Categoria: Salute e Medicina

  • I defibrillatori sono sulla bocca di tutti

    Igor bovolenta e piermario morosini sono soltanto gli ultimi eclatanti casi di tragiche morti di atleti avvenute durante l’attivita’ agonistica a causa di un attacco cardiaco. Persone in salute, atleti che si sottopongono a rigorosi controlli medici, uomini sui quali la logica andrebbe ad assegnare alla possibilita’ di un decesso per attacco cardiaco probabilita’ vicine allo zero… E allora che succede, e’ cosi’ imprevedibile il nostro cuore? E’ un dato di fatto: la morte cardiaca improvvisa uccide oltre 60000 persone all’anno, solo in italia. I piu’ colpiti sono ovviamente i soggetti a rischio, come i caridiopatici, gli ipertesi, i diabetici e colori che hanno gia’ subito un attacco cardiaco ma, occorre fare alcune precisazioni. La morte cardiaca improvvisa non e’ un infarto. L’infarto e’ provocato dall’ostruzione di una coronaria, il muscolo cardiaco funziona parzialmente, chi ne e’ vittima prova una sintomatologia ben definita e, molte volte, riesce ad essere soccorso in tempo ed a raggiungere l’ospedale piu’ vicino per essere curato. La morte cardiaca improvvisa, invece, e’ un evento subdolo causato da un corto circuito del sistema elettrico che regola i battiti del nostro cuore: spesso, purtroppo, non e’ legato a malformazioni congenite o a patologie pregresse. Accade e basta. Il cuore assume un ritmo irregolare che prende il nome di fibrillazione o tachicardia ventricolare, non riesce piu’ a contrarsi e pompare sangue, la persona non riceve piu’ ossigeno al cervello ed agli organi vitali, si accascia a terra e muore se non e’ soccorsa nei primi minuti dal verificarsi dell’attacco cardiaco. L’importanza e la popolarita’ dei defibrillatori nasce da questa condizione: solo l’erogazione immediata di una scossa elettrica in grado di resettare gli impulsi elettrici che regolano il ritmo cardiaco e’ in grado di offrire reali possibilita’ di salvezza a chi subisce un attacco cardiaco improvviso. I moderni defibrillatori portatili, denominati dae, sono di piccole dimensioni, molto facili da usare e quindi adatti anche a personale non sanitario. Delle voci guida, spesso associate anche a dei segnali visivi, supportano il soccorritore in ogni fase della manovra do soccorso, dalla chiamata dei servizi di emergenza alla apposizione delle piastre di defibrillazione sul torace del paziente, dalla messa in sicurezza di se stessi e di chi circonda la vittima durante l’erogazione dello shock elettrico alla corretta tempistica di esecuzione delle manovre di rianimazione cardio polmonare da effettuare subito dopo l’erogazione. Queste manovre, e’ bene ribadirlo, sono fondamentali ed una scorretta esecuzione puo’ compromettere l’intera attivita’ precoce di soccorso. Sul mercato vengono proposti anche defibrillatori in grado di monitorare l’efficacia dell’esecuzione delle compressioni del massaggio cardiaco che viene eseguito dal soccorritore, ulteriore supporto della tecnologia al fine di offrire al paziente la terapia umana piu’ efficace. E’ davvero un peccato dover sottolineare che sono soltanto gli eclatanti fatti di cronaca a portare alla ribalta l’importanza della defibrillazione precoce e che, purtroppo, nonostante il gran parlare le iniziative piu’ significative non vengano dalle istituzioni ma da iniziative di privati, societa’ od associazioni costituite da persone che spesso hanno subito in prima persona una perdita a causa della morte cardiaca improvvisa. Non rimane che augurarci che da tanto rumore anche le nostre istituzioni si pongano disponibili al concretizzarsi di iniziative atte alla diffusione dei defibrillatori sul territorio e negli ambienti pubblici, come manovre di defiscalizzazione o di incentivazione all’acquisto dal parte di privati ed aziende.

  • Xilitolo e carie: l’unico dolcificante che ne previene la formazione

    Lo xilitolo è uno zucchero naturale, appartenente alla famiglia dei polialcoli, che aiuta a prevenire la carie e a proteggere lo smalto dei denti, svolgendo una funzione inibitoria sullo Streptococcus mutans, il principale responsabile della carie.

