Categoria: Economia e Finanza

  • AMWAY: FATTURATO 2010 IN CRESCITA DEL 9,5%

    @font-face { font-family: “Cambria”; }@font-face { font-family: “Franklin Gothic Book”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 10pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }h3 { margin: 0cm 0cm 0.0001pt 36pt; text-align: justify; page-break-after: avoid; font-size: 11pt; font-family: “Times New Roman”; text-decoration: underline; }p.MsoBodyTextIndent, li.MsoBodyTextIndent, div.MsoBodyTextIndent { margin: 0cm 0cm 0.0001pt 36pt; text-align: justify; font-size: 11pt; font-family: “Times New Roman”; font-style: italic; }p.MsoBodyText3, li.MsoBodyText3, div.MsoBodyText3 { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%; font-size: 11pt; font-family: “Times New Roman”; }span.Titolo3Carattere { font-family: “Franklin Gothic Book”; font-weight: bold; text-decoration: underline; }span.RientrocorpodeltestoCarattere { font-family: “Franklin Gothic Book”; font-style: italic; }span.Corpodeltesto3Carattere { font-family: “Franklin Gothic Book”; }div.Section1 { page: Section1; }

    Milano, 24 febbraio 2011 – Il Gruppo Alticor, di cui fa parte Amway, leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, ha annunciato un fatturato di oltre 9,2 miliardi di dollari (pari a circa 6,8 miliardi di Euro) per l’anno che si è concluso al 31 dicembre 2010, un incremento del 9,5% rispetto agli 8,4 miliardi di dollari del 2009. Il 2010 fa così registrare il decimo incremento di fatturato in undici anni. In Italia, dove la società è presente da 25 anni, nonostante la difficile situazione economica Amway ha ottenuto un buon risultato, con un fatturato di 45,5 milioni di Euro, in linea con i risultati del 2009.

    A livello mondiale Amway ha ottenuto una fortissima crescita in Cina, il maggiore mercato, e risultati particolarmente positivi tanto nel resto dell’Asia, in particolare in Corea e India, quanto in Nord America e America Latina. Fra i principali marchi, che Amway commercializza attraverso una rete di oltre tre milioni di Incaricati alle Vendite, vi sono quelli della gamma nutrizione e benessere NUTRILITE™, marca leader nel settore degli integratori alimentari, e quelli per il trattamento della pelle ARTISTRY™, uno dei marchi di prodotti per il trattamento della pelle più prestigiosi e diffusi al mondo.

    “Il 2010 è stato per Amway a livello mondiale un anno molto positivo. La società ha infatti visto incrementare le proprie quote di mercato nel settore della Vendita Diretta e le principali linee di prodotto migliorare la propria posizione rispetto alla concorrenza”, ha commentato Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. “Nonostante il clima economico incerto, in Italia Amway ha mantenuto il proprio fatturato grazie anche all’impegno dei nostri Incaricati alle Vendite, sempre sostenuti da un programma di formazione continua e dalle molteplici opportunità di crescita professionale e personale che Amway propone”.

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    Amway

    Amway, che fa parte del Gruppo Alticor, è pioniere e leader nel settore della vendita diretta, e commercializza i propri prodotti tramite una rete di Incaricati alle Vendite presenti in oltre 80 paesi in tutto il mondo. Nel 2010 ha registrato un fatturato di 9,2 miliardi di USD (pari a circa 6,8miliardi di euro). L’azienda è presente in Italia dal 1985 e conta 25.000 Incaricati alle Vendite su tutto il territorio nazionale.

    I principali marchi Amway comprendono i prodotti della gamma nutrizione e benessere NUTRILITE™ e i prodotti per il trattamento della pelle ARTISTRY™. NUTRILITE è oggi la marca numero uno nel settore degli integratori alimentari. ARTISTRY è una delle cinque marche di prestigio nel settore del trattamento della pelle, ed è riconosciuta come marca leader nello sviluppo di prodotti destinati al mercato asiatico e nello sviluppo di creme anti-age.

