Categoria: Economia e Finanza

  • Nasce Energieperte.it: il portale a tutela dei consumatori realizzato da Gdf Suez

    Consigli pratici su come risparmiare, informazioni sulle bollette e come leggerle, sui contratti e le loro clausole, sull’attivazione di certi servizi, sulle agevolazioni disponibili, suggerimenti per difendersi da pratiche commerciali scorrette. Tutto questo è disponibile sul nuovo portale Energieperte.it che ha l’obiettivo di spiegare, con un linguaggio semplice, senza censure e tecnicismi, il mondo complesso dell’energia, come viene prodotta e distribuita, minimizzando l’impatto ambientale e favorendo la sostenibilità. Per la prima volta è un operatore energetico a spiegare in modo trasparente e chiaro tutti gli aspetti più critici del settore per rendere il cittadino più consapevole del proprio ruolo.

    Il nuovo portale rappresenta quindi un utile vademecum per scegliere la migliore soluzione per la propria utenza domestica. Il tutto in una logica multimediale, per una piattaforma social energy di facile accesso e condivisione: il portale è infatti accessibile da tutti i dispositivi di ultima generazione, come smartphone e tablet.

    Energieperte.it è un servizio messo a disposizione – grazie anche ai consigli e al coinvolgimento dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori – da GDF SUEZ, leader mondiale dell’energia, forte della sua esperienza internazionale e di una conoscenza decennale del mercato italiano, dove ha oltre 1.300.000 clienti gas ed elettricità.

    Il gruppo GDF SUEZ punta molto su tutte le diverse modalità di contatto e comunicazione tra i clienti e l’azienda, mettendo a disposizione anche una apposita pagina Facebook attraverso la quale è possibile ricevere assistenza in modo semplice e veloce: esempio unico di social caring nel mondo dell’energia. Inoltre sono a disposizione la live chat accessibile dall’area contatti del sito www.gdfsuez.it e i totem con video interattivi installati nei punti strategici dei territori in cui GDF SUEZ è maggiormente presente, canali di contatto a portata di mano di tutti i clienti. Questi strumenti di comunicazione più innovativi si affiancano ai più tradizionali canali che sono stati rinnovati e potenziati, come il servizio di assistenza tramite Numero Verde ed oggi anche via SMS.

    Anche questo vuole essere un modo attraverso cui GDF SUEZ si posiziona come Gruppo mondiale leader nell’innovazione e nella transizione energetica europea, con la volontà di instaurare un rapporto chiaro e diretto con i cittadini.

    Energieperte.it è stato presentato quest’oggi a Milano, in un convegno dove sono intervenuti, tra gli altri, Luigi Carbone, commissario dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Aldo Chiarini, Amministratore Delegato di GDF SUEZ Energia Italia, Paolo Vigevano, Amministratore Delegato di Acquirente Unico.

  • Le bollette dell’Emilia-Romagna superano la media nazionale

    Riuscire a pagare tutte le bollette del 2013 non è stato proprio semplice per i cittadini dell’Emilia-Romagna: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.630 euro, al di sopra della media nazionale che si è fermata a 1.500. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che l’Emilia-Romagna è la terza regione più cara in Italia per quanto riguarda i consumi. La provincia che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Parma (1.839 euro all’anno), mentre sorprende Bologna dove, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della regione con 1.473 euro medi annui, perfino di poco al di sotto della media nazionale.

    Quanto costa il gas in Emilia-Romagna

    Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 1.159 euro la media regionale, a cui i cittadini della regione hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 3,8% dei casi. Rispetto alla media nazionale che si è fermata a 990 euro, la spesa dell’Emilia-Romagna risulta tra le più alte del Paese, insieme a quelle delle altre regioni del Nord dove c’è chiaramente maggiore necessità di riscaldarsi. E questo vale per tutte le nove province: la più cara per il gas è risultata essere Parma con una spesa media pari a 1.325 euro. A decidere di cambiare operatore sono stati maggiormente gli abitanti delle province di Bologna e Reggio Emilia con una media del 4,6%; mentre più restii a stipulare un nuovo contratto si sono dimostrati i cittadini del ferrarese (2,6%).

