Non si sarebbe neppure immaginato fino a pochi anni fa di poter parlare di un argomento del genere, adesso invece, la coscienza civica e politica del nostro Paese mostrano, per fortuna, molta più attenzione nei confronti dei temi ecologici.
Così, da diversi mesi, oltre duemila Comuni italiani – fra cui Milano, il nome più illustre – hanno sostituito i sacchi neri tradizionalmente usati per la raccolta indifferenziata con più cristallini e controllabili sacchi trasparenti o neutri.
Una vera e propria “operazione trasparenza”, con cui si cerca di evitare che i residenti conferiscano insieme ai rifiuti umidi e non riciclabili, anche materiali suscettibili di essere recuperati, come le plastiche e il vetro: un ulteriore tentativo di contenere l’inquinamento ambientale.
Dal 15 maggio 2012, infatti, le raccomandazioni dell’assessore all’Ambiente Decoro Urbano del capoluogo meneghino sono diventate “legge” – tecnicamente: un’ordinanza – corredata da sanzioni dall’importo tutt’altro che trascurabile.
Un provvedimento contro il quale a nulla è valso il ricorso di alcuni cittadini alla Autorità Garante per la Privacy, sì, perché, se è vero che l’interesse primario tutelato dalla P.A. è in questo caso quello della tutela dell’ambiente – e conseguentemente la salute della cittadinanza – un interesse altissimo di per sé, è comprensibilissima d’altro canto la sgradevole sensazione di “intrusione nella vita privata” che possono provare i cittadini, sapendo che i loro rifiuti fanno capolino da dietro un sottile velo di plastica traslucida.
Un insolito conflitto di interessi, insomma, che ha visto finora vincere l’Amministrazione.
Tu cosa ne pensi? Da quale parte stai?
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