Categoria: Salute e Medicina

  • Tecniche di rilassamento: l’importanza e le migliori strategie

    Il fatto è che nessuno può ottenere benessere senza rilassamento. Il rilassamento sia fisico che mentale rappresenta per il nostro organismo una condizione di equilibrio. Se pensiamo che tutta la realtà si basa sull’equilibrio possiamo capire come sia importante apprendere determinate tecniche per stare bene. Usando la matematica:

    SOLDI + SALUTE + RELAZIONI = RILASSAMENTO

    Non c’è niente di più vero. Infatti una persona spossata non potrà mai essere in salute. Il nervoso, lo stress portano spesso dolori al nostro secondo cervello, lo stomaco, dove passano tutte le emozioni.

    Ma non solo lo stomaco ne risente ma tutta la fisiologia umana in generale. All’inizio può essere superabile ma andando avanti col tempo lo stress può essere maledettamente nocivo all’intero organismo.

    Può una persona poco o per niente rilassata stare bene? La risposta è NO.

    Andiamo avanti. Secondo te, un individuo nervoso può instaurare relazioni positive? Magari in famiglia sì,ma fino ad un certo punto. Sul lavoro non credo proprio e neanche in amore. Una persona scorbutica viene spesso allontanata, esclusa. Questo si ripercuote sulla salute di questa persona.

    Può una persona poco o per niente rilassata relazionarsi adeguatamente con gli altri?

    La risposta è NO.

    Si sa, per fare soldi in modo onesto bisogna avere un sacco di idee geniali, ci vuole equilibrio mentale e forte determinazione nel mettere in pratica queste idee.

    Una persona stressata non può essere in grado di organizzare un lavoro, non può essere in grado di assemblare una strategia vincente. Non può condurre una squadra al successo! Può una persona poco o per niente rilassata fare soldi?

    La risposta è NO.

    Sapevi che il rilassamento aumenta la creatività? Ci sono particolari tecniche che io ho iniziato ad utilizzare che ti permettono di creare e di mettere in pratica un infinito numero di idee.

    Quindi restando in termini matematici 🙂

    > rilassamento > creatività > idee > successo > BENESSERE

    Credo che dopo questo semplicissimo discorso ora sei in grado di rispondermi a questa domanda:

    “Su una scala da 1 a 100 quanto ritieni il rilassamento importante?”

    Fatto sta che questo discorso io l’ho capito da un bel pezzo e da quando l’ho compreso sono cambiato, e sono cambiato in positivo. Tranquillità fisica, tranquillità interiore, idee che zampillano fuori dal cervello quando meno me l’aspetto. Sono esterrefatto in particolar modo da due cose:


    1) Dai sogni che diventano realtà. SEMPRE
    2) dalle persone meravigliose che ho conosciuto online e sulla terraferma in questo periodo.
    Le migliori strategie per rilassarsi sono:

    1. Respirazione
    1. Visualizzazione
    1. Il laboratorio creativo
    1. La visione dell’Aura
    1. Un riposo adeguato
    1. Un risveglio accurato


    Di come ottenere la stringa logica spiegata poco fa e delle strategie enunciate ne parlo in Tecniche di Rilassamento ti assicuro che con profonda determinazione passare dal Rilassamento al Benessere sarà facilissimo: http://www.tecnichedirilassamento.com/

  • ORTOPEDIA 3: trend di settore delle poltrone relax 300

    Continua con questo articolo la serie dei tre articoli sul concetto ortopedico delle poltrone relax.

    Nel primo abbiamo tracciato la genesi di questo modello; nel secondo la funzione rispetto al concetto orto; in questo articolo invece presenteremo la loro evoluzione di mercato.

    Nel primo articolo abbiamo visto come l’affermarsi del motore elettrico abbia definito il primo standard di mercato e come l’aggiunta del sistema persona abbia di fatto sdoganato le poltrone relax ortopediche dal canale mobile e le abbia introdotte in quello sanitario e ortopedico.

