Categoria: Politica

  • TFA speciale, Mariastella Gelmini contraria

    L’on. Mariastella Gelmini si dice contraria all’istituzione del cosiddetto “Tirocinio Formativo Attivo (TFA) speciale”, che «non solo contrasta irreparabilmente con il sistema progettato dal precedente Dicastero, ma vanifica i sacrifici degli abilitati regolari che hanno superato le prove selettive e mortifica la qualità dell’insegnamento oltre a comportare un aggravio organizzativo insostenibile per il sistema universitario».

    Roma, 04 feb. – L’ex ministro Mariastella Gelmini, con una dichiarazione, si dice del tutto contraria all’introduzione del cosiddetto “TFA speciale”: «Da ministro dell’istruzione mi sono posta il problema della qualità dell’insegnamento e del riconoscimento del talento. Per questo abbiamo istituito il TFA (tirocinio formativo attivo), percorso abilitante con triplice prova d’ingresso, studiato per essere fortemente selettivo e valorizzare i migliori aspiranti».

    «L’istituzione di un cosiddetto “TFA speciale” – continua la deputata del Popolo della Libertà – scollegato da ogni logica programmatoria e da ogni selezione, non solo contrasta irreparabilmente con il sistema progettato dal precedente Dicastero, ma vanifica i sacrifici degli abilitati regolari che hanno superato le prove selettive e mortifica la qualità dell’insegnamento oltre a comportare un aggravio organizzativo insostenibile per il sistema universitario».

    «Solo il nuovo governo – conclude – nella pienezza dei suoi poteri, potrà decidere di compiere una tale scelta. Per questi motivi spero che la VII commissione della Camera bocci l’istituzione del percorso riservato più iniquo della storia scolastica italiana, che provocherebbe un nuovo tsunami di illusioni e conflittualità tra i docenti e vanificherebbe ogni possibilità di ritorno a un reclutamento ordinato, civile ed europeo. Mi auguro che il ministro Profumo stralci dal provvedimento questa parte della revisione del 249/2010, lasciando, come logica e correttezza istituzionale vuole, ogni decisione al futuro ministro, tenendo infine conto che, comunque, i percorsi non potrebbero che partire col nuovo anno accademico».

    Mariastella Gelmini, è deputato del PdL. Inizia la propria carriera politica nel 1998, quando è prima tra gli eletti al Comune di Desenzano del Garda, per Forza Italia. Dal 2002 diviene Assessore al Territorio della Provincia di Brescia e dal 2004 all’Agricoltura. Nel 2005 è consigliere regionale della Lombardia e coordinatrice regionale di Forza Italia. Deputato nel 2006 e nel 2008 (Lombardia II), è stata Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel Governo Berlusconi IV (8 maggio 2008-16 novembre 2011).
    Nell’attuale legislatura, è componente della X Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati.
    Alle prossime elezioni politiche, è candidata capolista per il Popolo delle Libertà alla Camera dei Deputati, nel collegio Lombardia 2.

    Fonte: AgenParl

  • Bonfrisco prima firmataria della lettera a Van Rompuy per le Pari Opportunità

    Su iniziativa dei parlamentari Anna Bonfrisco, Emma Bonino, Paola Concia, Sandro Gozi e Francesca Marinaro, decine e decine di deputati e senatori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli, assieme ad eminenti personalità italiane ed europee, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio europeo – e per conoscenza ai Presidenti Draghi, Barroso e Schultz – e una comunicazione ai rispettivi Premier (Monti, Hollande, Merkel e Rajoy), in merito alla nomina di un nuovo membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.

    Anna Bonfrisco

    Testo integrale dell’articolo apparso su ilsitodelledonne.it del 20 novembre 2012.

    Al prossimo Consiglio europeo del 22 e 23 novembre una ulteriore ferita rischia di essere inferta al già delicato equilibrio dei poteri tra i due rami del potere decisionale dell’Unione europea, minando la legittimità democratica dell’Unione e provocando un divario sempre più ampio tra istituzioni e cittadini europei.

    Il Presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha deciso di ignorare il parere del Parlamento europeo di candidare una donna nel Comitato esecutivo della Banca centrale europea –
    parere che ottemperava a precisi obblighi di parità uomo-donna sanciti dai Trattati – avviando la procedura di nomina del candidato lussemburghese Yves Mersch, procedura per il momento bloccata grazie ad un veto del governo spagnolo.

