Categoria: Economia e Finanza

  • L’intraprendente imprenditore Gelmetti apprezza il futuro Skyline Londinese e ammette la sua preferenza per lo Shard – grattacielo Milano

    Intervistato il noto imprenditore milanese Giovanni Gelmetti, ideatore di una delle costruzioni residenziali più innovative di tutta Italia, la Giax Tower, parla dello skyline londinese e della futura costruzione londinese della torre, nel contesto di Nine Elms.

    1) Una giungla di grattacieli, stile Dubai, bellissimi, altissimi, ultramoderni, “energeticamente corretti” stravolgeranno lo skyline inglese, cosa ne pensa?

    I lineamenti della vecchia Londra stanno cambiando, basta camminare nel cuore della City per rendersene conto. Diciamo che la costruzione di grattacieli accende sempre accesi dibattiti: chi li ammira, chi li rifiuta. Io personalmente, sono proiettato nel futuro, sto lavorando ad un progetto per costruire una versione british della Giax Tower, nel contesto di Nine Elms, quindi non potrei non amarli!

    2) Quante torri stanno edificando?

    La società di analisi “New London Architecture”, stimolata dai progetti che sono sul tavolo dell’amministrazione cittadina di Boris Johnson, ha calcolato che nel giro di pochi anni a Londra fioriranno 236 torri alte dai venti piani in su e 22 di queste toccheranno quota cinquanta.

    3) Quale il grattacielo che più l’ha colpita?

    Lo skyline londinese è cambiato grazie allo Shard, il grattacielo di Renzo Piano. E ora per tutti Shard, il simbolo della città, “la scheggia di vetro”, con i suoi 87 piani per 306 metri d’altezza , è la torre più alta dell’Unione Europea.

    4) Quali sono gli stranieri che investono su queste avanguardistiche soluzioni immobiliari?

    Russi, ma soprattutto arabi degli Emirati perché sono carichi di capitali. Da ricordare inoltre che la maggior parte dei progetti avranno fondamenta nel centro e nell’est londinese.

    5) Ritiene che sia positiva questa intensa edificazione di grattacieli?

    Assolutamente si! Gli scenari demografici segnalano una crescita della popolazione di 1 milione di unità a medio e lungo termine e la necessità di spazi per 500 mila posti di lavoro.

  • L’imprenditore Gelmetti da dei consigli su come investire sul grande grattacielo milanese: la Giax Tower

    L’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, in questa intervista, parla di come investire sulla Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, da lui ideato.

    1) Dott. Gelmetti, fino a che cifra si può pagare per investire in un edificio verticale come la Giax Tower?

    Costruire un edificio verticale residenziale è molto costoso. Per un acquirente ci deve essere un prezzo che permetta di intravedere una crescita negli anni avvenire. Le città europee hanno dei listini prezzi molto diversi e sicuramente Milano non può essere paragonata a Londra. Detto ciò bisogna distinguere l’acquisto di una casa che è un sogno personale e il listino reale del posto in cui si fa l’acquisto.

    2) Parlando della Giax Tower, da che prezzo si può comprare un appartamento?

    Dai 300.000 per un bilocale a 1,5 milioni per un pentalocale nei piani più alti.

    4) Pensa che sia stato costruito troppo in Italia dal momento che ci sono molte case invendute?

    Penso che bisognerebbe abitare in case nuove o in case d’epoca. Dopo 50 anni penso che bisognerebbe cambiare casa.

    5) Cosa propone di fare per tutti quegli immobili brutti e indecorosi che a volte si vedono in città?

    Credo che bisognerebbe demolirli ed offrire agli inquilini case nuove.

  • Credito alle imprese? Arriva il progetto “Finanza per la crescita”

    È stato annunciato l’avvio del programma “Finanza per la crescita”, una nuova arma a disposizione delle imprese italiane in cerca di finanziamenti. Tale programma prevede infatti una lunga serie di strumenti per superare l’attuale difficoltà di accesso al credito delle imprese.

    I Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico in collaborazione con la Banca d’Italia hanno collaborato per ideare e sviluppare tale programma. La collaborazione tra queste due realtà dovrebbe portare un duplice effetto: da una parte, l’introduzione di nuovi strumenti per aumentare la concessione di finanziamenti, dall’altra, strumenti per la tutela del credito. I destinatari del progetto sono le piccole e medie imprese ovvero, il cuore della produttività italiana.

    L’obiettivo finale di questa operazione è favorire il superamento del credit crunch.