    A questo punto, cosa altro potrebbe darsi ad una poltrona relax sempre in riferimento alla sua funzione ortopedica?

    Diciamo che le traiettorie verso cui si è proceduto nel corso degli anni sono di 3 tipi:

    1. rivestimento
    2. motori
    3. struttura.

    In merito al punto dei rivestimenti, l’utilizzo anche con finalità di degenza per periodi prolungati ha portato il mercato verso la lo sviluppo di nuove ed evolute tipologie di tessuti che contemplano caratteristiche di respirante ed antidecubito.

    Il secondo punto è il più corposo. Di fatti gran parte dell’evoluzione degli anni 80 e 90 si è basata – avendo in mente una funzione di disabilità da parte dell’utente – sul miglioramento dell’esperienza di utilizzo oltre che a quella di alzapersona. Sono in tal modo sviluppati modelli di poltrona relax con tre motori elettrici e con alzata verticale: tali modelli sono oggi diventati modelli basici per qualsiasi big player che non abbia esclusivamente una politica di prezzo.

    Infine il terzo elemento di sviluppo è rappresentato dalla evoluzione della struttura della poltrona relax. Questo elemento è anche quello in cui le principali ditte produttrici si stanno orientando in quanto è solo negli ultimi anni che la poltrona relax sta divenendo un prodotto target del segmento riabilitativo.

    In questo modo si iniziano a vedere nel mercato poltrone relax in cui la struttura esterna risulta o personalizzabile oppure rimuovibili in delle parti.

    Ad esempio si trovano nel mercato in modo crescente poltrone relax ortopediche in cui è possibile rimuovere i braccioli oppure con poggiapiedi estraibili o allungabili.

    Poltrone relax ortopediche di Poltrone Italia

    Specialisti nelle

  • Rimodellamento tramite radiofrequenza

    Nel campo trattamenti estetici non invasivi, la radiofrequenza è una nuova tecnica basata sull’emissione di energia e che consente di intervenire su inestetismi di viso e corpo, contrastando notevolmente rughe, cellulite e rilassamenti cutanei.

    Uno dei vantaggi della radiofrequenza è la totale assenza di controindicazioni. Le sedute sono infatti indolore e non è prevista alcuna anestesia, richiedono poco tempo e il massimo che può accadere è un leggero e temporaneo arrossamento della zona trattata.

    Fra i diversi trattamenti non invasivi, la radiofrequenza è una valida alternativa alla chirurgia estetica o, per determinati interventi, un suo completamento ideale.

  • ORTOPEDIA 2: diverse tipologie di poltrone relax ortopediche 200

    Questo articolo rappresenta il secondo del trittico sul concetto ortopedico delle poltrone relax.

    Nel precedente è stato affrontata la genesi e la generalità della poltrona relax nella sua funzione ortopedica.

    Nel presente verranno presentati gli standard e come scegliere una poltrona ortopedica.

    Una poltrona relax viene definita ortopedica in base alla sua capacità di svolgere una funzione di tipo sanitario, questo significa in estrema sintesi che le poltrone relax ortopediche devono avere le seguenti caratteristiche: motore elettrico, sistema di alzapersona, rivestimento facile da mantenere, possibilità di movimentazione.

    I suddetti sono i prevalenti elementi caratterizzanti della poltrona relax e su di essi si sono affermati i principali riferimenti di mercato: evoluzioni sono presenti nel mercato e verranno affrontati nel prossimo articolo.

    Il sistema di reclinazione a motore di queste poltrone relax garantisce la reclinazione e alzata dello schienale e del poggiapiedi; il rivestimento antimacchia (Teflon ad esempio) o sfoderabile serve a garantire una corretta igiene del prodotto oltre che a facilitarne la manutenzione; il sistema di alzapersona svolge la funzione di aiutare l’alzata dell’utilizzatore dalla seduta; le rotelle con o senza barre o maniglia permettono la movimentazione della poltrona relax in ambiente domestico anche con finalità di carrozzina.

