Categoria: Economia e Finanza

  • Venerdì 8 luglio ore 10.30 Macro Testaccio – Montezemolo, De Rita, Croppi presentano “Futuro Artigiano” di Stefano Micelli

    “Futuro artigiano” L’innovazione nelle mani degli italiani, di Stefano Micelli Venerdì 8 luglio, ore 10.30, Macro Testaccio, La Pelanda (Roma)

    Saranno Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia Futura, Giuseppe De Rita, presidente Censis, e Umberto Croppi, direttore generale di Fondazione Valore Italia, a discutere del nuovo libro dell’economista Stefano Micelli “Futuro artigiano – L’innovazione nelle mani degli italiani”, venerdì 8 luglio 2011 alle ore 10.30 al MACRO Testaccio, La Pelanda (piazza Orazio Giustiniani 4, Roma). A moderare l’incontro, promosso da Marsilio e dalla Fondazione Valore Italia, sarà Dario Di Vico, giornalista del Corriere della Sera.

    “Futuro artigiano – L’innovazione nelle mani degli italiani” di Stefano Micelli, edito da Marsilio Editori, è il manifesto di un nuovo immaginario per l’industria italiana: la virtuosa contaminazione tra lavoro artigiano ed economia globale.

    Il libro descrive le tante realtà del nostro paese in cui il saper fare continua a rappresentare un ingrediente essenziale di qualità e di innovazione. Racconta i molti modi in cui è possibile declinare al futuro un’eredità che merita di essere proposta a scala internazionale. Il libro è un viaggio in un’Italia forse poco nota, ma vitale e sorprendente. La riscoperta del lavoro artigiano, non solo in Italia, supera i confini dell’economia. Ci costringe a riflettere su cosa dobbiamo intendere oggi per creatività e meritocrazia e sulle opportunità di crescita che si offrono alle nuove generazioni del nostro paese.

    Stefano Micelli spiega come la competitività del nostro sistema industriale sia ancora oggi intimamente legata a competenze artigiane che hanno saputo rinnovare il loro ruolo nelle grandi e nelle piccole imprese. Proprio in un’economia popolata da knowledge workers, ciò che caratterizza l’industria italiana è, in moltissimi casi, un saper fare che pochi altri paesi hanno saputo conservare. Queste competenze rendono la nostra manifattura flessibile, dinamica e, soprattutto, interessante agli occhi di quella crescente popolazione che cerca storia e cultura nei prodotti che acquista.

    Il blog del libro “Futuro Artigiano” di Stefano Micelli

    Scarica l’invito in PDF dell’evento

  • I mutui con cap non vanno in vacanza

    Nato nel periodo del cambio valuta lira-euro, il mutuo con cap ha goduto di un secondo momento di gloria in occasione della crisi del mercato immobiliare di qualche anno fa, che ha visto ancora una volta i consumatori diffidenti nei confronti dei prodotti finanziari.

    Benché non abbia mai totalmente spopolato, il mutuo a tasso variabile con cap risulta oggi essere il prediletto da una crescente fetta di italiani, poiché offre la convenienza del tasso variabile e la sicurezza di una soglia massima che tutela dagli aumenti dei tassi di riferimento. Tuttavia gli esperti mettono in guardia: non è tutt’oro quel che luccica!

    Il mutuo con cap infatti avrebbe ormai raggiunto delle condizioni tali per cui la sua convenienza viene meno, così come la sua sicurezza. Uno spread superiore a quello degli altri tassi infatti lo rendono un investimento remunerativo solo per le banche, mentre un tetto massimo che continua a spostarsi verso l’alto fa si che le condizioni di mercato per cui il mutuatario se ne debba servire, probabilmente non si verificheranno mai.

    Attenzione quindi al mutuo che scegliete. Non sempre ciò che viene proposto come conveniente e sicuro lo è davvero.

  • Centrali rischi : private e pubbliche

    Prestiti protestati. Hai sentito spesso nominare questo termine senza sapere in realtà di cosa si trattasse? Molto spesso, soprattutto in ambito economico – finanziario, non si è mai a conoscenza del giusto significato di un termine. Questo è male, perché è da questi cavilli che nascono poi situazioni di fraintendimento. Se ti dovessero chiedere se il prestito che ti ha concesso al tua banca è protestato, tu sapresti rispondere?? Il protesto è la situazione in cui avviene un mancato pagamento di un assegno, di una cambiale, a un privato o ad una banca. Se uno stesso soggetto fa si che tale situazione si verifichi spesso, allora entra in causa la condizione di cattivo pagatore oppure protestato. I prestiti protestati quindi sono le concessioni in denaro a favore dei cattivi pagatori.

