    a segno e cavalcare. Nella mia infanzia ho subito un distacco che mi ha segnato
    profondamente; di recente ho perso la mia bussola,ossia mio nonno. Queste perdite affettive mi hanno reso fragile ma nel contempo mi hanno reso più forte perché la vita è una continua lotta se ne perdi una di battaglia hai perso la vita, amo esistere e quindi non mi abbatto. Sarò un futuro giudice dei minori per aiutare ragazzi meno fortunati di me.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

    Miriam Sorbo: L’ultimo libro che ho letto s’intitola: “Qualcuno con cui correre” di David
    Grossman, non racconto la trama per farvi godere il beneficio del dubbio di un’interessante lettura.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole?

    Miriam Sorbo: Con la casa editrice di Rupe Mutevole mi trovo benissimo grazie a Cristina
    Del Torchio che è stata sempre disponibile, una vera signora, nobile d’animo.

    A.M.: Hai qualche altra novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

    Miriam Sorbo: La mia aspettativa per il 2011 è quella di riposarmi .

    Si riscontra nelle parole della piccola Miriam una sincerità sconcertante, una sincerità fanciullesca. Miriam vuole parlare con le persone attraverso i suoi versi ed attraverso le discipline che pratica. Un grande ringraziamento per la sua forza d’animo, si ha molto da imparare da questa giovane promessa.

    Vi lascio un link di una recensione di “L’Alba dei Vincenti”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/04/28/l%E2%80%99alba-dei-vincenti-di-miriam-sorbo-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Presentazione di La tara dell’Atman di Siddharta-Asia Lomartire, Rupe Mutevole Edizioni, Lecce, 6 maggio 2011

    Venerdì 6 maggio 2011 presso le Officine Culturali Ergot di P.tta Falconieri a Lecce ci sarà la presentazione de “La tara dell’Atman”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La quiete e l’inquietudine”. Sarà presente l’autrice Siddharta-Asia Lomartire.

    La presentazione della raccolta di poesie inizierà alle 21:00 in punto e la professoressa Carmen De Stasio sarà presente per coordinare l’evento. La stessa ha curato la prefazione della silloge poetica sottolineando la bellezza dei versi e l’innata predisposizione all’arte della giovane poetessa di Fragagnano, in provincia di Taranto.

    Raccolta di 49 liriche che investe un versificare libero da strutture metriche precostituite ed attento ad una punteggiatura che sottolinea “la sensazione” di Siddharta-Asia Lomartire. “La Tara dell’Atman” in questo modo riesce a stabilire un energico contatto tra autore e fruitore, un contatto che evapora all’interno del corpo per divenire pensiero in presentia.

    Un titolo particolare che ha avuto e continua ad avere un notevole riscontro da parte del pubblico e dalla critica. In sanscrito, “Atman”, è una parola che indica il vero sé dell’essere umano, una sorta di spirito assoluto, non è semplice per l’individuo associarsi a questa consapevolezza e generalmente l’individuo si identifica con il proprio corpo, con la mente, con i sentimenti e le emozioni. Alla base del dolore c’è l’ignoranza di sé e quindi l’“avidya”.

    Il versificare di Siddharta-Asia Lomartire – utilizza uno pseudonimo appunto per sottolineare i due poli contrapposti della sua poesia: la luce (Siddharta) ed il buio (Asia) – è incentrato su uno stile asciutto al punto che le sue opere non sono praticamente mai riviste e corrette, rappresentando l’immediatezza dell’animo e del suo essere.

    Cosa siamo se non frammenti,/ figli scritti e stropicciati,/ rami che accarezzano la luna,/ quando essa sembra essere vicina./ Cosa siamo se non crisalidi/ in attesa del grande volo./ Un predatore che attende/ il giusto momento per/ condannare la sua preda,/ cosa siamo se non anime irrequiete,/ piccoli rivoluzionari,/ cosa saremo se rivoluzionassimo/ noi stessi?” – “Cosa siamo…” –

    Vi invitiamo dunque alla presentazione de “La tara dell’Atman”, ingresso gratuito il 6 maggio 2011 presso le Officine Culturali Ergot di P.tta Falconieri a Lecce alle ore 21:00. Non mancate e condividete l’evento!!!

    Link ad un’intervista rilasciata da Siddharta-Asia Lomartire:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/30/intervista-di-alessia-mocci-a-siddharta-asia-lomartire-ed-al-suo-%E2%80%9Cla-tara-dell%E2%80%99atman%E2%80%9D/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Info: [email protected]

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Resoconto della presentazione di L’Orologio Parallelo, di Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini, Ostia Antica

    Si è svolta sabato 16 aprile 2011 alle 17:30 nel borgo medioevale di Ostia Antica, presso il Salone Riario in Piazza della Rocca 13, la prima presentazione di un’interessante novità editoriale di aprile. “L’Orologio Parallelo” nasce con una sfida lanciata da Gianni Maritati(1962), scrittore e giornalista del Tg1, ad alcuni scrittori che si sono cimentati nell’organizzare degli schizzi di soggetto del giornalista per crearne dei racconti.