    All’attenzione del governo, c’è anche la possibilità dell’introduzione di incentivi fiscali per tutte quelle aziende che decideranno di quotarsi in borsa.

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  • Richieste di finanziamento in aumento per le imprese italiane

    Nel primo trimestre del 2014, l’EURISC, il Sistema di informazioni creditizie del CRIF ha registrato un aumento delle richieste di credito medio, da parte delle imprese italiane, del +16%. L’analisi è stata fatta su un campione di oltre 8 milioni di aziende e i risultati, indicano un forte bisogno di denaro, necessario per gli investimenti aziendali. Tra tutti, i maggiori che hanno bisogno di finanziamenti sembrano essere le imprese individuali, una categoria che da sola ha registrato un volume di richieste di finanziamento del +23,2% rispetto all’anno precedente. Le società di persone e quelle di capitali invece vanno un po’ meglio, infatti hanno segnato +10,9% in più rispetto ai dodici mesi precedenti.

    È quindi evidente che le richieste di prestito da parte delle imprese sono in costante crescita. Per comprendere pienamente le dinamiche in corso però, questo dato da solo non basta, bisogna prendere in considerazione altri due fattori fondamentali all’interno del contesto: l’atteggiamento degli istituti finanziari e quello dei consumatori.

    Le statistiche dimostrano che, per quanto riguarda i consumatori, sta tornado la fiducia nei confronti del sistema produttivo e, secondo punto fondamentale, le maglie del credito bancario iniziano ad allargarsi sempre di più. Possiamo dunque concludere che questi primi dati del 2014 sono un segnale positivo che fa pensare e sperare ad una ripresa economica legata alla produzione industriale e quindi ai consumi.

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  • MAX LAUDADIO ARTISTA DI PUNTA DELL’EXPO DOPO LA MOSTRA ALLA MILANO ART GALLERY A CURA DI VITTORIO SGARBI

    Da Striscia la Notizia all’Expo 2015. Stiamo parlando di Max Laudadio, storico inviato del celebre Tg satirico di Canale 5, che ha da pochissimo inaugurato la sua personale fotografica “Quattr’occhi sul Mondo” presso la prestigiosa galleria milanese Milano Art Gallery, con la curatela del Prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager Salvo Nugnes. La mostra, che sarà in allestimento fino al 10 maggio, con ingresso libero, espone le numerose fotografie scattate durante i suoi viaggi Laudadio in giro per il Mondo, presentati un’innovativa tecnica tutta da scoprire, molto apprezzata da illustri personaggi come Bob Krieger, Mauro Corona e Ugo Nespolo.

    L’autore sarà uno degli artisti di punta dell’Esposizione Internazionale Expo 2015, manifestazione che permetterà di creare ottime sinergie e una fitta rete di scambio culturale tra gli esponenti più in voga del panorama artistico mondiale. A questo proposito, in un’intervista rilasciata afferma “Oggi non è più accettabile limitarsi ad offrire un prodotto indirizzato al piccolo Paese-Italia, non esistono confini per l’arte e la cultura e non devono esistere confini nella loro diffusione“.

  • Trading Manager ha recensito i broker più famosi sul web, i quali garantiscono all’utente un servizio di intermediazione tutelato.

    Trading Manager ha avuto modo di constatare attraverso alcune ricerche condotte sul web che non tutti i broker che si propongono in rete sono necessariamente affidabili e sicuri, per questo ha recensito per i propri utenti tutti i broker d’opzioni binarie degni di nota. Questi sono stati classificati a seconda della reputazione che il web ci ha proposto. Gli elementi valutati sono: piattaforma, conti, demo, funzioni, servizio clienti offerto e tanto altro.

    Trading Manager

    Top Option un giovane broker di qualità

    Top Option è un broker di proprietà della Safecap Investiments Ltd, è da pochissimo entrato a far parte del business del trading online ma già da subito ha riscontrato molto successo. Questo broker rende dispoonibili due tipi di piattaforme di trading una sul web semplice e veloce e una scaricabile per dispositivi mobili. Entrambe le piattaforme sono facili e intuibile da gestire. Le funzioni uniche gestite da Top Option sono: la funzione di conferma trading, sell option, rollover, grafico storico. Le opzioni binarie messe a disposizione dei propri trader sono di 5 tipologie: Binaria classica, 60 secondi, one Touch, Option Builder, ProOption. Si dimostra essere attento alle esigenze dell’utente anche disponendo tre diverse tipologie di conti correnti: Conto Vip, Conto Pro, Conto Starter. Gli strumenti offerti da TopOption sono più di 180 e questo garantisce al broker la copertura di un’importante fetta di mercato.