    Quanto costa la luce in Emilia-Romagna

    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie per l’energia elettrica, la media è pari a 473 euro annui, stavolta inferiore a quella nazionale che è arrivata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie dell’Emilia-Romagna che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata del 4,2%, che sale fino al 5% nella provincia di Bologna. Anche per l’energia elettrica, sono stati gli abitanti di Parma e provincia a pagare le bollette più alte (514 euro); a Ferrara troviamo invece i costi più ridotti della regione (429 euro annui) e la percentuale più bassa di utenti che hanno cambiato operatore (3,2%), essendo giustamente soddisfatti della loro spesa contenuta.

  • Interroll: solidi ricavi e una crescita superiore alla media nelle Americhe e in Asia-Pacifico nel 2013

    Sant’Antonino , Svizzera , 21 marzo 2014. Nell’esercizio fiscale 2013 , il Gruppo Interroll ha rafforzato la propria posizione sul mercato. L’azienda ha incrementato il fatturato del 3,1 % nelle valute locali ovvero del 3,0 % a CHF 316,3 milioni (2012 : CHF 307,2 milioni ) in valuta consolidata. Portec Group, acquisita negli Stati Uniti nel luglio 2013, contribuisce al risultato e bilancia piccole dismissioni in Europa avvenute nel corso dell’anno con l’ 1,8 % della crescita totale delle vendite e l’aumento del 2,2 % dell’ordinato del Gruppo Interroll. L’ordinato è cresciuto anno su anno del 5,6 % nelle valute locali ovvero del 5,4 % a CHF 318,8 milioni (2012 : CHF 302,6 milioni ) in valuta consolidata.

    Diverso l’andamento dei gruppi di prodotti

    Il gruppo di prodotti ” Drives ” (motori e azionamenti) prosegue il suo successo con un fatturato di CHF 109,4 milioni ( +10,2 % ). Al positivo risultato hanno contribuito, tra l’altro, lo sviluppo dei mototamburi sincroni, così come una crescente domanda per la tecnologia Interroll a 24 volt.

    Il gruppo di prodotti ” Rollers ” (rulli trasportatori), ha segnato invece un decremento del 6,2 % a CHF 75,4 milioni. Sono mancati nel 2013 in questo comparto una serie di importanti progetti che avevano portato ad un incremento del volume nel corso dell’anno precedente. Tuttavia, Interroll ha incrementato le proprie quote di mercato nel comparto rulli per pallet in alcuni Paesi ed ha aumentato in Est Europa il proprio fatturato di oltre il 12 % grazie all’acquisizione di nuovi clienti.

    L’aumento delle vendite del 2,6 % a CHF 71,2 milioni del gruppo di prodotti ” Conveyors & Sorters” è dovuta alla tendenza verso l’automazione, trainata principalmente dal commercio elettronico e dall’esigenza di aumentare l’ergonomia nell’ambiente di lavoro. Interroll ha ricevuto nel 2013 interessanti ordini di Sorter da Europa e Stati Uniti, ma anche da Giappone, Russia, Brasile, Corea e Cina .

    Il gruppo di prodotti “Pallet & Carton Flow” (stoccaggio dinamico) ha incrementato del 3,8 % il fatturato assestandosi a CHF 60,3 milioni. Nel 2013 Interroll ha ottenuto dalla Red Bull in Thailandia il suo finora più grande contratto per un magazzino per un importo di circa CHF 6,5 milioni. La società ha ricevuto nel 2013 tre ordini da Red Bull ed è stata in grado di realizzare un totale di sei ordini per questo cliente dal 2009 . Anche negli Stati Uniti Interroll registrato un incremento di quasi il 50 % in questa area di prodotto.

    Crescita superiore alla media nelle Americhe e in Asia-Pacifico, lieve calo in Europa

    Le tre regioni EMEA (Europa , Medio Oriente, Africa ) , Americhe e Asia- Pacifico si sono sviluppate in modo difforme nel corso dell’esercizio fiscale 2013.