  • Alcune informazioni sul forex

    Il forex è di certo divenuto in breve tempo il mercato di compravendita di valute estere più popolato e più liquido del momento. Il forex consente a grndi società di capitali ed a piccoli risparmitori di investire denro nelle transazioni di trading. Nel forex trading online è possibile infatti ottenere proficui profitti forex come perdere tutto in pochi istanti, tutto dipende dalla pianificazione dlle operazioni messa in atto dal forex trader.

  • Prestiti specifici per pensionati

    I prestiti pensionati sono definibili come una forma di prestito personale, ossia concessa ad un particolare individuo, a patto che esso rientri in una determinata categoria, che nella fattispecie è quella dei pensionati. Sono definiti pensionati tutti quei lavoratori che durante la loro carriera lavorativa hanno versato regolarmente i contributi previsti dalla legge al fine di assicurarsi la pensione una volta raggiunta l’età massima lavorativa: tutti coloro che hanno adempiuto a questa norma, al termine del loro attività, ossia allorché divengono degli ex-lavoratori, hanno accesso ad una pensione, ossia una rendita mensile fissa e garantita da parte dello stato, in modo da provvedere al sostentamento proprio e di quello della propria famiglia.

    Ora, i prestiti a pensionati altro non sono che prestiti personali indirizzati ai pensionati, definiti nei termini sopra descritti: la formula dei prestiti a pensionati contiene, come facilmente immaginabile, diverse clausole che differenziano questa tipologia di prestiti dalle altre simili.

    Innanzitutto va tenuto in considerazione il fatto che quando un istituto creditizio, bancario o finanziario concede un prestito ad un pensionato va incontro a rischi di insolvenza ben maggiori rispetto a quanto comunemente accade per i tradizionali prestiti personali: l’individuo a cui si concede il prestito, infatti, per poter essere considerato un pensionato, deve aver raggiunto un determinata età. Ecco che dunque ai classici rischi di insolvenza dettata da motivazioni personali si aggiunge il pericolo della morte del contraente il prestito, e in questo caso l’istituto che ha concesso il prestito potrebbe ritrovarsi in una situazione non invidiabile. Questo rischio viene compensato, da parte degli enti concedenti prestiti, tramite l’adozione di clausole più severe per la concessione del prestito: ad esempio la stipula di accordi contrattuali che tutelino gli interessi dell’istituto in caso di morte del soggetto.

  • Nasce il portale per la vendita di case a Padova di Finlucati.

    La nota agenzia immobiliare di Padova Finlucati chiama e la web agency Neroavorio risponde. E’ così che è nato il nuovo portale dedicato alla vendita di immobili nella provincia di Padova. L’utente potrà navigare all’interno di offerte che rispecchiano il core business di Finlucati, la vendita di terreni e di case di grandi dimensioni per le famiglie che sono alla ricerca di un luogo dove vivere in tranquillità la vita quotidiana. Gli immobili si trovano sopratutto fuori della cintura urbana di Padova, dove non mancano le occasioni di case e edifici da ristrutturare a proprio gusto. Tra le offerte on line c’è un ampia scelta di terreni edificabili in cui poter costruire la propria abitazione, oppure situati all’interno di zone industriali con possibilità di sviluppare progetti di ampio respiro. Neroavorio si è occupata di realizzare il portale e rendere il più autonoma possibile l’agenzia immobiliare proprio per facilitare al massimo il compito di Finlucati. Ora la sfida si sposta sul mercato reale dove la domanda di immobili ancora latita e la preoccupazione per la situazione economica frena gi investimenti. Finlucati per questo motivo ha scelto un segmento di mercato di nicchia, per soddisfare le esigenze di una fascia medio alta di clientela. Vedremo se alla fine avrà ancora ragione l’intraprendenza e l’innovazione.