    Gli autori che sono riusciti in questo esperimento di creazione ed interazione artistica sono Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini. “L’Orologio Parallelo”, edito dalla casa editrice Linee Infinite Edizioni, consta della prefazione dello scrittore e giornalista Vincenzo Mollica(1953) e dei tre racconti: “L’angelo di cioccolata” di Michele Gentile, “La città sul volante” di Monica Baldacchino ed “Il pianista maledetto” di Cinzia Baldini.

    La presentazione è stata un vero successo. Presenti all’evento uno svariato numero di giornalisti tra i quali Salvatore Spoto, scrittore e giornalista, che si ringrazia per l’intervento costruttivo ed entusiasmante sul libro. Presenti le maggiori autorità politiche del territorio e il TG3. L’evento è stato promosso nel DO-RE-CIAK-GULP delle 13:30 nel quale Vincenzo Mollica ha comunicato della presentazione.

    Gli spettatori, dopo la presentazione, hanno praticamente preso in ostaggio gli autori per avere maggiori notizie sul libro e per la propria copia autografata.

    Tre sono stati gli attori che si sono dati il cambio per la recitazioni di brani scelti dal libro e che hanno mostrato una professionalità altissima: Luisa Iacurti, Alessandro Ostili ed Eleonora Gnazi.

    Due domande a Michele Gentile:

    A.M.: La presentazione de “L’orologio parallelo” è stato un successone. Hai in
    vista altre presentazioni in altre città?

    Michele Gentile: La casa editrice sta varando un calendario di presentazioni fuori Roma, ma ,
    per adesso è tutto molto nebuloso, di certo c’ è che la prossima presentazione si terrà nuovamente ad Ostia, il 28-29 maggio all’interno della Festa del Libro e della Lettura di Ostia, la creatura di Gianni Maritati.

    A.M.: C’è qualche aneddoto della serata che vuoi condividere con noi?

    Michele Gentile: Sì certo svariati ma voglio condividere con i lettori l’entusiasmo del pubblico alla fine della presentazione. Io, Monica e Cinzia abbiamo firmato decine di autografi (e chi se lo aspettava!!!!) soprattutto a ragazzi e ragazze giovani che ci chiedevano consigli ed aiuti per essere indirizzati sulla strada della scrittura. Incredibile, davvero incredibile!

    Notizie sugli autori:

    Michele Gentile, autore della raccolta poetica “Sassi nel fiume” e dei romanzi “I respiri del mare” e “I graffi del buio” (con Monica Baldacchino); Cinzia Baldini, autrice dei romanzi “Semplicemente Donna, Orichalcum” ed “Il veleno di Circe”; Monica Baldacchino, autrice di monologhi teatrali e del romanzo “I graffi del buio”.

    Vi lascio alcuni link utili per maggiori info sulla presentazione di “Orologio Parallelo” ed il sito della casa editrice:

    http://www.facebook.com/pages/LOrologio-Parallelo/179633738749935?ref=ts
    http://www.facebook.com/event.php?eid=119656574775559

    http://oubliettemagazine.com/2011/04/04/presentazione-di-orologio-parallelo-di-michele-gentile-monica-baldacchino-e-cinzia-baldini-ostia-antica-16-aprile-2011/

    www.lineeinfinite.net

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Michele Gentile

  • Resoconto delle presentazioni dinamiche di Donne senza fede e Parole di fuoco di Daniela Montanari, Bologna

    Il 20 aprile 2011 allo Spazio Eureka, presso Ipercoop Centrolame, a Bologna si sono svolte in un’unica serata ben due presentazioni letterarie. L’evento è iniziato alle 18:00 ed ha visto l’autrice Daniela Montanari alle prese con le sue presentazioni “dinamiche”, termine coniato dall’autrice stessa per descrivere la sua performance, in quanto non si tratta delle presentazioni classiche con il presentatore e giornalisti ma l’autrice stessa si pone nei confronti del pubblico come fautrice di futuribili domande con l’inserimento di una regia scritta ed interpretata dalla stessa.

    I libri presentati sono “Donne senza fede”, raccolta di racconti edita nel settembre 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, e “Parole di fuoco”, silloge poetica edita nello stesso mese e dalla stessa casa editrice, una doppietta che l’autrice ripropone anche al pubblico.

    La doppia presentazione è iniziata alle 18:00 con un pubblico che ha accolto l’autrice con entusiasmo e curiosità.

    Per conoscere meglio l’evento vi lascio alla testimonianza diretta dell’autrice.

    A.M.: Perché la scelta di presentare ben due libri nella stessa serata?

    Daniela Montanari: L’idea della presentazione è nata dal fatto che ho mandato in giro a tutte le biblioteche/librerie di Bologna e provincia una mia lettera di presentazione in cui chiedo di poter presentare i libri. E le librerie Coop, tra le altre, mi hanno offerto l’opportunità di usufruire dei loro spazi. Le scelte di presentare due libri nella stessa serata sono diverse: “Donne senza fede” (dove la fede naturalmente è una provocazione tra la fede del proprio credo e la fede come anello) è una raccolta di quattro racconti e, diciamo, si può vendere/promuovere/ presentare anche da solo. Mentre “Parole di fuoco” è una raccolta di poesie, e qui casca l’asino. Le poesie sono ostiche da proporre, molti se ne spaventano al solo sentirne parlare, e quindi improntare una presentazione solo sul libro di poesie mi farebbe pensare ad una cerchia molto ristretta di persone da coinvolgere/invitare. Quindi, fortunatamente essendo stati editati nello stesso momento, li propongo come libri-gemelli. Ossia le poesie contenute in Parole di Fuoco le possono aver scritte le donne di cui narro in “Donne senza fede”.

