Categoria: Gastronomia

  • UN VIAGGIO DI SAPORI CON LO CHEF LUCIANO SARZI SARTORI

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    Roma, 5 settembre 2011 – Protagonista di un palco d’eccezione, quello del Brunello Lounge & Restaurant a Roma, presso il Regina Hotel Baglioni, lo Chef Luciano Sarzi Sartori regala quotidianamente piatti raffinati dai sapori mediterranei, scrupolosamente preparati con ingredienti selezionati di prima qualità.

    Lo chef Luciano Sarzi Sartori, nome di spicco della cucina italiana nel mondo, si è avvicinato all’arte culinaria fin d’adolescente, quando durante i fine settimana lavorava come aiutante in una trattoria del suo paese.

    L’esperienza e la pratica svolta negli anni hanno fatto sì che Luciano Sarzi Sartori diventasse uno chef di successo, riuscendo a fare del gusto non solo un lavoro, ma una vera e propria missione.

    Il suo prestigioso percorso professionale lo vede dapprima prestare servizio presso la Royal Princess Cruise, una delle compagnie di crociere più grandi nel mondo, e poi per l’albergo Gallia di Punta Ala, lo Stambecco di Cervinia, Le Ginestre di Porto Cervo, l’Abi D’Oru di Porto Rotondo, l’Hotel Cristallo di Sestriere, il Grand Hotel et de Milan, l’Hotel The Gray, il Carlton Hotel Baglioni e il famoso ristorante dei vip Il Baretto, ora Il Baretto al Baglioni, di Milano

    Dal 2009 è Chef al Brunello Lounge & Restaurant del Regina Hotel Baglioni di Roma, dove il maestro delizia gli ospiti con sofisticate portate tutte, rigorosamente, di evidente impronta mediterranea come: Millefoglie di polenta abbrustolita e baccalà mantecato al tartufo nero pregiato; Moscardini in guazzetto leggermente piccanti con crema di ceci del Chianti ed olio nuovo; Bocconcini si mozzarella di bufala campana in carrozza con puntarelle all’olio ed acciughe con pomodorini marinati agli agrumi e tantissime altre specialità.

    L’elegante maestria di Luciano è proprio da ricercarsi nell’ abilità nel produrre sapori classici, abilmente coniugati ad uno stile contemporaneo.

    Nel corso degli ultimi mesi ha collaborato con prestigiosi Chef, ospiti d’eccezione del Brunello Lounge and Restaurant, come Alfonso Iaccarino, Chef del Don Alfonso 1890, il celebre ristorante di Sant’Agata sui due Golfi, e Claudio Sadler, grande Chef due stelle Michelin.

    Questi grandi eventi culinari hanno ulteriormente impreziosito l’offerta esclusiva del Regina Hotel Baglioni, regalando al pubblico romano un’esperienza enogastronomica unica, ricca di originalità e ricercatezza.

    Il Regina Hotel Baglioni, storico albergo di via Veneto, costruito nel 1904 in puro stile liberty e intitolato alla Regina Margherita di Savoia, è una raffinata combinazione di accoglienza e grande stile italiano, sapientemente esaltato dall’importante ristrutturazione ultimata nei primi mesi del 2009. Le 103 lussuose camere ed eleganti suite, l’esclusiva Spa, il Brunello Lounge & Restaurant con la sua cucina raffinata, la Sala Belvedere, che consente eventi e riunioni con una vista spettacolare sulla città, sono sapientemente incorniciati dalla cura del dettaglio e dalla personalizzazione del servizio, che rendono il Regina Baglioni uno dei migliori alberghi di lusso a Roma.

    Il Regina Hotel Baglioni appartiene al Gruppo Baglioni Hotels nato nel 1973 che conta ad oggi 9 strutture in Italia (Firenze, Milano, Roma,Venezia e Punta Ala) Francia (Aix-en-Provence, Champillon-Epernay, Saint Paul de Vence) e UK (Londra). www.baglionihotels.com

    Per maggiori informazioni e/o prenotazioni:

    Regina Hotel Baglioni, Via Veneto, 72 – 00187 Roma

    Tel. (+39) 06.421111

    [email protected][email protected]

    ***

    Per ulteriore documentazione e/o immagini:

    http://italianconnections.net/baglionihotels/download/foto/

    Ufficio stampa:

    IMAGINE Communication, Via G. Barzellotti 9b – 00136 Roma – Italia
    Tel. (+39) 06.39750290 –
    [email protected]
    www.imaginecommunication.euitalianconnections.net

