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  • Intervista di Alessia Mocci a Vittorio Giacomelli ed al suo romanzo Lo specchio di fronte

    Nel corso del racconto, protagonisti e comparse intrecciano le loro storie in maniera mai scontata. Ogni incontro toglie un velo dall’immagine esteriore degli attori, fino a farli svelare completamente. È così che personaggi impeccabili tirano fuori lati nascosti e imprevedibili.” (Il Messaggero)

    Lo specchio di fronte” è una storia di sana follia, ambientata nella Capitale e che vede come personaggi una cerchia di persone appartenenti alla Roma bene. Vittorio Giacomelli esplora per la prima volta il romanzo ed è subito successo.

    Nato ad Orbetello nel 1964, sin dalla tenera età eccelle nell’organo e successivamente con il nobile pianoforte. Vittorio coltivava un sogno che si è avverato nel 2010 con l’album “Sabbia” e nel 2011 con “Gatto nero”, entrambi distribuiti in tutto il Mondo.

    Una passione per l’arte che si materializza anche nella scrittura, sono diversi i commenti di apprezzamento per i suoi brevi racconti per bambini e ci si aspettava un grande esordio nell’editoria.

    Nel 2013 la casa editrice Intermedia Edizioni è certa che “Lo specchio di fronte” sia un grande romanzo contemporaneo di rilievo per la concretezza e per l’analisi di una società buffa, ironica che si ritrova davanti al proprio specchio interiore in abbandono dell’acquiescenza.

    Un romanzo divertente, contradditorio con tanti piccoli colpi di scena ed un intrico di storie e di personaggi degne di uno scrittore di thriller psicologici.

    Ma scopriamo assieme alcune curiosità sull’autore che con molta disponibilità ha accettato di rispondere ad alcune domande. Buona lettura!

    A.M.: Vittorio, nasci artisticamente come musicista. Inizi presto, ed ad otto anni capisci che il tuo strumento sarebbe stato il pianoforte. Da questa passione, mai abbandonata, nascono due album, “Sabbia” e “Gatto nero”.

    Vittorio Giacomelli: La passione per la musica mi venne trasmessa da mio zio, un uomo speciale, un religioso missionario Salesiano. Lui oltre che teologo era maestro di musica, il mio cammino musicale lo iniziai ad otto anni con lo studio dell’organo da chiesa, strumento che presto sostituii con il pianoforte. Altri miei amici intrapresero lo studio della musica e un bel giorno decidemmo di formare una band. Nel 2010 iniziammo la registrazione del primo album “Sabbia”, altro non è che un viaggio nel mondo dell’amore. È un album al quale sono molto legato, è molto curato nei testi e negli arrangiamenti, lo definirei “Magico” ha la capacità di trasportare l’ascoltatore in una dimensione surreale dove gli sarà facile rivivere e condividere esperienze comuni a tutti. L’anno dopo registrammo “Gatto nero” con undici brani, un misto fra Rock, acide jazz, pop, e funkay, un album molto articolato e ricco di contenuti socio politici contemporanei, e non privo di storie d’amore. Gli album sono distribuiti in tutto il mondo dalla piattaforma Zimbalam, che raggruppa tutti i distributori musicali, inoltre si possono vedere alcuni video su Youtube semplicemente scrivendo il mio nome.

    A.M.: “Lo specchio di fronte” è il tuo primo romanzo. Ti ricordi il momento in cui è stato chiaro nella tua mente che la storia che stavi immaginando sarebbe poi diventata un libro?

    Vittorio Giacomelli: La storia del romanzo è sempre stata chiara nella mia mente, come chiaro è sempre stato il ruolo di ogni singolo personaggio. Il mio intento era quello di scrivere una storia contemporanea capace di coinvolgere il lettore a tal punto da dargli l’impressione di poter cambiare il corso degli eventi. Credo di esserci riuscito.

    A.M.: I personaggi de “Lo specchio di fronte”, sia principali che secondari, presentano un intreccio impeccabile, mai scontato. È stato complesso intersecare le loro vite?

    Vittorio Giacomelli: Le vite dei personaggi dovevano non solo camminare parallele ma anche interagire continuamente fra loro, è stato un lavoro complesso e faticoso, i personaggi, ognuno con il suo ruolo dovevano approdare ad una meta, non dovevano essere scontati o complicati, in più alcuni di loro hanno dovuto affrontare un cammino che li ha portati a fare scelte dall’etica discutibile, il tutto per lasciare libera interpretazione al lettore su ciò che è giusto o sbagliato.

    A.M.: Le loro vite sono contaminate da una buona dose di follia, pensi che ognuno di noi nella vita reale abbia una certa quantità di pazzia incorporata?

    Vittorio Giacomelli: La storia anche se rivista e corretta nasce da una serie di confidenze a me fatte da uno svariato numero di persone, tutte appartenenti alla Roma bene. Un concentrato di èlite che trascorre le vacanze estive in una mia struttura balneare. Posso dire che “Lo specchio di fronte ” contiene molta verità.

    A.M.: Qual è la percentuale di Vittorio Giacomelli nel libro?

    Vittorio Giacomelli: In quanto trama di mio non vi è nulla, ma per quanto riguarda le scelte decisionali, cioè la giusta strada da percorrere c’è una grossa percentuale!

    A.M.: Si può dire che “Lo specchio di fronte” sia il tuo primo libro, ma sei conosciuto anche come scrittore di storie per bambini. Hai lasciato definitivamente il progetto delle brevi storie, oppure è solo una pausa?

    Vittorio Giacomelli: Le storie da bambino ci saranno sempre, fanno parte della mia vita. Ti confesso che trovo più difficoltà nello scrivere storie per piccoli che un romanzo per grandi.

    A.M.: Compositore, musicista, scrittore ed imprenditore. Qual è il tuo segreto? Hai venduto l’anima al diavolo?

    Vittorio Giacomelli: No non ho venduto nessuna anima! È la passione per ciò che faccio che mi permette di riuscire a far combinare tutte queste cose.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Intermedia Edizioni? La consiglieresti?

    Vittorio Giacomelli: Con la mia casa editrice la Intermedia Edizione mi trovo molto bene, sono persone serie e molto professionali ed inoltre hanno da subito creduto nel mio modo di scrivere.

    A.M.: Hai in programma delle presentazioni de “Lo specchio di fronte” in qualche città italiana?

    Vittorio Giacomelli: Per “Lo specchio di fronte” nessun programma, ce ne sono già state molte, ma per il suo seguito “La grande sfida” sì, sicuramente la prima si svolgerà a Porto Ercole presso la mia spiaggia, e come per “Lo specchio di fronte” inviterò amici del mondo della musica con i quali suoneremo alcuni pezzi.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Vittorio Giacomelli: “Qualunque cosa chiederai al padre mio nel mio nome, egli te la concederà.” Gesù Cristo

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa

    Info

    https://www.facebook.com/vittorio.giacomelli.3

    https://www.facebook.com/pages/LO-Specchio-DI-Fronte/1445118082379071

    http://www.intermediaedizioni.it/index.php

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/02/08/intervista-di-alessia-mocci-a-vittorio-giacomelli-ed-al-suo-romanzo-lo-specchio-di-fronte/

  • Nasce Ex libris – Lui e Lei: la nuova collana editoriale della casa editrice romana Kogoi Edizioni

    “Tutti gli uomini naturalmente desiderano sapere, la cultura è fattore centrale della conoscenza, è imprescindibile dall’essere umano, in quanto frutto del suo lavoro intellettuale, e indispensabile alla sua crescita. La conoscenza rende consapevoli, coscienti e liberi.”

    Come non dar ragione a queste parole che inneggiano alla consapevolezza della libertà attraverso la cultura, attraverso la conoscenza del passato e delle sue ragioni etiche e sociali, nonché della bellezza dello sguardo dello scrittore sempre vigile ed attento nei confronti del mutare della società.

    È fondamentalmente questa la visione della casa editrice romana Kogoi Edizioni, un’editoria impegnata che mantiene saldo il suo rapporto con il passato dei grandi autori ed innova con la realizzazione di laboratori di cultura creativa nei quali stimolare la nascita di nuove opere e di nuove visioni della letteratura.

    La linea editoriale è dunque improntata sulla saggistica, testi di critica letteraria, storia, archeologia, arte, filosofia. Le collane sono “La stanza della lettura”, “L’altra storia”, “Talismani”, “Arché” “Gli irregolari”, “Legàmi”, “Fuoristrada” e la new entry “Ex Libris – Lui e Lei”.

