Sempre più italiani vivono in condizioni abitative precarie

Il disagio abitativo è una realtà che finisce per accomunare tutta l’Italia, mostrando una capillarità che non fa grosse differenze tra regioni settentrionali e meridionali. Un dato diffuso ultimamente è quello relativo al Piemonte e, in particolare, alla situazione delle case di Torino. Sulla base dei dati raccolti in occasione dell’ultimo bando generale per l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica Sovvenzionata, che ha avuto luogo nel 2007, 2.516 richiedenti, su 9.965 totali, hanno dichiarato di vivere in un alloggio in uno stato di conservazione scadente. E non è sbagliato ipotizzare che negli ultimi anni la situazione possa essersi inasprita, raggiungendo dunque livelli di vera e propria emergenza.

Un dato eloquente della involuzione inarrestabile della situazione è che il totale di 10mila nuclei familiari che hanno fatto richiesta per l’assegnazione di un alloggio rappresenta l’esito di un processo che ha portato all’aumento di trenta punti percentuali nel corso di soli tre anni (dal 2004 al 2007) delle famiglie in stato di disagio abitativo. Tra l’altro, lo stesso capoluogo piemontese, assieme ad altre città italiane come Roma, Bologna, Verona e Napoli, è risultato ai primi posti di una classifica commissionata dalla Comunità Europea e relativa alla percezione dell’impossibilità di reperire un alloggio di qualità a prezzi accessibili. Senza far dunque distinzioni geografiche tra nord e sud del Paese. Lo stesso sondaggio realizzato da Euro Barometro sulla qualità della vita in 75 città dell’Unione ha assegnato il triste primato alla città di Parigi, dove il 96% degli intervistati dichiara di trovare difficoltà nella ricerca di un alloggio a prezzi ragionevoli.

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