Categoria: Salute e Medicina

  • Risolvi il problema dell’eccessiva sudorazione con il botulino

    L’iperidrosi rappresenta un grosso impedimento alle normali relazioni interpersonali e viene vissuto come un handicap che, tra l’altro, fa vacillare l’autostima di chi ne soffre, scatenando un triste circolo vizioso che peggiora la situazione. Chi ne soffre deve convivere con maglie e abiti bagnati e chiazzati, mani e piedi umidi, e in più con la consapevolezza di provocare nell’altro un certo senso di repulsione. Diventano così un incubo anche gesti quotidiani ordinari, come stringere una mano o lavorare maneggiando fogli di carta, o semplicemente togliersi il soprabito svelando abiti bagnati anche in inverno. Addirittura, in alcuni casi, il soffrire di iperidrosi può condizionare alcune scelte professionali o comportare rinunce sociali, fino all’autoisolamento.Il disturbo è di grande impatto sociale e psicologico e spesso diventa una mina contro la stabilità emotiva di chi ne soffre.

    Generalmente il problema dell’iperidrosi inizia nell’infanzia e nell’adolescenza e si protrae per tutta la vita. Ansia e nervosismo possono aggravare o scatenare un attacco di sudorazione. Le persone emotive sono quindi più soggette a questo tipo di patologia, ma piuttosto è il fenomeno della sudorazione eccessiva che genera imbarazzo e ansia, più che viceversa! Tra l’altro, numerosi medici di famiglia non prestano grande attenzione al problema e spesso tendono a minimizzarlo, trascurando il fatto che la traspirazione eccessiva è fonte di imbarazzo ed estremo disagio.

    L’iperidrosi è un disturbo che accompagna costantemente il soggetto e che colpisce prevalentemente alcune aree circoscritte del corpo come le ascelle

  • Il rientro dalle vacanze ti toglie il sonno? Nilaxia ti aiuta a ritrovarlo.

    Le ferie sono finite. Molti di noi sono tornati alle proprie occupazioni, altri sono in procinto di farlo. Per alcune persone il ritorno al quotidiano può rivelarsi più complicato del previsto.

    Alla nostalgia delle vacanze si associa la difficoltà a riprendere le solite abitudini. I nuovi ritmi più frenetici, la sveglia presto ed il traffico cittadino si scontrano con il relax che ha contraddistinto le ultime settimane.

    Durante le ferie, ci siamo dedicati ad abbondanti pasti, qualche drink in compagnia ed orari un pò alterati con ore piccole e tardo risveglio. Una volta rientrati alla normalità, l’organismo trova difficoltà a riabituarsi rapidamente ai vecchi ritmi e si può andare incontro alla cosiddetta sindrome da stress di rientro: un diffuso stato di malessere, caratterizzato da calo dell’attenzione, mal di testa, stanchezza generalizzata e insonnia.

    E proprio l’insonnia può rivelarsi un nemico difficile da combattere: le rilassate abitudini a cui ci siamo abbandonati con gioia hanno temporaneamente alterato i consueti ritmi sonno-veglia, tanto che adesso fatichiamo a ristabilirli, avvertendo fatica ad addormentarci e a mantenere un sonno regolare.

    Per restaurare il naturale sonno fisiologico occorre seguire alcune semplici consigli, utili non solo a sconfiggere l’insonnia ma più in generale necessari per la conduzione di uno stile di vita sano. Tra questi ricordiamo che è sconsigliato schiacciare il classico sonnellino pomeridiano, che pur donandoci riposo, altera ulteriormente i nostri ritmi, mentre sarebbe una buona abitudine coricarsi e svegliarsi, più o meno, sempre alla stessa ora. L’attività fisica ha effetti benefici se praticata di giorno, mentre di sera impedisce al fisico di riposare. Anche altre attività impegnative andrebbero evitate prima di coricarsi, preferendo, ad esse, ad esempio, la lettura di un buon libro. Sul piano dell’alimentazione è controproducente l’assunzione di sostanze stimolanti e di pasti abbondandanti che appesantiscono il fisico.

    Quando tutto questo non basta, può rivelarsi utile l’assunzione di prodotti naturali in grado di favorire il raggiungimento di una buona qualità del riposo notturno. Tra i molti presenti sul mercato, Nilaxia svolge efficacemente il proprio compito grazie ai suoi estratti secchi di valeriana, biancospino, passiflora ed escolzia, formulati appositamente in compresse multistrato a rilascio differenziato, per favorire una azione sinergica e complementare dei suoi componenti in modo da consentire un più facile addormentamento e un prolungamento del sonno fisiologico notturno: ciò consente di attenuare lo stress e gli stati di ansia donando al risveglio una piacevole sensazione di riposo.

