Categoria: Economia e Finanza

  • Flavio Cattaneo: nel 2011-2015 triplicato investimento per attività non tradizionali

    Dichiarazioni di Flavio Cattaneo circa le attività non regolate, nel corso della presentazione alla comunità finanziaria dei conti 2010 e del nuovo piano industriale

    “Abbiamo un nuovo piano nel quale le attività non tradizionali non sono un’eccezione o una componente one-off, ma diventano parte integrante dello stesso piano”.
    E’ quanto ha dichiarato Flavio Cattaneo, numero uno di Terna, nel corso della presentazione alla comunità finanziaria dei conti 2010 e del nuovo piano industriale, sottolineando che il “2010 e’ stato un altro anno record in termini di risultati”.

    Passando ad illustrare i contenuti del nuovo Piano Strategico 2011-2015, l’amministratore delegato di Terna ha spiegato che prevede una ulteriore accelerazione degli investimenti: da 4,3 a 5 miliardi di euro (+15%) per le attività regolate tradizionali. Mentre viene praticamente triplicato l’impegno di investimento per le attività non tradizionali, che potrà raggiungere fino a 1 miliardo di euro. Lo sviluppo delle attività non tradizionali – ha sottolineato Flavio Cattaneo“non e’ una eccezione, ma una parte integrante del nuovo Piano di Terna. Una opzione strategica che deriva da tendenze strutturali in atto nel settore”.

    Fonte (Terna WebMagazine)

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  • Fabrizio Palenzona : Aeroporti di Roma vara il nuovo progetto “NET 6000”

    “NET 6000” il nuovo impianto di smistamento delle valigie in transito, inaugurato l’8 luglio 2010 dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta alla presenza del presidente Fabrizio Palenzona. I lavori gestiti da ADR sono iniziati a marzo 2010.

    E’ stato già battezzato “NET 6000”: dal nome della location (“Nuovo edificio transiti”) e dal numero di bagagli che può smistare in un’ora (ben 6.000). Parliamo del nuovo impianto di smistamento delle valigie in transito, inaugurato oggi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta. L’entrata in esercizio della struttura è avvenuta in tempi record.

    I lavori gestiti dalla società Aeroporti di Roma, presidente Fabrizio Palenzona, sono iniziati a marzo 2010 e terminati dopo solo quattro mesi. La struttura è ubicata all’interno del sedime aeroportuale in posizione baricentrica tra l’area dei voli nazionali e i voli internazionali. Finalità dell’impianto è avere a disposizione un sistema automatico per il controllo e lo smistamento dei bagagli dei passeggeri in transito, operazione che finora veniva svolta manualmente dagli handler e quindi con maggiori oneri operativi per le società di gestione dei servizi a terra.

    “Ci siamo dotati del ‘Net 6000’ – spiega Fabrizio Palenzona – per risolvere quello che era uno dei problemi principali”. (Fonte: AdnKronos)
    Lo scalo di Roma Fiumicino è il sesto degli aeroporti più trafficati d’Europa e il primo in Italia. Un hub dove il flusso di passeggeri è in continua crescita sia dei voli “originanti”, ovvero che eseguono il check-in nell’aerostazione del Leonardo da Vinci, sia di quelli in “transito” che arrivano a Roma da altri aeroporti e prevedono il cambio dell’aeromobile prima della destinazione finale. E’ a questa seconda tipologia di viaggiatori che il nuovo impianto si rivolge.

    I bagagli in transito, infatti, devono essere trasferiti da un volo, quello di arrivo, a un altro, quello in partenza, nel minor tempo possibile. Questa nuova struttura, inoltre, diminuirà la possibilità che le valigie trattate siano smarrite o disguidate, consentendo un ricongiungimento “bagaglio-passeggero” prossimo al 100 per cento. Il costo dell’investimento è pari a 20 milioni di euro. Si tratta del più grande sistema transiti mai realizzato in Italia, , con un livello tecnologico che lo pone al primo posto in Europa attraverso componenti e software di ultimissima generazione.