    Da dove le banche possono cogliere le informazioni in relazione al soggetto che fa richiesta di prestito? Nelle centrali rischi. Queste forniscono al sistema finanziario e bancario tutte le informazioni inerenti alla posizione creditizia dei clienti che ricorrono al credito. Le centrali rischi possono essere sia pubbliche che private:

    Centrale rischi pubblica viene gestita dalla Banca d’Italia e viene consultata nel caso di finanziamenti superiore a 75.000 euro;

    Centrale rischi pubblica è gestita dalla Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) anche se sotto la vigilanza della Banca d’Italia. Viene interpellata per i finanziamenti di importi che vanno da un minimo di 30.000 euro ad un massimo di 75.000 euro;

    Centrali rischi private vengono chiamate in causa per finanziamenti di importo inferiore a 30.000 euro.

    Nel 2005 il codice deontologico per i sistemi di informazioni creditizie è variato : prima di quest’anno le centrali rischi private conservavano il nominativo dei “cattivi pagatori” per più di 5 anni e questo comportava maggiori difficoltà la concessione di ulteriori prestiti online anche nel caso in cui il cliente fosse riuscito a regolarizzare la sua posizione. Adesso invece i tempi massimi di conservazione dei dati sono passati a 3 anni.


  • Investire online

    Parliamo oggi dell’investire e, più precisamente, nel guadagnare online. Parliamo di come monetizzare su questa piattaforma sociale che sta cambiando le nostre vite, giustappunto internet.

    Il trading online è il primo esempio che mi viene in mente; si tratta di ujna piattaforma di guadagno basata sull’ottenere proprio il guadagno in base al cambio delle valute e delle monete (detto approssimativamente, ma per rendere l’idea credo che il concetto che ho esposto quì sopra dovrebbe essere abbastanza chiaro…)

    Il trading online, o forex se preferite chiamarlo in questo modo, è si un’ottima forma di guadagno online, ma come tutte le forme di investimento, comporta e presuppone dei rischi: moneta liquida da cacciare dal nostro caro portafoglio, che di questi tempi non sono scherzi 😀

    Un sito che a me piace, sempre chiaro e molto approfondito negli argomenti è Borsa e Finanza.net, facente parte del network di blogs della web agency CiancioLab Sas.

    Alla prossima…!

  • Palestra addio..esercizi fai da te!

    Iscritta in palestra san lazzaro con un abbonamento annuale, ma da quando è iniziato il caldo, la voglia di andare in palestra se ne sta andando? Nessun problema perché da oggi puoi esercitarti comodamente a casa. Bruciare calorie e dimagrire in modo proficuo in casa propria è possibile attraverso pochi e semplici esercizi.

    Primo esercizio : lo squat da seduti. Questo esercizio consta di due fasi:

    Prima fase : mantenere una posizione eretta davanti a una sedia con i piedi alla larghezza dei fianchi. Iniziare flettendo leggermente le ginocchia guardando sempre in avanti e mantenendo le braccia frontalmente distese;

    Seconda fase : flettere le ginocchia inspirando fino a raggiungere coi glutei l’altezza della sedia. Effettuare questa flessione senza mai sollevare i talloni ma solo piegando le ginocchia ad angolo retto per poi tornare alla posizione iniziale espirando.

    Secondo esercizio : lo step up. Assumere una posizione eretta, col dorso dritto, di fronte a una sorta di gradino fatto con dei libri. L’esercizio deve essere effettuato sempre a velocità sostenuta e consiste nel salire e scendere dai libri col piede destro e poi col sinistro. Questo movimento prevede di appoggiare prima la punta e successivamente la pianta del piede.

    Terso esercizio : flessioni a parete. Appoggiare la schiena al muro e mantenere i piedi poco distanti dalla parete. L’esercizio consiste nell’ abbassarsi sino ad avare le cosce poste parallelamente al pavimento, posizione da mantenere dai 20 ai 40 secondi, e poi sollevare lateralmente le braccia verso l’alto espirando.

    Tre facili esercizi da poter sviluppare senza l’aiuto di un personal trainer e da casa tua senza dover preparare ogni volta la borsa da palestra e mettere in moto la macchina per dirigersi in palestra.

  • Finanziamento Pensionati a Torino: il Prestito vitalizio

    E’ un finanziamento che viene concesso a persone che superano i 65 anni di età e che sono proprietari di un immobile.

    Si può quindi ottenere una somma proporzionale al valore dell’ abitazione e all’età, fino ad ottenere un massimo del 50% del valore della casa.

