Categoria: Economia e Finanza

  • Le bollette della Lombardia sono tra le più care in Italia

    Il 2013 è stato un anno duro per i lombardi alle prese con le bollette: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.620 euro, decisamente più dei 1.500 euro spesi mediamente in Italia. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che la Lombardia è la quarta regione più cara in Italia per quanto riguarda i consumi. La provincia lombarda che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Pavia (1.747 euro all’anno), mentre ha sorpreso Milano dove, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della regione (1.441 euro medi annui).

    Quanto costa il gas in Lombardia

    Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 1.131 euro la media regionale, a cui i lombardi hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 4,6% dei casi. Rispetto alla media nazionale che si è fermata a 990€, la spesa della Lombardia risulta tra le più alte del Paese. E questo vale per tutte le dodici province: la più cara, sempre per il gas, è risultata essere Sondrio, con una spesa media pari a 1.243 euro, mentre quella dove si è speso meno è Milano con 1.018 euro. Nonostante ciò, è proprio nel capoluogo lombardo che i cittadini hanno scelto maggiormente di rivolgersi a un altro operatore, cambiando nel 7,6% dei casi; mentre a Sondrio, nonostante la spesa più alta, si è rimasti più “fedeli” al proprio fornitore e solo il 2,8% degli utenti ha deciso di cambiare.

    Quanto costa la luce ai lombardi

    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie lombarde per l’ energia elettrica, la media è pari a 493 euro annui, al di sotto di quella nazionale che è arrivata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie lombarde che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata del 5,8%, che arriva fino al 9,8% nella provincia di Milano. Minore interesse a cambiare, ancora una volta, hanno dimostrato gli abitanti della provincia di Sondrio (4,1%). Guardando, poi, alla spesa annua media, Cremona è prima in classifica per costi elevati (548 euro annui). A spendere meno per l’energia elettrica, compensando i costi record per la fornitura di gas, sono gli abitanti della provincia di Sondrio con una media di 392 euro all’anno.

  • Flavio Cattaneo, ecco il “colosso” elettrico di Terna sotto il mare

    Sicilia e Calabria presto collegate, arriva il Ponte sotto lo Stretto, il “colosso” elettrico di Terna sotto il mare. L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi sarà il cavo sottomarino più lungo al mondo: 38 km di collegamenti su un totale di 105 km di nuove linee elettriche. L’opera consentirà un risparmio annuale di 600 milioni di euro e una considerevole riduzione dei rischi di blackout. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Una priorità nazionale da 700 milioni di euro”.

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    Numeri impressionanti per il Ponte sotto lo Stretto. Già, proprio così, sotto lo Stretto, come precisa il quotidiano “LiveSicilia”. Aspettando lo strombazzato collegamento autostradale fra Messina e Reggio Calabria, ecco che l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi che collegherà la Sicilia con la Calabria è finalmente una realtà prossima.

    L’Autorità per l’Energia elettrica e per il Gas del resto ha inserito l’opera nell’elenco di quelle prioritarie per tutto il territorio nazionale, destinata a rendere meno fragile la rete elettrica nazionale e soprattutto un risparmio sulle bollette. Dicevamo dei numeri.

    Il Ponte sotto lo Stretto prevede 38 km di collegamenti sottomarini su un totale di 105 k m di nuove linee elettriche (mentre saranno 170 i km di vecchi cavi elettrici che saranno demoliti, per un totale di 270 tralicci eliminati); 700 i milioni di euro che verranno investiti complessivamente (e 350 quelli che verranno impiegati in Sicilia); 150 le imprese coinvolte nella realizzazione della struttura; ben 13 Comuni interessati e un totale di 1151 edifici che non si troveranno più posti nelle vicinanze di un elettrodotto a causa proprio della nuova opera; oltre 600 i milioni di euro che ogni anno saranno risparmiati quando il Ponte sotto lo Stretto sarà operativo.