    Le suddette principali basilari possono essere incrociate rispetto alla patologia e/o bisogno dell’utilizzatore finale. Così ad esempio persone con limitate capacità deambulatorie dovranno indirizzarsi verso un due motori con sistema di roller in modo da trasformare la poltrona relax in una carrozzina.

    Poltrone relax ortopediche di Poltrone Italia

    Specialisti nelle

  • Il problema amianto a Bologna si risolve con Vivarelli

    La piaga dell’amianto è purtroppo una tragedia non ancora irrisolta nel nostro paese, nonostante ormai le leggi siano molto chiare in merito allo smaltimento e alla bonifica di questo pericolosissimo materiale, molti si improvvisano e rischiano di creare danni irreparabili alla propria e alla altrui salute. È necessario quando si tratta di un argomento tanto delicato, rivolgersi a persone esperte e consapevoli dei rischi in questo ambito.

    In Emilia Romagna un’azienda con le caratteristiche giuste in termini di attrezzatura e preparazione per lo smaltimento dell’amianto a Bologna e dintorni è Vivarelli, Costituita nel 1972 dalla lunga esperienza del padre “Ettore Vivarelli” presente già dagli anni ’50 nel campo edilizio delle costruzioni edili. Forti di questa esperienza gli esperti sono a disposizione per la rimozione e bonifica di questo rischioso materiale.

    Vivarelli è scrupolosa nel seguire ogni tipo di regola a norma di legge, dalla preparazione del piano di lavoro alla comunicazione all’autorità competente fino allo stoccaggio e alla bonifica del materiale pericoloso.

    Sul sito internet dell’azienda è possibile avere un’idea precisa di come questo procedimento sia necessario per la rimozione dell’amianto e del famigerato eternit, i materiali cancerogeni che spessi si trovano in vecchi edifici o in costruzioni industriali edificate in passato.

    Vivarelli è a disposizione di tutti quelli che vogliono affrontare il problema della bonifica dall’amianto non solo a Bologna ma anche nella zona dell’Appennino Tosco Emiliano come ad esempio Porretta Terme, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, Granaglione, Castel di Casio, Vergato, Marzabotto, Sasso Marconi e la Provincia di Pistoia.

  • GVM: rapido accesso ad analisi, esami diagnostici a tariffe agevolate

    Accesso agli esami diagnostici in 48 ore dal momento della prenotazione ed esiti degli esami del sangue in 36 ore dal momento del prelievo.

    Un esame diagnostico tempestivo spesso è alla base della pronta risoluzione di un problema di salute. E’ questo uno dei principi che ha ispirato GVM Care&Research per la creazione di RapidLine, il sistema che consente di ottenere una risposta veloce circa gli esiti di analisi del sangue ed esami diagnostici.

    RapidLine, disponibile presso sei strutture del Gruppo presenti in Emilia Romagna (Maria Cecilia Hospital di Cotignola, San Pier Damiano Hospital a Faenza, Salus Hospital a Reggio Emilia, Villa Torri Hospital a Bologna, Ravenna Medical Center e Primus Forli Medical Center), garantisce infatti l’accesso agli esami diagnostici in 48 ore dal momento della prenotazione e i referti degli esami del sangue in 36 ore dal momento del prelievo.

    Questo nuovo servizio è possibile grazie ad un modello organizzativo che rappresenta oggi un unicum nel panorama della realtà sanitaria italiana perché si avvale della tecnologie più avanzate e di un approccio che mira ad agevolare e rendere più semplice l’accesso alle cure da parte del paziente. In particolare per quanto riguarda l’Emilia Romagna si potrà fare affidamento ad un centro unico prenotazioni che mette in rete tutte le strutture presenti nelle regioni, un processo che progressivamente sarà esteso agli altri ospedali del network GVM.

    PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
    L U N – VE N 8.3 0-19.00

    SAB 8.3 0-13.00

    Numero Verde 800.993.993

    CLICCA PER GUARDARE TARIFFE E MODALITA’

    “Siamo orgogliosi di offrire ai cittadini un’opportunità concreta che consente loro di avere accesso veloce, nel proprio territorio senza i disagi di spostamenti e costi aggiuntivi. I cittadini che lo richiedono potranno accedere alla struttura per esami diagnostici importanti, quali ad esempio radiografie, risonanza magnetica ed ecografie, a tariffe particolarmente agevolate e in tempi certi. Questa opportunità è la diretta conseguenza della nostra organizzazione generale, in grado di offrire presso le nostre strutture emiliane dinamicità e controllo, e dunque un servizio rapido e come sempre di alta qualità” ha dichiarato la Direzione Sanitaria del Gruppo.

    GVM Care & Research è una holding operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia. www.gvmnet.it

    Contacts: Barabino & Partners

    Linda Battini

    [email protected]

    tel. 02/72.02.35.35

  • La sfida continua di Villa Maria

    E’ nato nel cuore della Romagna il più grande network privato d’Italia che ora opera anche all’estero. La storia di un sogno realizzato e le aspettative per il futuro.

    Intervista apparsa su la Voce di Romagna al Presidente del Gruppo Villa Maria Ettore Sansavini

    Non fa tempo a mettere piede dentro un traguardo, che già vede un altro orizzonte più avanti. I suoi collaboratori faticano a stargli dietro: “A volte il mio direttore amministrativo mi sgrida”. Sorride Ettore Sansavini, che con Villa Maria è al timone del primo gruppo sanitario privato per strutture accreditate, con più di trenta cliniche e poliambulatori, tra Italia, Francia, Polonia, Albania e Romania. Una saga imprenditoriale da self made man romagnolo. Perito chimico e diplomato ragioniere alle serali di Forlì, è partito negli anni ‘60 come impiegato in una clinica privata, costruendo negli anni una holding che fattura 500 milioni l’anno e occupa oltre 5mila persone, impegnata anche in società di servizi, nelle cure termali, nell’alimentare e nel biomedicale.

    “Faccio l’imprenditore con lo spirito di quando mio nonno, agricoltore, mi portava per i campi a vedere il grano crescere. Ecco: io non amo il rischio del gioco, non mi sono mai seduto al tavolo della roulette. Ma ho il desiderio di costruire. Non si fa impresa per il denaro. Perché i soldi, quando si lavora e si lavora bene, arrivano da soli. E servono per costruire ancora, per far crescere qualcosa”. Un ragazzo di 68 anni, Sansavini, che nel 1973, a 28 anni, fu chiamato a dirigere la clinica Villa Maria di Cotignola ancora in costruzione, investendo poi tutto quanto aveva – i 2 milioni di lire della liquidazione del lavoro precedente – e che da lì ha creato il primo polo sanitario privato italiano. “Avevamo 600milioni di capitale e 600 milioni di debiti. Ho corso un rischio; e ancora ne corro”. La scelta di allora gli ha dato ragione. E adesso, in tempi di crisi e recessione, investe ancora: 25milioni di euro per costruire due piani ulteriori nella clinica di Cotignola sono solo un esempio.

    Sansavini, è singolare che la sua avventura nella sanità privata si sia giocata proprio nella Bassa Romagna di allora, che certo mirava ad altri modelli di assistenza…
    Villa Maria nacque dal desiderio di un medico, Ilio Barcaroli. Voleva costruire la clinica a Lugo, tra la ferrovia e via Felisio. Non gli diedero i permessi. Allora la fece a Cotignola, ma su un terreno di confine, rivolta a Lugo. Lì ci sono arrivato nel ‘73, come direttore amministrativo. La clinica era ancora in costruzione, l’abbiamo inaugurata il 24 ottobre. Subito ci siamo accreditati con le mutue, poi è arrivato il sistema sanitario nazionale. Il distretto di Lugo fu scelto come uno dei quattro progetti pilota in Italia per sperimentare il nuovo sistema. E noi, unici in Italia, fummo sconvenzionati.

