Categoria: Economia e Finanza

  • I cattivi pagatori delle aziende italiane

    La congiuntura economica negativa, l’aumento delle imprese con rilevanti squilibri di liquidità corrente e l’incremento dei ritardi nei pagamenti hanno determinato un cambiamento nelle abitudini commerciali. In questo periodo di sofferenza del mercato, inaspettate sorprese arrivano dai partner considerati un tempo più affidabili. E’ quanto emerge dall’indagine sui cattivi pagatori delle aziende italiane condotta da Assicom S.p.A., società specializzata nel recupero crediti e nelle informazioni commerciali di qualità. L’analisi prende in esame le pratiche di recupero crediti e informazioni commerciali richieste ad Assicom nel periodo intercorso dal 1° gennaio 2007 al 31 settembre 2011. In particolare lo studio ha messo in luce, rispetto al periodo pre-crisi, una prevalenza delle insolvenze verso le società di capitali e i clienti ubicati nella stessa area geografica del creditore e una significativa criticità verso le aziende estere.

    Principali evidenze per area Nielsen:

    · Area Nielsen 1

    _ dal 2007 al 2010 il peso delle società di capitali tra i cattivi pagatori è aumentato di 5 punti percentuali, passando dal 38% al 43%. Il trend sembra mantenersi costante: al terzo trimestre 2011 si è registrata un’incidenza del 41%.

    _ il valore dei recuperi verso i clienti della propria area Nielsen è diminuito dal 35% del 2007 al 33% del 2010, dato in crescita però di 3 punti percentuali al terzo trimestre 2011. Il peso dell’estero si attesta al 14%.

    · Area Nielsen 2

    _ l’incidenza delle società di capitali tra i cattivi pagatori dal 2007 al terzo trimestre 2011 è aumentata di 17 punti percentuali, variando dal 32% al 49%.

    _ il peso degli insoluti dei debitori situati nell’area Nielsen del creditore dal 2007 al 2010 è aumentato di 5 punti percentuali, passando dal 32% al 37%. Al terzo trimestre 2011 il dato si attesta al 32%. L’estero rappresenta il 13% del totale insoluti.

    · Area Nielsen 3

    _ dal 2007 al 2010 il peso delle società di capitali tra i cattivi pagatori è passato dal 38% al 44% (+ 6 punti percentuali). Il dato è stabile al terzo trimestre 2011.

    _ il peso degli insoluti dei debitori situati nella propria area Nielsen è aumentato dal 44% del 2007 al 57% del 2010 (+13 punti percentuali). Al terzo trimestre 2011 si registra un calo di 6 punti percentuali sul 2010. Il peso dell’estero, più alto rispetto alle altre aree Nielsen, è del 17%.

    · Area Nielsen 4

    _ qui l’incidenza delle società di capitali tra i cattivi pagatori dal 2007 al 2010 è aumentata di 10 punti percentuali, passando dal 41% al 51%. Al terzo trimestre 2011 il valore è tornato al 41%.

    _ dal 2007 al 2011 il valore dei recuperi verso i clienti della propria area Nielsen hanno avuto un andamento altalenante attestandosi al terzo trimestre 2011 al 64%, rispetto al 63% del 2007. L’estero rappresenta il 12% del totale insoluti.

    Lo studio dell’atteggiamento preventivo delle aziende italiane ha fatto emergere una obiettiva difficoltà nel gestire il rischio anche nelle zone geograficamente più vicine e quindi meglio conosciute. Diversamente, in riferimento alla forma giuridica del debitore, sembra che le attività di prevenzione siano più mirate e meglio gestite soprattutto nei confronti di quei soggetti che generano più insoluti.