    Mentre le Americhe e l’Asia hanno continuato a crescere, l’andamento delle vendite nel 2013 è calato in Europa del 5,7 % a causa della forte crisi congiunturale, il temporaneo calo della domanda nel settore della logistica, in particolare in Europa centrale , e gli slittamenti di molti progetti.

    La regione delle Americhe si è sviluppata positivamente nel 2013. La forte crescita dei ricavi del 20,4 % a CHF 68,1 milioni è stata caratterizzata sia dalla crescita organica sia dall’acquisizione di Portec Inc.. Un notevole contribuito a questo positivo sviluppo è stato dato da svariati ordini di sorter da clienti leader come Amazon o Walmart, nonché dal buon andamento dei Roller Drives introdotti nel mercato del Nord America.

    La regione Asia è cresciuta con un più 27,8 % a CHF 45,2 milioni, al di sopra della media di fatturato. Con il Dott. Ben Xia quale nuovo capo delle operations in Asia e con l’espansione dei canali di distribuzione in Cina, Interroll coglierà le ulteriori opportunità di crescita.

    Il costante programma di attenzione ai costi continua a dare frutti

    Il programma di attenzione ai costi messo in atto da Interroll continua a dare i suoi frutti. Il risultato operativo ante ammortamenti (EBITDA ) è cresciuto anno su anno del 10,4 % a CHF 45,4 milioni, il margine EBITDA è aumentato significativamente dal 13,4 % al 14,3 %. Gli ammortamenti SAP sono a bilancio per 3,8 milioni di franchi (2012 : CHF 2,9 milioni). Il risultato operativo al lordo di interessi e imposte (EBIT) è aumentato del 9,6 % a CHF 27,2 milioni su. L’ EBIT è aumentato dal 8,1 % dello scorso anno all’attuale 8,6 %. L’utile netto è aumentato anno su anno del 6,0 % a CHF 20,5 milioni.

    La crescita futura ancora nel mirino

    2013 Interroll ha investito circa 40 milioni di franchi in sviluppo . Gli investimenti in immobilizzazioni pari a CHF 16,2 milioni sono principalmente dovuti al nuovo edificio per il Centro Regionale di Eccellenza di Atlanta (USA) , lo sviluppo pianificato del progetto SAP e il continuo rinnovamento delle infrastrutture globali e il parco macchine Interroll. Un netto di CHF 23,6 milioni sono stati investiti in nuove imprese. Portec, acquisita a metà del 2013, è già ben integrata nel Gruppo Interroll e contribuisce alla profittevole crescita del Gruppo .

    Forte cash flow e solido bilancio

    Interroll ha generato un forte cash flow operativo. Anno su anno, è aumentato del 16,5 % a CHF 44,5 milioni, ovvero 14,1 % delle vendite. Sebbene siano stati investiti CHF 39,8 milioni, il free cash flow è rimasto positivo per CHF 5,0 milioni. Come risultato, la posizione finanziaria netta è aumentata ulteriormente di CHF 8,7 milioni a CHF 20,2 milioni.

    Il bilancio dimostra la stabilità finanziaria del Gruppo Interroll. Al 31 Dicembre 2013 il patrimonio netto è aumentato del 18,8 % a CHF 187,2 milioni (2012 : CHF 157,6 milioni ) e il patrimonio complessivo ammontava a CHF 258,2 milioni (2012 : CHF 227,6 milioni ). La quota di capitale proprio è aumentata entro la fine del 2013 a 72,5% (2012 : 69,3 % ) .

    Superiore proposta di distribuzione della riserva da apporti di capitale

    Grazie alla continua stabilità finanziaria della società e il soddisfacente risultato nell’esercizio scorso il Consiglio di Amministrazione propone all’Assemblea convocata per il prossimo 9 Maggio 2014 un dividendo aumentato del 10% rispetto all’anno precedente di CHF 8.80 per azione nominale Interroll (2013 : CHF 8.00 ) . La distribuzione della riserva da apporti di capitale (invece di un dividendo ) è solitamente esentasse per i portatori di azioni .