    Oltre alle prescrizione previste dai Trattati, il principio di uguaglianza uomo-donna è stato alla base di un numero importante di decisioni della Corte di Giustizia europea e, di tutta evidenza, anche se il Consiglio europeo dovesse nominare una donna tra i sei membri del Comitato esecutivo, questo principio non sarebbe che marginalmente rispettato.

    Ma il conflitto aperto tra i due rami dell’autorità decisionale a livello comunitario va ben oltre la questione del principio di uguaglianza tra uomo e donna e assume un significato istituzionale maggiore alla vigilia di dibattiti fondamentali sull’avvenire dell’Europa. Pertanto, sarebbe inaccettabile se questo conflitto venisse chiuso con un atto di arroganza da parte del Consiglio dell’Unione, poi ratificato da una maggioranza dei membri del Consiglio europeo.

    Si tratterebbe in questo caso di un atto di grave mancanza di considerazione nei confronti della democrazia rappresentativa e siamo convinti che, da parte sua, la Commissione europea, nel suo ruolo di custode dei Trattati e quindi di sorvegliante della corretta applicazione del diritto dell’Unione, ed essendo da sempre molto attenta al rapporto di fiducia con il Parlamento europeo, non farà mancare il proprio sostegno all’azione dei deputati europei.

    Per questo motivo – su iniziativa dei parlamentari Anna Bonfrisco, Emma Bonino, Paola Concia, Sandro Gozi e Francesca Marinaro e oltre 170 deputati e senatori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli, assieme ad eminenti personalità italiane ed europee come Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Hans van der Broek, Barisa Khiari, Piervirgilio Dastoli, André Glucksman, Monica Frassoni, Diego Hidalgo, hanno indirizzato una lettera al Presidente van Rompuy, invitandolo ad avviare quanto prima un dialogo costruttivo con il Parlamento europeo per trovare un accordo sulla nomina di una personalità femminile con riconosciuta autorità ed esperienza professionale nel settore monetario e bancario, contestualmente ad una comunicazione urgente ai rispettivi governi per chiedere loro di non associare il proprio voto a questa decisione che va contro il parere del Parlamento europeo e di concorrere, se necessario, a creare una minoranza di blocco.

    FONTE: Ilsitodelledonne.it

  • Senatrice Bonfrisco: Arena di Verona, un milione in più da Roma per la lirica

    Arena di Verona, Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente della commissione bilancio del Senato, esprime “grande soddisfazione per l’emendamento approvato. Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante”.

    Arena Verona_Larena

    Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 20 gennaio 2012.

    IL BILANCIO DELLA FONDAZIONE. Lo stanziamento governativo arriva mentre il sovrintendente chiede alle istituzioni uno sforzo economico per sostenere la lirica. Finanziamento straordinario per il bicentenario verdiano. Girondini: «Ma auspichiamo che aumentino anche i contributi da parte dei soci».

    Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena, nel 2013. Lo stanziamento governativo arriva grazie a un emendamento apportato al Decreto legge stabilità — l’ultimo atto del Governo tecnico Monti — discusso ieri al Senato. PROPRIO ieri il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, illustrando il bilancio sociale 2011 al museo della Lirica Amo, a Palazzo Forti, auspicava in vista delle celebrazioni del centenario uno sforzo economico in più da parte delle istituzioni e degli enti, come Stato, Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio. Cioè i soci della Fondazione, a cui versano quote annuali dell’8 per cento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammontava quest’anno a 14 milioni 300mila euro, a cui si sono aggiunti altri tre milioni di contributo dallo Stato. La quota di Fus, rileva Girodini, in calo costante negli ultimi 10 anni.

    LA PROVINCIA (socio dal 2008) con l’assessore alla cultura Marco Ambrosini, presente all’illustrazione del bilancio sociale, annuncia «di voler compiere uno sforzo in più, nel 2013, rispetto al milione 200mila euro che stanzia attualmente». I soldi nella legge di stabilità, dunque, arrivano come manna dal cielo e di questo, d’accordo con Girondini e con il sindaco e presidente della Fondazione Arena, Flavio Tosi, si era interessato il deputato del Pdl ed ex sottosegretario alle finanze, Alberto Giorgetti, insieme ai senatori Federico Bricolo (Lega), Maria Pia Garavaglia (Pd) e Cinzia Bonfrisco (Pdl), quest’ultima componente della commissione bilancio del Senato, che esprime «grande soddisfazione per l’emendamento approvato. Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante e ringrazio il deputato Giorgetti e i senatori Bricolo e Garavaglia per l’impegno profuso a favore della nostra città». Tirando le somme dell’anno 2011 con il bilancio sociale — strumento dà conto della missione dell’ente, ne illustra i dati, le attività e gli effetti prodotti sul contesto economico sociale e sull’ambiente — Girondini, coadiuvato da Paola Gennari autrice della ricerca — rivela i numeri.