    Un altro dato emblematico e che dà la dimensione dell’opera come sottolinea giustamente “LiveSicilia” sta nel fatto che questo Ponte, che si spingerà fino ad una profondità di 370 metri sotto il livello del mare, sarà il cavo sottomarino a corrente alternata più lungo del mondo. I vantaggi per la Sicilia sono evidenti: primo perché con questo collegamento i rischi di blackout elettrici si ridurranno notevolmente; secondo perché la regione isolana secondo quanto riferisce il “Rapporto mensile sul sistema elettrica” di dicembre 2013 ogni anno esporta un miliardo di kilowattora, export che ora sarà ancora più agevola realizzare.

    Infine, Terna. Questo Ponte sotto lo Stretto rappresenta per l’azienda guidata da Flavio Cattaneo una sorta di antipasto per un programma di investimenti che realizzerà in Sicilia nei prossimi anni. In calendario ci sono infatti lavori per un miliardo di euro per rendere più efficiente la rete elettrica.

    FONTE: Terna

  • Solo con una consulenza contrattuale adeguata la tua azienda rimane al passo coi tempi

    Fra le novità legislative annunciate dal neopremier Renzi, importanti cambiamenti sono in agenda per quanto riguarda il mondo dei contratti di lavoro di cui oggi in Italia esistono troppe, e inefficienti, tipologie.

    Nell’ambito del Jobs Act è previsto in particolare un “provvedimento urgente” finalizzato a intervenire su due contratti molto diffusi nel nostro paese: quello di apprendistato, e i contratti a termine.

    Si tratta di due tipologie contrattuali che attualmente non sono adeguati al contesto produttivo ed occupazionale, pertanto Renzi ha annunciato che per quanto riguarda il contratto a termine la sua durata sarà di tre anni, e potrà essere applicato senza causale. In merito all’apprendistato, invece, l’intenzione è quella di semplificarne l’applicazione.

    Il panorama del mondo del lavoro sta dunque cambiando, e per le aziende che desiderano cogliere tutte le opportunità legate a questa evoluzione sarà bene scegliere la consulenza contrattuale di esperti qualificati.

    Lo Studio Andrea Frattini di Parma è il punto di riferimento per chi desidera contare su esperti competenti e preparati, in grado di occuparsi anche di questioni contrattuali estere grazie alla loro rete di contatti presenti in diverse città europee.

    Lo Studio dispone di una sede a Londra proprio per assicurare la sua presenza stabile sul piano internazionale; a Parma, invece, gli uffici si trovano in Viale Tanara n. 5 (tel. 0521/208959 e 0521/206441; e-mail: andrea(at)andreafrattini.it).

  • La casa è ancora un investimento?

    In questi tempi di crisi molti si chiedono se l’acquisto di una casa sia ancora da considerarsi un buon investimento.
    Ad incentivare questa domanda è complice il continuo aumento delle tasse sugli immobili, che tende a disincentivare gli acquisti in questo settore.
    Da un’analisi di mercato risulta infatti che il mercato immobiliare è totalmente fermo, malgrado i tanti immobili in vendita nessuno compra più case, e dire che fino a pochi anni fa l’acquisto di un immobile era considerato uno degli investimenti più sicuri.
    Pertanto data l’immobilità attuale del mercato immobiliare e data la crisi che perseguita la vita degli italiani, l’acquisto di una casa è da considerarsi ancora un buon investimento?
    La risposta ovviamente è positiva, tale positività si deduce considerando alcuni fattori:

    – Prima di tutto si deve considerare una basilare regola di mercato, la quale afferma che quando la richiesta di un bene aumenta, il prezzo di tale bene aumenta a sua volta, conseguentemente se la richiesta di un bene diminuisce(e l’offerta a sua volta aumenta o rimane invariata), il prezzo di tale bene diminuisce. In parole povere, in un momento di crisi come questo che stiamo vivendo, con il settore immobiliare che vede una situazione in cui tanti vorrebbero vendere, ma non c’è nessuno che acquista, i prezzi degli immobili vanno a poco a poco scendendo, pertanto è possibile comprare una casa, che fino a pochi anni fa avrebbe avuto un prezzo molto alto, ad un costo nettamente inferiore(in certi casi, in base alle necessità del venditore, anche ad un prezzo inferiore al suo reale valore di mercato).

