Categoria: Economia e Finanza

  • Prestito rifiutato? Troviamo insieme la soluzione

    Non sempre le richieste di finanziamento vanno a buon fine, cioè il prestito viene erogato in prima istanza. Nel caso in cui la tua domanda non fosse accolta in prima battuta, la prima cosa da fare è capire le motivazioni del rifiuto, senza disperare: una soluzione alternativa è sempre possibile.

    Le ragioni per cui una richiesta richiesta di finanziamento non vada a buon fine sono molteplici: occorre, quindi, capire quale motivazione ha determinato il rigetto della pratica e trovare dunque una soluzione alternativa.

    Qualora la ragione del rifiuto sia legata ad una segnalazione delle Centrali di Rischio, che rivela in questo modo una nota di cattivo pagatore oppure un protesto, c’è comunque un modo per ottenere ugualmente la somma desiderata.

    In questo caso anzichè richiedere un prestito personale, la soluzione consiste nella cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Se si possiedono le condizioni lavorative idonee, si può ricorrere a questa tipologia di finanziamento.

    La cessione del quinto diventa così, senza dubbio, la risposta migliore per chi ha ricevuto protesti o altri disguidi in passato.

    Se, invece, i motivi del rifiuto risiedono in una valutazione di rischio elevato da parte del credit analyst – secondo cui sono in essere delle condizioni che fanno aumentare la possibilità di mancato rimborso (per reddito troppo basso o ulteriori prestiti o mutui) – le soluzioni possibili sono diverse.

    È possibile, ad esempio, allungare la durata del prestito, in maniera tale da abbassare l’importo della rata.

    In questo modo, si riduce il rischio di sovra-indebitamento.

    In alternativa, è possibile ricorrere all’aggiunta di un garante o di un co-obbligato: il co-obbligato è un secondo intestatario del contratto di finanziamento, mentre il garante è la persona obbligata a corrispondere i pagamenti all’istituto di credito solo qualora il debitore non riesca a far fronte alle rate.

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  • La storia della Lancia

    La lancia è una delle più famose case di automobili della storia dell’industria del nostro Paese. Fu fondata addirittura ai primi del secolo scorso, nel 1906. Uno dei due fondatori, l’uomo che diede anche il nome al marchio, Vincenzo Lancia, era già famoso in quanto pilota di successo al volante delle Fiat. Fino alla fine della seconda guerra mondiale si alternò tra auto rivoluzionarie per le piste e per le strade e gli autocarri per l’industria bellica. In questo periodo vengono prodotti due modelli gloriosi, la Lambda (prodotta dal 1923 al 1931) e l’Aprilia, rimasta in produzione dal 1937 al 1949.

    Molte altre auto sono passate per gli stabilimenti torinesi, la Lancia Appia, che venne proposta in versione berlina, coupé e convertibile a due posti, la Flaminia, la Flavia e la Fulvia. In tempi più recenti altri modelli gloriosi vennero rilasciati: la Delta, la Thema, la Prisma e la Dedra.

    Data l’affidabilità e la potenza del nome, il marchio viene rivalutato anche dal mercato dell’usato, che fa molto affidamento sui modelli lancia. Se avete intenzione di cercare un modello di questa casa automobilistica provate a cercare il modello che vi interessa su internet, per esempio “lancia delta” oppure “lancia y”. Troverete tante offerte per poter valutare al meglio su quale modello orientarvi. In base al prezzo, all’anno di fabbricazione, ai chilometri percorsi troverete l’auto che più fa per voi. Se comprate da un privato ricordatevi di far vedere il mezzo ad un meccanico di fiducia.

  • Back office: le aziende scelgono di esternalizzare

    Il backoffice comprende tutte quelle attività per le quali le aziende non hanno direttamente contatto con il pubblico. Ad esempio, sono attività di backoffice quelle che riguardano la gestione dei contratti, pratiche amministrative, richieste di finanziamento, data entry modulistica e questionari, elaborazione dati statistici. Si tratta di attività caratterizzate da un elevato grado di ripetitività e precisione. Sulle attività che costituiscono il back office le aziende devono garantire precisi livelli di servizio (SLA) e in alcuni periodi vanno incontro ad elevati moli di lavoro.

    Gestire all’interno dell’azienda le attività di back office significa formare e destinare risorse – tempo, denaro e capitale umano – a queste operazioni, producendo dei costi fissi e quindi una “rigidità” economico/finanziaria che mal si concilia con le esigenze di snellezza e flessibilità oggi imposte da un mercato sempre più competitivo. Per questo motivo la maggior parte delle aziende preferisce esternalizzare, affidando il suo back office a società terze specializzate nello svolgimento di servizi come la gestione dei contratti e le richieste di finanziamento. L’outsourcing del back office consente alle aziende di concentrarsi sul proprio core business delegando a terzi tutte le attività ripetitive e/o a minore valore aggiunto. Così facendo abbattono i costi fissi del personale senza però rinunciare a precisi ed elevati livelli di servizio sempre perchè le attività vengono gestite da professionisti specializzati.