    “Le tendenze emerse dall’analisi, – commenta Alessandro Salvatelli, presidente di Assicom S.p.A. – rovesciano di fatto la situazione rispetto al periodo pre-crisi, dove le società di capitali erano meno insolventi rispetto alle altre forme societarie e le imprese vicine per territorio erano le meno pericolose perché direttamente conosciute o con rapporti consolidati. In uno scenario di mercato sempre più complesso, è strategico – conclude Salvatelli – avviare un’attenta gestione dei crediti commerciali estesa all’intero portafoglio clienti e non solo verso le situazioni potenzialmente più rischiose, avvalendosi di strumenti utili a contenere il rischio.”

  • Ecco i primi 100 innovatori al mondo

    L’aria della recessione si è abbattuta sull’economia mondiale; alcuni stati sembrano sopportare meglio questo periodo difficile ma è indubbio che, se non si riesce ad invertire l’andamento generale, anche le nazioni più virtuose saranno coinvolte all’interno di una spirale verso il basso. Prendiamo l’esempio della Germania; la nazione guidata dalla cancelliera Merkel ha dei numeri molto positivi, specie se confrontati con gli altri stati europei, Italia compresa. Ma quando le altre nazioni non avranno più risorse da investire, allora anche le esportazioni dei prodotti tedeschi crolleranno.

    Esistono però anche aziende che vanno controcorrente, come svela la classifica dei 100 principali innovatori mondiali stilata da Thompson Reuters. La lista vede una leggere preminenza dell’America del Nord (rappresentata da 40 enti o aziende), seguita dall’Asia (31) e dall’Europa (29); sorprende l’assenza dalla classifica dell’economia cinese che, nonostante sia il primo paese al mondo per la creazione di nuovi brevetti, non riesce a trovare nemmeno un rappresentante all’interno di questa indagine. Sorprende molto meno il fatto che non sia presente alcun esponente italiano; la parte del leone nel vecchio continente è svolta dalla Francia, con ben 11 rappresentanti, seguita poi da Germania, Paesi Bassi e Svizzera.

    In Italia purtroppo la ricerca e la modernizzazione delle aziende è ancora troppo indietro; ma c’è chi sta cercando di mettersi al passo con il resto del mondo, investendo in applicazioni di crm che rendano più efficace ed efficiente la gestione dei rapporti con la clientela. Recentemente sono disponibili anche soluzioni di crm mobile, che permettono di gestire i dati presenti nelle applicazioni aziendali anche tramite dispositivi mobili. Una strada da seguire che un domani potrà portare anche un nostro rappresentante in questa prestigiosa classifica.

  • Caro camino, dove ti metto?

    Uno dei momenti più critici durante la costruzione di un’abitazione è trovare il posto giusto per il caminetto. La vocazione di quest’affascinante costruzione è di radunare i membri della famiglia, gli amici, gli ospiti e quindi va posto preferibilmente nel soggiorno o in prossimità di esso. Tuttavia non esiste, una vera e propria regola fissa su dove disporlo bensì, bisogna porre una serie di osservazioni. L’ angolo camino può essere di diverse tipologie: sia di prolungamento sia in volume aperto verso esso, senza contatto con le pareti, a spiga, a isolotto. La dimensione della stanza o del volume che accoglie l’angolo camino condiziona altresì la dimensione del caminetto, cioè si sceglie un carattere imponente solo per un volume altrettanto massiccio. Si possono combinare tuttavia due nozioni opposte: il grandioso e il confidenziale. L’angolo camino può essere riparato dal resto del volume con un caminetto che fa da schermo. Così, pur assicurando il camino come elemento dominante, forte, portante, l’angolo camino rimane in disparte, riparato e intimo. Questo contrasto sì può marcare con una differenza di livello. L’angolo camino posto a una quota inferiore rispetto alla stanza prevederà una discreta marcatura; mentre un angolo camino ribassato con un mezzanino prevederà una marcatura più forte. Prima dell’installazione, si deve tenere conto dell’intralcio effettivo non tanto del caminetto bensì delle sedie radunate attorno ma anche della circolazione dietro le sedie. Ultimo consiglio bisogna cercar di mantenere l’intimità dell’angolo camino senza che questo perda il suo valore. In quanto, il vostro soggiorno, grande o piccolo, di qualsiasi stile, procurerà sempre un’impressione di calore e di comfort. Per ulteriori informazion: nuove costruzioni Bologna