    Prospettive differenziate per il 2014

    Interroll si aspetta, ad oggi, che l’economia prosegua con andamento incerto anche nel 2014. Soprattutto nei Paesi Europei, la società si aspetta un ambiente volatile e uno sviluppo differenziato nei singoli mercati. La crescita dovrebbe provenire dai paesi BRIC e Stati Uniti. Interroll continua a vedere buone opportunità di sviluppo nei mercati dinamici quali la trasformazione alimentare, logistica aeroportuale, le società di corriere, corrieri espresso e postali, la grande distribuzione e l’industria, la cui logistica interna registra grandi potenzialità di ottimizzazione. Il focus costante sull’innovazione, la crescita e la produttività determinano la strategia di Interroll. L’introduzione di nuovi prodotti e il rafforzamento delle vendite in Cina e Stati Uniti sono misure importanti per attuare questa strategia e specificamente per fornire ai clienti un valore aggiunto superiore alla media mondiale .

  • Energia, Flavio Cattaneo, Terna regina nel bacino del Mediterraneo

    Nel corso dell’audizione alla commissione Industria, commercio e turismo del Senato, Flavio Cattaneo, AD di Terna, ha parlato dei piani d’investimento della società di distribuzione elettrica: ««L’ottimo posizionamento geografico italiano favorisce l’espansione della rete verso i paesi dell’est europeo e dei Balcani, del nord Africa, dell’Asia e verso il Medioriente, questo ci rafforza nei riguardi dell’Europa, puntiamo a far diventare Terna la regina nel bacino del Mediterraneo». Il valore dell’investimento degli azionisti di Terna è aumentato dal 2005 al 2012 del 220%.

    Elettrodotto Francia

    «L’ottimo posizionamento geografico italiano favorisce l’espansione della rete verso i paesi dell’est europeo e dei Balcani, del nord Africa, dell’Asia e verso il Medioriente, questo ci rafforza nei riguardi dell’Europa perché non siamo solo un’entità nazionale ma puntiamo a far diventare Terna la regina nel bacino del Mediterraneo».

    Lo ha detto Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna nel corso dell’audizione davanti alla commissione Industria, commercio e turismo del Senato, parlando dei piani d’investimento futuro della società di distribuzione elettrica. «Con molti Paesi siamo già connessi – ha ricordato Cattaneo – questo ci mette al sicuro dai rischi energetici connessi all’incertezza geo-politica, ma qualsiasi investimento di sola valenza politica se non c’é ritorno economico é destinato a fallire».

    Flavio Cattaneo

    «La mission di sbottigliare tutto il sistema elettrico nazionale è stata realizzata, esclusa la Sicilia dove per evitare il collo di bottiglia stiamo stendendo un nuovo cavo, le congestioni e le emissioni di Co2 si sono sensibilmente ridotte e il costo Terna incide sulla bolletta per il 3 per cento, inferiore alla media Ue» ha chiarito Cattaneo.

    Il valore dell’investimento degli azionisti, determinato dal prezzo della quotazione più il dividendo, è aumentato dal 2005 al 2012 del 220 per cento, con una redditività media in 9 anni del 25%, contro il 6% in Europa e il – 1 in Italia. Per quanto riguarda gli utili, 3 miliardi di euro sono derivati da attività regolamentate e 1,3 da non regolamentate. L’equilibrio di bilancio e il basso indebitamento «ci consente di investire notevolmente» ha sottolineato Cattaneo, quantificando in oltre 8 miliardi gli investimenti nel periodo di riferimento.

    «La normativa sulle società quotate in borsa ci impedisce di fornire i dati sull’andamento dell’anno passato prima della chiusura e l’approvazione del bilancio ma posso dire che il 2013 è in crescita». Attualmente il 40% della proprietà Terna è in mano a investitori esteri.