    Baglioni Hotels, Vanessa Zanaboni, – Via della Moscova, 18 – 20121 Milano – Italia
    Tel. (+39) 02.773331 –
    [email protected]

  • Trentino all’Osteria

    Che cosa sono il Capùc o Caponec o Capùss, il Tonco de boia e polenta, il Patugol con le ciuighe e i Basini di violette? Sono i nomi di alcuni piatti tipici della cucina tradizionale trentina. Piatti realizzati con prodotti rigorosamente locali, certificati e controllati. Tanto rigorosamente che la Provincia Autonoma di Trento ha emanato una serie di norme proprio a tutela della territorialità della produzione enogastronomica locale.

    Per conquistarsi il prestigioso marchio di “Osteria Tipica Trentina” da esporre all’ingresso del locale, sul menù, sulla carta dei vini e sulle brochure informative, l’aspirante “osteria tipica” è tenuta a rispettare determinati standard qualitativi. Il 30% almeno dei vini proposti, per esempio, dovrà essere di produzione locale, come del resto l’acqua minerale servita ai tavoli. Nel menù non potrà mancare un tagliere con un minimo di cinque formaggi trentini da degustare, mentre fra i salumi, due dovranno essere di origine autoctona. La frutta sarà di provenienza trentina e l’offerta al pubblico ne testimonierà di volta in volta la stagionalità.

    L’olio dovrà essere extravergine e certificato trentino. Il pesce, come la trota e il salmerino, dovranno essere pescati nelle acque dolci regionali. Farina, latte, miele, confetture e tutti gli ingredienti utili per la preparazione delle pietanze saranno necessariamente trentini. Inoltre, l’Osteria Tipica Trentina dovrà proporre, accanto al menù giornaliero, uno di sola degustazione tipicamente trentino, anche in questo caso con prezzo esposto. Digitando in Rete “osterie tipiche del trentino” ma anche sbirciando fra i “ristoranti in trentino” che sono riusciti a ottenere l’ambito riconoscimento, la scelta dei locali è davvero succulenta, così come lo sono i piatti e i prodotti tipici made in Trentino.

  • La cucina trentina: povera ma DOC

    Trentino: terra di nevi perenni, ghiacciai, Dolomiti e di una Regina, la Marmolada, meta turistica, sportiva e rilassante. Ma è anche alpeggi, malghe, latte, mele e miele, frutti di bosco e grappoli d’uva. Dove mangiare trentino DOC per apprezzare tutti i sapori locali? Qui le delizie del territorio si traducono in prodotti tipici certificati, pronti a comporre i piatti della cucina casalinga così come quelli dell’alta ristorazione. La gastronomia trentina non è mai banale: gustarla significa, poco a poco, conoscerne la cultura. Si tratta infatti di una cucina “povera”.

    Povera perché sono stati la durezza del territorio e il corso della Storia a dettarne, per così dire, gli ingredienti. Eppure, è proprio la sua semplicità, unita alla qualità, a far sì che i piatti locali parlino da soli. Per i primi spesso si propongono brodi e minestre (cappellacci di patate con spinaci selvatici, ricotta e nocciole; canederli; crema di castagne;…). Nei secondi a spadroneggiare sono le carni di allevamento e di cacciagione (carne salada, pollame ripieno, Sguazét, a base di frattaglie di vitello,…). I dolci sono per lo più secchi o morbidi, ideali da inzuppare nel latte caldo o nella grappa.

    I pasti sono accompagnati da una lusinghiera schiera di ottimi vini, dei quali tre autoctoni: il Marzemino, il Teroldego e il Nosiola. Menzione speciale per gli spumanti, apprezzati pure a livello internazionale, come il Trento DOC metodo classico. Cantine ed enoteche in Trentino certo non mancano e vale la pena farci una capatina, magari percorrendo una fra le tante Strade del Vino che tracciano ciascuna un particolare percorso enogastronomico ma anche emotivo-sensoriale e, proprio per questo, indimenticabile.

  • Originali e saporite ricette alla griglia e barbecue

    I protagonisti delle grigliate sono di solito la carne come il manzo ed il maiale, il pesce e le verdure, che si cucinano con pazienza in carbonella, brace dio legna o le più moderne attrezzature come girarrosti elettrici o a gas. La griglia deve essere in tutti i casi molto calda prima di collocarci la carne per evitare che ci si attacchi e i pezzi controllati in tutto momento poiché un minuto in più di cottura può far perdere il sapore alle braciole più saporite.