    “Ex libris” è una collana che pretende di dire alla gente di “non dimenticare” e di “non fare finta di avere letto” ciò che per tante ragioni diverse è ormai parte di una Memoria collettiva, spesso generazionale. I libri muoiono per tradimento, muoiono perché l’etichetta ‘Classico’ sa di polvere, di ‘cosa vecchia’ in questo un mondo, nel quale, si rincorre il mito della giovinezza e dell’usa e getta. Un mondo dove si legge poco e non si rilegge mai.

    L’azzardo di “Ex Libris – Lui e Lei” è l’invito alla rilettura di libri attraverso tutto ciò che gli orbita attorno: citazioni, storie, successi ed insuccessi. Più i libri sono famosi e maggiorente si dimentica come sono nati, da quale momento della vita sono emersi, come sono stati accolti dalla critica del tempo, che faccia e che età aveva chi li ha scritti, quali desideri ambizioni potevano esserci attorno al testo.

    Le prime due pubblicazioni della collana curata dalla linguista Sandra Giuliani e dallo studioso Dario Pontuale sono “Madame Bovary di Gustave Flaubert. L’intramontabile Emma” e “Lessico famigliare di Natalia Ginzburg. Inseguendo un libro s’incontrano le persone”. Due pamphlet che raccontano l’atto di creazione, il dietro le quinte, la fortuna o la sfortuna, le vicende editoriali, le invidie, le imitazioni e la storia dei lettori.

    Il primo vede la firma di Dario Pontuale che illustra come Flaubert, in cinque anni, sia riuscito a creare il personaggio Emma. Comparando le lettere scritte alla donna amata Louise, Dario mette in luce quanto sia stata determinante la fatica della ricerca dello stile perfetto per il romanzo. Centrale la ricostruzione della creazione di un personaggio immorale e depravato, ma non solo, l’indagine di Pontuale si spinge oltre nella perspicace analisi dell’atmosfera letteraria nella quale uscì il libro. Emma viene riproposta come la magia che la vera letteratura ricrea: il nesso tra la vita vera e la vita narrata, così incerto, sfuggente, meraviglioso tanto da farci assistere a un processo in cui non si sa più se l’imputato sia un uomo in carne ed ossa od una donna di carta.

    “Lessico famigliare” presenta uno sguardo tutto femminile per un’autrice, Natalia Ginzburg, che vinse il Premio Strega nel 1963. Rosalba Durante, Sandra Giuliani e Cecilia Martino evidenziano l’importanza del libro come esperienza che cambia la vita. Il pamphlet mostra, infatti, il libro della Ginzburg dal di fuori: tre donne che confrontano la loro esperienza da lettrici. Sono marcate le coincidenze della vita che rendono magico l’incontro con un libro, l’incontro con una persona. Non a caso si sfoglia un libro, non a caso si incontrano dei personaggi che riescono a dare forza ed insegnamenti.

    50 pagine, 50 minuti circa. Un tempo minimo per trasformare la saggistica nella leggerezza di una narrazione sulla narrazione.

    “Ex Libris – Lui e Lei” è un invito alla lettura di molti libri famosi che, oggi, non hanno lettori veri, infatti si prova a leggerli ma vengono abbandonati per svariati motivi, alcuni di questi sono imposti nelle scuole ma vengono considerati noiosi e quindi trascurati.

    Una battaglia per far piacere la lettura, una rivoluzione che la casa editrice Kogoi Edizioni ha iniziato con questi due particolarissimi testi che sento di consigliarvi.

    Written by Alessia Mocci

    Info

    http://www.kogoiedizioni.com/?page_id=1915

    http://www.kogoiedizioni.com/?page_id=532

    http://www.kogoiedizioni.com/?page_id=1908

    https://www.facebook.com/pages/Kogoi-Edizioni/559794827405107

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/01/14/nasce-ex-libris-lui-e-lei-la-nuova-collana-editoriale-della-casa-editrice-romana-kogoi-edizioni/

  • Presentazione de C’ero una volta… e altri racconti di Beatrice Benet, 7 novembre, Villalba di Guidonia

    “[…] La ragazza era rimasta in silenzio tutto il tempo limitandosi a rispondere quasi a monosillabi alle domande che ogni tanto la donna le poneva, a cena non aveva toccato cibo e il padre l’aveva giustificata dando la colpa all’emozione che sicuramente l’aveva travolta. […]” da “Pazza”

    È fissata per giovedì 7 novembre la prima presentazione della nuova pubblicazione dell’autrice Beatrice Benet. “C’ero una volta… e altri racconti” sarà così proposto al pubblico della Libreria Hemingway alle ore 18:00, in via Tiburtina 143 a Villalba di Guidonia.

    Beatrice Benet sarà accompagnata in questa serata da due ospiti d’eccezione, presenterà infatti Enzo Martino e Linda Cifaldi allieterà con un delizioso reading. Sarà presente un buffet ed aperitivo aperto a tutti, gentilmente offerto dall’autrice.

    “C’ero una volta… e altri racconti” è una raccolta di racconti che vede “C’ero una volta” come racconto principale e maggiormente esteso rispetto agli altri presenti (“Notte”, “Il mandolino”, “La lupa”, “Le sorelle R”, “Pazza”).

    Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Edizioni DrawUp nel mese di agosto 2013, nella collana editoriale “Oubliette”.

    Dalla prefazione di Maurizio Righetti

    “Il romanzo rifugge da tentazioni pedagogiche, le sue risposte le sceglie sul piano concreto. E, facendo proprio uno degli insegnamenti pirandelliani (“quando vedi due occhi pieni di rabbia, cadono tutti i sistemi filosofici”), evita di fornire alibi giustificatori che, per una sorta di cedimento istintivo al relativismo più spinto, finiscono per rendere accettabile tutto quello che succede intorno. Se capita agli altri poi…

    Il racconto degli eventi è crudo. Non perché manchi una morale. Piuttosto per far capire, quand’anche ce ne fosse bisogno, che al sopruso non si risponde né con la passività né con la vendetta, ma con la reazione e – soprattutto – con la denuncia. Meglio se coraggiosa. E, per quanto le circostanze lo consentano, immediata.”

    Enzo Martino è il Responsabile della Prevenzione e Sicurezza presso l’Italian Hospital Group, è una persona speciale, di grande cultura, amante della lettura.

    Linda Cifaldi si occupa di teatro sia come attrice che come regista, segue vari laboratori teatrali nelle scuole e con l’associazione culturale che ha fondato. Per parecchi anni ha lavorato con Beatrice Benet nel centro diurno Alzheimer che io coordino ottenendo ottimi risultati nella riabilitazione di questi pazienti anche attraverso il teatro.

    Beatrice Benet nasce ad Udine, si laureata in logopedia, è da tempo impegnata nell’assistenza ai malati di Alzheimer come coordinatrice dei servizi di assistenza domiciliare e centro diurno in un ospedale di Guidonia (Roma). Ha pubblicato nel 2007 per la SBC edizioni “Più lontano del mare e del cielo” una raccolta di quattro racconti al femminile che trattano storie difficili di donne di epoche e Paesi diversi passando dal dramma del carcere, alla dittatura sudamericana, per finire con la struggente storia di una malata di Alzheimer. Per Einaudi nel 2009 ha pubblicato il racconto “Giulia” nel volume di AAVV “Io mi ricordo”, uno spaccato del novecento attraverso i ricordi dei figli o nipoti dei protagonisti delle storie e per l’editore Fabio Croce cinque racconti all’interno del volume “Le opere e i giorni”. Sempre nel 2009 per la casa editrice Rupe Mutevole esce il secondo romanzo “L’Amante, colei che ama”, una lunghissima lettera che il destinatario probabilmente non leggerà, una lettera che racconta di un amore e dell’enorme divario tra la sensibilità maschile e quella femminile, del coraggio del vivere e della paura che porta a negare. Nel 2011, con “L’amante, colei che ama” si aggiudica la prima posizione della sezione A (prosa) del Concorso Nazionale Letterario Oubliette 01. Nel 2011 ha pubblicato, ancora per l’Editore Croce, tre poesie nel volume di AAVV “Poesie d’amore – poeti italiani del terzo millennio”.