    NEL 2011 SONO andate in scena a Verona 127 rappresentazioni, di cui 49 in Arena (opere liriche) e 78 fra lirica, balletto e musica sinfonica al Teatro Filarmonico, con 508.375 spettatori; altri 197 spettacoli e manifestazioni collaterali. La Fondazione ha utilizzato 1.290 lavoratori, di cui 296 a tempo indeterminato e 994 a tempo determinato. Tre le tournèe all’estero, incassi di 27,4 milioni. Sul fronte della gestione il bilancio sociale (contenuto in un volume illustrato) registra nel 2011 un utile di 485.921 euro, positivo da quattro anni. Il valore della produzione è stato di 55,78 milioni, più 10,9 per cento rispetto al 2010, mentre le sponsorizzazioni sono cresciute del 15,8 per cento, attestandosi sui 2,2 milioni. I costi di produzione, 49 milioni, sono stati in crescita del 6,3 per cento.

    L’INCIDENZA dei contributi pubblici e privati sul valore della Fondazione Arena è stata del 40,1 per cento. Girondini, presente anche Mattia Galbero, nel cda della Fondazione Arena in rappresentanza del socio Regione, sottolinea un altro dato, quello relativo agli acquisti di beni e servizi in aziende della provincia di Verona, «a dimostrazione di quanto generi la Fondazione genera per il nostro territorio, dal punto di vista economico, a cui va senz’altro aggiunto l’indotto di diverse centinaia di milioni». I risultati del 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, sono però peggiorati quest’anno. «Nel 2012 la crisi si è fatta sentire e siamo tornati ai valori del 2011», spiega il sovrintendente Girondini, «ma con tutto il cartellone previsto per il centenario, e con 58 serate e quindi nove in più, con sei opere liriche e quattro serate di gala, oltre che con il museo Amo e le tante iniziative in programma, contiamo di aumentare ancora gli introiti».

    FONTE: larena.it

  • De Pierro dice addio a Di Pietro e si candida in Molise con Donadi


    Dopo aver siglato un accordo nazionale con Centro Democratico, il presidente dell’Italia dei Diritti ha accettato la candidatura al Senato della Repubblica proprio nella regione dell’ex pm

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo aver annunciato, nel settembre scorso a Vasto, il sostegno del movimento Italia dei Diritti, da lui presieduto, al partito Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ma solo a precise condizioni, Antonello De Pierro fa sapere che la linea è cambiata ed è stato siglato un accordo con la neonata formazione Centro Democratico, che fa capo a Massimo Donadi, Nello Formisano e Bruno Tabacci. In seguito all’intesa raggiunta il leader dell’Italia dei Diritti è stato schierato in Molise per un seggio al Senato della Repubblica. E’ lo stesso De Pierro, che ha svolto per quattro anni l’attività di Capo Ufficio Stampa per la segreteria romana del partito dipietrista e ha fornito un notevole contributo a smascherare le condotte discutibili dell’ex pupillo del capo Vincenzo Maruccio, a svelare i retroscena della vicenda e a illustrare il percorso che ha condotto all’intesa raggiunta.