    Piuttosto che affidarsi a più società terze per la gestione delle diverse attività di back office, è preferibile scegliere un’unica società in outsourcing in modo da avere a che fare con un solo interlocutore, accelerando i processi e le comunicazioni aziendali. Quando si decide di affidarsi ad un’unica società per il back office è necessario scegliere un’azienda capace di fornire soluzioni di back office complete, che includano cioè la gestione delle attività, le infrastrutture e le tecnologie necessarie.

    La scelta strategica più efficace è quella di affidarsi a società di ICT – Information & Communication Technology dotate di una specifica competenza nelle attività amministrative e gestionali, una forte specializzazione nel settore di riferimento della propria azienda e delle strutture operative capaci di produrre, sviluppare e realizzare software gestionali applicativi. I software gestionali applicativi sono tutte quelle applicazioni che permettono alle aziende di gestire e svolgere attività d’ufficio in maniera semplice ed efficiente. I software gestionali applicativi permettono di velocizzare la propria attività e di tagliare i costi di gestione. Outsourcing del back office e software gestionali applicativi costituiscono la scelta strategica attraverso la quale le aziende, oggi, intervengono sui processi ottimizzandoli e velocizzandoli. Ciò consente loro di acquistare un forte vantaggio competitivo rispetto alle altre aziende del mercato.

  • Cessione del quinto dello stipendio: perché le banche hanno tempi cosi lunghi per l’erogazione?

    La maggior parte dei dipendenti o dei pensionati che fa richiesta per ottenere una cessione del quinto dello stipendio, è perfettamente consapevole dei vantaggi e degli svantaggi che una richiesta in un qualsiasi istituto bancario comporta. Se infatti da un lato è vero che richiedere un prestito attraverso cessione del quinto ad un banca, significa sicuramente risparmiare grazie all’eliminazione delle spese di mediazione, è altrettanto vero che tra i maggiori svantaggi di una richiesta a una banca c’è la lungaggine di tutta la procedura. Per ottenere una cessione del quinto da una banca infatti spesso sono necessarie almeno tre settimane se non addirittura un mese contro tempi sicuramente dimezzati che sono invece necessari agli istituti finanziari per ultimare l’operazione con la liquidazione della somma richiesta.

    Una domanda sorge spontanea su questa questione: perché una banca, che normalmente ha una maggiore organizzazione territoriale rispetto ad una semplice società finanziaria,ci impiega il doppio del tempo per erogare una cessione del quinto dello stipendio o della pensione? Per rispondere a questa domanda è necessario fare un breve passo indietro. Fino alcuni anni fa infatti le banche non operavano direttamente in questo segmento di mercato e lasciavano l’incombenza “cessione del quinto” alle loro società finanziarie che controllavano direttamente. Questa decisione era il frutto di una precisa consapevolezza sui tempi di lavorazione di una cessione del quinto. Questo prestito infatti richiede una continua comunicazione tra ente erogatore e uffici del personale delle amministrazioni di riferimento del dipendente che ha fatto richiesta. Continua comunicazione significa tempi lunghi. In altre parole quindi per lavorare una cessione del quinto serve personale specializzato e competente che fa solo questo e non anche questo, accanto ad aperture di conto corrente ed altro, come nel caso di una banca.

    Per ottenere oggi una cessione del quinto a Roma c’è una strada nuova che unisce semplicità a velocità. Se un dipendente romano ha infatti bisogno di una cessione del quinto non serve che faccia il consueto giro di banche e finanziarie. Da oggi per avere una cessione del quinto a Roma è sufficiente andare su presti finanzia.it, compilare l’apposito forme e attendere di ricevere un primo preventivo sulla propria mail. Il tutto comodamente seduti dietro il proprio pc.

  • Preventivo Mutuo: Lamiarata.it innova la scena dei calcolatori

    Lamiarata.it ha innovato la modalità del calcolo rata mutuo, con un sistema di preventivo mutuo intuitivo basato su tre rondelle: la prima stabilisce il valore dell’immobile, la seconda l’importo del mutuo, la terza la durata del mutuo.

    Facendo oscillare tali rondelle si calcola in modo immediato la rata del mutuo, e si può scegliere la rata preferita fra le nove rate messe a disposizione dal sito. Una volta scelta la rata si può richiedere un preventivo di fattibilità gratuito.

    Niente moduli da compilare, immediatezza e prodotti diretti delle banche a tua disposizione. Questo è ciò che lamiarata.it mette a disposizione dell’utente.