    Ingresso libero

    Written by Alessia Mocci

    Info

    http://www.edizionidrawup.it/81-c-ero-una-volta-e-altri-racconti-9788898017720.html

    https://www.facebook.com/beatrice.benet

    https://www.facebook.com/groups/beatricebenet/

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  • Intervista di Alessia Mocci a Beatrice Benet ed alla sua nuova pubblicazione C’ero una volta… e altri racconti

    Comunque non era quello il momento per mettermi a filosofeggiare sul senso da dare alla mia vita, questi avevano chiaramente intenzione di lasciarmi arrostire dentro la palestra e immaginavo anche da chi erano stati pagati per questo lavoretto.”

    Un racconto thriller che lascia con il fiato sospeso ed un’autrice che ancora una volta sorprende con la sua poliedricità.

    Beatrice Benet, conosciuta per svariate pubblicazioni, nel 2007 con una raccolta di quattro racconti al femminile “Più lontano del mare e del cielo”, nel 2009 partecipa ad una raccolta di racconti edita da Einaudi con l’opera “Giulia” e pubblica una lunghissima lettera d’amore, “L’amante, colei che ama”, con la quale ha vinto la Prima edizione del Concorso Nazionale Letterario “Oubliette 01” per la sezione romanzo. Nel 2011 pubblica tre sue poesie con Editore Croce nel volume “Poesie d’amore – poeti italiani del terzo millennio”.

    C’ero una volta… e altri racconti” è una pubblicazione particolare che vede un racconto madre che da il titolo al libro ed altri cinque racconti brevi “Notte”, “Il mandolino”, “La lupa”, “Le sorelle R”, “Pazza”. Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Edizioni DrawUp nel mese di agosto 2013, nella collana editoriale “Oubliette”.

    A.M.: Ciao Beatrice, grazie per aver concesso questa intervista che servirà, non solo a noi ma anche ai lettori, a darti lo spazio necessario per esplicare qualche considerazione sulla tua nuova pubblicazione. Infatti, come prima domanda mi piacerebbe sapere qualcosa del tuo passato letterario prima di “C’ero una volta… e altri racconti”.

    Beatrice Benet: Il mio primo libro pubblicato è stato “Più lontano del mare e del cielo”, storie di donne di epoche, età e Paesi diversi. “L’Amante, colei che ama” ha come protagonista sempre una donna, “l’altra”, quella che da sempre è considerata la rovina famiglie e che invece viene descritta solamente come una persona che si è innamorata e che ha accettato il ruolo di “seconda” fino alla sua presa di coscienza dell’ambiguità di questo uomo che credeva perfetto. Con questo libro ho avuto la soddisfazione di vincere la prima edizione del Concorso letterario nazionale “Oubliette 01”. Poi ci sono stati racconti e poesie pubblicati con l’editore Croce di Roma e un racconto con Einaudi in un bel libro di AAVV “Io mi ricordo” che attraverso storie, tutte vere, ha tracciato uno spaccato del novecento italiano veramente interessante.

    A.M.: “C’ero una volta… e altri racconti” è una raccolta di racconti un po’ particolare. Come nasce l’esigenza intellettuale della costruzione del libro?

    Beatrice Benet: “C’ero una volta…ed altri racconti” nasce dalla richiesta precisa di raccontare il dramma che l’ha segnato per tutta la vita fattami da un giovane uomo conosciuto casualmente in palestra. Un’amicizia nata per caso che l’ha portato in un periodo di grande sconforto a cercarmi per potersi liberare del peso di una storia di abusi che era durata per parecchi anni durante la sua infanzia. Un argomento delicatissimo, difficile da trattare e soprattutto da descrivere perché i bambini dovrebbero essere sempre protetti e fa orrore sentirsi raccontare tragedie di questo genere soprattutto se a farlo è proprio chi le ha subite. Ho avuto un momento di crisi dopo aver descritto la violenza e anche di incertezza se fosse il caso di continuare. Alla fine sia per mantenere una promessa fatta, sia per contribuire a mantenere alta l’attenzione su un problema così serio, ho deciso di portare a termine il racconto. Anche negli altri racconti ho cercato di toccare temi simili, come la violenza sulle donne che ultimamente ha riempito le cronache italiane di femminicidi, nel 2012 circa uno ogni 2 giorni, o l’abuso di potere così comune una volta nei confronti delle figlie femmine. Mi sono poi permessa un ricordo personale di tre donne straordinarie che mi hanno accompagnato per un lungo tratto della mia vita.

    A.M.: Paolo, uno dei tuoi protagonisti, è costretto su una poltrona a causa di un incidente e questo provoca l’inizio di una sorta di narrazione impreziosita da flashback spontanei. Quanto è pesante il passato per un essere umano?

    Beatrice Benet: Io credo che il passato ci formi e ci condizioni, soprattutto quando non si trova la forza di risolvere ma si rimuove il dolore per sopravvivere. Prima o poi tornerà fuori con violenza e ci obbligherà ad una resa dei conti dove non sempre si riesce ad essere vincitori.

    A.M.: Non solo scrittrice ma anche promotrice di aggregazione letteraria. Com’è stata l’esperienza della gara letteraria che hai promosso lo scorso agosto e che metteva in palio ben 6 copie di “C’ero una volta… e altri racconti”?

    Beatrice Benet: L’esperienza della gara letteraria legata all’uscita del mio libro è stata veramente entusiasmante soprattutto per la grande partecipazione che c’è stata. Ho avuto modo di leggere degli scritti molto belli, intensi e non è stato facile alla fine fare una scelta. Siccome non sono una critica letteraria mi sono lasciata guidare dalle sensazioni che avevo provato mentre leggevo e quindi diciamo che le mie valutazioni sono venute dal cuore.

    A.M.: Il 7 novembre presso la libreria Hemingway a Villalba di Guidonia ci sarà la presentazione ufficiale della tua raccolta. Ci può svelare qualcosa sulla serata?

    Beatrice Benet: Sarà un incontro fra amici a partire dalle 18.00. Uno stimatissimo collega, il dottor Enzo Martino, presenterà il libro e una bravissima attrice, regista, insegnante di teatro nonché educatore professionale, la dott.ssa Linda Cifaldi, si occuperà delle letture. Poi un aperitivo per finire il pomeriggio parlando di libri e di letteratura.

    A.M.: È la tua prima pubblicazione con la casa editrice laziale DrawUp. Siamo appena agli inizi, ma di sicuro avrai già un pensiero sull’operato sino ad oggi, dunque come ti stai trovando? La consiglieresti?

    Beatrice Benet: Sì, con la DrawUp è la prima volta che pubblico, ho cercato a lungo un editore che mi desse fiducia e garanzie soprattutto per quanto riguarda la distribuzione del libro. Mi è piaciuto dare fiducia a un giovane editore carico di entusiasmo e quando ho visto la cura che c’è stata per l’editing e la scelta della copertina, ho avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta. Spero che questa nostra collaborazione possa durare e credo che invierò a questa casa editrice anche il lavoro a cui mi sto dedicando ora.

    A.M.: Una curiosità: ricordi il momento esatto nel quale hai sentito la letteratura come parte integrante del tuo essere?

    Beatrice Benet: Già da piccola sono stata una lettrice accanita in un’epoca in cui ai bambini si dava da leggere i condensati dei libri per adulti. Ero affamata di parole e di storie che mi facessero fantasticare. Riuscivo a leggere di tutto tanto che i classici della letteratura russa me li sono divorata intorno ai 14 anni, compreso “Guerra e pace”… Poi ho cominciato a scrivere le storie che mi si affollavano in mente. Solamente in età più matura mi sono sentita pronta a condividere con altri i miei scritti accettando quindi i complimenti, ma anche le critiche che aiutano a crescere.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Beatrice Benet: Vorrei che tutti i “Paolo” del mondo ricordassero quello che dice William Ernest Henley: “Non importa quanto angusta sia la porta,/ quanto impietosa la sentenza,/ sono il padrone del mio destino,/ il capitano della mia anima”

    Vi ringrazio e vi aspetto tutti il 7 novembre novembre presso la libreria Hemingway a Villalba di Guidonia per la prima presentazione de “C’ero una volta… e altri racconti”.

    A.M.: Grazie Beatrice, ti auguro una splendida presentazione, io purtroppo non potrò esserci per la lontananza ma sarò presente con la mente. Ti auguro un fine 2013 pieno di soddisfazioni letterarie, te lo meriti!