    Una tecnica molto abituale per rendere più saporite e più tenere le nostre carni cucinate in griglie per barbecue è la marinatura. 24 ore prima di cucinare la carne, mettetela in un recipiente con mezzo bicchiere di olio di oliva, un getto di vino bianco, sale, pepe bianco e prezzemolo macinati a piacere, un pizzico di curry, cayenna, noce moscata e cumino. Questa marinatura serve sia per entrecote e pezzi relativamente grandi di carne che per cucinare uno spiedo girarrosto di pollo, manzo o maiale.

    La carne macinata è un altro degli ingredienti che diventa protagonista di barbecue all’aria aperta, specialmente nei mesi più caldi dell’anno. Inoltre alle ormai classiche hamburger, esistono delle ricette come le koftas, di origine arabo, che sorprendono per la loro ricchezza di sapori e che possono cucinarsi anche in girarrosti a gas o anche in forno se non disponete degli attrezzi. Per elaborare le koftas, serve mescolare un kilo di carne macinata (tradizionalmente di manzo ma potete usare anche macinato di maiale o misto) con un uovo, sale e pepe. Bisogna poi aggiungerci una cipolla tritata, il succo di mezzo limone, un cucchiaio di curry, due cucchiaini di cumino e un pizzico di cannella in polvere. Una volta il tutto è ben mescolato, deve mettersi in frigo per almeno un’ora finché acquisisca consistenza, dopodiché basta creare dei pezzi a forma di salsiccia, infilarci uno spiedino e collocarli sulla griglia o barbecue.

    Per quanto riguarda il pesce, i tempi di cottura su griglia sono più veloci rispetto a quelli della carne. Le proteine e benefici naturale di questo cibo si mantengono se cucinato in questo modo, che rappresenta inoltre un’alternativa sana ad altri metodi di cottura già che riduce il contenuto di grassi di alcuni pesci come il salmone e la sardina. Un’alternativa sorprendente alle preparazioni di pesce tradizionali è la grigliata di ostriche, una ricetta molto facile ma di successo assicurato. Basta mettere le ostriche chiuse nella griglia ed aspettare che comincino ad aprirsi. A questo punto è già possibile servirle, in tutto il loro splendore, senza aggiunte di nessun tipo.

    Alcune delle ricette meno conosciute per realizzare sui girarrosti sono quelle che hanno la frutta come protagonista. Queste possono cucinarsi all’interno di un panino oppure in forma di spiedino tutti frutti, un modo diverso di mangiare le nostre dosi diarie magari combinate con altri piatti di carne. L’ananas è la frutta da cucinare alla griglia per eccellenza, ma anche le mele danno degli ottimi risultati.

    Ci sono insomma tante preparazioni da aggiungere al ricettario dei tradizionali cibi di barbecue, magari integrandoli per creare delle nuove pietanze da mettere in pratica nella prossima riunione tra amici intorno ad una buona grigliata.

    Articolo a cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – certificazione siti web

  • Nuova edizione del corso “Aiuto Cuoco” in partenza il 28 Novembre 2011: aperte le iscrizioni

    Completate con successo le iscrizioni all’edizione di Settembre del corso “Aiuto Cuoco”, la Chef Academy di Terni apre le iscrizioni per soli 9 studenti alla nuova edizione in programma per il 28 Novembre.

    Il corso consente di acquisire una qualifica professionale legalmente riconosciuta e rappresenta una importante opportunità per entrare nel mondo della ristorazione professionale.

    Il corso ha una durata di due mesi ed offre gli studenti una concreta opportunità occupazionale grazie alla possibilità di svolgere una esperienza di stage (dai 2 ai 4 mesi), che potrà essere svolto in uno tra i più prestigiosi ristoranti/hotel convenzionati con Chef Academy su tutto il territorio nazionale.

    I ristoranti ed alberghi selezionati, tutti di altissimo livello, offrono ai corsisti sostanziosi benefit (tra cui l’interesse alla prosecuzione del rapporto al termine dello stage, vitto, alloggio, rimborsi spese), consultabili in dettaglio sul sito www.chefacademy.it al link stage.

    Il corso viene organizzato in collaborazione con Slow Food – Terre dell’Umbria Meridionale e con il supporto di prestigiosi partner. Il calendario delle lezioni prevede un impegno dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13 e al termine del corso verrà svolto un esame di qualifica alla presenza di una commissione pubblica per il rilascio della qualifica professionale.

    Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.chefacademy.it o contattare la Chef Academy a Piazza Clai, 19 – Terni al numero 0744 423118.

  • I vini delle Cantine Giordano premiati al concorso enologico “Premio Douja d’Or” 2011

    Tra gli oltre 1000 vini Doc e Docg che concorrevano al prestigioso riconoscimento nazionale, il “Premio Douja d’Or”, c’erano anche quelli dell’azienda piemontese Giordano Vini.

    Giunto alla sua 39° edizione, il “Premio Douja d’Or” è un concorso bandito dalla Camera di Commercio di Asti per vini selezionati DOC e DOCG. Il concorso deve il suo nome alla “Douja”, come si chiamava la brocca panciuta usata dai contadini per travasare e contenere il vino.

    Solo ai vini che in fase di degustazione viene attribuito dall’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini) un punteggio di almeno 85 punti su 100, viene conferito il “Premio Douja d’Or”. Tra questi vi sono due vini delle Cantine Giordano, che hanno ottenuto il Premio Douja d’Or 2011 con i loro:

    Vinrè Sauvignon Langhe DOC 2010 Bianco

    Barbera d’Alba DOC 2009 SG


    I vini premiati diventeranno i protagonisti del 45° Salone Enologico Nazionale Douja d’Or, che si terrà ad Asti dal 9 al 10 settembre 2011. La cerimonia di premiazione si terrà alle ore 10 di sabato 10 settembre presso il Teatro Civico V.Alfieri.

  • Il Prof. Rocco di Stefano alla Giornata del Vino e della Vite a Ora (Bz) : “L’autoctono fa la differenza”

    Vadena (Bz), agosto 2011 – L’annata 2011 come sarà? È questa una delle domande trattate dai relatori alla sesta edizione della Giornata del Vino e della Vite a Ora (BZ). “La qualità base dell’uva è buona, i valori degli acidi misurati sono positivi”, riassume Ulrich Pedri del Centro Sperimentale Laimburg, “e l’uva promette buona qualità”.

    Mentre il Prof. Rocco di Stefano dell’Università degli Studi di Torino aggiunge: “In Sicilia ci aspettiamo una grande annata. In Piemonte invece saranno le prossime settimane a stabilire la qualità di questa vendemmia”, continua di Stefano. La stessa cosa vale anche per l’Alto Adige. “Le condizioni atmosferiche di settembre saranno decisive per stabilire la qualità delle uve che avrebbero bisogno di un periodo secco con notti fresche”, afferma Ulrich Pedri. Comunque, seguendo la tendenza generale anche la vendemmia in Alto Adige sarà anticipata di circa dieci giorni rispetto al 2010.

    “In questi anni la qualità dei vini è molto migliorata in tutte le regioni d’Italia”, spiega il Prof. di Stefano, presentando i risultati della ricerca sui vari aspetti della lavorazione dell’uva di qualità, “positiva è stata la valorizzazione negli ultimi anni, delle varietà autoctone che necessitano di cure particolari e di appropriate condizioni pedo-morfologiche per raggiungere elevati livelli di qualità”.

    Presentati gli esiti delle ricerche del Centro Sperimentale Laimburg sulla dealcolizzazione dei vini a ‘membrana contattore’.

    L’ aumento del tasso alcolico nei vini riscontrato negli ultimi anni, è dovuto sia a fattori viticoli che climatici e può influenzare negativamente la qualità dei vini. Sono queste le ragioni che hanno spinto i tecnici del Centro di Sperimentazione Laimburg ad avviare delle ricerche al fine di testare metodi per la dealcolizzazione dei vini.

    ”Abbiamo testato un processo di dealcolizzazione a ‘membrana contattore’” ha rivelato Ulrich Pedri, responsabile della sezione enologia del Centro Laimburg, durante il convegno – “e abbiamo constatato che con questo sistema si può ridurre il tasso alcolico di un grado preservando la qualità del vino senza perdita di piacevolezza.” Comunque, la dealcolizzazione a membrana “contattore” non dà ancora risultati del tutto soddisfacenti e rimane perciò un ripiego che va usato con cautela.