    “Da anni, pur senza una presa di posizione netta e ufficiale – ha dichiarato il leader dell’Italia dei Diritti -, abbiamo propugnato le battaglie dell’Italia dei Valori, in quanto le ritenevamo molto vicine alle finalità socio-politiche del nostro movimento, sempre mantenendo comunque la nostra assoluta indipendenza e lasciando ad ogni dirigente la piena libertà di scelta in afferenza alla compagine politica a cui affidare il proprio consenso. E proprio in virtù di quest’affinità ideale, ci siamo recati l’estate scorsa a Montenero di Bisaccia, a un party a casa di Di Pietro per ribadire la nostra vicinanza e, successivamente, a Vasto, quando ormai soffiavano i venti avversi e incombevano le grigie nubi del declino, dove abbiamo lanciato la nostra ciambella di salvataggio per risollevare le sorti del partito, sia in virtù del nostro serbatoio di consensi puliti e spontanei, sia tramite l’impiego delle nostre risorse all’avanguardia nel campo della comunicazione. Nell’occasione abbiamo dettato comunque le nostre condizioni, che non erano cose dell’altro mondo, bensì le più naturali esigenze di chi ha scelto di fare politica per il bene dei corpi collettivi: l’allontanamento delle mele marce e la presenza, subordinata naturalmente alla prima, di nostri rappresentanti nelle liste elettorali. L’appello non è stato purtroppo accolto da un partito, che ancorché propugnasse un’idea sana e assolutamente condivisibile, ha visto suonare il de profundis solo a causa di una gestione forse poco avveduta dei quadri dirigenti, alcuni dei quali, sfuggiti al controllo, hanno dato libero sfogo alla propria vocazione di spregiudicati affaristi, calpestando e mortificando il sacrosanto principio dell’impegno politico a favore della collettività. Rivendico orgogliosamente di aver dato il mio personale contributo per far emergere alcune di queste riprovevoli espressioni comportamentali che, al di là dei risvolti riconducibili a fattispecie con integrazioni penalmente rilevanti, che di certo non sta a noi giudicare, implicano congiunture che impongono un lapalissiano problema etico, dal quale in politica, a nostro avviso, non si può prescindere, ritenendo che l’etica debba rappresentare la quintessenza della politica stessa”.

    Poi il numero uno dell’Italia dei Diritti, che raffigura l’emblema della lotta alla corruzione, in particolar modo quella capitolina, con le sue numerose battaglie e manifestazioni di protesta, è passato a spiegare le motivazioni della scelta di Centro Democratico: “Negli anni in cui, seppur senza una espressione preferenziale ufficiale, siamo stati in contatto con l’Italia dei Valori, abbiamo imparato ad apprezzare la grande professionalità e lo spessore politico, nonché la rettitudine morale, di Massimo Donadi e di Nello Formisano. Alla luce di questo, dopo il terremoto politico e giudiziario che ha investito l’Idv, la formazione Centro Democratico ci è apparsa come la nostra collocazione naturale, ci siamo sentiti a casa, e siamo stati accolti a braccia aperte. Tra l’altro, anche se la nostra storia si è sviluppata su percorsi differenti, nutriamo stima profonda per Bruno Tabacci. Siamo certi di poter apportare un utile contributo a livello nazionale nelle consultazioni elettorali imminenti, con l’auspicio che sia solo l’inizio di una sempre più proficua collaborazione, naturalmente nell’interesse supremo dei cittadini, imperativo costante del nostro impegno politico, che ci impone di orientare la nostra azione sempre verso le cellule più deboli del parenchima sociale”.

  • Antonello De Pierro ospite al premio “Le ragioni della nuova politica”


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato alla prestigiosa manifestazione organizzata dall’associazione “L’alba del Terzo Millennio”, presieduta da Sara Iannone, che si è svolta presso l’Avvocatura Generale dello Stato a Roma

    Rosanna Vaudetti, Camilla Nata, Maria Giovanna Elmi, Antonello De Pierro, Sara Iannone e Giovanni Fontana

    Roma – Copione assolutamente rispettato e, a detta di molti, addirittura travalicante i parametri previsionali della vigilia, per la decima edizione del prestigioso premio “Le ragioni della nuova politica”, che si è svolta l’altro pomeriggio nella Capitale, all’interno della sontuosa sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato. L’evento, organizzato dall’associazione “L’alba del Terzo Millennio”, presieduta dalla geniale Sara Iannone, ha permesso a quest’ultima di inanellare l’ennesimo straordinario trionfo a una lunga catena che si snoda in tanti anni di attività professionale. A condurre l’ormai storica manifestazione, di fronte a una platea di illustri rappresentanti dello Stato e degli ambienti culturali, politici ed economici, sono state Maria Giovanna Elmi e Rosanna Vaudetti, con il fondamentale supporto della bravissima Camilla Nata. Il trofeo consegnato, denominato “Colomba della civiltà”, ha iscritto nella solennità delle pagine della sua storia nomi eminenti, che hanno elargito e dispensato il loro vitale contributo alla trasformazione evolutiva della nazione italica, nutrendo, ognuno nella specificità del suo campo di competenza, quelli che sono i pilastri della crescita socio-politica di un paese. Basta scorrere lo sguardo lungo il corposo elenco per imbattersi in nomi quali Nilde Iotti o Don Mazzi, ma anche Giovanni Bollea, Laura Biagiotti, Guido Bertolaso, Corrado Calabrò, Vincenzo Cerami, Corrado Clini, Pasquale de Lise, Anna Finocchiaro, Rino Fisichella, Enrico Garaci, Gaetano Gifuni; Gianni Letta; Andrea Monorchio; Riccardo Muti; Paolo Nespoli; Alfonso Quaranta; Giovanni Rana; Gianfranco Ravasi; Cesare Ruperto; Elisabetta Serafin; Anna Maria Tarantola; Luisa Todini; Valentina Vezzali.

