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  • Intervista di Alessia Mocci a Roberto Lirussi ed al suo Dalla Svastica alla Bibbia


    Nella storia i vari popoli sono sempre stati identificati e riconosciuti come portatori di particolari tratti, somatici o di abbigliamento. Per il caso ebraico ciò avviene per le loro usanze culinarie o rituali, la circoncisione, culto religioso esclusivista. Tra di loro si pensa: ”Noi, corretti” e “gli altri” immorali e deviati. Forse anche questo aspetto ha origini mesopotamiche.”

    Dalla Svastica alla Bibbia” è il secondo saggio storico di Roberto Lirussi, edito nel giugno 2013 dalla casa editrice Edizioni DrawUp per la collana editoriale “Oubliette”.

    Il primo saggio dell’autore, “La regalità calò dal cielo”, edito nel settembre del 2012 dalla casa editrice Edizioni Segno, ha sbancato la classifica di vendite su Ibs lo scorso maggio riuscendo a posizionarsi nella top ten subito dopo autori di fama internazionale.

    L’interesse sempre più crescente verso il passato, ma soprattutto verso la verità, decreta un passaggio storico di notevole importanza grazie a coloro che continuano una lotta contro la storia ufficiale che ormai ha i giorni contati.

    C’è bisogno di una revisione seria di ciò che conosciamo e Roberto Lirussi è un vero attivista in questo. Lo ringraziamo e vi lasciamo alla breve intervista realizzata per conoscere meglio la sua ultima pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: “Dalla Svastica alla Bibbia” è un saggio storico che prende ad esame un periodo specifico della storia della civiltà umana, potresti raccontarci quando nasce la tua passione per il mondo antico?

    Roberto Lirussi: Innanzitutto grazie a Te, Alessia ed alle Edizioni DrawUp per darmi la possibilità di esprimere i miei pensieri con questa intervista. I temi trattati nel libro che DrawUp ha pubblicato, “Dalla Svastica alla Bibbia – Nascita ed evoluzione di etnie e religioni” sono: Mesopotamia-Proto-Sumeri-Akkadi-Assiri-Babilonesi-Aramei-Caldei. Mi fermo al periodo di Hammurabi (che “non” ha scritto il primo codice di leggi), circa nel 1500 a.C. Ho scavato nei meandri dei periodi più bui della storia dell’uomo, quando cominciò a civilizzarsi, unendosi in tribù, poi in clan, per poi aggregarsi nelle prime città. Oltre a questo mi interessa la Storia di quella che io chiamo “antropologia religiosa”. Non vi è mai stata una etnia od un popolo completamente ateo, come mai? Si trovano, invece, analogie quasi tra tutte le religioni, e come lo si spiega se gli stessi fatti vengono tramandati da popoli distanti tra di loro nel tempo e nello spazio? Ho deciso di iniziare a studiare all’Università come Operatore dei beni culturali. Ulteriore interesse l’arte e la miniatura islamica, che porterà poi a concludere il libro. Vi si spiega che non fu Allah o Maometto a proibire la raffigurazione degli esseri viventi, ad esempio. Il frutto di questi studi è raccolto ne “Dalla Svastica alla Bibbia”, quindi non pongo ipotesi fantascientifiche ma mi baso su dati certi, storici. Prima di pubblicare questa raccolta di saggi, ho dato alla stampa il thriller storico religioso “La Regalità calò dal cielo”, nel quale, con il fine di mandare un messaggio di pace in questo periodo di scontri religiosi, cerco di spingere, nel mio piccolissimo al dialogo tra confessioni. I fatti narrati sono reali, accaduti addirittura a Gemona del Friuli, frazione Taboga, ove io risiedo, o derivano sempre dai miei studi universitari e li ho intrecciati in un canovaccio di eventi ove insieme alla storia non mancano crimini, rituali, terrorismo, misteri, segreti, tavolette d’argilla sumeriche, ed ha la caratteristica di fare un ritorno ogni certo numero di capitoli al passato, all’impero degli Hittiti, alle Crociate, alla II° Guerra mondiale. Vi sono accenni, poi, fissati sul territorio, come il cimitero ebraico di S. Daniele e l’Abbazia delle Suore Clarisse di Moggio udinese con la loro fornitissima biblioteca. Insomma, chi l’ha letto mi ha riferito quasi sempre la stessa frase: “Volevo fermarmi ma mi dicevo -ancora una pagina-, quindi, suspande assicurata.”. Con “La Regalità calò dal cielo”, da esordiente, a 48 anni ho avuto la soddisfazione di fare ben due settimane in classifica in mezzo a nomi che mi fanno rabbrividire quali, Carrisi, Wilbur Smith, Patricia Cromwell, Saviano, Stephen King.

    A.M.: Il saggio, dalla sua uscita, è stato chiacchierato per quella che si pensa sia la provocazione del titolo. Perché hai scelto un titolo così provocatorio?

    Roberto Lirussi: Lo “swastica” (maschile) o svastica è un simbolo magico-religioso costituito da una croce a quattro bracci uguali, terminanti in un segmento ad angolo retto (per questo chiamata anche croce uncinata o gammata, dato che sembra il frutto dell’unione di quattro gamma greche scritte maiuscole: Γ). Il suo nome deriva dal sanscrito SU-AS che significa “bene” “essere”, nel senso di salute e di fortuna.
    Tale simbolo ha origini molto antiche ed è connesso con il culto del sole, del quale, infatti, riproduce il moto (apparente) rotatorio. Il sole, con il passaggio dal giorno alla notte e viceversa e l’alternarsi delle stagioni, ha condizionato la vita dell’uomo, fin dalla sua comparsa sulla terra ed, in particolare, dopo il passaggio dal nomadismo alla sedentarietà, quando esso influiva sulle coltivazioni e sulla maggior parte delle attività svolte dagli umani. Per questo, fin da tempi antichissimi, è sempre stato adorato come una divinità e l’uomo ha sempre cercato di rappresentare il suo moto. La svastica deriva da rappresentazioni primitive del sole, quali il cerchio, vuoto o con croce inscritta, dai quali si è arrivati ad avere un cerchio con una croce uncinata e le successive raffigurazioni, fino alla spirale ed alla triscele, o triskell che è una svastica priva di un uncino. Tutte queste rappresentazioni rendono il movimento rotatorio dell’astro.
    Esistono diverse rappresentazioni del motivo della svastica (tre), anche se tutte derivano da quella semplice, rivolta a destra od a sinistra e si differenziano soltanto nella raffigurazione dei bracci (ad andamento retto, curvo, meandroide, con uncini rivolti esternamente o internamente alla figura, con apici agli stessi o con figure umane sedute). Il segno compare, primariamente, a quanto sappiamo finora, grazie ai dati archeologici, nella zona mesopotamica ed in quella egeo-cipro-anatolica, a partire dal IV millennio a.C. In particolare, in Mesopotamia compare su un cinturone frammentario da una tomba di Koban, su una moneta e su un frammento ceramico da Mussian Tepe (Turchia -Armenia) e su un rilievo iraniano. Sempre dall’area mesopotamica ci sono giunte notizie sull’osservazione di astri, nei quali gli uomini dell’epoca (3000/2000 a.C.) credettero di riconoscere la forma di una svastica. Molti sono stati gli usi di questo simbolo da parte di movimenti che lo avevano assunto come “loro” manifesto. “Dalla Svastica alla Bibbia” NON ha alcun riferimento con il Nazismo.