    – L’immobile comprato in periodi di crisi ad un prezzo basso, potrà essere temporaneamente affittato al fine di ammortizzare le spese di gestione(tasse, condominio ed eventuali restauri), e una volta passata la crisi potrà essere rivenduto ad un prezzo più alto al fine di ricavare un guadagno notevole.

    – La casa va considerata anche come un bene d’uso, infatti chi non la possiede è costretto ad affittarne una, pagando un canone mensile per un immobile che non sarà mai suo. A questo punto la domanda è, vale la pena spendere una cifra mensile per pagare una casa di cui non hai la proprietà? La risposta ovviamente è negativa, infatti a parità di convenienza è di gran lunga meglio pagare un canone mensile per un immobile di cui si ha la proprietà.

    A chi acquista un immobile, a prescindere dal periodo in ci si trova, si consiglia sempre di non lasciarlo mai sfitto. In pratica, o lo si usa come abitazione, oppure è conveniente affittarlo riscuotendo un canone mensile.
    Si sconsiglia di lasciarlo sfitto poichè, malgrado esso vada ad accrescere il proprio valore nel tempo, nel periodo in cui non è abitato continua a produrre spese, tasse, condominio, eventuali canoni di utenze come gas, luce e acqua ed eventuali riparazioni o restauri.
    Pertanto qualora l’immobile non debba servire come prima casa, si consiglia sempre di darlo in locazione in modo da ammortizzare ogni spesa con il canone mensile che si ricava.

    www.cittanostra.it

  • Flavio Cattaneo: Anci-Terna, protocollo d’intesa localizzazione delle opere elettriche

    Terna e Anci hanno firmato un protocollo per condividere la localizzazione delle opere elettriche sul territorio, al fine di armonizzare le necessità del sistema elettrico con quelle della tutela dell’ambiente e del territorio a livello comunale. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Con questo accordo Terna e Anci avviano insieme un percorso di collaborazione che riconosce al territorio un ruolo di assoluta centralità nello sviluppo infrastrutturale di cui il paese ha bisogno, in linea con la politica di Terna da sempre centrata sullo sostenibilità dei propri investimenti sulla rete”.

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    Condividere la localizzazione delle opere elettriche sul territorio attraverso una sempre maggiore armonizzazione fra gli interventi di sviluppo di Terna e gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale dei comuni. Questo l’obiettivo del protocollo di intesa firmato da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, e Piero Fassino, presidente dell’Anci.

    Terna e Associazione dei Comuni lavoreranno insieme per armonizzare le necessità del sistema elettrico con quelle della tutela dell’ambiente e del territorio a livello comunale. Terna prevede 8 miliardi di investimenti nel prossimo decennio, con circa 3 miliardi già in corso di realizzazione nei 250 cantieri attualmente aperti su tutto il territorio nazionale, che danno lavoro ogni giorno a 4.000 persone e 750 ditte.

    Saranno istituiti specifici tavoli di concertazione tra i Comuni e Terna, relativi alle singole opere per consentire la partecipazione anche degli altri enti pubblici interessati. “Con questo accordo – ha commentato Flavio Cattaneo – Terna e Anci avviano insieme un percorso di collaborazione che riconosce al territorio un ruolo di assoluta centralità nello sviluppo infrastrutturale di cui il paese ha bisogno, in linea con la politica di Terna da sempre centrata sullo sostenibilità dei propri investimenti sulla rete”.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Flavio Cattaneo, Nuovi reattori tri-monofasi attivi nella stazione Udine Ovest

    Stazione di Udine Ovest, completata l’installazione di nuovi reattori tri-monofasi da 400 kV, opera che rientra nel piano nazionale per la gestione della Rete elettrica nazionale. Questa importante novità tecnologica, realizzata in tempi record da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, permetterà di ottenere notevoli vantaggi tecnici ed economici.