    Dal 2015 la Sicilia pagherà come il resto dell’Italia

    Dal prossimo anno la Sicilia pagherà come il resto d’Italia; sarà all’interno del Pun per il prezzo di acquisto dell’energia elettrica. Lo ha detto l’amministratore delegato di Terna rispondendo in audizione in Commissione industria del Senato al problema dei prezzi dell’elettricità in Sicilia. Cattaneo, parlando del collegamento Sorgente-Rizziconi tra Sicilia e Calabria ha spiegato che «per la Sicilia abbiamo aspettato una decina di anni prima di avere le autorizzazioni, con situazioni spiacevoli. Adesso l’opera è quasi finita; ci sono 6 cavi e pensiamo che alla fine di quest’anno i primi saranno interconnessi». «Nella mia esperienza di 9 anni – ha tenuto a sottolineare – molte situazioni sono state risolte dopo molta fatica e determinazione».

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Come vendere casa: consigli utili

    Quando si sceglie di vendere casa bisogna considerare molteplici aspetti; alcuni di tipo commerciale e altri più tecnici. Vendere casa oggigiorno è sempre più difficile, a causa della crisi economica mondiale e quindi della difficoltà per molte famiglie di accedere ad un mutuo o comunque a fondi monetari per l’acquisto dell’immobile. In aggiunta vendere casi oggigiorno significa dovere concorrere con diverse offerte (spesso molto concorrenziali) e sopratutto con potenziali acquirenti sempre più informati ed esigenti.

    Vediamo di seguito quali sono gli step principali per vendere casa. Innanzitutto bisognerà verificare che tutta la documentazione sia in regola. Gli acquirenti che vedono l’immobile, infatti, devo avere la certezza che tutta la documentazione sia a posto; per questa ragione anche se ritenete che tutti i vostri documenti siano in regola è sempre preferibile farli controllare dal vostro tecnico di fiducia. Tra di documenti indispensabili per vendere casa segnaliamo il certificato energetico (APE). Senza questo documento ad esempio l’immobile non può neanche essere pubblicizzato dall’agenzia immobiliare.

    Chiuso questo capitolo bisogna individuare le modalità di vendita dell’immobile. Questo potrà essere venduto privatamente, in esclusiva con l’agenzia immobiliare oppure senza esclusiva sempre tramite agenzia immobiliare. Senza dubbio tra le tre soluzioni la più conveniente è quella di vendere casa privatamente in modo tale da non dover pagare le commissioni all’agenzia. Naturalmente però bisognerà occuparsi di tutte le fasi della vendita. In primo luogo bisognerà pubblicizzare l’immobile tramite la pubblicazione sui portali immobiliari; di questi siti oggi ne esistono decine. É sufficiente registrarsi, segnalare l’immobile inserendo caratteristiche e zona (es. vendita a Lucca). Dopo di che una volta trovato l’acquirente bisognerà seguire da soli tutti gli aspetti burocratici naturalmente con il supporto di un notaio.

  • Flavio Cattaneo (Terna): Per Sorgente-Rizziconi consegna nel 2015

    Sorgente-Rizziconi, il completamento del nuovo elettrodotto che collegherà Calabria e Sicilia è fissato per giugno del 2015. L’opera strategica, realizzata da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha previsto un investimento da 700 milioni. Importanti le ricadute sul piano occupazionale: il cantiere impiega ogni giorno 160 addetti per 90 ditte e, una volta completato, risolverà i problemi di tenuta e sicurezza della rete elettrica siciliana, consentendo un abbattimento dei costi dell’energia elettrica.

    Nuova Linea Elettrica Sorgente Rizziconi Flickr

    Il completamento è fissato per giugno del 2015. E a ben vedere la tabella di marcia del cantiere per la costruzione del nuovo elettrodotto da 380 Kv che collegherà Sorgente (sul lato siciliano) e Rizziconi (su quello calabrese) conferma che i tempi dovrebbero essere rispettati. A quel punto saranno passati quasi cinque anni dall’autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico e quasi nove anni dall’avvio dell’iter complessivo, ma ben 12 anni da quando l’opera è stata inserita per la prima volta nel Piano di sviluppo della rete elettrica nazionale. Opera, si ricorderà, contestata da comitati locali e dai deputati grillini presenti all’Assemblea regionale siciliana, i quali hanno posto il problema anche nelle commissioni di merito: sul punto sono arrivati i chiarimenti di Terna che però ha difeso il progetto già autorizzato su cui sta andando avanti.