    A.M.: Parlare di antico passato, secondo te, potrà indicarci la verità soprattutto in questa era che, grazie ad internet, permette la condivisione delle informazioni?

    Roberto Lirussi: In questo periodo in cui è estremamente facile comunicare ed abbiamo a disposizione tecnologie fino a poco tempo fa impensabili, io ho voluto proprio indagare su due elementi di cui tanto si parla e poco si sa: il Libro più importante della storia, la Sacra Bibbia, e gli Ebrei che, come la storia narra sono sempre e da sempre al centro di contrasti, successi, tragedie. Quello che è successo dal 500 a.C. in poi è abbastanza conosciuto, quindi io nel libro mi fermo all’età “assiale” così venne definita, in quanto in questo periodo sono comparsi in svariati luoghi della terra diversi “saggi”, uomini che, da Zoroastro, a Buddha, ai Profeti biblici, hanno contribuito a guardare ad un aspetto forse sinora accantonato: la metafisica, ed a considerare l’uomo come individuo e non come parte di una “massa”.

    A.M.: È in corso una gara di racconto breve e poesia che mette in palio tre copie del tuo saggio. Quand’è la scadenza?

    Roberto Lirussi: La gara letteraria di racconto breve e poesia “Dalla svastica alla bibbia” scadrà il prossimo 25 luglio. Invito, innanzitutto, tutti i lettori di questa intervista a partecipare alla gara, infatti non c’è nessuna tassa d’iscrizione da pagare. Si partecipa liberamente e con opere sia edite sia inedite. La giuria, di cui farò parte, dopo aver eletto una rosa dei finalisti decreterà i tre fortunati che riceveranno a casa una copia del mio ultimo saggio. Dunque vi aspetto numerosi!

    A.M.: Una curiosità… hai sempre pubblicato saggi storici oppure ti sei cimentato in qualche altro genere letterario?

    Roberto Lirussi: Mi succede spesso di scrivere poesia e racconti brevi sui quali argomenti ho due gruppi su facebook. Non mi sento chiuso nel dover scrivere di storia, ma ad esempio, lavorando la notte, rientro verso le 04:00, e questo è un momento magico per la poesia, quindi, quasi casualmente, mi cimento anche in questo sublime metodo espressivo (a livello elementare, evidentemente…). Mi piace anche il “racconto breve” e mi sto esercitando a scriverne diversi, credo di avere una vena che mi porta a tale struttura letteraria. Ultima cosa ho in stesura due romanzi che crescono parallelamente, mi piacerebbe scrivere un mini-saggio sulla Papirologia. Punto. Ah, e poi mi devo laureare.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Edizioni DrawUp?

    Roberto Lirussi: Per ora a livello di editing e grafica ottimamente, anche grazie a Te, Alessia, che sei una mente eccelsa. Ora viene un altro momento fondamentale per il libro, cioè, la distribuzione, forse una delle 4 colonne che sostengono un libro di successo.

    A.M.: Ci sono delle novità in arrivo? Puoi anticiparci qualcosa?

    Roberto Lirussi: Seguitemi e lo saprete! Però, devo togliermi un sassolino dalla scarpa, in quanto la tua ultima domanda mi dà l’occasione di farlo. Vari editori mi hanno proposto di modificare tratti più o meno brevi del primo libro “La regalità calò dal cielo”, evidentemente per vendere di più, ma io mi sono sempre rifiutato di farlo. Un Libro è come un figlio: si può correggere, ma NON cambiare.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Roberto Lirussi: A questo punto la citazione di Guglielmo d’Orange giunge a puntino: “Non è necessaria la vittoria per portare sempre alta la propria bandiera“. Il mio obiettivo non è “insegnare”, come qualcuno potrebbe aver dedotto, ma comunicare conoscenza, quando mi vengono poste delle domande e mi si guarda negli occhi aspettando risposte io ho già raggiunto il mio obiettivo e sono sicuro che “Dalla Svastica alla Bibbia” porrà molti interrogativi ma darà anche molte risposte a chi vuole sapere. Grazie e un grande abbraccio a tutti.

    A.M.: Roberto ti ringrazio non solo per questa intervista ma per l’importantissimo impegno che hai preso nella vita: sapere la verità!

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

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    https://www.facebook.com/roberto.lirussi1

    https://www.facebook.com/groups/160247187335810/

    http://www.edizionidrawup.it/75-dalla-svastica-alla-bibbia-9788898017706.html

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2013/07/15/intervista-di-alessia-mocci-a-roberto-lirussi-ed-al-suo-dalla-svastica-alla-bibbia/

  • Intervista di Alessia Mocci a Carlo Cocconi ed al suo Solo per stilografica – in tre movimenti

    Conobbi Sergio, più vecchio di me di quattro anni, all’uni­versità. Anch’io, come lui, venivo dal Nord. Come lui anch’io avevo deciso di studiare nella capitale. Ero iscritto a Lettere ma 16 frequentavamo insieme alcuni corsi comuni di letteratura italiana e storia. Lui, per via del lavoro, era un po’ in ritardo con gli studi.”

    Solo per stilografica – in tre movimenti”, è un thriller di Carlo Cocconi, pubblicato nel 2013 dalla Watson Edizioni per la collana editoriale “Ombre”.

    Protagonista del romanzo noir, Sergio Sorrenti. Un uomo, apparentemente qualunque, trovatosi alla regia di una prestigiosa casa editrice. Basterà una lettera, inviatagli dal professor Rosario Trunia, a rivoluzionare tutto il suo mondo ed alla scoperta di un misterioso manoscritto di uno scrittore ancora più oscuro, Articus”. Per il lettore, “Solo per stilografica”, è un percorso irto di supposizioni misteriche e di esaltazione della curiosità.

    Carlo Cocconi è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Carlo Cocconi: Ho iniziato a scrivere tardi, dopo i trent’anni. Una vocazione tardiva ed io stesso non so ben definire perché sia apparsa così all’improvviso. Prima di allora non avevo vergato nemmeno una riga. La spiegazione più plausibile è che le tante esperienze che si accumulano nella vita abbiano bisogno di essere espresse in qualche modo. Posso solo dire che un giorno ho preso un foglio di carta, una penna e ho iniziato. Per non fermarmi più. Da quel momento sono trascorsi quindici anni. Di materiale pronto per la pubblicazione ne ho parecchio, non solo narrativa, anche teatro. Mi piace cimentarmi in generi diversi.