    “Siamo intervenuti sull’anello più debole, sul servizio più delicato perché riguarda lo smistamento dei bagagli da un aereo all’altro e che quindi interessa i viaggiatori provenienti e diretti verso le grandi destinazioni”, ha commentato il presidente di Adr, Fabrizio Palenzona, che ha approfittato dell’occasione per tornare a chiedere tariffe adeguate e un contratto di programma.
    Palenzona ha aggiunto che “il nostro sforzo principale è quello di aiutare i viaggiatori e le compagnie a operare al meglio. Abbiamo preso un impegno a settembre dello scorso anno e, come sempre, siamo qui a mantenere gli impegni presi”.

    (Fonte: ADR News)

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  • L’AUTOIMPRENDITORIALITA’ SOFFOCATA DALLA BUROCRAZIA

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    Bari, 14 febbraio 2011 – Oltre il 70% degli italiani ha un’opinione positiva dell’autoimprenditorialità e di questi circa il 60% immagina anche di poter avviare un’attività in proprio, ma 1 italiano su 3 considera la burocrazia un serio ostacolo al proprio sogno imprenditoriale (rispetto ad una media europea del 26,6%)*. E’ questo uno dai dati più significativi emersi nel corso dell’incontro “Modalità alternative per affrontare la crisi dell’occupazione tradizionale: la Puglia regione pilota” tenutosi questa mattina a Bari e promosso da Amway, leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, in collaborazione con l’On. Gabriella Carlucci.

    Sempre secondo i dati della ricerca commissionata in diversi paesi europei da Amway, emerge che il 65% degli italiani intervistati preferisce l’ipotesi di un’attività in proprio senza impiegati, considerandolo il percorso più semplice per diventare imprenditori e che lo spirito imprenditoriale è particolarmente diffuso tra gli intervistati di età più giovane, con l’80% che ne dà un giudizio positivo. Il Sud appare particolarmente favorevole all’autoimprenditorialità, con un gradimento più elevato (75,7%) rispetto alla media nazionale (70,4%). Fra gli altri ostacoli percepiti si citano invece la mancanza di capitale iniziale (57,6%) e la paura di fallire (40%).

    L’autoimprenditorialità è sicuramente un’opzione lavorativa importantissima. Anche nel contesto attuale, segnato dalla lentezza dei segnali di ripresa e da un forte tasso di disoccupazione, in particolar modo nel Sud Italia, quello della vendita diretta è infatti un settore in crescita che non riesce a coprire la domanda di collaboratori” ha dichiarato Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. “La mancanza di capitale iniziale, percepito come lo scoglio più grosso, è nel nostro caso assolutamente irrilevante. Se si possiedono capacità imprenditoriali è giusto provare a metterle a frutto: un modello lavorativo come quello promosso da Amway offre formazione continua e coniuga realizzazione professionale e personale, a fronte di un investimento iniziale minimo e totalmente rimborsabile” ha concluso Suaria.

    L’incontro, aperto dall’On. Carlucci, è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione occupazionale della regione e individuare possibili opportunità nell’ambito del mercato del lavoro.

    * Risultato di un sondaggio condotto da GfK per conto di Amway effettuato da agosto a ottobre 2010 su un campione di 12.510 persone in 11 Paesi europei. I risultati sono rappresentativi della popolazione delle seguenti nazioni: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Russia, Svizzera, Turchia e Ucraina. Un approfondimento sui dati relativi all’Italia è disponibile a questo indirizzo: https://rcpt.yousendit.com/1043742651/acfcb60a8efbf06247d0660017ba1888

    – fine –


    Amway

    Pioniere e leader nel settore della vendita diretta, Amway commercializza i propri prodotti tramite una rete di imprenditori presenti in oltre 80 paesi in tutto il mondo e nel 2009 ha registrato un fatturato di 8,4 miliardi di USD (pari a circa 6,6 miliardi di euro). L’azienda è presente in Italia dal 1985 e conta 59 dipendenti.

    I principali marchi Amway comprendono i prodotti della gamma nutrizione e benessere NUTRILITE™ e i prodotti per la cura della pelle e la cosmesi ARTISTRY™. NUTRILITE è oggi la marca leader del settore degli integratori alimentari. ARTISTRY è una delle cinque marche di prestigio del settore cosmesi e cura della pelle, ed è riconosciuta come marca leader nello sviluppo di prodotti destinati al mercato asiatico e nello sviluppo di creme anti-age.