    L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è un’opera strategica su cui Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha investito 700 milioni e ha già avuto ricadute sul piano occupazionale: il cantiere impiega mediamente ogni giorno 160 addetti, per una punta massima di 90 ditte e una volta completato, sostengono i tecnici, l’elettrodotto risolverà definitivamente i problemi di tenuta e sicurezza della rete elettrica siciliana e consentirà, secondo alcuni, un abbattimento dei costi dell’energia elettrica che oggi ammontano a circa 600 milioni l’anno, quota che pesa sulle bollette di tutti gli italiani.

    Secondo stime, poi, il ritardo nella realizzazione è già costato oltre 4 miliardi di euro. «Il nuovo collegamento e gli interventi ad esso correlati – si legge nel recente rapporto sull’energia pubblicato dal dipartimento regionale competente guidato da Maurizio Pirillo – garantiranno una maggiore sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana a quella peninsulare, favorendo gli scambi di energia con evidenti benefici in termini di riduzione dei vincoli per gli operatori del mercato elettrico e di maggiore concorrenza.

    La realizzazione del collegamento è particolarmente importante poiché favorirà anche la produzione nella rete siciliana di un maggior numero di impianti da fonte rinnovabile». Perché, si legge ancora nel rapporto 2013 della Regione siciliana, l’isola è interessata ora da «problemi di sicurezza di esercizio del sistema elettrico con prevedibili sempre maggiori condizionamenti agli operatori nel mercato elettrico, in relazione allo sviluppo delle fonti rinnovabili».

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Fotovoltaico detrazione 50%? Noi italiani siamo molto fortunati!

    Da quando si parla di fotovoltaico detrazione 50%, sono sempre più quelle persone che decidono di investire su impianti in grado di offrire energia pulita, acquistabili ad un prezzo decisamente inferiore rispetto agli anni passati.

    Tale scelta è da ritenersi azzeccata, perché al giorno d’oggi, un impianto fotovoltaico non solo costa meno, ma assicurerà in futuro un risparmio considerevole in bolletta, al contrario dell’energia elettrica tradizionale!

    Dando uno sguardo all’estero notiamo che la situazione è ben differente, in un certo senso, noi italiani, con il fotovoltaico detrazione 50% possiamo considerarci dei privilegiati, basti considerare ad esempio gli Stati Uniti, che non hanno particolari incentivi e dove gli impianti risultano decisamente più costosi, motivo per cui essi non verranno scelti da tutti, ma solo da famiglie con un reddito sopra la media.

    Nelle aree in cui vengono installati impianti fotovoltaici, la situazione economica delle famiglie è differente, e stiamo parlando per lo più di quartieri residenziali, dove tutto sommato si può toccare con mano un lieve miglioramento ed aumento di richiesta.

    Fotovoltaico detrazione 50%, non è certo la stessa cosa in USA ed Australia

    Seppur negli USA da un po di tempo a questa parte è possibile toccare con mano una richiesta ben più elevata rispetto agli anni precedenti, c’è da dire che gli incentivi non possono certo essere paragonati a quelli italiani, basti pensare al fotovoltaico detrazione 50%, grazie al quale, se si desidera puntare su un impianto ad uso domestico, chiunque avrà l’opportunità di sceglierne uno e risparmiare notevolmente, arrivando addirittura a dimezzarne il suo prezzo iniziale.