  • Mutui: l’opzione cap

    Una volta presa la decisione di chiedere un mutuo, arriva il tormento della scelta del tipo di tasso: fisso o variabile? Questa domanda ricorrerà nei pensieri diurni e nelle notti insonni, dal momento che non si parla di bruscolini, ma della programmazione del rimborso di una somma ingente.

    Il tasso fisso dà sicurezza con la sua rata costante senza sorprese, ma è più alto, quindi l’uscita mensile è più sostanziosa. Il tasso variabile è più leggero, ma espone a rischi non prevedibili.

    Una soluzione possono essere i mutui con cap, dall’inglese capped rate, cioè aventi un tasso “col coperchio”. Vediamo ora in cosa consistono.

    Il tasso cap conserva i vantaggi del tasso variabile, ma mette un limite al rischio fissando il tetto massimo oltre il quale il tasso non può alzarsi. A questo scopo viene stipulata un’assicurazione che garantisce la copertura di quelle quote che esulano dal limite prefissato.

    È la banca che firma il contratto assicurativo e recupera il denaro pagato per il premio chiedendo al cliente un tasso un po’ più alto rispetto a quello normalmente chiesto per il variabile.

    Il cap che viene posto al tasso di solito è fra il 5 e il 5,7% e risulta appetibile quando L’Euribor (l’indice di riferimento dei tassi variabili) è basso e l’Irs (l’indice per i fissi) è alto. In questo momento la situazione è l’opposto di quella ideale per il tasso con cap, infatti molti istituti di credito lo stanno eliminando dalla propria offerta. C’è però chi prevede, dato che dall’inizio dell’anno c’è stata una risalita dell’Euribor, che il tasso Bce nei prossimi mesi si alzi, portandosi a braccetto l’Euribor e rendendo nuovamente interessanti i tassi variabili e variabili con cap.

  • Mutui.it: per ristrutturare casa in Italia si chiedono 142.000 euro di mutuo

    Quando si parla di mutuo si pensa subito all’acquisto della prima casa, ma non sempre è così. Mutui.it, il broker online per la scelta del mutuo, ha reso noti oggi i dati di un’analisi che ha preso in esame i finanziamenti richiesti dagli italiani non per comprare, ma per ristrutturare le loro case.

    Il sito ha fatto passare sotto la lente oltre 60.000 richieste di mutuo finalizzate alla ristrutturazione, scoprendo delle cose piuttosto curiose. In primis, chi sottoscrive un mutuo per la ristrutturazione è generalmente prudente: nel 44% dei casi preferisce il tasso fisso, mentre solo il 35% del campione esaminato da Mutui.it opta per il tasso variabile. Chi richiede questo tipo di finanziamento, inoltre, è abbastanza giovane (ha in media 42 anni), si impegna con l’Istituto Creditore per più di 20 anni (22,5 il valore medio) e firma un mutuo di 142.000€, pari a poco meno della metà del valore dell’immobile che intende ristrutturare (49,6%).

    L’analisi resa nota da Mutui.it ha evidenziato anche notevoli differenze fra Nord e Sud sia per le cifre richieste sia per la percentuale del valore finanziato. I finanziamenti più cospicui vengono richiesti nelle regioni settentrionali: prima fra tutte il Trentino Alto Adige (dove il mutuo medio per la ristrutturazione è pari a più di 183.000€) seguita da Toscana (168.000€) e Liguria (158.000€).

    Se si guarda invece alla percentuale del valore dell’immobile che viene finanziata tramite mutuo per ristrutturazione, escludendo il Friuli Venezia Giulia, dove si arriva a richiedere un mutuo pari al 55% del valore dell’immobile, è il Meridione a farla da padrone. A seguire il Friuli in questa classifica, infatti, troviamo la Puglia (54%) e, tutte al 53%, la Sicilia, la Valle d’Aosta e la Sardegna.