  • Scelta del prestito fiduciario

    Il prestito fiduciario è una forma di finanziamento che finanzia il richiedente per la somma richiesta, sena richiedere in cambio nessuna particolare garanzia. I prestiti fiduciari, come altre tipolgie di prestito, possono essere finalizzati o non finalizzati. I prestiti fiduciari per pensionati, in genere rinetrano nella categoria dei non finalizzati ovvero il pensionato richiedente può spendere la somma finanziata come meglio ritengono opportuno senza fornire spiegazioni in merito all’impiego specifico. Il prestito fiduciario cambializzato, invece è quel finanziamento che comtempla come unica modalità di rimborso del denaro finanziato il versamento mensile di cambiali al credito od istituto bancario prescelto.

  • Terna: Flavio Cattaneo approvato Piano 2011-2015

    Ulteriori investimenti sulla rete e nuovo focus sulle attività non tradizionali: queste le linee guida del Piano Strategico 2011-2015 approvato oggi, 14 febbraio 2011, dal CdA insieme ai dati preliminari consolidati del 2010.

    Per quanto riguarda le attività regolate tradizionali, nei prossimi 5 anni saranno investiti circa 5 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete, con una crescita di 700 milioni di euro, pari al +15% rispetto a quanto annunciato nel Piano precedente (4,3 miliardi di euro).

    Ferma restando la priorità di mantenere il proprio profilo di solidità finanziaria, Terna sta analizzando opportunità di investimento anche in attività non tradizionali, facendo leva sulle competenze maturate nella gestione di grandi opere e sulla conoscenza del mercato elettrico. Per tali attività l’impegno di investimento è triplicato e prevede stanziamenti fino a 1 miliardo di euro. In particolare, nel corso del 2011 è previsto lo sviluppo di una ulteriore tranche di progetti fotovoltaici per circa 50 MWp. Verranno inoltre valutate opportunità di investimento nel settore dell’efficienza energetica e per la realizzazione e gestione di infrastrutture di rete per la connessione alla rete locale di impianti a fonte rinnovabile nell’area Balcanica. In presenza di una regolamentazione appropriata, potranno essere considerati investimenti nel settore dello stoccaggio di energia, finalizzati ad un migliore efficientamento e messa in sicurezza della rete nelle aree più congestionate per la presenza di impianti a fonti rinnovabili.

    L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi consentirà di migliorare la redditività del Gruppo dall’attuale 74% al 78% alla fine del periodo di Piano.
    Dal 2011 al 2015 la crescita media annua dei ricavi regolati di Gruppo sarà di circa il 6%, grazie all’aumento degli investimenti. Rimangono sostanzialmente stabili, nonostante la forte crescita degli investimenti, i costi riferiti alle attività regolamentate.

    L’assorbimento di cassa generato dal piano di investimenti e dalla politica dei dividendi porterà ad un aumento del debito netto di 2,6 miliardi di euro alla fine del Piano, inferiore a quanto previsto nel precedente Piano industriale.
    La struttura del capitale rimane solida: durante il periodo di Piano, il rapporto tra debito e capitale investito regolamentato (RAB) rimane sempre ben al di sotto del 60%. Le condizioni del debito, legato anche all’ottimo livello del rating di Gruppo, restano molto competitive.

    Il Piano Strategico 2011-2015 conferma la politica dei dividendi. Come già accaduto con la cessione di Terna Participações, una parte delle plusvalenze registrate con la vendita delle attività non tradizionali potrà integrare la suddetta politica che prevede una crescita annua del 4%, assumendo il 2008 come anno di riferimento.