    24Option.com

    L’attività di 24Option è iniziata a fine 2010, la sede è attualmente localizzata a Londra. La piattaforma è totalmente eretta sul web per tanto è gestita in maniera ottimale da qualsiasi postazione con copertura di rete. Questo broker garantisce una volta effettuato il primo accesso un manuale che istruisce il trader sulle funzionalità di cui questa piattaforma dispone, dando possibilità in questo modo al trader di fare esperienza teorica e pratica. Il rendimento offerto va dal 75% all’85% e sarà il broker stesso a informare il trader della redditività fruttata dai propri investimenti. Come tutti i broker offre diverse tipologie di asset su cui esercitare la propria operatività. Il servizio clienti garantisce assistenza in 9 lingue differenti. 24Option è un broker molto quotato e gode di un’ottima reputazione web.


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  • Immobili di lusso in vendita online: i più cari sono in Toscana

    L’offerta di immobili di lusso in vendita in Italia è molto ampia e variegata, ma sembra polarizzarsi in alcune zone più che in altre. LuxuryEstate.com (www.luxuryestate.com), partner di Immobiliare.it specializzato nel settore del lusso, ha analizzato un campione di oltre 1.500 annunci su tutto il territorio italiano evidenziando come, considerando i dieci immobili attualmente in vendita con il prezzo più alto, ben sei siano concentrati sul territorio toscano; diventano addirittura undici se si allunga la classifica fino al ventesimo posto. Scorrendo l’elenco ed uscendo dalla Toscana, non mancano ovviamente le più rinomate località italiane del lusso: Cortina, il lago di Como, Positano, Taormina e molte altre.

    «Nella maggior parte dei casi si tratta di immobili molto particolari – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it e il fatto che i più cari si concentrino in Toscana è spiegabile sia con il grande interesse che gli acquirenti, anche stranieri, hanno verso la regione sia con il fatto che l’offerta non sia più così ampia come qualche anno fa. Questo spinge naturalmente i prezzi verso l’alto».

    Residenze d’altri tempi

    Molto spesso il prezzo esorbitante è giustificato anche dal passato dell’immobile o dalla sua valenza artistica; per 16 milioni di euro è possibile acquistare il castello di Montauto, a Impruneta (12 km da Firenze) e respirare da vicino la storia. I primi documenti presenti nell’Archivio di Stato relativi a questa proprietà risalgono all’anno 964, quando fu edificato come fortezza militare e fu teatro degli scontri tra Guelfi e Ghibellini; nella cappella annessa al castello è possibile ammirare ancora oggi degli affreschi attribuiti alla scuola di Vasari.

    Al XVI secolo appartiene, invece, la torre del complesso in vendita per 25 milioni di euro a Castiglione della Pescaia (GR). A Lucca, con 15 milioni di euro, si può comprare una villa risalente al XVII secolo. L’immobile più caro di tutta Italia in vendita su LuxuryEstate.com si trova a pochi passi dal centro di Firenze e il prezzo richiesto è di 48 milioni di euro. Si tratta di una villa in stile rococò da 3.800 metri quadri abitabili cui si aggiungono 400 metri quadri di terrazza e 18 ettari di parco-giardino. Sfarzosi e dal sapore fiabesco sono gli interni della villa di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, le cui 35 camere sono decorate con soffitti a cassettoni, pitture, arazzi e affreschi.

    Nella provincia di Arezzo si trova il secondo immobile più caro della classifica: un borghetto con un castello monumentale del XIX secolo in vendita per 35 milioni di euro, mentre a pochi kilometri dalla città, fra le campagne aretine, si vende una proprietà del XVIII secolo con due cantine per il vino e un ampio terreno destinato a battute di caccia.

    Non c’è solo la Toscana negli immobili storici in vendita online; è il caso della villa costruita negli anni ’20 sul lago di Como, annessa alle mura romaniche della città o, rimanendo sempre sul lago e nelle vicinanze della spiatissima Villa Oleandra di proprietà di George Clooney, quello della villa risalente al 1800, ancora decorata con i pavimenti e molte delle caratteristiche originarie, a Laglio (CO).