    Quanto più è alto il valore dell’immobile e avanzata l’età, tanto più alto sarà l’importo che potrà essere richiesto.

    Il prestito vitalizio è molto vantaggioso, ma presenta alcuni costi che devono essere considerati tra cui le spese per il notaio, spese di imposte, gestione e istruttoria e il costo dell’assicurazione, che va stipulata obbligatoriamente.

    I requisiti principali indispensabili per ottenere questo tipo di finanziamento sono:

    • età superiore ai 65 anni;
    • residenza del richiedente nell’immobile di proprietà che intende ipotecare;
    • assenza di altre ipoteche o eventuali pignoramenti sull’immobile interessato.

    Il prestito vitalizio ipotecario offre liquidità, che può essere utilizzata dal richiedente per svariati motivi.

    Una volta ottenuta la cifra richiesta, il richiedente non dovrà rimborsare nulla, nemmeno gli interessi che maturano, e non vi è una scadenza predeterminata per restituire la somma come nel caso dei mutui.

    Poichè si tratta di un prestito vitalizio, una volta morto il richiedente, sarà dovere degli eredi ripagare il debito. Gli eredi, infatti, potranno scegliere se:

    • ripagare interamente il debito, mantenendo così la proprietà dell’immobile;
    • vendere direttamente l’immobile e saldare il debito, tenendo la somma di denaro in eccesso;
    • far vendere l’ immobile alla banca, che verserà la somma in esubero agli eredi.

    Nel caso in cui invece il valore dell’immobile sia inferiore al valore del debito la banca tratterà l’intero valore dell’immobile, senza restituire niente agli eredi.

    Il prestito ipotecario vitalizio è molto utile per chi necessita di liquidità immediata, anche per cifre abbastanza consistenti, ma non ha una situazione finanziaria che gli permetta di ripagare le rate del prestito a breve.

    Solitamente questo è il caso dei pensionati, che vivono in una casa di loro proprietà, ma che si trovano a dover arrivare a fine mese con la sola pensione ed hanno bisogno di liquidità per spese mediche o spese improvvise, tra cui dover aiutare un famigliare in difficoltà, dover rimborsare prestiti presi in precedenza o dover affrontare delle spese di ristrutturazione.

    E’ bene poi ricordare che il finanziamento vitalizio non graverà sugli eredi.

    Infatti, nel caso in cui la vendita dell’immobile non generi una cifra sufficiente da coprire l’ importo del prestito, la banca non chiederà agli eredi di saldare il debito.

    Nel caso in cui il richiedente decida di vendere l’immobile mentre è ancora in vita, sarà sufficiente restituire la somma maturata.

    Per il disbrigo delle pratiche è sempre consigliato rivolgersi a professionisti finanziari di comprovata esperienza.

    Oggi è possibile ottenere consulenza tramite internet o telefonicamente, senza muoversi da casa. Richiedi subito una valutazione gratuita delle tue possibilità di finanziamento: i nostri esperti con estrema semplicità e massima riservatezza sapranno guidarti alla soluzione dei tuoi problemi con la soluzione più adatta alle tue esigenze.

  • Dipendenti statali: troppe rate in corso? Abbassa La Rata (e ottieni liquidità)

    Da quando siamo entrati nella ormai inflazionata crisi economica, con il costante aumento delle spese quotidiane, è aumentato di pari passo anche il numero di persone che fanno richiesta per un prestito personale. Ovviamente da questo fenomeno non sono esclusi i dipendenti statali e para-statali, ulteriormente penalizzati dalle tanto discusse direttive del Ministro Brunetta. Questo incremento implica in taluni casi che ci si veda obbligati a far fronte a diverse rate ogni mese, per i diversi finanziamenti in corso. Per ovviare la difficoltà in cui può trovarsi una famiglia, è nato un prodotto finanziario che ha l’obiettivo di accorpare i diversi debiti consentendo di rimborsarli tutti tramite una sola rata mensile più bassa: il prestito consolidamento debiti.