    A.M.: Hai già in programma altre dati per le tue presentazioni:

    Daniela Montanari: Certo, a breve ci saranno altre mie presentazioni. Le più vicine sono:
    – altra presentazione performante il giorno è il 13 maggio, di cui uscirà la locandina tra i miei eventi la prossima settimana, per una serata “A cena con l’autore” [l’asparago lo devi cogliere quando c’è, come lei, la poesia. Vieni ad assaggiare asparagi e parole, questo è il loro tempo, ci sono soltanto ora…..] – 21 maggio presso il castello Manservisi di Castelluccio (Porretta Terme), tra i miei eventi c’è la locandina. Presenterò, sempre con performance, “Donne senza fede” in quanto uno dei racconti è ambientato proprio a Castelluccio, tra i monti della Val Carlina e della Valle del Reno. Tra radure e cime, tra cicale e caprette. Ci sarà un buffet a seguire.

    A.M.: Sei soddisfatta della risposta del pubblico per queste due presentazioni?

    Daniela Montanari: Il pubblico è stato molto caloroso, alcune persone si sono commosse e vedere i loro occhi umidi della risonanza delle emozioni mi riempie e mi appaga sempre.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole?

    Daniela Montanari: Con Rupe Mutevole mi trovo bene. Non ho avuto molti scambi interpersonali in quanto l’iniziale trattativa è stata fatta tramite una conoscenza comune (tra me e loro) e quindi mi sono trovata già con la proposta di contratto fatta. Ogni volta che ho avuto bisogno di ristampe sono sempre stati puntuali e precisi, ed alle mie domande che possono essersi susseguite nei mesi dallo scorso maggio ad oggi, sono seguite sempre risposte esaurienti e tempestive.

    L’invito dunque è per tutti i lettori alle date del 13 e del 21 maggio per le prossime presentazioni con performance dell’autrice Daniela Montanari.

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Booktrailer Poetica Coazione di Federico Li Calzi

    La poesia è l’arte che maggiormente materializza con una sola parola un’intera vita trascorsa ad immaginare. Per sua definizione la poesia trasmette immagini al lettore. Come poteva quindi la poesia non apprezzare l’incontro con il video e, con la possibilità di mostrare una visuale per poi contorcersi nuovamente a se stessa con la sua complessità di animo?

    Il booktrailer è così un invito a fare conoscere il libro, la carta stampata e non, come un vantaggio visivo e con un punto di vista da prendere in considerazione. Un punto di vista da approvare, da contraddire, da condividere, da confutare.

    Il booktrailer della raccolta di poesie “Poetica Coazione”, edita nel 2009 dalla casa editrice Tra@art e scritta da Federico Li Calzi, è un ottimo esempio di “punto di vista”. Saranno poi i fruitori ad approfondire appena poco più di un minuto di immagini e parole, frasi che riportano alla riflessione non solo sul libro presentato ma sulla poesia in toto.

    “Cosa accade quando la poesia incarna il ritmo dei ricordi…

    …e quando i ricordi sono legati a dei luoghi?

    Un messaggio lasciato in questi luoghi…

    …che diventano luci e colori.

    Dal creatore di suoni nelle parole, Federico Li Calzi…

    …una storia senza tempo e di sentimenti universali.”

    Ricordi e luoghi senza tempo che si accavallano senza la possibilità di allineamento statico. Le parole compaiono nello schermo mentre una giovane donna cammina sfiorando con i suoi piedi nudi la sabbia, dietro una vastità d’acqua. Non è importante chi sia questa figura, il suo movimento ondeggiante ricorda il trascorrer del tempo ed il passaggio delle correnti stilistiche.

    “Poetica Coazione” è una sorpresa invitante per il lettore. La musicalità delle parole delle liriche presenti nella raccolta sbalordisce per la sua naturalità e per l’estrema forza espressiva e visiva. Sentimenti che ricordano un foulard bordeaux che slegatosi dal collo di una bella donna vola via per la strada, in uno scandaglio di movenze corredate di fascino e stile. Ogni verso, in questo modo, è come uno spostamento che costruisce la lirica con il suo andamento fluido e circolare.

    È possibile veder il booktrailer di “Poetica Coazione” sul sito youtube:

    http://www.youtube.com/watch?v=FJdIOd5YKys

    Il booktrailer è stato realizzato dalla Faster Keaton Produzioni ([email protected]) che ha realizzato per lo stesso autore anche una poetrytrailer (video poesia) “Narcotici i tuoi occhi” (http://www.youtube.com/watch?v=a450Oua9hmo&feature=related).

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

  • Resoconto dell’inaugurazione della mostra d’arte e poesia “Sul filo dell’amicizia”, Felina – Reggio Emilia, sino al 27 maggio

    È stata inaugurata il 16 aprile 2011 la mostra artistica d’arte e poesia “Sul filo dell’amicizia” presso “Pane & Cioccolato” a Felina in provincia di Reggio Emilia. La mostra racchiude al suo interno gli interventi artistici di Erica Angelini e Tilde Costetti, rispettivamente per poesia e pittura.