    A.M.: “Solo per stilografica – in tre movimenti” è il titolo del tuo romanzo. Che rapporto hai con la stilografica?

    Carlo Cocconi: Avevo pensato a due titoli, questo ed “Il manoscritto”, più attinente al contenuto del romanzo. Poi, assieme all’editore, ho pensato che “Solo per Stilografica” era più adatto. Non ha un rapporto diretto con il tema del libro, se non per il fatto che il protagonista è un editore, quindi la stilografica rimanda al mondo della scrittura. In realtà non vuol dire niente ma evoca un mondo, crea curiosità appunto per la sua indeterminatezza. Ho pensato a titoli come “Il nome della rosa”. Che attinenza hanno con il contenuto del romanzo? Nessuno, eppure rimandano a qualcosa. Di intangibile, ma ognuno può trovarci quello che vuole.

    A.M.: Il tuo romanzo giallo è ambientato a Roma. Quanto è importante per te la scelta della capitale come città protagonista?

    Carlo Cocconi: Moltissimo. Innanzitutto Roma è una città che amo tantissimo, in secondo luogo ambientare il romanzo a Roma era importante perché la Città Eterna è un luogo che tutti conoscono, fa parte dell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. Non volevo confinare la vicenda in un luogo sconosciuto ai più, desideravo che i fatti narrati e i protagonisti si muovessero su uno sfondo riconoscibile al lettore friulano ma anche a quello siciliano. Roma, poi, è città di luci e ombre, dalla storia millenaria. Una location formidabile per un giallo-noir come il mio.

    A.M.: Che cosa dovrebbero aspettarsi i lettori dalla lettura di “Solo per stilografica”?

    Carlo Cocconi: Un momento di relax e divertimento. Il libro pone domande anche serie, se vogliamo, ma lo scopo principale è intrattenere il lettore con una lettura piacevole e una storia accattivante. Il resto viene da sé. Sono partito da una domanda: è possibile che l’arte nasca dal male? Ho cercato di dare una risposta senza, comunque, orientare il lettore verso le mie opinioni. Chi legge trarrà le sue conclusioni.

    A.M.: Quali sono i protagonisti del tuo romanzo noir?

    Carlo Cocconi: Protagonista è Sergio Sorrenti, un editore raffinato e di successo, scapolo inveterato, amante delle donne e della bella vita. Un uomo di successo che, a sessant’anni, scopre che il mondo che pensava si muovesse secondo regole precise e da lui stabilite è, invece, qualcosa di sconosciuto e inquietante. Penso di aver scritto, in fondo, un romanzo di formazione, con la variante che il protagonista non è un adolescente ma un uomo alle soglie della vecchiaia. Personaggi cardine, comunque, sono quelli femminili come Carla, segretaria di Sergio, e Donna Assunta, moglie del mentore di Sergio. Sono donne dalla forte personalità, che hanno una visione dell’esistenza più realistica di Sergio e che, nel bene e nel male, lo condizioneranno parecchio. Sergio scoprirà che la vita reale non è quel susseguirsi di desideri esauditi che ha sempre vissuto, ma qualcosa in cui bene e male sono strettamente intrecciati.

    A.M.: Come ti stai muovendo per promuovere il libro? Presentazioni? Social Network?

    Carlo Cocconi: Come prima cosa ho creato il mio profilo facebook, strumento nei cui confronti nutrivo diffidenza. Invece ho scoperto che, tutto sommato, dipende da come lo adoperi. Ho avuto la possibilità di riallacciare rapporti con persone che non vedevo da tempo e di acquisire visibilità in vista della pubblicazione del romanzo. Ho creato anche una pagina facebook dedicata al romanzo e una pagina “Carlo Cocconi Books” dove parlo della mi attività letteraria a 360 gradi. Ho anche un sito internet personale dove metto a disposizione di chi fosse interessato altri testi che ho scritto: atti unici per teatro ed un racconto sul judo (sport che pratico) che esce a puntate ogni domenica. Cerco tutte le opportunità che dà la rete che, se usata con un fine valido e “nobile”, è un formidabile strumento di promozione. Ho appena fatto una presentazione in una libreria di Udine, la mia città. Cerco di continuare su questa strada.

    A.M.: Pensi che “Solo per stilografica” sia un libro anche da spiaggia? Lo consiglieresti per le vacanze estive?

    Carlo Cocconi: Assolutamente sì. Si legge in fretta e, al di là della serietà delle tematiche di fondo, si può gustare anche come romanzo di intrattenimento. Uno degli obiettivi che mi ero prefissato era proprio questo: proporre tematiche serie ma permettere al lettore di apprezzare la storia senza costringerlo a rifletterci troppo su.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Watson Edizioni?

    Carlo Cocconi: Rispondo con una battuta: per me Ivan Alemanno è il numero uno. Gli devo tutto. Il rapporto è stato ottimo fin dall’inizio e mi auguro possa continuare a lungo.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Carlo Cocconi: Amo tantissimo questa frase di Eraclito, apparentemente semplice ma su cui fior di filosofi e studiosi si sono scervellati ad interpretare e che, per me, racchiude un’importante verità: Physis khryptesthai philei: la natura ama nascondersi.

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

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    http://www.watsonedizioni.it/

    http:// www.carlococconi. it

    https://www.facebook.com/carlo.cocconi.7

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/07/09/intervista-di-alessia-mocci-a-carlo-cocconi-ed-al-suo-solo-per-stilografica-in-tre-movimenti/

  • Mogol in Sardegna al Med in Art, festival di terra, musica ed arte, dal 12 al 13 luglio 2013, Samassi

    Med in Art, festival di terra, musica ed arte, dal 12 al 13 luglio 2013, a Samassi

    Dal 12 al 13 luglio, Samassi sarà investita da una carica di sostenibilità e creatività con il Festival “Med in Art”, letteralmente Mediocampidano in Arte, ma più in generale da “medio” (“che sta al centro”).

    Un festival che nasce per valorizzare non solo il territorio samassese ma anche la commistione di arti, ideato e progettato dall’associazione culturale Terranzena, sotto la direzione artistica del saxofonista Emanuele Contis, e promosso dal Comune di Samassi, dalla proloco, dal Lavoratorio venti undici, da Oubliette Magazine e dallo Skepto International Film Festival.

    Dalla sua inaugurazione, alle 18:00, “Med in Art” invaderà le strade del paese, gli spazi urbani saranno ri-arredati grazie all’utilizzo di materiali locali, riciclabili ed ad impatto ambientale zero. L’uso di installazioni, di proiezioni, e di illuminamento, avranno lo scopo di dare una “veste” nuova ed una nuova luce a luoghi che da anni sono considerati in modo unilaterale.

    Si creerà, in questo modo, una passerella nella quale saranno organizzati concerti, degustazioni, installazioni di fotografia e di pittura, proiezioni video, live painting, giocolerie, baby parcking, utilizzo della terra, riciclo, scoperta di antichi giochi e tanto altro. La piazza centrale delle attività sarà Piazza Italia, nella quale si svolgeranno anche reading, workshop, dibattiti, ed aperitivi culturali.