  • L’agente immobiliare e il suo ruolo

    L’attività all’interno delle agenzie immobiliare Bologna non è semplice. Quello che caratterizza il lavoro di un agente immobiliare non si basa esclusivamente sul rapporto fra chi vende e chi acquista o affitta un immobile, ma da un insieme di adempimenti d’impresa imposti dalla legge e richiesti dal mercato. Oggi la figura dell’agente immobiliare ricopre un ruolo di primaria importanza nel settore immobiliare. Egli è un professionista che è in grado di offrire ai propri clienti una pluralità di servizi di alta qualità abbracciando tutti gli aspetti che riguardano la vendita, l’acquisto o la locazione di un immobile o di un’attività commerciale, quindi non si limita a mettere in relazione due o più parti per la conclusione di un affare al solo fine di percepire un compenso. L’agente immobiliare deve essere una figura tranquillizzante per i propri clienti, che garantisce di portare a termine un’operazione immobiliare nel modo più snello e lineare possibile, senza incappare in spiacevoli sorprese. Quindi è una professione che investe una enorme responsabilità sotto diversi punti di vista. Presso ciascuna Camera di Commercio è istituito il ruolo degli agenti di affari in mediazione nel quale devono iscriversi coloro che, a titolo individuale o sotto forma societaria, intendono svolgere l’attività di mediazione, anche se esercitata in modo occasionale. Il Ruolo è distinto in quattro sezioni: agenti immobiliari; agenti merceologici; agenti con mandato a titolo oneroso; agenti in servizi vari. Inoltre, l’aspirante agente immobiliare deve possedere alcuni requisiti morali come assenza di condanne per determinati reati e assenza di misure di prevenzione contro la delinquenza mafiosa. Per ulteriori informazioni: vendita immobili Bologna

  • Un conto deposito che può far la differenza

    Con l’ultima manovra finanziaria le tassazioni sul rendimento sono scese dal 27% al 20%, generando una positiva “turbolenza” nel settore degli investimenti: le banche hanno cominciato a farsi una fortissima concorrenza sui tassi di interesse, provocando una maggiore convenienza dei conti deposito a favore degli investitori e un netto miglioramento delle offerte, che si sono andate via via definendo a colpi di convenienza.
    Cos’è un conto deposito? Come può un conto deposito cambiare la nostra ottica quanto agli investimenti? Come si apre un conto deposito? Farà mai al caso nostro? È presto detto.
    Il conto deposito è un conto bancario che permette operazioni di prelievo e deposito nella massima sicurezza perché le somme di denaro vengono trasferite su conti intestati allo stesso titolare; la stessa persona in possesso di un conto corrente già esistente può dunque effettuare transizioni monetarie semplicemente effettuando un bonifico a proprio nome dal conto corrente al conto deposito in caso di deposito, viceversa in caso di prelievo. Non essendo possibili operazioni verso terzi il sistema gode della massima sicurezza e garanzia.
    Aprire un conto deposito è un’operazione semplice e veloce; l’apertura può avvenire online, via telefonica o, quando disponibile, in una filiale, così come le operazioni ad esso relative; una volta inseriti i propri dati personali e spedito il contratto stampato e firmato che viene generato completando l’inserimento dei dati online il conto corrente bancario del titolare, al momento della creazione del conto deposito, diventa conto “predefinito” e funge da identificativo in caso di operazioni a distanza.
    Il conto deposito, ad ulteriore garanzia della sicurezza con cui avvengono le operazioni, è tutelato in caso di fallimento della banca fino a 100 mila euro da parte del FITD (Fondo Nazionale Tutela Depositi).
    L’operazione più difficoltosa è, senza dubbio, la scelta del tipo di deposito che meglio soddisfi le nostre esigenze di investitori. Il tasso di rendimento, le spese, la durata dei vincoli sono sicuramente alcuni tra i più importanti fattori cruciali per la scelta di un conto deposito. Indubbiamente il fattore più rilevante è rappresentato dalla serietà della banca o della società che ha in gestione i nostri risparmi; in funzione di ciò troveremo offerte più o meno vantaggiose riguardo al rapporto tasso/durata dei vincoli: ovviamente più alto è il tasso di rendimento per i nuovi clienti più il nostro conto frutterà, ma la durata dei vincoli stabilirà il lasso di tempo entro il quale non ci conviene sbloccare il denaro depositato, pena la perdita di quasi tutti gli interessi accumulati. Non sono da sottovalutare la valutazione delle spese di apertura, gestione e di chiusura, solitamente non eccessivamente onerose, e la disponibilità del nostro denaro, la sua svincolabilità: se svincolabili i nostri risparmi è come se fossero sempre disponibili senza aggiunte di penali o tasse aggiuntive, come fosse un normale conto corrente. Superati i nostri dubbi potremo godere di un servizio conveniente e collaudato e contare sulla crescita dei nostri capitali, investiti da esperti nel settore.
    Cosa stiamo aspettando?
    Conti deposito: il massimo rendimento a fronte del minimo rischio.