    Fonte (Finanza Repubblica.it)

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  • POLIZZE, DUBBI E RAPPORTI CON LE BANCHE…

    Se si chiede di riscattare la propria polizza vita, spesso chi ha stipulato il contratto con la banca tenterà di dissuaderci, magari offrendoci un prestito in busta paga nel caso la motivazione fosse il bisogno di liquidità… Capita sovente che nel contraente si insinuino, dopo un certo tempo dalla firma, dei dubbi riguardo l’investimento fatto. E altrettanto spesso lo stesso contraente decide di ritirare la cifra investita per utilizzarla su un altro versante. Quando i dubbi dunque si fanno consistenti e ci si reca in banca per ritirare la polizza vita, si rischia di venire persuasi a mantenerla attiva da una girandola di dati e vantaggi proposti dall’istituto. Ciò che non bisogna fare, se si è convinti della propria scelta, è lasciarsi convincere a versare altri premi sulla polizza. E nemmeno lasciarsi convincere a richiedere un prestito con cessione del quinto dello stipendio se se si ha bisogno di liquidità… Se si sono già pagate cifre onerose, ciò non è un buon motivo per continuare a farlo. Anzi, forse è un ottimo motivo per fare il contrario. I soldi investiti non torneranno più indietro, perciò ciò che è stato fatto è da considerarsi ormai passato. Evitando di continuare a versare quattrini in una polizza vita che non convince più ci si tutela dallo sprecare i suddetti quattrini. C’è un caso, in particolare, in cui il dubbio instillato dalle banche raggiunge spesso l’obiettivo, ossia convincere a non rescindere la polizza. Ciò avviene quando il contraente viene dissuaso dal disinvestire la cifra con queste parole: “Rescindere la polizza vita non è così conveniente. I suoi rendimenti sono indubbiamente migliori di quelli che può offrire un titolo di Stato”. Spesso, conseguentemente a questa obiezione, il richiedente lascia tutto com’era, senza ritirare la cifra investita . Se si sceglie questa opzione per beneficiare dei rendimenti della gestione separata, però, bisogna sapere una cosa fondamentale: i soldi del cittadino che stipula il contratto sono investiti proprio in titoli di Stato, quegli stessi titoli che magari si pensava di acquistare dopo la rescissione della polizza. Inoltre, la compagnia trattiene una parte del loro rendimento, che non verrà riconosciuto all’assicurato. Avere un rendimento minimo del 4% non è un vantaggio tanto quanto appare di primo acchito, perché è sufficiente acquistare un BTP con vita residua di 4 anni per ottenere un rendimento che non ha nulla in meno rispetto a quello offerto dalla polizza vita. Oggi i tassi per titoli a scadenza non breve sono davvero competitivi. Conviene aspettare solo nel caso si intenda utilizzare l’assicurazione nei prossimi tre anni. Solo in quel caso il rendimento di un titolo di Stato sarebbe inferiore a quello della polizza

  • Come leggere i report del forex

    Tutti gli appassionati di borsa e finanza possono comprare e vendere valute estere nel forex trading online investendo anche poche centinaia di euro ottenendo buoni profitti o perdendo tutto in pochi istanti. Ecco perchè è fondamentale che il forex trader pianifichi ogni minima operazione di trading solo dopo aver attuato un’accurata analisi tecnica e fondamentale del trend del forex aiutandosi con i grafici forex ed i report forex che suggeriscono tutte le oscillazion del mercato ed aiutano a prevedere quelle prossime. Con il termine four major si intendono le quattro coppie di valute estere più tradate da tutti gli operatori di forex trading. Le four major comprendono valute come il dollaro americano, l’euro, la sterlina inglese e lo yen giapponese.

  • Flavio Cattaneo: Terna è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa

    L’azienda Terna è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa. Ha collaborato con COOPI in Bolivia per portare elettricità nel villaggio di Kami.

    (Bolivia, Kami. ph. Daniele Tamagni)

    “Quando tutto funzionerà, quando tutto sarà finito, a Kami qualcosa cambierà. Perché essere realisti e volere l’impossibile, come recita un vecchio detto di Che Guevara, da quelle parti, tra le montagne delle Ande, non è uno slogan da mettere sulle magliette, ma una realtà straordinaria”. Dall’articolo di Roberto Cotroneo uscito su Sette del Corriere della Sera, 3 febbraio 2011.

    Milano, 03 febbraio 2011 – Terna, AD Flavio Cattaneo azienda leader nel settore della trasmissione d’energia, è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa (The European Employee Volunteering Awards).
    Il ‘Progetto Kami‘ dell’azienda è candidato come miglior iniziativa 2011 nella categoria ‘Large company’. Collaborando con COOPI, i dipendenti di Terna hanno giocato un ruolo fondamentale in un progetto di solidarietà sviluppato in Bolivia con l’obiettivo di portare l’elettricità in una zona delle Ande, il villaggio di Kami — 20.000 abitanti quasi tutti minatori, 3.800 mt di altitudine — nonché promuovere uno sviluppo economico e rurale sostenibile, l’artigianato locale e la salute della popolazione.