    I primi studi che ne hanno dimostrato l’efficacia sono stati condotti dal dottor Peter Milgrom della University of Washington a Seattle, su un campione di 94 bambini, dai nove ai quindici mesi, a cui sono stati somministrati 8 grammi al giorno di xilitolo. I risultati sono stati sorprendenti: una prevenzione fino al 70% della carie nella dentatura da latte, colpita frequentemente da questa patologia (nota come sindrome da biberon).

    Ma anche in Italia sono state condotte importanti ricerche scientifiche in merito. Ad esempio dall’Università degli Studi di Milano, con il proprio Centro di Collaborazione OMS per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità, e dall’Istituto di Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Sassari.

    La ricerca, iniziata dalla Prof.ssa Strohmenger, Professore Ordinario all’Università degli Studi di Milano, è stata effettuata con lo scopo di valutare la concentrazione salivare dello Streptococcus mutans in bambini ad elevato rischio di carie, prima e dopo l’utilizzo quotidiano di chewing gum allo xilitolo, lungo un arco temporale di sei mesi. Si è trattato di un campione di 153 bambini tra i 7 e i 9 anni, della scuola primaria di Sassari, il cui rischio di carie è stato valutato con l’indice dmft/DMFT (decay-missing-filling tooth). Di questi, un gruppo di 72 soggetti ha preso quotidianamente un chewing gum allo xilitolo e un gruppo di 81 un altro chewing gum con lo stesso sapore e aspetto, ma dolcificato con maltitolo e sorbitolo. I risultati hanno dimostrato che lo xilitolo ha una reale efficacia di controllo della formazione della carie in bambini che ne presentano una particolare esposizione. L’assunzione quotidiana di questo dolcificante ha ridotto notevolmente le concentrazioni dello S.mutans, ed è possibile ipotizzare che se l’assunzione fosse avvenuta per un periodo più lungo, si sarebbe avuta un’ulteriore riduzione.

    Inoltre lo xilitolo ha avuto effetti positivi anche sul pH della placca, riducendone l’acidità subito dopo l’assunzione e portandolo a valori neutri più rapidamente.

    Anche le linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva, promosse dal Ministero della Salute, consigliano di inserire lo xilitolo nell’alimentazione quotidiana, come passo necessario per la prevenzione della carie e la salute dei denti. Per questo è fondamentale un’adeguata informazione dei genitori, al fine di salvaguardare la salute dei denti dei bambini già a partire dall’età prescolare.

    Lo xilitolo Greenthink è l’unico originale finlandese al 100%, estratto dal legno di betulla e sottoposto a dovuta certificazione, che garantisce una riduzione fino all’85% del rischio di carie, inibendo la formazione di placca e tartaro. Ha lo stesso sapore dello zucchero, ma un apporto calorico ridotto del 40%. Può essere utilizzato per la preparazione di dolci ma anche direttamente nelle bevande, senza rinunciare al loro gusto e sapore.

    All’indirizzo http://greenthink.eu si possono ordinare facilmente le confezioni di xilitolo nelle quantità desiderate e vedersi arrivare i prodotti comodamente a casa.

  • La tricomoniasi

    Definizione della tricomoniasi

    La tricomoniasi è un’infezione provocata da un protozoo, denominato Trichomonas vaginalis, che infetta la vagina e le prime vie urinarie. Si tratta dell’infezione sessualmente trasmessa più diffusa nel mondo. Ricordiamo che le infezioni sessualmente trasmesse sono tutte quelle infezioni che vengono trasmesse principalmente attraverso i rapporti sessuali vaginali, anali e oro-genitali; oppure mediante oggetti usati durante i rapporti.

    Trasmissione della tricomoniasi

    La trasmissione della tricomoniasi avviene principalmente attraverso i rapporti vaginali; esiste però la possibilità di essere contagiati e dunque di contrarre l’infezione mediante lo scambio di oggetti per il piacere sessuale. E’ una eventualità piuttosto rara, ma tuttavia possibile, il contagio del neonato durante il parto.

    Sintomi e segni della tricomoniasi

    Uomo: la sintomatologia è spesso assente, talora può avvertirsi bruciore mentre si urina o modestissime perdite uretrali.
    Donna: prurito o bruciore ai genitali esterni e alla vagina con perdite vaginali giallastre, schiumose e maleodoranti. Tuttavia, anche nella donna, la tricomoniasi può essere asintomatica (nel circa il 5% dei casi).

