Categoria: Politica

  • Programma Stati Generali: Questione Settentrionale, Torino Lingotto 28 e 29 settembre

    Stati Generali del Nord, Torino Lingotto 28 e 29 settembre. L’obiettivo della due giorni è restituire centralità alla questione settentrionale nell’ambito del dibattito politico/economico e trovare soluzioni innovative e applicabili concretamente. Parteciperanno imprenditori di tutto il Nord, professionisti, docenti universitari, esperti di economia e del mondo del lavoro, per individuare 10 progetti concreti ed immediatamente realizzabili che costituiranno un vero e proprio manifesto delle azioni da intraprendere per il rilancio del Nord. Prima il Nord.

    Il Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni, ha illustrato questa mattina presso il circolo della stampa di Torino il programma degli Stati Generali del Nord che si svolgeranno a Torino il 28 e 29 settembre.


    L’obiettivo della due giorni è restituire centralità alla questione settentrionale nell’ambito del dibattito politico/economico e trovare soluzioni innovative e applicabili concretamente.
    Con questo preciso compito si incontreranno al Lingotto, imprenditori di tutto il Nord, professionisti, docenti universitari, esperti di economia e del mondo del lavoro, accomunati dalla consapevolezza che il Nord possiede le risorse necessarie per superare le attuali difficoltà e dimostrare, ancora una volta, di poter vincere anche le sfide più difficili.

    La prima giornata di lavori, che sarà a porte chiuse, prevede sei Workshop tematici, i cui risultati verranno illustrati nella seconda giornata dedicata al confronto, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il presidente ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Giuseppe Guzzetti, il Presidente di R.ETE. Imprese Italia, Piergiorgio Guerrini e il vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani.

    A conclusione dei lavori saranno individuati 10 progetti concreti ed immediatamente realizzabili, che costituiranno un vero e proprio manifesto delle azioni da intraprendere per il rilancio del Nord.

    Prima il Nord nasce per individuare soluzioni concrete ai problemi concreti del Nord. I nuovi problemi non possono essere risolti con vecchie soluzioni. Dal confronto nascono le idee, dalle sinergie le soluzioni: con il contributo della società, delle categorie economiche, sociali e produttive del Nord, con tutti coloro che mettono il Nord prima di qualunque altra cosa, nella consapevolezza che non sarà il più forte a sopravvivere ma il più veloce a rispondere al cambiamento. Per un Nord unito, attivo, indipendente.

    FONTE: Prima il Nord

  • Regione Lazio, Nanni (PD): la Polverini non poteva non sapere, si dimetta

    La vicenda Fiorito, lo scandalo dello sperpero dei fondi pubblici, che ha investito la Regione Lazio ha lasciato molti con l’amaro in bocca. La presa di posizione della presidente Polverini non ha messo d’accordo proprio tutti, in particolar modo il Pd, come ha dichiarato in un’intervista a Romacapitalenews.com, Dario Nanni, consigliere del Pd di Roma Capitale, “Sinceramente pensavo che una vicenda così importante richiedesse un atto più coraggioso. Aldilà delle responsabilità personali dietro questa vicenda ci sono anche responsabilità politiche e amministrative. In attesa che la magistratura faccia il suo corso ci saremmo aspettati un atto forte dal presidente Polverini, ovvero le sue dimissioni. Poi certo avrebbe deciso il consiglio ma doveva farlo”.

    Anche in merito alla decisione dei tagli Nanni si aspettava qualcosa di più “lo scandalo di cui si parla – spiega – è ingente, certo è un primo passo, meglio di niente ma non ci possiamo accontentare. Renata Polverini non può far certo finta di non sapere quanti fondi venivano gestiti dai gruppi. I tagli sono una scelta scontata, andavano comunque fatti.

  • Antonello De Pierro annuncia candidatura a sindaco di Roma Capitale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha sciolto ogni riserva e parteciperà alle eventuali primarie del centrosinistra contando sui voti dell’Italia dei Valori e di Sel

    Roma – Ormai è ufficiale: Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, si candiderà alla carica di sindaco di Roma Capitale in occasione delle prossime elezioni amministrative del 2013.

    La notizia era già nell’aria da tempo, ma De Pierro non aveva ancora sciolto le numerose riserve personali, nonostante da più parti gli giungessero, sempre più numerose, manifestazioni incoraggianti di sostegno in tal senso, da cittadini ormai esasperati dallo strapotere di politicanti e gerontocrati che hanno occupato gli apparati istituzionali, diventati il più delle volte meta per spregiudicati affaristi, che coltivano all’ombra della politica i loro interessi personali, piuttosto che centri di servizio sociale per la collettività.