    “Sul filo dell’amicizia” è nato dal rapporto che lega le due protagoniste della mostra con Strabba, proprietario del locale che ospita le opere ed, in primis, conoscitore e divulgatore d’arte.

    Erica Angelini ha presentato “Dall’anima alle parole”, una raccolta poetica edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”. Corredava la presentazione del libro “Dall’anima alle parole” la lettura di alcuni testi tratti da parte della giornalista Giuliana Sciaboni.

    Tilde Costetti presentava invece dodici pitture, alcune composte ad hoc per la mostra, altre prevalentemente dipinte con tecnica ad olio, acrilico e mista. Le dodici opere di Tilde sono state esaminate e descritte dal critico d’arte Franco Canova.

    È stata notevole la partecipazione e l’interesse del pubblico che ha occupato il sabato pomeriggio nel locale “Pane & Cioccolato”. Le due artiste con molta emozione hanno presentato i loro orgogli come se fossero dei bimbi appena nati e sono state ricompensate dall’entusiasmo dei presenti.

    Abbiamo rivolto due domande ad Erica Angelini per aver un parere diretto della serata d’inaugurazione:

    A.M.: Che cosa hai provato quando sei stata la protagonista della realtà e non più della carta?

    Erica Angelini: Una grande emozione, senza dubbio. Perché un conto è scrivere, in quel caso sei solo tu, la penna ed un foglio bianco … un altro conto, invece, è cercare le parole da dire davanti alle persone, quella che legge ed ha comprato – o forse comprerà – il tuo libro .. È un po’ come stare in un sogno, è un po’ come essere protagonisti di una bella favola … perché sai che da quel momento le tue parole diventeranno un po’ anche le loro parole.


    A.M.: L’evento è stato un successo. Hai qualche altra data in vista in altre città?

    Erica Angelini: “Dall’anima alle parole” è stato presentato durante l’inaugurazione della mostra di arte e poesia “Sul filo dell’amicizia”, che ho realizzato insieme alla pittrice Tilde Costetti … e la nostra mostra resterà a “Pane e cioccolato by Strabba” di Felina fino al 27 maggio.

    “Dall’anima alle parole” è, inoltre, presente in un’altra mostra “Passaggi di arte e poesia”, che ho realizzato insieme ai quadri di mia sorella Elena Angelini, ad Asciano (Siena) nel ristorante “Da Valentino”: un buon modo per riempirsi gli occhi ed il cuore di colori ed emozioni, oltre che la pancia con i buonissimi piatti della cucina senese.

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice Rupe Mutevole e per ordinare il libro di Erica Angelini:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa Rupe Mutevole

  • Intervista di Alessia Mocci ad Emanuele Casula ed al suo 2012 Obama’s Burnout

    Emanuele Casula è nato a Cagliari nel 1975. “2012 Obama’s Burnout” è la sua prima pubblicazione, edita nel 2011 dalla casa editrice Robin Edizioni di Roma. Un romanzo “ non apocalittico ma sull’apocalisse” che nasce dal bisogno di confrontarsi, ascoltarsi, leggersi e dalla conoscenza che Emanuele ha potuto assimilare durante la sua permanenza in un Kibbutz ed in Africa. “2012 Obama’s Burnout” vede come protagonista assoluto un uomo, il Dottore, che cerca di migliorare le sorti del suo Paese; è accompagnato in quest’avventura di poche giornate da Abraham( il nome del capostipite dei monoteismi ndr) e soprattutto da l’Esperto, personaggio particolare che riesce a sbalordire persino lo scettico Dottore. Omicidi, catastrofi, guerre civili ed un 21 dicembre 2012 che terrorizza.

    Emanuele è stato molto gentile e disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua opera. Buona lettura!

    A.M.: A bruciapelo: un libro sul 2012 i lettori si devono aspettare l’ennesima catastrofe stile Hollywood?

    Emanuele Casula: Apocalisse significa rivelazione di ciò che è nascosto: è proprio questo il punto. Secondo me l’uomo sta per cambiare, è prossimo a vedere la Verità presente nel cosmo, è prossimo a diventare padrone di se stesso e del suo libero arbitrio. Una guerra mondiale è l’ideale per impedire che ciò avvenga. Nel libro voglio dire chiaramente proprio questo: non aspettatevi dal Mondo Divino e Spirituale una catastrofe ma piuttosto aprite gli occhi perché sarà l’uso del nostro Libero Arbitrio a causare una catastrofe “etica” in senso positivo. Una volta aperti gli occhi la Verità apparirà semplice, inscalfibile, vicina: esterna e divina. Come immagino nel libro, per chi l’ha letto e per chi lo leggerà.

    A.M.: Quando e perché nasce l’idea di “2012 Obama’s Burnout”?

    Emanuele Casula: Molti collegano questo libro alla mia esperienza nel Kibbutz od a quella in Africa. Se vogliamo sì, nel senso che nei viaggi non ho fatto che appurare che davvero ogni popolo, ogni creatura ha le sue ragioni e che i casini ora li stiamo facendo noi occidentali con la nostra incapacità di capire gli altri. Andare in un altro paese significa chiedere il permesso, ascoltare e confrontarsi ma per troppo tempo siamo andati ad insegnare ciò che nemmeno noi sappiamo o pratichiamo: libertà, democrazia, religione. Il libro è nato da questo: ognuno ha da conoscere se stesso e mettersi alla prova non andare a devastare altri paesi liberi di fare ciò che vogliono.