    Mutui.it ha anche indagato circa l’età a cui si richiede un mutuo per la ristrutturazione e ha scoperto che i sottoscrittori più giovani sono i veneti, che chiedono questo tipo di finanziamento quando hanno 40 anni, mentre i più maturi sono i siciliani i quali sottoscrivono un mutuo per ristrutturazione dopo i 43 anni.

    «Ristrutturare significa effettuare un cambiamento radicale al proprio immobile – afferma Alberto Genovese di Mutui.it – e comporta spese elevate: per questo ricorrere ad un mutuo rappresenta la scelta più ovvia ed efficace, ma da ponderare con attenzione. Confrontando le offerte di più istituti di credito si riesce a trovare la soluzione che meglio si adatta alla propria situazione economico-finanziaria, affrontando il complesso progetto della ristrutturazione di un immobile in tutta tranquillità.»

  • CESSIONE DEL QUINTO: LIQUIDITà CON TRANQUILLITà

    Quando non si è più da solo e si ha una famiglia non è così facile tener sotto controllo le spese e la propria situazione finanziaria. Le spese che comportano i bambini, la scuola, i vestiti, il cibo..ogni mese ci sono una quantità fissa d’acquisti indispensabili e altri tanti imprevisti ai quali bisogna far fronte e, come detto prima, non è facile gestire la propria economia famigliare. Proprio per queste situazioni nelle quali un piccolo aiuto non guasterebbe, sono nati i prestiti personali come la cessione del quinto che permette di ottenere una considerevole somma di denaro in prestito da restituire comodamente tramite modeste rate.

    Inoltre, nella cessione del quinto dello stipendio non sono richieste motivazioni sulla finalità dei soldi erogati che possono essere utilizzati nel modo più conveniente da parte del richiedente.

    L’accesso alla cessione del quinto è praticamente garantito a tutti i dipendenti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato e a tutti i pensionati e, per ottenerla, basta soltanto chiedere diversi preventivi, anche online, per scegliere la tipologia di prestito tramite cessione del quinto conveniente in ogni caso. È’ conveniente, nel momento di richiedere una cessione del quinto, affidarsi ad un consulente certificato per farsi spiegare al meglio tutte le caratteristiche e voci del contratto di prestito contro cessione del quinto e, magari, farsi suggerire la soluzione giusta.

    Alcuni vantaggi della cessione del quinto sono:

    -un tasso d’interesse fisso

    -una rata di restituzione invariabile

    -due assicurazioni “rischio vita” e “rischio perdita impiego” comprese nel contratto

    -restituzione rateale tramite la propria busta paga

    Una delle particolarità della cessione del quinto è il fatto che anche il datore di lavoro viene coinvolto nella pratica poiché sarà incaricato di trattenere ogni mese il corrispondente alla rata di rimborso dallo stipendio del richiedente del prestito. Proprio per questo motivo, la cessione del quinto è un prestito comodo e sicuro: non c’è il rischio di dimenticare nessun pagamento perché il rimborso è in automatico.

    La cessione del quinto è un finanziamento che potrebbe essere di grande aiuto in momenti di difficoltà economica o nel caso di esigenze impreviste di liquidità. Se pensi che possa essere una soluzione anche per te, puoi rivolgerti a noi, di PrestitoaStatali.it, il nostro staff è formato da consulenti certificati e specializzati nei prestiti personali.

    (Per saperne di più sulla cessione del quinto a pensionati)

    Lo Staff PrestitoaStatali.it

  • Flavio Cattaneo: Nel 2011 il rendimento medio delle blue chip supera il 3%. II record di Terna oltre il 6%

    La primavera dei dividendi si annuncia generosa: Piazza Affari distribuirà quasi 17 miliardi agli azionisti grandi e piccoli. Le utilities, con l’8 e mezzo per cento di A2A in testa, sono quelle con il rendimento più generoso sui prezzi attuali. In media, comunque, i 40 titoli più capitalizzati del nostro listino offrono un 3,2% e quindi sono ancora in gara con i Btp quinquennali, che danno poco di più. Anche se i prezzi sono risaliti (+15% da gennaio, -13% il bilancio 2010), i titoli ad alto dividendo restano una partita da valutare. Con tutti i pro e i contro da mettere sul tavolo.