    Tutti i concerti e gli spettacoli si svolgeranno senza un palco ma semplicemente sul suolo pubblico con l’ausilio di piccoli service audio.

    Sarà proiettata una selezione di cortometraggi dallo Skpeto International Film Festival che ogni anno si presenta a Cagliari nel mese di aprile riuscendo a convogliare migliaia di spettatori.

    Di notevole interesse sarà la performance degli ospiti d’onore come Mogol, Jacopo Cullin, Beppe Dettori, La Contrabbanda, Ditta Vigliacci, od ancora le evoluzioni del Parkour, una disciplina metropolitana nata in Francia che consiste nel seguire un percorso superando ogni ostacolo. Presente il Lavoratorioventiundici con le sue proposte di miglioramento della vita delle persone grazie alla condivisione di ideali e valori.

    Dalla mattina alla notte “Med in Art” ci intratterrà con eventi gratuiti e liberi. La mattina del sabato ci saranno lezioni di musica e cinema offerte dai protagonisti del Festival.

    PROGRAMMA

    Venerdì 12 luglio

    18:00 Inaugurazione (Piazza Italia)

    18:30 Giocoleria (Rotonda) – Mostra Fotografica (Spazio Arte) – Attibvità ludiche (Larho Angioy)

    19:00 Aperitivo culturale (Caffetheria)

    20:00 Fiabe e Danze (Largo Angioy)

    21:00 Ditta Vigliacci “A tua insaputa” (Rotonda)

    21:45 Mogol “Racconto di una vita” (Piazza Italia)

    23:15 Live Snake Platform di Daniele Ledda (Spazio Arte)

    00:15 Proiezione di una selezione di corti dello Skepto Internation Film Festival (Piazza Italia)

    Sabato 13 luglio

    11:00 Mostra fotografica (Spazio Arte) – Attività ludiche (Largo Angioy)

    11:30 Workshop “Partire o restare” (Spazio Arte)

    13:00 “A pranzo con l’artista”

    18:00 Giocoleria (Rotonda) – Mostra Fotografica (Spazio Arte) – Attibvità ludiche (Larho Angioy)

    18:30 Workshop “da Itunes ai campi di cotone” (Spazio Arte)

    19:00 Aperitivo cinematografico (Caffettheria)

    20:00 “Dalla terra al cielo” (Largo Angioy)

    20:30 Giongo Spettacoli (Rotonda)

    21:00 Parkour (Rotonda)

    21:45 Presentazione cortometraggio “Buio” (Piazza Italia)

    22:00 Jacopo Cullin “Finché c’è cinema c’è speranza” (Piazza Italia)

    23:15 Live La Contrabbanda (Piazza Italia)

    00:30 Proiezione di una selezione di corti dello Skepto Internation Film Festival (Piazza Italia)

    …ed altri artisti a sorpresa!!!

    Lo spazio sarà circoscritto e tutte le installazioni verranno rigorosamente rimosse e non lasceranno traccia al termine del Festival. Dunque non perdetevi la possibilità di assistere alla trasformazione di Samassi in un centro di mescolanza tra presente e tradizione nel quale partecipano a pieno titolo arte, sostenibilità e cibo.

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

    3480962872

    Info

    https://www.facebook.com/events/515678095152488/515680438485587

    http://www.terranzena.net/

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/07/05/med-in-art-festival-di-terra-musica-ed-arte-dal-12-al-13-luglio-2013-a-samassi/

  • Leggimi, e sarai Letto!: la nuova idea editoriale della Diamond Editrice

    La letteratura non si improvvisa, un romanzo non si scrive per caso, un racconto non è frutto di una semplice storia qualsiasi che passa per la mente.”

    Queste parole sono state pronunciate dall’editore Simone Di Matteo in un’intervista del 2011. Oggi la Diamond Editrice ed il suo editore ci sorprendono con un’idea editoriale forgiata sull’originalità e sulla modernità.

    Leggimi, e sarai Letto!” è il nome della nuova idea della casa editrice. Un’idea che permette ai lettori di leggere e di farsi leggere per un’eventuale pubblicazione in una delle otto collane della casa editrice (“C’era una volta”, “Red Passion”, “Imago”, “People”, “Black Horse”, “Cocktail”, “Pillole”, “Frammenti”).

    La Diamond Editrice nasce solo nel 2010 ma in così poco tempo è riuscita a farsi un nome nel mondo dell’editoria grazie alla forza inventiva non solo del suo editore ma anche di tutti i collaboratori presenti. Un gioco di squadra che ha portato, tra le altre, la collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

    La nuova iniziativa è diretta agli autori e lettori che hanno un manoscritto inedito a casa e che non sanno se inviarlo o meno per una valutazione, tante volte l’autore è in dubbio a causa delle varie esperienze negative che si nascondono dietro l’angolo.

    “Leggimi, e sarai Letto!” da l’opportunità e la sicurezza agli autori di proporre i propri scritti, di essere letti ed in caso di esito positivo, di essere pubblicati; in caso di esito negativo gli autori saranno avvertiti. Un’idea che prende spunto dalla realtà: troppi scrittori e pochi lettori.

    Dunque, non solo un’iniziativa letteraria ma anche un’iniziativa sociale che mette al primo posto la necessità della lettura ed il bisogno di qualità editoriale.

    Inoltre si avranno tempi brevissimi di valutazione, tutto lo staff sarà unito nel progetto. Una presa di coscienza della casa editrice che si propone di intraprendere e lanciare nel panorama culturale italiano una sorta di rivoluzione editoriale. Questa nuova governance ha lo scopo di far conoscere i “gioielli” presenti all’interno del catalogo della DiamonD EditricE.

    Per partecipare a “Leggimi, e sarai letto!”, e dunque per aver la possibilità di essere letto, si dovrà sfogliare il catalogo online della DiamonD EditricE e scegliere un solo libro. Dopo aver ordinato il libro si dovrà inviare un’email alla redazione allegando il numero dell’ordine, l’inedito che si vorrebbe far pubblicare e qualche informazione biografica.

    L’email sarà dunque il veicolo dell’iniziativa e permetterà al lettore di diventare scrittore, ed in taluni casi allo scrittori di divenire lettore. Ricapitolando, per partecipare basterà ordinare un libro dal catalogo della casa editrice ed inviare un email con i dati, il codice dell’ordine e il proprio inedito.

    Tutti gli inediti inviati saranno valutati da una commissione speciale di lettura e selezione dei testi, composta da esperti nel settore. Le spese di spedizione sono a carico della casa editrice e le email senza codice di acquisto non saranno prese in considerazione.

    In questo modo, la DiamonD EditricE si dimostra unita in una lotta editoriale che va contro la prevaricazione di pochi nei confronti dei più. Una sorta di dimostrazione creativa di ciò che si può attuare tra i semplici, tra le persone come noi che pensano che, oltre alla speranza, debba uscire anche la giustizia dal vaso di Pandora.