    La situazione è differente anche in Australia, in questo caso al fotovoltaico in pochi hanno rinunciato, si tratta di una tecnologia sulla quale sempre più utenti hanno scelto di investire, dove gli impianti offerti non sono esageratamente costosi, quindi chiunque potrà con qualche sacrificio iniziale approfittarne. Bisogna ricordare che tali scelte non saranno un salto nel vuoto, qui si parla di una tecnologia che sin da subito si rivelerà un ottimo investimento, proprio perché si potrà contare su energia pulita, utilizzabile in modo del tutto autonomo, con sconti in bolletta che possono fare la differenza. Tutto sommato, comunque, in Australia la situazione per certi versi è simile a quella italiana, anzi addirittura migliore, basti pensare che per tutte quelle famiglie che desiderano accedere a nuove tecnologie solari, vi sono delle interessanti proposte di finanziamento, una di queste è rappresentata addirittura dalla possibilità di pagare il proprio impianto senza anticipo, una bella novità che ci auguriamo venga lanciata a breve anche in Italia!

    By Sascogroup.it

  • Mutui: tornano a crescere le domande di surroga, frenano ancora le erogazioni

    Amata e poi odiata, le surroga del mutuo torna a destare l’attenzione degli italiani che, potendo contare su spread più bassi rispetto allo scorso anno, ricominciano a chiedere di sostituire il proprio mutuo con quello offerto da una banca diversa, che offra condizioni più vantaggiose. L’Ufficio studi del portale Mutui.it (www.mutui.it), in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato le domande di mutuo arrivate nel periodo compreso tra settembre 2013 e febbraio 2014, scoprendo che le richieste di surroga rappresentano ormai il 13,7% del totale.

    «Questa percentuale – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’aziendaè di molto superiore a quella registrata nella rilevazione di aprile 2012, quando le domande erano solo il 9,7% ed è sintomatica di come gli italiani vorrebbero migliorare le condizioni dei finanziamenti in corso, soprattutto quando sottoscritti in periodi contraddistinti da alti spread. Non sempre, tuttavia, questo desiderio si trasforma in una sostituzione del mutuo.»

    Effettivamente, considerando lo stesso lasso di tempo, se si guarda alle erogazioni di mutuo la percentuale di surroghe rappresenta solo il 7,7% del totale.

    Dall’analisi delle domande arrivate ai siti nel periodo considerato, emerge l’identikit di un soggetto dall’età media di 41 anni, che punta ad ottenere circa 130.000 euro da rimborsare in poco più di 20 anni, a riprova del fatto che si tratta di sottoscrittori di mutui recenti, quindi con spread elevati; per quanto riguarda il tasso scelto, a prevalere è quello variabile (puro o con cap), preferito dalla maggioranza del campione (67%), mentre solo il 26% vorrebbe un tasso fisso.

    Gli importi erogati vedono una contrazione, rispetto alla domanda, di circa il 15%: il mutuo medio concesso è pari a poco più di 113.000 euro, con cui si va a rifinanziare il 43% del valore complessivo dell’immobile.

    Se questi sono i dati nazionali, cosa accade nelle diverse regioni italiane? Il desiderio di cambiare mutuo non è lo stesso in ogni zona d’Italia: le regioni in cui questa tipologia di mutuo rappresenta una fetta più alta della media dei finanziamenti che si cercano di ottenere arrivando a superare il 17% del totale, sono Abruzzo, Umbria e Sardegna; per quanto riguarda invece gli importi, le regioni da cui arrivano le richieste più cospicue sono il Lazio (131.500 euro), la Liguria (130.000 euro) e l’Emilia Romagna (129.500 euro). Importi più piccoli, di contro, nelle Marche e in Puglia.

  • Il business dei quadri

    La vendita di quadri 800 eschi è una pratica tutt’oggi molto redditizia.

    Non vi dovete stupire se il valore di quadri è spesso sottovalutato e di quanto si possa guadagnare con semplici ma coscenziose operazioni di compravendita.

    Non è un caso che molti imprenditori e appassionati si siano arricchiti grazie a questo mercato.

    Tuttavia, non è un lavoro per tutti. Per poterlo svolgere al meglio bisogna avere una profonda conoscenza dell’argomento, che comprende il periodo storico, la conoscenza dei pittori, degli stili, di come si interconnettono, dello stato dei dipinti e di eventuali costi di restauro. Nonché uno spiccato senso per gli affari, e buone abilità comunicative e commerciali. Sembra molto complesso.