    Un bel gruzzolo del valore di 16,7 miliardi di euro sta per scivolare nelle tasche delle centinaia di migliaia di azionisti che hanno puntato su Piazza Affari. E che incuranti delle osculazioni del listino milanese — sceso nel 2010 del 13% e risalito nelle prime settimane del 2011 di circa il 15% — hanno deciso di investire sulle società ad alto dividendo.
    Perché titoli come A2A (rendimento per dividendi al1`8,4%), Terna, amministratore delegato Flavio Cattaneo e Eliei (6,3%), Snam Retegas (6%), Eni (5,4%) offrono «cedole», largamente superiori al 4,81% di un Bip a 10 anni e addirittura al 5,46% di un Btp trentennale. Se tutte le blue chip dell’indice Ftse/Mib fossero un’unica grande società la supercedola annuale pagata agli azionisti, rapportata alla capitalizzazione aggregata, raggiungerebbe un rendimento del 3,2%, pochi decimali in meno rispetto al 3,40% di un Btp a 5 anni.

    Monte
    Investire in azioni ad alto dividendo, dunque, conviene perché spesso sono proprio i dividendi, reinvestiti e capitalizzati, che fanno la differenza nelle performance di borsa sul lungo periodo. Il monte dividendi pagato negli anni arriva talvolta ad incidere sulla performance finale (total return) molto più delle vistose e repentine variazioni dei corsi azionari, con i loro ricorrenti e imprevedibili capital gain (guadagni m conto capitale) o capital loss (perdite in conto capitale).

    L`elaborazione condotta da CorrierEconomia sulle grandi capitalizzazioni dell`indice Ptse/Mib e sulle piccole e medie taglie di Piazza Affari riesce dunque ad anticipare che la campagna dividendi del 2011 sarà generosa .Il monte dei dividendi che verranno distribuiti salirà, appunto, dai 16,02 miliardi del 2010 ai 16,70 del 2011. Il rendimento medio (dividend yield) scenderà invece leggermente dal 3,4% del 2010 al 3,2% di quest`anno per l`effetto — virtuoso dell’aumento delle quotazioni di Borsa, che stanno al denominatore del rapporto.Naturalmente il criterio di scelta basato sulle cedole deve essere considerato in modo critico. I dividendi, per essere un buon criterio di selezione dei valori azionari, devono essere stabili, ripetibili, possibilmente crescenti negli anni. (…)

    Confronti
    Il confronto fra il rendimento delle azioni ad alto dividendo e quello delle obbligazioni, non dice tutto sulla convenienza dell’investimento in titoli ad alta cedola. Vediamo perché. Se c`è l`inflazione, alla scadenza del termine di un prestito obbligazionario, il capitale rimborsato sarà svalutato di un ammontare pari al valore dell`aumento del costo della vita nel periodo. Un titolo

    azionario, invece, fa riferimento a cespiti reali, che si rivalutano in Borsa di pari passo con l`inflazione. Detto in altri termini le cedole dei dividendi azionari sono «reali» e risentono molto meno del tasso di inflazione, perché il capitale sottostante (l`azione corrispondente) si rivaluta nel tempo. Non così, invece, avviene per il capitale «svalutato» che viene rimborsato da un’obbligazione ordinaria a tasso fisso al momento della scadenza.
    (…)

    CorriereEconomia 21 febbraio 2011 di DI MARCO SABELLA E ADRIANO BARRI`

    Fonte (Corriere.it)

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    Alessandra Camera
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  • Intesa Sanpaolo e GDS Energy insieme per le rinnovabili – Inaugurato a Torino il primo impianto fotovoltaico installato su una filiale

    L’attivazione di questo impianto rappresenta una ulteriore iniziativa in applicazione della Politica Ambientale di cui la Banca si è dotata con l’obiettivo di gestire e ridurre gli impatti ambientali oltre a individuare e promuovere iniziative volte a razionalizzare i consumi riducendo le emissioni inquinanti.

