Commercio di reperti archeologici rubati a Roma

Non solo nella profondità del sottosuolo; ora anche negli anfratti delle case Roma cela i propri reperti archeologici. Ovviamente, si tratta soltanto di una boutade per introdurre un fatto di cronaca che è recentemente comparso sulle pagine dei quotidiani della Capitale. A essere coinvolti sono due donne di 41 e 46 anni e un uomo di 56, rei di avere in custodia numerosissimi oggetti antichi, tra cui tre anfore e una lanterna, del valore di 200mila euro. I tre sono attualmente denunciati alla polizia con l’accusa di ricettazione. Una delle due donne fermate è laureata in architettura, quindi competente in materia; l’altra è una guardia penitenziaria.

Le due donne hanno confessato di aver ricevuto gli oggetti dall’uomo di 56 anni, di origini siciliane e residente in provincia di Roma. Oltre agli appartamenti delle due, è stata perquisita anche una roulotte campeggiata a Fiumicino e appartenente al siciliano, nella quale sono stati rinvenuti altri reperti archeologici.

A quanto si apprende dalle indagini, non si esclude la presenza di altre persone a capo del gruppo di criminali. Gli accertamenti sono nati da una indagine precedente. Secondo quanto raccontato in conferenza stampa presso il Commissariato Trevi Campo Marzio, i poliziotti sarebbero stati insospettiti, in prima battuta, da un uomo che prendeva appunti, foglio alla mano, all’esterno di un negozio d’antiquariato. Fermato, il sospettato è stato trovato in possesso di numerose foto ritraenti oggetti di valore archeologico che, in base a quanto deposto, gli erano stati proposti in vendita da terze persone. Le tre attualmente denunciate per il reato di ricettazione.

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