    A.M.: Il Dottore. Il personaggio principale del thriller è totalmente frutto della tua fantasia oppure ha una qualche base reale?

    Emanuela Casula: Il Dottore. Eh, diciamo che il Dottore impersonifica tutte le persone che mandano avanti i nostri paesi nonostante tutto. Come dice un mio amico scozzese: l’Italia per com’è dovrebbe implodere ma evidentemente c’è gente che lavora e paga per tutti gli altri che non lo fanno. Il Dottore infatti è rispettoso delle istituzioni così come delle persone che gli ruotano intorno, soprattutto ad esempio dell’autista del truck, un uomo costretto a guidare di nascosto nonostante il blocco stradale governativo pur di sopravvivere economicamente. Anche con gli immigrati: il Dottore non li tratta da “negri” (come paradossalmente si fa negli aiuti umanitari) ma come gente “coi controcazzi” da cui pretende molto più che venire a lavorare in occidente come schiavi. Il Dottore lavora sul ciglio di una catastrofe, se ne frega di tutto perché il suo compito vero è assolvere ciò per cui è nato, rinuncia anche a vivere come gli altri, forse all’amore: è una persona piena di difetti e problemi ma vuole solo essere sincero davanti a sé stesso, a chi ama ed al divino.

    A.M.: L’esperto: un antagonista neutrale. Puoi utilizzare cinque aggettivi per descriverci questa figura?

    Emanuele Casula: Mi chiedi 5 aggettivi? Io ti do cinque parole in sequenza per descriverlo: rappresenta tutto ciò che ignoriamo e che verrà rivelato. Torno col concetto di prima: l’uomo vive accanto a cose abnormi e sconvolgenti, basterebbero un paio di passaggi logici deducibili per capire che la vera follia è vivere per come viviamo, e cioè ignorando tutto.

    A.M.: La guerra in Medio Oriente. Un tema scottante. È piuttosto affascinante che il tuo libro palesi ciò che nella realtà sta accadendo, pensi che con il 2012 possa davvero portare scompiglio nella popolazione mondiale?

    Emanuele Casula: Su questo avrei molto da dire. Come dice il Dottore: è ovvio quello che accadrà in Iraq, è come se un premio Nobel per la Chimica unisse dei reagenti esplosivi e si stupisse dell’esplosione. Per sintetizzare te la pongo così: se degli stranieri arrivano nel tuo paese, ti prendono le ricchezze, ti mettono in carcere senza motivo, ti stuprano chi ami, ti uccidono i tuoi figli, ti distruggono e disprezzano il tuo stile di vita, ti torturano e ti seviziano e poi quando ormai sei pieno di odio e follia ti liberano mettendoti un mitra in mano e ti dicono: ora sei un uomo libero in democrazia, che cosa fai? Dimmi tu cosa faresti. Io mi preoccuperei. Io mi preoccupo. Uso questa metafora per indicare i paesi che tutti noi occidentali (non gli americani) abbiamo devastato ed ora li mettiamo con la democrazia in mano. La democrazia richiede stabilità, pace sociale, rispetto e non terrore, vendetta e guerre civili. Anzi, la democrazia è tremenda in situazioni instabili. Ma chi sta al potere lo sa benissimo cosa ha fatto e dove stiamo andando. Io ho solo provato ad immaginare le conseguenze logiche di ciò che abbiamo fatto a quei popoli, le reazioni che avranno nell’arco di mesi non di anni. Ed ora vedrete cosa succederà quando Al Maliki formerà il governo irakeno. E provate ad immaginare adesso Israele in mezzo a queste democrazie instabili. Fate 1+1. Quanto fa?

    A.M.: Social network ed editoria. Dove si arriverà?

    Emanuele Casula: Piuttosto invece possiamo parlare di solitudine da una parte e dei media (compresi i social network) ed editoria dall’altra. Della nostra solitudine si cibano i media che scelgono cosa imporci in un’offerta abnorme mentre tutti noi parliamo e nessuno si ascolta. Possiamo avere anche migliaia di amici virtuali ma se i media decidono che un autore (cantante, regista, attore, scrittore etc.) è cool allora lo diventa e vende. Ma così come siamo tutti scrivono e nessuno legge. L’editoria sopravvive comunque anche solo nel pubblicare migliaia di libri per cui si copre sempre le spese. Il discorso è: se un autore fosse valido e scomodo, dal vertice l’editoria non avrebbe interesse a lanciarlo, mentre dalla base nessuno lo ascolterebbe. Quindi in ogni caso la vincono i media di potere che male che vada si coprono le spese.

    A.M.: Secondo te, qual è il target di lettori che apprezzano una lettura come “2012 Obama’s Burnout”?

    Emanuele Casula: Se il lettore non si fa scoraggiare dalla paura di leggere l’ennesima catastrofe il libro è per chi si ferma, si guarda in faccia col vicino, col collega, col partner, con se stesso e dice: ok, adesso è la terra di Latte e Miele, ma fra qualche settimana sarà un casino come in Giappone. Come possiamo non accorgerci? Continuiamo a prenderci per il culo?

    A.M.: Hai già presentato ufficialmente il libro?