    Terna ha partecipato allo sviluppo dell’iniziativa segnalata dai propri dipendenti, che hanno direttamente contribuito, con l’ausilio di COOPI, a progettare e costruire una linea elettrica di 37 kilometri per collegare due nuove centrali idroelettriche, mettendo la loro esperienza professionale a disposizione del progetto e offrendo alla popolazione locale una formazione ad hoc in materia di elettricità.

    Terna ha implementato un programma di 4 anni che include il volontariato d’impresa dei dipendenti, la donazione di materiale e di know how sulla trasmissione di energia.

    (Fonte: Coopi.org)

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  • Infrastrutture: Fabrizio Palenzona promuove il nuovo progetto del corridoio europeo

    Fabrizio Palenzona, presidente dell’Aiscat, commenta l’articolo di Alberto Meomartini in materia di Infrastrutture e regolamentazioni statali per la crescita economica del Paese

    Fabrizio Palenzona in una lettera al Sole 24 Ore:
    “Merita di essere ripreso e approfondito il contributo di Alberto Meomartini in materia di infrastrutture, apparso domenica sul Sole 24 Ore. Il segno che, in un paese dominato dal gossip e dal qualunquismo, intorno al tema dell’economia si riuniscono ancora persone di buon senso che prescindono dagli interessi della piccola politica e si preoccupano del futuro è, di per sé, una notizia.
    UniCredit ha sviluppato una seria ipotesi di rinnovamento della disciplina delle infrastrutture largamente coincidente con quella desumibile dalle affermazioni di Meomartini”.

    Continua Fabrizio Palenzona:
    “Per trasformare l’idea in fatti, UniCredit ha promosso un progetto per la realizzazione di un corridoio europeo fra Trieste, Monfalcone e Monaco di Baviera: prima e, al momento unica, iniziativa concreta in grado di fare concorrenza ai corridoi francesi, spagnoli e sloveni, e ai porti del Nord Europa.
    Un intervento in larghissima misura finanziato con risorse private, e senza alcuna garanzia dello stato, in virtù di un’alleanza con il primo vettore mondiale (al momento in stand-by per il sorgere di un progetto analogo promosso dal governo, localizzato a pochi chilometri). Perché una politica infrastrutturale non si caratterizzi per un uso irrazionale e talune volte improduttivo delle risorse, ma sia significativamente ancorata ai traffici veri, occorre tuttavia che si realizzino alcune condizioni, che speriamo il nostro paese sia in grado di garantire.

    La prima condizione è una reale ed effettiva apertura del mercato, oggi, soprattutto nel caso dei porti, sostanzialmente chiuso. Evidenti barriere di accesso hanno precluso ai porti più importanti di essere competitivi. Sembra quasi che non si voglia svilupparli, per tutelare locali rendite di posizione e inefficienze.
    Inoltre è indispensabile che si rispettino le regole europee in materia di aiuti di stato. Se un’impresa privata investe capitali propri non può vedere sorgere una infrastruttura concorrente a pochi chilometri realizzata con capitali pubblici. In questo senso le scelte di politica dei trasporti dell’Unione europea meritano di essere condivise e attuate.

    La seconda condizione è la certezza e la tutela del legittimo affidamento. Se lo stato modifica unilateralmente i contratti in essere, dà luogo a un grave pregiudizio all’impresa che ha pianificato la realizzazione della specifica opera alterando il sinallagma contrattuale, innalzando così una barriera di accesso che scoraggia drammaticamente qualunque investitore a intervenire sul mercato italiano dei servizi e dei capitali. Certezza e tutela del legittimo affidamento sono i prerequisiti di una politica delle infrastrutture alla quale, francamente, non siamo abituati. Le imprese straniere stanno ben lontani da un paese non regolato, dove non si vive la concorrenza e dove, specialmente, gli investimenti non sono tutelati.