    Written by Alessia Mocci

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    http://www.edizionidrawup.it/81-c-ero-una-volta-e-altri-racconti-9788898017720.html

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    http://oubliettemagazine.com/2013/10/12/intervista-di-alessia-mocci-a-beatrice-benet-ed-alla-sua-nuova-pubblicazione-cero-una-volta-e-altri-racconti/

  • L’arpa di Corrina Hewat e l’ancestrale psichedelia del nord Europa per la seconda giornata di Musica sulle Bocche

    Ieri, 30 agosto 2013, Santa Teresa Gallura è stata nuovamente protagonista di una serata memorabile per coloro che hanno avuto l’occasione di assistere e di distendersi abbracciati dalla musica della tredicesima edizione di un Festival Jazz che continua ogni anno a confermare la numerosa partecipazione.

    Il secondo pomeriggio di “Musica sulle Bocche” ha continuato alle 17:30 con il workshop “Tutti voglion fare Jazz” con i due percussionisti U.T.Gandhi e Gipo dei Bandakadabra. Oggi allo stesso orario ci si sposterà dalla sede della scuola elementare alle scalette di via Angioj per lo spettacolo saggio finale. I partecipanti, grandi e piccini, saranno così protagonisti dello spettacolo finale del workshop.

    Il vasto programma di “Musica sulle Bocche” ha portato sul palco due live straordinari per intensità e per bellezza del suono. Alle 20:30 è stata la dolce melodia dell’arpa e del canto di Corrina Hewat, accompagnata dal pianoforte di Dave Milligan, ad impreziosire la piazza ed il numeroso pubblico. Cornice spettacolare la presenza del progetto live sassarese Qoelet che è riuscito a racchiudere il sogno collettivo in una piazza con le loro opere di videomapping vj.

    È stata vincente la scelta di operare, durante gli spettacoli del festival, non solo con la buona musica ma anche con una raffinata selezione live di brevissimi filmati, impreziositi con effetti grafici e sovrapposizioni, proiettata sulle pareti della chiesa e degli edifici adiacenti. Una piazza che diventa grande osservatorio, universi artistici che comunicano attraverso linguaggi differenti quali quelli della musica e del video.

    Il secondo live della serata vedeva sul palco una formazione di grande rilievo per la scena sperimentale europea per una produzione originale del Festival The Inner Map Theory: Eivind Aarset per la chitarra elettrica, Jan Bang per i loops e live sampling, Paolo Vinaccia per la batteria ed Enzo Favata per i sassofoni e clarinetto basso. Temi cupi accompagnati da immagini con scelta policromatica e ritmica in perfetta simbiosi con le note psichedeliche del quartetto acclamato fortemente dal pubblico e da tutto lo staff del Festival.

    La terza serata prosegue con una lunga tappa di musica, infatti ci sarà un evento da non perdere: il concerto per pianoforte di Enrico Zanisi, all’alba sulla spiaggia di Rena Bianca.

    Il progetto visivo di Qoelet, optical video system, opera nel campo delle produzioni video e delle video proiezioni, dell’arte e della comunicazione, del web e dell’etere, della tecnologia e della cultura, dell’apollineo e del dionisiaco.

    PROGRAMMA 31 AGOSTO

    Sabato 31 agosto 2013

    Ore 17:30 scalette di Via AngioyTutti quanti Voglio fare jazz con UT Gandhi e Gipo della Bandakadabra: workshop di batteria e percussioni dedicato ai bambini e grandi

    Ore 20:00 Chiesa Parrocchiale – Erika Pierantoni: arpa classica, giovanissimo talento della musica classica, una stupenda esecutrice della musica classica e contemporanea per arpa.

    Ore 21:20 Piazza Santa Lucia – Edimburg Jazz Festival – Stone Island Big Band: big band internazionale composta da 12 elementi. Progetto in cooperazione con Festival Jazz di Edimburgo (Scozia) e Musica sulle Bocche, progetto speciale del festival nuova produzione Colin David Steele (tromba), Conrad Paul Wiszniewski (sax tenore), David Alasdair Milligan (piano), Martin Kershaw (sax alto), Stephen Graeme Angus (chitarra), Philip Michael O’Malley (trombone), Enzo Favata (sax), UT Gandhi (batteria), Danilo Gallo (contrabasso), Filippo Vignato (trombone), Riccardo Pittau (tromba).

    PROGRAMMA 1 SETTEMBRE

    Domenica 1 settembre 2013

    Ore 6:00 Concerto all’alba – Spiaggia di Rena Bianca – Enrico Zanisi: vincitore del referendum di Musica Jazz come miglior talento del 2012. Pianista compositore giovanissimo scriverà una lunga suite dedicata a Musica sulle Bocche all’alba.

    Ore 18:30 Tramonto a Capotesta – ÇARK: Nihan Devecioğlu (voce, experimental vocal, free Improvisation) Cenk Erdoğan (chitarre elettriche) Adam Matta (beatbox e percussioni) Gruppo straordinario, una fusione di improvvisazione tra, Jazz, Hiphop, Beatbox, Sufi, Body Percussion, Turkish Folk, Opera.

    Ore 20:30 Piazza Santa Lucia – Simone Onnis: chitarra classica. Virtuoso della chitarra classica in un avventuroso e speciale programma tra Sud America e Spagna.

    Ore 21:00 Piazza Santa Lucia – MOF quintetto. Giovani talenti italiani in un concerto travolgent etra jazz contemporaneo Manuel Trabucco alto & soprano sax programming, live electronics drums, percussioni di Mercato Orto Frutticolo) è un parcheggio gratuito che si affaccia al centro di Ferrara. Il parcheggio rappresenta l’equivalente di un porto per le città di mare, ossia un luogo di scambio-incontro di idee, merci e persone. Ed è con questa idea che è partito il progetto M.O.F 5tet. Filippo Vignato (trombone), Frank Martino (chitarra), Stefano Dallaporta (double bass, electric bass), Diego Pozzan.

    IMPORTANTE

    In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno presso il Palazzetto dello Sport (Area Sportiva – Via Nazionale).

    Biglietto di ingresso solo per i concerti in Piazza Santa Lucia: 5 euro, ingresso unico per due concerti (ore 21 e 22.30) – Abbonamenti per 8 spettacoli: 15 euro – Singolo spettacolo: 3 euro

    VIDEO SU VIDEOLINA

    http://www.videolina.it/video/servizi/49921/a-santa-teresa-note-d-autore-con-musica-sulle-bocche.html

  • Paolo Carrus New Ensemble e Bobo Stenson infiammano Santa Teresa Gallura – info programma 30 – 31 agosto

    Ha preso avvio ieri giovedì 29 agosto il Festival Internazionale di Musica Jazz “Musica sulle Bocche” presso diverse location di Santa Teresa Gallura. Un vasto programma diramato in 4 giorni di concerti e di divertenti laboratori anche per i più piccoli.

    Il 29 agosto “Musica sulle Bocche” alle 17:30 ha aperto l’edizione con il workshop “Tutti quanti voglion fare jazz” con U.T.Gandhi e Gipo della Bandakadabra (bandakadabra.org). Il workshop è stato pensato non solo per i grandi ma anche per i più piccoli come una sorta di iniziazione alle percussioni con il sorriso. Oggi nel pomeriggio si ripeterà l’esperienza con la collaborazione a sorpresa del gruppo scozzese Stone Island Big Band.

    Dalle 19:30 presso la Chiesa Parrocchiale, si ha avuto modo di percepire le note jazz con un concerto di fortepiano di Costantino Mastroprimiano. Costantino Mastroprimiano (Foggia, 28 ottobre 1964) è un musicista italiano, diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Musica di Foggia e presso l’Accademia Musicale Chigiana, specializzato in seguito sul fortepiano. Attualmente insegna presso il Conservatorio di Musica di Perugia.

    Dalle 20:30 la Piazza Santa Lucia è diventata sede di un viaggio nella musica e nelle bellissime immagini proiettate sulla Chiesa e sulle pareti circostanti. Colori, illustrazioni e brevi cortometraggi che galleggiavano nel perimetro al ritmo di musica di Paolo Carrus New Ensemble in primis ed in seguito del Trio Bobo Stenson.