    Come ben sappiamo, la mancanza di riposo mina il benessere dell’organismo provocando ansia, irritabilità e nervosismo, rendendo ancora più difficile il ritorno agli impegni quotidiani.

    Per questo Nilaxia, è protagonista sul web anche di una simpatica iniziativa: la realizzazione di un videocorso di training autogeno, disponibile su Youtube e Facebook, pensato proprio per chi a causa dello stress quotidiano non riesce a riposare adeguatamente.

    Il nuovo anno da affrontare necessita di tutte le energie a disposizione, è bene dunque impedire allo stress di cancellare gli effetti benefici delle vacanze appena terminate. Torniamo alle nostre vite in maniera graduale, senza sovraccaricarci di impegni e proviamo a ritagliare del tempo libero da dedicare a piacevoli hobby. Approfittiamo delle giornate di sole per praticare sport all’aria aperta e se le ansie e lo stress del quotidiano iniziano a pesare sulle nostri notti, ricordate che con Nilaxia dormire diventa naturale.

    www.nilaxia.it

  • Il dolore al tallone

    La consapevolezza delle cause delle manifestazioni dolorose al tallone è utile ai fini di potere mettere in atto le giuste misure finalizzate alla prevenzione di ulteriori danni. Il dolore al calcagno può essere originato da molteplici motivi e ci si può documentare al riguardo mediante il ricorso a numerose fonti: i libri di medicina e internet sono gli esempi più lampanti. Si reputa solitamente che una offesa da trauma sia il primario motivo dell’insorgenza di dolore al tallone: tuttavia non è proprio così. Ci sono difatti molti elementi che possono essere motivo di fastidi e di dolori al tallone. Uno di questi è ad esempio lo stress arrecato da una pressione smisurata sulla parte in seguito alla calzatura di una scarpa non adatta. Questo tipo di pressione smisurata provoca a lungo andare alterazione delle ossa, dei muscoli e dell’insieme dei legamenti che, in ultima analisi, ingenera un dolore critico ai talloni. Quali sono allora le principali cause di dolore ai talloni? Innanzitutto deve essere menzionata la fascite plantare. Questa è una malattia che coinvolge i fasci fibrosi della pianta del piede e si estrinseca anzitutto fra gli sportivi. Si evolve laddove il legamento della fascia plantare di un soggetto genera uno strappo a causa di troppo stress connesso allo svolgimento di un forte carico di lavoro fisico. L’esito di questa smodata attività sarà costituito dal fatto che il paziente svilupperà infiammazione al tessuto plantare. Ciò sarà fonte di dolore, turgore, e in certi casi lividi. Ancora, e’ necessario citare l’uso di scarpe non adatte e l’abuso di esercizio fisico come quello costituito da sollevamento pesi, jogging, corsa veloce, corsa su tapis roulant. Un’altra origine di dolore al calcagno è costituita dalla tendinite: quando il tendine che attraversa la parte posteriore del piede viene sottoposto a tensione a causa di una pressione improvvisa, si può avvertire un dolore intenso che interessa il tallone. In questi casi, il normale funzionamento dei piedi è messo gravemente a rischio. Attenuare il dolore ai talloni è senz’altro possibile, a patto che naturalmente si giunga a una diagnosi formulata esattamente. Diventa doveroso quindi analizzare attentamente lo stato della parte interessata e riportare minuziosamente tutti i problemi al medico professionista il quale può segnalare un trattamento adatto. Proprio per questi motivi è molto essenziale parlare al proprio medico di fiducia dei sintomi che si sono avvertiti all’inizio dell’insorgenza del dolore al tallone. La cura più efficiente per il mantenimeto del corretto stati di salute può essere ordinata solo a condizione che le cause del dolore al tallone siano comunicate all’operatore sanitario al momento giusto.

  • Le innumerevoli proprietà dell’olio di argan

    L’olio di Argan (estratto dai semi dell’albero di Argan) è una sorta di olio miracoloso. Esso infatti è pieno di acidi grassi essenziali e vitamine e può essere utilizzato per la cura dei capelli, per la cura della pelle, e per i massaggi.

    L’olio di argan, o olio marocchino, è riuscito ritagliarsi la propria nicchia nel mercato della salute e della bellezza. L’olio di Argan non solo porta benefici alla pelle, ma anche ai capelli. Utilizzare quotidianamente l’olio di argan porta a benefici ben visibili che noterete sicuramente.