    Tuttavia ci sono diverse aziende che ci vengono incontro rendendo questo tipo di attività imprenditoriale alla portata di tutti. Quello che dovrete fare voi non è altro che metterci l’impegno, il nome e naturalmente investire la quota di acquisto.

    Il modo in cui agiscono queste aziende è tanto semplice quanto efficacie.

    In pratica le aziende che si occupano di vendita di quadri 800 eschi prendono in carico la vendita della vostra opera, la visionano, ne danno una stima del prezzo, dopodiché nel loro canale di conoscenze in campo artistico cercano di venderla al migliore offerente. Nel caso la vendita non risulti così immediata, la vostra opera viene esposta in gallerie e mostre organizzate o in collaborizione con l’azienda, accrescendo di molto la visibilità della vostra opera, che verrà venduta in breve tempo a prezzi con grande probabilità al di sopra delle stime iniziali.

    Questo offre un vantaggio incredibile a tutti coloro che vogliono vendere un quadro o iniziare un vero e proprio business, perché risparmieranno molto tempo che altrimenti avrebbere dovuto dedicare non solo alla ricerca di un possibile acquirente, ma anche alla stima ed alla valorizzazione dell’opera, cosa che invece un azienda professionale ed esperta vi può garantire facendovi risparmiare anche il denaro che avreste dovuto ad un eventuale critico per la stima dei prezzi.

  • IMPREBANCA, AL VIA IL NUOVO SERVIZIO MYBANK

    Roma, 13.03.14 – Imprebanca, banca multicanale di riferimento per imprese e privati del territorio, attiva da oggi il servizio MyBank, una soluzione semplice e sicura per effettuare acquisti via internet in tutta Europa, nata con l’obiettivo di sviluppare e diffondere maggiormente il mercato dell’e-commerce.

    Il servizio MyBank, infatti, consente di effettuare il pagamento degli acquisti su internet in modo protetto, attraverso il proprio internet banking e senza la necessità di utilizzare carte di credito o carte prepagate.

    In particolare, selezionando l’icona MyBank tra i metodi di pagamento all’interno del sito in cui si effettua l’acquisto, e l’icona “imprebanca” tra le banche disponibili, il cliente sarà immediatamente reindirizzato alla propria area personale del sito imprebanca da cui potrà autorizzare il pagamento tramite bonifico bancario SEPA non revocabile, notificato all’esercente in tempo reale.

    Attraverso MyBank, imprebanca amplia la propria gamma di servizi mettendo a disposizione un ulteriore strumento pensato per facilitare le transazioni online dei clienti che utilizzano internet per i propri acquisti.

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    imprebanca

    imprebanca nasce nel 2009 su iniziativa di un gruppo di imprenditori come banca multicanale che – grazie al forte radicamento territoriale dei soci ed in funzione di canali e partner di rete specifici – è in grado di rispondere ai bisogni di imprese e famiglie con prodotti e servizi modulati rispetto alle loro reali esigenze.

    Un nuovo modello di business che si esplica nella capacità di essere vicini al tessuto economico locale attraverso succursali di ridotte dimensioni presenti presso i diversi bacini territoriali, ad esempio, nei mercati di quartiere, in supermercati o all’interno delle reti distributive di cui dispongono diversi soci della banca, finanziari e industriali con un’offerta specifica e con prodotti distribuiti direttamente presso i punti vendita.

    Il 60% dell’azionariato di imprebanca è rappresentato da 40 imprenditori mentre la restante quota è suddivisa pariteticamente tra Banca Finnat Euramerica e Generali Italia S.p.A.

    La banca, che nel 2013 ha attivato anche i servizi d’investimento, opera attualmente attraverso la propria direzione generale, sei succursali a Roma e una a Trento.

    Imprebanca ha iniziato ad operare nel secondo semestre del 2010 con un capitale sociale versato di 50 milioni di euro. Al 30 giugno 2013 il totale della raccolta è stato pari a circa 108,7 milioni di euro, quello degli impieghi pari a circa 143,9 milioni di euro.