    Written by Alessia Mocci

    Addetto Stampa ([email protected])

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    http://www.diamondeditrice.eu/

    [email protected]

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2013/06/12/leggimi-e-sarai-letto-la-nuova-idea-editoriale-della-diamond-editrice/

  • La regalità calò dal cielo record di vendita: ottava posizione su Ibs

    Essere nella classifica dei cento libri più venduti della settimana su Ibs, considerando il cospicuo numero di pubblicazioni che avvengono ogni giorno in Italia, è una soddisfazione per un autore, soprattutto per un debuttante come Roberto Lirussi. Esser all’ottava posizione a soli sette scalini sotto Roberto Saviano è una doppia compiacenza.

    Così, “La regalità calò dal cielo” di Roberto Lirussi, edito nel settembre del 2012 dalla casa editrice Edizioni Segno, raggiunge l’ottava posizione in un’importante classifica di vendita online. Un Thriller storico che indaga su una questione sempre attuale: le religioni e la loro genesi.

    Un affascinante dialogo con l’autore attraverso i secoli ed attraverso le manipolazioni storico-filosofiche che ci sono state nel corso della storia delle civiltà umane e che il Lirussi ha indagato a fondo. “La regalità calò dal cielo” inizia il suo percorso 4336 anni fa, nel 2325 a.C., ed arriva sino al 2011. Due piani temporali che si uniscono nel narrare una storia in qualche modo diversa da quella che conosciamo, un’altra ipotesi che pone degli interrogativi su quella avvalorata e studiata in modo tradizionale.

    Durante gli ultimi 30 anni, sono state fatte tantissime scoperte, grazie anche alla facilità di comunicazione che ha permesso e permette tramite la Rete Internet di poter conoscere la Terra in modo preciso e più immediato. Così anche per i saggi, le fonti e tutti gli strumenti difficilmente reperibili da chiunque in passato, oggi, possono essere reinterpretati e diffusi a tutti coloro che si pongono domande sulle origini dell’essere umano, le etnie primigene, le ataviche credenze che non erano ancora strutturate in religioni. Roberto Lirussi, in questo romanzo thriller, presenta i due piani temporali con dei personaggi che vivono la scoperta di antiche verità, arrivando a trasformare un saggio sulle civiltà pre-e post-sumere ed in un romanzo irto di mistero e di fascino, colpi di scena e suspance. E, forse, proprio per questa dinamica stilistica, l’autore, è riuscito ad ottenere una posizione ottima sul web e sulla diffusione del suo libro.

    Non penso sia impossibile e nemmeno tanto difficile interpretare tali segni”, intervenne Clarissa, “parlo, evidentemente, da storica”. “Secondo me è un semplicissimo cuneiforme, magari agli albori, non ancora influenzato da altri linguaggi, proto-elamici o pre-ugartici. I simboli sono poi disposti in maniera totalmente ordinata, direi simmetrica, quindi stanno ad indicare che quanto è scritto è preciso, definito, non è una comunicazione ‘a spanne’”.

    Il nome di Noè può essere simbolico (noah = aver riposo, quiete dopo la tempesta) come per i tre figli capostipiti di tutti i popoli. Nell’altro testo sacro babilonese dell’Enuma-Elish si descrive

    la lotta tra Enlil, geloso del salvataggio dell’uomo, ed Enki. Il primo, per vendicarsi, ordina a Tiamat, essere vivente dei mari, invincibile, di generare dei mostri e comandare su tutti gli Dei, ma Marduk, figlio di Enki, lo uccide e riceve in compenso la supremazia su tutti gli Dei.

    E l’autore, da buon storico, continua la sua indagine con una raccolta di saggi derivanti dai suoi studi universitari e da molte sue ricerche, letture ed indagini personali in uscita a maggio 2013 con la casa editrice Edizioni DrawUp nella sottocollana Oubliette. Una pubblicazione che presenta sin dal titolo la provocazione che Roberto lancia ai suoi lettori: “Dalla Svastica alla Bibbia, Vicino Oriente Antico, nascita ed evoluzione di etnie e religioni” testo che conferma la passione, obiettività e precisione con cui il Lirussi intraprende il suo lavoro.

    I miei obiettivi sono due: primo, accumulare, ma non sicuramente per tenermelo per me e divulgare conoscenza, senza preconcetti o dogmi; secondo, sapere, poi, che ciò che era nel mio cervello, viene comunicato ad altre menti e, soprattutto, apprezzato”.

    Crediamo siano tutti ulteriori motivi per interessarsi ai suoi particolarissimi ed al giorno d’oggi più che mai utili lavori in tempi di difficilissimo dialogo inter-etnico-religioso.

    Written by Alessia Mocci

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    http://oubliettemagazine.com/2013/05/08/la-regalita-calo-dal-cielo-record-di-vendita-ottava-posizione-su-ibs/

  • Dalla grotta al tempio: alcune tappe sulla vita di Gesù, di Rosario Tomarchio – recensione

    Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.”

    Maria, una vergine che diverrà madre del figlio del Dio del Cristianesimo. Nel Vangelo di Luca si racconta la genesi dell’incontro fra l’Angelo Gabriele e Maria, un incontro voluto dal Dio e che annunciava l’arrivo nel pianeta Terra di suo figlio. Il primo figlio di un Dio nato da una vergine, Gesù, nacque secondo la profezia dell’Angelo e con una gioia immensa da parte della madre e di Giuseppe.

    Dalla grotta al tempio” è un breve saggio stampato nel 2013 da Ilmiolibro.it, composto di quattro capitoli principali (“La grotta”, “La pietra angolare”, “Il Rosario” ed “Il tempio”), che si sviluppano attorno alla vita di Gesù. Dal primo capitolo si percorrono le tappe principali della vita del figlio del Dio cristiano, ed infatti la denominazione “La grottaè significativa della sua nascita e dei suoi primi anni di vita.

    I Vangeli sacri per la Chiesa Cattolica sono il principale strumento utilizzato per la stesura del saggio, sono diverse le citazioni precedute dalla propria indicazione di versetto. L’autore, Rosario Tomarchio, conferma il suo interesse verso la religione cattolica preannunciata dalla pubblicazione di un altro breve saggio, “In cammino”, nel quale letteralmente si cammina verso i luoghi santi di maggior interesse al tempo odierno. Oltre a varie partecipazioni su raccolte poetiche collettive ed ebook, Rosario Tomarchio è legato alla poesia con la silloge “Storia d’Amore”, e di prossima pubblicazione per la casa editrice Edizioni DrawUp, “Ricordi di poesie”.

    giovedì 11 febbraio 1858: con la sorella Maria e Jeanne Abadie, un’amica, Bernadette si recò lungo il Gave per raccogliere della legna. A causa della sua salute precaria, ella esitò ad attraversare il Gave, gelato, come avevano fatto la sorella e l’amica. Fu allora sorpresa da un rumore e alzò la testa verso la grotta di Massabielle: ‘Intravidi una signora vestita di bianco: ella portava un vestito bianco, un velo anch’esso bianco, una cintura blu e una rosa gialla su ciascun piede’.”