    L’olio di Argan viene estratto dai semi dell’albero di Argan che è estremamente raro. Gli alberi di Argan nascono abbondanti solo in Marocco. Questi alberi sono fortemente sfruttati e il loro utilizzo li ha quasi dimezzati durante il secolo scorso. Per questo motivo l’argania spinosa è diventato un albero in via di estinzione.

    Fino a poco tempo, l’olio di Argan era lavorato completamente a mano; molte aziende e negozi hanno coordinato gli sforzi con le donne marocchine e le cooperative per garantire la conservazione degli alberi di Argan.

    La produzione di olio di argan è controllata dalla Cooperativa delle donne marocchine, che si impegna a produrre questo olio noto elisir anti-invecchiamento.

    Il controllo sulla produzione e distribuzione di olio di Argan in varie parti del mondo è nelle mani di questi gruppi cooperativi. Le donne berbere hanno trasformato una loro tradizione in un lavoro dal quale trarre benefici. Queste donne hanno una fonte costante di reddito grazie all’olio di argan.

    Ricco di vitamine, nonché gli acidi grassi essenziali, il 70% degli ingredienti di olio di Argan è composto da acido linoleico e oleico. Questo olio naturale ha molti benefici nutrizionali e può essere usato anche a tavola.

    Le proprietà lenitive dell’olio di Argan ne fanno un olio da massaggio ideale. L’olio possiede anche proprietà anti-infiammatorie che lo rendono efficace nel fornire sollievo per i dolori muscolari e dolori articolari.

    Usare ogni giorno l’olio di Argan sulla propria pelle e sui propri capelli vi permetterà di dare un buon nutrimento alla vostra cute e alla vostra chioma mantenendo la loro salute. Infatti l’olio di Argan è noto anche per essere un emolliente che lo rende un ottimo prodotto per l’idratazione della pelle e del cuoio capelluto. Esso contiene vari principi nutrienti e antiossidanti in quantità sufficiente per rallentare l’invecchiamento della pelle. L’olio di Argan è conosciuto anche per il trattamento di diversi problemi della pelle, come per esempio l’acne o la psoriasi.

  • Un grande benessere

    Nasce circa 4000 anni fa in Cina il Ganoderma Lucidum o Reishi nome Giapponese, cresce su alberi molto legnosi come il castagno o il quercio. Le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum sono straordinarie infatti viene impiegato per più di 20 patologie come la trombosi, l’ipertensione, l’asma, l’ansia, l’artrite, azioni antitumorali, problemi cardiovascolari e respiratori, varie allergie e infezioni, inoltre il Ganoderma Lucidum è un’adattogeno ciò significa che aiuta il corpo a diverse sollecitazioni come la temperatura, lo stress, sbalzi d’umore, insonnia e tachicardia. Studi recenti hanno riportato sulla Biblioteca Nazionale Americana Pubmed che il Ganoderma Lucidum è un’integratore e viene somministrato sotto forma di bevande, pillole, polveri, lozioni e creme.

  • Vuoi perdere peso ? … Ingrassa !

    Le incomprensioni (per gli esterofili misunderstandings) sono alla base di colossali disastri in tutti i campi.
    Un esempio famoso: durante una missione spaziale fra il centro di controllo Europeo e quello di coordinamento USA (la missione era congiunta) in fase di atterraggio di una sonda, su un satellite di Giove, le distanze erano misurate ed inviate dagli Usa col sistema metrico anglosassone, quello dei pollici, piedi e yarde per capirci, ma in Europa venivano interpretate col sistema metrico decimale.
    Risultato: la sonda si schiantò al suolo, in quanto quando la sonda si trovava a 200 yarde dal suolo per i tecnici in Usa, mentre in Europa al centro di comando risultavano 200 metri, ancora troppo presto per attivare i razzi di frenata, e quindi la sonda che in realtà distava dal suolo 182 metri circa, si trovò col non avere sufficiente spazio (reale) d’atterraggio una volta accesi i razzi d’arresto !
    Per tornare al nostro peso corporeo, una incomprensione del linguaggio comune è la seguente: le proteine pesano più dei grassi.
    In realtà si vuole comunicare che il peso specifico delle proteine è maggiore di quello (peso specifico) dei grassi, perché (come un indovinello sciocco insegna) 1 Kg di ferro pesa come 1 Kg di piume !
    Solo che il chilo di ferro è di dimensioni di una palla da tennis (forse anche meno), il chilo di piume occupa lo spazio di un cuscino !
    Al che, se volete perdere peso ( a parità di massa corporea )

    INGRASSATE !!!