  • Prestito personale: la differenza tra finalizzato e non finalizzato

    Il prestito personale da rimborsare attraverso il pagamento di bollettini postali o attraverso addebito diretto sul conto corrente bancario del debitore, è la forma più conosciuta e più usata di finanziamento. Ogni anno sono infatti davvero tanti i dipendenti o i lavoratori autonomi che si rivolgono a una banca o una società finanziaria per chiedere una cessione del quinto dello stipendio. Questa enorme diffusione del prestito personale è giustificata dall’enorme semplicità di gestione di questo prodotto nonché da una certa convenienza del prestito personale rispetto ad altre forme di finanziamento più costose. Questi fattori hanno fatto del prestito personale il prodotto finanziario più utilizzato negli ultimi anni, nonostante alcuni oggettivi limiti, come l’impossibilità per chi è protestato o chi è stato un cattivo pagatore di accedere, senza garanzie collaterali, a questa forma di credito.

    Come ben sanno gli addetti ai lavori, la categoria prestito personale è in realtà molto eterogenea e include al suo interno sia i prestiti finalizzati che i prestiti non finalizzati. Vediamo di capire di cosa si tratta. Il prestiti finalizzato (che non va confuso con il credito al consumo) è un prestito personale la cui concessione è subordinata ad un giustificativo. Questo significa che per ottenere un prestito personale è necessario allegare un documento (come ad esempio un preventivo spese) che dimostra perché si ha bisogno di quella liquidità. I prestiti personale finalizzati generalmente sono superiori ai 5000 euro. Per somme inferiori la società finanziaria non richiede alcuna motivazione, ossia la liquidità ottenuta può essere utilizzata per qualsiasi scopo.

    Come può fare un lavoratore o un autonomo a chiedere una cessione del quinto a Roma? Da oggi è possibile evitare le perdite di tempo inutili, andando semplicemente su prestifinanzia.it, il sito specialista in prestiti personali, dove non solo è possibile chiedere un preventivo, ma è anche possibile avere tutta le informazioni sulle regole alla base della concessione di un finanziamento, per una scelta consapevole e trasparente. Prestifinanzia.it, sito della società Quintogest spa, ha semplificato il modo con cui è possibile chiedere un prestito personale a Roma.

  • La storia della Ford

    La storia della Ford, industria automobilistica americana, si incrocia con il cammino dello sviluppo industriale. Negli anni trenta infatti, il metodo escogitato dal fondatore della compagnia cambio le sorti di tutta la produzione manifatturiera mondiale. Il fordismo, così venne chiamato dal nome di Henry Ford, prevedeva l’introduzione della catena di montaggio per aumentare la produttività di una fabbrica. In poco tempo sistema si diffuse in tutto il mondo e non soltanto per costruire automobili.

    Fondata nel 1903, la Ford produsse il suo primo modello di successo 5 anni dopo. La Ford Model T venne prodotta in 15 milioni di esemplari e rimase in produzione fino al 1927. Il glorioso marchio attraverso tutto il ventesimo secolo da protagonista, sfondando anche in Europa e nel nostro paese. Con la crisi degli ultimi anni la casa automobilistica registrò momenti di perdita che la costrinsero a vendere i marchi acquisiti nel tempo ma fu anche l’unica industria del settore statunitense che, grazie ad un piano industriale ben congeniato, evitò di chiedere finanziamenti al governo. Nel giro di pochi anni il bilancio fu riportato in attivo.

    Anche in Italia, come dicevamo, la Ford ha riscosso molto successo. Sul mercato sono disponibili molti modelli e la resistenza e l’affidabilità della casa fa sì che sia protagonista anche del mercato dell’usato. Provate a cercare su internet parole inerenti (per esempio “ford c max” o “ford fiesta”) per trovare molte offerte e occasioni che non si possono lasciar scappare.

  • Prestiti personali: oggi il credito è a portata di click

    Le finanziarie sono società iscritte ad un apposito albo (dei Mediatori Creditizi) che erogano prestiti in danaro. Tra le linee di prodotto in forte espansione negli ultimi anni troviamo i finanziamenti personali.

    Questi sono prestiti non finalizzati, cioè non v’è richiesta di motivazione al fine dell’erogazione del prestito.

    Una motivazione non vincolata significa che l’istituto di credito o la società finanziaria a cui ci si è rivolti non concede soldi solo per determinate motivazioni come ad esempio l’acquisto di un bene o un servizio.

    Il denaro viene concesso a chiunque abbia un reddito dimostrabile senza appunto la necessità dichiarare a che cosa sarà destinata la somma richiesta.

    Poichè non vi è un bene in oggetto che viene dato in garanzia del prestito, la somma massima che si può richiedere, come finanziamento, è di 30.000 euro.