    Il giorno in cui Marie- Bernarde Soubirous, meglio conosciuta come Santa Bernadetta Soubirous, ebbe la visione della donna vestita di bianco è la prima tappa dell’excursus della vita della ragazzina che fece tremare la Chiesa con le sue affermazioni. Nel saggio è evidenziato anche l’accadimento fortuito di ciò che avvenne in seguito: creare un luogo santo, Lourdes.

    Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèoga e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: ‘Donna, ecco il tuo figlio!’. Poi disse al discepolo: ‘Ecco la tua madre!’. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.”

    Written by Alessia Mocci

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    Rosario Tomarchio

    http://rosariotomarchio.altervista.org/libri.html

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    http://oubliettemagazine.com/2013/05/06/dalla-grotta-al-tempio-alcune-tappe-sulla-vita-di-gesu-di-rosario-tomarchio-recensione/

  • Alessandro Cortese, Eden e Ad Lucem: da Roma a Pescara, una settimana di Perdute Genti

    Resoconto della presentazione romana e pescarese di Eden e Ad Lucem, rivisitazione della Bibbia di Alessandro Cortese

    Sabato 2 marzo 2013, nella splendida cornice della Libreria Risvolti, nel cuore del quartiere Appio Claudio di Roma, si è svolta la presentazione di Ad Lucem, seconda parte della rivisitazione della Bibbia ad opera di Alessandro Cortese.

    Un seminario sul Diavolo, logico accompagnamento alla presentazione dei romanzi di Cortese, è stato tenuto alle porte della Città del Vaticano, e sebbene potesse sembrare provocatorio e irriverente metterlo in opera proprio lì, gli intervenuti non sono stati di certo colpiti nella loro fede religiosa, quanto piuttosto in ciò che credevano di sapere sul Satana biblico.

    Nel corso del seminario si è parlato di Eden, romanzo d’esordio dell’autore siciliano, nel quale Cortese ha proposto l’insolita ed originalissima reinterpretazione della Genesi, affrontandola dal punto di vista degli Angeli, ribelli in nome della libertà; il sequel di Eden, Ad Lucem (entrambi editi dalla milanese Arpanet), si apre invece con la cacciata negli inferi di Lucifero e dei suoi cospiratori, assieme ai parenti degli stessi. Sarà sul fondo dell’Abisso che il Teatro messo in piedi da Cortese mostrerà al pubblico la presa di potere di Lucifero, il quale si trasforma da capo rivoluzionario in sanguinario dittatore, pronto a sfruttare tutto e tutti pur di mettere le proprie mani sul Creato. Due opere audaci, che sconvolgono completamente la figura del Diavolo, perché se in Eden Lucifero era colui che restituiva agli angeli la libertà, in Ad Lucem diventa un simbolo, piuttosto, della necessità di una più collettiva presa di coscienza, incarnando quella ribellione che “porta a non lasciarsi organizzare ma ad organizzarsi da sé, togliendo fondamento alle istituzioni marce, fino al midollo, per innalzarsi al di sopra di esse”; i due romanzi, quindi, tra slanci anarchici in cui è possibile ritrovare le parole di Bakunin e Nietzsche, discutono neanche troppo velatamente la politica dietro le dinamiche decise dai grandi gruppi di potere, muovendo una critica aspra e chiarissima verso tutte quelle istituzioni che, sfruttando il popolo, fanno la propria ricchezza.

    Spaziando dalla simbologia al mito, dalla storia alla religione, ma rimanendo sempre concentrati sulla carismatica figura del “suo” Diavolo, Alessandro Cortese ha condotto le “perdute genti” della Libreria Risvolti attraverso studi approfonditi su testi sacri e grandi opere letterarie, affrontando gli argomenti relativi alla discussione da molteplici e non convenzionali punti di vista, anticipando qualcosa, anche, su ciò che riserva il suo futuro letterario: Il terzo capitolo della trilogia, che ha debuttato con Eden ed è andata avanti con Ad Lucem, s’intitolerà Genesi ed uscirà in due volumi a distanza di un anno l’uno dall’altro, indicativamente nel Dicembre 2013 e Dicembre 2014, ancora per Arpanet.

    La scelta dell’autore di separare in due parti quest’ultimo lavoro è dettata dall’avere a disposizione, sostiene Cortese, un climax “memorabile” per il finale del primo libro di Genesi, climax che di certo avrebbe perso appeal se inserito all’interno di un’unica storia.

    Così se nella prima parte di Genesi, come suggerito dal finale di Ad Lucem, si apriranno i sigilli del Libro delle Rivelazioni, i quattro cavalieri dell’Apocalisse devasteranno il Mondo degli Uomini e ci sarà battaglia tra l’esercito di Yahweh e quello di Lucifero, il secondo libro sarà quasi del tutto ambientato ad Eden, nel passato dell’angelo della luce. Del resto, il titolo Genesi fa pensare ad una chiusura del cerchio che segni un nuovo inizio dopo la Fine, ma che sappia pure riportare i personaggi lì dove tutto si è originato: per le strade nebbiose dell’Eterna Città di Pietra.

    Quanto sostiene Cortese è che tutti i lettori che l’hanno seguito, lo seguono e lo seguiranno fino alla conclusione del viaggio, non saranno delusi e, soprattutto, non penseranno mai più al Diavolo come sono stati abituati a fare fin ora: Lucifero sarà il Satana che le credenze popolari hanno descritto, ma sarà pure il Demonio degli gnostici ed il ribelle di Milton, il titano dantesco ed il biblico tentatore, in quell’ottica di “uno, nessuno e centomila” tanto cara all’autore siciliano.

    Sabato 9 Marzo, invece, nella splendida e ricca cornice della Feltrinelli di Pescara, c’è stato modo di bissare la presentazione/seminario di Cortese con un vero e proprio evento: i maestri Francesco Filippo Negri (violino) e Giulio Celenza (piano) hanno prestato il loro talento per addolcire il viaggio delle “perdute genti”, riunite in libreria per ascoltarli; due i pezzi realizzati: in apertura “Thais”, musica capace di suonare la storia d’amore tra il monaco Athanaël e la bella cortigiana Thais, appunto; un omaggio musicale al tema dell’amore più sentito, quindi, lo stesso amore che anima le pagine di Cortese quando ad interagire sono Lucifero e Lilith o Lucifero ed Eva; il pezzo in chiusura dell’incontro, l’Ave Maria di Astor Piazzolla, è servito a richiamare invece la figura della madre, anche questa fondamentale nell’economia dell’intero Ad Lucem: non è la madre, forse, a rappresentare Dio sulla terra? E Lucifero, per rinnegare Dio, non deve forse rinnegare la propria madre?