    Di fatto viene erogato un nuovo finanziamento il cui importo è la sommatoria di tutti i finanziamenti in corso, avendo poi una sola rata cui far fronte Vantaggi del consolidamento debiti per dipendenti pubblici o comunali:

    • Una sola rata al mese da pagare, quindi nessun involontario errore di rata non pagata e conseguente segnalazione alla Centrale Rischi
    • Rata mensile alleggerita: più bassa e quindi più facile far fronte ai pagamenti
    • Riduzione degli interessi da rimborsare, con ulteriore abbassamento del debito residuo
    • Soluzione valida per evitare pignoramenti o segnalazioni
    • Poichè il finanziamento per il consolidamento debiti comporta un allungamento della dilazione, in taluni casi si ha una somma finanziata in eccesso che si traduce in liquidità

    Prima di avviare un una richiesta di consolidamento debiti è consigliabile cercare una consulenza finanziaria di qualità per studiare tutte le alternative. Esistono diverse formule per consolidare i propri debiti in base all’importo totale dei prestiti da rimborsare ed è importante scegliere la modalità giusta. Non esitare quindi, a contattare un consulente online gratuito che con discrezione ed estrema professionalità saprà guidarti nella scelta del servizio finanziario che realmente risponde alle tue esigenze. Oggi puoi fare tutto comodamente da casa, con un click o telefonando al numero verde a tua disposizione. Richiedi subito la tua consulenza gratuita.

  • Prestito personale: il ruolo della polizza assicurativa

    Quando si chiede un prestito personale generalmente la banca o la società finanziaria a cui il richiedente (dipendente, lavoratore autonomo o pensionato) si rivolge, propone sempre la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Pur nell’eterogeneità delle condizioni presenti nelle polizze assicurative che accompagnano i vari prestiti personali, è possibile individuare degli elementi comuni a tutte le assicurazioni.

    Qualunque sia la polizza assicurativa di accompagnamento infatti, tutte le polizze servono a tutelare il debitore contro malattie, infortuni permanenti, decesso e improvvisa disoccupazione, ossia tutti quei fattori che possono portare ad una interruzione momentanea o definitiva della produzione di reddito da parte del debitore e che quindi possono mettere il debitore in condizione di non poter più pagare le rate previste dal piano di ammortamento del prestito personale.

    Chiaramente lo scatto della copertura assicurativa non è automatico, nel senso che la compagnia assicuratrice che fornisce la copertura andrà a verificare l’esistenza dei requisiti per l’entrata in vigore della copertura. I costi per la stipula della polizza assicurativa sono a carico di chi fa la richiesta di prestito personale, ossia associata a ciascuna rata mensile del prestito personale ottenuto, c’è una quota fissa dovuta a titolo assicurativo.

    Per sapere se è conveniente o meno siglare, insieme al prestito personale, anche una polizza assicurativa, è necessario leggere con attenzione tutte le varie clausole della polizza stessa. In termini generali è chiaro che se si chiede un prestito personale che sarà rimborsato dopo molti anni, la copertura assicurativa risulti molto opportuna. Viceversa nel caso di piccoli prestiti la copertura assicurativa può essere anche tralasciata.

    E doveroso ricordare che oltre al prestito personale, per i lavoratori dipendenti ed i pensionati è possibile richiedere anche la cessione del quinto, che essendo specifica per queste categorie di persone ed essendo garantite dallo stipendio o pensione, spesso può offrire delle condizioni migliori e può essere richiesta anche da chi è stato protestato o ha avuto disguidi finanziari.

    Per chiedere un preventivo online per un prestito personale o una cessione del quinto oggi i lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati iscritti a qualsiasi ente, hanno una possibilità diversa dai soliti canali. Quintogest ha infatti lanciato il portale prestifinanzia.it, che permette a chiunque ne abbia bisogno, di compilare l’apposito form di richiesta e ricevere cosi tutte le informazioni del caso. Con Prestì chiedere un prestito personale a Napoli non è mai stato tanto semplice e trasparente.

  • FIAMP PER UN CHIARIMENTO SULLA GESTIONE DI ICE

    Sì ad un’opportuna razionalizzazione

    ma nell’ottica di non lasciare sole le PMI

    Milano, 30 giugno 2011 – Dopo le ultime notizie che sembrano dare per certa la volontà, da parte del Governo, di chiudere l’ICE – Istituto Nazionale per il Commercio Estero – anche la FIAMP – Federazione Italiana dell’ Accessorio Moda e Persona –, impegnata ieri nel suo Consiglio Generale, si sente in dovere di prendere una posizione in merito alla querelle e lo fa pensando soprattutto alle tante PMI italiane, che nella dimensione competitiva globale, hanno saputo mantenere e trovare opportunità in mercati particolarmente difficili grazie anche al sostegno del Governo, del Ministero per lo Sviluppo Economico e appunto dell’ICE.

    La FIAMP, che riunisce le associazioni legate al mondo della moda e dell’accessorio (scarpe, borse, gioielli, occhiali e pellicce), ha fra i suoi obiettivi anche quello di sostenere i diversi settori in un progetto di sviluppo e penetrazione di mercato sinergico e, in questo, ICE si è rivelato attore fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi, affiancando, in maniera puntuale ed efficace, le PMI nelle attività di export anche in quei Paesi più difficili da raggiungere.