    Complicanze

    Nell’uomo sono state riportate irritazioni del pene, infiammazioni della prostata e talvolta anche infertilità. Nella donna la tricomoniasi rarissimamente può determinare un’infezione di utero e tube; raramente è associata all’infertilità.

    Cosa succede in gravidanza?

    Una donna in stato interessante affetta dall’infezione da Trichomonas vaginalis può avere una rottura prematura delle membrane con parto prematuro; il neonato, a sua volta, può contrarre un’infezione polmonare o vaginale.

    Tricomoniasi e HIV

    L’infezione da Trichomonas vaginalis incrementa fino a 2 volte il rischio di contrarre il virus dell’HIV durante un rapporto sessuale non protetto con un soggetto sieropositivo.

    Diagnosi e trattamento

    La diagnosi di tricomoniasi si formula mediante la semplice osservazione al microscopio delle secrezioni vaginali e dell’urina o, più raramente, coltivando il protozoo in laboratorio. Negli individui di sesso maschile la diagnosi è alquanto più difficile. Per quel che concerne il trattamento, solitamente il medico prescrive un ciclo di antibiotici; è opportuno che prima di iniziare la cura, la donna, se si trova in stato interessante, informi immediatamente il medico. Dopo il primo episodio di malattia, purtroppo, non si acquisisce la resistenza, e dunque ci si può infettare con la tricomoniasi più volte nella vita se non ci si protegge adeguatamente.

    Come comportarsi con il/i partner?

    Tutti i soggetti con i quali si sono avuti rapporti nel corso del mese precedente dovrebbero essere avvisati e avviati ad un adeguato controllo medico. E’ necessario altresì astenersi dai rapporti sessuali fino alla fine del ciclo di terapia ai fini di evitare di essere infettati per una seconda volta. Il trattamento della tricomoniasi va rigorosamente effettuato da ambedue i partner. Ciò ai fini di una completa eradicazione del protozoo responsabile dell’infezione avendo, di conseguenza, la certezza che la patologia è debellata definitivamente.

    Prevenzione

    Le regole con le quali poter praticare il sesso sicuro sono sempre le migliori regole ai fini della diminuzione del rischio di acquisire questa perniciosa infezione. L’uso regolare e corretto del preservativo in ogni pratica sessuale è molto efficace nel prevenire l’insorgenza o il contagio della malattia ad altri soggetti.

  • Il trattamento dell’onicomicosi

    L’onicomicosi, o micosi delle unghie, può essere definita una comune infezione delle unghie provocata dalla proliferazione di un fungo che si nutre di cheratina, il materiale con cui si compone l’unghia. Il bersaglio più comune di questa infezione micotica che colpisce prevalentemente le unghie dei piedi è l’unghia dell’alluce, colpita nell’80% dei casi. I fattori di rischio della micosi delle unghie sono: uso di scarpe chiuse e non traspiranti, traumi dell’unghia pregressi, compresenza di piede d’atleta, frequente immersione in acqua, diabete mellito, basse difese immunitarie e fumo.

    La diagnosi di onicomicosi si formula da parte del medico specialista mediante l’osservazione diretta dell’unghia colpita e mediante l’analisi di laboratorio. A questo proposito, di norma, viene prelevato un campione di unghia infetta per l’osservazione microscopica diretta e per il successivo invio in laboratorio. In laboratorio verrà effettuata una coltura ai fini della precisa individuazione del microrganismo responsabile dell’infezione.

    Farmaci e cure per l’onicomicosi

    Si distinguono il trattamento topico e l’assunzione di farmaci per via orale.

    Trattamenti topici

    I farmaci da applicare direttamente sull’unghia sono di gran lunga meno efficaci dei farmaci assunti per via orale, ma potrebbero essere indicati in caso di onicomicosi bianca superficiale o in caso di onicomicosi subungueale laterale o distale limitata (due tipiche manifestazioni di onicomicosi) che colpisce meno del 50% dell’unghia. I trattamenti topici sono indicati anche qualora il paziente non possa o non desideri assumere i farmaci antimicotici per via orale. Con gli smalti e le soluzioni antifungine l’applicazione costante è fondamentale. Il trattamento esige applicazioni prolungate, per un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno di trattamento.
    Tra i prodotti topici, l’unico in grado di penetrare con efficacia attraverso l’unghia è l’amorolfina 5% . Questo farmaco va applicato 1-2 volte la settimana fino alla risoluzione dell’infezione (da 6 mesi per le unghie della mano, fino ad 1 anno per il pollice del piede).