    E’ lo stesso leader dell’Idd a spiegare le motivazioni che hanno portato a questa svolta decisionale: “Abbiamo assistito impotenti, in questi ultimi anni, alla disastrosa gestione amministrativa della giunta (o meglio delle giunte) Alemanno, con una città che sta pagando un duro prezzo all’insipienza politica di queste persone. Ma nonostante i numerosi scandali che hanno bersagliato implacabilmente il povero, e credo incolpevole, Sindaco, vogliamo concedere l’alibi a questi amministratori dell’errore e non della dolosità, che tra l’altro non spetta a noi giudicare, e attribuire loro un’incapacità operativa disarmante.

    Per quanto riguarda Alemanno, la non colpevolezza diretta che sentiamo di riconoscergli in afferenza agli scandali, non lo assolve certo dalla piena responsabilità politica di aver operato delle scelte collaborative dilettantistiche, che dovrebbero suggerirgli di dedicarsi, magari con successo, ad altra attività, liberando i cittadini dalla sua pressoché inutile presenza nel panorama politico.

    Sono molti mesi che ricevo da ogni parte sollecitazioni e inviti a candidarmi alla carica di sindaco a Roma, e di trascinare in campo quel concentrato di onestà, legalità e trasparenza, che contraddistingue le coscienze soggettive di tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti. Ebbene non potevo deludere siffatte aspettative e ho preso la decisione, per portare nella competizione, ed eventualmente alla guida della città, un forte vento di rinnovamento, stavolta reale e non solo nascosto nella retorica dei proclami elettoralistici di gran parte della nomenclatura che ha rappresentato finora la vita politica nella Capitale.

    La nostra sfida inizia dalla legalità, soprattutto negli stessi apparati comunali, che in alcuni comparti le corruttele e le connivenze hanno ridotto al lumicino. Non si può parlare di sicurezza se non si educa verso il rispetto delle regole chi dovrebbe farle rispettare. E’ chiaro, in questo caso, che mi riferisco alle battaglie portate avanti con decisione dal nostro movimento contro i numerosi comportamenti omissivi e i favoritismi da parte di alcune cellule deviate dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali, con concrete proposte per arginare il fenomeno, che il sindaco Alemanno ha finto di recepire e di condividere, lasciando poi tutto invariato.

    I cittadini romani, e soprattutto chi delinque sfruttando a proprio e altrui vantaggio posizioni professionali favorevoli, devono sapere che con noi, in tal senso, vigerebbe la tolleranza zero, con vigorosa attività preventiva e, se necessario, repressiva all’insegna dell’esemplarità.

    La gente comune, i più deboli, sarebbero altamente tutelati dall’arroganza di pochi eletti, che con sprezzo della legalità, agitano impunemente lo scettro del potere.

    La nostra sfida si sostanzia inoltre nella promozione culturale, soprattutto nelle periferie, settore che è stato mortificato da persone incapaci di valorizzarlo.

    Soprattutto l’obiettivo da perseguire è quello di una città che risponda totalmente alle esigenze dei cittadini e combatta i privilegi di pochi.

    Sappiamo che la nostra linea non farà piacere ad una certa classe politica ancorata saldamente ai benefici, che cercherà di boicottarci in ogni modo.

    A noi poco importa, a noi interessa il benessere dei corpi collettivi e non certo di un manipolo di politicanti che deve aver scambiato gli scranni istituzionali come la meta di spregiudicati affaristi.

    Perciò, se i cittadini riusciranno, nonostante i boicottaggi, a sintonizzare le loro coscienze sulle nostre frequenze innovative, potranno assistere ad una vera e propria rivoluzione nella gestione della cosa pubblica, che darà ossigeno vitale a tutte le attività quotidiane, che spesso ora si trasformano in odissee per chi è costretto ad affrontarle.

    Si preparino, i signori dei privilegi, a rinunciare a ciò che credono un diritto, ma che è solo una concessione di un potere gestito sui percorsi clientelari.

    Si apprestino ad affidare a sbiaditi ricordi l’uso e l’abuso di auto blu.

    La politica dei trombati inseriti ad ogni costo si abitui a rinunciare a incarichi e consulenze faraoniche: se i compensi proposti non fossero di gradimento esiste un esercito di giovani disoccupati che li accetterebbe volentieri e magari raggiungendo risultati più proficui”.