    Tenute di campagna di lusso

    Tra gli annunci più costosi in vendita online spicca anche un intero borgo dal tipico stile toscano. Si trova a Cortona (AR) ed è in vendita per oltre 23 milioni di euro. È costituito da una villa centrale, due case per il personale e un ristorante. Nel parco da 7,5 ettari è presente una zona relax, un solarium e una Jacuzzi, nonché una chiesa attualmente utilizzata per i matrimoni che si celebrano all’interno del borghetto.

    Fra le caratteristiche che accomunano le undici proprietà toscane rientrate nella classifica dei 20 immobili più cari d’Italia in vendita sul web, gli svariati ettari di parchi privati annessi, in cui si coltivano le olive e le uve della tradizione toscana. È il caso del Palazzo di Certaldo (FI), immobile da 4.500 metri quadrati, a cui sono annessi 60 ettari di terreno, il tutto in vendita per 22 milioni di euro. In vendita anche la cantina per la produzione del vino dotata di modernissime tecnologie e un’altra, sempre facente parte della proprietà, ancora oggi allo stato originario e contenente botti storiche in legno e ferro. Anche la villa a Volterra arrivata diciassettesima in questa curiosa classifica degli immobili extra lusso in vendita è già utilizzata come centro di produzione di vini pregiati. La proprietà è costituita da una casa padronale di 1.000 metri quadri e due appartamenti separati, nonché da un paio di strutture già adibite ad agriturismi: il tutto in vendita per 14,9 milioni di euro. A Siena è in vendita Selva Estate, una tenuta costituita da due castelli e un terzo casolare acquistabili per 20 milioni. Selva Estate è definita una delle proprietà private più estese d’Italia.

    Il mare riservato a pochi

    Le località di mare possono offrire alle ville quel qualcosa in più che le rende vere chicche per chi ha la fortuna di potersele permettere. E proprio “un’occasione unica” viene definita la villa in vendita a Rapallo (GE) per 13 milioni di euro. A Taormina, invece, è possibile vivere nei 1.000 metri quadrati di una villa in pietra, con annesso parco di fichi d’India e alberi della macchia mediterranea. Altro gioiello di questa lista da favola è la villa arroccata sulle alte scogliere di Positano (SA). Bastano meno di 22 milioni di euro per diventare proprietari di 2.000 metri quadri a strapiombo sul mare con spa interna.

    Con l’arrivo dell’estate esplode il mercato delle ville di lusso per tutti coloro i quali non vogliono rinunciare alla movida della Costa Smeralda. A Porto Cervo (OT) sono due le proprietà rientrate nella classifica dei 20 immobili più cari in vendita sulla rete. Si tratta di ville da favola con piscine enormi (una è lunga 58 metri ed è composta da sei vasche), intere stanze costruite con pareti a vetro, per godersi la vista sul mare anche dal proprio letto, e giardini curatissimi.

    La montagna più lussuosa

    Se al mare preferite la montagna potreste orientarvi sulle offerte che occupano il nono e il diciottesimo posto nella classifica stilata da LuxuryEstate.com e che si trovano rispettivamente a Cortina d’Ampezzo (BL) e Bolzano. A Cortina è in vendita la Tenuta Cristallo, ancora in via di ristrutturazione, ma già presentata con immagini di rendering che descrivono ambienti suggestivi con camini in vetro e arredi di design con ampie vetrate sulle splendide montagne, tutto a “soli” 18 milioni di euro. A Bolzano, sulle meravigliose Dolomiti trentine, si trova una baita in vendita per 13 milioni di euro, ma vincolata alla massima riservatezza: della proprietà, infatti, non viene fornita alcuna immagine se non un disegno con un paesaggio bucolico e un gallo.

  • Flavio Cattaneo: Terna Chiude bilancio 2013, Utili in crescita

    Terna chiude il bilancio 2013 con profitti cresciuti a 514 milioni di euro (+10,8%) e ricavi aumentati a 1,9 miliardi (+5%). Il gruppo, guidato dall’AD Flavio Cattaneo, prevede un piano strategico al 2018 da 3,6 miliardi di investimenti sulla rete e fino a 1,3 miliardi di impegno sulle attività non tradizionali. Per quanto riguarda le attività tradizionali l’81% degli investimenti sarà destinato allo sviluppo delle rete, mentre 200 milioni andranno alla realizzazione di sistemi di accumulo.