    Emanuele Casula: Allora sto organizzando per Roma, Bologna e sicuramente Cagliari. Ben accetta qualsiasi collaborazione (qualsiasi cosa venga in mente a chi legge).

    A.M.: Tornando indietro cambieresti qualcosa di “2012 Obama’s Burnout”?

    Emanuele Casula: A questo punto mai guardarsi indietro anche se la tentazione è forte. L’imperfezione è insita in noi umani, l’importante è mirare a migliorarsi.

    A.M.: Hai qualche novità editoriale nascosta nel tuo hard disk?

    Emanuele Casula: Negli ultimi anni ho imparato solo una cosa: parlare senza fare non serve ad un emerito cazzo. Come direbbe il Dottore.

    Ringraziando Emanuele per le risposte accurate e chiare vi lascio il link di una recensione di “2012 Obama’s Burnout”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/23/2012-obama%E2%80%99s-burnout-di-emanuele-casula-robin-edizioni/

    Sito per ordinare il libro ed il link della rivista letteraria nella quale l’autore scrive mensilmente:

    http://www.robinedizioni.it/2012-obamas-burnout

    http://www.lunarionuovo.it/?q=node/281

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Emanuele Casula

  • Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane, di Sebastiano Zanolli, Franco Angeli Edizioni

    Credo che solo il fatto di appartenere al genere umano sia condizione sufficiente per non avere timori e ritrosie nell’affermare, mostrarsi e a volte chiedere.

    Quando parlo di “affermare”, mi riferisco a qualcosa di più che non al semplice “enunciare ciò a cui miro e ciò di cui mi occupo”.

    Si tratta di rendere palesi i propri valori, i propri sistemi di credenze, i propri sogni, le proprie visioni, e lasciar scorrere il proprio spirito e la propria energia.”

    “Lasciar scorrere il proprio spirito e la propria energia”. No, non siamo davanti ad una citazione fanatico religiosa, bensì davanti ad una pubblicazione che sta a metà tra saggio e manuale e che definisce le possibilità del mondo di persone con le quali ci definiamo e/o entriamo in conflitto, in poche parole siamo davanti ad una riflessione accurata sui nostri tempi e su uno congegno nuovo quale il Networking.

    Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane”, edito nel 2005 dalla casa editrice Franco Angeli Edizioni nella collana “Trend”, è la seconda pubblicazione di Sebastiano Zanolli(Bassano del Grappa, 1964). L’autore nel 2003 pubblica “La grande differenza. Una mappa utile per raggiungere le proprie mete” che arriverà a ben quindici ristampe, nel 2006 “Paura a parte. Riflessioni e suggerimenti sul lavoro, la vita e la paura in un mondo precario”; nel 2008 “Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza” e nel 2010 “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis. Puntare sul proprio talento quando tutto sembra non funzionare”. Ciò che sorprende di Sebastiano Zanolli è la sua capacità di osservazione della realtà ed il riuscire a dare delle soluzioni realizzabili negli ambiti prefissi dal soggetto/lettore, ambiti quali la realizzazione professionale ed artistica.

    Sebastiano gioca con titolo e sottotitolo, quale quest’ultimo esplicazione del contenuto del libro. In “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane” troviamo infatti come sottotitolo: “Creare reti di relazione per affrontare il caos di ogni giorno”.

    Il libro consta della prefazione di Mario Silvano, diciassette capitoli ed i ringraziamenti. Ogni capitolo si apre con una citazione ad hoc di scrittori, antropologi, scienziati, politici, filosofi, economisti, un’immersione a 360° per cercare di chiarire alcuni concetti madre per spuntarla in un mondo in evoluzione costante: Internet. Il Networking, così, diviene un utilizzo conscio della rete di relazione per un miglioramento personale e globale, un processo creativo, paradigma di libertà e di incontro delle necessità proprie ed altrui in una situazione di win/win (vincitore/vincitore) e non più di win/lose (vincitore/perdente).

    Esistono diversi studi che provano come l’onestà e l’integrità morale siano i veri punti di forza degli individui e delle organizzazioni.

    Il Forum Comportation di Boston, studiando 341 venditori di 11 diverse aziende, scoprì che ciò che differenziava i produttori e li faceva percepire come i migliori del mercato dai clienti finali erano l’onestà e la sincerità dei venditori.

    Non la competenza, non la simpatia, non l’astuzia.

    L’onestà.”

    Niente di nuovo? Mario Silvano, nella sua introduzione, propone una chiave di lettura abbastanza interessante: quando si prende in mano “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane” si ha l’impressione di esser davanti ad un libro che poco può arricchire la nostra conoscenza eppure le reazioni alla sua lettura saranno: “Quanto è vero!”, “Condivido questo punto”, “Questa è una rivelazione importante”, “Questo lo sapevo, ma non sapevo più di conoscerlo” ed io aggiungerei “Avevo le nozioni ma non le ho mai combinate per cercare la soluzione perché, forse, sbagliavo domanda”.

    È la forza di appartenenza che genera fiducia reciproca.

    Quella forza che abbiamo perso in tanti frangenti con l’evolversi della civiltà dei consumi. Non è importante sentirsi sicuri attraverso le persone: è importante sentirsi sicuri possedendo, comprando cose.

    Ecco la rivoluzione che ci ha disorientato.

    Ecco il grande equivoco.

    Ma le cose, i beni, da soli non aiutano. Non risolvono.