    De Pierro ha poi concluso: “Se ci saranno le condizioni e i margini necessari per esplicitare e concretizzare in ambito coalizzativo la nostra linea ideale è molto probabile che parteciperò alle eventuali primarie del centrosinistra, per le quali conto sull’appoggio dell’Italia dei Valori, della Federazione della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi Ecologisti, da dove intendo iniziare a edificare la struttura portante per la realizzazione del progetto propugnato. In caso contrario valuteremo il da farsi, cercando di maturare le scelte migliori per trarre i maggiori benefici per la cittadinanza, che a quel punto diventerà decisiva e parte integrante di un progetto ambizioso per consegnare a Roma l’efficienza che le compete di diritto”.


  • Questione settentrionale, suggerimenti on line sul nuovo blog “Prima il Nord”

    Su primailnord.org, il nuovo blog della Lega, saranno raccolti suggerimenti on line per redigere la piattaforma di proposte con cui la Lega di Roberto Maroni intende, attraverso gli Stati Generali del Nord in programma il 28 e 29 settembre a Torino, “dare risposte alla questione settentrionale”. Individuare soluzioni concrete ai problemi concreti del Nord. Per questo nascono gli Stati Generali del Nord. Per un Nord unito, attivo e indipendente.

    MILANO – Anche i partiti politici italiani stanno scoprendo l’importanza dell’utilizzo del web per raccogliere consensi e consigli. Ci ha pensato la Lega che ha trasformato uno slogan anche in un sito internet. E così “Prima il Nord” è ora anche on-line. La nuova parola d’ordine è una delle tante novità introdotte dal segretario della Lega Nord, Roberto Maroni. Sul sito “Prima il Nord”, messo in rete dal carroccio e battezzato con lo slogan scelto al congresso di Assago (che corrisponde anche all’indirizzo web) la Lega chiede in sostanza a tutti di inviare pareri su alcune aree tematiche e sulle proposte che il movimento vuole inserire nel manifesto che sarà presentato definitivamente proprio al Lingotto, in cui ci saranno per esempio richieste di “abbattimento del carico fiscale per le imprese del Nord”, di “regionalizzazione del debito pubblico” e di costruzione di un nuova Europa, oltre ad obiettivi in tema di contrasto alla immigrazione e rilancio delle tradizioni locali.

    Individuare soluzioni concrete ai problemi concreti del Nord. Per questo nascono gli Stati Generali del Nord. I nuovi problemi non possono essere risolti con vecchie soluzioni. Dal confronto nascono le idee, dalle sinergie le soluzioni: con il contributo della società, delle categorie economiche, sociali e produttive del Nord, con tutti coloro che mettono il Nord prima di qualunque altra cosa, nella consapevolezza che non sarà il più forte a sopravvivere ma il più veloce a rispondere al cambiamento. Per un Nord unito, attivo, indipendente.

  • Significativa presenza di Antonello De Pierro a casa di Di Pietro in Molise


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato alla tradizionale festa del raccolto organizzata dal leader dell’Italia dei Valori presso la sua masseria di Montenero di Bisaccia

    Roma – Com’è ormai tradizione consolidata e di successo anche quest’anno, presso la masseria Di Pietro, di proprietà del leader del partito Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a Montenero di Bisaccia in Molise, si è svolta la festa del raccolto. E come da copione ha richiamato migliaia di iscritti e sostenitori da ogni parte d’Italia, per un bagno di folla che ha riempito al limite della capienza il vasto prato che abbraccia la casa ed è andato oltre ogni previsione della vigilia, superando di gran lunga il numero di presenti registrato negli anni scorsi.

    Un record di affluenza a cui ha contribuito indubbiamente il movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, presente all’evento con un nutrito gruppo di sostenitori, capeggiati dal presidente Antonello De Pierro, che ha sposato quasi del tutto la linea tracciata da Di Pietro negli ultimi mesi, annunciando il sostegno al partito del gabbiano e la volontà di candidare i propri esponenti nelle sue liste alle prossime competizioni elettorali.

    Oltre a De Pierro sono intervenuti alla serata molti dirigenti del movimento a sostegno dei diritti dei cittadini, tra cui il deputato Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata, Luana Cinti, vice responsabile per l’Emilia Romagna e per la Scuola e l’Istruzione, Anna Aurisano, responsabile per il Molise e vice responsabile per la Pubblica Amministrazione, Manuela Bellantuoni, responsabile per la Puglia e vice responsabile per la Giustizia.