    Tra i numerosi ospiti presenti in sala ad assistere alla consegna dell’ambito riconoscimento, che quest’anno ha ottenuto il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Roma Capitale, anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, per testimoniare la condivisione dei valori fondanti del premio da parte dell’organizzazione da lui presieduta.

    “Seguiamo da sempre con grande interesse questa cerimonia – ha dichiarato De Pierro – e propugniamo fermamente il supporto ideale e propositivo che la sorregge, su quella solida piattaforma di valori coriacei e imprescindibili che dovrebbero rappresentare il nutrimento esemplare per la crescita del parenchima sociale. Anche se negli apparati politici, istituzionali e anche culturali, si annidano, e spesso si esibiscono in pessime performance sul proscenio, personaggi animati solo da una deprecabile vocazione di spregiudicati affaristi, mostri sacri degli affari loro, c’è invece una maggioranza, spesso anche più silente e refrattaria ai riflettori, che si prodiga dedicando tutta l’esistenza al benessere e al miglioramento dei corpi collettivi, ed è estremamente opportuno, se non basilare, valorizzarne le personalità più significative. E’ esattamente quello che l’Alba del Terzo Millennio mette in pratica, selezionando con estrema scrupolosità le nomination, e ben vengano manifestazioni di questo tipo”.

    Gli applausi scroscianti del parterre d’eccezione hanno salutato la consegna delle prestigiose “Colombe” che sono state ritirate da Christian Berlakovits, ambasciatore d’Austria in Italia, da Alberto Brandani, presidente di Federtrasporto, da Ilaria Capua, direttrice del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e delle Venezie, da Mariapia Fanfani, fondatrice dell’associazione “Sempre Insieme per la Pace”, da Giovanni Fontana, segretario della Democrazia Cristiana, da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, dal prefetto Gianni Ietto, da Alisa Toaff, per conto del nonno Elio Toaff, rabbino capo emerito di Roma, e da Sergio Velluti, per conto del regista Giuseppe Tornatore.

    A consegnarle sono stati, nell’ordine l’onorevole Vincenzo Scotti, il professor Andrea Monorchio, il generale Baldassarre Favara, l’avvocato Publio Fiori, l’avvocato generale emerito dello Stato Oscar Fiumara, il consigliere di Stato Corrado Calabrò, l’on. Giuseppe Chiaravalloti e Sara Iannone.

    Anche quest’anno, come da tradizione, il presidente della Repubblica ha offerto una medaglia speciale di rappresentanza istituzionale che è stata assegnata a Gianluca Guida, direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida.

    Nel corso della cerimonia sono stati consegnati anche tre riconoscimenti speciali. Due targhe, che l’Associazione L’Alba del Terzo Millennio ha assegnato all’editrice e imprenditrice Valeriana Mariani, direttrice di “Donna Impresa magazine” e a Ernesto Carpintieri, presedente dell’Accademia Europea per le relazioni Economiche e Culturali e un’opera pittorica (olio su tela) di Valerio Giuffrè conferita da Luca Filipponi, presidente della fondazione culturale Spoletofestivalart, al premio “Le Ragioni della Nuova Politica” ,che la presidente Iannone, com’è nello spirito dell’associazione da lei presieduta, ha destinato ad Antonella Accroglianò, funzionario della Pubblica Amministrazione.