    Diciamo che le amministrazioni non vi favorivano…
    Per anni hanno cercato di farci chiudere. L’allora presidente del Consorzio socio sanitario voleva fare della clinica la sede dell’ente. Ma abbiamo resistito, lavorando. Avevamo bisogno di pazienti, di clienti. I soci cominciavano a dubitare del progetto Villa Maria. Io presi a comprare le azioni di chi temeva il futuro, per tenere alto il livello e sostenere il progetto. Mi sono indebitato fin sopra i capelli. Poi ci siamo inventati
    l’odontoiatria: la gente andava in Olanda con pullman organizzati per farsi curare, noi abbiamo portato i dentisti a Cotignola. Quindi è arrivata la cardiologia e la cardiochirugia. Insomma: abbiamo portato quelle attività che in regione e in Italia erano più carenti. E ci hanno salvato anche i libici.

    Prego?
    Avevamo bisogno di lavorare, e negli anni ‘70 c’era questo movimento di pazienti che venivano a farsi curare in Italia.
    Ottenni, tramite l’ambasciata, una convenzione: dal ‘75 al ‘79 abbiamo avuto un centinaio di pazienti libici a Cotignola. Venivano anche perché avevamo portato a Villa Maria il professor Boccanera, un ortopedico molto conosciuto.

    Si puntava all’alta specialità…
    Sempre, come abbiamo poi sempre fatto: mai duplicare i servizi sanitari presenti sul territorio, ma offrire prestazioni di eccellenza lì dove ce n’è bisogno. Rispondendo alle esigenze: dal
    1979 abbiamo creato il primo polo cardiochirurgico privato italiano.
    La gente andava negli Stati Uniti o in Svizzera, noi abbiamo portato i medici qui. E’ arrivata la notorietà, il 12% della cardiochirugia italiana a Cotignola. Da lì è nata la rete degli ospedali del gruppo.

    E finalmente il servizio pubblico si accorge di voi…
    Fino al 1996 abbiamo lavorato in maniera sostanzialmente autonoma, con contratti di rimborso per i pazienti curati da noi che venivano da altre regioni. Poi è arrivato l’accreditamento con il servizio sanitario, perché avevamo un sistema di alta specialità importante.

    Villa Maria ha cliniche dal nord al sud. In regioni amministrate da forze politiche diverse. Come cambiano i rapporti?
    Sono diversi approcci, ma il rapporto è sostanzialmente buono con tutti. Ci siamo sempre proposti di fare quello di cui il pubblico aveva bisogno, o di investire in settori che non erano nemmeno stati considerati.

    In Puglia ora le condizioni sono più tese.
    Lì abbiamo lavorato molto, la Regione non ci ha riconosciuto quanto riteniamo ci spetti, ed è nato un contenzioso, che in parte ha dato ragione a noi, in parte alla Puglia. Abbiamo ancora della difficoltà a riscuotere i nostri crediti, e ora ci stiamo riorganizzando. Vede, ogni struttura ha una sua autonomia finanziaria, il gruppo finanzia l’avvio, ma poi ogni clinica deve avere la sua autonomia economica.

    I tagli della spending review non risparmiano la sanità. Cosa cambierà?
    Le Regioni dovranno ridurre la loro spesa sanitaria, vedremo in che direzione. Auspichiamo che non si tocchi il privato, perché noi costiamo solo per quello che facciamo: ad ogni prestazione corrisponde una tariffa, se lavoriamo siamo pagati, altrimenti no.
    Oltretutto, se sforiamo il budget che ci viene assegnato a inizio anno, per l’extra non vediamo un centesimo. Difatti ogni anno lasciamo diversi milioni sul piatto.

    Chi ve lo fa fare?
    Se ci sono delle emergenze non possiamo non intervenire. All’estero a volte è diverso. In Polonia quell’extra ce lo riconoscono, e il lavoro in più viene considerato per accrescere il budget l’anno successivo.