    Vi lascio il link del sito di Sebastiano Zanolli per maggiori informazioni e curiosità:

    http://www.sebastianozanolli.com/cms/

    Ed il link per ordinare “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane ” e le altre sue pubblicazioni:

    http://www.sebastianozanolli.com/cms/?page_id=144

    Link recensione “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/03/dovresti-tornare-a-guidare-il-camion-elvis-di-sebastiano-zanolli-franco-angeli-edizioni/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Sebastiano Zanolli

  • Poetica Coazione di Federico Li Calzi recensito da Teodora Mastrototaro

    Teodora Mastrototaro (Trani, 1979), sin dall’infanzia ha dimostrato un notevole interesse per la poesia e l’arte tout court. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta “Afona del tuo nome”, tradotta nel 2010 in lingua inglese dallo scrittore Jack Hirschman (New York, 1933) con il titolo “Can’t voice your name”. Segue un estratto della recensione di Teodora a “Poetica Coazione”, raccolta di poesie di Federico Li Calzi (Agrigento, 1981).

    “COAZIONE:

    1) Limitazione della libertà altrui ottenuta con la forza. Costrizione.

    2) Forma di nevrosi che si manifesta con tendenze ossessive.

    3) C. elastica: in meccanica, stato di un solido in cui esistono tensioni interne non sollecitate dall’esterno.

    (da: Il Dizionario Della Lingua Italiana)

    POETICA COAZIONE: Libertà che si manifesta quando le tensioni interne… si trasformano… in poesia. (di Teodora Mastrototaro)

    Il giovane poeta Federico Li Calzi, con un salto temporale, non appena si inizia a leggere la sua raccolta di poesie “Poetica Coazione”, teletrasporta il lettore, come se fosse questi una particella di luce, alla stagione più calda ed apparentemente più gioiosa dell’anno: l’estate.

    Il lettore, da qualsiasi luogo stia leggendo, riappare sulla superficie di un pianeta lontano ed assolato. Il lettore “salta” la stagione che sta vivendo e non intendo solo stagione come periodo che divide l’anno ma anche come metafora della vita. La calda estate che ci presenta il poeta diventa metafora delle stagioni della vita.

    Immagini che sanno di sole, che sanno di caldo. L’atmosfera e l’aria che si respirano durante la lettura delle prime poesie della silloge sono presentate attraverso una scrittura malinconica. Esiste una differenza tra ciò che è descritto ed il come.

    La stagione più bella è la mano malinconica del poeta. Che l’estate sia in verità un addio? D’altronde: “L’estate è una cosa che m’hai dato”, “è riflesso di cose morte”, “come estate finita, d’una infanzia perduta”, “l’estate persa sulle tue parole”. Il poeta entra a punta di piedi nella nostra stagione più malinconicamente bella mettendoci a conoscenza della sua. Il poeta si rivolge a noi e lo fa attraverso la sua amata.

    La poesia italiana ha da sempre avuto come ispiratrice la figura femminile. Questa è stata trattata diversamente a seconda della mano dell’autore ma per lo più per i poeti è sempre stata il simbolo della loro soggettiva visione della vita e della loro personale poetica. Ricordiamo Beatrice, Laura, Angelica, Silvia. E le donne dei poeti Saba, Montale, Campana. L’importanza della donna per questi ed altri autori fa comprendere quanto la figura femminile in poesia fosse fondamentale perché su di lei i poeti facevano congiungere i sentimenti ed i loro pensieri, come se tra le braccia della donna l’uomo con il suo tutto si senta protetto e beato. Anche per il giovane Federico Li Calzi la figura femminile diviene il carnale mezzo che muove la sua poesia.

    Una figura, la donna che ritroviamo in “Poetica Coazione”, che a poco a poco ci appare. Prima è evanescente poi sempre più chiara. Una figura femminile che cambia la sua forma. È donna ma è anche cielo “le nuvole si fanno cielo e il cielo diventa te.” , è custode di vita “la vita è un ricordo chiuso nel tuo foulard”. La donna diventa la dolce causa per cui la notte soffre perché rimasta senza le stelle “Misera la notte ha perso anche te”, la notte non è più. La notte non è più nulla. “la notte ha perso il suo fascino” perché non basta più a quella stessa donna che era “la chiusa campagna, l’aperta speranza, il greto imbrunito sotto l’albero di noci.”

    Il poeta affianca la figura della sua donna che impariamo a conoscere durante la lettura, alla notte. Come se lei fosse un dolce vampiro che succhia il sentimento dalla penna del nostro giovane autore.

    Il ripetuto riferimento alla notte rende ossessiva l’immagine della sera e sarà questa stessa a rifiutare la Lei che con tanta passione il poeta le cuce addosso. La notte, così, cancella il volto dell’amata, diventa vuoto e il poeta in quel vuoto cerca di dimenticare l’amore.

    Fin dalle prime poesie diventa riconoscibile lo stile dell’autore. La sua mano leggera, il suo continuare ad entrare in punta di piedi non solo nel singolo lettore e nella sua estate ma anche ritornare a punta di piedi e delicatamente all’interno di una storia ambientata in una notte.

    Che questa sia non soltanto uno spazio di tempo tra il sole che muore e il sole che sorge ma anche uno spazio di tempo della nostra vita?