    E’ stato proprio De Pierro a esplicare il significato della sua presenza a Montenero, non rinunciando a una frecciata polemica verso una piccola componente del partito: “La mia partecipazione vuole testimoniare la vicinanza e la condivisione del movimento Italia dei Diritti in afferenza al percorso ideale segnato da Di Pietro nel panorama politico-istituzionale del nostro paese, proprio quel percorso, pregno di valori sociali a beneficio della popolazione, che ha fatto vibrare le corde emozionali di tanti cittadini onesti e che ha prodotto l’enorme flusso di massa che abbiamo avuto il grande e suggestivo piacere di registrare questa sera. Ed è in virtù di questa condivisione che auspichiamo la presenza nelle liste dell’Idv di esponenti del nostro movimento alle prossime consultazioni elettorali, cosa che sporadicamente è già avvenuta in passato, ma che ora aneliamo realizzare con una formula decisionale e organizzativa dai contorni ben definiti. Questo anche alla luce della nostra esponenziale crescita di consensi, che ci ha fatto acquisire e consolidare la presa di coscienza di non poter disperdere questo patrimonio, nell’interesse dei corpi collettivi e sotto l’impulso di un alto senso di responsabilità che ci impone di dover contribuire ad evitare la riduzione dei già ristretti varchi dell’esercizio della democrazia nel paese. E’ probabilmente quel patrimonio che da qualche tempo ha fatto avanzare da più parti proposte di intese che abbiamo puntualmente rispedito senza indugi ai mittenti, in quanto, pur se in qualche caso le convergenze di pensiero potevano suggerire qualche apertura, avevamo già individuato altrove un’affinità di espressione concettuale indubbiamente più compiuta. Questa scelta politica, e questo per essere chiari con i nostri sostenitori, non ci fa ignorare che è esistita ed esiste nell’Italia dei Valori una marginale componente, che definirei fisiologica in un partito cresciuto così in fretta, formata da politicanti che non sempre hanno onorato od onorano la nobile ragione sociale propugnata dal partito, o che probabilmente hanno scambiato quest’ultimo come un treno per raggiungere scranni istituzionali, con manifestazioni comportamentali votate a un affarismo e a un clientelismo da Prima Repubblica. Ma non ignoriamo neanche che la stragrande maggioranza di questo partito affonda le radici in un terreno ideologico disseminato di valori e ideali sani e granitici, ed è questa la parte che ambiamo a corroborare con il nostro contributo di impeccabile onestà intellettuale e profonda sensibilità sociale, quella parte che rappresenta degnamente la folla intervenuta a Montenero, armata di uno spirito ideale ancorato a una moralità autentica, limpida e genuina, che sentiamo di interpretare con marcato coinvolgimento emotivo, e che non possiamo permettere, che venga tradito da quella, pur se esigua, percentuale deviata”.

  • Di Pietro manca e Antonello De Pierro è grande protagonista all’Oscar Day 2012

    Il presidente dell’Italia dei Diritti alla canonica festa annuale per il compleanno di Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Internadel movimento

  • POCA MERITOCRAZIA NELLA POLITICA ITALIANA

    Il titolo dello studio presentato dal Forum della Meritocrazia, presieduto da Arturo Artom, è ”qualità e merito nel rinnovamento della classe dirigente”: Il Forum è formato da persone che credono che i ruoli della pubblica amministrazione siano attribuiti per merito e non per appartenenza ad una lobby qualsiasi. L’OCAP – Osservatorio delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi – ha realizzato questo studio, sotto la direzione del professor Giovanni Valotti.

    La ricerca mette in evidenza le differenze tra i parlamentari italiani e quelli europei: gli italiani hanno una media di 52,8 anni contro i 51 di Spagna e i 47 della Danimarca, Paese con i rappresentanti più giovani. La Germania guida con l’83,6% la classifica dei laureati in Parlamento, seconda la Francia con l’81,9% mentre l’Italia è tra le ultime insieme a Spagna e Danimarca con una percentuale del 74,1%. Circa la presenza femminile nelle aule parlamentari, secondo questo studio presentato appunto dal Forum di Arturo Artom, l’Italia è in fondo alla classifica insieme a Francia e Gran Bretagna con un dato pari al 20,1% contro il 26% della Germania, il 34,5% della Spagna e il 37, 9% della Danimarca.