    La terza condizione, che in parte si ricongiunge alla prima, è la sussidiarietà orizzontale. Lo stato non deve intervenire nella costruzione di infrastrutture se il privato riesce da solo in virtù delle sue alleanze con il traffico. Semmai lo stato deve mantenere, anche nella materia delle infrastrutture, un ruolo di regolazione pubblica e di controllo del rispetto delle regole.


    Bisogna dire chiaro ai cittadini che tutto si paga, nulla è gratis
    : le opere e i servizi pubblici, le opere di compensazione le paghiamo tutti con le tasse. Le infrastrutture realizzate con soldi privati le paga, in tutto o in gran parte, chi le usa e si sa bene quanto e a chi costano.
    Vanno premiati i territori che intendono essere competitivi e sono pronti a investire per conseguire questo obiettivo. Il federalismo sotto questo profilo è un valore costituzionale, ed è la premessa per selezionare dove realizzare le infrastrutture di coesione. E la logica va invertita: i sindaci non devono più affannarsi a chiedere compensazioni, ma piuttosto a sollecitare la realizzazione delle infrastrutture nei loro territori. A meno che non preferiscano la marginalizzazione economica e sociale che sta caratterizzando, proprio per questo motivo, importanti aree del paese.

    Da ultimo, le norme vanno modificate imponendo un’accelerazione sia per quanto attiene alla realizzazione delle opere sia per quanto attiene agli assetti urbanistici. E semplicemente non dovrebbe essere più tollerato che un’opera pubblica essenziale per la coesione si realizzi nei tempi a tutti noti. In questo senso il project financing, salve le norme sul mercato interno, deve essere immediatamente attivabile con la garanzia del risultato e in un tempo assolutamente certo.
    Nel nostro paese non si vive, da anni, in una dimensione di crescita. Troppo spesso ogni scelta risponde più a considerazioni legate a interessi del momento, che a esigenze concrete e reali di crescita, di cui la maggior parte si disinteressa totalmente. La demagogia è nemica del bene comune e distrugge la speranza di futuro dell’Italia

    (Fonte: IlSole24Ore)

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  • Cessione del quinto a Latina: un nuovo modo per avere un finanziamento

    La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale che, a differenza di quanto avviene per quest’ultimi, può essere richiesto anche da clienti che presentano segnalazioni in centrale rischi (Crif) o nell’archivio dei cattivi pagatori (Ctc, Consorzio Tutela del Credito). Proprio grazie a questa particolarità, la cessione del quinto dello stipendio, sta incontrando un favore crescente da parte di quei dipendenti che hanno bisogno di liquidità immediata e che magari, nel passato, hanno avuto dei problemi o ritardi nei pagamenti. Inoltre a differenza dei normali prestiti personali, la cessione del quinto non richiede un giustificativo o una motivazione. Ossia il cliente può utilizzare il credito che gli viene concesso come egli ritiene più opportuno.

    Come è possibile ottenere una cessione del quinto a Latina? Da oggi, oltre ai tradizionali circuiti distributivi, i dipendenti di Latina che hanno bisogno di una cessione del quinto dello stipendio ed i pensionati che hanno bisogno di un prestito pensione, possono ricorrere ad uno strumento innovativo, che miscela la trasparenza e la serietà necessarie in queste genere di operazioni con le nuove tecnologie che facilitano il contatto tra istituto finanziario e cliente. Due caratteristiche che trovano la loro concretizzazione in Prestì, il nuovo brand di Quintogest spa che utilizza il sito prestifinanza.it, per incontrare i propri clienti.

    Prestifinanza.it presenta un layout molto semplice che guida e favorisce la consultazione da parte dell’utente. Richiedere una cessione del quinto a Latina utilizzando il canale messo a disposizione da Prestì diventa quindi davvero molto semplice e alla portata di tutti. Immettendo nell’apposito form le proprie informazioni personali e segnalando quello che è l’importo di cui si ha bisogno, è possibile ricevere sulla mail indicata un primo preventivo. Quale è il vantaggio di questo sistema? Utilizzando il sito prestifinanza.it sarà possibile richiedere un preventivo su un’operazione di cessione de quinto senza scomodarsi dalla propria poltrona. Grazie a Prestì quindi da oggi richiedere una cessione del quinto a Latina è diventato davvero molto più comodo.