    Al termine della premiazione, un aperitivo è stato offerto dall’organizzazione ai premiati e agli illustri ospiti tra cui è d’uopo ricordare, oltre al già citato presidente dell’Italia dei Diritti, l’on. Lorenzo Cesa, il sen. Luigi Grillo, Lucilla Vitalone, il conte Francesco Cremasco di Moncalvo, l’on. Sante Perticaro, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, Laura Comi, etoile del Teatro dell’Opera di Roma, la principessa Daniela Pacelli, il prefetto di Chieti Fulvio Rocco,Daniela e Stefano Traldi, l’avvocato Antonella Sotira, l’on. Francesco Saponaro, l’on. Antonio Paris, il magistrato Angelo Gargani, la manager Elisabetta Parise e Ugo Mainolfi.

  • Fondazione Grimaldi, sabato 5 gennaio si presenta il libro “Democrazia a sorte”

    Modica (RG) – Se estraessimo a sorte una quota di parlamentari tra i cittadini, l’efficienza del sistema democratico aumenterebbe? Sembra di sì, secondo gli autori del volume “Democrazia a sorte ovvero la sorte della democrazia” (Malcor D’ Edizione). Il saggio, in libreria dallo scorso novembre ma già diventato un “caso” editoriale, è frutto di uno studio interdisciplinare elaborato da cinque docenti dell’Università di Catania: gli economisti Maurizio Caserta e Salvatore Spagano, i fisici Andrea Rapisarda eAlessandro Pluchino e il sociologo Cesare Garofalo.

    Gli autori presenteranno il libro “Democrazia a sorte” sabato 5 gennaio alle ore 18.00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106). Interverrà Giuseppe Barone, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’ateneo catanese e presidente della Fondazione Grimaldi. Modererà il giornalistaSalvatore Cannata.
    La tesi generale del libro, già anticipata dagli autori in un articolo sulla rivista internazionale «Physica A», è che un certo margine di casualità migliora l’efficienza di un sistema politico.
    L’uso del sorteggio come strumento di democrazia e di selezione della classe dirigente, spiegano gli autori, ha una lunga tradizione storica come deterrente per arginare la tendenza oligarchica
    dei gruppi politici organizzati. Fin dalle epoche più remote, infatti, si introducevano fattori di causalità, come i sorteggi, per “aprire” i gruppi oligarchici ai rappresentanti di più ampi interessi collettivi. Il libro dimostra, con l’applicazione di modelli fisico-matematici e computazionali, come quella prassi avesse inconsapevolmente un fondamento scientifico.
    Il libro, infatti, applica all’ambito dei sistemi politici e sociali il principio dell’efficacia delle promozioni casuali dei dirigenti già dimostrato per organizzazioni gerarchiche complesse come le aziende, con cui tre degli autori – Garofalo, Pluchino e Rapisarda – hanno vinto nel 2010 il prestigioso premio Ig Nobel per il Management all’Università di Harvard (Boston, Usa).
    Sulla base di questi risultati, gli autori formulano una proposta concreta per un nuovo sistema elettorale, basato su una combinazione ragionata di sorteggio ed elezioni, di facile e immediata realizzazione, già presa in seria considerazione da politologi e giornalisti.
    L’evento è organizzato dalla Fondazione Giovan Pietro Grimaldi.

    Info e contatti
    Fondazione Grimaldi,
    Corso Umberto I, 106, Modica
    Tel: 0932 752415
    www.fondazionegrimaldi.it