    ”I dati dello studio – afferma il presidente del Forum della Meritocrazia Arturo Artom – dimostrano che il livello della politica italiana è lo specchio del Paese stesso, nel quale il merito è ancora un fattore secondario. In un contesto come il nostro, evoluto ed europeo, la competenza professionale, la giovane età e la presenza femminile dovrebbero essere valori essenziali anche nella Pubblica Amministrazione.”

    Luther Blissett

  • ITALIA A CONFRONTO CON L’EUROPA CIRCA GIOVANI, DONNE E LAUREATI IN PARLAMENTO

    Il titolo dello studio presentato dal Forum della Meritocrazia, presieduto da Arturo Artom, è ”qualità e merito nel rinnovamento della classe dirigente”: Il Forum è formato da persone che credono che i ruoli della pubblica amministrazione siano attribuiti per merito e non per appartenenza ad una lobby qualsiasi. L’OCAP – Osservatorio delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi – ha realizzato questo studio, sotto la direzione del professor Giovanni Valotti.

    La ricerca mette in evidenza le differenze tra i parlamentari italiani e quelli europei: gli italiani hanno una media di 52,8 anni contro i 51 di Spagna e i 47 della Danimarca, Paese con i rappresentanti più giovani. La Germania guida con l’83,6% la classifica dei laureati in Parlamento, seconda la Francia con l’81,9% mentre l’Italia è tra le ultime insieme a Spagna e Danimarca con una percentuale del 74,1%. Circa la presenza femminile nelle aule parlamentari, secondo questo studio presentato appunto dal Forum di Arturo Artom, l’Italia è in fondo alla classifica insieme a Francia e Gran Bretagna con un dato pari al 20,1% contro il 26% della Germania, il 34,5% della Spagna e il 37, 9% della Danimarca.

    ”Questi dati – afferma il presidente del Forum della Meritocrazia Arturo Artom – dimostrano come il livello del sistema politico italiano sia lo specchio di un Paese in cui il merito è ancora un fattore secondario nella scelta della classe dirigente. In un contesto evoluto ed europeo come il nostro, la giovane età, la presenza femminile e la competenza professionale, dovrebbero essere valori imprescindibili anche nella Pubblica Amministrazione”.

    Luther Blissett

  • Missione di pace o di guerra?

    La missione di pace è un contingente che fa capo all’ONU con lo scopo di riportare la pace nel paese dove è stata violata, è un braccio armato chiamato per mantenere la sicurezza internazionale.

    La decisione di inviare una missione di pace spetta al segretario generale dell’ONU con delega del Consiglio di Sicurezza in base alla situazione politica del paese. Ai soldati, è fatto obbligo di non sparare salvo per legittima difesa, la loro missione prevede accordi di riconciliazione democratica per una stabilità politica.

    Le missioni di pace, infatti, intervengono dopo che è stata eliminata la minaccia che ha compromesso la pace nel paese. L’esercito partecipa perché quella popolazione possa avere un futuro migliore e si riprenda economicamente e politicamente. I soldati schierati al fronte compiono azioni di sostegno alla popolazione come inaugurare nuove scuole o ospedali, sempre in base alle direttive della missione di pace.

    L’Italia è coinvolta nella missione di pace in Afghanistan dal 2001. La nostra nazione entra con le sue forze armate in Afghanistan esattamente dal 18 novembre 2001, in seguito all’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre, in aiuto a Bush e agli USA che iniziano la loro crociata contro Bin Laden. Il 15 marzo 2003 l’Italia lascia partire 1000 soldati per sei mesi come contingente Nato. Nel 2007 si spostano a Herat e nel 2011 Osama Bin Laden è ucciso in Pakistan da un contingente americano.

    L’Italia, in missione in Afghanistan dal 2001, ha un contingente costituito da membri delle Forze armate, della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza. Durante la missione hanno perso la vita cinquantuno militari italiani. Ultimo, il 25 giugno 2012 ha perso la vita il carabiniere scelto Manuele Braj, a causa di un’esplosione nel campo di addestramento della polizia afgana. Il 31 dicembre 2010 a seguito di un colpo d’arma da fuoco perde la vita il Caporalmaggiore Matteo Miotto. Il 28 febbraio 2011, dopo l’esplosione di un ordigno è deceduto il tenente Massimo Ranzani. L’8 gennaio 2011, in uno scontro a fuoco muore il 1° Caporal Maggiore Luca Sanna. Il 12 luglio 2011, per l’esplosione di un ordigno improvvisato muore il Primo Caporal maggiore Roberto Marchini, paracadutista. Il 25 luglio 2011, un militare italiano, David Tobini, decede in uno scontro a fuoco. Il 24 marzo, il sergente dell’esercito Michele Silvestri perde la vita a seguito di un attacco con colpi di mortaio.