    Sembrerà assurdo… ma così è.
    Perché anche nel nostro corpo 1 chilo di muscoli pesano come un chilo di grasso, il problema consiste nel fatto che il grasso occupa più spazio !
    Noi suggeriamo quindi di: non badare solo al responso della bilancia ma anche a quello dello specchio !
    E porsi quindi la seguente domanda (che sembra scontata, ma non lo è !):

    “ Voglio perdere peso o voglio perdere centimetri? O tutt’e 2 le cose ?! ”

    Perché poi, se chi vi segue nella dieta, imposta un determinato percorso, c’è il rischio di non ottenere il risultato desiderato e schiantarsi… col morale.

    Emiliano Dix

  • L’uveite

    Introduzione

    L’uveite può essere definita come una patologia caratterizzata dall’infiammazione dell’uvea, la anatomica dell’occhio costituita dall’iride, dal corpo ciliare e dalla coroide. Si distingue un’uveite posteriore se la colpisce la coroide, viceversa è nel momento in cui colpisce l’iride. L’uveite può anche essere diffusa, se viene interessata l’intera uvea. L’infiammazione il richiamo di cellule immunitarie nella camera dell’occhio, che vengono avvertite come filamenti o macchie fluttuanti al centro del campo visivo (c.d. “corpi mobili”).

    Cause

    L’uveite può essere dovuta a infezioni dell’occhio oppure come risultato di patologie sistemiche, come le o malattie infiammatorie (quali, ad esempio, la spondilite anchilosante, l’artrite reumatoide e la sarcoidosi). Abitualmente tuttavia le cause della patologia non sono evidenti e si parla di uveite idiopatica.

    Sintomi

    L’uveite si presenta primariamente con disturbi della visione. In particolare, l’uveite può dare un indistinto annebbiamento della vista, accompagnato dalla comparizione di macchie nere nel campo visivo. L’uveite anteriore si accompagna assiduamente da sintomi più importanti: dolore intenso agli occhi, iperemia della congiuntiva, fotofobia, offuscamento della vista e comparsa di corpi mobili. La patologia può nuocere l’occhio e occasionare cataratta e glaucoma.

    Diagnosi

    La diagnosi viene formulata dal medico oculista sulla base della sintomatologia e dell’esame obiettivo, effettuato con l’ausilio della lampada a fessura, che permette di osservare le strutture oculari esterne e interne colpite dall’infiammazione.

    Trattamento

    Il trattamento delle uveiti si basa principalmente sui corticosteroidi, che limitano le sintomatologie infiammatorie, somministrati localmente (colliri, applicazione endoculare) o per via sistemica (per bocca o per iniezione). Nelle uveiti serie, refrattarie alla terapia steroidea correttamente eseguita, può essere ricorrere a farmaci che inibiscono il sistema immunitario (immunosoppressori). Nelle forme infettive viene prescritta pure una terapia antibiotica.

    Prevenzione Si consiglia di adottare un regime alimentare che escluda zucchero e caffè, che sono in grado di facilitare l’irritazione degli occhi. Occorre invece seguire una dieta equilibrata che contempli frutta e verdura fresche: le sostanze antiossidanti hanno un’azione protettiva sull’occhio e sull’organismo nel suo complesso.

  • Il glaucoma

    Il glaucoma può essere definito come una patologia oculare dovuta ad un incremento della pressione all’interno dell’occhio ed e’ una delle più frequenti cause di cecità nel mondo (affligge circa il 2% dei soggetti oltre o 35 anni di età). La cecità legata al glaucoma si può quasi sempre combattere purchè la patologia sia diagnosticata e adeguatamente trattata al momento opportuno.

    Il glaucoma è una patologia subdola in quanto si sviluppa con un andamento degenerativo lento ma crescente, accompagnato solitamente da un incremento della pressione intraoculare, con danno del nervo ottico. Il glaucoma si manifesta quando di verificano squilibri fra la produzione e il drenaggio del fluido degli occhi (c.d. “umore acqueo”), ricondotta all’occlusione delle vie di scorrimento del liquido nel sistema venoso. Nel glaucoma ad angolo aperto si osserva una sbarramento graduale dei canali di deflusso.

    Nel più unico glaucoma ad angolo chiuso, i sistemi di scorrimento dell’umore acqueo si ostruiscono invece all’improvviso. L’aumento della pressione nella parte interna del globo oculare schiaccia i piccoli vasi sanguigni e le fibre del nervo ottico, causando una graduale perdita della vista che può condurre alla cecità. Ancora oggi, malauguratamente, le cause del glaucoma non sono note. Alcune forme possono essere secondarie ad altre malattie (come infezioni, tumori, cataratta). Il glaucoma ad angolo aperto ha pure carattere di ereditarietà.