  • Nel 2012 MT-Energie Italia raddoppierà il numero degli impianti di biogas: da 24 a 43

    MT-Energie Italia, azienda leader nella progettazione e realizzazione di impianti di biogas, passerà dagli attuali 24 impianti a 43 a fine 2012.
    Gli impianti costruiti, equivalenti a oltre 20 Mw installati, permettono di coprire il fabbisogno energetico di 60.000 famiglie e passeranno a 105.000 con gli impianti in progettazione, per un totale di 35 Mw. Oltre alle classiche regioni della pianura padana, particolarmente vocate al settore del biogas (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), MT-Energie sta costruendo e progettando impianti anche in Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Toscana e Sardegna.
    ‘Un anno decisamente importante per la nostra azienda, che è riuscita ad ottenere questo straordinario risultato in così poco tempo – commenta il Direttore Luigi Buson – grazie alla tecnologia proposta e all’efficienza dello staff italiano.’
    Un raddoppio che avviene ad appena quattro anni dalla costituzione dell’azienda e in un periodo in cui – aggiunge Buson – ‘si attendono con particolare interesse gli interventi legislativi italiani in materia di biocarburanti’. Infatti, il Gruppo MT-Energie di cui fa parte MT-Energie Italia, è detentore del brevetto tecnologico Biomethan, ossia del brevetto per la realizzazione di impianti di biometano, utilizzato in Germania per enti pubblici ed aziende private. Tale tecnologia potrebbe essere applicata anche qui in Italia, appena normato il settore, immettendo biomentano nella rete del gas naturale portando notevoli benefici alla comunità anche in termini di sostenibilità ambientale.
    Per presentare ad aziende ed enti interessati la tecnologia del biometano e degli impianti di biogas, MT-Energie è presente a Fieragricola, Padiglione 10 Stand A3, a Verona dal 2 al 5 febbraio 2012.