    Paolo Carrus New Ensemble è un nuovo progetto originale nato dall’incontro di musicisti attivi nel panorama isolano, incentrato su sue composizioni che seguono diverse linee evolutive: alcuni hanno riferimenti a moduli ritmico-melodici riferibili alla musica popolare sarda, altri hanno matrici di vari filoni, dal jazz alla musica latino americana. La nuova formazione si avvale di una potente sezione fiati composta da musicisti di consolidata esperienza jazzistica come Stefano D’Anna al sax soprano, Dario Pirodda al sax alto, Andrea Morelli e Valter Alberton al sax tenore e Francesco Sangiovanni al sax baritono. Nella sezione ritmica guidata da Paolo, anche il basso di Corrado Salis e la batteria di Alessandro Garau. Un progetto live, ma soprattutto un disco, prodotto da S’Ardmusic per la nuova collana “Jazz in Sardegna” nata con il desiderio di dare visibilità al grande fermento musicale ed ai movimenti locali jazzistici, frutto di trent’anni di rassegne jazz di respiro internazionale nell’isola, tra i quali il Festival Jazz in Sardegna, che hanno aperto un varco verso le sonorità afroamericane e tracciato la strada per le grandi produzioni originali.

    Bo Gustav (Bobo) Stenson (Västerås, 4 agosto 1944) è un pianista e musicista svedese. Stenson cominciò ad essere notato dal 1963 quando iniziò a suonare sui palcoscenici di Stoccolma accompagnando una lunga serie di jazzisti americani, fra i quali Sonny Rollins, Stan Getz e Gary Burton. Collaborò anche con Don Cherry fin da quando il trombettista americano si trasferì in Scandinavia. Gli anni 1970 furono un periodo molto intenso per Bobo Stenson, che suonò in diverse formazioni fra cui la band Rena Rama con Palle Danielsson ed un trio molto popolare con Arild Andersen e Jon Christense, più avanti anche con Jan Garbarek. Nel 1988, si unì al quartetto di Charles Lloyd e dal 1996 compare a più importanti festival jazz con il sestetto di Tomasz Stanko.

    PROGRAMMA 30 AGOSTO

    Venerdì 30 agosto 2013

    Ore 17:30 Scuola Elementare – Tutti quanti Voglio fare jazz con UT Gandhi e Gipo della Bandakadabra: workshop di batteria e percussioni dedicato ai bambini e grandi

    Ore 20:30 Piazza Santa Lucia Corrina HewatDave Milligan: grande arpista della tradizione scozzese conosciuta in tutto il mondo collabora con artisti di fama internazionale tra cui Sting. Dave Milligan pianista ed arrangiatore tra i grandi talenti della Scozia contemporanea.

    Ore 22:20 Piazza Santa Lucia – Eivild Aarset Jan Bang Paolo Vinaccia Enzo Favata: il profondo nord dell’Europa con i suoi suoni psichedelici ed ancestrali si incontra con la melodia solare e mediterranea. Produzione originale del Festival. The inner map theory.

    PROGRAMMA 31 AGOSTO

    Sabato 31 agosto 2013

    Ore 17:30 scalette di Via AngioyTutti quanti Voglio fare jazz con UT Gandhi e Gipo della Bandakadabra: workshop di batteria e percussioni dedicato ai bambini e grandi

    Ore 20:00 Chiesa Parrocchiale – Erika Pierantoni: arpa classica, giovanissimo talento della musica classica, una stupenda esecutrice della musica classica e contemporanea per arpa.

    Ore 21:20 Piazza Santa Lucia – Edimburg Jazz Festival – Stone Island Big Band: big band internazionale composta da 12 elementi. Progetto in cooperazione con Festival Jazz di Edimburgo (Scozia) e Musica sulle Bocche, progetto speciale del festival nuova produzione Colin David Steele (tromba), Conrad Paul Wiszniewski (sax tenore), David Alasdair Milligan (piano), Martin Kershaw (sax alto), Stephen Graeme Angus (chitarra), Philip Michael O’Malley (trombone), Enzo Favata (sax), UT Gandhi (batteria), Danilo Gallo (contrabasso), Filippo Vignato (trombone), Riccardo Pittau (tromba).

    PROGRAMMA 1 SETTEMBRE

    Domenica 1 settembre 2013

    Ore 6:00 Concerto all’alba – Spiaggia di Rena Bianca – Enrico Zanisi: vincitore del referendum di Musica Jazz come miglior talento del 2012. Pianista compositore giovanissimo scriverà una lunga suite dedicata a Musica sulle Bocche all’alba.

    Ore 18:30 Tramonto a Capotesta – ÇARK: Nihan Devecioğlu (voce, experimental vocal, free Improvisation) Cenk Erdoğan (chitarre elettriche) Adam Matta (beatbox e percussioni) Gruppo straordinario, una fusione di improvvisazione tra, Jazz, Hiphop, Beatbox, Sufi, Body Percussion, Turkish Folk, Opera.

    Ore 20:30 Piazza Santa Lucia – Simone Onnis: chitarra classica. Virtuoso della chitarra classica in un avventuroso e speciale programma tra Sud America e Spagna.

    Ore 21:00 Piazza Santa Lucia – MOF quintetto. Giovani talenti italiani in un concerto travolgent etra jazz contemporaneo Manuel Trabucco alto & soprano sax programming, live electronics drums, percussioni di Mercato Orto Frutticolo) è un parcheggio gratuito che si affaccia al centro di Ferrara. Il parcheggio rappresenta l’equivalente di un porto per le città di mare, ossia un luogo di scambio-incontro di idee, merci e persone. Ed è con questa idea che è partito il progetto M.O.F 5tet. Filippo Vignato (trombone), Frank Martino (chitarra), Stefano Dallaporta (double bass, electric bass), Diego Pozzan.

    IMPORTANTE

    In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno presso il Palazzetto dello Sport (Area Sportiva – Via Nazionale).

    Biglietto di ingresso solo per i concerti in Piazza Santa Lucia: 5 euro, ingresso unico per due concerti (ore 21 e 22.30) – Abbonamenti per 8 spettacoli: 15 euro – Singolo spettacolo: 3 euro

    Info

    http://musicasullebocche.it

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/08/30/paolo-carrus-new-ensemble-e-bobo-stenson-infiammano-santa-teresa-gallura/

  • Ricordi di poesie, silloge di Rosario Tomarchio – recensione di Cristina Biolcati

    Ricordi di poesie” rappresenta la terza raccolta poetica del giovane scrittore siciliano Rosario Tomarchio. Dopo la “Musica del silenzio“, pubblicata da Statale 11 nel 2010, raccolta di poesie giovanili e “Storia d’amore” di Aletti Editore nel marzo del 2012, dove l’amore viene cantato in tutte le sue espressioni, ecco giungere l’opera della maturità.

    Attraverso la poesia l’autore racconta un amore più concreto, che va dal tenero sentimento per le persone care, a quello più sensuale che si esprime nel ricordo. La nuova pubblicazione è edita dalla casa editrice Edizioni DrawUp, nella sottocollana Oubliette. Il poeta sembra prendere coscienza della presenza dell’amore ovunque sulla terra e la sua poesia diventa atto comunicativo nel momento in cui ne realizza il concetto.

    L’opera, dedicata ad una bambina, “alla piccola Annamaria”, si compone di 31 poesie, aventi come tematica l’amore, per le persone care, per un ricordo, per la natura. La lirica d’esordio è All’ombra del tuo amore, dove il poeta si propone di ringraziare una figura di donna che lo ha tanto amato e alla quale deve tutto.

    Eccomi nonna seduto sulla tua bianca pietra / all’ombra del tuo amore eterno per me”. Dove per “ombra” s’intende un rifugio, riparo da tutte le esperienze negative che purtroppo la vita ci sottopone. Il grande sentimento cristiano dell’autore pervade l’intera opera, come quando egli si rivolge Alla mamma celeste, chiedendo di prenderlo per mano, di confortarlo dal dolore, di sostenerlo.

    “Con te non posso vacillare” è la certezza che gli dà la sua fede. L’amore che muove tutto per Tomarchio, confluisce in un tipo di sentimento diverso, quasi carnale. “Non scorderò mai i tuoi baci / il fruscio delle lenzuola / di seta che avvolgevano e / disegnavano il tuo corpo”. Un ricordo di gioventù, A donna Ester, che non ha avuto lieto fine, e si mescola al ricordo della morte, di questa donna “portata via crudelmente da questa vita”.