    L’impianto fotovoltaico installato sul tetto dell’Agenzia 19 è di nuova generazione, caratterizzato da un sistema di raffreddamento liquido delle celle fotovoltaiche® e inseguimento solare che consentono una produzione annua di circa il 30% superiore a quelli tradizionali, contribuisce a colmare il fabbisogno energetico della filiale stessa e a ridurre nel contempo le emissioni di CO2 e di altre sostanze nocive nell’atmosfera. Un display LCD posto all’interno dell’agenzia mostra costantemente la produzione energetica dell’impianto grazie a un software proprietario che, oltre a visualizzare i dati dell’inverter sulle performance dell’impianto, li converte quotidianamente in emissioni di CO2 risparmiate.

    La soluzione proposta da GDS Energy e` stata selezionata da Intesa Sanpaolo quale migliore tecnologia fotovoltaica sul mercato, grazie alle caratteristiche innovative del sistema, alle alte prestazioni e alla compatibilità con le esigenze architettoniche e di tutela ambientale del sito.

    Intesa Sanpaolo è il primo Gruppo “verde” italiano e si inserisce al tredicesimo posto nella classifica globale dei 100 grandi gruppi più sostenibili del mondo stilata dal settimanale Newsweek a fine 2010.

    Intesa Sanpaolo ha formato un team di specialisti per affiancare i clienti privati e le imprese interessati a investimenti nelle energie alternative e al risparmio energetico. La banca offre un’ampia e diversificata gamma di prodotti finanziari destinati all’acquisto e all’installazione di impianti fotovoltaici, oltre a soluzioni per investimenti mirati all’edilizia sostenibile e all’acquisto di mezzi di trasporto elettrici o ibridi.

  • Prestiti online a protestati

    I prestiti a protestati sono una particolare forma di prestito, ossia di prestazione economico-creditizia che permette ad un individuo di assicurarsi in maniera immediati una liquidità economica variabile a seconda delle esigenze e delle offerte o proposte degli istituti, che è poi possibile restituire comodamente in più rate, distribuili su archi di tempo variabili, che oscillano dai classici 12 mesi, a più lunghi ed agevoli 24 mesi o 36 mesi: ovviamente, più sarà elevato il tempo richiesto dal richiedente il prestito per risarcire il denaro ricevuto, più basse sarà ciascuna delle rate da pagare, con però il rischio che gli interessi crescano proporzionalmente all’aumento del tempo di rimborso del denaro all’istituto che concede il prestito.

    Nello specifico, i prestiti a protestati – detti anche prestiti a cattivi pagatori – consistono in una forma di prestito tradizionale, in tutto e per tutto assimilabile ad un comune prestito personale, che però si rivolge in particolare a quella determinata categoria che viene definita come quella dei “protestati” o “cattivi pagatori”.

    I protestati, o cattivi pagatori, sono tutti quegli individui che in precedenza hanno richiesto con successo, e dunque ottenuto, un qualsiasi prestito, ma al momento del rimborso non sono stati in grado di restituire il denaro dovuto all’istituto.

    Per entrare in questa categoria basta anche non aver pagato l’importo dovuto all’ente che concede il prestito entro i termini stabiliti dall’accordo, ad esempio ritardano alcune rate o fuoriuscendo dal periodo massimo concesso dall’istituto creditizio in questione per appianare il debito contratto.

    E’ dunque ovvio che non sia nelle priorità di un istituto creditizio concedere dei prestiti a protestati, in quanto questi individui offrono garanzie minori di restituzione del denaro concesso in prestito, ed espongono l’ente ad un rischio maggiore di insolvenza che si traduce in una grave situazione di debito per l’istituto stesso.