    I risultati dei test sui cloni di pinot nero

    Quali sono i cloni di pinot nero che offrono un’ottima qualità del vino e una maggiore resistenza alle malattie? Gli scienziati del Centro di Sperimentazione Laimburg attraverso la ricerca hanno cercato di dare delle risposte: durante il convegno sono stati presentati i risultati della sperimentazione di 15 diversi cloni di pinot nero provenienti da Francia, Germania, Milano, San Michele all’Adige e Salorno. Oggi il 7% della produzione complessiva altoatesina è a pinot nero che qui trova ambiente ideale e condizioni climatiche favorevoli e che può raggiungere livelli di altissima qualità. “A causa della compattezza dei suoi grappoli il pinot nero è però sensibile a malattie come la botrite”, spiega durante il convegno Josef Terleth, altro docente di Laimburg.

    Dai risultati dei test i migliori sono risultati i cloni francesi 828 e 943 molto utilizzati in Alto Adige, che presentano un grappolo spargolo ossia meno fitto, offrendo tra i vantaggi, una maggior resistenza ai cambiamenti climatici, risultando meno attaccabile dall’insidioso fungo della Botrite.

    Il Centro di Sperimentazione Laimburg in breve

    Il Centro di Sperimentazione Laimburg è l’istituto di ricerca leader nel settore agroalimentare in Alto Adige e si occupa soprattutto di ricerca applicata diretta ad aumentare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura altoatesina.

    Ogni anno, i 180 collaboratori del centro lavorano a più di 400 progetti e attività in tutti campi dell’agricoltura altoatesina, dalla frutticoltura e viticoltura fino all’agricoltura montana. Il Centro di Sperimentazione Laimburg è stato fondato nel 1975 a Vadena nella Bassa Atesina.

    Ufficio stampa:
    Serena Comunicazione Srl – Serena Aversano
    [email protected] Tel. 0422 231169

  • CHOCOLAThuile 2011 I ristoranti di La Thuile si danno al cioccolato e propongono dei menù dolcissmi

    CHOCOLAThuile 2011 aprirà alla gente oltre 30 stand artigianali con le migliori specialità e novità del settore.

    Grazie al patrocinio del Comune, del Consorzio Operatori Turisrici, de La Città del Cioccolato, Ufficio del Turismo della Valle d’Aosta, CNA, Icam Cioccolatieri, Chocolat e CiocchinBO, sarano numerosi gli eventi da non perdere durante la kermesse dedicata interamente all’oro nero.

    Da non perdere la proposta dei migliori ristoranti di La Thuile che propongono i loro piatti a base di cioccolato.

    Di seguito alcuni esempi:

    Les Granges Ristorante (Loc. Les Granges – Tel. +39.0165.883048 www.lesgranges.it – [email protected])

    Propone: Bocconcini di toma piccante al cioccolato per passare dai Crostini di gorgonzola, pere e cioccolato per arrivare al Risotto al cacao amaro, poi Bocconcini di cervo al cioccolato con polenta, Spiedini di frutta al cioccolato servito con bicchiere di vino passito.

    Claudio uno dei responsabili è entusiasta dell’iniziativa:”Stiamo lavorando molto e soprattutto con i francesi. Grazie all’aiuto di altri ristoranti riusciamo a coprire bene tutto il menù, siamo molto contenti. Il piatto più apprezzato e che suscita maggiore curiosità – continua Claudio – è la polenta con cervo e cioccolato, evidentemente stuzzica molto l’abbinamento amaro-dolce che crea un retrogusto particolare”

    La Fordze Ristorante (Fraz. Bathieu – Tel. +39.0165.883121)

    Si sbizzarrisce in: Crostini con lardo di Arnad e cioccolato, Gnocchetti con speck, gorgonzola e cacao magro, per secondo Petto di pollo al cioccolato e “Dulcis in fundo” Crepes al cioccolato con crema al Grand Marnier.

    Francesco si coccola i suoi 5 menù ma preferisce sottolineare il piatto più richiesto in questi giorni ovvero ls bruschetta cioccolato e lardo:”I menu vengono proposti sempre interamente ma la bruschetta è di gran lunga il piatto più apprezzato forse perché abbina bene un piatto tradizionale estivo all’evento di questi giorni”

    “Lo Riondet” Ristorante (S.S. Piccolo San Bernardo)

    Telefono: +39 0165 884006

    www.loriondet.it

    Crea per gli avventori affamati di cioccolato :