    Farmaci da assumere per via orale

    I farmaci orali sono quelli che presentano l’efficacia migliore rispetto ai trattamenti topici nella cura del fungo delle unghie e costituiscono la terapia di prima scelta nel maggior numero dei casi. I trattamenti topici, tuttavia, rimangono quelli più indicati in caso di onicomicosi bianca superficiale.
    La terbinafina è il farmaco consigliato per la cura dell’onicomicosi da dermatofiti, da assumere una volta al giorno (compresse da 250 mg) per una cura di 12 settimane. Questo farmaco non è adatto in alcune particolari situazioni, soprattutto quando il paziente ha complicazioni di tipo epatico.
    L’itraconazolo è il farmaco più indicato in caso di onicomicosi da Candida Albicans. Certamente può essere utilizzata anche la terbinafina, ma essa ha una minore percentuale di successo nella risoluzione della micosi delle unghie. Per il trattamento dell’onicomicosi da Candida, è opportuno assumere 200 mg di Sporanox 1 volta al giorno per 3 mesi. Anche questo farmaco potrebbe non essere indicato in particolari situazioni; per questo motivo, se si dovesse decidere di mettere in atto questo come qualsiasi altro trattamento, è necessario consultare un medico, cioè un laureato in medicina con relativa abilitazione all’esercizio della professione.

  • D-Mannosio – posologia

    L’esigenza di una soluzione efficace e definitiva contro le costanti infiammazioni del tratto urinario, a cui le donne sono per natura particolarmente soggette, trova una valida soluzione nell’assunzione di D-Mannosio. Questo zucchero risulta efficiente non solo nella fase acuta dell’infezione quando è necessario un intervento mirato e drastico, ma è consigliato anche in fase preventiva poiché previene dalla comparsa delle recidive.

    Dopo essere stato estratto dalla pianta di larice o betulla il D-Mannosio è trasformato per essere utilizzato a scopi medici, e può essere preso per via orale o sotto forma di lavanda vaginale. Nel caso di assunzione per via orale bisogna seguire delle semplici istruzioni d’uso, che possono variare in base ai prodotti che si trovano in commercio, ma che in termini generali sono piuttosto omogenee. Per prima cosa bisogna adottare degli accorgimenti che valgono per qualsiasi prodotto a base di D-Mannosio come: ingerirlo a stomaco vuoto, aver urinato prima di ingerirlo, bere molto dopo l’assunzione per favorire la successiva minzione ed è inoltre consigliato sciogliere il D-Mannosio in bevande calde.

    Per quanto riguarda la posologia del d-mannosio nello specifico, è necessario distinguere la fase acuta da quella di mantenimento o prevenzione. Nella fase acuta i dosaggi saranno maggiori in tempi più brevi, quindi per i primi 3 giorni si dovranno sciogliere 3/4 bustine di D-Mannosio in acqua o succo di frutta se si sceglie di usare il prodotto in polvere. Nel caso in cui si sceglie di utilizzare il prodotto in pillole si dovrà ingerire, sempre per i primi 3 giorni, una pillola immediatamente e poi dopo un’ora se ne può prendere un’altra e proseguire con una pillola ogni tre ore. Superata la fase acuta dell’infiammazione si può passare a quella di mantenimento in cui i sintomi diminuiscono e di conseguenza il dosaggio sarà inferiore ma distribuito in un arco di tempo maggiore rispetto alla fase acuta. Questa fase in particolare ha una durata di mesi durante i quali l’assunzione di D-Mannosio, sia in pillole che in polvere, avviene in maniera più saltuaria. Per il primo mese si procede all’assunzione di 3 bustine o 3 pillole al giorno, si prosegue poi con il migliorare dell’infiammazione alternando giorni in cui si prendono solo due bustine o pillole, a giorni in cui si prende una sola bustina o pillola. Infine si procede con una sola bustina o pillola al giorno fino alla completa e definitiva guarigione.

    Nel caso in cui non ci siano ricadute o comparsa di nuovi sintomi si può semplicemente interrompere il trattamento, e se si ritiene necessario si può assumere in maniera sporadica una bustina o pillola di D-Mannosio giusto per prevenzione, poiché è bene ricordare che non ha alcun effetto collaterale rilevante, e soprattutto non presenta alcuna controindicazione per diabetici, bambini o donne in gravidanza e allattamento.