    L’estate e la notte poi si congiungono “La notte ci ha mancato, sorpresi a redimere il tuo peccato.//L’estate muta sulla tua fortuna, lascia volto nell’aperta campagna” per lasciare spazio all’arrivo dell’inverno e all’ancora presente notte.

    /…/ Durante la lettura seguiamo una storia attraverso i versi. Come quando unendo i nei sul corpo della propria amata l’uomo traccia una mappa su quel corpo che lo condurrà all’amore o all’abbandono, così Federico Li Calzi traccia sul corpo della sua ispirazione la mappa che lo porta alla consapevolezze che : “Ma tu sei un capriccio che più non importa” “Anche le tue forme sono svanite nell’ansito della mente” “Le immagini scolorano il presente più del passato, e i ricordi, … dissolvono il passato più del presente.”

    Notte, estate, campi, terre, pini, fiume, albero, acqua, frutti, vento, mari, sapore di legna, cielo, nuvole, la foce dei Platani, pioggia, notte, inverno, campagna, spiaggia, selciati, questi e altri termini, ripetuti ed alternati tra di loro nelle diverse composizioni, ambientano la poesia in un giardino incantato, una sorta di atmosfera fatata. E’ questa l’impressione che avverto leggendo e rileggendo “Poetica Coazione”. Atmosfera che però contrasta con la realtà della vita che qui è decritta in versi e ancora più forte si fa la differenza tra ciò che è descritto ed il come. Questo rende riconoscibile l’autore, anche, cioè, per le atmosfere che evoca nelle sue composizioni.

    Federico Li Calzi scrive “Dobbiamo lasciarci le sere in cui il mondo svanisce” e mi chiedo se lui ha lasciato se stesso ora che il suo mondo d’amore è svanito dentro i suoi versi.”

    Vi lascio il link diretto per leggere la recensione completa:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/25/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-recensione-di-teodora-mastrototaro/

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

  • Presentazione di L’Orologio Parallelo, di Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini, Ostia Antica, 16 aprile 2011

    Il 16 Aprile 2011, alle ore 17.30, nel suggestivo sfondo del borgo medioevale di Ostia Antica, presso il Salone Riario in Piazza della Rocca 13, ci sarà la prima presentazione di “L’Orologio Parallelo” degli autori Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini. L’evento sarà presentato e coordinato da Ilaria Salsano.

    Oltre ai tre autori saranno presenti all’evento numerose figure politiche ed artistiche: il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani con i consiglieri Monica Picca, Alessandro Paltoni, Paolo Orneli e Salvatore Colloca, il consigliere del Comune di Roma Alessandro Onorato, il presidente della Pro Loco di Ostia Antica Paolo Bondi, il presidente del Premio Roma Aldo Milesi, il presidente del Premio Città di Ostia Tonino Colloca, l’attore e scrittore Rick Boyd, il direttore di Approdo alla Lettura Tullio Catalano, il responsabile editoriale di Linee Infinite Edizioni Simone Draghetti ed il giornalista Gianni Maritati.

    L’Orologio Parallelo”, edito nel 2011 dalla casa editrice “Linee Infinite Edizioni”, è una raccolta di tre racconti “L’angelo di cioccolata” di Michele Gentile, “La città sul volante” di Monica Baldacchino ed “Il pianista maledetto” di Cinzia Baldini. “L’Orologio parallelo” nasce in modo molto particolare ed innovativo, infatti, i tre racconti sono ispirati da una trilogia di soggetti scritta dallo scrittore e giornalista del Tg1 Gianni Maritati(1962) diverso tempo fa. Il Dott. Maritati, infatti, dopo aver creato un laboratorio di idee ha unito giovani talenti per trasformare i soggetti della sua trilogia nei tre racconti.

    “L’Orologio Parallelo” vede la prefazione dello scrittore Vincenzo Mollica(1953), anch’esso come Maritati giornalista del Tg1, ed inviato speciale RAI alla cerimonia del Premio Oscar di Los Angeles, festival del cinema di Venezia, Berlino e Cannes. I soggetti di Maritati sono pubblicati in appendice. La raccolta ha come tema comune il tempo, le tre storie sono intrappolate nell’analisi delle lancette dell’orologio e dell’anima in un crescendo di consapevolezza dei protagonisti.

    Michele Gentile, autore della raccolta poetica “Sassi nel fiume” e dei romanzi “I respiri del mare” e “I graffi del buio” (con Monica Baldacchino); Cinzia Baldini, autrice dei romanzi “Semplicemente Donna, Orichalcum” ed “Il veleno di Circe”; Monica Baldacchino, autrice di monologhi teatrali e del romanzo “I graffi del buio”.

    L’evento inizierà alle 17:30 e si concluderà alle 19:00 con un buffet. Durante la serata saranno recitati dei brani scelti dai lettori Luisa Iacurti, Alessandro Ostili e Ruggero Pianigiani.

    L’evento è stato sponsorizzato da “L’altro Alimento” che si è occupato del buffet finale.

    Vi lascio alcuni link utili per maggiori info sulla presentazione di “Orologio Parallelo” ed il sito della casa editrice:

    http://www.facebook.com/pages/LOrologio-Parallelo/179633738749935?ref=ts
    http://www.facebook.com/event.php?eid=119656574775559

    www.lineeinfinite.net

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Michele Gentile