    “Come menu abbiamo delle Costatine del cacciatore con composte di piccoli frutti e nocciole, a seguire un Carpaccio di pera e melaal fondente di cioccolato che è molto apprezzato, poi un nido rustico di polenta cotta nel paiolo con polvere di cacao amaro e granella dolce. Per dessert: régal du petit berger con fiocca d’alpeggio e velo di cioccolat che ci piace perché richiama bene il nostro territorio e si abbina alla grande con il protagonista del mese, il nostro cioccolato”


  • Arriva in edicola “Mangiare Benissimo” – Il ricettario di PiùSaniPiùBelli

    Rosanna Lambertucci è impegnata da anni nella ricerca di un equilibrio che aiuti le persone a vivere bene e l’alimentazione ne è una componente fondamentale. A partire dal 18 agosto, in edicola troverete il primo volume di un’opera che raccoglie le migliori ricette ideate e selezionate negli anni da Rosanna: Mangiare Benissimo, il ricettario di PiùSaniPiùBelli, pubblicato da Edizioni Master.

    La collana è composta da 20 volumi. Ogni piatto è descritto minuziosamente nella sua preparazione, con consigli e trucchi per ogni passaggio. Le grandi foto che accompagnano le ricette sono anche una guida alla composizione dei piatti e alla cottura ottimale degli alimenti. Con la chiarezza e la semplicità che contraddistingue tutte le pubblicazioni curate da Rosanna, questo ricettario rappresenta un’occasione per portare una ventata di aria nuova in cucina, rinnovando le nostre preparazioni classiche o introducendo stuzzicanti novità, sempre all’insegna del gusto e della leggerezza.

    La prima uscita – Primi piatti gustosi e genuini – è dedicata ai primi piatti che, specialmente con la pasta, sono un vero simbolo della cucina italiana nel mondo. Troverete ricette semplicissime da preparare e sempre molto gustose: decine di ricette in cui è l’orto a trionfare, con i suoi profumi ed il ricco concerto di sostanze nutritive che la nostra terra sa regalare. Ci saranno anche molti piatti di mare, dalla pasta alle vongole al cartoccio alle linguine con gamberi e fiori di zucca: qui, tradizione e innovazione si uniscono per restituire piatti profumatissimi e perfettamente in linea con le esigenze della vita contemporanea.

    Un volume imperdibile, anche per i tanti consigli e trucchi suggeriti da Rosanna, e per le pagine di scuola di cucina in cui impareremo le tecniche più semplici ed efficaci per fare la migliore pasta in casa che abbiate mai mangiato.

    Ricordate di andare in edicola e prenotare la vostra copia di “Mangiare Benissimo”, la vostra cucina non sarà più la stessa!



  • Mensa e igiene, lotta ai batteri

    I servizi di ristorazione collettiva tra i quali la ristorazione scolastica, la ristorazione aziendale, la ristorazione socio-sanitaria, quella di bar, self- service e caserme, comportano precise responsabilità da parte del gestore di tutelare la sicurezza alimentare e l’ igiene. Oggi giorno molte persone (il 20 %) sia a livello lavorativo che scolastico si trovano a nutrirsi fuori casa, per cui pretendono oltre la bontà degli alimenti anche un’adeguata garanzia sulla qualità degli alimenti e sull’igiene, in particolare per quel che riguarda quella microbiologica. La necessità di preparare un grande numero di pasti, molto spesso con tanto anticipo rispetto al momento del consumo, crea molti rischi di contaminazione con germi infettivi che possono essere dannosi alla salute. Nei casi in cui vengono riscontrati malesseri nelle persone in seguito al consumo di pasti nelle mense vengono immediatamente prelevati alcuni campioni degli alimenti e sottoposti ad analisi di laboratorio.

    I parametri microbiologici considerati come indicatori di contaminazione batterica sono principalmente: Escherichia Coli, Salmonella, Listeria Monocytogenes. Nella ristorazione collettiva è di fondamentale importanza il controllo della qualità igienico microbiologico del prodotto pronto per il consumo. L’azienda fornitrice è innanzitutto obbligata ad effettuare un autocontrollo, vale a dire un vero e proprio controllo di qualità, che si avvale dello standard dell’ HACCP per focalizzare i pericoli dove gli alimenti possono subire una contaminazione di germi. Molto importante è anche la temperatura di cottura degli alimenti che evita lo sviluppo di batteri. Nello specifico per quanto riguarda i formaggi e i salumi la normativa solitamente impone, oltre all’igiene degli utensili, la conservazione dei prodotti ad una temperatura di +4°C fino al momento del consumo.