  • Il trattamento dell’asma bronchiale

    L’asma bronchiale è una situazione patologica contraddistinta dalla costrizione delle ramificazioni più piccole delle vie aeree (bronchi e bronchioli), che si esprime in definitiva come difficoltà di respirazione. Questa situazione è facilmente riconoscibile sia dal medico sia dal profano. Una diagnosi precoce è importante ai fini di un trattamento efficace che impedisca danni ulteriori alle altre strutture dell’apparato respiratorio. I fattori eziologici più importanti sono diversi. Citiamo ad esempio gli spasmi dei piccoli fascetti muscolari delle vie aeree inferiori, il rigonfiamento delle membrane mucose delle stesse vie aeree, l’aumento della quantità di muco nelle vie aeree, fattori ereditari, ipersensibilità di tipo allergico, perdita di elasticità dei tessuti polmonari, aumentata reattività delle strutture delle vie aeree nei pazienti sofferenti d’asma successiva a stimolazione con istamina o acetilcolina, inquinamento atmosferico, fattori di origine psicologica, fattori ormonali, fattori sociali e influenza del clima.

    Nei primi anni di vita, il paziente sofferente di asma produce un accumulo di secrezione seborroica con formazione di edema umido. Successivamente, i pazienti soffrono di veri propri attacchi d’asma che cominciano all’età di circa tre anni per durare pressappoco fino all’età di cinquant’anni. Ciò che è da sottolineare che negli anni compresi tra i quindici e i ventuno (cioè gli anni della pubertà e immediatamente successivi), gli attacchi si fanno molto più radi e molto meno intensi o anche scompaiono completamente. Se tuttavia non scompaiono, essi sono però molto deboli. Alla fine del periodo puberale, nel giovane ormai adulto, quando la maggior parte degli importanti mutamenti ormonali si è già compiuta, il quadro clinico dell’asma torna all’aspetto precedente e gli attacchi riprendono. Può essere notata anche una nuova manifestazione eczematosa, ma questa volta in forma di formazioni asciutte e desquamanti nel cavo popliteo (del ginocchio) nel cavo articolare del gomito.

    Il trattamento dell’asma bronchiale persegue tre scopi fondamentali: la rimozione delle cause prime, il miglioramento dello stato di costrizione e la prevenzione delle complicazioni. In primo luogo si cerca di eliminare la causa specifica, la cui natura può essere chiarita attraverso un’attenta ricerca eziologica. Se si pensa che tale causa possa essere di natura allergica, si deve operare in modo da tener lontano il paziente dalle sostanze indicate come probabili allergeni. Tale pratica è riconosciuta come risanamento. Se la sostanza incriminata non può essere eliminata dall’ambiente vitale del paziente – come nel caso, purtroppo, della polvere domestica delle spore fungine – il paziente deve essere sottoposto a un trattamento basato sull’assunzione di un estratto della sostanza cui è sensibile, nella speranza che la sintomatologia allergica si riduca (desensibilizzazione). Se la causa principale è da ricercarsi in un fatto infettivo, il paziente deve essere trattato con antibiotici. A volte i corticosteroidi, cioè gli ormoni derivati della corteccia surrenale, hanno benefici effetti. Naturalmente esistono molti farmaci che, pur non eliminando la causa prima dell’affezione asmatica, tuttavia alleviano la sintomatologia. Questo tipo di farmaci sono gli stessi che, ad esempio, vengono usati nel caso di edemi e riducono l’eccessiva quantità di muco respiratorio. I metodi fisioterapeutici svolgono un ruolo particolare, dal momento che un miglioramento della tecnica respiratoria si dimostra per il paziente asmatico di particolare importanza.

  • SEI IN PARTENZA PER LE VACANZE? ECCO IL KIT DELLA SALUTE DA PORTARE IN VALIGIA

    Il grande esodo estivo è vicino, la maggior parte degli italiani ha, ormai, deciso dove trascorrere le proprie ferie estive e molti hanno iniziato a fare i bagagli.

    La preparazione della valigia può essere considerata un’arte, richiede tempo e metodo, soprattutto se le vacanze si prospettano lunghe e in posti lontani.

    In ogni caso, la paura è quella di dimenticare qualcosa di cui assolutamente non possiamo fare a meno.

