No ai medici Asl al Cie di Ponte Galeria, Tortosa critico

Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Al di là delle questioni di competenza ricordiamoci che stiamo parlando di vite umane. Guai a ledere il diritto alla salute degli immigrati”

Roma – “Decisione paradossale, invito l’Asl Roma D a riflettere su quanto annunciato. Sono in gioco vite umane, persone che hanno sofferto e che continuano a soffrire. Spero che il provvedimento non sia stato dettato da questioni puramente economiche. Se così fosse, invito i vertici della Regione a porre immediatamente rimedio”. Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, ha commentato la decisione da parte dell’Asl Roma D di interrompere le cure sanitarie prestate agli immigrati accolti all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. L’Asl ha giustificato la scelta appellandosi ad una nota della Prefettura di Roma del maggio 2009, secondo cui gli operatori devono essere dipendenti del Ministero dell’Interno. Da oggi gli ospiti più gravi del centro dovranno essere accompagnati all’esterno per ottenere assistenza medica adeguata, attraverso il rilascio di appositi permessi per via dello status giuridico dei trattenuti.

“Invito giornali, televisioni e chiunque gestisca un mezzo d’informazione a non abbassare la guardia sulla tutela della salute dei cittadini immigrati e di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento – sottolinea l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – Sarebbe indecoroso, in un paese civile come il nostro, calpestare i principali diritti posti a difesa dell’essere umano”.

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