    L’autore rievoca immagini e versi leopardiani, che pongono in evidenza un sentimento di solitudine di fondo, quello dell’essere poeta col “cuore che batte per ogni rima”. Come per esempio in Poesia: “Una parola non detta / un’emozione raccolta al volo / come un fiore raccolto / nel giardino della vita”. Parole che si ripetono ed esercitano il loro fascino creando figure retoriche. Ricordi di tempi andati, profumi, odori che rievocano episodi di vita. L’Etna viene descritto come una “nobile donna di bianco vestita”, ed esprime tutta la sua bellezza pur rimanendo forza distruttiva per l’essere umano.

    Singolare è la concezione che il poeta ha del mare, visto come “specchio della mia anima /…ti agiti nel silenzio / e nel silenzio risciacqui la mia mente”. La donna è sempre cantata come essere fragile, delicato, immersa in profumi, circondata da fiori. In Donna amata si legge: “Donna in te c’era il tutto e il niente / il sì e il no / l’amore che muove il mio cuor / e per te vive”. Una donna angelica, vista come musa ispiratrice, che ha sapore d’altri tempi agli occhi del poeta. Come si evince nella poesia Cristina: “Tu sei l’angelo della notte / che ti dà la buonanotte e porta in cielo / tra le stelle i sogni più belli”.

    Ricordi che si fondono e creano una visione di vita. Pensieri nei quali le persone rivivono, il passato ritorna. “Ricordo un uomo vivo e morto / morto nell’anima e nel corpo / morto per un male senza tempo”. La nebbia rappresenta per il poeta ciò che nasconde le bellezze di questo mondo, ma allo stesso tempo, anche ciò che ne cela la cattiveria.

    Il poeta si sente come una foglia portata via dal vento e, nella precarietà della vita, egli riesce a trovare la pace soltanto nella potenza della sua lirica, nell’illusione che dona la poesia e lo fa sentire un “re”.

    In La solitudine delle idee si legge: “Con la solitudine delle idee / me ne sto nel sacro recinto / al sicuro dei colpi / di mamma natura / Solitario ma non solo…”. Un discorrere, visto come “trionfo” delle parole, che può essere trionfo di morte così come d’amore; perché nella poetica di Tomarchio non vi sono opposti che si attraggono, ma tutto rimane possibile, poiché facente parte del regolare ciclo della vita e della natura.

    La luna, “mamma della notte”, guida i passi del poeta, gli fa accettare serenamente il suo destino, il “tramonto del sole sulla sua vita”. L’opera si conclude con la poesia Alessia, in cui il poeta chiede: “Tu che mi leggi e mi giudichi / non essere pietosa ma giusta. / Oh giovincella cara, se un giorno troverò riposo / all’ombra del cipresso / ricordati di me / che fui gentil poeta”. Licenze poetiche, figure retoriche, profumi, ricordi. Un poeta maturo che guarda oltre, e riesce ad immaginare il suo futuro.

    Perché la mente ricorda tutto, e da lì parte per “ricostruire” la vita.

    Written by Cristina Biolcati

    Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

    Info

    http://rosariotomarchio.altervista.org/

    http://www.edizionidrawup.it/74-ricordi-di-poesie-9788898017690.html

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/08/01/ricordi-di-poesie-silloge-di-rosario-tomarchio-recensione-di-cristina-biolcati/

  • XIII edizione del Festival Jazz Musica sulle Bocche, dal 29 agosto al 1 settembre 2013, Santa Teresa Gallura

    Anche quest’anno il panorama musicale sardo di fine agosto sarà oggetto della presenza del Festival Jazz “Musica sulle Bocche”, giunto alla tredicesima edizione. Il Festival avrà la durata di 4 giorni, dal 29 agosto al 1 settembre presso diverse sedi di Santa Teresa Gallura.

    “Musica sulle Bocche” è un Festival ideato ed inventato, fin dalla prima edizione, dall’Associazione Jana Project, progetto musicale a cavallo tra musica e bellezze naturali diventato una delle manifestazioni di grande attrazione turistica della Sardegna. Il 2013 ha segnato un’importante novità per la musica e per l’espansione del festival in quanto, dal 7 al 24 agosto, si è svolto il progetto di congiunzione tra natura e jazz “Tramonti di Musica” che ha toccato ben 14 località sarde: Badesi, Calasetta, Isola dell’Asinara, Muravera, Mogoro, Alghero, Caprera, Bosa, Sant’Antioco, Gonnesa, Fluminimaggiore, Elini, Lanusei, Bari Sardo.

    Musica sulle Bocche, ogni anno conferma che il format di cultura – arte – musica, inserito in un contesto geografico di alto livello, incontra il grande consenso del pubblico ed è proprio per la sua caratteristica di festival jazz non convenzionale, di festa della musica con una serie di concerti ed happening distribuiti nel territorio di Santa Teresa Gallura, che da quest’anno diventerà di carattere territoriale, coinvolgendo le comunità dell’intera fascia costiera, ponendosi al centro di una serie di appuntamenti nei comuni che vanno da Castelsardo fino ad Olbia.

    Ogni anno la direzione artistica del festival aggiunge un innovativo tassello nella complessa ed intrigante programmazione, nel corso degli anni sono stati introdotte altre location od attività, con l’obbiettivo riuscito di aumentare la fascia di utenze, come il workshop “Tutti Quanti Voglion fare Jazz” divertente azione di coinvolgimento dei bambini in uno spazio a loro dedicato nel quale incontrano in maniera coinvolgente e ludica la musica jazz.

    Da un paio di anni il festival ospita una sezione di musica classica contemporanea nelle Chiese del paese, una scelta che ha avuto un successo inaspettato e che ha dato un valore aggiunto al fittissimo programma del festival.

    Dalle famose albe sulla spiaggia di Rena Bianca, alla musica sulla spiaggia durante la mattina, alla musica sulle strade, nelle piazze, sulle navi per la Corsica, nel pomeriggio, Porto Turistico, Piazza centrale Vittorio Veneto, Piazza Santa Lucia, Chiesa di Santa Lucia, Scalette Angioi, Vecchio Faro di Capotesta. Tutto questo è merito di un luogo speciale come Santa Teresa Gallura, degli artisti sardi, italiani ed europei che ogni anno la popolano e del pubblico sempre più numeroso e attento, spettatori che giungono da ogni parte e che desiderano muoversi, ascoltare, partecipare.

    PROGRAMMA

    Giovedì 29 agosto 2013

    Ore 17:30 Scuola Elementare – Tutti quanti Voglio fare jazz con UT Gandhi: Workshop di batteria e percussioni dedicato ai bambini e grandi

    Ore 19:30 Chiesa Parrocchiale – Costantino Mastroprimiano: uno dei migliori specialisti al mondo del fortepiano (antenato del pianoforte), che attraversa il repertorio complesso del famoso Clementi

    Ore 20:30 Piazza Santa Lucia – Paolo Carrus New Ensemble: il pianista sardo decano del jazz sardo per la prima volta a Musica sulle Bocche con uno scoppiettante ottetto composto da sezione ritmica e sassofoni. Paolo Carrus (pianoforte), Corrado Salis (basso), Alessandro Garau (batteria), Stefano D’Anna (sax soprano), Dario Pirodda (sax alto), Andrea Morelli (sax tenore), Walter Alberton (sax tenore), Francesco Sangiovanni.

    Ore 22:00 Piazza Santa Lucia – Bobo Stenson trio: il Pianista svedese ritorna dopo alcuni anni con il suo trio per una nuova performance di presentazione del suo ultimo disco Bobo Stenson (pianoforte), Anders Jormin (contrabasso), Jon Faelt (batteria).

    Venerdì 30 agosto 2013

    Ore 17:30 Scuola Elementare – Tutti quanti Voglio fare jazz con UT Gandhi: workshop di batteria e percussioni dedicato ai bambini e grandi

    Ore 20:30 Piazza Santa Lucia Corrina Hewat – Dave Milligan: grande arpista della tradizione scozzese conosciuta in tutto il mondo collabora con artisti di fama internazionale tra cui Sting. Dave Milligan pianista ed arrangiatore tra i grandi talenti della Scozia contemporanea.

    Ore 22:20 Piazza Santa Lucia – Eivild Aarset Jan Bang Paolo Vinaccia Enzo Favata: il profondo nord dell’Europa con i suoi suoni psichedelici ed ancestrali si incontra con la melodia solare e mediterranea. Produzione originale del Festival. The inner map theory.