    Se si vuole trascorrere giornate spensierate, sarebbe bene ricordarsi di mettere in valigia qualcosa che permetta di affrontare piccoli imprevisti di salute, dovuti al cambio di abitudini.

    Durante le vacanze, infatti, i ritmi a cui siamo abituati cambiano, con ripercussioni sul nostro organismo che non sempre riesce ad adattarsi in maniera rapida ed efficace.

    I disagi più comuni, come stanchezza fisica, problemi intestinali e disturbi del sonno, sono facili da gestire se ci dotiamo dei prodotti giusti.

    Lo stress fa consumare risorse energetiche preziose per il nostro organismo, generando stati di spossatezza, stanchezza e irritabilità.

    Se si parte già stanchi e provati dall’anno appena terminato, difficilmente si potrà godere pienamente delle ferie ed invece che divertirsi e rilassarsi ci si ritroverà senza energie e debilitati.

    Combattere lo stress è essenziale anche per contrastare quei fastidiosi problemi intestinali che più facilmente ci colgono in vacanza, complici il clima e abitudini tutte nuove. In queste situazioni infatti, può accadere che l’intestino rallenti il suo normale funzionamento a causa di alterazioni nel delicato equilibrio della flora batterica con disturbi manifesti come diarrea, vomito o stipsi.

    Lo “stress da vacanza” è nemico anche di un altro aspetto importante delle nostre vite: il sonno. In caso di viaggi in posti molto lontani, il fisico non riesce ad adattarsi in maniera rapida ai nuovi orari e va dunque incontro, per vari giorni, a disturbi quali difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o rimanere svegli nell’arco della giornata, che generano stress e malessere nell’individuo.

    L’alimentazione, una buona idratazione ed altri accorgimenti presi per far si che il corpo si abitui ai nuovi ritmi e ritrovi le forze sono assolutamente necessari ma spesso può essere utile anche il sostegno di specifici prodotti naturali, la cui assunzione aiuti a sentirsi in forma più velocemente.

    In commercio troviamo una serie di prodotti nutraceutici, ovvero integratori alimentari studiati ad hoc per compensare squilibri generali e/o locali. Tra questi Carnifast, Floretrix e Nilaxia sono proprio gli integratori giusti da portare in viaggio.

    Carnifast è pensato proprio per reintegrare le energie perse e ridurre la sensazione di stanchezza e ottundimento dovuta allo stress, mentre per normalizzare la funzionalità intestinale, compromessa e alterata dal cambiamento di abitudini, un probiotico come Floretrix, con i suoi 50 miliardi di lattobacilli e vitamine del gruppo b per bustina, è l’ideale.

    Infine per garantire il fisiologico sonno notturno potrebbe rivelarsi una buona mossa l’assunzione di Nilaxia, i cui estratti naturali hanno un effetto distensivo sull’organismo ed innescano il ciclo naturale del sonno del corpo.

    Se sei in procinto di partire ricordarti di lasciare uno spazio in valigia per un mini-kit della salute…leggeri e pratici da portare, questi integratori naturali si riveleranno ottimi compagni di viaggio!

    www.carnifast.it

    www.floretrix.it

    www.nilaxia.it

  • Amore e cura per il corpo: Body Building

    Da un punto di vista prettamente estetico, il corpo umano è sempre stato uno degli elementi essenziali per le varie attività/interazioni sociali ed economiche, fin dagli albori della stessa umanità. Arte, letteratura, scienze e filosofia, così come tante altre materie, si sono occupate del corpo come oggetto di indagine, sui cui studi sono stati elevati (in diversi casi) veri e propri imperi, di pensiero, di materiale e di ricchezza. Si pensi al David di Michelangelo oppure si pensi a quanto la scienza si è dedicata, e si dedica tutt’ora, alla scoperta del corpo umano. L’essere umano è affascinato da se stesso, dall’ammasso di ossa e muscoli che racchiude il proprio animo; in alcuni casi questa tipologia di amore per l’estetica e la perfezione del corpo diventa elemento essenziale per la vita e un esempio di questi sono i body builder. Personaggi che allenano e modellano, ma soprattutto curano, il loro fisico da sempre. Per loro amare il corpo vuol dire curarlo con attenzione e non trascurare nessun particolare. È per questo motivo che il body builder è spesso considerato il corpo perfetto. Per ottenere un’estetica muscolare di tal portata, questo personaggio unisce la palestra con una dieta particolare , definita appunto dieta body building. In questa dieta sono inclusi :