    Bonifica frattamaggiore

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, chiude il 2013 con ricavi in crescita del 5% a 1.896 milioni di euro e presentando un piano industriale quinquiennale. Lo scorso anno i margini del gruppo sono aumentati del 6,5% a 1,48 miliardi, mentre utili è salito a 514 milioni (+10,8%): sulla scia di questi risultati il cda proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 20 centesimi di euro.

    Intanto il gruppo è già proiettato al futuro con un piano strategico al 2018 che prevede 3,6 miliardi di investimenti sulla rete e fino a 1,3 miliardi di impegno sulle attività non tradizionali. Per quanto riguarda le attività tradizionali l’81% degli investimenti sarà destinato allo sviluppo delle rete, mentre 200 milioni andranno alla realizzazione di sistemi di accumulo: i due siti già in via di realizzazione in Campania avranno, infatti, una capacità di 12 MW ciascuno e a questi se ne aggiungerà un terzo (in via di autorizzazione), a completamento dei progetti previsti dal Piano di sviluppo, per una capacità complessiva di circa 35 MW.

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    I 3,6 miliardi previsti nel Piano strategico rientrano nei complessivi 8,1 mld del Piano di sviluppo 2014, che ha un orizzonte di medio-lungo termine e prevede 5,6 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni. Sulla rete sono stati investiti dal 2005 ad oggi circa 8 miliardi per realizzare 2.500 km di nuove linee e 89 nuove stazioni elettriche: questo sforzo – precisa una nota – ha già prodotto 5,4 miliardi di euro di minori costi per cittadini e imprese, cui si aggiungeranno i 9,7 miliardi di euro di risparmi delle future opere, per un totale di 15 miliardi di risparmi.

    Per quanto riguarda le attività non tradizionali, l’impegno previsto dal Piano industriale è di 1,3 miliardi, di cui un potenziale di 900 milioni di euro in attività di sviluppo di impianti rinnovabili e di infrastrutture elettriche per terzi in Italia e all’estero, oltre all’interessamento ai Paesi del Sud America o ad altre opportunità derivanti dal potenziamento di reti. Oltre 400 milioni sono invece riferiti alle operazioni recentemente annunciate (interconnessione Italia-Francia). Il Piano consente di ridurre di 400 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (600 milioni contro 1 mld): la struttura del capitale rimane quindi “solida” – prosegue la nota – e si prevede che il rapporto tra indebitamento netto e rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni del Piano.

    FONTE: Repubblica

  • Prestiti personali: in Emilia Romagna cresce del 10,5% l’importo medio richiesto

    Nonostante in Italia sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Emilia Romagna negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto del 10,5%, oltre la crescita media nazionale che si è fermata all’8%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Emilia Romagna si riconfermi come quella più bassa di tutto il Paese, fermandosi a poco più di 10.500 euro, contro la media nazionale pari a 11.000 euro.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini dell’Emilia Romagna nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione, il 71% di chi cerca di ottenere un finanziamento, contro un dato medio nazionale che arriva al 74%. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Emilia Romagna si riconferma al di sotto della media nazionale (41) e si ferma a 40 anni.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dalle 61 rate mensili di ottobre 2013, sono passati a 63. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente in Emilia Romagna è l’acquisto di un’auto usata (30% del totale), seguita dal bisogno di liquidità (19%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Ferrara, dove superano anche la media nazionale di 11.000 euro arrivando a 11.500 euro. A Piacenza, gli importi richiesti sono i più bassi della regione e rimangono fermi a 9.600 euro.

  • Prestiti personali in Campania: cresce dell’11,3% l’importo richiesto

    Nonostante sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Campania negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto dell’11,3%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Campania si fermi a poco più di 10.500, cifra che rimane comunque al di sotto della media nazionale, pari a 11.000 euro.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini campani nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione Campania, il 79,7% di chi cerca di ottenere un finanziamento. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Campania supera la media nazionale che si è fermata a 41 anni, raggiungendo i 43.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dai 63 mesi di ottobre 2013, sono diventati 65. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente in Campania è la ristrutturazione della casa (23% del totale), seguita dall’acquisto di auto usate (20%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Benevento, dove superano anche la media nazionale arrivando a 13.000 euro; segue Avellino dove se ne richiedono 11.500. A Caserta e Salerno, gli importi richiesti sono in linea con la media italiana di 11.000 euro. A chiedere cifre minori sono, invece, i cittadini residenti nel capoluogo: a Napoli la richiesta media è di 10.500 euro ed è la più bassa di tutta la regione.