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    Importante novità tecnologica per la stazione elettrica di Udine Ovest. Dal 22 febbraio scorso, infatti, sono attivi i nuovi reattori tri-monofasi da 400 kV, una realizzazione che rientra nel piano nazionale, di estrema importanza per la gestione della Rete elettrica nazionale anche dal punto di vista economico oltre che tecnico.

    La messa in opera dei nuovi reattori ha comportato, oltre al fatto di svincolare Terna dalla centrale di Torviscosa, una serie di vantaggi: lo spostamento dell’arrivo linea 132kV “Udine RFI” che interferiva con l’area di installazione dei reattori stessi; la possibilità tecnica di poter tener conto dei futuri stalli linea del collegamento Udine Ovest – Redipuglia; una maggior sicurezza anche per il vicino edificio che ospita la sede UI FVG grazie alla realizzazione di muri parafiamma nelle celle di ciascun reattore.

    La messa in esercizio dei nuovi reattori è avvenuta con una settimana circa di anticipo rispetto al previsto (data limite 28 febbraio) nonostante condizioni meteo particolarmente avverse. Questo è stato possibile grazie ad una seria di accorgimenti, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza: tettoie e opere provvisionali di protezione; prolungamento dell’orario lavorativo nelle ore serali (anche con l’ausilio di illuminazione artificiale) e nei fine settimana. Il tutto coordinato, progettato, gestito con la professionalità dei tecnici Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

    FONTE: Terna

  • Regole Email Marketing

    Il primo passo per poter effettuare una campagna di email marketing di successo è creare un database di clienti potenzialmente profilati partendo dal proprio sito web. Per fare ciò esistono varie procedure di incentivazione partendo in maniera banale dall’iscrizione ad una newsletter. Si è visto che la strategia vincente è quella di catturare l’attenzione e l’interesse dell’utente offrendo qualcosa in cambio dell’iscrizione (ad esempio uno sconto, un premio o un e-book) o anche semplicemente facendo apparire un pop up che chiede se ci si vuole iscrivere alla newsletter.

    Una volta creato il database è necessario capire quali solo le caratteristiche che deve avere una campagna di email marketing.

    Innanzitutto si deve verificare qual è il giorno della settimana e l’orario in cui inviare la newsletter e soprattutto quante volte alla settimana effettuare l’invio in modo da ottenere il miglior riscontro possibile. Pur essendoci dei trend generali (dalle 22.00 alle 6.00 può essere considerata una “dead zone”) ogni database risponde in modo diverso quindi inizialmente si devono effettuare dei test per capire nel dettaglio la strategia migliore. Inoltre è possibile eseguire dei test A/B per verificare quale combinazione di orario/oggetto/creatività sia più performante.

    Prima di far partire la campagna è necessario anche prestare particolare attenzione all’oggetto della mail che deve essere accattivante e breve (non dovrebbe superare i 50 caratteri). Inoltre da non sottovalutare i filtri anti spam che funzionano tramite l’assegnazione di un punteggio a ciascun elemento “a rischio” presente nella mail e nel caso in cui il totale superi una determinata soglia la mail viene considerata spam.

    Una volta effettuato l’invio esistono tre metriche che possono essere utili a capire l’andamento della campagna: il tasso di apertura (la percentuale di utenti hanno aperto la mail), il click-through rate (la percentuale di utenti che hanno cliccato sulla mail) e il conversion rate (percentuale di utenti che hanno compilato una richiesta sul sito web a seguito della campagna mail)

    Ultimo ma sicuramente non meno importante l’impiego di una creatività responsive. Tenendo presente che 22,1 milioni di utenti accedono ad internet da smartphone e 6,9 milioni di utenti accedono ad internet da tablet, è indispensabile utilizzare delle creatività Email e landing page che sia correttamente visualizzabile da qualsiasi dispositivo.

    E-Business Consulting è società leader specializzata in attività di Email Marketing e di generazione di database digitali di utenti profilati, attiva da oltre 10 anni nel mercato della comunicazione e della pubblicità in Internet, offre ai propri clienti un’expertise avanzata nell’utilizzo di tutti gli strumenti offerti dal Web ed è già stata scelta da molti brand nazionali ed internazionali!