    -carboidrati di prima scelta in cui troviamo pasta, legumi, riso parboiled e cereali integrali;

    -carboidrati di seconda scelta che comprendono pane di grano duro o di segale;

    -carboidrati di terza scelta e cioè le patate;

    -zuccheri semplici come saccarosio, dolciumi, miele, marmellata, frutta zuccherina che vanno consumati livelli molto bassi però devono far parte dell’alimentazione;

    -frutta e verdura che sono considerati due elementi da non escludere mai da qualsiasi genere di diete o alimentazione “normale” in quanto eccezionale fonte di carboidrati a basso indice glicemico e ad un ricco pool di vitamine, fibre e Sali minerali.

    La prima e fondamentale regola della dieta del body builder è quella di privilegiare in modo assoluto l’assunzione di carboidrati al mattino e al pomeriggio e ridurla nel pasto serale che dovrà essere ricco di fibre e proteine. In aiuto all’attività fisica molto dura, il body builder assume integratori (per lo più integratori alimentari e proteici) utili a garantire la massima crescita muscolare.

  • Dolori mestruali: mediafarma propone consigli online

    I dolori mestruali colpiscono una grande percentuale di donne dai 18 ai 49 anni; i rimedi a questo disagio sono di vario tipo e il sito mediafarma.it propone a tal proposito un articolo divulgativo che tratta i dolori mestruali e propone consigli e rimedi per alleviarli. Così, grazie alle informazioni presenti nell’articolo, l’utente internet ha la possibilità di scoprire quali possono essere rimedi ai dolori mestruali casuati dalla cosiddetta sindrome premestruale o PMS.

    L’alimentazione svolge un ruolo importante e sottovalutato nel trattamento dei dolori mestruali: l’articolo online passa in rassegna quali alimenti andrebbero evitati e quali invece possono essere un valido supporto all’alleviamento del disturbo. Un altro valido rimedio che viene passato in rassegna nell’articolo è quello offerto dalla fitoterapia, la disciplina che utilizza specifiche piante e estratti naturali a scopi terapeutici.
    Per il trattamento dei dolori mestruali, infine, è proposta una serie di soluzioni che si avvalgono di integratori: anche questo tipo di sostanze possono contribuire a ridurre i dolori mestruali.

    A corredo dell’articolo sono inoltre disponibili dei collegamenti alle sezioni del sito che consentono di acquistare direttamente da mediafarma i rimedi contro i dolori mestruali. Per scoprire come alleviare i dolori mestruali e consultare l’intero catalogo dei trattamenti della sindrome premestruale è possibile leggere l’intero articolo al seguente indirizzo: http://www.mediafarma.it/type_0_7_news_dolori-mestruali-rimedi-naturali-per-la-sindrome-premestruale.

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  • Prodotti per neonati: FarmaSprint, la nuova parafarmacia online presenta il catalogo

    Le neo mamme e i neo papà che vogliono acquistare online prodotti per la prima infanzia possono affidarsi a FarmaSprint, e-commerce di prodotti parafarmaceutici online. Su questo sito, infatti, è presente una categoria dedicata ai prodotti per neonati che propone una selezione di prodotti per l’igiene del bambino, creme specifiche, trattamenti pre e post parto, prodotti per l’allattamento e integratori alimentari per i neonati.

    Fra i prodotti per la prima infanzia di FarmaSprint è possibile trovare articoli specifici per l’igiene del neonato, che rispondono perciò alle sue necessità particolari, e articoli dedicati all’allattamento e alla crescita, che assicurano al genitore la protezione di cui il neonato ha bisogno.
    Tutti i prodotti per neonati presenti sul sito sono acquistabili in pochi semplici passaggi: se non si è in possesso di un account basta registrarsi, e una volta confermata la registrazione si potrà iniziare lo shop online, inserendo nel carrello i prodotti per neonati desiderati.

    Il sito della parafarmacia online offre anche un servizio di supporto agli utenti, tramite assistenza e con la pubblicazione costante di novità e articoli divulgativi su salute e benessere.

    Per consultare il catalogo di prodotti per neonati è possibile visitare la sezione al seguente indirizzo:
    http://www.farmasprint.it/119-prodotti-per-neonati.

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