    Il servizio sanitario nazionale compie 34 anni. E’ un modello da ripensare?
    Tutti ci auguriamo che possa continuare, perché è una conquista fondamentale dal punto di vista sociale. Il problema è come viene amministrato. Il pubblico deve garantire che le prestazioni siano al meglio e al minor costo, ma non è detto che sia lui a erogare il servizio. Dovrebbe rimanere indifferente: l’importante è la qualità.

    Un altro sistema è possibile?
    Non credo: solo con la presenza del pubblico si rischierebbe di non essere competitivi sui costi e di appiattire la qualità. Solo privato si tradurrebbe in solo mercato, riducendo la qualità per un maggior profitto dell’imprenditore.

    La direzione indicata dai tagli è l’ingresso delle assicurazioni?
    In senso esclusivo non è un’ipotesi percorribile, perché, ad esempio, se un paziente ha malattie croniche o è molto anziano, non trova chi l’assicuri; scomparirebbe un livello di assistenza. Occorre una rivisitazione del sistema assicurativo, verso una copertura totale. Interessante per ridurre la spesa pubblica sono invece i fondi integrativi di chi lavora, come previsto da diversi contratti nazionali. Oggi viene ideologicamente interpretato come un privilegio, invece va proprio a vantaggio di chi è più in difficoltà:
    si accorciano le liste di attesa, e chi lavora paga un po’ di più, sì, ma garantisce alti livelli di assistenza per tutti.

    Sansavini, la sanità è spesso nel mirino delle inchieste giudiziarie, specie in Lombardia…
    Non credo a quelle accuse. Ma va detto che in Italia operano sette/ottocento cliniche private. Non tutti sono uguali; un privato non deve essere compromesso con la politica. La selezione si fa sui requisiti di qualità delle prestazioni, e sono criteri molto severi per chi opera nel privato. Sarebbe auspicabile un terzo organo di controllo anche per il pubblico. E da anni chiediamo che le Ausl si diano un bilancio civilistico, per evitare di scoprire dopo troppo tempo buchi importanti nelle spese.

    Anche lei è stato sfiorato da inchieste giudiziarie, indagato…
    Anche processi, ma mai una condanna in tanti anni di attività.

    Che impegni ha il suo gruppo per il futuro?
    Dobbiamo consolidare quel che abbiamo, anche accorpando le strutture più piccole, come faremo in Puglia, Sicilia e Toscana. Il gruppo prosegue poi nel campo industriale del biomedicale. Il 9 agosto (oggi, ndr), riapriremo la nostra azienda per la produzione di dispositivi medici di Medolla, nel modenese. Il capannone era stato danneggiato dal terremoto. Ripartiamo, con maggiori potenzialità, in uno stabilimento poco distante dal primo.
    Forte è l’impegno nel campo alimentare e termale. In sanità puntiamo a una crescita in Polonia, e nel giro di tre anni vogliamo aprire una clinica in Tunisia.

    C’è crisi e recessione, lei continua a investire…
    Proprio adesso lo facciamo di più. Nella ricerca, nell’innovazione. Un esempio: a Villa Maria avevamo già un laboratorio di elettrofisiologia, ma abbiamo fatto una proiezione sulla ricerca, per introdurre nuove metodiche, come quelle portate avanti dal professor Carlo Pappone. Oggi ci rimettiamo soldi, ma stiamo investendo per il futuro, offriamo un patrimonio di attività e conoscenze per tutto il gruppo.

    Sansavini, vede un’uscita dalla crisi?
    Ho fiducia negli italiani, dal nord al sud, ciascuno con le sue differenze. Il paese si riprenderà.

    Fonte: LA VOCE DI ROMAGNA

  • Prodotti pulizia antiacaro per ricominciare la scuola senza pensieri

    Le vacanze estive possono essere un momento per dedicarsi alla cura della casa come difficilmente si riesce a fare durante il resto dell’anno. Prima che porte e finestre tornino a essere chiuse di nuovo per far fronte al freddo autunnale, queste settimane sono l’occasione giusta per spolverare mobili ed elettrodomestici e arieggiare lenzuola e materassi provati da mesi di utilizzo.

