FALLITO IL TENTATIVO DEL PARLAMENTARE FRANCESE RUDY SALLES DI ESPORTARE LA SUA POLITICA ANTI-RELIGIOSA NEI 47 STATI MEMBRI DEL CONSIGLIO D’EUROPA

FONTE: European Intereligious Forum for Religious &The All Faiths Network.

11 aprile 2014 – Strasburgo

Le raccomandazioni dei parlamentare francese Rudy Salles, che avrebbero avuto l’effetto di esportare la politica anti-religiosa francese nei 47 Stati membri dei Consiglio d’Europa, non sono state abottate dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

Tutte le raccomendazioni di Salles-definite dall’ex-direttore della Federazione Internazionale di Helsinki,dottor Aaron Rhodes,come “una ricetta a base di discriminazione e intolleranza”e come qualcosa che “avrebbe fornito il pretesto per interferire arbitariamente nella vita religiosa”,sono state cancellate..Al suo posto ne é stata prosta e adottata una completamente differente.

L’Assemblea quindi fa appello agli Stati membri di firmare e/o ratificare le convenzione pertinenti del Consiglio d’Europa sulla protezione e benessere del bambino se già non hanno provveduto a farlo”

Le proposte di Salles di istituire centri di informazione, di istituire un osservatorio europeo, di tenere corsi su quelle che lui definisce in modo denigratorio “sette” e una serie di altre azioni, sono state tutte rigettate dall’Assemblea Parlamentare.

Piu di 80 organizzazioni che operano nel campo dei diritti umani e esperti di diritto penale,libertà di religione e diritti umani in tutto il mondo, come pure una petizione firmata da piu di 12000 persone,indirizzata al Presidente,signora Anne Brasseur, e a personaggi politici chiave dell’Assemblea Parlamentare, hanno chjesto che le raccomandazioni anti-religiose proposte da Salles venissero respinte.

Mentre le minoranze religiose devono in ogni caso stare all’erta riguardo ai tentativi di individui illiberali,che cercano di usare le loro posizioni governative per imporre una politica restrittiva,la risoluzione finale protegge i minori delle minoranze religiose in accordo con l’articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.Allo stesso tempo viene chiesto agli Stati Membri di adottare politiche che non facciano discriminazioni tra religioni tradizionali, nuovi movimenti religiosi e “sette”,come si puo leggere al punto 9 della risoluzione finale:

9. L’Assemblea invita gli Stati membri ad assicurarsi che non venga permessa alcuna discriminazione per il fatto che un movimento viene o meno considerato una setta,che non venga fatta alcuna distinzione tra religioni tradizionali e i movimenti religiosi non tradizionali, i nuovi movimenti religiosi o le “sette” quando si tratta di applicare il diritto civile e quello penale,e che ogni misura che viene presa verso i movimenti riligiosi non tradizionali, i nuovi movimenti religiosi

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