  • Le bollette dei siciliani sono tra le più economiche del Paese

    Il 2013 è stato un anno in cui i siciliani sono stati molto fortunati rispetto agli altri italiani e si sono trovati a pagare le bollette meno care del nostro Paese: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.260 euro, contro la media nazionale che è arrivata a 1.500. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che la Sicilia è la seconda regione più economica in Italia per quanto riguarda i consumi, dopo la Liguria. La provincia siciliana che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Catania (1.450 euro all’anno), mentre a Siracusa, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della Regione con 1.038 euro medi annui.
    Quanto costa il gas in Sicilia
    Come nel resto d’Italia, nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 778 euro la media regionale, a cui i siciliani hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 3,7% dei casi. I più fedeli sono stati i ragusani che hanno deciso di stipulare un nuovo contratto di fornitura elettrica solo nel 2,3% dei casi. Rispetto alla media nazionale che ha toccato i 990 euro, la spesa della Sicilia è stata la più economica del Paese dopo quella della Campania, complice il clima mite dovuto alla presenza del mare. E questo vale per tutte e nove le province: Enna, essendo molto montuosa rispetto alle altre, è risultata la più cara per il gas con una media di 950 euro, dato che ha portato gli abitanti di quest’area a cambiare maggiormente operatore rispetto ai conterranei (6,9%). Palermo è la provincia più economica con 732 euro.
    Quanto costa la luce ai siciliani
    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie siciliane per l’energia elettrica, la media è pari a 486 euro annui, anche in questo caso inferiore a quella nazionale che si è attestata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie siciliane che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata dell’8%, con picchi del 10,6% a Ragusa, dato di molto superiore al resto d’Italia dove si è scelto un nuovo operatore solo nel 6% dei casi. Per quanto riguarda l’energia elettrica la provincia più cara si è rivelata essere Catania (557 euro), mentre quella con i costi più abbordabili è stata Enna (412 euro).

  • Prestiti, richiedenti sempre più anziani: dagli over 60 arriva il 9% delle domande

    Il credito al consumo è uno strumento che richiede tranquillità economica e sarà per questo che la percentuale di over 60 che fanno domanda di prestiti è passata, in due anni, dal 6,5 al 9% del totale delle richieste di finanziamento. È questa, in breve, la maggiore evidenza emersa dall’ultima analisi condotta dal portale Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) che, in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), ha monitorato oltre 30.000 richieste di prestito presentate in Italia nel secondo semestre 2013.

    L’aumento della fetta degli over 60 che chiedono un prestito, sul totale delle domande è comprensibile considerando che, in un periodo di crisi in cui anche i prestiti personali si fanno “piccoli”, tanto per importo quanto per numero di richieste, per questa fascia di popolazione sia più semplice chiedere ed ottenere la rateizzazione dei pagamenti. «Un lavoro stabile o la pensione – spiega Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti dei due broker online – tranquillizzano tanto il richiedente, che può permettersi di pianificare le spese, soprattutto se ingenti, quanto le banche che, offrendo strumenti di credito come la cessione del quinto della pensione, possono dare liquidità anche a chi ha avuto, in passato, problemi di insolvenza».

    Nel dettaglio, la domanda media di prestito da parte degli italiani con più di 60 anni è piuttosto elevata: vengono richiesti 10.500 euro da restituire in un periodo di tempo abbastanza lungo, 67 mesi, equivalenti a cinque anni e mezzo. La somma richiesta e la durata si convertono in una rata mensile pari a circa 200 euro, da rimborsare con uno stipendio (o pensione, visto che l’80% del campione non lavora più) di circa 1.500 euro. Le domande arrivano nel 75% dei casi dagli uomini, a conferma di una maggiore dimestichezza con il credito al consumo da parte dell’universo maschile.