    Questo è ancora più vero per chi soffre di allergia agli acari ed è quindi particolarmente sensibile alle condizioni in cui si trovano gli ambienti della casa. Le famiglie con bambini sono quelle che devono più fare attenzione all’igiene e alla pulizia, per evitare l’insorgere di patologie respiratorie ed allergie. Le persone allergiche all’acaro della polvere, che si annida nei mobili imbottiti, nei peluche e nei materassi, soffrono di asma, rinocongiuntivite e dermatite atopica, influenzando negativamente la qualità della vita quotidiana.

    Accanto ai medicinali per combattere i fastidiosi sintomi dell’allergia, è l’intervento diretto sulle cause a dare più beneficio, attraverso specifici prodotti pulizia antiacaro: un coprimaterasso antiacaro è una barriera efficace per evitare il contatto con questi fastidiosi animaletti e impedire loro di proliferare. Per ottenere una pulizia più efficace esistono in commercio anche aspirapolvere igienizzanti che grazie al vapore e a speciali filtri doppi riescono a catturare sporco e acari lasciando casa e aria più puliti. L’azienda italiana Envicon, da 14 anni in prima linea nello studio di prodotti antiacaro, produce un aspirapolvere “Acarbuster” che funziona allo stesso tempo a vapore e ad aria, per le pulizie quotidiane.

    Per ricominciare il nuovo anno scolastico e lavorativo in piena salute.

  • Estate, c’è più tempo per prendersi cura di se stessi

    In estate, si sa, i ritmi di lavoro e di vita rallentano, per lasciare spazio al relax; ecco che, allora, abbiamo più tempo da dedicare a noi stessi e al nostro corpo.

    Per sfruttare al meglio questi preziosi giorni dedicati al riposo e tornare alla routine di tutti i giorni davvero rigenerati, la parola d’ordine e’ rallentare, rallentare i ritmi di vita, entrare in contatto con la parte più intima di noi stessi, ascoltare i nostri bisogni più profondi.

    Per fare ciò e riuscire a rilassarsi davvero e’ importante non esagerare con gli impegni, per non rischiare che anche le vacanze si trasformino in stress: dopo un anno denso di impegni, e’ salutare avere del tempo libero da dedicare esclusivamente a se’ stessi, al riposo e allo svago.

    Per assicurarsi un totale benessere psicofisico recuperare le forze, oltre a dedicare del tempo al riposo, agli affetti e alle attività preferite, e’ molto utile dedicare uno spazio particolare alla cura del corpo.

    L’ideale sarebbe poter trascorrere qualche giorno in una SPA dove, tra bagni turchi, saune, vasche idromassaggio qui altre info sulla realizzazione di vasche idromassaggio: http://www.re-pack.it/vasche-idromassaggio-minipiscine.html) e trattamenti estetici e medici, ci si può coccolare coniugando benessere, relax ed eventualmente cure specifiche.

    Le alternative, comunque, non mancano anche per chi resta in città.

    Esistono, in particolare, molti centri estetici, oltre a veri e propri bagni turchi tradizionali (qui altre info sulla realizzazione di bagni turchi:http://www.re-pack.it/bagnoturco.html), che si sono organizzati con aree appositamente attrezzate per offrire ai clienti la possibilità di trascorrere qualche ora di assoluto relax, con percorsi benessere personalizzati.