    Nonostante le vittime e i rischi che una guerra comporta le domande di arruolamento nelle forze armate italiane aumentano velocemente, e alcuni ragazzi giovani decidono di affidarsi a dei centri specializzati nella preparazione ai concorsi militari, come nel caso del centro di preparazione dei concorsi militari online di Cassino; quindi appena entrati nel corpo danno la loro disponibilità a partecipare alle missioni estere. Altri, per essere sicuri che il proprio reparto decida di partire in missione si arruolano nell’esercito come VFP1 (volontario a ferma prefissata) per un anno, conclusosi tale periodo accedono al concorso VPF4 per 4 anni e una volta assegnati a un reparto, partono.

    Le vittime aumentano di giorno in giorno, non solo i nostri soldati, ma soprattutto civili e guerriglieri improvvisati, donne e bambini. La guerra fa inevitabilmente vittime, è un rischio da considerare, per questo, probabilmente, diviene lecita la domanda: è una missione di pace o di guerra?

    Articolo a cura di Stefania Mazzucato
    Prima Posizione Srl – Web marketing agency

  • Antonello De Pierro riceverà il Premio Internazionale “Rocca d’Oro” 2012


    Il presidente dell’Italia dei Diritti figura tra gli autorevoli esponenti delle istituzioni e della cultura che saranno insigniti del prestigioso riconoscimento alla professionalità, ideato da Giancarlo Flavi e giunto alla 23^ edizione, che sarà consegnato a Piglio

    Roma – Domenica prossima, esattamente l’8 luglio, avrà luogo a Piglio, suggestivo borgo in provincia di Frosinone, la 23^ edizione del prestigioso Premio “Rocca d’Oro”, che, organizzato dall’indefesso giornalista Giancarlo Flavi, ormai da anni campeggia nella lista degli eventi più importanti del panorama laziale. La manifestazione internazionale, che premia la professionalità, quest’anno sarà dedicata all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni, prendendo spunto dal fatto che l’anno che stiamo vivendo è proprio dedicato a livello europeo a questi due temi di enorme rilevanza sociale.

    Tra i nomi di coloro i quali saranno insigniti del riconoscimento, campeggia quello del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che nell’edizione dello scorso anno, a cui ha partecipato come ospite, ebbe l’onore di consegnarlo alla principessa India d’Afghanistan, personaggio emblematico nel panorama mondiale per le battaglie in difesa dei diritti umani. Il leader del movimento extraparlamentare, da sempre in prima linea per difendere i diritti delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, con all’attivo numerose battaglie anche in veste di giornalista, con alcune inchieste che sono diventate storiche, in particolar modo sulle frequenze di Radio Roma, di cui è stato direttore responsabile per dieci anni, si è dichiarato “onorato di ricevere l’ambito riconoscimento, fiore all’occhiello delle attività culturali estive in Ciociaria”. Ha poi aggiunto che “in un contesto peninsulare dove le istituzioni perdono quotidianamente di credibilità e la tv trash trasmette ignoranza a reti unificate, eventi del genere aiutano a richiamare l’attenzione dei cittadini verso quei contesti istituzionali sani, che per fortuna sono ancora la maggioranza, e a generare e diffondere nuovi fermenti culturali, e che di questo bisogna rendere merito all’organizzazione”.

    Infatti l’elenco dei premiati offre nomi di tutto rispetto e prestigio, a cominciare dal questore di Frosinone Giuseppe De Matteis e dal colonnello Antonio Menga, comandante provinciale dei Carabinieri del capoluogo ciociaro, per continuare con Ciro Attaniese, Magnifico Rettore dell’Università di Cassino, Carlo Mirabella, direttore generale della Asl di Frosinone, Marcello Pigliacelli, presiedente di Unindustria Frosinone, l’inviata dell’Italia sul Due Daniela Miniucchi, il generale Massimo Fogari, direttore dell’Ufficio della Pubblica Informazione dello Stato Maggiore della Difesa, il professor Francesco Romeo, direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università di Tor Vergata, il professor Giancarlo Isacchi, primario di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti Gino Falleri, il colonnello Rosario Castello, comandante del Gruppo Carabinieri di Frascati, l’amministratore delegato dell’Atac Carlo Tosti, il giornalista Aldo De Luca, il regista Luca Verdone e l’attrice Virginia Barrett.