    Sabato 31 agosto 2013

    Ore 17:30 scalette di Via AngioyTutti quanti Voglio fare jazz con UT Gandhi: workshop di batteria e percussioni dedicato ai bambini e grandi

    Ore 20:00 Chiesa Parrocchiale – Erika Pierantoni: arpa classica, giovanissimo talento della musica classica, una stupenda esecutrice della musica classica e contemporanea per arpa.

    Ore 21:20 Piazza Santa Lucia – Edimburg Jazz Festival – Stone Island Big Band: big band internazionale composta da 12 elementi. Progetto in cooperazione con Festival Jazz di Edimburgo (Scozia) e Musica sulle Bocche, progetto speciale del festival nuova produzione Colin David Steele (tromba), Conrad Paul Wiszniewski (sax tenore), David Alasdair Milligan (piano), Martin Kershaw (sax alto), Stephen Graeme Angus (chitarra), Philip Michael O’Malley (trombone), Enzo Favata (sax), UT Gandhi (batteria), Danilo Gallo (contrabasso), Filippo Vignato (trombone), Riccardo Pittau (tromba).

    Domenica 1 settembre 2013

    Ore 6:00 Concerto all’alba – Spiaggia di Rena Bianca – Enrico Zanisi: vincitore del referendum di Musica Jazz come miglior talento del 2012. Pianista compositore giovanissimo scriverà una lunga suite dedicata a Musica sulle Bocche all’alba

    Ore 18:30 Tramonto a Capotesta – ÇARK: Nihan Devecioğlu (voce, experimental vocal, free Improvisation) Cenk Erdoğan (chitarre elettriche) Adam Matta (beatbox e percussioni) Gruppo straordinario, una fusione di improvvisazione tra, Jazz, Hiphop, Beatbox, Sufi, Body Percussion, Turkish Folk, Opera.

    Ore 20:30 Piazza Santa Lucia – Simone Onnis: chitarra classica. Virtuoso della chitarra classica in un avventuroso e speciale programma tra Sud America e Spagna.

    Ore 21:30 Piazza Santa Lucia – MOF quintetto. Giovani talenti italiani in un concerto travolgent etra jazz contemporaneo Manuel Trabucco alto & soprano sax programming, live electronics drums, percussioni di Mercato Orto Frutticolo) è un parcheggio gratuito che si affaccia al centro di Ferrara. Il parcheggio rappresenta l’equivalente di un porto per le città di mare, ossia un luogo di scambio-incontro di idee, merci e persone. Ed è con questa idea che è partito il progetto M.O.F 5tet. Filippo Vignato (trombone), Frank Martino (chitarra), Stefano Dallaporta (double bass, electric bass), Diego Pozzan.

    Eventi collaterali

    – Iscrizione laboratorio “Tutti quanti voglion fare jazz” €. 10,00

    – Mostra di pittura di Nina Trudu
    – Mostra fotografica itinerante
    – Qoelet – Videomapping e Vj – Piazza Santa Lucia e strade del centro

    IMPORTANTE: In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno presso il Palazzetto dello Sport (Area Sportiva – Via Nazionale).

    Ufficio stampa

    Alessia Mocci 348.0962872

    Info

    http://www.musicasullebocche.it/

    https://www.facebook.com/pages/Festival-Musica-sulle-Bocche/102003991693

    https://www.facebook.com/events/517174108351878/

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/08/26/xiii-edizione-del-festival-jazz-musica-sulle-bocche-dal-29-agosto-al-1-settembre-2013-santa-teresa-gallura/

  • Ricordi di Poesie di Rosario Tomarchio – recensione di Daniela Schirru

    Il poeta siciliano Rosario Tomarchio ha recentemente pubblicato la sua terza silloge poetica, dopo le prime due, La musica del silenzio e Storia d’Amore, intitolata Ricordi di Poesie, editto dalla casa editrice DrawUp. Silloge dove prosegue la tematica dell’amore verso la donna, verso la natura.

    In ogni sua lirica, il poeta esprime tutta la sua passione, mediante diverse emozioni, stati d’animo di solitudine del cuore, di ricerca di se, attraverso nuove identità. Sono presenti numerose metafore, similitudini che sogliono esprimere incatenare l’animo del poeta nel suo intimo, cingendolo dentro parole ricche di magnetismo. Già, perché ogni poesia lascia dentro un che di magico, che ti porta a immaginare l’emozione, il sentimento provato dal poeta nell’istante in cui ci si immerge nella lettura di codeste liriche.

    Come accade nella poesia dedicata all’Etna, il maestoso vulcano siciliano, simbolo di tanti misteri, idilliaci sogni, che in queste rime è vista come una donna dall’animo nobile vestita di bianco, considerata come la migliore amica di tanti poeti, il sogno incantatore di quegli eroi del tempo che fu, imprigionati dal profumo che lei riesce ad emanare, con il suo fuoco sempre vivo, emanando quella passione che solo una donna riesce a regalare, anche sotto le sembianze di un vulcano in eruzione.

    Oppure si riscontrano sentimenti di amore verso la terra amata, nel ricordo della nonna e della mamma mai dimenticate, ma sempre vive nel suo ricordo di fanciullo. In esso il poeta, vuole esprimere quel senso di gratitudine e di ringraziamento verso gli insegnamenti ricevuti, quando cerca di immaginare la nonna seduta accanto a se, mentre lui osserva e scruta l’orizzonte dei ricordi che la nonna gli ispira. Egli “pensa a lei e a quando non sarò più di questo mondo”, vuole esprimere il senso di solitudine che lo colpisce nella realtà, cercando rifugio, come detto, nei ricordi della tanto amata nonna, nel desiderio di non averla persa, per poter trascorrere quei momenti di cuore solitario solo con lei, con la speranza di rincontrarsi insieme seduti su quella radura, dove passavano il loro tempo ascoltandosi. Similitudini riscontrate anche nella poesia successiva, dedicata alla mamma, anche in questi versi il poeta esprime uno stato di solitudine, e la sua ricerca di conforto tra le braccia della madre come della nonna, vogliono esprimere l’amore di un figlio verso la propria madre,, l’amore di un nipote verso la propria nonna.

    Ogni poesia è una raccolta di figure retoriche che si intrecciano le une con le altre, in un gioco di similitudini, di metafore, di ripetizioni per regalare attimi al cuore di coloro che le leggono, le leggeranno e sapranno amarle. E’ un dono, che solo pochi riescono ad avere, ebbrezza di emozioni, di parole che si muovono nell’altalena dei ricordi. Espresso anche dalla poesia dedicato al lavoro nei campi, profumo di immaginazioni, di quel tempo che si è tanto amato, quando si vendemmiava il vino, dal profumo del mosto, dei vigneti, del sole che albeggiava e tramontava. Sembra un soave ritorno negli anni della sua infanzia, ma anche una visione dei tempi passati nella sua vecchiaia. Ne parla come se quei campi fossero ormai spenti, abbandonati a se stessi, e si lascia andare a un ricordo di un futuro prossimo…. come colui che “aspetta beatamente il calar del sole sulla vita mia”.

    Rime che spiegano, che sopravvivono nel tempo come rimembranze, come panorami estivi, notturni, lunari, nell’opposizione tra amore e morte, tra sole e luna, tra luce e buio. Indefinita bellezza, inaspettate dediche a donne che hanno rappresentato la sua vita, come quella dedicata ad Alessia, colei che si occupa dell’editor dei suoi libri, vista come una “giovane bella e divinamente ispirata dalla rima baciata”, a cui chiede di essere giusta e pietosa, nella lettura e nel giudicare i suoi canti di amore, ma che allo stesso tempo spera si ricorderà di quel gentil poeta, all’ombra del cipresso della vita. Dà un senso di leopardiana vitalità, ma anche di pascoliana poetica, nel suo essere fanciullo dall’animo puro. Oppure, nell’altra dedica all’amica Cristina, riconosciuta come “il soffio eterno che da vita, la mussa leggera e delicata che soave riposa sulle acque del mar dell’emozione”. E’ una bellissima metafora di luce, che esprime tutta la gradita amicizia del poeta verso questa donna, dal cuore animato da tanta profondità.

    Ricordi di poesie, cuore multicolore di immagini di donne, di emozioni che solo il poeta sa esprimere dentro il suo cuore. Un’identità di poeta, sempre gentile e mai espositore di se stesso, del suo essere poeta, del suo essere uomo innamorato della vita, della donna, vista come un fiore di vita, come musica composta da mani trasparenti che accarezzano il cuore di ogni essere musicista in versi. Versi dettati dal cuore.