    Il percorso tradizionale prevede una prima sosta all’interno del tepidarium (qui altre info caratteristiche e utilità dei tepidarium:http://www.re-pack.it/tepidarium.html), un ambiente riscaldato a una temperatura di 36 gradi e leggermente umido, dove ci si rilassa preparando il corpo al calore. Quando il corpo, lentamente, si e’ abituato al calore, si passa nel calidarium, una stanza riscaldata a 45 gradi, satura di vapore, che favorisce la sudorazione, permettendo al corpo di depurarsi eliminando le tossine; dopo la sosta nel calidari un, poi, quando i pori sono ben dilatati, viene effettuato uno scrub con il tipico sapone nero marocchino, che renera’ la pelle più pulita, luminosa ed elastica. Al termine del trattamento di pulizia della pelle, l’ultima tappa del percorso benessere prevede una sosta nel frigidarium, una sala mantenuta alla temperatura di 28 gradi, con la possibilita’ di effettuare l’immersione in una vasca tiepida o fresca, eventualmente anche idromassaggio, o una doccia emozionale a effetto tonificante, abbinata a colori e profumi ad hoc, donando una sferzata di energia a tutto il corpo.

    In conclusione, per amplificare l’effetto relax, e’ possibile abbinare al percorso hammam un massaggio rilassante, decontratturante, tonificante o drenante, a seconda delle esigenze specifiche.

    Al termine del percorso, ci si sentirà rilassati e pieni di energia per affrontare al meglio e godersi appieno il periodo delle vacanze.

  • La cirrosi epatica

    La cirrosi epatica è un’affezione di tipo degenerativo che colpisce il fegato ed è caratterizzata dal fatto che le normali cellule epatiche si trasformano in tessuto connettivo. Il tessuto epatico si contrae, diventa fibroso e indurito e assume un colore giallo sporco.

    Il tessuto fibroso può formarsi in seguito a un’infezione o a una intossicazione, ma soprattutto a causa di carenze nutritive e all’abuso di alcol.

    L’abuso di bevande alcoliche, infatti, provoca dapprima la degenerazione grassa del fegato, che poi, in uno stadio successivo, si trasforma in connettivo.

    All’inizio, solo una parte del fegato viene colpita, mentre i sintomi principali sono rappresentati da affaticamento, perdita di appetito e sensazione di gonfiore al ventre.

    All’esterno la sindrome è caratterizzata da capillari a forma di filamenti che si apprezzano sulla pelle dell’addome e da itterizia. La funzionalità epatica può essere verificata mediante una iniezione di colorante (sulfobromoftaleina); il fegato normale elimina la sostanza in circa tre quarti d’ora, mentre nel fegato cirrotico i tempi di eliminazione sono notevolmente maggiorati. La prima misura terapeutica consiste nell’astensione totale dall’alcol.

    Sintomi della cirrosi epatica

    La cirrosi epatica può essere provocata da una intossicazione grave, ma nella maggior parte dei casi coincide con uno stato di alcolismo. I sintomi sono numerosi e spesso tipici dell’intossicazione alcolica; i principali sono costituiti da:

    · disturbi digestivi, accompagnati da diarrea o costipazione,

    · disturbi nervosi, caratterizzati da accessi di collera, gelosia morbosa, atti di violenza, frustrazione;

    · perdita di appetito (anoressia), disgusto per i cibi grassi;

    · perdite di sangue dal naso (epistassi), edemi, emorroidi, prurito diffuso;

    · sensazione di pesantezza dopo i pasti, gorgoglii addominali accompagnati da meteorismo.

    I pazienti affetti da cirrosi epatica devono condurre una vita estremamente regolata di attenersi una dieta ferrea, abolendo del tutto l’alcol.

    La diagnosi si esegue sull’esame obiettivo, sulle indagini strumentali (ecografia, TAC) e, più d’ogni cosa, dalla biopsia del fegato. Le analisi del sangue, in particolare i test per la valutazione della funzionalità epatica, sono utili per il controllo dell’andamento della malattia.

    Trattamento

    La cirrosi epatica è una patologia cronica che attacca il fegato solitamente in modo irreversibile. L’eliminazione dei fattori di rischio e degli agenti eziologici (astensione dall’alcool, terapia anti-virale per i virus causa dell’epatite, il trattamento con corticosteroidi per l’epatite cronica autoimmune) può solo bloccare o rendere meno rapida l’evoluzione. Negli stadi avanzati della patologia, purtroppo, l’unica terapia che può essere considerata risolutiva è il trapianto del fegato.