  • Ridefinizione del catasto

    Il Catasto italiano è un malato che soffre da tanto anzi troppo tempo. In tanti hanno cercato di mettere mano ma la cura non ha avuto gli effetti sperati. Le principali patologie sono: rendite assolutamente non allineate con i valori di mercato, parametri di calcolo legati ai vani e non agli effettivi metri quadri dell’immobile e classificazioni ormai vecchie e incapaci di descrivere in maniera realistica il patrimonio degli immobili del nostro Paese. L’ultimo Governo che cercò di porre rimedio alla questione in maniera ufficiale fu quello presieduto da Prodi che, sebbene avesse presentato un collegato alla Finanziaria del 2006, non riuscì a portarlo a compimento a causa della fine anticipata della legislatura. Oggi, il governo Monti sembra intenzionato ad arrivare all’approvazione della riforma in maniera molto rapida. La modifica principale riguarda la valutazione degli immobili non sul numero di vani presenti, ma secondo le dimensioni effettive e dei metri quadri. Il nuovo valore catastale dovrà considerare contemporaneamente la rendita ma anche il valore patrimoniale dell’immobile così da poter garantire una base imponibile corretta per il calcolo delle varie tasse legate al mattone. Per ulteriori informazioni: immobiliare Bologna

  • Classe energetica immobili, ancora mancanze sugli annunci

    Siamo ormai giunti ad inizio Febbraio, un mese intero è già passato da quando le nuove regole riguardanti l’obbligo di segnalazione della classe energetica negli annunci immobiliari è stata posta in essere. Ebbene se pur una buona parte delle inserzioni inerenti la vendita appartamenti Bologna presenti adeguatamente i dati richiesti, vi è un 63% degli annunci che non riporta affatto la certificazione energetica dell’oggetto trattato. Il panorama relativo all’argomento deve essere valutato nella sua complessità per trarne una visione utile sulla quale poter argomentare in modo costruttivo. Le regioni Lombardia, Toscana e Lazio sono quelle che riportano in modo più adeguato le classi e vanno infatti a costituire da sole oltre il 55% del totale nazionale per quel che concerne l’adeguata indicazione di classe energetica negli annunci immobiliari, la Lombardia in particolare si presenta come la regione che più di ogni altra tiene fede al regolamento con oltre un 40% di annunci regolarmente stilati. Vi è comunque da riferire anche una ulteriore nota interessante a riguardo: la Lombardia è attualmente l’unica regione in cui sono poste in atto le sanzioni pecuniarie per coloro che non indicano la certificazione di classe. Questa mancanza può infatti tradursi immediatamente in una sanzione che può arrivare fino a 5000 euro, una discreta cifra per risparmiare qualche riga di testo. Ben sappiamo che non si tratta solo di questo in termini di commercio immobiliare, ma ad oggi il tema è molto sentito ed è necessario favorire le compravendite facendo perdere meno tempo possibili ai potenziali acquirenti. Anche la regione Emilia Romagna si sta comportando bene, migliorando di giorno in giorno la percentuale di annunci riportanti l’insieme di dati richiesti dal regolamento. Per ulteriori informazioni: vendita immobili Bologna

  • Vendi e acquista casa da privati su casaprivati.net

    Se stai pensando di vendere casa forse ti sarai già chiesto che probabilmente il prezzo dell’immobile potrebbe anche essere inferiore se non dovessi affidarti all’intermediazione di un’agenzia immobiliare. Vero, ma come fare a trovare potenziali acquisrenti, promuovere il tuo annuncio immobiliare e vendere casa in maniera autonoma e indipendente.

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  • Pensiline e tettoie, la corte dei conti si pronuncia: serve l’autorizzazione

    La Corte dei conti con una sentenza che ha emanato lo scorso 7 settembre ha rilevato un’identità tra la nozione di pensilina e tettoia, che può aumentare l’abitabilità dell’immobile. Diventa necessario richiedere il permesso di costruire nel caso in cui la realizzazione di questi interventi non può essere considerato provvisorio. Inoltre, la Cassazione ha ricordato che il permesso di costruire deve essere richiesto non solo per la creazione di nuovi volumi, ma per tutti gli interventi che implicano in maniera esplicita una modifica del territorio. Sono esenti da autorizzazione i pergolati in quanto sono costituiti da una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore e destinati solitamente alla produzione di ombra. Per ulteriori informazioni: nuove costruzioni Bologna