Metalli per l’hi-tech poco riciclati, si rende d’obbligo un adeguamento del mercato

L’ultimo rapporto dell’Unep ha analizzato il riciclo di ben 60 tipologie di metalli. Vengono riciclati ben l’80% di tutto prodotti contenenti piombo, in particolar modo le batterie, esattamente come avviene per almeno il 50% dei componenti di acciaio e ferro. Anche buona parte di argento, oro e platino rientrano nell’ordine del riciclaggio insieme alla stragrande maggioranza dei metalli preziosi oltre quelli solitamente utilizzati per la realizzazione di guide di scorrimento. Per quanto concerne le sue applicazioni a livello industriale l’oro mantiene un livello di riciclo che ricopre in media l’80-90% del totale utilizzato, di contro quello impiegato per la realizzazione di prodotti di elettronica raggiunge appena il 10-15%. Le restanti tipologie di metalli subisce sostanzialmente un riciclo pari a 0, questo il risultato a livello globale. Tra questi sono inclusi materiali quali l’indio, prevalentemente impiegato per luci al led, semiconduttori e lastre mediche. Lo studio svolto dall’Unep rivela che ben meno di un terzo dei metalli presenta un tasso di riciclo a fine vita che va oltre il 50% mentre scende al di sotto del 1% per 34 di loro. Le economie mondiali stanno eludendo benefici ambientali importanti nel non promuovere il riciclo, inoltre seguendo questo cammino è del tutto più probabile rimanere con poche risorse. Si prospetta quindi una situazione assolutamente critica dal momento che trattasi di materiali di cui abbiamo costante bisogno, in tempi rapidi e a prezzi contenuti, se non viene data una risposta a tale domanda buon parte della tecnologia moderna potrà “semplicemente” non giungere più nelle nostre mani. Per maggiori informazioni: guide per macchine utensili

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