I servizi di ristorazione collettiva tra i quali la ristorazione scolastica, la ristorazione aziendale, la ristorazione socio-sanitaria, quella di bar, self- service e caserme, comportano precise responsabilità da parte del gestore di tutelare la sicurezza alimentare e l’ igiene. Oggi giorno molte persone (il 20 %) sia a livello lavorativo che scolastico si trovano a nutrirsi fuori casa, per cui pretendono oltre la bontà degli alimenti anche un’adeguata garanzia sulla qualità degli alimenti e sull’igiene, in particolare per quel che riguarda quella microbiologica. La necessità di preparare un grande numero di pasti, molto spesso con tanto anticipo rispetto al momento del consumo, crea molti rischi di contaminazione con germi infettivi che possono essere dannosi alla salute. Nei casi in cui vengono riscontrati malesseri nelle persone in seguito al consumo di pasti nelle mense vengono immediatamente prelevati alcuni campioni degli alimenti e sottoposti ad analisi di laboratorio.
I parametri microbiologici considerati come indicatori di contaminazione batterica sono principalmente: Escherichia Coli, Salmonella, Listeria Monocytogenes. Nella ristorazione collettiva è di fondamentale importanza il controllo della qualità igienico microbiologico del prodotto pronto per il consumo. L’azienda fornitrice è innanzitutto obbligata ad effettuare un autocontrollo, vale a dire un vero e proprio controllo di qualità, che si avvale dello standard dell’ HACCP per focalizzare i pericoli dove gli alimenti possono subire una contaminazione di germi. Molto importante è anche la temperatura di cottura degli alimenti che evita lo sviluppo di batteri. Nello specifico per quanto riguarda i formaggi e i salumi la normativa solitamente impone, oltre all’igiene degli utensili, la conservazione dei prodotti ad una temperatura di +4°C fino al momento del consumo.
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