    «Siamo consapevoli del fatto che sia necessaria una rivisitazione delle diverse realtà istituzionali che operano per la promozione delle produzioni italiane all’estero, Ice in primis», spiega Cirillo Marcolin, Presidente FIAMP. «L’ottica deve essere quella di una miglior razionalizzazione e di una riduzione delle sovrapposizioni di attività tra i vari enti preposti all’internazionalizzazione delle imprese. L’ICE ha ben supportato le nostre esigenze: sicuramente si possono individuare razionalizzazioni, destinando però sufficienti risorse finanziarie alla progettualità a sostegno delle imprese; senza comunque eliminare le funzioni strategiche dell’Istituto, del quale le nostre aziende non possono fare a meno soprattutto in un momento così particolare per l’economia mondiale.»

    La ripresa sembra iniziata, ma aziende e imprenditori devono ancora essere agevolati e sostenuti soprattutto quando si parla di internazionalizzazione. Alla luce del fatto che anche altri Paesi europei si avvalgono di strutture governative dedicate alla promozione sui mercati più difficili, non si può pensare di essere i soli a poterne fare a meno.

    «Ci auguriamo che il Governo opti per mantenere il giusto sostegno all’internazionalizzazione delle PMI dei nostri settori, che vogliono continuare a rappresentare una eccellenza per il Made In Italy.

    FIAMP oggi è formata dalle associazioni Aimpes (pellettieri), Anci (calzaturieri), Anfao (occhialeria), Federorafi (oreficeria-gioielleria), AIP (pellicce) e UNIC (industria conciaria).

  • Genova: il mercato immobiliare cresce e ogni metro quadro costa 2.870€. E le case sono più piccole della media italiana.

    All’ombra della lanterna i costi non sono bassi, anzi. Il mercato immobiliare genovese ha fatto segnare un importante incremento (+5,2% nel settore residenziale secondo i dati dell’Agenzia del Territorio) e, non una sorpresa, anche i prezzi degli affitti cominciano a salire.

    Immobiliare.it ha analizzato il mercato immobiliare del capoluogo ligure, scoprendo che il costo medio di vendita è di 2.870 euro per metro quadro e che, sempre in valore medio, la superficie dei quasi 305.000 appartamenti censiti in città è approssimativamente pari a 80 metri quadri, 10 meno rispetto al valore italiano.

    La zona di Nervi è risultata essere la più cara in assoluto (5.445 euro a metro quadro il prezzo richiesto) seguita, ma a notevole distanza da Albaro (5.090€), Carignano e Quinto, entrambe assestate su una richiesta media di 4.278€.
    Nella zona del Centro i prezzi migliori si spuntano a Corso Magellano o a San Fruttuoso dove per comprare si spendono rispettivamente una medi di 2.600 e 2.750 euro; stando all’Ufficio Studi di Immobiliare.it, nella zona di Ponente è il quartiere Prà a far registrare i prezzi più alti (3.500 euro al metro quadro) seguito da Pegli dove i prezzi oscillano fra i 3.480 euro a metro quadro per le case che si affacciano sul lungomare e i 3.285 euro per quelle nell’interno.

    In dettaglio, continuando nell’esame degli oltre 4.300 annunci di vendita pubblicati su Immobiliare.it e relativi a Genova si evidenzia come nella zone di Levante i prezzi siano sensibilmente più alti che negli altri quartieri della città. Se, come detto, la media cittadina è di poco inferiore ai 2.900 euro, nel Levante genovese si arriva, sempre in media, ai 4.400 euro.

    A vincere la palma della zona più economica, l’area a Nord della città; qui la media è di 2.450 euro al metro quadro, con gli estremi nell’area Molassana-San Gottardo (2.960 euro) e in quella di Pontedecimo (1.960 euro). Il quartiere in assoluto risultato più economico per comprare casa a Genova è risultato essere Sampierdarena (zona Via Buranello) dove le case costano poco più di 1.500 euro al metro quadro.

    Secondo Immobiliare.it meritano un discorso a parte gli immobili dati in affitto. Come detto, nello scorso anno le compravendite immobiliari sono cresciute, a Genova, più del 5% e questo ha alimentato anche il mercato degli affitti.
    Nuovi acquisti hanno generato necessità di incasso e, complice anche il presumibile ingresso sul mercato di immobili in stato migliorato, oggi i canoni di locazione sono aumentati di circa 350 euro annui. Per affittare un bilocale a Genova servono mediamente 630 euro al mese che diventano 800 euro se abbiamo bisogno di un trilocale.