    Merita di essere scoperto, in ogni suo verso. Merita di continuare a regalare quei battiti del cuore che i suoi ricordi hanno suscitato in lui.

    Written by Daniela Schirru

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/08/19/ricordi-di-poesie-terzo-libro-di-poesie-di-rosario-tomarchio-recensione-di-daniela-schirru/

  • Musica al tramonto: la Sardegna testimonial jazz per Tramonti di Musica e Musica sulle Bocche, dal 7 agosto al 1 settembre

    Sembra un miraggio eppure sarà tutto vero. Dal 7 agosto sino all’1 settembre 2013, i tramonti sul mare della Sardegna saranno impreziositi da numerosi concerti jazz che vedranno vari professionisti esibirsi, uno dopo l’altro, nel rispetto della natura e della loro smisurata passione musicale.

    Tramonti di musica” e “Musica sulle Bocche” sono dei progetti originali del sassofonista sardo Enzo Favata, progetti che vedono un forte connubio tra la musica ed il paesaggio naturalistico nello spirito che oramai da 13 anni ha fatto conoscere Musica sulle Bocche nel mondo.

    Tramonti di musica” nasce come pre – festival ma, in realtà, apre la strada ad un grande circuito sardo del Festival Jazz Internazionale “Musica sulle bocche” dove la musica partecipa ad una sensibilizzazione e valorizzazione del paesaggio sardo in un’ora particolarmente affascinante del giorno, consiste in una serie di concerti durante il tramonto in diverse località sarde, da nord a sud, dal 7 al 24 agosto. La maggior parte dei concerti saranno gratuiti ed aperti al pubblico.

    A distanza di soli tre giorni di questo poetico ed affascinante giro di Sardegna inizierà la parte centrale del festival “Musica sulle Bocche”, giunto alla sua tredicesima edizione è un Festival di musica jazz della durata di quattro giorni che si svolge nei territori del nord della Sardegna e, precisamente, a Santa Teresa Gallura.

    Ai tramonti parteciperanno oltre allo stesso Favata anche il meglio dei musicisti del Jazz Italiano e della musica folclorica sarda tra cui Enrico Rava. Gianluca Petrella, i Tenores di Bitti, Ut Gandhi, Danilo Gallo, Alfonso Santimone, Marcello Peghin, Giovanni Guidi ed altri.

    PROGRAMMA

    7 agosto Badesi, spiaggia di Li Junchi, ore 20:00, “Decoder Quartet” con Enzo Favata (sassofonista), Marcello Peghin (chitarre), Danilo Gallo (basso), U.T. Gandhi (percussioni), concerto gratuito

    8 agosto Calasetta, piazzale della Torre Sabauda, ore 20:00, “Decoder Quartet” con Enzo Favata (sassofonista), Marcello Peghin (chitarre), Danilo Gallo (basso), U.T. Gandhi (percussioni), concerto gratuito

    9 agosto Isola dell’Asinara, località Fornelli, partenza da Stintino alle ore 18:00. “Alla ricerca del raggio verde” con Enzo Favata (sassofoni), Marcello Preghin (chitarre), U.T. Gandhi (Percussioni), Dante Tangianu (launeddas), costo biglietto 14 euro

    11 agosto Muravera, Torre dei Dieci Cavalli, ore 20:00, “Tramonto sulla Torre” con Enzo Favata, Marcello Peghin, U.T. Gandhi, concerto gratuito, dopo il concerto gli Astrofili di Monte Armidda inviteranno a guardare le stelle con la narrazione di alcune storie antiche

    12 agosto Mogoro, Nuraghe Cuccurada, ore 20:00, “The New Village” con Enzo Favata, Tenores di Bitti, Alfonso Santimone, Filippo Vignato, Riccardo Pittau, Danilo Gallo, U.T. Gabdhi, concerto gratuito

    13 agosto Alghero, Colle Balaguer, Quartetto di chitarre Righel Quartet con Marcello Peghin

    14 agosto Alghero, Porto Banchina della Dogana, The New Village, Enzo Favata, Tenores di Bitti assieme ad un quintetto jazz internazionale

    15 agosto Alghero, Porto Banchina della Dogana, Enrico Rava, Tribe quintetto

    16 agosto Caprera, Casa di Garibaldi, ore 18:00 e 19:15, “Os Caminhos de Garibaldi” con Enzo Favata, Alfonso Santimone, Filippo Vignato, Riccardo Pittau, Danilo Gallo ed U.T. Gandhi

    18 agosto Bosa, piazzale Cappuccini, ore 20:00, “Tramonto su Bosa antica” con Enzo Favata (sassofoni), Marcello Peghin (chitarre), U.T. Gandhi (percussioni), concerto gratuito

    19 agosto Sant’Antioco, Arena Fenicia, ore 20:30, “Tramonto sull’arena fenicia” con Enzo Favata, Marcello Peghin, U.T. Gandhi, concerto gratuito

    20 agosto Gonnesa, Reggia Nuragica di Seruci, ore 20:00, “Decorder Quartet” con Enzo Favata, Marcello Peghin, Danilo Gallo, U.T. Gandhi, concerto gratuito

    21 agosto Fluminimaggiore, Tempio di Antas, ore 20:00, “Tramonto sul tempio” con Enzo Favata, Marcello Peghin, U.T. Gandhi, concerto gratuito

    22 agosto Elini, piazza del Polo della Cultura, ore 22:00, “The Secret Life of Parks” con Enzo Favata, Marcello Peghin, Danilo gallo, U.T. Gandhi. Presenti anche delle videoproiezioni, concerto gratuito

    23 agosto Lanusei, piazzale del Santuario della Madonna d’Ogliastra, ore 20:00, “The New Village” con Enzo Favata, Tenores di Bitti, Alfonso Santimone, Filippo Vignato, Riccardo Pittau, Danilo Gallo, U.T. Gabdhi, concerto gratuito

    24 agosto Bari Sardo, località la Torre, ore 20:00, “Paolo Carrus New Esemble”, concerto gratuito

    29/30/31 agosto/1 settembre Santa Teresa Gallura, Bobo Stenson, Enrico Zannisi, Eivind Aarset, Jan Bang, Edimurgh Jazz Festival Big Band e tanti altri!

    Altre comunicazioni su “Musica sulle Bocche” saranno pubblicate a breve! Seguiteci per essere sempre aggiornati sul festival di agosto più ricco di musica di tutta la Sardegna!

    Enzo Favata inizia la sua attività come jazzista nel 1983. Ha praticamente suonato dappertutto nel mondo. Nel 1988 forma un quartetto che esordisce al Festival Jazz di Sant’Anna Arresi. Nato musicalmente come jazzista classico, nel corso degli anni ha meticciato il jazz con elementi etnici di varie parti del mondo. È noto anche come compositore di colonne sonore, per il cinema (Nel cielo è sempre più blu di Grimaldi) ed il teatro, la radio e la televisione. La sua opera più nota in Italia è Voyage en Sardaigne, pubblicata inizialmente per il manifesto e che vede come interpreti trentadue musicisti tra i quali alti esponenti del folk dell’isola, seguita un anno dopo da Atlantico, un viaggio di ricerca sonora che parte dalla Sardegna e attraversa l’oceano alla ricerca dei punti di contatto con la musica argentina. Opere come Boghes and Voices e Made in Sardinia hanno ricevuto due nominations consecutive dalla stampa tedesca come migliori dischi di world jazz. Ajò con Dino Saluzzi al bandoneon fu primo delle produzioni italiane, nella classifica dei migliori dischi dell’anno per le Radio Nazionali Europee. Come autore di colonne sonore per il Cinema ha vinto il Premio come miglior colonna sonora “ The seer” al Festival del Cinema Fantastico di Estepona ( Spagna). Recentemente ideatore di un progetto concerto multimediale che conferma il suo amore per la natura “The Secret Life of Parks”.

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa Musica sulle Bocche

    [email protected]

    Info

    http://www.musicasullebocche.it

    https://www.facebook.com/pages/Festival-Musica-sulle-Bocche/102003991693

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/08/01/enzo-favata-e-musica-sulle-bocche-il-festival-jazz-diventa-testimonial-dei-tramonti-piu-belli-della-sardegna-dal-7-agosto/