    Splendide note, quelle suonate dai due maestri intervenuti, capaci di far sentire al pubblico un po’ di quelle sensazioni provate dall’autore, il quale ascoltava Thais o Piazzolla per scrivere alcuni passaggi dei suoi libri.

    Alessandro Cortese (Messina 1980) si avvicina al mondo della scrittura dopo una brillante, seppur breve, carriera accademica. Si laurea in Chimica nel 2005, si trasferisce per lavoro a Milano nel 2006 e vi rimane per due anni, nei quali ha modo di conoscere la realtà editoriale giovane e dinamica nella quale si muove Arpanet. Nel 2008 si trasferisce in Abruzzo, dove consegue un dottorato in Scienze, ma si lamenta del fatto che una vita non basti per studiare qualunque cosa, quindi si dedica alla ricerca religiosa e alla letteratura mitica perché possano ispirarlo nello scrivere, abbandonando l’ambiente universitario perché incapace di motivarlo adeguatamente. Oggi vive a Pescara, dove lavora come insegnante precario nelle scuole medie e superiori della provincia.

    Tra le principali opere da lui scritte e pubblicate: “Vita e ricordo di Mary Ann Nichols. Prostituta” (ARPANet, 2007), “Eden” (ARPANet, 2010), il suo romanzo d’esordio che racconta la caduta di Lucifero ribaltando l’opinione comune che si ha della Creazione, e “Ad Lucem”, (ARPANet, 2012), secondo tassello della sua personale trilogia sull’angelo della luce, quello che completa la cacciata degli angeli e della razza umana, proiettando figli del Cielo e della Terra verso la fine del mondo.

    Nel 2013 pubblicherà, ancora con Arpanet, il terzo episodio della trilogia luciferina, dal titolo Genesi e attualmente in fase di stesura; sono tuttavia diversi i romanzi già ultimati da Cortese e attualmente inediti, di genere storico o capaci di raccontare la vita di tutti i giorni, sempre oscillando tra spiritualità e politica, tra filosofia e fantasia.

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/03/12/alessandro-cortese-eden-e-ad-lucem-da-roma-a-pescara-una-settimana-di-perdute-genti/

  • Finalisti della V Edizione del Premio Nazionale “Un mare di poesia”: finale il 16 marzo 2013 a Roma

    La Quinta Edizione del Premio Nazionale di Poesia per i più piccoli “Un mare di poesia” è scaduto lo scorso 9 febbraio. “Un mare di poesia” si appresta a vivere la finale del prossimo 16 marzo 2013 a Roma forte di una partecipazione e di un entusiasmo davvero impagabili.

    723 sono gli elaborati giunti al vaglio della giuria, decine le scuole elementari e medie di tutta Italia coinvolte nel progetto. La stima e la passione di insegnanti e famiglie… “Un Mare di Poesia”, da semplice concorso poetico, diviene una sorta di movimento culturale ad uso e consumo dei ragazzi, uno strumento concreto di aggregazione sociale ed intellettuale a servizio dei più piccoli, un viaggio verso il cuore dei giovanissimi da condividere e adottare.

    Sabato 16 marzo 2013, presso i Parchi della Colombo a Roma, Loc. Infernetto in Via Maurice Ravel, 408 alle ore 16:00, avrà inizio la cerimonia di premiazione dei 25 finalisti e sarà una splendida festa che onorerà tutti i partecipanti.

    Ingresso assolutamente gratuito, partecipazione straordinaria dei Jalisse.

    FINALISTI

    Barbazza Pilar Teresa Salgareda ( Tv )
    Bojora Daniel Roma
    Boundar Omar Roma
    Calabria Giada Roma
    Campi Giulia Roma
    Centofanti Camilla Roma
    Covalero Ilaria Trieste
    Dal Cero Elisa Inverigo ( Co )
    De Minicis Filippo Roma
    Di Lorenzo Simona Mondragone ( Ce )
    Di Mario Tommaso Roma
    Favata Vittorio Palermo
    Feliziani William Roma
    Grammatico Valerio Roma
    Leone Adriana Chiaiano ( Na )
    Macrì Federico Milano
    Marziale Arianna Roma
    Monaco Chiara Roma
    Netti Serena Alia ( Pa )
    Ricci Angelica Oderzo ( Tv )
    Salvi Valerio Roma
    Selvaggio Miriam Roma
    Tharusha Jayasuraya Roma
    Tognetti Melissa Salgareda ( Tv )
    Toro Olivia Roma

    Si ringrazia per il sostegno:

    Ringraziamo i Jalisse, testimonial d’eccezione di Un Mare di Poesia, per la fiducia, l’affetto e la forza che ci hanno donato e dimostrato.

    Comune di Casale Monferrato nelle autorità del Sig.Sindaco Giorgio Demezzi e l’Assessore Manifestazioni e Grandi Eventi Augusto Pizzamiglio.

    Comune di Napoli nelle autorità del Sig.Sindaco Luigi DeMagistris, l’Assessore Scuola e Istruzione Anna Maria Palmieri e il Presidente Commissione Cultura Maria Lorenzi.

    Comune di Roma nelle autorità del Sig.Sindaco Gianni Alemanno e l’Assessore Politiche Educative e Scolastiche Gianluigi De Palo.

    Comune di Salgareda nelle autorità del Sig.Sindaco Vito Messina e l’Assessore Cultura, Pubblica Istruzione e Attività Giovanili Mario Sartor.

    Il XIII Municipio del Comune di Roma nelle autorità del Sig.Presidente Giacomo Vizzani e l’Assessore Politiche Sociali e Scuola Lodovico Pace.

    L’Ascom Litorale di Roma nella persona del Presidente Luca Capobianco.

    Si ringraziano inoltre i nostri sponsor:

    Parchi della Colombo di Eliana e Daniele Zappacosta

    La Vitali Consulting di Armando Vitali

    Viaggio e Vedo” di Piera Marrone

    La Mimosa “ di Gemma Teti

    Gentili Sport” di Raniero Miccoli

    Fratelli Panella” di Raffaele e Dino

    Oubliette Magazine ed Alessia Mocci

    Art Litteram e Cinzia Baldini

    Alessia Mocci

    Addetto stampa ([email protected])

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  • Seconda ristampa de Storia d’Amore, silloge poetica di Rosario Tomarchio

    Due anime, un solo corpo/ Due cuori che si amano/ Un sì lungo tutta la vita./ Due anime, un solo corpo/ Unite per l’eternità/ Per dare al mondo/ Una nuova vita” – “Matrimonio”

    È stata annunciata nei primi giorni di dicembre la seconda ristampa della silloge poetica “Storia d’Amore”, edita nel marzo del 2012 dalla casa editrice Aletti Editore.

    L’autore Rosario Tomarchio ha esordito nel 2010 con “La musica del silenzio”, seguono “Tra acqua santa e fuoco”, “La Sicilia nelle tradizioni in cucina”, “Il mito della semplicità”, “Storia d’Amore” ed il piccolo saggio sulle peregrinazioni nelle Terre Sante “In Cammino”.