    Approfondimenti
    www.pluchino.it/parliament-ita.html

  • VI Società Civile e Cultura per la Legalità

    Grande attesa per la sesta edizione del “Premio Società Civile e Cultura per la Legalità”, che si svolgerà il prossimo 15 Dicembre,a Cosenza, nella Sala delle Udienze di Palazzo Arnone, alle ore 17,00, per conferire gli ambiti riconoscimenti dedicati ad alcune eminenti Vittime della criminalità organizzata e Caduti nell’adempimento del proprio dovere.
    Autorevolissima la lista dei premiati 2012, che, come sempre, riserverà all’ultimo altre sorprese. Premio GIOVANNI FALCONE ad ALFREDO MORVILLO, Procuratore Capo di Termini Imerese, Premio NICOLA CALIPARI ad ERMINIO CARMELO AMELIO, Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma, Premio PAOLO BORSELLINO a GIUSEPPE BORRELLI, Procuratore Aggiunto della Repubblica a Catanzaro, Premio ANTONINO SCOPELLITI a MARIO SPAGNUOLO, Procuratore Capo di Vibo Valentia, Premio CARLO ALBERTO DALLA CHIESA a MARIO CONIO, Comandante del Reparto Indagini Tecniche del ROS, Premio SERGIO COSMAI ad ANTONIO TROìA, Comandante del Centro Addestramento della II Brigata Mobile dei Carabinieri di Livorno, Premio FRANCESCO FERLAINO a EUGENIO PERRI, Comandante della Squadra d´Impiego Tattico presso il Centro d´Addestramento Carabinieri di Livorno, Premio SALVATORE AVERSA ad ANGELO MORABITO, Capo della Squadra Mobile di Caserta, Premio BORIS GIULIANO a RODOLFO RUPERTI, Capo della Squadra Mobile di Catanzaro, Premio CADUTI DI NASSIRYA a MASSIMO RICCIARDI, Comando generale della Guardia di Finanza, Premio LIBERO GRASSO a TANO GRASSO, Presidente dell’Associazione Nazionale Antiracket, Premio NINNI CASSARA’ a JOSEPH GUCCIONE, Capo della Polizia Federale di New York, Premio PEPPINO IMPASTATO al giornalista ATTILIO BOLZONI, autore del libro “Uomini Soli”.
    Inoltre, in occasione del ventennale delle stragi di Capaci e via D´Amelio, il Premio Società Civile e Cultura per la Legalità si apre alle Scuole Secondarie Superiori della Provincia di Cosenza, promuovendo la realizzazione di video-spot sulla cultura della legalità. E promuovendo il Premio dedicato a Pierluigi VIGNA, già Procuratore Nazionale Antimafia recentemente scomparso, che, secondo insindacabile giudizio della prestigiosissima giuria (composta da Luigi RIELLO, Sostituto Procuratore Generale – Suprema Corte di Cassazione; Guido MARINO, Questore Catanzaro; Antonio NICASO, Giornalista, Scrittore, Esperto criminalità organizzata, Consulente FBI; Michele CUCUZZA, Scrittore, Giornalista RAI; Claudio NARDOCCI, Presidente Nazionale Unione Nazionale Pro Loco d´Italia; Melissa ACQUESTA, Storico dell´Arte, Critico; Ida COTRUPI, Avvocato; Francesca DE ROSE, Studentessa), presieduta dal regista Gianni AMELIO, andrà al video più efficace.
    “L´illegalità da una parte mina quel senso di libertà, di giustizia, che uno Stato di diritto deve suscitare nei suoi cittadini, dall´altra produce un´economia pericolosa e iniqua”, sottolinea Pino Ceresia, ideatore e organizzatore, con la Pro Loco di Rogliano (in collaborazione con l´Associazione Don Pino Puglisi di Rogliano, la Cooperativa Atelos di Rogliano e la Publiepa di Cosenza), della nota manifestazione. Che vanta l´adesione del Presidente della Repubblica ed i patrocini del Senato, della Camera, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Interni, del Ministero della Giustizia, del Ministero della Difesa, del Consiglio e della Giunta Regionale e della Provincia di Cosenza. “Per ciò e’ essenziale porre in atto una serie di azioni, soprattutto in tema di formazione, per combattere l’illegalità”.

  • LOFRANCO (FLI): DOMANI IL PRESIDENTE FINI A TORINO PER LISTA PER L’ITALIA


    Le primarie del centrosinistra hanno contribuito a riempire le piazze ed amplificare il già noto consenso di una affermata fazione politica. Il centrodestra, sepolto dalla eterna candidatura di Berlusconi non offre una valida alternativa. Ecco, dunque, la motivazione dell’arrivo del Presidente della Camera e leader di FLI, On. Gianfranco Fini, domani mattina alle ore 10 alla GAM di Torino, che presenterà il progetto Lista per l’Italia. Una lista che nasce in cooperazione con l’UDC ed Italia Futura, per andare oltre le datate “etichette”, permettendo così una analisi accurata sulle persone da scegliere e sui contenuti su cui puntare. E’ giunta l’ora di continuare il prezioso operato del Presidente Monti, ponendo un particolare accento sulla crescita e sulla coesione sociale non tralasciando il rigore e la stabilità. Appuntamento, quindi, fondamentale per il cammino verso la Terza Repubblica. Lo dichiara in una nota il Coordinatore di FLI Ciriè e Commissario di Generazione Futuro Torino, Luca Lofranco