    Questo parametro costituisce per le società finanziarie una minor esposizione al rischio, in quanto restituire 30.000 euro è più sostenibile rispetto a 250.000 euro e non mette in difficoltà il beneficiario nella fase di restituzione.

    Il web porta grandi benefici ai richiedenti, in quanto è possibile gestire le pratiche on line, cioè di connettersi ai siti internet di società finanziarie e formulare la domanda di richiesta direttamente dal computer e comodamente da casa.

    Tutte le pratiche per la concessione del denaro vengono gestite a distanza, senza la necessità di dirigersi presso la filiale, avendo comunque a propria disposizione un consulente finanziario di elevata competenza che saprà aiutare il cliente fino alla conclusione della pratica e all’erogazione del prestito.

    www.mussofinanziaria.it

  • Le società Offshore a portata di mouse, con il nuovo sito Societaoffshore.org

    E’ nato un portale semplice e di facile consultazione, che raccoglie al suo interno tutti i principali canali informativi sulle cosiddette società offshore e sui paradisi fiscali. Il portale web è stato caratterizzato con una accentuata portabilità. Societaoffshore.org è un progetto nato per offrire subito tutte le informazioni richieste a ogni navigatore: offre risorse e aggiornamenti al pubblico sulla situazione legale ed economica delle socità offshore.

    All’interno del portale sono presenti diversi strumenti per agevolare la consultazione delle varie sezioni. Altra rubrica di sicuro interesse è quella interamente dedicata alle zone franche. Avventurarsi nei diversi settori del sito sarà facile e sicuro. Grazie ad una semplice registrazione, gli utenti potranno accedere ai servizi esclusivi del portale; potrà comunicare con altri utenti registrati per avere consigli e scambiare opinioni.

  • Facile.it: in 18 mesi le polizze contro furto e incendio calano del 20%

    Se è vero che il numero di furti d’auto negli ultimi anni è calato drasticamente, i veicoli rubati restano tanti: sono stati oltre 124.000 nel 2010. Nonostante ciò, sono sempre meno gli italiani che vogliono assicurarsi contro il furto.

    Facile.it (www.facile.it) – il comparatore di RC auto e moto, ma anche di prestiti, mutui e conti correnti – fa il punto sull’attenzione degli italiani riguardo a questo tipo di copertura, ormai conosciuta ai più ma non per questo richiesta come ci si potrebbe aspettare. Secondo Facile.it se nel luglio 2009 il 32,9% dei preventivi di assicurazione includeva la copertura contro furto e incendio, nel periodo febbraio-aprile 2011 la percentuale è scesa all’11%.

    Questo dato, emerso dall’analisi di circa ottocentomila richieste di preventivo giunte al sito negli ultimi tre mesi, rappresenta la conferma di un trend negativo, che ha visto la percentuale delle polizze furto e incendio scendere progressivamente negli ultimi 18 mesi di oltre il 20%.

    Come si spiega tutto ciò? Il fenomeno va analizzato tenendo presenti due fattori. Il primo riguarda la crescente attenzione dei concessionari e delle case produttrici di automobili, che sempre più spesso offrono, compresa nel prezzo di vendita, anche una copertura assicurativa (per uno o più anni) di furto e incendio. Il dato, quindi, non tiene in considerazione quelle integrazioni. Il secondo elemento che può spiegare questo drastico calo è l’aumento dei premi di RC auto e moto – secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, l’incremento medio annuo è stato del 12% – e questo sta portando sempre più italiani a tagliare, erroneamente, sulle coperture aggiuntive.

    Capitolo costi

    «Tirare la cinghia e rinunciare ad una sicurezza ulteriore – dichiara Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Facile.itpuò anche portare un vantaggio sul breve periodo, ma non è, a ben vedere, la scelta più oculata. Soprattutto se abbiamo ancora delle rate da saldare proteggere l’auto è indispensabile, per non dover incappare nel problema di pagare per un veicolo che non possediamo più» Vista la situazione da questa prospettiva, è evidente che un euro al giorno, questo il costo aggiuntivo di una copertura furto e incendio, rappresenta una cifra davvero irrisoria.

    Le differenze regionali

    Com’è facile intuire, sono le regioni in cui la RC auto in generale, e la copertura assicurativa per furto e incendio in particolare, costano di meno a richiedere in percentuale maggiore questa integrazione. Di contro, in Puglia e in Campania, regioni dove i premi assicurativi sono più elevati, questa garanzia aggiuntiva è decisamente meno richiesta. Di seguito la percentuale di quanti richiedono anche l’assicurazione Furto e Incendio sul totale delle richieste di RC provenienti dalle Regioni. Anche nel migliore dei risultati, quello lombardo, si evidenzia un brusco calo: in Lombardia a luglio 2009 la percentuale registrata era del 48,8%, oggi del 22.14%.