    In “Storia d’Amore” albergano trentuno liriche che indagano sulla tematica del sentimento amoroso in ogni sua forma, dall’amore genitoriale all’amore verso la natura, dall’amore prodotto dall’amicizia all’amore intimo fra due persone.

    La raccolta, nella sua interezza, intrattiene con il lettore un discorso sulla bellezza dell’amare qualcuno e sul dovere dell’essere umano di essere libero di esprimerlo. Nel corso della storia della letteratura, la tematica amorosa ha da sempre suscitato un fascino particolare ed in continua evoluzione si muove ancora oggi. È l’amore che regge il mondo, alcune volte bisogna ricordarlo agli esseri umani.

    Eccomi seduto qui con il lapis in mano e un foglio bianco/ Solo in silenzio, e il mondo mi parla./ Solo e mi perdo nei silenzi della gente./ Solo guardo dalla finestra: le foglie secche che tornano da mamma natura./ Eccomi seduto qui con il lapis in mano e un foglio bianco/ E penso a te:/ a te gentil uomo,/ a te piccola donna,/ a te piccolo grande mondo,/ a te che ti dono un sogno,/ a te che un giorno parlerai di me.” – “Penso a te”

    L’intimismo dell’autore è una forte componente della raccolta, in “Penso a te” sin dai primi versi si constata la solitudine dell’amante della scrittura che si accinge a raccogliere in parole i suoi pensieri. L’Io poetico procede con sicurezza sul suo appropriarsi di carta e penna per sigillare il suo silenzio con il vocio dell’universo.

    Partendo da una constatazione naturale sulle stagioni e sui cicli esistenti di vita e morte, l’Io si ricopre di benevolenza verso ciascun essere umano. Una benevolenza che scaturisce da un’innata passione verso lo splendore dell’unione fraterna e carnale.

    In “Penso a te”, ed un po’ in tutta la raccolta, prevale la figura retorica della ripetizione: le anafore si susseguono con fare deciso e musicale. Quell’ “A te” in anafora è una chiara immagine di coesione che abita tra l’Io ed il possibile lettore ed/od ascoltatore.

    L’autore è attivo sui social network per promuovere la sua poetica anche in modo molto divertente per i lettori, infatti, nel mese di settembre ha promosso una gara poetica gratuita dal titolo omonimo alla sua raccolta. La gara ha contato più di 160 poesie partecipanti ed i primi tre classificati hanno ricevuto a casa una copia con dedica di “Storia d’Amore”.

    Sul suo sito personale, Rosario dichiara come descrizione della raccolta:

    Con Storia d’amore voglio raccontare l’amore puro tra una donna e un uomo, l’amore per la vita. Raccontare i sentimenti belli che nascono dal cuore senza trascurare i momenti tristi della nostra vita, con le parole semplici della poesia.

    Written by Alessia Mocci

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    http://rosariotomarchio.altervista.org/libri.html

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    http://oubliettemagazine.com/2012/12/24/seconda-ristampa-de-storia-damore-silloge-poetica-di-rosario-tomarchio/

  • “Spicchi e specchi”, raccolta poetica di Daniela Taliana – recensione

    Il tenue raggio di una primavera/ ancora incerta e capricciosa,/ scalda un sommesso mormorio/ che davanti alla chiesa aspetta/ chi oggi andrà all’altare non più solo/ come bianca sposa.// Il tuo sguardo confuso tra la gente/ approda nel mio come scialuppa/ dopo una lunga ed estenuante tempesta,/ sciogliendo in un lungo attimo/ resistenze e rassegnazioni tra/ le mie braccia che ti sostengono.” – “Quel giorno”

    La giornata della sposa bianca, la giornata nella quale la giovane donna indossando le sue più pure vesti si reca consapevole della situazione futura: essere il centro della famiglia, essere il sostegno di un’altra persona, di un’altra anima.

    Spicchi e specchi”, edito nel 2012 dalla casa editrice Aletti Editore per la collana “Gli emersi poesia”, è una raccolta poetica dell’autrice Daniela Taliana (Tripoli – 1964). La silloge è vincitrice del “Premio Internazionale Città di Ostia-sezione Ostia con Amore”, del Premio di Poesia al Concorso “Il Telescopio” di Casalpalocco, del Premio di Poesia al Concorso Internazionale “L’Airone d’Oro”, e del terzo posto del “Premio Internazionale di Poesia Memorial Gennaro Sparagna”.

    La prefazione “Saper Amare” è firmata da Francesco Facciolo. La foto di copertina è della stessa autrice, è intitolata “Il Faro” ed è sotto lo pseudonimo di Ghibli, utilizzato da Daniela nelle sue opere pittoriche ad acquarello.

    “Spicchi e specchi” consta di cinquantina di liriche nelle quale prevale nettamente la tematica dell’eros. Eros intenso come amore in ogni sua forma, ma con una forte percentuale della componente sentimentale che si crea nell’amore fra uomo e donna.

    Il lettore si troverà davanti spicchi di momenti, sensazioni descritte con l’ausilio della memoria emozionale; e ci saranno spicchi per l’amore verso i figli, spicchi per l’amicizia. Spicchi verso gli incantesimi:

    Una vecchina dal corpo esile/ e il volto consumato dall’età,/ mi è apparsa in sogno l’altra notte/ per farmi un incantesimo.// Ho sentito la sua voce stridula/ ferirmi i timpani/ e farmi sanguinare il cuore.// Mi ha parlato di te/ mi ha descritto il tuo sguardo,/ mi ha fatto sentire il tuo profumo/ ed il tuo calore/ per poi negarti a me per sempre.//[…]” – “L’Incantesimo”

    La silloge presenta un’altra grande tematica, preannunziato anche’esso dal titolo, che si materializza in specchio, lo sguardo attento dell’autrice si riflette sul trascorso con un fare critico ed autoritario.

    L’Io poetico si manifesta agile nel pensiero, attraversando correnti direzionali che riportano all’attimo in cui il tempo non ha avuto la corona, all’attimo in cui le energie dell’amore erano libere di urlare.

    L’importanza del concetto temporale annesso alla tematica dello specchio crea, di conseguenza, una discussione interiore, di cadenza malinconica, fra l’Io ed il Tempo:

    È già sera/ ed il tempo delle cose mi appartiene.// L’odore della notte non riesce a distinguersi dal giorno,/ proprio come questo orizzonte infinito/ che inghiotte i miei sogni.// Il palcoscenico della mia vita/ lascia scorrere immagini ingiallite dal tempo,/ che contengono la dolce malinconia di questo momento.// Adoro il tempo delle mie cose/ che lascia spazio ai pensieri,/ ma non dimentica l’essenza della mia vita.” – “Il tempo delle cose”

    Written by Alessia Mocci

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    http://www.facebook.com/pages/Spicchi-e-Specchi-di-Daniela-Taliana/304298389592356

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    http://oubliettemagazine.com/2012/12/18/spicchi-e-specchi-raccolta-poetica-di-daniela-taliana-recensione/