    Fattori che predispongono alla manifestazione di glaucoma sono: l’età, la miopia, l’ipermetropia, il diabete e l’uso prolungato di farmaci corticosteroidi. Negli stadi iniziali il glaucoma ad angolo aperto non genera particolari sintomi. Gradatamente, si presenta una lenta perdita della attitudine visiva, contraddistinta dallo sviluppo di scotomi o zone cieche, che aumentano di dimensione a poco a poco fino a congiungersi fra di loro. Solitamente viene persa prima la visione periferica. Nel glaucoma ad angolo chiuso i sintomi si manifestano di punto in bianco sotto forma di dolore lancinante e cefalea, occhi iniettati di sangue, offuscamento della vista e comparizione di aloni attorno alle fonti luminose. La diagnosi di glaucoma si formula mediante la misurazione della pressione intraoculare con l’ausilio di uno strumento chiamato tonometro (una pressione maggiore di 20-22 mm/Hg è da considerarsi sospetta), la determinazione dei danni al nervo ottico con un oftalmoscopio e una lampada a fessura e la determinazione del campo visivo.

    La gonioscopia, per visualizzare le strutture di drenaggio degli occhi, permette di discriminare le forme ad angolo aperto da quelle ad angolo chiuso. Il danno alla vista dovuto al glaucoma non è purtroppo reversibile, ciò nondimeno una terapia adatta può prevenire l’ulteriore perdita della vista. La cura si basa su farmaci topici (colliri) e sull’intervento chirurgico. Si utilizzano gocce oculari che racchiudono beta-bloccanti, alfa-agonisti, analoghi delle prostaglandine, inibitori dell’anidrasi carbonica e agenti colinergici.

    L’intervento chirurgico diventa necessario nei casi che non reagiscono positivamente alla terapia farmacologica e nelle forme ad angolo chiuso. Possono essere utilizzati trattamenti con il laser (trabeculoplastica, iridotomia) o interventi di filtrazione (trabeculectomia).

  • L’enfisema polmonare

    L’enfisema polmonare è una malattia contraddistinta dalla dilatazione patologica e permanente degli alveoli polmonari, piccole cavità a pareti sottili, presenti a grappoli all’estremità delle ramificazioni dei bronchi e circondate da vasi capillari. Gli alveoli, in caso di enfisema, perdono la loro elasticità, si dilatano, si atrofizzano e limitano la loro funzionale, di conseguenza il sangue tende a sovraccaricarsi di anidride carbonica.

    Non si conosce a fondo il processo di sviluppo dell’enfisema. Fattori di rischio per lo sviluppo della patologia sono l’età, a causa della diminuzione di elasticità del tessuto polmonare, il fumo di sigaretta e l’inquinamento atmosferico. L’enfisema polmonare è privilegiato pure dalla esistenza di bronchite cronica (per la formazione di catarro, che ostruisce le piccole diramazioni bronchiali che sfociano negli alveoli) e di asma allergico. Una forma particolare di enfisema è associata al deficit di alfa1-antitripsina.

    I sintomi variano secondo la entità della malattia: le forme lievi possono essere asintomatiche. Nei casi più gravi, i sintomi sono formati da dispnea, respiro corto e ansimante, perdita di peso, pelle bluastra e tosse cronica, con escreato di muco vischioso. Se le condizioni peggiorano, il malato ha difficoltà di respirazione sempre maggiori. Il torace prende la forma a “botte”. La diagnosi di enfisema si formula sull’esame obiettivo, sulla radiografia del torace, sulla spirometria e su analisi del sangue che rivelino il tasso di ossigeno e anidride carbonica del sangue. Non vi è una cura specifica per l’enfisema polmonare.

    Lo sviluppo evolutivo della malattia può essere rallentato o fermato da modifiche dello stile di vita (smettere di fumare, stabilirsi in zone con basso inquinamento atmosferico). I farmaci più efficaci nel controllo dei sintomi sono i broncodilatatori, che dilatano le vie aeree, e i medicinali in grado di sciogliere il catarro.

    Nei casi più gravi si può rendere necessaria una cura con ossigeno. Per prevenire le infezioni è importante ridurre la produzione di catarro assumendo maggiori quantità di liquidi. Esimersi dai cibi fritti e i grassi, che aumentano la produzione di muco.