    Ma per quale motivo gli over 60 hanno chiesto un prestito nel 2013? Nel 23% dei casi, per avere liquidità da gestire come si preferisce; seguono, al secondo e terzo posto, la ristrutturazione di casa (22%) e l’acquisto di auto usate (18%). Da notare, poi, che i prestiti per le spese mediche superano il numero dei finanziamenti richiesti per comprare un’auto nuova. Curiosamente, oltre il 3% delle domande di prestito è finalizzato a matrimonio e cerimonie.

    «L’analisi delle finalità delle richieste – continua Bacca – è emblematica di come sempre di più gli over 60 che chiedono un prestito lo fanno per offrire a figli e nipoti un sostegno: in confronto alla loro precarietà lavorativa, la pensione si rivela un appiglio solido a cui riferirsi in caso di necessità».

    Per quanto riguarda le differenze tra le regioni, quelle in cui la compagine degli over 60 rappresenta una fetta più ampia dei richiedenti prestito sono la Sicilia (si arriva al 13,1%), la Campania (12,2%) e la Calabria (11,3%), mentre è ai minimi in Basilicata (5,7%) e in Emilia Romagna (5,9%). Gli importi più elevati vengono richiesti in Friuli Venezia Giulia (11.600 euro), Molise e Calabria (11.500 euro), mentre le cifre più basse le troviamo in Toscana (9.100 euro) e Basilicata (7.500 euro).

  • Flavio Cattaneo, Terna, Moody’s migliora l’outlook

    Moody’s l’agenzia di rating americana, promuove le società italiane, migliorandone l’outlook e confermandone i rating. Tra i gruppi che beneficiano della revisione dell’outlook sul merito di credito dell’Italia anche Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Gli esperti hanno, inoltre, confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine di Terna, azienda tra gli emittenti non speculativi.

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    *** Moody’s promuove le società italiane, migliorato outlook anche su Intesa Sanpaolo e Unicredit
    Molte le aziende e i gruppi italiani che hanno beneficiato della mossa di Moody’s. L’agenzia di rating ha migliorato l’outlook su banche, assicurazioni, aziende, città e regioni italiane, confermandone i rating, a seguito della “stabilizzazione del merito di credito” dell’Italia presa lo scorso 14 febbraio, con il miglioramento delle prospettive sul rating Baa2 del debito sovrano del Paese.

    Gli esperti hanno alzato l’outlook da negativo a stabile su Acea, Compagnia Valdostana delle Acque, Snam e Terna. Prospettive migliorate a stabile da negativo anche su Cassa depositi e prestiti, Assicurazioni Generali, UnipolSai Assicurazioni, Unipol Gruppo Finanziario, Allianz, Poste Italiane, Atlantia e altre sei banche: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, CariFirenze, Cariparma e UniCredit Leasing.

    Moody’s ha alzato le prospettive anche su 19 tra città, province e regioni italiane, confermandone il rating. Eccezion fatta per Napoli e la regione Molise i cui outlook restano negativi: ad incidere le incertezze sui bilanci regionali e della sanità per il Molise e per Napoli la “persistente” incertezza sul futuro anche alla luce dei dubbi della Corte dei Conti sul piano del Comune.

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    FONTE: Finanza.com

    *** Terna, Moody’s migliora l’outlook

    L’agenzia Moody’s ha migliorato le prospettive sul rating di Terna, portandole da “Negative” a “Stabili”, in seguito alla stessa indicazione fornita sul debito sovrano della Repubblica Italiana. Gli esperti hanno confermato a “Baa1” il rating sul debito a lungo termine di Terna, che conferma l’azienda tra gli emittenti non speculativi.

    FONTE: Soldi Online

    *** Moody’s rivede outlook Generali, utility

    Prospettive rating da negative a stabili in scia a Italia

    Tra i gruppi che beneficiano della revisione da ‘negativo’ a ‘stabile’ dell’outlook (prospettive) sul merito di credito dell’Italia ci sono anche il gruppo assicurativo Generali e le utilities Snam, Terna, Acea e Cva (Compagnia Valdostana delle Acque). E’ quanto comunica l’agenzia di rating americana.

    FONTE: Ansa